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ArsGnomonica.com

COMMENTARIO ALLE FORMULE DEL FANTONI

A CURA DI ANTONIO GIORGI

15 edizione (29 giugno 2010)


Copyright 2002-2010 Antonio Giorgi Architetto [antonio.giorgi@arsgnomonica.com] Osservazioni, suggerimenti, segnalazioni di errori e di imprecisioni saranno graditi

Indice
Introduzione ............................................................................................ 1
Ambito, definizioni ........................................................................................................... 1 Dati ...................................................................................................................................... 2 Incognite ............................................................................................................................. 5 Formule, casistica, convenzioni ...................................................................................... 6 Ringraziamenti ................................................................................................................. 12

Cap. I Lelevazione dello stilo .......................................................... 13


Formule............................................................................................................................. 13 Considerazioni ................................................................................................................. 14 Casi particolari ................................................................................................................. 16 Esempi .............................................................................................................................. 19

Cap. II Langolo sustilare ................................................................ 21


Formule............................................................................................................................. 21 Considerazioni ................................................................................................................. 22 Casi particolari ................................................................................................................. 27 Esempi .............................................................................................................................. 31

Cap. III Lora sustilare t .................................................................... 34


Formule............................................................................................................................. 34 Considerazioni ................................................................................................................. 36 Casi particolari ................................................................................................................. 38 Esempi .............................................................................................................................. 41

Cap. IV Gli angoli delle linee orarie .................................................. 44


Formule............................................................................................................................. 44 Considerazioni ................................................................................................................. 45 Casi particolari ................................................................................................................. 46 Esempi .............................................................................................................................. 48

Appendice .............................................................................................. 50

Tipologie ........................................................................................................................... 50 Formule............................................................................................................................. 53 Peculiarit ......................................................................................................................... 56

Bibliografia ............................................................................................ 58

Introduzione
Ambito, definizioni
Queste pagine non mirano di certo a voler costituire unopera completa di gnomonica (ne esistono di ben pi autorevoli), ma vogliono essere, senza presunzione alcuna, un commentario, una ricognizione minuziosa1 sullapplicazione2 di quella manciata di formule che sono alla base del calcolo di un orologio solare, secondo lapproccio matematico (contrapposto al procedimento geometrico) illustrato dallamm. Fantoni nel suo monumentale trattato3, al quale doverosamente rimandiamo per ogni approfondimento. Gli orologi solari presi in considerazione4, pertanto, non saranno tutti quelli concepiti dalluomo attraverso le diverse epoche e le diverse civilt, non apparterranno a tutte le tipologie, ma saranno semplicemente gli orologi solari pi comuni, quelli pi diffusi nella nostra cultura: gli orologi piani, ad angolo orario, a stilo polare, ad ore vere, locali, moderne. Pi in particolare, lambizioso obiettivo dei presenti appunti quello di esaminare, con il maggior approfondimento possibile, il comportamento di ciascuna grandezza, incognita, variabile coinvolta nel calcolo gnomonico, dalla presentazione della corrispondente formula generale, ai valori limiti, alle eccezioni, ai casi particolari ed a quelli impossibili, coprendo tutta la casistica, fugando ogni dubbio e spiegando ogni passaggio. Visto il dichiarato limite di questa modesta opera, dunque, non si svilupperanno approfondimenti su argomenti come le lunghezze dombra, lilluminazione, le ore italiche e babiloniche ecc., tutti argomenti trattati ampiamente nel testo dellammiraglio5.
Per chiarire alcuni passaggi meno chiari, per colmare qualche lacuna, per correggere qualche inesattezza. 2 E non sul significato o sullorigine, che si rifanno con evidenza allastronomia ed alla trigonometria sferiche, e che qui non si mettono in discussione. 3 G. Fantoni. Orologi solari. 4 Riguardo al calcolo, non agli aspetti concreti della realizzazione (materiali, tecniche ecc.). 5 Rispettivamente nei capp. VIII, X, XVIII.
1

Introduzione

Date per scontate le nozioni base di gnomonica, astronomia, geometria o matematica, si esamineranno gli elementi particolari necessari al calcolo di un orologio solare via via che compariranno nella trattazione. Le convenzioni sulluso dei segni, sul verso di misurazione degli angoli, sugli assi di riferimento ecc. verranno sempre specificate con chiarezza lungo la trattazione. Ricordiamo qui la distinzione tra il concetto di direzione e quello di verso (che poi analogo a quello tra retta e semiretta), importante ai fini di un corretto uso delle formule che seguiranno. Dato che le linee che andremo a calcolare ed a tracciare sul quadrante dellorologio sono semirette, ecco che descriverne la direzione come rette intere (ottenibile da molte formule) spesso non sufficiente a consentirne una costruzione certa; occorre infatti dare anche un verso alla retta (come nei vettori), conoscere cio quale delle due semirette dobbiamo considerare. Perci, come vedremo, sar spesso necessario qualche passaggio aggiuntivo per risolvere lambiguit ed individuare univocamente langolo cercato. Infine, nel parlare di quadro (o di quadrante) dellorologio, si tenga presente che lo si distingue dal piano, che pure lo contiene: una cosa infatti il piano, che presenta due facce, opposte tra loro, ed una cosa, appunto, il quadro (o quadrante), che corrisponde ad una singola e specifica faccia del piano. Analogamente quando si parla di semispazio del quadro, sintende quello (tra i due in cui lo spazio tagliato dal piano) che si trova dalla parte del quadro, verso cui il quadro rivolto.

Dati
I dati assolutamente fondamentali, da acquisire preliminarmente, per calcolare un orologio solare sono:

la latitudine del luogo [dallequatore (0), negativa a sud e positiva a nord, variabile tra 90 e +90];

Dati

linclinazione i del quadro [dalla posizione verticale (0), negativa verso il basso (il semispazio del quadro contiene il nadir) e positiva verso lalto (il semispazio del quadro contiene lo zenit), variabile tra 90 e +906].

Laltro dato, in teoria non fondamentale, ma in realt quasi sempre necessario, quando cio il quadro non orizzontale, :

la declinazione d del quadro [da sud (0), negativa ad est e positiva ad ovest, variabile tra 180 e +180].

Opzionalmente, poi, possono essere necessari altri dati: la longitudine del luogo [dal meridiano di Greenwich (0), negativa a ovest e positiva ad est7, variabile tra 180 e +180], se si vuole calcolare un orologio non ad ore locali, ma ad ore del fuso, cio riferite ad un meridiano diverso da quello locale8; la lunghezza l dello stilo, se si vorranno calcolare le linee diurne per usare lorologio anche come calendario9, oppure la sua sporgenza g (lunghezza dellortostilo, o distanza dello stilo dal quadro negli orologi polari), per calcolare le linee orarie negli orologi polari10. Ci sarebbe da aggiungere, poi, una considerazione su un caso del tutto particolare (in realt, per, a dir poco irreale ed improbabile!): quello di un orologio al polo Per prevedere tutta la casistica e completare come si deve la teoria, infatti, non possiamo trascurare la possibilit che si debba calcolare un orologio esattamente sul polo11, anche se a nessuno mai verr in mente di cimentarsi in unavventura tanto inutile e stramba! In quel caso12, com facile immaginare, si verificano una serie di condizioni estreme che, in pratica, quasi obbligano ad adottare accorgimenti ed escamotage
In realt, pur essendo un quadro geometricamente orizzontale anche a faccia in gi, cio con i = -90 , in gnomonica non avrebbe senso: sarebbe un orologio mai funzionante. Perci sia -90 < i +90 . 7 Secondo la convenzione gnomonica piuttosto che secondo quella astronomica. 8 Sistema non trattato nei presenti Appunti (vedi G. Fantoni. Orologi solari, cap. XII). 9 Sistema non trattato nei presenti Appunti (vedi G. Fantoni. Orologi solari, capp. VII-IX). 10 Vedi a pag. 46. 11 Sud, preferibilmente, visto che su quello nord si tratterebbe di lavorare, come se non bastasse, su ghiacci alla deriva! 12 Che esamineremo pi dettagliatamente nel corso della trattazione.
6

Introduzione

(comunque del tutto leciti matematicamente), per superare ambiguit e passaggi critici. In sostanza il problema si pu riassumere cos: sul polo la longitudine perde significato, indeterminata, anzi potremmo dire che incontriamo tutte le longitudini contemporaneamente; il sud (se siamo sul polo nord) dovunque intorno a noi, e il nord perde significato (il contrario al polo sud); lest e lovest svaniscono, oppure sono dovunque anchessi (sempre comunque opposti tra loro ed a 90 di azimut dal sud/nord); non c un meridiano locale, oppure ce ne sono infiniti (come per la longitudine); 13 perci il Sole non transita mai, o sempre in transito: quindi o non mai mezzogiorno, o lo sempre; non vige un fuso orario particolare, o sono tutti in vigore contemporaneamente, e quindi non possiamo dire che ora , o possiamo dire che sono tutte le ore contemporaneamente; e cos via Ovviamente stiamo descrivendo una situazione paradossale, da incubo, dalla quale tuttavia possibile (e consigliabile!) uscire adottando una convenzione, scegliendo di seguire una regola. La convenzione che adottiamo la seguente. Al polo si scelga, tra le infinite presenti e possibili, una longitudine di riferimento, un meridiano locale, per stabilire listante del transito, ed inoltre individuare la direzione dei punti cardinali (il sud, innanzitutto, se siamo a nord, e viceversa). In particolare, se il quadro non orizzontale, la longitudine ed il meridiano locale siano quelli verso cui guarda il quadro, tali cio che la declinazione di esso sia 0, ed il meridiano perci indichi il sud (se siamo a nord, mentre sia 180 ed indichi il nord se siamo a sud). Se il quadro invece orizzontale (orologio equatoriale), mancando la declinazione, possiamo scegliere una longitudine ed

[0.1]

Sottinteso sopra lorizzonte (sei mesi allanno da quelle parti), condizione necessaria in gnomonica affinch i nostri sforzi abbiano senso
13

Incognite

un meridiano qualsiasi: ad esempio, quelli di Greenwich (0), o quelli etnei (15 E), o quelli di casa nostra ecc. In questo modo, come si vedr di volta in volta discutendo i casi particolari, tante ambiguit si risolvono e svaniscono, ed un caso estremo e poco maneggevole come un orologio al polo pu essere trattato quasi come un caso comune.

Incognite
Le incognite da calcolare per realizzare un orologio solare sono:

lelevazione 14 (epsilon) dello stilo [dal quadro, negativa quando lo stilo punta al polo sud e positiva al polo nord; langolo pu ricadere nei quadranti I e IV]; langolo (sigma) della sustilare [dallasse15, positivo in senso antiorario; quadranti I, II, III e IV]; langolo P al polo della sustilare [dal meridiano superiore16, negativo ad est e positivo ad ovest; quadranti I, II, III e IV]; lora t della sustilare [quadranti I, II, III e IV]; gli angoli (omega) delle linee orarie [dalla sustilare, positivi in senso orario; quadranti I, II, III e IV].

Sebbene il simbolo sia universalmente usato in astronomia per indicare lobliquit delleclittica, usato qui per indicare lelevazione dello stilo, non ritenendo che ci sia rischio di ambiguit o confusione. 15 La semiretta superiore di massima pendenza del quadro negli orologi non orizzontali, oppure il punto cardinale nord in quelli orizzontali (in questultimo caso, se lorologio orizzontale al polo, ed perci anche equatoriale, e si tratta del polo sud, allora lasse coincide col meridiano locale scelto convenzionalmente, mentre al polo nord lasse coincide col meridiano opposto a quello locale). 16 Considerando che a rigore il meridiano il cerchio massimo celeste passante per i poli e lo zenit (e perci anche il nadir), il meridiano superiore ne la met (delimitata dai poli) che contiene proprio lo zenit.
14

Introduzione

Formule, casistica, convenzioni


Rimandando per ogni approfondimento al testo di riferimento, diciamo solamente che i dati e le incognite appena elencati concorrono a definire una rappresentazione della sfera celeste in cui gli uni e le altre sono strettamente correlati, costruzione questa che grazie alla trigonometria sferica ed a quella piana e ad una manciata di formule consente di risolvere vari problemi ed individuare le incognite in funzione dei dati. Considerando un triangolo sferico di angoli , , , e di lati (archi) ad essi rispettivamente opposti a, b, c, risultano le seguenti relazioni: Formule dei seni

sin a sin b sin c = = sin a sin b sin g


Formule dei coseni (o di Eulero)

[0.2]

cos a = cos b cos c + sin b sin c cos a cos b = cos a cos c + sin a sin c cos b cos c = cos a cos b + sin a sin b cos g
Formule di Vieta

[0.3]

cos a = sin b sin g cos a - cos b cos g cos b = sin a sin g cos b - cos a cos g cos g = sin a sin b cos c - cos a cos b
Giova inoltre ricordare le seguenti corrispondenze: Angoli associati

[0.4]

sin a = sin (180-a ) -sin a = sin (-a ) -sin a = sin (180 +a )

cos a = cos (-a ) - cos a = cos (180 +a ) - cos a = cos (180-a )

[0.5]

sin a = cos (90-a ) sin a = cos (-90 +a )

cos a = sin (90 +a ) cos a = sin (90-a )

Formule, casistica, convenzioni

Ci saranno utili anche le seguenti relazioni: Formule di Werner: sin a sin b = cos (a -b) - cos (a + b) 2 cos (a + b) + cos (a - b) cos a cos b = 2 sin (a + b) - sin (a -b) cos a sin b = 2

[0.6]

Aggiungiamo ora alla nostra attrezzatura trigonometrica una procedura dindubbia utilit, che riguarda il calcolo di angoli con la funzione inversa arcotangente. La funzione arcotangente standard, nota la tangente di un angolo, consente di ricavare lo stesso fornendolo come valore compreso tra 90 e +90, cio appartenente al IV o al I quadrante, considerando per solo una met dei casi possibili. Ad esempio, da tan a = -3.65 fornirebbe solo a = -74.68 , ignorando il valore, altrettanto lecito e possibile, di a = +105.32 : come dire che fornirebbe di sicuro solo la direzione cercata, ma senza individuare univocamente anche il verso. Ed in molti casi (in realt quasi sempre) quellinformazione non sufficiente, incompleta. Ecco perch, in certe circostanze17, possibile (e preferibile) utilizzare una versione per cos dire evoluta della funzione arcotangente, che in grado di indicare senza dubbi o incertezze langolo corretto, tra i due reciprocamente opposti: lutilit di una simile funzione tale che in alcune calcolatrici, in molti programmi di calcolo e linguaggi di programmazione per computer essa disponibile, in aggiunta allarcotangente standard (di solito indicata con atn, atan o arctan), ed chiamata a volte arcotangente2 (indicata con atn2, atan2, o arctan2).

Quando cio si cerca di orientare una semiretta, come una linea oraria, e quindi si sa per certo che langolo che si sta cercando pu avere qualunque ampiezza, da 0 a 360, e non essere perci limitato solo ad uno o due quadranti.
17

Introduzione

Il suo funzionamento si basa sul semplice principio seguente: se largomento della funzione il quoziente di una frazione, se ne calcoli la normale arcotangente, poi, se il valore del denominatore di segno negativo18, si scelga langolo opposto, cio si sommino o sottraggano 180 allangolo calcolato19.
[0.7]

+2.19 Ad esempio, se a = arctan , allora a = -74.68 , ma poich -0.60 -0.60 < 0 , allora a = a + 180 , cio a = -74.68 + 180 , cio a = 105.32 . Con questo sistema si supera lambiguit e si ricava langolo corretto. (Uneccezione a quanto appena detto descritta a pag. 52, a proposito del calcolo dellinclinazione del quadro.) Pu essere altres utile, trovandosi alle prese con prodotti o quozienti di funzioni che tendono a zero o allinfinito, come la tangente, ricordare quali casi limite possono presentarsi nellaffrontare angoli particolari, e come risolverli. Ecco i casi che possono presentarsi ed i valori che forniscono:
0 =0 n n =0 0 = 0 20 n = 0 = n = 0

0 = ind.
0 = ind. 0 = ind.

Oppure se i valori del numeratore e del quoziente sono di segno diverso. Sommare o sottrarre 180 ad una grandezza angolare ovviamente la stessa cosa, cos come esprimere uno stesso angolo in complemento a 360, come, ad esempio, 70 o +290. 0 1 20 = 0 = 00 = 0
18 19

Formule, casistica, convenzioni

sin b , con b = 0 e g = 90 , tan g 0 0 dobbiamo rifarci al caso , essendo perci a = arccos , cio a = arccos0 , e quindi a = 90 . cos b Dovendo invece calcolare a = arctan , con b = 90 e g = 0 , ci trovetan g 0 remmo di fronte al caso , che ci dice che il valore che cerchiamo indeter0 minato: questa situazione, per quanto riguarda i nostri calcoli, significa semplicemente che langolo che ci interessa pu assumere qualunque ampiezza (vedi anche la tabella di pag. 51). Nei capitoli seguenti la descrizione del calcolo degli orologi avviene considerando ed illustrando, incognita per incognita, formula per formula, dapprima il caso generico degli orologi comunque orientati, inclinati e declinanti, poi i casi particolari degli orologi orizzontali, verticali, polari21, equatoriali22, che per il verificarsi di condizioni limite possono richiedere luso di formule specifiche, alternative a quelle generali. Prima di procedere col calcolo delle incognite, perci, opportuno individuare la tipologia in cui rientra lorologio che si sta studiando, per poter scegliere cos quali formule adoperare, e fronteggiare le situazioni critiche che dovessero eventualmente presentarsi, e non incappare in casi indeterminati o impossibili da risolvere.
Ad esempio, dovendo calcolare a = arccos

21 22

Il cui piano parallelo allasse polare terrestre, quindi allo stilo. Il cui piano parallelo al piano equatoriale terrestre, ed al quale quindi perpendicolare lasse polare, e perci lo stilo.

10

Introduzione

Per far ci sufficiente definire innanzitutto i 4 casi particolari di orologio individuati dal verificarsi di certe combinazioni di valori che i dati di partenza (, i, d) possono assumere:

i = +90 i = 0 i = 0 cos d - tan j tan i = 0 j = 90


i = + 90 {j = 90

i = +90 O. polare { {j = 0 j i = -j O. equatoriale {di = { = 180 d = 0


24

O. orizzontale23 O. verticale

Bisogna notare che i casi particolari possono sovrapporsi e combinarsi in vari modi, e che in caso di identit multipla la tipologia elencata pi in basso nella tabella precedente (nellordine orizzontaleverticalepolareequatoriale) quella che comanda. Ecco perci che: un orologio verticale pu essere considerato polare quando declina ad est o ad ovest (e non al polo), ed andr calcolato cos (quadro meridiano); un orologio verticale pu ancora essere polare, se al polo, e cos sar calcolato; anche un orologio orizzontale allequatore da considerare polare, e come tale verr calcolato; un orologio orizzontale al polo sar calcolato come equatoriale; anche un orologio verticale pu essere equatoriale, se allequatore e diretto a sud o a nord, e come tale sar calcolato; infine un orologio inclinato, apparentemente generico, pu rivelarsi polare o equatoriale: si considereranno perci questi casi.

Come riportato anche altrove (vedi note 6, 29 e 33) non si considera lorologio orizzontale in cui i = -90 . 24 Si noti che la prima condizione, quella generale, qui presentata, da sola non copre tutta la relativa casistica. Ci sono infatti due situazioni particolari che rendono incerto lesame: sia quando lorologio al polo ed verticale, sia quando allequatore ed orizzontale, il prodotto delle tangenti diventa indeterminato. Per questo si resa necessaria lesplicita notifica delle due condizioni particolari.
23

Casi particolari

Formule, casistica, convenzioni

11

In base alle definizioni delle 5 tipologie (o. generico + casi particolari) ed ai criteri di catalogazione, si pu quindi classificare lorologio da calcolare, in base ai valori della latitudine, dellinclinazione e della declinazione. Una volta individuato in maniera certa il tipo di orologio allo studio, si pu passare allapplicazione delle relative formule e calcolare cos le incognite: , , P, t, . Nellillustrare i procedimenti di calcolo di ciascunincognita, verranno presentate via via formule e tabelle che concorrono ad individuare i valori cercati. Lungo tutta lesposizione sia le formule, sia le tabelle, sia i valori sono presentati tipograficamente con un aspetto che ha un preciso significato. Le formule che servono a calcolare le incognite, o a modificarle, sono contrassegnate da caselle con un fondo giallo ed un bordino marrone (es. s = s- 360 ): esse costituiscono infatti i passaggi pi attivi, per cos dire, della trattazione. Le condizioni da verificare per effettuare delle scelte, o che semplicemente si manifestano, sono riconoscibili dal fondo lilla (es. sgn j = sgn (cos d) ). Invece il resto (considerazioni, casistica ecc.) rimane su fondo bianco. Inoltre i valori che ogni incognita pu assumere in seguito a ciascun passaggio (dalla formula, o in seguito alle eventuali correzioni successive), possono essere di due tipi, a seconda del grado di definizione dei valori cercati. Cos ambiti provvisori, come magari quelli inizialmente consentiti da una formula, verranno contraddistinti dal fondo grigio (es. 0 s < +90 ), mentre un fondo verde indicher i valori e glintervalli definitivi possibili per lincognita, ottenuti magari in seguito a controlli e verifiche (es. 0 < e < 90 ). Completano lo studio, in ciascun capitolo, per ciascunincognita, per ciascuna formula, per ciascun caso, generale e particolare, raccolte di esempi che mostrano in pratica lapplicazione dei procedimenti di calcolo via via discussi. Alla fine del presente trattato (da pag. 54) un quadro riassuntivo raccoglie tutte le formule, in maniera sintetica ma chiara e completa (il prontuario vero e proprio, per una rapida consultazione), presentandole sia formula per formula, incognita per incognita (secondo le colonne delle tabelle), sia caso per caso, orologio per orologio (secondo le righe). Infine (da pag. 56) unutile raccolta di peculiarit degli orologi solari.

12

Introduzione

Ringraziamenti
Anche il redigere un trattatello come questo impegna non poco il volenteroso autore: oltre che sulle proprie forze, infatti, egli non pu non contare sullappoggio altrui, senza il quale finirebbe nellerrore o alla resa. Il ringraziamento pi grande, perci, va naturalmente allamm. Fantoni, autore di quella gi citata bibbia gnomonica senza la quale molti di noi non sarebbero qui oggi. Un altro ringraziamento va poi ai colleghi ed agli amici i cui suggerimenti preziosi sono stati daiuto per superare i passaggi matematici pi critici, e per snellire le procedure pi contorte. Un nome spicca su tutti gli altri: quello dellimpareggiabile Gianni Ferrari J. Buona lettura

Cap. I Lelevazione dello stilo


Formule
Langolo 25 misura lelevazione dello stilo dal quadro, anzi, per essere precisi (come si spiegher pi sotto, nelle Considerazioni), misura laltezza26 dellestremit nord dello stilo27 sul quadro. Considerando il triangolo sferico in cui sia
g = 180- d a = 90- i , b = 90- j c = 90- e

si ha (dalle [0.3])

cos c = cos a cos b + sin a sin b cos g ,


cio (dalle [0.5])

e = arcsin (sin i sin j - cos i cos j cos d) .

[1.1]

Essendo langolo dato per seno, sarebbe sempre -90 e +90 , ma occorre distinguere: senza bisogno di analizzare la formula, sappiamo gi che gli 0 caratterizzano gli orologi polari (vedi nota 21), trattati a pag. 17, mentre i 90 quelli equatoriali (vedi nota 22), trattati a pag. 18, per cui nel caso di orologio inclinato generico sempre 0 < e < 90 .

Vedi nota 14. Da interpretarsi nel vero senso della parola: se laltezza positiva langolo indica effettivamente unaltezza, unelevazione, sopra al quadro, davanti ad esso; se viceversa negativa il valore assoluto dellangolo indica un abbassamento, sotto, dietro al quadro. 27 Lo stilo, infatti, in quanto polare, cio parallelo allasse polare terrestre, ed in quanto asta con due estremit, ne punter una verso il polo nord celeste ed una verso quello sud; non ha importanza quale delle due sia quella libera, che si allontana dal quadro, e quale quella murata, o comunque che tende verso il quadro: in ogni caso punteranno ciascuna verso un polo celeste.
25 26

14

Cap. I Lelevazione dello stilo

Considerazioni
Langolo effettivo del quale lo stilo si solleva dal quadro dato ovviamente dal valore assoluto di , mentre il segno svolge uninteressante funzione. Il segno di indica a quale polo celeste lo stilo punta la sua estremit libera: se + la punta a nord, se a sud.
[1.2]

Oppure (ma solo filosofia) si potrebbe considerare come langolo tra il quadro e lestremit dello stilo comunque rivolta al polo nord celeste: se langolo positivo vuol dire che lestremit che punta al polo nord quella libera, che esce dal quadro, mentre se negativo vuol dire che lestremit che punta al polo nord quella nascosta, che entra nel quadro (e di conseguenza quella libera punta al polo sud celeste). In ogni caso il polo celeste verso cui punta lo stilo (la sua estremit libera) visto anche dal quadro ( nel suo semispazio), mentre il polo opposto gli alle spalle. Questo concetto si pu esprimere anche dicendo che il polo del quadro, il suo zenit, insomma la sua normale, nellemisfero celeste del polo in questione. Per verificare ora laffermazione [1.2] partiamo da una considerazione, forse non molto evidente, ma inconfutabile: dato un quadro (a latitudine ) comunque orientato, inclinato e declinante, non orizzontale, a pensarci bene deve sempre esistere un punto della Terra (a latitudine 128) dove esso, se traslato, diventi orizzontale29. Immaginiamo di compiere loperazione: traslando il quadro nellipotetica localit si trasla anche lo stilo e, non essendoci rotazioni nello spostamento, sottinteso che la posizione reciproca dei due elementi, cio , rimane immutata.

Al fine di comprendere fino in fondo quanto andiamo a dimostrare, non si dimentichi che tale localit pu trovarsi in qualsiasi punto della Terra, naturalmente, sia a nord che a sud dellequatore, a seconda dellorientamento del quadro. 29 Naturalmente dicendo orizzontale sottintendiamo zenitale, con la faccia cio rivolta in alto, allo zenit, appunto (essendo assurdo un orologio orizzontale rivolto al nadir. Vedi anche le note 6 e 33).
28

Considerazioni

15

Ora, essendo il quadro diventato orizzontale (nella nuova localit), giova ricordare che laltezza del polo nord celeste sullorizzonte di qualsiasi luogo uguale alla latitudine locale30. E laltezza del polo nord celeste sullorizzonte non forse lelevazione dellestremit nord dello stilo sul quadro (qui orizzontale), cio quella che per brevit chiamiamo elevazione dello stilo? Possiamo allora scrivere: j1 = e . Questuguaglianza, a guardare bene, equivale a dichiarare che laltezza del polo nord celeste sul quadro (traslato o meno, non importa: lorientamento non cambia) uguale allangolo calcolato con la [1.1], con tanto di segno: cio positivo se laltezza del polo nord celeste sul quadro positiva, quindi se il polo nord celeste visto dal quadro e puntato dallo stilo (dalla sua estremit libera), ed al contrario, negativo se laltezza del polo nord celeste sul quadro negativa, cio se il polo nord celeste dietro al quadro (sotto allorizzonte di 1), e quindi ad essere visto dal quadro e puntato dallo stilo (dalla sua estremit libera) il polo sud celeste. Questo dimostra la veridicit della [1.2]. Inoltre, a ben guardare, unaltra interessante propriet di , legata al meccanismo appena descritto, che corrisponde proprio allipotetica latitudine 1 alla quale il nostro quadro, traslato, diventa orizzontale. Chiarito il significato di e del suo segno, analizziamo la formula per vedere quando, a latitudini umane ( j 90 ) ed in un orologio inclinato (

0 < i < 90 ), langolo negativo, quando nullo e quando positivo: per essere e < 0 devessere anche sin e < 0 , per essere e = 0 devessere sin e = 0 , e per essere e > 0 devessere sin e > 0 .

30 Anche a sud dellequatore, dove laltezza sullorizzonte diventa bassezza, cio negativa, come la latitudine, appunto.

16

Cap. I Lelevazione dello stilo

Affinch sia sin e < 0 , devessere sin i sinj - cos i cos j cos d < 0 , cio devessere sin i sinj < cos i cos j cos d ; quindi, dividendo per cos i cos j 31 troviamo che quando

tan i tan j - cos d < 0 ,


e < 0 . Analogamente, devessere

[1.3]

tan i tan j - cos d = 0 32


per essere e = 0 . Infine, quando

[1.4]

tan i tan j - cos d > 0 ,

[1.5]

e > 0 . Alle estremit del mondo ( j = 90 ) sgn e = sgn i sgn j (e pi in dettaglio, dalla [1.1], sempre valida, e = i sgn j ).

Casi particolari
Posto i = +90 33, si verifica il fatto gi discusso poco fa (peraltro riscontrabile dalla semplificazione della [1.1], pur sempre valida), secondo il quale e = j , che perci ci garantirebbe sempre che -90 e +90 ; ma, come nel caso generale, sia gli 0 sia i 90 sono da escludere, poich riconducibili, rispettivamente, agli orologi polari ed a quelli equatoriali (vedi pi sotto). Quindi nellorologio orizzontale sempre 0 < e < 90 , come in quello generico. E come nellorologio generico vale la propriet secondo cui un positivo (che ovviamente si ottiene nellemisfero boreale) indica che lo stilo punta al polo
31

Orologio orizzontale

Sia i che variano (senza raggiungerli) da 90 a +90, quindi i loro coseni sono sempre positivi, e cos il loro prodotto: la divisione perci non cambia il segno della disequazione. 32 Come ripetiamo, da escludere nel caso generale, in quanto caso particolare che individua lorologio polare (vedi pag. 17). 33 Vedi la nota 6.

Casi particolari

17

nord celeste, ed un negativo (nellemisfero australe) indica che punta al polo sud. Se i = 0 la [1.1], pur sempre valida, si semplifica in

Orologio verticale

e = arcsin (- cos j cos d) ,


che come nel caso generale darebbe sempre -90 e +90 : ma sia gli 0 sia i 90 sono da escludersi (porterebbero, rispettivamente, agli orologi polari ed a quelli equatoriali34: vedi pi sotto), per cui lintervallo garantito sempre 0 < e < 90 . Riguardo al segno, la formula d valori negativi di quando d < 90 , cio quando il quadro declina a sud, e valori positivi quando d > 90 , cio se il quadro declina a nord35. Si conferma inoltre la condizione generale secondo cui quando positivo lo stilo punta al polo nord celeste, e viceversa. In conclusione possiamo aggiungere che in un orologio verticale diretto a sud ( d = 0 ) sempre e = j-90 (nellemisfero boreale ed in quello australe, rispettivamente), mentre in uno diretto a nord ( d = 180 ) sempre e = j + 90 (nellemisfero australe ed in quello boreale, rispettivamente)36.

Orologio polare

Sia che si ottenga casualmente, sia che si imponga, la polarit si manifesta con e = 0 , che dichiara il parallelismo tra lo stilo ed il quadro: ci si verifica

34 Rispettivamente, come in un quadro meridiano (declinante ad est o ad ovest) o in un quadro al polo, o come in un equatoriale allequatore diretto a nord o a sud. 35 Naturalmente quando qui si dice sud non si intende solo il sud diretto, ma anche sud-est o sud-ovest; cos per nord si intende dire anche nord-est o nord-ovest. 36

O si pu considerare, cambiando il criterio, che e = (j-90) nellemisfero nord e

e = m(j+90) in quello sud, coi segni corrispondenti, rispettivamente, ai casi d = 0 180 .

18

Cap. I Lelevazione dello stilo

quando cos d - tan j tan i = 0 , o quando ( i = 0, j = 90) , o quando

( i = +90, j = 0) 37.
In questa circostanza interessante constatare che la propriet generale del segno di di indicare il polo celeste puntato dallo stilo e visto dal quadro, indicata dalla [1.2], mantenuta ed allo stesso tempo scomparsa. Infatti il parallelismo tra stilo e quadro rende libere ambedue le estremit del primo, e puntabili cos entrambi i poli celesti, visti perci tutti e due anche dal quadro: e questo cessato privilegio di un polo sullaltro evidenziato proprio dalla scomparsa del segno, + o , da .

Orologio equatoriale
Intuitivamente immediato il calcolo di in questo caso: se il quadro parallelo al piano equatoriale lo stilo gli devessere perpen dicolare, ed valere 90. Questa condizione ovviamente confermata da un esame pi analitico, pi rigoroso, che considera la [1.1] alle prese con tre casi particolari. Infatti lequatorialit si manifesta con una delle tre coppie di valori di inclinazione e latitudine, o di inclinazione e declinazione, che danno origine a corrispondenti semplificazioni della formula generale, pur sempre valida:
i = + 90 e = arcsin (1- 0) {j = 90 j e = arcsin (sin j + cos j) {di = = 180 e = arcsin (- sin j - cos j ) = -j {di = = 0 = - arcsin (sin j + cos j )
2 2
2 2 2 2

38

il risultato nel primo caso subito evidente: e = 90 , con lo stesso segno della latitudine, cio e = j ; negli altri due, per la prima relazione fondamentale del-

37 38

Vedi nota 24. Naturalmente nei due casi in cui


2 2

i = j

si potrebbe considerare anche

e = arcsin (sin i + cos i ) , ma si giungerebbe alle stesse conclusioni, e cio e = arcsin1 .

Esempi

19

la goniometria ( sin 2 a + cos2 a = 1 ), esso simile (rispettivamente, e = +90 e e = -90 ), cio, sintetizzando:

e = -90 sgn (cos d) 39.


Perci, in definitiva, in ogni caso e = 90 : ci conferma, com ovvio, la perpendicolarit dello stilo al quadro, con la sempre valida propriet del segno di , indicata dalla [1.2].

Esempi
Due esempi di o. generico, in cui i segni di indicano chiaramente che il primo punta lo stilo a nord ed il secondo a sud: Es.G.1 j = -34.2365, i = +1.3, d = +117.2 e = +21.4
Es.G.2

j = +42.8503, i = +2.4, d =-5.7

e = -44.5 e = -32.9 e = +38.8

Un o. generico un po particolare: Es.G.3 j =-90, i = +32.9 In un o. orizzontale evidente lidentit tra ed : Es.O.1 j = +38.7855, i = +90

In questi due oo. verticali (speculari rispetto al piano verticale est-ovest) si vede come il segno di dipenda dal valore di d (rispetto ai 90): Es.V.1 j =-38.7855, i = 0, d = +22.1 e = -46.2
Es.V.2

j =-38.7855, i = 0, d = +157.9

e = +46.2

39 La funzione segno, spesso usata in questo trattato, com noto fornisce i risultati 1, rispettivamente, quando il suo argomento positivo o negativo; ma non si dimentichi che presenta valore indeterminato (talvolta considerato 0) quando largomento 0. Non questultimo, comunque, il caso in questione, essendo sempre qui d 90 .

20

Cap. I Lelevazione dello stilo

In qualsiasi condizione di polarit (dovunque, come al polo o allequatore), ovviamente vale sempre 0: Es.P.1 j = +56.0604, i =-6.6, d = +99.9 e = 0
Es.P.2 Es.P.3

j =-90, i = 0 j = 0, i = +90

e = 0 e = 0

In caso di equatorialit lo stilo, naturalmente, sempre perpendicolare al quadro, col segno di ad indicare il polo celeste puntato: Es.E.1 j =-90, i = +90 e = -90
Es.E.2 Es.E.3

j = 0, i = 0, d = 180 j = +58.0832, i =-58.0832, d = 0

e = +90 e = -90

Cap. II Langolo sustilare


Formule
Langolo sustilare indica la direzione della semiretta sustilare rispetto allasse40. Considerando il triangolo sferico in cui sia b=s g = 180- d a = 90- i , b = 90- j c = 90- e si ha (dalle [0.2])

sin b =
cio (dalle [0.5])

sin g sin b , sin c sin d cos j . cos e

sin s =

[2.1]

Dalle [0.3], comunque, si pu anche avere

cos b =
cio (dalle [0.5])

cos b - cos a cos c , sin a sin c sin j - sin i sin e . cos i cos e

cos s =

[2.2]

40

Vedi nota 15.

22

Cap. II Langolo sustilare

Esiste anche un terzo metodo (derivato dai precedenti) per calcolare langolo sustilare: quello per tangente. Esso, per, non offre vantaggi concreti rispetto agli altri due41, anzi presenta qualche difficolt in pi, rendendone poco pratico lutilizzo e non incoraggiandoci ad approfondirne gli sviluppi. Dunque calcolare per seno, con la [2.1], darebbe sempre -90 s +90 , con gli 0 ottenibili quando d = 0 180 e/o j = 90 (con un quadro diretto e/o al polo), ed i 90 ottenibili, vamente, quando sin d cos j = cos e . Calcolarlo per coseno, poi, con la [2.2], darebbe sempre 0 s +180 , con gli 0 +180 ottenibili, rispettivamente, mite la [1.1]) quando tan j + tan i cos d = 0 43. e solo quando rispettie solo quando

j( i -e) = 90 j( i +e) =-90 42, ed i +90 ottenibili (dalla [2.2] e tra-

Considerazioni
Sebbene concettualmente langolo sustilare possa indicare qualsiasi direzione e verso, cio assumere qualsiasi valore tra 0 e 360, sia larcoseno sia larcocoseno forniscono valori solo in due quadranti anzich in tutte quattro (rispettivamente nel IV e nel I, e nel I e nel II), considerando quindi solo una met degli angoli possibili per e trascurando laltra met. Per ottenere quindi la direzione
Tranne quello di utilizzare solo i dati fondamentali, d, i, , senza dover preventivamente calcolare lelevazione dello stilo, , come invece richiesto dalla [2.1] o dalla [2.2]. Ma si tratta di un vantaggio illusorio, dovendo comunque calcolare fino in fondo un orologio, a partire da 42 Considerando, dalla [2.2] e tramite le [0.6], il verificarsi delle rispettive condizioni
41

sin j = cos( i -e) -cos( i +e) .


43

In realt sarebbe quando sin j cos2 i + cos j sin i cos i cos d = 0 , ma consentito divi-

dere per cos 2 i (essendo sempre cos i 0 , cio non essendo mai, in un orologio generico, i = +90 , caso dellorologio orizzontale, trattato a pag. 27) e per cos j (essendo sempre cos j 0 , cio non essendo mai lorologio ai poli, dove evidente che non potrebbe mai venire s = +90 , bens sempre s = 0 180 ).

Considerazioni

23

giusta della sustilare pu essere necessaria una correzione, che eventualmente scaturir da un primo controllo che dovremo effettuare, e che chiameremo, appunto, controllo della giusta direzione. Inoltre langolo ricavabile con le due funzioni, anche dopo leventuale correzione, quello dellestremit nord dello stilo44, o, se si preferisce considerarlo cos, uno dei due che indicano s la direzione della sustilare, rimanendo per ambiguo il verso. Per calcolare perci definitivamente ed univocamente , necessaria unulteriore verifica, che chiameremo controllo del giusto verso. Ci premesso, affrontiamo luso delle due funzioni, cercando intanto un metodo per superare la prima, comune, limitazione che esse presentano. Il sistema per superare il limite intrinseco di ciascuna funzione semplicemente quello di usarle insieme, in una sorta di controllo incrociato. Ad esempio, larcoseno (dalla [2.1]) di un valore positivo porrebbe nel I quadrante, ignorando il II, altrettanto legittimo: qual allora quello giusto? Simmetricamente larcoseno di un valore negativo (spostando lanalisi sul semicerchio goniometrico inferiore) indicherebbe il IV quadrante: ma se fosse il III quello giusto? Lo stesso per il valore nullo: se il seno valesse 0, chi ci dice che sarebbe 0 anzich 180? Ecco allora che per superare limbarazzo basta in ogni caso calcolare anche il coseno di (con la [2.2], senza che ci sia bisogno di ricavarne langolo con la funzione inversa): se il segno di cos s positivo, allora vuol dire che buono il semicerchio goniometrico destro, cio che langolo calcolato con larcoseno (I, IV quadrante, o 0 che sia) quello giusto; ma se il segno di cos s negativo, allora il calcolato con larcoseno nel semicerchio goniometrico sinistro (quindi nel II o III quadrante, o 180, rispettivamente), andando perci corretto nel modo che stiamo per vedere. Questa verifica costituisce il controllo della giusta direzione.

44 Possiamo a tutti gli effetti considerare lo stilo una retta, orientata nello spazio e passante per il centro dellorologio, che perci la divide in due semirette: una rivolta verso il polo nord celeste ed una verso il polo sud.

24

Cap. II Langolo sustilare

Come detto, il controllo si pu fare indifferentemente in entrambi i modi: sia calcolando per seno e controllandolo per coseno, sia calcolandolo per coseno e controllandolo per seno. Le seguenti tabelle riassumono le combinazioni possibili e chiariscono il meccanismo:
sin cos

+
[2.3]

+ II +90 I , 0 180 0 III 90 IV cio45


calc. sin + contr. cos cos sin

+ 0

s = 180-s s = s , s = 180 s = 0 s = 180-s s = s

calc. cos + contr. sin cos sin

. s = s s = +90 s = s s = -s s = -90 s = -s

Quindi, in definitiva, avendo calcolato per seno,

cos s < 0 s = 180-s ,


mentre avendolo calcolato per coseno,

[2.4]

sin s< 0 s = -s .

[2.5]

Relativamente a questa seconda verifica, si pu aggiungere che sin s< 0 quando sin d cos j < 0 (non essendo mai cos e < 0 46), cio, in sostanza, quando negativa la declinazione47 (non essendo mai cos j < 0 48), perci, in definitiva, con quadri orientali.
Si notino anche le eventuali correzioni da apportare. Nel caso generale; pu essere tuttal pi nullo, per solo nellorologio polare, trattato a parte, a pag. 29. 47 Purch la si esprima comprendendola sempre tra -180 e +180 : infatti una declinazione di +200 , ad esempio, verificherebbe la condizione pur essendo espressa come positiva (nellambito cio di valori da 0 a +360), essendone negativo il seno; viceversa una declina45 46

Considerazioni

25

Il controllo [2.5], quindi, si pu ridurre a

d < 0 s = -s ,

[2.6]

facendo probabilmente preferire, perci, proprio luso del calcolo di per coseno, visto che per la verifica non necessario calcolare unaltra funzione, essendo sufficiente controllare la sola declinazione. Da qui in poi, perci, utilizzeremo la funzione coseno per impostare il calcolo dellangolo sustilare. Dunque con questo sistema, cio con la [2.2]49 e la [2.6], riusciamo ad ottenere definitivamente langolo della semiretta sustilare nord, cio della proiezione sul quadro della parte di stilo che dal centro dellorologio punta verso il polo nord celeste50. Ora per evidente che se quella parte di stilo murata, cio quella nascosta dietro al quadro, non quella che interessa noi, cos come non ci interessa quel valore di : a noi interessa ovviamente la parte di stilo con lestremit libera, perci se questa quella sud (indicata dal segno negativo di vedi la definizione [1.2], a pag. 14), allora vuol dire che il valore di fin qui calcolato (che si riferisce al nord) va cambiato col suo opposto, perci aumentato (o diminuito) di 180. La regola per sciogliere il dubbio quindi semplicemente questa: se negativo, langolo effettivo del verso di lopposto di quello della direzione, cio

e < 0 s = s+ 180 .

[2.7]

Abbiamo cos appena descritto il controllo del giusto verso. Finalmente a questo punto, cio dopo aver sottoposto il valore di calcolato con la [2.2] a due controlli ed alle relative eventuali modifiche, cio alla [2.6] ed
zione espressa come -190 , quindi negativa, sembrerebbe verificare la condizione, erroneamente per, essendo il suo seno tuttaltro che negativo. 48 Tuttal pi nullo, al polo, condizione che, oltretutto, azzererebbe anche il sin d . 49 O meglio, con la funzione inversa, cio con larcocoseno, ovviamente. 50 Oppure, come s detto in precedenza, si pu considerare che si trovata la direzione della sustilare, attraverso uno dei due angoli opposti che la definiscono.

26

Cap. II Langolo sustilare

alla [2.7], siamo sicuri di aver trovato lunivoco e definitivo valore dellangolo sustilare, che viene naturalmente sempre -180 s +180 . Per concludere, una puntualizzazione di carattere grafico-notazionale: definiamo eventuali le modifiche poich applicabili solo se si verificano le relative condizioni, ovviamente, e che perci a rigore non sarebbe corretto scrivere s = s+ 180 dopo che gi si era applicata la correzione s = -s , dovendosi scrivere invece s = s + 180 ; ma se cos si scrivesse, e per la correzione s = -s non fosse stata necessaria, scrivere s = s + 180 sarebbe inesatto a sua volta, e rischierebbe lambiguit, facendo pensare che un s debba essere stato comunque generato da una precedente correzione, invece inutile La simbologia degli apici, perci, da considerarsi solo indicativa, e va considerata col buon senso: scrivere s = K , infatti, serve solo a sottolineare che in quel passaggio si sta modificando un valore, indipendentemente da ci che si pu esser fatto in precedenza. Del resto potremmo evitare tutte queste considerazioni e non usare affatto gli apici, scrivendo s=-s e s = s + 180 , ma scegliamo invece la prima soluzione che tutto sommato ci sembra la pi coerente ed elegante. Concludiamo con una considerazione per semplificare i calcoli, se si preferisce. In alternativa alluso separato ed in sequenza dei controlli [2.6] e [2.7] si potrebbe trovare pi comodo luso di ununica formula per effettuare le stesse operazioni, e naturalmente raggiungere gli stessi risultati. Ad esempio si pu creare ed usare la seguente formula per controllare e correggere in un colpo solo il valore di che scaturisce dall a funzione [2.2]:

s = s sgn (sgn (d - d ) + 0.5) + 180 sgn ( e -e) .


E naturalmente, esasperando la cosa, si pu scrivere direttamente

sin j - sin i sin e s = arccos sgn (sgn (d - d ) + 0.5) + cos i cos e , +180 sgn ( e -e)
per calcolare subito il valore vero e definitivo di , in funzione di , i, d ed .

Casi particolari

27

Casi particolari
Proviamo a vedere cosa succede alla [2.2] quando i = +90 : la formula disin j - sin e venterebbe cos s = , cio (essendo in un orologio orizzontale 0 sin j - sin j 0 e = j ) cos s = = , quindi dando luogo ad una situazione di 0 0 indeterminatezza. In realt si comprende facilmente che cosa accade a al tendere di i a +90. Immaginiamo infatti che il quadro (a qualunque latitudine, purch nord) sia quasi orizzontale, che linclinazione cio sia molto prossima a +90, diciamo +89.9, e che la declinazione sia +20: be, in questo caso le formule generali fornirebbero un valore di molto vicino a +20, cio come la declinazione; se d invece valesse, ad esempio, 105 varrebbe praticamente altrettanto, cio 105; e cos via. Sembrerebbe allora che langolo sustilare , in quadri molto prossimi allorizzontalit, valesse in ogni caso come la declinazione. Ma a guardare il quadro in quella posizione, cio praticamente orizzontale, un angolo (misurato dallasse) che valesse come la declinazione indicherebbe senza dubbio il nord (naturalmente lo indicherebbe davvero se il quadro diventasse esattamente orizzontale). E questo con qualunque latitudine o declinazione. Nellemisfero australe il discorso cambierebbe un po: un quadro praticamente orizzontale darebbe valori di pari a d - 180 con declinazioni positive, e pari a d + 180 con declinazioni negative, che per significherebbe in ogni caso indicare chiaramente il sud, se il quadro fosse perfettamente orizzontale (con qualsiasi latitudine o declinazione). Del resto evidente che su un quadro orizzontale la sustilare , in generale, allineata col meridiano51, e la realt dei fatti conferma le tendenze appena descritte analiticamente: in particolare nellemisfero boreale il polo celeste visibile, e quindi la sustilare, chiaramente a nord, mentre nellemisfero australe a sud.

Orologio orizzontale

51

E con la meridiana.

28

Cap. II Langolo sustilare

Perci, scelto convenzionalmente come asse di riferimento il punto cardinale nord (mancando la retta di massima pendenza), si misura langolo sustilare semplicemente individuandolo a 0 per le latitudini nord (quindi da nord rimane nord), ed a 180 per le latitudini sud (quindi da nord diventa sud)52: questo risultato si pu ottenere costruendo la semplice funzione di s = arccos (sgn j) .

Orologio verticale

Quando i = 0 la [2.2] (pur sempre valida) si pu semplificare in

sin j s = arccos , cos e

[2.8]

ottenendo sempre 0 s +180 . In particolare si osserva facilmente che viene 0 +180 quando lorologio diretto ed , rispettivamente, nellemisfero boreale o in quello australe53, e viene +90 allequatore (vedi anche le conclusioni a pag. 22). Come sappiamo, per, i valori che si ottengono dalla funzione primaria possono essere tuttaltro che giusti, pertanto lutilizzo della [2.8] rimane lo stesso gi discusso nel caso generale, cio in abbinamento alla relativa verifica (che sempre con la [2.6], non subendo la [2.1] modifiche). Perci

d < 0 s = -s ,
che porta i valori possibili per langolo sustilare al completo cerchio goniometrico, -180 s +180 . Avendo cos, come nel caso generale, effettuato il controllo della giusta direzione (o, se si vuole, calcolato il verso dellestremit nord della sustilare), non ci reOvviamente non si considera qui la possibilit dellorologio orizzontale allequatore, in quanto quella la condizione dellorologio polare (vedi pag. 29).
52 53

Infatti s = 0 quando e = (90-j) , che si verifica solo nellemisfero boreale (doven-

dosi mantenere entro i 90), e s = +180 quando e =(90+j) , che si verifica solo nellemisfero australe (per lo stesso motivo); in entrambi i casi, comunque, si tratta di orologi diretti, indifferentemente a nord o a sud, cio col segno di indifferentemente positivo o negativo (guardando sempre il polo nord celeste un o. verticale diretto a nord, e il polo sud uno diretto a sud). Vedi anche le conclusioni su nello. verticale a pag. 17.

Casi particolari

29

sta che effettuare il controllo del giusto verso, verificando cio se il valore di ottenuto fino a questo punto quello buono tramite la [2.7], che per nel caso di orologio verticale si pu semplificare, riducendosi a

d < 90 s = s+ 180 .

[2.9]

Perci, ricapitolando, si pu calcolare langolo sustilare in un orologio verticale usando la [2.8] con la [2.6] e con la [2.9], ed ottenendo ovviamente e definitivamente, come nel caso generale, -180 s +180 .

Orologio polare
Vale la pena di ricordare che nellorologio polare, visto il parallelismo dello stilo al quadro ( e = 0 ), non ci sono poli privilegiati, lo stilo ha entrambe le estremit libere, punta cio ad entrambi i poli celesti: perci il controllo del giusto verso, che abbiamo gi incontrato in precedenza e che si basa sul segno negativo dellelevazione dello stilo, qui non ha senso, non necessario. Questo vuol dire, in sostanza, che il valore dellangolo che calcoleremo con la funzione arcocoseno andr sottoposto solo al controllo della giusta direzione (rimanendo infatti poi immutato anche se sottoposto allinutile successivo controllo). Ci premesso, la polarit dellorologio si manifesta, com noto, quando si verifica una delle tre condizioni di polarit: o quando cos d - tan j tan i = 0 , oppure quando ( i = 0, j = 90) , o quando ( i = +90, j = 0) . In ogni caso la [2.2] si semplifica in

sin j s = arccos , cos i

[2.10]

ottenendo sempre 0 s +180 . Si nota che i valori 0 +180 sono raggiunti da quando il quadro, rispettivamente nellemisfero boreale o in quello australe, inclinato di un angolo pari alla colatitudine, indifferentemente verso

30

Cap. II Langolo sustilare

lalto o verso il basso54, ed i +90 si ottengono quando lorologio allequatore (non orizzontale e declinante ad est o ad ovest). Il segno del seno, semplificandosi la [2.1] in sin s = sin d cos j , , come nel caso generale, negativo quando negativa la declinazione, rimanendo perci valida per il controllo della giusta direzione la [2.6]:

d < 0 s = -s .
Dunque in generale (cio nella I e nella II condizione di polarit) il calcolo dellangolo sustilare in un orologio polare si pu effettuare usando la [2.10] e la [2.6] (ottenendo a questo punto valori possibili per langolo sustilare compresi nel completo cerchio goniometrico, -180 s +180 ), tranne che in un caso, per. Nella III condizione di polarit, infatti, cio in un orologio orizzontale-polare allequatore ( i = +90, j = 0) il rapporto al secondo membro della [2.10] assume la forma indeterminata

formula. Apparentemente non sembrerebbe esserci il sistema per calcolare langolo sustilare In realt basta un po di buon senso ed una considerazione: negli orologi orizzontali, mancando la linea di massima pendenza, la sustilare si misura sul meridiano, da nord (vedi la nota 15), in pi nei polari, essendo lo stilo parallelo al quadro, e quindi con tutte due le estremit libere, esso punta ad entrambi i poli celesti, quindi anche a nord. Ecco quindi senzaltro che s = 0 . Perci, in definitiva, langolo sustilare nellorologio polare risulta sempre, come nel caso generale, -180 s +180 .

0 , rendendo impossibile lapplicazione della 0

infatti esce 0 quando i = (90-j) , che pu verificarsi solo a nord dellequatore (non potendo linclinazione raggiungere, n tantomeno superare, i 90 assoluti), ed esce 180
54

quando i = (90+j) , cio solo a sud dellequatore (per lo stesso motivo).

Esempi

31

Orologio equatoriale
Quando

( i = +90, j = 90) , o quando ( i = j, d = 180) , o quando ( i = -j, d = 0) , lo stilo perpendicolare al


e = 90 , cio quando

quadro, perci la sustilare non esiste, degenera in un punto, quindi risulta indeterminato, n del resto le formule sarebbero utilizzabili. Allora, poich per motivi pratici di costruzione dellorologio una linea da considerare sustilare occorre, stabiliamo di adottare come linea sustilare la semiretta di massima pendenza inferiore, assumendo perci convenzionalmente come angolo sustilare il valore s = 180 . Questo possibile, naturalmente, quando il quadro manifesta appunto una pendenza, cio uninclinazione diversa da 90, come nella II ( i = j, d = 180) o III ( i = -j, d = 0) condizione di equatorialit. Ma quando il caso ancora pi particolare, come nella I condizione di equatorialit, quella dellorologio equatoriale-orizzontale al polo ( i = +90, j = 90) , mancando la pendenza del quadro, la sustilare si presume allineata sullantimeridiano locale55, vale a dire s = 0 al polo nord e s = 180 al polo sud. In definitiva, perci, dato che in un orologio equatoriale langolo sustilare vale 0 solo al polo nord e 180 in tutto il resto del pianeta, possibile (e pratico) costruire una funzione di che fornisca immediatamente , come

s = 2 arcsin(sgn(90-j)) .

Infine aggiungiamo che in un orologio equatoriale la sustilare si considera coincidente con la meridiana.

Esempi
Questo. generico richiede solo la correzione per la direzione:
Es.G.4

j = +43.0182, i =-1.0, d =-95.4

s = +46.8 (-1) = -46.8

55

Vedi anche la nota 15.

32

Cap. II Langolo sustilare

In questo. generico il calcolo d un valore di che richiede entrambe le correzioni: s = +5.9 (-1) Es.G.2 j = +42.8503, i = +2.4, d =-5.7 = -5.9 +180 = +174.1 In questo. generico la sustilare, orizzontale, richiede solo la correzione per la direzione: s = +90.0 (-1) Es.G.5 j = +10.0409, i = +12.3, d =-144.3 = -90.0 Caso di o. generico, al polo sud, in cui la sustilare si ottiene dopo il controllo per il giusto verso:
Es.G.3

j =-90, i = +32.9

s = +180.0 +180 = +360.0

In un o. orizzontale la sustilare allineata col meridiano, perci vale 0 o 180, secondo la latitudine: Es.O.1 j = +38.7855, i = +90 s = 0
Es.O.2

j =-52.6997, i = +90

s = 180

In questo. verticale raggiunge il valore definitivo solo dopo la correzione per il giusto verso:
Es.V.1

j =-38.7855, i = 0, d = +22.1

s = +154.9 +180 = +334.9

In questo. verticale (opposto del precedente) raggiunge il valore definitivo gi dopo la correzione per la giusta direzione: s = +154.9 (-1) Es.V.3 j =-38.7855, i = 0, d =-157.9 = -154.9

Esempi

33

In questo. verticale allequatore la sustilare corretta si ottiene dopo il controllo del giusto verso:
Es.V.4

j = 0, i = 0, d = +70.9

s = +90.0 +180 = +270

Un o. polare qualsiasi (non orizzontale, nella I condizione), che esce gi buono dalla funzione arcocoseno: Es.P.1 j = +56.0604, i =-6.6, d = +99.9 s = +33.4 Un o. polare verticale (quadro meridiano, nella I condizione), con ottenuto dopo la correzione, poich declinante ad est: s = +101.1 (-1) Es.P.4 j =-11.0985, i = 0, d = -90 = -101.1 In un o. polare orizzontale (cio allequatore, III condizione) vale sempre 0: Es.P.3 j = 0, i = +90 s = 0 In un o. polare al polo, quindi verticale, la sustilare esce gi buona dalla funzione arcocoseno: Es.P.2 j =-90, i = 0 s = +180.0 In questo. polare allequatore la sustilare va corretta per la giusta direzione, poich il quadro declina ad est: s = +90.0 (-1) Es.P.5 j = 0, i = +28.3, d =-90 = -90.0 In un o. equatoriale pu valere solo 0 (al polo nord) o 180 (in tutto il resto del pianeta): Es.E.4 j = +90, i = +90 s = 0
Es.E.3

j = +58.0832, i =-58.0832, d = 0

s = 180

Cap. III Lora sustilare t


Formule
Langolo t indica lora segnata dalla sustilare: quel valore, cio, che fissa sul quadrante il riferimento orario di base per lorologio che si sta calcolando56. Per calcolare langolo t, bisogna per calcolare preliminarmente un altro angolo: langolo P al polo. Il valore angolare (ed orario) P rappresenta in sostanza lo scarto, lanticipo o il ritardo, rispetto al mezzogiorno locale, del Sole quando, per cos dire, transita sul quadro. D, cio, unindicazione precisa su come il quadro sia collocato rispetto alla posizione ed allistante del transito del Sole a mezzogiorno. Pi rigorosamente, P langolo al polo del Sole57 quando esso proietta lombra dello stilo sulla sustilare; potremmo dire anche che P langolo tra il piano meridiano locale ed il piano meridiano del quadro, il piano polaresustilare, cio il piano che ruotando sullasse polare terrestre (o sullo stilo) interseca il quadro perpendicolarmente. La sua genesi del tutto simile a quella gi vista per langolo sustilare (vedi Cap. II Langolo sustilare ): considerando cio il triangolo sferico in cui
a = Ps b=s g = 180- d , a = 90- i b = 90- j c = 90- e

Le linee orarie, naturalmente, completeranno il lavoro (vedi Cap. IV Gli angoli delle linee orarie). 57 Langolo orario, misurato al polo nord celeste, tra il meridiano superiore (quello che contiene lo zenit) ed il meridiano dellastro.
56

Formule

35

facilmente riscontrabile che (P) svolge un ruolo del tutto analogo a quello svolto da (), e che perci si pu arrivare a calcolare P nello stesso modo usato per , e cio o per seno,

sin Ps =
o per coseno,

sin d cos i , cos e

[3.1]

cos Ps =

sin i - sin j sin e cos j cos e

[3.2]

(come nel caso dellangolo sustilare, esiste anche una terza possibilit per calcolare P, per tangente, che per ignoriamo, poich meno pratica). Uscendo dalla funzione arcoseno, langolo P al polo viene sempre -90 Ps +90 , con gli 0 ottenibili quando d = 0 180 o quando i = +90 (cio con un quadro diretto o orizzontale), ed i 90 ottenibili, rispettivamente, quando sin d cos i = cos e . Se calcolato come arcocoseno, langolo P al polo esce sempre 0 Ps +180 , con gli 0 +180 ottenibili, rispettivamente, quando (tramite le [0.6])

sin i = cos(j-e) -cos (j+e) ,

cio

quando

(j-e) + i = 90 (j+e) - i = 90 58, ed i +90 ottenibili (dalla [3.2] e


tramite la [1.1]) quando tan i + tan j cos d = 0 59.

58

In sostanza con quadri diretti, che, rispettivamente, nellemisfero nord guardano a sud ed in quello sud guardano a nord, o che nellemisfero nord guardano a nord ed in quello sud guardano a sud, indipendentemente dallinclinazione. 59 In realt sarebbe quando sin i cos2 j + cos i sin j cos j cosd = 0 , ma consentito divi-

dere per cos 2 j (essendo sempre cos j 0 , cio non essendo mai, come vedremo meglio pi avanti, lorologio ai poli, dove il 2 membro della [3.2] assumerebbe la forma indetermina0 ta , e dove evidente che non potrebbe mai venire Ps = +90 , bens sempre 0

Ps = 0 180 ) e per cos i (essendo sempre cos i 0 , cio non essendo mai, in un orologio generico, i = +90 , caso dellorologio orizzontale, trattato a pag. 38).

36

Cap. III Lora sustilare t

Considerazioni
Riguardo al modo di calcolare langolo P al polo valgono in gran parte le stesse considerazioni gi fatte per langolo sustilare , e a quelle rimandiamo (vedi a pag. 22), per non ripetere concetti sostanzialmente identici. Lunica differenza significativa sta invece nel fatto che langolo calcolato con la funzione richiede solo il controllo per la giusta direzione, senza necessitare di quello per il giusto verso (in un certo senso gi intrinsecamente corretto): in pratica acquisendo col calcolo lentit dello scarto della sustilare rispetto al mezzogiorno, occorre soltanto stabilire se si tratta di un anticipo o di un ritardo (serve cio stabilire il segno). Perci i passaggi necessari a calcolare correttamente langolo P al polo sono solo due: calcoleremo P col coseno (con la [3.2]) e controlleremo la giusta direzione col seno,

=-Ps d < 0 Ps

[3.3]

(rimanendo la [3.3] sostanzialmente analoga alla [2.6], sebbene ottenibile per motivi diversi, per quanto analoghi60). In definitiva, perci, risulta sempre -180 Ps +180 . Ci premesso, e prima di proseguire, occorre soffermarsi sul caso di orologio al polo, che, con j = 90 , rende indeterminato il 2 membro della [3.2] (come gi accennato nella nota 59). Non potendosi in quel caso applicare la formula [3.2], cio calcolare langolo P al polo al polo! per coseno, si potrebbe allora calcolarlo per seno61, con la [3.1], ottenendo evidentemente Ps = 0 . Rimarrebbe per il dubbio che potesse essere invece Ps = 180 (cio 180- 0 , che sotterrebbe se fosse cos Ps < 0 ), occorrendo perci controllare la giusta direzione col segno del coseno di P. Ma, come gi s detto, il coseCon la sustilare il seno negativo quando lo sin d cos j , quindi la declinazione (non essendolo mai cos j ); con langolo al polo il seno negativo quando lo sin d cos i , quindi ugualmente la declinazione (non essendolo mai cos i ). 61 Sistema alternativo sempre lecito, ricordiamo (vedi anche le Considerazioni sul calcolo dellangolo sustilare, a pag. 22).
60

Considerazioni

37

no di P non calcolabile con la [3.2], perci sembriamo finiti in un vicolo cieco In realt non c bisogno di calcolare il coseno dellangolo: per effettuare il controllo della giusta direzione, infatti, sufficiente verificare se e quando il suo segno negativo, cio, nel nostro caso, verificare quando sin i < sin j sin e (non essendo mai negativi cos j e cos e ). Si trova allora che al polo nord la condizione risulterebbe verificata qualora fosse sini <sin e , cio quando e > i ; ma, com evidente, in un orologio al polo nord lelevazione dello stilo sul quadro sempre uguale allinclinazione di questo, mai superiore (n inferiore), perci la condizione non si verifica. Analogamente, al polo sud la condizione risulterebbe verificata qualora fosse sin i <-sin e , cio quando e <-i ; ma, com evidente, in un orologio al polo sud lelevazione dello stilo sul quadro sempre uguale allopposto dellinclinazione di questo, mai inferiore (n superiore), perci la condizione non si verifica. Ecco allora che, pur senza dover/poter calcolare il coseno di P, siamo in grado ugualmente di effettuare il controllo della giusta direzione, e stabilire, in sostanza, che langolo calcolato per seno, cio Ps = 0 , in un orologio al polo, nord o sud che sia, costituisce da subito langolo effettivo. Questa conclusione, dimostrata analiticamente, conferma ovviamente ci che pu averci gi suggerito il buon senso: costituendo infatti langolo P al polo lo scarto tra il transito del Sole sul quadro ed il transito al meridiano, ed essendo un orologio non orizzontale al polo sempre diretto, evidente che il transito sul quadro coincide con quello al meridiano, e che perci non c scarto, cio che langolo in questione, P, non pu valere che 0. Veniamo cos a t. Lora t della sustilare si calcola molto semplicemente aggiungendo 180 (cio 12h) a P, e convertendo ovviamente il risultato in ore:

ts =

180 + Ps ; 15

[3.4]

il meccanismo di questa procedura dovrebbe apparire chiaro: se il Sole transita sul meridiano locale a mezzogiorno, cio allistante 12h, e transita sul

38

Cap. III Lora sustilare t

quadro con un ritardo quantificabile in Ps ore, allora quel transito, scandito dallora sustilare, avviene alle 12h + Ps 62. Visto perci lmbito dei valori possibili per Ps , si avr per lora sustilare lintervallo 0h t s 24 h . Concludendo, facciamo notare come lora sustilare (come anche la meridiana) teoricamente sempre individuabile, nella pratica per possa non essere tracciabile, non essendo mai indicata dallombra dello stilo, in quanto ricadente al di fuori dellintervallo dilluminazione dellorologio63, come nellEs.V.1 a pag. 42.

Casi particolari
Quando i = +90 la [3.2], pur sempre valida, si pu semplificare in

Orologio orizzontale

cos Ps =

1-sin2 j cos2 j = 2 = 1 64; 2 cos j cos j

il risultato in ogni caso Ps = 0 , evidentemente definitivo (non avendo senso un controllo con la [3.3], visto che langolo non ha segno). Del resto non pu che essere cos (cio nessuno scostamento dalla sustilare), essendo Ps per definizione langolo al polo tra il meridiano del luogo ed il meridiano del quadro, coincidenti vista lorizzontalit di questultimo. Naturalmente t s = 12h .

Orologio verticale Quando i = 0 , Ps pu essere innanzitutto calcolato come


Ps = arccos (- tan j tan e) ,
[3.5]

62

Naturalmente se P negativo si tratter di un anticipo. Vedi G. Fantoni. Orologi solari, cap. X. 64 Essendo e = j (vedi lelevazione dello stilo nellorologio orizzontale, a pag. 16).
63

Casi particolari

39

che d sempre 0 Ps +180 (come nel caso generale)65, e quindi sottoposto al controllo della giusta direzione con lequivalente della [3.3] in caso di verticalit, che per rimane identica a quella, nonostante la semplificazione della [3.1],

=-Ps , d < 0 Ps
che porta perci i valori a spaziare nellambito -180 Ps +180 (come nel caso generale). Da Ps a t s il passo breve: con la [3.4],

ts =

180 + Ps , 15

risulta, come nel caso generale, 0h t s 24 h .

Orologio polare

Quando e = 0 , cio quando cos d - tan j tan i = 0 , oppure quando

( i = 0, j = 90) , o quando ( i = +90, j = 0) la [3.2] si semplifica in


sin i Ps = arccos , cos j
che, in quanto arcocoseno, d sempre 0 Ps +180 66.
[3.6]

Con gli 0 180 raggiunti quando (j-e) = 90 (j+e) = 90 , rispettivamente (in sostanza con quadri diretti, orientati come nel caso generale vedi la nota 58), e i 90 raggiunti sullequatore (con j = 0 , non considerando qui il caso in cui e = 0 , caso dellorologio polare, trattato qui di seguito).
65 66

Analogamente al caso generale (vedi a pag. 35), gli 0 180 si ottengono quando, rispetti-

vamente, j+ i = 90 j- i = 90 (cio con quadri diretti, che, rispettivamente, nellemisfero nord guardano a sud ed in quello sud guardano a nord, o che nellemisfero nord guardano a nord ed in quello sud guardano a sud), ed i 90 sono ottenuti allequatore (dove lorologio anche orizzontale).

40

Cap. III Lora sustilare t

Si noti che, mentre nella I e nella III condizione di polarit non si manifestano problemi ad applicare la formula [3.6], nella II condizione, cio con ( i = 0, j = 90) , si verifica la situazione di indeterminatezza

0 (gi discussa a pag. 36, nelle Considerazioni 0 sul caso generale), che ne rende impossibile lutilizzo. Naturalmente, per, essendo Ps , come nel caso generale, calcolabile per seno, si trova che Ps = 0 , rimanendo tale anche dopo il controllo per la giusta direzione col segno del coseno, non essendo mai i < 0 (perci t s = 12h ). Langolo calcolato con la [3.6], comunque, viene sottoposto al controllo per la giusta direzione con lequivalente polare della [3.3] (inalterata, nonostante la semplificazione della [3.1]),
dellargomento della funzione,

=-Ps , d < 0 Ps
che perci, come nel caso generale, porta i valori a spaziare nellambito -180 Ps +180 . Infine da Ps si ottiene t s con la [3.4],

ts =

180 + Ps , 15

che d, come nel caso generale, 0h t s 24 h .

Orologio equatoriale
Concettualmente P rappresenta la differenza angolare tra il piano meridiano locale ed il piano polare-sustilare. Ma in un orologio equatoriale, quando e = 90 , cio quando ( i = +90, j = 90) , o quando ( i = j, d = 180) , o quando

( i = -j, d = 0) , mancando per sua natura una vera sustilare, viene a mancare un piano polare certo perpendicolare al quadro: allora, come per la sustilare (vedi a pag. 31), per la quale si sceglie convenzionalmente una linea oraria che ne faccia le veci, cos per calcolare P si considera come piano polare perpendicolare al quadro proprio il piano allineato con la pseudo-sustilare, che non altro che il piano meridiano, con la conseguenza di fissare conven-

Esempi

41

zionalmente il valore di P a 0, e lora sustilare t alle 12h (n pi n meno come in un orologio orizzontale, caso gi visto a pag. 38). E questo vale in ogni caso, per qualsiasi orologio equatoriale, comunque e dovunque, anche al polo (e sia esso nord o sud).

Esempi
Un o. generico in cui P esce gi buono dallarcocoseno:
Es.G.1 j = -34.2365, i = +1.3, d = +117.2

Ps = +72.8 t s = 16h51m

Un o. generico in cui langolo calcolato con la funzione necessita della correzione: Ps = +94.4 (-1) Es.G.4 j = +43.0182, i =-1.0, d =-95.4 = -94.4 t s = 5h42m Un o. generico particolare in cui lora sustilare (in anticipo di 6h sul mezzod) va corretta: Ps = +90.0 (-1) Es.G.6 j =-11.8024, i = +9.3, d =-38.4 = -90.0 t s = 6h00m In qualsiasi o. orizzontale lora sustilare coincide col mezzod:
Es.O.2

j =-52.6997, i = +90

Ps = 0 t s = 12h00m Ps = +3.1 (-1) = -3.1 t s = 11h48m

Un o. verticale in cui P necessita della correzione:


Es.V.5

j = +42.8503, i = 0, d = -2.1

42

Cap. III Lora sustilare t

Un o. verticale in cui P esce dalla funzione col valore definitivo: Ps = +92.7 Es.V.6 j = +42.8503, i = 0, d = +94.0 t s = 18h11m In questo. verticale lora sustilare (da P gi buono alluscita dalla funzione), pur individuabile, non mai raggiunta dallombra dello stilo, poich ricade al di fuori dellintervallo dilluminazione del quadro (che va dalle 14h33m alle 18h57m): Ps = +147.0 Es.V.1 j =-38.7855, i = 0, d = +22.1 t s = 21h48m Un o. polare in cui P esce dalla funzione col valore definitivo:
Es.P.6

j = +56.0604, i = +6.6, d = +80.1

Ps = +78.1 t s = 17h12 m

O. polare-orizzontale (allequatore) in cui P esce gi buono dallarcocoseno, ed in cui lora sustilare coincide col mezzod: Ps = 0 Es.P.3 j = 0, i = +90 t s = 12h00m Un o. polare-verticale (declinante ad est), che necessita della correzione alluscita dalla funzione: Ps = +90.0 (-1) Es.P.4 j =-11.0985, i = 0, d = -90 = -90.0 t s = 6h00m Un o. polare-verticale al polo, in cui lora sustilare sempre il mezzod: Ps = 0 Es.P.2 j =-90, i = 0 t s = 12h00m In qualsiasi o. equatoriale lora sustilare convenzionalmente coincide col mezzod: Ps = 0 Es.E.1 j =-90, i = +90 t s = 12h00m

Esempi
Es.E.3

43

j = +58.0832, i =-58.0832, d = 0

Ps = 0 t s = 12h00m

Cap. IV Gli angoli delle linee orarie


Formule
Lorientamento sul quadrante di ciascuna semiretta oraria t viene stabilito dallangolo in funzione del ritardo o dellanticipo67 dellora68 in questione rispetto allora sustilare ( Dt = t - t s ), e dellelevazione dello stilo dal quadro. Considerando il triangolo sferico in cui sia
a = 90 g = Dt , b=e c=w

si ha (dalle [0.2] e dalle [0.4])

tan c = sin b tan g ,


cio

w = arctan (sin e tan Dt ) 69.

[4.1]

Essendo dato per tangente, viene sempre, con la funzione inversa standard, -90 < w < +90 : i 90 non sono direttamente calcolabili con la funzio-

Per questo motivo, cio in considerazione del modo di calcolare e definire le linee orarie (appunto come anticipi o ritardi relativi ad un riferimento, pi che come istanti assoluti) si sceglie in questa trattazione dindicare le ore tramite la notazione con gli apici h e m (normalmente usata per esprimere durate di fenomeni), anzich col separatore : (di solito pi indicato per esprimere istanti puntuali). Ad esempio, si scriver 7h30m per indicare listante, la linea oraria, invece di scrivere 7:30. 68 Sia chiaro che parlando di ora ci si riferisce ovviamente allistante, non necessariamente allora intera: cos si considerano ore non solo, ad esempio, le 11h00m, ma anche le 12h08m, le 19h23m ecc. 69 Naturalmente lintervallo di tempo D usato nei calcoli con le funzioni va espresso come t angolo, convertendolo in gradi (moltiplicando le ore per 15).
67

Considerazioni

45

ne70, mentre gli 0 sono raggiunti quando luno o laltro fattore dellargomento della [4.1] si annullano, cio quando, evidentemente, lora cercata proprio la sustilare ( t = t s ) o la sua opposta ( t = t s 12h ), oppure quando e = 0 (caso, per, dellorologio polare, trattato a pag. 46).

Considerazioni
Concettualmente gli angoli delle linee orarie possono assumere qualsiasi orientamento, qualsiasi direzione e verso, cio valere tra 0 e 360. La classica funzione trigonometrica inversa arcotangente, invece, come sappiamo, considera solo una met degli angoli possibili, cio fornisce solo valori compresi tra -90 e +90 . Per allargare allintera circonferenza goniometrica lintervallo dei valori possibili per gli angoli calcolati con larcotangente, ricorriamo quindi alla [0.7]. La [0.7] considera una frazione ed il suo denominatore: ora, sebbene nellargomento della [4.1] non compaia alcuna frazione, quindi nessun denominatore, del tutto lecito trascriverla nella forma

sin e sin Dt w = arctan , cos Dt


non tanto per utilizzarla nel calcolo, quanto per evidenziare lapplicabilit del controllo:

cos Dt < 0 w = w + 180 ,

Sebbene raggiungibili da quand, rispettivamente, Dt = 6h = 90 , come spieghiamo pi avanti (non essendoci pericolo dincappare nella forma indeterminata 0 , essendo il caso e = 0 trattato a pag. 46, come orologio polare).
70

46

Cap. IV Gli angoli delle linee orarie

cio

6h < Dt 12h w = w + 180 71;

[4.2]

questo porta lintervallo dei valori possibili per gli angoli delle linee orarie allmbito -90 < w < +90 < w < +270 . Come gi accennato, quando Dt = 6h , allora raggiunge i valori 90, calcolabili, gi corretti, secondo la formula w = 90 sgn e sgn Dt . Concludendo, perci, lintervallo dei valori possibili per gli angoli delle linee orarie diventa -90 w +270 .

Casi particolari
Vale il caso generale72.

Orologio orizzontale

Orologio verticale
Come sopra73.

Orologio polare
Visto il parallelismo dello stilo al quadro, calcolare con la [4.1] non servirebbe a granch: otterremmo, giustamente ed ovviamente, w = 0 , di apprendere cio che tutte le linee orarie sono parallele alla sustilare, ma senza sapere dove tracciarle; ci che bisognerebbe calcolare, invece, sarebbe la diPurch si esprima Dt comprendendolo sempre tra 12h e +12h (cio tra mezza giornata danticipo e mezza di ritardo rispetto allora sustilare), e non tra altri estremi, come, ad esempio, tra 0h e +24h. In questi casi, infatti, listante, ad esempio, in anticipo di 9 ore sullora sustilare, anzich essere espresso come 9h, e soddisfare la condizione e quindi la verifica, verrebbe espresso come 15h, non soddisfacendo n luna n, quindi, laltra. (In caso di dubbio, allora, meglio effettuare la verifica mantenendo il coseno e controllandone il segno.)
71

Sebbene si possa semplificare la [4.1] in w = arctan(sin j tan Dt ) , occorre procedere nello stesso modo.
72

Anche semplificando la [4.1] in w = arctan(-cos j cosd tan Dt ) , occorre procedere in modo analogo.
73

Casi particolari

47

stribuzione delle linee orarie sulla superficie del quadrante, la distanza di ciascuna dalla sustilare. Per ottenere ci, bisogna adottare un altro approccio, occorre introdurre una nuova grandezza: la distanza g dello stilo dal quadro. La distanza di ciascuna retta oraria dalla sustilare allora

D = g tan Dt ;
il segno di D naturalmente quello di t74, essendo g sempre positivo, perci le distanze negative si riferiscono alle linee orarie che precedono lora sustilare, quelle positive a quelle che la seguono; allora, guardando la sustilare in modo da tenere la sua estremit nord75 verso lalto della visuale, le distanze negative (ore precedenti) si sviluppano a sinistra, le positive (ore seguenti) a destra. In definitiva lmbito di variabilit per le distanze delle linee orarie dalla sustilare - < D < + .

Orologio equatoriale

Dalla formula generale, e con e = 90 (rispettivamente, quadro nord o quadro sud), avremmo

w = arctan ( tan Dt ) ,
che, col controllo [4.2],

6h < Dt 12h w = w + 180 ,

A rigore dovrebbe essere quello di tan Dt , a causa delle possibilit teorica che i rispettivi segni differiscano, quando, ad esempio, t superasse i +90 (o le 6h), e perci, pur rimanendo positivo, la sua tangente da positiva diventasse negativa; questo per, in pratica, non si verifica mai, poich in un orologio polare le ore utili si mantengono sempre entro le 6h dalla sustilare. Quindi essendo sempre Dt < 6h , t e la sua tangente mantengono sempre lo stesso segno, positivo o negativo che sia (o nullo, caso inutile della sustilare). 75 Ricordiamo che parliamo di una sustilare parallela allo stilo e quindi allasse polare terrestre, e che perci punta le proprie estremit verso i poli celesti.
74

48

Cap. IV Gli angoli delle linee orarie

darebbe in sostanza, rispettivamente,

w = Dt ,
cio

w = sgn (e)Dt ;
questo risultato analitico conferma quello empirico, cio limpostazione che, com noto, contraddistingue gli orologi equatoriali, secondo cui le linee (corrispondenti alle ore intere) sono distribuite ogni 15, e seguono il senso orario nei quadranti nord e quello antiorario nei quadranti sud. Essendo come sustilare adottata convenzionalmente la linea delle 12h (la meridiana), ed andando le ore (teoriche) dellorologio da 0h a 24h, ne consegue che lambito delle differenze angolo-orarie che alla sustilare fanno riferimento sar -180 w +180 .

Esempi
In questo. generico due esempi di linee orarie, lintera immediatamente precedente (le 16h) e quella immediatamente seguente (le 17h) lora sustilare, entrambe col valore di buono gi alluscita dallarcotangente:
Es.G.1 j = -34.2365, i = +1.3, d = +117.2

t s = 16h51m w16h = -4.73 w17h = +0.82

Nello stesso o. generico appena visto calcoliamo come ora comune unora particolare come la meridiana (ovviamente esente da verifiche):
Es.G.1 j = -34.2365, i = +1.3, d = +117.2

t s = 16h51m w12h = -49.64

Esempi

49

Se, in un o. generico, lora cercata dista oltre 6h dalla sustilare, necessaria una correzione:
Es.G.1 j = -34.2365, i = +1.3, d = +117.2

t s = 16h51m w10h30m = +75.83 +180 = +255.83

Se, in un o. generico, lora cercata dista esattamente 6h dalla sustilare, vale 90 (secondo i casi):
Es.G.1 j = -34.2365, i = +1.3, d = +117.2

t s = 16h51m w10h51m = -90.00

Negli oo. polari la distanza dalla sustilare a definire la posizione delle linee orarie, in funzione, oltre che dellora, della distanza dello stilo dal quadro:
Es.P.6

j = +56.0604, i = +6.6, d = +80.1, g = 100

t s = 17h12m D13h = -197.3 D18h = +21.0 t s = 12h00m w8h00m = +60.00 w14 h30m = -37.50

Ecco lo. equatoriale, il pi elementare di tutti:


Es.E.3

j = +58.0832, i =-58.0832, d = 0

Appendice
Tipologie
Riepiloghiamo qui di seguito i casi particolari di orologio, secondo il criterio dellorientamento del quadro:

i = +90 i = 0 i = 0 cos d - tan j tan i = 0 j = 90


i = + 90 {j = 90

i = +90 O. polare { {j = 0 j i = -j O. equatoriale {di = { = 180 d = 0

O. orizzontale O. verticale

Si ricordi che in caso di identit multipla si considera la tipologia elencata pi in basso nella tabella (ad esempio, un orologio verticale-polare viene calcolato come polare). utile considerare che le particolarit nellorientamento del quadro, oltre che rilevabili da uno stato di fatto, come la posizione di una parete, quindi acquisibili passivamente, possono al contrario essere imposte, diventando per cos dire attive, adattando una variabile per volta, in funzione delle altre due. evidente come sia immediato impostare lorizzontalit o la verticalit del quadro (imponendo i valori +90 o 0, rispettivamente, allinclinazione), ma non appare altrettanto immediato impostare la polarit o lequatorialit. Ad esempio, si potrebbe voler costruire un orologio polare appoggiando un piano inclinato alla base di un muro esistente, dovendo perci calcolare la giusta inclinazione da imporre al quadro, essendo note e fisse la declinazione e la latitudine.

Casi particolari

Tipologie

51

Ecco perci che pu tornare utile una seconda tabella, per cos dire inversa della precedente, attraverso la quale, per ciascuno dei 4 orientamenti particolari da imporre al quadro, ricavare i giusti valori da assegnare ad i e/o d (non considerando il calcolo di , non ritenendola variabile):
O. orizzontale O. verticale

i = +90 i = 0

j = 0
nota d

d 90 d = 90 j = 90

i = +90
i = ind.

i = 0
i = arctan cos d tan j

0 < j < 90
O. polare nota i

i = +90 j = 90 o i 0 j 0 j = 90 i = +90 o i = 0 j = 0 j = 0 i = 0 o i +90 j 90

polarit impossibile

d = ind.

d = 90

0 < i < 90 0 < j < 90


O. equatoriale

tan i tan j > 1 polarit impossibile tan i tan j 1 d = arccos(tan i tan j)


i = +90
i = j, d = 180 i = -j, d = 0

j = 90 j 90

Ad esempio, per impostare un orologio polare allequatore ( j = 0 ), conoscendo d 90 , porre i = +90 . O ancora, per impostare un orologio polare alle nostre latitudini ( 0 < j < 90 ), essendo 0 < i < 90 , ed essendosi accertati che

tan i tan j 1 , basta calcolare d = arccos (tan i tan j) .

52

Appendice

cos d , per tan j calcolare linclinazione di un orologio polare, nota la declinazione; ebbene, in questo caso la funzione arcotangente va applicata nella sua versione standard, senza cio considerare la correzione [0.7]. Il motivo di questo trattamento evidente: basta ricordare, infatti, che langolo che si sta cercando, linclinazione, per sua natura deve sempre essere -90 < i +90 (vedi anche la nota 6), cio deve sempre cadere nel I o nel IV quadrante, quindi proprio come scaturisce dalla funzione arcotangente standard, senza perci bisogno di eventuali correzioni (che, anzi, se applicate per considerare anche gli altri due quadranti, rischierebbero di falsare i risultati). Unannotazione, poi, sui casi indeterminati e su quelli impossibili. Il caso di inclinazione indeterminata, che scaturirebbe dal tentare di impostare la polarit di un quadro di declinazione nota applicando la formula generale 0 cos d con j = 0 e d = 90 , diventando i = arctan , significa i = arctan 0 tan j sia che non si pu determinare il valore di i, sia che non c bisogno di determinarlo, potendo esso assumere qualunque valore: evidente infatti che affinch un quadro sia polare sullequatore, basta che declini ad est o ad ovest, senza che importi il valore della sua inclinazione. Analogamente, sempre ricercando la polarit di un quadro, ma di cui invece sia nota linclinazione, sia che ci si trovi sullequatore con un quadro orizzontale, sia ai poli con un quadro verticale, la declinazione non ha importanza, come scaturirebbe inserendo i rispettivi valori nella formula generale d = arccos (tan i tan j) , che infatti porterebbe comunque al caso indeterminato 0, non risolvibile. In particolare, si pu aggiungere che nel primo caso, in un orologio orizzontale, la declinazione perde significato, potendo perci virtualmente assumere qualsiasi valore, mentre nel secondo caso, ai poli, basta che lorologio sia verticale, senza che sia importante il valore della declinazione76.
Esaminando pi da vicino la casistica, si noti la formula i = arctan
76

Anche se, per la convenzione [0.1], ricordiamo che la declinazione ai poli assume i valori

0 180 .

Formule

53

Infine ci sono casi in cui, sempre cercando la polarit del quadro e sempre in funzione della latitudine e dellinclinazione, risulta impossibile ricavare un valore per la declinazione. I due (o tre, distinguendo i poli) casi pi ovvi sono quelli del quadro orizzontale fuori dallequatore, che non pu mai essere polare, cos come non pu essere polare un quadro inclinato ai poli. C infine tuttunaltra categoria di casi in cui, a latitudini intermedie, pu risultare impossibile rendere polare un quadro di inclinazione data, pur orientandolo in tutti i modi, senza che esista una declinazione che soddisfi la condizione cercata: sono evidentemente i casi in cui tan i tan j > 1 77, che ovviamente rendono impossibile calcolare la funzione arcocoseno, essendone largomento stesso oltre il limite concepibile.

Formule
Nelle tabelle seguenti sono riepilogate tutte le procedure di calcolo fin qui trattate. Lapproccio pu essere duplice: lungo ciascuna riga, corrispondente ad una tipologia di orologio, sono date le formule per calcolare le incognite (, ecc.) che definiscono quellorologio; lungo ciascuna colonna, corrispondente ad unincognita, invece, si indicano le diverse procedure per calcolare quellincognita caso per caso (o. generico, o. orizzontale ecc.). Per ogni procedura vengono illustrate condizioni da verificare, formule da applicare di conseguenza ed mbito dei risultati ottenibili.

77

Quelli cio in cui i + j > 90 .

Lelevazione dello stilo


generico
-90 < e < 0 < e < +90
Orologio Orologio

Langolo sustilare
e se e < 0 , allora s =s+ 180 -180 s +180

sin j - sin i sin e s = arccos , e se d < 0 , allora s = -s , cos i cos e e = arcsin (sin i sin j - cos i cos j cosd)

e=j
-90 < e < 0 < e < +90

s = arccos(sgn j)
s = 0 180
sin j s = arccos , e se d < 0 , allora s = -s , cos e

orizzontale
Orologio

e = arcsin (- cos j cosd)


-90 < e < 0 < e < +90

verticale

e se d < 90 , allora s =s+ 180 -180 s +180


sin j se i +90 , allora s = arccos , cos i

Orologio

polare

e = 0
se j 90 , allora

e se d < 0 , allora s = -s -180 s +180 se j = 90 , allora e = j

se i = +90 , allora s = 0 s = 0

equatoriale

Orologio

e = -90 sgn (cosd)

s = 2 arcsin(sgn(90-j))
s = 0|180

e = 90

Langolo P al polo
se j 90 , allora
Orologio

Lora sustilare t
ts = 180 + Ps 15
h

Gli angoli delle linee orarie t


(t = t t)
h se Dt 6 , allora

generico

sin i - sin j sin e se j = 90 , Ps = arccos , cos j cos e allora Ps = 0


= -Ps e se d < 0 , allora Ps
-180 Ps +180

w = arctan (sin e tan Dt ) ,


e se 6 h < Dt 12 h , allora w = w + 180

se Dt = 6h , allora

w = 90 sgn (e) sgn (Dt )

0 t s 24
h

-90 w +270 come lorologio generico

orizzontale verticale
Orologio

Orologio

Ps = 0

t s = 12 h
ts = 180 + Ps 15

Ps = arccos(- tan j tan e) , = -Ps e se d < 0 , allora Ps


-180 Ps +180 se j 90 ,

come lorologio generico

0 h t s 24 h

Orologio

polare

sin i allora Ps = arccos , cos j


= -Ps e se d < 0 , allora Ps

se j = 90 , allora Ps = 0

ts =

180 + Ps 15

D = g tan Dt

-180 Ps +180

0 h t s 24 h

- < D < +

equatoriale

Orologio

Ps = 0

t s = 12 h

w = sgn (e) Dt
-180 w +180

56

Appendice

Peculiarit
Si tratta di caratteristiche o comportamenti degli orologi solari, generici o particolari che siano, che possono servire a controllare la bont dellimpostazione del progetto e dellesecuzione del calcolo, e che aiutano a comprendere la natura ed il funzionamento dei nostri affascinanti strumenti.
In un orologio ad ore locali

la retta oraria 6h18h passa allincrocio tra la linea dorizzonte e la retta equinoziale. la sustilare coincide con la meridiana; la retta equinoziale orizzontale.

In un orologio diretto (ma non equatoriale)

In un orologio orizzontale

la declinazione perde significato; la linea verticale scompare; la linea dorizzonte va allinfinito; la sustilare e la meridiana, coincidenti, sono allineate col meridiano e puntano al polo pi vicino; la retta equinoziale orientata in direzione est-ovest; lelevazione dello stilo uguale alla latitudine; a parit di latitudine il quadrante gode della maggior illuminazione durante tutto lanno.

In un orologio verticale

-polare, che non sia al polo (quadro meridiano, d = 90 ), la meridiana va allinfinito; la meridiana, se c, verticale, e forma con lo stilo un angolo pari alla colatitudine; lortostilo orizzontale; la linea dorizzonte passa per il piede dello stilo (base dellortostilo).

In un orologio polare

-verticale, che non sia al polo (quadro meridiano, d = 90 ), la meridiana va allinfinito; lo stilo parallelo al quadro, alla distanza impostata come sua sporgenza (o lunghezza dellortostilo); le linee orarie moderne sono parallele tra loro (ed allo stilo);

Peculiarit

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le curve diurne sono sempre iperboli; il piede dello stilo (base dellortostilo) sta sullintersezione dellequinoziale con la sustilare; il piede dello stilo (base dellortostilo) centro dellorologio (origine degli assi cartesiani); h la presenza del Sole sul quadro dura sempre e dovunque 12 . lo stilo (polare) perpendicolare al quadro, e coincide con lortostilo; le linee orarie moderne sono distanziate tra loro di 15; le linee diurne sono archi di cerchio e lequinoziale va allinfinito; se il quadro non orizzontale, la meridiana verticale, e punta verso il basso; se il quadro orizzontale (al polo), lasse coincide con lantimeridiano locale; la sustilare degenera in un punto, alla base dello stilo, ed sostituita, come asse del sistema polare, dalla meridiana. la declinazione (se il quadro non orizzontale) si pu considerare convenzionalmente di 0 al polo nord e di 180 al polo sud.

In un orologio equatoriale

In un orologio al polo

Bibliografia
Fantoni, Girolamo. Orologi solari. Trattato completo di gnomonica. Roma, Technimedia, 1988. 552 p. Meeus, Jean. Astronomia con il computer. Formule, metodi di calcolo, esempi numerici. Milano, Hoepli, 1990. VIII, 232 p. ISBN 88-203-1771-0. Meeus, Jean. Astronomical algorithms. 2 ed. Richmond (Va., USA), WillmannBell, 1998. IV, 478 p. ISBN 0-943396-61-1. Lamberti, Lamberto; Mereu, Laura; Nanni, Augusta. Matematica. Nuova edizione. Milano, Etas, 2000-2001. 3 vol. ISBN 88-451-7709-2, 88-451-3182-3, 88-451-3183-1.

L Post nubila Phbus J