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Politecnico di Torino IV Facolt di Ingegneria Esame di ECONOMIA POLITICA COGNOME E NOME: ..................................................................... MATRICOLA: ...................... CORSO DI LAUREA: ....................................................................................................................

QUESTO IL MIO ULTIMO ESAME DELLA SPECIALISTICA: HO INTENZIONE DI LAUREARMI IN QUESTA SESSIONE: SONO UNO STUDENTE DEL VECCHIO ORDINAMENTO:

SI SI SI

1) CONTABILIT NAZIONALE, MERCATO, ECONOMIA CLASSICA (Capitoli da 1 a 4):


Le funzioni di domanda e offerta di mercato di un dato bene al tempo t sono rispettivamente: Qdt = 100 + 0,05 R 5pt e Qst = 8pt1 dove Qd la quantit domandata, Qs la quantit offerta, R il reddito e p il prezzo del bene. Nellipotesi che il reddito sia pari a 5000 e il prezzo a 10: 1) calcolare lelasticit puntuale della domanda sia rispetto al prezzo, sia rispetto al reddito e dire se un bene normale o inferiore o di Giffen (2,5 punti); 2) calcolare la quota percentuale di reddito potenzialmente destinata al consumo di questo bene con gli stessi dati di prezzo e reddito (2,5 punti); 3) calcolare il prezzo che assicura lequilibrio stazionario del mercato per un reddito pari a 5000 e spiegare se il mercato tende verso lequilibrio oppure no (2,5 punti). 4) calcolare lonere che dovrebbe sopportare lo Stato per indurre limpresa a vendere il bene per una quantit richiesta dai consumatori a un prezzo politico imposto p = 6 e per un reddito pari a 5000 (2,5 punti). RISPOSTA La quantit domandata, dati i prezzi e il reddito, pari a Qd = 100 + 0,055000 510 = 300 unit. 1) Le elasticit di prezzo e di reddito in tale punto sono:

( p) =

2) La spesa per lacquisto di 300 unit pari a S = pQ = 10300= 3000 e quindi la quota di reddito spesa S/R = 3/5; 3) Lequilibrio stazionario si ha quando pt = pt1 = p* e Qdt = Qst , da cui risulta che 100 + 250 5 p* = 8p* p* 26,9 e Q* 215,4, ma la ragnatela

Q d p 10 1 Q d R 5000 5 = 5 = ; ( R) = = 0,05 = > 0 bene normale. p Q 300 6 R Q 300 6

Q s p 8 1 = = > 1. non convergente perch 1 Q d p 5


4) Se lo Stato fissa p = 6, la domanda Qd = 320, mentre lofferta diviene pari a Qs = 48, per cui Qd Qs = 320 48 = 272 (eccesso di domanda); lo Stato deve allora sostenere la produzione in modo che leccesso sia colmato: (Qd Qs) = 0 Qd = Qs = 320 ps = 320/8 = 40 con un sussidio unitario allimpresa pari a (40 6) = 34 e quindi un esborso per lo Stato di 34320 = 10880.

2) MICROECONOMIA DELLA FAMIGLIA E DELLIMPRESA (Capitoli 5 e 6):


Spiegare le differenze fra la teoria macroeconomica neoclassica e keynesiana del consumo con riferimento ai seguenti aspetti (10 punti): - fondamenti micro/macroeconomici - postulati di razionalit/psicologia di comportamento - diverse variabili esplicative. RISPOSTA La teoria neoclassica del consumo microfondata sul comportamento razionale del consumatore che massimizza lutilit nella scelta tra consumi presenti e futuri sotto il vincolo intertemporale delle risorse. Ne deriva una funzione stabile del consumo che dipende dal valore attuale di tutti i redditi presenti e futuri attesi e dal tasso dinteresse come premio per il sacrificio di dover rinunciare al consumo corrente per risparmiare e consumare di pi nel futuro. La teoria keynesiana del consumo non poggia su fondamenti microeconomici, ma si limita a descrivere il comportamento aggregato dei consumatori su basi psicologiche (la propensione media e marginale al consumo), segnalando che nel breve periodo la variabile cruciale il reddito disponibile delle famiglie, mentre sostanzialmente irrilevante il tasso dinteresse. Altre variabili (la ricchezza e la distribuzione del reddito hanno scarsa valenza nel breve, ma possono essere rilevanti nel lungo periodo).

3) MONETA E MACROECONOMIA NEOCLASSICA E KEYNESIANA (Capitoli 7, 8 e 10):


Uneconomia chiusa descritta mediante il modello macroeconomico neoclassico ed inizialmente in equilibrio generale. Il governo decide di ridurre laliquota delle imposte sui salari percepiti dai lavoratori. Ferme restando le variabili esogene, rispondere vero (V) o falso (F) alle seguenti affermazioni (motivando obbligatoriamente le risposte): [a] [b] [c] [d] [e] il salario reale lordo (ante imposte) resta invariato (2 punti); la riduzione delle imposte avvantaggia solo i lavoratori e non le imprese (2 punti); il pil del sistema economico aumenta al di sopra del livello naturale (di piena occupazione) (2 punti); il livello generale dei prezzi aumenta (2 punti); Il deficit di bilancio della pubblica amministrazione peggiora a seguito della riduzione dellaliquota fiscale (2 punti). RISPOSTA [a] FALSO in quanto la riduzione dellaliquota t dimposta eleva il salario netto reale (1 t), sulla base del quale i lavoratori razionali valutano il costo del tempo libero, inducendoli ad offrire pi lavoro; ne consegue che la curva LS trasla verso destra in LS e il nuovo equilibrio sul mercato del lavoro si sposta da E a E (figura 1), con conseguente diminuzione del salario reale lordo (ante imposte) da * a *, il quale rappresenta per limpresa il costo del lavoro; questa riduzione di costo induce le imprese ad assumere una maggiore quantit di lavoro (a minor produttivit marginale), facendo cos crescere loccupazione naturale da L* a L*; FALSO in quanto la riduzione delle imposte misurata dal segmento AE (la differenza tra salario prima e dopo lintervento fiscale, a parit di occupazione), ma nellequilibrio finale il salario lordo diminuisce da da * a *, per cui solo il segmento AB rappresenta il vantaggio dimposta per i lavoratori, mentre il segmento BE va a vantaggio delle imprese; FALSO in quanto laumento delloccupazione fa crescere il pil da Y* a Y* (figura 2), ma esso rappresenta un nuovo livello naturale pi elevato, non un eccesso di produzione rispetto al livello naturale iniziale (cresce cio il pil di piena occupazione); FALSO in quanto il maggior pil, a parit di offerta di moneta e di velocit di circolazione, comporta un minor livello generale dei prezzi in base alla teoria quantitativa della moneta MV = PY P* = MV/Y* < P* = MV/Y* per Y* > Y* (figura 3). VERO/FALSO in quanto dipende dalleffetto che domina sul prelievo fiscale (la riduzione dellaliquota dimposta da un lato e laumento del reddito dallaltro): DPA = G tY, ove t diminuisce e Y aumenta; normalmente per il deficit aumenta.

[b]

[c] [d]

[e]

1
E E B A L* Y Y* Y* L*

LS = LS [(1 t)] LS = LS [(1 t)] con t < t

LD

MV

2
L* L* L P* P*

3
P

DOMANDA FACOLTATIVA (solo primo appello)


Spiegare con un grafico lefficacia della politica fiscale in regime di cambi fissi e mobilit perfetta di capitali (2 punti).