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San Fedele.

Scuola di Preghiera

Tutti i mercoled dalle 12.45 alle 13.45

17/11/2010

IL PECCATO STRUTTURALE Come al solito ci siamo messi alla presenza del Signore con un tempo di rilassamento, di tranquillit, cercando di lasciare fuori le nostre occupazioni quotidiane, non per negarne lesistenza (sarebbe stolto e tra laltro contrario allo spirito degli Esercizi), ma per ricomprenderle alla luce della Parola di Dio, di un Dio che vuole illuminare tutta la nostra vita, ricentrandola su ci che veramente ci fa essere noi stessi di fronte a Lui, fonte della vera vita, della vera gioia, della vera pace. E la vera pace che il Signore ci vuole dare non pu che passare attraverso la verit di noi stessi, della nostra vita, delle nostre relazioni. Ma proprio le relazioni in cui siamo immersi ci segnalano che il nostro essere creature nelle mani di Dio spesso oscurato, spesso manomesso, spesso negato, da situazioni di MALE, di PECCATO, che ci precedono. In esse noi siamo spesso immersi (per non dire sempre), e non per niente facile restarne immuni, tirarsene fuori. Il cosiddetto peccato strutturale su cui siamo oggi invitati a riflettere, sembra essere spesso il liquido amniotico in cui tutti noi nuotiamo, di cui tutti noi viviamo... Sfruttamento, povert, malattie, vendette, pulizie etniche, guerre, atrocit, sistematiche depredazioni (non solo degli uomini, ma pure del pianeta stesso) a favore di pochi, mafie, ingiustizie... Serve altro per renderci conto del mare in cui nuotiamo? E che ne della creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio di cui ci parlava la Sacra Scrittura in quel capitolo mirabile sulla creazione (cf. Gen 1)? Che ne del vaso modellato da Dio? O dellintera bottega del vasaio? Sembra che il vasaio stesso abbia perso la bussola del suo luogo di creazione... Sentiamo la Parola del Signore:

Il mio popolo ha commesso due iniquit: essi hanno abbandonato me, sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne screpolate, che non tengono lacqua. Il Signore dal cielo si china sugli uomini per vedere se esista un saggio: se c un uomo che cerchi Dio. Tutti hanno traviato, sono tutti corrotti; pi nessuno fa il bene, neppure uno. Quando Israele era giovinetto, io lho amato e dallEgitto ho chiamato mio figlio. Ma pi li chiamavo,

Ger 2, 13

Sal 14, 2 3

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pi si allontanavano da me; immolavano vittime ai Baal, agli idoli bruciavano incensi. Ad Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bont, con vincoli damore; ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare. [Non] ritorner al paese dEgitto, Assur sar il suo re, perch non hanno voluto convertirsi. Il mio popolo duro a convertirsi: chiamato a guardare in alto nessuno sa sollevare lo sguardo.

Os 11, 1 5. 7

ESERCIZIO Dopo aver lasciato risuonare qualche istante la Parola dentro di me, con tranquillit, faccio lavorare la memoria e lintelletto, cercando di rendere presente a me stesso e a Dio quei luoghi di peccato strutturale che maggiormente mi colpiscono, che maggiormente mi sembrano far parte del nostro mondo, della nostra societ, del nostro oggi di figli di Dio, che, bench amati dal Padre, spesso si dimenticano di questa relazione e guardano altrove nella loro vita. Poi cerco di rendermi conto, alla luce di un Dio che non cessa di cercare il bene fra gli uomini, quali sono le strutture di peccato che maggiormente vedo presenti nella vita e nei luoghi dove vivo: casa, lavoro, quartiere, citt, relazioni... Infine provo ad immaginare cosa direbbe il Signore a me e alle persone che come me sono inserite in questa rete di male perch ci si renda conto di come stiamo, di dove siamo... Quali potrebbero essere i sentimenti di Dio di fronte a queste strutture che di fatto operano una decreazione?

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