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Esercizi svolti nelle ore di tutorato

del corso di Matematica Discreta:


esercizi misti
1
Questa `e una selezione degli esercizi che abbiamo fatto nella seconda parte
del corso. Un po in questo le e un po nel prossimo le.
Esercizio 1 (pag.110 es.7.10). Determinare le eventuali soluzioni del sistema
lineare
_

_
x + 2y = 3
x + 2z = 2
2x + 2y + z = 1
Soluzione.Per determinare le soluzioni di un sistema con il metodo di
Gauss-Jordan, il nostro scopo `e arrivare ad ottenere una matrice triango-
lare,spostando le righe o facendo combinazioni lineari di righe.Attenzione:
con Gauss Jordan possiamo metter mano solo alle righe, le colonne si las-
ciano cos` come sono. Ci calcoliamo la matrice relativa al nostro sistema e
poi via di calcoli. Abbiamo quindi
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_
1 2 0 3
1 0 2 2
2 2 1 1
_

_
riga1
riga2 riga1
riga3
_

_
1 2 0 3
0 2 2 1
2 2 1 1
_

_
riga1
riga2
riga3 2 riga1
_

_
1 2 0 3
0 2 2 1
0 2 1 5
_

_
riga1
riga2
riga3 riga2
_

_
1 2 0 3
0 2 2 1
0 0 1 4
_

_
Risostituisco
_

_
x + 2y = 3
2y + 2z = 1
1z = 4
2
da cui otteniamo
_

_
x = 6
y =
9
2
z = 4
Esercizio 2. Determinare quali di questi sottoinsiemi sono sottospazi
A)
U =
_

_
_

_
a
b
c
d
_

_
R
4
| a + b = 1
_

_
B)
V =
_

_
_

_
a
b
c
_

_
Q
3
| a
2
b
2
= 0
_

_
C)
W =
_
_
_
_
_
a b
0 a
_
_
Mbox
22
[Q]
_
_
_
Svolgimento.
A) Innanzitutto dobbiamo vedere se il sottospazio soddisfa la condizione
necessaria di appartenenza del vettore nullo. Ma in questo caso os-
3
serviamo che 0 =
_

_
0
0
0
0
_

_
U, perche 0 + 0 = 1, possiamo quindi gi`a
dire che `e non `e un sottospazio.
B) Controlliamo anche qui la condizione necessaria, in questo caso `e soddis-
fatta perche
_

_
0
0
0
_

_
V infatti 0
2
0
2
= 0. Allora dobbiamo control-
lare che prendendo due qualsiasi vettori u, v di V e due valori e
appartenenti a Q
3
, anche la combinazione lineare u + v appartiene
a V . Prendendo i vettori appartenenti a V , u =
_

_
a
b
c
_

_
e il vettore
v =
_

_
p
q
r
_

_
. Appartenendo questi vettori a V , abbiamo che a
2
b
2
= 0
e che p
2
q
2
= 0. Adesso ci calcoliamo il vettore u + v, che sar`a
della forma
u + v =
_

_
a + p
b + q
c + r
_

_
.
Per appartenere al sottospazio deve essere soddisfatta la condizione
(a + p)
2
(b + q)
2
= 0. Calcoliamo (a + p)
2
(b + q)
2
=

2
a
2
+
2
p
2
+2ap
2
b
2

2
q
2
2bq =
2
(a
2
b
2
)+
2
(p
2
q
2
)+
2ap 2bq. Il pezzo
2
(a
2
b
2
) +
2
(p
2
q
2
) si annulla perche
abbiamo scelto due vettori nel sottoinsieme V , ma dellaltro pezzo non
4
possiamo dire che si annulla sempre, quindi quello che abbiamo non `e
un sottospazio.
C) Innanzitutto la condizione necessaria `e soddisfatta perche la matrice nulla
appartiene al sottospazio. Come al solito prendiamo due matrici qual-
siasi del sottoinsieme, le matrici
_
_
a b
0 a
_
_
e
_
_
c d
0 c
_
_
e due valori e
. Ci calcoliamo quindi la combinazione lineare ottenendo
_
_
a + c b + d
0 a + c
_
_
,
che appartiene alle matrici di W, quindi W `e un sottospazio.
Esercizio 3. Si considerino in R
3
i vettori
u =
_

_
2
1
1
_

_
, v =
_

_
1
0
1
_

_
, w =
_

_
3
1
0
_

_
.
Dopo aver dimostrato che u, v, w sono una base di R
3
, determinare le com-
ponenti del vettore z =
_

_
0
1
1
_

_
.
Soluzione. La dimensione di R
3
`e 3, per vericare che `e una base, devo dire
se sono linearmente indipendenti. Utilizziamo il metodo del determinante,
seil determinante della matrice costruita con i vettori `e diverso da 0, allora i
vettori sono linearmente indipendenti.
det
_

_
2 1 3
1 0 1
1 1 0
_

_
= 2 + 1 3 = 4 = 0
5
quindi ho 3 vettori, come la dimensione, e sono linearmente indipendenti,
quindi sono una base.
Ora devo trovare a, b, c R tali che au + bv + cw = z, quindi
a
_

_
2
1
1
_

_
+ b
_

_
1
0
1
_

_
+ c
_

_
3
1
0
_

_
=
_

_
0
1
1
_

_
.
Tutto si riconduce a risolvere il sistema
_

_
2a + b + 3c = 0
a + c = 1
a + b = 1
da cui otteniamo
_

_
2a + b + 3c = 0
c = 1 a
b = 1 a
e inne
_

_
a = 2
b = 1
c = 1
Esercizio 4. Determinare quali tra queste applicazioni sono omomorsmi di
spazi vettoriali
A)
f : R
2
R
2
dove f
_
_
a
b
_
_
=
_

_
a + 1
a
2b + 5a
_

_
B)
f : R
2
R
3
dove f
_
_
a
b
_
_
=
_

_
a + b
a
a b
_

_
6
Soluzione.
A) Dobbiamo vericare la condizione necessaria di omomorsmo, cio`e f(0) =
(0), che vuol dire che lo zero del primo spazio vettoriale deve andare
nello zero del secondo spazio vettoriale. In questo caso non funziona la
cosa, perche f
_
_
0
0
_
_
=
_

_
1
0
0
_

_
e possiamo quindi gi`a dire che la f non
`e un omomorsmo di spazi vettoriali.
B) Anche adesso deve essere vericata la condizione necessaria, e possiamo
vedere che in questo caso lo `e banalemente. Cosa dobbiamo fare ora?
Vedere se prendendo due vettori dello spazio di partenza e due valori
del campo su cui sono costruiti gli spazi, nel nostro caso u, v R
2
e
, R, `e soddisfatta luguaglianza
f(u) + f(v) = f (u + v) .
Prendiamo v =
_
_
a
b
_
_
e u =
_
_
c
d
_
_
. Ora calcoliamo
f (u + v) = f
_
_
_
_
a + c
b + d
_
_
_
_
=
_

_
a + c + b + d
a + c
a + c b d
_

_
.
Ora calcoliamo ci`o che ci rimane
f(u) + f(v) = f
_
_
_
_
a
b
_
_
_
_
+ f
_
_
_
_
c
d
_
_
_
_
=
=
_

_
a + b
a
a b
_

_
+
_

_
c + d
c
c d
_

_
=
_

_
a + b + c + d
a + c
a b + c d
_

_
.
Le due cose coincidono, quindi f `e un omomorsmo di spazi vettoriali.