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Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale per la Regione Abruzzo

11 marzo 2013

Inaugurazione dellAnno Giudiziario 2013

Relazione del Presidente della Sezione Luciano Calamaro

In copertina: Chiostro del Complesso Monumentale di San Domenico in LAquila

SALUTO

Autorit, Signore e Signori, a distanza di pochi mesi dalla ricorrenza dei centocinquanta anni della Corte dei conti, anniversario che ha ricevuto ampio riconoscimento da parte delle Istituzioni pubbliche, si celebra oggi la consueta cerimonia inaugurale dellanno giudiziario. Essa costituisce il tradizionale momento di riflessione sullandamento della giustizia erariale e sulle sue prospettive di sviluppo; sotto diversa angolazione rappresenta loccasione per rendere pubblica lattivit svolta dalla Corte dei conti, anche in sede regionale, e i suoi esiti. Si tratta di un doveroso strumento di pubblica informazione che concorre ad accrescere la cultura della legalit, indispensabile per il buon andamento della vita sociale e della Pubblica Amministrazione in particolare.

1. DISPOSIZIONI NORMATIVE.

La riflessione sullattivit della Corte dei conti, non pu prescindere dalla rassegna delle pi significative innovazioni normative. Nel 2012 risulta consolidato lorientamento legislativo di attribuzione alla Corte dei conti di specifiche funzioni, che ne accrescono il ruolo di principale Istituzione di controllo e di tutore della pubblica finanza. Si tratta di una positiva tendenza, di cui si auspicano ulteriori sviluppi, che ben si colloca in un contesto, come quello attuale, in cui il percorso di riequilibrio dei conti pubblici ha posto in primo piano la necessit di rimuovere anomalie e incongruenze esistenti negli enti pubblici, onde conseguire il risanamento dei conti stessi, attraverso il contenimento dei costi e la razionalizzazione della spesa, e una vigorosa opposizione alla diffusione della illegalit. Le innovazioni legislative sono state numerose e hanno interessato diversi ambiti. Prima tra tutte la legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1 e la relativa legge di attuazione 24 dicembre 2012, n. 243. Le turbolenze finanziarie di cui l'euro zona rimasta attinta nel corso del 2011 e le delicate problematiche relative ai debiti sovrani degli Stati membri dellUnione europea, hanno determinato la necessit di introdurre nella Costituzione norme pi rigorose, strumentali al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica che discendono dallappartenenza dellItalia allUnione stessa. La nuova normativa inserisce nella Costituzione il principio dell'equilibrio tra le entrate e le spese del bilancio dello Stato, denominato principio del pareggio di bilancio, correlandolo a un vincolo di sostenibilit del debito di tutte le pubbliche amministrazioni, nel rispetto delle regole in materia economico-finanziaria derivanti dallordinamento europeo.

Le innovazioni hanno riguardato gli articoli 81, 97, 117 e 119 della Costituzione ed incidono sulla disciplina di bilancio di tutte le pubbliche amministrazioni. Sulla base del principio del pareggio di bilancio, consacrato nella riforma dellarticolo 81 della Costituzione, lo Stato assicura lequilibrio tra le entrate e le uscite del bilancio, avuto riguardo allevoluzione del ciclo economico. Una sola deroga prevista alla regola generale del pareggio: il ricorso allindebitamento disposto previa autorizzazione delle due Camere al fine di valutare gli effetti degli eventi economici eccezionali. La nuova disciplina ha mantenuto le disposizioni dellarticolo 81 che impongono la copertura finanziaria delle nuove leggi, di quelle che attribuiscono alle Camere la competenza ad approvare ogni anno la legge di bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo e della legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio per periodi non superiori a quattro mesi, nel caso in cui il bilancio non risulti approvato entro la fine dellesercizio finanziario precedente. La legge costituzionale n. 1 del 2012 ha previsto la promulgazione di una apposita legge di attuazione, da approvare a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, con la quale disciplinare il contenuto della legge di bilancio, i criteri volti ad assicurare lequilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilit del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni. In adempimento al preciso obbligo imposto della legge costituzionale, stata promulgata la legge 24 dicembre 2012, n. 243 che pu essere ritenuta, allattualit, la legge quadro di contabilit. I principi del pareggio di bilancio e della sostenibilit del debito pubblico, avendo rilevanza di ordine generale, trovano cittadinanza, come anticipato, in tutte le amministrazioni pubbliche. In tale caratterizzato contesto la legge costituzionale del 2012, modificando l'articolo 119 della Costituzione, ha disposto non solo che l'autonomia finanziaria di

Comuni, Province, Citt metropolitane e Regioni, debba essere assicurata nel rispetto dellequilibrio dei relativi bilanci, ma ha pure previsto il concorso di tali enti alladempimento dei vincoli economici e finanziari derivanti dallordinamento

dellUnione europea. Inoltre il ricorso all'indebitamento - che il vigente ordinamento consente limitatamente alle spese di investimento - subordinato alla contestuale definizione di piani di ammortamento e al rispetto dellequilibrio di bilancio per il complesso degli enti di ciascuna Regione. La legge n. 243 del 2012 (articoli 16 19), in attuazione dell'articolo 5, comma 1, lettera f), della legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1, ha previsto

listituzione dell'organismo indipendente per l'analisi e la verifica degli andamenti di finanza pubblica e per la valutazione dell'osservanza delle regole di bilancio,

denominato Ufficio parlamentare di bilancio, con sede in Roma, presso le Camere. Ai sensi dellarticolo 20 della legge n. 243 del 2012, inoltre, la Corte dei conti svolge il controllo successivo sulla gestione del bilancio degli enti di cui agli articoli 9 e 13, ai fini del coordinamento della finanza pubblica e dell'equilibrio dei bilanci di cui all'articolo 97 della Costituzione. Le nuove disposizioni di rango costituzionale troveranno applicazione a decorrere dal 2014. Per quanto attiene alla legislazione ordinaria, si deve registrare un sensibile incremento delle funzioni della Corte dei conti. In tale contesto vanno segnalate, per la particolare importanza: il decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre

2012, n. 213, recante Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali. Il richiamato complesso normativo ha significativamente ridefinito e potenziato il sistema dei controlli intestati alla Corte dei conti in materia di finanza e

funzionamento dei predetti enti, prevedendo, altres, ulteriori funzioni attribuite alle Sezioni giurisdizionali. Lintera gestione finanziaria delle regioni, rappresentata nei rispettivi bilanci preventivi e consuntivi, stata assoggettata al controllo delle Sezioni regionali della Corte dei conti, cui spetta la verifica del rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilit interno, dellosservanza del vincolo previsto in materia di indebitamento, della sua sostenibilit e dellassenza di irregolarit suscettibili di pregiudicare, anche in prospettiva, gli equilibri economico-finanziari degli enti. Larticolo 1, comma 2, della disciplina in rassegna, ha, poi, previsto che ogni sei mesi le Sezioni regionali di controllo della Corte trasmettano ai consigli regionali una relazione sulla tipologia delle coperture finanziarie adottate nelle leggi regionali, approvate nel semestre precedente, e sulle tecniche di quantificazione degli oneri, al fine di accertare lidoneit delle modalit di copertura e di determinazione delle spese derivanti dallesecuzione dei provvedimenti legislativi. Particolare rilievo assume la sottoposizione del rendiconto generale di ciascuna Regione al giudizio di parificazione delle Sezioni regionali di controllo (articolo 1, comma 5), previsione che ha rimosso una palese asimmetria rispetto alla disciplina vigente per il rendiconto dello Stato e di talune Regioni a statuto speciale, che gi annoverava omologo giudizio. Lampliamento e il rafforzamento dei controlli esercitati dalla Corte dei conti sugli enti locali, trova disciplina nellarticolo 3 con specifiche disposizioni riguardanti gli enti a rischio di dissesto, anche attraverso la procedura di riequilibrio finanziario. Si pu, dunque, affermare che il progressivo ampliamento dellambito dei controlli, gi visibile con lentrata in vigore dellarticolo 1, comma 266, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 sui bilanci preventivi e consuntivi degli Enti locali da parte delle Sezioni regionali di controllo, trova conferma nella nuova normativa che, inoltre, ha affidato alle Sezioni stesse il compito di verificare, con cadenza semestrale, la legittimit e la

regolarit delle gestioni nonch il funzionamento dei controlli interni, ai fini del rispetto delle regole contabili e dellequilibrio di bilancio di ciascun ente locale. Sotto distinta angolazione lo stesso articolo 3 introduce significative innovazioni in materia di dissesto degli enti locali. Si tratta di previsioni finalizzate a prevenire il patologico fenomeno mediante la predisposizione di un piano di risanamento pluriennale. Le Sezioni regionali di controllo assumono un ruolo centrale nel promuovere i procedimenti riguardanti laccertamento delle situazioni di squilibrio finanziario degli enti locali; attribuzioni completate dal monitoraggio sullidoneit delle misure adottate dallente interessato per rimuovere la situazione di squilibrio, il cui esito negativo preclude lattuazione dei programmi di spesa per i quali e' stata accertata l'insussistenza della relativa sostenibilit finanziaria. Nel delineato contesto traspare nitida dalle nuove disposizioni la finalit di strutturare il controllo sui processi di spesa alla stregua di uno strumento necessario per il raggiungimento del risanamento dei conti pubblici, tanto pi efficace ove sia accompagnato da misure interdittive dei processi stessi, cos da rendere

maggiormente cogenti gli esiti delle verifiche compiute. Rispetto al previgente ordinamento, pertanto, deve registrarsi un pi articolato e imperativo sistema di sorveglianza preventiva e successiva sul rispetto da parte degli enti territoriali degli equilibri finanziari, quali derivano dagli obiettivi di finanza pubblica nazionale, a loro volta condizionati dal vincolo di pareggio di bilancio e dalle regole del patto europeo di stabilit e crescita. Sul versante giurisdizionale il decreto legge n. 174 del 2012, convertito dalla legge 213 del 2012, ha intestato alle Sezioni giurisdizionali della Corte dei conti la cognizione dei giudizi di responsabilit accompagnati da misure di natura

sanzionatoria (sanzioni pecuniarie o incidenti negativamente sulla possibilit di

esercizio

di

pubbliche

funzioni),

che

affiancano

la

tradizionale

responsabilit

risarcitoria demandata alla Corte. Infatti lart 3, comma 1, lettera e) ha introdotto una sanzione pecuniaria, rapportata allindennit di carica, a carico degli amministratori degli Enti locali in caso di mancata predisposizione di adeguate metodologie dirette a garantire una regolare gestione amministrativa ed un efficace sistema dei controlli interni. La lettera f) del medesimo articolo, modificando la disciplina della materia recata dal decreto legislativo n. 149/2011, accanto alla previsione di una sanzione pecuniaria, sempre rapportata allindennit di carica, ha ampliato e reso pi agevole leventuale applicazione di misure interdittive - divieto di candidatura per 10 anni, a cariche pubbliche elettive in ambito locale, nazionale ed europeo ed inibitoria alla nomina di incarichi in enti vigilati o partecipati da enti pubblici - a carico degli amministratori degli enti locali che hanno causato il dissesto finanziario degli enti amministrati. La normativa delinea un giudizio, di competenza delle Sezioni giurisdizionali (ad iniziativa del Pubblico ministero), diretto al solo accertamento, al fine dellirrogazione delle suddette sanzioni, di un rapporto di causalit fra azioni od omissioni dolose o gravemente colpose degli amministratori ed il dissesto finanziario degli enti locali, senza necessit di una previa condanna a titolo di responsabilit amministrativa, espressamente richiesta dal previgente ordinamento. La comunicazione alle competenti Procure regionali da parte delle Sezioni regionali del controllo delle pronunce che accertino le suindicate patologie potr assicurare unadeguata chiusura del sistema, considerato che lazione del pubblico ministero pu essere esercitata soltanto sulla base dellacquisizione di notizie specifiche e concrete di danno erariale.

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Affiora, pertanto, un raccordo tra le funzioni di controllo e le funzioni giurisdizionali intestate alla Corte dei conti, che ha affievolito il principio della loro separatezza, enunciato dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 29/1995. In estrema sintesi si profila un sistema idoneo ad interagire ed integrarsi a garanzia della conservazione delle finanze pubbliche, attraverso un adeguato collegamento tra le due funzioni incardinate nella Corte dei conti, che, sebbene autonome e differenti quanto a finalit e parametri di riferimento per il relativo esercizio, risultano accomunate dalla finalit di tutela delle risorse pubbliche. Il decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni dalla legge

4 aprile 2012, n. 35, recante Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo. Larticolo 1, comma 1, che, tra laltro, ha sostituito il comma 8 dellarticolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, prescrive linvio, in via telematica, alla Corte dei conti delle sentenze passate in giudicato di accoglimento dei ricorsi avverso il silenzio inadempimento. Il decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito con modificazioni dalla legge

26 aprile 2012, n. 44, recante Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento. Ai sensi dellarticolo 4-ter, comma 15, le inadempienze contemplate dallarticolo 142, comma 12 quater, del codice della strada approvato con decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, rilevano ai fini della responsabilit disciplinare e per danno erariale e devono essere segnalate tempestivamente al Procuratore regionale della Corte dei conti. Il decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 49 Disciplina per la programmazione,

il monitoraggio e la valutazione delle politiche di bilancio e di reclutamento degli atenei, in attuazione della delega prevista dall'articolo 5, comma 1, della legge 30 dicembre 2010, n. 240 e per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal comma 1,

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lettere b) e c), secondo i principi normativi e i criteri direttivi stabiliti al comma 4, lettere b), c), d), e) ed f) e al comma 5. A mente dellarticolo 7, comma 5, le procedure e le assunzioni ovvero la contrazione di spese per indebitamento attuate in difformit a quanto previsto al

comma 1 dello stesso articolo, determinano, tra laltro, responsabilit per danno erariale nei confronti dei componenti degli organi dell'ateneo che le hanno disposte. Il decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge

7 agosto 2012, n. 134, recante Misure urgenti per la crescita del Paese. La disciplina ha introdotto ipotesi di responsabilit amministrativa per le

patologie produttive di danno erariale nellattuazione dei piani di information and communication tecnology (ICT) (articolo 20) e codificato lobbligo di trasmissione alla Procura della Corte dei conti dei decreti di accoglimento delle domande di equa riparazione (articolo 55) . Il decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7

agosto 2012, n. 135 Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini. I commi 7 e 8 dellarticolo 1 hanno introdotto lobbligo per le amministrazioni e societ a totale partecipazione pubblica inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, di avvalersi delle convenzioni Consip e delle centrali di committenza regionale per determinate tipologie di approvvigionamenti. La violazione del precetto configura illecito disciplinare ed causa di responsabilit amministrativa (in tal caso per la quantificazione del danno si deve tener conto anche della differenza fra il prezzo contrattuale e quello stabilito nelle convenzioni). Ai sensi dellarticolo 3, comma 5, Pur in presenza delle risorse finanziarie necessarie per il pagamento dei canoni, degli oneri e dei costi d'uso, l'eventuale prosecuzione nell'utilizzo dopo la scadenza da parte delle Amministrazioni dello Stato comprese nell'elenco di cui al primo periodo del (comma 4) e degli enti pubblici vigilati

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dai Ministeri degli immobili gi condotti in locazione, per i quali la propriet ha esercitato il diritto di recesso alla scadenza come previsto dal secondo periodo del (comma 4), deve essere autorizzata con decreto del Ministro competente d'intesa con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, sentita l'Agenzia del Demanio. Per le altre amministrazioni comprese nell'elenco di cui al primo periodo del (comma 4) deve essere autorizzata dall'organo di vertice dell'Amministrazione e l'autorizzazione e' trasmessa all'Agenzia del Demanio per la verifica della convenienza tecnica ed economica. Ove la verifica abbia esito negativo, l'autorizzazione e gli atti relativi sono trasmessi alla competente Procura regionale della Corte dei conti. L'Agenzia del Demanio, inoltre, verificata, ai sensi e con le modalit di cui al comma 222 dell'articolo 2 della legge n. 191 del 2009, la rispondenza degli immobili ivi elencati alle esigenze allocative delle Amministrazioni dello Stato, ne da' comunicazione agli Enti medesimi. In caso di inadempimento dei predetti obblighi di comunicazione, l'Agenzia del Demanio effettua la segnalazione alla competente Procura regionale della Corte dei conti (comma 10). Larticolo 4, comma 12, della stessa normativa ha delineato una diretta responsabilit a titolo di danno erariale degli amministratori e dirigenti di societ controllate da amministrazioni pubbliche, in caso di corresponsione ai dipendenti di compensi in violazione dei limiti stabiliti. A termini dei commi 2 e 3 del successivo articolo 5, la violazione dei confini posti alle suddette amministrazioni (ed alle societ dalle stesse controllate), per lacquisto o il noleggio di autovetture, valutabile al fine della responsabilit amministrativa e disciplinare del competente dirigente. Larticolo 15, comma 13 lettera d), ha imposto anche agli enti del servizio sanitario, e alle regioni, in caso di loro competenza, di avvalersi delle convenzioni Consip e delle centrali di committenza regionale per determinate tipologie di approvvigionamenti, sanzionando con la nullit i contratti perfezionati in spregio al

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divieto e prevedendo la responsabilit disciplinare e amministrativa dei soggetti che hanno dato luogo alla violazione. Il decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla

legge 17 dicembre 2012, n. 221 Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese . Larticolo 20-bis, ha previsto che con decreto del Presidente della Corte dei conti sono stabilite le regole tecniche ed operative per l'adozione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nelle attivit di controllo e nei giudizi che si svolgono innanzi alla Corte dei conti, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. La legge 6 novembre 2012, n. 190 Disposizioni per la prevenzione e la

repressione della corruzione e della illegalit nella pubblica amministrazione. La normativa ha previsto che, in caso di consumazione, all'interno

dell'amministrazione, di un reato di corruzione accertato con sentenza passata in giudicato, il dirigente nominato responsabile per la prevenzione della corruzione, risponda oltre che sul piano disciplinare, anche per il danno erariale e all'immagine della pubblica amministrazione, salvo che fornisca prova di avere: a) predisposto, prima della commissione del fatto, il piano di cui al comma 5 e di aver osservato le prescrizioni di cui ai commi 9 e 10 dellarticolo 1 della legge stessa; b) vigilato sul funzionamento e sull'osservanza del piano; Il comma 42 dellarticolo 1 della citata legge, innovando l'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, ha, poi, affidato ad appositi regolamenti, lindividuazione degli incarichi vietati ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, la disciplina delle situazioni di conflitto di interessi, che pregiudichino l'esercizio imparziale delle funzioni attribuite al dipendente, la verifica dellinesistenza di siffatte circostanze prima del rilascio della richiesta autorizzazione ad espletare incarichi esterni.

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Inoltre la stessa disposizione ha disciplinato le situazioni di conflitto, anche potenziale, di interessi, che pregiudichino l'esercizio imparziale delle funzioni attribuite al dipendente, prescrivendo che lamministrazione debba verificarne l'insussistenza al fine di assentire al proprio dipendente la autorizzazione ad espletare incarichi esterni. Ove il compenso per lespletamento di un incarico da parte del dipendente pubblico sia stato percepito in assenza di autorizzazione, o oltre i limiti in essa indicati, lomesso versamento allamministrazione di appartenenza determina

responsabilit erariale soggetta alla giurisdizione della Corte dei conti. Significativa importanza riveste il comma 51 dellarticolo 1 della richiamata legge n. 190 del 2012, in forza del quale, al di fuori dei casi di responsabilit a titolo di calunnia o diffamazione, ovvero per lo stesso titolo ai sensi dell'articolo 2043 del codice civile, il pubblico dipendente che denuncia all'autorit giudiziaria o alla Corte dei conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, non pu essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia. Infine, larticolo 1, comma 62, ha delineato una presunzione iuris tantum in merito alla quantificazione del danno allimmagine derivante da un reato contro la pubblica amministrazione, determinandone la misura nel doppio di quanto illecitamente percepito dal dipendente pubblico. La legge 24 dicembre 2012, n. 228 Disposizioni per la formazione del bilancio

annuale e pluriennale dello Stato - Legge di stabilit 2013. Larticolo 1, comma 146, ha previsto la responsabilit amministrativa e disciplinare dei dirigenti delle pubbliche amministrazioni in relazione alla violazione del divieto di conferimento di incarichi di natura informatica al di fuori dei casi eccezionali in cui

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occorra provvedere alla soluzione di specifici problemi connessi al funzionamento dei sistemi informatici. Il successivo comma 169, ha introdotto il ricorso alle Sezioni Riunite della Corte dei conti, in speciale composizione ai sensi dellarticolo 103 della Costituzione, avverso gli atti di ricognizione delle amministrazioni pubbliche effettuati dallISTAT. Infine il comma 529 ha disposto che per i crediti delle amministrazioni inferiori a duemila euro e per quelli per i quali lagente della riscossione ha esaurito le attivit di sua competenza, non si procede a giudizio di responsabilit amministrativo e contabile, salvi i casi di dolo.

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2. GIURISPRUDENZA.

Il contesto nel quale si muove lazione delle Procure regionali e si colloca lattivit delle Sezioni giurisdizionali, oltre che dallordinamento, tracciato dai principi enunciati dalla giurisprudenza. In particolare, ai fini della individuazione della latitudine e dei contenuti delle attribuzioni giurisdizionali della Corte dei conti, vengono in rilievo gli approdi della Corte costituzionale e della Corte di cassazione. Va premesso che attualmente si registra un vigoroso aumento di interesse della collettivit alla corretta, trasparente ed economica gestione del pubblico denaro, sicuramente rafforzato dalla precaria situazione economica nella Paese. Laspetto speculare di tale interesse, si traduce nella esigenza di tutela di quel diritto e nella necessit del risarcimento dei danni che discendono dalla sua lesione. Viva si presenta, quindi, la domanda di giustizia nei confronti degli amministratori e dipendenti pubblici che con il loro comportamento, gravemente colposo o, addirittura, doloso, abbiano cagionato danni alla pubblica amministrazione. quale si dibatte il

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2.1.

GIURISPRUDENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE.

La Corte costituzionale, nel 2012, stata pi volte adita per sindacare la conformit di leggi dello Stato e delle Regioni ai principi e garanzie riconducibili alla materia del coordinamento della finanza pubblica o, comunque, riguardanti il bilancio, il patrimonio pubblico, le attivit di rendicontazione e di parificazione dei conti (sentenze n. 70, n. 115, n. 118, n. 193, n. 198, n. 223 e n. 309 del 2012). Al riguardo il Giudice delle leggi ha statuito, tra laltro, che il concorso agli obiettivi di finanza pubblica configura obbligo indefettibile di tutti gli enti del settore pubblico allargato e, in tale prospettiva, grava anche sulle Regioni e si attua mediante accollo proporzionato degli oneri complessivi conseguenti alle manovre di finanza pubblica. Il principio del coordinamento della finanza pubblica stato richiamato dalla Corte costituzionale in relazione alla disciplina sulla valorizzazione, gestione e dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, al fine di considerare questultimo unitariamente, a prescindere, cio, dalla titolarit dei diversi enti pubblici dei singoli beni: stata, pertanto, ritenuta esente da censure di illegittimit costituzionale la normativa statale che ha fissato principi, regole e obiettivi di governo rispondenti a fini ed interessi generali o comuni, nel rispetto delle autonomie locali di funzioni proprie o concorrenti (sentenza n. 284/2012). Con altra sentenza la stessa Corte ha statuito che la pronuncia della Corte dei conti avente ad oggetto il rendiconto delle Regioni a statuto speciale non si differenzia dal giudizio sul rendiconto generale dello Stato (sentenza n. 72/2012). Nello scrutinio della problematica dellinserimento nelle leggi di conversione di decreti-legge, di emendamenti e disposizioni disomogenee o del tutto estranee alloggetto ed alle finalit della nuova normativa (sentenza n. 22/2012), ha, inoltre, ritenuto che la questione risulta estranea alla norma inclusa nella legge di conversione

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n. 102/2009, concernente la limitazione della perseguibilit del danno allimmagine nei confronti di agenti pubblici innanzi la Corte dei conti. Infine, il Giudice della leggi ha dichiarato la conformit alla Costituzione della legge n. 89/2001, recante la disciplina sullequa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo, nella parte in cui, secondo linterpretazione assunta come diritto vivente, prevede che la competenza territoriale della Corte di appello, determinata ai sensi dellarticolo 11 del codice di procedura penale, si estende anche ai procedimenti iniziati avanti alla Corte dei conti ( sentenza n. 117/2012).

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2.2.

GIURISPRUDENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE.

La necessit di individuare gli ambiti entro i quali pu agire la Magistratura contabile, configura problema attuale, continuamente dibattuto in dottrina e in giurisprudenza, che riveste importanza non solo speculativa, ma anche di

informazione alla collettivit. Tale esigenza spiega le numerose pronunce, intervenute anche nel 2012, della Corte di cassazione sul riparto della giurisdizione tra il Giudice ordinario e la Corte dei conti. Avuto riguardo allambito soggettivo della giurisdizione contabile, sono rimasti confermati gli approdi cui le Sezioni Unite erano pervenute nel 2011. In particolare stata ribadita la sussistenza della potest giudicante con riferimento a figure quali i consulenti del Pubblico Ministero penale e gli ausiliari del giudice in generale (ordinanza n. 11/2012), i soggetti percettori di contributi e risorse finanziarie vincolate ad un fine o programma di attivit pubblicistico (sentenza n. 2575/2012). Parimenti ha ricevuto conferma lindirizzo che esclude la giurisdizione della Corte dei conti nei confronti del progettista, di cui sia dedotta in giudizio la responsabilit per errori e carenze progettuali, allo stesso imputabili nella realizzazione di unopera pubblica (ordinanza n. 6335/2012). La carenza della giurisdizione della Corte dei conti stata dichiarata nella controversia nei confronti di Casse previdenziali per i contributi previdenziali in danaro ad esse dovuti dagli iscritti (ordinanze n. 10133/2012 e n. 10134/2012), rispetto ad una Federazione sportiva per il danno arrecato direttamente al patrimonio della stessa (ordinanza n. 1361/2012), nei riguardi di unorganizzazione sindacale per le obbligazioni assunte ai sensi dellarticolo 38 del codice di procedura civile, con riferimento ad un amministratore di societ di diritto privato la cui condotta abbia

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posto in essere i presupposti per lillegittima erogazione di denaro pubblico (sentenze n. 12108/2012, n. 16849/2012, n. 17840/2012). Rilevante importanza ha rivestito la questione relativa alla sussistenza della giurisdizione contabile nei confronti di amministratori e dipendenti di societ di diritto privato a partecipazione pubblica, totale o parziale. Le Sezioni Unite della Corte di cassazione, nel 2012, sono pi volte intervenute in materia (ordinanze n. 1419/2012, n. 1420/2012 e n. 3857/2012, sentenza. n. 3692/2012), confermando linversione di tendenza compiuta con la sentenza n.

26806 del 2009, che aveva escluso la giurisdizione della Corte dei conti, in favore di quella del Giudice ordinario. Tale approdo era stato raggiunto nella considerazione che lautonoma personalit giuridica della societ si atteggerebbe alla stregua di elemento ostativo alla configurabilit di un rapporto di servizio tra amministratori e amministrazione; sotto altro profilo il giudice della giurisdizione ha ritenuto che il danno cagionato dalla mala gestio ricada, in via diretta, solo sul patrimonio della societ, che resta non solo di natura privato, ma anche separato da quello dei soci. Tuttavia la Suprema Corte, con lordinanza n. 2815 del 17 gennaio 2012, aveva rinviato a nuovo ruolo la causa in trattazione nella quale veniva in rilievo proprio la cennata questione, per acquisire una relazione dellUfficio del Ruolo e Massimario e gli esiti di un incontro di studio, poi tenutosi alla fine del gennaio 2012. La pausa di riflessione testimonia lesistenza di delicati profili interpretativi per i quali il Giudice della giurisdizione ha ritenuto necessari approfondimenti. Peraltro allesito delludienza di prosecuzione dello stesso giudizio (15 gennaio 2013) stata emessa lordinanza 3038/2013 che ha confermato lindirizzo di esclusione della giurisdizione della Corte dei conti sulla responsabilit in questione. Al riguardo, pur prendendo atto della statuizione del Giudice della giurisdizione, si deve osservare che la pi recente legislazione come anche emerge dai richiami

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normativi svolti nella prima parte della presente relazione muove dalla pi o meno esplicita premessa che tutte le amministrazioni pubbliche (e le societ dalle stesse partecipate, soprattutto dagli Enti locali) concorrono al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, definiti in ambito nazionale in coerenza con i criteri stabiliti dallUnione Europea e ne condividono le conseguenti responsabilit. A titolo meramente si richiama larticolo 34, comma 38, del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante Ulteriori misure per la crescita del Paese, che ha

inequivocabilmente sottoposto alle disposizioni ivi previste in materia di contenimento della spesa pubblica, anche le societ partecipate dalla Pubblica Amministrazione. Nel descritto contesto i principi della sostanziale diversit tra Pubblica

Amministrazione conferente e societ privata partecipata e della netta distinzione tra i due patrimoni sembrano vacillare, per cui desta perplessit di ordine ermeneutico la conclusione secondo cui il patrimonio pubblico resterebbe totalmente insensibile rispetto a comportamenti di cattiva gestione posti in essere nellambito societario. Per quanto concerne lambito oggettivo della giurisdizione contabile, la Suprema Corte ha affermato la giurisdizione della Corte dei conti, tra laltro, nelle seguenti fattispecie: incarichi conferiti a soggetti esterni in assenza dei presupposti di legge che ne consentono lattribuzione, stante lobbligo delle amministrazioni pubbliche di espletare ordinariamente i compiti istituzionali ad esse intestate dalla legge con il proprio apparato (sentenza n. 1979/2012); sindacabilit delle scelte sullimpiego di denaro pubblico avvenuto in difformit della dovuta destinazione, esulando in tale evenienza ogni profilo di discrezionalit amministrativa avente ad oggetto la convenienza o valutazioni di opportunit ( sentenza n. 8068/2012); estraneit delle questioni relative allapplicazione dellart. 17, comma 30 -ter, del d.l. n. 78/2009 e successive modificazioni (perseguibilit del danno allimmagine),

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rispetto ai motivi afferenti al perimetro esterno della giurisdizione, venendo in rilievo una tematica interna allesercizio della potest giudicante (sentenze n. 5756 e n. 9188 del 2012); estraneit delle problematiche afferenti alla violazione dellarticolo 68 della Costituzione (immunit politica) rispetto ai limiti esterni della giurisdizione contabile (sentenza n. 5756/2012); inerenza tra gli errores in procedendo o in iudicando, come tali non rilevanti

quali motivi di giurisdizione, delle questioni concernenti il difetto di corrispondenza tra chiesto e pronunciato o la qualificazione soggettiva (dolo o colpa) della responsabilit contestata oppure il merito delle vicende fattuali (sentenza n. 16849/2012); estraneit del vizio di nullit degli atti processuali e delle decisioni rese dal giudice contabile nei casi di azione asseritamente avviata in assenza di notizia certa e precisa (ai sensi dellart. 17, comma 30 ter, del d.l. n. 78/2009 e successive modificazioni) circa lesistenza del danno erariale, dalla categoria potere giurisdizionale (sentenza n. 20728/2012). Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno, inoltre, affrontato questioni di carattere processuale, quali: la non impugnabilit, ai sensi dellart. 360, terzo comma del codice di procedura civile, della sentenza emessa dal giudice contabile in unico grado o in grado di appello e che abbia deciso soltanto questioni pregiudiziali o preliminari di merito (sentenze n. 2575/2012 e 5703/2012); linammissibilit di questione di giurisdizione sollevata per la prima volta in sede di legittimit e sulla quale, pertanto, si formato giudicato implicito (sentenza n. 2573/2012); delleccesso di

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linammissibilit del ricorso avverso la composizione del collegio giudicante (in giudizio pensionistico), venendo in rilievo profili non annoverabili nel difetto di giurisdizione (sentenza n. 12611/2012); la riconducibilit delle problematiche concernenti la legittimazione passiva ad causam del pubblico amministratore (quindi la correlata individuazione

dellamministrazione effettivamente danneggiata), ai limiti interni di esercizio della potest giudicante (sentenza n. 22781/2012).

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2.3.

GIURISPRUDENZA DELLE SEZIONI RIUNITE NELLE DI CONTABILITA PUBBLICA.

MATERIE

Per quanto concerne la giurisprudenza contabile, meritano menzione le pronunce emesse dalle Sezioni Riunite. Nel vigente assetto ordinamentale, le Sezioni Riunite della Corte dei conti si pronunciano sui giudizi che presentano una questione di diritto gi decisa in senso difforme dalle Sezioni giurisdizionali e su questioni di massima di particolare rilevanza. Svolgono, quindi, la funzione di nomofilachia finalizzata a garantire luniformit nellinterpretazione del diritto. Le competenze delle Sezioni Riunite della Corte dei conti in sede giurisdizionale, a seguito di evolutive interpretazioni giurisprudenziali e per effetto del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, sono state notevolmente ampliate. Sotto il primo profilo le ordinanze n. 1/ord. e la n.3/ord del giugno 2012, hanno dichiarato lammissibilit del regolamento di competenza avverso i provvedimenti di sospensione del giudizio emessi dalle Sezioni giurisdizionali nelle ipotesi di ravvisata pregiudizialit della definizione di controversie pendenti presso altri ordinamenti giurisdizionali. A tale approdo le Sezioni Riunite sono pervenute, modificando il proprio precedente indirizzo, avuto riguardo non solo alla giurisprudenza della Corte di Giustizia con riferimento alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libert fondamentali (C.E.D.U.), ma anche al precetto contenuto nellarticolo 111 della Costituzione, ove consacrato il diritto delle parti ad ottenere, in un giusto processo, la definizione delle loro controversie in tempi ragionevoli. Le Sezioni Riunite hanno ravvisato un interesse giudizialmente tutelabile mediante il suddetto regolamento nella posizione della parte che, non condividendo

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la sospensione del processo contabile per ritenuta pregiudizialit di un diverso giudizio, deve poter presentare le proprie ragioni in sede di gravame innanzi al giudice della competenza, le stesse Sezioni riunite. Il nuovo indirizzo ermeneutico ha consentito, anche nei processi contabili, limpugnazione dei provvedimenti di sospensione processuale, prima ritenuta

esperibile soltanto nellambito del processo amministrativo, ai sensi dellart. 79, terzo comma, del decreto legislativo n. 104/2010, del processo civile, ai sensi dellarticolo 42 del codice di procedura civile, e, in via interpretativa, del processo tributario. Le innovazioni ordinamentali recate dal richiamato decreto-legge n. 174 del 2012, convertito dalla legge n. 213 del 2012, hanno previsto, tra laltro, che lapprovazione o il diniego del piano di riequilibrio finanziario, quali deliberati dalla competente Sezione regionale di controllo della Corte dei conti ai sensi del comma 3 dellarticolo 243-quater, inserito nel corpo del Testo Unico delle leggi sugli enti locali del 18 agosto 2000, n. 267, possano essere impugnati entro 30 giorni, nelle forme del giudizio ad istanza di parte, innanzi alle Sezioni riunite della Corte dei conti in speciale composizione che si pronunciano, nellesercizio della propria giurisdizione esclusiva in tema di contabilit pubblica ai sensi dellart. 103 secondo comma della Costituzione, entro 30 giorni dal deposito del ricorso. La stessa disposizione intesta alle Sezioni riunite la competenza a giudicare in unico grado nellesercizio della medesima giurisdizione esclusiva i ricorsi avverso i provvedimenti di ammissione al Fondo di rotazione destinato, ai sensi dellart. 243-ter del T.U.E.L., a supportare lattuazione delle procedure di riequilibrio pluriennale previste dallart. 243-bis del Testo Unico n. 267 del 2000. Inoltre, come gi accennato, la legge di stabilit 24 dicembre 2012, n. 228, allarticolo 1, comma 169, ha previsto che avverso gli atti di ricognizione delle

amministrazioni pubbliche operata annualmente dallISTAT ai sensi dellart. 1 comma 3 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, ammesso ricorso alle Sezioni riunite della

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Corte dei conti, in speciale composizione, ai sensi dellart. 103, secondo comma, della Costituzione. Si tratta di giudizi, in unico grado, annoverati nellalveo della giurisdizione contabile esclusiva, attivati ad istanza di parte e con lintervento obbligatorio del Procuratore Generale ai sensi dellart. 58 del regolamento di procedura, approvato con regio decreto 13 agosto 1933, n. 1038, la cui cognizione appartiene alle Sezioni riunite in sede giurisdizionale nella sua speciale composizione. Infine merita un cenno la sentenza n. 2/2012/QM, con la quale le Sezioni Riunite si sono nuovamente espresse sul contrasto in giurisprudenza relativo alla ripetizione dellindebito pensionistico derivante dalla corresponsione di un trattamento

pensionistico provvisorio in misura eccedente rispetto a quello determinato dal provvedimento definitivo, contemperando il potere dellAmministrazione, previsto dallart. 162 del dPR n. 1092 del 1973, con la buona fede del percettore consolidatasi nel tempo.

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2.4.

LATTIVITA DELLA SEZIONE GIURISDIZIONALE.

2.4.1. CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO CONTABILE.

Nella gestione del contenzioso amministrativo contabile analiticamente descritto nelle tabelle riportate in appendice la Sezione giurisdizionale ha pronunciato, complessivamente, 30 sentenze cos suddivisibili per tipologia della materia trattata: 28 sentenze in materia di responsabilit amministrativa; 2 sentenze in materia di conto riferiti ad agenti contabili degli enti locali.

Laccoglimento delle richieste risarcitorie azionate dalla Procura ha interessato 26 casi, di cui 12 in modo parziale. Limporto dei risarcimenti disposti con le predette condanne stato pari a complessivi euro 2.320.296,53 ( 994.297,20 nel 2011). I giudizi di responsabilit celebrati hanno coinvolto, in veste di parte

danneggiata, gli enti locali (23 casi), le Amministrazioni statali (2 casi) e le Aziende Sanitarie Locali (3 casi). Le decisioni emesse hanno impegnato il Collegio nellesame di interessanti ed attuali questioni giuridiche, di ordine sostanziale e processuale. Sotto il profilo processuale, in numerose pronunce, stato affrontato il tema dellambito oggettivo e soggettivo della giurisdizione amministrativo-contabile, con riferimento particolare alla individuazione dei soggetti convenibili dinanzi alla Corte dei conti. Le soluzioni adottate si sono sovente tradotte nellaffermazione della provvista di giurisdizione in testa alla Corte dei conti anche quando nel caso concreto risultato assente il tradizionale rapporto di impiego, e ravvisato, invece, sussistente il rapporto funzionale o di servizio tra il soggetto autore dellillecito erariale e lamministrazione danneggiata. Di seguito si sintetizzano gli arresti pi significativi:

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Sentenza 1/2012 La sentenza dopo aver ribadito il principio, ormai consolidato in giurisprudenza, secondo cui la insindacabilit nel merito (non solo delle scelte lato sensu politiche, ma anche di quelle discrezionali in sede amministrativa) non trova cittadinanza nei casi di grave inadeguatezza o contraddittoriet dei mezzi adoperati rispetto ai fini

dichiaratamente perseguiti dallamministrazione o imposti dalla legge, ha ritenuto risarcibile il danno da perdita di chances, a prescindere dalla configurazione impressagli dallattore, avuto riguardo alla privazione (in s certa) di occasioni favorevoli per l'ente interessato. Sentenza 25/2012 La pronuncia ha ritenuto responsabile del danno conseguente alla condanna in giudizio di un comune, il segretario comunale che, ricevuta a mani proprie la notifica del pignoramento di un credito presso terzi, non aveva provveduto a renderne edotto il competente ufficio comunale, consentendo cos il pagamento del debito a persona diversa dal legittimo creditore. Sentenza 26/2012 La controversia ha riguardato la responsabilit per il danno derivante

dall'ingiustificato mancato utilizzo di un'opera pubblica. Al riguardo la sentenza ha statuito che il pregiudizio erariale potesse essere quantificato in via equitativa, in misura pari alle quote d'ammortamento annuo del manufatto, corrispondenti al periodo di mancato impiego, risultando le stesse espressive in concreto della parte di costo di cui lamministrazione si era inutilmente fatta carico. Sentenza 84/2012 La statuizione ha affermato la giurisdizione della Corte dei conti nei riguardi di una societ a totale partecipazione di un comune, tenuto conto del controllo delle azioni e del potere di nomina degli organi apicali da parte dellente locale sul quale grava lonere di ripianamento dei debiti di bilancio.

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Sentenza 85/2012 La pronuncia ha ritenuto che il fido ottenuto da un Comune sulla base di un contratto di factoring stipulato con un istituto bancario, non pu essere assimilato ad un'anticipazione di tesoreria, da deliberare nel rigoroso rispetto delle procedure e dei limiti posti dall'art. 222 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, e costituisce indebitamento ai sensi dellarticolo 30, comma 15, della legge della legge 27 dicembre 2002, n. 289, tanto pi ove sia stato utilizzato per la copertura di spese correnti. Conseguentemente, ai sensi della disciplina da ultimo richiamata, agli amministratori che votarono la relativa delibera, stata irrogata la sanzione pecuniaria, fissata dallordinamento nella misura variabile da un minimo di cinque e fino ad un massimo di venti volte l'indennit di carica percepita al momento di consumazione della violazione, da incamerare da parte dellente locale. Sentenza 325/2012 La pronuncia ha accertato la responsabilit in via sussidiaria di una banca, nella sua posizione di istituto cassiere di una Universit degli studi, in relazione al danno arrecato allente, consistente nellavvenuto pagamento di stipendi di misura

esorbitante rispetto agli ordinari importi, senza darne avviso allordinante per conferma dellerogazione, visibilmente anomala e incongrua. Sentenza 355/2012 La colpa grave, quale disinteresse nellespletamento delle proprie funzioni, non stata ravvisata in una fattispecie nella quale la diacronia dei fatti ne poneva in risalto lirrilevanza per essersi il comportamento manifestamente negligente manifestato quando il danno si era gi realizzato. Sentenza 356/2012 Nelloccasione la Sezione giurisdizionale ha ritenuto che larticolo 195 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, non autorizza la assegnazione indiscriminata di somme a destinazione vincolata al pagamento delle spese correnti, ma richiede

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lattivazione del tesoriere sulla base di specifiche richieste in tal senso formalizzate dal servizio finanziario. Conseguentemente sono stati giudicati responsabili del danno provocato, i componenti della giunta comunale che votarono favorevolmente le delibere di storno degli indicati fondi. Sentenza 370/2012 La controversia si incentrata sulla richiesta di risarcimento del danno da disservizio e del danno alla pubblica funzione, in relazione allerogazione di un finanziamento regionale. La sentenza ha ritenuto che la pretesa dedotta in giudizio, pur essendo astrattamente fondata, necessitasse, per il suo accoglimento, almeno un principio di prova. Peraltro ha riconosciuto la sussistenza del danno in relazione alla inutilit del contributo pubblico stante il mancato raggiungimento dellobiettivo prefisso con lagevolazione. Sentenza 375/2012 Nella fattispecie la Sezione ha ritenuto prescritto il credito erariale concernente l'indebito pagamento di una borsa di studio in favore di un medico specializzando, che si trovava in situazione di incompatibilit ai sensi dell'articolo 40 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, stante il tardivo esercizio dellazione avvenuto a distanza di oltre un quinquennio dalla chiusura del corso di specializzazione e dall'ultimo pagamento del sussidio universitario. Sentenza 395/2012 La statuizione di condanna ha interessato amministratori di un ente locale in relazione alla cessione ad una societ privata di un bene immobile in corso di edificazione per un prezzo inferiore al costo di costruzione, stante la grave irragionevolezza del loro operato.

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2.4.2. GIUDIZI DI CONTO.

Tesorieri e tutti gli agenti contabili che abbiano maneggio di denaro pubblico o custodia di beni, sono tenuti a depositare il conto della loro gestione presso la Segreteria della Sezione giurisdizionale, ai fini della verifica della correttezza e legittimit del loro operato. Lattivit della Sezione - diretta a privilegiare lesame dei conti per i quali si approssima il termine quinquennale, dal relativo deposito, previsto per lestinzione del relativo giudizio - evidenzia i seguenti esiti: discarico di n. 177 conti erariali; discarico di n. 551 conti degli enti locali; dichiarazione di estinzione n.599 giudizi.

Rispetto al carico registrato alla data del 31 dicembre 2011 (n. 1209 conti erariali, n. 5075 conti degli enti locali), nel 2012 sono stati depositati n.156 conti erariali e n. 889 conti degli enti locali, con una giacenza, alla fine dello stesso anno, di n.1147 conti erariali e di n. 4855 conti degli enti locali. A seguito del processo di privatizzazione una significativa parte di servizi e attivit pubbliche, prima gestita direttamente o attraverso enti pubblici strumentali, ora amministrata da soggetti privati, secondo il diritto comune, con un rilevante incremento dei centri di spesa e di riscossione e, quindi, dei soggetti come agenti contabili. Il giudizio di conto, pertanto, conferma la propria natura di strumento qualificabili

indispensabile per la verifica obiettiva e neutrale della gestione delle risorse pubbliche e la propria attualit.

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2.4.3. CONTENZIOSO IN MATERIA DI PENSIONI.

Lattivit dei tre Giudici unici per le pensioni incardinati presso questa Sezione territoriale, si articolata nella celebrazione di 43 Udienze pubbliche e di 4 Camere di consiglio (fissate per ladozione di provvedimenti cautelari a seguito di richieste da parte dei ricorrenti di sospensione dellefficacia di atti incidenti sul trattamento pensionistico). La lettura della tabella riportata in appendice conferma, come gi rilevato nella relazione di inaugurazione dellanno giudiziario 2012, il sensibile abbattimento dellarretrato pensionistico, comprovato dalla modesta giacenza, alla fine dello stesso anno, di n. 175 giudizi. Sotto diversa angolazione va rilevata la diminuzione dei ricorsi depositati rispetto al passato: n.1180 nel 2005 contro i n. 95 presentati nel 2012. I ricorsi trattati (702) e definiti (439) nellanno in rassegna, evidenziano un soddisfacente ritmo di smaltimento delle istanze giudiziali dei privati, giudicate in tempi ravvicinati, inferiori allanno solare. I ricorsi pendenti alla fine dellanno 2011 (519), sono sensibilmente diminuiti nel corso del 2012 e si attestano, allinizio del 2013, in n.175, fissata ludienza di discussione nel primo semestre 2013. Suddivisi per categoria possono essere cos evidenziati: n. 107 pensioni civili; n. 48 pensioni militari; n. 20 pensioni di guerra. per i quali stata gi

Il contenzioso pensionistico presenta attualit in ragione della esistenza di controversie concernenti diverse tematiche (a titolo esemplificativo: aggravamento di infermit gi precedentemente indennizzate, diritto alla riversibilit, aumento della

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base pensionabile, cumulo di indennit integrative speciali, diritto alla pensione privilegiata, ordinaria e tabellare). Anche la giurisdizione pensionistica ha affrontato temi di particolare interesse. In materia di assegno vitalizio dei consiglieri regionali stata ritenuta sussistente la giurisdizione avuto riguardo alla natura pubblica e previdenziale della rendita (Sentenza n. 372). Lindirizzo della Sezione in tema di spese del giudizio si gradualmente spostato verso una pi rigorosa applicazione del principio della soccombenza contemplato dallarticolo 91 del codice di procedura civile, ancorch mitigato dalla regola della gratuit del processo pensionistico. In sintesi la condanna del soccombente stata pronunciata nel caso di ricorsi manifestamente infondati e pretestuosi (Sentenza n. 39/2012 ed altre), ovvero nelle ipotesi in cui lAmministrazione abbia costretto il privato a defatiganti itinera per ottenere le sue spettanze (Sentenza n. 48/2012). Nel 2012 ha trovato ulteriore conferma la giurisprudenza, formatasi negli anni precedenti, concernente la non computabilit nella base pensionabile dellaumento del 18% sullindennit integrativa speciale (Sentenza n. 321/2012 ed altre). In materia di indennit integrativa speciale si registrato un notevole contenzioso avente ad oggetto il recupero delle somme erogate, da parte dellIstituto

previdenziale (Sentenza n. 324/2012 ed altre), a seguito di riforma della sentenza di primo grado che aveva riconosciuto il cumulo integrale di plurime indennit. Delicate questioni sono state affrontate in relazione alla percezione di assegni di pensione non spettanti e oggetto di recupero da parte dellente erogatore del trattamento pensionistico con particolare riferimento agli eredi del pensionato (Sentenza n.310/2012 ). In particolare la richiamata statuizione ha affrontato le problematiche inerenti alla trasmissibilit del debito del dante causa agli eredi e alla non applicabilit dei benefici recati dallarticolo 1, comma 260, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 in relazione

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alle somme indebitamente percepite quali prestazioni pensionistiche successivamente al 31 dicembre 1996. Sempre in tema di indebito pensionistico, ne stata dichiarata lirripetibilit ove sia stata fornita la prova dellindigenza del pensionato, alla stregua del principio enunciato dallart. 36 della Costituzione (Sentenze n. 152 e 153/2012). Statuizioni di rigetto sono state pronunciate nei confronti delle istanze

pensionistiche dirette ad ottenere il calcolo separato della base pensionabile rispetto allindennit integrativa speciale ai fini dellattribuzione dellaumento perequativo. In particolare per i trattamenti pensionistici erogati dopo la data del 1 gennaio 1995, si ritenuto che gli stessi non possano essere oggetto di un calcolo disgiunto ai fini della perequazione tra indennit integrativa speciale e pensione base, stante la fusione di tali componenti in ununica voce pensionabile (Sentenza n. 379/2012). Con riferimento alla materia del riconoscimento di servizi, lo smarrimento o, comunque, la mancanza di prova delladempimento dellobbligo contributivo stato giudicato irrilevante ove il lavoratore abbia fornito piena prova dello svolgimento dei servizi medesimi (Sentenza n. 317/2012). Ulteriori statuizioni hanno riguardato la cumulabilit della rendita INAIL e la pensione privilegiata, per i dipendenti delle soppresse casse di previdenza (Sentenza n. 348/2012), lammissibilit dellazione di ripetizione delle somme erogate a titolo di pensione nei confronti del lavoratore reintegrato ai sensi dellart. 18 della legge n. 300 del 1970, posto che con la pronuncia di illegittimit del licenziamento il lavoratore viene a perdere, ex tunc, lo status di pensionato (Sentenza n. 341/2012), lammissibilit per il lavoratore che ha reso la propria prestazione con esposizione allamianto di contrastare con ogni mezzo la certificazione rilasciata dallINAIL e la sufficienza della prova, ai fini del conseguimento delle maggiorazioni della pensione, della rilevante esposizione al rischio (Sentenza n. 199/2012).

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Nel settore delle pensioni militari, nel corso del 2012 si registrato un consistente aumento di controversie relative alla riserva, allausiliaria e alle richieste di pensioni tabellari per eventi occorsi durante il servizio di leva. Si sono segnalate, per la loro novit, due casi riguardanti militari impegnati in missioni di pace in Kossovo e in Albania, uno dei quali deceduto per neoplasia, laltro affetto da grave carcinoma (Sentenze n. 399/2012). Al riguardo le consulenze tecniche di ufficio espletate, pur escludendo la sussistenza, quale causa efficiente e determinante delle patologie delluranio

impoverito, le hanno correlate al servizio prestato negli stessi territori.

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3. ATTIVITA DELLA SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO.

Lattivit della Sezione regionale di controllo nel 2012 stata particolarmente intensa. Nellambito del controllo preventivo di legittimit sono stati esaminati n. 470 provvedimenti, di cui n. 343 ammessi al visto ed alla registrazione ( n. 36 decreti di accertamento residui inviati dalle Amministrazioni periferiche dello Stato aventi sede nella Regione Abruzzo); i restanti 127 provvedimenti sono stati restituiti alle Amministrazioni emittenti in quanto non soggetti al controllo. Inoltre sono state emesse n. 366 deliberazioni, di cui 313 riguardanti gli enti locali e ASL, 27 relative a verifiche sulla sana gestione finanziaria di enti locali abruzzesi e ad altri argomenti e 26 pareri. I controlli di legittimit e sulla gestione, intestati dallordinamento alla Corte dei conti, nella sede regionale si sono articolati come si espone di seguito.

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3.1. CONTROLLO DI LEGITTIMITA.

Per quanto attiene ai controlli di legittimit, assume rilevanza quello preventivo esercitato dalla Sezione regionale di controllo sui provvedimenti commissariali adottati in attuazione delle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri,

emanate ai sensi dell'articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, a mente dellart. 2, comma 2/sexies, del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito dalla 26 febbraio 2011, n. 10. Tali atti hanno riguardato non solo il Comune dellAquila, ma anche altri 57 Comuni colpiti dal sisma del 2009. Nel citato contesto sono state adottate 6 deliberazioni, relative a 9 decreti, di cui 6 emessi dal Commissario delegato per la ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo - e 3 dal Capo Dipartimento per lo Sviluppo delle autonomie territoriali della Presidenza del Consiglio dei ministri, nellambito della gestione stralcio istituita a seguito della cessazione delle attivit del suddetto Commissario, dallarticolo 67 bis del decreto legge 22 giugno 2012, convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. Con la deliberazione n. 285/2012/PREV, la Sezione, dopo aver richiamato la sua precedente deliberazione n. 23/2012/PREV di ricusazione del visto e della

conseguente registrazione del decreto del Commissario delegato per la approvazione della spesa relativa allampliamento delledificio scolastico adibito a sede del liceo scientifico M.V. Pollione di Avezzano, danneggiato dagli eventi sismici, ha censurato: - laccorpamento della spesa per i lavori di ricostruzione e messa in sicurezza con opere di ampliamento ; - lesistenza di uno scarto fra il legittimo intervento di ricostruzione dellimmobile esistente (finanziato con le risorse stanziate dal CIPE) e laggiuntiva attivit edificatoria promossa dal Presidente della Provincia de LAquila, esorbitando dai poteri ad esso conferiti come soggetto attuatore, in ragione dellintervenuta sostituzione del

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progetto, originariamente approvato dal Commissario delegato per la ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo e gi ammesso a visto e registrazione dalla Corte; - la demolizione e ricostruzione dellopera, stante i profili di innovativit assolutamente imprevedibili rispetto alla progettazione preliminare, avuto riguardo allillegittima divaricazione dei contenuti fra il progetto preliminare ammesso al finanziamento mediante il decreto del Commissario delegato per la ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo n. 3155/STM (ammesso al visto dalla Sezione regionale) ed il progetto approvato con il decreto sottoposto al controllo. - lincertezza della copertura della spesa, ravvisata sussistente dal Commissario delegato per la ricostruzione nei ribassi dasta conseguiti in altri appalti stante la possibilit che sopravvengano eventi (e spese) imprevedibili. Sulla base delle rilevate illegittimit la Sezione regionale ha riconosciuto la competenza della Provincia de LAquila a curare le procedure per la realizzazione di ulteriori 8 aule e del campus, in luogo delle 24 previste. Con lo stesso deliberato n. 285/2012/PREV, ha ribadito che lavvalimento degli enti territoriali (tra cui compresa anche la Provincia de LAquila) quali soggetti attuatori nei limiti delle risorse umane e strumentali gi disponibili a legislazione vigente, che possono provvedere, ove necessario, con le deroghe riconosciute allo stesso commissario deve intendersi in senso tecnico. Con deliberazione n. 359/2012/OPREV, la Sezione ha ricusato il visto e la registrazione del decreto del 14 agosto 2012, n. 134 del Commissario delegato per la ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo, di finanziamento del progetto denominato Samaria in rete per una vita nuova. La richiesta della contribuzione era finalizzata allacquisto di un edificio in LAquila da destinare a centro antiviolenza e di aggregazione per le donne e al completamento dei lavori di un compendio immobiliare sito in altro territorio della Regione, concesso in comodato duso a titolo gratuito ad una Fondazione Onlus.

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La Sezione, premesso che le risorse stanziate intendono, prioritariamente, ripristinare gli edifici adibiti a centri antiviolenza e di lotta allemarginazione, in propriet di strutture pubbliche, ha ritenuto che il progetto presentato, alla sua scadenza (36 mesi), avrebbe determinato lesclusiva disponibilit dei beni immobili da parte del richiedente ovvero della Fondazione. Con la deliberazione n. 360/2012/PREV, la Sezione ha disposto la restituzione di alcuni decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per lo sviluppo delle Economie Territoriali. Il primo provvedimento era relativo alla gestione stralcio della contabilit speciale gi intestata al Commissario delegato per la ricostruzione - Presidente della Regione Abruzzo, di trasferimento al Comune de L'Aquila di somme necessarie per il pagamento degli oneri derivanti dal contributo di autonoma sistemazione (CAS) per alcuni mesi dellanno 2012. Degli altri due, il primo afferiva al trasferimento di fondi a favore dei Comuni del cratere per il pagamento dell'assistenza alle popolazioni e agli oneri del personale assunto ai sensi dell'OPCM n. 3771/2009; il secondo al pagamento delle spettanze ai titolari di contratto di collaborazione coordinata e continuativa - Co.Co.Co, al personale con contratto a tempo determinato, a quello distaccato e comandato

dell'ex U.C.R. e del Soggetto attuatore delle macerie, alla data del 15 settembre 2012. La disposta restituzione degli atti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per lo Sviluppo delle economie territoriali, si resa necessaria non avendo ritenuto la Sezione di avere competenza in materia. Ci in quanto i provvedimenti erano stati emessi da Autorit centrale, il Capo Dipartimento per lo sviluppo delle Economie territoriali - Presidenza del Consiglio dei Ministri, soggetto presumibilmente nominato titolare della gestione stralcio della contabilit speciale gi intestata al Commissario delegato per la ricostruzione -

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Presidente della Regione Abruzzo", rispetto ai quali non avrebbe potuto trovare applicazione l'art. 2, commi 2-sexies e 2-septies del decreto legge n. 225 del 2010, convertito dalla legge n. 10 del 2011, non provenendo da Autorit Commissariale e, considerato, altres, sotto il profilo sostanziale, la mancanza del carattere

provvedimentale degli atti rassegnati al controllo.

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3.2. CONTROLLO SULLA GESTIONE.

Relativamente al controllo sulla gestione, sono in fase di ultimazione le indagini assegnate ai magistrati della Sezione con deliberazione n. 07/2012/INPR del 24.10.2011 e del 16.1.2012, da rimettere alla sede Centrale appena ultimate, attinenti agli aspetti generali della finanza regionale, allassistenza sanitaria e al controllo sul concreto impiego delle risorse dirette ad alimentare la contabilit speciale n. 5340 accesa presso la Tesoreria provinciale LAquila.

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3.3. CONTROLLO FINANZIARIO.

Ai fini della eventuale pronuncia di cui allarticolo 1, comma 168, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 e della vigilanza sulla attuazione delle conseguenti misure correttive, la Sezione regionale del controllo ha proseguito, anche nel 2012, lesame delle relazioni degli Organi di revisione economico - finanziaria sui rendiconti e sui bilanci di previsione degli enti locali (n. 610 relazioni) rilevando che: - in 6 Comuni si riscontrata la mancata trasmissione, da parte degli Organi di revisione, della relazione in questione, nei termini stabiliti dalla Sezione; - in 3 Comuni si riscontrato che gli Organi di revisione non hanno affatto trasmesso la relazione in argomento; - 1 Comune non ha approvato il bilancio di previsione nei termini di legge; - 1 Comune non ha rispettato il Patto di stabilit per gli anni 2012-2013; - in 1 Comune il taglio ai trasferimenti erariali disposto per gli anni 2011 e 2012 non stato opportunamente compensato con attendibili riduzioni di spesa e/o potenziamenti di entrata, garantendo, comunque, che le previsioni di entrata non risultassero sovrastimate e quelle di spesa sottostimate; in 43 Comuni si riscontrato un saldo negativo della gestione di parte

corrente; - in 22 Comuni si riscontrato che, nel triennio 2011-2012, in sede di programmazione delle opere pubbliche e degli investimenti, il ricorso

allindebitamento non ha rispettato i limiti previsti dallart. 204 del D.Lgs. n. 267/2000, come modificato dallart. 2, del D.L. n. 225/2010, convertito in legge del 26 febbraio 2011, n. 10; - in 3 Comuni si riscontrato il mancato rispetto del vincolo, in materia di indebitamento, di cui allarticolo 119, ultimo comma, della Costituzione;

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- 52 Comuni non hanno rispettato, nelle previsioni 2011 e pluriennali, i limiti di spesa disposti dallarticolo 6, commi da 7 a 10 e commi da 12 a 14 del decreto legge 78/2010; - 7 Comuni non hanno adottato il piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari seguendo la procedura di cui allarticolo 58 del decreto-legge n. 112/2008, convertito in legge n. 133/2008; in 4 Comuni si riscontrato che i beni immobili non strumentali allesercizio

delle funzioni istituzionali da alienare o valorizzare sono stati individuati dalla Giunta anzich dal Consiglio; in 1 Comune il piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari non

stato deliberato dal Consiglio comunale; - in 24 Comuni, nelle previsioni di bilancio, la spesa per il personale non stata contenuta negli importi impegnati nellesercizio 2004, ai sensi dellarticolo 1, comma 562 della legge 296/2006; - in 7 Comuni si riscontrato che lincidenza della spesa di personale sulla spesa corrente superiore al 40% (ex articolo 14, comma 9, del decreto legge n. 78/2010) e che detti Enti hanno, comunque, programmato, per lanno 2011, nuove assunzioni e/o proroghe e/o rinnovi dei contratti a tempo determinato. Si aggiunge, inoltre, che in altri 3 Comuni si riscontrato che detta incidenza ha raggiunto valori superiori al 50%; - in 7 Comuni si riscontrato che limporto della spesa del personale non stato correttamente determinato, atteso che non sono state considerate tutte le componenti da includervi; - in 16 Comuni si riscontrato che limporto della spesa del personale non stato correttamente determinato, atteso che non sono state considerate tutte le componenti da escludervi;

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- in 20 Comuni limporto della spesa del personale non stato correttamente determinato, atteso che non sono state considerate tutte le componenti da includervi e da escludervi; in 2 Comuni si riscontrato che le risorse del fondo per la contrattazione

integrativa non sono state contenute entro le corrispondenti risorse previste nellesercizio 2010; in 2 Comuni si riscontrato che le risorse del fondo per la contrattazione

integrativa per lanno 2011 non sono state ridotte in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio; - in 7 Comuni si riscontrata la mancata approvazione del programma relativo agli incarichi di collaborazione autonoma previsto dallarticolo 42, comma 2, lett. b) del TUEL, ai sensi dellarticolo 3, comma 55, della legge finanziaria 2008, come modificato dallarticolo 46, comma 2 del d.l. 112/2008; - in 4 Comuni si riscontrata lerrata allocazione dei contributi per permesso di costruire; - 4 Comuni hanno superato il limite del 75% del contributo per permesso di costruire, destinato al finanziamento delle spese correnti, ai sensi dellarticolo 2, comma 8, della legge 244/2007; - 3 Comuni non hanno adottato il provvedimento di Giunta per la destinazione delle risorse derivanti da sanzioni amministrative pecuniarie per violazione del Codice della strada (art. 208 D.Lgs 285/92); - 1 Comune non ha adottato la delibera di ricognizione delle Societ partecipate ai sensi dellarticolo 3, commi 27 e ss. della legge finanziaria per il 2008 (L.244/2007); - 1 Comune non ha indicato, nel bilancio di previsione, il limite massimo della spesa per incarichi di collaborazione con iscrizione dei relativi stanziamenti. Con riferimento al sistema sanitario regionale, la Sezione, con deliberazioni nn. 26/2012/PRSS, 27/2012/PRSS, 28/2012/PRSS, 29/2012/PRSS ha considerato

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esaurite le istruttorie di controllo sulle relazioni rese, ai sensi dellart.1, comma 170, della legge n. 266 del 2005, rispettivamente dai Collegi sindacali delle Aziende sanitarie locali n. 02 Chieti-Lanciano-Vasto, n. 04 Teramo, n. 03 Pescara, n. 01 Avezzano-Sulmona-LAquila, sui bilanci dellesercizio 2010 delle medesime Aziende. Con le richiamate deliberazioni, la Sezione ha segnalato al Consiglio regionale la presenza di sintomi di criticit nella gestione economica e nella situazione

patrimoniale delle suddette Aziende sanitarie locali. Con deliberazione n. 29/2012/PRSS la Sezione, con riferimento allAzienda sanitaria locale n. 1 Avezzano-Sulmona-LAquila, ha constatato, sulla base delle attestazioni del Collegio sindacale, la sussistenza di gravi irregolarit tali da incidere sulla veridicit e sullequilibrio del bilancio desercizio, cos individuate dallorgano di controllo: discordanze tra lesistenza fisica e lesistenza contabile riscontrata in occasione delle verifiche di magazzino; criteri non corretti utilizzati nella contabilizzazione della mobilit attiva e passiva stante la differenza tra i dati di mobilit definitivi e quelli provvisori riportati nellesercizio successivo come sopravvenienze attive o passive e non nellesercizio al quale si riferiscono. Con la deliberazione in argomento, la Sezione ha anche segnalato al Consiglio regionale dAbruzzo la sussistenza di ulteriori sintomi di criticit nella situazione economica e nella situazione patrimoniale dellAzienda sanitaria locale n. 01 Avezzano-Sulmona-LAquila. La Sezione, infine, ha effettuato la parifica regionale delle contabilit di Tesoreria e dei modelli 27/C.G.

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3.4. ATTIVITA CONSULTIVA.

In conformit allart.7, comma 8, della legge 5 giugno 2003, n.131, la Sezione regionale di controllo si espressa sui 26 quesiti formulati da Sindaci di taluni comuni della Regione. Non va sottaciuto altres, per la rilevanza rivestita, il parere reso in merito alla mancata rendicontazione dei funzionari delegati a seguito degli eventi sismici del 6 aprile 2009. Nella richiesta del Ministero dellEconomia e delle Finanze-Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato-Ispettorato generale di Finanza-Ufficio XV-Roma, veniva evidenziato che alcuni funzionari erano impossibilitati a reperire i documenti di spesa da allegare ai rendiconti da trasmettere alla Corte dei conti, a causa dellinagibilit delle sedi amministrative per i noti eventi sismici. Nei casi di temporanea agibilit delle sedi, veniva proposto di valutare leventualit di prorogare i tempi di presentazione della rendicontazione da parte del funzionari delegati, mentre, per i casi di definitiva inagibilit, crollo del fabbricato o in casi assimilabili, si riteneva opportuno acquisire apposita dichiarazione da parte delle autorit competenti, con attestante lobbligo limpossibilit detti del recupero di della il pertinente rendiconto,

documentazione

per

funzionari

produrre

accompagnata da apposita dichiarazione sostitutiva relativa agli atti definitivamente dichiarati dispersi. Con riferimento alla dichiarazione da richiedere agli organi competenti, la

Sezione, dopo aver richiamato la previsione contenuta nellarticolo 15, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183 e la direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 14/2011 del 22 dicembre 2011, ha espresso lavviso che i funzionari delegati, impossibilitati a produrre la documentazione di spesa per definitiva inagibilit delle sedi, potessero richiedere alle autorit competenti informazioni relative alle

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medesime e produrre, poi, personalmente, la dichiarazione sostitutiva dellatto di notoriet in merito a detta inagibilit ed alla regolarit delle spese sostenute.

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CONCLUSIONI

Lattivit e gli esiti, illustrati sinteticamente nella presente relazione, sono stati conseguiti nelladempimento dei compiti che lordinamento intesta alla Corte dei conti. Appare quasi superfluo ricordare che le funzioni magistratuali continuino ad essere esercitate non solo con autonomia e indipendenza, ma anche con terziet e imparzialit, a garanzia della inderogabile uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Le irrinunciabili indicate caratteristiche essenziali della funzione giurisdizionale, consentono di poterla attuare, come prescrive la Costituzione, In nome del Popolo Italiano. Al termine di questa breve illustrazione dei tratti caratterizzanti l'attivit istituzionale della Corte dei conti della Regione Abruzzo, appare doveroso rivolgere un particolare ringraziamento ai rappresentanti della libera Avvocatura e ai

rappresentanti della Procura regionale, da sempre impegnati nella gestione delle controversie rimesse al sindacato della Sezione con lealt e professionalit,

protagonisti necessari di un confronto dialettico, che con la loro esperienza giuridica, hanno conferito un qualificato e determinante contributo, indispensabile per

laccertamento della verit processuale e per far affiorare dal processo il diritto "giusto ed effettivo". Stima e di gratitudine vanno riservati ai militari della Guardia di Finanza, dell'Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, la cui attivit di indagine ed approfondimento istruttorio, ad essi delegata, stata adempiuta con precisione e celerit, anche nei casi pi complessi. Apprezzamento per il lavoro svolto deve essere manifestato per i Colleghi della Sezione regionale di controllo, le cui indagini illuminano i fatti di gestione degli enti

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controllati e ne consentono una conoscenza, utile anche nellesercizio della funzione giurisdizionale. Infine doverosa riconoscenza devo manifestare al personale della Sezione giurisdizionale per lattivit profusa nel corso del 2012. Concludo rivolgendo un sentito ringraziamento a tutti i presenti, il cui odierno intervento testimonia limportanza delle funzioni svolte dalla Corte dei conti anche a livello regionale. Grazie ancora, ed invito il Signor Procuratore Regionale ad illustrare la propria relazione.

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QUADRI SINOTTICI

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GIURISDIZIONE CONTABILE DI RESPONSABILITA

Giudizi di responsabilit pendenti al 1 Gennaio 2012

21

Giudizi pervenuti nellanno 2012

28

Giudizi di conto Enti locali e resa di conto pendenti al 1 gennaio 2012

Giudizi di conto Enti locali e resa di conto pervenuti nellanno 2012

11

Giudizi di conto Enti locali e resa di conto definiti nellanno 2012

Giudizi di responsabilit definiti al 31/12/2012

29

Sentenze Nr. 2 giudizi di responsabilit Stato Nr. 23 giudizi di responsabilit Enti Locali Nr. 3 giudizi di responsabilit A.S.L. (Nr. 14 di condanna, nr. 4 di assoluzione, nr. 12 miste- condanna e assoluzione di cui 1 con estinzione, 1 cessata materia del contendere, 1 prescrizione). Giudizi di conto Enti Locali

28

Udienze

14

Udienza Monocratica di comparizione

Giudizi discussi

30

Giudizi non definiti al 31/12/2012

18

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GIUDIZI DI PENSIONE

RICORSI Pendenti al 31/12/2011 Pervenuti nel 2012 In carico nel 2012 Giudizi iscritti a ruolo Ud. e C.d.C. 2012 Giudizi discussi Definiti con sentenza di Accoglimento Definiti con sentenza di Rigetto Altri provv. Provv. misti Definiti con decreti Totale definiti Pendenti al 31/12/2012 Udienze Ud. Cam.

PENS. CIVILI 367 70 437 508 440 43 181 28 76 2 330 107

PENS. MILITARI 126 17 143 168 147 22 56 5 12 95 48

PENS. GUERRA 26 8 34 26 23 1 8 1 4 14 20

TOTALE 519 95 614 702 610 66 245 34 92 2 439 175 43 4

GIUDIZI DI CONTO

ERARIALI Pendenti al 1 gennaio 2012 Pervenuti nel 2012 Totale carico Estinti Approvati con decreto Approvati con sentenza Totale conti definiti Pendenti al 31 dicembre 2012 1209 156 1365 41 177 0 218 1147 5075 889 5964 558 551 8 1109 4855

ENTI LOCALI

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INDICE

Saluto ........................................................................................................ 1. 2. 2.1. 2.2. 2.3. 2.4. Disposizioni normative ............................................................... Giurisprudenza............................................................................. Giurisprudenza della Corte Costituzionale ................................ Giurisprudenza della Corte di Cassazione ................................ Giurisprudenza delle Sezioni Riunite ......................................... LAttivit della Sezione Giurisdizionale ....................................

Pag. 3 Pag. 4 Pag. 17 Pag. 18 Pag. 20 Pag. 25 Pag. 28 Pag. 28 Pag. 33 Pag. 34 Pag. 38 Pag. 39 Pag. 43 Pag. 44 Pag. 49

2.4.1. Contenzioso Amministrativo Contabile ...................................... 2.4.2. Giudizi di Conto ........................................................................... 2.4.3. Contenzioso in materia di Pensioni .............................................. 3. 3.1. 3.2. 3.3. 3.4. Attivit della Sezione Regionale di Controllo .............................. Controllo di legittimit ................................................................. Controllo sulla gestione ................................................................ Controllo finanziario .................................................................

Attivit consultiva .........................................................................

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Conclusioni ............................................................................................. Quadri sinottici ........................................................................................

Pag. 51 Pag. 53

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