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Ciao ragazzi, qui di seguito trovate la I parte degli appunti delle lezioni del corso di Sistemi politici comparati

del professor Palano (integrati con le sue slides!) dellanno accademico 2007-2008. Ringrazio Francesca Tettamanzi e Daniela Notarstefano per avermi passato gli appunti delle lezioni in cui sono stata assente. Buono studio!!! Francesca Terzoli

LA COMPARAZIONE Cosa significa comparare? Origine della comparazione nelle scienze sociali La comparazione nelle scienze sociali nasce nellet del Positivismo, anche se in precedenza ci sono delle anticipazioni. Le scienze sociali nascono nella seconda met dell800. Esse si rifanno inizialmente sulla diffusa idea dello sviluppo umano che sta alla base della teoria dellevoluzione formulata da Darwin (concetto della selezione naturale). Tale teoria viene successivamente applicata anche in altri ambiti, tra i quali quello dello studio delle societ umane: cos come gli animali passano da forme di vita elementari a organismi sempre pi complessi, anche la societ segue un processo evolutivo, con un passaggio da societ semplici (bassi livelli differenziazione sociale e specializzazione nei compiti) a societ evolute (con differenziazione e specializzazione sempre maggiori). = SEQUENZA DELLEVOLUZIONE. In tal modo sar possibile effettuare una comparazione tra le diverse societ, come hanno fatto alcuni sociologi come Spencer e Durkheim. Critica alla comparazione: lo storicismo Allinizio del900 lidea di comparazione entra in crisi, mentre si diffonde sempre pi tra gli autori la visione storicista. Anchessa, come levoluzionismo, si configura come una visione teleologica della storia (ovvero procede verso una futura realizzazione). Padre di questa teoria Hegel. Egli sostiene che ci che muove la storia sia levoluzione dello spirito: ogni popolo ne possiede uno il quale si costituisce attraverso il movimento delle idee e la formazione dellidentit e della cultura nazionale. Per comprendere come questo spirito del popolo (Volksgeist) si sia creato, fondamentale capire il percorso di formazione della cultura e dellidentit nazionale di un popolo. Cos come lo spirito da considerarsi come un prodotto unico della storia e di conseguenza non pu essere comparato, anche le istituzioni politiche e giuridiche che scaturiscono dalle diverse culture, e quindi sono plasmate dallo spirito, non possono essere ridotte alla pura dimensione formale e ci impedisce una comparazione tra di esse, la quale fornirebbe una visione distorta degli eventi storici. Tale impostazione evidentemente contraria a quella positivista. DISTINZIONI NATE DALLA CRITICA STORICISTA SCIENZE NOMOTETICHE : tendono a individuare leggi costanti. Sono le scienze della natura. SCIENZE IDIOGRAFICHE : descrivono un determinato fenomeno cercandone le caratteristiche pi profonde, ma senza comparazione. Sono le scienze dello spirito (es. discipline storiche). SCINZE INTERPRETANTI : Weber rifiuta lidea che le scienze sociali debbano trovare delle leggi, ma sostiene anche che esse non si possono limitare alla semplice descrizione dei fenomeni. Lo scienziato sociale deve studiare le azioni umane cercando di comprenderne e interpretarne gli obiettivi e i motivi. Un esempio di critica: Croce critica Pareto Pareto sostiene che lessere umano sia un semplice oggetto di studio e che come tale deve essere analizzato allontanandosi dalle varie visioni filosofiche delluomo, poich la scienza empirica rende i fatti privi di anima. Croce critica Pareto poich nella sua idea egli vuole eliminare le diverse interpretazioni filosofiche, ma in realt non fa altro che adottarne una nuova, ovvero la sua! La rinascita della comparazione: anni 50

La rinascita dellidea di comparazione applicata alla politica si ha negli USA e scaturisce dalla loro esigenza di conoscere e intervenire negli altri stati del mondo. Per fare ci sono necessari un sistema teorico e la raccolta di dati empirici. LO STRUTTURAL-FUNZIONALISMO Secondo questa scuola, tutti i sistemi politici possono essere comparati in base al modo in cui svolgono le loro funzioni. Viene rifiutato il determinismo evoluzionista, ma in realt viene adottata unidea simile:la modernizzazione e lo sviluppo politico si configurano come un cammino dal semplice al complesso, caratterizzato da differenziazione e specializzazione. I CARATTERI DELLA RINASCITA DELLA POLITICA COMPARATA Rifiuto del provincialismo eurocentrico Esigenza di maggiore rigore nella ricerca politologica Rifiuto del formalismo / filosofia Rifiuto del descrittivismo Necessit di nuovi metodi di indagine ESIGENZE DI UNANUOVA POLITICA COMPARATA I precedenti sistemi di comparazione non sono adeguati alle nuove esigenze. Si elaborano perci nuovi metodi dindagine. a) SPERIMENTALE: il metodo usato dalle scienze naturali e consiste nel riprodurre artificialmente un evento (esperimento) e formulare successivamente delle ipotesi. b) STATISTICO : una raccolta di dati numerici e la ricerca tra di essi di una correlazione statistica. Non sempre possibile utilizzarlo nelle scienze sociali poich non fornisce un elemento che permetta di valutare quantitativamente le relazioni sociali. c) STORICO : viene scartato dalla politica comparata perch rifiuta la comparazione stessa (vedi storicismo). Inoltre non consente di analizzare un periodo cronologico costate per tutti fenomeni e di trarre i dati necessari allo studio di essi. d) COMPARATO : si concentra sui sistemi politici presenti o comunque molto recenti e utilizza dati empirici rilevati nello stesso periodo di tempo tramite ricerche effettuate con i medesimi indicatori. I problemi della comparazione I problema: come costruire i concetti? Abbiamo due risposte a questa domanda: - Connotare in concetti geograficamente e storicamente, ad esempio considerare il concetto di modernizzazione secondo la visione europea: RISCHIO = EUROCENTRISMO - Non connotare i concetti n geograficamente n storicamente, cos da renderli universali: RISCHIO = STIRACCHIARE I CONCETTI, cio renderli talmente astratti da essere inutili per lanalisi (es. il concetto di democrazia) Per evitare entrambi questi rischi bisogna scegliere unadeguata scala di astrazione nella costruzione di un soggetto, ovvero individuare il grado di astrazione adatto alle finalit della ricerca. CLASSIFICAZIONE DI UN CONCETTO - INTENSIONE: riguarda tutte le propriet che caratterizzano un concetto - ESTENSIONE: riguarda tutti gli oggetti a cui possibile applicare tale concetto Esempio: concetto di partito politico - intensione: si cercano tutte le caratteristiche in comune, tutti i criteri fondamentali dei diversi partiti politici. - estensione: si stabiliscono quali casi possono essere classificati come partito politico in base ai criteri stabiliti

SCALA DI ASTRAZIONE Alto Livello di Astrazione Max estensione / Min intensione

Medio Livello di Astrazione

Basso Livello di Astrazione Min estensione / Max intensione Il maggiore o minore livello di astrazione di un concetto, che va individuato in base al tipo di comparazione da effettuare, dipende dal suo grado di intensione ed estensione. Esempio: - concetto di organizzazione politica: ha alto livello di estensione e basso livello di intensione, infatti pu essere riferito ad unampia gamma di situazioni. - concetto di partito politico: ha basso livello di estensione e alto livello di intensione, infatti pu essere applicato ad un numero inferiore di elementi. Qual il livello adeguato? Non c un livello migliore: dipende dalle esigenze della ricerca Fino a quando procedere nellastrazione? Sino a quando il concetto perde lultima caratteristica rilevante. In base ai diversi livelli di astrazione, si distinguono tre tipi di teorie: TEORIE GLOBALI: alto livello di astrazione (sono valide per periodo cronologicamente e geograficamente ampi) TEORIE A MEDIO RAGGIO: medio livello di astrazione TEORIE A STRETTO RAGGIO: basso livello di astrazione (caso singolo) II problema: cosa comparare? Si possono comparare cose che appartengono allo stesso genere/specie Per definire una specie occorre costruire tipologie di specie/genere (es. regimi politici, forme di Stato, tipi di partito, ecc.). il concetto/categoria generale che include diversi casi. TIPOLOGIE: - ESAUSTIVE: devono comprendere tutti i casi concreti che vengono individuati. - ESCLUSIVE: bisogna individuare le caratteristiche specifiche di ogni tipologia. Ci possiamo servire di indicatori (invece delle tipologie) quando la differenza di grado. Si identifica un continuum invece di stabilire della categorie in cui inserire i vari casi. OBIETTIVI DELLA COMPARAZIONE: capire il meccanismo causale che determina alcuni fenomeni. Dobbiamo compiere 3 azioni: - isolare un fenomeno - individuare una variabile indipendente: trovare il fattore scatenante di un fenomeno che diviene la variabile dipendente - esplicitare il nesso causale tra variabile indipendente e dipendente. ESEMPIO: cosa determina linstabilit governativa in Italia? Tre operazioni: a) Definiamo linstabilit governativa in Italia

b) Definiamo e misuriamo il multipartitismo in Italia: viene preso come variabile indipendente, ma


potremmo anche prenderne unaltra. c) Esplicitiamo il nesso causale tra multipartirtismo e instabilit governativa. Molte applicazioni concrete: Sistemi di partiti (quanti partiti, quali dinamiche, ecc.) Sistemi politici (stabilit, relazioni con la societ, ecc.) Cultura politica Sviluppo politico / modernizzazione Una griglia generale per la comparazione: lo struttural-funzionalismo Ogni sistema politico ha le stesse caratteristiche Ogni sistema politico svolge sempre le stesse funzioni I sistemi politici variano per la capacit di svolgere le funzioni in base alla presenza di strutture pi o meno specializzate I sistemi politici possono avere strutture pi o meno complesse e specializzate I sistemi con pi strutture molto specializzate rispondono meglio di altri La nuova comparazione veramente libera dal problema delleurocentrismo? Lo struttural-funzionalismo utilizza concetti generali e astratti (es. sistema politico, struttura, funzione..), ma sufficiente? Non c il rischio di una nuova teoria dellevoluzione?

Lo sviluppo politico: unidea centrale


un concetto di ispirazione economica: 1960, Rostow Gli stadi dello sviluppo economico Si pu pensare anche a uno sviluppo politico? Lucien Pye (1963): lo sviluppo politico la diffusione e ladattamento (fusione, aggiustamento) degli antichi modelli di esistenza alle nuove esigenze di cultura mondiale. Un significato incerto. Dopo dieci anni, Pye ammetteva che lo sviluppo politico era stato utilizzato per indicare: 1) Condizione per lo sviluppo economico 2) Politica della societ industriale 3) Modernizzazione politica 4) Funzionamento dello Stato-nazione 5) Sviluppo amministrativo 6) Mobilitazione e partecipazione di massa 7) Costruzione della democrazia 8) Stabilit politica 9) Una nuova formulazione: la teoria delle crisi. La modernizzazione propone una serie di sfide/problemi, che vengono affrontati in modo diverso Le sfide della modernizzazione : 1) Creazione di unamministrazione per la mobilitazione delle risorse / ordine pubblico: penetrazione 2) Costituzione di regole per lallocazione delle risorse: integrazione 3) Estensione del suffragio agli strati sotto-privilegiati: partecipazione 4) Sviluppo mass media e agenzia di socializzazione: identit 5) Sforzo per suscitare lealt e fiducia nelle strutture: legittimit 6) Costituzione di servizi sociali e misure di sicurezza sociale: distribuzione PROBLEMA: Queste crisi esistono realmente? Vengono affrontate in sequenza? Tutti i paesi devono necessariamente affrontarle? Ci possono essere tempi e modi di soluzione diversi? E possibile individuare un momento storico preciso in cui si concentrano? RISPOSTA:

necessaria una prospettiva meno rigida, che segua le diverse crisi nel percorso storico (almeno per le teorie ad ampio raggio) Nella prima parte seguiamo questo percorso (teorie ad ampio raggio) Nella seconda parte seguiamo il percorso della comparazione centrata sul presente (medio raggio / raggio ridotto)

LO STATO E LO SPAZIO Max Weber: STATO lo Stato quella comunit di uomini che, allinterno di un determinato territorio, pretende per s (con successo) il monopolio delluso legittimo della forza fisica La definizione giuridica moderna da cui parte quella di Weber : Governo esercitato su una popolazione insediata allinterno di un territorio Weber identifica i 3 elementi dello stato: 1) Una comunit di uomini, 2) Un determinato territorio 3) Lesercizio del monopolio legittimo della forza fisica Lelemento che aggiunge alla definizione dei giuristi quello del monopolio legittimo della forza fisica. Esso diviene legittimo attraverso: - ISTITUZIONALIZZAZIONE: consolidarsi nel tempo del monopolio = SOVRANIT EFFETTIVA - RICONOSCIMENTO degli altri stati: lappartenenza di uno stato al sistema interstatale, quindi il fatto che sia riconosciuti dagli altri stati. Dipende dal diritto internazionale = SOVRANIT GIURIDICA IL PROBLEMA DELLA TRAPPOLA TERRITORIALE: critica mossa a Weber Il territorio considerato come qualcosa di definito, ma anche come qualcosa di naturale Di che tipo il legame fra comunit e territorio? Si tratta di un legame genetico? Il territorio di uno Stato un elemento naturale? Si tratta, cio, di un elemento prepolitico, che lo Stato si limita a governare? Le cause della trappola territoriale: Lidea che lo Stato controlli pienamente i propri confini territoriali Lidea di una netta distinzione fra politica interna e politica internazionale Lidea che lo Stato costituisca una sorta di contenitore per tutti i processi sociali, culturali, economici Conseguenza: non si riesce pi a identificare la politica senza la nozione di stato. Tentativi di uscire dallidea di stato: EASTON: passaggio dallidea si stato (idea eurocentrica e geograficamente e storicamente connotata) a nozione di sistema politico SISTEMA= insieme di elementi tra loro in relazione e che hanno rapporti dinamici con un ambiente esterno. POLITICO= assegnazione autoritativa/imperativa di valori Valori: tutti i beni e servizi allinterno di un sistema politico che decide a chi e come distribuirli. SARTORI: definizione di politica = sede dove si prendono decisioni: - COLLETTIVIZZATE: valide nei confronti di tutti gli individui di una collettivit - SOVRANE: lautorit che le emana non sottoposta ad alcuna altra autorit. - COERCITIVAMENTE SANZIONABILI: se non eseguite, possono essere rafforzate

da coercizione fisica - SENZA USCITA: lindividuo non ha possibilit di sottrarvisi. Ci sono 3 modi per reagire a una decisione: lealt = accettazione protesta = opposizione defezione = estraniarsi dallassociazione per sottrarsi alle conseguenze della defezione. Ma vero che questa definizione supera i limiti della definizione di stato politico e quindi la trappola territoriale? PROBLEMA DELLA SOVRANIT: tale idea nasce allinizio del 600, in concomitanza con la nascita dello stato moderno. La definizione di Sartori vuole staccarsi dallidea si stato, ma include il concetto che sta alla base dello stato stesso. Siamo di fronte a una tautologia! Anche il concetto di senza uscita legato allo stato moderno dellesperienza europea, poich tale concetto valido solo se il sistema politico ha delle frontiere ben delimitate e sono presenti altri sistemi politici anchessi con dei confini specifici. Gi nellambito dellEuropa medievale tali concetti non sono applicabili, n tanto meno nellantichit (es.impero romano) La definizione di Sartori non accettabile perch si rif allo stato senza tener conto delle molteplici realt che si sono avute in passato o che si potrebbero avere. Inoltre non esce dalla Trappola territoriale poich la definizione sempre legata a confini ben precisi e stabiliti. Una risposta a tale problema individuabile se si considera il territorio non come un elemento naturale, ma come un prodotto politico, risultato di molti processi che formano uno spazio politico. Ma come si costruisce uno spazio politico? Qual il nesso storico fra Stato e spazio politico? Qual il rapporto fra spazio e politica? Lipotesi di Carl Schmitt Loccupazione di terra precede storicamente logicamente lordinamento Localizzazione (Ortung) ordinamento (Ordnung) Allinizio della storia di ogni popolo, impero, ecc., c sempre unoccupazione di terra: il presupposto di ogni diritto La costruzione dello spazio politico nello jus publicum europaeum: la proposta di Carl Schmitt IUS PUBLICUM EUROPEAEUM: il diritto che regola la convivenza tra gli stati nellEuropa moderna (da 1500 a 1945 circa) CARL SCHMITT (1888-1985) o Allievo di Weber, uno dei principali pensatori dell900 e esponente del diritto pubblico tedesco (di cui docente). Partecipa alla vita politica della Repubblica di Weimar (a fianco delle forze nazionaliste). o Nel 36 abbandona la politica o Nel 45 viene processato dagli alleati o Si ritira dallinsegnamento ma continua a scrivere Opere principali: o Teologia politica (1922) o La dottrina della costituzione (1928) o Il concetto di politico (1928) o Il custode della costituzione (1931) o Il nomos della terra (1950) I nodi della teoria di Schmitt : a) Cosa la politica (e qual il suo rapporto con lo spazio)? b) Che legame c fra spazio politico e Stato moderno?

a) cosa la politica? Il carattere ultimo della politica la contrapposizione amico/nemico: levento fondativo di una comunit politica sempre la costruzione di un confine. Politico: un concetto distinto da politica e si pu individuare tramite unoperazione analoga a quella che si compie per definire il bello, il giusto. Ma dove sta lo specifico del politico? A cosa ricondurre allora la specificit del comportamento politico? (Non allo Stato, Non alleconomia, Non alla societ ,Non alla morale, Non alla religione) Bisogna trovare quel criterio che permette di definire un fenomenopolitico: il fondamento del fenomeno politico va ricercato nellatto originario che fonda una convivenza politica. Al principio di ogni forma di convivenza politica sta sempre una OCCUPAZIONE DI TERRA. Loccupazione di terra costituisce la comunit e il suo diritto SIGNIFICATO DELLOCCUPAZIONE DI UN TERRITORIO o Loccupazione di territorio stabilisce il confine della comunit o Loccupazione stabilisce chi dentro il confine (e fa parte della comunit) e chi fuori (straniero e nemico) o Fissa la ripartizione interna del territorio (il principio di distribuzione della terra) e crea il principio di giustizia (della comunit) o Questi elementi sono il presupposto di unattivit stanziale (agricoltura, ecc.) La costruzione di un confine il presupposto di unattivit stanziale. Schimmt cerca delle conferme alle sue ipotesi nellevoluzione nelle lingue europee della parola NOMOS. Oggi noi intendiamo il nomos nel senso di legge, ma originariamente il suo significato pi ampio: - forza organizzata che imponeva un ordine, una giustizia - nomos basileus: una figura regale che stabilisce la regola di giustizia, tracciando un confine

Gli elementi della visione di Schmitt: una sintesi


1) Occupazione di territorio, che rende possibile unattivit stanziale 2) Lesistenza di un confine che delimita il territorio 3) La presenza di un hostis (straniero e nemico pubblico) fuori dai confini 4) La difesa dei confini Qual allora lelemento cruciale della politica / del politico? o Nella societ contemporanea, dove possiamo trovare questo carattere fondativo del politico (della politica)? o In quale attivit troviamo oggi la capacit di costruire uno spazio politico? La risposta di Schmitt: la contrapposizione tra amico e nemico: la specifica distinzione politica alla quale possibile ricondurre le azioni e i motivi politici, la distinzione di amico (Freund) e nemico (Feind) Caratteri della definizione: o Offre un criterio, non una definizione concettuale o una spiegazione del contenuto o E autonoma (non riconducibile ad altre antitesi) o Indica lestremo grado di intensit di ununione o di unassociazione Cos il nemico? Non lINIMICUS, il nemico privato, ma lHOSTIS, il nemico pubblico, politico, ossia un nemico per lintera comunit/associazione. E lo straniero, ossia colui che collocato allesterno dei confini della comunit. La contrapposizione tra amico e nemico (noi/altri) esiste in ogni campo, ma varia lintensit: i diversi conflitti possono collocarsi su gradi diversi di politicit. Il livello pi alto quello della conflittualit estrema: la guerra o lo stato di eccezione. Il livello pi alto quello in cui legittimo uccidere il nemico:

Luccisione del nemico non un simbolo o una metafora, una possibilit concreta. Pu rimanere allo stato potenziale (non necessario che il nemico venga effettivamente ucciso), ma deve esistere la possibilit concreta di una lotta. La guerra il presupposto costante della politica. Chi decide il confine tra amico e nemico? Chi detiene il potere sovrano, ovvero colui che pu decidere sullo stato di eccezione= situazione di emergenza in cui vengono sospese le normali garanzie giuridiche (guerra, insurrezione, guerra civile, ecc.). Sovrano non tanto lo Stato, quanto la forza materiale che decide chi pu essere ucciso perch un nemico pubblico e ha la capacit di sospendere lordinamenti vigente e decidere al di fuori dellordinamento giuridico. Nelle situazioni a maggiore intensit di conflittualit, possibile uccidere un nemico pubblico senza incorrere in procedimenti penali. La politica non si risolve nelluccisione del nemico, ma la minaccia del nemico deve sempre essere presente, anche allo stato potenziale. La politica pu scomparire? o No: la distinzione fra amico e nemico tende a ricrearsi sempre o La pace universale e totale (unit del mondo) impossibile o Dopo una pacificazione, si ricreano sempre nuove contrapposizioni o Lessere umano animale politico in quanto conflittuale B) Che tipo di legame esiste fra lo spazio politico e lo Stato moderno? Lo stato e lo spazio o La costruzione dello Stato moderno corrisponde secondo Schmitt a un determinato assetto spaziale: la costruzione dello jus publicum europaeum o Lo stato moderno nasce dalla disgregazione della respublica christiana La respublica christiana La sua origine loccupazione di terre da parte dei barbari alla fine dellimpero romano e nei secoli successivi. Si appropriano delle terre sottraendole ai legittimi proprietari o tramite lacquartieramento militare (=se i soldati si stanziano sulle terre di un latifondista, egli ha loggbligo di sfamarli per un/terzo del raccolto). un ordinamento spaziale che nasce dalle occupazioni di terra avvenute con la migrazione dei popoli. Dura dal V secolo d.C. fino alla data (convenzionale) del 1648 (Pace di Vestfalia). Gli elementi della Respublica christiana (il suo nomos): sono i principi che stabiliscono i suoi confini/delimitazioni. o Il territorio dei popoli non cristiani e pagani territorio di missione cristiana (pu essere assegnato a un principe cristiano dal papa che legittimato a fare guerra in questi territori = guerra giusta). o La continuit dellImpero romano nellImpero romano un problema di diritto internazionale solo nellarea balcanica e orientale. o Il territorio degli imperi islamici considerato territorio nemico da conquistare e annettere. o Il territorio dei principi e dei popoli cristiani europei ripartito dellepoca in principati, corone, chiese, monasteri, ecc. LA GUERRA o Le guerre contro pagani e infedeli sono guerre giuste (dichiarate dalla giusta autorit morale, compiute con una retta intenzione, determinata da una causa giusta) o Nel territorio della R.C. le guerre tra principi cristiani sono sempre guerre limitate: esercizio di un diritto di faida o di resistenza previsto da un ordinamento. Si differenziano da quelle giuste perch sono prive di regole e si oppongono alla supremazia del papato. LAUTORIT o Nella R.C. non c separazione di imperium e sacerdotium, ma non c accentramento del potere nelle mani di un solo uomo o Distinzione fra Impero e Chiesa: hanno gerarchie separate, ma che si fondono e intrecciano spesso. o Unit della R.C.: garantita dalla religione cristiana, le due figure al vertice delle gerarchie dimostrano lunit cristiana.

o o

Struttura gerarchica: catena di obbedienza e fedelt che culmina sempre nel vertice Frequenti intrecci fra le catene gerarchiche.

La fine della respublica christiana e linizio dello jus publicum europaeum Le cause: - La costruzione di centri di potere che si sottraggono allautorit di Impero e Papato (dal XIII secolo). Sono iprimi stati nazionali. - La scoperta del nuovo continente americano: i nemici della RC si trovano davanti a un territorio libero. La Pace di Vestfalia (1648): il principio di sovranit Fine della guerra dei trentanni o Lo Stato sovrano perch superiorem non recognoscens: non riconosce nessuna autorit sopra di s. o Sovranit interna (centralizzazione politica e amministrativa): la popolazione che risiede nel territorio soggetta alle leggi e deve obbedire allautorit dello Stato, che in grado di imporre il monopolio della forza legittima. o Il territorio delimitato da confini Non vi sono elementi semi-dipendenti (o non organizzati in Stati): tutta lEuropa organizzata in stati o Sovranit come principio di organizzazione del sistema internazionale o Tutti gli Stati sono formalmente eguali La secolarizzazione o Cuius regio, ejus religio: superamento delle guerre civili di religione. o Politica / religione: la libert religiosa non viene abolita ma c una severa limitazione dellattivit di culto (soprattutto in Germania) o Fine della dottrina della guerra giusta: allinterno dellEuropa la guerra tra cristiani e infedeli assume la valenza di conflitto tra cattolici e protestanti e quindi di guerre civili di carattere religioso. o Diritto di fare la guerra solo ai sovrani legittimi, non pi allautorit religiosa o La guerra giusta se dichiarata da uno Stato La guerra e le relazioni fra Stati: o La guerra diventa un duello: solo alcuni soggetti possono ricorrervi e soprattutto esistono una serie di regole che devono essere eseguite. o Le relazioni fra Stati sono soggette al diritto internazionale e alla diplomazia: il diritto di guerra da delle minime limitazioni, dichiarazione di guerra e riconoscimento di un certo status alla diplomazia. o Fra gli Stati esiste un equilibrio di potere (viene ostacolata la rottura dello status quo): se uno stato diventa potenzialmente troppo forte, gli altri si mettono insieme per ristabilire lequilibrio. Nasce il sistema interstatale o Relazioni stabili fra autorit politiche sovrane o Eguaglianza formale tra gli Stati o Principi: sovranit, equilibrio o Regole di convivenza minime: guerra, diplomazia, ecc. (elementi di societ internazionale) Il confine dello jus publicum europaeum o Questo diritto internazionale si applica solo allEuropa o I territori fuori dallEuropa possono essere liberamente occupati o Le organizzazioni statali e imperiali non europee non fanno parte del sistema internazionale o Vengono fissate delle linee di amicizia nel pacifico, oltre le quali il diritto internazionale non vale I due volti della sovranit o Principio interno di organizzazione: autorit che esercita il governo sulla societ o Principio esterno: lo Stato non solo governo, ma anche un soggetto con relazioni interstatali Successiva estensione o In origine, il sistema degli Stati comprende solo gli Stati europei (per assenza di relazioni, ma anche motivi di conquista) o Fine XVIII secolo: America Settentrionale

o XIX secolo: America del Sud, Giappone o XX secolo: Asia, Africa, Pacifico, ecc. La fine dello jus publicum europaeum o Fine 800-primi 900: estensione del sistema degli Stati al resto del mondo o Graduale spostamento del centro della politica mondiale verso gli Stati Uniti o Prima Guerra Mondiale: fine della centralit politica dellEuropa o Guerra civile mondiale LA COSTRUZIONE DELLO STATO : la cosa e il nome 3 argomenti fondamentali: Stato / sistema internazionale (Schmmit) Territorializzazione del potere Costruzione del concetto di Stato (moderno) Territorializzazione: - Stato aristocratico (feudale): caratterizzato dal principio di associazione interpersonale. Lelemento prevalente il legame tra capo e seguito e tra seguito e sottomessi. Lo stato organizzato intorno a rapporti personali e presenta il problema della successione del potere. - Stato territoriale: principio di associazione territoriale. Non ci sono pi ceti che esercitano funzioni politiche autonome, ma c un signore per ogni territorio. Il passaggio fondamentale tra questi due tipi di stato la separazione tra diritto di propriet e diritto di sovranit. Il termine stato comincia a diffondersi e affermarsi nel 1300. Deriva dal latino status; tale termine aveva gi un significato politico, ma diverso da quello moderno: status rei publicae= indicava la condizione della repubblica in un preciso momento. Nel Medioevo status ha ancora il significato di condizione, ma gli vengono gradualmente attribuiti altri significati sempre pi di tipo politico. 3 di essi ricorrono spesso: CONDIZIONE STABILE: condizione politica di pace e sicurezza, positiva che ci si augura di mantenere nel tempo. Richiama lantica accezione. CONDIZIONE nel senso di possedimenti territoriali CETO: si riferisce ai 3 stati dellAncien Rgime (aristocrazia, clero, borghesia e altri) Sono i gruppi della popolazione che svolgono funzioni diverse nella societ (controllo politico, spirituale, economico) e a cui si appartiene per nascita. Con laffermarsi degli stati nazionali vengono sempre pi spesso convocate le assemblee degli stati per decisioni riguardanti tasse e guerre. I due elementi dello stato che vanno sempre pi ad affermarsi sono: Stabilit come condizione di base per lo stato (ancora oggi presente) Status come insieme di prerogative (diritti e doveri) del Principe, il quale la figura che detiene il potere in un certo contesto. Tale status riguarda le ricchezze di cui pu disporre, le terre su cui esercita il controllo e gli strumenti che utilizza per amministrare territori e ricchezze: i funzionari (si occupano della contabilit e dellamministrazione), i consiglieri e gli uomini armati (rendono operativo il controllo del principe sullo stato). Ci troviamo ancora in una concezione privata dello stato, lo stato patrimoniale= stato come propriet di un principe ben determinato, non di unentit astratta). la concezione espressa da Machiavelli ne Il Principe. A partire dal 1500, status comincia a riferirsi, oltre che al Principe, allo stato della citt. Coloro che fanno parte del nucleo originario della burocrazia vengono detti statuari. I teorici della Ragion di stato apportano contributi importanti alla concezione di stato: PERSONIFICAZIONE DELLO STATO: lo stato considerato non pi solo come lquipe di aiutanti del Principe, ma come unorganizzazione, una macchina, un ingranaggio complesso. Da qui si arriva alla finzione giuridica della persona dello stato che ha obiettivi, interessi e interagisce con gli altri stati e sopravvive a che esercita materialmente il potere. lelemento naturale e indispensabile della vita politica.

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SPERSONALIZZAZIONE DEL POTERE: con la finzione della persona dello stato, con i propri interesse e la propria ragione, che esercita il potere presenta i propri obiettivi e interessi come esigenze dello stato, derivanti dal suo bisogno di sicurezza e dai suoi interessi. Alla fine del 1500 levoluzione del concetto di stato compiuta: entit astratta, separata da chi detiene il potere, le cui richieste e esigenze sono neutrali e scientificamente ricostruibili. Tale concetto sar del tutto operativo in Europa solo a partire dalla Pace di Westfalia (1648). La dottrina della Ragion di stato nasce paradossalmente in Italia nonostante la sua grande frammentazione politica. qui che vengono anche formalizzate tutte le pratiche diplomatiche che si diffonderanno poi in Europa, le quali si formano proprio a causa della complessit dei regni presente in Italia.

Accentramento del potere a formazione dello stato Due problemi: 1) Come viene concentrato il potere in alcuni centri politici e perch essi riescono ad affermarsi sui territori che li circondano? = come e perch dellaccentramento del potere 2) Perch tale accentramento avviene proprio nella forma dello stato territoriale che noi conosciamo oggi? 1) ROKKAN Con i suoi studi sui sistemi politici in Europa elabora un modello geopolitico di sviluppo dello stato in Europa. Analizza tre aspetti: tecnologico-economico, politico di dominio territoriale, culturale). Concetto di FRATTURA: ogni conflitto politico crea una lacerazione nel tessuto politico di un Paese che si perpetra per secoli e sta alla base delle divisioni politiche presenti (spiegazione storica). Divisione CENRO/PERIFERIA: il processo politico di costruzione degli stati europei ha luogo tramite laffermazione dei centri sulle periferie e la concentrazione del potere nei centri politici emergenti. Dopo il declino del centro politico di Roma, emergono nuovi centri e nuove zone periferiche. Il centro esercita il controllo delle risorse, delle vie di commercio e delle transazioni economiche, dei flussi di comunicazione che determina limposizione di una lingua standard per tutto il territorio. Per fare tutto ci c bisogno di un apparato amministrativo e deve avere la capacit di costruire istituzioni di rappresentanza e consultazione. Il successo di un centro si ha quando esso in grado di instaurare un controllo ampio sulla periferia. - raggio potenziale di azione: limite tecnico allespansione. - raggio effettivo di azione: controllo che il centro riesce a conquistare e affermare. Lobiettivo di Rokkan quello di spiegare perch gli stati si formano in certe zone e non in altre. Individua 4 modelli di sviluppo politico: 1) processo di formazione dello stato (istituzioni e apparato militare e burocratico) 2) processo di formazione della nazione (costruzione dellidentit nazionale tramite simboli e miti) = FRATTURA STATO-CHIESA a causa della secolarizzazione gestita dallo stato 3) processo di partecipazione = FRATTuRA CITT-CAMPAGNA a causa di interessi diversi tra ceto agrario e nuovo ceto emergente 4) processo di distribuzione = FRATTURA LAVORATORI-DATORI DI LAVORO Queste 4 fratture si realizzano in tutti i paesi, ma in periodi diversi; in Inghilterra sono diluite ne tempo (una ogni cento anni), quindi vengono facilmente riassorbite e bon creano lacerazioni nel sistema politico = nascita del sistema a due partiti. In Italia e Germania avvengono tutte e quattro nellarco di cinquantanni. Ci ha provocato in Italia la nascita del sistema multipartitico. Le fratture non vengono riassorbite ma si incrociano. 2) Laffermazione dei centri sulle periferie pu avvenire in aree monocefale, caratterizzate da un unico centro urbano che funge da polo di attrazione per tutto il territorio circostante (aree a est e a ovest della fascia centrale europea). In queste zone la stabilizzazione pi facile che nelle strutture urbane policefale (fascia centrale Europa), dove ci sono pi ostacoli. Esse sono caratterizzate da zone economiche pi sviluppate (economia agricola di Olanda e Pianura Padana), reti di citt autonome distinte dalla campagna, citt unite da una religione comune e sovraterritoriale, da alfabetizzazione specialistica (greco e latino) e da norme incorporate nella tradizione del diritto romano.

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I successi del centro nelle zone monocefale sono legati a 3 circostanze: sviluppo di burocrazie alfabetizzate e istituzioni giuridiche, crescita commercio e industrie e nascita scrittura nazionale. Tali successi si hanno solo nella zona periferica, mentre fino al XIX secolo tali tentativi falliscono nella zona policefala. Modello politico-istituzionale: S.Huntigton Analizza la formazione dello Stato come processo di modernizzazione politica e i suoi elementi pi importanti come la razionalizzazione dellautorit, la differenziazione delle strutture e la partecipazione di fasce di popolazione sempre pi basse. Ci sono tre strade diverse per la modernizzazione politica: 1) MODELLO CONTINENTAE: forte razionalizzazione e differenziazione, ma senza allargamento della partecipazione (Francia) 2) MODELLO INGLESE: allargamento partecipazione, razionalizzazione autorit ma senza differenziazione strutture . 3) MODELLO AMERICANO: sono presenti tutti e 3 gli elementi. Ma perch la partecipazione politica non stato elemento di instabilit? Perch la partecipazione si allargata quando le strutture erano gi allargate e decentrate. Stabilit politica: lelemento fondamentale, ma come si costruisce? Dipende dallequilibrio tra i processi di ISTITUZIONALIZZAZIONE e PARTECIAPAZIONE.

istituzionalizzazione

V = stabilit politica Regimi civili

Regimi pretoriani

partecipazione
Sono due processi autonomi, ma per avere stabilit devo crescere insieme e proporzionalmente. - Se la part. cresce pi dellist. = regimi pretoriani: la vita politica sfocia in alti livelli di conflittualit in cui la divisione politica diviene guerra civile guidata da organizzazioni militari o paramilitari. - Se la part. cresce meno deliist. = regimi civili: la stabilit rimane e non c conflittualit politica. ISTITUZIONE: Forma di comportamento stabile, condivisa e ricorrente. ISTITUZIONALIZZAZIONE: processo mediante cui le istituzioni si consolidano, acquistano stabilit e validit nel tempo allinterno di una societ. Il livello di istituzionalizzazione si pu misurare considerando adattabilit o rigidit e complessit o semplicit delle istituzioni: - adattabilit e complessit = alto livello di istituzionalizzazione - rigidit e semplicit = basso livello di istituzionalizzazione Vanno anche considerate autonomia e subordinazione tra le istituzioni e compattezza e frammentazione: - subordinazione e compattezza = alto livello ist. - autonomia e frammentazione = basso livelli ist.

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Le istituzioni regolano la societ in bade alla partecipazione che pu avere 3 gradi: o Basso: solo lites sociali e politiche o Medio: ingresso dei ceti medi o Alto : partecipazione di massa La partecipazione indipendente dalla istituzionalizzazione. Huntington fa alcune ipotesi: istruzione, formazione,aspettativa di ricevere qualcosa, estensione del diritto di voto, ma individua 2 fattori principali per la crescita della partecipazione: - SVILUPPO ECONOMICO - MOBILIT SOCIALE e CRESCITA DI NUOVI GRUPPI SOCIALE che richiedono allargamento della partecipazione. Questi due elementi possono collegarsi in maniere diverse da cui derivano 3 combinazioni differenti: 1) Alta mobilit sociale e sviluppo economico insufficiente = frustrazione sociale, rapida richiesta di partecipazione e allargamento partecipazione che portano a instabilit politica. 2) Mobilit sociale insufficiente e alto sviluppo economico = non c frustrazione, ma nemmeno richiesta di partecipazione 3) Crescita sviluppo economico e mobilit sociale sono affiancati = non c frustrazione, ma un allargamento graduale della partecipazione politica. Se anche listituzionalizzazione alta avremo stabilit politica. Analisi dei modi di produzione Queste analisi sono centrate sui modi di produzione e ritengono che il processo di formazione dello Stato dipenda dalla produzione economica, ma sia indipendente dallambito internazionale. La struttura economica influenza largamente i processi politici (neo-marxisti). Perry Anderson MODO DI PRODUZIONE: la nozione fondamentale della sua analisi. dato dalla combinazione di rapporti sociali (= assetti particolari che in una societ definiscono le relazioni di subordinazione tra gli individui) e le forze produttive (date dallo sviluppo tecnologiche). I modi di produzione sono 4: 1) PRIMITIVO/ TRIBALE/ COMUNISTICO PRIMITIVO: non esiste la propriet privata, ma uno sfruttamento collettivo delle risorse. 2) SCHIAVILE: fondato sulla schiavit, il suo nucleo portante la coltivazione latifondista da parte di manodopera schiavista. I grandi imperi dellantichit sono tutti fondati sulla schiavit. 3) FEUDALE 4) CAPITALISTA: caratterizzato dalla presenza di forza lavoro libera (non appartiene pi al suolo o a legami corporativi), dalleconomia monetaria, dalla dinamica di costante allargamento della dimensione produttiva e dalla costruzione di un mercato sempre pi ampio. Ogni modo di produzione associato a un tipo di gestione del potere politico. Per capire la formazione dello Stato moderno bisogna capire il processo che ha portato al modo di produzione feudale prima e a quello capitalistico poi. In tal maniera si pu anche comprendere come e perch lo Stato si forma in un certo momento. Secondo Anderson il sistema feudale nasce dalla fusione di quello schiavistico romano e quello tribale germanico. Ci avviene verso il VI e il VII secolo quando le migrazioni di tali popoli divengono pi consistenti. La formazione del sistema feudale si ha nel VIII e IX secolo e i suoi 2 elementi essenziali sono: - Donazione di terra dal capo politico - Vincoli dei servizio La concessione di terra condizionata alla prestazione di un servizio. Non si tratta di propriet privata, ma condizionata allo svolgimento di una serie di servizi. In base alla prevalenza dellinfluenza germanica piuttosto che di quella romana, si possono identificare tre sintesi differenti associate ad altrettante aree geografiche: o Francia del nord: sintesi equilibrata tra istituzioni romane e germaniche. lunica regione che ha subito una forte dominazione romana seguito da una forte influenza germanica. larchetipo del modo di produzione feudale. o Francia del sud e Italia: prevalenza di influenza romana o Nord/Est Francia/Germania/Scandinavia/Inghilterra: prevalenza elemento germanico. Ma come si passati dal sistema feudale a quello moderno?

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Il momento fondamentale il XIV secolo caratterizzato da una serie di processi che mettono in crisi il sistema feudale: o CRISI PRODUZIONE AGRICOLA: il forte incremento demografico aveva aumentato la domanda di beni alimentari,cui si cerc di rispondere estendendo le coltivazioni. Ma i rendimenti decrescenti delle terre causarono carestie, cos che la produzione agricola non riusc pi soddisfare le richieste. o CRISI DELLA CIRCOLAZIONE MONETARIA: nonostante la lo sviluppo del commercio, non ci fu unadeguata crescita della moneta. La riduzione di metallo prezioso port alla svalutazione della moneta e allinflazione. Tra i gruppi sociali pi colpiti da queste crisi ci sono i signori feudali; data la diminuzione della rendita dei terreni, essi impongono condizioni di lavoro pi dure (= rivolte contadine). Nella seconda met del 300 unepidemia di peste riduce di 2/5 la popolazione europea, cos la necessit di aumentare il numero di lavoratori per far fronte ai rendimenti decrescenti delle terre (data la tecnologia stagnante!) non pu essere soddisfatta. Ci comporta una modifica delle relazioni sociali, soprattutto nellEuropa occidentale, dove, al contrario dellEuropa orientale, i signori non riescono a imporre regole di lavoro pi rigide e relazioni pi autoritarie. Perch? In Europa Occ. Ci sono molte citt politicamente autonome che sono centri economici e commerciali molto forti. Esse sono per i contadini unalternativa al lavoro in campagna (=fuga dalle campagne), ma i mercati cittadini sono anche unattrattiva per gli stessi signori feudali. Il signore non vuole pi ricevere il pagamento dellaffitto sottoforma di prodotto della terra ma vuole una quota di denaro che il contadino ottiene tramite la vendita dei suoi prodotti sul mercato. Il rapporto di subordinazione pi economico/contrattuale che politico. Tale processo avviene pi rapidamente in Inghilterra ( gi completo nei secoli XVI e XVII) mentre in Europa pi lento e comporta lerosione del potere politico del signore feudale. Lautorit politica e quella economica cominciano a scindersi, ponendo le basi per la formazione dello Stato assoluto. Lo svuotamento del ruolo del potere feudale fa in modo di conservare il predominio economico dei cittadini e indebolisce la funzione di tutore dellordine pubblico dei signori. La funzione militare si sposta verso lalto, verso il potere centrale (=sovrano). Lembrione di Stato che poi diventer assoluto inizia a essere indipendente e quindi in conflitto con i gruppi aristocratici. Per mantenere lapparato militare servono risorse e da qui scaturisce la volont di imporre la tassazione anche allaristocrazia. Tappe storiche o Rinascimento (400-500): momento cardine secondo Anderson. Il graduale mutamento dellaristocrazia ha un lato economico, sociale e culturale. La funzione bellica dellaristocrazia decade (lesercito diventa di mercenari e professionisti), ma questultima fa il suo ingresso nella burocrazia statale. o XVI secolo: fase di discreta crescita economica favorita dallafflusso di metalli preziosi provenienti dallAmerica Latina. I grandi banchieri cominciano a concedere prestiti ai sovrani europei. Consolidamento dellapparato amministrativo e delle dotazioni militari. o Il 500 segna la fase di passaggio verso lo Stato Assoluto, caratterizzato dallaccentramento delle funzioni. Lo Stato sovrano sciolto dai vincoli della legge, libero dai vecchi precetti della struttura feudale e il sovrano libero di deliberare senza ascoltare gli Stati. Gli Stati generai vengono convocati quando il sovrano si trova davanti a spese impreviste, ma, per avere introiti occasionali, serve il consenso dei 3 ceti: aristocrazia, clero e terzo stato. Ma i sovrani tendono a non convocare pi gli Stati generali perch si procurano risorse in altri modi: - Vendendo gli uffici, soprattutto allaristocrazia: ci porta al coinvolgimento dellarist. nello Stato e alla nascita di nuovi legami allinterno della struttura burocratica. - Aumentando la pressione fiscale ai danni sia dei contadini che della borghesia mercantile cittadina. La frattura tra sovrano,Stato assoluto e aristocrazia viene meno: non ci sono pi rivolte nobiliari, n opposizione tra corona e aristocrazia. o 1700: gli elementi innovativi sono pochi perch c una stasi nellincremento delle forze armate. Non ci sono pi uffici da vendere, cos i sovrani ricorrono al debito pubblico: lo Stato finanziato dagli stessi sudditi. Ci comporta grosse difficolt per lo Stato poich deve scegliere se intensificare la pressione fiscale su contadini e borghesia o sillaristocrazia.

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Anderson ricostruisce le 2 diverso strade dello Stato assoluto nellEuropa orientale e occidentale. Le due parti sono separate dalla linea di citt che dal nord scende fino allItalia e divide in due la Germania. Europa occidentale: Spagna, Svezia, Francia, Gran Bretagna e in parte lItalia Europa orientale: Prussica, Polonia, Russia e il futuro impero dAsburgo. SPAGNA Formazione precoce dello Stato assoluto, la quale non giunge per al termine. Nel 500 la maggiore potenza europea, ma poi volge poi al declino. Elementi cruciali: - Struttura feudale: si forma pi tardi rispetto agli altri Paesi europei, solo dopo la riconquista iberica dallinvasione islamica. A ci dovuta la presenza di regni con forti tradizioni locali, formalmente unificati sotto la corona, ma che in realt oppongono forti resistenze alla costruzione dello Stato centrale e assoluto. - Esercito e risorse: tentativo di costruire un esercito competitivo basato su mercenari. Ci comporta ingenti spese anche per mantenere gli armamenti. Gli altri paesi europei dovevano far fronte a tale necessit con gli introiti fiscali, ma la Spagna ha unaltra possibilit: lo sfruttamento delle colonie, quindi lafflusso di materiali preziosi dal Sud America. Lesercito spagnolo il pi forte dEuropa proprio per questo motivo. La corona non ha quindi la necessit di controllare laristocrazia n lesigenza di incentivare lo sviluppo di attivit commerciali e manifatturiere, poich tutte le sue ricchezze sono basate sullestrazione mineraria, n il bisogno di imporre una grossa pressione fiscale. Al momento dellesaurimento delle risorse, la Spagna ritrova fuori dalle dinamiche tipiche del capitalismo diffuse ne resto dellEuropa. Inoltre laristocrazia troppo forte e si oppone fermamente ad uno sviluppo economico in senso mercantile. - aristocrazia: un attore sociale molto forte e oppone forte resistenza la corona, che non pu controllarla. Lo stato assoluto spagnolo non costruito su basi solide. FRANCIA il paradigma dello Stato assoluto. Non ha molti domini doltremare o comunque essi non danno introiti paragonabili a quelli spagnoli. il pese pi popoloso dEuropa. - aristocrazia: forti resistenze nobiliari (500-600) La monarchia cerca di resistere alla vecchia struttura aristocratico/feudale con una macchina amministrativa funzionale e la vendita degli uffici, cos da introdurre i nobili nella macchina burocratica. Il rischio quello che la burocrazia diventi indipendente dalla corona e faccia i suoi interessi. Per questo vengono create 2 figure: gli ufficiali (detentori degli uffici = aristocratici) e i commissari, funzionari regi nominati dal re allo scopo di esercitare un controllo sul funzionamento dellamministrazione. - esercito: dal 600 quello pi forte dEuropa. Dopo la fine della guerra dei trentanni e luscita della Spagna dalla scena politica europea, la Francia diviene la maggiore potenza. Lesercito finanziato tramite la vendita degli uffici, ma ne corso del 700 tale canale di finanziamento si esaurisce a causa della proliferazione degli uffici. Allo Stato rimane il solo strumento della pressione fiscale, in particolare sui contadini e la borghesia mercantile. - crisi fiscale: la Francia del 700 la coronazione dello Stato assoluto, ma il momento in cui matura anche la sua gravissima crisi fiscale, poich laumento delle spese non controbilanciato da un adeguato aumento degli introiti. Lo Stato deve fare i conti con la propria struttura sociale e gli interessi dei vari strati. La monarchia legata a doppio filo con laristocrazia, ma lunico modo per superare la crisi sarebbe quello di incrementare la pressione fiscale sulle grandi propriet aristocratiche (propriet private, non pi feudali). - rivoluzione: dalla situazione di crisi nasce lo spirito rivoluzionario francese e il conseguente abbandono di rappresentanza dei ceti, la brusca rottura nelle lites e nelle logiche dirigenti dello Stato. INGHILTERRA Ha esigenze militari diverse (essendo unisola) e introiti doltremare minori di quelli spagnoli. Presenta quindi caratteristiche diverse: - centralizzazione precoce rispetto alla Francia, anche se lInghilterra non sar mai un vero proprio Stato assoluto. Nel 1066 con linvasione normanna, cresce la volont di controllo del territorio e proprio per questo sorge la necessit di una centralizzazione politica molto consistente nel 300-400. - aristocrazia: nel corso dei secoli si verifica una fusione tra monarchia e aristocrazia. A questultima appartiene il responsabile dellordine pubblico, lo sceriffo (figura inesistente nel resto dellEuropa) il quale viene per eletto dal sovrano.

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- esercito: fino la 300-400 tra i pi forti dEuropa. Ma lInghilterra gode anche della naturale protezione del mare e per questo, dopo la guerra dei centanni (fino 400), non ricorre alla leva feudale poich non ha la necessit di un esercito permanente e mercenario che presidi i confini. Ha solo truppe esigue mentre preferisce concentrarsi sulla flotta. Conseguenza di ci un prelievo fiscale piuttosto esiguo e che non si rafforza nel corso degli anni. Il tentativo della corona di creare uno stato assoluto con un esercito permanente e un sistema fiscale robusto e capillare viene bloccato dalla sconfitta della monarchia nelle 2 rivoluzioni. Ci accade perch laristocrazia molto forte dal punto di vista sociale e politico, ha interessi mercantili gi dal 1600 e non legata solo ai vecchi interessi feudali. - non si arriva allo Stato assoluto: no scontro, aristocrazia/corona, no esercito fisso e no sistema fiscale consistente. NellEuropa orientale lo sviluppo dello Stato assoluto avviene in maniera diversa. La differenza cruciale sta nel fatto che in quest area non esiste una struttura urbana e mercantile consolidata. Essendo regioni poco popolate, non hanno la possibilit di esportare molti beni cos come non hanno la necessit di importarne e di conseguenza il commercio non molto sviluppato. Il secondo elemento rilevante consiste nella mancanza per i contadini di alternative valide alla vita in campagna dopo le crisi del 300. Le citt sono poche e molto lontane, non sono politicamente autonome e quindi non garantiscono la stessa libert delle citt occidentali. Coloro che nonostante ci fuggono dalle campagne, cono costretti a spostarsi a nord e a est alla ricerca di terre libere, le quali sono per inospitali e poco redditizie (colonizzazione della Siberia). 300-400: dopo le crisi, i signori feudali riescono ad imporre un inasprimento delle condizioni di vita dei contadini. Fini 400- inizio 500: nasce giuridicamente la servit della gleba = il contadino legato a un territorio e non pu muoversi dal dominio signorile. Con il tempo le punizioni per chi trasgredisce questordine si sono inasprite. In Russia la servit della gleba una struttura sociale molto forte e durer fino a met dell800. NellEuropa orientale la struttura feudale non si indebolisce, cos come non viene eroso il potere politico del signore feudale. Anche laristocrazia si rafforza. Come si arriva allora allo Stato assoluto? Ci si arriva lo stesso, ma in maniera diversa, anche se il presupposto lo stesso, ovvero la necessit della difesa militare. SVEZIA: uno degli Stati assoluti che si costruisce pi rapidamente e con un esercito molto forte. Allinizio del 600 vuole imporsi come potenza e mette a repentaglio lindipendenza di Prussica, Polonia, Russia e tutto lest europeo. proprio a seguito di tale tentativo da parte della Svezia che gli altri Paesi dellest imboccano la strada dello sviluppo militare e di conseguenza anche la costruzione dello Stato assoluto ritardata e avviene soltanto dalla seconda met del 600. Non tutti gli stati riescono nella stessa misura: POLONIA : la corona non in grado di controllare laristocrazia e tale situazione porta ad una disgregazione dello Stato che perde lindipendenza. Il tentativo di costruzione dello Stato assoluto fallisce e la Polonia sparisce. AUSTRIA: costretta a ritirarsi da molti territori tedeschi. Altri due stati hanno invece successo nella costruzione di uno Stato assoluto forte: RUSSIA: dopo il confronto con la Svezia, prende la forma dello Stato assoluto grazie alla costruzione di un nuovo esercito che comporta la fine della vecchia funzione militare dellaristocrazia. Tra questa classe sociale e la corona c una forte alleanza basata sul rafforzamento della condizione giuridica della servit della gleba che si inasprisce sempre pi. PRUSSIA: si dota di un esercito e di un moderno sistema fiscale. La collaborazione tra aristocrazia e corona non si basa esclusivamente sulla servit della gleba (anche se presente), ma c unintegrazione dellaristocrazia dentro la struttura statale (diversa da quella francese). Essa va a creare la burocrazia civile e militare, mentre non ci sono funzionari provenienti dagli altri strati sociali, poich tutte le gerarchie sociali e militari sono occupate dallaristocrazia. Ci non avviene nei territori tedeschi fuori dalla Prussica, caratterizzati dalla presenza di citt che presentano ancora strutture corporative e una tradizione di libert risalente al Sacro Romano Impero che impedisce lo sviluppo dello Stato assoluto. Ci causa la loro perdita di indipendenza (la stessa cosa avviene nelle citt italiane!). (Sistema economico e modelli geopolitici

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Il primo considera il sistema economico, mentre gli altri danno importanza alle dinamiche economiche internazionali. Gli stati lottano per controllare varie aree.) Trasformazione dello Stato: Otto Hintze La sua spiegazione ha influenzato diversi studiosi. Lo Stato considerato tale solo se in grado di affermare la propria potenza nel sistema internazionale. POTENZA: capacit di agire in determinati momenti in base alle tecniche a disposizione (es.militari). Essa pu variare nel corso della storia. Non possiamo perci comprendere la nascita di uno Stato considerandolo come singolo, ma necessario concentrarsi sul sistema internazionale e mettere a confronto i vari Stati, poich la vita interna di uno Stato determinata dalle pressioni esterne di carattere politico. Le tappe di trasformazione dello Stato 1) STATO DI POTENZA SOVRANO: lo Stato che si forma tra 400 e 500. Il suo obiettivo primario quello di mantenersi nella societ degli Stati; caratteristiche: - principio di autodifesa: cerca di difendere e affermare i proprio interessi di carattere territoriale. Legato a tale principio anche lobiettivo di contrastare il progetto di ricostruzione di un impero universale cio di una struttura analoga al Sacro Romani Impero, con un unico capo al vertice. - principio dellequilibrio: la politica internazionale lo strumento per mantenere lequilibrio e evitare la costruzione di un nuovo impero. Secondo Hintze, questi elementi spiegano la trasformazione dello Stato; alla base della costruzione e diffusione dello Stato moderno sta proprio questa necessit di mantenere lequilibrio internazionale e quindi il bisogno di avere eserciti stabili e pronti a sostenere uneventuale guerra. Le differenti esigenze militari portano alla costruzione di Stati diversi, assoluti o meno. Gli Stato continentali ad esempio non hanno barriere di protezione naturali contro possibili minacce, cos devono dotarsi di uno Stato forte, mentre le isole, come lInghilterra, hanno un sistema militare meno forte e sempre lo stesso dal 400 e non hanno eserciti stanziati. Hintze sostiene che in Inghilterra non ci siano quelle esigenze che portano alla formazione di uno stato forte. 2) STATO COMMERCIALE CHIUSO: punta a rafforzare la propria potenza economica con politiche di tipo mercantile, cio con lobiettivo di assicurare la propria autosufficienza economica. Si ha unapertura economica verso lestero se dal commercio internazionale derivano dei vantaggi, senza per diventare dipendenti dal commercio internazionale. Ci implica che, accanto alle guerre vere e proprie, appaiano le guerre commerciali (Ingh vs Olanda e poi Ingh vs Francia). 3) STATO DI DIRITTO LIBERALE: lo Stato inizia a intervenire nelleconomia. Per poter sviluppare un sistema economico capitalista, deve ridurre la vecchia struttura corporativa. Il passaggio fondamentale: la tutela dei diritti comincia a diventare individuale, mentre prima ognuno godeva di determinati diritti solo in quanti inserito in una corporazione. 4) STATO NAZIONALE CON ORIENTAMENTI ALLA DEMOCRAZIA: lelemento fondamentale la costituzione dellesercito tramite la leva obbligatoria di massa. Il primo Stato a fare ci la Francia rivoluzionaria, successivamente tutti gli Stati i dotano di un esercito di questo tipo. La necessit di un esercito nazionale lega due fenomeni importanti: la lega obbligatoria e il suffragio universale. Ci frutto, secondo Hintze, di un lungo processo che comincia con la guerra Franco-Prussiana (1870): una guerra moderna con un esercito basato sulla leva obbligatoria e unimportante partecipazione del popolo. Come contropartita a tale partecipazione alla guerra, si pone la partecipazione alle elezioni che avviene tramite lallargamento del suffragio allo scoppio della I guerra mondiale. Il capitalismo storico: Immanuel Wallerstein Sociologo, storico ed economista newyorkese, Wallerstein concepisce leconimia mondiale come un processo economico internazionale e ridefinisce lespressione economia mondo riferendosi alla realt europea che egli chiama capitalismo storico. La sua analisi parte dal 400 e arriva fino ai giorni nostri e sottolinea che nel presente non accade nulla di totalmente nuovo dal passato, se non una nuova dinamica economica caratterizzata dal fatto di estendersi in tutto il mondo. Wallerstein individua 3 tipi di sistemi economici che si sono susseguiti nella storia, i quali presentano delle caratteristiche in comune come la divisione del lavoro, forme pi o meno semplici di specializzazione e divisione dei compiti tra che produce e chi consuma. Hanno tutti dei confini spaziali e temporali determinati

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da fattori tecnologici e naturali. Tutti producono un surplus rispetto alla quantit di partenza, ma la destinazione di tale sovrappi diversa. 1) MINI SISTEMI: sono i sistemi produttivi delle societ di cacciatori e raccoglitori che quindi precedono linvenzione dellagricoltura. Non ci sono legami continuativi con altre trib n scambi di tipo economico e politico. La loro caratteristica principale lautosufficienza. 2) IMPERI MONDO: presentano un unico sistema politico tenuto insieme da un controllo politico che dal centro arriva alle periferie, attraverso il dominio e il controllo militare. Ci comporta nellimpero la presenza di unenorme struttura burocratica e militare. Il surplus prodotto dalle attivit interne viene prelevato dallimpero tramite il sistema tributario e la tendenza quella di accaparrarsene quote sempre maggiori, in modo da allargare il proprio raggio di controllo. Il problema sorge quando tale controllo comincia a indebolirsi in favore dei funzionari locali, con una conseguente insufficienza degli introiti e la disgregazione dellimpero. 3) ECONOMIE MONDO: tale sistema basato su legami di tipi economico e non politico ed costituito da una rete di scambi di beni e capitali senza controllo burocratico, poich non esistono strutture politiche centrali n un esercito che controlla il territorio. La produzione e laccumulazione di surplus potenzialmente senza limiti poich esso non viene prelevato da autorit religiose o politiche e le tecniche di produzione sono in continua espansione. Tali caratteristiche si riscontrano nelle citt europee gi alla fine del 200 e linizio del 300, ma le crisi del XIV secolo impongono a questo sviluppo una serie di ostacoli che verranno rimossi solo da XV secolo. Inizialmente questi tre sistemi si intrecciano costantemente tra loro, finch i mini sistemi vengono inglobati negli imperi mondo o nelle economie mondo e questultimi cominciano una convivenza conflittuale. Le economie mondo nascono dalla relazione di scambi tra imperi mondo e si sviluppano in maniera particolare vicino ai corsi dacqua. Esse si sono per rivelate molto fragili poich i legami economici non sono sempre cos forti. Per questo motivo durano per periodi ridotti, dopodich scompaiono per diverse cause (ad es. cause naturali, come catastrofi o mutamenti climatici) oppure perch vengono inglobate negli imperi mondo, i quali non distruggono la rete economica, ma mutano lo scopo principale degli scambi di questo tipo. Il sovrappi non viene riutilizzato per in un nuovo ciclo produttivo, ma viene prelevato dallimpero. Lattivit economica incontra lostacolo del sistema politico che, impossessandosi del sovrappi, impedisce la crescita economica. Gli imperi mondo sono molto pi forti e duraturi delle economie mondo, ma anchessi presentano grossi squilibri tra la tendenza allespansione e la capacit di controllo delle periferie. Tra il 1400 e il 1600, non abbiamo pi intrecci tra in diversi sistemi poich si assiste alla scomparsa degli imperi mondo e la nascita e il consolidamento delleconomia mondo europea, la quale non viene pi disgregata e inglobata, ma si rafforza e si estende sempre pi: durer cinquecento anni. Tra il 700 e l800 si assiste al passaggio dalleconomia mondo allECONOMIA MONDIALE. Perch leconomia mondo moderna (= CAPITALISMO) sopravvissuta a quelle precedenti? Ci accade poich essa cresce contemporaneamente alla creazione del sistema interstatale e allestensione del modello dello Stato. Wallerstein chiama leconomia mondo moderna CAPITALISMO STORICO per differenziare la sua analisi da quella astratta dei modi di produzione. Si concentra su come i suoi elementi si siano concretamente affermati. I criteri operativi del singolo sono linvestimento, la ricerca del profitto e lobiettivo di unespansione costante del capitale. Limprenditore investe il suo capitale in unattivit produttiva, ne trae un profitto e ne reinveste una parte nel processo produttivo per ottenere un futuro ulteriore profitto. Altri criteri operativi in tale sistema sono lobiettivo dellautoconsumo e lo sperpero in beni di lusso, ma si pu parlare di capitalismo solo quando il criterio dellespansione quello prevalente che si impone sugli altri. Le caratteristiche del capitalismo del XV secolo sono il mercato dei capitali, la disponibilit di forza lavoro, lesistenza di un mercato con transazioni commerciali adeguate e la presenza di consumatori che possono acquistare. Ognuno di tali settori organizzato secondo un criterio prevalentemente mercantile, ma il processo di mercificazione di questi mercati non privo di ostacoli, ad esempio religiosi o culturali (fare prestiti per poi essere ricompensati era considerato immorale), giuridici (vincoli corporativi delle economie feudali). Lo Stato riesce a rimuovere tali fattori attraverso limposizione di una giurisdizione territoriale e di nuove regole che disciplinano i rapporti sociali e di produzione, una nuova imposizione fiscale e il monopolio della forza armata. Lazione degli Stati verso il capitalismo storico

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Imposizione dellobbligo di residenza alla popolazione e di assistenza ai membri della propria famiglia. Ci viene fatto per evitare il vagabondaggio. La popolazione non pu muoversi liberamente n dentro n fuori lo Stato, non pu vagabondare, ma deve avere una casa o essere accolto in apposite istituzioni. o Abolizione delle strutture corporative. o Imposizione fiscale. Questo fattore contribuisce moltissimo allimporsi del capitalismo storico. Gli introiti fiscali vengono utilizzati in parte per la costruzione delle forze armate e in parte per incentivare il processo di accumulazione e quindi la crescita del processo produttivo. Ci dovuto alla presenza di sistemi finanziari volti ad impedire il fallimento delle attivit economiche. o Costruzione di eserciti regolari per la difesa, ma anche con una funzione economica. Si crea un circolo vizioso tra imprenditori e Stato: i primi fanno pressione affinch lo Stato adotti una politica estera volta a indebolire gli Stato economicamente rivali. Lesercito diviene perci uno strumento si pressione economica sugli altri Stati. Equilibrio e potenze egemoni Tra gli Stati europei vige un equilibrio, ma anche presente una gerarchia che divide le maggiori potenze militari ed economiche dagli Stati meno rilevanti, i quali possono trovarsi in relazioni pi o meno privilegiate con le prime. Wallerstein sottolinea lesistenza in Europa di centri e periferie: lo Stato pi forte al centro del sistema internazionale, mentre gli altri possono essergli pi o meno vicini. Il centro cambia la sua collocazione nel tempo. Perch lo Stato egemone non crea un nuovo impero mondo impossessandosi delle periferie? La spiegazione sta nel fatto che nessuno Stato cos forte da trasformare il sistema interstatale in un impero perch ci impedito da due relazioni i equilibrio: o Equilibrio effettivo tra centro politico (la struttura di governo dello Stato) e gli attori economici (imprenditori). Questi cercano una libert sempre maggiore con vincoli sempre minori dallo Stato. un equilibrio instabile, ma che non privilegia n una parte n laltra. o Equilibrio interstatale che regola i rapporti tra gli Stati, tra cui nessuno cos pi potente degli altri da creare un sistema imperiale, eliminando lautonomia degli altri soggetti. Ci sono per degli Stati che esercitano unegemonia sugli altri. Wallerstein individua 3 cicli egemoni: - 600: Olanda la potenza egemone. Il culmine della sua potenza la Pace di Westfalia, dopodich comincia il suo declino; - 700-800: Inghilterra - Da anni 30 e 40: USA Perch le potenze egemoni ad un certo punto entrano in crisi? Ci causato da unalterazione del 1 equilibrio; quando i costi politici per la conservazione dellegemonia sono pi elevati dei vantaggi, i capitali si spostano lentamente verso altre zone. o Guerra ed economie mondo: il modello di Tilly I 2 elementi che spiegano la nascita e la trasformazione degli Stati nel corso di cinque secoli sono: A) le trasformazioni della guerra tramite il progresso delle tecniche belliche Le 2 variabili fondamentali sono: - accumulazione di mezzi di coercizione - concentrazione di modelli di coercizione B) il rapporto tra capitale e potere. Gli Stati si caratterizzano per le diverse combinazioni di tali variabili e per i rapporti tra lautorit e alcuni gruppi privilegiati della popolazione. Tilly distingue 3 modelli di organizzazione politica: 1) MODELLO COATTIVO (Impero): A) Alta concentrazione nel centro o in alcuni settori periferici Bassa accumulazione B) Rapporto feudale: c uno stretto legame tra aristocrazia e autorit politica centrale, mentre i gruppi economici e mercantili sono esclusi. Essi non hanno nessuna influenza sulle decisioni politiche, nessun rapporto con lautorit, ma limposizione fiscale va ai loro danni. 2) MODELLO CAPITALISTICO (Citt Stato): A) Alta accumulazione

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Bassa concentrazione, poich le forze sono distribuite nelle varie citt. B) Il potere politico in mano alle grandi famiglie che sono le pi rilevanti anche in ambito economico. Lautorit politica non autonoma dalloligarchia economica, poich le decisioni politiche sono prese dalle famiglie con grande importanza economica. Completa coincidenza dei due ambiti (es. Repubblica di Venezia) Lo Stato non stabile, le truppe sono mercenarie e non fisse perch troppo costose. 3) MODELLO MISTO: A) livelli intermedi di entrambi. B) Lautorit politica centrale (sovrano) cerca di costruire un apparato amministrativo indipendente dai sudditi, ma non pu a cause delle rivolte popolare sostenute dai gruppi mercantili che comportano una serie di negoziati tra autorit politica e gruppi economici. Ci sta base del sistema rappresentativo che fondamentale per un giusta imposizione fiscale. questo il caso degli Stati nazionali. Tilly: esigenza guerre = esigenza sistema militare = esigenza sistema fiscale = sistema amministrativo efficiente. La costruzione degli Stati parte da unesigenza comune, ma prende strade diverse in base alla reazione della popolazione allimposizione fiscale. 400-500: gli eserciti sono ancora mercenari e con strumenti ancora arcaici. 500: per rispondere allesigenza militare, le autorit politiche si rivolgono ai banchieri per avere prestiti per mantenere le truppe. Ci comporta che non tutti gli Stati riescano a garantire la stessa efficienza militare poich non tutti possono accedere ai prestiti dei grandi banchieri. Questa prima soluzione avvantaggia gli Stati con citt sede di transazioni finanziarie. Inoltre gli Stati con un sistema fiscale ancora non stabile, non sono in grado di restituire i prestiti. Altri ricorrono ai dazi doganali oppure imposte sulla propriet privata e sul reddito, misure che richiedono un sistema economico gi ben sviluppato. Le banche commerciali cominciano quindi a fare prestiti solo agli Stati con entrate fiscali stabili e uneconomia monetaria ben sviluppata. Il modello misto si rivela il pi efficace perci le organizzazioni territoriali devono rifarsi a questo modello vincente. Tilly sostiene che anche le istituzioni rappresentative nascono dalla necessit di nuove risorse fiscali ricercate nei vari gruppi sociali. Le istituzioni servono ad avere negoziazioni con tali gruppi, in modo da evitare rivolte e avere unestrazione fiscale stabile. Il modello di Tilly eccessivamente deterministico poich spiega tutte le trasformazioni con levoluzione delle necessit legate alla guerra e il conseguente bisogno di risorse economiche, mentre considera tutti gli altri elementi secondari. Ad ogni modo, esso utile per comprendere la genesi degli Stati tra la met del 400 e il 600. I regimi non democratici Sono di 3 tipi: - autoritari - totalitari - tradizionali Regime autoritario Juan Linz ne d una definizione costruita sul caso del franchismo spagnolo. Le caratteristiche sono: o PLURALISMO LIMITATO E NON RESPONSABILE: esiste un pluralismo politico limitato che non responsabile verso lopinione pubblica e la societ. C un livello minimo di libert politica. o MANCANZA DI UN IDEOLOGIA : guidato da una mentalit (= visione del mondo non articolata, ma basata su elementi di fondo). Essa meno strutturata e complessa dellideologia. o ASSENZA DI MOBILITAZIONE POLITICA ESTESA E A ELEVATA INTENSIT: non c la ricerca della mobilitazione diretta dallalto o PRESENZA DI UN LEADER E UN PICCOLO GRUPPO che esercita il potere entro limiti formalmente ma definiti , ma prevedibili. Linz non parla di partiti, che non sono indispensabili. o LIMITI MAL DEFINITI MA PREVEDIBILI: sono le regole che limitano il potere. Nella democrazia tali limiti sono posti dalla legge, la quale non invece pienamente rispettata nei regimi autoritari poich che detiene il potere ha un ampio margine di discrezionalit. Tali limiti sono

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prevedibili poich si riferiscono agli interessi della coalizione dominante e che sostiene il leader contro i quali egli non pu andare. Regime totalitario Esempi sono il nazional-socialismo e lunione sovietica di Stalin. Gli elementi costitutivi sono. o ASSENZA TOTALE DI PLURALISMO POLITICO E SOCIALE : viene eliminata la libert di associazione in tutti gli ambiti. Tutti gli aspetti della vita associata e individuale devono svolgersi nei cardini del partito unico. Ogni tipo di opposizione o differenza viene eliminata. o PARTITO UNICO: il partito si estende oltre lo Stato, la cui struttura inglobata dentro la struttura del partito stesso. o IDEOLOGIA ARTICOLATA E DEFINITA CON PRECISIONE: si propone di inglobare tutte le attivit umane e di portare ad una completa trasformazione delluomo. I suoi elementi fondamentali sono: - il nemico oggettivo: lindividuo che viene oggettivamente identificato come minaccioso e pericoloso per il regime va eliminato. Egli non giudicato per il suo comportamento, viene tacciato come nemico a priori (es. nazismo: gli ebrei e gli zingari sono considerati come una minaccia per la nazione; URSS stalinista: i nemici oggettivi sono coloro che provengono da una certa classe sociale, i proprietari terrieri.) - il terrore : viene utilizzato dal sistema come leva di manipolazione. Crea un clima di instabilit psicologica negli individui, i quali, privi di legami associativi, non hanno alcun punto di riferimento al di fuori del partito. Presenza delluomo massa che vive solo dentro al partito. - articolata e precisa : Lo Stalinismo ha una produzione teorica enorme (marxismo, leninismo) Per il Nazismo abbiamo il Mein Kampf anche se esso non presenta unideologia coerente ed elaborata, ma d delle parole dordine, prende dei luoghi comuni e li estremizza, ad esempio lantisemitismo e il complotto delle potenze per laffossamento della Germania. Ci sono riferimenti ad alcune filosofie (Heidegger, Schmidt) e alle mitologie germaniche, nessuno di questi arriva a costituire un pilastro dellideologia. o MOBILITAZIONE: la mobilitazione politica alta e costante. Il regime presentato come sotto la costante minaccia da parte di forze ostili. Ci provoca una situazione di instabilit persistente, terrore e mobilitazione delle masse, la cosiddetta rivoluzione dallalto. Si assiste poi allistituzionalizzazione di tale disordine rivoluzionario per garantire il clima di emergenza e instabilit, fondamentale per la mobilitazione delle masse e il mantenimento del regime. o PRESENZA DI UN LEADER O DI UN PICCOLO GRUPPO (partito unico) al potere, come per lautoritarismo. Il tratto peculiare che identifica questo regime dato dalla forte personalizzazione del potere e dalla visibilit del capo politico e del gruppo di vertice del partito. o LIMITI NON PREVEDIBILI AL POTERE: il potere del leader illimitato e i suoi limiti non stabiliti e prevedibili. o UNIVERSO CONCENTRAZIONISTA: campi di concentramento in cui vanno mandati gli individui ritenuti socialmente pericolosi cos che non costituiscano una minaccia per la nazione. Essi sono presenti in tutte le grandi guerre in tutti i Paesi, ma in questo caso essi sono un elemento sistematico, utilizzato anche in situazioni non di guerra. Casi storici cui applicare questa definizione di totalitarismo: Germania nazional-socialista e urss tra met anni 20 e 50. La definizione di totalitarismo viene elaborata tra gli anni 40 e 50 e quindi fa riferimento a questi esempi. Altri casi su cui si discute sono Cuba, Vietnam del nord, Romania comunista, Italia fascista, Cambogia degli Khmer rossi, Cina comunista della rivoluzione culturale. Questi casi non contemplano tutte le caratteristiche dei regimi totalitari, ma sono comunque classificabili come tali, anche se non c una netta linea di demarcazione tra autoritarismi e totalitarismi. Regimi tradizionali (sultanici) Presentano un leader che padrone di tutte le strutture dello Stato come sultani. Gli elementi caratteristico sono: o PATRIMONIALISMO: il capo dello Stato proprietario del territorio dello Stato e delle sue strutture.

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POTERE PERSONALE e privo di qualsiasi limite. Viene esercitato per fini privati, quindi non c distinzione tra gli interessi di chi detiene il potere e quelli dello Stato. o ASSENZA DI GIUSTIFICAZIONE IDEOLOGICA: o POLIZIA ED ESERCITO dipendono e obbediscono direttamente al capo dello Stato, non hanno strutture autonomie. Il loro ruolo repressivo. o LEGITTIMIT data dallautorit delleterno ieri Casi di regimi tradizionali: Arabia Saudita, Sultanato del Brunei, Emirati arabi e lIraq di Saddam Hussein anche se non presenta tutti gli elementi. o I casi di regimi autoritari sono molto pi numerosi: Spagna di Franco, caso portoghese, Italia fascista, Polonia comunista, Jugoslavia di Tito, Libia di Gheddafi, dittature latino-americane degli anni 60, Cina post- Mao, molti Stati africani dopo la decolonizzazione. Ma tra tutti questi regimi autoritari bisogna fare delle distinzioni: 1) REGIMI MILITARI: nascono di solito da un colpo di Stato militare e impongono una schiacciante presenza militare. Sono caratterizzati da assenza di ideologia (nonostante ci siamo alcuni principi come ordine, sicurezza), assenza di mobilitazione politica e depoliticizzazione della societ. Le forze militari intervengono per vari motivi: debolezza delle istituzioni, monopolio della forza, crisi politica e di bassa legittimazione delle istituzioni, interessi corporativi, tutela delle classi medie. Alcune varianti sono: tirannia militare, oligarchia militare, regime con militari moderatori (con diritto di veto), guardiani (funzione di controllo sul governo) o governanti. 2) REGIMI CIVILI-MILITARI: presentano unalleanza tra militari (professionalizzati) e civili (burocrazia, politici, tecnocrati) - Regimi burocratici-militari: ufficiali e burocrati (Argentina, Brasile, Spagna di De Rovera, Portogallo di Salazar). - Regimi corporativi: mobilitazione della comunit tramite strutture organiche e corporative. - Regimi esercito-partito: mobilitazione e controllo della popolazione (Iraq, Yemen del sud) 3) REGIMI CIVILI: caratterizzati da mobilitazione, ruolo centrale del partito unico o egemonico (si avvicina al totalitarismo) - Regime nazionalista: lotta per lindipendenza nazionale, leader carismatico/lite locale, partito egemone, ideologia socialista e nazionalista. Esempi: Angola, Mozambico, Guinea Bissan (1970) - Regime comunista: contesto socio-economico sviluppato, partito unico con controllo sulla societ, complessit sociale, ideologia marxista-leninista, pluralismo limitato, ruolo di garanzia dellesercito, differenziazione strutturale. Esempi: Polonia (70-80), Jugpslavia di Tito. - Regime fascista: leader carismatico, molte tendenze totalitarie, d risposte alla mobilitazione delle classi inferiori, antiparlamentare, anticomunista, anticlericale, regime di massa. Esempi: Italia (1922-1943) - Regime a base religiosa: leader carismatico,mobilitazione da parte di clero Islamico, religione musulmana. Esempi: Iran Regimi di transizione Segnano il passaggio dallautoritarismo alla democrazia. Sono i regimi autoritari che iniziano ad aprirsi alla democrazia, danno i primi segnali di liberalizzazione economica e sociale, e di apertura al pluralismo. Ci sono le elezioni, ma non c ancora piena democrazia: si tratta di elezioni consultive, non rappresentative, non tutti i partiti possono partecipare. - democrazia protetta: ci sono elezioni regolari, ma non tutti i partiti possono partecipare. - democrazia elettorale: ci sono le elezioni, ma i diritti civili non sono ben garantiti (situazioni di monopolio) Queste situazioni di transizione possono avere tempi e risultati diversi. La democrazia Gli elementi della democrazia antica sono: eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, partecipazione diretta alle politiche pubbliche, eccezionalit delle elezioni (ma sorteggio delle cariche). In sintesi, si tratta di una democrazia diretta. La democrazia moderna consente ancora il pieno potere al popolo?

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o Gaetano Mosca e gli elitisti: affermano la presenza costante di una minoranza organizzata che
esercita il dominio sulla maggioranza = lautogoverno del popolo impossibile.

o Schumpeter (1942): il compito del popolo non quello di autogovernarsi, ma quello di scegliere i
propri governanti attraverso lo strumento delle elezioni: il metodo democratico lo strumento istituzionale per giungere a decisioni politiche in base al quale singoli individui ottengono il potere di decidere attraverso una competizione che ha per oggetto il voto popolare. Democrazia = selezione della leadership. o Kelsen: la democrazia moderna non persegue un obiettivo, ma si caratterizza per una serie di procedure o regole formali: La procedura attraverso la quale si crea e attua un ordinamento sociale considerata formale per distinguerla dal contenuto dellordinamento (che materiale) Democrazia = procedure/regole con cui il potere decisionale viene affidato a qualcuno. Democrazia degli antichi - citt-stato - autogoverno - assemblea cittadina - gruppo ristretto di cittadini - ampi gruppi sociali esclusi Democrazia dei moderni - rappresentanza politica - istituzioni rappresentative (es. parlamento) - istituzioni decisionali (es. governo) - elezioni libere,competitive,periodiche suffragio universale maschile e femminile elezioni corrette e competitive

pi di un partito diverse fonti di informazione = sono le caratteristiche per parlare di: Democrazia minima: comprende gli elementi necessari per parlare di democrazia. o Dahl: democrazia ottima: comprende la libert di associazione e di organizzazione, di pensiero ed espressione, diritto di voto, diritto dei leader di competere, presenza di fonti alternative di informazione, possibilit di essere eletti, elezioni libere e corrette, esistenza di istituzioni che rendono le politiche dipendenti dal voto e da altre espressioni di preferenza. LIMITI ALLA DEMOCRAZIA: - salvaguardia di propriet privata e mercato - rispetto delle regole di risoluzione pacifica dei conflitti tra le parti sociali (politicamente rappresentate e rilevanti) - rispetto degli interessi percepiti come vitali da attori rilevanti per laccordo/compromesso politico. o Lijphard : - democrazia maggioritaria: i rappresentanti decidono in base al principio maggioritario (USA, UK) - democrazia consensuale: ricerca di accordo/compromesso tra le parti (Olanda, Svizzera, Belgio ecc.)
Come classificare le democrazie? La proposta di A. Lijpart Lijpahart individua due principi: a) principio maggioritario: i rappresentanti eletti raggiungono le proprie decisioni in base al principio di maggioranza la maggioranza decide sempre; b) Principio consensuale: ricerca di accordo fra le parti, del compromesso, ecc. a) Democrazia maggioritaria (Westminster) Concentrazione del potere esecutivo in governi formati da un solo partito; Fusione dei poteri (esecutivo e legislativo); Dominio del governo;

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Sistema bipartitico; Sistema elettorale maggioritario; Pluralismo dei gruppi di interesse; Governo centralizzato e unitario; Bicameralismo asimmetrico Costituzione flessibile

b) Democrazia consensuale Governi di colazione (pi partiti) Equilibrio fra esecutivo e legislativo Sistema multipartitico con pi dimensioni rilevanti Sistema di interessi neo-corporativo Decentramento e assetto federale Bicameralismo forte e rappresentanza delle minoranze Controllo costituzionale Indipendenza della Banca centrale Le differenze Democrazia maggioritaria Societ omogenee Partiti ideologicamente vicini Democrazia consensuale Presenza di fratture etniche, linguistiche, religiose Multipartitismo Fedelt ideologica elettori La definizione ottima della democrazia: Robert Dahl La democrazia ottima dipende da 8 garanzie istituzionali: 1) Libert di associazione e organizzazione 2) Libert di pensiero ed espressione 3) Diritto di voto 4) Diritto dei leaders politici di competere 5) Fonti alternative di informazione 6) Possibilit di essere eletti a pubblici uffici 7) Elezioni libere e corrette 8) Esistenza di istituzioni che rendano le politiche governative dipendenti dal voto e da altre espressioni di preferenza Quali sono le condizioni della democrazia? Le condizioni che favoriscono la democrazia Cultura politica Cultura politica delle lite Condizioni economico-sociali La cultura politica Credenza nella libert Disponibilit a partecipare e alla tolleranza Credenza nella legittimit delle istituzioni Cultura civica (partecipazione, impegno civile moderato, assenza di dissensi profondi, rispetto per lautorit, senso di indipendenza)? Cultura delle lite politiche Apertura alla cooperazione/accordo

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Sostegno dei seguaci Meccanismi di veto Democrazia consensuale Condizioni economico-sociali Pluralismo sociale Alto livello di alfabetizzazione Assenza di diseguaglianze economiche estrema Esiste una relazione fra sviluppo socio-economico e democrazia? Lipset:lo sviluppo economico favorisce la democrazia In realt: la relazione molto complessa non esiste un rapporto chiaro

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