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Appunti per il corso ECDL GIS Modulo 3 Uso di un software GIS Quantum GIS 1.8.0
Data: Marzo 2013 Versione: 2.0

_______________________________________________________________________________________ Dott. ing. Antonio Barsottini e-mail: a.barsottini@tiscali.it

La creazione e la modifica delle entit vettoriali Attraverso il bottone Nuovo layer shapefile della Barra degli strumenti possibile creare dei nuovi layer vettoriali di tipo punto, linea, area (shapefile completi di file di georeferenziazione in formato *.PRJ).

Viene richiesto dapprima il sistema di riferimento da utilizzare per il nuovo layer e successivamente il Tipo (punto/linea/poligono) e la specificazione degli attributi. Per eseguire questultima operazione necessario definir ne nome e formato e cliccare sul bottone Aggiungi alla lista degli attributi.

Per modificare un layer vettoriale occorre per prima cosa selezionarlo nella legenda, quindi attivare la modalit di modifica, agendo sullicona Modifica (a forma di penna) presente nella barra degli strumenti. Nellambiente di modifica si attivano le altre icone della barra Digitalizzazione: punti linee poligoni
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che hanno ordinatamente i seguenti significati: - salva modifiche; - inserisci punto/linea/poligono; - muovi elemento/i - strumento vertici; - elimina selezionato; - taglia geometrie; - copia elementi; - incolla elementi. La terza icona permette dinserire una nuova entit lavorando per via grafica nellarea di mappa, ma non possibile digitare le coordinate da tastiera. Nel caso in cui si commettano errori nellinput grafico dei vertici, le ultime operazione eseguite possono essere annullate premendo il tasto DEL della tastiera. I bottoni copia elementi ed incolla elementi permettono di utilizzare la funzione di copia incolla tra entit appartenenti a layer diversi. La funzione opera sia sulla componente geometrica che su quella attributiva: gli attributi iniziali vengono persi se non esiste un campo omonimo su cui trasferirli nel layer di destinazione, mentre, in caso contrario, i valori degli attributi vengono assegnati ai campi omonimi del layer di destinazione. Per un corretto funzionamento di questa funzione occorre quindi che il layer sorgente e quello di destinazione siano dello stesso tipo (feature puntuali/lineari/areali), utilizzino lo stesso sistema di riferimento ed abbiano lo stesso schema di attributi. La procedura di trasposizione richiede che dal layer sorgente (attivo ed in modalit di modifica) siano dapprima copiate le entit; occorre poi rendere corrente il layer di destinazione ed attivarne la modalit di modifica, quindi incollare le entit gi copiate negli appunti. La modalit taglia-incolla funziona in modo analogo, con la differenza che le entit selezionate vengono eliminate dal layer sorgente. Al termine delle modifiche necessario salvare i layer (seconda icona della barra). Nota. Lo strumento taglia utilizzabile solo dopo che un layer stato salvato, per cui se necessario eliminare unentit che stata appena digitalizzata in modo errato, conviene salvare le modifiche, terminare la modalit di editing, riattivarla nuovamente ed utilizzare lo strumento taglia. Opzioni di editing pi avanzate sono contenute nella barra Digitalizzazione avanzata oppure nel menu Modifica:

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Semplifica geometria: lanciando il comando e selezionando unentit (vedi riquadro in basso a sinistra della schermata per avere conferma della avvenuta selezione) viene visualizzato un indicatore che permette interattivamente di semplificarne la geometria; Aggiungi buco: digitalizzando un nuovo poligono allinterno di uno esistente, viene creato un buco del secondo, di modo che solo lanello compreso tra le due aree resta a costituire il poligono modificato. Lopzione elimina buco esegue loperazione inversa alla precedente. Aggiungi una parte: dopo aver selezionato un poligono, questa funzione permette di digitalizzare un nuovo poligono che sia disgiunto dal primo e che vada a costituire ununica entit (frazionata in pi parti) con i medesimi attributi di quelli iniziali. Lopzione Elimina parte esegue loperazione inversa. Modifica la forma: permette di disegnare un poligono (o una linea) che intersechi in due punti il poligono (o la linea), sostituendo la vecchia porzione compresa tra tali punti con il nuovo bordo che viene digitalizzato. Questa procedura pu modificare il vertice doppio utilizzato per la modellazione di linee chiuse o poligoni. Spezza elemento: dopo aver selezionato unentit lineare/areale possibile digitalizzare una linea che funga da linea separatrice delle entit selezionate; Unisci gli attributi delle geometrie selezionate: permette di unificare gli attributi di pi entit selezionate secondo diversi criteri.

Nota. In QGIS disponibile un plugin che permette di utilizzare delle funzioni simili a quelle dei software CAD e che semplifica le operazioni di editing.

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La selezione spaziale delle entit La selezione spaziale delle entit vettoriali pu avvenire secondo i seguenti criteri: - selezione mediante puntatore: si rende attivo il layer dinteresse evidenziandolo nella legenda, quindi si utilizza uno degli strumenti di selezione tra quelli disponibili nella barra degli strumenti, riportati nella figura sottostante.

La prima voce permette di selezionare, lavorando nellarea graf ica, un solo elemento alla volta mediante clic in un suo punto interno; le altre opzioni permettono di disegnare una figura di selezione di varia forma; in questo secondo caso vengono acquisite anche le entit parzialmente contenute nella figura di selezione. Le entit selezionate appaiono, nellarea grafica, colorate di giallo. Se, dopo aver eseguito la selezione si richiama la tabella degli attributi, in questultima le entit selezionate vengono evidenziate da una colorazione azzurra.

- selezione in funzione della distanza: in questo caso la selezione delle entit avviene in funzione di una prefissata distanza, valutata rispetto ad una entit di riferimento, entro od oltre la quale vengono individuate le entit ricercate. Lentit di riferimento pu essere una feature dellinsieme in cui si sta operando oppure appartenere ad un altro strato informativo. Questo criterio pu essere implementato utilizzando uno strato buffer (vedi nel seguito).
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- selezione mediante lo strumento Spatial query plugin (Interrogazione spaziale), la cui icona presente nella barra delle applicazioni. La finestra che si apre dopo aver lanciato il comando presenta le seguenti sezioni:

Seleziona la sorgente degli oggetti da: occorre selezionare il layer contenente le entit da cui prelevare quelle che soddisfano il criterio di ricerca; Dove loggetto: occorre specificare un operatore relazionale che viene applicato sulla geometria definita al punto precedente rispetto ad unaltra geometria, che viene specificata alla successiva sezione Riferimento oggetto di. Nel pi generale dei casi sono disponibili le opzioni di seguito riportate: - uguale a (equals): le geometrie sono spazialmente coincidenti. - disgiunto (disjoint): le geometrie condividono o meno un punto. Lesito linsieme delle entit del primo strato che sono disgiunte dal secondo; - tocca (touches): le geometrie si intersecano o meno sui loro bordi. Lesito linsieme delle entit del primo strato che condividono almeno un punto del loro bordo con almeno unentit del secondo strato; - sovrappone (overlaps): le due geometrie hanno dei punti interni in comune; - contenuto (within): una geometria contenuta interamente o meno entro un'altra ( compreso anche il caso della coincidenza tra entit). Lesito linsieme delle entit del primo strato che sono interamente contenute in almeno unentit del secondo strato;
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- contiene: linverso di contenuto, quindi opera nello stesso modo di questultimo operatore, una volta che si siano scambiate tra loro le entit coinvolte; - interseca (intersect): le geometrie non sono disgiunte; contempla quindi uno o pi dei seguenti casi: tocca, sovrappone, contenuto, contiene. Lesito linsieme delle entit del primo strato che intersecano almeno unentit dal secondo strato; - attraversa (crosses): un caso particolare della relazione sovrappone relativa ad entit lineari rispetto ad altre entit lineari o superficiali. Gli operatori disponibili caso per caso dipendono dai layer sui quali si sta operando. Per entrambi i layer di lavoro possibile decidere di limitare l applicazione delloperatore ad un insieme di entit gi oggetto di una precedente selezione (opzione Geometrie selezionate); questa opzione rende possibile il concatenamento di pi criteri di selezione.

Per stabilire il modo in cui il risultato della selezione in corso viene combinato con quello precedentemente eseguito, sono disponibili le seguenti opzioni (contenute sezione E usa il risultato per della finestra di dialogo): Crea nuova selezione: crea una selezione ex-novo sovrascrivendo il risultato della precedente; Aggiungi alla selezione attuale: unisce gli esiti delle ultime due selezioni; Rimuovi dalla selezione corrente: sottrae dalla selezione precedente quella in corso. Cliccando sul bottone Apply si apre una nuova finestra in cui vengono presentati i risultati della selezione; viene inoltre reso disponibile, nella sezione denominata Oggetti selezionati, il bottone Crea layer con quello selezionato che permette la creazione di un nuovo layer contenente le entit selezionate; il nuovo layer creato non editabile.

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La produzione di elaborati Una volta completata la definizione delle impostazione di visualizzazione degli strati informativi desiderati, possibile impostare un layout per predisporre la stampa della carta tematica realizzata. Cliccando sul bottone Nuova composizione di stampa, presente nella barra del menu ed avente la forma di una stampante con una luce, si apre una finestra denominata Layout.

Nella parte destra di tale finestra sono presenti tre schede: Generale, Oggetto, Storico dei comandi. La prima permette di scegliere il formato del foglio e di impostare una griglia di ausilio per limpaginazione delle finestre. Il contenuto della seconda contestuale alloggetto selezionato (la selezione si esegue con il bottone Scegli/Sposta oggetto presente nella parte superiore della schermata). Nel caso in cui non sia selezionata alcuna entit, vengono riportate le informazioni relative alla mappa; in tal caso questa scheda organizzata nei seguenti quattro livelli: Mappa, Estensione mappa, Reticolato, Opzioni generali. La scheda Mappa contiene, nellomonima sezione, le informazioni relative alle dimensioni dei riquadri pres enti nellarea grafica; quella Estensione Mappa contiene le informazioni relative alla posizione del riquadro allinterno del foglio. La scheda Reticolato permette di disegnare un reticolato (quadrettatura) specificandone dimesione,
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posizione e vestizione grafica. Lultima sche da permette di scegliere il colore della cornice della finestra. La scheda Storico dei comandi riporta un elenco progressivo dei comandi applicati, disponendo in basso quelli pi recenti. Cliccando su una voce dellelenco, larea grafica viene riportata, attraverso unanimazione, alla corrispondente configurazione. Nella parte superiore della finestra Layout sono disposte delle serie di icone che permettono di gestire il layout.

La prima sezione di tali icone serve per le operazioni di importazione/esportazione ( infatti possibile utilizzare dei modelli di layout contenenti le impostazioni di stampa).

La seconda sezione contiene gli strumenti di zoom che operano sullarea grafica.

La terza contiene licona Aggiungi mappa che consente di tracciare una finestra rettangolare allinterno dellarea bianca rappresentativa del foglio, presente nellarea grafica della finestra.

Portando il mouse sopra una finestra di layout ed attendendo qualche secondo comapre una finestrella di testo che indica il nome della finestra stessa (ad es. Mappa 0). Sono inoltre presenti le icone di Annulla/Ripristina e quelle per inserire i seguenti elementi (nellordine): Immagine: permette di caricare unimmagine simbolica da una libreria; Etichetta: si tratta di una casella di testo personalizzabile sia per quanto riguarda il contenuto che la vestizione grafica; Legenda di un layer vettoriale: inserisce una legenda relativa al campo utilizzato per classificare lo strato a cui ci si riferisce. La scheda Generale permette di impostare i caratteri e la tabulazione delle annotazioni della legenda; quella Oggetti legenda rende disponibili una serie di strumenti per la personalizzazione delle voci della legenda, relativi, ad esempio, allaggiunta o alla soppressione di una voce, alla modifica del suo nome o della sua posizione nellelenco. La scheda Opzioni oggetto permette di personalizzare i colori e lo stile della cornice della legenda;
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Barra di scala: permette di inserire la scala grafica. Nella scheda Barra di scala occorre definire la dimensione del segmento in unit di mappa e la sottostante voce Unit mappa per unit di barra, che rappresenta un divisore della voce precedente utilizzato per disegnare la mappa. Occorre poi stabilire il numero di segmenti da inserire sia a destra che a sinistra del punto iniziale della barra e le caratteristiche grafiche (dimensioni dei caratteri e spessori delle linee). possibile anche digitare un campo alfanumerico da utilizzare come Etichetta dellunit di misura. La scheda Opzioni generali permette di personalizzare i colori e lo stile della cornice della barra; Forma base: permette di disegnare una forma geometrica elementare; Freccia: consente di disegnare una freccia; Tabella attributi: permette di visualizzare gli attributi. Cliccando sul bottone Attributi possibile digitare un alias per il nome dei campi ed opzioni avanzate per lordinamento di questi ultimi. Lultima sezione contiene i comandi per la impaginazione delle finestre:

Scegli/Sposta oggetto: permette di selezionare e di spostare (mediante trascinamento) una finestra di layout; Sposta contenuto elemento: consente di accedere allinterno della finestra e di regolare la zona inquadrata (mediante pan) ed il fattore di scala (agendo sullo scroll del mouse). Il valore numerico del fattore di scala applicato pu venire letto alla voce Scala della scheda Oggetto relativa alla finestra selezionata; Raggruppa oggetti: permette il raggruppamento degli oggetti presenti nel layout. Occorre per prima cosa selezionare gli oggetti da raggruppare, tenendo premuto il tasto SHIFT della tastiera e quindi cliccando su essi con il tato sinistro del mouse, quindi cliccare sullicona Rimuovi raggruppamento: opera nello stesso modo del comando precedente producendo il risultato opposto; Muovi gli oggetti selezionati: contiene le opzioni per definire la visualizzazione di finestre di layout che si sovrappongono; Allinea gli oggetti selezionati: contiene le impostazioni per lallineamento degli oggetti presenti nel layout. Occorre per prima cosa selezionare gli oggetti da allineare, tenendo premuto il tasto SHIFT della tastiera e quindi cliccando su essi con il tato sinistro del mouse, quindi scegliere dal menu a tendina lopzione desiderata.
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Cliccando una volta con il tasto destro su una finestra ap pare unicona di colore rosso che segnala che la finestra bloccata e non pu essere editata; per sbloccarla sufficiente cliccare nuovamente con il tasto destro del mouse. Una volta creato un layout esso viene salvato insieme al progetto e pu essere richiamato cliccando sullicona Gestore di stampe posta nella barra del menu a fianco di quella indicata in precedenza.

Questa icona apre la finestra Manager composizione che riporta un elenco dei layer gi predisposti ed i comandi per mostrarli/rimuoverli/rinominarli. Dal menu File di ciascun layout possibile esportare il layout stesso nei seguenti formati: PDF, JPEG, TIF.

Esercitazione 1. Visualizzazione simultanea delle coordinate di entit vettoriali in due sistemi cartografici In questa esercitazione utilizzeremo lo strumento Coordinate capture plug-in che permette di conoscere, contemporaneamente rispetto a due sistemi di riferimento, le coordinate di un punto. Questa funzionalit pu risultare utile quando occorra conoscere le coordinate geografiche associate a quelle piane di un sistema cartografico oppure per eseguire una conversione approssimata tra sistemi piani.
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Nella nostra esercitazione caricheremo un layer vettoriale georiferito in UTM e ne visualizzeremo le coordinate anche in GB. In particolare per controllare la validit delloutput ci riferiremo al vertice N.O. del riquadro di un foglio della Carta dItalia, per il quale sono not e le coordinate nei due sistemi, riportate nella figura seguente:

Creare un nuovo progetto ed impostare il CRS seguente: ED50/ UTM zone 33N (EPSG 23033) con unit in metri. Salvare il progetto come conversione_coordinate.qgis. Lanciare lo strumento importatore DXF (icona gialla con la scritta d2s nella barra degli strumenti): come file dinput selezionare quello denominato utm.dxf, contenuto nella cartella esercitazione 1; tale file contiene un solo punto di coordinate (espresse in metri): 281573, 4731034, uguali a quelle del vertice N.O. riportato nella tabella precedente. Come un nuovo layer vettoriale di tipo punto avente per nome punto_UTM33N, da salvare nella cartella degli esercizi. Eseguire uno zoom estensioni per visualizzare lintero layer appena creato; Mediante clic destro nellarea della legenda , attivare lo strumento Cattura coordinate. Cliccare sul bottone in alto (SR da utilizzare durante la visualizzazione delle coordinate ) e scegliere Monte Mario/Italy zone 2 (EPSG3004). Cliccare sul bottone Avvia la cattura e cliccare sul punto del layer punto_UTM33N; alla prima riga dello strumento Cattura coordinate devono essere visualizzate delle coordinate simili a quelle corrette, desumibili dalla tabella sopra riportata (2301510, 4730854).

Esercitazione 2. Visualizzazione simultanea delle coordinate geografiche e delle corrispondenti coordinate piane di unentit vettoriale In questa esercitazione importeremo un file vettoriale contenente un punto di coordinate piane espresse nel sistema UTM fuso 33N ed, attraverso il Coordinate Capture plug-in, determineremo le corrispondenti coordinate geografiche. Anche in questo caso per controllare la validit della trasformazione utilizzeremo un punto del quale siano note entrambe le coppie
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di coordinate, ad esempio il vertice N.O. dellelemento di cartografia a cui si riferisce la tabella seguente:

Creare un nuovo progetto ed impostare il CRS seguente: ED50/ UTM zone 33N (EPSG 23033) con unit in metri. Salvare il progetto come trasformazione piane geografiche.qgis. Lanciare lo strumento importatore DXF (icona gialla con la scritta d2s nella barra degli strumenti): come file dinput selezionare quello denominato punto UTM33N contenuto nella cartella degli esercizi che contiene un solo punto di coordinate: 288315, 4728046. Come file di output creare un nuovo layer vettoriale di tipo punto avente per nome punto_UTM33N, da salvare nella cartella degli esercizi. Eseguire uno zoom estensioni; Mediante clic destro nellarea della legenda, attivar e lo strumento Cattura coordinate. Cliccare sul bottone in alto (SR da utilizzare durante la visualizzazione delle coordinate ) e scegliere ED50 (EPSG4230). Cliccare sul bottone Avvia la cattura e cliccare sul punto del layer punto_UTM33N; alla prima riga dello strumento Cattura coordinate devono essere visualizzate le coordinate geografiche dello stesso punto (12.41667,42.675). Nota: le coordinate indicate in QGis sono espresse nel formato decimale, mentre quelle riportate nella tabella soprastante in quello sessagesimale; la conversione verso il formato decimale si attua con le seguenti formule: 424030=42+40/60+30/3600=42,675; 122500=12+25/60+00/3600=12,41667 .

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