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Scuola Normale Superiore, ammissione al I anno del corso ordinario Prova di Matematica per Matematica, Fisica e Informatica 25 Agosto

2011 Esercizio 1. Siano n 2, m interi e siano A1 , . . . , An e B1 , . . . , Bm due famiglie di 2 punti nel piano tali che Ai Bj = i + j per ogni i {1, . . . , n} e j {1, . . . , m}. Si provi che esistono due rette perpendicolari a e b tali che Ai a per ogni i {1, . . . , n} e Bj b per ogni j {1, . . . , m}. Soluzione esercizio 1. Fissiamo un sistema di coordinate nel quale (a meno di una traslazione, che non altera le lunghezze) A1 = (0, 0) e (a meno di una rotazione, che anchessa non altera le lunghezze) A2 = (0, a). Mostramo che tutti i punti Bj , le cui coordinate indicheremo con (xj , yj ), stanno su una comune retta orizzontale, vale a dire, tutti i numeri yj sono uguali. Abbiamo allora, dal calcolo delle distanze dal punto A1 ,
2 2 2 x2 + y1 = 2, x2 + y2 = 3, . . . , x2 + ym = m + 1. 1 2 m

Abbiamo anche, dal calcolo delle distanze dal punto A2 , x2 + (y1 a)2 = 3, x2 + (y2 a)2 = 4, . . . , x2 + (ym a)2 = m + 2. 1 2 m
2 Sottraendo in modo da semplicare i termini x2 + yj otteniamo j

a2 2ay1 = 1, a2 2ay2 = 1, . . . , a2 2aym = 1 dalla quale ricaviamo luguaglianza di tutte le ordinate. Con un ragionamento del tutto simmetrico, invertendo i ruoli dei punti Ai e Bj , se ssiamo un sistema di coordinate nel quale B1 = (0, 0) e B2 = (b, 0), troviamo che tutti i punti Ai sono su una retta verticale. Esercizio 2. Sia f (x) un polinomio a coecienti interi. Si mostri che non possono esistere tre interi distinti a, b e c tali che f (a) = b, f (b) = c e f (c) = a. Soluzione esercizio 2. Useremo il fatto seguente: se f (x) ` un polinomio a coecienti e interi e a e b sono interi, allora a b divide f (a) f (b). Per vericare questo, osserviamo che la formula an bn = (a b)(an1 + an2 b + + bn1 ) mostra che a b divide an bn per ciascun n positivo. Se scriviamo f (x) = f0 + f1 x + f2 x2 + + fd xd dove gli fi sono interi, abbiamo f (a) f (b) = f1 (a b) + f2 (a2 b2 ) + + fd (ad bd ) , da cui la conclusione.
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Da qui, nelle ipotesi del problema vediamo che a b divide b c = f (a) f (b), b c divide c a = f (b) f (c), e c a divide a b = f (c) f (a). Questo implica che |a b| |b c| |c a| |a b|, e quindi |a b| = |b c| = |c a| . Ma tre punti distinti su una retta non possono essere tutti equidistanti, e questo d` una a contraddizione. Esercizio 3. Siano l1 , l2 , l3 i lati di un triangolo non ottusangolo di area 1 e sia P un qualsiasi punto di l1 . Si mostri che esiste un punto Q in l2 l3 tale che 1 PQ . 2 Inoltre, si caratterizzino i casi in cui non esistono punti su l2 l3 tali che 1 PQ < . 2 Soluzione esercizio 3. Siano A, B, C i vertici del triangolo, in modo che si abbia l1 = AB, l2 = BC, l3 = CA.

C Q2 Q3 A h3 h2 B P

Consideriamo i triangoli CP A e CP B, e sia Q2 (rispettivamente Q3 ) il piede dellaltezza di CP B (rispettivamente di CP A) condotta da P . Poich ABC non ` ottusangolo, si ha e e Qi li per i = 2, 3. Siano inoltre h2 = P Q 2 , h 3 = P Q3 , h = min{h2 , h3 } . Poich Qi ` il punto di li di minima distanza da P , per risolvere il problema ` suciente e e e dimostrare che h 1/ 2, e caratterizzare i casi in cui h = 1/ 2. Cominciamo con losservare che si ha AC BC , 1 = Area(ABC) 2

e che luguaglianza nella disequazione qui sopra vale se e solo se langolo ACB ` retto. e Poich per ogni coppia (x, y) di numeri reali positivi si ha x+y 2 xy (dove luguaglianza e vale se e solo se x = y), se ne deduce che AC + BC 2 AC BC 2 2 (dove luguaglianza vale se e solo se ABC ` un triangolo rettangolo isoscele con angolo e retto in C). Si ha perci` o 1 = Area(ABC) = Area(AP C) + Area(BP C) = h AC + BC h 2, 2 h3 AC h2 BC + 2 2

da cui 1/ 2, come voluto. Notiamo inne che, per quanto detto n qui, si ha h h = 1/ 2 se e solo se ABC ` un triangolo rettangolo isoscele con angolo retto in C e e h = h1 = h2 , ovvero P ` il punto medio di AB. e Esercizio 4. Sia an , n N, una successione strettamente crescente di interi positivi. Supponiamo che esistano due numeri reali positivi e tali che an n per ogni intero n e si consideri linsieme P N di primi denito da P = {p : p ` primo e divide an per qualche n N} . e Si mostri che P ha un numero innito di elementi. Nota: per la soluzione pu` essere utile sapere che per ogni intero r 0 vale la seguente o propriet`: la funzione f (n) = n/(log n)r , al variare di n 2 intero, non ` limitata a e superiormente. Soluzione esercizio 4. Supponiamo che, contrariamente alla tesi, esistano un numero nito di primi p1 , . . . , pr tali che ogni an ` un prodotto di potenze dei pi . Per ciascun k N e m (k) m (k) m (k) poniamo ak = p1 1 p2 2 pr r e m(k) = (m1 (k), . . . , mr (k)). Siccome la successione an ` crescente, tutti gli an sono distinti. Se k n, allora e pi e quindi log + log n log(n ) = . log pi log pi Questo signica che per k = 1, . . . , n, mi (k) pu` prendere al massimo (log + log n)/ log pi o valori possibili; quindi il numero di valori possibili per m(k) ` al massimo e mi (k) (log + log n)r log p1 log pr
mi (k)

p1 1

m (k) m2 (k) p2

pmr (k) = ak an n r

e abbiamo la disuguaglianza n ossia n log + r (log n) log n


r

(log + log n)r , log p1 log pr

1 , log p1 log pr

che deve valere per tutti gli n > 1. Questo mostra che il rapporto n/(log n)r ` limitato e superiormente, il che ` falso. e Esercizio 5. Un albero alto h metri (con h 2 intero) ` cos` composto: da un ceppo in e terra escono tre rami alti un metro, ciascuno di essi in alto si Un esempio di albero divide in tre rami alti un metro, e cos` via per h volte; in totale con h = 3, L = 8 h lalbero ha 3 apici. In primavera nascono tre frutti, ciascuno su un apice diverso. Sia ora L il numero totale di tutti i rami che portano linfa a almeno un frutto (contando uno per ogni ramo, da snodo a snodo). Supponiamo che i tre frutti siano nati su tre apici diversi scelti casualmente e con la stessa probabilit`. a Dato un intero 2h + 1, si calcoli la probabilit` che L = . a

Soluzione esercizio 5. Arontiamo il problema nel caso generale. Per prima cosa calcoliamo il numero dei casi favorevoli F ( , h), (si pu` facilmente o mostrare che ` non nullo se e solo se h 1 e h + 2 3h omettiamo la discussione). e Sia A il pi` alto snodo da cui passa linfa verso i tre frutti, e sia h i la sua altezza (con u h i 1). Si hanno due casi. Ciascuno dei tre rami che escono da A alimenta un frutto; in questo caso = (h i) + 3i = h + 2i. Questo caso ` possibile solo se h ` pari (e h + 2 3h). e e Questa situazione si presenta per 3hi (3i1 )3 = 3h+2i3 = 3 3 diverse disposizioni dei frutti. Infatti 3hi servono per posizionare A (3i1 )3 per posizionare i tre frutti a partire dai tre rametti sopra A. Un ramo sopra A alimenta due frutti, e un altro ramo un solo frutto; sia allora B il pi` alto snodo sopra A da cui passa linfa verso i due frutti, e sia ad altezza h j u (con 1 j < i); in questo caso = (h i) + 2i + j = h + i + j.

j i B ij

hi

Questa situazione si presenta per 3hi 3i 2 3ij1 3 (3j1 )2 = 2 3h+i+j2 = 2 3 2 diverse disposizioni dei frutti. Infatti: 3hi servono per posizionare A, 3i per posizionare il frutto isolato, 2 per decidere quale ramo sopra A porta a B 3ij1 per posizionare B sopra quel ramo, 3 per decidere quale ramo sopra B non porta linfa, (3j1 )2 per posizionare i due frutti sopra B. Fissato , si deve avere h = i + j con 1 j < i h: questo avviene in f ( h, h) maniere diverse, con n h + 1, n ` pari e (n 2)/2 (n 1)/2 n h + 1, n ` dispari e . f (n, h) = (2h n)/2 n > h + 1, n ` pari e (2h n + 1)/2 n > h + 1, n ` dispari e Dunque se h ` pari e F ( , h) = 2 3 2 f ( h, h) + 3 3 altrimenti ` e F ( , h) = 2 3 2 f ( h, h) ; si pu` altres` dimostrare che o 2 3 2 F ( , h) = 3 F ( 1, h 1) + 3 3 0 se 2h < < 3h se = 3h altrimenti

Allo stesso tempo, i frutti possono disporsi in 3h (3h 1)(3h 2)/6 maniere diverse. Dunque se h ` pari la probabilit` ` e ae 2 3 2 f ( h, h) + 3 3 3h (3h 1)(3h 2)/6

altrimenti ` e 2 3 2 f ( h, h) . 3h (3h 1)(3h 2)/6 Il testo richiedeva di calcolare la probabilit` quando 2h + 1. Si ha allora che la a probabilit` ` zero se < h + 2, altrimenti ` (ponendo n = h come sopra) ae e 3 2 (n 2) + 3 3 3 2 (n 2 + 1/3) 2 3 2 (3 3h 5) = h h = h h 3h (3h 1)(3h 2)/6 3 (3 1)(3h 2)/6 3 (3 1)(3h 2) quando h ` pari, mentre ` e e 2 3 1 ( h 1) 3 2 (n 1) = h h . 3h (3h 1)(3h 2)/6 3 (3 1)(3h 2) quando h ` dispari. e Esercizio 6. Siano dati n segmenti A1 B1 , A2 B2 , . . . , An Bn nel piano di lunghezza unitaria, con n 3. I segmenti si possono spostare Ai con questo tipo di mossa: si sceglie un segmento Ai Bi e un suo vertice V (ad esempio, nella gura, V = Ai ), poi si sceglie un secondo segmento Aj Bj diverso dal precedente e si ruota rigidamente Aj Bj intorno a V , di un angolo a piacere, no Bi a una nuova posizione Aj Bj . Si mostri che, qualsiasi sia la congurazione iniziale, con un numero nito di mosse si pu` o Aj costruire un poligono regolare di n lati.

Bj Aj

Bj

Soluzione esercizio 6. Siano AB e CD due segmenti diversi. Consideriamo alcune mosse elementari (che muovono CD ruotandolo intorno ad A o a B). (1) Sia x la distanza fra C e A, e x 1/2. Si considerano i due cerchi di raggio x centrati in A e B; questi si intersecano in (almeno) un punto F ; ruotando CD intorno ad A nch C e raggiunge F , otteniamo che anche la distanza fra B e C ` ora e x. (2) Sia x la distanza fra C e A. Se x > 1 e non ` un intero, allora e sia n intero tale che n < x < n + 1. Disegniamo un cerchio c centrato in A di raggio x. Consideriamo il cerchio d centrato in B di raggio n: muovendo un punto P su esso, la distanza P A varia fra n 1 e n + 1, dunque c interseca d. Dunque con una mossa possiamo far s` che la distanza di C da B sia diventata n.

D c C x A B n d

(3) Se invece 0 < x < 1, allora il cerchio c di raggio x centrato in A interseca il cerchio e di raggio 1 centrato in B (ovvio, in quanto questo cerchio passa per A): possiamo muovere C in modo che la distanza di C da B diventi 1.

D C c A x B

(4) Sia x la distanza fra C e A. Se x = n + 1 1 ` un intero, e consideriamo il cerchio c di raggio n + 1 centrato in A, e il cerchio d di raggio n centrato in B (se n = 0, il cerchio si riduce al solo punto). I due cerchi si incontrano in un punto. Possiamo allora muovere C in modo che la distanza di C da B diventi n.

D C c

n+1 A B n d

Per costruire il poligono, procediamo come segue. Fissato j = 1, . . . , n, muoviamo ripetutamente CD = Aj+1 Bj+1 intorno a AB = Aj Bj , volendo portare C = Aj+1 a coincidere con B = Bj ; usando le precedenti mosse (alternativamente muovendo CD intorno ad A o a B) possiamo far s` che la distanza di C da uno dei due vertici di AB diventi zero; se il vertice non ` quello desiderato, dovremo interporre una mossa del primo e tipo (mentre ancora la distanza x 1/2) per cambiare vertice di riferimento. Quando abbiamo ottenuto che Aj+1 Bj , ruotiamo Aj+1 Bj+1 intorno a Bj per aggiustare langolo, e poi passiamo a j + 1.