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Life Cycle Assessment of a vegetarian meal in comparison with a meat based meal

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Sommario
Il presente studio nasce dalla curiosit verso le diverse tipologie di dieta e i loro effetti sull'ambiente. La natura di per s suggerisce l'opportunit di una dieta vegetariana se si considerano gli aspetti energetici e di uso delle risorse: nel passaggio da un anello al successivo della catena alimentare, infatti, l'efficienza energetica pari semplicemente al 10%. La relazione si pone come obiettivo quello di rispondere a un quesito: una dieta vegetariana effettivamente pi sostenibile di una dieta che ammette carne animale? L'analisi articolata in 4 fasi: in principio sono stati definiti gli obiettivi dello studio e si effettuata una ricerca degli aspetti critici del processo (scoping). In particolare, stata individuata un alternativa all'oggetto di studio per poter effettuare un confronto e giudicare i risultati da un punto di vista pi completo. Nella seconda fase si proceduto alla costruzione del modello attraverso la scelta delle diverse unit e la simulazione effettuata tramite il software SimaPro Analyst in modalit demo. I risultati ottenuti nella seconda fase sono stati poi elaborati attraverso operazioni di semplificazione e aggregazione dei diversi indicatori, in modo da essere pi facilmente interpretabili. Infine, le informazioni ottenute sono state analizzate e interpretate, con particolare attenzione per alcuni aspetti ambientali.

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Analisi dell'eco-profilo di un pasto


Goal and Scope definition L'obiettivo dello studio la valutazione della sostenibilit ambientale di due modelli di alimentazione umana. In particolare, si focalizzata l'attenzione sul confronto tra gli impatti dovuti a una dieta onnivora e quelli legati a una dieta vegetariana, attraverso l'analisi dell'ecoprofilo di un pasto costituito da una zuppa di lenticchie accompagnata da alcune fette di pane (d'ora in avanti indicato come Pasto_1) e un altro costituito da una bistecca di carne bovina (Pasto_2). Nella scelta dell'unit funzionale, si ritenuto opportuno riferirsi all'apporto calorico e nutrizionale, che, se da un lato costituisce un parametro adatto al tipo di studio, dall'altro lato consente un confronto pi appropriato tra i due diversi pasti rispetto al loro valore economico o alla loro quantit in massa o in volume. Il riferimento dunque a un piatto rappresentativo, di circa 400 kcal cos suddivise: Pasto_1: 300 g di zuppa di lenticchie 100 g di pane Pasto_2: 200 d di bistecca di carne bovina L'approccio utilizzato nello studio non quello tipico dell'Analisi del Ciclo di Vita (from cradle to - grave), ma stata trascurata la fase di end of life management, riducendo i limiti del sistema a quelli di un eco-profilo, from cradle to - gate. La prima unit di processo del Pasto_1 costituita dalla coltivazione dei cereali e dei legumi, mentre per il Pasto_2 la coltivazione del mangime per i bovini allevati. I dati utilizzati provengono principalmente dai database a disposizione, specialmente per quanto riguarda i processi iniziali di coltivazione/allevamento e pre-trattamento (secondary + generic data). Tuttavia, non stata trascurata la fase di raccolta di dati specifici del problema utilizzato, specialmente nel computo del trasporto e della

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trasformazione finale dei prodotti (primary + specific data). La fase di raccolta dei dati verr analizzata con pi dettaglio nella seconda fase dello studio, relativa al LCI. Per l'analisi stato scelto di utilizzare una metodologia specifica per la produzione del cibo, codificata su SimaPro sotto il nome di Eco-Indicator 99 (H) LCA Food V2.03 / Europe EI 99 H/H. Svolto un primo ciclo di simulazioni con questa metodologia, tuttavia , si proceduto con lo studio definitivo utilizzando la pi generica ma aggiornata Eco-indicator 99 (H) V2.08 / Europe EI 99 H/A. Dal confronto tra i risultati ottenuti, comunque, non emergono sostanziali differenze. particolare, l'attenzione si concentrata sugli effetti sull'ambiente legati all'uso del suolo e ai cambiamenti climatici. Life Cycle Inventory (LCI) Questa fase, che consiste nella compilazione e selezione delle informazioni, costituisce il cuore dell'analisi del ciclo di vita. In funzione degli obiettivi prefissati e delle categorie di impatto sulle quali si vuole porre l'attenzione, in questa fase si procede a costruire il modello tramite un sistema di input e output, che quantifichi e colleghi le singole unit di processo da quella iniziale a quella finale. Si d luogo cos alla creazione di un diagramma di flusso che rappresenta e schematizza il processo nelle sue singole fasi (figure 1 e 2):

Essiccamento Imballaggio Molatura Farina Trasporto Acqua Pane Energia Pasto 1 Energia Zuppa Coltivazione e Trattamento Lenticchie Acqua Figura 1 lailmil

Carne bovina Cella frigorifera Trasporto Energia Bistecca cruda Bistecca Pasto 2

Figura 2 Come anticipato, i dati sono stati raccolti sfruttando per quanto possibile le conoscenze dei processi e, nel caso di lacune, appoggiandosi a database di comprovata affidabilit. Si sottolinea che, al fine di rendere ripercorribile a ritroso l'analisi, i dati scelti sono di tipo Unit: sono cio dati disaggregati, per cui l'intera catena correlata a una singola unit di processo a disposizione dell'utente. Detto questo, si preferito, all'atto della rappresentazione del diagramma di flusso, definire una risoluzione, in modo da nascondere tutti i blocchi caratterizzati da un impatto irrilevante e rendere il modello pi snello e di facile consultazione. I database di provenienza dei dati secondari sono i seguenti: LCA food DK: dati sulla produzione agricola ELCD: dati sul consumo energetico Ecoinvent Unit processes: dati sul trasporto su strada In dettaglio, si sono prese ad esempio due coltivazioni di pregio siciliane (grano duro di tipo tumminia e lenticchie di Cammarata) destinate al consumo locale (la citt di Palermo). Dalla bibliografia su tali coltivazioni stato possibile considerare una produttivit di circa 3 tonnellate di prodotto per ettaro. Inoltre, stato considerato un percorso di trasporto pari a 100 km (Castelvetrano (TP) Palermo Citt) per la semola e 85 km (Cammarata Palermo Citt) per le lenticchie essiccate. In entrambi i casi il trasporto viene effettuato tramite camion a consumo medio, di portata superiore alle 20 tonnellate. Al fine di rendere pi bilanciata la comparazione del Pasto_1 e del Pasto_2, anche per la carne stata considerata una ipotetica produzione locale, con una distanza rispetto al luogo di distribuzione e consumo pari a 70 km. Anche in questo lailmil

caso il trasporto viene effettuato tramite camion a consumo medio, di portata superiore alle 20 tonnellate. Per la conservazione della carne nel centro di smercio, stata utilizzata una camera frigorifera delle dimensioni di 75 m3 (5*5*3). Infine, per il processo di preparazione di tutti i cibi, si scelto di considerare una cottura domestica, con un consumo di 2 kWh per la zuppa e la bistecca e di 2,5 kWh per il pane . Come output del Life Cycle inventory stata ottenuta una tabella contenente i valori di emissione legati ai processi Pasto_1 e Pasto_2, di cui appresso viene illustrato, a titolo di esempio, il blocco di stringhe relativo all'emissione di anidride carbonica (Tabelle 1 e 2). I risultati delle tabelle sono inoltre forniti in forma di rete, in funzione dell'indicatore scelto ( nelle figure 3 e 4 l'indicatore utilizzato sempre l'anidride carbonica emessa). Substance Carbon dioxide Carbon dioxide biogenic Carbon dioxide fossil Carbon dioxide in air Carbon dioxide land transf. Compartment Air Air Air Raw Air Unit g g g g mg Pasto_1 tot 22.665505 7.7595377 252.86362 8.2603466 19.121089 Pane 17.556767 4.3085474 140.45308 4.586111 10.621263 Zuppa 5.108738 3.4509902 112.41054 3.6742356 8.4998259

Tabella 1 Substance Carbon dioxide Carbon dioxide biogenic Carbon dioxide fossil Carbon dioxide in air Carbon dioxide land transf. Compartment Air Air Air Raw Air Unit kg g g g mg Pasto_2 tot 1.0959529 6.8916004 224.70111 7.3351049 16.992615 Bistecca 1.0959529 x x x x Electricity x 6.8916004 224.70111 7.3351049 16.992615

Tabella 2

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Figura 3

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Figura 4

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Life Cycle Impact Assessment (LCIA) La fase di inventario produce una serie di indicatori che, seppure oggettivi, sono ancora assimilabili a dati grezzi, che poco si prestano all'interpretazione da parte di utenti estranei al settore tecnico-scientifico. Tali dati risultano quindi pressoch inutilizzabili per esprimere giudizi e valutazione sull'ecoprofilo in esame. Per questo motivo, utile un'ulteriore fase di selezione delle categorie di impatto e generazione di indici pi vicini alla descrizione degli effetti sull'ambiente prodotti dai suddetti impatti. L'analisi degli impatti del ciclo di vita segue un iter codificato e fisso, descritto di seguito con a corredo un report dello studio. Characterisation: per ciascuna categoria di effetto, si assegnano i contributi dei diversi impatti, in modo da creare degli indici dalle sole variabili che interessano il problema. Tali variabili vengono poi moltiplicate per fissati fattori, al fine di ottenere il valore degli effetti. Gli output sono illustrati di seguito (tabelle 3 e 4, figure 5 e 6). Impact category Carcinogens Resp. organics Resp. inorganics Climate change Radiation Ozone layer Ecotoxicity Acidification/ Eutrophication Land use Minerals Fossil fuels Unit DALY DALY DALY DALY DALY DALY PAF*m2yr PDF*m2yr PDF*m2yr MJ surplus MJ surplus Pasto_1 tot 1,28E-07 1,39E-10 1,76E-07 7,22E-08 4,42E-09 3,32E-11 1,17E-01 6,13E-03 5,34E-01 8,72E-03 2,27E-01 Pane 7,11E-08 8,42E-11 1,04E-07 3,54E-08 2,46E-09 2,01E-11 6,59E-02 4,22E-03 1,70E-01 4,86E-03 1,36E-01 Zuppa 5,68E-08 5,52E-11 7,18E-08 3,68E-08 1,96E-09 1,31E-11 5,12E-02 1,91E-03 3,64E-01 3,86E-03 9,05E-02

Tabella 3 Impact category Carcinogens Resp. organics Resp. inorganics Climate change Radiation Ozone layer Ecotoxicity Acidification/ Eutrophication Land use Minerals Fossil fuels Unit DALY DALY DALY DALY DALY DALY PAF*m2yr PDF*m2yr PDF*m2yr MJ surplus MJ surplus Total 1,21E-07 3,93E-09 4,67E-06 1,89E-06 4,28E-09 7,17E-10 1,39E-01 7,03E-01 1,31E+01 8,67E-03 2,14E+00 Bistecca 7,69E-09 3,87E-09 4,54E-06 1,84E-06 3,63E-10 7,06E-10 3,70E-02 7,00E-01 1,31E+01 9,59E-04 1,97E+00 Electricity 1,13E-07 5,73E-11 1,27E-07 4,97E-08 3,92E-09 1,10E-11 1,02E-01 3,14E-03 1,38E-03 7,71E-03 1,62E-01

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Tabella 4

Figura 4

Figura 5

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In pratica, la fase di caratterizzazione serve a individuare le unit di processo responsabili di un dato effetto, ragion per cui i risultati sono mostrati sotto forma di percentuali. Normalisation: gli indici prodotti vengono normalizzati in funzione di un valore di riferimento, in modo da rendere subito visibile la rilevanza di un dato impatto rispetto a un altro. Il valore di riferimento costituito dal carico medio annuale in Europa, in funzione della popolazione. In questo modo, si ottengono grandezze in persone equivalenti. Impact category Carcinogens Resp. organics Resp. inorganics Climate change Radiation Ozone layer Ecotoxicity Acidification/ Eutrophication Land use Minerals Fossil fuels Pasto_1 tot 1,46E-05 1,59E-08 2,01E-05 8,23E-06 5,05E-07 3,79E-09 2,05E-06 1,07E-06 9,33E-05 1,16E-06 3,00E-05 Pane 8,11E-06 9,60E-09 1,19E-05 4,04E-06 2,81E-07 2,29E-09 1,15E-06 7,38E-07 2,97E-05 6,45E-07 1,81E-05 Zuppa 6,48E-06 6,30E-09 8,19E-06 4,20E-06 2,24E-07 1,49E-09 8,95E-07 3,34E-07 6,36E-05 5,12E-07 1,20E-05

Tabella 5 Impact category Carcinogens Resp. organics Resp. inorganics Climate change Radiation Ozone layer Ecotoxicity Acidification/ Eutrophication Land use Minerals Fossil fuels Pasto_2 tot 1,38E-05 4,48E-07 5,32E-04 2,16E-04 4,88E-07 8,18E-08 2,43E-06 1,23E-04 2,28E-03 1,15E-06 2,83E-04 Bistecca Electricity 8,77E-07 1,29E-05 4,42E-07 6,54E-09 5,18E-04 1,45E-05 2,10E-04 5,67E-06 4,14E-08 4,47E-07 8,05E-08 1,26E-09 6,47E-07 1,78E-06 1,22E-04 5,49E-07 2,28E-03 2,42E-07 1,27E-07 1,02E-06 2,62E-04 2,14E-05

Tabella 6

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Figura 8

Figura 7

Weighting: gli indici vengono moltiplicati per un certo peso in modo da poter essere aggregati. Nelle figure che seguono (9 e 10) riportato l'effetto della normalizzazione, mentre nella pagina seguente si mostra un confronto tra i due pasti attraverso l'assegnazione a ciascuno di un unico punteggio riassuntivo (figura 11).

Figura 9

Figura 10

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Figura 11 lailmil

Interpretation and Improvement Land use: l'occupazione e la trasformazione del suolo agricolo costituiscono insieme la categoria di impatto che maggiormente caratterizza le due produzioni. Questo risulta gi evidente nella fase di normalizzazione degli indicatori, ma salta ancora pi all'occhio nella fase di weighting, dal momento che al land use viene assegnato un peso maggiore rispetto alle altre categorie. Nel pasto uno, l'occupazione del suolo dovuta per un terzo alla produzione del grano, mentre per due terzi alle lenticchie. Si noti che il dato utilizzato per entrambi gli oggetti si riferisce a una coltivazione biologica: l'uso del terreno coltivabile in questo caso molto maggiore di quello dovuto a colture intensive, dal momento che la produttivit ridotta dall'assenza di fertilizzanti chimici. Nel caso due , comunque, la fetta di impatto legata al land use molto maggiore: infatti, per produrre un pasto del tipo Pasto_2 necessario utilizzare una porzione di terreno circa 25 volte superiore a quella necessaria per produrre un pasto come il Pasto_1. Si noti inoltre che, in questo caso, la coltura iniziale di tipo intensivo. Climate change: l'influenza sui cambiamenti climatici uno degli effetti visibili legati a entrambe le produzioni. In particolare, la produzione agricola a incidere maggiormente su tale categoria: infatti, i contributi sono distribuiti equamente sulla produzione dei due componenti del Pasto_1, mentre nel Pasto_2 sono legati quasi esclusivamente alla bistecca di bovino, lasciando all'energia elettrica utilizzata per la preparazione del pasto un margine irrisorio. Si sottolinea anche in questa sede che la produzione biologica, scelta per la coltivazione di grano e lenticchie del Pasto_1, incide maggiormente sull'effetto climatico rispetto a una coltivazione intensiva a causa dell'aumentato ricorso a macchinari agricoli per sopperire alla mancanza di fertilizzanti chimici. Andando ad analizzare il confronto tra Pasto_1 e Pasto_2 spicca subito con evidenza il diverso ordine di grandezza degli indici, per cui gli effetti climatici prodotti dalla produzione del grano e della lenticchia risultano essere pari a circa il 10% rispetto a quelli dovuti alla produzione di cibo per gli allevamenti. Questo non stupisce, ma anzi conferma quanto atteso come esito dello studio.

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Alla luce di quanto emerso dallo studio, possibile rispondere al quesito iniziale sull'effettiva differenza di sostenibilit tra le due diete vegetariana e onnivora, avendo dimostrato che un'alimentazione basata su cibi di origine vegetale hanno un minore impatto sull'ambiento rispetto ad alimenti di origine animale. Tuttavia, importante considerare che i modelli si basano su approssimazioni di processi reali e, comunque, soltanto su un esempio tipo. Nella realt, occorre valutare nel dettaglio la singola dieta, considerando non solo la tipologia animale/vegetale, ma anche le tipologie dei cibi e la loro origine (produzione locale, stagionale, intensiva, industriale...).

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Bibliografia
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