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I sette specchi Esseni

Published on June 4, 2012, by visionealchemica in La Visione Alchemica.

Gli antichi Esseni identificarono, forse meglio di chiunque altro, il ruolo dei rapporti umani definendoli in sette categorie: sette misteri corrispondenti ai vari tipi di rapporto che ciascun essere umano avrebbe sperimentato nel corso della propria vita di relazione. Gli esseni hanno definito queste categorie specchi, ricordandoci che, in ogni momento della vita, la nostra realt interiore ci viene rispecchiata dalle azioni, dalle scelte e dallinguaggio di coloro che ci circondano. Il primo Specchio Esseno riguarda la nostra presenza nel momento presente. Il mistero incentrato su cosa noi inviamo, nel presente, alle persone che ci stanno accanto. Quando ci troviamo circondati da individui e modelli di comportamento in cui dominano la rabbia o la paura, lo specchio funziona in entrambi i sensi. Potrebbe invece trattarsi di gioia, estasi e felicit perch ci che vediamo nel primo specchio limmagine di quello che noi siamo nel presente. Chi ci vicino ce lo rimanda, rispecchiandoci. Il secondo Specchio Esseno ha una qualit simile alla precedente, ma un po pi sottile, anzich riflettere ci che siamo, ci rimanda ci che noi giudichiamo nel presente. Se siete circondati da persone, i cui modelli di comportamento vi provocano frustrazione o scatenano la vostra rabbia e se percepite che quei modelli non sono vostri in quel momento, allora chiedetevi: Mi stanno mostrando me stesso nel presente?. Se potete onestamente rispondervi con un no, c una buona probabilit che vi stiano invece mostrando ci che voi giudicate nel momento presente. La rabbia, lastio o la gioia che voi state giudicando. Il terzo Specchio Esseno uno degli specchi pi facili da riconoscere, perch percepibile ogni volta che ci troviamo alla presenza di unaltra persona, quando la guardiamo negli occhi e, in quel momento, sentiamo che accade qualcosa di magico. Alla presenza di questa persona, che forse non conosciamo nemmeno, sentiamo come una scossa elettrica, la pelle doca sulla nuca o sulle braccia. Che cosa successo in quellattimo? Attraverso la saggezza del terzo specchio ci viene chiesto di ammettere la possibilit che, nella nostra innocenza, rinunciamo a delle grosse parti di noi stessi per poter sopravvivere alle esperienze della vita. Queste parti di noi possono venir perse pi o meno consapevolmente, o portate via da coloro che esercitano un potere su di noi. Se vi trovate in presenza di qualcuno e, per qualche motivo inspiegabile, sentite lesigenza di passare del tempo con lui, ponetevi una domanda: che cosha questa persona che io ho perduto, ho ceduto, o mi stato portato via? La risposta potrebbe sorprendervi molto, perch in realt riconoscerete questa sensazione di familiarit quasi verso chiunque

incontriate. Vedrete cio delle parti di voi stessi in tutti. Questo il terzo mistero dei rapporti umani. Il quarto Specchio Esseno una qualit un po diversa. Spesso nel corso degli anni ci accade di adottare dei modelli di comportamento che poi diventano tanto importanti da farci riorganizzare il resto della nostra vita per accoglierli. Sovente tali comportamenti sono compulsivi e creano dipendenza. Il quarto mistero dei rapporti umani ci permette di osservare noi stessi in uno stato di dipendenza e compulsione. Attraverso esse rinunciamo lentamente proprio alle cose cui teniamo di pi, le cediamo, le lasciamo. Ad esempio, quando parliamo di dipendenza e compulsione, molte persone pensano allalcol e alla nicotina. Ma ci sono altri modelli di comportamento pi sottili; si pensi allesercizio di controllo in ambito aziendale e in famiglia, alla dipendenza dal sesso e dal possedere o generare denaro e abbondanza. Quando una persona incarna un simile modello di comportamento, pu star certa che il modello, che pur bello di per s, si creato lentamente nel tempo. Se riorganizziamo le nostre vite per far posto al modello dellalcolismo o allabuso di sostanze, forse stiamo rinunciando a porzioni della nostra vita rappresentate dalle persone che amiamo, dalla famiglia, dal lavoro, dalla nostra stessa sopravvivenza. Il tratto positivo di questo modello che pu essere riconosciuto ad ogni stadio, senza dover arrivare agli estremi e perdendo tutto. Possiamo riconoscerlo, guarirlo e ritrovare la nostra interezza ad ogni step. Il quinto Specchio Esseno forse il pi potente in assoluto, perch ci permette di vedere meglio e con maggiore profondit degli altri, la ragione per cui abbiamo vissuto la nostra vita in un dato modo. Esso rappresenta lo specchio che ci mostra i nostri genitori e linterazione che intratteniamo con loro. Attraverso esso ci viene chiesto di ammettere la possibilit che le azioni dei nostri genitori verso di noi riflettano le credenze e le aspettative che nutriamo nei confronti del rapporto pi sacro che ci sia dato di conoscere sulla Terra: il rapporto che intercorre fra noi, la nostra Madre e il nostro Padre Celeste, vale a dire con laspetto maschile e femminile del nostro creatore, in qualunque modo lo concepiamo. La relazione con i nostri genitori pu quindi svelarci il nostro rapporto con ildivino. Per esempio, se ci sentiamo continuamente giudicati o se viviamo in una condizione per cui non mai abbastanza, altamente probabile che il rapporto con i nostri genitori rifletta la seguente verit: siamo noi che, grazie alla percezione che abbiamo della nostra persona e del Creatore, crediamo di non essere allaltezza e che forse non abbiamo realizzato quello che da noi ci si aspettava. Il sesto Specchio Esseno ha un nome abbastanza infausto; gli antichi lo chiamarono infatti loscura notte dellanima. Ma attenzione, lo specchio in s non necessariamente sinistro come il nome che porta. Attraverso unoscura notte dellanima ci viene infatti ricordato che la vita e la natura

tendono verso lequilibrio e che ci vuole un essere magistrale per bilanciare quellequilibrio. Nel momento in cui affrontiamo le pi grandi sfide della vita, possiamo star certi che esse divengono possibili solo dopo aver accumulato gli strumenti necessari per superarle con grazia e facilit; perch quello il solo modo per superarle. Fino a che non abbiamo fatto nostri quegli strumenti, non ci troveremo mai nelle situazioni che ci richiedono di dimostrare determinati livelli di abilit. Quindi, da questa prospettiva, le sfide pi alte della vita, quelle che ci vengono imposte dai rapporti umani e forse dalla nostra stessa sopravvivenza, possono essere concepite come delle grandi opportunit, che ci consentono di saggiare la nostra abilit, anzich come dei test da superare o fallire. E proprio attraverso lo specchio della notte oscura dellanima che vediamo noi stessi nudi, forse per la prima volta, senza lemozione, il sentimento ed il pensiero, senza tutte le architetture che ci siamo creati intorno per proteggerci. Attraverso questo specchio possiamo anche provare a noi stessi che il processo vitale degno di fiducia e che tale fiducia pu essere accordata anche a noi, mentre stiamo vivendo la vita. La notte oscura dellanima rappresenta lopportunit di perdere tutto ci che ci sempre stato caro nella vita. Confrontandoci con la nudit di quel niente, mentre ci arrampichiamo fuori dallabisso di ci che abbiamo perso e percepiamo noi stessi in una nuova luce, possiamo per esprimere i nostri pi alti livelli di maestria. Il settimo Specchio Esseno dalla prospettiva degli antichi era il pi sottile e, per alcuni versi, anche il pi difficile. E quello che ci chiede di ammettere la possibilit che ciascuna esperienza di vita, a prescindere dai suoi risultati, di per s perfetta e naturale. A parte il fatto che si riesca o meno a raggiungere gli alti traguardi che sono stati stabiliti per noi da altri, siamo invitati a guardare i nostri successi nella vita senza paragonarli a niente. Senza usare riferimenti esterni di nessun genere. Il solo modo in cui riusciamo a vederci sotto la luce del successo o del fallimento quando misuriamo i nostri risultati facendo uso di un metro esterno. Ma a quel punto sorge la seguente domanda: A quale modello ci stiamo rifacendo per misurare i nostri risultati? Quale metro usiamo? Nella prospettiva di questo specchio ci viene chiesto di ammettere la possibilit che ogni aspetto della nostra vita personale qualsiasi aspetto sia perfetto cos com. Dalla forma e peso del nostro corpo, ai risultati personali in ambito accademico, aziendale o sportivo. Ci renderemo conto insieme che, in effetti, questo vero e che un risultato pu essere sottoposto agiudizio solo quando viene paragonato ad un riferimento esterno. Il settimo specchio ci invita quindi a permetterci di essere il solo punto di riferimento per i risultati che raggiungiamo. Nel passare attraverso gli specchi, noi procediamo attraverso la nostra vita, forse senza nemmeno renderci conto del perch facciamo queste cose. Sarebbe bello se ogni mattina si accendesse una bella luce al neon che ci dicesse:

Oggi, dopo aver fatto colazione, dopo che i tuoi familiari sono usciti, puoi cominciare il tuo lavoro sulloscura notte dellanima. La vita non funziona cos. Siamo invitati a conoscere noi stessi in presenza di altri, attraverso i nostri rapporti umani e quando quei rapporti sono sanati, noi diventiamo il beneficio di quella guarigione e lo portiamo in noi nel sogno ad occhi aperti della vita, camminando fra i due mondi del cielo e della terra. Gregg Braden