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Quaderni di diritto ecclesiale 20 (2007) 82-104

La riammissione alla Chiesa cattolica di coloro che hanno abbandonato la piena comunione
di Gianluca Marchetti

Chi sono coloro che devono essere riammessi Ci occupiamo in questo contributo di quei battezzati nella Chiesa cattolica o in essa accolti (can. 11) che si sono allontanati dalla piena comunione con la Chiesa cattolica stessa e che chiedono di ritornarvi, nelle condizioni precedenti allevento che ha determinato tale allontanamento. Levento o gli eventi a cui ci si riferisce sono quelli espressamente indicati ed analizzati negli articoli precedenti di questo fascicolo ovvero quelli riconducibili alle fattispecie di cui al can. 751. Si tratta cio di quei fedeli che hanno rinunciato alla propria identit cattolica abbandonando la Chiesa con atti di apostasia, eresia e scisma, che potrebbero essere pubblici, notori o formali, ma che in ogni caso comportano come conseguenza la rottura dei vincoli di piena comunione con la Chiesa, a prescindere dal fatto che il fedele stesso sia incorso o meno nella pena della scomunica prevista per tali delitti. Vanno dunque annoverati tra coloro di cui stiamo trattando quei fedeli che hanno abbandonato la Chiesa con atti/riti formali di abiura e di adesione o passaggio ufficiale ad unaltra setta, religione, associazione, ecc.; per esempio: coloro che hanno ricevuto il battesimo dei Testimoni di Geova, oppure quello dei Mormoni; che hanno accettato di compiere atti di consacrazione e di adorazione a Satana, a Krishna o ad altri idoli. Coloro che, in modo inequivocabile, hanno ripudiato totalmente la fede cristiana cadendo dunque, ancor prima che nel delitto, nel peccato di apostasia. Anche coloro che hanno formalmente chiesto di non essere pi considerati membri della Chiesa cattolica, per esempio per adesione a qualche setta religiosa o movimento ateistico, esigendo che tale decisione venisse annotata sul registro dei battesimi o coloro

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che perseverano in unostinata negazione o sovvertimento di qualche verit da credere per fede divina e cattolica, nonostante ripetuti interventi della competente autorit ecclesiastica, possono essere annoverati tra questi cattolici che hanno abbandonato la Chiesa. Ancor pi stringente la necessit di un cammino di riammissione per coloro per i quali labbandono si configurasse come delitto di apostasia, eresia, scisma, sanzionato con la pena della scomunica latae sententiae. Tra i fedeli che necessitano del cammino di riammissione non vanno invece annoverati i cattolici poco praticanti; coloro che vivono un momento di fatica e incertezza nella loro ricerca religiosa; coloro che conducono uno stile di vita non conforme alla dottrina cristiana come, per esempio, i conviventi o i divorziati risposati; coloro che, sostanzialmente, possono essere considerati degli indifferenti. importante infine osservare che, sebbene, anche nei casi di apostasia, scisma ed eresia, non viene meno n pu essere revocato quel vincolo indelebile con la Chiesa cattolica costituito in forza del battesimo, ci non deve indurre a sottovalutare il significato e le conseguenze dellabbandono della Chiesa e dunque limportanza e talvolta la necessit di un percorso di riammissione alla piena comunione. Il rito di riconciliazione degli apostati, eretici, scismatici al tempo del CIC 1917 Antecedentemente alla vigente codificazione, il Codice del 1917, al can. 2314 1, dopo aver stabilito che gli apostati, gli eretici e gli scismatici incorrevano ipso facto nella scomunica, al n. 2 disponeva che, se dopo essere stati ammoniti, costoro non si fossero pentiti, fossero allora privati di ogni beneficio, dignit, pensione, ufficio e qualsiasi incarico ecclesiastico, venissero dichiarati infami e, se chierici, dopo una seconda inefficace ammonizione, venissero deposti. Al n. 3 si stabiliva inoltre la degradazione dei chierici che avessero aderito pubblicamente a sette acattoliche. Il 2, tra le disposizioni che regolavano lassoluzione della scomunica, stabiliva:
Lassoluzione della scomunica di cui al 1, da impartire in foro conscientiae, riservata in modo speciale alla Sede Apostolica. Se tuttavia il delitto di apostasia, eresia o scisma stato dedotto in qualsiasi modo al foro esterno dellOrdinario del luogo, anche per confessione volontaria, lo stesso Ordinario, non tuttavia il vicario generale se non per mandato speciale, pu assolvere colui che si pentito in foro esterno in forza della sua potest ordinaria, previa abiura legalmente compiuta e osservate le altre norme previste dal diritto.

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Per la validit giuridica dellabiura si stabiliva che questa venisse fatta davanti allordinario del luogo o a un suo delegato e alla presenza di almeno due testimoni. Interessante osservare come, per labiura, si richiedesse la forma legale, dunque il rispetto di una precisa procedura formale e una qualche pubblicit, cio che venisse fatta davanti allordinario o a un suo delegato e ad almeno due testimoni. Non dunque un atto privato, ma un atto pubblico, come pubblico era stato lallontanamento dalla Chiesa e ladesione ad unaltra setta, senza tuttavia assumere un carattere n particolarmente umiliante per il fedele n trionfalistico per la Chiesa, richiedendo, per esempio, una presenza particolarmente significativa e numerosa della comunit ecclesiale. Allabiura e allosservanza di altre norme stabilite dal diritto, come la riparazione dello scandalo e del danno causato, il pubblico abbandono della setta, ecc.1, seguiva lassoluzione della censura riservata, in foro interno, al Romano Pontefice, salvo delega particolare. Tuttavia bisogna ricordare che di sovente lordinario godeva di un indulto che gli consentiva di assolvere le censure riservate al Romano Pontefice e che comunque, durante il tempo del giubileo, ogni confessore approvato, nel foro interno sacramentale e in occasione della confessione giubilare, poteva assolvere da tutte le censure riservate in modo speciale alla Santa Sede. Nei casi durgenza (can. 2254 1), tutti i confessori potevano assolvere immediatamente un penitente da una censura riservata, salvo lobbligo di ricorrere alla S. Penitenzieria o al vescovo nel giro di un mese. In caso straordinario o se il ricorso fosse stato moralmente impossibile, il confessore poteva assolvere senza imporre obblighi al penitente. Tuttavia, pi che le questioni relative alla remissione della scomunica, ci che qui interessa il cammino di riammissione di coloro che avevano abbandonato la Chiesa, in modo particolare in relazione a quegli atti di abiura che, seguiti dalla remissione della scomunica, sancivano il rientro nella piena comunione. Gi nel primo millennio di vita della Chiesa erano previsti due diversi casi in cui si imponeva un rito di abiura per coloro che venivano o rientravano nella Chiesa cattolica: per un cattolico passato alleresia
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Cf A. VERMEERSCH - J. CREUSEN, Epitome Iuris Canonici, I, Mechliniae - Romae 19242, p. 264. Nel caso di appartenenti a sette massoniche, per esempio, si prevedeva, per la riconciliazione, che questi promettessero di non pagare i contributi alla setta, rimuovessero lo scandalo nel modo migliore possibile, revocassero la propria iscrizione qualsiasi ne fosse la conseguenza, esprimessero chiaramente la separazione dalla setta e la revoca di quelle clausole o formulazioni testamentarie contrarie alla dottrina cattolica, come i funerali irreligiosi (ibid., p. 277).

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e per coloro che provenivano da un battesimo eretico. Il I concilio Costantinopolitano (381), al can. 7, cos stabiliva:
Coloro che giungono allortodossia e sfuggono alleresia, devono essere ammessi nel seguente modo: gli ariani, i macedoniani, i sabaziani, i novaziani, quelli che si definiscono catari o aristeroi (cio puri o sinistri), i quattordecimani o tetraditi e gli apollinaristi, con labiura scritta di ogni eresia, che non saccorda con la santa chiesa di Dio cattolica e apostolica. Essi siano segnati, ossia unti col sacro crisma sulla fronte, sugli occhi, sulle narici, sulla bocca, sulle orecchie e segnandoli diciamo: Segno del dono dello Spirito santo. Gli eunomiani, battezzati con la sola immersione, i montanisti, qui detti frigi, i sabelliani, che insegnano lidentit del Padre con il Figlio e fanno altre cose gravi, e tutti gli altri eretici (qui ve ne sono molti, specie quelli che vengono dalle parti dei Galati) che dalleresia vogliono passare allortodossia, li riceviamo come fossero dei gentili. E il primo giorno li segniamo con il segno del cristiano; il secondo li facciamo catecumeni; poi il terzo li esorcizziamo, soffiando per tre volte ad essi sul volto e nelle orecchie. E allora li istruiamo e li facciamo venire per un lungo tempo nella chiesa ad ascoltare le scritture, e dopo tutto questo li battezziamo2.

Nella Chiesa di Roma, il battesimo conferito dagli eretici nel nome della Trinit, era considerato valido, per cui uguale era il rito di abiura per i nati ed educati nelleresia e per coloro che, battezzati nella Chiesa cattolica, erano entrati nelleresia. In genere possiamo affermare che, nel primo millennio, in caso di valido battesimo nel nome della Trinit, si presentavano tre riti diversi per la riammissione o lammissione alla Chiesa cattolica: 1) la semplice riconciliazione con imposizione delle mani3; 2) lunzione con il sacro crisma; 3) la sola professione di fede. La semplice imposizione delle mani riguardava in genere tre categorie di eretici: coloro che erano stati battezzati nella Chiesa cattolica, ma erano poi caduti nelleresia; coloro che avevano ricevuto un valido battesimo per quanto nelleresia; coloro che, alleresia, avevano aggiunto un altro crimine come lapostasia, vedi per esempio quei chierici che erano diventati donatisti, i quali venivano riconciliati solo dopo una severa penitenza. Lunzione con il crisma, unita o meno allimposizione delle mani, era riservata a diversi
2

In Conciliorum Oecumenicorum Decreta, a cura di G. Alberigo - G.L. Dossetti - P.-P. Joannou - C. Leonardi - P. Prodi, Bologna 1991, p. 35. Il I concilio di Nicea (325), al can. 8, stabiliva che i catari, se vogliono entrare nella chiesa cattolica e apostolica, ricevuta limposizione delle mani, rimangano senzaltro nel clero. necessario per, prima di tutto, che essi promettano per iscritto di accettare e seguire gli insegnamenti della chiesa cattolica e apostolica; per i paulanisti, prescriveva invece, al can. 19, il ribattesimo (cf Conciliorum Oecumenicorum Decreta, cit., p. 9 e p. 15). 3 Nel rito di ammissione degli ariani, i papi Siricio e Gelasio, prescrivevano limposizione delle mani e linvocazione dello Spirito Santo Paraclito e dei suoi sette doni (cf F. CABROL, Absolution, in Dictionnaire darchologie chrtienne et de liturgie, I, Paris 1924, coll. 198-199).

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movimenti ereticali quali gli ariani, i macedoniani, i sabaziani, i novaziani ecc., i quali, dopo labiura scritta di ogni eresia, erano segnati col sacro crisma sulla fronte, sugli occhi, sulle narici, sulla bocca e sulle orecchie. La professione di fede era utilizzata soprattutto nella riconciliazione dei nestoriani. Evidentemente, non di rado, le diverse modalit si sovrapponevano tra loro, ci che comunque si ripeteva costantemente, nei riti di ammissione o riammissione, era la pronuncia, da parte del penitente, di un anatema nei confronti di tutte le eresie in genere e in specie verso quella a cui aveva aderito e quindi la professione di fede secondo le verit insegnate dalla Chiesa. Importante osservare come labiura si caratterizzasse per il fatto di essere un atto pubblico, libero e conseguente ad un cammino penitenziale4. La solemnis detestatio cum assertione catholicae veritatis et obligatione; hiuramento ac poena munita, permanendi in fide cattolica5, ovvero labiura, richiedeva un cammino di istruzione affidato ad un uomo preparato ed era riservata solo a cristiani, esclusi gli impuberi. Per i minori di quattordici anni bastava la semplice professione di fede, mentre labiura formale era richiesta per i maggiori di quattordici anni. Ai non cristiani o a coloro il cui battesimo non era ritenuto valido, non era richiesta n labiura n lassoluzione, visto che omnia abluit sacramentum regenerationis, ma erano previste apposite formule nel rituale per il battesimo degli adulti. In pratica si distinguevano tre casi: 1. Se si trattava di una persona non battezzata, allora non era richiesta nessuna abiura n assoluzione da censure: bastava evidentemente la ricezione del battesimo. 2. Nel caso di dubbio circa la ricezione o la validit del battesimo ricevuto, il neoconvertito doveva fare abiura ed emettere la professione di fede, veniva quindi amministrato il battesimo sotto condizione e infine, sempre sotto condizione, veniva assolto dalla scomunica e dalle eventuali censure. 3. Se si trattava di una persona validamente battezzata, allora il neoconvertito doveva abiurare alla propria eresia, recitare la professione di fede e seguiva quindi lassoluzione dalle censure6.
4 Cf V. ERMONI, Abjuration, in Dictionnaire darchologie chrtienne et de liturgie, cit., coll. 98-103. Interessante notare come, anche di fronte al gravissimo delitto dellapostasia, la Chiesa non abbia mai negato la possibilit di una riammissione, pur con lapplicazione di una penitenza adeguata e proporzionata alla gravit del delitto (J. BOUCH, Apostasie, in Dictionnaire de droit canonique, I, Paris 1935, coll. 650-651). 5 Cf B. OJETTI, Synopsis rerum moralium et Iuris Pontificii, Romae 19093, col. 18. Lo stesso Autore distingueva tra quattro forme diverse di abiura a seconda se si fosse trattato di eresia formale, di lieve, grave o gravissimo sospetto di eresia. 6 Cf A. VERMEERSCH - J. CREUSEN, Epitome Iuris Canonici, cit., p. 264; B. OJETTI, Synopsis rerum moralium, cit., coll. 18-19; V. ERMONI, Abjuration, cit., coll. 98-99; E. MAGNIN, Abjuration, in Dictionnaire de droit canonique, cit., coll. 76-92.

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Alle disposizioni in materia del Codice del 1917, a cui si accennato, corrispondeva, nel Pontificale Romano, lordo ad reconciliandum apostatam, schismaticum vel haereticum, posto dopo i riti di degradazione dei chierici colpevoli di gravi delitti e lordo excommunicandi et absolvendi. Il rito di riconciliazione dellapostata, scismatico o eretico, prevedeva che il celebrante, con appositi paramenti, attendesse colui che doveva riconciliarsi allesterno della chiesa. L, il riconciliando veniva interrogato espressamente sui singoli dodici articoli del credo e ad ogni richiesta era invitato a rispondere credo. A questo punto, il Pontifex, in piedi davanti al riconciliando inginocchiato, pronunciava un vero e proprio esorcismo sul penitente: Exorcizo te immunde spiritus, lo segnava con il segno della croce sulla fronte e, presolo per mano, lo introduceva nella chiesa fino allaltare maggiore. Giunti in chiesa il celebrante saliva verso laltare maggiore, mentre il riconciliando stava ai piedi dellaltare. Qui, il celebrante, dopo alcune orazioni, interrogava ancora una volta il riconciliando in merito alla fede cattolica e sulla sua rinuncia a Satana, al male e ad ogni eresia. Dopo la domanda se volesse essere e vivere in unit con la santa fede cattolica, il riconciliando saliva in ginocchio fino ai piedi del celebrante, il quale imponeva sul suo capo la mano destra pronunciando unorazione nella quale era invocato lo Spirito Santo e i suoi sette doni. Seguiva quindi la pronuncia, da parte del riconciliando, della formula di abiura con linvocazione dellaiuto di Dio ponendo ambedue le mani stese sul libro del Santo Vangelo, che il celebrante teneva davanti a s aperto. Il Pontificale prevedeva due diverse formule di abiura: una per il caso di un fedele scismatico, laltra per il caso di un fedele eretico. Concludeva il rito il segno della croce fatto dal celebrante sul capo di colui che era stato riconciliato7. Gli snodi del percorso di riammissione Preparazione remota Si pu parlare di percorso di riammissione perch, se il punto di partenza dato dalla richiesta di colui che ha abbandonato la Chiesa di potervi essere riammesso, tuttavia le fattispecie sono cos diverse
7 Cf Pontificale Romanum Clementis VIII. ac Urbani VIII. Jussu editum postremo a SS. Domino Nostro Benedicto XIV recognitum et castigatum, Venetiis 1844, pp. 370-374; Pontificale Romanum Summorum Pontificum jussu editum a Benedicto XIV. Et Leone XIII Pont. Max. recognitum et castigatum, editio secunda post typicam, Ratisbonae - Romae - Neo Eboraci et Cincinnati 1908, pp. 399-403.

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tra loro da richiedere un esame approfondito caso per caso e, conseguentemente, lapprontamento di itinerari specifici e individuali. A tali itinerari spetter il compito di accompagnare il battezzato a rivedere adeguatamente le motivazioni e le scelte che lhanno portato ad allontanarsi dalla Chiesa. Evidentemente il cammino dovr tener conto di quale sia la setta o il movimento al quale il fedele ha aderito, per quali ragioni, in che misura abbia fatte proprie e propagandate le tesi di tale setta, e cos via. Unadeguata conoscenza dei contenuti fondamentali, delle strutture organizzative e degli elementi costitutivi delle sette, associazioni o movimenti ai quali il fedele ha aderito essenziale per individuare un efficace percorso personalizzato di riammissione. Evidentemente gruppi come i Testimoni di Geova, Scientology, i Mormoni, i seguaci di Krishna o di altri santoni indiani, cos come le associazioni che professano lateismo, i vari filoni sincretisti e new age non sono solo nomi diversi per indicare la medesima realt, ma dottrine strutturate su logiche proprie, con contenuti diversi e strutture quanto mai difformi: ecco perch impossibile proporre un cammino uguale per tutti coloro che hanno abbandonato la Chiesa. Daltra parte, lefficacia stessa del cammino sar legata ad una riproposta della dottrina cristiana che tenga conto delle deviazioni che il fedele ha fatto in qualche misura proprie aderendo ad una determinata setta o associazione. Anche la conoscenza della struttura organizzativa di queste sette pu giovare alla creazione di un percorso di guarigione e ad una terapia veramente salutare. Strutture come quella dei Testimoni di Geova, con i loro obblighi, la tendenza ad isolare i fedeli dal resto della comunit, le ore dedicate allapostolato porta a porta, sono elementi che condizionano pesantemente il soggetto e che quindi vanno prese in attenta considerazione8. Daltra parte non si pu dimenticare come non sufficiente la mera proposta della fede cristiana come una dottrina pi razionale o accattivante di altre: si tratta di un percorso pi complesso, dove il fedele che si allontanato deve essere ricondotto, per cos dire, mente e cuore, verso la persona di Ges, il mistero trinitario, la compagine ecclesiale. Un altro fattore di grande importanza certamente dato dal grado di adesione del fedele al movimento al quale si avvicinato: un conto una frequentazione casuale e saltuaria, altro unappartenenza convinta e decisa fino a diventare propagatore e pubblico propugnatore della setta. Evidente8 Cf B. CADEI - E. ZANETTI, Riammissione alla Chiesa cattolica di ex Testimoni di Geova, in Quaderni di diritto ecclesiale 10 (1997) 309-310.

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mente, al di l dellaver posto in una setta gesti di pubblica adesione che configurino la vera e propria apostasia, importante anche la verifica di come uno personalmente e spiritualmente abbia aderito a tale setta. Infatti, potrebbe darsi il caso di uno che aderisca pubblicamente ad una determinata setta con un vero e proprio rito battesimale, ma solo per costrizione psicologica, per esempio ad opera di parenti, senza mai una vera e propria convinzione personale. Gli esempi potrebbero moltiplicarsi, ci che conta osservare come non sempre al configurarsi di gesti di abbandono formale e notorio necessariamente corrispondono convinzioni personali ferme e costanti: da qui la necessit di unanalisi attenta, caso per caso, delle motivazioni, del grado e delle forme di adesione del fedele che si allontanato. Nei confronti di questi fratelli importante un atteggiamento positivo, assolutamente non trionfalistico o paternalistico: non di rado il ritorno sui propri passi non impresa facile, anche perch, generalmente, comporta il distacco da una realt associativa pi piccola e integralista, dalla quale di gran lunga pi difficile staccarsi rispetto alla Chiesa cattolica stessa. Perch i buoni propositi di tali fratelli non cadano nel vuoto necessaria chiarezza e misericordia, un accompagnamento paziente, ma anche studiato e opportunamente adattato, perch possa essere realmente efficace. Litinerario di preparazione alla riammissione, per quanto affidato ad alcune persone, sar comunque sempre espressione di una cura pastorale ecclesiale: ecco perch non potr essere concepito in maniera individualistica ma, pur essendo un cammino personale e personalizzato, non mancher di una dimensione comunitaria. Lesame delle modalit di riammissione non potr che essere successivo al cammino necessario per il recupero di quelle lacune catechistiche, dottrinali e spirituali che lallontanamento ha fatto emergere; per non parlare poi di quelle implicazioni canonistiche che quasi certamente accompagnano lallontanamento stesso: si tratta di questioni che opportuno vengano trattate da persone con adeguata preparazione e con competenze nei diversi ambiti implicati, da quello catechistico a quello canonistico. Non a caso la nota pastorale del Segretariato per lecumenismo e il dialogo della CEI suggerisce di creare in ogni comunit diocesana gruppi specializzati che studino i diversi fenomeni delle sette e dei nuovi movimenti religiosi, non solo per offrire elementi di conoscenza utili, ma anche, tra le altre cose, per preparare adeguata accoglienza e sostegno a quanti, dopo essere stati membri di sette o movimenti re-

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ligiosi, decidono la strada del ritorno alla comunit cattolica9. Se non vi un vero e proprio organismo o ufficio di curia, quale, per esempio, un osservatorio o centro sulle sette e le nuove religiosit, di certo bene che vi siano persone esperte a cui il vescovo possa far riferimento. Per favorire laccompagnamento individuale, al candidato alla riammissione sar affiancato un garante: un catechista o un insegnante di religione o altra persona preparata, che gli si metta accanto e lo guidi con competenza e pazienza. A volte questo accompagnamento potr essere garantito o aiutato dalla collaborazione di un movimento o associazione ecclesiale. Se un attento esame dellesperienza del battezzato fuori dalla Chiesa e dei suoi effetti, da parte di persone competenti, potr suggerire litinerario pi adeguato, tuttavia lindividuazione del cammino migliore non pu essere per ci stesso garanzia che questo venga concluso positivamente: sar un percorso lento, rispettoso ed adeguato nei tempi e nei modi, sul quale competer comunque, qualsiasi siano le modalit scelte, allordinario diocesano pronunciare il giudizio finale. La richiesta dellatto/rito di riammissione A conclusione del percorso suggerito, generalmente, dallordinario o/e dai competenti uffici di curia, sar importante porre un atto che segni il ritorno del fedele alla Chiesa. In tal caso, dal momento che presumibilmente latto con il quale il fedele ha abbandonato la Chiesa cattolica stato formale e pubblico, sar importante che la riammissione del fedele si caratterizzi per un atto pubblico. Daltra parte, questo atto ecclesiale, perch tocca la relazione con la Chiesa, potrebbe opportunamente assumere una forma liturgica e dunque esprimersi in un vero e proprio rito di riammissione. Spetter di norma, salvo che lordinario abbia stabilito diversamente, al parroco del fedele in questione chiedere lautorizzazione a procedere ad un atto pubblico di riammissione. Nella sua richiesta il parroco dovrebbe indicare i dati ecclesiastici fondamentali del fedele (battesimo, cresima ecc.), una breve ricostruzione del cammino di riammissione, la menzione della volont del
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SEGRETARIATO DELLA CEI PER LECUMENISMO E IL DIALOGO, Limpegno pastorale della Chiesa di fronte ai nuovi movimenti religiosi e alle sette, 30 maggio 1993, in Notiziario della Conferenza Episcopale italiana 1993, 177-213, dove, in nota al numero 44, si segnala come un importante contributo di conoscenza viene offerto da centri specializzati di studio del fenomeno e di sensibilizzazione delle comunit, come il Centro studi nuove religioni (CESNUR) e il Gruppo ricerca informazioni sette (GRIS).

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penitente di abbandonare la setta a cui aveva aderito e dunque il desiderio di essere riammesso alla Chiesa cattolica, lindicazione delle persone che hanno curato la preparazione alla riammissione e, infine, il proprio parere in merito alla seriet della richiesta e alla presenza di garanzie sufficienti (cf Appendice, allegato 1). Alla domanda del parroco potr essere allegata una lettera del fedele nella quale chiede allordinario di essere riammesso alla Chiesa cattolica indicando le ragioni di tale richiesta. Inoltre, alla domanda del parroco e alla lettera del fedele, potrebbe essere opportuno unire anche il parere delle persone che hanno accompagnato il fedele nel suo percorso di riavvicinamento. Lordinario, valutato quanto richiesto, potr concedere al parroco la facolt di riammettere il fedele alla piena comunione con la Chiesa. Nella risposta dellordinario, oltre ad indicazioni in merito al rito di riammissione in s stesso, se il caso, vi potranno essere anche disposizioni circa la remissione di uneventuale scomunica (per esempio mediante la concessione della facolt necessaria per la remissione) o di altra pena canonica. Nel medesimo testo vi potranno essere, sempre se il caso, la delega a presiedere il rito di riammissione alla Chiesa cattolica; la facolt di amministrare la Cresima e la facolt di assistere al matrimonio (cf Appendice, allegato 2). La remissione della scomunica e la dispensa dalle irregolarit Se un fedele battezzato nella Chiesa cattolica o in essa accolto (can. 11), agendo con piena consapevolezza e libert e in modo tale che qualcuno percepisca latteggiamento delittuoso (can. 1330) commette il delitto di apostasia, eresia e scisma, incorre nella pena della scomunica latae sententiae (can. 1364), per cui si rende necessario procedere alla remissione della scomunica stessa prima della riammissione. Inoltre, sar necessario verificare se il superiore competente abbia inflitto eventualmente altre pene e dunque prendere in considerazione le modalit previste per rimetterle10. In ogni caso, pure in as10

La scomunica pu essere accompagnata da altri effetti giuridici quali: la rimozione ipso iure dallufficio ecclesiastico (can. 194 1, 2); lirregolarit a ricevere lordine sacro (can. 1041, 2); la privazione delle esequie (can. 1184 1, 1) se il comportamento fosse notorio; per i chierici, se il delitto pubblico, lirregolarit a esercitare gli ordini ricevuti (cf can. 1044 1, 2) e altre possibili pene ferendae sententiae stabilite tra quelle indicate nel can. 1336 1, 1-3 (se si verificano le condizioni di cui al 2, possibile la dimissione dello stato clericale) (M. MOSCONI, Can. 1364, in Codice di diritto canonico commentato, a cura della Redazione di Quaderni di diritto ecclesiale, Milano 20042, p. 1084).

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senza di delitto vero e proprio, occorrer comunque considerare unopportuna disciplina penitenziale di riparazione del peccato di apostasia, con eventuale dimensione comunitaria11. In caso di dubbio lassoluzione della scomunica potr avvenire ad cautelam. Se il fedele incorso nella scomunica latae sententiae non dichiarata, a norma del can. 1355 2, la remissione della pena potr essere effettuata dallordinario ai propri sudditi e a coloro che si trovano nel suo territorio o vi hanno commesso il delitto, e anche da qualunque vescovo tuttavia nellatto della confessione sacramentale. Lordinario di cui sopra potr rimettere la pena sia in foro interno, sacramentale o non sacramentale, che in foro esterno. Anche il canonico penitenziere, sia della chiesa cattedrale che della chiesa collegiata, ha in forza dellufficio la facolt di assolvere in foro sacramentale dalle censure latae sententiae non dichiarate e non riservate alla Sede Apostolica (cf can. 508). Si tratta di una facolt non delegabile che riguarda, in diocesi, anche gli estranei e i diocesani fuori del territorio della diocesi. La remissione della scomunica pu essere concessa tuttavia solo se il fedele che ha commesso il delitto ha receduto dalla contumacia: a tale fedele non si pu negare la remissione della scomunica (can. 1358). Si ritiene che il reo abbia receduto dalla contumacia se si veramente pentito del delitto commesso e ha dato congrua riparazione ai danni e allo scandalo provocato o almeno abbia promesso di farlo (can. 1347 2). Se la pena della scomunica stabilita dalla legge non riservata alla Santa Sede stata dichiarata o inflitta, allora potr rimetterla 1 lordinario che ha promosso il giudizio per infliggere o dichiarare la pena, oppure lha inflitta o dichiarata per decreto personalmente o tramite altri; 2 lordinario del luogo in cui si trova il delinquente, dopo aver consultato lordinario di cui al n. 1, a meno che per circostanze straordinarie ci sia impossibile (can. 1355 1). La remissione della pena in foro esterno, salvo che una grave causa suggerisca altrimenti, deve essere data per iscritto (can. 1361 2). Lo stesso can. 1361 3 raccomanda discrezione e riservatezza; invita, infatti, a provvedere affinch la domanda di remissione, cos come la remissione stessa, non siano divulgate se non nella misura in cui ci sia utile a tutelare la fama del fedele o sia necessario per riparare lo scandalo. Si noti infine che, chi rimette la censura, pu anche imporre una penitenza (can. 1358 2).

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Cf B. CADEI - E. ZANETTI, Riammissione alla Chiesa cattolica di ex Testimoni di Geova, cit., p. 318.

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Se la remissione della scomunica avviene in foro interno sacramentale si ricordi che per i peccati attualmente riservati, o per se stessi o per effetto della censura, nessun cambiamento si apporta alla formula dellassoluzione: basta che il confessore intenda assolvere anche da questi peccati riservati il penitente ben disposto, osservando fino a nuove disposizioni e se la situazione lo comporta le norme del diritto vigente sullobbligo del ricorso allAutorit competente. Il confessore tuttavia pu, prima di assolvere dai peccati, assolvere dalla censura con la formula proposta per luso fuori dal sacramento della Penitenza: In forza del potere a me concesso io ti assolvo dal vincolo di scomunica (o sospensione o interdetto). Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (tracciando sul fedele il segno della croce)12. Se generalmente sono queste le vie ordinarie per la remissione della scomunica, si possono ricordare altre tre fattispecie previste dal Codice, per quanto di raro si dia in concreto la loro applicazione. Il primo caso quello di pericolo di morte del penitente, dove tutti i sacerdoti possono assolvere da tutti i peccati e rimettere tutte le pene (cf can. 976). Il secondo quello di un penitente a cui sia gravoso rimanere in uno stato di peccato grave per il tempo necessario a che il Superiore competente provveda: in tal caso, in foro interno sacramentale, ogni sacerdote lecitamente munito della facolt di confessare, pu rimettere anche una scomunica non dichiarata (can. 1357). Infine si pu ricordare come, negli ospedali, nelle carceri e nei viaggi in mare, il cappellano ha la facolt di assolvere dalle censure latae sententiae non riservate n dichiarate (can. 566 2). Il can. 1041, 2 ricorda che il delitto di apostasia, eresia, scisma e non evidentemente il solo peccato contro la fede, comporta, per tutti coloro che sono stati battezzati o accolti nella Chiesa cattolica, lirregolarit a ricevere gli ordini. Tale irregolarit non tocca coloro che sono stati battezzati o educati in una comunit ecclesiale non cattolica. Inoltre, chi ha commesso il delitto di eresia, apostasia e scisma, se il delitto pubblico, cio divulgato oppure si danno le condizioni perch si possa o si debba prudentemente ritenere che possa essere facilmente divulgato, si trova nella situazione di irregolarit ad esercitare gli ordini ricevuti (can. 1044 1, 2). Irregolari ad esercitare gli ordini ricevuti sono pure coloro che, mentre erano impediti da irregolarit a ricevere gli ordini, li hanno ricevuti illegittimamente (can. 1044 1,
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Cf Rito della Penitenza, Appendice I, Lassoluzione dalle censure, nn. 1-2.

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1). Le irregolarit cessano perch cessa la legge che le stabilisce, oppure perch stata concessa dispensa. Quelle per delitto non cessano per la remissione della pena, in quanto lirregolarit una condizione personale. La dispensa dallirregolarit a ricevere gli ordini, se il delitto di apostasia, eresia e scisma pubblico, riservata alla Santa Sede. In specie, lart. 52 della costituzione apostolica Pastor bonus riserva alla Congregazione della dottrina della fede il giudizio in merito ai delitti contro la fede (tra i quali rientrano lapostasia, leresia e lo scisma) e i delitti pi gravi commessi contro la morale e nella celebrazione dei sacramenti, che vengono ad essa segnalati, procedendo, alloccorrenza, a dichiarare o ad infliggere le sanzioni canoniche a norma del diritto, comune e proprio. Ancora alla Sede Apostolica riservata in modo esclusivo la dispensa da tutte le irregolarit quando il fatto su cui si fondano dedotto in foro giudiziale, sia ecclesiastico che civile (can. 1047 1). Negli altri casi la dispensa pu essere concessa dallordinario (cf cann. 134 1 e 1047 4). Una nota particolare riguarda coloro che sono stati ordinati nello scisma diaconi o sacerdoti. Infatti, anche se reintegrati nella Chiesa cattolica, essi restano irregolari allesercizio degli Ordini sacri, per cui, sebbene il vescovo possa assolverli dalla scomunica, lirregolarit allesercizio sar deferita alla Congregazione per la dottrina della fede. Se uno viene ordinato vescovo nello scisma allora solo la Congregazione della dottrina della fede chiamata ad esaminare il caso e, con apposita procedura, a togliere la censura. Il rito di riammissione Il Codice non stabilisce nulla circa un eventuale rito di riammissione per coloro che hanno abbandonato la Chiesa, fatti salvi i rimandi alle norme circa la remissione della scomunica. Daltra parte, nel vigente Pontificale Romano non esiste pi un rito di riconciliazione degli apostati, eretici e scismatici analogo a quello dei precedenti Pontificali. Solo nel Rituale Romano, come Appendice al Rito delliniziazione cristiana degli adulti, si trova un Rito dellammissione alla piena comunione della Chiesa cattolica di coloro che sono gi stati validamente Battezzati13. Tuttavia, come si dice nei praenotanda, questo il Rito con il quale una persona, nata e battezzata in una Comunit
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Cf Rito delliniziazione cristiana degli adulti, Appendice, nn. 1-29, pp. 274-287.

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ecclesiale separata, accolta secondo il rito latino nella piena comunione della Chiesa cattolica (n. 1). Ben diverso il nostro caso visto che stiamo parlando di cattolici che hanno abbandonato la Chiesa cattolica per eresia, scisma e apostasia e che, dopo uno specifico cammino, con il consenso dellordinario, chiedono di essere riammessi. In ogni caso pu essere utile accennare a quanto i praenotanda e il rito stesso prescrivono per trarne alcune indicazioni per un eventuale atto liturgico di riammissione. I praenotanda ricordano come il rito di ammissione alla piena comunione latto conclusivo di un percorso dottrinale e spirituale secondo le necessit pastorali adattate ai singoli casi (n. 5). Diversamente che nel passato, dal momento che per instaurare la comunione e lunit non si esige pi di quanto necessario (n. 1), non pi richiesta labiura dalleresia, ma si chiede semplicemente la professione di fede (nn. 1 e 6). Il Rito prevede due forme: durante la Messa e fuori dalla Messa. La preferenza per la celebrazione del rito allinterno dellEucaristia chiaramente formulata; infatti, anche qualora il rito venga celebrato fuori della Messa, il legame con la comunione eucaristica dovr apparire dal fatto che quanto prima verr celebrata unEucaristia alla quale parteciper per la prima volta la persona ammessa (nn. 3 e 4). Spetta al vescovo ammettere un candidato. Tuttavia il sacerdote a cui egli affida la celebrazione, ha la facolt di confermare il candidato durante lo stesso rito di ammissione, se questi non ha gi validamente ricevuto la confermazione (n. 8). Colui che deve essere ammesso, se lammissione avviene durante la Messa, considerata la sua personale condizione, confessi prima i suoi peccati dopo aver informato il confessore della sua imminente ammissione. Ogni confessore, debitamente approvato, pu ricevere tale confessione (n. 9). Chi deve essere ammesso sia accompagnato, se il caso, nel rito di ammissione, da un garante cio da un uomo (o da una donna) che ha avuto parte pi degli altri nel guidare e nel preparare il candidato (n. 10). data la possibilit di adattare il rito da parte delle conferenze episcopali e dei singoli ordinari del luogo secondo le disposizioni vigenti (n. 12). Infine viene previsto che i nomi delle persone ammesse siano annotati in un libro speciale aggiungendo il giorno e il luogo del battesimo (n. 13). Il rito di ammissione assai semplice: se si svolge durante la Messa comporta che, dopo lomelia, vi sia una monizione del celebrante a cui segue la recita del simbolo niceno-constantinopolitano con la semplice aggiunta delle parole: Credo e professo tutte le verit che la Santa Chiesa cattolica crede, insegna e annunzia come rivelate da Dio (n. 15). Il celebrante

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poi impone la mano destra sul capo del candidato e pronuncia la formula di ammissione: Il Signore accoglie te, N., nella Chiesa cattolica, Egli nella sua misericordia ti ha guidato ad ottenere nello Spirito Santo piena comunione con noi nella fede che hai professato davanti a questa sua famiglia. Qualora il candidato non abbia ricevuto la confermazione allora, invece della formula di ammissione, segue il rito di confermazione. La celebrazione prosegue con il saluto del neoammesso da parte del celebrante e da parte dei presenti con un gesto di accoglienza, per esempio il celebrante pu prendere per mano il fedele riammesso ovvero ci si pu scambiare il segno della pace; quindi le preghiere dei fedeli e poi la Messa prosegue con la liturgia eucaristica. Se il Rito, per un grave motivo, avviene fuori dalla Messa, allora vi sar la liturgia della Parola, lomelia, il vero e proprio rito di ammissione, la preghiera dei fedeli, la recita del Padre nostro e la benedizione del sacerdote (nn. 22-27). Il rito prevede anche che, in circostanze straordinarie, lammissione possa essere celebrata senza la liturgia della Parola, partendo dunque subito dalla monizione del celebrante (n. 28). Tenendo presenti questi dati, per quanto riguarda i fedeli oggetto della nostra indagine, chiaro che, oltre alleventuale remissione della scomunica, importante porre anche un segno esteriore del cammino che ha portato il fedele a pentirsi dellapostasia, eresia o scisma e a ritornare nella piena comunione con la Chiesa cattolica. Cos come lo stesso Rito dellammissione alla piena comunione della Chiesa cattolica invita ad evitare che siano fatte celebrazioni di indole trionfalistica e, quando necessario, ad adottare uno stile riservato e quasi familiare, le modalit di riammissione alla Chiesa di questi fedeli dovrebbero tener presente in modo equilibrato il bene e il rispetto dei singoli fedeli, quello della comunit cristiana nel suo insieme, il grado di colpevolezza, la notoriet e pubblicit data allallontanamento dalla Chiesa. Si tratta di molti fattori la cui composizione non certo opera facile, ma che pu essere ricercata ricordando come semplicit e sobriet sono la via migliore da percorrere. Concretamente si potrebbe pensare a un rito in cui il fedele emette una professione di fede: simbolo apostolico o niceno-costantinopolitano14, opportunamente preceduto da un atto di abiura consistente in una esplicita dichiarazione di abbandono e rifiuto delle tesi o del movimento fatti pro14

Preferibile la formula che integra il simbolo niceno-costantinopolitano con i tre commi corrispondenti alle verit illustrate nei cann. 750 1-2 e 752 (cf CEI, Professione di fede, in NCEI 1990, 180-181).

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pri nella precedente esperienza di allontanamento dalla Chiesa15. Latto liturgico di riammissione potrebbe compiersi davanti al vescovo, al proprio parroco o ad un sacerdote delegato dal vescovo e a quella o quelle persone che, come garanti, hanno seguito la preparazione di colui che viene riammesso, oltre che davanti ad alcuni fedeli, quali testimoni: parenti, amici, parrocchiani. Tale rito potrebbe essere collocato allinterno della remissione della scomunica, se data in foro esterno, oppure dopo di essa, se data in foro interno. Si valuti con prudenza se celebrare il rito di riammissione in chiesa parrocchiale o se non sia preferibile un altro luogo sacro quale una cappella o un santuario, evitando sia una celebrazione cos intimistica da non aver alcun carattere pubblico, che lestremo opposto di una celebrazione in pompa magna nella chiesa cattedrale. Poich la comunione eucaristica segna chiaramente la ritrovata piena comunione con la Chiesa cattolica, si pu ritenere preferibile che il rito di riammissione sia collocato allinterno della celebrazione eucaristica, per esempio dopo lomelia. Ci non esclude la possibilit di collocarlo allinterno di una celebrazione della Parola, premettendo comunque alcune parole di commento al rito della riammissione, al suo significato e alle sue conseguenze. Senza moltiplicare simboli e riti in modo ridondante, certamente gesti come lo scambio o labbraccio della pace con il sacerdote delegato dal vescovo e i presenti oppure quello previsto dal precedente Pontificale, ossia del celebrante che attendeva il fedele fuori dalla chiesa e prendendolo per mano lo accompagnava al suo interno, possono ben esprimere la gioia della Chiesa per il fratello e figlio perduto, ritrovato e ritornato finalmente a casa. Sar importante, una volta compiuto questo rito, sottoscrivere latto di riammissione, in doppio originale, uno da trattenere nella parrocchia in cui avvenuto il rito, laltro da trasmettere alla curia e da annotare in un apposito registro. Latto di riammissione potr contenere dati relativi al celebrante della riammissione, al luogo e al giorno dove questa avvenuta, a colui che stato riammesso, al decreto del vescovo con il quale si autorizza il rito di riammissione; oltre che ulteriori annotazioni come quelle relative al cammino di preparazione, alleventuale ricezione del sacramento della riconciliazione, allassoluzione della scomunica latae sententiae, alla rinnovazione davanti al saSe infatti il rito di ammissione esclude labiura dalleresia per coloro che sono nati e battezzati fuori dalla comunione visibile con la Chiesa cattolica, ben diverso il caso di chi si trovava gi in tale piena comunione ed ha scelto di allontanarsi.
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cerdote assistente e ai testimoni della professione di fede cattolica, alleventuale emissione dellabiura, alla ricezione dellEucaristia e delleventuale confermazione (cf Appendice, allegato 3). Quindi, lordinario diocesano segnaler lavvenuta riammissione al parroco di battesimo del fedele per lannotazione sul registro parrocchiale dei battesimi (cf Appendice, allegato 4)16. Alla riammissione alla piena comunione dovrebbe essere premessa la confessione sacramentale del fedele, sempre che ci non sia avvenuto gi nel contesto della remissione della scomunica in foro interno sacramentale; infatti lapostasia, leresia e lo scisma, ancor prima di configurarsi come delitti, sono espressioni di peccato. A maggiore ragione la confessione si rende necessaria se, come suggerisce il Rito della ammissione, il cammino che ha riportato il fedele alla piena comunione con la Chiesa cattolica dovesse collocarsi allinterno della celebrazione eucaristica. Se, poi, il fedele non ha ancora ricevuto il Sacramento della Confermazione, dovrebbe spettare al vescovo, a seconda dellet e della preparazione dei fedeli, indicare se amministrare la cresima nel contesto del rito di riammissione oppure successivamente; anche se generalmente nel caso di un fedele adulto sembrerebbe pi opportuno sigillare la riammissione alla piena comunione con la Chiesa con la pienezza del dono dello Spirito Santo17. Se il vescovo concedesse ad un sacerdote di presiedere al rito, contemporaneamente conceder a lui anche la facolt di conferire la cresima. Per quanto riguarda il sacramento del matrimonio occorre ricordare che chi si separato dalla Chiesa cattolica con atto formale non tenuto alla forma canonica del matrimonio e alle norme riguardanti i matrimoni misti o con disparit di culto (cf cann. 1086, 1117, 1124), che abbia commesso o meno un vero e proprio delitto di apostasia o sia effettivamente caduto nella pena di scomunica: ne consegue che,
Cf B. CADEI - E. ZANETTI, Riammissione alla Chiesa cattolica di ex Testimoni di Geova, cit., pp. 321-323. Cf ibid., pp. 323-324 che proseguono annotando: Ci avviene anche nel Rito di ammissione alla Chiesa cattolica dei fedeli appartenenti ad altre confessioni cristiane. Questa analogia fra le due situazioni fu posta dalla stessa Commissione pontificia per linterpretazione dei decreti del Vaticano II: La facolt, di cui nel Rito di ammissione nella piena comunione con la Chiesa cattolica di coloro che sono stati validamente battezzati (Praenotanda, n. 8) e nel Rito della Confermazione (Praenotanda, n. 7/b), secondo la quale il Presbitero deputato dal vescovo per lammissione pu amministrare la Confermazione al candidato nello stesso atto di ammissione, comprende anche il caso della riammissione di un apostata dalla fede, non ancora confermato (cf PONTIFICIA COMMISSIO DECRETIS CONCILII VATICANI II INTERPRETANDIS, Responsa ad proposita dubia, I De ministro Sacramenti Confirmationis [25.04.1975], in AAS 75 [1975] 348). Tale risposta della Pontificia Commissione ci sembra significativa, oltre che per la specifica indicazione, soprattutto per laccostamento posto con il caso dellammissione dei cristiani non cattolici. In assenza di indicazioni pi specifiche e precise ci sembra, infatti, confermare che questo il punto di riferimento pi vicino per elaborare una regolamentazione del caso dei fedeli che ritornano alla fede cristiana e alla piena comunione con la Chiesa cattolica dopo averla abbandonata con un atto formale.
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il matrimonio che questi fedeli che hanno abbandonato la Chiesa contraggono con un non battezzato o con un cristiano non cattolico o con un cattolico che pure si separato con atto formale dalla Chiesa cattolica, ritenuto matrimonio valido, per quanto contratto senza forma canonica e senza le dovute dispense o licenze e, pertanto, qualora tali persone vengano riammesse alla Chiesa cattolica, il loro matrimonio non deve essere celebrato di nuovo18. Se, invece, queste persone hanno contratto matrimonio con un cattolico senza la forma canonica durante la loro separazione dalla Chiesa cattolica, allora tale matrimonio non ritenuto valido e dovr dunque essere regolarizzato. A seconda delle circostanze e delle opportunit pastorali tale regolazione potr avvenire o prima della riammissione alla Chiesa cattolica di colui che si era allontanato, con una nuova celebrazione provvista di debita licenza (cann. 1071 1, 4 e 1124-1126) o con la sanatio in radice (cf cann 1161 ss.), oppure nel contesto del rito della riammissione alla Chiesa cattolica, la situazione irregolare potr essere risolta attraverso una nuova celebrazione del matrimonio secondo la forma canonica. Visti i tempi non certamente brevi del cammino di riammissione e poich la riammissione stessa chiede nel soggetto una condizione di vita regolare anche solo per la ricezione dei sacramenti della penitenza, dellEucaristia ed eventualmente della confermazione, decisamente opportuno che leventuale situazione matrimoniale irregolare venga sanata prima della riammissione alla Chiesa cattolica. Conclusione Una rinnovata capacit della comunit cristiana di accompagnare quei fedeli che si sono smarriti, perch hanno posto in essere quegli atti di apostasia, eresia e scisma, che hanno determinato la rottura dei vincoli della piena comunione, la vera priorit rispetto allindividuazione di quale formulazione rituale adottare per la riammissione alla Chiesa cattolica di coloro che si sono allontanati per aderire ad altre sette, movimenti o associazioni. Si tratta, in fondo, di un cammino di rievangelizzazione, ancor pi difficile poich si innesta non gi su
Vale la pena ricordare che il matrimonio di un ex-cattolico riammesso alla piena comunione con la Chiesa cattolica, contratto con una persona non battezzata, potrebbe essere soggetto allo scioglimento da parte del Sommo Pontefice in favore della fede e della salvezza delle anime, secondo le condizioni, circostanze e norme previste dal diritto (B. CADEI - E. ZANETTI, Riammissione alla Chiesa cattolica di ex Testimoni di Geova, cit., p. 324).
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un terreno vergine rispetto alla buona novella, ma spesso su situazioni di disincanto e delusione rispetto alla propria esperienza nella Chiesa cattolica. Se ci dunque deve far riflettere sulla poca coerenza e credibilit della testimonianza che le comunit danno e che non di rado allorigine di certi allontanamenti; tuttavia, il fatto che alcune persone, dopo essersi allontanate dalla Chiesa, richiedano di farvi ritorno, deve essere interpretato come il dono prezioso di una nuova occasione di fraternit e come uno stimolo per costruire percorsi e per attrezzarsi di attenzioni e strumenti affinch il fratello o la sorella che si erano smarriti possano ritrovarsi ed essere in piena comunione con quella comunit-casa, che la Chiesa. GIANLUCA MARCHETTI Piazza Duomo, 5 24129 Bergamo

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Allegato 1 DOMANDA ALLORDINARIO PER LA RIAMMISSIONE ALLA PIENA COMUNIONE CON LA CHIESA CATTOLICA Parrocchia di ............................................... Diocesi di ................................................. AllOrdinario di ........................................... Il sottoscritto Parroco della parrocchia di fa richiesta di poter riammettere alla piena comunione con la Chiesa cattolica il Sig. ........., nato a ........., il ........., battezzato nella parrocchia di ......., il ........., cresimato nella parrocchia di , il , residente in questa parrocchia in via ........., comune di ................ (Descrizione del cammino svolto e indicazione delle persone che hanno curato la preparazione alla riammissione alla piena comunione con la Chiesa cattolica): ............................................................................................................................. ............................................................................................................................. ............................................................................................................................. ............................................................................................................................. Dopo questo cammino posso attestare la seriet della richiesta e la presenza di garanzie sufficienti. Pertanto, rimango in attesa di vostre indicazioni. Allego lettera del fedele e il parere di coloro che lo hanno accompagnato nel cammino di riammissione. Luogo e Data ......................................... Il Parroco ............................... L.S.

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Allegato 2 CONCESSIONE DI FACOLT PER RIAMMISSIONE ALLA PIENA COMUNIONE CON LA CHIESA CATTOLICA Prot. N. ........ IL VESCOVO di ...................................... Vista listanza del Parroco di ............................. in data .........., con la quale chiede la riammissione alla piena comunione con la Chiesa cattolica del Sig. ..........., nato a ..........., il................, battezzato il ..........., nella parrocchia di .........................., cresimato il ............................., nella parrocchia di.....................................; Considerato che questo fedele ader ufficialmente al movimento religioso ...................... e dunque abbandon la Chiesa cattolica con atto formale, cadendo cos nella condizione di apostata [eretico o scismatico] con la conseguente pena latae sententiae della scomunica, come previsto al can. 1364 del CIC; Preso atto della sua volont di fuoriuscita dal predetto movimento religioso e del desiderio di riammissione alla piena comunione con la Chiesa cattolica, attraverso un cammino iniziato nel ..................., [in accordo con il responsabile diocesano dei Movimenti religiosi alternativi]; A norma dei cann. 137; 883, 2; 1108; 1354-1355; 1358 del CIC, CON IL PRESENTE ATTO CONCEDE AL REV. SAC. ..................................... la facolt di rimettere la pena della scomunica in cui incorso il Sig......................................................................; la delega a presiedere al rito di riammissione alla piena comunione con la Chiesa cattolica; ( la facolt di amministrare la Cresima); ( la facolt di assistere al Matrimonio religioso). Tali atti vengono compiuti nella parrocchia di ............................................................., secondo le modalit ritenute pi opportune dal Parroco. Si dia, poi, comunicazione dellavvenuta riammissione alla piena comunione con la Chiesa cattolica alla parrocchia di Battesimo di detto fedele e alla Cancelleria della nostra Curia vescovile. (Cos pure venga annotato sul registro dei Matrimoni della parrocchia di .............. il Matrimonio dei Sigg. ...........................................................). Luogo e Data ................. Il Vescovo ................................................. L.S. Il Cancelliere ...........................................

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Allegato 3 ATTO DI RIAMMISSIONE ALLA PIENA COMUNIONE CON LA CHIESA CATTOLICA Il sottoscritto Sac. .., parroco della parrocchia di.... comune di attesta che il giorno .............................., presso la Chiesa di ....................................., nel territorio della suddetta parrocchia, il Sig./Sig.a ..................... ........................................ nato/a a ..........................................., il .........................; battezzato/a a ................................................, il ......................., residente a ............................................................................................................................. ................................................................................................................................, che aveva abbandonato formalmente la Chiesa cattolica per aderire a ......................................................................................................, stato riammesso nella piena comunione della Chiesa cattolica, secondo il decreto emesso dal Vescovo di ...................... in data ................... (P.G. ...........). A tal fine, dopo aver compiuto un serio cammino di preparazione, si accostato al sacramento della Riconciliazione; stato assolto dalla scomunica latae sententiae; e, accompagnato dal garante, ha rinnovato davanti al sacerdote assistente e ai testimoni la professione di fede cattolica con la recita del Credo e lemissione dellabiura; e ha ricevuto il sacramento dellEucaristia ed il sacramento della Confermazione (se non ancora ricevuto). Luogo e data .. in fede L.S. Il parroco ........................................................................................................ Il candidato ........................................................................................................ Il Sacerdote assistente ........................................................................................................ Il Garante ........................................................................................................ I Testimoni ........................................................................................................ ........................................................................................................

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ALLEGATO

4 ATTO DI RIAMMISSIONE ALLA PIENA COMUNIONE CON LA CHIESA CATTOLICA

Prot. N. . LOrdinario della Diocesi di ................................................... comunica al Parroco della parrocchia di ......................................................................... ............................................................................................................................. che il giorno .........................................................................., presso la Chiesa di ......................................................................................................................................... nella parrocchia di ...................................................................., il Sig./Sig.a .................................................................................... nato/a a ........................................................., il ........................; battezzato/a a ...................................................., il ............................................., residente a ............................................................................................................................................, che aveva abbandonato formalmente la Chiesa cattolica per aderire a ............................................................................................................................., ` E STATO RIAMMESSO NELLA PIENA COMUNIONE CON LA CHIESA CATTOLICA,

secondo il decreto emesso dal Vescovo di ............................................ in data ........................................... (P.G. ....................................................). A tal fine si accostato al sacramento della Riconciliazione; stato assolto dalla scomunica latae sententiae; ha rinnovato la professione di fede cattolica con la recita del Credo e lemissione dellabiura; e ha ricevuto il sacramento dellEucaristia ed il sacramento della Confermazione (se non ancora ricevuto). Si prega pertanto di apporre la debita nota sul registro dei Battesimi nelle finche relative al Battesimo di detto signore/a. Luogo e data, ...................................... LOrdinario ........................................................................................................ Il Cancelliere ........................................................................................................ L.S.