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Aforismi di Shyama Charan Lahiri Mahasaya

Note di Furio Sclano Ho utilizzato volontariamente la parola "note" al posto del termine commento, poich sarebbe stato pretenzioso da parte mia pensare di poter commentare gli aforismi di Lahiri Mahasaya. Con il termine kriya in questi aforismi di solito ci si riferisce al pranayama del kriya, ma anche al significato pi generico del termine che giusta azione, mirata allevoluzione spirituale. Gli aforismi provengono da alcuni commenti di Lahiri Mahasaya su varie scritture. Vanno letti singolarmente uno per uno, in quanto non hanno una logica sequenziale (almeno nel modo in cui li ho riportati in questo file). Per approfondire la vostra conoscenza sulle opere di Lahiri Mahasaya (L.M. non scrisse nulla direttamente, ma i suoi commenti sulla Bhagavad Gita e su altre scritture furono trascritti dai suoi discepoli), vi incoraggio a leggere i testi che potete trovare in commercio (sono disponibili per il momento solo in lingua inglese su www.amazon.com).

Qualunque sia il suo tipo di karma, una persona nasce con quel karma
Linsieme di azioni, pensieri, tendenze ed esperienze costituisce il bagaglio karmico di una persona. Ogni vita fortemente condizionata dalle precedenti.

In questo profondo Samsara, il Brahman muove tutto, da Brahma (laspetto creatore) alla vegetazione.
Samsara indica ci che, in ogni aspetto di se stesso, in costante movimento. Dio (il Brahman) linizio, la met e la fine di ogni cosa. Dio permea la creazione ed al di fuori di essa. Dio tutto ci che .

Attraverso il kriya si raggiunge pace, intelligenza, onore, la vita si allunga e si ottiene il samadhi. E facendo il kriya che si ottiene la perfezione completa. Conoscere il Brahman dimorare nel samadhi sia che si faccia dellaltro oppure no. Chi ha conquistato se stesso con il S un Bramino.
Bench in India si consideri Bramino colui che appartiene a quella specifica casta, in questo senso definito come Bramino la persona spiritualmente evoluta.

Lessere umano che non n soddisfatto, n mortificato da udito, vista, odorato e tatto detto jitendriya (vittorioso sui sensi). Rimanendo sempre focalizzato/unito nel Brahman, in tranquillit e centrato nella testa, dimora nella calma della foresta (in samadhi) Dimorare nel samadhi perpetuo (Chaitanya samadhi samadhi durante lattivit) significa dimorare nel Brahman.
Il vero yogi colui che vive nel mondo senza far parte di esso e che indossa la mondanit come si indossa un vestito stracciato. Lo yogi evoluto consapevole di dimorare nella completezza del Supremo, qualsiasi cosa stia facendo.

Se non te lo chiedono, non dirlo. Se te lo chiedono male, non dirlo. Coloro la cui mente divenuta ferma attraverso il kriya, anche se conoscono ogni cosa, dovrebbero comportarsi in mezzo agli altri come esseri terreni.
Il vero yogi pratica in segreto senza esibire se stesso. Troviamo nel vangelo un ammonimento simile, dove Ges incoraggia i devoti a praticare e pregare nel segreto del proprio cuore.perch tutto vanit.

Dharma, kriya, comprensione dei significati, visione delle forme divine. Chi non ha queste cose e non si prende cura del proprio corpo. A queste persone non piantare il sacro seme. La stella che si rivela con lesperienza.
Similarmente dal vangelo: Non dare le perle ai porci e le cose sacre ai cani. Lahiri Mahasaya intendeva dire probabilmente che il kriya deve essere dato a chi lo apprezza o a chi intende praticarlo con costanza.

Chi d linsegnamento senza aver ottenuto il permesso di insegnare il kriya del Brahman non d nulla. La persona che riceve linsegnamento non riceve nulla e colui che lo d ruba al Brahman. Ogni suo passo nellinferno (la sofferenza viene a lui).
La tradizione indiana prevede che linsegnamento del kriya yoga sia dato da maestro a discepolo in linea verticale. E contro la tradizione insegnare il kriya yoga a qualcuno senza essere stati autorizzati specificatamente a farlo. Nessuno pu dare nulla, se non ha ricevuto nulla.

Pratica il kriya, non prestare attenzione alle persone. Pratica il kriya e vivi semplicemente. Chi pratica il kriya correttamente, ottiene la via suprema. Non fare nulla per i piaceri dei sensi e con attaccamento. Chi pratica il kriya con fermezza nel cuore e nella mente, privo di aggressivit e pigrizia, vive felicemente.
Krishna nella Bhagavad Gita afferma che ogni devoto deve agire (karma yoga) senza desiderare i frutti della sua azione. Yogananda utilizzava lespressione Vita semplice e pensiero elevato. Devozione, meditazione, servizio e distacco compassionevole sono le vie dello yoga per la perfezione.

Attraverso la pratica del kriya si ottiene il vijnana pada, lo stato oltre la conoscenza. Non praticare il kriya con la mente distratta. Se si fa il kriya con la mente attenta, tutto si espande. Non focalizzare lattenzione sul corpo, pratica il kriya. Non focalizzare lattenzione sugli stati del corpo, fai sempre il kriya dellAtman.
La pratica deve essere costante e focalizzata. Il kriya diminuisce di intensit ed efficacia se fatto con la mente distratta. Quando si medita, si dovrebbe farlo con questo pensiero in mente: in questo momento non c nulla di pi importante di quello che sto facendo.

Non dare il kriya a qualcuno che non vuole riceverlo.


Questo sloka un monito verso chi, per esempio, pubblica le tecniche del kriya su libri destinati a tutti, ma indica anche che non bisogna forzare qualcuno ad intraprendere il percorso spirituale del kriya yoga. Deve arrivare questo sentiero chi ci deve arrivare, quando ci deve arrivare e se ci deve arrivare.

Fai il kriya, vedi le forme divine e conosci la sostanza della verit. Se la mente pura, ma non stai bene, non fare il kriya in quel momento. Fare il kriya significa compiere il dharma. Tutto il resto significa far finta di compierlo.
Esiste un solo scopo nella vita ed quello di conoscere Dio. Kriya significa Azione. Compiere il Dharma significa compiere le giuste azioni che ci permettono di evolvere spiritualmente.

Chi non fa il kriya vive nel dolore, sempre malato e non vive a lungo. Non dirigere la mente in altre direzioni che nel kriya. Chi non pratica il kriya, disonesto e acquisisce ricchezza attraverso cattive azioni, non ottiene la felicit. La ricchezza del disonesto e del peccatore finisce presto, quindi, pratica sempre il kriya. Pratica il kriya senza desiderio di risultato. Se lo pratichi con il desiderio di risultato, attirerai il dolore.
Chi non cerca levoluzione spirituale preda inconsapevole del karma da lui stesso generato. Quando si medita bisogna fare del proprio meglio e lasciare che la grazia di Dio faccia il resto. Ottiene il miglior risultato colui che pratica al meglio delle sue possibilit abbandonandosi completamente a Dio.

Pratica il kriya per sempre, poich attraverso il kriya che si distrugge lignoranza. Pratica il kriya; chi non pratica il kriya un Sudra.

In India la casta dei sudra considerata il livello pi basso dellevoluzione umana. Chi non cerca levoluzione spirituale come un Sudra. (in questo caso, la parola kriya pu essere interpretata anche con il suo significato pi esteso).

Indipendentemente dal tuo livello nella vita, vedi la stessa cosa in ogni fenomeno. Questo il segno del lavoro dharmico. Se si mangia poco e si vive in modo ritirato, avviene il distacco dai sensi. Se si fermano i sensi e si diventa privi di attrazioni, repulsioni e aggressivit, si ottiene la liberazione.
Vedere qualcosa con distacco significa non essere coinvolti emotivamente da ci che si osserva. Il Buddha una volta afferm che non esiste nulla al mondo che possa essere definito (in maniera assoluta) in modo positivo o negativo. Tutto infatti neutro, poich ognuno di noi valuta in modo positivo o negativo ci che gli si presenta davanti nella vita. Per paradosso si pu affermare che anche la morte non ha un attributo forzatamente negativo, in quanto per esempio ogni giorno muoiono migliaia di persone, ma noi non le conosciamo e pertanto non ne siamo toccati. Le percezioni (di ogni cosa) sono sempre soggettive. Vivere nel mondo, ma non fare parte di esso ( unespressione cara a Paramahansa Yogananda) significa ritirare lattenzione dal coinvolgimento emotivo nei confronti di ci che si osserva. Questi ultimi sloka rappresentano lessenza pi elevata della pratica dello yoga. Lo yogi evoluto deve vedere ogni forma come unespressione di Dio e ogni avvenimento come un semplice accadimento nel tempo e nello spazio. Da un punto di vista pratico, si raggiunge (o almeno ci si avvicina a) questo stato di equanimit attraverso la pratica della meditazione e il giusto vivere. Vivere in maniera corretta, per chi ha intrapreso il percorso spirituale del kriya yoga, significa anche limitare la socializzazione allo stretto necessario e regolare i propri appetiti. Yogananda disse: La solitudine il prezzo della grandezza. Questo ovviamente non significa che un praticante spirituale debba vivere necessariamente da eremita, ma certo che leccessiva socializzazione deleteria per la vita spirituale. Chi si avvicina coscientemente ad uno stato di equanimit, raggiunge presto la liberazione. E facile confondere lequanimit con lindifferenza. Equanimit non sinonimo di indifferenza, in quanto la perfetta equanimit non un sentimento completamente umano. Per spiegarvi meglio questo concetto mi vorrei aiutare con una storia raccontata da Paramahansa Yogananda: Il Buddha era seduto in meditazione insieme ai suoi discepoli, quando si present davanti a lui una bellissima cortigiana. La donna rimase folgorata dalla bellezza esteriore del principe Siddharta e inizi a baciarlo appassionatamente. I monaci rimasero stupiti, ma lo furono ancor di pi quando il Buddha le disse che quello non era ancora il momento opportuno e che un giorno le avrebbe realmente dimostrato il suo amore per lei. Passarono anni da quel giorno e, mentre si trovava in meditazione, un giorno il Buddha si alz di scatto e disse ai monaci intorno a lui: La mia amata ha bisogno di me, devo andare subito da lei. Enorme fu lo sconcerto dei monaci, i quali pensarono che il loro maestro avesse perso la ragione. Il Buddha corse a lungo, inseguito dai monaci, che forse speravano di poterlo salvare dallerrore che pensavano stesse commettendo. Ad un certo punto, si ritrovarono tutti davanti ad una donna agonizzante, devastata completamente dalla lebbra. Il Buddha disse alla donna: mia amata, sono venuto a te. In questo momento posso dimostrarti il mio vero amore!. Pronunciate quelle parole, il Buddha la abbracci con forza e la guar. Lui laveva ricordata dimostrandole il suo amore distaccato e compassionevole, quando tutti lavevano dimenticata. Si dice che la donna divenne sua discepola. Il Buddha era rimasto distaccato di fronte alle avances della donna anni prima, ma laveva amata, quando questa aveva bisogno di lui. Egli era privo di attrazioni e repulsioni, ma era pieno di infinita equanime compassione. Essere equanimi significa amare tutti senza possessivit in maniera distaccata e ovviamente questo tipo di amore diametralmente opposto allindifferenza. Si sviluppa lequanimit attraverso la pratica costante della meditazione, del distacco e con laiuto della grazia di Dio. Lequanimit una qualit innata dellanima.

Sri Lahiri Mahasaya