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RELAZIONE GENERALE

DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA


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MASSIMO ROSSI
Le comprensibili difficoltà ed incertezze insite nel primo approccio della nuova
Amministrazione Provinciale con la programmazione finanziaria annuale e
triennale dell’Ente sono in questa fase notevolmente accentuate dal contesto
complessivo della finanza locale.
La manovra finanziaria impostata dal Governo per il 2005 accentua infatti le
difficoltà per l’insieme degli Enti Locali, ed in particolare per le Province, di
programmare autonomamente le proprie risorse ed i propri investimenti sulla
base delle specifiche necessità locali, seppur all’interno di un necessario
quadro di coordinamento statale della finanza pubblica.
L’imposizione di un tetto generale alla crescita delle spese, sia correnti
che di investimento, oltre ad essere in stridente contraddizione con i principi
di autonomia finanziaria sanciti dalla riforma del titolo V° della Costituzione,
riflette una scarsa consapevolezza del Governo rispetto al ruolo
fondamentale per le politiche di sviluppo economico e sociale dell’itero
Paese, degli investimenti (ad esempio infrastrutturali) sul territorio.
Tale tetto di spesa rapportato agli anni precedenti, che prescinde
dall’autonomia tributaria e dalla capacità di reperimento di risorse europee
nazionali, regionali o di qualsiasi altra natura, risulta nell’immediato, ma a
maggior ragione in prospettiva triennale, assolutamente devastante ed
impraticabile per le politiche di area vasta portate avanti dalle Province. Esso
cozza infatti con il progressivo trasferimento di funzioni verso questi Enti
determinato dal processo di riforma avviato sul finire degli anni ’90 dal
ministero Bassanini. Si pensi alle funzioni in materia di servizi per l’impiego,
tutela del territorio, costruzione e gestione di strade e scuole, arrivate alle
Province negli anni recenti o a quelle in materia di trasporto pubblico locale,
agricoltura ed altro, in fase di trasferimento. Come non cogliere, inoltre,
l’inapplicabilità del tetto in questione per quanto riguarda gli investimenti
infrastrutturali che, per loro natura, sono legati a dinamiche finanziarie
estremamente irregolari ed estranee alla programmazione dell’Ente.
Se non si metterà mano a tale meccanismo, il rischio concreto è quello di
dover bloccare o contenere drasticamente i servizi, indipendentemente dalle
risorse disponibili con grave danno per i cittadini e il sistema economico e
produttivo.
In realtà, in maniera subdola, il Governo offre agli Enti Locali una
pericolosissima via d’uscita dalla paralisi amministrativa che è quella
dell’esternalizzazione e privatizzazione delle proprie attività e dei propri
investimenti verso società di capitali appositamente costituite, con le
conseguenze che è possibile immaginare in termini di scadimento

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dell’indispensabile trasparenza e democraticità delle funzioni pubbliche e del
forte intreccio delle stesse funzioni strategiche con interessi economici privati.
Per non parlare poi dei noti sperperi derivanti dalla gestione amministrativa di
tali strutture societarie. Tale disegno “iperliberista” che mortifica l’autonomia
delle comunità locali è leggibile dall’espressa esclusione dal tetto delle spese,
“dell’acquisizione di partecipazioni azionarie” e “dei conferimenti di capitali”.
Stesso fine è riconoscibile nelle fortissime limitazioni alle assunzioni, di
discutibile costituzionalità, che ora vengono estese alle collaborazioni
esterne, spesso determinate dalle stesse limitazioni.

Nonostante questo difficile quadro di riferimento complessivo che


paradossalmente fa perdere di vista il tema della inadeguatezza delle risorse
finanziarie rispetto al reale fabbisogno espresso dal territorio, ritengo che
l’Amministrazione Provinciale sia riuscita ad avviare, con questo primo
strumento di programmazione finanziaria, un soddisfacente processo
amministrativo in grado di far riconoscere le linee indicate nel programma
di mandato largamente condivise dai cittadini del Piceno e dal Consiglio
Provinciale.
Innanzitutto il metodo con cui esso è stato elaborato ed impostato riflette,
anche se ancora parzialmente, la volontà di coinvolgimento partecipativo
delle comunità locali e degli attori socio-economici del territorio. Un
coinvolgimento che si intende estendere proprio attraverso uno dei
programmi qualificanti il presente bilancio, che prevede a partire dall’anno in
corso, l’avvio di un ufficio partecipazione in grado di attivare, facilitare e
monitorare i meccanismi della partecipazione democratica trasferendone i
risultati agli organi politici e gestionali dell’Ente.
Il capillare giro di consultazione che ha preceduto la presente
programmazione, investendo tutte le amministrazioni locali, associazioni ed
organizzazioni di ogni tipo, è stato comunque fondamentale per individuare
problemi e criticità del territorio ma anche risorse e progettualità su cui
intervenire al fine di imprimere una ripresa economica su basi nuove,
responsabili e durature, in altre parole “sostenibile”, alla nostra comunità
provinciale.
Le specifiche e ricche relazioni di ogni assessorato, che seguono la presente
sono il prodotto di una laboriosa fase di elaborazione collegiale nell’ambito
dell’esecutivo consentono infatti di rilevare un nuovo e considerevole
impegno per la valorizzazione integrata e coordinata, in un’ottica di rete,
delle risorse naturali e storico culturali di cui il nostro territorio è molto
ricco. Una valorizzazione che rifugge l’estemporaneità e la logica
dell’intervento a pioggia.
Emerge altresì, senza possibilità di equivoco, la volontà di investire sul
capitale umano e sui saperi sia tradizionali che innovativi del nostro territorio.
Basti riferirsi allo sforzo avviato nell’ambito dei settori della cultura, della
formazione professionale e dell’istruzione primaria, secondaria ed

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universitaria per integrare ed elevare la qualità complessiva del sistema. Un
lavoro volto al duplice obiettivo del rilancio socio economico della nostra
realtà locale e della crescita culturale dell’intera comunità, indispensabile
ad affrontare con nuovi strumenti interpretativi le sfide che il mondo
globalizzato, sempre più inquieto, pone anche ai contesti locali.
In questo quadro, oltre all’impegno a sostenere l’innovazione, la
valorizzazione e la promozione verso l’esterno dei beni e dei servizi
prodotti dalle nostre imprese, in particolare nei settori artigianali ed
industriali vocazionali del nostro territorio, è altresì chiaramente leggibile nello
strumento programmatorio la volontà di puntare ad una rafforzamento della
qualità, tipicità e salubrità della nostra agricoltura (con la creazione di
nuove DOP e Marchi d’area, il rafforzamento del biologico e la protezione
dagli OGM) e del territorio nel suo insieme. Un intervento in grado di
determinare tra l’altro una rinnovata ed integrata offerta turistica ed un
miglioramento della qualità della vita dei nostri conterranei. Dell’economia
turistica si intendono liberare nuove potenzialità attraverso la valorizzazione
complessiva delle nostre risorse, a partire dal sistema dei parchi e delle aree
protette, a cui si andrà finalmente ad aggiungere il Parco Marino del Piceno,
straordinaria occasione di promozione della nostra Provincia. Così come si
darà seguito a validi progetti di promozione (salvaguardando il consolidato
marchio “Piceno da Scoprire”) e di qualificazione dell’offerta, come ad
esempio la connessione del suggestivo sistema dei percorsi ciclo-pedonali
esistenti (ai quali si aggiungeranno quest’anno i tratti nella Val Menocchia e
del torrente Castellano).
Emblematica, rispetto a tutto ciò, è l’organicità e l’integrazione della
progettualità presentata nel presente documento, dagli assessorati
all’ambiente e all’urbanistica. Si pensi ad esempio all’importante progetto
pluriennale nel settore dell’energia solare che prevede interventi
informativi, educativi e finanziari per incentivarne l’impiego, con potenziali
ricadute nel settore produttivo occupazionale ed ambientale.
Si colga altresì l’importanza del lavoro intrapreso con il finanziamento di
progetti per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, a vantaggio dello
sviluppo economico e sociale, sempre dall’assessorato all’ambiente, per il
miglioramento della situazione dei corsi d’acqua e dall’assessorato
all’urbanistica che, seppur gradualmente, intende sostenere i piccoli
Comuni nell’adeguamento degli strumenti di governo del territorio al
Piano Paesistico Ambientale Regionale oltre ad aver avviato
l’aggiornamento e la rivisitazione del Piano Territoriale di
Coordinamento.
La tensione verso uno sviluppo equilibrato e sostenibile emerge con
chiarezza sia dalla programmazione degli investimenti che dagli interventi nei
vari campi.

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Seppure in un quadro generale fortemente regressivo, l’impegno per un
maggiore benessere sociale, oltre che nell’impegno in campo culturale e
sportivo, è leggibile ad esempio nel rafforzamento complessivo degli
interventi a favore dei minori, degli anziani, e dei disabili, perseguito con
lo stanziamento di maggiori risorse ma anche attraverso l’impegno a mettere
in rete i servizi e le iniziative di tutti gli attori istituzionali e non, allo scopo di
ottimizzare gli interventi. Un impegno, questo, volto a conseguire l’obiettivo di
una provincia in cui tutti gli abitanti, al di la della loro provenienza, siano
comunque titolari di un quadro di diritti di cittadinanza. In questo senso
sarà ulteriormente qualificato l’impegno per l’integrazione sociale e
culturale dei concittadini immigrati in un quadro di reciproco rispetto delle
differenze. Va segnalato al riguardo l’aumento della rappresentanza degli
stessi immigrati in seno al Consiglio Provinciale ed il progetto di mediazione
culturale ed animazione d’infanzia in ambito ospedaliero che si avvierà
con la collaborazione delle fondazioni bancarie.
Ma il benessere sociale verrà promosso anche attraverso il sostegno al
volontariato particolarmente nel campo della solidarietà e della protezione
civile. Quest’ultimo settore, già piuttosto efficiente compirà quest’anno
importanti passi in avanti con la realizzazione tra l’altro della nuova Sala
Operativa Integrata. Ciò a tutto vantaggio della sicurezza della nostra
popolazione e, più in generale, di quanti potranno beneficiare, come avvenuto
nel passato, del nostro sistema di intervento nelle situazioni di emergenza.

Ma tornando agli interventi rivolti alle categorie più deboli non può sfuggire
l’impegno a sostegno dei lavoratori dipendenti, ad esempio nel campo del
trasporto pubblico, laddove si interviene con una drastica riduzione del
costo degli abbonamenti (mentre per i pensionati al minimo è prevista la
completa gratuità) con l’ulteriore e qualificante finalità di incentivare la
mobilità collettiva, decisamente più compatibile con le esigenze di
salvaguardia dell’ambiente, della salute e della sicurezza della persona.
Mobilità collettiva che verrà ulteriormente incentivata con importanti attività di
pianificazione e di coordinamento, ma anche attraverso interventi di
promozione, minimi ma molto utili ed efficaci, quali la realizzazione di una
pubblicazione con gli orari dell’intero sistema del TPL fruibile nel territorio
provinciale.
Tale forte indirizzo verso le forme di mobilità più sicura, compatibile ed
alternativa è altresì riscontrabile nel programma triennale delle opere
pubbliche laddove si indica tra l’altro la determinazione di dar seguito alla già
progettata elettrificazione della ferrovia Ascoli - Porto d’Ascoli e alla
successiva realizzazione della metropolitana di superficie. Vanno nella
stessa direzione ad esempio gli sforzi economici previsti per la messa in
sicurezza ed il miglioramento della manutenzione della fitta rete della viabilità
provinciale e per dar seguito alla progettazione complessiva ed alla
realizzazione di nuovi stralci della strada collinare Mezzina, volta a

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decongestionare il traffico sulla fascia costiera a beneficio della salute e della
sicurezza dei cittadini. Ma, data la storica carenza infrastrutturale della
nostra Provincia, gli interventi previsti per il miglioramento della viabilità sono
molti altri e riguardano con un certo equilibrio tutto il territorio (si pensi ad
esempio agli importanti interventi previsti sulla Valdaso, sulla Valdete e sulla
Faleriense). Così come non va trascurato l’impegno programmato di
collaborazione, raccordo e stimolo per la realizzazione di infrastrutture non di
stretta competenza della Provincia ma di grande valore strategico, quali il
casello di Porto Sant’Elpidio, l’ammodernamento della Salaria e la
ricostruzione dei Ponti per la messa in sicurezza del tratto terminale del
fiume Tronto.
Il grande sforzo finanziario ed organizzativo nel campo delle infrastrutture
per la mobilità trova riscontro anche nel campo dell’edilizia scolastica e del
patrimonio immobiliare dell’Ente ove sono previsti notevoli investimenti per il
completamento e la messa in sicurezza delle Scuole nonostante
l’irresponsabile disimpegno del Governo centrale con il mancato
finanziamento della Legge 23.
Non si può tacere il fatto che una politica di investimenti come quella
programmata nel presente bilancio annuale e pluriennale, sebbene ineludibile
per rispondere adeguatamente ai bisogni dei cittadini e del sistema
economico, presenta indubbiamente problematiche notevoli nel suo impatto
sulla programmazione finanziaria pluriennale. Oltre ai tetti ed ai vincoli
sull’ammontare dell’indebitamento, imposti dal Governo centrale, l’erosione
delle spese per beni e servizi e irrigidimento del bilancio potrebbero infatti
determinare seri problemi per l’operatività futura dell’Ente. Anche sotto
questa luce vanno lette le azioni già avviate con determinazione allo scopo di
intercettare finanziamenti esterni e di dare più efficacia, efficienza ed
economicità all’azione amministrativa, quali la riorganizzazione
complessiva della struttura dell’Ente e l’azione di riduzione,
semplificazione ed ottimizzazione delle Società partecipate dalla
Provincia. Così come è già leggibile nelle cifre del Bilancio l’impegno
rigoroso a razionalizzare e ridurre le spese di funzionamento. Un impegno
questo, volto a recuperare margini operativi, che certamente verrà spinto
ulteriormente a fondo, mano a mano che il sistema del controllo di gestione
interno, sul quale si intende puntare con convinzione, andrà pienamente a
regime.
Sempre per dare più efficienza all’Ente ed al “sistema provinciale” nel suo
insieme va inquadrata la scelta di avviare il servizio statistico della
Provincia, in rete con i servizi già esistenti a livello provinciale regionale e
nazionale, indispensabile per monitorare le dinamiche interne ed esterne
all’Ente favorendo una programmazione più consapevole ed efficace.
Fondamentale a tale scopo è altresì l’impegno organizzativo e finanziario
nel campo dell’informatizzazione, affidato come il servizio statistico, ad uno
specifico dirigente con l’obiettivo di recuperare ampi margini di possibile

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miglioramento necessari a ottimizzare i flussi delle informazioni interne ed
esterne all’Ente stesso.
Rimanendo in argomento di modernizzazione del sistema va rilevato
l’impegno politico e finanziario per l’estensione della rete di collegamento a
banda larga nel territorio e tra gli enti che registrerà senza dubbio nel 2005
indispensabili progressi.
Ma l’impegno volto a realizzare sempre maggiori sinergie ed economie di
scala tra gli Enti locali, nell’organizzazione e nell’erogazione dei servizi verrà
incentivato anche attraverso il sostegno finanziario a progettualità
proposte dalla unioni dei Comuni costituite nell’ambito provinciale.
Altro elemento qualificante della presente programmazione finanziaria sono
senza dubbio l’impegno concreto a facilitare le relazioni dei cittadini, delle
realtà associative ed imprenditoriali con i servizi dell’Ente, sia attraverso la
ristrutturazione ed il miglioramento dell’URP che con la qualificazione ed il
potenziamento dei servizi decentrati presso le sedi dei circondari già
operative.
Sempre in tema di rapporti con i cittadini e di trasparenza dell’azione
amministrativa va sottolineato l’impegno finanziario programmato allo scopo
di insediare la figura del Difensore Civico, non appena sarà aggiornato
l’apposito regolamento.
Ma un elemento che non può e non deve sfuggire è lo sforzo dell’intero
progetto amministrativo di relazionarsi con l’intero pianeta; infatti tutte le
iniziative, gli interventi, gli investimenti, (in campo ambientale, produttivo,
culturale, sociale, …) perseguendo la “sostenibilità” delle scelte, oltre al
raggiungimento di obiettivi immediati e locali, fanno i conti con la necessità di
assicurare progressivamente a tutti gli abitanti del pianeta, attuali e futuri, le
medesime opportunità ed i medesimi diritti umani. Non poteva pertanto
mancare in questo quadro un significativo ed organico impegno nelle
relazioni internazionali in un’ottica di scambio, cooperazione e
solidarietà.
Numerose saranno infatti le iniziative in ambito comunitario volte ad
affrontare soprattutto nell’area transfrontaliera adriatica una serie di
problematiche comuni o a trasferire conoscenze e buone pratiche di governo
del territorio; ma soprattutto verrà finanziato ed attivato (ai sensi dell’articolo
272 del TUEL) un nutrito programma di cooperazione decentrata con
corrispondenti comunità di paesi poveri o colpiti da guerre o calamità, come
lo Sri Lanka, il Nicaragua, il Kurdistan, la repubblica Saharawi, ecc, con il
duplice scopo di attivare in quelle aree dinamiche di sviluppo sociale ed
economico compatibili con le culture locali e di creare, attraverso la
conoscenza e lo scambio culturale, occasioni di crescita civile nella nostra
realtà.

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Non può essere infine trascurato l’impegno, che traspare nella
programmazione amministrativa contenuta nel presente documento, verso
una puntuale ed equilibrata applicazione della legge 147/2004, istitutiva
della nuova provincia di Fermo. Risorse umane e finanziarie, di cui si
auspica il ristoro da parte del Governo, saranno infatti spese per l’avvio della
ricognizione dei beni e del personale, propedeutica alla successiva
ripartizione tra i due nuovi Enti. Ma allo stesso tempo, con il coinvolgimento di
tutti i Comuni e degli attori socio economici dei territori interessati, saranno
effettuate, analisi, studi e simulazioni, volte a far si che tali nuove realtà
istituzionali possano essere operative, nell’interesse delle comunità
amministrate, già all’indomani delle prime elezioni del 2009.
Nel frattempo, l’imminente separazione di questa Provincia in due nuovi Enti
non deve ostacolare l’efficace programmazione delle risorse e degli
interventi. Tale attività non può essere infatti condotta con alcun “bilancino”
ma deve essere guidata dal riconoscimento e dalla condivisione delle priorità
di intervento tenuto conto peraltro che a partire dall’insediamento delle due
nuove Province l’ammortamento degli investimenti oggi effettuati nelle varie
zone del territorio sarà a carico dei rispettivi bilanci. Sono certo che questi
elementi, ma soprattutto la serenità di giudizio e l’equilibrio già dimostrati da
tutti i Consiglieri di maggioranza e di minoranza ispirerà la loro azione al
benessere per l’intera comunità provinciale piuttosto che alla sterile ricerca di
improbabili squilibri degli interventi programmati.

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PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA

Il “metodo di governo” che questa Amministrazione vuole adottare per


cogliere gli obiettivi politici, programmatici ed amministrativi del programma è
improntato alla più ampia e condivisa partecipazione.
E’ una scelta convinta di amministrare rimanendo tra la gente. E’ l’imperativo
che ispira le scelte strategiche di governo che si radica e trae spunto da
comunità locali che già hanno avviato percorsi partecipativi ed altre che ne
stanno sperimentando i primi passi.
Una scelta che si radica nella natura stessa dell’impegno politico-
amministrativo ma che ancora deve permeare compiutamente il processo
decisionale sul territorio stabilendo una relazione nuova con la comunità
amministrata, spesso coinvolta con una semplice opera di informazione
piuttosto che con un coinvolgimento organico nella determinazione di scelte;
una tale scelta si pone in continuità con l’impegno assunto nella fase
elettorale appena conclusa e si inserisce in un contesto anche nazionale in
cui i temi della democrazia e della partecipazione rappresentano uno dei
punti caratterizzanti il governo del territorio. Nella mozione programmatica, di
cui questo primo bilancio previsionale dell’Amministrazione Rossi ne è l’avvio
di concretizzazione, si conferma che “nel nostro territorio provinciale si tratta
di fare uno sforzo di creatività, adottando strumenti e procedure decisionali
valide ed efficaci, che valorizzando il tessuto dell’associazionismo e della
società civile organizzata, permettano di connettersi con la realtà sociale sino
a dare direttamente la parola ai cittadini per recepirne proposte, suggerimenti,
istanze, affinché gli stessi recuperino un positivo rapporto con le Istituzioni e
la Politica.”, considerato altresì che i Comuni dovranno essere al contempo
promotori ed attori di questi processi di partecipazione.
Non ultimo va considerato, come sopra richiamato, che nella Provincia di
Ascoli Piceno ci sono diverse realtà comunali che, seppure in fasi ed
articolazioni diverse, hanno avviato l’esperienza dell’impegno sul bilancio
partecipativo.
Si vuole quindi dare vita ad un percorso fondato sull’ascolto dei cittadini,
donne e uomini, delle loro esigenze, della complessità del loro vivere la
dimensione personale e sociale. L’attività, evidentemente non solo
dell’assessorato, si caratterizzerà per uno stile di governo che trae forza ed
efficacia dal costante rapporto e confronto con le istanze e le idee che
nascono dal basso. Allo scopo, attraverso l’Ufficio della Partecipazione, si
darà vita ad un sistema di relazioni in grado di dare a tutti l’opportunità del
confronto e la possibilità di offrire il proprio contributo di idee e di critica,
favorendo la comunicazione ed il rapporto tra il cittadino e le istituzioni e lo
stesso rapporto tra enti locali, integrando gli schemi consueti dipendenti dalle

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procedure di legge. Si tratta quindi di dare avvio ad una rete di
comunicazione e di ascolto in cui mettere al centro i singoli cittadini, le
famiglie, i portatori di interessi diffusi, l’associazionismo in genere e le
rappresentanze sindacali e di categoria. L’obiettivo è quello di fare di queste
relazioni un sistema di rete, capace di rendere più coeso il territorio e più
accogliente la rete di relazioni sociali per proporre la sfida dello sviluppo
sociale ed economico del territorio tutto e per tutte le categorie di cittadini. Si
tratta, in questo senso, per l’Ente Provincia di esplorare nuove modalità di
governo del territorio per cogliere con coerenza l’istanza dei cittadini intesa a
reclamare maggiori spazi di inserimento nei processi decisionali e di
coinvolgimento nella discussione delle varie tematiche regolative della vita
della comunità.
Una tale volontà si traduce in scelte concrete che l’Amministrazione intende
proporre per dare concretezza e spessore a questa sua volontà, peraltro
sancita dallo Statuto vigente nell’art. 5 e che trova ulteriore esplicitazione
nell’intero titolo terzo del richiamato Statuto.
E’ una risposta operativa che ci sentiamo di dover perseguire nella
considerazione non solo di una dovuta attuazione dei dettati statutari, ma
anche nella convinzione che i tempi attuali richiedano strategie e scelte
condivise, orientate verso comuni ed accettati obiettivi di programmazione e
sviluppo territoriale.
E’ per questo che è necessario ampliare la base dei processi decisionali.
Per farlo e nel pieno rispetto delle autonomie locali provinciali, occorrerà che
l’Amministrazione insieme a percorsi e scelte partecipative sia in grado di
offrire sostegno operativo qualificato a quelle amministrazioni locali che
vorranno adottare, all’interno della propria comunità locale, il metodo
partecipativo.
Quanto sopra avrà il suo corso operativo attraverso l’Ufficio della
Partecipazione ai fini della Progettazione, Coordinamento, Organizzazione,
Monitoraggio, Valutazione delle pratiche partecipative. L’Ufficio, sotto la
responsabilità operativa del Dirigente preposto avrà come compito, sul fronte
interno quello di:
• Trasferire al Coordinamento delle Aree tutte le fasi della Partecipazione;
• Recepire il Piano d’Azione dei processi partecipati;
• Elaborare i documenti relativi agli aspetti operativi (Piani Operativi);
• Ricevere dallo stesso gli indirizzi strategici compatibili con l’attivazione
di nuove pratiche.
• mentre sul territorio il suo compito sarà quello di:
• Organizzare gli aspetti operativi e logistici delle assemblee e dei tavoli
di discussione;
• Svolgere, con i propri collaboratori, il ruolo di facilitatori all’interno delle
assemblee;
• Redigere una relazione per ogni riunione partecipata;

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• Raccogliere, analizzare e facilitare le esperienze partecipative dei
Comuni e degli altri soggetti coinvolti al fine di redigere una relazione
periodica.

Documentazione e condivisione delle buone pratiche


L’Ufficio avrà inoltre la cura dell’attività di documentazione e condivisione
delle buone pratiche, perché Al fine di ottenere un progressivo e virtuoso
consolidamento dei processi partecipativi, è necessario incentivare la
condivisione delle buone pratiche a livello locale ed extralocale, nei seguenti
modi:
• Favorendo la raccolta e la diffusione di un’ampia ed accurata
documentazione sulle procedure e sulle tematiche relative alle forme di
governo partecipato del Territorio:
o Libri
o Riviste
o Audiovisivi
o Risorse web
o Pubblicazioni varie
• Maturando una sensibilità verso tutte le forme di cultura, d’arte e di
comunicazione che creano una connessione tra il Territorio e le forme di
espressione del pensiero da parte della Cittadinanza.
• Svolgendo un ruolo attivo nell’organizzare e partecipare a forum ed
eventi aventi come fine la promozione, il dibattito e la condivisione sul
tema della Partecipazione Democratica
• Incentivando la nascita e il funzionamento di reti di relazioni tra la
Provincia e i Comuni con i soggetti attivi sul territorio, anche sfruttando
le potenzialità dell’informatica, mantenendo inalterata la qualità dei
rapporti umani basati sul confronto dialettico e costruttivo, sviluppando:
• Potenziamento del sito web istituzionale;
• Database georeferenziato dei Comuni e dei portatori di interessi
presenti sul territorio provinciale e nei processi partecipativi
• Rete di servizi integrati al fine di fornire pacchetti informativi
personalizzati sulle tematiche di maggiore interesse.
• Un sistema per le esperienze di partecipazione democratica
• L’ufficio della Partecipazione ha il compito di svolgere il monitoraggio sui
processi partecipativi e predispone gli strumenti per la valutazione. Lo
scopo è dare un carattere di omogeneità e interoperatività alle
procedure messe in atto sul Territorio. Le modalità sono:
• Attivare una rete di collaboratori (staff sul territorio) con lo scopo di
raccogliere, analizzare e facilitare le esperienze partecipative dei
Comuni e degli altri soggetti coinvolti, al fine di redigere una relazione

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periodica che dia conto dell’applicazione sistemica delle diverse pratiche
partecipative. Le figure necessarie sono:
o Ricognitori dei processi partecipativi
o Facilitatori e mediatori
o Analisti delle dinamiche partecipative
• Dare supporto a tutti i Comuni che intendono attivare dei processi
partecipativi coinvolgendo la propria cittadinanza e che necessitano di
informazioni, coordinamento, competenze utili, attraverso:
o Disponibilità di personale qualificato
o Formazione
• Promozione e comunicazione
Quello che oggi è un obiettivo, nel futuro, nella prassi politico-amministrativa
dovrà essere un metodo: è partendo da questo assunto che occorre investire
sulla partecipazione favorendone la sua introduzione.
L’obiettivo è quello di promuovere e diffondere, attraverso la delega alla
partecipazione ed il relativo Ufficio, la cultura della partecipazione sul
territorio provinciale, coinvolgendo attivamente i comuni, le sedi decentrate
dell’Amministrazione, l’URP, i soggetti portatori di interesse nell’attività di
informazione e trasmissione di conoscenze necessarie a mettere in pratica la
“Provincia Partecipata”.
Gli strumenti operativi necessari allo scopo sono:
• La realizzazione di un workshop di lancio annuale attraverso il quale si
raggiunga il duplice scopo di sensibilizzare sulle tematiche della
Partecipazione e di discutere sulle Buone Pratiche da attuare sul
territorio Provinciale;
• La realizzazione di materiale informativo cartaceo e multimediale
• La realizzazione di un piano di comunicazione della Partecipazione
(immagine coordinata, media plan);
• Potenziamento e funzionalizzazione del sito web (per la parte proprio
degli aspetti contenutistici specifici).

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CULTURA – ISTRUZIONE - FORMAZIONE - LAVORO

Alcuni dati di partenza: la Provincia di Ascoli Piceno si connota, all’interno


del territorio regionale, come l’area a più alto tasso di diffusione delle attività
culturali. Si tratta di un notevole punto di forza che, aggiungendosi all’alta
qualità del patrimonio artistico, paesaggistico ed enogastronomico, evidenzia
la dinamicità del capitale umano, il suo radicamento nelle comunità locali, la
vitalità del tessuto sociale.
Tale dato è il risultato, importante e significativo, sia delle caratteristiche
insediative della popolazione sul territorio, sia della politica culturale
dell’ultimo decennio e della sua capacità di mettere in moto, sostenere e
valorizzare le energie culturali dei 73 comuni che lo compongono, alcuni dei
quali hanno sviluppato esperienze di notevole interesse e qualità.
Tuttavia il protagonismo e la creatività delle realtà comunali rischiano di
essere soffocate dalla frammentazione delle iniziative e delle attività la quale
impedisce loro di compiere quel salto qualitativo di cui pure sarebbero capaci
se potessero disporre di maggiori risorse e se potessero collocarsi in contesti
meno municipali e circoscritti.
L’offerta, inoltre, proprio perché eccessivamente frammentata, non sempre
riesce ad intercettare la domanda, quest’ultima peraltro non educata a
muoversi sul territorio ed a viverlo nell’ottica della città diffusa, oltre che
difficilmente motivata da una comunicazione insufficiente, che può contare su
risorse limitate.
In più va rilevato che, come spesso accade nelle fasi iniziali di nuovi cicli di
politica culturale, gli sforzi d’intervento e valorizzazione si sono concentrati
prevalentemente, seppure opportunamente, sul patrimonio storico- artistico
inteso perlopiù in accezione materiale ( beni artisticoarchitettonici, urbanistici,
etc.). Ciò richiede una messa in luce della dimensione immateriale della
cultura del territorio, di quei beni intangibili che riguardano gli aspetti mentali,
intesi sia come stratificazione antropologica, storica e sociale che connota
l’universo valoriale e comportamentale di una comunità, sia come attività
autoriflessiva, critica, espressiva attraverso la quale quella stessa comunità si
legge, si riconosce, si interpreta ed interagisce attivamente nella rete del
dialogo culturale extralocale, regionale, nazionale, europeo e mondiale.

Finalità: alla luce della situazione di partenza sopra rapidamente descritta,


tenuto conto dei bisogni e degli indirizzi rilevati ed individuati nella diffusa
consultazione condotta sul territorio con gli assessori alla cultura ed all’
istruzione dei comuni della provincia e con le principali associazioni culturali,
visti infine gli orientamenti regionali (Documento allegato al Piano regionale
per i beni e le attività culturali per il triennio 2004, 2005 e 2006 ai sensi della
legge 75/1997) e statali sia in materia di beni culturali (cosiddetto Codice

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Urbani) che d’istruzione (legge 53/2003 e relativi Decreti attuativi), in
coerenza con le linee programmatiche del progetto amministrativo su cui
l’attuale amministrazione provinciale ha avuto il consenso elettorale, si ritiene
prioritario ed urgente:
• perseguire una forte e diffusa integrazione sovralocale per costruire un
sistema culturale piceno in cui risorse materiali ed umane lavorino in
sinergia ed in modo condiviso elaborino il progetto culturale della
provincia di Ascoli Piceno, caratterizzato da una rete di servizi, di attori
e di attività che siano sì diffusi sul territorio, ma che al contempo siano
complementari fra di loro, organici e coagulati intorno a poli di
eccellenza;
• perseguire una forte integrazione fra scuola, servizi formativi
extrascolastici, attività produttive e di ricerca del territorio per ancorare
l’istruzione sia ai bisogni che alle potenzialità del contesto provinciale in
cui i giovani realizzano il loro percorso formativo ed elaborano il loro
progetto di vita;
• superare la prevalente dimensione museale della cultura, finora
privilegiata sotto la spinta dell’urgente bisogno di intervenire sul
recupero e la valorizzazione dei beni, per aprirsi al contesto più esteso
ed intero in cui quegli stessi beni vivono, esplorando e tematizzando
anche la contemporaneità, attivando processi e progetti in grado di
realizzare quell’ integrazione diacronica fra stratificazione storica e
presente, integrazione necessaria per comprendere, valorizzazione e
qualificazione la specificità del sentiero di sviluppo culturale,
economico e sociale del territorio, unico e come tale riconoscibile nella
complessità e diversità dei territori locali anche al fine di diventare area
di consapevole opzione di flussi turistici.

Progetti ed azioni

1. SISTEMA CULTURALE PICENO INTEGRATO: Il macro- obiettivo che si


intende perseguire con la realizzazione di tale progetto è appunto quello
della costruzione di un sistema culturale provinciale che si proponga di:

• evitare che nello stesso ambito culturale si propongano e si realizzino


piccole esperienze frammentate, scoordinate o addirittura sovrapposte;
• ottimizzare le risorse materiali ed umane, realizzando economie di
scala ed una gestione più efficace con l’adozione di best practices;
• valorizzare le eccellenze presenti sul territorio e trasformarle in punti di
forza per l’intero sistema;
• dare continuità alle iniziative e renderle capaci di sedimentarsi in modo
stabile e duraturo;

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• qualificare il territorio e la sua offerta culturale e formativa, anche a
servizio delle attività educative, produttive e turistiche, supportando sia
lo sviluppo qualitativo dei singoli poli sia la loro specificità ed organicità
all’interno del sistema provinciale;
• far emergere la specificità del territorio e la sua riconoscibilità,
attraverso operazioni di comunicazione d’area che evitino promozioni
scoordinate, frammentate e a pioggia.
Le aree tematiche in cui si realizzeranno le integrazioni attraverso progetti
unitari o concordati sono quelle del teatro, della musica classica, della musica
“extracolta” ovvero non accademica, dei linguaggi multimediali e dei
laboratori di didattica museale e del territorio.
Le risorse finanziare necessarie alla realizzazione del progetto sono reperite
attivando anche canali esterni di finanziamento e istituendo un sistema
premiale all’interno dei criteri di riparto dei fondi della legge regionale
75/1997.
2. SISTEMA BIPOLARE DI CULTURA SCIENTIFICO-INDUSTRIALE
PRESSO MUSEI SCIENTIFICI:
Il progetto, di realizzazione pluriennale, tematizza e lavora sui saperi
scientifici e dell’industria in un’ottica di integrazione fra tradizione (museo
della carta, museo “Orsini”, museo della bacologia, museo della calzatura,
museo del cappello, raccolte scientifiche di Villa Vitali, officine “Montani”)
ed innovazione tecnologica e della didattica della scienza. A tal fine
prevede la realizzazione di due poli provinciali, uno in Ascoli ed uno a
Fermo, che siano in grado di rappresentare, documentare, far conoscere e
valorizzare, anche a fini turistici e didattici, le più significative esperienze
scientifiche e manifatturiero-industriali del territorio e dove si allestiscano
laboratori didattici avanzati, anche per l’aggiornamento dei docenti di
discipline scientifiche.
Nel corso del 2005 si attiverà la sede museale ascolana presso la Cartiera
papale (con la realizzazione del museo della carta in corso di
finanziamento Docup ed il trasferimento della raccolta Orsini) e si
avvieranno le esperienze formative per docenti ed operatori museali sia del
Fermano che dell’Ascolano in collaborazione con il Miur, il Mit ed il Museo
della Scienza e della Tecnica “Leonardo da Vinci” di Milano nell’ambito di
una collaborazione che si propone di stabilizzare il territorio dell’attuale
provincia di Ascoli Piceno come area pilota di un progetto nazionale,
attraverso un percorso di ricerca-azione almeno triennale che coinvolga
attività produttive, università, formazione ed istruzione.

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3. STUDIO E PROMOZIONE DEL DISTRETTO DELLA MEDIA VALLE DEL
TENNA COME VIA STORICA ALLA INDUSTRIALIZZAZIONE
SOSTENIBILE:
All’interno del sistema economico piceno, un ruolo di eccellenza va ascritto
al distretto economico produttivo della media valle del Tenna.
In quest’area lo sviluppo industriale e la presenza di una fitta maglia di
piccole aziende ad alta specializzazione dedicate alla produzione del
cappello, pur interagendo con il tessuto sociale tradizionale, non ne hanno
sconvolto l’equilibrio, non hanno intaccato la struttura urbanistica degli
antichi centri abitati ed hanno alterato solo marginalmente la qualità dei
beni paesaggistici del territorio. Tutto ciò consente di identificare l’area
come “distretto” della qualità totale, come un caso di interesse
internazionale e nel contempo una sorta di concentrato, anche per la
quantità e qualità dei beni storico artistici lì conservati, della storia picena
dall’età italica all’industrializzazione ed alla contemporaneità.
Per tale sua valenza comunicativa e rappresentativa della specificità della
cultura provinciale l’area sarà oggetto di adeguate azioni di studio,
conoscenza e promozione progettate e realizzate in sinergia con i comuni
e con i principali enti economici dello stesso territorio.
4. SOSTEGNO ALLE ATTIVITÀ, ALLA PRODUZIONE ED ALLA RICERCA
CULTURALE DEL TERRITORIO:
L’obiettivo prioritario che ci si propone è quello di favorire lo sviluppo di
significative ed originali esperienze artistico-culturali del Piceno sostenendo
le iniziative realizzate da Enti e da privati, che si pongano all’attenzione per
qualità, per capacità di esprimere le potenzialità del territorio piceno anche
attraverso l’inserimento delle opere e degli autori in circuiti extralocali di
valenza e di rilievo artistico- culturale. A tal fine si darà rilievo alle relazioni
internazionali, sia facendo una attenta manutenzione delle reti già esistenti,
in particolare di quella con la Calcografia nazionale di Madrid, sia attivando
nuove relazioni anche al fine della promozione turistica del territorio e
dell’inserimento nei circuiti delle progettazioni europee.
Nel contempo ci si propone di favorire la permanenza sul territorio di
quelle consolidate esperienze culturali che, come le rievocazioni storiche, i
festivals, le rassegne bandistiche e corali, fanno parte qualificata della vita
socio-culturale locale e nel contempo della proposizione verso l’esterno
della specificità picena, della sua cultura comunitaria e partecipativa.
5. CATALOGAZIONE E FRUIZIONE DEI BENI CULTURALI:
Le azioni progettate mirano a dare continuità ai processi di individuazione e
conoscenza dei beni culturali del territorio e, nel contempo, ad agevolarne
la fruizione attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, in specie dando priorità
all’entrata delle biblioteche provinciali nel Servizio Bibliotecario nazionale
(SBN) ed alla costituzione di sistemi di reti per la catalogazione e

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conservazione, per la promozione e la gestione del patrimonio sia
museale, che architettonico, che archivistico che audiovisivo.
6. SCUOLA PICENA III MILLENNIO/ INTERCULTURALITÀ/ SCAMBI
CULTURALI:
Oltre alle attività amministrative ed organizzative coerenti sia con le scelte
di politica scolastica compiute dal territorio in merito soprattutto alla
costruzione di un sistema formativo universitario diffuso, sia con i compiti e
con le funzioni trasferiti in materia di istruzione scolastica ex art. 139 D.
Lgs. 112/98, la Provincia intende impegnarsi nell’ottica di un servizio
scolastico pubblico di qualità. In particolare si pone l’obiettivo di coordinare
e supportare le scuole del territorio nella ricerca e nella realizzazione di
un’offerta formativa e didattica in grado di rispondere ad alcuni bisogni
formativi di particolare urgenza e rilevanza, in specifico relativi al
miglioramento delle pratiche di orientamento anche in funzione della lotta
alla dispersione scolastica, all’attivazione di percorsi sperimentali
d’integrazione istruzione-formazione, all’educazione degli adulti attraverso
l’avvio o il potenziamento dei centri EDA, alla elaborazione insieme
all’Assessorato alle Politiche sociali di interventi integrati di didattica
interculturale, di educazione alla pace ed alla mondialità.
La qualità del sistema provinciale verrà inoltre perseguita facendo
interagire le agenzie formative fra loro al fine di favorire lo scambio delle
esperienze, dei materiali e dei risultati attraverso il sostegno a tutte le
iniziative didattiche ed organizzative che correlino le scuole del territorio ai
più vasti contesti nazionali ed internazionali nonché attraverso il
potenziamento della rete territoriale telematica per la scuola.

7. CONCORSO XXV APRILE. DOCUMENTARE IL NOVECENTO:


La conoscenza del territorio piceno e della sua cultura materiale ed
immateriale è una finalità per il raggiungimento della quale la scuola verrà
sostenuta non soltanto perché essa realizzi una didattica del territorio
sempre più innovativa ed efficace secondo gli stimoli e le prospettate
integrazioni con le istituzioni museali, culturali e produttive, ma anche
perché partecipi attivamente alla ricerca ed alla produzione culturale del
territorio.

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In specifico le istituzioni scolastiche saranno incentivate e supportate nella
ideazione e realizzazione di progetti finalizzati ad individuare, raccogliere,
schedare, archiviare, interpretare materiale documentario relativo a snodi
significativi della storia del Novecento nel territorio piceno, la cui natura e
tipologia siano tali da renderlo soggetto a rischio di dispersione e perdita.
In tal modo gli istituti scolastici, nel mentre educheranno gli alunni ad
individuare, riconoscere ed interpretare i segni della loro storia nel loro
stesso contesto di vita, daranno un contributo fondamentale alla
costruzione della memoria contemporanea picena con la raccolta di fonti
non pubbliche e non ufficiali, in quanto tali complementari rispetto a quelle
presenti negli archivi degli Enti statali e territoriali, e perciò indispensabili
per una ricostruzione storica complessa e criticamente completa.

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FORMAZIONE PROFESSIONALE
POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO

Il 2005 è un anno importante per questo Assessorato per due motivi:


1) L’assegnazione da parte della Regione delle risorse del Fondo Sociale
Europeo relative all’annualità 2005-2006 nonché quelle derivanti dalla
riserva di performance;
2) il riassetto della struttura della Provincia (D.G.P. 474 del 13/12/2004).
Per quanto riguarda questo ultimo impegno occorre sottolineare che, in
attuazione della Delibera sopraccitata, l’organizzazione della Provincia vede
la divisione dell’ex Settore Formazione Professionale e Politiche Attive del
lavoro in due Servizi: il Servizio Formazione Professionale e il Servizio
Politiche Attive del Lavoro, CPI e CLF aggregati nella Terza Area di
coordinamento.
Con tale divisione non si vogliono creare due ambiti di attività privi di
interconnessione, bensì garantire al loro interno una migliore focalizzazione
degli obiettivi, affinando metodologie per un efficace perseguimento degli
stessi.
Così, ad esempio, nel primo caso, grazie ad una migliore definizione di
metodiche per la rilevazione dei bisogni di professionalità, si getteranno le
basi per una Formazione di qualità, maggiormente aderente alle esigenze del
mercato del lavoro, e nelle Politiche Attive del Lavoro, potranno essere
concentrate risorse nell’attuazione di nuove linee strategiche, tendenti a
garantire tra le aziende una maggiore penetrazione di servizi per l’impiego
oramai nella piena maturità operativa.
In quest’ultimo campo uno degli obiettivi prioritari è quello del superamento
della concezione “stanziale” dei servizi, poiché in un mercato del lavoro dove
operano soggetti privati, non si ritiene più adeguato un atteggiamento
“passivo” del servizio pubblico, che al contrario, dovrà adottare adeguate
strategie di comunicazione e di marketing per stare al passo delle
multinazionali dell’intermediazione.
L’obiettivo principale di questo Assessorato è quello di dare piena attuazione
alle disposizioni di tale Delibera, al fine di avvicinare gli uffici facenti capo a
tali servizi ai cittadini, promuovendo e sostenendo l’innovazione
amministrativa, il miglioramento dell’efficienza, della qualità, dell’economicità
dei servizi e la realizzazione di strutture sempre più al servizio degli utenti.
In relazione al primo dei motivi sopra citati, la Regione ha assegnato alle
province le risorse del FSE annualità 2005 e 2006 nonché quelle derivanti
dalla riserva di performance.
Occorre infatti sottolineare che, essendo il 2006 l’anno conclusivo della
seconda fase di programmazione del FSE, la Regione ha ritenuto opportuno
anticipare l’assegnazione delle risorse riferibili a tale annualità, permettendo

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alle Province marchigiane di favorire gli interventi necessari per raggiungere
l’obiettivo fondamentale del Fondo Sociale Europeo 2006, cioè quello di
sostenere la “Strategia Europea per l’occupazione per prevenire e
combattere la disoccupazione ed investire nelle risorse umane, promuovendo
un alto livello di occupazione e di integrazione sociale, la parità tra uomini e
donne e la coesione economica e sociale.”
Inoltre, nel corso del 2004 la Commissione Europea ha assegnato alla
Regione Marche la riserva di performance per gli interventi coofinanziati dal
FSE, per il raggiungimento degli standard di efficacia ed efficienza sia in
termini di impegno che di spesa.
Tale assegnazione permetterà di iniziare, fin da subito, sia le attività formative
che quelle di politiche attive del lavoro, anche in considerazione del fatto che
la programmazione 2005 sarà diretta a:
• delineare un Piano dell’Offerta Formativa, adeguato rispetto ai bisogni e
alle esigenze che provengono dai tre distretti: Calzaturiero del Fermano,
Agro-alimentare della costa, Industriale della Vallata del Tronto;
• accelerare e razionalizzare il completamento degli interventi già adottati
nelle programmazioni precedenti;
• analizzare e finanziare gli interventi che abbiano avuto risposte positive in
termini di raggiungimento degli obiettivi delineati dalla Comunità Europea
al fine, poi, di poter attivare il processo di mainstreaming (trasposizione
delle innovazioni sperimentate a livello di sistema, in termini di buone
prassi)
• incrementare la capacità di spesa attraverso bandi multimisure e con più
scadenze e nuove procedure di erogazione finanziaria e di
rendicontazione, attraverso le procedure informatiche utilizzando anche
graduatorie aperte precedentemente.

RACCORDO FRA UNIVERSITA’ E SISTEMA DI FORMAZIONE


PROFESSIONALE
Considerando che, dal territorio provinciale proviene una domanda di
promozione di cultura e di costruzione di un nuovo ethos civile, alla quale le
Università non possono sottrarsi, assai più di quanto non si sia fatto in
passato, è necessario “socializzare” e condividere con le città e la Provincia
le tante iniziative culturali di cui gli Atenei sono promotori e protagonisti; nel
contempo, è indispensabile che le Università riconoscano le eccellenze
culturali presenti e operanti in ambito locale e diano il loro contributo ad un
loro ulteriore sviluppo e valorizzazione.
Recentemente la Provincia ha chiamato l’Università degli Studi di Camerino,
quella di Macerata e l’Università Politecnica delle Marche, a far parte del
Tavolo provinciale di coordinamento per la programmazione economica. E’
questa un’iniziativa che si reputa molto importante per le prospettive di
collaborazione e sviluppo che vengono offerte alla Provincia di Ascoli Piceno.

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Si vogliono, pertanto, nella logica della “società della conoscenza”, per
raggiungere un’economia della conoscenza competitiva e dinamica,
sostenere quei progetti di alta formazione ritenuti validi ed in grado di
realizzare una crescita che porti non solo maggiori e migliori posti di lavoro,
ma anche un più esteso livello di coesione sociale.

OBBLIGO FORMATIVO E APPRENDISTATO.


La somma relativa alle assegnazioni derivanti dalla L. 144/99 art. 68
riguardante l’obbligo formativo, unitamente ad altre risorse a valere sul FSE,
sarà utilizzata per portare avanti le iniziative promosse dall’Assessorato in
termini di finanziamento di interventi di:
• Formazione di base biennale per i giovani dai 15 ai 18 anni
• Formazione breve per drop-out
• Attività di orientamento con tutor presso i Centri per l’Impiego e anagrafe
scolastica
• Attività di orientamento presso le scuole secondarie superiori
Particolare attenzione, sarà rivolta al percorso integrato sperimentale fra
istruzione e formazione per i quattordicenni, in attuazione di quanto disposto
dal protocollo d’intesa stipulato fra Regione Marche e MIUR, nelle more dei
decreti applicativi della legge Moratti.
Per quanto riguarda poi l’apprendistato, altro canale di assolvimento
dell’obbligo formativo si continueranno le attività formative avviate nel corso
del 2004 e si predisporranno i nuovi bandi per il 2005 nel rispetto:
• della deliberazione legislativa approvata dal Consiglio Regionale nella
seduta del 19 gennaio 2005 n. 218 avente ad oggetto ”Norme per
l’occupazione e la tutela della qualità del lavoro”;
• degli accordi Regionali per settori produttivi in attuazione dei dettati della
Legge Biagi relativamente all’apprendistato professionalizzante;

L. 68/99 – Diritto al lavoro dei diversamente abili


Obiettivo principale che si intende raggiungere è quello dell’inserimento
lavorativo di persone diversamente abili nel sistema produttivo facilitando
l’incontro tra esigenze diverse, attraverso:
• progetti personalizzati per il diversamente abile, nell’ottica di un
inserimento lavorativo;
• informazioni, ricerca dei soggetti e supporto nell’adattamento sul posto di
lavoro per l’azienda.
Per facilitare tale percorso si intende predisporre un bando per la
realizzazione di borse di preinserimento lavorativo della durata di 12 mesi
riservate ai soggetti diversamente abili iscritti negli elenchi di cui alla legge
68/99. Le suddette borse sono finalizzate a promuovere l’assunzione degli
stessi nelle aziende non soggette all’obbligo, previsto dalla citata legge,
attraverso la corresponsione di un contributo erogato dalla Provincia.

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Accanto a tale iniziativa, l’Assessorato intende inoltre rafforzare il proprio
impegno verso l’inserimento al lavoro dei soggetti diversamente abili, anche
attraverso la costituzione di una task-force che proceda ad un completo
monitoraggio delle scoperture delle aziende soggetto all’obbligo.

CULTURA E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO


La Sicurezza nei luoghi di lavoro è un tema attuale e sempre più importante,
infatti i dati statistici riportano che il nostro Paese è il primo in Europa per
numero di infortuni sul lavoro e che nella Provincia di Ascoli Piceno si
evidenzia una crescita tendenziale del numero degli infortuni soprattutto nel
settore dell’edilizia.
Sempre più convinti che tale problema possa essere arginato attraverso
un’adeguata formazione ed informazione questo Assessorato intende
sensibilizzare:
• i lavoratori, le imprese, le parti sociali attraverso campagne di informazione
e seminari in concomitanza con la Settimana Europea per la salute e la
sicurezza nei luoghi di lavoro
• il cittadino ed il lavoratore del futuro attraverso la riedizione del Concorso
“Al Lavoro Sicuri per un Sicuro Lavoro”, rivolto agli studenti delle scuole
medie superiori.

PROGETTI COMUNITARI
La Provincia di Ascoli Piceno è una delle poche Amministrazioni Pubbliche
che presentano ed ottengono finanziamenti per la realizzazione di progetti
nell’ambito della Seconda fase del Progetto Leonardo da Vinci.
Il Programma Leonardo da Vinci è un’iniziativa comunitaria che si propone di
sviluppare, attraverso la cooperazione transnazionale, la qualità,
l'innovazione e la dimensione europea nei sistemi e nelle prassi di
Formazione Professionale.
Precisamente, in un'ottica di semplificazione della struttura complessiva del
Programma, persegue tre Obiettivi generali:
a) promuove le abilità e le competenze, in particolare dei giovani, nella
Formazione Professionale iniziale;
b) migliora la qualità della formazione professionale continua nonché
l'acquisizione di abilità e competenze lungo tutto l'arco della vita;
c) promuove e rafforza il contributo della Formazione Professionale al
processo innovativo, al fine di migliorare la competitività e
l'imprenditorialità.
In linea con le suddette finalità, in collaborazione con la Provincia di
Macerata, con la società EuroCentro, ed altri partner locali e internazionali
nonché delle Università, si intende continuare a promuovere e coofinanziare
i progetti rientranti nella misura “mobilità transnazionale”, i quali
rappresentano una dimensione sempre più importante della cittadinanza
europea, individuando come beneficiari del progetto, giovani laureandi,

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neodiplomati/neolaureati, disoccupati/inoccupati che, in alternanza alla
propria formazione teorica o al termine dei propri studi, desiderino
sperimentare un tirocinio pratico all’estero per ampliare e potenziare le
proprie competenze e capacità professionali, sociali e linguistiche
indispensabili per orientarsi e facilitare il primo inserimento nel complesso
mondo del lavoro.
Con questa iniziativa, così come richiesto dalla seconda fase del Programma
Leonardo da Vinci e dalle direttive delle Linee Guida sancite dallo Stato
Italiano, orientate a facilitare i giovani che si accingono ad entrare per la
prima volta nel mondo del lavoro si vuole sostenere il raccordo tra istruzione-
formazione professionale-lavoro, anche al fine di sensibilizzare i giovani che,
impegnati in momenti di studio e di lavoro, devono vivere questa esperienza
come un’occasione da sfruttare per crescere, migliorarsi ed arricchire il
personale background.

PROGETTO GULLIVER
Il Progetto Gulliver si è caratterizzato per forti elementi di innovazione,
essendo stata una delle prime iniziative in Italia ad utilizzare risorse FSE per
il finanziamento di attività formative all’estero e per avere, fra i propri
destinatari, beneficiari con scarse possibilità di accesso a simili percorsi
formativi.
Con questo progetto si intende sostenere attivamente l’applicazione della
decisione del Consiglio dell’Unione Europea del 6 aprile 1999 laddove viene
ribadito l’impegno della Commissione e degli Stati membri di garantire la
coerenza e la complementarietà tra le azioni del Programma Leonardo da
Vinci e le altre pertinenti politiche, azioni e strumenti comunitari, in particolare
il fondo sociale europeo, promuovendo il trasferimento all’interno della
programmazione provinciale del FSE delle esperienze e prassi innovatrici
acquisite tramite i progetti Leonardo già realizzati.
Si prevede pertanto l’utilizzo di una parte delle risorse del FSE per finanziare
una seconda edizione del Progetto Gulliver.

ASSEGNI DI RICERCA PER LAUREATI E BORSE DI LAVORO PER


DIPLOMATI
Nelle edizioni precedenti del Bando relativo alla concessione di assegni di
ricerca per laureati e borse di lavoro per diplomati, si è avuto un risultato
positivo in termini di occupazione. Infatti, da un’indagine su un campione del
25% dei progetti finanziati nelle edizioni precedenti e ad oggi conclusi, si è
evidenziato che il 51% dei progetti finanziati con il FSE 2001 ed il 59% di
quelli finanziati con il FSE 2002 hanno trovato proseguimento in un rapporto
di lavoro.
Pertanto, si valuterà l’opportunità di inserire nel prossimo Piano dell’Offerta
Formativa iniziative analoghe con modalità che rispettino le linee guida della
Regione Marche al fine di incentivare un legame più stretto tra il sistema

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produttivo e sistemi di alta formazione, lo sviluppo occupazionale nell’area
della ricerca, il collocamento temporaneo dei giovani laureati e diplomati nelle
imprese al fine di un eventuale inserimento lavorativo stabile con l’obiettivo
ulteriore di sostenere la diffusione delle nuove tecnologie contribuendo
all’incremento del livello innovativo nelle aziende.
A conclusione della presente relazione si evidenzia che, per i settori della
Formazione Professionale e delle Politiche attive del Lavoro, la
programmazione del Fondo Sociale Europeo è rimandata al piano dell’offerta
formativa, che sarà presentato in occasione del prossimo Consiglio
Provinciale.

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ATTIVITA’ PRODUTTIVE

TURISMO
Raggiunto e consolidato l’obiettivo di polo turistico leader nelle Marche, la
Provincia di Ascoli Piceno intende passare alla fase successiva del percorso
di valorizzazione del patrimonio artistico, ambientale ed enogastronomico. Si
tratta in sostanza di affermare in maniera definitiva il concetto del Piceno
come prodotto di qualità, dove nel termine prodotto concorrono tutte le
peculiarità e le risorse del territorio: arte e architettura, natura, prodotti tipici.
L’esistenza dei Parchi Nazionali dei Monti Sibillini e del Gran Sasso Laga,
l’imminente istituzione del Parco Marino del Piceno, la Denominazione di
Origine Protetta ottenuta da alcuni prodotti, mentre per altri è in dirittura
d’arrivo, sono una garanzia di qualità dell’immagine turistica globale del
territorio Piceno. E’ indispensabile dunque procedere in tale direzione,
incentrando la politica di valorizzazione del prodotto Piceno sulla creazione di
un marchio territoriale che definisca qualità e tipicità del prodotto stesso.

ATTIVITA’ PRODUTTIVE
Il territorio sconta, al pari di numerose altre realtà italiane, una situazione
economia di serie difficoltà. I consumi hanno subito una sensibile contrazione
per tutta una serie di motivi. La progettualità dell’assessorato mira a creare
nuove opportunità per il consumatore facilitando il reperimento di informazioni
e l’accesso ad un mercato più equo. Obiettivi questi che potranno essere
raggiunti attraverso iniziative che agevolino il rapporto diretto tra produttore e
consumatore, valorizzando al massimo le risorse del territorio, assicurando
loro la massima circolarità su tutta l’area provinciale. Si tratta in sostanza di
consolidare alcune iniziative avviate negli anni passati, integrandole con
nuove azioni dirette alla soluzione di problematiche emerse recentemente.

SPORTELLO PROVINCIALE DI TUTELA DEL CITTADINO


Il progetto prevede l’apertura di uno sportello che possa fornire informazioni
su tutte le problematiche riguardanti il cittadino – consumatore attraverso un
presidio multicanale, prestando una prima assistenza di orientamento nelle
eventuali vertenze, favorire la cultura della conciliazione delle controversie, in
collaborazione con la Camera di Commercio; realizzare eventi pubblici di
dibattito ed approfondimento, ecc… Il tutto al fine di migliorare la qualità della
vita e di tutelare maggiormente la salute (carovita, approvvigionamento
alimentare, costo polizze assicurative, perdita dei valori dei risparmi, ecc…).
Tale Sportello é concepito anche quale nuovo strumento di contatto diretto tra
il cittadino e l’Assessorato alle Attività Produttive, al fine di rispondere, con

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trasparenza e modernità, alle esigenze di miglioramento dei servizi che
sempre più cittadini chiedono agli enti locali.
Affinché questo nuovo strumento di dialogo con il territorio possa costituire
davvero un’innovazione significativa ed efficace, occorre attuare una prima
fase sperimentale in cui personale qualificato e dedicato raccolga le
problematiche e le esigenze più comuni inerenti ai vari settori produttivi,
nonché suggerimenti, quesiti e segnalazioni, al fine di fornire, in una seconda
fase, mediante l’avvio dello Sportello, risposte concrete e mirate agli operatori
interessati.

FILIERE EMERGENTI
Il modello di condivisione e coinvolgimento sperimentato e le migliori pratiche
collaudate nei distretti presenti sul territorio provinciale, vanno riproposti nelle
filiere emergenti sulle eccellenze del territorio.
Particolare attenzione riceverà inoltre il comparto lattiero caseario e tutta la
filiera connessa sostenendo anche progetti pilota nel settore della
trasformazione e produzione agroalimentare.
Contestualmente, l’Amministrazione garantirà il proprio impegno, nelle sedi di
concertazione delle politiche regionali e statuali, per l’adozione di tutte le
misure che favoriscano gli investimenti in ricerca e sviluppo finalizzati
all’introduzione di tecnologie migliorative dei processi ed all’innovazione del
prodotto, intendendo sostenere, in particolare, il settore delle tecnologie
innovative e delle energie rinnovabili presente in Provincia con realtà di
avanzate emergenze e per far sì che attorno a queste tematiche possa
sorgere un distretto dell’innovazione e delle energie rinnovabili.

PIANO ENERGETICO PROVINCIALE


Sulla stessa linea si muove l’esigenza di un piano energetico provinciale a
servizio di tutti i settori produttivi del territorio per delineare linee guida utili
per tutti gli attori dei comparti produttivi alle amministrazioni locali e quanti si
misurano e debbono far ricorso alle fonti energetiche per dare anche un
supporto di natura tecnica alle amministrazioni pubbliche per quanto riguarda
la redazione e l’integrazione dei programmi e piani di gestione dei territori ai
vari livelli.
Un’attenzione particolare, sempre sul piano delle attività produttive, sarà
riservata alla realizzazione delle seguenti nuove iniziative:

ARCA DEI SAPERI


Ogni traccia di abilità, saperi e culture del passato presenti nel nostro
territorio va tutelata prima che la modernità e la globalizzazione la cancellino.
Per questo si intende realizzare, dopo un accurato e attento censimento
degli antichi mestieri e delle tradizioni produttive picene in via di estinzione,
un’ ”Arca dei Saperi”, una sorta di atlante con testimonianze e immagini, da
proporre anche in versione informatizzata e capace di dare input nuovi e

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proposte alle esigenze di una società dell’innovazione, anche attraverso
forme di studio e formazione professionale d nuovo tipo.

QUALITA’ BALNEARE (ECOLABEL e disciplinari per CHALET,


CAMPEGGI,ALBERGHI,ecc)
Iniziativa volta alla maggiore qualificazione della offerta balneare, su tutta la
costa picena attraverso iniziative promozionali, marchi di qualità volti al
recepimento dei criteri di concessione di marchio ECOLABEL europeo al
servizio della ricettività offerta dai campeggi. I criteri hanno lo scopo di ridurre
gli impatti ambientali (consumo energetico, idrico, smaltimento rifiuti),
associati all’erogazione del servizio di ricettività dei campeggi. A partire da
gennaio 2005 le imprese europee del settore ricettività turistica “Campeggi”
potranno richiedere tale marchio ed attestare l’attenzione posta nei confronti
dell’ambiente nelle loro strategie di marketing, ecc.

PROGETTO MARCHIO QUALITA’ PICENO


Si tratta di un progetto che sostiene iniziative ed azioni innovative per
l’ottenimento di marchi d’area, dei vari distretti tipici e di sviluppo locale
dell’intero territori, dei sui distretti specifici, e di qualità da un punto di vista
ecologico, sociale solidale. Ed anche lo studio e la messa a punto di un
marchio “ombrello provinciale” che si garanzia e dia visibilità anche alle realtà
più marginali ma portatrici di qualità.

CARD PICENO
Si tratta di un progetto strettamente connesso a quello precedente e pensato
per sviluppare, implementare e qualificare l’attività svolta nel 2004 attorno
all’iniziativa Piceno Card attivata da Piceno da Scoprire spa.

CUOCO TIPICO
Progetto di riqualificazione di manodopera (attingendo risorse umane dalle
liste di mobilità e dalla cassa integrazione) da indirizzare nel campo della
ristorazione attraverso la realizzazione di un Master nel quale si
approfondiranno le conoscenze sui prodotti tipici locali. Il fine ultimo del
progetto è quello inoltre di costituire tre Cooperative a servizio delle strutture
turistiche che ne faranno richiesta (il tutto per recuperare e far risaltare le
tradizioni e le tipicità del territorio locale – valorizzazione del marchio di
qualità piceno – mirando ad un incremento occupazionale). Da svilupparsi in
sinergia con la formazione professionale, sindacati, Confesercenti,
Confcommercio ed altre associazioni.

PROGETTI PILOTA DI INNOVAZIONE


Sostegno a proposte provenienti dal territorio e da sperimentare sul territorio
volte al raggiungimento di una sempre migliore competitività sul piano
qualitativo delle produzioni imprenditoriali.

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Come precedentemente, anche nell’anno 2005 verrà assicurata l’attività di
monitoraggio sulle partecipazioni della Provincia alle società, ai consorzi
ed altri enti di competenza del Settore scrivente. A tal proposito, in
riferimento ai consorzi ed altri enti, nei confronti dei quali questa Provincia
versa annualmente delle quote di partecipazione, si indicano in allegato alla
presente (All.1), le previsioni relative all’anno 2005.

PROGETTI PER L’ECONOMIA SOLIDALE


Si ritiene importante cominciare a creare le condizioni affinché iniziative
economiche diverse, democratiche, eccellenti e motivate socialmente,
radicate nel territorio, trovino opportunità per conoscersi e farsi conoscere,
aiutare e farsi aiutare, innescare processi economici nuovi, coordinati e
partecipati e diffonderli, nella convinzione che ciò potrà portare giovamento a
tutti i soggetti coinvolti oltre che al contesto sociale ed ecologico in cui essi
operano.
Per rafforzare ed espandere le realtà dell'economia solidale si sta
sperimentando in diversi luoghi e si vorrà qui sperimentare la strategia delle
reti, che consiste nella costruzione di circuiti in cui fluiscono i beni, i servizi e
le informazioni prodotti dalle realtà dell'economia solidale, in modo che
queste si possano sostenere a vicenda, creando gli spazi per un'economia
diversa. Questo favorirà la strutturazione e l’attivazione del "distretto di
economia solidale" (DES). Tale distretto si configura quale "laboratorio" di
sperimentazione civica, economica e sociale, in altre parole come esperienze
pilota in vista di future più vaste applicazioni dei principi e delle pratiche
caratteristiche dell'economia solidale.
A titolo esemplificativo i "soggetti" dei Distretti dell'economia solidale
comprendono:
- le imprese dell’economia solidale e le loro associazioni;
• i consumatori e le loro associazioni;
• i risparmiatori-finanziatori delle imprese e delle iniziative dell’economia
solidale e le loro associazioni o imprese;
• i lavoratori dell’economia solidale;
• le istituzioni (in particolare gli Enti locali) che intendono favorire sul
proprio territorio la nascita e lo sviluppo di esperienze di economia
solidale.
I processi di globalizzazione accelerano le dinamiche dell'economia di
mercato nei diversi territori locali, uniformazione, sradicamento, oltre a varie
ecologico e sociale. I distretti rappresentano una risposta propositiva ai
fenomeni disgregativi. Essi mirano a valorizzare le risorse locali e a produrre
ricchezza sostenibilità ecologica e sociale. Più precisamente per DES
intendiamo una realtà economica e sociale che persegue la realizzazione dei
seguenti principi:

27
A titolo esemplificativo il progetto prevede che:

• le imprese dei DES acquistano beni e servizi per la produzione,


prioritariamente dalle altre aziende dell’economia solidale e vendono i
loro beni e servizi, prioritariamente alle strutture distributive o di
consumo dell’economia solidale;
• i consumatori acquistano prioritariamente beni e servizi che
provengono dalle imprese dell’economia solidale e partecipano alla
realizzazione dei progetti;
• i risparmiatori-finanziatori e le loro strutture esecutive finanziano
imprese e progetti dell’economia solidale;
• gli Enti Locali (in particolare i Comuni) interessati al progetto,
favoriscano sul loro territorio la formazione dei DES, agevolando il
coinvolgimento dei soggetti economici e delle loro Associazioni;
• le associazioni in sintonia con i principi dell'economia solidale ne
diffondono la cultura;
• insieme, tutti questi soggetti praticano e fanno cultura e informazione
sui temi e sulle esperienze dell’economia solidale.

I soggetti appartenenti ai DES potranno, in accordo con la RES, delineare i


criteri per l'attribuzione di "marchi" al fine di valorizzare i prodotti e processi
caratteristici dell'economia solidale.

I soggetti appartenenti ai DES potranno altresì essere collegati, oltre che a


livello locale, anche con soggetti analoghi in altri territori e, per alcuni prodotti
o campi di azione, con esperienze di economia solidale di altri paesi e
continenti (Reti settoriali).
L’insieme dei soggetti, singoli ed organizzati, dei distretti, delle reti settoriali di
economia solidale, collegati in vario modo fra di loro, costituiscono la Rete
italiana dell’economia solidale.
L'appartenenza alla Rete, tuttavia, si configura in senso più ampio e dunque
non presuppone la partecipazione ai Distretti.
Tra le varie iniziative che tale Settore intende realizzare a partire dall’anno
2005 si segnalano:

- SPORTELLO FILIERA CORTA – GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALI


Negli ultimi anni il costo finale dei prodotti agricoli ha subito un’impennata
vertiginosa a causa dei molteplici passaggi intermedi tra produttore e
consumatore finale che allungano la filiera d’acquisto.
Per cercare di risolvere questo problema sono nati i gruppi d’acquisto,
composti da persone che liberamente e spontaneamente decidono di unirsi
per poter effettuare acquisti all’ingrosso di prodotti agroalimentari, biologici o
di uso comune, che poi ridistribuiscono tra loro. I gruppi hanno la possibilità di

28
rivolgersi direttamente ai produttori recuperando un rapporto con il territorio,
accorciando la Filiera, riducendo passaggi e intermediazioni con un
conseguente vantaggio nei prezzi d’acquisto.
Al fine di promuovere la trasparenza e l’equità della vendita dei prodotti
agricoli e per dare impulso a modelli di sviluppo sostenibili, partendo da un
censimento delle realtà dei consumatori organizzati (gruppi d’acquisto, circoli
associativi, CRAL, ecc...) e delle realtà produttive disponibili al servizio di
fornitura di gruppi d’acquisto, s’intende realizzare uno Sportello Informativo
“FILIERA CORTA” al fine di favorire la costituzione e l’avvio di nuovi gruppi di
acquisto per prodotti agroalimentari e biologici, dando una concreta
opportunità di risparmio sugli acquisti di prodotti di qualità. Le varie attività
dello sportello sono volte a coordinare ed incentivare il rapporto diretto tra
produttore locale e consumatore basandolo sulla fiducia reciproca, sulla
qualità dei prodotti e dei metodi di produzione, su una politica dei prezzi
legata alla produzione dando così vita ad un modello di sviluppo locale più
corretto, con meno squilibri e più sostenibile. Le iniziative da attivare sono
individuate con:

- CREAZIONE DI UNA RETE DELLA RISTORAZIONE TIPICA


- RAFFORZAMENTO DELLE RETI DI PRODUZIONI TIPICHE LOCALI
- RETE DELLE BOTTEGHE e dei mercati EQUO-SOLIDALI
- MENSE ECO&EQUO (sostegno ai Comuni per conversione)

- QUARS – RAPPORTO SULLA QUALITA’ DELLA VITA IN PROVINCIA

La ricchezza di un Paese e dei suoi territori locali (il “famoso” Pil, prodotto
interno lordo) può essere misurato con altri indicatori economici e monetari.
Indicatori che devono tenere conto di parametri quali lo stato dell'ambiente,
l'equità nella distribuzione delle risorse, lo sviluppo umano e la qualità
sociale.
Si arriva così alla costruzione del Quars (Qualità regionale dello sviluppo)
messo a punto dagli organizzatori della campagna "Sbilanciamoci!",
promossa da 35 organizzazioni della società civile, che da alcuni anni
analizza gli orientamenti di politica economica che emergono dalla Legge
Finanziaria e sviluppa proposte alternative sostenibili su come usare la spesa
pubblica per la società, l'ambiente e la pace.
Per questo daremo avvio ad una ricerca sulla “qualità dello sviluppo” nella
Provincia di Ascoli Piceno usando la metodologia e gli indicatori del QUARS
(Qualità Regionale dello Sviluppo).
La ricerca dovrebbe comprendere alcuni indicatori di riferimento (da valutare
anche in base alla disponibilità dei dati da acquisire), come:
• forme e iniziative di sostegno alla partecipazione democratica

29
• valorizzazione della dimensione di genere
• iniziative nel campo della sostenibilità ambientale (raccolta
differenziata, sostegno a imprese eco-compatibili, protezione aree,
ecc.)
• indirizzo, quantità e qualità della spesa sociale
• sicurezza e agibilità delle scuole
• soddisfazione dei cittadini per i servizi
• indicatore UNDP (reddito procapite, scolarizzazione, aspettative di vita,
ecc.)
Ovviamente la scelta degli indicatori dovrebbe avvenire anche grazie ad una
preventiva discussione comune e –ripetiamo- in virtù di dati relativamente
reperibili.
Questa ricerca può essere il frutto di un lavoro coordinato con ricercatori di
altri istituti di ricerca con i quali Sbilanciamoci ha rapporti, tra i quali l’Istat, il
Censis, Eurispes, il Cnr e le Università di Roma (Statistica), di Urbino
(Economia), di Camerino (Scienze Politiche), anche con la sua sede
distaccata di Ascoli Piceno.

PROGETTI ATTIVITA’ TURISTICHE


Quanto alla realizzazione del patto del turismo, del commercio e
dell’ambiente promosso dall’Amministrazione Provinciale per consentire
all’intero territorio provinciale un significativo salto di qualità in termini di
attrattività, investimenti, sviluppo delle attività collegate al turismo e creazione
di nuovi posti di lavoro, si ricorderà che era stato affidato alla società Piceno
Sviluppo Scarl l’incarico per la realizzazione di una ricerca e di uno studio
finalizzati ad analizzare le potenzialità del settore turistico e dei comparti di
attività ad esso collegati e per la definizione di un programma quadro di
interventi volto a sviluppare tali potenzialità dal punto di vista socio-
economico-occupazionale.
L’iniziativa, definita negli obiettivi progettuali genericamente “Patto del
Turismo“ con riferimento all’istituto del patto territoriale, non trova più
corrispondenza effettiva in tale specifico strumento, a motivo del mancato
rifinanziamento statale.
L’ipotesi di lavoro sulla quale si ritiene opportuno, allo stato, procedere risulta
quella della costruzione di un contratto di programma, da stipularsi con il
competente Ministero dell’Economia, sostanziato da proposte progettuali
coerenti con le linee guida che l’Amministrazione sta tracciando a partire
dall’analisi delle indagini sino ad oggi condotte.
In particolare, entrerà nella fase operativa il lavoro relativo all’ARSTEL
proposta dalla Provincia alla Regione Marche, di cui le progettualità, attinenti
anch’esse alla tematica turistica, elaborate dal suddetto gruppo e già
sottoposte al vaglio regionale per l’accesso ai previsti finanziamenti,
costituiscono la struttura portante.

30
L’Amministrazione di Ascoli Piceno, per migliorare la conoscenza delle
dinamiche evolutive del mercato turistico locale, vuole investire delle risorse
per porre in essere delle basi solide allo sviluppo del turismo provinciale
affinché si possano realizzare degli interventi mirati per il rilancio dello stesso.
A tal fine, l’obiettivo è quello di costituire un OSSERVATORIO SUL TURISMO
della Provincia di Ascoli Piceno al fine di elaborare dei modelli predittivi che
possano guidare gli operatori turistici, pubblici e privati nell’elaborazione delle
strategie competitive e nell’organizzazione degli spazi turistici.
Obiettivo ulteriore del progetto è quello di creare un sistema integrato di
monitoraggio dei flussi turistici volto ad implementare un analisi di tipo SWOT
che possa portare, nel lungo periodo, al miglioramento delle condizioni di
attrattività dei Sistemi Turistici Locali (STL) e della competitività delle imprese
di cui questi si compongono attraverso un’attività di ricerca ed analisi che si
possa basare anche sulla tecnica del benchmarking.
Tale progetto, promosso appunto dall’Amministrazione Provinciale di Ascoli
Piceno si svilupperà su quattro fasi che, partendo dall’individuazione del
campione con relativa metodologia di individuazione, passando per la
necessaria rilevazione ed elaborazione statistica, arriverà ad elaborare una
pubblicazione che possa fornire delle risposte ed allo stesso tempo possa
essere propositiva per tutti i STL.
Nell’ambito della delibera CIPE 36/02, la Provincia di Ascoli Piceno ha
ottenuto la concessione di un contributo di €.164.000,00 per la realizzazione
del progetto “SVILUPPO E PROMOZIONE DELLE RISORSE STORICO –
ARTISTICO - CULTURALI DEL TERRITORIO PICENO”. Tale progetto, come
si evince dalla denominazione, ha come obiettivo principale la promozione e
lo sviluppo delle risorse storico-artistico-culturali del territorio Piceno e vede
come soggetti attuatori, gli Assessorati al Turismo, alle Attività Produttive ed
alla Cultura di questa Amministrazione.
Nello specifico il progetto prevede le seguenti azioni:
a) sviluppo di un progetto territoriale integrato finalizzato alla
definizione fisica delle localizzazioni, alla realizzazione dei contenuti
di massima dei Punti informativi territoriali del Piceno. Trasferimento
dei contenuti su web (lavori di ricerca territoriale, tematica e
iconografica);
b) definizione della collocazione geografica, nonché delle
caratteristiche di base degli allestimenti dei punti informativi,
redazione testi e reperimento immagini (linea grafica del sistema);
c) allestimento di un laboratorio multimediale;
d) addestramento e formazione;
e) realizzazione completa di un punto informativo prototipale
comprensivo delle attrezzature, dei materiali informativi e dei
materiali pubblicitari di base (Progettazione e Realizzazione);

31
f) punti di informazione e di rilevazione dei dati turistici (segnaletica
nelle sedi centrali, utile a far identificare gli snodi informativi del
circuito, distribuita su tutto il territorio).
Per il regolare svolgimento del progetto in argomento, affinché venga svolta
un’efficace azione di coordinamento fra le ditte affidatarie delle azioni sopra
elencate e gli Assessorati beneficiari finali dell’intervento, affinché
periodicamente possano essere raccolti dati sull’andamento del progetto e
verificare la corrispondenza fra gli obiettivi prefissati e quelli raggiunti, vi è la
necessità di un continuo monitoraggio. Necessaria sarà anche la gestione dei
comuni sistemi informatici, per consentire lo svolgimento delle attività di
presentazione, promozione, marketing, e di tutto ciò che abbia a che fare con
il turismo, sfruttando, nel migliore dei modi, le innumerevoli risorse e vie di
comunicazione mediatica messe a disposizione dall’attuale tecnologia e,
soprattutto, da internet.

Tra le nuove iniziative proposte in questo Settore di concerto con gli


Assessorati competenti di particolare rilevanza risulta l’avvio del progetto
“NO COTTAGE”. Tale progetto è volto a favorire la destinazione del
patrimonio immobiliare rurale ad attività turistiche, artigianali, artistiche di
qualità e non a seconde case, favorendo l’utilizzazione dei casolari in vendita
da parte di chi ne vuole fare occasione di lavoro, turismo sostenibile e
salvaguardia delle identità locali attraverso l’istituzione di un fondo di
rotazione (possibilmente da chiamare “Risorse Naturali”) con il quale la
stessa Provincia si porrebbe come intermediario per l’affitto di tali proprietà a
prezzo contenuto per poi destinarle agli scopi sopra descritti attraverso la
costituzione di una graduatoria di merito.

INTERVENTI NEL CAMPO DELLA PROGRAMMAZIONE


D’altro lato, si proseguirà l’azione di supporto all’avanzamento delle
realizzazioni ricomprese nel “Patto territoriale per l’industria e
l’artigianato” e nel “Patto territoriale per l’agricoltura e la pesca” con la
finalità pure di poter recuperare e riutilizzare eventuali fondi residui del patto a
sostegno ed integrazione di politiche di sviluppo della qualità delle produzioni
primarie e dei servizi ed in campo produttivo agroalimentare.
Nell’ambito delle molteplici attività relative alle competenze assegnate alle
province dalla legge regionale n. 46 del 1992, che disciplina il concorso della
Regione Marche, attraverso un contributo in venti annualità, il finanziamento
degli investimenti degli enti territoriali e dei loro consorzi relativamente
ad opere pubbliche infrastrutturali, si procederà anche nel 2005 all’attività
di indirizzo e coordinamento delle istanze proposte dal territorio.

32
PARTECIPAZIONE A PROGETTI INTERREG , LEADER PLUS, EQUAL,
LIFE ed altre iniziative e programmi comunitari del comparto. .

DISTRETTO CALZATURIERO FERMANO-MACERATESE


Il settore delle calzature sta attraversando la più profonda e difficile crisi della
sua storia industriale, soprattutto a livello locale: al forte calo dei consumi sia
interni che internazionali, che ciclicamente in passato ha determinato
congiunture sfavorevoli anche di media durata, si aggiungono questa volta
fattori di tipo strutturale che, per la maggior parte delle piccole imprese, non è
facile superare con una politica difensiva ed attendista.
La mondializzazione dei mercati che oggi mette a disposizioni dei grandi
buyer un ventaglio di opportunità produttive e commerciali prima inesistenti,
l’esplosione dell’attività manifatturiera in Cina che, in termini generali, da un
lato sta inducendo forti modificazioni nel mercato delle materie prime e
dall’altro nelle abitudini dei consumatori occidentali, lo spostamento delle
produzioni mature ad est per effetto del progressivo allargamento dell’Unione
Europea, l’eccessiva connotazione terzista unita alla debolezza dimensionale
ed organizzativa delle piccole imprese del distretto calzaturiero fermano,
stanno determinando una vera e propria “selezione naturale” in una realtà
territoriale che ancora oggi dipende dall’attività di questo comparto sia in
termini di reddito che di occupazione.
Negli ultimi 2 anni il distretto fermano - maceratese ha perso oltre il 10% di
posti di lavoro ed oltre il 5% di piccole realtà produttive e purtroppo il
processo di depauperamento non può dirsi concluso.
Il 1° gennaio 2005 ha visto per alcuni comparti, compreso le calzature, la
conclusione del percorso di eliminazione dei contingenti alle importazioni che
fino ad oggi avevano in qualche modo aiutato le produzioni interne, con la
conseguenza che ormai il processo di globalizzazione dei mercati è esteso al
cento per cento dei comparti e dei volumi di produzione di scambio.
Questa circostanza rende ancora più evidente l’assoluta necessità di
spingere molto sulla qualità alta dei prodotti “made in Italy”, puntando, nel
contempo, a ridare competitività alle piccole e piccolissime imprese del
distretto calzaturiero, spingendo l’acceleratore sui processi di aggregazione e
di cooperazione produttiva e commerciale.
In una situazione del genere soltanto l’alta qualità del prodotto - tesa a
penetrare i mercati di consumo emergenti in paesi tradizionalmente clienti
come gli Usa, il Giappone ma anche in Russia, Cina, Sud Est Asiatico e Sud
America, ancora molto sensibili al “made in italy” – può consentire al nostro
distretto di riposizionarsi nello scenario mondiale senza subire danni
irreparabili.
Per raggiungere questo obiettivo è assolutamente indispensabile un
grandissimo sforzo organizzativo da parte della moltitudine dei piccoli
imprenditori ma anche un determinante e fattivo contributo da parte delle
aziende più forti e dinamiche e delle istituzioni pubbliche e private del

33
territorio tutto: solo se ci sarà uno scatto culturale e di mentalità riusciremo ad
affrontare e risolvere questa grave situazione di crisi che non è solo
produttiva e professionale ma sta già minacciando la tenuta sociale del
territorio.
In tale ottica un grande contributo potrà venire dalle politiche formative che
dovranno facilitare l’apprendimento delle nuove necessarie conoscenze al
fine di spostare, quanto più velocemente possibile, l’asse delle skills verso le
fasi di lavorazione e le attività aziendali a più elevato valore aggiunto
(designer, prototipazione, studio dei materiali, campionamenti, marketing,
penetrazione commerciale, outsourcing, passaggio generazionale,
consolidamento di marchi e brevetti, etc.).
Si continuerà, pertanto, ad accompagnare e sostenere la positiva esperienza
del COICO dell’area distrettuale calzaturiera del Fermano-Maceratese,
Comitato creato con compiti di indirizzo e coordinamento dell’attività di tale
distretto, mediante una programmazione puntuale per il 2005, inserita
all’interno di un “Piano strategico” di sviluppo economico per il territorio di
riferimento.
Tale Piano verterà, principalmente, intorno a sei questioni:
• l’orizzonte temporale, che non può esser quello dell’attuale congiuntura di
crisi, ma quello delle trasformazioni di lungo periodo del sistema
industriale e del sistema sociale;
• la capacità di aggiustamento del sistema sociale interessato, vale a dire il
grado di sostenibilità sociale ed economica della traiettoria di sviluppo;
• l’incertezza della politica settoriale nazionale, da cui derivare
l’orientamento, per i decisori locali, di evitare di muoversi su politiche
genericamente di settore e quello di non considerare l’intervento nazionale
di settore capace da solo di trovare soluzione alla criticità legata ad un
fenomeno di transizione industriale;
• la centralità delle politiche strutturali volte a modernizzare il sistema delle
imprese;
• le ricadute sul territorio dell’evoluzione industriale del distretto;
• la necessità che le politiche territoriali abbraccino un ampio ventaglio di
interventi, quali politiche di sostegno ad altri settori economici, non solo
manifatturieri, investimenti in qualità urbana, formazione, marketing
territoriale, etc.,
Partendo dall’assunto che un piano di sviluppo strategico non è la stessa
cosa di un “sistema di politiche industriali per il settore calzaturiero locale“,
l’Amministrazione Provinciale assumendo come dato iniziale l’evoluzione del
settore calzaturiero, deve porsi l’obiettivo di costruire intorno un sistema
urbano che continui a seguire una traiettoria di sviluppo socialmente
sostenibile.
Per quanto concerne il tema della formazione, particolare rilievo assume,
nell’attività progettuale del Co.I.Co., quella relativa all’istituzione di un Centro
di Formazione di Eccellenza, che accompagni ed acceleri il processo

34
evolutivo del distretto calzaturiero ed il suo riposizionamento, intervenendo
sulla carenza strutturale del contenuto di servizio (design, creatività,
marketing, logistica) inglobato nel prodotto e sulla trasformazione delle
eccellenze presenti in campo imprenditoriale e formativo da casi di studio ad
elementi distintivi di distretto.

IMPRESE ATTIVE nella provincia di Ascoli Piceno


nel settore della "Fabbricazione di calzature ed accessori”

Al al Variazione
31/12/2002 30/09/2004 %

Fabbricazione di 2.824 2.705 -4,21


calzature ed
accessori

ADDETTI nella provincia di Ascoli Piceno nel settore


della "Fabbricazione di calzature ed accessori"

Al al Variazione
31/12/2002 30/09/2004 %

Fabbricazione di 20.315 18.321 -9,82


calzature ed
accessori

35
AGRICOLTURA - TURISMO – PARCHI

SERVIZIO AGRICOLTURA PARCHI E TURISMO


Nell’ambito della riorganizzazione degli Assessorati e di conseguenza dei
Servizi collegati, l’ Amministrazione Provinciale ha inteso accorpare quei
servizi che si occupano costantemente delle risorse primarie, delle tipicità,
delle attività turistiche e delle bellezze naturali. Nasce così l’Assessorato
all’Agricoltura, Parchi, Turismo, Prodotti Tipici, Marchi di qualità, e politiche
della montagna con lo scopo di mettere in rete e sinergia tutti quegli elementi
di qualità caratterizzanti il territorio piceno dalla costa adriatica riconoscibile
dalla forte identità turistica fino alla montagna dei due Parchi Nazionali.

La promozione turistica del territorio e dei prodotti tipici non può prescindere
dalla valorizzazione di un ambiente naturale protetto e dal rilancio di una
agricoltura tipica e di qualità che rappresenta il futuro scenario su cui
proiettare l’attività del settore, senza dimenticare la grande realtà e forza del
comparto dell’industria agroalimentare (ortofrutta, freddo, vivaismo) che
sostiene gran parte della occupazione di interi distretti, e rende il piceno
punto di forza in questi comparti nell’ambito regionale. Infatti promovendo il
proprio territorio ricco di bellezze naturali con la presenza di parchi nazionali:
dei Sibillini, della Laga e dell’istituendo parco Marino del Piceno, della
Riserva Naturale Regionale della Sentina di Porto d’Ascoli, e di numerose
aree protette naturali (SIC, ZPS ed aree floristiche), l’Assessorato intende
lanciare un connubio di qualità tra bellezze naturali e prodotti della tipicità
locale (siano essi prodotti che servizi) sotto lo slogan: “Piceno: L’Italia di
qualità”.

AGRICOLTURA
L’Assessorato di questa Provincia, in attesa dell’attuazione della legge
regionale 22/04 di “delega delle funzioni amministrative in materia agro-
alimentare, forestale, di caccia e pesca nel territorio regionale”, si sta
producendo in uno sforzo di strutturazione di una organizzazione che possa
essere pienamente operativa allo svolgimento dei compiti gestionali in
materia di agricoltura nel momento dell’attuazione della delega regionale.
In relazione alla grande rilevanza dell’intervento dell’Unione Europea nel
settore e delle problematiche legate all’attuazione della nuova PAC dopo la
riforma di mezzo termine, della sua applicazione italiana ed in considerazione
degli effetti che essa potrà avere con un impatto più o meno positivo nel
tessuto produttivo e sociale provinciale è necessario che la Provincia , quale
ente di riferimento di area vasta, possa partecipare alla futura
programmazione delle politiche agricole e rurali, con particolare riferimento
all’utilizzo dei finanziamenti comunitari e all’individuazione dei bisogni degli

36
agricoltori e di tutta la filiera per far sì che i futuri piani agricoli, di sviluppo
rurale e tutti gli interventi programmati da Regione e Stato possano essere
utili per la soddisfazione di tali bisogni e per la crescita di una economia
locale sempre più caratterizzata dalla sostenibilità, dalla qualità, dalla
giustizia sociale e dall’equità e che le scelte avvengano con criteri e modalità
di partecipazione, condivisione e costruzione dal basso . A tale scopo questo
assessorato dovrà impegnarsi in una attività di coordinamento,
coinvolgimento e partecipazione di tutti gli attori operanti in questo comparto
e dovrà elaborare strategie e proposte utili allo scopo.
L’attenzione sarà rivolta verso azioni che dovranno portare al reperimento di
risorse ed anche all’investimento di proprie per agevolare lo sviluppo del
settore, spingendo sempre più verso la qualità, con processi di qualificazione
di prodotto, processo anche con marchi d’area, verso la sovranità alimentare,
verso l’obiettivo della tenuta e possibilmente l’incremento di occupazione in
un settore particolarmente difficile e che vive un grave momento di enpasse
e che vede un invecchiamento degli operatori ma che vede anche una nuova
leva di giovani che scelgono la “nuova agricoltura multifunzionale” con
motivazioni economiche ed anche etiche e che vogliono cogliere le
opportunità che una agricoltura di qualità integrata con il turismo ha
dimostrato di saper dare in alcuni distretti di alcune regioni italiane, come
Toscana,Liguria, ecc.
Sull’agricoltura multifunzionale, quella derivata dalla legge di “orientamento”,
si svilupperanno diverse azioni operative volte a garantire redditi integrativi
agli agricoltori con i loro servizi di natura ambientale, commerciale,ecc. come
pure sull’agricoltura di qualità: delle tipicità, della biodiversità, del biologico,
del no OGM; grandi energie saranno riposte allo scopo di disegnare ed
ottenere (con la partecipazione degli agricoltori, delle associazioni di
categoria, dei trasformatori, ecc.) un comparto fortemente segnato da quegli
elementi che possano innazzarlo in una posizione primaria ed emergente e
capace di reggere e affermarsi in un mercato sempre più difficile dove la
globalizzazione troppo spesso rappresenta un elemento di debolezza e non
di forza. Obiettivo dell’attività sarà quello di partecipare e favorire la
realizzazione di una agricoltura che sempre più sia capace di costruire attività
di filiera complete e corte tali da soddisfare al meglio le esigenze ed
aspettative sia dei produttori e trasformatori che dei consumatori in termini di
produzioni qualitative, eticamente, economicamente ed ecologicamente
sostenibili nonché di permettere la tenuta del territorio piceno anche da un
punto di vista ecologico e sociale per migliorare il contributo che
dall’agricoltura viene verso il più generale patrimonio di cultura rurale, del
paesaggio e dell’umanità di una comunità locale.
Per rendere agevole la lettura del presente documento si propone la sintesi
per temi delle iniziative che è intenzione svolgere nel prossimo anno:

37
1. PROMOZIONE DEI PRODOTTI TIPICI
L’economia agricola dei prodotti tipici costituisce un settore vitale e
determinante per l’economia della nostra Provincia e proprio per questo
motivo si ritiene prioritario promuovere e valorizzare ai più alti livelli, sia in
campo regionale sia nazionale questo settore anche sostenendo quelle
iniziative di rilevante interesse che si svolgeranno sul territorio e che
costituiscono importanti punti di riferimento per il settore agricolo, forestale e
della pesca.
A tale scopo si è resa necessaria una ricerca, in collaborazione con i Comuni,
le Proloco, le C.M. ed altri soggetti per individuare le maggiori manifestazioni
eno-gastronomiche che si svolgono nell’arco dell’intero anno nella nostra
Provincia, cosicché si possa realizzare e promuovere un calendario per
legare sempre di più il settore enogastronomico a quello turistico tradizionale
per raggiungere l’obiettivo di una crescente promozione del territorio.
La nostra Provincia, ricca di tradizioni e produzioni, deve essere scoperta e
valorizzata, adoperando l’agricoltura della tipicità come volano per muovere
una economia che oggi soffre per lo stallo in cui si è convogliata l’agricoltura
anche a causa di politiche che premiavano il prodotto per il contributo e non il
prodotto per la qualità e l’esigenza del cittadino.
Questo assessorato si sta dirigendo verso la maggior promozione ed
incremento dei prodotti tipici, in considerazione della grande attenzione che i
consumatori hanno oggi per i prodotti di qualità e che tale promozione è da
considerarsi una scelta efficace per creare sviluppo ed occupazione nei
territori dove le produzioni tipiche si collocano.
L’obiettivo che ci si è posti è la promozione e la difesa della qualità e della
biodiversità che sono il punto di forza dell’agroalimentare “made in Italy”,
strettamente legato con la storia, le risorse umane e le tradizioni che
svolgono un ruolo importante e determinante nella trasformazione delle
materie prime locali.

2. CREAZIONE DI NUOVE DOP, MARCHI D’AREA E SETTORIALI


A sostegno delle produzioni minori, ma di alta qualità, sono stati emanati i
regolamenti comunitari il cui fine principale è di salvaguardare e tutelare
specifiche produzioni ottenute in zone determinate e geograficamente
delimitate ed insieme fornire ai consumatori una risposta concreta in termini
di garanzia sulle modalità di produzione e sull’origine dei prodotti.
Nel nostro territorio molti sono i prodotti che ambiscono a tale
riconoscimento ed è precisa volontà della Provincia, in collaborazione con gli
enti preposti, le categorie del settore e tutto il mondo che ruota attorno a tale
settore nella provincia di Ascoli Piceno, fornire il sostegno economico ed il
supporto scientifico alle associazioni dei produttori già costituite per
l’ottenimento delle menzioni DOP o IGP o STG. È il caso dell’Oliva ascolana
tenera del Piceno che sta concludendo l’iter previsto per il riconoscimento
della DOP, o dell’Olio Marche extravergine che ha invece concluso la parte

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italiana dell’iter di riconoscimento della DOP e si avvia alla fase di
pubblicazione presso la G.U.C.E. o ancora della DOP nascente del Vino
cotto piceno che ha appena iniziato l’iter del riconoscimento con la
costituzione dell’associazione dei produttori e la stesura del Disciplinare
tecnico necessario per la formulazione della richiesta della menzione
comunitaria o di quelle in animo di ottenere.
Il lavoro dell’assessorato in qualità di animatore sul territorio, coordinamento,
supporto scientifico, tecnico ed anche di impegno economico non termina con
il raggiungimento di questi riconoscimenti ma guarda agli altri prodotti del
nostro territorio più conosciuti quali: il Maccheroncino di Campofilone, il
Ciaiuscolo, il Tartufo Nero pregiato, il Tartufo bianco dei Sibillini, il Pecorino e
la Mela Rosa dei Monti Sibillini, il Marrone dei Sibillini e della Laga, la Pesca
della Val d’Aso, il miele del Piceno ed altri i cui produttori non hanno ancora
colto l’importanza di costituirsi in Associazioni, unico organismo riconosciuto
dall’UE per la presentazione e l’ottenimento delle menzioni comunitarie.
Per tale impegno si reputa necessario uno studio approfondito sulle realtà dei
prodotti tradizionali della Provincia anche con l’obiettivo di dotarsi di un
marchio di qualità Provinciale, facendo in modo che ci sia una stretta
collaborazione di tutti i servizi e settori provinciali che debbono servire
all’unico scopo di proiettare all’esterno l’immagine “Provincia”.
Iniziative comuni con altri Enti (ASSAM, Regione, Camera di Commercio)
saranno promosse, al fine di finanziare progetti sperimentali inerenti alle
varietà locali di olivo da olio e da mensa destinate ad una valorizzazione
commerciale e produzioni di nicchia da salvaguardare.
Inoltre, risulta fondamentale la programmazione di iniziative incentrate sulla
conoscenza del prodotto locale, quali quelle relative a programmi di
educazione sensoriale da attivare nelle scuole medie superiori ed inferiori e la
realizzazione di convegni specifici per rendere visibili le iniziative di
valorizzazione delle produzioni locali che l’Amministrazione Provinciale
promuove nel comprensorio Piceno.

3. PESCA
L’altro settore che questo Assessorato intende incrementare e promuovere a
carattere regionale e nazionale è quello della pesca, che per diverse ragioni
endogene ed esogene sta attraversando un momento di grande difficoltà ma
anche di grande cambiamento verso nuove caratterizzazioni.
A tale scopo si crede opportuno avviare iniziative, incontri, confronti,
convegni ed eventi specifici del sistema pesca, non dimenticando che la
nostra provincia è ai primi posti nel settore della trasformazione e
conservazione del pesce e che nella nostra provincia opera l’unico consorzio
di pescatori dell’Adriatico. Settore che tenterà di misurarsi anche con la
nuova realtà del Parco Marino Piceno visto con interesse per la
caratterizzazione e qualificazione che potrà garantire all’intero settore. Tra le
iniziative anche un progetto “Piccola pesca” per il rilancio del pesce azzurro

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dell’Adriatico con la promozione di eventi ed attività anche attaverso la
conoscenza delle caratteristiche nutrizionali del prodotto, delle sua bontà
gastronomica.

4. TAVOLO VERDE E FORUM DELL’AGROALIMENTARE


Per il prossimo anno l’assessorato ha in animo di continuare la strada della
concertazione con le associazioni di categoria riattivando il Tavolo Verde ed
ampliandolo con il “Forum dell’agroalimentare”, un organismo a latere del
Tavolo Verde che consentirà una più ampia partecipazione e dialogo con il
mondo dell’agroalimentare.

5. PIANO AGRICOLO PROVINCIALE


È uno strumento di programmazione privilegiato anche alla luce delle future
deleghe e competenze che a breve la Regione trasferirà alla Provincia.
Scopo del piano, oltre la definizione e riorganizzazione interna del servizio
risorse agricole provinciale, anche favorire i fattori di tutela, conservazione e
presidio del territorio rurale attraverso l’applicazione concreta delle politiche
economiche agricole comunitarie e regionali.

6. RETE DEGLI AGRITURISMI, BED&BREAKFAST E TURISMO RURALE


L’agriturismo rappresenta una fonte integrativa di reddito per le aziende
agricole con il fine di sostenere l’agricoltura e garantire la permanenza dei
produttori agricoli nelle zone rurali.
Dal punto di vista normativo notevoli sono gli sviluppi a livello nazionale
(D.Lgs. 228/01, D.Lgs. 226/01 e dalla L.122/01) e regionale (LR 3/02 e
regolamento attuativo 4/02) nel settore agrituristico ampliando il vaglio delle
attività consentite quali ad esempio l’organizzazione delle attività ricreative,
culturali e didattiche, di pratica sportiva, escursionistiche ed ippoturismo
finalizzate ad una migliore fruizione e conoscenza del territorio, nonché di
degustazione dei prodotti aziendali, inclusa la mescita del vino e non da
ultima la valorizzazione della multifunzionalità aziendale. Con il D.lgs 122/01
viene inoltre parificato all’agriturismo anche l’”ittiturismo” che prevede
l’ospitalità, ristorazione e servizi presso strutture gestite da pescatori
professionisti.
Il ruolo dell’assessorato provinciale non può non essere legato al
coordinamento di tali attività sul territorio attraverso la loro ricognizione e
monitoraggio al fine di creare una rete di attività per una concreta promozione
del territorio.

7. MAPPA DELLA RURALITÀ E ARCHITETTURA RURALE


Il contributo del mondo rurale al paesaggio anche attraverso l’architettura
rurale è conosciuto ed è ancor più necessario oltre che per fini estetici anche
per fini sociali e culturali, dunque occorre effettuare una ricognizione del
patrimonio edilizio delle zone rurali. È intenzione dell’assessorato infatti

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operare in tal senso cercando di convogliare tutte le informazione anche per
la creazione di una rete di servizi turistici nei territori rurali e nel contempo
promuovere un uso sostenibile dello stesso con la tutela dell’ambiente del
paesaggio e delle tradizioni del mondo rurale. (L. 378/03 Disposizioni per la
tutela e la valorizzazione dell'architettura rurale).

8. BIOLOGICO E COLTURE OGM FREE


Relativamente a questi aspetti, visto che con le modifiche alla LR 24/98
(LR22/04) sarà tra le funzioni delegate alle amministrazioni provinciali, la
tenuta degli elenchi degli operatori biologici e le denunce di inizio attività,
anche in questo caso per meglio preparare l’ufficio alle nuove funzioni si
inizierà un attento monitoraggio delle attività esistenti.
Per quanto attiene al discorso delle colture OGM – free ci si propone di dare
attuazione alla delibera di consiglio provinciale: Il territorio della Provincia di
Ascoli Piceno come area omogenea libera da OGM, tenuto conto della
normativa regionale in vigore, delle attività in essere, degli studi di settore.
In Europa siamo di fronte a un bivio tra due scelte antitetiche: far progredire
la filiera Ogm, oppure conservare e migliorare l’attuale modello agricolo.
L’assessorato provinciale è per la qualità, le produzioni tipiche, i vini e i cibi
espressione della cultura materiale del territorio, quei vini e cibi che fanno
grande il nome dell’Italia e della Marche nel mondo, per questo si è pensato
alla dichiarazione della Provincia come territorio OGM free, un’azione forte,
un gesto concreto per consolidare l’alleanza tra quei movimenti di cittadini e
consumatori che vedono negli OGM un rischio per il nostro ambiente e per le
identità locali. Ulteriore passaggio sarà quello verso la garanzia delle semine
sicura dagli ogm.
Due progetti si inseriscono in quest’ottica: Sementi Contadine un percorso
formativo per la ripresa dell’auto produzione di sementi e materiali di
moltiplicazione nelle aziende agricole sulla scia di progetti già avviati in altre
regioni italiane, Spagna (Red de semillas) e Francia (Semences paysannes)
consentendo un recupero dell’agrobiodiversità e salvaguardia del
germoplasma delle sementi locali frutto di sapienti selezioni e progetto
“Olivicoltura tradizionale e biodiversità” in collaborazione con la LIPU al fine
di:
• valutare il ruolo degli oliveti tradizionali per le comunità ornitiche
nidificanti e svernanti;
• valutare l’impatto di alcune pratiche agricole sulla comunità ornitica
degli oliveti;
• elaborazione di linee guida per la gestione naturalistica degli oliveti con
la proposta di schemi agroambientali da inserire nel prossimo periodo
di programmazione dei fondi per lo Sviluppo Rurale e di regole di
Buone condizione agronomiche ed ambientali ai sensi del reg. CE
1782/03.

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Altro progetto che si realizzerà “Mensa Bio, eco&equo”, anche in attuazione
della LR n.9/00 che prescrive il consumo di prodotti non geneticamente
modificati nelle mense scolastiche, ospedali e luoghi di cura, prevede l’utilizzo
di prodotti biologici e OGM free, prodotti ecologici e del commercio equo e
solidale nelle mense scolastiche.

9. PROGETTO “PICUS”
Verrà seguito il progetto approvato dall’autorità Ambientale della Regione
Marche con Decreto del Dirigente della posizione di Funzione Autorità
Ambientale Regionale n.56/4AA del 07/07/2004 che nel 2005 terminerà il suo
iter e svolgimento con la realizzazione affidata ad una società esterna
(Asteria srl) di un piano di sviluppo sostenibile per la media e bassa valle del
Tronto e di due progetti pilota con l’obiettivo di rendere immediata
l’applicabilità di risposte concrete a due criticità ambientali già evidenti per
l’area in oggetto.

10. PROGETTO “ESPERTO”


Si tratta di un progetto che si sviluppa nell’ambito del programma Comunitario
Leonardo da Vinci 2005, relativo allo sviluppo di una strategia innovativa
nell’impiego dell’e-learning per la formazione continua dei lavoratori operanti
nel settore del Turismo rurale. Tale progetto, portato avanti dalla Task srl
società partecipata di questa provincia, vede il coinvolgimento degli
Assessorati all’Agricoltura, al Turismo e alle Attività Produttive.

11.FLORO-VIVAISMO E DISTRETTO FLOROVIVAISTICO


Relativamente alle produzioni floro-vivaistiche della nostra provincia è bene
chiarire in premessa almeno alcuni aspetti essenziali: il ruolo dell’assessorato
verso la definizione di una proposta di “Distretto Florovivaistico” non vuole
essere una riedizione impropria delle esperienze compiute con i “distretti
industriali”, affermatisi prevalentemente grazie a specializzazioni mono
produttive che non hanno corrispondenti analogie in agricoltura ma piuttosto
una accezione più ampia, recependo sia gli input comunitari che quelli dettati
dalla legislazione nazionale di riferimento, evidenziando per i distretti rurali il
tratto distintivo della “integrazione fra attività agricole e altre attività locali”, a
supporto della specificità e della tradizione delle produzioni agroalimentari
locali.
Infatti si fa riferimento ad una attività caratteristica dell’agricoltura
marchigiana, che negli ultimi anni ha assunto rilievi di sicuro interesse per la
possibilità di crescita e di espansione nel nostro territorio. Ciò essenzialmente
in relazione alle particolari caratteristiche ambientali che lo
contraddistinguone, oltre, naturalmente, agli spazi di mercato rispetto ai quali
le chance di successo risultano concrete. Sono attività alternative che

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possono assumere un significativo interesse per il riorientamento produttivo e
per la crescita e la qualificazione della imprenditoria agricola.
In quest’ottica si inserisce il progetto “Amico Albero” in accordo con
Legambiente che si propone di rivalutare le nostre produzioni vivaistiche di
qualità attraverso il veicolo culturale offerto dalla Festa degli Alberi. Tale
manifestazione viene così rivitalizzata dandole nuovi contenuti e
contemporaneamente dando impulso alle produzioni vivaistiche di qualità
coinvolgendo gli operatori del settore più sensibili.
12.AGRICOLTURA DI MONTAGNA
Il ruolo essenziale che gli agricoltori sono chiamati a svolgere ai fini della
conservazione della biodiversità e del paesaggio tradizionale attribuisce
all’attività agricola nelle regioni montane dell’UE un’importanza vitale non solo
dal punto di vista economico e dell’occupazione, ma anche per la
salvaguardia e il rafforzamento dei fragili ecosistemi della montagna. In
considerazione delle numerose difficoltà legate alle condizioni climatiche, alle
caratteristiche del suolo e all’isolamento geografico della maggior parte delle
comunità montane, le misure comunitarie per lo sviluppo rurale sono state,
dal 1975, indirizzate particolarmente in favore di tali zone e recentemente
ancora potenziate. Il ruolo dell’assessorato è quello di promuovere con
particolare attenzione le produzioni tipiche di queste zone anche perché in
queste regioni l’utilizzazione del suolo è limitata e i costi dei fattori di
produzione sono particolarmente elevati. Tali azioni di promozione a sostegno
di queste produzioni consentono loro di continuare a coltivare la terra in modo
sostenibile e, allo stesso tempo, compatibile con le esigenze ambientali.
Come pure un tentativo sarà rivolto verso un progetto sperimentale per il
recupero della “viticoltura di montagna” e per il comparto “lattiero-caseario” e
dell’allevamento in montagna connesso con la certificazione e qualificazione
dei territori.

13.SOVRANITÀ ALIMENTARE
Relativamente a questo aspetto verranno condotte dall’assessorato iniziative
a sostegno della Campagna Italiana della Sovranità Alimentare, un
organismo costituito da organizzazioni sociali e non governative che propone
il principio della Sovranità alimentare quale diritto dei popoli a definire le
proprie politiche e strategie sostenibili di produzione, distribuzione e consumo
di alimenti nel rispetto delle singole culture e diversità di metodi di
coltivazione e garantendo a ogni comunità l’accesso e il controllo delle risorse
di base per la produzione (acqua, terra, patrimonio genetico e il credito).

14.MULTIFUNZIONALITÀ AZIENDALE
La multifunzionalità dell’agricoltura è uno dei concetti chiave dello sviluppo
rurale intesa come capacità delle aziende di svolgere funzioni non
tipicamente agricole come ad esempio l’accoglienza turistica, le lavorazioni

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artigianali, i servizi ambientali. L’attività dell’assessorato in tal senso sarà
quella di compiere azioni di promozione del territorio nel suo insieme, in cui
emergano aspetti positivi legati alla qualità, all’ambiente, alla salute e alla
cultura, al fine di creare un’immagine positiva di cui possano avvalersi tutti gli
operatori dell’area, accompagnata dalla promozione dei prodotti agricoli ed
agroalimentari tipici e di qualità delle aree montane e svantaggiate.
A tale scopo, in collaborazione con l’Assessorato alla Viabilità provinciale e le
Aziende Agricole della Provincia che risponderanno all’iniziativa, è stato
definito un progetto denominato “Cento Chilometri Verdi” in cui si
sperimenterà l’applicazione del concetto di multifunzionalità delle aziende
agricole introdotto dal D.Lgs. 228/01.
Infatti, vista la necessità di provvedere alla manutenzione delle scarpate
stradali provinciali e degli alti costi di gestione degli interventi di somma
urgenza, l’incarico di tali lavori potrà essere affidato con contratti d’appalto
alle aziende agricole singole o associate, in deroga alle norme vigenti, in virtù
dell’applicazione del 2^comma dell’Art.15 del richiamato D.Lgs 228/01.
Inoltre per arricchire la presenza turistica in queste aziende agricole saranno
promosse forme di collegamento e integrazione tra operatori del turismo “di
mare” della fascia costiera e operatori delle aree interne onde proporre sul
mercato pacchetti turistici che offrano una gamma completa delle attrattive
provinciali.

15.FRUTTICOLTURA DI QUALITÀ
Anche in questo settore dell’agricoltura, caratterizzato da produzioni di alta
qualità, saranno promosse azioni in collaborazione con la Fondazione
CARISAP e altri soggetti coinvolti (enti locali, centri di ricerca, Associazioni di
produttori agricoli, Associazioni di consumatori, Reti di Agriturismi e B&B)
volte alla realizzazione di uno schema di filiera del settore frutticolo delle valli
dell’Aso e del Tronto che, partendo dalla produzione primaria, giunga alla
formulazione di un prodotto finale che racchiuda in sé non solo gli aspetti
qualitativi ma anche quel plusvalore dato dalla peculiarità dei nostri ecotipi
locali di varietà quali la pera “Coscia” dalla polpa zuccherina e non granulosa,
la mela cotogna con le sue profumate conserve, la mela rosa e tante altri
espressione delle nostre tradizioni culturali contadine.

16.EDUCAZIONE ALIMENTARE
Saranno promosse dall’Assessorato azioni di educazione alimentare rivolte in
particolare ai consumatori al fine di accrescerne la conoscenza sugli aspetti
nutrizionali, igienico-sanitari, nonché sulle caratteristiche organolettiche dei
prodotti e il recupero della percezione sensoriale dei gusti e sapori dei
prodotti tradizionali.

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CO.I.CO
Con riferimento al Co.I.Co. del distretto agro-industriale, lo stesso ha di
recente aggiornato il proprio programma di sviluppo, che si articola in tre
macro-filiere, l’ortofrutticola, l’ittica e la vitivinicola ed in quattro aree
d’intervento prioritario su cui concentrare la propria attività: la logistica, le
risorse umane, il marketing, la ricerca e l’innovazione.

Nel ruolo di promozione di iniziative di valenza distrettuale, i principali progetti


sui quali il Co.I.Co. intende operare riguardano la tracciabilità di filiera e la
valorizzazione dei prodotti locali, la stipula di un patto per l’occupazione ed
il mercato del lavoro, che sviluppi e contenga strumenti di incontro
domanda/offerta di lavoro ed accordi interprofessionali su orientamento,
formazione, politiche attive del lavoro, immigrazione e welfare, un progetto-
quadro di sviluppo della logistica distrettuale, l’istituzione e
certificazione di marchi d’area, di filiera come leve per la valorizzazione
dei prodotti e lo sviluppo turistico.

Il tutto nell’ottica di intervenire sui principali punti di debolezza del distretto,


identificati nello scarso orientamento all’innovazione e nell’insufficiente
integrazione tra le infrastrutture presenti.

PARCHI E AREE PROTETTE


Verranno mantenuti e rafforzati i rapporti con gli Enti Parco Gran Sasso, Laga
e dei Monti Sibillini, allo scopo di sostenere congiuntamente, quelle iniziative,
coerenti con le linee programmatiche di questa Amministrazione, che
intendono, incentivare prioritariamente lo sviluppo delle aree ricadenti nei
Parchi Nazionali, in particolare per incrementare il turismo, con particolare
riguardo all’incentivazione di quello scolastico.
Il progetto interregionale del ”Parco Marino del Piceno”, in fase avanzata di
attuazione, verrà ulteriormente sostenuto, attraverso interventi specifici
(convegni, approfondimenti scientifici, incontri istituzionali, ecc..) finalizzati
alla positiva conclusione dell’iter per la istituzione del predetto “Parco Marino”
considerando che nel dicembre 2004 sono trasmessi al Ministero
dell’Ambiente gli studi finalizzati alla redazione del progetto di prefattibilità e
di fattibilità sotto la supervisione del Ministero dell’Ambiente.
A tale scopo tutti i Comuni e le Province firmatari dell’Accordo dovranno
versare le quote di propria competenza, finalizzate alla realizzazione di
iniziative specifiche. Per la provincia di Ascoli Piceno, ente capofila, la quota
è pari a 25.000,00 €.
A conclusione della fase istitutiva della Riserva Naturale regionale della
Sentina saranno attuate le indicazioni emanate dal comitato di indirizzo per
la redazione del piano di gestione e dello statuto, affinché il soggetto gestore
possa attivare i primi interventi a salvaguardia dell’area.

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Si avvieranno, inoltre, studi ed attività progettuali, finalizzate a verificare la
possibile istituzione nelle aree SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e ZPS
(Zone a Protezione Speciali), ed eventualmente in altre aree di particolare
pregevolezza ambientale (zone BA e GA del PPAR ) presenti nel territorio
provinciale, (come ad esempio le aree fluviali), di “Aree protette Provinciali”
al fine di tutelare e valorizzare al meglio quelle eccellenze territoriali meno
conosciute, ma ugualmente importanti, da mettere eventualmente in “rete”,
nel quadro dello sviluppo economico ecosostenibile (“turismo verde”).
L’ipotesi di “ Aree protette ” verrà valutata nel quadro più generale del
progetto di “Rete Ecologica Regionale” e più locale di “Rete Ecologica
Provinciale”, in attuazione delle direttive comunitarie “Habitat” e “Uccelli”, e
nell’ambito delle previsioni del P.Tr.A.P. 2004/2006 in fase di sviluppo da
parte della Regione Marche, che intende mettere a punto un quadro
complessivo delle aree territoriali di eccellenza, al fine di attuare azioni di
conservazione della natura, ma contestualmente promuovere una corretta ed
oculata programmazione degli interventi da portare avanti.
L’assessorato svilupperà anche un’incisiva azione di promozione delle
ricchezze territoriali e ambientali locali, attraverso il sostegno ed
eventualmente all’organizzazione diretta di eventi pubblici quali fiere,
convegni, ecc. sui temi del “turismo verde”, collegato alla conoscenza dei
prodotti naturali e dell’enogastronomia locale ma anche azioni di più ampio
respiro con l’adozione del parco Yuyucocha realizzato ai limiti della città
Ibarra - Equador ed affidato in comodato nel 2002 alla Fundacion Cristo de
La Calle. Questo parco, su cui già gravano interessi speculativi da
scongiurare, ha necessità di interventi di straordinaria manutenzione delle
strutture e delle opere di fruizione del parco (laghetto, bar- ristorante e servizi
sanitari) al fine di renderlo funzionale e remunerativo e adatto alle attività di
formazione professionale che è tra le attività principali della fondazione.

TURISMO
La Provincia rappresenta un territorio a forte vocazione turistica ed in questi
anni ha raggiunto risultati molto positivi tanto da divenire leader nella
Regione. Dal 1996 la Provincia di Ascoli Piceno registra un buon trend sia
negli arrivi sia nelle presenze, che da una parte si inquadra nel positivo
andamento della Regione Marche, ma dall'altra presenta caratteristiche del
tutto particolari.
Milioni di presenze significano ricchezza, occupazione ed insieme
potenziamento delle relazioni sociali, confronto culturale, apertura di orizzonti.
Si sta affermando la consapevolezza che il turismo in Provincia può essere
uno dei motori trainanti dell'economia generale, a fronte delle difficoltà di altri
comparti. Occorre potenziarne la dimensione imprenditoriale; avviare
iniziative mirate, non a pioggia e sganciate da un'organica programmazione
di formazione; incrementare le opportunità di scambio e di conoscenza da
parte degli operatori, avere piena consapevolezza della potenzialità che

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debbono essere ancora messe in campo, in relazione soprattutto a ricchezza
e capacità attrattive senza pari del territorio, in alcuni periodi dell'anno, quali
la primavera e l'autunno.
E’ auspicabile che la creazione dei tre SISTEMI TURISTICI LOCALI (Piceno mare-
monti, Marca Fermana e Sibillini) di cui questo Ente fa parte, si facciano
promotori e concreti operatori su questi obiettivi generali ed in particolare
sulla cura dell'offerta e della promozione, che comunque se nazionale e
soprattutto internazionale, deve sempre far riferimento ad un'area vasta,
caratterizzata da qualità e molteplicità dell'offerta.
In qualche caso, soprattutto sul piano internazionale, l'ambito provinciale è
già troppo ristretto e risulta velleitaria, oltre che inutilmente dispendiosa, una
promozione riferita ad ambiti territoriali ristretti.
Su scala provinciale è stato avviato, da una parte, un lavoro di squadra che
sta dando risultati tangibili in termini di efficacia e di abbattimento di costi;
dall'altra si è operato per mettere a sistema, impegnare, valorizzare in
maniera organica e coordinata tutte le potenzialità del territorio (balneari,
culturali, paesaggistico-ambientali, enogastronomiche, folcloristiche).

Il progetto "Week-end nel Piceno", realizzato in collaborazione con il GAL e


i Comuni dell'interno, ne è testimonianza reale.
Su queste basi e nel potenziamento di tali linee programmatiche si intende
operare nel 2005 e nel prosieguo del mandato amministrativo, privilegiando
alcuni obiettivi:
• realizzazione di una precisa analisi del comparto attraverso la Prima
conferenza provinciale sul turismo;
• realizzazione della Borsa e Salone del turismo rurale e Piceno eno-
gastronomico.
• rafforzamento e riqualificazione dei vari "turismi" che caratterizzano o
che lo potrebbero in futuro ed anche se di nicchia (enogastronomia,
cicloturismo, vela, pescaturismo, letteratura, memoria, storia, culto,
giochi, musica, hobby e bricolage, collezionismo, comunità etniche,
convegnistica, sport anche estremi, arti e mestieri, ecc.) tutto il territorio
provinciale e le sue specifiche e particolarissime risorse a partire dalla
montagna: due parchi nazionali, la collina e la fascia costiera col suo
turismo balneare che resta il turismo che produce più numeri del
comparto;
• sviluppo del progetto Vacanze senza barriere in collaborazione con
Piceno Sviluppo srl, progetto che si propone una serie di obiettivi con il
rafforzamento dell’offerta turistica, destagionalizzazione, rafforzamento
dell’immagine del territorio a livelli nazionali e internazionali attraverso
iniziative di marketing di territorio e costruzione di un sistema di buona
prassi per la gestione dell’offerta alla clientela disabile e diversamente
abile e con esigenze speciali, capace anche di incremento di
occupazione qualificata nei nuovi bacini d’impiego;

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• sviluppo del turismo "territoriale" (centri storici, iniziative e beni culturali
diffusi, enogastronomia, rapporto con la natura, desiderio di "scoperta"
e di libertà anche nei tempi del vissuto) e potenziamento dell'ospitalità
diffusa (agriturismo, bed and breakfast, dimore storiche, country
house);
• rafforzamento del turismo rurale con la creazione anche di una rete
capace di meglio costruire e valorizzare l'offerta e promuoversi in
campo nazionale ed internazionale;
• rafforzamento e sinergie di rapporti con gli enti parco dei Sibillini e della
Laga Gran Sasso per incrementare il turismo in quelle aree e per
studiarne di nuove forme ecosostenibili;
• rafforzamento dell'immagine integrata del territorio Piceno;
• stretta collaborazione, nel rispetto dei ruoli e dei compiti con gli STL,
con gli enti locali e con gli operatori del settore;
• il recupero dell’operatività e di tutte le attività del progetto “Piceno da
Scoprire” nelle varie fasi delle iniziative stagionali e tematiche previste
dallo stesso;
• la riorganizzazione dei punti informativi sul territorio della Provincia.

Come già detto si auspica, in accordo con la Regione, che i "sistemi turistici
locali", previsti dalla legge-quadro 135/01, siano reali strumenti operativi,
attraverso i quali Enti Locali e privati concorrono per rafforzare i servizi di
accoglienza ed elevarne la qualità. E' ormai provato quanto sia inutile e
anche dannosa la promozione se poi, sul posto, l'accoglienza e la ricettività
lasciano a desiderare.
Occorre una sempre più chiara definizione dei ruoli "chi fa che cosa" per
evitare sovrapposizioni, diseconomia e scarsa efficacia delle iniziative. Alla
Provincia la normativa nazionale assegna ormai con chiarezza competenze
di programmazione e di coordinamento di area vasta in tutti i settori e per
questo si adopererà.
Operativamente, nel 2005, si ribadisce che gli obiettivi saranno realizzati
attraverso le seguenti azioni:
• Partecipazione, negli spazi regionali, a grandi iniziative promozionali
nazionali e internazionali;
• Itinerari tematici (il gotico, il romanico, del vino e dell'olio…),
realizzazioni di materiale informativo-promozionale (Itinerari Piceni, i
numeri del Piceno, Opuscolo Il Piceno, ecc.);
• Partecipazione diretta a iniziative fieristico-borsistiche nazionali
ritenute più funzionali alla dimensione e alle caratteristiche della
provincia;
• Sostegno a iniziative promozionali attuate da Enti, Associazioni di
categoria e da Consorzi intercomunali;

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• Realizzazione della Prima Conferenza Provinciale sul turismo e, a
seguire, della manifestazione legata alla promozione del "Turismo
Rurale" e dalla creazione della "Rete del Turismo Rurale del Piceno";
• Valorizzazione dei centri storici minori in collaborazione con il Gal
Piceno attraverso un sistema di rete di accoglienze, nel progetto week-
end nel Piceno;
• Realizzazione di un calendario di tutte le iniziative che si svolgono sul
territorio piceno inerenti la Cultura Materiale”;
• Individuazione e realizzazione di “Itinerari e Percorsi” legati ed
interagenti con il mondo dell'agricoltura e dell'artigianato, delle loro
produzioni tipiche, dei saperi ed abilità connessi;
• Ricognizione e messa in rete di tutte le piste ciclabili presenti sul
territorio Piceno;
• Creazione di un “Osservatorio Provinciale sul Turismo”;

Nella realizzazione delle iniziative sarà rafforzata la collaborazione, che è


risultata molto proficua, con l'APTR e nell'ambito dell'associazione AMNES
Centre (Arezzo, Ascoli Piceno, Macerata, Perugia, Rieti, Teramo, Terni), con
le Province limitrofe. Inoltre si darà seguito alla prosecuzione ed al
rafforzamento della collaborazione con la Spagna dove in questi anni sono
stati creati importanti contatti turistico culturali; si individueranno altre
collaborazioni, scambi ed azioni comuni con Enti e realtà nazionali ed
internazionali capaci di aiutare la crescita della promozione e favorire pure
l'incremento turistico nel territorio.
Come ogni anno occorre prevedere la quota di partecipazione al CO.TU.GE
Consorzio turistico Monti Gemelli.

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AMBIENTE - ENERGIA

L’Assessorato all’Ambiente nel realizzare le “Linee Programmatiche del


mandato amministrativo 2004-2009 della Provincia di Ascoli Piceno”, che
pone particolare attenzione al territorio ed ai suoi abitanti, mediante la ricerca
di soluzioni ai problemi di tutti i settori sociali ed economici, vede nel principio
della sostenibilità l’elemento cardine di riferimento.
Le azioni conseguenti saranno scelte attraverso un percorso di
concertazione fra gli Enti, i cittadini e le loro associazioni, al fine di impostare
un governo del territorio in cui l’ambiente sia assunto come risorsa e come
diritto primario da salvaguardare.
In tale contesto si intende svolgere la propria attività attenendosi alle
risultanze del “Progetto APICE - Progetto di sviluppo sostenibile e di
attuazione di Agenda 21 della Provincia di Ascoli Piceno”, eseguito dal
gruppo di ricerca diretto dal Prof. Tiezzi dell’Università di Siena.
Tale studio ha permesso di valutare la sostenibilità ambientale risultando un
approfondito strumento di analisi, di indirizzo e di supporto alle scelte
programmatiche relative al territorio provinciale.
E’ importante sottolineare, inoltre, come lo sviluppo sostenibile di un’area
definita sottintenda il contemporaneo perseguimento di obbiettivi di qualità
nelle varie attività che lo caratterizzano.
Attraverso un’attenta lettura dei dati e degli indicatori forniti, i tecnici e gli
amministratori locali possono orientare lo sviluppo delle attività nella
Provincia di Ascoli Piceno coerentemente con i principi della sostenibilità.
Nell’innovare la concezione del suo sviluppo il territorio della Provincia di
Ascoli Piceno dovrà quindi basarsi su criteri riconducibili alla “certificazione
EMAS”, cioè criteri rigorosi anche per quanto riguarda la “responsabilità
sociale”.
Si ritiene quindi che una corretta politica di sviluppo sostenibile si realizzi
anche nei particolari con l’obiettivo di utilizzare al meglio le caratteristiche dei
materiali, scegliendo quelli a minor costo ambientale; al fine di evitare che a
pagare i costi di smaltimento sia il pubblico piuttosto che il produttore.
Oltre a ciò, una più motivata e programmata politica dei controlli in tutti i
settori di competenza, unitamente ad una programmazione sperimentale per
quanto riguarda l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, potrà essere
punto di riferimento che incide sugli stili comportamentali favorendo il
miglioramento della qualità della vita dei cittadini del nostro territorio.

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GESTIONE RIFIUTI

L’attività dell’Amministrazione Provinciale sarà rivolta, in modo particolare,


all’approfondimento di interventi ed azioni mirate all’attuazione dello Studio di
Sostenibilità della Provincia di Ascoli Piceno (I Fase).
Verrà pertanto approntata una gamma di azioni volte, in linea generale, a:
• “Educare”, in special modo i giovani nelle scuole, sui temi dei rifiuti,
delle risorse naturali, ed al consumo in generale, aiutando anche a
scegliere meglio un prodotto;
• “Incentivare ed Agevolare” la raccolta differenziata e la possibilità di
realizzare compost domestico;
• “Far conoscere” tecnologie ed impianti per avvicinare il cittadino al
problema dei rifiuti e alle sue possibili risoluzioni tecniche;
• “Comunicare” per creare una coscienza ecologica, pubblicizzare i
risultati raggiunti e creare desiderio di emulazione rispetto a situazioni e
risultati positivi.

Relativamente alla Gestione dei Rifiuti, si attueranno in accordo con i


Comuni gli interventi previsti dal Piano Provinciale di gestione dei rifiuti
urbani, (entrato in vigore a seguito della pubblicazione sul BURM del
15/05/2003) nonché delle previsioni in esso contenute.
In primo luogo si provvederà pertanto alla conclusione della procedura di
costituzione dei Consorzi Obbligatori dei Bacini di recupero e smaltimento ed
al concreto avvio dell’attività degli stessi.
In secondo luogo, si curerà la strutturazione delle aree omogenee di raccolta
e l’organizzazione del sistema di raccolta differenziata funzionali al Piano
provinciale.
Il Settore Ambiente, pertanto, coordinerà il processo di trasformazione del
sistema dello smaltimento dei rifiuti a livello consortile, svolgerà un’azione di
concreto supporto al fine del conseguimento degli obiettivi indicati nel Piano
provinciale dando attuazione ad una serie di interventi mediante il co-
finanziamento sia di strutture a supporto della raccolta differenziata e alla
separazione dei flussi di rifiuti, sia di azioni volte alla riduzione della
produzione dei rifiuti a livello individuale.
Tali azioni saranno accompagnate da iniziative volte ad incrementare la
pratica della raccolta differenziata in ambito domestico, la prosecuzione di
campagne educative scolastiche nonché la verifica dell’efficacia delle azioni
intraprese per la gestione di particolari tipologie di rifiuti, quali ad es. i rifiuti
provenienti da attività agricole.
Saranno mantenuti gli attuali standard di controlli ambientali rivolti in modo
particolare alla gestione dei rifiuti pericolosi e alla verifica dell’effettivo
recupero dei rifiuti raccolti in maniera differenziata.

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L’attuazione del piano provinciale comporterà investimenti per
l’aggiornamento degli impianti esistenti alle maggiori esigenze di tutela
ambientale richieste dalla legge 36/03 e per impiantistica leggera, strutture ed
informazione, fornendo nel contempo notevoli possibilità occupazionali.
Si concluderà la fase relativa alla programmazione della gestione dei rifiuti
speciali e della revisione del piano dei rifiuti urbani, sia in base agli
aggiornamenti conseguenti alle nuove previsioni introdotte dalla legge 36/03
sia in conformità a quanto emerso dalle “Attività propedeutiche alla redazione
del programma dei rifiuti speciali”.
Nel corso dell’anno 2005 proseguiranno le iniziative in collaborazione con i
Comuni relative alla definizione delle operazioni di bonifica delle aree
inquinate o contaminate in seguito a fatti pregressi, rispetto alla normativa
vigente.

Nel corso del 2005 saranno previste ed approntate anche procedure


standardizzate, al fine di ottemperare alle competenze relative alle procedure
di Valutazione di Impatto Ambientale di cui alla L.R. 7/04, nonché del D.Lgs
372/99.
In merito al rilascio della Autorizzazione Integrata Ambientale, infatti, pur non
avendo, ad oggi, competenza diretta nel procedimento è richiesta al Settore
Ambiente una partecipazione costante e continuativa nell’ambito delle
Conferenze dei Servizi all’uopo convocate dalla Regione Marche.

TUTELA DELLE ACQUE


Rilascio autorizzazioni allo scarico
In materia di tutela delle acque questa Amministrazione è competente al
rilascio delle autorizzazioni allo scarico di acque reflue urbane e industriali in
corpi idrici superficiali e sul suolo, nonché alla programmazione del controllo
degli stessi scarichi e al monitoraggio dei corpi idrici superficiali non
monitorati dalla Regione Marche. Non ultima è una competenza provinciale
l’aggiornato del catasto provinciale degli scarichi.
Con l’affidamento alla CIIP S.P.A e alla Vettore S.p.A degli impianti di
depurazione delle relative reti fognarie, avvenuto il 1 gennaio 2004, sono
diventati pienamente operativi i gestori del servizio idrico integrato dell’ATO
n.5. In seguito alla predetta riorganizzazione sono pervenute negli ultimi mesi
al Settore Ambiente circa n. 240 richieste di autorizzazione allo scarico di
acque reflue urbane. Le richieste di autorizzazione potrebbero aumentare se
nel frattempo anche l’ATO n.4 procedesse ad individuare il soggetto gestore
degli impianti di depurazione e delle reti fognarie. Si possono, comunque,
stimare per l’anno 2005 circa 100 nuove richieste di autorizzazione allo
scarico, tra acque reflue urbane e industriali.

52
Il programma di controllo degli scarichi, previsto dalla normativa vigente,
viene effettuato in collaborazione con il locale Dipartimento provinciale
dell’ARPAM con il quale va rinnovata la convenzione.
Per il programma di monitoraggio dei corpi idrici superficiali secondari è
necessario attendere la definizione del Piano di tutela delle acque della
Regione Marche per evitare una sovrapposizione dei suddetti monitoraggi. Si
ritiene che la Regione Marche concluda i lavori entro il corrente anno e che
quindi dal 2005 possano essere avviati i monitoraggi dei corpi idrici
superficiali secondari interessati dal piano ittico provinciale (per un costo
indicativo di € 20.000). Per facilitare il controllo della funzionalità dei medi e
grandi impianti di depurazione è utile disporre l’acquisto di autocampionatori
fissi per il prelievo degli scarichi di acque reflue urbane da installare presso
gli impianti di depurazione di acque reflue urbane al fine di verificare il rispetto
delle previsioni della normativa vigente in materia di tutela delle acque
superficiali.

Concessioni per l’utilizzo delle acque minerali


Sarà avviata la ricognizione delle richieste giacenti; successivamente si
provvederà all’istruttoria delle stesse per la redazione dei provvedimenti
conseguenti secondo le direttive impartite dal Consiglio Provinciale sulla base
dei dati e pareri espressi dagli organi ed uffici preposti, in particolare
dall’Autorità di Bacino.

Progetto speciale raccolta dati per lo studio dinamiche fluviali


Premesso che la Provincia è competente:
• in materia di disciplina degli scarichi industriali e urbani in acque
superficiali attraverso il rilascio delle autorizzazioni allo scarico e il
controllo degli stessi attraverso convenzioni con l’ARPAM per le
necessarie analisi chimiche;
• al monitoraggio dei corpi idrici superficiali secondari;
• al rilascio delle concessioni per gli approvvigionamenti idrici (corpi idrici
e pozzi);
• alla classificazione delle acque superficiali ai fini della pesca.
Premesso altresì che la Regione provvede, mediante convenzioni con
l’ARPAM, al monitoraggio dei corsi d’acqua principali, delle acque marino
costiere e delle acque di falda al fine della classificazione dei corpi idrici e alla
predisposizione del piano di tutela delle acque. Va considerato il piano di
tutela delle acque previsto dal D.Lgs 152/99 costituisce un piano stralcio del
piano di bacino delle relative Autorità di bacino.
Richiamato che le autorità di bacino stanno predisponendo uno studio dei
Deflussi Minimi Vitali (DMV) e che gli ATO hanno predisposto i piani d’ambito
in materia di fognature e depurazione. Si deve prendere atto che in materia di
tutela delle acque ci sono numerose informazioni relativamente alla qualità

53
delle acque superficiali, agli apporti dovuti agli scarichi, ai prelievi e alle
piccole e grandi derivazioni, ma non c’è attualmente un raccordo delle
suddette informazioni e uno strumento divulgativo delle stesse che permetta
alle istruzioni e ai cittadini di avere un quadro di insieme.
Si può verificare, a causa di un mancato coordinamento, che più enti
effettuino lo stesso tipo di studio e/o monitoraggio in materia di tutela delle
acque con evidente spreco della risorsa pubblica. Si ritiene pertanto
opportuno procedere a una raccolta delle informazioni ufficiali in possesso
della Provincia, della Regione, dell’ARPAM e delle Autorità di bacino e
realizzazione di un unico database provinciale in materia di tutela delle acque
e al successivo coordinamento delle stesse informazioni.
Si può ipotizzare che il suddetto progetto si possa articolare nelle seguenti
fasi:
• raccolta dei dati già esistenti relative alle coordinate degli scarichi,
dei pozzi e delle derivazioni delle acque pubbliche, e realizzazione di
apposita cartografia mediante sistemi GIS;
• realizzazione di un sito internet provinciale con le informazioni
raccolte che preveda diversi livelli di accesso, uno pubblico
divulgativo per il cittadino e uno di accesso per gli enti pubblici
competenti in materia di tutela delle acque e le forze di polizia
preposte al controllo con informazioni su autorizzazioni e
concessioni.
• realizzazione di una rete di misuratori di portata da installare lungo i
corsi d’acqua e nei punti di scarico principali (industriali e urbani) che
consenta di avere in tempo reale i valori delle portate, mediante
l’acquisto di misuratori di portata, che forniscano dati in remoto, da
installare lungo i corsi d’acqua, sugli scarichi urbani e industriali più
significativi che consentano di avere in tempo reale una stima della
portata dei corpi idrici.
• programma di rilevamento diretto delle coordinate geografiche
mancanti;
• studi specifici multi disciplinari riguardanti in particolare gli aspetti
geomorfologia-mofodinamici, idrologici-idraulici ed ecologici;
• elaborazioni di proposte progettuali innovative ed ecologicamente
compatibili.

TUTELA DELL'ARIA.

54
Rilascio autorizzazioni alle emissioni in atmosfera
Per effetto del decentramento amministrativo l’Ufficio Tutela dell’Aria rilascia
le autorizzazioni per la costruzione, modifica o trasferimento di impianti che
danno origine ad emissioni in atmosfera, ai sensi del DPR 203/88 e della L.R
12/99. La mole di lavoro è particolarmente rilevante in quanto alle nuove
istanze di autorizzazione ai sensi degli art. 6 e 15 del DPR 203/88, si
sommano ai procedimenti amministrativi che la Regione Marche non aveva
concluso prima alla data del trasferimento. Inoltre la complessità della
materia è aumentata a seguito dell’emanazione del Decreto Ministeriale n. 44
del 16/01/04, con cui è stata recepita Direttiva 1999/13/CE relativa alla
limitazione alle emissioni di composti organici volatili. Quindi buona parte
dell’attività amministrativa del 2005 sarà influenzata dall’operatività delle
nuove disposizioni.
L’attività autorizzativa inoltre per effetto dei controlli sulle emissioni effettuati
dall’ARPAM in diversi casi da luogo all’emanazione di provvedimenti di
diffida e sospensione.
Oltre alle competenze trasferite, l’ufficio si occupa di aggiornare l’inventario
delle emissioni, come stabilito dall’art. 5 del DPR 203/88;
.
Gestione della rete di monitoraggio
Alla rete di monitoraggio atmosferico attualmente composta da 4 stazioni
fisse e da un laboratorio mobile, si aggiungerà la nuova stazione collocata nel
territorio del Comune di Porto Sant’Elpidio, come previsto dalla Delibera di
Giunta Provinciale n. 270 del 30/06/03.
La rete oggi rappresenta un patrimonio tecnico e culturale della Provincia ed
è pienamente operativa ma necessita, data la natura delicata delle
apparecchiature che la costituiscono, di essere seguita e mantenuta con
costanza. Inoltre essa deve essere sempre aggiornata sia sulla base delle
eventuali necessità urbanistiche che si riscontrano sul territorio, sia alla luce
delle novità legislative tra le quali è opportuno ricordare oltre al DM 60/04, il
D.Lgs 183/04 relativo all’ozono, e le Decisioni CE n. 2004/224/CE,
2004/470/CE e 2004/461/CE, per le quali sarà necessario apportare notevoli
modifiche alla struttura della rete.

Oltre a ciò, va rilevato che la Regione Marche, con proprio atto n. 915 del
27/07/04, ha stanziato risorse per ottimizzare la rete provinciale di
monitoraggio atmosferico sia in relazione alle recenti disposizioni legislative,
sia per uniformare la gestione delle reti su tutto il territorio regionale. In
particolare, oltre all’installazione di ulteriori analizzatori nelle stazioni già
esistenti ed alla loro ridislocazione ove necessario, è anche prevista
l’installazione di tre nuove stazioni di fondo da collocare ad Ascoli Piceno,
Ripatransone e Montemonaco, che avranno una valenza regionale ed anche
nazionale.

55
La validazione dei dati ed il controllo della qualità dell'aria attraverso le cabine
di monitoraggio, la loro trasmissione ai Sindaci ed ARPAM e l’informazione al
pubblico costituiscono uno dei compiti a cui l'Ufficio deve far fronte; ai
predetti impegni si aggiungono, nel periodo invernale, le iniziative legate alle
situazioni di criticità per le polveri sottili (PM 10) dettate dalle DGR 2257/02 e
DGR 1752/03, con impegno giornaliero nella validazione dei dati sulle polveri
sottili.
Inoltre a seguito della sempre maggiore attenzione dell’opinione pubblica ai
problemi dell’inquinamento atmosferico, pervengono all’ufficio molte richieste
da parte dei Comuni di campagne di rilevamento tramite il laboratorio mobile,
a cui l’ufficio cerca di far fronte, ancorché è da prevedere un coinvolgimento
del Dipartimento Provinciale dell’ARPAM per lo svolgimento di campagne di
monitoraggio tramite il mezzo mobile

RISORSE ENERGETICHE
Risparmio energetico e sicurezza impianti termici
Per la verifica dello stato di esercizio e manutenzione degli impianti termici, di
competenza provinciale in base alla Legge 10/91, al DPR 412/93 e s.m.i.
l’U.O.C. Risorse Energetiche ha attivato un programma di controlli che hanno
interessato circa n. 9500 impianti sia unifamiliari che centrali termiche.
Per l’anno 2005 dovranno essere attivate prioritariamente le attività
propedeutiche al controllo degli impianti, in particolare l’aggiornamento del
catasto degli impianti con i dati pervenuti con le autodichiarazioni (scadenza
30/11/2004 ) con le quali i responsabili hanno attestato la rispondenza e la
manutenzione delle caldaie.
Successivamente si dovranno programmare le verifiche degli impianti termici
risultanti dall’aggiornamento del catasto degli impianti.
Sono previste, quindi, sinteticamente le seguenti attività:
• Aggiornamento del catasto degli impianti termici con inserimento delle
autodichiarazioni pervenute;
• Avvio dei controlli con l’attivazione dei contratti con professionisti
esterni per le verifiche degli impianti;
• Contratto manutenzione strumentazione per verifiche impianti termici;
• Predisposizione eventuale campagna informativa (avvisi, pieghevoli,
conferenze stampa, quotidiani, spot radio e TV, ecc.) ;
• Spese per modulistica varia;
• Aggiornamento software "Gestione impianti termici" in base alle
esigenze che si presenteranno nel corso del lavoro;
• Predisposizione eventuali corsi per manutentori/installatori;
• Iniziare collaborazione con i comuni di Ascoli Piceno e San Benedetto
del Tronto per un possibile servizio di verifica degli impianti termici su
tutto il territorio provinciale.

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Le spese saranno coperte in parte dagli introiti risultanti dalla fase di
autodichiarazione (per gli impianti di potenza inferiore a 35 kw, è previsto
l’applicazione di un bollino verde del costo di €. 8,00) che saranno utilizzati ai
fini del riscontro della veridicità delle dichiarazioni pervenute, nel limite del
5%, senza alcun onere per gli utenti sugli impianti autodichiarati e in
parte dai controlli, con costo a totale carico degli utenti, per tutti gli impianti
termici per i quali risulti non presentata la dichiarazione di cui sopra.
Fonti rinnovabili di energia
Con la firma del protocollo d’intesa tra le Province di Ascoli Piceno, Teramo e
Chieti, il Comune di Acquasanta Terme, il CERS-GEO dell’Università di Chieti
e le tre Agenzie “AGENA” di Teramo, “ASTERIA” di Ascoli Piceno e “ALESA”
di Chieti stipulato nell’ottobre 2004 si potrà avviare la ricerca dei
finanziamenti per la redazione dello studio delle risorse geotermiche di
Acquasanta Terme e per un successivo possibile sfruttamento.

L’UOC Risorse Energetiche ha predisposto un progetto riguardante la


produzione di energia elettrica fotovoltaica, per il quale, è stato richiesto il
cofinanziamento per il alla Fondazione CARISAP, e potrà permettere la
realizzazione di impianti fotovoltaici da installarsi su edifici scolastici di
proprietà della Provincia che hanno le caratteristiche tecniche adeguate
all’installazione.
Sarà quindi necessario fare una valutazione delle caratteristiche tecniche
degli edifici della Provincia, conoscere il consumo di energia elettrica annuale
e fare una graduatoria dei possibili edifici sui quali intervenire; inoltre si dovrà
predisporre un programma didattico per il coinvolgimento delle scuole.

Progetto speciale Impianti Fotovoltaici


La Provincia, ai sensi dell’art.8 della Legge 9 gennaio 1991, n.10 e dell’art. 31
del Decreto Legislativo 112 del 31 marzo 1998, in armonia con la politica
energetica dell’Unione Europea e nel rispetto degli impegni nazionali assunti
nell’ambito degli accordi internazionali, ha il compito di favorire ed incentivare
il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
La presente iniziativa rientra nell’ambito di un piano di informazione e
divulgazione della tecnologia del fotovoltaico nella Provincia di Ascoli Piceno
attraverso una conoscenza specifica dell’argomento da parte dei cittadini,
possibili utenti, e uno sviluppo delle possibili professionalità collegate. Tutto
questo per educare cittadinanza e operatori del settore in attesa della
riproposizione dei provvedimenti nazionali volti all’incentivazione delle
energie alternative (esempio: conto energia per il fotovoltaico).

Tre sono i filoni sui quali si sta lavorando sono i seguenti:


1. realizzazione di impianti fotovoltaici in edifici di proprietà della
Provincia, che possono facilitare il trasferimento della tecnologia e

57
delle conoscenze ad altri enti pubblici e privati e allo stesso tempo
attivare il mercato del fotovoltaico;
2. educare fin dalla scuola superiore alla conoscenza e al possibile
utilizzo delle energie alternative;
3. iniziare l’incentivazione all’utilizzo del fotovoltaico nelle abitazioni di
uso civile;
4. promuovere una progettazione abitativa compatibile con l’utilizzo
delle fonti rinnovabili di energia.

L’utilizzo del fotovoltaico nelle abitazioni ad uso civile potrà essere incentivato
attraverso un finanziamento in conto capitale al singolo cittadino ai sensi
dell’art. 8 della L. 10/91 così come in passato, come sotto specificato.
A tal proposito, si precisa che una famiglia di quattro persone che vive
nell’Italia centrale ha un consumo elettrico medio annuo di circa 2500 kWh,
sapendo che in questa zona 1 kWp di potenza installata produce circa 1350
kWh e che il costo medio di 1 kWp è di 7500 €, si può dedurre che l’impianto
fotovoltaico necessario per coprire il fabbisogno annuo della famiglia sarà
pari ad 1,85 kWp e avrà un costo medio di 14.000 € IVA esclusa. Inoltre il
costo del kWh elettrico medio da fonte tradizionale è pari a circa 0,15€, per
utenze residenziali, quindi i risparmi annuali dovuti all’esercizio dell’impianto
sono pari a circa 375€ ai quali si devono sottrarre i costi di manutenzione
(pari a circa 0,5% del costo dell’impianto).
Il progetto di finanziamento pubblico pensato dal Settore si può riassumere
come segue:
destinatari finanziamento: impianti stabilmente collegati alla rete elettrica e
destinati alla produzione di energia elettrica nelle abitazioni ad uso civile;
disponibilità finanziaria: il contributo pubblico ammesso è nella misura
massima dell’80% del costo dell’investimento, non inclusivo di IVA; sono
ammesse al contributo le spese sostenute per l’acquisto, il trasporto e
l’installazione dell’impianto con esclusione delle opere edili e di
progettazione;
requisiti oggettivi: potenza installata da un minimo di 1,5 kWp ad un massimo
di 3kWp.

Oppure un’altra incentivazione relativa all’installazione di impianti fotovoltaici


per usi civili si può realizzare in modo indiretto ed è costituita dal
finanziamento in conto interessi. Precisamente il cittadino può accedere al
credito bancario per l’installazione di un impianti fotovoltaici e la Provincia
interviene riducendo i costi degli interessi.

Per questo quadro complessivo di interventi finalizzati all’incentivazione degli


impianti fotovoltaici sul territorio provinciale viene destinata la somma di
250.000,00 € nel corso dell’anno 2005.

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• Predisporre uno studio sulla possibilità di sfruttare il flusso in cascata
del torrente Castellano sito nella zona della Cartiera Papale di Ascoli
Piceno, di proprietà della Provincia, al fine di realizzare un intervento
pilota per la produzione energia elettrica.

EDUCAZIONE AMBIENTALE
Continuerà anche nel 2005 il sostegno alle attività programmate dai CEA
(Centri di Educazione Ambientale) operanti sul territorio provinciale dando
continuità alle linee d'indirizzo stabilite dalla Regione Marche, in base alla
nuova disciplina di settore (INFEA Marche) – “Riordino del Sistema
Regionale per l’Informazione, Formazione, Educazione Ambientale” che
promuove forme di razionalizzazione ed aggregazione dei Centri di
Educazione Ambientali esistenti.
Al riguardo, nel corso dell’anno si prevede di avviare il funzionamento del
LabTer Provinciale (Centro di Coordinamento gestito dalla Provincia di tutti i
Cea territoriali) che consentirà di dare impulso ed efficienza a tutto il sistema
dei Cea.
Verranno altresì sostenuti progetti di sensibilizzazione ambientale destinati
agli studenti delle scuole elementari e medie del territorio sui temi della
raccolta differenziata, della risorsa acqua e dell’eco-acquisto.
Sarà curata la pubblicazione sul sito Internet dell'Ente delle informazioni e
dati statistici sulla raccolta differenziata dei rifiuti, anche al fine di informare
ed agevolare i Comuni al raggiungimento delle percentuali di rifiuti da riciclare
fissati dal Decreto Ronchi.

SVILUPPO RISORSE IDRICHE ED AMBIENTALI


AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI (A.T.O. n. 4 E A.T.O. n. 5) PER LA
GESTIONE DEL CICLO INTEGRALE DELLE ACQUE.
Entrambi i consorzi obbligatori hanno una struttura autonoma. Pertanto,
quanto alla previsione di spesa relativa all’esercizio 2005, il ruolo di ente
consorziato della Provincia per una quota pari al 5% per ciascun Consorzio,
impone di prevedere una spesa di euro 5.827,00 per l’A.T.O. n. 4 quale fondo
di dotazione, considerato che ad oggi non abbiamo ricevuto comunicazioni
relative a variazioni. Relativamente all’ATO n. 5 non è da prevedersi alcun
versamento in quanto tale ente, con deliberazione di Assemblea n.02 del
02/04/04 ha disposto “l’eliminazione della partita relativa ai contributi a carico
dei Comuni e della Provincia”.

PARCO MARINO DEL PICENO


Nell’anno 2005 sarà avviato il progetto di realizzazione di prefattibilità e
fattibilità del Parco Marino del Piceno da stilare in accordo con il Ministero
dell’Ambiente. A tale scopo, tutti i Comuni firmatari di tale accordo, dovranno
versare la propria quota parte, che si prevede per un totale di € 82.631,90. Si

59
fa presente che l’Amministraz. Prov.le di Teramo deve ancora versare la
propria quota per l’anno 1998 pari ad € 25.822,24. Pertanto, si prevede
un’entrata sul cap. 740 di € 109.745,28 , di conseguenza una spesa, sul cap.
1295, di pari importo.

60
RISORSE NATURALI – CACCIA - PESCA

CACCIA
A seguito dell’approvazione definitiva del Piano Faunistico-Venatorio
Provinciale (atto del Consiglio n. 77 del 27/07/04) è necessario effettuare
alcuni adempimenti che si svilupperanno nel corso dell’anno 2005 e
precisamente:
a) perimetrazione e istituzione delle Zone di ripopolamento e cattura, delle
Oasi di protezione e dei Centri pubblici di riproduzione della fauna
selvatica allo stato naturale;
b) pubblicazione agli albi dei Comuni interessati delle determinazioni che
istituiscono le suddette zone;
c) comunicazione ai proprietari o conduttori dei fondi inclusi nelle zone di che
trattasi al fine di consentire ad essi di poter esercitare eventualmente il
diritto di opposizione.
A seguito dell’approvazione del regolamento provinciale per la gestione
faunistico-venatoria degli ungulati (atto di Consiglio n. 41 del 29/04/04) è
necessario effettuare i seguenti adempimenti:
a) distrettualizzazione del territorio in cui è esercitabile la caccia al cinghiale a
squadre;
b) zonizzazione del territorio al fine dell’individuazione delle zone da
assegnare alle squadre che esercitano la caccia al cinghiale.
Agli inizi dell’anno si svolgeranno i corsi di aggiornamento per le guardie
giurate volontarie venatorie e di qualificazione per aspiranti tali e si procederà
al rinnovo delle seguenti Commissioni operanti nel Servizio Risorse Naturali:
a) Consulta per la pesca nelle acque interne;
b) Comitato di gestione del fondo di tutela delle produzioni agricole;
c) Commissione per l’abilitazione all’esercizio venatorio;
d) Commissione tecnica per il coordinamento della gestione faunistico-
venatoria.

PESCA
A seguito dell’entrata in vigore della nuova L.R. 11/03 sulla pesca nelle acque
interne si provvederà, agli inizi dell’anno, alla redazione, alla stampa e alla
divulgazione del calendario piscatorio provinciale annuale.
Si svolgeranno i corsi di aggiornamento per le guardie giurate volontarie
piscatorie e di qualificazione per aspiranti tali.
Per l’annualità 2005 si prevede di realizzare un piano di semina che
contempli le seguenti immissioni nei tratti di fiume che saranno individuati:
• febbraio: trote “fario” misura cm 28/30;
• ottobre-novembre: trote “fario” misura cm 22/24.

61
VIGILANZA
Anche nel 2005 verrà predisposto il programma annuale per l’attività delle
guardie giurate volontarie ittiche e venatorie e l’effettuazione degli interventi
in esso previsti, mediante la stipula di convenzioni con le associazioni
interessate.
Va ricordato che nel corso dell’anno 2004 che con atto di Consiglio n. 55 del
04/05/04, è stato istituito il Corpo di Polizia Provinciale ed approvato il
regolamento di funzionamento del medesimo.
In proposito va precisato che andando a regime il funzionamento del Corpo di
Polizia gli attuali Agenti Ittico-Venatori andranno a far parte di diritto del Corpo
medesimo, con uno sganciamento dal Servizio Risorse Naturali.
In tal senso l’intero sistema di vigilanza dovrà essere rimodulato sulla nuova
organizzazione che scaturirà dalla istituzione del nuovo organismo di Polizia
Provinciale.

62
URBANISTICA
EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

Nel programma di mandato di questa Amministrazione provinciale uno degli


obiettivi più importanti ed ambiziosi è certamente rappresentato dall’impegno
a “definire un nuovo progetto per questo territorio ed i suoi abitanti che,
tenendo conto della situazione data, individui soluzioni capaci di dare risposte
all’inquietudine di tutti i settori sociali ed economici prospettando loro un
futuro sostenibile. Un futuro in cui al centro della società e delle scelte che la
governano ci siano i diritti della persona, il rispetto dell’ambiente naturale e la
democrazia”.
La definizione degli obiettivi prioritari di uno sviluppo sostenibile non deve
rappresentare una sorta di preambolo teorico, ma deve essere finalizzata
all’applicazione di tali obiettivi alle politiche di governo che riguardano campi
diversi quali il dissesto idrogeologico, la mobilità, la disponibilità dell’acqua,
dell’energia, l’agricoltura, il turismo e quant’altro.
Ciò comporta, necessariamente, l’integrazione delle politiche non solo tra Enti
ed Istituzioni, ma anche tra settori diversi delle stesse istituzioni. Questa
integrazione e coerenza delle politiche è ritenuta fondamentale nel
raggiungimento di questo obiettivo.
L’integrazione, peraltro, non si realizza con l’imposizione di vincoli, bensì con
la condivisione e il recepimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile in
ciascuna politica.
Il territorio è certamente lo snodo più importante per l’integrazione delle
politiche, ma è anche il più trascurato ed è certamente la vittima di questa
mancata integrazione.
Il territorio è, in ultima analisi, la sede fisica su cui si scaricano tutte le
pressioni delle attività produttive e sociali.
Da ormai troppo tempo siamo in presenza di un contrasto impari che vede
soccombere la politica ambientale, quella dei beni artistici, culturali e del
paesaggio a vantaggio di politiche ben più forti finalizzate semplicemente
all’estensione degli insediamenti e delle infrastrutture.
Non a caso quello che si è salvato del nostro patrimonio naturale ed artistico
è in gran parte situato nelle aree economicamente più marginali, peraltro
esposte al rischio dell’abbandono.
Possiamo affermare, in genere, che finora è mancata la consapevolezza
dell’importanza delle relazioni tra i diversi settori ed è mancata, certamente,
una politica di valorizzazione del territorio e del patrimonio naturale e
culturale in esso contenuto.
Tuttavia non si può negare che il territorio costituisca un limite fisico allo
sviluppo.

63
La risposta, pertanto, non può prescindere dall’avvio di una politica del
territorio che risponda ad un sistema di obiettivi non sbilanciato, in cui cioè le
finalità di sicurezza, di valorizzazione della biodiversità, del paesaggio, dei
beni culturali non siano sistematicamente subordinate a quelle dello sviluppo
economico.
Su queste premesse, oltre ai compiti istituzionali che concernono le
competenze in materia urbanistica e paesaggistica, attività estrattive,
valutazione di impatto ambientale ed edilizia residenziale pubblica, questo
Assessorato si propone, per l’anno 2005 il raggiungimento di due obiettivi
strategici:

1) Collaborazione con i piccoli Comuni per la redazione dei PRG in


adeguamento al PPAR.
La Provincia nell’ambito della propria autonomia istituzionale attiva e
promuove, nello spirito di collaborazione, cooperazione e sussidiarietà,
un’azione di assistenza e sostegno con i Comuni più piccoli dando la
disponibilità dei propri tecnici provinciali a coadiuvare e fornire un supporto
tecnico nella stesura degli elaborati del PRG.
L’importante iniziativa può interessare i Comuni con popolazione inferiore ai
1.000 abitanti che hanno una scarsa disponibilità finanziaria, anche alla luce
dei minori trasferimenti di risorse da parte dello Stato, e che non hanno
ancora attivato le procedure per l’affidamento dell’incarico tecnico per il
progetto di PRG; i Comuni interessati e che hanno già richiesto la
collaborazione della Provincia sono: Smerillo, Montedinove, Montegallo.
L’iniziativa persegue una duplice finalità e cioè da un lato affiancare e dare un
sostegno tecnico ed economico ai piccoli Comuni e dall’altro garantire il
completamento dello stato di attuazione del processo di adeguamento dei
PRG comunali al PPAR che nella nostra Provincia presenta un marcato
ritardo rispetto alle altre Province marchigiane; infatti ad oltre 10 anni
dall’obbligo stabilito dalle norme vigenti in materia risultano dotati di PRG
adeguati al PPAR solamente n° 40 comuni rispetto ai 73 dell’intera provincia.
La Provincia ha sollecitato i Comuni inadempienti ad adottare tali strumenti
riservandosi di attivare lo strumento delle misure sostitutive dell’art. 3 lettera
c) della L.R. n° 34/92 che espressamente prevede tra le funzioni attribuite alla
Provincia “l’assunzione di misure sostitutive nell’adeguamento del piano
regolatore generale alle indicazioni dei piani di assetto territoriale
sovraordinati”.
Pertanto ai sensi della norma sopra citata la Provincia è legittimata ad
intervenire al fine di assicurare l’adeguamento dei Piani Regolatori comunali
al PPAR, al PTC provinciale ed i Piani di Assetto Idrogeologico (Bacini
Interregionali e Regionali), ecc..

64
In relazione a ciò l’intervento della Provincia potrebbe concretizzarsi nel
modo seguente:

a) fornitura e messa a disposizione del Comune di tutta la cartografia


Regionale;
b) trasposizione del vigente strumento urbanistico comunale sulla nuova
cartografia;
c) trasposizione dei vincoli derivanti da Piani sovraordinati e leggi
specifiche (PPAR, PIT, PTC, PAI, vincoli paesaggistici, idrogeologici,
Siti di Importanza Comunitaria, ecc.) ed operazioni collegate
(individuazione aree esenti, ecc.);
d) analisi ambientali ed urbanistiche dello stato di fatto (aree urbanizzate,
standard, trend demografici, ecc., );
e) analisi geologiche e botanico-vegetazionali di Prima Fase.
Le operazioni di cui sopra (e tutte quelle altre non menzionate)
esauriscono gli studi e le analisi necessari per dotare i Comuni
interessati di un Piano Regolatore Generale adeguato, in ottemperanza
di quanto previsto dalla legge urbanistica regionale; è questo il caso in
cui il Comune riconfermi sostanzialmente le zonizzazioni esistenti.
Qualora il Comune ritenesse necessario effettuare nuove scelte
pianificatorie dovrà procedere, al fine di evitare eventuali situazioni di
incompatibilità dei tecnici provinciali, ad un incarico professionale
specifico per tali limitate integrazioni al lavoro svolto dalla Provincia.
A tal fine la Provincia potrà fornire uno schema di convenzione di
incarico (tra Comune e professionista) sentiti gli Ordini Professionali.
Su questi eventuali incarichi la Provincia può valutare la possibilità di
erogare un contributo economico al Comune.

2) Revisione e adozione di una variante al PTC provinciale


Nel corso del 2004 sono state già affrontate alcune importanti tematiche per
la rivisitazione del PTC provinciale approvato con Delibera di C.P. n° 209 del
17.12.2004 e che riguardano essenzialmente i seguenti aspetti:

• Criteri tecnici e procedure per l’individuazione delle aree industriali e


commerciali di rilevanza provinciale, in attuazione della L.R. n° 26/99
modificata dalla L.R. n° 19/2002;
• Indirizzi per il dimensionamento dei PRG comunali;
• Modifica e revisione delle NTA del PTC;
• Criteri ed indirizzi per la pianificazione degli stabilimenti industriali a rischio
di incidente rilevante ai sensi del Decreto Min. LL.PP. del 09.05.2001;
• Revisione ed aggiornamento degli elaborati cartografici sulla base della
nuova cartografia regionale e degli altri Piani sovraordinati nel frattempo
redatti (PAI, Piano Rifiuti, PAI Fiume Tronto, ecc.;

65
• Trasferimento cartografico degli studi e approfondimenti in materia di
centri e nuclei storici oggetto di specifico incarico professionale esterno.

Con l’insediamento di questa Amministrazione si è avviato un processo di


ulteriore e più ampio approfondimento e rivisitazione del PTC scaturito nel
corso di alcune riunioni, a cui è seguito un primo confronto pubblico
nell’ambito di un convegno svoltosi a S. Benedetto del Tronto il 27.11.2004.
L’obiettivo è quello di portare a termine gli adeguamenti già avviati derivanti
da specifici obblighi di legge e nel contempo avviare un processo di modifica,
revisione dei contenuti e delle indicazioni del PTC.

Infine, un settore in cui questa Amministrazione intende concentrare i suoi


sforzi è quello dell’Edilizia residenziale pubblica.
E’ ormai una realtà il fatto che oltre ai bisogni, per così dire consolidati, delle
famiglie meno abbienti e delle categorie sociali particolarmente svantaggiate
(giovani coppie, famiglie sottoposte a provvedimento di sfratto, anziani,
portatori di handicap, lavoratori extracomunitari) vi sia una sempre maggiore
domanda di abitazioni in locazione da parte di famiglie a medio reddito che
non riescono più a sostenere i canoni praticati dal libero mercato. Tutto ciò fa
ritenere il “problema casa” come una vera e propria emergenza.
Pur nelle more dell’emanazione della legge regionale di riforma del settore, il
Piano regionale di edilizia residenziale predisposto recentemente dalla Giunta
regionale definisce le risorse da ripartire in ambito provinciale.
Appena verrà determinato l’esatto ammontare delle risorse disponibili e la
loro ripartizione per ambito provinciale si provvederà, nel più breve tempo
possibile, alla emanazione dei bandi di concorso per la selezione degli
interventi.

66
GENIO CIVILE

Si premette che lo schema di programma triennale delle Opere Pubbliche


2005 – 2007 ed Annuale 2005 redatto e proposto al Consiglio per gli
interventi in materia di Genio Civile, è finalizzato all’attuazione di una corretta
politica per la difesa del suolo, focalizzando l’attenzione su interventi
considerati prioritari per la gestione e salvaguardia dell’intero territorio
provinciale, pur nella consapevolezza delle obiettive difficoltà gestionali che
l’Ente andrà ad incontrare da un punto di vista finanziario, conseguenza
inevitabile di una sostanziale e progressiva traslazione di funzioni e
competenze dallo Stato Centrale e dalla Regione verso le autonomie locali,
senza il conseguente adeguato trasferimento di risorse finanziarie.
Il programma nasce dalla consapevolezza che i processi di modificazione
attuati dall’uomo, hanno comportato delle trasformazioni sostanziali
dell’ambiente, creando ostacoli al normale deflusso delle acque e
modificando più in generale le caratteristiche fisico meccaniche dei terreni,
con le conseguenze che sono note a tutti. Fattori economici, incuria, hanno
indotto ad una situazione di degrado, che pur lontana dall’essere irreversibile,
necessita di essere affrontata con impegno.
Si ritiene sia compito dell’Amministrazione concentrare l’attenzione sulle
problematiche ambientali nel rispetto, nella salvaguardia e per la crescita del
territorio, soprattutto nella consapevolezza che esso è un patrimonio della
collettività, e non solo di chi ha la capacità di sfruttarlo, cercando sia di
recuperare risorse da destinare ad interventi considerati prioritari, che
movimentare sempre più meccanismi moltiplicatori di risorse, attivando
opportunamente finanziamenti europei, leggi speciali e accordi di programma.
La necessità di intervento si basa principalmente su situazioni esistenti e su
quelle che potrebbero andarsi a verificare anche alla luce dei sempre più
frequenti e drammatici effetti degli eventi naturali, registrati negli ultimi tempi
nell’intero territorio nazionale, che, se da una parte suggeriscono come la
manutenzione dei corsi d’acqua e dei fossi in genere siano l’unico strumento
di prevenzione possibile rispetto al rischio di fenomeni di frana e/o
esondazione, dall’altra ci insegnano che non bisogna mai abbassare il livello
di guardia.
Per quanto concerne le attività relative al Pronto Intervento di cui al Decreto
Legislativo n° 1010/1948, si evidenzia che per l’anno in corso, i fondi trasferiti
annualmente dalla Regione Marche, hanno subito una sensibile flessione
che di fatto ha determinato, sulla base delle richieste pervenute e delle
verifiche effettuate, un ridotto finanziamento per alcune di quelle opere, che a
causa degli eventi calamitosi, ricoprivano il carattere urgente ed inderogabile
per pubblica utilità.

67
E’ intenzione, oltre che espletare le funzione legate alle attività gestionali,
(legate insieme a sismica e tutela delle acque) porre le basi per provvedere in
collaborazione con altri settori dell’Amministrazione Provinciale ed altri Enti
Locali alla creazione di un quadro conoscitivo aggiornato del territorio, del
dissesto e della dinamica fluviale, incentivare usi compatibili del territorio in
funzione della realtà esistente e delle attività presenti, definire la criticità e la
tipologia dei fenomeni naturali, programmare piani di intervento integrati di
prevenzione del rischio, possibilmente con opere di basso impatto, in
un’ottica di bacino e sottobacino idrografico in funzione del quadro
conoscitivo del rischio idraulico ed idrogeologico, definire ed aggiornare piani
di manutenzione territoriale e delle opere di difesa realizzate.
In tal senso sono state avviate procedure per avvalersi dell’innovazione
tecnologica più avanzata a supporto della materia.

68
PROTEZIONE CIVILE

L’importanza delle attività di Protezione Civile è entrata prepotentemente


nella coscienza dei cittadini e delle nostre 73 Amministrazioni Comunali,
motivando e responsabilizzando ancor di più tutti gli operatori del settore.

Così come previsto dal Programma di mandato amministrativo, già illustrato


in Consiglio Provinciale, l’Ufficio di Protezione Civile di questa
Amministrazione, segue correttamente i dettagli della legge n. 225/92 e le
successive modificazioni ed integrazioni. Detta legge ha il pregio di aver
definito con maggior chiarezza i compiti di ciascuna delle Amministrazioni
preposte allo svolgimento delle attività di Protezione Civile: Stato, Regioni,
Province, Comuni, Comunità montane e le funzioni delle strutture operative
nazionali di Protezione Civile, quali: Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, le
Forze Armate, le Forze di Polizia, il Corpo Forestale dello Stato, i Servizi
Tecnici Nazionali, i Gruppi Nazionali di Ricerca Scientifica, la Croce Rossa
Italiana, le Strutture del Servizio Sanitario Nazionale, le Organizzazioni di
Volontariato ed il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino.

In particolare la PROVINCIA ha già predisposto:


• La realizzazione di programmi di simulazione da programmare sul territorio
provinciale;
• La formazione di una moderna coscienza di Protezione Civile mediante la
promozione ed il coordinamento di esercitazione, programmi educativi ed
informativi, nonché l’istituzione di corsi di formazione ed aggiornamento
professionale, per coloro che provengono dalle organizzazioni di
volontariato.

La Provincia di Ascoli Piceno, al pari di altre Province marchigiane, nell’anno


2005 completerà con rapidità l’adeguamento necessario dell’intera struttura di
Protezione Civile così come previsto dalle Leggi Nazionali e regionali, per il
miglioramento delle condizioni di vita e di sicurezza dell’intera popolazione
picena.

L’anno passato ha registrato il ripetersi preoccupante di movimenti franosi,


caduta massi, allagamenti, alluvioni, ecc., che hanno interessato, in gran
parte, le infrastrutture varie della Provincia, e dall’altra hanno coinvolto
abitazioni civili anche se in percentuale minore.

L’elaborato predisposto dalla Regione Marche Servizio Protezione Civile,


ufficio Previsione e Prevenzione a seguito della Legge regionale 26/03/96 sul
rischio frane nel territorio di questa Provincia registra una situazione che va

69
costantemente tenuta in osservazione con accentuazione in alcuni comuni a
rischio medio nei quali va programmata un’azione di prevenzione soprattutto
riferita alla rete viaria provinciale.

Questo ufficio nell’anno trascorso ha verificato la necessità di programmare


ed attuare interventi miranti alla prevenzione di Protezione Civile (alluvioni-
frane-incendi boschivi) dando ad essi priorità particolare, in quanto miranti a
tutelare la salvaguardia e l’incolumità dei cittadini in occasione del verificarsi
di eventi calamitosi, siano essi naturali o dipendenti da fattori umani, che
vanno, comunque, ad incidere sul bene primario della vita e dell’incolumità
pubblica e privata dei cittadini stessi.

Come previsto dal Piano Provinciale di emergenza già approvato e diffuso


all’intera comunità provinciale attraverso un convegno a carattere nazionale
nel 2003, nel 2005 sarà completamente realizzata la Sala Operativa
Integrata SOI in zona “Pennile di Sotto”, la quale ha già ottenuto il relativo
stanziamento ammontante a €. 254.613,25 di cui € 130.000 messi a
disposizione dalla Regione Marche, giusta deliberazione n. 1448 del
02/08/2002.

Si avrà modo così di riorganizzare anche l’apparato operativo considerando


che nel Piano Provinciale di Emergenza approvato con deliberazione n. 21
del 25 febbraio 2003 sono previsti:

1) lo Strumento operativo del Centro Provinciale Coordinamento


Soccorsi , ossia il Centro Operativo Provinciale, che prevede
l’insediamento delle 14 funzioni previste dagli indirizzi regionali
emanati in materia di protezione civile ai sensi dell’art. 108 del D.
Lgs. 112/98;

2) il Coordinamento del Volontariato, suddiviso in 7 zone, operanti nei


comuni ad esso afferenti e composti da 7 coordinatori e vari
responsabili della CRI, dell’ANAS, del Corpo Nazionale Soccorso
Alpino e Speleologico, ecc.

• Per quanto riguarda il progetto sulla Prevenzione Incendi Boschivi si


ritiene che detto lo stesso debba essere potenziato e vista l’esperienza
positiva, si ritiene opportuno ripetere anche per l’anno 2005 l’utilizzo
dell’elicottero in tale attività. I volontari impegnati in questo lavoro di
prevenzione sono stati nella stagione appena trascorsa circa 500 (unità
utilizzate secondo una turnazione) divise fra tutte le associazioni. Nel
2005, buona parte dei partecipanti al progetto sarà opportunamente
preparata, attraverso uno specifico corso che l’Amministrazione

70
Provinciale realizzerà nei mesi precedenti allo svolgimento del progetto di
prevenzione.
• Per l’anno 2005 l’ufficio di Protezione Civile ha previsto la realizzazione di
un programma organico, al fine di realizzare una rete di interventi più
efficace ed incisiva che miri, da un lato, a scoraggiare quanti in modo
doloso si apprestano a dare alle fiamme intere superfici boscate, dall’altro
a segnalare con rapidità i principi di incendio allo scopo di limitarne il
danno.

• Le unità mobili saranno potenziate. Per questo servizio l’Amministrazione


Provinciale prevede di sostituire in modo graduale le autovetture
fuoristrada, in dotazione all’ufficio di Protezione.

• Per quanto riguarda l’imbustatrice, l’Amministrazione Provinciale è in


grado di mettere a disposizione, dei 73 Comuni della Provincia la stessa
ogni qualvolta si dovesse verificare un’interruzione di acqua potabile. E’
tuttora vigente l’accordo con il CONSORZIO IDRICO INTERCOMUNALE
DEL PICENO (CIIP) per l’utilizzo dell’imbustatrice in tutti i casi di
emergenza e di carenza idrica nel territorio provinciale, al fine di
assicurare il rifornimento di acqua potabile alla popolazione picena.

• Viste le numerose manifestazioni che si svolgono nell’intero territorio,


l’Ufficio Protezione Civile prevede di mobilitare tutti gli operatori di
volontariato dei Gruppi Comunali di Protezione Civile in sinergia con tutte
le associazioni di volontariato, istituzionalmente riconosciute ed in
collaborazione con il Dipartimento di Protezione Civile (ANPASS, CROCE
ROSSA ITALIANA, CAI, ecc.). Queste attività saranno fondamentali in
ordine alla verifica della prontezza di intervento, della capacità di
mobilitazione e della capacità di utilizzo corretto ed efficace di tutte le
attrezzature in dotazione per i momenti di eventuali emergenze.
Un’esperienza di questo tipo di esercitazioni è stata quella collegata alla
visita del Santo Padre a Loreto nel settembre 2004.

In questa sorta di esercitazione sono stati coinvolti numerosi dipendenti di


questa Amministrazione Provinciale, sia del Settore Protezione Civile, che di
altri settori dell’ente (in collaborazione con l’Azione Cattolica Italiana –
Diocesi di Ascoli Piceno). Le attività svolte hanno riguardato:
l’organizzazione del campo base, l’allestimento della cucina da campo, il
montaggio e lo smontaggio delle tende e strutture di accoglienza per i
pellegrini, oltre che tutte le attività connesse con l’organizzazione logistica
dell’evento.

71
In questa, come in tutte le altre manifestazioni di tipo sportivo e di altro
genere che sono state supportate, si è evidenziato fortemente un notevole
desiderio di partecipazione all’attività di volontariato da parte di tutti i cittadini
del territorio. Pertanto, per l’anno 2005 questo ufficio ha predisposto un
progetto di informazione – formazione a livello di amministrazioni comunali
(sindaci, amministratori, polizia municipale, associazioni di volontariato) con il
preciso obiettivo di preparare persone ad accogliere e, a loro volta, formare i
numerosi cittadini che entreranno a far parte dei costituendi o già costituiti
gruppi comunali di volontari per la Protezione Civile.

Per quanto riguarda i corsi di formazione professionali permanenti diventati


indispensabili per l’aggiornamento degli addetti alla Protezione Civile sono
stati previsti, come per l’anno passato, n. 2 corsi di specializzazione su
materie di Protezione Civile. I corsi saranno rivolti sia agli addetti delle
strutture pubbliche che private, oltre che al volontariato costituito sia da
Associazioni che da singoli cittadini.

72
POLITICHE SOCIALI - COOPERAZIONE
INTERNAZIONALE

PREMESSE
L’approvazione della legge 328/2000 “Legge Quadro per la realizzazione
del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e del Piano regionale
socio assistenziale hanno innescato profondi processi di cambiamento
nell’assunzione di responsabilità da parte del sistema degli Enti Locali. La
successiva modifica del Titolo V della Costituzione ha introdotto ulteriori
elementi di modificazione dei ruoli delle diverse articolazioni dello Stato. Il
quadro legislativo che ne deriva delinea un modello di tipo solidaristico in
cui le responsabilità pubbliche riguardanti la risposta ai bisogni sociali delle
persone e delle famiglie sono attribuite anche a soggetti non istituzionali,
ma nel quale le istituzioni pubbliche svolgono comunque il ruolo di garanti
dell’esistenza della qualità e dell’accessibilità delle risposte. Come è noto,
la legge 328, chiede ai territori e ai vari attori che in essi operano, di
cooperare per costruire politiche sociali integrate e chiama l’ente
locale all’esercizio di una funzione pubblica nuova, centrata sulla capacità
di promuovere e regolare processi d’integrazione nella comunità piuttosto
che sulla gestione di interventi.
Il territorio di questa provincia è suddiviso in 6 Ambiti Territoriali Sociali,
previsti dal “Piano regionale per un sistema integrato di interventi e servizi
sociali 2000/2002”, che hanno come Comuni capofila: Ascoli Piceno,
Fermo, San Benedetto del Tronto, Porto Sant’Elpidio, Spinetoli, Amandola.
Lo strumento individuato per la pianificazione territoriale è il Piano di Zona,
adottato con Accordo di Programma da parte dei comuni di uno stesso
Ambito. Il Piano di Zona rappresenta lo strumento ed il luogo prioritario
all’interno del quale è possibile promuovere forme inedite di
partecipazione civica e di riordino del sistema integrato degli interventi e
dei servizi previsti dalla L. 328 (art. 18). Costituisce il momento di
convergenza degli sforzi di più soggetti in grado di cooperare tra loro in
base al livello di condivisione degli obiettivi dell’azione, favorendo la
progressiva acquisizione di un’ottica di lavori di “rete”, a livello sia
istituzionale che operativo.
In coerenza con il Testo Unico sull’ordinamento degli Enti Locali, la legge
328/2000 definisce per le province un ruolo in linea con i compiti che in
generale già svolgono quali soggetti centrali della programmazione e dello
sviluppo del territorio. In particolare s’individuano i seguenti ambiti di
intervento:

73
raccolta delle conoscenze e dei dati sui bisogni e sulle risorse
disponibili dai comuni e dagli altri soggetti istituzionali presenti in ambito
provinciale per concorrere all’attuazione del sistema informativo dei servizi
sociali;
analisi dell’offerta assistenziale al fine di promuovere approfondimenti
mirati sui fenomeni sociali più rilevanti in ambito provinciale, fornendo, su
richiesta dei Comuni e degli EL interessati, il supporto necessario per il
coordinamento degli interventi territoriali;
promozione, di intesa con i comuni, di iniziative di formazione, con
particolare riguardo alla formazione professionale di base ed
all’aggiornamento;
partecipazione alla definizione ed all’attuazione dei Piani di Zona.
Vi è quindi un primo livello di compiti che riguarda le funzioni di
“Osservatorio”, ovvero l’insieme di azioni capaci di rendere organica la
raccolta di dati ed informazioni, sia sul profilo quantitativo, sia per gli
aspetti qualitativi e di approfondimento su singole aree di bisogno. Un
secondo livello riguarda una competenza storicamente più radicata in
capo alle Province: la formazione, soprattutto qui intesa come funzione
permanente di accompagnamento di amministratori ed operatori
nell’applicazione e nell’implementazione dei Piani di Zona. Un terzo
livello riguarda l’attività di monitoraggio e valutazione, elemento
altamente innovativo e perfettamente consono al ruolo di area vasta delle
Province, cui si aggiunge un possibile ruolo di coordinamento territoriale,
se richiesto dai Comuni.
La Provincia può, per le considerazioni sinora espresse, assumere un
ruolo strategico di “cerniera” proprio per la sua collocazione mediana
tra i diversi attori locali al fine di garantire il coordinamento di tutte le loro
azioni. Un ruolo rilevante, quindi, in duplice senso:
di promozione, informazione e di supporto informativo e tecnico ai
Comuni,
di raccordo e sintesi nei confronti della Regione nel processo di
elaborazione ed approvazione dei Piani di Zona.
Un ruolo strategico di cerniera quindi che in esecuzione del Piano Sociale
regionale, svolge attività di coordinamento del lavoro dei sei Ambiti
Territoriali Sociali nei quali è suddiviso il territorio provinciale.
Si sta attuando, sulla base di incontri svolti con gli Assessori Comunali alle
Politiche Sociali, i Coordinatori d’Ambito, le Zone ASUR e gli altri soggetti
che operano nel sociale, il progetto “Gestione delle reti sociali”che

74
prevede la mappatura e la messa in rete delle iniziative e di tutti gli attori
sociali del territorio, con particolare attenzione a quelli interessati al
processo di integrazione socio-sanitaria, al fine di ottimizzare i servizi
esistenti e favorire la partecipazione, individuare modalità d’intervento
condivise,verificarne l’efficacia.
Nell’ottica della promozione del benessere sociale della collettività
amministrata previsto dalla “legge quadro per la realizzazione del sistema
integrato di interventi e servizi sociali” n. 328/2000, l’Assessorato alle
Politiche Sociali promuove interventi finalizzati a garantire la qualità
della vita, le pari opportunità, i diritti di cittadinanza, a ridurre le
condizioni di disabilità e di disagio.
Gli obiettivi di benessere della persona, nella nostra realtà sociale, sono
riferiti allo sviluppo ed alla conservazione delle capacità fisiche, alla
crescita di sapere e di conoscenza, alla valorizzazione delle risorse
personali, allo svolgimento di una soddisfacente vita di relazione ed
il raggiungimento di tali traguardi di benessere sociale si può favorire
attraverso il coordinamento e la promozione dell’attività degli Ambiti
Territoriali Sociali e dei Comuni nel settore sociale, il rafforzamento
dei legami con le organizzazioni sindacali e del volontariato,
l’integrazione e la gestione delle reti sociali, oltre che con l’attività di
sensibilizzazione sui problemi delle persone socialmente
svantaggiate, sui temi della prevenzione delle malattie, ecc…,
All’interno di tutto questo, l’Assessorato svolge attività di promozione delle
politiche della Pace e della Cooperazione internazionale, nell’ottica
della reciproca conoscenza tra i popoli e della solidarietà, al fine di
migliorare le condizioni di vita dei Paesi del sud del mondo. Il futuro che ci
aspetta è un futuro comune, il futuro di tutta l’umanità e della terra in cui
essa vive. La fragilità e la debolezza di un paese che conta incrinature in
diversi ambiti non ha confini ed indebolisce tutti i paesi, tutte le
popolazioni, ognuno di noi. Ciò comporta che è necessario passare dalla
logica dell’aiuto a quella della compartecipazione per la risoluzione di
problemi comuni. Lo sradicamento della povertà dovrebbe essere visto
come un bene pubblico internazionale, che promuove la pace, la sicurezza
e la sostenibilità ambientale.
OSSERVATORIO DELLE POLITICHE SOCIALI:
Prosecuzione dell’attività dell’Osservatorio delle Politiche Sociali previsto
dalla Regione Marche nel “Piano Regionale per un sistema integrato di
interventi e servizi sociali 2000/2002”, al fine di realizzare un sistema
informativo regionale, indispensabile in un sistema di welfare.

75
Nell’anno 2005 si approfondirà la rilevazione dei dati sui servizi non
residenziali pubblici e privati già avviata nel 2004; inoltre sono identificati
due “nuovi” campi d’azione in cui l’Osservatorio Regionale con gli
Osservatori Provinciali intraprenderanno un’azione comune di studio ed
analisi:
gli Uffici di Promozione Sociale (U.P.S.)
l’elaborazione di una Cartella Sociale Professionale Regionale Unica
In questi due campi verrà identificato uno standard (regionale) minimo di
informazione da raccogliere in tutti gli UPS e attraverso l’utilizzo da parte
degli operatori sociali degli Uffici Sociali Professionali di una cartella
sociale di presa in carico, si dovrà arrivare all’identificazione di definizioni
univoche di interveto sociale.
In tale processo saranno coinvolte le Zone Territoriali ASUR, gli Ambiti
Territoriali Sociali ed i rappresentanti dei Servizi Sociali Professionali dei
Comuni che hanno attivo tale servizio.
L’Osservatorio Provinciale di Ascoli Piceno, ha poi recentemente
intrapreso un’indagine sulle cooperative Sociali di tipo A e B ed i loro
Consorzi, che proseguirà nel 2005, volta a reperire delle informazioni
circa:
• I servizi da ognuna offerti
• I Comuni serviti
• Gli utenti serviti con ciascun servizio offerto
• Gli Operatori impiegati per ciascun Servizio
• Il numero dei dipendenti di ogni Cooperativa
L’indagine darà origine ad una “Carta dei Servizi Provinciali” accessibile
via Web e consultabile per servizio e per cooperativa.
L’indagine permetterà di avere un quadro del fenomeno cooperativistico
nella nostra provincia valutandone i risvolti sociali – lavorativi – economici,
ed i dati in essa raccolti saranno resi disponibili sia agli Ambiti, sia ai privati
cittadini (che ne faranno richiesta), che alle stesse cooperative sociali.
Infine l’Osservatorio Regionale e gli Osservatori Provinciali hanno ritenuto
opportuno portare in rilievo due tematiche di interesse comune e di rilievo
nel panorama delle problematiche sociali, che saranno oggetto di focus
specifici e cioè:
·

76
• l’immigrazione
• i Servi di Sollievo per le famiglie delle persone con disabilità mentale.

POLITICHE GIOVANILI:
• Gestione della delega regionale ai sensi della legge regionale n.
46/95 sugli interventi a favore dei giovani e degli adolescenti, che
prevede l’istruttoria e l’ammissione al finanziamento regionale dei
progetti presentati dai Comuni per la realizzazione di centri di
aggregazione giovanile e sportelli informagiovani.
• Progetto ESTATE RAGAZZI, che prevede incentivi ai Comuni ed alle
famiglie per la realizzazione di centri estivi con attività ludico–
formative per i ragazzi di età compresa tra i 6 ed i quattordici anni.
Ciascuna delle edizioni passate ha visto la partecipazione di almeno
70 Comuni, con circa 7.000 ragazzi. Nell’edizione 2005 si prevede di
incentivare i progetti dei comuni che prevederanno, nei centri estivi,
anche l’orario pomeridiano al fine di migliorare il servizio per le
famiglie.
• Ampliamento del progetto SOLI MAI, già avviato nel 2000 con ottimi
risultati negli ospedali di Ascoli Piceno e Fermo, che prevede lo
svolgimento di attività di animazione nei reparti pediatrici degli
ospedali delle tre AA.SS.LL. della provincia, al fine di migliorare
l’impatto del bambino ricoverato con l’ambiente ospedaliero.
Nell’anno 2005 si intende realizzare anche il progetto : “SOSpedale,
l’ospedale solidale”-Progetto di mediazione culturale e
animazione d’infanzia in ambito ospedaliero.
Il graduale e progressivo acuirsi del fenomeno immigratorio in questi
ultimi anni ha posto la necessità di affrontare il problema della mediazione
tra culture differenti in maniera più sistematica e organica di quanto non si
sia fatto finora. Si richiede infatti una mediazione non soltanto di
natura linguistica, che si limiti cioè ad un mero lavoro di traduzione
nel rapporto paziente-operatore, ma che consideri e privilegi il
background culturale dell'immigrato.
Verrà inserito, pertanto, nel gruppo di animatori già operanti nel reparto,
anche il mediatore culturale, per venire incontro alle esigenze dei
bambini immigrati e delle loro famiglie e prevenire e risolvere la
conflittualità che può derivare dalle incomprensioni causate dalle diversità
culturali a disposizione degli utenti e del personale ospedaliero.

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Inoltre si prevede l’istituzione di un Servizio integrato per le donne
italiane e straniere e i loro bambini presso i reparti di pediatria dei tre
ospedali provinciali, in rete con i Servizi del territorio, per fornire
un’assistenza integrata (sanitaria, psicologica e sociale) grazie
all’inserimento di figure professionali come animatori d’infanzia, psicologi e
mediatrici culturali, in grado di costruire un clima di fiducia e tolleranza sia
tra operatori sanitari, piccoli pazienti e loro familiari, che tra bambini
ricoverati italiani e stranieri, creando occasioni d’incontro e di gioco
orientati alla multiculturalità.
POLITICHE A FAVORE DEI DISABILI
Prosecuzione ed incremento del programma di borse lavoro per
l’inserimento lavorativo o a scopo terapeutico per disabili cofinanziato dalla
Regione Marche ai sensi della L. R. n. 18/96, al fine di offrire ai ragazzi
disabili, al termine della formazione scolastica, la possibilità di
sperimentare ed inserirsi nell’attività lavorativa, quando ne abbiano le
capacità, o di svolgere una borsa lavoro di tipo terapeutico, che permetta
loro di migliorare le capacità relazionali.
Prosecuzione del progetto “Servizi di Sollievo” per i soggetti affetti da
disabilità mentale e per le loro famiglie. Si tratta di un servizio su base
sociale e non sanitaria, già avviato nell’anno 2002 sul territorio provinciale,
che ha consentito di aprire centri di ascolto e di accoglienza per i soggetti
disabili e per le loro famiglie, aperti anche nei giorni festivi, nei quali è
previsto lo svolgimento di attività ricreative e culturali. (Finanziamento
regionale)
Realizzazione, nell’ambito del progetto regionale “L’autismo nella
Regione Marche – Verso un progetto di vita”, del sottoprogetto
“Istituzione di servizi per adolescenti ed adulti con disturbi autistici e
realizzazione di specifiche iniziative a carattere sociale” che prevede la
creazione di una sezione per adolescenti ed adulti autistici in alcuni centri
di aggregazione giovanile e centri diurni della provincia e la formazione
professionale per gli operatori educativi;(finanziamento regionale)
Potenziamento del Centro Provinciale di Documentazione
sull’Handicap, che opera in sinergia con gli altri Centri esistenti sul
territorio provinciale (è stato firmato un protocollo d’intesa tra Provincia,
C.S.A., Centro Territoriale Scolastico e Sportello Informahandicap di
Fermo per il coordinamento delle attività).
L’Assessorato intende istituire la “Consulta Provinciale della salute
mentale” ed il “Coordinamento Provinciale per le dipendenze
patologiche”, al fine di approfondire le relative problematiche e dare un
servizio migliore ai cittadini.

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POLITICHE A FAVORE DEGLI IMMIGRATI:
Progetto per la prosecuzione, nell’anno 2005, dell’attività del Centro
Polivalente Provinciale per Immigrati, costituito nel mese di aprile 2000.
Si tratta di una struttura funzionale messa a disposizione delle
Associazioni degli immigrati e tesa a favorire l’integrazione sociale,
l’avviamento al lavoro e l’agevolazione al rientro in patria degli
extracomunitari, ai sensi della legge regionale n. 2/98. Il Centro
Polivalente, che ha sede a Grottammare, svolge un’utilissima attività di
informazione a favore degli immigrati della provincia, anche attraverso la
pubblicazione del periodico PICENO 3M (Multietnico, Multiculturale,
Multirazziale), che viene inviato a tutte le famiglie immigrate, oltre che alle
Istituzioni.
Ampliamento del servizio legale, già avviato in forma di volontariato nella
sede del Centro a Grottammare, che rappresenta un importante punto di
riferimento ed è di grande aiuto per gli immigrati. Compatibilmente con le
somme che saranno previste in bilancio, si intende aprire uno sportello
anche a Fermo e riconoscere il rimborso delle spese agli avvocati che
presteranno il servizio.
Istituzione del servizio di mediazione culturale nelle scuole dove è
presente un alto numero di alunni immigrati, con il progetto
“Dall’Accoglienza all’Integrazione nella Scuola”, con una forte valenza
sia nel versante dell’integrazione scolastica, sia in quello dell’integrazione
sociale delle famiglie immigrate. Gli studenti stranieri infatti, con le
diversità linguistiche e culturali di cui sono portatori, si trovano infatti nella
posizione di dover fare propria sia una seconda lingua sia una seconda
cultura. È un processo in cui interagiscono molteplici aspetti: linguistici e
cognitivi, sociali ed emotivi, che coinvolgono l’intera famiglia. Attraverso
l’interazione nel sistema dell’istruzione passa infatti una buona parte delle
modalità di interazione fra famiglie immigrate e società civile.
Preso atto inoltre della notevole eterogeneità e frammentarietà degli
approcci al problema dell’integrazione scolastica degli studenti immigrati
che sono stati finora messi in atto da scuole, enti locali e altre istituzioni
del territorio di competenza; l’Assessorato Provinciale alle Politiche Sociali,
d’intesa con le Scuole, con gli Ambiti Territoriali Sociali e i Comuni e con gli
organismi di rappresentanza degli immigrati, intende promuovere
l’elaborazione e la stipula di un PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER
STUDENTI IMMIGRATI che costituisca un modello condiviso di
accoglienza e che preveda modalità corrette e pianificate per facilitare
l’inserimento scolastico degli alunni immigrati.

79
Oggi la promozione dei diritti di cittadinanza, in termini di rispetto e
valorizzazione della dignità della persona e dei suoi diritti in quanto tale,
devono rappresentare il compito principale portato avanti da uno stato
sociale così come viene costituzionalmente sancito e che sempre
costituzionalmente attribuisce tali diritti a tutti gli individui.
Partendo dal presupposto che la condizione dell’immigrato è una
situazione di debolezza che va rimossa, una politica dell’immmigrazione
non può esimersi dal promuovere e sostenere iniziative atte a far
acquisire, alle persone immigrate, conoscenze e strumenti per interloquire
in una posizione di parità. Per questa ragione è necessario valorizzare la
persona e la soggettività in un contesto sociale attraverso attività di
formazione, sia come scuola di cittadinanza, intesa come avvicinamento
a.. e appropriazione di fondamenti potenzialità, opportunità della
multiforme realtà italiana e locale e conoscenza di essa, sia in termini di
aggiornamento delle competenze professionali. L’elezione di due
Rappresentanti degli Immigrati nel Consiglio Provinciale, rappresenta un’
azione che va in questa direzione.
Istituzione della Consulta Provinciale degli Immigrati.
PARI OPPORTUNITA’
Proseguimento del servizio TELEFONO DONNA che offre aiuto alle
donne in difficoltà per violenza e molestie, maternità, ginecologia sociale,
tossicodipendenza, salute e previdenza, problemi legali e di lavoro. Tale
servizio è iniziato nel 1997 e nella fase iniziale si è retto completamente
sul volontariato. A partire dagli ultimi mesi dell’anno 2002 si è verificata la
necessità, per garantire l’efficienza del servizio, di attivare un rapporto di
collaborazione con una operatrice da affiancare alle volontarie, che pure
continueranno ad operare.
Organizzazione della quinta edizione del concorso internazionale di poesia
e prosa a firma femminile “I COLORI DELLE DONNE”, la cui premiazione
avverrà l’8 marzo.
Organizzazione, sempre in occasione dell’8 marzo, in collaborazione con
l’Associazione “Piceno con noi” della sesta edizione della mostra
PICENODONNA sull’imprenditoria delle donne picene nei settori dei
prodotti tipici, dell’artigianato, dell’arte, della ristorazione, ecc….L’iniziativa
prevede anche la realizzazione di un video delle attività artigianali più
significative, da trasmettere nel laboratorio didattico annesso alla mostra.
L’iniziativa sarà arricchita dal PREMIO PICENODONNA, un
riconoscimento alle donne imprenditrici che si sono distinte per originalità
dell’idea imprenditoriale, qualificazione e valorizzazione della sviluppo del

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territorio, sperimentazione di progetti su tempi di lavoro e tempi di vita,
eccellenze nelle innovazioni di prodotto e di processo, nelle innovazioni
gestionali e nel perseguimento di obiettivi di sostenibilità ambientale ed
etico sociale.
Realizzazione di un incontro–dibattito sul disagio mentale ed in particolare
sulla depressione, per stimolare la sensibilità, nel territorio provinciale, su
un problema che colpisce persone di tutte le età ed appartenenti a ogni
fascia sociale, anche allo scopo di costituire una associazione tra famiglie
che sia di supporto al servizio sanitario.
POLITICHE DELLA PACE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE:
Organizzazione della decima edizione dell’Asta di Solidarietà “Aiutiamo
la Pace” che prevede la vendita di quadri donati dagli artisti e con i
proventi della quale verrà finanziata la realizzazione di microprogetti in
paesi in via di sviluppo. Poiché nel 2005 ricorre il decennale dell’Asta di
Solidarietà, si prevede di organizzare nelle sale della Cartiera Papale una
mostra degli artisti più importanti che partecipano all’Asta donando le
proprie opere.
Attualmente l’Assessorato svolge il ruolo di capofila delle Province
marchigiane e di otto Comuni del territorio piceno per il progetto di
cooperazione in Nicaragua, gestito dal punto di vista tecnico
dall’Associazione “Medina”, che ha come obiettivo la riqualificazione
turistica di un’area situata nel nord del Paese, con la realizzazione di
strutture per l’accoglienza e con la formazione professionale di giovani
come guide turistiche e guardaparco.
Inoltre la Provincia sta sostenendo i progetti di solidarietà con altri popoli,
come ad esempio il popolo Sahrawi, che a causa dell’invasione della
propria terra (ex Sahara Spagnolo) da parte del Marocco, è costretto da 25
anni a vivere in campi profughi nel deserto algerino, le popolazioni
balcaniche, dove sta sostenendo un progetto in collaborazione con la
Regione Marche ecc….
Progetto “Adotta un Popolo” verrà ricostituita la rete dei Comuni per la
realizzazione del progetto “Adotta un Popolo” per la partecipazione alla VI°
Assemblea dell’ONU dei Popoli ed alla Marcia della Pace Perugia-Assisi
che saranno organizzate dal Coordinamento Nazionale Enti Locali per la
Pace. Attraverso la costituzione di un fondo comune, verranno ospitati sul
territorio provinciale, alcuni rappresentanti dei popoli e verrà data loro la
possibilità di partecipare nei giorni successivi alla VI° Assemblea dell’ONU
dei Popoli ed alla Marcia della Pace Perugia-Assisi. Nei giorni in cui
soggiorneranno nella nostra provincia gli ospiti avranno incontri con la

81
popolazione e con gli studenti allo scopo di far conoscere le condizioni e le
necessità dei loro Paesi.
ESERCIZIO DELLE FUNZIONI ATTRIBUITE DALLA REGIONE
MARCHE IN MATERIA DI ESERCIZI FARMACEUTICI
Verranno svolte le funzioni amministrative relative ai 135 esercizi
farmaceutici esistenti nella provincia.
ESERCIZIO DELLE FUNZIONI RELATIVE ALLA TENUTA DEGLI ALBI
DELLE COOPERATIVE SOCIALI E DEL VOLONTARIATO
La Regione Marche deve attribuire alle Province, ai sensi della legge
regionale n. 10/99, le funzioni relative alla tenuta degli albi provinciali delle
cooperative sociali e del volontariato, e verosimilmente questo accadrà
nell’anno 2005 costituendo nuovi impegni e nuove competenze per
l’Assessorato.
POLITICHE A FAVORE DEGLI ANZIANI
Verrà portato a conclusione, nel 2005, il progetto per l’informatizzazione
dei Centri Sociali per anziani, che prevede l’assegnazione di un personal
computer ai Centri Sociali che siano iscritti alle due associazioni provinciali
(AUSER ed ANCESCAO) o che siano stati segnalati dai Comuni, e lo
svolgimento di corsi di alfabetizzazione informatica che si svolgeranno in
otto Comuni della provincia.
E’ stata realizzata la prima fase del progetto, con la consegna di 85 PC e
si devono organizzare i corsi di alfabetizzazione informatica a favore degli
anziani che aderiscono ai Centri Sociali.
Si provvederà ad incoraggiare, a livello di Centri Sociali, l’istituzione della
“Banca del Tempo”, con il duplice scopo di favorire la socializzazione degli
anziani e risolvere piccoli problemi legati ai tempi di vita delle persone.
ASSISTENZA
Assistenza ai minori riconosciuti dalla sola madre: Ai sensi della legge
n. 67/93 il Servizio provvede all’erogazione di sussidi economici mensili ai
minori riconosciuti dalla sola madre. Per i minori riconosciuti dalla sola
madre per i quali l’autorità giudiziaria abbia disposto il ricovero in strutture
di accoglienza, la Provincia paga la retta giornaliera (4 bambini ricoverati
attualmente in case di accoglienza, la retta giornaliera varia dai 40 agli 86
euro).
Assistenza alle persone con disabilità sensoriale: agli studenti con
disabilità sensoriale (non vedenti e non udenti), ai sensi della medesima
legge n. 67/93, la Provincia dà l’assistenza domiciliare extrascolastica,

82
nella misura massima di 20 ore mensili per i non udenti e di 50 ore mensili
per i non vedenti. Esiste un elenco provinciale degli assistenti domiciliari,
formati dalla Provincia.
L’Ente inoltre rimborsa le spese per gli ausili didattici ai non vedenti e
rimborsa parzialmente le spese per la frequenza di centri audiofoniatrici ai
non udenti, ai quali compete anche il rimborso del costo delle pile per gli
apparecchi acustici e per eventuali protesi non previste dal tariffario del
S.S.N..
Oltre all’assistenza in senso stretto, l’Assessorato alle Politiche Sociali
proseguirà, in collaborazione con le Associazioni di riferimento (Unione
Italiana Ciechi ed Ente Nazionale Sordomuti), un progetto che prevede un
servizio di consulenza alle famiglie con operatori qualificati (psicologo,
docente, esperto in sussidi informatici, tiflopedagogista nel caso dei non
vedenti, ecc….), l’organizzazione di corsi di formazione, di corsi per
favorire l’autonomia, di campi scuola, di incontri sportivi, manifestazioni
ecc… insieme a ragazzi “normodotati” per favorire l’inserimento scolastico
e sociale dei disabili sensoriali.
Proseguirà inoltre, in collaborazione con l’Assessorato alla Formazione
Professionale, la realizzazione di un programma di corsi per la
qualificazione e la specializzazione degli assistenti domiciliari dei ragazzi
con disabilità sensoriale. Nel 2005 sarà necessario attivare almeno due
corsi sul territorio provinciale per la formazione di assistenti per ragazzi
pluriminorati.

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SPORT - TEMPO LIBERO

Una Provincia che si pone come obiettivo di realizzare una prospettiva di


“futuro sostenibile”, in cui al centro della società e delle scelte che la
governano ci siano i diritti della persona, è un anche un territorio che riesce a
programmare dello spazio per la pratica sportiva.
L’attività sportiva nelle sue diverse accezioni (promozionale, agonistica e
ricreativa) deve essere garantita a tutti i cittadini. Il linguaggio del corpo
rappresenta un grande strumento di relazione con gli altri, risulta essere
probabilmente il modo più immediato in cui si esprimono i giovani, consente
agli anziani di riappropriarsi della propria persona, rappresenta uno dei modi
più semplici ed immediati per entrare in contatto con culture e tradizioni che
provengono da Paesi diversi.
La cultura sportiva deve quindi essere parte integrante del bagaglio di ogni
singolo cittadino: per far ciò è indispensabile fornire alla cittadinanza la
possibilità di praticare l’attività sportiva preferita in impianti adeguati alle
esigenze dell’utenza ed equamente distribuiti nel territorio.
Inquadrato ora in termini generali le principali problematiche relative all’attività
sportiva del nostro territorio, di seguito termini più precisi; i singoli campi di
attività sui quali si intende intervenire.

1. PROGETTO SCUOLA E SPORT


Il progetto “Scuola e Sport” rappresenta un ambizioso obiettivo
dell’Assessorato allo Sport rivolto alla promozione dell’attività sportiva e
motoria di base nei bambini di età compresa fra i 3 e gli 11 anni frequentanti
le Scuole d’Infanzia e le Scuole Primarie presenti nella nostra provincia per
un totale di circa 24000 studenti coinvolti.

2. PROGRAMMAZIONE EVENTI SPORTIVI DI ECCELLENZA


Preciso intendimento di questo Assessorato è di fornire assistenza e di offrire
servizi adeguati allo scopo di collaborare alla promozione di iniziative sportive
d’eccellenza, che rappresentino momenti importanti a sostegno del marketing
territoriale piceno.
Non dobbiamo poi dimenticare che in queste occasioni viene ad attivarsi una
particolare nicchia del segmento turistico conosciuto come TURISMO
SPORTIVO che presenta la particolarità di essere destagionalizzato e rivolto
a fruitori con capacità di spesa media-alta, caratteristiche che ne sottolineano
l’importanza di inserimento nel tessuto socio-economico territoriale.
Per questo preciso scopo l’Assessorato allo Sport ha intenzione di intervenire
per sostenere questi eventi, collaborando attivamente all’organizzazione degli
stessi, attraverso un rapporto sempre più produttivo con gli Assessorati allo
Sport dei vari Comuni.

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3. PROGETTO AMBIENTE E SPORT
Questo progetto, prevede l’attivazione di una sinergia fra l’Assessorato
Ambiente e quello allo Sport, allo scopo di organizzare in occasione delle
domeniche ecologiche, delle proposte di “Sport per Tutti” facendo diventare
così i centri storici dei Comuni interessati delle vere e proprie palestre a cielo
aperto.
Tale ambizioso progetto prevede il necessario coinvolgimento delle
Federazioni sportive Provinciali e delle società sportive attive allo scopo di
attuare concretamente la proposta di attività sportiva.
Il binomio Ambiente – Sport suscita sicuramente un forte impatto,
interessando le medesime fasce di popolazione e avendo anche l’obiettivo di
svolgere una funzione educativa specie nei confronti dei più giovani ai valori
della tutela eco-ambientale proponendo uno stile di vita più salutare.

4. PROGETTO CUORE
Questo progetto trae origine dalla considerazione delle problematiche relative
all’assistenza sanitaria che si presta in occasione delle manifestazioni
sportive programmate nella nostra Provincia.
Sulla base di analoghe esperienze maturate in altri Comuni e Provincia è
intendimento di questa Amministrazione dotare gli impianti sportivi che
presentano maggiore utilizzo di un apparecchio DEFIBRILLATORE
SEMIAUTOMATICO da mettere preventivamente a disposizione di personale
specificatamente formato allo scopo.
Tale progetto vede chiaramente coinvolti sia nella fase progettuale che in
quella puramente realizzativa le ASL ed i Comuni del territorio, allo scopo di
dotare la nostra provincia di una rete di apparecchi defibrillatori equamente
distribuiti nel territorio, pronti ad essere utilizzati in caso di emergenza.

5. ORGANIZZAZIONE CONVEGNI
Allo scopo di promuovere a tutto tondo la cultura sportiva del nostro territorio
è intenzione di questo Assessorato promuovere dei seminari e incontri di
aggiornamento convegni e/o giornate di studio, su temi di particolare rilievo.

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TRASPORTI

Quando il legislatore ha affidato alle Province anche la competenza dei


Trasporti si è particolarmente ispirato a quel criterio di decentramento
politico-amministrativo che vuole avvicinare materialmente il luogo delle
decisioni e delle scelte al luogo dove queste ricadono.
Occuparsi quindi di trasporto pubblico locale, unitamente alla politica ed alla
programmazione di nuove infrastrutture per la mobilità è ciò che caratterizza
l’attività e le competenze dell’Assessorato chiamato a rispondere alle
esigenze dell’utenza e dei cittadini attraverso la predisposizione del piano
provinciale dei trasporti.
L’idea di un trasporto pubblico più efficiente è, quindi, idea centrale delle
iniziative dell’Assessorato, nella considerazione che i servizi di trasporto
pubblico qualificano il territorio sostenendo, al contempo, l’accesso ai servizi,
in particolare ai servizi scolastici, e intervenendo sulla limitazione del traffico
privato, contribuendo così in maniera importante al rispetto delle esigenze di
tutela ambientale del territorio.
Adeguati collegamenti tra i centri del vasto territorio provinciale facilitano,
inoltre, gli spostamenti di tutti i cittadini e tra questi in particolare le categorie
deboli - lavoratori pendolari, giovani, anziani - con la conseguente riduzione
dei costi del trasporto privato, che gravano sui bilanci familiari.
In linea con le priorità fissate dai Piani di bacino AP1 (fermano) e AP2
(ascolano), approvati dal Consiglio provinciale nel 2003, e con riferimento al
servizio di trasporto offerto, in base ai contratti di servizio t.p.l. in essere,
vengono incrementate significativamente le risorse da destinare agli
interventi, alle iniziative e alla programmazione e pianificazione nel campo dei
trasporti.
L’Amministrazione Provinciale intende, anzitutto, rafforzare la politica di
incentivo all’uso del mezzo pubblico, con iniziative di facilitazione all’accesso
al trasporto stesso, attraverso altre iniziative:
 incentivi per pendolari lavoratori per interventi di abbattimento dei
costi di abbonamento;
 esenzione tariffaria per i pensionati al minimo, attraverso l’emissione
di carnet di biglietti per usufruire gratuitamente del Trasporto
Pubblico Locale;
 pubblicazione di un opuscolo informativo degli orari dei servizi di
Trasporto Pubblico extraurbani, urbani, ferroviari, ecc., da distribuire
gratuitamente all’utenza nonché la creazione e gestione di un sito
informativo.

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Parte delle risorse stanziate è destinata ai servizi di trasporto aggiuntivi, per
sopperire ad esigenze, specialmente di trasporto scolastico, non soddisfatte
nell’ambito dei contratti di servizio t.p.l. in corso.
Nelle aree deboli – specialmente montane – l’Amministrazione Provinciale
intende realizzare progetti di servizi a chiamata, nell’ambito degli interventi
prioritari da realizzare in base alle linee di programmazione del trasporto
pubblico, contenute nei Piani di bacino previsti dalla Legge Regionale 45/98
con validità triennale.
Il trasporto a chiamata costituisce una nuova tipologia di trasporto pubblico
che si ritiene opportuno sperimentare nell’ambito del territorio provinciale,
prioritariamente per facilitare l’accesso ai servizi sanitari, a favore dei
residenti nei piccoli Comuni, specie anziani, oggi costretti ad utilizzare il
mezzo privato o ad adeguarsi agli orari del trasporto scolastico.
Risorse sono anche destinate ad interventi di riqualificazione e
razionalizzazione della rete del trasporto attraverso la realizzazione di studi,
piani e progetti riferiti a diverse aree del territorio provinciale (Piano Generale
Traffico Viabilità Extraurbana, PUM Piano Urbano Mobilità, aggiornamento
Piani di bacino, progetti di integrazione extraurbano-urbano, progetto di
razionalizzazione “a pettine” del t.p.l., monitoraggio della qualità dei servizi).
Il Piano Generale dei Trasporti e della Logistica, approvato dal Consiglio dei
Ministri il 2 Marzo 2001, introduce i Piani Urbani della Mobilità (PUM) che
prevedono la realizzazione di un sistema di trasporto con reti intermodali ed
interconnesse. Il Piano Generale di cui sopra specifica che: “i PUM sono
documenti di programmazione necessari per accedere ai finanziamenti statali
destinati alla mobilità”.
Il Piano Generale del Traffico della Viabilità Extraurbana (PGTVE), è uno
strumento di pianificazione dei trasporti (introdotto dall’art. 36 del D.Lvo n.
285 del 30 Aprile 1992 “Nuovo Codice della Strada”), per il miglioramento
della circolazione in ambito extraurbano dei mezzi pubblici e privati, nonché
delle “utenze deboli” (pedoni e ciclisti). Il PGTVE, quindi, rappresenta lo
studio specifico della viabilità, fondamentale e necessario per l’elaborazione
del PUM come sistema integrato della mobilità di cui, insieme al Piano di
Bacino del Trasporto Pubblico Extraurbano, diventa parte integrante.

Tra gli interventi previsti per il miglioramento della qualità dei servizi
connessi al trasporto pubblico locale, si darà corso a:
 messa in sicurezza delle fermate del trasporto pubblico locale (in
collaborazione con l’Assessorato LL.PP.);
 rete di semafori intelligenti in alcuni punti critici della viabilità per
aumentare la velocizzazione del trasporto su gomma del T.P.L.;
 nodi di scambio.

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L’Amministrazione si farà parte promotrice per ricercare ogni possibile
finanziamento assentibile, richiamando a tal fine la partecipazione di tutti i
soggetti interessati (Comuni, Regione, Ministero, ecc.) come e per quanto di
rispettiva occorrenza e competenza.
Problema di grande attualità e fortemente sentito dalla collettività
amministrata è quello relativo alla messa in sicurezza delle fermate del
Trasporto Pubblico Locale. Al riguardo, solo di recente con il trasferimento, in
corso di definizione, delle competenze da parte della Regione, ai sensi della
legge Regionale 45/98, la Provincia è stata direttamente investita al riguardo.
Inoltre, si darà attuazione ad un progetto pilota, quale studio di
normalizzazione di un congruo numero di fermate principali. La proposta di
uno studio pilota con relativa installazione di “semafori intelligenti” (sensori di
traffico ad infrarossi che consentono di modulare il passaggio degli autobus e
dei veicoli di soccorso), deriva dall’esigenza di aumentare sensibilmente la
velocità commerciale di alcune tratte del trasporto pubblico, parametro
fondamentale per incrementare l’utenza.
Per quanto attiene i nodi di scambio si provvederà ad alimentare la politica di
attivazione di apposite aree in cui l’utenza potrà cambiare le modalità di
trasporto, integrandole tra trasporto privato, autobus, treno.
L’Assessorato attiverà iniziative legate alla “sicurezza stradale” con la
collaborazione di soggetti istituzionali ed associativi che operano nel settore.
Altrettanto importanti saranno azioni di monitoraggio e di supporto tecnico-
politico ad iniziative necessarie per la crescita complessiva del territorio
attraverso il miglioramento infrastrutturale ferroviario.
L’elettrificazione della tratta Ascoli Piceno - Porto d’Ascoli, che è nelle
attenzioni dell’Amministrazione Provinciale pur non avendone la stessa
diretta titolarità, sotto il profilo tecnico-economico permetterà di raggiungere i
seguenti obiettivi:
• uniformare la rete ferroviaria, elettrificandola interamente,
permettendo di fatto il transito dei treni dal ramo Ascoli Piceno -
Porto d’Ascoli all’intera rete ferroviaria senza intervento alcuno di
sostituzione della motrice;
• velocizzare i collegamenti con treni più moderni;
• rendere la ferrovia un reale mezzo di trasporto alternativo alla
gomma per gli spostamenti a livello locale;
• ridurre le emissioni inquinanti in maniera sia diretta, con le
eliminazione dei treni a gasolio, sia indiretta riducendo il numero
di veicoli sulle strade.

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E' utile sottolineare che sulla linea ferroviaria in questione gravitano due
importanti piattaforme logistiche finalizzate al miglioramento dei servizi di
trasporto merci su ferro e su gomma. L’onere di spesa per elettrificare il ramo
ferroviario Ascoli Piceno-Porto d’Ascoli, quale lotto funzionale, pur se
finalizzato all’obiettivo di realizzare una metropolitana leggera da Ascoli
Piceno a Porto Sant’Elpidio, risulta attestato in € 11.200.000,00, come da
specifico progetto redatto dall’Ente e già inviato alla Regione Marche per
l’inserimento in piani di intervento sia regionali sia statali. E’ altrettanto
importante l’eliminazione dei passaggi a livello con priorità per quello sulla SS
16 in località Porto d’Ascoli.
Circa la cosiddetta “Ferrovia dei due mari” si ritiene utile sottolineare che tale
progetto è stato oggetto di una pluralità di iniziative ed in particolare di una
dichiarazione di interesse interregionale ai fini dell’inserimento dello stesso
nei programmi di finanziamento del Ministero dei Trasporti e delle
Infrastrutture; allo scopo sono già allo studio iniziative congiunte con le
Province di Rieti e di Roma.
Il bilancio 2005 prevede inoltre le risorse destinate alla gestione dei contratti
per l’erogazione del servizio di trasporto extraurbano nei bacini di traffico AP1
e AP2, e ai Comuni per l’erogazione del trasporto urbano coperto dal Fondo
di riparto regionale.
I trasporti coinvolgono l’Amministrazione Provinciale anche attraverso la
partecipazione della Provincia alle società pubbliche STEAT s.p.a. e START
s.p.a. che gestiscono il servizio di trasporto pubblico nei bacini di traffico AP1
e AP2, ed Aerdorica s.p.a. per la gestione dei servizi dell’Aeroporto “Raffaello
Sanzio”.
L’investimento negli anni di risorse finanziarie nelle società suindicate, da
ultimo l’adesione all’aumento di capitale dell’Aerdorica s.p.a. in proporzione
alla quota societaria dell’1,6%, per un totale di € 44.800,00 per l’anno 2005,
testimonia l’importanza strategica che l’Amministrazione Provinciale
attribuisce ad ogni tipologia di trasporto pubblico e collettivo, come servizio ai
cittadini, opportunità occupazionale e fonte di sviluppo economico-sociale e
turistico del territorio provinciale; nel caso dell’aeroporto di Falconara
l’obiettivo politico è quello di elevarne la sua capacità di utilità e di valenza
per una maggiore importanza per il territorio provinciale.
Sarà cura dell’Assessorato ai Trasporti proseguire nella politica di confronto
con l’utenza del trasporto pubblico locale per verificare i livelli di servizio e
migliorare la qualità di quanto erogato.

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RETE DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE
EXTRAURBANA

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VIABILITA’

L’impegno dell’Amministrazione Provinciale nel campo dello sviluppo e della


qualificazione delle infrastrutture del territorio ha carattere di priorità assoluta.
Infatti siamo pienamente consapevoli che le opere ed i servizi di rete,
materiali ed immateriali, di tipo tradizionale come la viabilità o tecnologiche
come le telecomunicazioni, hanno un impatto socio-economico determinante
nel sistema di qualità delle relazioni e della vita oltrechè della competitività
delle nostre piccole e medie imprese.

Per questo motivo abbiamo deciso di aumentare ulteriormente gli sforzi a


partire dal 2005 sia nel campo degli investimenti di diretta competenza che in
quelli in cui abbiamo un ruolo di stimolo e di sollecitazione degli interventi di
altri Enti (Stato, Regione, Anas, Società Autostrade, Ferrovie etc.) ovvero di
coordinamento di Comuni e di altre istituzionali locali.

La nostra politica infrastrutturale, a partire dalla viabilità, è quindi finalizzata a


cogliere, da un lato, l’obiettivo di accelerare il percorso di completamento di
quelle opere già pianificate, progettate e/o avviate nel corso del 2004 e,
dall’altro, quello di favorire il raggiungimento di un ottimale equilibrio
territoriale che metta nelle stesse condizioni di sviluppo, secondo le proprie
peculiarità, tanto le zone costiere come quelle vallive e montane interne, la
parte nord come quella sud, tanto i poli industriali quanto le attività
economiche connesse al turismo, ai beni ambientali e culturali.

Peraltro la Provincia di Ascoli Piceno, oltre ai problemi di riequilibrio interno,


sconta ancora un deficit infrastrutturale complessivo molto elevato rispetto sia
alle altre zone della Regione Marche che al livello nazionale: l’indagine
Tagliacarne 2004 tratta da “Il Sole 24 Ore” posiziona infatti la nostra realtà
soltanto al 71 posto in graduatoria su 103 province per “dotazione
infrastrutturale”, con un indice espresso in centesimi di 75,60 contro la media
nazionale di 99,84 e quella delle Marche di 92,75 punti.

Ecco perché questa Amministrazione si caratterizzerà fortemente nel campo


della viabilità e delle infrastrutture in generale, proponendosi con un’azione
determinata e complessiva senza limitarsi alla stretta competenza
istituzionale ma perseguendo fino in fondo il proprio ruolo di ente
programmatore di area vasta sul proprio territorio e in rapporto con i territori
limitrofi, così come la legge sulle autonomie locali (D. Lgs.18/8/2000 n. 267)
vuole e prevede.

91
L’azione dovrà risultare ancor più incisiva, profonda e di qualità proprio a
partire dal 2005, ed anche per quel che riguarda le manutenzioni ordinarie e
straordinarie e la “messa in sicurezza” dell’attuale rete viaria, allo scopo di
consegnare alle 2 nuove Province di Ascoli e Fermo, che dovranno scaturire
dall’attuazione della recente legge n. 147/2004 un assetto infrastrutturale il
più adeguato e funzionale possibile alle proprie esigenze ed aspettative di
crescita e di sviluppo.

Sulla base delle predette considerazioni l’Amministrazione intende intervenire


in primo luogo sulla rete stradale di propria competenza che presenta una
estensione di Km. 1900 mediante una adeguata azione di manutenzione che
abbia come priorità la sicurezza della circolazione lungo l’intera rete.

In tale contesto va colto il progetto per la realizzazione di rotatorie in


corrispondenza dei più importanti e trafficati incroci della rete viaria
provinciale, così come un robusto finanziamento per la segnaletica stradale
sia orizzontale che verticale.

A ciò va aggiunto uno sforzo economico per la realizzazione di nuove


infrastrutture di competenza, nonchè uno sforzo progettuale per futuri
interventi da realizzarsi mediante i trasferimenti dei fondi ex ANAS.
E’ altresì interesse specifico intervenire come soggetto di raccordo territoriale
e di promozione per lo sviluppo di sinergie volte a stimolare gli interventi
infrastrutturali non di stretta competenza istituzionale.

A tal proposito vengono individuati i seguenti impegni:


1. la realizzazione del Casello Autostradale di Porto S. Elpidio per il quale la
Provincia ha redatto il progetto definitivo, già presentato alla Società
Autostrade e all’ANAS per un importo di € 21.975.241,29 per l’annualità
2005 e altrettanto per l’annualità 2006, nell’ambito di un accordo che
coinvolge le autorità locali, l’ANAS e la Società Autostrade;
2. l’ammodernamento della SS. n. 4 Salaria nel tratto: Acquasanta Terme –
Trisungo: 2° lotto (tra le progressive chilometriche 177+000 e 182+000:
precisamente tra la Galleria “Valgarizia” e il centro abitato di Acquasanta
Terme) per il quale questa Amministrazione sta curando e finanziando
parzialmente l’intera progettazione da consegnare all’ANAS per la
successiva realizzazione;
3. la costruzione del nuovo ponte ferroviario sul fiume Tronto in sostituzione
dell’esistente non più idoneo sotto il profilo idraulico, di cui, per conto
dell’Autorità di Bacino Interregionale, questa Amministrazione sta curando
la progettazione e la Responsabilità del Procedimento nella costruzione.

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Verrà posto al centro dell’azione della Provincia l’impegno rilevante per il
riordino strategico del territorio con gli interventi di potenziamento della
viabilità con la progettazione della viabilità intervalliva che consenta il
collegamento in rapidità e in sicurezza tra il nord ed il sud della Provincia,
attraverso la realizzazione di una strada intervalliva, denominata Strada
Transcollinare Picena “Mezzina” - già inserita nel PRUSST come progetto
preliminare - che permetta un rapido collegamento di tutto il territorio piceno,
a grande beneficio dell’economia, del turismo e della mobilità territoriale a
vantaggio di tutto il territorio e soprattutto di quelle zone svantaggiate
dall’attuale viabilità.
A tal proposito è in corso la progettazione definitiva dell’intero tratto come da
sviluppo del progetto preliminare già quantificato in €. 154.937.000,00
suddividendo lo stesso in 4 lotti funzionali, così sommariamente individuati:
• Lotto 1° - Tratto che va da Castel di Lama alla Valtesino quantificabile in €.
10.580.000,00 e che è già stato inserito e finanziato dall’Accordo
Integrativo all’Accordo di Programma Quadro Viabilità Stradale;
• Lotto 2° - Tratto di circa Km. 11,5 che va dalla Valtesino alla
Valmenocchia –
• Lotto 3° - Tratto di circa Km. 8,6 che va dall’Aso all’Ete Vivo –
• Lotto 4° - tratto di circa Km. 7,5 + 6,5 che va dall’Ete Vivo alla Girola che
ricomprende la Circonvallazione di Fermo –

Va specificato che per il tratto dal confine di Teramo – Offida - S. Maria


Goretti sono già state realizzate alcune opere tra cui quella rilevante della
rotatoria all’incrocio con la SS. 16 nei pressi dei Comuni di Castel di Lama e
Castorano e sulla cui tratta sono disponibili risorse cospicue per l’esecuzione
delle opere lungo tutta l’arteria a valere sui fondi dell’Accordo di Programma
Quadro.

A favore della viabilità valliva sono previsti interventi di ammodernamento


sulla S.P. 239 ex SS 210 Fermana – Faleriense per un importo di €.
5.138.000,00.

Sulla S.P. n. 238 ex SS 433 Valdaso, oltre alla concreta attuazione


dell’appalto dei lavori già finanziati nel 2004 per l’importo di 6.653.000 Euro,
si sta procedendo alla progettazione dei lavori in allargamento della sede
stradale del Km. 0+000 al Km. 5+200 per un importo di € 2.500.000,00 e i
lavori di ammodernamento di un secondo stralcio nel tratto Comunanza –
Ponte Maglio per un importo di €. 2.600.000,00.

Per quanto attiene alla Valdete Vivo è previsto un intervento importante di


rifacimento del piano viabile per complessivi €. 1.400.000,00.

93
Si sta procedendo, altresì, alla progettazione della nuova strada lungo l’Ete
Morto nel tratto Monturano – Massa Fermana e della Val Tesino.
Oltre agli interventi sopra descritti il Piano delle Opere Pubbliche annovera,
per ogni zona stradale, numerosi interventi di manutenzione straordinaria tesi
alla sistemazione di tratti ammalorati per dissesti di vario genere quali frane e
scoscendimenti e al completamento di interventi già avviati.

Per quanto attiene la spesa corrente gli interventi riguarderanno la periodica


manutenzione ordinaria sia sul piano viabile che sulle pertinenze stradali,
effettuata attraverso le bitumature, la regimentazione delle acque, la
sistemazione delle scarpate comprensiva anche della decespugliazione e
l’apposizione della segnaletica verticale ed orizzontale. Particolare attenzione
sarà posta anche al rinnovo del parco automezzi e macchine operatrici per
dinamicizzare il ruolo del personale interno adibito alla manutenzione
stradale.

Nel campo delle decespugliazione sarà inoltre sperimentata una forma di


collaborazione con gli operatori agricoli del territorio.

Sarà posta attenzione alle richieste del territorio e soprattutto dei piccoli
Comuni per forme di collaborazione per la progettazione e per interventi
manutentivi e di segnaletica stradale.

94
EDILIZIA SCOLASTICA - PATRIMONIO

Premessa
Lo spirito che anima questo Assessorato è quello che mira a concretizzare il
“patto” di questa Amministrazione tra gli Enti locali e la scuola: un patto che
riguarda l’integrazione delle risorse, la condivisione degli obiettivi e delle
priorità nell’erogazione del servizio, la trasparenza dei bilanci, con un
rapporto sempre più stretto tra programmazione scolastica e dinamiche
territoriali, nel rispetto dell’esigenza dei comuni di conservare, o attivare, nel
proprio territorio la struttura scolastica funzionale alle esigenze dei propri
cittadini e con l’obiettivo, non di minor valore, della salvaguardia dell’ambiente
come diritto primario.
L’Assessorato intende garantire e accrescere, attraverso una buona gestione
degli edifici scolastici, la qualità di vita a tutta la comunità scolastica
intendendo confermare, anche attraverso questa strada, come l’istruzione
rappresenti un valore fondamentale delle politiche sociali in grado di garantire
crescita e sviluppo a tutta la comunità locale, mettendo così in pratica i valori
fondamentali di libertà, giustizia sociale ed uguaglianza per tutti.
Da qui l’intento aprire e sostenere percorsi partecipativi coinvolgendo gli
organi scolastici per una stretta relazione con l’attività dell’Assessorato
Edilizia Scolastica e Patrimonio fin sul nascere delle scelte progettuali, con
suggerimenti e condivisioni, che facciano sentire responsabili, addetti e
studenti protagonisti e non semplici destinatari delle decisioni amministrative.
Un maggior libero accesso alle informazioni sarà possibile non solo
attraverso lo “sportello scuola” ma anche attraverso un migliore approccio del
personale provinciale relativamente alle informazioni, con lo scopo di rendere
sempre più trasparenti le procedure amministrative e sempre semplificati e
collaborativi i rapporti tra l’Assessorato e dirigenti scolastici, studenti, famiglie,
personale docente e non docente.
Una specifica e particolare attenzione sarà posta per il rispetto dell’ambiente
prestando massima attenzione al risparmio energetico (ad esempio con la
separazione e l’utilizzo razionale degli impianti) ed incentivando la produzione
di energia rinnovabile (ad esempio solare - in collaborazione con
l’Assessorato all’Ambiente); aspetti che dovranno essere obiettivi strategici
delle future scelte progettuali che saranno a tal fine determinate in sede di
predisposizione dei bandi di gara e dei capitolati d’appalto.
Ulteriore qualificante obiettivo sarà l’impegno di questo Assessorato ad
attuare un Piano di ottimizzazione relativamente al patrimonio immobiliare
non istituzionale (case cantoniere, terreni) ed, inoltre, un ulteriore profondo
impegno rivolto alla razionalizzazione degli edifici scolastici ed istituzionali

95
che porterà in breve ad una sensibile riduzione dei fitti passivi. Per l’anno
2005-2006 entrerà in funzione il convitto dell’IPSIA di San Benedetto gestito
dall’Istituto stesso che comporterà un significativo abbattimento dei fitti. Detta
struttura potrà essere a servizio anche di altre strutture scolastiche comprese
le universitarie, con possibile utilizzo, nel periodo estivo, come ostello della
gioventù
Una particolare attenzione sarà rivolta anche alla manutenzione dei Cippi o
Stele commemorativi e del Sacrario di San Marco di Ascoli Piceno, in ragione
della medaglia d’oro al valor militare per attività partigiana di cui la provincia
di Ascoli si onora fregiarsi ed in particolar modo in questo che è l’anno 60°
anniversario della Liberazione.
Nel quadro delle politiche di solidarietà ed educazione alla mondialità ed alla
pace perseguite dall’Amministrazione Provinciale, l’Assessorato intende farsi
promotore di una iniziativa destinando una quota parte (8 per mille) degli
impegni finanziari di nuovi progetti scolastici, alla realizzazione di strutture
scolastiche in paesi in via di sviluppo, dove ogni mattina 121.000.000 di
bambini non possono andare a scuola ma sono in strada a lavorare, in
carcere, a combattere … perché attraverso la dotazione infrastrutturale
finalizzata alla istruzione si possa contribuire ad una politica di pace basata
sul rispetto, lo sviluppo locale, la valorizzazione delle risorse intellettuali ed il
riconoscimento dei diritti di ogni donna ed ogni uomo di questa terra
attraverso la promozione umana di ciascuno.
L’obiettivo dell’Assessorato Edilizia Scolastica e Patrimonio per l’anno 2005 è
quindi sostanzialmente improntato a tali principi, prevedendo un articolato
programma di opere pubbliche che oltre al consueto ed impegnativo compito
delle manutenzioni ordinarie e straordinarie e delle gestioni impiantistiche, è
volto anche ad interventi di adeguamento degli immobili alle vigenti norme di
sicurezza secondo le scadenze stabilite dalle leggi.
Il patrimonio provinciale conta, infatti, complessivamente 50 plessi scolastici,
distribuiti in 15 Comuni per una superficie di oltre 192.000 mq (senza tener
conto degli ulteriori spazi delle palestre ed eventuali aule magne), per un
totale di 875 classi e circa 20.000 studenti.
Gli edifici istituzionali contano 30 unità, per una superficie complessiva di
quasi 20.000 mq, occupati per la maggior parte dall’Ente, sui quali è
necessario eseguire interventi di adeguamento alle norme sulla sicurezza dei
luoghi di lavoro.

96
ISTITUTI SCOLASTICI E SUDDIVISIONE DEL TERRITORIO IN ZONE
LICEO CLASSICO
ISTITUTO MAGISTRALE
LICEO SCIENTIFICO
ISTITUTO TECNICO ATTIVITA’ SOCIALI
ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE
ZONA 1 ASCOLI PICENO ISTITUTO TECNICO PER GEOMETRI
ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE
ISTITUTO PROFESSIONALE COMMERCIO E TURISMO
ISTITUTO PROFESSIONALE INDUSTRIA ARTIGIANATO
ISTITUTO D’ARTE
ISTITUTO TECNICO AGRARIO

CUPRA MARITTIMA ISTITUTO PROFESSIONALE COMMERCIO E TURISMO

GROTTAMMARE ISTITUTO TECNICO PER GEOMETRI

MONTALTO LICEO CLASSICO

ZONA 2 RIPATRANSONE LICEI (EX ISTITUTO MAGISTRALE)

LICEO CLASSICO
LICEO SCIENTIFICO
S. BENEDETTO T. ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE
ISTITUTO PROFESSIONALE INDUSTRIA ARTIGIANATO
ISTITUTO PROFESSIONALE SERVIZI ALBERGHIERI

LICEO CLASSICO
LICEO PEDAGOGICO
LICEO SCIENTIFICO
ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE
ZONA 3 FERMO ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE
ISTITUTO TECNICO PER GEOMETRI
ISTITUTO PROFESSIONALE INDUSTRIA ARTIGIANATO
ISTITUTO D’ARTE
CONSERVATORIO MUSICALE

AMANDOLA ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE

COMUNANZA ISTITUTO PROFESSIONALE INDUSTRIA ARTIGIANATO

MONTEGIORGIO LICEO SCIENTIFICO

ISTITUTO PROFESSIONALE INDUSTRIA ARTIGIANATO


MONTEGRANARO ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE

ZONA 4 PORTO S. ELPIDIO ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE

PORTO S. GIORGIO LICEO ARTISTICO

S. ELPIDIO A MARE ISTITUTO PROFESSIONALE COMMERCIO E TURISMO

SANTA VITTORIA M. ISTITUTO PROFESSIONALE COMMERCIO E TURISMO

97
98
POPOLAZIONE SCOLASTICA

13%
31%

29%

27%

POPOLAZIONE SCOLASTICA
TOTALE 19015

TOTALE ZONA 1
TOTALE ZONA
4
2.377 TOTALE ZONA 2

TOTALE ZONA 3
TOTALE ZONA
3
5.502
TOTALE ZONA 4

TOTALE ZONA
2 5.154

TOTALE ZONA
1 5.982

0 1.000 2.000 3.000 4.000 5.000 6.000 7.000

99
PATRIMONIO EDILIZIO IN MQ.

11%

36%

28%

25%

TOTALE ZONA 1
SUPERFICIE TOTALE EDIFICI SCOLASTICI TOTALE ZONA 2
M Q. 192.063
TOTALE ZONA 3

TOTALE ZONA TOTALE ZONA 4


4
21.812

TOTALE ZONA
3
53.631

TOTALE ZONA
2
47.837

TOTALE ZONA
1 69.283

0 20.000 40.000 60.000 80.000

100
1 - OPERE
Un breve excursus sulla situazione ci porta ad elencare le opere in corso
secondo il dettaglio di seguito:
EDILIZIA SCOLASTICA
Zona 1 (Ascoli Piceno)
IN CORSO
 Polo Scolastico Ascolano - Ogni decisione sul Completamento
deriverà dallo studio di razionalizzazione degli edifici ascolani
tutt’ora in atto di concerto coll’Amministrazione Comunale di
Ascoli Piceno.
 I.T.A. “Ulpiani” - Completamento della sostituzione infissi, per un
importo di € 130.000,00;
 I.T.A. “Ulpiani” - Copertura del campetto polivalente esterno per la
realizzazione di una palestra, per un importo di € 129.114,22;
 I.T.C.G. “Umberto I” (sezione Commerciale in via delle Torri)-
Adeguamento e messa a norma, per un importo di € 225.000,00;
 I.P.S.C.T. “A. Ceci” in via Faleria - Adeguamento normativo opere
edili ed impianti elettrici, per un importo di € 210.000,00;
 Liceo “Trebbiani” (plesso S. Domenico) - Intervento di
abbattimento delle barriere architettoniche (ascensore), per un
importo di € 40.000,00;
 Liceo Scientifico “Orsini” - Ampliamento per un importo di €
1.000.000,00.

OPERE PREVISTE NELL’ANNO 2005


 Liceo Classico “Stabili” - Completamento della messa a norma,
per un importo di € 130.000,00;
 I.P.S.C.T. “A. Ceci” in via Faleria - Completamento della messa a
norma, per un importo di € 350.000,00.

Zona 2 (Cupra Marittima, Grottammare, Montalto Marche, Ripatransone, San


Benedetto del Tronto)

IN CORSO

101
 Liceo Classico “Leopardi” sezione di Montalto Marche - Messa a
norma con finanziamento della Provincia per la quota di €
50.377,50;
 Convitto annesso all’IPSIA di San Benedetto del Tronto -
Completamento per un importo € 1.549.370,70;
 Liceo Scientifico “B. Rosetti” - Adeguamento e messa a norma
per € 154.937,07;
 I.T.C. “Capriotti” di San Benedetto del Tronto - Adeguamento e
messa a norma per € 103.291,38;
 I.P.S.I.A. di San Benedetto del Tronto - Messa a norma dei
laboratori, per un importo di € 260.000,00;
 Liceo Classico “Leopardi” di San Benedetto del Tronto - Messa a
norma e sistemazioni varie, per un importo di € 210.000,00;
 I.P.S.S.A.R. (Alberghiero) di San Benedetto del Tronto 2° Stralcio
- Completamento dell’ampliamento per sopraelevazione, per un
importo di € 330.000,00.

OPERE PREVISTE NELL’ANNO 2005


 Liceo Scientifico “B. Rosetti” di San Benedetto del Tronto -
Adeguamento normativa e sistemazioni varie, per un importo di €
110.000,00;
 I.T.C. “Capriotti” di San Benedetto del Tronto - Sistemazioni varie,
per un importo di € 110.000,00;
 I.P.S.S.A.R. (Alberghiero) di San Benedetto del Tronto 3° Stralcio
- Completamento dell’ampliamento per sopraelevazione, per un
importo di € 300.000,00;
 I.S.I.S. “Fazzini-Mercantini” Ist. per Geometri a Grottammare -
Completamento della palestra e sistemazioni esterne, per un
importo di € 760.000,00;
 I.S.I.S. “Fazzini-Mercantini” Licei a Ripatransone - Adeguamento
normativa, per un importo di € 150.000,00;
 Istituti vari (ITSAS di Ascoli Piceno, Liceo Classico di San
Benedetto del Tronto) Interventi straordinari, per un totale di €
145.000,00.

102
Zona 3 (Fermo)

IN CORSO
 Polo Scolastico Fermano 2° Lotto 1° Stralcio - Realizzazione
corpo centrale (torre servizi), per un importo di € 1.243.288,64;
 Polo Scolastico Fermano 2° Lotto 2° Stralcio - realizzazione corpo
aule di monte, per un importo di € 2.117.473,29;
 Laboratori di Chimica dell’I.T.I. “Montani” Opere edili -
Ristrutturazione, dell’importo di € 413.165,52;
 Liceo Classico “A. Caro” di Fermo - Adeguamento strutturale, per
un importo di € 154.937,06;
 Conservatorio Musicale “G. B. Pergolesi” di Fermo -
Adeguamento barriere architettoniche con finanziamento della
Provincia per la propria quota di competenza € 120.000,00;
 Polo Scolastico Fermano - completamento del corpo aule e
parziale sistemazione esterna per un importo di € 900.000,00
articolato in due interventi: completamento della torre servizi per €
300.000,00; completamento del corpo aule per € 600.000,00;
 Ex Chimica dell’I.T.I. “Montani” - ristrutturazione dell’edificio per la
sede dell’I.P.S.I.A. dell’importo di € 1.075.000,00 con
finanziamento L. 61/98 (terremoto) e L. 289/03.

OPERE PREVISTE NELL’ANNO 2005


 Liceo Scientifico “Calzecchi Onesti” - Adeguamento impiantistico,
per un importo di € 350.000,00;
 Biennio dell’I.T.I. “Montani” - Adeguamento normativa, dell’importo
di € 200.000,00.

Zona 4 (Amandola, Montegiorgio, Montegranaro, Porto San Giorgio, Porto


Sant’Elpidio, Sant’elpidio a Mare, S.Vittoria In Matenano)
IN CORSO
 I.P.S.C.T. “Tarantelli” di Sant’Elpidio a Mare - Ristrutturazione
della palestra “Mirella” con finanziamento provinciale per un
importo di € 154.937,07;
 I.P.S.C.T. “Tarantelli” di Sant’Elpidio a Mare - sistemazioni varie
per ampliamento della scuola, per un importo di € 100.000,00;

103
 Liceo Artistico di Porto S. Giorgio - in corso i lavori di rifacimento
dell’impianto elettrico, per un importo di € 100.000,00.
OPERE PREVISTE NELL’ANNO 2005
 I.T.C. “Einaudi” di Porto Sant’Elpidio - Ampliamento del corpo
aule, per un importo di € 800.000,00.

EDIFICI ISTITUZIONALI

IN CORSO
 Scuola di Formazione Professionale di Sant’Elpidio a Mare -
Completamento dell’intervento di ristrutturazione, per un importo
di € 355.000,00;
 Palazzo del Governo in Ascoli Piceno - Adeguamento alle barriere
architettoniche (Ascensore per sala Consiglio) per un importo di €
71.000,00;
 Sala Operativa Unificata della Protezione Civile ad Ascoli Piceno -
Realizzazione in zona Pennile di Sotto per un importo di €
254.613,25;
 Università e Centro per l’Impiego (Ex Vannicola) a Porto d’Ascoli -
E’ costituito dalla ristrutturazione e l’ampliamento dell’edificio di
proprietà del Comune di Offida ma sito in San Benedetto del
Tronto località Porto d’Ascoli:
 Restauro edificio storico per un importo di € 1.400.000,00 (in
corso di esecuzione);
 Centro per l’Impiego con annesso Centro Locale per la
Formazione ed ampliamento università per un importo di €
3.500.000,00 (in corso di progettazione);

OPERE PREVISTE NELL’ANNO 2005


 Palazzo del Governo in Ascoli Piceno - Sistemazioni varie ed
adeguamento impianti (2° stralcio), per un importo di €
229.000,00;
 Sede Ambiente e Trasporti (Ex Palazzo Sanità) in Ascoli Piceno -
Separazione impianti degli uffici di competenza dell’Ente, per un
importo totale di € 200.000,00.

104
2 - FITTI PASSIVI
Sulla scelta dell’Amministrazione Provinciale di limitare gli oneri per fitti
passivi questo Assessorato intende conseguire risultati significativi con una
politica di razionalizzazione degli edifici di proprietà, in modo da ridurre il
numero degli edifici in affitto che ancora rimangono in numero consistente e
con sensibile peso economico.
Quest’assessorato ha anche dato indicazione affinché si valuti l’ipotesi di
dotarsi di proprie strutture.
Al momento da tale razionalizzazione sull’uso degli edifici già in atto si può
prevedere nel corrente anno un decremento dei fitti passivi di circa €
100.000,00.
IMPORTO
ANNUALE
EDIFICIO
LOCAZIONE

Amandola - Centro Locale per la Formazione (proprietà


34.750,19
Pasqualetti Ricci Selandri)
Ascoli Piceno - Liceo Scientifico (succursale di via Sardegna) 48.786,59
Ascoli Piceno - Palestra Succursale Magistrale (ex Seminario) 23.929,14
Ascoli Piceno - Uffici Provinciali Gruppi Consiliari e Succursale
53.355,34
Magistrale (ex Seminario)
Ascoli Piceno - Uffici Provinciali Settori Viabilità e Patrimonio (ex
95.202,90
Seminario)
Comunanza - I.P.S.I.A. (proprietà Opera Pia Asilo Infantile) 20.017,01
Cupramarittima - I.P.S.C.T. (proprietà Marini Stefano) 13.260,01
Monte Vidon Corrado - Deposito attrezzi per viabilità (proprietà
1.234,33
Comune)
Montegranaro - I.P.S.I.A. (proprietà DENIS s.a.s.) 34.303,50
Montegranaro - I.P.S.I.A. (proprietà SOGEM s.a.s.) 40.191.93
Porto d’Ascoli - Circondario (proprietà Di Fabio Giovanna) 13.926,12
Porto d’Ascoli - Circondario (proprietà Immobiliare Palmense) 28.098,72
San Benedetto del Tronto - I.P.S.S.A.R. (succursale di via
20.052,02
Paolini)
San Benedetto del Tronto - I.P.S.S.A.R. (succursale di via
76.518,47
S.Giacomo)
San Benedetto del Tronto - Convitto I.P.S.I.A. (presso Eurotel) 137.659,08

105
3 - USO DI PALESTRE ED EDIFICI SCOLASTICI IN ORARIO EXTRA
SCOLASTICO
Alcune palestre scolastiche di proprietà o competenza Provinciale sono
affidate ai Comuni affinchè, in orario extrascolastico, possano essere
utilizzate anche da società sportive.
Con una recente delibera di Giunta Provinciale avente ad oggetto l’utilizzo di
tali palestre, al di fuori dell’orario scolastico, sono state date indicazioni
generali sull’applicazione di una tariffa ridotta (50% del costo energetico
effettivo) in modo da agevolare i comuni e le società sportive in questa azione
ad alto contenuto sociale.
In altre circostanze, invece, è la Provincia che usufruisce di Palestre altrui
(Comunali o del Coni), e per tale utilizzo paga regolari affitti oltre al trasporto
studenti (solo per palestra Coni).
Proprio per questo motivo, anche se attualmente tali costi sono compensati,
questo Assessorato ha dato indicazioni affinché si valuti l’ipotesi di dotarsi di
proprie strutture.
Per quanto riguarda l’uso degli edifici scolastici fuori dal normale orario
scolastico, si sta adoperando per uno studio di settorializzazione degli
impianti in modo da non essere costretti a riscaldare un intero plesso qualora
ci si trovi a dover affrontare un utilizzo parziale dello stesso.
Al tal riguardo tutti i nuovi plessi saranno progettati secondo questo nuovo
criterio di settorializzazione degli impianti, mentre per gli esistenti l’opera di
separazione avverrà gradualmente.
Al momento si ritiene indispensabile il coinvolgimento dei dirigenti scolastici
che, nel programmare l’attività didattica pomeridiana, ricerchino per quanto
possibile forme aggregative ed ottimizzazione degli orari onde limitare al
massimo il riscaldamento degli edifici negli orari extra-scolastici, anche e non
da ultimo, in funzione di un corretto atteggiamento formativo nei confronti
degli studenti, in merito alle problematiche sul risparmio energetico.

106
Palestre di proprietà provinciale date (o da dare) in uso in orario extra
scolastico:

LOCALITA’ STRUTTURA

AMANDOLA I.T.C.

ASCOLI PICENO Ex Seminario

ASCOLI PICENO Liceo Scientifico

ASCOLI PICENO I.T.I

ASCOLI PICENO I.P.S.C.T. Ceci

FERMO I.T.C.

FERMO I.T.I.

MONTEGIORGIO Liceo Scientifico

PORTO SANT ELPIDIO I.T.C.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO Liceo Classico

SAN BENEDETTO DEL TRONTO Liceo Scientifico

SAN BENEDETTO DEL TRONTO I.T.C.

107
Palestre di proprietà altrui date in uso scolastico alle scuole provinciali:

LOCALITA’ STRUTTURA

FERMO Palestra Coni

FERMO Palestra via Corsica

FERMO Palestra campo atletica

RIPATRANSONE Palestra Istituto Comprensivo

Palazzetto dello sport - Campo


SAN BENEDETTO DEL TRONTO centrale

SAN BENEDETTO DEL TRONTO Palazzetto dello sport - Palestra n. 2

SAN BENEDETTO DEL TRONTO Palazzetto dello sport - Palestra n .3

4 - OTTIMIZZAZIONE DEI BENI PATRIMONIALI


L’Assessorato ha avviato uno studio di rivisitazione dei beni patrimoniali al
fine di provvedere ad una ottimizzazione degli stessi mediante un miglior loro
utilizzo, un eventuale adeguamento dei fitti attivi, ovvero, infine, proseguendo
sulla strada dell’alienazione di parte di essi.

Fitti attivi più significativi:


IMPORTO
CONDUTTORE CON DESTINAZIONE LOCALITA’
CANONE

Prefettura di Ascoli
Ministero dell'Interno Ascoli Piceno 159.363,33
Piceno

MinisteroBeni Culturali Sede Archivio di Stato Ascoli Piceno 83.260,08

Ministero dell'Interno Caserma VV.F S. Benedetto 49.579,86

108
5 - MANUTENZIONE EDIFICI DI PROPRIETA’ E COMPETENZA
PROVINCIALE.
Lo “Sportello Scuola” ha confermato la sua validità in termini sia di
tempestività di risposta che di programmazione, permettendo anche una
visione globale delle esigenze.
Da tale visione unitaria si è potuto riscontrare che l’accresciuta sensibilità
della dirigenza scolastica in materia di sicurezza nei posti di lavoro, ha
prodotto una minuziosa e vasta domanda d’interventi, così ampia che
impegnerà l’Amministrazione ad una doverosa serie di interventi in base alla
scelta delle priorità.
Questo Assessorato dovrà obbligatoriamente darsi anche delle priorità negli
interventi manutentivi degli edifici provinciali, scolastici ed istituzionali, che
terranno conto delle richieste pervenute attraverso l’utile strumento dello
Sportello Scuola.
In quanto agli interventi manutentivi di modesta entità, per migliorarne la
tempestività e l’economicità, l’Assessorato istituirà un nucleo operativo con
sede proprio a Fermo, a servizio di retto di quell’area.

6 - GESTIONE CALORE
La riforma del sistema di gestione degli impianti termici degli edifici scolastici
e di quelli istituzionali, comunemente indicata come “gestione calore”, si è
conclusa già nell’anno 2003 con l’adesione alla convenzione Consip e il
successivo contratto per il “Servizio Energia” con il Raggruppamento
Temporaneo di Imprese con mandataria la SIRAM S.p.A. e tra le mandanti la
COFATHEC SERVIZI S.p.A. e CPL CONCORDIA S.c.a r.l.
Entro il 2005 verranno completate le opere di trasformazione delle centrali
termiche e delle apparecchiature termiche.
Tali interventi infatti, una volta a regime, oltre che necessari per la messa a
norma e ricostituzione delle centrali termiche, permetteranno, con la loro
riconversione da gasolio a metano, un risparmio sull’attuale contratto di base
di circa € 108.000,00 oltre ad un ulteriore risparmio derivante dall’apposizione
delle apparecchiature di misurazione dei gradi giorno.
Allo stato attuale delle cose la cifra che si prevede per questa annualità
ammonta a €. 2.350.100,00 (circa 220.000 metri quadrati di superficie –
900.000 metri cubi volume), comprensiva delle centrali termiche rinnovate e
rimesse a norma. Eventuali adesioni ad estensioni orarie di utilizzo delle
strutture provinciali in orario extrascolastico aumenteranno tale budget di
spesa.
La cifra di spesa complessiva sopra riportata è comprensiva delle quote
millesimali e d’investimento ascrivibili alle competenze del Comune di Ascoli

109
Piceno, dell’Università di Camerino e della Curia Seminario Arcivescovile. I
relativi rimborsi, saranno esigibili dalla Provincia previo calcolo di riparto.

7 - PREVENZIONE E PROTEZIONE (D. LGS. N. 626/94)


Particolare attenzione verrà rivolta a migliorare l’attività del Servizio di
Prevenzione e Protezione.
Tale Servizio assolve ai compiti previsti dal D. Lgs. 626/94, provvedendo al
controllo e alla programmazione dei dispositivi antinfortunistici, ma anche
degli interventi indispensabili per la messa a norma degli edifici istituzionali, in
particolare quelli in cui operano i dipendenti dell’Ente, raccordandosi, a tale
scopo, con l’U.O.C. manutenzione ordinaria patrimonio immobiliare e
scolastico e l’U.O.C. Espropri.

110
ORGANIZZAZIONE - PERSONALE

La vocazione autentica della Provincia è di Ente di governo di area vasta che


esplica in particolare le sue attività in ogni versante dello sviluppo sostenibile
dei territori dei comuni in essa compresi, dall’istruzione e formazione
professionale all’edilizia scolastica, dalle politiche attive per il lavoro alle
politiche infrastrutturali, dalla tutela e salvaguardia ambientale alla viabilità ed
in generale per gli ambiti delineati dal Testo Unico degli Enti locali.

In questi anni l’Istituzione provinciale ha vissuto una trasformazione


importante, connotandosi da Ente settoriale ad Ente di governo del territorio a
competenza generale, Istituzione volta a determinare le condizioni dello
sviluppo integrato del territorio, in condizione di assumere scelte per produrre
sistema territoriale, tra la perequazione dei punti deboli e la valorizzazione dei
punti alti.

Contestualmente si è verificato un processo straordinario, quasi epocale, di


trasferimento di nuove deleghe e funzioni con assunzione di responsabilità
nella formulazione delle proposte e nell’acquisizione delle necessarie
capacità soggettive.

Il mutato scenario istituzionale del Paese, pur incompleto, ha prodotto nei fatti
e nei comportamenti reali delle istituzioni e dei soggetti sociali, profondi
cambiamenti.

Oggi l’Ente locale Provincia si muove con sicurezza come soggetto di


governo rappresentativo degli interessi generali della propria comunità,
affronta con decisione tutte le problematiche del proprio territorio; l’intero
corpo sociale – dai singoli cittadini, alle organizzazioni sociali al mondo
produttivo – ha percepito con chiarezza e riconosce queste novità.

Senza enfatizzazioni, si può affermare che il federalismo amministrativo ha


colto un importante successo, avendo consentito all’Istituzione provinciale di
essere più vicina ai cittadini, di essere meglio rispondente alle loro esigenze,
più efficace ed efficiente nell’esercizio delle numerose funzioni che, negli
ultimi tempi, sono divenute numerose e riguardanti ampi settori del vivere
civile.

In questo scenario istituzionale la Provincia picena si propone di svolgere un


ruolo più dinamico dell’innovazione, sia dal versante amministrativo che da
quello della costruzione di politiche di sviluppo locale e generale,
abbandonando il ruolo di Ente dai contorni sbiaditi, perennemente in bilico tra
soppressione e rilancio per interpretare – per converso – quello di essenziale
di livello di governo ed indispensabile raccordo tra i cittadini.

111
La Provincia – quindi – è Ente con ruolo istituzionale plurimo rivolto, in alto, in
direzione della Regione, dello Stato e dell’Unione Europea,
contemporaneamente, ed in basso, indirizzato ai Comuni, con funzioni di
coordinamento e programmazione del territorio; ma la Provincia è anche Ente
con ruolo sociale plurimo: rivolto alla interpretazione delle aspettative dei
cittadini e dei gruppi sociali elementari come alla soddisfazione delle attese
degli animatori della vita economico-sociale.

Questo determina che occorre migliorare il rapporto con il corpo sociale


avvicinando l’Istituzione provinciale ai cittadini, promovendo e sostenendo
l’innovazione amministrativa, il miglioramento dell’efficienza, della qualità e
dell’economicità dei servizi e la realizzazione delle infrastrutture al servizio
della cittadinanza.

In tal senso è utile considerare che nell’articolo 5 dello Statuto provinciale


sono enunciati principi di azione della condotta di governo dell’Ente di
essenziale importanza a vantaggio dei cittadini, del mondo sociale e
produttivo e per la difesa del territorio considerato come vera e propria
risorsa.

Da ciò discende l’esigenza di riassetto della struttura organizzativa


dell’Amministrazione provinciale venuta a rappresentarsi soprattutto a
seguito del trasferimento di numerose funzioni e compiti trasferiti dallo Stato
(in attuazione del decreto legislativo 31/3/98 n.112) e dalla Regione (in
attuazione delle leggi regionali n.10/99, n.13/99, n.45/98) il cui esercizio
comporta – inevitabilmente – attività di programmazione, di sorveglianza, di
vigilanza e di controllo sul territorio.

In coerenza con le linee generali del programma di mandato che nel metodo
politico-amministrativo intende sviluppare i concetti di trasparenza e
partecipazione, le politiche relative alla organizzazione dei servizi e del
personale saranno indirizzate a costruire un migliore e più efficace rapporto
con il cittadino.

In questa direzione va inquadrato il riassetto della macrostruttura dell’Ente


intervenuta di recente e messa a regime dal 1° gennaio 2005, con la quale
si è rimodulata la organizzazione degli Uffici e dei Servizi della Provincia di
Ascoli Piceno, non senza tener conto delle problematiche che dovranno
essere affrontate in relazione alla istituita Provincia di Fermo; tali significative
scelte andranno completate con l’adozione del nuovo Statuto e con la
riformulazione conseguente del “Regolamento degli Uffici e dei Servizi”.

Alla luce della esperienza sviluppata in precedenza si è ritenuto meglio


raccordare la struttura in relazione agli obiettivi amministrativi mediante ruoli
di coordinamento che racchiudano funzioni di coesione di aree omogenee,

112
anche per mettere a sistema in maniera efficiente le potenzialità progettuali
anche date dalle risorse umane presenti nell’Ente.
Per l’anno 2005 si tenderà a rafforzare con personale qualificato lo
svolgimento di alcune funzioni istituzionali tendenti a salvaguardare il
territorio e l’ambiente, lo sviluppo, la sicurezza in materia di viabilità e
trasporti così come pure appare ineludibile la costituzione di un ufficio di
statistica che possa mettere a disposizione delle scelte amministrative, dati
sempre aggiornati e più possibile completi in modo che le scelte politiche
siano compiute in presenza di dati obiettivi e di bisogni accertati e sicuri.
Particolari attenzioni saranno poste in due direzioni specifiche che
rappresentano un momento qualitativo delle politiche di organizzazione: in
primo luogo verrà dato contenuto concreto alla istituzione del Corpo di Polizia
Provinciale attraverso il quale l’Amministrazione intende perseguire in modo
organico una politica del rispetto delle norme di tutela e salvaguardia del
territorio della popolazione; dall’altro una programmazione di interventi
formativi consistenti e mirati per valorizzare al meglio le professionalità
interne e sostenerle in una migliore erogazione dei servizi al cittadino.
Nel rispetto della riduzione della spesa complessiva che il legislatore
nazionale ha imposto agli Enti locali saranno avviate le procedure di
reclutamento come di seguito dettagliate.
In primo luogo verrà data piena attuazione alla convenzione in essere per
l’assunzione dei disabili mediante la pubblicazione del bando per l’avvio dei
tirocini formativi per numero 5 unità lavorative.

Inoltre saranno avviate le procedure per l’assunzione di:


• n. 1 geologo
• n. 1 chimico
• n.1 statistico
• n. 5 operai specializzati stradali

Verrà limitato inoltre, nel rispetto delle vigenti normative e al fine di evitare il
protrarsi di situazioni incertezza e precariato lavorativo, il ricorso a forme di
lavoro flessibile che saranno attivate solo in presenza di eccezionalità e
straordinarietà che richiedano comunque apporti di elevata professionalità
non rinvenibili nelle risorse umane già a disposizione dell’Ente.

Per quanto riguarda lo sviluppo delle professionalità interne verranno


sviluppate le azioni per il raggiungimento con le OO.SS. di un nuovo accordo
per la stipula del contratto decentrato, alla luce dei contenuti del contratto
entrato in vigore il 1.1.2004 su cui è già in corso peraltro la trattativa; verrà
completata altresì l’applicazione degli istituti contrattuali e migliorativi previsti
dai precedenti accordi.

113
INFORMATIZZAZIONE - STATISTICA

In merito all'utilizzo di strumenti di Information e Communication Technology


la Provincia di Ascoli Piceno, nel complesso, necessita di una intensa azione
di rinnovamento dell’apparato tecnologico volta a recuperare la sua posizione
di ritardo in cui si trova, rispetto alle altre province della Regione Marche. A tal
fine, è stata individuata da questo assessorato, una serie di azioni, riassunte
nei punti a seguire, da intraprendere nel corrente anno e negli anni a venire.

1. Investimenti adeguati nelle tecnologie e nella formazione sia del


personale tecnico che di tutti i dirigenti dell’Ente.
2. Strutturazione del nuovo servizio Statistica il cui lavoro di ricerca ed
analisi, faciliti e renda più mirate ed efficaci le decisioni, le iniziative e
le azioni della Giunta, e conseguentemente, di tutti i servizi dell’Ente,
nell’unico e chiaro obiettivo di conseguire l’attuazione puntuale e
definitiva delle progettualità che sono dettagliate nel Programma di
Mandato.
3. Redazione ed attuazione di un “piano strategico” provinciale riguardo
l'innovazione tecnologica, concertato congiuntamente sia con
l’amministrazione regionale che con tutte le PA del territorio
provinciale. Obiettivo primario di detto piano è la piena attuazione nei
prossimi 3 anni di tutti i processi di e-government dettati dal Ministero
dell’Innovazione Tecnologica.
4. Implementazione di infrastrutture informatiche di connettività integrate
a larga banda, in particolare nell'entroterra, dove la percentuale di
territorio della provincia di Ascoli coperta da ADSL è molto inferiore
rispetto alla media nazionale.
5. Una energica e rinnovata azione amministrativa volta a rafforzare
significativamente il coordinamento tra tutte le PA del territorio, le
aggregazioni di tutte le varie categorie di Operatori economici, enti ed
associazioni, pubblici e/o di tipo misto pubblico/privati; ciò al fine di
promuovere una nuova sinergia operativa che si avvalga appieno
dei migliori strumenti informatici e telematici moderni, per facilitare il
miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini.
6. Attuazione di progetti volti a migliorare il grado di visibilità e
trasparenza dell’azione amministrativa dell’ente Provincia, che
stimolino tutti i cittadini in un coinvolgimento sempre maggiore, nei
processi di Democrazia Partecipata che la Giunta Provinciale intende
attuare con pienezza ed efficacia.

114
L’era dell’Informazione in cui viviamo, rende sempre più necessario un lavoro
sinergico tra
i vari livelli delle PA, essenzialmente perchè il cittadino necessita di servizi a
domanda individuale dall’apparato pubblico che soddisfino i suoi bisogni sia
primari che secondari, in tempi sempre più rapidi che, nel contempo,
minimizzino e possibilmente annullino la necessità di doversi spostare per
poterne pienamente fruire.

Negli ultimi anni l’evoluzione tecnologica sia nell’Informatica che nelle reti di
telecomunicazioni ha reso disponibili a costi sempre più bassi, il bene “
Informazione” e le possibilità di interazione con essa tramite Internet, satellite,
TV digitale terrestre, Telefonia e videofonia mobile, dispositivi Wire-less ecc…
con apparati sempre più portatili e dotati di interfacce utente sempre più
semplici da utilizzare, per tutti.

La multimedialità dell’Informazione concentrata in questi tipi di apparati, apre


oggi nuovi scenari sia di applicabilità settoriale, che di fruibilità da parte sia
del singolo individuo che delle più svariate “Comunità”, di una sempre più
variegata tipologia di servizi attinenti l’Informazione.

L’Amministrazione provinciale di Ascoli Piceno è impegnata, al pari di tutte le


PA nazionali e locali, nel settore Information e Communication Tecnology,
nella non semplice sfida di dotarsi nei tempi sempre più stretti imposti
dall’evoluzione tecnologica in atto, di tutte le funzionalità operative in
tecnologia avanzata, nell’erogazione dei servizi al cittadino.

Dato il ruolo di sussidiarietà verso le PA che insistono nel territorio di propria


competenza, l’Assessorato all’Informatizzazione ha istituito un apposito
capitolo di bilancio per poter intervenire, con un supporto finanziario
sussidiario, nelle progettualità inerenti all’adeguamento tecnologico dei
Comuni situati in aree montane o svantaggiate.

Esempio di progetti in itinere, nei quali la Provincia interverrà


finanziariamente in maniera sussidiaria sono : Collegamento in banda larga,
con tecnologia “ Wire-Less “ dei comuni ricompresi nella Comunità Montana
dei Sibillini, e l’implementazione di Server Farm Provinciale cui si
collegheranno tutti i comuni in Obiettivo II ed in Phasing-Out, per l’erogazione
dei Servizi di “ Anagrafe Online”. (Bando Regionale).

Bisogna comunque tener presente che molti servizi ad alto valore aggiunto e
tecnologicamente avanzati sono già esistenti sia presso la Provincia stessa
che presso alcuni Comuni che mostrano una propensione significativa verso
l'innovazione come San Benedetto del Tronto. Ma nella attuale
configurazione, essi non sono completi per le funzionalità da ricomprendere,

115
né sono organicamente strutturati per rispondere in modo adeguato e
funzionale alle mutanti e talvolta critiche esigenze dei cittadini e delle
imprese.

Pertanto l’Assessorato ha già delineato un insieme di interventi che siano:

• un azione integrata, omogenea e modulare;


• allineati alle strategie stabilite a livello regionale (per integrarsi con altre
PA e sfruttare al meglio i finanziamenti disponibili);
• di valorizzazione delle risorse endogene del territorio (eventuali
competenze professionali di alto profilo presenti presso gli altri Enti
della provincia piuttosto che le imprese più innovative presenti sul
territorio);
• crei i presupposti infrastrutturali e di know-how per un ambiente
favorevole agli investimenti e allo sviluppo dell'innovazione tecnologica.

Gli interventi saranno articolati secondo tre filoni

1.Infrastruttura
rete provinciale a larga banda
rete di accesso
Sicurezza e Disaster Recovery
Consiglio Provinciale ed Eventi Provinciali ONLINE

2.Servizi di base
Nodi Tecnici Territoriali
centri di erogazione di servizi

3.Servizi applicativi
servizi di cooperazione applicativa ed integrazione anagrafi
servizi integrati catastali e geografici
sportello unico attività produttive
servizi per il turismo
URP telematico
Telelavoro

Infrastruttura
La realizzazione di una rete informatica unitaria a larga banda, disponibile
con costi di gestione molto bassi, è il presupposto necessario per un reale
interscambio dei dati e servizi sul territorio.

116
Una gestione integrata delle risorse ad alto contenuto tecnologico, coordinata
a livello provinciale di concerto con la Regione Marche, rende
economicamente possibile l'uso di competenze e servizi avanzati altrimenti
non utilizzabili da singoli Comuni o enti di piccola dimensione.
In questa direzione si collocano i progetti di realizzazione della rete Wireless
delle Comunità montane della provincia di Ascoli Piceno che consentirà di
realizzare una rete a larga banda che connetterà tutti maggiori comuni
dell'entroterra.
L'architettura di questa rete sarà di tipo multicentrico, ovvero prevederà la
possibilità di centralizzare i servizi informatici presso le sedi delle Comunità
Montane ( Ascoli e Comunanza) come primo livello e presso la sede della
Provincia come secondo livello.

Sicurezza e Disaster Recovery. Il settore adeguerà l’infrastruttura del CED


con un apposito progetto che consegua la messa in sicurezza dei dati vitali
dell’Ente attraverso un sistema di copie di Backup e la loro archiviazione
giornaliera in un diverso edificio dell’amministrazione, al fine di poter
ripristinare tutte le funzionalita’ operative in caso di disastro, e/o evento
calamitoso.

Consiglio Provinciale ed Eventi Provinciali ONLINE. Questo è il primo


progetto che intendiamo realizzare per rendere più partecipi i cittadini di tutto
il territorio alla vita democratica della Amministrazione Provinciale. Esso
consentirà la visibilità ONLINE di tutte le sedute del Consiglio Provinciale
oltre che di almeno 6 altri eventi annuali, di interesse particolarmente
significativo, che si vorranno trasmettere, via Internet.
Attraverso un Forum appositamente studiato, chiunque potrà esprimere il suo
pensiero ed avere un interscambio di opinioni e fare proposte a tutti gli
Assessori e Consiglieri Provinciali.

4. Servizi di base
Il progetto ProSviTel avviato dalla Provincia di Ascoli Piceno recentemente
prevede di costituire il nucleo fondamentale di un Nodo Tecnico Territoriale
capace di erogare servizi al territorio oltre che agli stessi uffici provinciali.
I servizi che possono essere erogati da subito sono: accesso Internet, posta
elettronica, siti web, protocollo informatico regionale (FDRM).

Servizi applicativi
Il progetto UrpTel avviato dalla Provincia assieme al progetto proSviTel
prevede la creazione di un portale di erogazione di servizi al cittadino e di
servizi destinati ai dipendenti provinciali per il telelavoro. L'infrastruttura
prevista per la realizzazione di questo progetto è facilmente usabile ed
ampliabile per accogliere eventuali estensioni destinate alle Comunità
Montane e ai piccoli Comuni.

117
In definitiva l’assessorato sta lavorando nella direzione di porre rimedio alle
condizioni che hanno causato un mancato pieno adeguamento tecnologico
del nostro territorio. Inoltre crede che non si possa prescindere da una piu’
attenta analisi dei costi interni ricorrenti, al fine di individuare possibili
economie per recuperare denaro da poter investire nella formazione del
personale e nelle nuove infrastrutture telematiche, per migliorare l’erogazione
dei sempre maggior numero di servizi che è chiamata a dare.

118
U.R.P. – CIRCONDARI - COMUNICAZIONE
“ …attraverso il dialogo tra Enti e con i cittadini e le loro associazioni, è
possibile impostare un governo del territorio. . .; . . . nel nostro territorio
provinciale si tratta di fare uno sforzo di creatività, adottando strumenti e
procedure decisionali valide ed efficaci, che valorizzando il tessuto
dell’associazionismo e della società civile organizzata, permettano di
connettersi con la realtà sociale sino a dare direttamente parola ai cittadini
per recepirne proposte, suggerimenti, istanze, affinché gli stessi recuperino
un positivo rapporto con le istituzioni e la politica…, ... offrire un migliore
servizio ai cittadini per aiutare a colmare la distanza centro-periferia
favorendo un decentramento dei servizi capace di avvicinare i cittadini
all’istituzione e di valorizzare i territori facenti parte della provincia
consentendo un maggiore equilibrio nella distribuzione degli interventi e dei
servizi”.
Sono questi alcuni contenuti riportati nella introduzione delle linee
programmatiche dell’attuale mandato amministrativo, approvate con atto
deliberativo consiliare n.62 dell’8 luglio 2004 .
Nella fattispecie del contesto della P.A. uno dei veicoli per raggiungere tale
obiettivo è l’apertura della struttura verso l’esterno, ma per arrivare a tanto
occorre predisporre la stessa struttura all'interno (realizzazione rete dei
referenti , istituzione di una rete intranet funzionante). L'aspetto dell'immagine
che il sistema è in grado di esprimere riveste importanza strategica per
l'organizzazione stessa: un servizio efficiente nella gestione dei rapporti con
l'utente determina una percezione di buon funzionamento
dell’amministrazione stessa.
La Provincia è un Ente di area vasta, con tipologie di competenze e risorse
umane in parte proprie, in parte acquisite da altre realtà gestionali (deleghe
regionali); decentrata sul territorio deve necessariamente porre alla base di
ogni percorso procedurale e contestuale ad ogni competenza l”informazione
e la comunicazione”.
La attuale regolamentazione legislativa della informazione e della
comunicazione pubblica, integra il quadro dei principi e delle norme di riforma
della P.A.. In questo processo l’attuale Ufficio Relazioni con il Pubblico deve
cambiare completamente aspetto e da un ruolo come si usa dire di attesa
“esistente sulla carta” deve acquisire una funzione di “gestore
dell’informazione e della comunicazione”.
Tornando in particolare alla gestione dello stesso ciò significa disporre di un
front-office quale fonte aggiornata e certa di risposte da fornire al cittadino o
altro1[1], anche in vista della richiesta documentale che può derivare dalle
procedure che si attiveranno intorno alla istituenda Provincia di Fermo.

1[1]
Comuni, Associazioni, Consiglieri, Autorità, …

119
Inoltre occorre provvedere quotidianamente e continuamente
all’aggiornamento del sito internet istituzionale e alla gestione della rete
interna per quanto riguarda il flusso di informazioni relative ai servizi erogati,
ai prodotti, all’iter procedurale….altro ,ai rapporti con i Comuni, Associazioni
ed altro. Da ciò discende che l’URP/o altra denominazione diventa il gestore
della Comunicazione e della informazione ma anche il referente della
funzione d’ascolto che per attivarsi deve essere:
-permanente, sempre accessibile per il cittadino;
-pianificata, in modo che le comunicazioni del cittadino possano pervenire
all’ascoltatore appropriato secondo i tempi necessari a produrre una risposta
adeguata alle aspettative;
-organizzata, non improvvisata né lasciata al caso, mediante il ricorso a tutti i
metodi disponibili per permettere l’accesso a ciascuno secondo le proprie
caratteristiche fisiche, sociali e culturali;
-governata, costantemente monitorata, per verificarne l’efficacia sulle
conseguenti azioni amministrative.
In questa dinamica, i Circondari provinciali oltre ad essere i connettori di
banche dati riguardanti i loro ambiti territoriali (al momento non disponibili sul
fronte dell’informazione) diventano facilmente i fornitori di servizi decentrati
attraverso operatori qualificati in attività di front-office, con la presenza in loco
di funzionari dei settori di riferimento per determinati prodotti (concessioni,
viabilità, tutela ambientale) con cadenza temporale da definire e da
istituzionalizzare in modo che diventi una regola.
Il nuovo modello organizzativo - gestionale sarà supportato da adeguata
strumentazione telematica/informatica con possibilità di accesso da parte di
qualsiasi operatore e/o cittadino e/o Ente dotato di Personal Computer
collegato ad Internet o Intranet. migliorare la fruibilità dei servizi attualmente
erogati sfruttando sopratutto le tecnologie avanzate di comunicazione ed in
particolare le tecnologie WEB, di semplificare il rapporto tra utenti e PA con
conseguente aumento dell'efficienza interna attraverso il ridisegno di alcuni
processi di back office, il miglioramento della fruibilità e la accessibilità dei
servizi sul territorio e l’utilizzo di basi tecnologiche e metodologiche per la
creazione di un URP con la previsione di integrare il sistema dei flussi
documentali (FDRM) su un “portale” esposto ad Internet migliorando, tra
l’altro, la trasparenza degli atti amministrativi. In questa progettualità si
intende attivare/avviare, nell’anno 2005, il percorso della gestione
dell’informazione e della comunicazione, della erogazione dei “prodotti”
provinciali sul territorio, ed attuare gradualmente le finalità principali che
guidano la realizzazione dei progetti di e-governament e cioè realizzare un
sistema strutturato di cooperazione amministrativa attraverso la creazione di
condizioni tecnologiche ed organizzative in modo da consentire a cittadini e/
o altro di accedere anche telematicamente ed in via diretta alle informazioni
ed ai servizi con la condivisione tra enti di dati e informazioni di comune
interesse.

120
COMUNICAZIONE
Nel quadro normativo delineato dalle legge 150/2000 e dalla direttiva del
Ministero della Funzione Pubblica del 7 febbraio 2002 la comunicazione ha
acquistato la dignità di autonoma funzione amministrativa, configurandosi
come attività di interesse pubblico atta a garantire il conseguimento delle
finalità dell’Ente e la tutela dei diritti dei cittadini. In questa prospettiva nel
corso del 2005 si intende delineare un processo di potenziamento dell’attività
di comunicazione istituzionale della Provincia sia interna che esterna. La
comunicazione dovrà perciò rappresentare un valore aggiunto dei servizi
offerti, concorrendo a realizzare quel modello di amministrazione partecipata
e condivisa che contraddistingue gli indirizzi di governo del mandato
amministrativo.
Per il 2005 s’intende rafforzare i canali di informazione giornalistica sia
tradizionali, che innovativi. Tra i primi possiamo annoverare i comunicati
stampa, le conferenze stampa, le relazioni istituzionali con le redazioni
nazionali regionali e locali di agenzie di stampa, quotidiani, radio, televisioni,
periodici, siti internet.
Comunicati stampa e conferenze stampa saranno diretti ad illustrare l’attività
dell’Ente nei suoi molteplici settori di intervento. Oltre alla comunicazione agli
organi di informazione, l’ufficio, quando possibile, fornirà ai media immagini
fotografiche, realizzazioni grafiche o statistiche sulla base delle sollecitazioni
degli stessi organi di informazione. L’intento è quello di rafforzare i rapporti
con i media attraverso una puntuale e continua azione di dialogo, confronto e
di sviluppo sempre più efficace dei canali di comunicazione.
Al fine di meglio corrispondere alle esigenze di informazione dei cittadini,
delle associazioni di categoria e dei principali portatori di interessi diffusi del
territorio, verrà proposta una rivista dell’Amministrazione Provinciale con
cadenza periodica.
Verrà ulteriormente potenziata la newsletter telematica “Piceno News” che
con sistematicità viene inviata ad una mailing-list istituzionale o dei cittadini
che, per le sue caratteristiche di immediata fruizione, costituisce uno
strumento innovativo ed importante da affiancare alla comunicazione
tradizionale. Anche nel 2005 proseguirà il rapporto con le associazioni, i
singoli cittadini e gli Enti con interventi degli amministratori e redazionali
pubblicati su riviste, siti depliant o altri strumenti cartacei o multimediali dei
vari soggetti con cui la Provincia entra in contatto nella sua mission
istituzionale.
Nel 2005 verranno anche avviati degli esperimenti di interattività con la
creazione di forum sulla rete, sondaggi o rubriche. Oltre a comunicare
l’attività dell’Ente, si ritiene importante promuovere un’attività di promozione e
di valorizzazione delle valenze e peculiarità naturalistiche, ambientali,
culturali, storiche, artistiche e sociali che contraddistinguono il variegato
territorio provinciale. Naturalmente l’ufficio comunicazione fornirà la consueta
attività di supporto per quanto di sua competenza nell’organizzazione e

121
svolgimento di eventi, manifestazioni od iniziative programmate
dall’Amministrazione Provinciale.

122
POLITICHE COMUNITARIE

Le attività che la Provincia di Ascoli Piceno pone in essere in ambito


comunitario vedono come terminale operativo dell’Assessorato alle Politiche
Comunitarie l’Ufficio Europa, affari internazionali e cooperazione
decentrata, istituito, sul modello delineato dall’UPI, con atto della Giunta
Provinciale n. 46 del 18.02.2003.
Le iniziative che dovranno essere ulteriormente sviluppate nel 2005, sono le
seguenti.
La Provincia di Ascoli Piceno, nella consapevolezza che il mare Adriatico
rappresenterà nel nuovo scenario dell’Europa allargata un ponte verso l’Est,
ha aderito fin dall’inizio all’idea di sottoscrivere un protocollo d’intesa con le
dodici Province dell’Adriatico Centro-meridionale.
Nel Luglio del 2003 le Province (Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli
Piceno, Teramo, Pescara, Chieti, Campobasso, Foggia, Bari, Brindisi, Lecce)
si sono impegnate convenzionalmente ad operare in maniera congiunta e
sinergica per lo sviluppo di una serie di azioni nel campo delle politiche
comunitarie.
Capofila delle dodici Province è la Provincia di Teramo.
In seguito alla sottoscrizione del Protocollo, le Province hanno provveduto a
dotarsi di una propria struttura di coordinamento, attraverso la costituzione di
una Cabina di Regia.
Nell’anno a venire si intende continuare la collaborazione con le province
firmatarie del protocollo d’intesa e con quelle che si aggiungeranno (ha già
dato la sua adesione la Provincia di Taranto ).
Insieme a queste si vogliono sviluppare azioni progettuali, anche e soprattutto
a valere sul programma di cooperazione Transfrontaliera INTERREG IIIA,
che prevede forme di cooperazione intesa a promuovere uno sviluppo
regionale integrato tra regioni frontaliere limitrofe, compresi i confini esterni
delle regioni marittime, oltre che sul programma INTERREG III B CADSES.
Le dodici province costituiscono sicuramente una partnership locale adeguata
alla proposizione di interventi e progetti riferiti all’area Balcanica, proprio in
ragione delle molte caratteristiche che le accomunano.
Ad oggi, dall’attività della Cabina di Regia e con il supporto tecnico della
società di consulenza e progettazione PRAGMA, sono emerse due proposte
progettuali multiregionali da candidare nell’ambito del Programma Operativo
INTERREG III A.

Si tratta di:
• un progetto, denominato OASIS (Open Adriatic Sea Integrated System),
relativo alla "gestione integrata dell’acquacoltura e della pesca costiera

123
nelle zone dell’Adriatico Centro-meridionale" che coinvolge quali partners
RAI (Regioni Adriatiche Italiane) tutte le dodici Province e quali partners
stranieri UNDP/UNOPS, FAO-Adriamed e partners PAO (Paesi Adriatici
Orientali) di tutti i quattro i paesi ammissibili;
• un progetto, denominato INTERURAL, relativo alla "costruzione di una
rete transadriatica per lo sviluppo rurale" che vede coinvolti 6 Gruppi di
Azione Locale (GAL), l’Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) in
qualità di Partners RAI, e 7 Agenzie LEDA (Local Economic Development
Agency delle Nazioni Unite) in qualità di partners PAO, nonché la
collaborazione di UNOPS (United Nation Office for Project Service).

Il Programma INTERREG IIIA ha rappresentato lo stimolo iniziale per avviare


un discorso di collaborazione, ma il dinamismo degli organismi di cui le dodici
province si sono dotati, ovvero Cabina di Regia e Comitato Tecnico
Scientifico, sta determinando la proposizione di progetti ed iniziative, alcune
delle quali sono state presentate all’ultimo incontro avvenuto a Teramo il 30
settembre 2004.
Le nuove progettualità messe in campo sono molteplici.
La Provincia di Ascoli Piceno intende assumere un ruolo centrale in
particolare nei progetti sotto riportati.
Il primo, denominato ANITA (Adriatic Network Instructing Technicians for
Agriculture), riguarda la realizzazione di una rete stabile che metta in
relazione gli Istituti Tecnici Agrari presenti nelle regioni adriatiche.
Lo scopo del progetto è quello di creare una rete permanente degli istituti
tecnici agrari con l’obiettivo del rafforzamento del loro legame con il territorio
e del miglioramento della capacità di interpretare le esigenze di cambiamento
e di sviluppo delle aree rurali, attraverso lo scambio di know-how e la
valorizzazione delle buone prassi rivolte a promuovere la multifunzionalità e
lo sviluppo rurale sostenibile.

Quello che più precisamente si vuole realizzare è:


• il rafforzamento del raccordo tra istituti e sistemi produttivi locali
• la promozione dell'accesso alla conoscenza e all'innovazione
• il miglioramento del sistema formativo.

Il secondo progetto, denominato PRESIDIA, riguarda la realizzazione di una


mappa dei prodotti tipici dell'area che si propone la valorizzazione delle
singole specificità e che tenga conto delle diverse contaminazioni culturali
che connotano l'area.
La mappatura prenderà in esame l'intreccio delle diverse componenti che
determinano la connotazione stessa della prodotto tipico puntando sul
rapporto fra prodotto e territorio; pesca, agricoltura e turismo; produzione
tipica e qualità.

124
125
Il progetto intende inquadrare il fenomeno dei "presidi" per affrontare il tema
della salvaguardia e valorizzazione di produzioni strettamente connesse con
tradizioni locali, e quindi caratterizzate da una matrice allo stesso tempo
storica e di nicchia, generalmente a rischio di scomparsa per una non
sufficiente redditività economica.
I diversi settori di produzione oggetto dell'indagine sono stati individuati nelle
seguenti tipologie: Pesci, Formaggi, Olii, Frutta minore, Erbe aromatiche e
officinali - Legumi- Ortaggi, Vino, Conserve e prodotti poveri e Prodotti da
Forno e Dolci.
Gli obiettivi specifici sono quelli di:
• favorire il recupero dell'identità culturale connessa alla tradizione
gastronomica locale.
• identificare, sistematizzare e valorizzare le conoscenze relative al
patrimonio enogastronomico e alimentare comune dei territori coinvolti.
• valorizzare il rapporto tra le tipicità e la preservazione delle caratteristiche
ambientali e naturali dei territori interessati.

I risultati attesi consistono:


• nell’ identificazione dei prodotti e costruzione di una base informativa
comune dei presidi e realizzazione di una mappa digitale dei relativi
prodotti;
• nella realizzazione di un itinerario virtuale interattivo;
• nella realizzazione di attività di informazione e comunicazione e
organizzazione di eventi/manifestazioni itineranti.

Sempre nell’ambito del programma INTERREG IIIA, in collaborazione con la


Regione Marche, che ne ha condiviso con la Provincia di Ascoli Piceno la
elaborazione e ne ha assunto la titolarità, sarà lanciato il progetto MUSA
NETWORK – Rete permanente dei musei adriatici.
La misura su cui lo stesso insiste è l’ azione 3.2.3: Rafforzamento della
cooperazione tra istituzioni culturali.
Nell’ambito del progetto, che prevede pure la partecipazione dell’
Associazione Titolari dei musei della Provincia di Macerata, dell’Associazione
Titolari Musei della Provincia di Ancona e della Provincia di Pesaro e Urbino e
di partners stranieri della Croazia, del Montenegro e dell’ Albania, si intende
promuovere la costituzione di una rete permanente di operatori culturali,
provenienti da Istituzioni con competenze in materia di beni culturali (Musei,
patrimonio culturale diffuso) della Regione Marche e dei Paesi Adriatico
Orientali, finalizzata ad avviare pratiche di scambio di buone prassi ed avvio
di sperimentazioni pilota per la gestione di sistemi integrati di beni ed attività
culturali.

126
In effetti, anche nel settore cultura, la costituzione di uno spazio
“Euroadriatico” presenta elementi di grande potenzialità nello sviluppo delle
collaborazioni e sinergie fra territori di fatto indivisi e fra contesti spesso
accomunati da sostanziali elementi comuni.
L’iniziativa, nello specifico, prevede una prima fase propedeutica dedicata alla
ricognizione nei vari territori coinvolti dalla legislazione culturale vigente e dei
modelli organizzativi ed operativi applicati alla salvaguardia, valorizzazione e
gestione di beni ed attività cultuali.
Seguirà una seconda fase che, partendo dalle informazioni acquisite e dalle
conclusioni raggiunte nella prima fase, sarà appunto dedicata alla
realizzazione di una serie di gruppi di lavoro transnazionali dedicati ad
individuare buone prassi, da fare oggetto di trasferimento, nonché al possibile
avvio di sperimentazioni pilota congiunte.
La modalità del lavoro di gruppo, dei diversi attori coinvolti, diventa in questo
modo non solo metodo per l’individuazione di metodologie trasferibili fra i
diversi sistemi, ma anche presupposto per costituire quel bagaglio minimo di
esperienze comuni, linguaggi condivisi ed unicità di intenti indispensabile per
il successivo sviluppo dell’attività di rete.
A livello organizzativo s’intende localizzare i diversi momenti d’incontro a
rotazione fra le quattro Province marchigiane al fine di garantire un’equa
partecipazione di tutto il territorio regionale coinvolto, ma anche per
consentire agli operatori culturali dei Paesi Adriatico Orientali intervenuti, la
possibilità di conoscere direttamente le esperienze ed attività poste in essere
nei diversi territori locali.
L’ultima fase sarà infine dedicata alla sistematizzazione e diffusione dei
prodotti raggiunti in termini di buone prassi, modelli e sistemi condivisibili
attraverso la predisposizione di un’apposita pubblicazione.
La Provincia di Ascoli Piceno parteciperà in qualità di partner al progetto
GALILEO: si tratta di un “progetto sistema” finalizzato a creare un ambiente
favorevole alla collaborazione tra l’area balcanica (Croazia, Serbia) e
marchigiana nel campo dello sviluppo delle imprese, in particolare PMI, e
delle funzioni degli enti locali nel settore dello sviluppo economico,che si
articola in tre sottoprogetti finalizzati:
• allo studio dei sistemi territoriali dei partners coinvolti, al fine di cogliere le
opportunità di cooperazione e le relative problematiche (sottoprogetto
“Osservatorio dei Sistemi Territoriali”);
• allo studio dello stato normativo ed organizzativo delle funzioni degli enti
territoriali dei partners coinvolti nel campo dello sviluppo economico locale
ed al trasferimento del know-how per l’introduzione di servizi per la
comunità locale (sottoprogetto “Sportelli Unici per le Attività Produttive”);
• allo sviluppo delle aziende manifatturiere delle regioni coinvolte nel
progetto attraverso azioni di innovazione tecnologica, formazione tecnica

127
e qualità dei prodotti e dei processi di fabbricazione in un’ottica di
cooperazione transfrontaliera.
Il ruolo della Provincia di Ascoli Piceno in particolare si tradurrà
nell’attuazione del sottoprogetto “OSSERVATORIO”ovvero allo studio dei
sistemi territoriali dei partners coinvolti, al fine di cogliere le opportunità di
cooperazione e le relative problematiche;

Con l’Eurosportello Confesercenti, organizzazione con la quale è in atto una


convenzione, che si andrà prossimamente a rinnovare, per la messa a
disposizione agli utenti del territorio provinciale di informazioni utili al
reperimento di finanziamenti comunitari, si sta partecipando alla call for
proposal pubblicata nell’ambito del programma PRINCE, relativo ad
“Iniziative di informazione e comunicazione rivolte alla società civile ed agli
enti del settore pubblico sul tema dell'allargamento”.
Le implicazioni e le conseguenze dell’ingresso, avvenuto pochi mesi fa, di
dieci nuovi Paesi nell’Unione Europea hanno un denominatore comune. Il
lavoro, inteso nella sua accezione più ampia, lega infatti diverse fasce della
popolazione europea: i giovani per le prospettive, le famiglie per il benessere
e le imprese per lo sviluppo. I nuovi scenari che si aprono sono portatori di
opportunità, ma anche di ansie, di timori legati soprattutto all’aumento
dell’immigrazione, alla questione della sicurezza e alla concorrenza, per i
costi di produzione più bassi.
Tuttavia le paure, che derivano spesso dalla mancanza di informazioni e dalla
carenza di conoscenze specifiche, non mettono in risalto le occasioni e i
vantaggi della progressiva integrazione europea.
Il bando PRINCE fornisce l’opportunità di ottenere un cofinanziamento
dell’80% per la realizzazione di azioni di informazioni e comunicazioni su tali
tematiche. In questo quadro l’Eurosportello Confesercenti si rivolge agli enti
locali per il loro ruolo strategico, come portatori della sintesi degli interessi
della comunità che rappresentano e come attori dello sviluppo del proprio
territorio. Il progetto riguarderà azioni implementate a livello nazionale. Il
partenariato sarà pertanto costituito da Eurosportello come soggetto
proponente e da enti locali che realizzeranno sul proprio territorio le attività
progettate.
L’idea che si è inteso sviluppare assieme ai partner, si basa sulla “presenza
partecipata” dei destinatari dell’iniziativa. Il progetto, che si sviluppa
attraverso diverse fasi, prevede infatti il coinvolgimento costante e diretto
delle diverse tipologie di soggetti interessati alle conseguenze
dell’allargamento dal punto di vista del lavoro (giovani, imprese, associazioni
di categoria, sindacati …). Un ruolo di particolare preminenza verrà
assegnato alle scuole e ai giovani. Rispetto alle consuete campagne di
informazione, ai destinatari verrà chiesto di assumere un ruolo attivo, in modo
che le informazioni e la conoscenza sul mutare dello scenario europeo a

128
seguito dell’allargamento, non scivolino via, una volta realizzato l’evento di
comunicazione.
In particolare alle istituzioni scolastiche e agli studenti verrà chiesto di
ipotizzare e descrivere, con l’ausilio dell’Eurosportello, i possibili scenari, gli
impatti, le opportunità che l’allargamento dell’UE potrebbe avere in relazione
al tessuto socio – economico locale. I temi, i profili, gli ambiti da approfondire
che saranno indicati dall’ente locale, avranno come denominatore comune il
lavoro.
Gli elaborati costituiranno la documentazione di riferimento da fornire alle
categorie sociali ed economiche interessate (associazioni imprenditoriali,
categorie economiche, sindacati, associazioni giovanili…) per chiedere la loro
posizione in merito e individuare rischi ed opportunità dell’allargamento, in
relazione alle peculiarità e alle caratteristiche locali e territoriali.
Questi argomenti saranno oggetto di un successivo confronto pubblico tra
rappresentanti delle scuole e delle categorie socio – economiche, che avrà
come obiettivo quello di formulare proposte e linee di intervento da sottoporre
all’attenzione dell’amministrazione locale. In tal modo si ritiene di evitare,
almeno in parte, anche i rischi consueti dell’organizzazione di convegni,
tavole rotonde ecc., dove spesso il confronto è a senso unico e dove
l’attenzione dura giusto il tempo della manifestazione.
In tutte le fasi verrà assicurato il supporto tecnico dell’Eurosportello che
predisporrà anche un apposito sito web con la documentazione europea di
riferimento e con tutti i materiali prodotti. Saranno inoltre gestiti servizi
interattivi a disposizione dei soggetti coinvolti nel progetto: box quesiti, forum
di discussione, help desk.
Alla luce del recente allargamento dell’Europa, ma anche in considerazione
della crescita del sentimento di appartenenza presso i cittadini europei, la
Commissione europea ha impostato una nuova strategia informativa,
decidendo di aprire un bando per selezionare strutture adatte ad ospitare una
o più antenne di informazione per i cittadini, designate come “rete di
informazione Europe Direct”.
Tali strutture sono destinate a sostituire le attuali reti di informazione europea
“Info Point Europa” e “Carrefour di animazione rurale”, con l’obiettivo di
razionalizzare ed uniformare la distribuzione territoriale dell’informazione.
Con l’Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino si intende partecipare
al bando presentando un progetto il cui intento è quello di porre in essere una
strategia efficace di comunicazione sull’Europa, rivolta ai cittadini dell’intero
territorio regionale.
Le antenne saranno finanziate in parte con sovvenzioni annue garantite dalla
Commissione europea, in parte con le risorse dei partner e delle
Amministrazioni ospiti, in base ai differenti ruoli svolti.
Saranno inoltre presentati, nel corso dell’anno 2005, vari progetti comunitari,
in parte già prevedibili: ciò avverrà, in particolare, a valere sull’art. 6 del FSE,

129
sui Programmi INTERREG IIIA , IIIB, e IIIC e sugli inviti a presentare proposte
che saranno emanati nel corso dell’anno.
Si specifica che relativamente all’art 6 del fondo sociale Europeo, la Provincia
di Ascoli Piceno ha presentato entro il termine del 26 gennaio 2005, il
progetto” denominato “CHALLENGE” bando pubblicato sulla GUUE Linea di
bilancio 04.021000.00.11 Azioni innovative finanziate a titolo dell'articolo 6 del
regolamento relativo al Fondo sociale europeo: «Approcci innovativi alla
gestione del cambiamento» Invito a presentare proposte VP/2003/021 (prima
pubblicazione: Gazzetta ufficiale dell'Unione europea C 262 del 31 ottobre
2003) (GUUE 04/C 255/07)
Per quanto concerne la migliore organizzazione interna delle strutture
dell’Amministrazione Provinciale, subito dopo l’insediamento della nuova
Giunta Provinciale è stata attivata la Conferenza Permanente sulle
Politiche Comunitarie.
La stessa, composta dai referenti della materia individuati all’interno di
ciascun settore, si riunisce con cadenza mensile; essendo, appunto,
intersettoriale, consente di porre in essere iniziative al miglior coordinamento
delle iniziative intraprese o delle quali si intende vagliare la fattibilità, oltre che
un proficuo scambio di esperienze e reciproco travaso di competenze.
La Provincia partecipa dal 2002, come noto, alla rete italiana EURODESK
con un punto informativo al Circondario di San Benedetto del Tronto.
EURODESK é un progetto europeo per l'informazione dei giovani e degli
operatori giovanili sui programmi europei rivolti alla gioventù, realizzato con il
supporto della Commissione Europea, DGEAC, e dell'Agenzia Nazionale
Italiana Gioventù (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).
Nel 2005 si intende rinnovare la convenzione annuale.
Nel 2005 si prevede di pubblicare almeno 2 edizioni della rivista tematica
sulle materie comunitarie. La pubblicazione viene realizzata interamente
dal personale dell’Ufficio Europa, (contenuti e grafica), la tipografia si occupa
della sola stampa.
Il 9 maggio 2005 sarà programmata la 4^ edizione della festa dell’Europa.
La manifestazione mira a sensibilizzare e diffondere la conoscenza delle
tematiche europee attraverso il coinvolgimento attivo degli studenti delle
scuole della Provincia.

130
ATTUAZIONE DELLA LEGGE 147/2004

Il percorso di attuazione della legge n. 147/04 per la costituzione della nuova


Provincia di Fermo.
Nel 2005 partirà il percorso tecnico-amministrativo che, in attuazione delle
disposizioni recate dalla recente legge n. 147/2004, determinerà le premesse
per il concreto avvio della nuova Provincia di Fermo e, di conseguenza, della
nuova Provincia di Ascoli Piceno.
In funzione dell’obiettivo finale di medio periodo costituito dalle consultazioni
elettorali del 2009, ad esito delle quali saranno eletti i 2 nuovi distinti consigli
provinciali e gli organi esecutivi, l’attuale Amministrazione Provinciale dovrà
tempestivamente ed efficacemente effettuare tutti quei passaggi preliminari
ed intermedi previsti dalla normativa che, in una fase iniziale, possono così
riassumersi:

1) ricognizione della dotazione organica del personale in forza all’attuale


Amministrazione Provinciale di Ascoli Piceno;
2) ricognizione della consistenza di tutto il patrimonio immobiliare e
mobiliare in dotazione dell’attuale Amministrazione Provinciale di Ascoli
Piceno;
3) assunzione degli atti deliberativi per la ripartizione, tra le 2 nuove
Province, del personale e del patrimonio in proporzione ai parametri
dell’estensione territoriale e della consistenza della popolazione
residente.

Attualmente i 40 Comuni inclusi nella Provincia di Fermo presentano


un’estensione territoriale complessiva di 860,47 Kmq (dati 2002), contro i
1.226,22 Kmq dei rimanenti 33 Comuni della conseguente nuova Provincia di
Ascoli, ed una popolazione di 166.218 residenti contro i 203.153
dell’ascolano (dati 2001).
Questi primi semplici dati dimostrano che il processo di attuazione della legge
147 non potrà essere né un mero “passaggio di consegne” istituzionali-
amministrative né un’operazione di semplice decentramento: siamo piuttosto
in presenza della costituzione, a tutti gli effetti, di 2 nuove Province.
Il dato istituzionale di partenza, pur nella complessità dell’operazione, ci
conforta: infatti l’attuale Amministrazione Provinciale di Ascoli Piceno è stata
scelta dai cittadini dell’intero territorio dopo l’approvazione della stessa legge
147/04, quindi nella piena consapevolezza e libertà di voto.
L’Amministrazione conta un numero equivalente di consiglieri provinciali che
rappresentano le 2 future nuove Province e la stessa Giunta esecutiva voluta
dal Presidente ha una composizione assolutamente bilanciata.

131
Ecco perché l’attuale Amministrazione, in questa vicenda, non è “controparte
di nessuno”, né del fermano né dell’ascolano, ma è nelle “condizioni di
partenza ideali”, sia dal punto di vista politico-istituzionale che tecnico-
organizzativo, per poter svolgere responsabilmente, con efficacia ma anche
serenità e trasparenza il compito affidato dalla legge.
Il processo non si esaurisce quindi nell’equa divisione dei beni e delle risorse
finanziarie e professionali dell’attuale Ente Amministrazione Provinciale di
Ascoli Piceno ma disegnerà, sui rispettivi territori, una nuova architettura del
“sistema complesso dei servizi pubblici e privati e delle relazioni di
rete”, auspicabilmente con le necessarie e quanto più estese possibili
“sinergie istituzionali/progettuali con relativi nodi di scambio
gestionali”.
Il processo sarà quindi più ampio e coinvolgerà tutte le Amministrazioni
Centrali dello Stato e le principali Agenzie di servizi pubbliche e private già
operanti sul territorio, purchè non si perda mai di vista l’obiettivo prioritario di
tradurre l’operazione voluta in benefici concreti ed effettivamente aggiuntivi
per i cittadini, le imprese e le municipalità diffuse.
Ecco perché la legge ha previsto che l’attuale Ente Amministrazione
Provinciale di Ascoli Piceno, i Comuni e le altre Istituzioni pubbliche si
avvalgano, per l’avvio della nuova Provincia di Fermo, delle competenze e
della collaborazione di un Commissario ad hoc che a sua volta si avvale delle
funzioni consultive assegnate dalla legge all’Assemblea dei Sindaci di
riferimento mediante il suo Coordinatore che li rappresenta.
L’operazione di divisione dei beni e delle risorse dell’attuale Ente
Amministrazione Provinciale di Ascoli Piceno, pur dovendo rispettare
l’applicazione di parametri quantitativi anche tenendo conto dell’esperienza
maturata in precedenti casi del genere, non può essere, a nostro modo di
vedere, una operazione aritmetica asettica ma deve essere calata tenendo
conto del “quadro complessivo delle qualità e delle esigenze” dei
rispettivi territori con i lori punti di forza e di debolezza e le loro specificità
socio-economiche. Tale quadro, si può configurare soltanto con un approccio
dal basso, che parta cioè dal confronto diretto e dalla partecipazione
propositiva di tutte le forze attive del territorio, pubbliche e private, grandi e
piccole, profit e no profit, nessuna esclusa.
Il metodo del confronto sarà tanto più necessario per quel che riguarda la
problematica del personale tenuto conto dell’impatto sulle abitudini di vita di
eventuali trasferimenti: su questo piano l’Amministrazione si muoverà con
estrema accortezza e si propone di attivare ogni preventiva forma di
concertazione con il Sindacato in assenza della quale non verrà assunto
alcun tipo di provvedimento.

La divisione delle risorse al momento opportuno, per essere sicuri che poi
queste, in concreto, possano dimostrarsi efficaci rispetto ai reali bisogni e alle

132
aspettative dei due territori di riferimento, deve essere favorita da una serie di
“azioni di accompagnamento” tra le quali possiamo quantomeno prevedere:

1) l’immediato passaggio di veri e propri poteri di gestione diretta delle


risorse all’attuale Circondario di Fermo. Sebbene già operino sul territorio
della nuova Provincia di Fermo 101 dipendenti dell’Ente Amministrazione
Provinciale di Ascoli Piceno (nelle diverse attività tra cui le politiche del
lavoro, la formazione professionale, la viabilità e l’ambiente) e numerosi e
consistenti siano gli investimenti in corso d’opera e programmati sul
territorio (ad es. nell’edilizia scolastica come nelle infrastrutture viarie e
non), queste risorse sono state sempre gestite dal centro. Se, pur con la
necessaria gradualità, trasferissimo la direzione e la gestione effettiva di
tutti i progetti e le attività a chi opera stabilmente sul territorio del fermano
(predisponendo un apposito modello organizzativo molto flessibile), da un
lato accresceremmo l’efficienza dei lavori e dei servizi e miglioreremmo i
rapporti con gli utenti (Comuni, cittadini, imprese) e dall’altro riusciremmo
a cogliere meglio, in divenire , le reali necessità tra i diversi settori di
intervento, i motivi dei ritardi che si determinano, i deficit professionali ed
organizzativi da colmare, con la conseguenza che ottimizzeremo anche il
riparto delle risorse. Così facendo, tra l’altro, sicuramente miglioreremmo
il sentiment nei confronti dell’Amministrazione attiva sul territorio. Questa
azione dovrà anche essere accompagnata da un rafforzamento
organizzativo dell’attuale struttura tecnico-amministrativa dislocata a
Fermo;

2) l’analisi dei punti di forza e di debolezza del territorio e delle aspettative,


attraverso una preventiva macro-rilevazione diretta dalle fonti attualmente
esistenti (studi socio-economici, documenti istituzionali, atti di
programmazione etc.) e dall’attivazione sul territorio di appositi focus
group tematici itineranti che serviranno per entrare nel merito di
problematiche molto specifiche e concrete con la partecipazione di
Comuni, Associazioni, Sindacati ed altri soggetti istituzionali. Queste
rilevazioni saranno determinanti per l’individuazione delle reali esigenze
dei territori, sia per introdurre nel breve miglioramenti nell’assetto
organizzativo attuale dell’Amministrazione che per individuare e
condividere le direttrici lungo le quali potenziare i servizi nel medio
periodo;

3) la creazione di un “Portale Unico della Pubblica Amministrazione Locale”:


questa infrastruttura informatica in una fase iniziale dovrà riferirsi all’intero
territorio dell’attuale provincia di Ascoli Piceno per “metterne in rete”, nel
minor tempo possibile, l’intero sistema dei servizi pubblici allo scopo di
costituire un primo punto di riferimento integrato utile a cittadini,
lavoratori, associazioni, professionisti ed imprese per orientarsi in vista

133
della “nuova geografia delle competenze, dei procedimenti e dei
progetti”, che non si determinerà tutta d’un tratto all’ultimo momento ma
si implementerà e si trasformerà continuamente da qui al 2009 per evitare
il rischio di creare molta confusione e notevoli disservizi.

Le ultime 2 azioni dovranno essere contemporaneamente svolte su entrambi i


territori, con la stessa metodologia e per ottenerne gli stessi risultati.
Altro aspetto molto importante, che dovrà emergere soprattutto dall’
espletamento dell’azione n. 2), è l’individuazione degli obiettivi, dei progetti e
degli strumenti sui quali “conviene a tutti” mantenere e/o costruire e
sviluppare le sinergie tra le 2 nuove realtà istituzionali, allo scopo da un lato
di fare massa critica nei confronti dei livelli istituzionali superiori per attrarre,
ad es., maggiori finanziamenti e dall’altro di gestire ed erogare servizi di
migliore qualità e a minor costo.
Quanto più la collaborazione convinta tra le 2 nuove province sarà estesa ai
settori strategici dell’attività programmatico-amministrativa (ambiente,
infrastrutture, turismo, politiche del lavoro, piccole e medie imprese) tanto più
il nuovo assetto istituzionale sarà in grado di superare ogni deficit iniziale
trasformando gli atti di reale cooperazione in valore aggiunto.
Nel contempo il processo di costruzione sarà tanto più condiviso ed efficace
se ci sforziamo di attuare le disposizioni legislative con una metodologia non
burocratica, aperta, trasparente e lineare, molto buon senso e la reale
consapevolezza di trovarci in una fase in cui i territori hanno bisogno di
risposte concrete ed innovative.

134
ANALISI ECONOMICO-FINANZIARIA

Il bilancio di previsione 2005, il bilancio pluriennale 2005-2007, la relazione


previsionale e programmatica 2005-2007 costituiscono, nel loro insieme, il
primo momento di programmazione finanziaria, nell’ambito della
pianificazione strategica contenuta nel programma di mandato e nel piano di
sviluppo dell’Ente dell’amministrazione insediatasi nel giugno 2004.
Il sistema delle previsioni si inserisce in un contesto nazionale ed europeo in
cui l’obiettivo primario è quello del mantenimento del “patto di stabilità”, che
costituisce, ad oggi, l’essenza dell’identità europea. Esso si esplica, a livello
nazionale, sostanzialmente nel mantenimento di due equilibri fondamentali:il
rapporto deficit-pil ed il rapporto debito-pil a livelli prestabiliti.
Il mondo delle autonomie locali è chiamato anch’esso a contribuire al
mantenimento dei suddetti equilibri e le leggi finanziarie che si sono
succedute in questi ultimi anni sono andate in questa direzione.
Pertanto, il rigore economico che scaturisce dall’esigenza di mantenere sotto
controllo il patto di stabilità interno è visto in antitesi alle possibilità di sviluppo
e di espansione delle potenzialità progettuali degli enti, sia in termini di
capacità di realizzazione dei programmi di mandato che in termini di
investimento. Tuttavia da questo trade-off “rigore-sviluppo” vanno colte
possibilità di crescita nel medio-lungo periodo secondo le direttrici che
verranno esplicitate in seguito.
Il quadro complessivo diventa più articolato e complesso in relazione al
processo, ancora incompiuto ma in gran parte completato, di decentramento
amministrativo che sta portando in capo alle province una serie di
competenze prima statali e regionali, attraverso un passaggio di risorse
finanziarie e strumentali, spesso non lineare e con effetto finale talora di
aggravio dei bilanci provinciali.
Va subito evidenziato che le entrate correnti crescono ancora nel 2005
rispetto al 2004, essendo state le stesse allineate alla previsione assestata
dell’ esercizio precedente (2004), tenuto conto del fatto che nel 2004 nel
computo delle entrate correnti previste erano state inserite quelle derivanti dal
trasferimento della funzione dei “trasporti” (circa 10.000.000,00 di euro) dalla
Regione Marche, trasferimento di risorse non avvenuto e che si è preferito,
pertanto, non includere nelle previsioni 2004 in attesa della definizione di
ulteriori accordi-provvedimenti applicativi della legge regionale.

135
Migliaia di Euro
Anno

2001 51.470
Funzione
2002 58.582 trasporti

2003 68.372
2004 60.611*
2005 63.039

* Dato depurato dei trasferimenti relativi alla funzione “trasporti”

136
Analizzando in particolare le entrate tributarie previste per l’esercizio 2005, si
riscontra la seguente ripartizione:

RIPARTO ENTRATE TRIBUTARIE


Compartecipazione al gettito IRPEF 16,07
Addizionale consumo energia elettrica 15,77
Imposta Provinciale di Trascrizione (I.P.T.) 20,12
Tributo provinciale funzioni di tutela ambientale 3,86
Tributo speciale deposito in discrarica rifiuti solidi 5,42
Imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile 38,74

137
Il processo di aumento del grado di autonomia tributaria (titoli 1 e 3 rispetto al
titolo 2) avanza ulteriormente delineando una più marcata
responsabilizzazione degli amministratori sul fronte della gestione delle
entrate e non più e solo sulla gestione delle spese, anche se le leve per
intervenire direttamente appiano ancora limitate.

Figura 1
Sul fronte delle spese, il raffronto rispetto all’anno precedente va effettuato
sterilizzando ancora una volta l’effetto delle risorse stanziate nel 2004 per la
gestione dei trasporti, che come sopra evidenziato non si è ancora
concretizzata. Si è preferito anche in questo caso tenere alto il grado di
attendibilità della spesa.

Alcuni elementi meritano di essere sottolineati rispetto alla stesura delle


previsioni di spesa per l’esercizio 2005:

-la riduzione della spesa prevista per il personale dovuta anche al “blocco
delle assunzioni” che passa da euro 21.533.992,50 a euro 20.629.125,30 ed
agli oneri contrattuali arretrati previsti solo parzialmente per il 2005 ;

-la riduzione delle spese di funzionamento attraverso un primo “modulo” di


contenimento e di razionalizzazione delle spese pari a circa euro 100.000,00
anche grazie all’attivazione del sistema del controllo di gestione, che ne sta
tracciando le linee operative;

-il controllo delle spese per la gestione del parco autoveicoli, ai sensi
dell’art.1, comma12, della legge n.311 del 30/12/2004 (finanziaria 2005);

138
-il controllo e la riduzione delle spese per consulenze esterne, ai sensi
dell’art. 1, comma 11, legge citata;

-il controllo e la riduzione delle spese di rappresentanza;

-un più attento monitoraggio degli incarichi per collaborazioni coordinate e


continuative;

-il riassorbimento di partecipazioni in società precedentemente controllate


all’interno delle attività assessorili.

139
Quanto sopra ha consentito, insieme ad una previsione delle entrate più in
linea con il dato “assestato” all’anno precedente, di dare respiro alle attività
progettuali degli assessorati per la realizzazione della prima fase del
programma di mandato. Si può verificare di seguito come verranno distribuiti i
trasferimenti tra le diverse funzioni dell’ente

140
Funzioni Migliaia di Euro
Funzioni generali di amministrazione e
Funz.1 gestione 3181
Funz.2 Funzioni di istruzione pubblica 11167
Funz.3 Funzioni relative alla cultura e ai beni culturali 407
Funz.4 Funzioni nel settore turistico e sportivo 411
Funz.5 Funzioni nel campo dei trasporti 290
Funz.6 Funzioni riguardanti la gestione del territorio 90
Funz.7 Funzioni riguardanti la tutela ambientale 153
Funz.8 Funzioni nel settore sociale 888
Funz.9 Funzioni nel campo dello sviluppo economico 425

E’ inoltre da evidenziare come diminuisce il grado di rigidità della spesa


corrente poiché l’avanzo economico, inteso come differenza tra le entrate
correnti e titoli 1 e 3 della spesa aumenta rispetto al 2004 e viene destinato
agli investimenti.
Relativamente alle spese d’investimento per il 2005 sono previsti interventi
per € 32.755.323,59 come indicato nel programma delle opere pubbliche
approvato dalla giunta provinciale con atto n. 394 del 13/10/2004,
successivamente rimodulato nell’allegato piano degli investimenti.

141
2005– SPESE DI INVESTIMENTO
MUTUO A ALIENAZIONE FONDI STATALI FONDI REGIONE ENTRATE TOTALE
CARICO PATRIMONIO COMUNITARI E MARCHE PROPRIE-
PROVINCIA PRIVATI

FABBRICATI 5.019.760,00 53.945,50 1.505.000,00 6.578.705,50

SS.PP. 11.437.568,99 3.233.682,37 1.039.753,54 15.711.004,90

ATTIVITA’ 416.785,69 210.000 1.462.499,94 2.089.285,63


PRODUTTIVE

ESPROPRI 105.300,00 105.300,00

GENIO CIVILE
225.000,00 3.992.056,18 2.600.000,00 1.000,00 6.818.056,18
EX CARTIERA
PAPALE 103.291,38 103.291,38

POLITICHE
ATTIVE 756.380,00 756.380,00
LAVORO
BENI
STRUMENTALI E 100.000,00 103.000,00 295.500,00 498.500,00
ARREDI
TRASFERIMENTI 94.800,00 94.800,00
DI CAPITALE
TOTALE
GENERALE 17.199.114,68 53.945,50 8.192.118,55 4.165.499,94 3.144.644,92 32.755.323,59

142
La riduzione delle spese d’investimento rispetto al 2004 è indicatrice di una
più realistica previsione delle opere da realizzare e nasce dalla necessità di
redigere un bilancio annuale 2005 e pluriennale 2005-2007 in linea con la
nuova elaborazione del patto di stabilità interno prevedente da quest’anno
anche le spese in conto capitale all’interno del monitoraggio, ai sensi dell’art.
1, commi 21 e seguenti della legge finanziaria 2005 ed infine con la necessità
di contenere il limite d’indebitamento dell’ente all’interno del 12% delle
entrate correnti, così come stabilito dall’art.1, comma 44, della citata legge
finanziaria.
Va sottolineato che la gestione nel corso dell’esercizio, in termini di cassa e di
competenza, del patto di stabilità potrebbe comportare una rivisitazione ed un
ridimensionamento dei programmi progettuali, che sarà tanto minore quanto
più si riuscirà ad eliminare sprechi ed inefficienze in tempi abbastanza rapidi.
Pertanto la realizzazione di economie sugli stanziamenti delle spese correnti,
specie di funzionamento, può essere virtuosamente pensata in riduzione
dello stock di indebitamento dell’ente già dal corrente esercizio finanziario,in
concorrenza con la necessità di procedere alla conversione dei mutui già
contratti in prestiti obbligazionari o alla rinegoziazione dei mutui stessi, ai
sensi dell’art.1, comma 71, della legge citata, con l’intento di ridare slancio
agli investimenti e ai trasferimenti al territorio nei prossimi esercizi finanziari,
quando la “morsa” del patto sarà meno stringente e l’esigenza di una sua
rivisitazione diverrà patrimonio comune dell’Unione Europea.

Dal prospetto degli investimenti sopra evidenziato, si sottolinea che


l’indebitamento previsto per le opere viarie e per il patrimonio nel 2005 e
2006 prevede la decorrenza della rata di ammortamento, rispettivamente dal
2006 e dal 2007, con l’eccezione dei mutui per la viabilità previsti per il 2006,
il cui ammortamento è posticipato al 2008, ai sensi dell’art. 42, comma2,
lettera h) del D.lgs. n. 267/2000.
E’ da rimarcare che verranno colte nel corso dell’’esercizio 2005 tutte le
opportunità di indebitamento meno onerose e maggiormente flessibili nella
loro gestione , come le aperture di credito previste dall’art. 205-bis del D. Lgs,
267/2000.

Da ultimo, nel corso del 2005 verrà insediato un laboratorio per lo studio e
l’impianto di un sistema operativo del controllo di gestione su tutte le attività
dell’ente costruito sulle esigenze conoscitive della Provincia di Ascoli
Piceno:un laboratorio che si insedierà presso il servizio economico-finanziario
per il controllo strategico, il controllo direzionale ed controllo operativo su
attività ordinarie, opere pubbliche, progetti speciali, in stretto raccordo con i
direttori di area e con l’obiettivo strumentale di studiare ed avviare un nuovo
impianto di contabilità economica ed analitica rendendo così definitiva
l’attuale applicazione sperimentale avviata su alcuni settori.

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CALCOLO OBIETTIVI COMPETENZA PATTO DI STABILITA' anno 2005
(Art. 1, commi 21 e segg., L. 30/12/04, n. 311)
IMPEGNI DI SPESA
spesa annua
mediamente
sostenuta nel triennio
2001 2002 2003 2001-2003
Tot. Spese tit. 1 - spese correnti € 56.924.875,41 € 64.082.819,30 € 59.308.078,82 € 60.105.257,84
- spese di personale € 12.624.109,29 € 17.024.972,04 € 21.692.942,91 € 17.114.008,08
- spese per sanità € - € - € - € -
- trasferimenti destinati alle amministrazioni pubbliche € 2.701.706,80 € 12.679.855,34 € 3.846.134,97 € 6.409.232,37
- spese connesse agli interventi a favore dei minori soggetti
a provvedimenti dell’autorità giudiziaria minorile € - € - € - € -
- calamità naturali per le quali sia stato dichiarato lo stato di
emergenza € - € - € - € -

- spese sostenute dai comuni per il completamento


dell’attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del
Consiglio dei Ministri a seguito di dichiarazioni di stato di
emergenza € - € - € - € -
Spese tit.1 Spese soggette ai limiti del patto di stabilità € 36.582.017,39

Tot. Spese tit. 2 - c/capitale € 21.601.792,67 € 21.788.154,77 € 45.122.300,57 € 29.504.082,67


- acquisizione di partecipazioni azionarie € - € - € 304.624,65 € 101.541,55
- altre attività finanziarie € - € - € - € -
- conferimenti di capitale € - € 5.160,00 € 116.966,46 € 40.708,82
- concessioni di crediti € 36.151,98 € - € - € 12.050,66
- trasferimenti destinati alle amministrazioni pubbliche € - € 2.364.492,18 € - € 788.164,06
- calamità naturali per le quali sia stato dichiarato lo stato di
emergenza € - € - € - € -

- spese sostenute dai comuni per il completamento


dell’attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del
Consiglio dei Ministri a seguito di dichiarazioni di stato di
emergenza € - € - € - € -
- spese in conto capitale cofinanziate dai fondi europei € - € - € - € -
Spese tit. 2 Spese soggette ai limiti del patto di stabilità € 28.561.617,58

Tot. Spese soggette ai limiti del patto di stabilità € 65.143.634,97


A
A) Obiettivo 2005 nel caso di aumento del 10%; vedi D.M. in corso di emanazione 10,00% € 6.514.363,50 € 71.657.998,47
B
B)Obiettivo 2005 nel caso di aumento del 11,5%; vedi D.M. in corso di emanazione 11,50% € 7.491.518,02 € 72.635.153,00
C) Stanziamenti di spese soggette ai limiti del patto di stabilità bilancio di previsione 2005 € 64.171.891,43

IMPORTO A 10% € 1.433.159,97 € 73.091.158,44


Obiettivo 2006 nel caso di aumento del 2%; IMPORTO B 2%
11,50% € 1.452.703,06 € 74.087.856,06
C) Stanziamenti di spese soggette ai limiti del patto di stabilità bilancio di previsione plriennale 2006 € 64.030.690,82
IMPORTO A 10% € 1.461.823,17 € 74.552.981,61
Obiettivo 2007 nel caso di aumento del 2%; IMPORTO B 2%
11,50% € 1.481.757,12 € 75.569.613,18
C) Stanziamenti di spese soggette ai limiti del patto di stabilità bilancio di previsione plriennale 2007 € 54.342.622,61
N.B. è possibile superare i predetti limiti:
- solo per spese di investimento
- nei limiti dei proventi derivanti da alienazione di beni
immobili, mobili, nonché delle erogazioni a titolo gratuito e
liberalità (art. 1, comma 26, L. 311/04)

CALCOLO PATTO DATI BILANCIO DI PREVISIONE PLURIENNALE

TITOLO RIGHE PATTO 2005 2006 2007

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01)Spese di personale € 21.889.459,58 € 22.589.460,33 € 22.489.460,33
03)Trasferimenti destinati
alle amministrazioni
1-spese correnti pubbliche € 3.816.664,82 € 3.788.272,05 € 3.788.272,05
07)Spese soggette ai limiti
del patto € 31.053.479,28 € 28.229.819,54 € 21.921.915,08
99)Fondo di Riserva € 407.888,56 € 440.122,99 € 426.694,15
Totale 1-spese correnti € 57.167.492,24 € 55.047.674,91 € 48.626.341,61
01)Acquisizione di
partecipazioni azionarie € 44.800,00 € - € -
03)Conferimenti di capitale € - € - € -
05)Trasferimenti destinati
2-spese in conto capitale alle amministrazioni
pubbliche € - € - € -
04)Concessioni di crediti € - € - € -
08)Spese soggette ai limiti
del patto € 32.710.523,59 € 35.360.748,29 € 31.994.013,38
Totale 2-spese in conto capitale € 32.755.323,59 € 35.360.748,29 € 31.994.013,38
Totale Titolo 1 e Titolo 2 € 89.922.815,83 € 90.408.423,20 € 80.620.354,99

Totale Spese soggette ai


limiti del patto (compreso
il Fondo di Riserva)
€ 64.171.891,43 € 64.030.690,82 € 54.342.622,61

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