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Critica della ragion pura Dottrina trascendentale degli elementi: a) Estetica trascendentale b) Logica trascendentale

a) ESTETICA TRASCENDENTALE La conoscenza la sintesi fra intuizione e concetto. Lintuizione la rappresentazione immediata di un oggetto, dataci attraverso la sensibilit, la quale appunto la capacit di ricevere rappresentazioni ( da non confondersi con sensazione, cio leffetto di un oggetto sulla capacit rappresentativa). Loggetto di unintuizione empirica il fenomeno, nel quale si possono distinguere: la materia (il contenuto della sensazione) e la forma (il collegamento dei diversi dati sensibili secondo certi ordini e rapporti). Di queste la materia ci data solo a posteriori, mentre la forma devessere a priori. Per cogliere le forme dellintuizione pura, su cui si basa la nostra esperienza (ordinaria e scientifica), bisogna far astrazione sia dai concetti sia dai contenuti derivanti dallintuizione empirica.Queste forme dellintuizione pura sono lo spazio e il tempo. Lo spazio: non un concetto empirico, bens una rappresentazione a priori, che sta a fondamento di tutte le intuizioni esterne. E una rappresentazione necessaria, cio tale che nessuna intuizione di oggetti esterni pu avere luogo al di fuori di essa. Essendo la necessit caratteristica esclusiva delgi a priori, anche lo spazio sar tale. Lo spazio unico e precede le porzioni di spazio limitate in esso. Opera inoltre solo nel campo dei fenomeni, non delle cose in s. Infine lo spazio ha idealit trascendentale, nel senso che soggettivo rispetto alle cose considerate in se stesse, fondandone allo stesso tempo il loro costituirsi come oggetti. Il tempo: la forma del senso interno, ma anche condizione formale a priori di tutti i fenomeni, non solo di quelli interni. Le operazioni conoscitive, come la matematica, che si fondano sullintuizione sono inevitabilmente formulate attraverso giudizi sintetici a priori (geometria spazio; aritmetica tempo) b) LOGICA TRASCENDENTALE 1. Analitica trascendentale 2. Dialettica trascendentale 1. Tratta degli elementi della conoscenza pura dellintelletto e dei principi senza i quali nessun oggetto pu in alcun modo essere pensato. La conoscenza ha bisogno del concetto che connetti fra loro i dati dellintuizione sensibile in modo oggettivo. Facendo astrazione dei concetti dellintelletto, si possono individuare i concetti puri, chiamati anche categorie. Cos lintelletto, mediante le categorie istituisce fra gli oggetti la connessione necessaria alla formulazione del giudizio, elemento che viene ripreso dalla logica tradizionale (le stesse categorie rimandano ad Aristotele, anche se con una differenza sostanziale: per il filosofo greco ad esse corrisponde un determinato contenuto ontologico, mentre per Kant sono funzioni a priori dellintelletto stesso. Che cosa ci garantisce che le categorie si riferiscano in modo universale e necessario agli oggetti dellesperienza, cio siano funzioni a priori? Lesperienza possibile solo se la sintesi unitaria del molteplice sensibile pensata come una rappresentazione prodotta dalla spontanea attivit del soggetto. Quindi la costruzione del mondo dellesperienza pu

verificarsi ammessa lesistenza di un principio unificatore, chiamato lIo penso oppure appercezione trascendentale. Questa struttura presente in ogni essere umano. LIo penso lautocoscienza universale, che rende possibile a ciascun oggetto la sintesi delle proprie rappresentazioni. Rende possibile quindi, oltre allesperienza, e quindi loggetto, anche la pensabilit del soggetto come attivit di sintesi e di unificazione del molteplice. Non bisogna pi pensare a una natura come insieme di fenomeni, ma come insieme di leggi, date non dalla natura stessa, bens dallintelletto. Ma cosa unifica? Unifica i fenomeni, come rappresentazioni di cose, e non ci svela cosa le cose siano in s. Come pu avvenire la sintesi fra intuizione e concetto, rappresentazioni diverse per genere? Attraverso lo schematismo trascendentale. Lintelletto opera attraverso gli schemi, che sono prodotti dallimmaginazione, cio dalla facolt di rappresentare in modo spontaneo un oggetto nellintuizione, anche senza la sua presenza. Lo schema, come determinazione trascendentale del tempo, il quale la condizione di possibilit a priori di tutti i fenomeni, e quindi comune a tutti gli oggetti desperienza, non per unimmagine prodotta dallimmaginazione, ma linsieme delle regole necessarie alla costruzione dellimmagine di un oggetto. Gli schemi trascendentali, cio delle categorie, sono le categorie stesse nel momento in cui entrano in relazione con il tempo. Senza la determinazione temporale, le categorie non potrebbero rappresentare i fenomeni. Per questo gli schemi trascendentali sono le vere e sole condizioni che conferiscono alle categorie una relazione con gli oggetti, e con ci un significato.