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SPLENDENS Il Bollettino dellAMBI

N3- Gennaio 2012

Bollettino dell ASSOCIAZIONE MEDITERRANEA BETTOFILI ITALIANI

I BETTA DRAGON

BETTADAY Reggio Calabria

Classifichiamo i Betta Crown

BETTADAY Lecce

Il Betta simplex

SPLENDENS Il Bollettino dellAMBI LETTERA APERTA AI SOCI


Cari Soci e amici Bettofili, Lanno appena trascorso ha segnato per la nostra associazione un altro anno di straordinaria crescita. Desideriamo rendervi partecipi del genuino lavoro svolto per la diffusione della bettofilia in Italia dalla nostra associazione. Nellanno appena trascorso abbiamo concentrato le nostre forze sullevento di NAPOLIAQUATICA2011, lo straordinario successo avuto dal betta show denominato I MEDITERRANEAN BETTA SHOW organizzato nel contesto di questa eccellente manifestazione ci ha dato ragione. Le iniziative non si sono tuttavia fermate qui, diversi piccoli show e incontri divulgativi sono stati organizzati in diverse zone dItalia, come Lamezia Terme, Reggio Calabri, Napoli, Lecce. Tutti eventi che hanno avuto uno risposta straordinaria di pubblico ed appassionati. Non vogliamo dimenticare i primi passi mossi dal neonato bollettino ad esclusiva gestione di AMBI Splendens che ha visto la luce nel corso di questanno proponendosi come punto di riferimento di curiosi ed appassionati. Anche il nuovo numero che state leggendo testimonia limpegno dello staff nella promozione e divulgazione della nostra/vostra passione. Ricordiamo anche le prime importazioni effettuate nel corso dellanno per permettere a tutti gli appassionati di avere dei soggetti di grande valore genetico. Un evento che rimarr nella mente di tutti i sostenitori di AMBI stata la trasformazione dell'associazione da entit regionale ad entit nazionale, evento da cui scaturito il nome AMBI Associazione Mediterranea Bettofili Italiani. Anche il forum dellassociazione ha visto nel corso di questanno una crescita esponenziale dei suoi partecipanti e siamo certi continuer nel tempo a motivo del genuino lavoro che si sta svolgendo. Le iniziative di AMBI, per, non si esauriscono qui, nel 2011 per il 2012 si fatto anche tanto lavoro di preparazione, come lacquisizione di strutture espositive leggere e versatili ottenute grazie allapporto di alcuni sponsor, l'avvio di relazioni con importanti aziende acquariofile che hanno sostenuto e sosterranno le nostre manifestazioni e l'inizio di varie collaborazioni con diverse testate giornalistiche dedicate allacquarofilia. Il successo avuto ci sprona a continuare a lavorare per dare lustro sia allacquariofilia che alla bettofilia Italiana. Il 2012 vedr nuove ed importanti manifestazioni, come la prosecuzione, visto il grande successo DELLANNO APPENA TRASCORSO, dei bettaday, nonch nuove manifestazioni sempre pi importanti e grandi. Annunciamo anche la nascita di un nuovo sito integrato con un nuovo forum (presto online) che risponde alla nuove esigenze dellassociazione a seguito della crescita che sta avendo. Ricordiamo che AMBI ha fatto tutto questo grazie alla generosit ed al sostegno dei soci sparsi in tutt Italia, cos anche per il nuovo anno, ognuno di voi pu sostenere questo sforzo a vario titolo e modo. Il 2012 si aperto ricordiamo con lacquisizione di un nuovo dominio internet: www.ambibetta.it Ma certamente non finisce qui, ci sono in programma anche questanno delle esposizioni di sicuro interesse sia per i neofiti che per gli allevatori, altre iniziative sono in fase di elaborazione. Lobiettivo che ci prefiggiamo quello di aiutare tutti a conoscere, allevare e mantenere questo pesce, cercheremo ancora una volta di piantare il seme della passione di un' acquariofilia consapevole e costruttiva in tutti coloro che a vario titolo e livello si affacciano a questo mondo. Nel 2012 si prester attenzione allimpegno assunto, alla fondazione dellAMBI, di salvaguardia e tutela dei biotopi nazionali, con una serie di iniziative che vi saranno proposte in seguito. Nellanno appena trascorso ben 50 persone si sono unite a vario titolo a noi coinvolgendo diverse regioni dItalia, tra cui la Calabria, la Sicilia, la Puglia, la Campania, il Veneto, la Toscana, ReggioEmila. Durante il prossimo anno lavoreremo perch sempre pi persone si uniscano a noi. Tu puoi fare la tua parte, confermandoci la tua fiducia e il tuo sostegno. Come associazione no-profit, certamente ne sei consapevole, tutte le iniziative intraprese e gli sforzi compiuti sono stati posti in essere solo grazie al sostegno di tutti gli appassionati come te. Siamo certi che anche questanno vorrai sostenere gli ambiziosi progetti della nostra associazione. Il tuo impegno potr dare sicuro lustro allacquariofilia e alla bettofilia Italiana. Desideriamo ringraziarti per aver ascoltato le nostre ragioni arrivando fino in fondo a questa lettera, sicuri che sosterrai questa iniziativa, a nome di tutti gli associati di AMBI ti auguriamo un buon anno. Butera Massimo Presidente AMBI

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Redazione Splendens:
Massimo Butera Daniele Zabeo Giuseppe Tarantino

SOMMARIO
p.5: Classifichiamo le Forme Crown
di Giuseppe Tarantino

p.14: I Betta simplex


di Daniele Zabeo

p.17: BettaDay Reggio Calabria


di Massimo Butera

p.19: I Betta Dragon


di Giuseppe Tarantino

p.23: BettaDay Lecce


di Giuseppe Tarantino

p.28: Intervista a Cristian Pedone


di Massimo Butera

p.33: Gli Infusori


di Gennaro Nuzzo

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CLASSIFICHIAMO LE FORME CROWN


di Giuseppe Tarantino (Giuswa76) Quando penso ai Crown mi viene in mente un episodio capitatomi qualche anno fa, ero in aereo e stavo guardando al pc le foto fatte da poco a un campionato, erano in prevalenza Betta Crown, analizzavo le caratteristiche anatomiche di ogni esemplare rimanendone affascinato. La signora che mi era seduta affianco, forse vedendomi cos concentrato mi chiese: <<Cosa sono?>> Io senza neppure girare lo sguardo risposi: <<Sono maestri deleganza.>> <<Cosa?>> Disse lei perplessa. <<Sono Betta splendens da concorso.>> <<Cosa sono i Betta splendens?>> Beh questa unaltra storia... In effetti sono sempre stato un amante di HalfMoon e Crown e ritengo i Crown dei veri maestri di eleganza, non potrei definirli meglio. CROWN: Selezionato in Tailandia nel 1997. Nome completo: CrownTail. Denominazione: CT. Nome Italianizzato: Crown (Corona). Gruppo: Pinne Sfrangiate. Specie: Betta splendens, ma anche altre selezioni di specie Betta. Forme: presente in tutte le forme, code doppie e cose singole (veiltail, plakat, delta ecc..). Caratteristiche: Fanno parte del gruppo di Betta a pinne sfrangiate. I Crown sono caratterizzati da una riduzione della membrana di almeno il 33%, Betta con una riduzione di membrana del 50% nelle pinne sono considerati gli ideali negli standard I.B.C. Una coda che presenta la riduzione della membrana presenta i raggi che fuoriescono senza membrana fra loro, questo effetto fa rassomigliare appunto la coda a una corona, da qui il nome. La riduzione di membrana deve essere presente in tutte le pinne sia primarie che secondarie. Leffetto Crown come abbiamo detto pu essere presente in tutte le varianti di pinnaggio, nei coda a velo, nei plakat ecc...Ma considerato il Crown perfetto quel Betta che ha unapertura della coda quanto pi vicina ai 180, altra caratteristica per un buon Crown sono i raggi che devono essere rigidi e dritti. Sui Crown c tanto da dire, non mi basterebbero 100 pagine, in questo articolo descriver solo le varianti di forma dei Crown, sorvolando la genetica e gli standard, per prima cosa importante saper riconoscere e distinguere le diverse forme di Crown.

Prima di addentrarci nel discorso complesso delle varianti Crown questo schema ci aiuta a capire la differenza fra Raggi e Ramificazioni.

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Crowntail Single Ray E denominato con le iniziali: SR CT Italiano: Crown a singolo raggio Questa la prima variante di crown ad essere stata selezionata, la pi semplice e anche la pi diffusa in commercio. Non particolarmente apprezzata nei campionati, e non ha grande interesse, infatti la si trova di solito solo nella forma pinne a velo, la possiamo considerare una forma esclusivamente commerciale. La coda di solito non ha ramificazioni in quanto ha pi raggi primari, questi sono unici dallinizio alla fine della coda, e i raggi escono singoli dalla membrana. Dei Single Ray ne esiste anche una versione pi recente, nella coda abbiamo raggi primari e secondari quindi con una ramificazione, solo che la ramificazione presente in anticipo prima della riduzione di membrana quindi i raggi secondari escono singoli, la membrana ridotta a meno del 50% , per esempio del 33%, normalmente la ramificazione in un buon Crown situata a met della coda. La forma Single Ray mostrata anche nelle femmine, ma con una riduzione della membrana minore, circa solo del 25%.

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1)Nella coda sono presenti solo raggi primari senza ramificazione, quindi pi raggi per tutta la coda, 2)Crown con il raggio primario appena presente, la ramificazione avviene fin da subito e non a met della coda (fonte della foto google). 3) presente il raggio primario, ma troppo corto e si ramifica allinterno della membrana, quindi escono 2 raggi singoli anche se parte della stessa ramificazione, riduzione membrana 50%. 4)Esempio di coda con una riduzione del 33% e con la giusta ramificazione, il raggio primario della stessa lunghezza dei raggi secondari perch la ramificazione avviene a met della coda, con una riduzione inferiore al 50% escono i raggi secondari singolarmente.

Foto di Crown Single Ray prese dal sito: www.siamimbellis.com

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Crowntail Double Ray E denominato con le iniziali: DR CT Italianizzato: Crown a doppio raggio

Disegno di un Crown Double Ray perfetto

Questa la variante pi diffusa ed apprezzata nei campionati e anche fra i bettofili competenti, anche la mia forma preferita, dedico tutte le mie selezioni a questa forma anche perch la considero l high tech dei Crown. Ottenere dei buoni Crown Double Ray non un gioco da ragazzi, richiede molte conoscenze ed esperienza, secondo me pi difficile selezionare buoni Crown Double Ray che dei buoni HM. Purtroppo spesso dai bettofili italiani i Crown vengono snobbati o non capiti, in effetti in Italia c tanta ignoranza attorno ai crown (ma anche sugli show betta in generale), non si conoscono le linee selettive da seguire, come deve essere un buon crown n la sua genetica. In Italia io conosco veramente pochissimi competenti di Crown con i quali scambio selezioni ed esperienze. I Double Ray sono caratterizzati dalluscita dei raggi dalla membrana uniti in coppie attraverso un po' di membrana, ne esistono principalmente 3 varianti: 1. Membrana fra le coppie parziale. 2. Membrana fra le coppie totale. 3. Doppio raggio con ramificazione superiore alla primaria (quindi con raggi terziari o oltre). Lultima variante sar trattata in seguito.

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1)Disegno di una coppia di raggi con membrana totale fra essi. 2)Betta Crown Double Ray con membrana totale fra le coppie (foto di www.siamimbellis.com). 3)Coppie di raggi con riduzione di membrana al 50% , la ritengo la riduzione minima per un buon crown. 4)Coppie di raggi con riduzione di membrana al 75%.

La caratteristica doppio raggio deve essere presente solo nella coda, le altre pinne devono presentare invece la forma a single ray, senza ramificazioni. Alcuni standard fissano di quanto deve essere la riduzione di membrana fra le coppie, gli standard I.B.C. non fissano una misura stabile, ma per esperienza e per una questione di stabilit selettiva io consiglio ed apprezzo double ray con una riduzione di membrana fra le coppie del 75% - 50% minimo. Avendo una riduzione maggiore al 50% pi facile avere unapertura della coda a 180 in quanto i raggi secondari possono aprirsi 7

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maggiormente, con pi membrana le coppie tendono a stare pi unite e quindi ad aprirsi meno, questo fattore comporta come difetto la curvatura verso l'esterno dei primi e degli ultimi raggi della coda, non arrivando allapertura di 180 (super delta o delta). Crown con troppa membrana fra le coppie tendono a presentare poi nelle altre pinne pi membrana fra i raggi, e onestamente a me non piacciono in quanto perdono leffetto originale caratteristico dei Crown appunto a corona. Ricordo che un buon Crown deve avere la stessa riduzione di membrana uguale in tutte le pinne. Altra caratteristica consigliata per dei buoni Crown Double Ray (ma anche per le altre varianti) la giusta doppiezza dei raggi, ricordiamo che non devono piegarsi o arricciarsi, ma devono stare dritti su da soli, e non curvarsi verso il basso per la forza di gravit, io consiglio una doppiezza dei raggi secondari non inferiore al millimetro.

Foto di buoni Crown Double Ray prese da google (foto non di mia propriet, trovate su Google e Facebook)

La giusta ramificazione di un Double Ray. I raggi primari devono essere lunghi esattamente il 50% di tutta la coda, i raggi devono ramificarsi proprio esattamente a met della coda dove presente lorlo della membrana, dalla membrana devono uscire i raggi secondari uniti a coppie fra loro, in pratica la ramificazione proprio sullorlo della membra (ammesso che la riduzione della membrana sia al 50%). Pinne pettorali e ventrali con raggi secondari, pinne anale e dorsale solo con raggi primari. Le femmine presentano la variante Double Ray solo che la riduzione nettamente minore fra le coppie.

Femmina Crown Double ray (fonte google)

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Crowntail Double Double Ray E denominato con le iniziali: DDR CT Italianizzato: Crown a doppio doppio raggio

1) 2) 1)Presentano i raggi come minimo fino ai terziari, ogni raggio lungo 1/3 della coda, la membrana essendo al 50% della coda ricopre per met i raggi secondari. 2) Il raggio primario pi lungo, pari a met o circa dalla coda.

Questa la variante a pi ramificazioni dei doppio raggio, la coda presenta i raggi secondari o anche terziari. La membrana fra le coppie pu essere presente fra i raggi secondari, terziari o solo su una serie di questi. Con pi ramificazioni pi difficile ottenere i raggi finali della giusta doppiezza, per questo importante preferire, nella selezione, Crown che hanno i raggi primari pi doppi cos da ottenere poi nelle ramificazioni raggi pi rigidi.

Foto di bellissimi Double Double Ray, la prima foto presa da Aquabid, le ultime 2 da www.siamimbellis.com

pi facile ottenere Crown con lapertura della coda a 180 reali senza raggi curvati allinizio o alla fine della coda, perch i raggi sono di pi e possono ricoprire pi spazio. Anche per questi preferita una riduzione della membrana in tutte le pinne del 50%. Come per le altre varianti, il doppio doppio raggio deve essere presente solo sulla coda. Pinne pettorali e ventrali con raggi secondari, pinne anale e dorsale solo con raggi primari. Crowntail Cross Ray E denominato con le iniziali: CR CT Italianizzato: Crown a raggi incrociati Questa variante presente sia con membrana fra le coppie che senza. Sono caratterizzati dai raggi secondari della coda curvati, dando appunto i raggi incrociati. Esistono 2 tipologie di cross ray: Con i raggi curvati verso linterno (Crowntail Cross Ray In) e con i raggi curvati verso lesterno (Crowntail Cross Ray Out)

1)Cross Ray IN

2)Cross Ray OUT

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I primi che analizziamo sono i Cross Ray con i raggi curvati verso linterno, cio le coppie di raggi si incrociano fra di essi, di ciascuna coppia il raggio superiore curvato verso il basso, invece il raggio inferiore curvato verso lalto, i raggi delle coppie devono incrociarsi per met. Questa fu la prima forma di cross ray, quindi la pi vecchia, ha avuto grande successo fra gli allevatori agli inizi, poi ha perso interesse a favore della nuova forma di Cross Ray che descriver in seguito. Il cross ray deve essere presente solo nella pinna caudale, i raggi delle altre pinne devono essere dritti come per gli altri Crown. Oggi i Cross Ray curvati verso linterno sono diventati una vera rarit, anche trovare delle foto sul web non facile, invece ricordo che 10 anni fa quando io iniziai ad allevare show betta questa forma era molto diffusa, spero che non si perda, personalmente sto cercando di creare una linea italiana.

Cross Ray IN, foto di www.siamimbellis.com

La seconda variante dei Crown Cross Ray quella con i raggi curvati verso lesterno, sono chiamati King Crown, corona del Re appunto, proprio perch la coda ricorda la corona di un Re medioevale. La storia mi fu raccontata da un amico allevatore Tailandese, non so se vera, ma sembra che chi selezion per primo questa forma fosse anche un amante di storia medievale europea, e chiam la forma Crown King in quanto la coda ricordava la corona di Re Federico II, feci delle ricerche su questa corona ed effettivamente trovai delle somiglianze. Ora vediamo le caratteristiche di questa forma, le coppie di raggi hanno il raggio superiore curvato verso lalto e il raggio inferiore curvato verso il basso. Il raggio superiore di una coppia si incrocia con il raggio inferiore della coppia sopra di essa, il raggio inferiore si incrocia con il raggio superiore della coppia presente sotto, tutti i raggi devono incrociarsi per met, lincrocio deve essere presente per tutta la coda. Attenzione, i raggi devono essere doppi e curvati sopra e sotto, non devono essere fini e incrociarsi solo per la forza di gravit. Spesso alcuni King mostrano solo alcuni raggi che si incrociano nella coda ed in prevalenza solo quelli inferiori appunto per mezzo della forza di gravit perch troppo fini, quindi non rigidi.

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1)Disegno in cui sono rappresentati dei raggi troppo fini che si curvano verso il basso incrociandosi fra loro, attenzione, Crown che presentano questo tipo di raggi non sono dei Cross, ma sono dei Crown fortemente difettati perch hanno dei raggi troppo fini e non rigidi. 2 e 3) Foto di Buoni King Crown, fonte www.siamimbellis.com.

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Tutti i raggi della coda devono presentarsi curvati a parte il primo e lultimo, cosi da avere una coda a perfetto mezzo cerchio. Attenzione , i King Crown non devono essere confusi con i raggi ad Y , spesso vengono chiamati invece di King raggi Y , i raggi ad Y sono originariamente unaltra forma , simile ma sostanzialmente diversa, in realt sono considerati un errore, e nascono da coppie double ray, tratteremo i raggi ad Y di seguito. Io non sono amante dei King Crown, in realt questa la forma di Crown che sta andando di moda ora, c molta richiesta, e ormai sui vari siti di vendita di show betta fra i crown in vendita ci sono pi King che altre forme, dal punto di vista genetico i King sono solo un eccesso o una malformazione dei double ray, stato sfruttato e selezionato un difetto spesso presente nei double ray , cio pinne che presentano i raggi curvati. Come per gli altri Crown la forma caratteristica deve presentarsi solo nella coda e no nelle altre pinne, purtroppo per i King presentano spesso i raggi delle altre pinne primarie curvati. Raggi curvati, piegati o arricciati sono difetti, e i King spesso presentano dorsali con i raggi curvati che tendono a piegarsi su se stessi, proprio perch i King sono un eccesso dei double ray, una malformazione, possiamo paragonarli ai Rosetail nel gruppo degli HM.

In questa foto un tipico difetto che presentano i King, cio i raggi delle altre pinne non dritti, ma curvati, qui si vedono bene i raggi della dorsale curvati e non dritti, foto di www.siamimbellis.com.

Proprio per queste caratteristiche io non li amo, ma preferisco i Cross Ray originali e cio quelli con i raggi incrociati verso linterno. Esiste unaltra variante di King meno diffusa, questa non ha i raggi curvati, ma dritti, solo che la coda presenta pi raggi primari e unapertura delle coppie maggiori e senza o con pochissima membrana fra esse. Queste coppie di raggi hanno circa unapertura vicina ai 40/45, quindi, a coda aperta, i raggi, se rigidi e dritti, si incrociano fra loro, personalmente preferisco di pi questa forma di King anche se meno bella e appariscente.

Schema di King Crown con raggi lineari

Foto di King Crown con raggi lineari, con pi o meno membrana fra le coppie.

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Crowntail Random Ray E denominato con le iniziali: RR CT Italianizzato: Crown a raggi casuali Questi sono solo frutto di incroci fra le varie varianti di Crown, li considero un fritto misto di tutto, in quanto la coda presenta raggi con le varie forme descritte, per questi non esiste una regola, ma pi varianti sono presenti nella coda pi bello leffetto. Non amo questo tipo di forma perch non una forma a se con una propria linea genetica. Crowntail Y Ray E denominato con le iniziali: YR CT Italianizzato: Crown con i raggi a Y Questa variante Crown spesso viene confusa con i King, ma ha veramente poco a che fare con loro, in quanto non presenta raggi curvati n incrociati, i raggi sono primari e secondari e si presentano proprio a forma di Y per una maggiore riduzione della membrana fra i raggi primari, quindi superiore al 50%. Sotto la ramificazione primaria, quindi dalla membrana, esce parte del raggio primario che si ramifica nei raggi secondari, questi senza membrana fra essi, se sono rigidi e dritti ecco che abbiamo i raggi a forma di Y, originariamente la forma ad Y era questa. Le coppie di raggi hanno unapertura maggiore non avendo membrana, quindi la punta del raggio secondario superiore di una coppia si tocca, ma non si incrocia con il raggio secondario inferiore della coppia sopra di essa. Quindi tutte le punte si toccano di solito.

Schema di un Y Ray con una riduzione di membrana superiore al 50% o con un raggio primario troppo lungo.

Doubletail Crowntail E denominato con le iniziali: DT CT Italianizzato: Doppia coda Crown Questa la forma doppia coda con leffetto Crown sulle pinne, quindi abbiamo 2 lobi caudali crown ed una dorsale crown di maggiore dimensione. Questa forma poco diffusa perch ha un grosso problema, i doppia coda crown presentano spessissimo troppa membrana fra i raggi, ricordiamo che secondo gli standard IBC ritenuto Crown quel betta che presenta una riduzione di membrana fra le pinne di almeno il 33%, e lideale con una riduzione del 50%. Purtroppo c ancora da lavorare sulle selezioni DT CT in quanto presentano troppa membrana e non sono favoriti rispetto ad altre forme. Attenzione, i DT CT non sono una variante dei Crown, ma sono una variante dei doppia coda, ho voluto descrivere questa forma uscendo un p fuori dallargomento trattato da questo articolo.

Foto di un Doubletail Crown , foto di www.siamimbellis.com.

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HALFSUN E denominato con le iniziali: HS Italianizzato: Mezzo Sole Questa forma fa parte del gruppo dei betta a pinne sfrangiate insieme ai Crown e ai Combtail, non una variante Crown, ma una forma a s. La voglio descrivere in questo articolo perch spesso gli HS sono confusi con i Crown 180, che rappresentano appunto il betta Crown ideale, oggi definiti da qualcuno erroneamente HS. Gli HS sono frutto dellincrocio fra un Crown Double Ray 180 ed un betta DT HM, escono fuori in f1 o f2. Mostrano una coda pi ampia dei normali crown 180 e con un una riduzione di membrana inferiore al 33% quindi questa forma non classificabile fra i crown. Leffetto proprio quello di un mezzo sole, in quanto i raggi parzialmente ricoperti di membrana danno un effetto ondulato, come appunto dei raggi di sole; naturalmente i raggi sono di numero maggiore rispetto ai normali Crown. Questa forma appunto frutto solo di incroci, non diffusa ed io personalmente li ho visti poche volte, non geneticamente una forma a s stabile. A questo punto per concludere il discorso e fare chiarezza voglio aprire una piccola parentesi, che differenza c fra i Combotail e gli Halfsun? I Combtail sono frutto di incrocio fra betta a pinne integre, esempio: VT, DS, HM e crown, abbiamo dei betta con le pinne chiamate a zig zag (o a spazzola) per la fuoriuscita parziale dei raggi, invece gli Halfsun, come abbiamo detto, sono solo frutto dellincrocio fra DT HM e Crown Double Ray 180. Oggi appunto gli halfsun vengono spessissimo confusi con i normali Crown 180.

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1) I raggi che escono dalla membrana sono ricoperti da un eccesso irregolare di membrana. 2) Effetto finale della coda che con i raggi ondulati sembra un sole.

Conclusioni Spero di essere stato chiaro nel descrivere le varie forme, perch un po in tutta Europa, ma specialmente in Italia c molta confusione sulla classificazione della forme a pinne sfrangiate e sulle varianti Crown. In questo articolo non ho trattato la genetica e ho solo accennato qualcosa sugli standard. Alcune delle forme e varianti descritte non fanno parte degli standard I.B.C., ma sono presenti in altri standard, a tal proposito ricordo che nel mondo, e specialmente in Asia, esistono tantissimi standard. Sui Crown avrei tanto altro da scrivere, sia per quanto riguarda la genetica che gli standard, ma anche perch esistono altre varianti Crown molto meno conosciute (come i Double Cross Ray, code in cui i raggi si incrociano per 2 volte), che si sono perse negli anni perch non hanno avuto interesse da parte degli allevatori. Spesso mi viene chiesto se le varianti Crown dipendono solo dalla genetica o anche dalle condizioni ambientali, le questioni ambientali influiscono, ma al 10% , il resto frutto di mutazioni. Posso portare un esempio, si pu ottenere un rosso pi acceso con dellacqua particolarmente tenera e unalimentazione ricca di carotene, ma se il betta blu anche intervenendo cos non diventer mai rosso, perch non ha le basi genetiche red. Quindi non vero che da dei Crown DR intervenendo con le questioni ambientali o alimentari possiamo farli diventare King o altro. Stiamo attenti alle leggende metropolitane sugli show betta, perch molti neofiti mi scrivono chiedendomi se cose lette in giro per il web sono vere o meno, e devo dire che certe sono al limite della fantascienza e potrei scriverci un libro di barzellette sui Betta. Secondo me uno dei migliori allevatori Asiatici di Betta Crown Sarawut Angkunanuwat, proprietario dellallevamento Siamibellis (www.siamimbellis.com ). Per qualsiasi approfondimento potete contattarmi via e-mail: giuswa76@interfree.it o mi potete trovare sul forum AMBI. Se volete qualche chiarimento su qualche argomento posso scrivere articoli su richiesta per il prossimo numero di questo bollettino, vi basta chiedere. Attenzione, assolutamente vietato copiare il testo, copiare o modificare i disegni in quanto coperti da Copyright. Alcuni dei disegni presenti sono opera del G.B.I. (Gruppo Bettofilo Italiano). Grazie a tutti per lattenzione e alla prossima. 13

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PROGETTO MANTENIMENTO BETTA SELVATICI IL BETTA SIMPLEX


di Daniele Zabeo

Betta simplex di Marco Vaccari. Foto copyright Marco Vaccari

In questa seconda puntata del progetto mantenimento betta selvatici (la prima la potete trovare sul precendete bollettino) parleremo di un simpatico pesciolino in pericolo: il betta simplex! Il betta simplex stato trovato in Tailandia, in prossimit di Krabi, presso una pozza di acqua cristallina dal colore turchese caratterizzata da una fitta vegetazione formata per lo pi da Cryptocoryne cordata. un incubatore orale in pericolo di estinzione.

Krabi, Tailandia fonte web Le femmine presentano un colore marrone con piccoli punti bianchi e neri sulla coda e sulla dorsale. L'anale colorata di azzurrognolo all'estremit. Il maschio presenta colori pi accesi, il corpo marrone/rossastro mentre le branchie sono di un intenso blu/verde. L'anale e la caudale sono attraversate da due strisce blu e nere, punti bianchi ricoprono le pinne. Come per gli altri incubatori orali la testa del maschio pi massiccia rispetto alle femmine.

Betta simplex femmina di Marco Vaccari. Foto copyright Marco Vaccari

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Questo betta vive in acqua alcalina e molto dura, ha un temperamento docile (rispetto agli altri betta) e si adatta molto bene in un acquario, ovviamente consigliato il monospecifico. Per allevare un paio di coppie sufficiente un acquario di circa 60-70 litri. I maschi non formano territori come molti altri betta. L'acquario dovrebbe essere ben plantumato ed offrire sufficienti protezioni. La temperatura dell'acqua, che pu essere anche leggermente mossa, deve essere compresa tra i 22 ed i 24 C. Piante galleggianti ed acquario chiuso completano l'opera.

Betta simplex di Marco Vaccari. Foto copyright Marco Vaccari

Dopo l'accoppiamento il maschio raccoglie le uova in bocca o le prende dalla femmina, poi le deposita in un posto sicuro prima di riprenderle in bocca. Il territorio difeso dalla femmina durante questo periodo. Dopo tre giorni le larve sgattaiolano fuori e vengono ricatturate dal padre che pu schiacciarle. Alcuni giovani maschi possono irritarsi a causa di queste continue rincorse e possono essere indotti a mangiare le larve o a sputarle fuori precocemente. I piccoli possono essere accresciuti con i consueti naupli d'artemia. Personalmente consiglio di cominciare con una coppia che colonizzi pian piano un acquario grande a loro interamente dedicato. La taglia contenuta, la preferenza per acque dure e per piante del genere Cryptocorine, la ridotta aggressivit e la convivenza in gruppo ed il fatto che sia a rischio di estinzione fanno di queste pesciolino un ospite perfetto per le nostre vasche e per avvicinarsi al mondo delle forme selvatiche.

Betta simplex (con uova in bocca) di Marco Vaccari. Foto copyright Marco Vaccari

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BETTADAY REGGIO CALABRIA


di Massimo Butera Il 17 Ottobre 2011 a Reggio Calabria si tenuta la seconda edizione di Streex, la pi grande esposizione di rettili del Sud dItalia. Essa si svolge in contemporanea con lesposizione ornitologica organizzata dalla locale sezione del FOI, la quale ha contato ben oltre quindicimila visitatori nelledizione 2010. In questo contesto molto promettente stata organizzata una delle tante tappa dei bettaday2011 (le giornate dedicate al betta splendens svolte in collaborazione con i pet shop pi qualificati) sotto legida del nostro sponsor ufficiale degli eventi 2011, TETRA.

Sin dalla prima mattinata si capito subito che sarebbero stati due giorni caldi, non tanto per il clima, comunque piacevole, ma in particolare per la massiccia affluenza di pubblico. Bench la pi grande attrazione della manifestazione fosse un enorme boa costrittore di ben oltre 6 mt di lunghezza, il nostro piccolo combattente ha fin da subito dimostrato di sapersi fare apprezzare dal grande pubblico. Per loccasione stata allestita una batteria da 50 vasche dove i nostri betta splendens si sono pavoneggiati senza sosta, quasi sapessero che tutta quella gente era l per ammirarli nelle loro splendide livree. Non sono mancate le tante domande che nascono generalmente nella mente di chi vede per la prima volta questi pesciolini, a queste domande sono state date risposte esaustive da parte dei soci che hanno organizzato ed amministrato la giornata. Come di consueto la Fam. Romano Porcelli presente con Gianluigi e Roberta, soci attivi di AMBI, si prodigata nel rispondere alle tante domande degli intervenuti.

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Diversi partecipanti si sono anche iscritti allassociazione AMBI proprio in questa occasione, ricevendo tra laltro in dono diversi gadget messi a disposizione da TETRA, come, ad esempio, le tazze. Sono state distribuiti anche molti palloncini per i pi piccoli e simpaticissime (e sempre utili) penne con il logo dello sponsor.

Domenica vi stata anche la visita del presidente di AMBI, Butera Massimo che si complimentato con i soci Reggini per la splendida iniziativa ed il contesto nel quale stata collocato il bettaday 2011, definendolo uno dei meglio riusciti per affluenza di pubblico.

Cos due giorni sono volati via in un baleno tra le risa dei tanti giovani e le tante chiacchiere fatte tra amici, forse stanchi, ma davvero contenti per aver ancora una volta contribuito alla diffusione della conoscenza del superbo Betta splendens show. Non ci resta altro che invitarvi alle tante occasioni targate 2012 dove potrete conoscere ancora il betta splendens e scambiarci un caloroso saluto tra appassionati. Tutte le foto sono di Gianluigi Porcelli

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I BETTA DRAGON
di Massimo Butera Se vogliamo raccontare la storia del betta Dragon, non dobbiamo fare altro che raccontare una storia gi scritta e riscritta. Perch questo il bello della storia, tutti la possono raccontare. E la vogliamo raccontare anche noi, cos come ci apparsa, lentamente nascosta tra le righe di vecchie riviste e di pagine web, a beneficio di tutti i lettori che ci seguono e che vogliono conoscere il drago. Si pensa che il primo che selezion il gene drago metallico fu un Thailandese di nome Tea, allincirca nel 2003. Nel corso di un anno riusc a selezionare dei soggetti da show che avessero questa caratteristica metallica sul loro corpo aumentata e ovviamente anche un buon pinnaggio. Verso la met del 2004 Mr. Tea era abbastanza soddisfatto del suo lavoro e si sent pronto a presentarlo al grande pubblico . Loccasione propizia fu un evento chiamato COPA PRINCIPE 2004 . La manifestazione gli diede ragione, infatti nel contesto di questo evento, un suo Plakat con la caratteristica corazza metallica, anche se non definita e spessa cos come la vediamo oggi sui dragon, stava per fare il suo esordio in uno show betta, dando il via a quella catena di eventi che in breve tempo port al betta dragon che conosciamo oggi. Uno dei soggetti presentati stravinse nellomonima categoria col nome di Plakat Fantasy. Successivamente, Mr Tea da quanto si apprende, pare abbia venduto un' intera deposizione di questo soggetto a un certo PICHET PLAISANGUN del gruppo Thailandese INTERFISH. Non molto tempo dopo la rivista FANCY FISH dedic un intero articolo a questi betta metallici esaminandone la genetica e le origini, fu in questa occasione che lo stesso Pichet present questi pesci con il nome di red dragon.

Cos, gi alla fine del 2004, il gruppo Thailandese di Interfish cominci a sviluppare un progetto intorno a questi betta. Furono quindi acquistati nuovi soggetti, circa 300, dallallevamento di Mr Tea. Le nascite di questi accoppiamenti furono identificati con il nome di Red Dragon v2 (versione 2), in particolare, pare attribuito a Mr Somchat del gruppo Interfish il merito di aver aumentato la diffusione della tipica corazza dragon negli incroci successivi effettuati con i 19

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soggetti acquistati dallallevamento di Mr Tea. Il 2005, con l'apparizione ad AQUARAMA, fu lanno della consacrazione definitiva del betta dragon, che suscit grande interesse tra gli appassionati di tutto il mondo. GENETICA Nella nostra ricerca stato interessante rilevare quali accoppiamenti hanno portato allo sviluppo della linea Dragon. Mr Tea pare abbia utilizzato nei suoi primi tentativi i seguenti soggetti: Un plakat super red. Un plakat Copper. Un betta Mahachai. Inizialmente furono incrociati il betta mahachai con il pk cooper, questo con lobiettivo di inserire nella linea i tratti del mahachai. Successivamente un giovane maschio figlio di questo incrocio fu a sua volta incrociato con una femmina pura pk super red. Secondo il resoconto di INTERFISH i pochi piccoli nati in salute e senza malformazioni da questi ripetuti incroci che durarono anni, furono il mattone successivo al lavoro di Mr Tea con cui si arriv al dragon. Quanto sopra descritto non fu per nulla semplice, chi di noi ha esperienza di selezione, si rende conto di come non sia del tutto semplice mantenere la purezza in una linea di allevamento ben fissata, la selezione di una nuova linea descritta nei pochi semplici passaggi sopra esposti ha richiesto un lungo lavoro ed un po di fortuna. Tornando alla genetica, possiamo alla luce di quanto sopra esposto, dire con ragionevole certezza ci che segue: Primo. I betta Copper sono i portatori del gene metallico da cui provengono i dragon. La presenza massiccia del gene pk Cooper, sembra essere confermato dalla ricerca approfondita effettuata nel 2007 da Joep van Esch di Bettaterritory. Il quale in una serie di incroci di soggetti metallici ottenne diversi soggetti di base Cooper. Secondo. Come raccontato da INTERFISH i draghi V1 di Mr Tea sono la base genetica da cui arrivarono i dragon tramite i successivi incroci effettuati da questo team tra la prole di soggetti acquistati da Mr Tea, senza ulteriori ibridazioni. Geneticamente il gene dragon (quindi la corazza) un gene recessivo o dominante? A questa domanda non facile dare una risposta precisa. Il gene dragon si comporta come un gene co-dominante in quanto, in riferimento alla distribuzione della corazza e allaumento della stessa, quando si effettuano incroci di dragon x dragon su individui che quindi manifestano lo stesso gene, si comporta come un gene dominante aumentando via via nelle generazioni successive sia per intensit che per copertura. Tuttavia si comporta come un gene recessivo, quando questo viene incrociato senza una preventiva selezione. Ho potuto verificare personalmente questa caratteristica recessiva, quando a puro titolo di sperimentazione ho incrociato un maschio metallico con una femmina dragon, senza ottenere neppure un soggetto dragon nella covata che ne scaturita. Il fenotipo dragon sempre associato con uno strato iridescente che copre la testa, la famosa maschera. In realt essa , per, causata da un gene separato che opera almeno in linea teorica in maniera del tutto indipendente. Tuttavia da quanto si a conoscenza, oggi i draghi senza la maschera sono stati sviluppati solo su soggetti marble, ma proprio in virt della caratteristica genetica appena descritta altamente probabile che in futuro si potranno osservare dei draghi senza maschera nelle future linee selettive.

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Per concludere i pochi concetti di genetica appena riportati, se desideriamo selezionare delle linee dragon bene che ci avvenga in piena purezza. Inoltre definiremo alcuni altri aspetti importanti in riferimento alla selezione, qui di seguito mentre parleremo di STANDARD definibile come dragon rosso un soggetto che abbia la sua base rossa e lo strato superiore delle squame, solo sul corpo testa inclusa, completamente e uniformemente ricoperto dalla tipica corazza bianco/argentea. Le pinne devono essere invece completamente rosse, altrimenti saranno riconosciute come un difetto nel contesto di uno show betta. La corazza brillante bianco argento una caratteristica peculiare esclusiva del dragon. Pertanto soggetti che manifestassero le medesime caratteristiche del dragon evidenziando tuttavia una corazza metallica verde, blu o rame, per quanto bellissimi sono inclusi nello standard dei metallici e non del dragon. Un altro difetto che si evidenzia spesso la mancata copertura completa della testa o del basso ventre in soggetti dragon, questo sar considerato un difetto nel contesto di uno show e quindi motivo di penalizzazione. Tale caratteristica negativa potr essere eliminata come sopra specificato con incroci successivi ottenuti in selezione nei nostri allevamenti. Vale la pena ricordare che lintensit della corazza nei draghi aumenta con laumentare dellet di questi, manifestandosi nella pienezza del suo splendore in et adulta. Questo ci sar utile mentre sceglieremo i soggetti da tenere in allevamento per i successivi incroci. A rigor di termine, quei soggetti che manifestano la tipica corazza bianco argentea con fondo verde/blu non dovrebbero essere classificati al momento come dragon, ma piuttosto come dei metallici multicolor. Questo perch, fermo restando quanto gi espresso per la corazza, risaputo che geneticamente, i geni responsabili del colore di fondo sono i melanofori, eritofori e xantofori rispettivamente responsabili dei pigmenti neri, rossi e gialli. Pertanto sono oggi riconosciuti come dragon quei soggetti che manifestano la corazza bianco argentea uniforme su tutto il corpo testa inclusa, fondo rosso, nero, giallo ovviamente choccolat, arancio o cambodian in quanto riconosciute come lavature dellunico pigmento coinvolto nella colorazione di fondo. Mentre il blu ed il verde per ovvi motivi saranno inclusi come detto nei multicolor, come gi daltronde avveniva prima dellavvento dei dragon.

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Victoria Stark (la quale ha lavorato ad una propria selezione di metallici sulla falsa riga di quella di Mr.Tea, la cui corazza tuttavia verde e non inclusa pertanto nei draghi, di fatto producendo una nuova variet definita Armadillo) e Joep van Esch (che ha lavorato molto sulla selezione dei metallici studiando a fondo anche i processi che hanno portato al dragon)* hanno rilevato che sono in pochi oggi, nella loro selezione di dragon, a preoccuparsi del colore posto al di sotto della corazza. Chi si accinge ad una selezione accurata invece dovr prestare la dovuta attenzione a questo particolare. Se incrociamo un drago con fondo nero ed uno per esempio con fondo giallo, nella generazione che seguir il corpo sar multicolore, cosa alquanto deprecabile per chi ricerca la purezza genetica del dragon. Se siete tra i tanti che si sono appassionati al dragon non mi resta che augurarvi buona fortuna! *: Joep van Esch e Victoria Stark Negli ultimi anni, entrambi gli autori hanno ampiamente lavorato sui betta metallici nei loro programmi di allevamento. Le loro esperienze e riflessioni sul tratto metallico sono state scritte in diversi articoli ('oro di rame' (2003) [1], 'Metallics e maschere' (2005) [2], 'Understanding metallici genetica' (2006) [3]). Entrambi gli autori hanno deciso di collaborare al fine di condividere i propri pensieri ed esperienze sui 'draghi'.

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REPORTAGE SUL BETTADAY DI LECCE


di Giuseppe Tarantino (Giuswa76) Il 17 Novembre 2011 si tenuta a Lecce la prima tappa Pugliese dei BettaDay2011, evento organizzato dall A.M.B.I. (Associazione Mediterranea Bettofili Italiani). Lo scopo di questa iniziativa che sta riscuotendo un grande successo a livello nazionale quello di avvicinare tutti gli appassionati acquariofili al betta splendens. Il BettaDay di Lecce, che stato ospitato dal G.A.S. (Gruppo Acquariofilo Salentino) allinterno della propria sede, non ha mancato di raggiungere il suo obiettivo. Sono state esposte varie forme di Betta splendens e di Show Betta che hanno attratto la curiosit dei tanti intervenuti, una novit nel contesto dei bettaday2011 stato linserimento di un seminario dedicato interamente al betta show.

bettiera con vari betta esposti

piccolo acquario con una coppia di betta

Il relatore del seminario stato il socio G.A.S. e membro del direttivo di A.M.B.I. Giuseppe Tarantino (noto con il nick Giuswa76) che da ormai 10 anni si dedica con passione alla selezione degli Show Betta. I partecipanti hanno potuto approfondire varie conoscenze relative allevoluzione degli Show Betta.

alcune slide iniziali della presentazione

Una prima relazione stata dedicata alle caratteristiche delle varie forme, strumento essenziale per la corretta identificazione delle diverse variet. Un'altra si soffermata sulla qualit in fase di selezione e sulle linee guida dettat e dallo standard IBC. Sono stati affrontati concetti di genetica e classificazione al fine di dare utili strumenti alla comprensione di questa disciplina selettiva millenaria. 23

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I presenti hanno potuto soddisfare la loro curiosit e approfondire aspetti inerenti alla selezione del betta rivolgendo domande specifiche al relatore della serata.

alcune slide dedicate alle colorazioni

Al termine della serata sono stati distribuiti diversi gadget messi a disposizione da uno dei due sponsor, TETRA (l'altro stato DMFARM). Diversi partecipanti hanno espresso il desiderio di sostenere gli sforzi dellassociazione A.M.B.I. divenendone soci, tutti coloro che lo hanno fatto nel corso della serata hanno ricevuto in regalo una splendida coppia di Betta Show messa a disposizione dal socio Gennaro Nuzzo titolare dellallevamento professionale DMFARM il quale ha fornito diversi gadget per promuovere la serata.

plakat turchese

super delta cambodian/red

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HalfMoon Nero che si aggiudicato il neosocio Alessandro

superdelta royal blu

momento in cui il relatore descriveva ai presenti i betta esposti

bellissima femmina HalfMoon copper aggiudicata dal neosocio Alessandro

LA.M.B.I., tramite il delegato Tarantino Giuseppe, desidera ringraziare tutti gli intervenuti alla serata, i nuovi soc i Nicola, Andrea, Alessandro (il quale si cimentato nella realizzazione delle vasche che hanno permesso di esporre i betta durante levento), il G.A.S. che ha collaborato nella realizzazione della serata offrendo i propri spazi, lo sponsor dei Bettaday2011 TETRA e lo sponsor della serata DMFARM.

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alcuni gadget dei sponsor

I Bettaday, visto il grande successo riscosso nel 2011, proseguiranno anche nel 2012 con altre iniziative. Siete tutti invitati ai BETTADAY2012! Presto riceverete nuove info sulle prossime date.

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WWW.PESCITROPICALI.COM

La DMFarm di Gennaro Nuzzo si sta dedicando da qualche anno alla selezione dei Show Betta , ottenendo nellultimo anno grandi successi. Collabora strettamente con gli esperti dell AMBI. Tramite il suo sito si possono acquistare Show Betta di media e buona qualit a ottimi prezzi. I soci AMBI hanno diritto presso il sito della DMFARM a uno sconto del 10% sui betta e show betta e del 5% su gli altri articoli.
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INTERVISTA A CRISTIAN PEDONE


di Massimo Butera Cari lettori di SPLENDENS per questo numero abbiamo pensato di intervistare uno dei personaggi che maggiormente stanno dando lustro e visibilit allacquariofilia Italiana nel resto dEuropa. Siamo venuti a trovare Cristian Pedone, Patron dellevento acquatico che noi tutti conosciamo come NAPOLIAQUATICA.

Ciao Cristian, siamo davvero felici che tu abbia accettato la nostra intervista. Allora Cristian, giusto per rompere il ghiaccio, parlaci un po di te, chi Christian Pedone? Come e quando nasce Christian acquariofilo? Ciao Massimo, grazie a te. Mi chiedi chi Christian!? Onestamente non saprei come rispondere a questa domanda, ma, con la speranza di non annoiare, posso raccontarti qualcosa di me. Senza partire da troppo lontano, sono un ex dellArma dei Carabinieri. Per lavoro ho girato un po tutta lItalica penisola, stabilendomi nuovamente a Napoli, mia citt natale, nel 2006. Da allora ho avuto la possibilit di coltivare una passione da sempre in me. Dico da sempre perch da che ricordo, sono stato circondato da acquari, taniche per i cambi dacqua e attrezzature varie. Mio padre, infatti, acquariofilo da pi di quarantanni. Incominciai un po come tutti, appropriandomi di un paio di acquari che destinai allallevamento dello scalare. Il passo fu breve e veloce verso il Discus (nelle forme dallevamento), che ancora oggi allevo in un piccolo locale dove ho circa 25 acquari. Una piccola serra amatoriale dove poter dar sfogo a tutta la mia passione e trascorrere delle ore in assoluta spensieratezza. 28

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Una storia, nella quale certamente ci riconosciamo un po tutti noi appassionati. A proposito di affinit, pensi che ci siano delle affinit tra il mondo del discus e quello del betta splendens? Assolutamente si! Penso che vi siano molti comuni denominatori fra il mondo del discus e quello del betta splendens. Non vorrei dire delle ovviet, ma inevitabile sottolineare che entrambi i mondi sono costituiti da acquariofili. Penso che questa, insieme alla passione per il mondo sommerso, sia la prima incontrovertibile affinit di fondo. A mio parere, un vero appassionato di acquariofilia, indipendentemente dalla specie allevata, ha una spiccata sensibilit, rispetto per gli esseri viventi, volont nellapprofondimento/studio e una buona dose di sana vanit personale. I due mondi hanno grosse affinit anche nel settore professionale e nel mercato stesso. Vi sono, infatti, molte aziende di settore impegnate sia nel betta che nel discus. Napoli Aquatica una di queste.

Come allevatore ed appassionato quale consiglio ti senti di dare a chi sceglie la difficile via dellallevatore? Penso che sia difficile dare uno o pi consigli a chi decide dintraprendere questavventura o, per meglio dire, pi difficile essere ascoltati. In ogni caso, ci che mi sento di suggerire dinformarsi quanto pi possibile prima di acquistare degli animali. Per un hobbista lessere frettolosi e leggeri, facendosi travolgere dal solo entusiasmo, potrebbe portare a delle grosse delusioni e quindi alla veloce perdita della passione per uno degli hobby pi belli al mondo. Studiare su testi autorevoli, confrontarsi con altri appassionati, chiedere suggerimenti e frequentare una community web seria, potrebbe essere la chiave per raggiungimento di tanti soddisfacenti e appaganti obbiettivi. In ogni caso sconsiglierei vivamente questa strada a chi non ha voglia di sfogliare un libro o leggere tante pagine webCon un sano senso critico.

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Ma cambiamo argomento Cristian, parliamo del tuo capolavoro. Quando hai pensato per la prima volta a NAPOLIAQUATICA? E quanto somigliava alla realt che oggi? Ti va di raccontarci un po la sua storia? Ti ringrazio per averlo aggettivato come un capolavoro. Lidea parte nel 2009, dopo lessermi reso conto che anche lItalia meritasse un appuntamento fieristico, di alto profilo, rivolto principalmente agli appassionati di acquariofilia. Durante quellanno la voglia di creare una manifestazione articolata, generava frequenti discussioni fra me e un mio compagno davventura. Un giorno, nonostante il momento storico non fosse favorevole, decidemmo di fare sul serio e di incominciare a generare un vero e proprio piano di fattibilit. In base agli ambiziosi obiettivi prefissati, erano pi i problemi da risolvere e le soluzioni pratiche da individuare che le operazioni pianificate e soluzioni trovate. Incominciando dalla ricerca location, passavamo ai bilanci economici e ai permessi comunali, provinciali, regionali, ASL, SIAE, etc. Gli aspetti da tenere in considerazione erano talmente tanti che risultava difficile immaginare ci che saremo riusciti a fare realmente. Ma nella nostra mente esisteva un sogno, un progetto davvero grosso. Penso che lelemento fondamentale che ha reso possibile ci che conoscete, sia stato la diffusa e comune voglia che era residente in tutte le persone che coinvolgemmo, nel voler creare ci che avevamo in mente. Pareva che tutti avessero lo stesso sogno e quindi fu abbastanza semplice coinvolgere le persone giuste. Per concretizzare il tutto, alla fine del 2009, fondai unazienda con una struttura in grado di dialogare con altre aziende, istituzioni e regolare i rapporti con i collaboratori. Quindi nacque Napoli Aquatica Agency Events Management. Grazie al progetto originale, presentato nei dettagli e ben strutturato, ai contributi preziosi dei professionisti che coinvolgemmo, grazie al supporto di grandi appassionati, partnership commerciali, individuazione della location, fiducia delle aziende di settore, ottenimento dei permessi e strategie di comunicazione internazionaleLidea cominciava a diventare una realt. Nellaprile del 2010, subito dopo Salento Acquari, lanciammo il progetto, rendendolo pubblico. In soli cinque mesi riuscimmo a coinvolgere ventisette aziende Italiane e estere di settore che avrebbero costituito la mostra mercato e fiera espositiva, creammo il primo e costosissimo NaQ International Discus Championship. Quindi gettammo le basi per la seconda edizione, che di fatto era il nostro primario obiettivo, pensando alledizione 2010 come una pilot edition. La prima manifestazione riscosse un successo inimmaginabile. Gli sforzi furono tanti, gli investimenti di carattere economico e in risorse umane davvero importanti, ma fummo ripagati con unaffluenza di circa 25.000 presenze. Numeri degni di una manifestazione consolidata e fortemente voluta. Ho sempre pensato che la chiave del successo di NaQ2010 e la successiva edizione del 2011 sia stata il voler mantenere un profilo tecnico elevato, proponendo show e momenti formativi per veri intenditori e mettendo sempre al centro dellattenzione organizzativa le esigenze dellappassionato a tutti i livelli. Il soddisfare le esigenze dellimpresa (azienda di settore) ne risulta essere una diretta conseguenza. Quali difficolt incontra uno che, come te, vuole creare qualcosa di simile nel meridione dItalia? Cosa ti ha permesso di superarle? Levents management un lavoro vero proprio. Purtroppo penso non sia possibile organizzare manifestazioni articolate e complesse nei ritagli di tempo libero. Tuttavia credo sia possibile organizzare appuntamenti aggregativi di modeste dimensioni puntando alla qualit utilizzando lo spirito di collaborazione di gruppi associati. Ad esempio, vedo il tuo gruppo molto coeso, rappresentato da persone competenti e scrupolose con un alto potenziale. Penso che quanti pi momenti aggregativi si riescano a generare in Italia, pi sar favorito linsediarsi della vera cultura e formazione acquariofila nella nostra nazione. Questo sarebbe un vantaggio per lo sviluppo del nostro comune hobby e una crescita di tutto il settore. Sud e Nord Italia, credo che nascondano lati positivi e negativi entrambi. Visto che mi chiedi del sud, direi che lo spirito aggregativo e collaborativo insito nella nostra cultura un indubbio vantaggio. Non a caso Salento Acquari, manifestazione di Acquariofilia che si rivolge allappassionato e riconosciuta anche fuori dai nostri confini nazionali, residente al sud. Ho avuto modo di constatare una buona sensibilit nelle Istituzioni Locali, Provinciali e Regionali del sud Italia verso attivit formative, culturali ed educative anche nel campo dellacquario expo. 30

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Oggi viviamo un momento davvero complicato sotto il profilo economico. Pertanto, generati i complessi piani di fattibilit e marketing, superati i problemi logistici/legali e individuata unidonea location, le difficolt maggiori che si potrebbero incontrare, come al sud quanto al nord, sono legate principalmente al coinvolgimento delle aziende di settore (spesso stanche e disincantate) e alla ricerca di sponsorizzazioni che, di fatto, rendono possibili le complesse e costose operazioni organizzative e di messa in opera dei lavori. Fortunatamente in Italia abbiamo delle grandi e medie realt aziendali di settore molto sensibili a queste attivit, dei dirigenti o titolari dimpresa che, con grossa intelligenza imprenditoriale, da sempre puntano alla promozione e sviluppo del settore. Queste figure vanno coinvolte in progetti seri e ben strutturati ed responsabilit di chi organizza prestare massima attenzione e rispetto per gli sforzi che andranno ad investire. Ci che mi ha permesso di superare molte difficolt, forse mi ripeter, la sconfinata voglia e competenza dei miei collaboratori nel portare avanti questo progetto, imprenditori e investitori coinvolti che ci hanno creduto e tanto, ma tanto, lavoro e passione. In conclusione, ci che sconsiglierei vivamente a chi ha voglia di organizzare seriamente progettare eventi di basso profilo o improvvisati. Eventi con filosofie eccessivamente ibride o associati ad altri contesti troppo lontani dallacquario, rischiano di sortire un effetto contrario a quello sperato. Lacquario devessere promosso e rappresentato in un ambiente curato e studiato. Lacquariofilia sinonimo di studio, rispetto, accuratezza, approfondimento, bellezza e passione. Ritengo che la responsabilit di chi organizza sia nel trovare le giuste chiavi per trasmettere al visitatore la filosofia dellacquario, inserendolo in una cornice appropriata. Lacquario non un prodotto da mercatino rionale altres una vera e propria filosofiaUno strumento formativo con un fascino ineguagliabile.

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Come immagini il futuro di NaQ? Onestamente non saprei dirlo, ma posso affermare che fin quando porter avanti questo progetto, cercher dindividuare sempre maggiori e migliori collaborazioni per renderlo pi completo, soddisfacente e grande. Una grande manifestazione con un sapore sempre pi internazionale che rispecchi linvidiabile Made in Italy...Un appuntamento di tutti e per tutti. Ovviamente anche il vostro contributo e impegno sar importante. Devo per essere realista. Mi guardo attorno e osservo landamento di altre manifestazioni di settore (anche fuori dai nostri confini nazionali) e spero che continueranno a esserci i presupposti per continuare a lavorare in una logica despansione. In ogni caso, per ora e proprio in questi giorni stiamo riprogettando il tutto in visione della prossima edizione del NaQ, prevista nel 2013. Stiamo cercando di snellire alcuni processi organizzativi e siamo impegnati nellindividuazione di nuove collaborazioni con gruppi di lavoro che dovrebbero creare, quasi autonomamente, attivit serie e ben organizzate in fiera. C ancora un sogno nel cassetto di Christian Acquariofilo? Per ora sarebbe bello riuscire a perfezionare alcune tecniche di allevamento e riproduzione del discus, che mi consentirebbero di ottenere i risultati che ho sempre sperato, ma so che la mia passione in continua evoluzioneCome tutti i miei sogni legati a questhobby. Grazie della chiacchierata Cristian, allora ci diamo appuntamento alla tua prossima sfida che sono certo tutti gli appassionati dItalia vorranno premiare con la loro presenza, NQ2013. Un saluto a tutti i lettori, arrivederci alla prossima intervista.

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GLI INFUSORI
di Gennaro Nuzzo Anche i piccoli di betta splendens non si sottraggono allesigenza di individuare un alimento che, proprio nella prima fase di crescita, possa assicurare loro un apporto nutrizionale adeguato. Ancora una volta gli infusori tornano utili in questa delicata fase. Essi non sono altro che piccoli organismi: ciliati, protozoi e rotiferi. Le loro dimensioni medie partono da 10 um fino a 200 um (um = micron - 1 micron = 0,001 mm) e in prevalenza si nutrono di alghe, batteri e detriti.

Fonte Wikipedia

Gli infusori sono presenti in natura presso acque stagnanti come laghi, stagni, pozze naturali e non mancano neppure nei nostri acquari. Utilizzeremo quindi, per la preparazione dei nostri infusori, proprio lacqua dei nostri acquari matura e ben avviata dove sicuramente si troveranno questi microrganismi che utilizzeremo per lallevamento degli avannotti di betta splendens. L'obiettivo quello di creare nell'acqua di partenza una cultura di batteri, in modo che gli infusori, gi presenti, si comincino a riprodurre e a proliferare ad un ritmo serrato. Alcune case produttrici di prodotti per acquari si sono cimentate nella produzione di liquidi che immettono questi organismi nelle nostre acque di cultura; a titolo di esempio e sulla base della mia personale esperienza, voglio portare all'attenzione un prodotto commerciale di una ditta tedesca, la Brustmann, che permette di produrre infusori in modo molto semplice. Il prodotto si chiama Protogen ed in vendita nei migliori negozi di acquariologia. Tuttavia dei buoni risultati possono essere raggiunti anche senza alcun investimento di denaro. Possiamo infatti produrre in casa i nostri infusori con laiuto di madre natura. Prenderemo pertanto una Buccia di banana (si possono utilizzare anche patate, cavoli, lattuga, fieno, latte, farina) che sar il nostro ingrediente base e procederemo in questo modo:

1. Prendere 1/4 dell'intera buccia di una banana ed essiccare al sole o in un posto poco umido per alcuni giorni, quando diventata di colore marrone e avr perso la sua umidit, sar pronta per lutilizzo. 2. Immettere ora il pezzo di buccia in 2-3 litri d'acqua presi dall'acquario, lasciando riposare il tutto per 24/48 ore in una zona temperata, alla luce del sole ma indiretta. 3. L'acqua, trascorso questo tempo, comincer a farsi di colore bianco lattiginoso per l'abbondante presenza di batteri, con la conseguente formazione di infusori. A questo punto i nostri infusori sono pronti per la somministrazione, questa una fase da non sottovalutare perch, l'acqua di coltura,come comprenderete dallodore, pu risultare altamente inquinante. 33

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Vogliamo quindi dedicare qualche parola anche alla tecnica di somministrazione dei nostri infusori. Molte persone mi dicono che non riescono a produrre infusori, ma in realt parlando con loro mi accorgo che semplicemente non li vedono! Se volete vedere i vostri infusori dovete provvedervi un microscopio, niente di impegnativo si intende, va bene un ingrandimento x10 quindi in pratica un giocattolo, ma sar utile per poter vedere questi microorganismi. Per somministrare questi infusori possiamo utilizzare una siringa tramite la quale verranno prelevati dalla massa lattiginosa che vedete sul pelo dellacqua e somministrati nellordine di qualche goccia ogni ora. S, avete capito bene, non pi di qualche goccia ogni ora sar sufficiente per nutrire i nostri piccoli di betta splendens, eccedere significa incidere pesantemente sulla qualit dellacqua. Se voi come me avete difficolt ad alimentare i pargoli con tale frequenza, posso suggerirvi un altro metodo che nel mio caso risultato efficace. Prendete una siringa abbastanza grossa ed un tubicino di plastica (tipo aereazione) e realizzate una sorta di flebo, potete utilizzare sia uno stringi tubo da flebo, oppure una margherita per aereatori. Inseriamo lago nella vasca dove stanno i nostri piccoli (a pelo dacqua, io uso lago perch lo infilo comodamente nel coperchio di plastica della mia nursery che funge quindi da sostegno)ed apriamo la margherita cercando di ridurre al minimo la fuoriuscita di infusori, direi non oltre le 5 gocce ogni ora. Ricordate di tenere accesso lareatore in questa delicata fase (anche se al minimo per evitare turbolenze eccessive), questo perch I piccoli non possono ancora approvvigionare aria dalla superficie. Un altro accorgimento utile ridurre laltezza dellacqua di allevamento al di sotto dei 20 cm, io la tengo intorno a 10/15 cm, questo per facilitare i piccoli che hanno appena sviluppato il labirinto a guadagnare la superficie senza fatica. Il gioco fatto, a questo punto non resta che aspettare che i nostri pargoli crescano fino a poter somministrare loro naupli o microworms, il che avviene a circa due settimane dalla schiusa, quando i nostri piccoli incominceranno a nuotare liberamente in vasca. Riferimenti web : www.bettaportal.it www.dmfarm.it

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