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Il commento

Vitamina D alla dimissione dai punti nascita: modalit di comportamento


GIAMPIERO I. BARONCELLI

UO Pediatria I, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Ospedale S. Chiara, Pisa

Sarebbe auspicabile che la prevenzione dellipovitaminosi D fosse condotta in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

l lavoro di Nassimbeni (pag. 100) ha preso in esame un aspetto molto importante e cio la prescrizione di vitamina D al momento della dimissione dai punti nascita del Triveneto. Il lavoro lodevole poich i dati a tale proposito sono piuttosto scarsi e frammentari. Lindagine rileva una buona aderenza alle attuali linee guida sulla supplementazione del neonato con vitamina D e questo confortante perch denota la sensibilit dei pediatri alla prevenzione dellipovitaminosi D fin dalla nascita. Un altro elemento fondamentale che emerso dallo studio che in circa il 90% dei neonati viene prescritta la supplementazione con vitamina D e che il dosaggio consigliato in accordo con le indicazioni attuali in oltre il 93% dei casi. Per quanto riguarda i fabbisogni raccomandati di vitamina D nel 2012 lAccademia Americana di Pediatria (AAP)1 ha accettato quelli proposti dallIstituto di Medicina degli USA (IOM)2. Recentemente sono stati aggiornati anche i LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) relativi alla vitamina D da parte della Societ Italiana di Nutrizione Umana (SINU)3; essi risultano sostanzialmente sovrapponibili a quelli della AAP e della IOM. Nella sintesi prefinale dei LARN non sono comunque indicati i fabbisogni raccomandati per i lattanti tra 0 e 6 mesi3. In Tabella I sono riportati i fabbisogni raccomandati e il livel-

lo massimo tollerabile di assunzione di vitamina D nelle varie et. A proposito dei preparati di vitamina D che vengono suggeriti al momento della dimissione, dallindagine di Nassimbeni emerge che in meno di un terzo dei neonati viene consigliata la supplementazione con la sola vitamina D. Attualmente sono disponibili in commercio molti prodotti a base di vitamina D, la maggioranza dei quali rientrano nel gruppo degli integratori; solo tre prodotti sono classificati come farmaci e quindi disponibili nel SSN (uno in fascia A contenente solo vitamina D e due in fascia C, uno dei quali contenente anche vitamina A mentre laltro un polivitaminico). La maggior parte degli integratori contiene altre vitamine, minerali o composti oltre alla vitamina D; pochi contengono solo vitamina D. Per la prevenzione dellipovitaminosi D nel neonato e nel lattante sano sufficiente utilizzare prodotti contenenti solo vitamina D. Tale aspetto stato correttamente discusso nello studio di Nassimbeni e mi trova pienamente daccordo con lAutore. Infatti, sebbene non vi sia alcuna controindicazione alla somministrazione di prodotti che associano la vitamina D ad altre vitamine o composti, non vi nemmeno la necessit. Un commento a parte va fatto per la vitamina K. Secondo le indicazioni della Societ Italiana di Neonatologia del 20044 il nato a termine dovrebbe essere supplementato, per via orale, con vita-

mina K dal 7 giorno o dalla 2 settimana, a seconda dei protocolli, fino alla 14 settimana di vita per la prevenzione della forma tardiva della malattia emorragica del neonato. Pertanto, la vitamina D pu essere associata alla vitamina K per questo breve periodo. Oltre ai vari integratori, disponibile un prodotto a base di vitamina K in fascia A. Ad ogni modo, non vi sono raccomandazioni ufficiali internazionali sulla necessit di supplementare i lattanti con vitamina K durante i primi tre mesi di vita, oltre alla somministrazione per via im da effettuare alla nascita per la prevenzione della forma precoce della malattia emorragica del neonato. Una recente revisione della letteratura di Lippi e Franchini5 ha chiaramente messo in evidenza lestrema variabilit nelle modalit di somministrazione della vitamina K, soprattutto per la prevenzione della forma tardiva della malattia emorragica del neonato. Non vi alcuna indicazione alluso dei metaboliti attivi della vitamina D per la profilassi dellipovitaminosi D sia nel nato a termine che nel pretermine. La supplementazione con vitamina D andrebbe effettuata in tutti i neonati, allattati totalmente o parzialmente al seno, indipendentemente dalla razza, religione, colore della pelle, stagione di nascita e posizione geografica. I neonati da madri con ridotto stato vitaminico D o affetti da patologie severe sono particolarmente a rischio di ipovitaminosi D6. I nati pretermine necessitano di dosi pi elevate di vitamina D (800-1000

Medico e Bambino 2/2013

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Il commento

FABBISOGNI RACCOMANDATI E LIMITI DI TOLLERANZA DI VITAMINA D (UI/DIE) NELLET EVOLUTIVA Fasi della vita IOM, 2010 - AAP, 2012 AI EAR RDA UL 400 400 400 400 400 600 600 600 1000 1500 2500 3000 4000 AI nr 400 LARN, 2012 EAR RDA 400 400 400 600 600 600 UL nr 1000 2000 2000* 4000

Conflitto di interesse: nessuno Indirizzo per corrispondenza: Giampiero I. Baroncelli e-mail: g.baroncelli@med.unipi.it
Bibliografia 1. American Academy of Pediatrics. Dietary reference intakes for calcium and vitamin D. Pediatrics 2012;130:e1424. 2. Ross AC, Manson JE, Abrams SA, et al. The 2011 Report on dietary reference intakes for calcium and vitamin D from the Institute of Medicine: what clinicians need to know. J Clin Endocrinol Metab 2011;96:53-8. 3. Societ Italiana di Nutrizione Umana (SINU). Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana. Revisione 2012. XXXV Congresso Nazionale SINU. Bologna, 22-23 ottobre 2012. 4. Profilassi con la vitamina K dellemorragia da deficit di vitamina K. Consensus Conference 2 Aprile 2004, Siena. Acta Neonatol Pediatr 2004;4:375-7. 5. Lippi G, Franchini M. Vitamin K in neonates: facts and myths. Blood Transfus 2011;9:4-9. 6. Baroncelli GI, Vierucci F, Bertelloni S. Profilassi dellipovitaminosi D nel lattante e nel bambino. In: Baroncelli GI (ed). Ipovitaminosi D. Prevenzione e trattamento nel neonato, nel bambino e nelladolescente. Fidenza: Mattioli, 2011:49-74. 7. Bagnoli F, Casucci M. Osteopenia del pretermine: ruolo della vitamina D. In: Baroncelli GI (ed). Ipovitaminosi D. Prevenzione e trattamento nel neonato, nel bambino e nelladolescente. Fidenza: Mattioli, 2011:33-48.

Lattanti 0 - 6 mesi 6 - 12 mesi Bambini 1 - 3 anni 4 - 8 anni Adolescenti 9- 18 anni

IOM: Institute of Medicine of the National Academies USA; AAP: American Academy of Pediatrics; LARN: Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana; AI: Adequate Intake (Assunzione Adeguata: apporto considerato adeguato in base ai dati della letteratura); EAR: Estimated Average Requirement (Fabbisogno Medio: apporto stimato in grado di coprire i fabbisogni del 50% della popolazione); RDA: Recommended Dietary Allowances (Assunzione Raccomandata per la Popolazione: apporto stimato in grado di coprire i fabbisogni di oltre il 97,5 % della popolazione); UL: Tolerable upper intake levels (Livello Massimo Tollerabile di Assunzione: apporto al di sopra del quale possibile linsorgenza di eventi avversi); -: non definito; nr: non riportato; *: da 4 a 10 anni; : da 11 a 18 anni.

Tabella I

UI/die) per aumentare lassorbimento intestinale di calcio e fosforo ed assicurare un normale stato vitaminico D, almeno fino al raggiungimento di una et post-concezionale corrispondente alla nascita a termine. Dopo tale periodo lapporto consigliato di vitamina D lo stesso dei nati a termine6,7.

Sarebbe auspicabile che la prevenzione dellipovitaminosi D nel lattante fosse condotta in modo uniforme in tutto il territorio nazionale secondo le linee guida. A tale fine, il pediatra di famiglia ha un ruolo fondamentale di verifica affinch la vitamina D venga somministrata nel modo corretto.