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Novembre/Dicembre 2001

COSTRUIRE IN LATERIZIO Inghilterra M. Hopkins E. Jones Holford Van Heyningen/Haward G. Reid Mac Cormac Jamieson Prichard

COSTRUIRE IN LA TERIZIO

Sped. in abb. postale 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Forl ISSN 0394-1590

Michael Hopkins Holford Ass. Mac Cormac Jamieson Prichard Van Heyningen & Haward Architects Geoffrey Reid Ass. Edward Jones

Inghilterra

Gruppo Editoriale Faenza Editrice S.p.A. Via Pier De Crescenzi 44 48018 Faenza (Ra) www.faenza.com

Organo ufficiale dellAndil Assolaterizi via Alessandro Torlonia 15 00161 Roma www.laterizio.it

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Novembre/Dicembre 2001 Anno XIV Rivista bimestrale Contiene I.R. Lire 12.000 6.20

COSTRUIRE IN LA TERIZIO

sommario
Editoriale
La Tradizione del Moderno Maria Cristina Donati 2

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Rivista bimestrale Anno XIV Novembre/ Dicembre 2001

Progetti
Holford Associati 201 Deansgate: un complesso per negozi ed uffici a Manchester Elisabetta Pieri Sir Michael Hopkins & Partners Wildscreen@Bristol Maria Cristina Donati Geoffrey Reid Associates World of glass, St. Elens on Merseyside Elisabetta Gonzo, Alessandro Vicari Van Heyningen & Haward Architects Museo dellAbbazia di St. Augustine, Canterbury Gerardo Sannella, Martin Pascoe Mac Cormac Jamieson Prichard Simmetrie e regole geometriche: Trinity College, Cambridge Maria De Santis

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in copertina: Londra. Veduta lungo Whitehall dalla National Portrait Gallery (immagine per cortese concessione dello studio Dixon Jones).

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Intervista
A colloquio con Edward Jones, Baumeister del rinnovamento Maria Cristina Donati 34

Direttore Responsabile Gianfranco Di Cesare Comitato Direttivo Michele Marconi (Presidente) Fulvio Cantagalli Gianfranco Di Cesare Federica Fantini Goffredo Gaeta Franco Rossi Margherita Scianatico Andrea Ugolini Comitato di Redazione Alfonso Acocella (responsabile architettura) Chiara Torricelli (responsabile tecnologia) Gianfranco Di Cesare Igor Maglica Giorgio Zanarini Collaboratori Giorgio F. Brambilla, Gianluca Brunetti, Andrea Campioli, Cristina Donati, Claudio R. Fantone, Stefano Gilardone, Elisabetta Gonzo, Juan Martn Piaggio, Elisabetta Pieri, Gennaro Postiglione, Sergio Signorini, Eleonora Trivellin, Alessandro Vicari Coordinamento Redazionale Flavia Gaeta Grafica Igor Maglica Organo Ufficiale dellANDIL Assolaterizi Via Alessandro Torlonia 15 00161 Roma Tel. 06.44236926 (r.a.) Fax 06.44237930 E-mail: andil@laterizio.it http://www.laterizio.it

Arte del Costruire Tecnologia

La tradizione britannica del costruire la citt Gabriele Tagliaventi

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Mac Cormac Jamieson Prichard Residenze studentesche per la Scuola di Economia di Londra Maria De Santis Mac Cormac Jamieson Prichard Community Mental Health Centre a Londra Claudio Renato Fantone

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Ricerca
Resistenza a taglio di murature con blocchi in laterizio Roberto Capozucca, Maria Nilde Cerri, Giorgio Zanarini La regola dellarte ed il comportamento meccanico dei pannelli in muratura Paolo Faccio, Paolo Foraboschi, Alessia Vanin 54

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Dettagli
Le due culture Andrea Campioli 66

Notiziario
a cura di Pieranna Manara 70

Recensioni
a cura di Sergio Signorini 74

Indice 2001
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Editore Gruppo Editoriale Faenza Editrice S.p.A. Via Pier De Crescenzi 44 48018 Faenza (Ra) Tel. 0546.670411 Fax 0546.660440 E-mail: info@faenza.com Amministrazione Via Pier De Crescenzi 44 48018 Faenza (Ra) Tel. 0546.670411 Fax 0546.660440 Responsabile banca dati Luisa Teston Segreteria Flavia Gaeta Ufficio abbonamenti Tel.0546.670411 Telefax 0546.660440 E-mail: info@faenza.com Pubblicit Promoadvertising srl Gruppo Editoriale Faenza Editrice S.p.A. Via Pier De Crescenzi 44 48018 Faenza (Ra) E-mail: info@faenza.com Stampa Litografica Faenza srl Fotolito/Fotocomposizione Graphic Line, Faenza (Ra) Spedizione in abbonamento postale 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Forl ISSN 0394-1590 Distribuzione in Italia PARRINI & C. Piazza Colonna 361 00187 Roma Tel. 06.695141 Via Cavriana, 14 20134 Milano Tel. 02.754171 Tiratura di questo numero 17.220 copie

Costruire in Laterizio Direttore Responsabile Gianfranco Di Cesare Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 869 del 18.2.1987 La Direzione non risponde delle idee od opinioni espresse dagli Autori degli articoli.

Editoriale

Maria Cristina Donati

La Tradizione del Moderno

Quinlan Terry. Studi sulla misura classica.

Cosa significa moderno e quale modernit meglio rappresenta la cultura del nostro secolo? Il significato etimologico mutato nella storia secondo tre diverse correnti di pensiero: la prima risale al Medioevo e riguarda laccezione di modernus pontifex; ha cio il senso di attuale, presente, come appunto indica lespressione latina per riferirsi allattuale Papa in Vaticano; nel 1600 moderno acquista il significato di nuovo, come contrapposizione ad una condizione passata cio allantichit; lOttocento sviluppa un terzo significato che connota uno stato momentaneo,transitorio,temporaneo: cos a contrapporre la modernit non pi un passato indeterminato ma una permanente eternit. Ognuna di queste interpretazioni implica una diversa percezione intellettuale della contemporaneit, anche se rimane comunque costante il bisogno di confrontarsi con la dimensione temporale: attuale, nuovo, transitorio sono espressioni in cui vive la variabile tempo con la quale si cerca di circoscrive, anche se in maniera diversa, tutto ci che caratterizza il presente ed anticipa il futuro. La modernit relaziona quindi presente e futuro con una certa chiarezza di rapporti che si confondono quando interviene la terza componente: il passato. La conflittualit tra passato e futuro esplode nella seicentesca Querelle des Anciens et des Moderns in cui il futuro, cio il nuovo, compete con gli ideali artistici dellepoca precedente che ha il compito di migliorare esuperare. Questa competitivit implica una visione darwiniana della storia, in cui ogni ciclo unico e irripetibile e soprattutto avanzato rispetto al precedente. In questa ottica la Modernit in conflitto con il passato e pi specificatamente con la Tradizione. J. Baudrillard, in un articolo per la Encyclopedia Universalis (1982), cos la definisce:la Modernit provoca una rottura estetica ad ogni livello della creativit individuale e dellinnovazione che si rappresenta con il fenomeno dellavanguardiae con la pi dichiarata distruzione delle forme tradizionali. Il Movimento Moderno focalizza tutta la forza della sua poetica su di una irreversibile rottura con il passato, secondo un processo di evoluzione senza ritorno con la trasformazione dei codici che afferiscono allarchitettura e allambiente per rispondere ai profondi cambiamenti di una societ, come quella del XIX secolo, che inizia il suo primo ciclo di industrializzazione.Il grande sforzo intellettuale dei primi Maestri del Razionalismo infatti quello di creare unarchitettura ex-novo per un mondo che sembra debba risorgere da una tabula rasa. In Inghilterra, come sottolinea Edward Jones, gli echi del Bauhaus propongono una Modernit che non riuscir a rappresentare n unalternativa estetica, n unutopia politica adatte al mondo anglosassone, che rifiuter con grande scetticismo la poetica moderna successivamente ridotta a strumento pragmatico ed utilitaristico per la ricomposizione del tessuto delledilizia economica durante la ricostruzione del dopoguerra. Se da un lato lInghilterra rifiuta la Modernit del Continente, di cui assorbe solo le aride regole compositive dellInternational Style, dallaltro, agli inizi degli anni 60, sente il bisogno di elaborare la sua Modernit che lega alla tradizione vittoriana dello strutturalismo di stampo ingegneristico. Cos, dalla prestigiosa Architectural Association si elevano i pensieri del guru americano Richard Buckminster Fuller che gli Archigram, con Ron Herron e Cedric Price, traducono nelle immagini futuriste di citt senza luogo e senza tempo come la robotica Plug-in City. LInghilterra si muove in modo del tutto anomalo: permane, cio, la forte presenza della Tradizione, come architettura nazionale dellEstablishment, affiancata da una prospera avanguardia che rimane comunque ignorata e non edificata in patria ed i cui padri fondatori sono Norman Foster e Richard Rogers. Questo stato delle cose si prolunga fino alla met degli anni 80 quando eventi straordinari colpiscono lassetto economico e culturale della Gran Bretagna e del mondo intero.

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Michail Hopkins. Il nuovo Parlamento, Londra.

Londra, London Eye.

Gli anni 1985-1995 rappresentano una decade di forti cambiamenti: nel percorso dalla deregulation alla recession, crolla nel 1987 la Borsa di New York e nel 1989 cade il Muro di Berlino. Dubbi e restrizioni coinvolgono anche lArchitettura che vive i suoi peggiori anni della storia recente: la crisi economica si trasforma in crisi di identit culturale per il mondo dellarchitettura che perde i suoi gi deboli legami con il Movimento Moderno. Raggiunta la crescita zero, alla met degli anni 90 arriva leuforia del Millennio con i suoi augurali messaggi di svolta epocale che iniziano a dare fiducia nella possibilit di ricostruire la cultura architettonica del moderno. Il rilancio della politica economica voluto dal nuovo governo Blair, attraverso la creazione di un nuovo Ministero per le politiche urbanistiche ed architettoniche, diretto dallormai acclamato Lord Richard Rogers of Riverside, ha premiato lattesa e linsistenza del mondo degli architetti inglesi che guidano il settore dellinnovazione con estetiche che, a lungo elaborate e vissute sulla carta, oggi prendono forme che riescono a riconciliare quel conflittuale rapporto tra passato, presente e futuro. LInghilterra diventata la sede dellinnovazione ed il futuro non fa pi cos paura. Lannosa Querelle des Anciens et des Modernes ha lasciato il posto ad una visione ecumenica dellArchitettura, dove il Moderno non ha pi la pretesa di sostituire la Tradizione n la Classicit, che vivono comunque una loro autonomia, come ha dimostrato il numero di Costruire in Laterizio (n.70/1999) dedicato al Modern-Classicism. Daltro canto, anche lavanguardia ha maturato la sua fase storicizzata. LHighTech radicale e manierista ha raggiunto il suo Rinascimento in forme dal rigore fin troppo classico legate alla grande conquista della biotecnologia: si pensi al nuovo edificio del Parlamento a Westminster di Michael Hopkins. I progetti che presentiamo nel seguito testimoniano questa prima ricucitura tra passato, presente e futuro: il museo del vetro a St. Helens on Merseyside, di Geoffrey Reid, e il centro interattivo a Bristol, di Michael Hopkins, si confrontano direttamente con le preesistenze storiche degli edifici del Jubilee Cone e del Leadworks, che vengono assorbiti come per naturale crescita dallespressione dellultima modernit. Cos oggi ad una sempre crescente sensibilit ecosostenibile che guida lultima innovazione si affianca la riscoperta dei materiali della Tradizione, come il laterizio, il legno e la pietra, che si accostano con disinvoltura al ferro ed al vetro per creare forme e geometrie contemporanee che esaltano la nuova cultura architettonica del Terzo Millennio, aggiungendo in tal modo una quarta variante etimologica alla modernit che fa quindi rima con continuit.

EDITORIALE

Progetti

Elisabetta Pieri

Architettura e citt Deansgate uno degli assi viari maggiormente trafficati del centro storico di Manchester sul quale si coagulano edifici chiave della vita cittadina. Intervenire, con unarchitettura contemporanea, in unarea al contempo strategica e rappresentativa, ha significato per lo studio Holford unoccasione di riflessione sul tema della continuit dellelemento murario,qui costituito dalla cortina compatta in mattoni che forma ed immagine della citt industriale, e della sua applicazione ad una tipologia edilizia, quella del commercio e del terziario avanzato, che nella visibilit e nella riconoscibilit ha il suo pi prestigioso bi-

holford associati

201 Deansgate: un complesso per negozi ed uffici a Manchester


glietto da visita. Lampio lotto,resosi disponibile a seguito delle demolizioni, presenta numerosi vincoli, acquisiti dai progettisti come stimoli fondanti del progetto. In primo luogo, limpianto ad L ed il modesto affaccio sulla strada principale, lunica con unampiezza sufficiente da consentire una visione frontale del prospetto, hanno naturalmente suggerito la disposizione della hall dingresso e del corpo dei collegamenti verticali; allo stesso modo, i fronti sulle vie secondarie Jacksons Row e della Sinagoga, proprio per la loro peculiarit di essere percepiti solo con visioni di scorcio o per sommatoria di particolari, sono stati risolti enfatizzandone le vedute angolari e la ripetizione seriale delle aperture, stabilendo tuttavia una gerarchia tra le due vie: sulla prima sono stati, infatti, concentrati gli ingressi ai negozi e gli affacci degli uffici,mentre la seconda stata trattata come una serrata cortina muraria con ridotte aperture ed accessi di servizio.

Pianta del piano terra. Nella pagina a fianco: immagine notturna dell'edificio.

Fotografie Richard Goulding

Il quarto fronte, i lati interni della L e laffaccio su Bootle Street, invece concepito in relazione alla presenza di unarchitettura storica che occupa langolo dellisolato,nei riguardi della quale il profilo del nuovo edificio si distacca a formare un cavedio ed una piccola corte. Il confronto con tale architettura, caratterizzata dalla partitura simmetrica e dai motivi classici delle aperture,nonch dalluso del mattone faccia a vista alternato da ricorsi e cornici in pietra, risolto tramite la creazione di un fondale murario omogeneo e continuo in laterizio che sembra voler offrire un rassicurante alloggiamento al preesistente edificio.Allo stesso modo, gli elementi che costituiscono la grammatica materiale del fabbricato storico vengono tradotti e reinterpretati cos da tradursi in segni nuovi; in particolare, la cortina in mattoni si arricchisce di lievi risalti,che enfatizzano la scala dei singoli elementi, e la pietra arenaria si articola cos da sottolineare aperture ed emergenze, componendosi dialetticamente con la tecnologia del rivestimento continuo in vetro ed alluminio. Allangolo tra Deansgate e Jacksons Row si concentrano gli episodi pi significativi delledificio; un massiccio pilastro angolare su tre livelli scandisce il passaggio tra il portico per laccesso diretto ai negozi e il grande taglio vetrato dellatrio, segnalato da un pilastro circolare a tutta altezza, serrato per contrappunto dalla torre in mattoni del vano scale.Tale elemento,costituente un punto visivo emergente nellasse prospettico della strada, caratterizzato a sua volta dalla dialettica tra la cortina compatta, perforata da piccole luci quadrate, e langolo svuotato e reso trasparente, avente il duplice scopo di illuminare il vano scala allinterno e di offrire una suggestiva visione angolare in ambedue i sensi di percorrenza della via. Larticolata composizione della facciata, conclusa da una trabeazione che reinterpreta geometricamente il tema degli attigui edifici tradizionali, prosegue oltre il terzo piano sovrapponendo alla cortina laterizia un fronte arretrato vetrato ed a pannelli metallici, il cui pro-

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Affaccio dell'ultimo piano sulla corte-copertura. Veduta dell'asse stradale di Deansgate. Nella pagina a fianco: latrio a tutta altezza su Deansgate.

filo si articola attorno alla copertura trasparente dellatrio. Il dialogo tra la cortina laterizia ed il curtain wall utilizzato dai progettisti per conferire allarchitettura unimmagine che muta nella percezione diurna e notturna, secondo un modello abbondantemente sperimentato nellarchitettura commerciale europea del Novecento, come emblematicamente attestano le varianti mendelsohniane degli anni 20 al tema dei grandi magazzini, dagli Schocken di Stoccarda e Chemitz ai Petersdorff di Breslavia. Tale mutevolezza dellimmagine architettonica fa s che nella visione diurna, al colore della tessitura laterizia, si contrappongano le superfici specchianti delle vetrate, sulle quali si proiettano gli edifici antistanti, mentre in quella notturna le cortine trasparenti dellatrio, delle finestre modulari e del rivestimento degli ultimi due piani svelano compiutamente linterno ed il funzionamento delledificio. Dal punto di vista distributivo,i progettisti scelgono di concentrare gli accessi ed i collegamenti verticali sui due lati opposti del lotto, diversificandoli per dimensione e per trattamento materico: latrio a tutta altezza di Deansgate si presenta come un ampio invaso luminoso, dominato dal colore chiaro della pietra e dellintonaco, dal quale si accede alla torre degli ascensori e delle scale; gli ingressi di servizio sul retro sono risolti invece come semplici aperture nella muratura in mattoni dove il lieve scarto dei due corpi di maggior altezza fa intuire la presenza dei

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PROGETTI

Prospetto su Deansgate.

Nella pagina a fianco: la torre del corpo scale ed ascensori vista dal vicolo.

vani scala.Tale scelta distributiva ha consentito di lasciare libero lo spazio degli uffici ai singoli piani, utilizzato come un open space organizzato attorno ad una corte centrale nel caso della show-room. Il muro e il curtain wall Sulla scia delle partiture murarie delledilizia tradizionale cittadina, lo studio Holford affronta la muratura in mattoni ricercando un disegno che rielabori quel procedere per fasce e risalti orizzontali,differenziandolo

in corrispondenza dei diversi temi del progetto e componendolo ora con elementi lineari in acciaio, ora con pannelli in vetro ed alluminio. Reinterpretando il motivo della fascia basamentale, i progettisti propongono uno zoccolo in granito marrone del Baltico, sul quale il rivestimento pi chiaro in arenaria (pietra di Halldale) sembra rinunziare alla consistenza materica a vantaggio del valore superficiale, utilizzandolo per rivestire il pilastro angolare e il

sistema colonna-cornice e per segnare i ricorsi orizzontali del solai, dei davanzali e delle cornici marcapiano allinterno della cortina in mattoni. Nel disegno delle finestre, il davanzale in pietra si combina con larchitrave in acciaio,costituito da un profilato a C inserito nel filo della muratura; la presenza di questi due elementi lineari, la cui diversit materica rimanda al mondo delledilizia e dellindustria, sottolineata dal disegno dellapparato murario.
Prospetto su Jacksons Row.

Scheda Tecnica Progetto: Cronologia progetto: Committente: Strutture: Coordinamento: Impresa: Superficie lotto: Superficie uffici: Holford Associati 1994-1996 Chestergate Seddon Ltd Modus Usher & Partners MJ Gleeson 1.800 m2 6.350 m2

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Il tema della trama laterizia risulta decisamente importante allinterno del disegno della facciata,calibrandone modularmente i singoli componenti e trasformando quella che, alla distanza, sembra una cortina compatta in una tessitura articolata. La rigorosa muratura infatti composta secondo precise scansioni: allinterno dei ricorsi conseguiti tramite il leggero arretramento di due liste di mattoni,fungenti da marcapiano e da motivo di contenimento degli architravi metallici, si disegnano quattro fasce (12 mattoni ciascuna) scandite unicamente tramite laccorgimento del giunto incavato. Nella torre scala in facciata, tale tessitura si arricchisce di piccole campiture arretrate in corrispondenza delle luci quadrate e di una cornice angolare in arenaria, posta a segnare la gronda della prospiciente copertura in metallo. Agli ultimi due piani, il dialogo tra laterizio e curtain wall si fa pi serrato procedendo ad una riduzione del primo a vantaggio del secondo, conseguente allarretramento del fronte dal filo stradale: la cortina in mattoni resta dunque a segnare le tre torri scala ed il parapetto,mentre i volumi si caratterizzano per il rivestimento continuo in vetro ed alluminio,anchesso ritmato per fasce orizzontali.Tale scansione conseguita tramite la sovrapposizione di tre diversi tipi di rivestimento, combinati ad ottimizzare lilluminazione e lisolamento degli ambienti interni: dal solaio verso la copertura, rispettivamente, fascia in vetrocamera dello spessore complessivo di 24 mm con allinterno un rivestimento in grafite oscurante,pannellatura con telaio in alluminio e doppio vetro con isolante termico ed infine rivestimento in pannelli di alluminio effetto argento.Questa soluzione introduce un significativo scarto di modernit nelledificio, particolarmente evidente nello sviluppo del fronte dellultimo piano, laddove il tema tradizionale del mattone,costituente la naturale e tradizionale quinta delle strade di Manchester, lascia il posto ad un rivestimento la cui trasparenza e riflettenza riconducono a modelli e sperimentazioni internazionali.

PROGETTI

Progetti

Maria Cristina Donati

Wildscreen@Bristol parte di un ampio progetto di pianificazione della zona sud di Bristol, lungo i vecchi Docklands, che comprende Explore@Bristol, planetario e museo delle scienze, Openspace@Bristol, intervento di riqualificazione dellarea pertinenziale organizzata intorno ad una piazza con giochi dacqua, sculture e nuovo arredo urbano. Il complesso costituisce quindi un importante polo museale e ricreativo, da tempo programmato nella citt, che si potuto realizzare grazie ai fondi che la Commissione Millennio ha stabilito di devolvere a sostegno del progetto. doveroso sottolineare che le scelte della

sir michael hopkins & partners

Wildscreen@Bristol
Commissione, nel contesto nazionale, hanno in gran parte mirato alla realizzazione di interventi in ambito sociale per potenziare quelle strutture pubbliche che, dagli anni del governo Thatcher, erano state sospese per lasciare al settore privato la gestione dellarchitettura, concentrata principalmente nei grandi uffici per Gruppi e Corporazioni internazionali. Inaugurato nellestate 2000, Wildscreen un centro di didattica interattiva per lArte, la Scienza e la Natura: una nuova concezione di museo dove i visitatori sono incoraggiati ad esplorare e partecipare come processo cognitivo. Rivolto alla fascia giovane dellutenza, Wildscreen propone spazi dove entrare in contatto con le ultime tecnologie,osservare i misteri della Natura, stupirsi di fronte allo schermo gigante del cinema IMAX. Il centro,delimitato a nord da Anchor Road e a sud dal Leadworks, un edificio del XIX secolo, si compone di 5 parti: il cinema IMAX (350 posti), il foyer, tre piani di spazi espositivi, il giardino botanico, il vecchio Leadworks.

Planimetria dellintervento. Nella pagina a fianco: scorcio del corridoio interno di distribuzione con laffaccio del volume cilindrico che contiene il cinema IMAX.

Fotografie View/Dennis Gilbert

Il progetto unesercitazione sullaggregazione di spazi e funzioni in cui si doveva prevedere anche il recupero di vecchie preesistenze. Il tema, oramai noto ad Hopkins,era quindi quello di inserire un vocabolario nuovo nel rispetto della memoria storica. E lhigh-tech, radicale negli anni 60 ma oggi pi ricco di flessibilit e maturit di espressione, gli permette di avvicinarsi alla tradizione e realizzare aggregazioni dallestetica unitaria. Hopkins riuscito in quelloperazione, quasi una sfida, di aggiornamento della memoria che si era imposto verso la met degli anni 80 quando iniziano i cosddetti progetti della seconda generazione. Progetti celebri, come lampliamento della tribuna Mound allo stadio da cricket Lords, dove il colonnato vittoriano in mattoni faccia a vista prosegue verso la dematerializzazione, ed il pi recente intervento di Glyndebourne, nel quale la villa tudor si accosta con elegante soluzione di continuit alle forme essenziali e pure della geometria minimalista del nuovo teatro. La firma di Hopkins riconoscibile in un metodo che risolve il problemacon un unico gesto di efficace virtuosismo tecnico e formale, che negli anni gli ha fatto guadagnare lattributo di problem solver. A Bristol occorreva incorporare la forma cilindrica del cinema IMAX ed il corpo rettangolare del vecchio Leadworks: la scelta coraggiosa stata quella di collocare in testata lIMAX, lasciando che forme irregolari e sinuose si raccordassero al corpo rettangolare preesistente. Il Leadworks, vincolato dalla Sovrintendenza, non ha subito alterazioni sulla facciata principale; stato per svuotato internamente: del vecchio edificio, che oggi ospita la parte amministrativa del museo, rimane solo il guscio. La facciata interna sul foyer il perimetro su cui si addossa lampliamento che contiene la zona commerciale. La copertura in travi lamellari prosegue la tradizionale falda in ardesia.Accessibile quindi direttamente dal foyer, larea negozi ha pareti vetrate ed un telaio strutturale in pilastri

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Nella pagina a fianco: veduta dellingresso, della serra botanica e dellantico edificio del Leadworks.

Veduta assonometrica che relaziona i volumi del complesso.

cilindrici di ferro e longarina di coronamento su cui si ancora la tensostruttura in teflon e fibra di vetro (PTFE) che copre il foyer e lingresso dove si trova la biglietteria. La struttura in fibra risolve lentrata e ricuce tutte quelle possibili anomalie di forma che inevitabilmente si presentano quando si collega il vecchio al nuovo. Questo stratagemma tipico di Hopkins: un esempio emblematico il foyer di Glyndebourne, coperto da una analoga tensostruttura in fibra che si collega ad un antico fabbricato dove, ancora una volta,sono collocati gli spazi dello shopping. Questo ripetersi di soluzioni progettuali consente il continuo approfondimento di unarchitettura concepita pi come ricerca metodologica che non come interventi individuali. Si pensi allultimo capolavoro della sede del nuovo

Parlamento inglese dove appaiono ancora pi raffinati e maturi temi e forme collaudati in passato in edifici come il Palazzo del Fisco di Nottingham o la sede della Obayashi nella City. Architettura, quindi, come schemi su cui insistere,da sviluppare e perfezionare ulteriormente, sia dal punto di vista estetico che tecnologico. Nellintervento di Bristol, il foyer immette in una galleria a volta in cemento tinteggiato chiaro con faretti incassati che ne sottolineano il percorso e la forma geometrica. Lo spazio fluido del foyer, coperto dalla morbidezza della fibra, si accosta e contrasta con il segno geometrico netto della galleria che, non a caso, in cemento faccia a vista. I materiali distinguono cos gli spazi in cui prevale la forma da quelli in cui a prevalere la funzione.

interessante sottolineare come il cemento non sia stato gettato con casseratura ma spruzzato direttamente sulla sagoma in ferro della volta e,dopo una rapida maturazione, completato nello spessore dellarmatura. Al termine della galleria si impone il corpo cilindrico dellIMAX che, con le due file di piattabande in laterizio faccia a vista, ricorda le facciate del teatro di Glyndebourne; la sua struttura portante consiste in due layers di muratura separati da una camera daria che agisce da isolante termico ed acustico oltre che da giunto sismico. La scatola interna in blocchi di cemento (spessore 10 cm), mentre il tamburo esterno costituito da una muratura in laterizio a due teste (21,5 cm).La copertura a travi reticolari radiali controsoffittate per motivi di isolamento acustico. LIMAX unito alla serra botanica da collegamenti in quota realizzati in blocchi di vetrocemento sostenuti da longarine sagomate.La copertura della serra in cuscini di fibra polierutanica con valori di isolamento termico equivalenti ai triplivetri. I cuscini sono sostenuti da cavi pre-tesi ancorati a tiranti che scaricano il peso su due pilastri in ferro inseriti nella copertura e, secondo i paradigmi storici dellhigh-tech, divengono visibili allesterno. Dalla trasparenza alla solidit, attraverso accostamenti materici puri, privi di malte, quasi minimalisti, Hopkins realizza una sintesi compositiva nel rispetto del carattere e dellautenticit di ogni singola parte.Una spoglia sensualit materica in cui rivive il pensiero di W.N.Pugin, ma riemerge anche la teoria dellarchitettura come kit di parti del radical high-tech.
Scheda Tecnica Progetto: Committente: Strutture: Project Manager: Superficie lorda: Cantiere: Michael Hopkins & Partners @Bristol Buro Happold Symond 7.502 m2 marzo 98 - aprile 2000

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Pianta piano terra.

Pianta piano primo.

Particolare esterno dello scorcio tra il volume cilindrico dellIMAX e la serra botanica (foto: Cristina Donati).

Sezione longitudinale.

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Veduta del tunnel di ingresso e sul corridoio di accesso allIMAX.

Scorcio sulle facciate del lato ovest.

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PROGETTI

Progetti

Elisabetta Gonzo Alessandro Vicari

Il Lancashire un territorio la cui geologia composta di sabbie e di carbone ha favorito linsediamento di industrie minerarie, chimiche e soprattutto di manifatture del vetro come la Pilkington. Dalla fine dellOttocento, St. Helens on Merseyside, come altre cittadine del nord dellInghilterra, segna il suo destino con una storia di sviluppo industriale che ne caratterizza non solo leconomia ma anche il paesaggio e larchitettura. Geoffrey Reid Associates sono inizialmente chiamati per il progetto di restauro del Windle Pilkingtons Jubilee Cone, un edificio in mattoni costruito nel 1887 per ospitare la massiccia strut-

geoffrey reid associates

World of glass, St. Helens on Merseyside


tura conica della prima fornace per la manifattura del vetro a ciclo continuo. Il restauro di questo edificio di archeologia industriale, simbolo della tradizione produttiva del luogo, suggerisce alle autorit locali di intraprendere un programma di valorizzazione della storia e dellarte del vetro. Il sito scelto per il nuovo intervento vicino alledificio storico; li divide solo il canale Sankey. Geoffrey Reid invitato per la redazione del progetto, che la conseguente conclusione del lavoro iniziato con il restauro della fornace ottocentesca. Lintero complesso caratterizzato dal tema del doppio. Il canale Sankey divide in due tanto il sito quanto il carattere dellintervento: il restauro delledificio e della fornace del 1887 da un lato e le nuove architetture del World of Glass dallaltro. Un ponte in vetro li riunisce. Il nuovo museo contemporaneamente solido e trasparente; costruito con le tecnologie tradizionali del laterizio e con quelle innovative del vetro ed composto dallarmonico alternarsi di

Nella pagina a fianco: veduta della facciata in vetro del padiglione degli spazi pubblici.

ambienti in penombra e di ambienti luminosi. Le sale espositive sono contenute in due edifici di mattoni, solidi e massicci, raccordati da un padiglione in vetro alto 6 m,che contiene gli spazi pubblici con il ristorante, la galleria commerciale e le informazioni. Lingresso con la biglietteria, costruito sul modello delle strutture produttive tradizionali in mattoni a forma conica, nelle quali veniva lavorato il vetro,si presenta come uno spazio scuro e chiuso, contrasto e preludio alla hall pubblica, luminosa e ariosa. Si tratta di un cono costruito in mattoni, spesso 32,5 cm e alto 16 m, coronato in sommit da una copertura vetrata. Il viaggio tra la tradizione e il moderno, tra il buio e la luce breve ma intenso. La grande tradizione dellarchitettura industriale costruita in mattoni si ritrova anche nei due edifici delle sale espositive, i cui massicci muri in mattoni sono inclinati e rafforzati da nervature poste con interasse di 1,2 m. Delle sale espositive, una organizzata in un unico volume, mentre laltra distribuita su due livelli. Per entrambe, il solaio e la copertura sono costruiti con travi a doppio T in cemento armato precompresso, che coprono lintera campata di 20 m, in modo da creare uno spazio libero da colonne. Le travi appoggiano sulle nervature laterizie e il vuoto tra loro funge da cavedio per laria e gli impianti. Le nuove architetture sono state realizzate con due tipi di mattoni dalla colorazione leggermente differente, che nella composizione dellintero intervento sembrano suggerire quel carattere del costruire e ampliarsi nel tempo proprio degli insediamenti industriali. La sala espositiva principale, quella su due livelli, dedicata alla storia della citt e della sua manifattura vetraria con lesposizione permanente di una ricca collezione di vetri storici. La seconda, quella in un unico volume, presenta in modo didattico come si lavora il vetro: usando piccole fornaci, giovani artisti realizzano oggetti venduti in seguito

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Prospetto sud-est.

Planimetria generale dellintervento. Legenda: 1. ingresso 2. biglietteria 3. area commerciale 4. area espositiva

5. ristorante 6. cortile di servizio 7. parcheggio biciclette 8. parcheggio bus 9. area eventi 10. tettoia 11. jubilee cone house

12. copertura miniera 13. impianti 14. uffici 15. ponte di vetro 16. auditorium 17. area a disposizione

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Piano terra

Piano primo

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Prospetto principale.

Veduta delledificio conico dingresso in mattoni, scuro e massiccio, e del padiglione vetrato dello spazio pubblico, trasparente e luminoso.

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PROGETTI

Ledificio conico in mattoni per la biglietteria realizzato sul modello delle antiche fornaci. Nella pagina a fianco: veduta del ponte in vetro sul canale Sankey (per il collegamento tra ledificio restaurato e il nuovo intervento) e del trattamento dellesterno con il prato rasato ed il composto di sabbia, argilla e carbone. Il museo del vetro (World of glass) con la vetrata del ristorante sul canale Sankey.

nella galleria del museo. I muri in vetro del padiglione, contrariamente a quelli in mattoni,sono disegnati per essere leggeri e luminosi: la copertura metallica sembra un soffitto sospeso sul vuoto. Il tetto, infatti, non poggia direttamente sui bordi delledificio, ma si rastrema, termina prima e scopre una porzione finale in vetro stratificato opaco, dello spessore di 18 mm. Il muro di vetro, alto 6 m e lungo 47 m, si compone di lastre di differente spessore: 32 mm per i vetri-camera che compongono la parete

fino a 4 m di altezza e 10 mm per le lastre singole che completano il muro per altri 2 m. Il lato sud e il ristorante sono protetti dal sole tramite schermi e sporgenze esterne e trattamenti dei pannelli in vetro con pellicole Antisun. Ovviamente, tutto il vetro e le tecnologie di assemblaggio provengono dalla produzione della Pilkington e sono espressione della ricerca applicata nel campo dellarchitettura. Se si attraversa il canale con il ponte vetrato, dopo lambiente luminoso del pa-

diglione, si ritorna nelloscurit dello spazio espositivo del Jubilee Cone restaurato. Il percorso prosegue al piano seminterrato, nel labirinto sotterraneo di stanze voltate in mattoni, per il circolo e lo scambio di aria e di gas necessari al funzionamento della fornace ottocentesca a ciclo continuo. Come larchitettura, cos anche il progetto del paesaggio segnato dal tema del doppio. Il nuovo intervento si muove tra il contemporaneo e lantico, prevede file di alberi sul lato verso la citt e prati rasati fino allargine di pietra del canale. Prima del restauro e del nuovo insediamento il paesaggio si presentava nella forma di un deserto di carbone cosparso dei frammenti verdi e luccicanti del vetro di rifiuto. La proposta iniziale per il trattamento esterno delledificio restaurato del Jubilee Cone fu quella di ricreare una superficie di pavimentazione esterna simile, ottenuta tramite una miscela di sabbia locale (dalla quale in origine si ricavava la materia prima per la produzione del vetro), carbone, argilla e frammenti di vetro. Il progetto fu considerato da molti pericoloso e di difficile realizzazione e gli scarti vetrosi furono perci eliminati. Levocazione dei materiali locali rimasta per con il loro impiego in questa architettura fatta di vetro e di mattoni. Unarchitettura che racconta la storia e la cultura di St. Helens, ma che vissuta da tutti come spazio pubblico e luogo dincontro. I mattoni dell'antica fornace contenevano il calore necessario al processo di trasformazione del vetro;nel nuovo edificio, vetro e mattone sono protagonisti di un dialogo architettonico conteso tra luci e ombre. Trasparenza e opacit caratterizzano i percorsi che,dall'oscurit sotterranea del labirinto in mattoni di laterizio, risalgono e si aprono con ampie vedute sul paesaggio. La macchina architettonica per la produzione del vetro non pi celibe; ora armoniosamente sposata con il materiale che ha generato.

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Progetti

Gerardo Sannella Martin Pascoe

Rilevare un muro, antico o moderno che sia, disegnarlo con diligenza e passione, studiarne, come in un esercizio utile allo spirito, i valori ritmici e proporzionali che lo articolano, sono atti semplici ai quali ciascun architettocompositore ha dedicato ore importanti della propria formazione culturale e professionale, per necessit o, pi volentieri, per il puro piacere di riflettere sul pi semplice e apodittico dei soggetti dellArchitettura: il muro. La progettazione di un muro, con tutto il carico di problemi che questa operazione comporta, dispone larchitetto a valutare in modo ordinato un lungo

Grande venne inviato a convertire un popolo che, dalla caduta dellImpero Romano in poi, si era allontanato con sempre maggior convinzione e sdegno dalla fede cattolica. Ad Agostino fu donata dal re Ethelbertproprio allora convertitosi una piccola chiesa di epoca romana, alla quale il santo seppe predire, nel giro di pochi anni, un destino glorioso. Oggi, sorprendentemente, ci che ci pervenuto di un intero patrimonio secolare a mala pena racchiuso nello spazio limitato di un museo, in forma di frammentaria testimonianza. Ma non di questo pugno, seppur prezioso, di ricordi e rinvenimenti che preme di render conto in questa sede, quanto piuttosto del manufatto architettonico che li ospita. Lo studio van Heyningen & Haward di Londra ha elaborato il progetto su incarico dellEnglish Heritage il quale, per festeggiare i 1400 anni trascorsi dalla fondazione dellAbbazia ad oggi, ha stanziato i fondi necessari per la riorganizzazione funzionale del sito archeologico e la costruzione di un edificio da destinare a Museo dellAbbazia stessa. La scelta operata dai progettisti muove nella direzione della pi grande semplicita, traducendosi architettonicamente nella costruzione di un muro un semplice e robusto muro in mattoni rossi locali che si estende per 43 metri lineari, irrigidito da un sistema di doppi contrafforti oltre il quale vengono organizzate, razionalmente, le attivit previste dalla committenza. Il Muro si compone secondo i principi della sintassi pi ortodossa di un basamento, di un ordine di contrafforti che va a morire nello zoccolo dello stesso , di una cornice, i cui mattoni sfalsati disegnano un profilo che suggerisce, pi che un tema di chiusura del partito architettonico, un motivo di semplice contrappunto orizzontale. Il problema sintattico e linguistico della definizione laterale del piano assoluto della facciata cio a dire il problema di

van heyningen & haward architects

Museo dellAbbazia di St. Agustine, Canterbury


elenco di questioni che sono di natura costruttiva, strutturale, funzionale e, non in ultimo, espressiva. Fondazione, basamento, parete in elevazione, sua monolicit o suo rivestimento, trabeazione semplice o modanata ,partito architettonico:connettere tra di loro queste ed altre parole architettoniche significa, in breve, erigere un muro. A Canterbury, appena fuori dalla cinta muraria romana e medioevale, stato recentemente costruito un piccolo ma utile museo, concepito per servire unarea archeologica di grande prestigio e conservare cos le memorie disperse di unabbazia un tempo attivissima e oggi ridotta ad un cumulo sconnesso di macerie. LAbbazia di St.Agustine il pi autentico e dimenticato simbolo della Chiesa Cristiana nel Regno Unito, lidea stessa della sua edificazione. Qui infatti, nellanno 598 d.C., Agostino su iniziativa di Papa Gregorio il

Spaccato assonometrico dellopera muraria sul fronte principale. Nella pagina a fianco: veduta dellingresso e della facciata principale del museo.

Fotografie Peter Cook

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Inserimento ambientale del museo (foto: G. Sannella).

un eventuale risalto angolare viene risolto attraverso una contenuta sottolineatura dei contrafforti stessi, il cui irrobustimento viene come bilanciato, sulle ali, dal campo vuoto che si apre sulle due logge perimetrali. Sul lato destro, lingresso segnato da una iscrizione di sapore antiquario, a cui segue
Planimetria dellintervento.

una sorta di loggia coperta, caratterizzata, come daltronde tutto il fronte posteriore, da un rivestimento in legno dipinto di nero.Questo accorgimento cromatico rende pi leggibile la facciata in mattoni rossi, che balza cos in avanti e riduce al contempo limpatto delledificio sul paesaggio delle rovine.

Ledificio a pianta rettangolare, articolato in tre settori, ciascuno dei quali si sviluppa in parallelo agli altri per tutta la lunghezza del Museo: il primo il sistema del Muro autentica armatura concettuale del progetto con funzione di macchina espositiva lungo la quale possible leggere la storia dellAbbazia e ammirare alcuni reperti di significativo valore storico-artistico;il secondo rappresentato dal sistema della circolazione, la cui linearit il risultato di unimpostazione logica e pratica del progetto, al limite dellovvio; infine il terzo, relativo agli ambienti di servizio che, disposti lungo il fronte tergale, sono a diretto contatto con la natura del sito. Si accede allinterno del Museo solo dopo aver attraversato una loggia di testata che si ripete, secondo un rigido schema simmetrico, sul lato opposto delledificio in un analogo spazio di accoglienza che svolge funzione di snodo tra il Museo stesso e il sito archeologico. Luna e laltra loggia aprono e chiudono un percorso che solo la sezione iniziale di un itinerario ben pi complesso ed ampio, che si articola allaperto. Il Muro, con il suo ampio abbraccio,

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tiene assieme lintero sistema delle funzioni e nel suo sviluppo misura, con il passo regolare dei contrafforti, la superficie del Museo. E se internamente semplice supporto espositivo per i reperti archeologici, i pannelli a carattere didattico, le tavole sinottiche, esternamente partecipa alla vita della citt in qualit di monumento, per ammonire e ricordare. Il bando, fornito dalla committenza, chiedeva di andare ad occupare quel tratto del muro di cinta che, intorno al 1790,era stato abbattuto per provvedere allinserimento di una grande cancellata allingresso del Canterbury Hospital edificio costruito in parte sulle rovine dellAbbazia e del cimitero e demolito solo nel 1974 , al fine di completare i lavori di scavo e restituire cos alla comunit uno dei suoi luoghi a pi alto contenuto storico ed artistico. E se vero che una delle principali questioni da risolvere era rappresentata, appunto, dal problema della continuit materiale del nuovo fabbricato con il recinto storico dellAbbazia lacunoso solamente in quella sua parte altret-

Pianta del piano terra.

tanto significativo che, per risanare un semplice muro di confine, i progettisti abbiano scelto di interpretare il tema evocando il concetto di Monumento. La breccia apertasi alla fine del diciottesimo secolo diviene cosila concreta occasione per portare alla luce, sulla scena urbana,un frammento che sembra emerso dalle rovine, e che al contempo un isolato pezzo darchitettura, senza un evidente incipit e senza un

chiaro epilogo risolutore, una facciata absoluta, sobria nel disegno e nell impiego del materiale, eppure stranamente provocatoria per la sua singolare ostensione sul confine dellarea e per la sua eclatante diversit anti-moderna. La sua sezione trasversale, forte del suo anacronistico spessore, leggibile sui fianchi delledificio come segno autonomo ed isolato, colto e rappresentato nella sua solitudine di reperto.

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PROGETTI

muro di confine

espositore

condotto orizzontale Longport

terreno dellabbazia

custode

negozio

Sezione trasversale.

Nella pagina a fianco: scorcio sul fronte principale del museo.

Particolare del ricorso dei contrafforti sulla facciata.

laffermazione del muro in quanto figura compositiva e in quanto matrice tipologica e formale di unArchitettura perenne, senza tempo. E sebbene il richiamo ai geni del luogo, cosi denso di memorie, non produca il gusto amaro della citazione,questo progetto , in una certa misura, unoperazione di tipo accademico, che si rivela tale in virt di una sua indubbia radicalit e poich conserva la forza, lenergia di unidea che, non avendo subito alcuna forma di corruzione esterna, rimane saldamente centrata nel suo valore assoluto.

Al muro isolato, che rastrema verso lalto,si agganciauna copertura a spiovente unico, digradante verso lAbbazia, una sorta di ampio e disteso riparo che, come una tenda di fortuna, montata a partire dal punto pi alto, va a morire verso il terreno. Limmagine quella cio del muro associato alla tenda ha in s una forza elementare e arcaica; sicch la sezione trasversale del Museo, che questimmagine suggerisce e supporta, mostra, al di l del piano del Muro,lesistenza di uno spazio per gli uomini , come un tempio provvisorio a protezione e omaggio di una comunit religiosa sepolta dai secoli. Sembra cos essere stata oggetto dellattenzione dei progettisti la questione del salto di scala tra la dimensione atemporale dellArchitettura, con tutte le sue invarianti metastoriche (il Muro come Monumento e Museo esso stesso; il Muro come prototipo e citazione capace di raccogliere e sintetizzare in s le memorie di un luogo; la Copertura come riparo supremo) e, al tempo stesso, la dimensione del quotidiano (i bisogni, le funzioni, la necessit di coprire e proteggere).

Se si guarda alla recente cronaca del progetto darchitettura nel Regno Unito, ci si accorge di quanto sia atipica la proposta dello Studio van Heyningen & Haward che,in totale controtendenza ed autonomia,mostra interesse verso la Storia,arrivando ad elaborare una personale idea di archeologia del presente: un approccio verso il passato di tipo sentimentale ma senza nostalgie; un modo sincero ed immediato, garbato e signorile di raccontare leffetto che la bellezza e lautorit di un muro antico visto,disegnato, sognato ha saputo produrre nellanimo dei progettisti. A fronte di una cultura del progetto ossessionata dal virtuosismo del dettaglio costruttivo e spesso incapace di insieme, lo Studio van Heyningen & Haward risponde con una realizzazione che ricerca del carattere spirituale dellArchitettura,cio ricerca di unaltra Armonia. Tutto questo si produce attraverso la semplice alchimia dellaffabulazione: la storia del muro con le sue mille risonanze; la storia di una comunit religiosa dispersa; il loro casuale incontro, il loro intreccio, che diviene Progetto e Architettura.

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PROGETTI

Progetti

Maria De Santis

Il Burrels Field il secondo complesso di residenze studentesche realizzato da Mac Cormac Jamieson Prichard per il Trinitity College a Cambridge. Negli interventi di Mac Cormac, a partire dalle ricerche svolte negli anni 60 per il Martin Centre, sempre a Cambridge, possibile ritrovare i segni dellinfluenza del linguaggio compositivo di F. L. Wright nelluso di un metodo che caratterizza la concezione formale a partire dallo studio e dallesplorazione di figure geometriche generative. Nel progetto del nuovo complesso di residenze per studenti del Trinity College, il progettista sperimenta soluzioni basate

mac cormac jamieson prichard

Simmetrie e regole geometriche: Trinity College, Cambridge


sulladozione di un sistema di regole che seguono le logiche delle simmetrie, dellordine geometrico e dei contrasti, per creare unarchitettura in grado di offrire spazi protetti e allo stesso tempo suggestivi, peculiari per lo svolgimento delle normali attivit di un college universitario. Limpianto planimetrico del college si discosta dalle tradizionali soluzioni a corte inglesi per proporre una tipologia a padiglioni secondo una sequenza di torri disposte lungo un percorso attrezzato con elementi di arredo e sistemazioni a verde. Il progetto doveva realizzarsi su una parte di un lotto triangolare, delimitato dalla Grange Road, dal Robinson College e dal lungo percorso dacqua di un ruscello. Il contesto ambientale caratterizzato dalla presenza di grandi edifici di epoca edwardiana, convertiti in edilizia universitaria, e da due edifici per residenze studentesce costruiti negli anni 70. Il progetto, secondo la richiesta del Tri-

Pianta. Nella pagina a fianco: Burrels Field. Vista dallingresso del Fellows Garden delimitato da un pergolato in legno.

Fotografie Peter Durant

nity College, doveva rispondere allesigenza di realizzare 80 nuovi alloggi per studenti, con spazi per i servizi e per le attivit comuni e sociali della piccola comunit universitaria, e allo stesso tempo valutare il rapporto con le preesistenze per risolvere limpatto che avrebbe avuto sul luogo il nuovo intervento. Attraverso il disegno planimetrico il progettista cerca di riqualificare la configurazione del luogo utilizzando lassetto dei nuovi edifici per incorniciare e ridefinire le relazioni tra le costruzioni esistenti e creare una chiara distinzione tra larea verde che fiancheggia il percorso del ruscello e larea urbanizzata dagli edifici del college. La nuova sistemazione dellarea, proposta da Mac Cormac, si fonda su alcune scelte progettuali che ridisegnano un nuovo assetto, ordinato da assi di simmetria, da un sistema dei percorsi e da punti di accesso costituenti i nodi di connessione con gli edifici gi presenti nellarea. Gli spazi dedicati alle attivit comuni (stanze per seminari, per la musica, per le attivit informatiche, ecc.) sono realizzati allinterno di nuove volumetrie, che si relazionano direttamente con gli edifici esistenti e ne facilitano la loro integrazione rispetto allassetto proposto dal nuovo intervento. Gli edifici destinati alle residenze sono dislocati lungo un percorso assiale con viste prospettiche regolate da un sistema di simmetrie e rotazioni che creano una serie di punti di osservazione interessanti e suggestivi, sia allinterno del percorso principale,sia allesterno del complesso insediativo. Il nuovo impianto, ubicato su unarea stretta e lunga, parallela al percorso del ruscello, realizza un terrazzamento alla quota intermedia fra la zona di esondazione del ruscello stesso e il resto dellarea occupata dagli edifici preesistenti. Il terrazzamento evidenziato da un imponente basamento in mattoni di laterizio faccia a vista, che rivestono senza soluzioni di continuit anche la cortina delle torri residenziali, circondato da specchi dacqua e da prati verdi.

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PROGETTI

Sezione. Pianta. Nella pagina a fianco: vista generale sul fronte esterno dei padiglioni.

monolocale

monolocale

monolocale

monolocale

monolocale

stanza sotterranea

La vista dinsieme del nuovo intervento, vito da unarea a parcheggi e da un veccon la preponderanza del mattone e chio edificio di servizio. della tipologia a torre e con il contrasto Il percorso principale fra i due raggrupdellacqua nellattacco a terra,ricorda gli pamenti interrotto da un altro incroarchetipi urbani delle citt murate che cio assiale formato dal giardino di una adottavano come sistema di difesa le vecchia villa, che si attesta sulla passegmura di cinta e il fossato. Lorganizza- giata per realizzare un giardino pensile, zione planimetrica dellintervento pre- e un belvedere sullaltro fronte del vede due grossi raggruppamenti. Il parco. Lintervento caratterizzato dalprimo formato da alcune torri con le- limpatto formale della tipologia a torre, sistente Butler House, potenziata da un planimetricamente generata dalla funuovo edificio annesso destinato allo sione e rotazione di tre figure geometrisvolgimento delle attivit comuni,e rac- che: il quadrato e due elementi prismachiuso dallo specchio dacqua di uno tici. Le tre figure geometriche, ordinate secondo gli assi di simmetria stagno che attenua il rapporto fra il bagenerati dal quadrato, samento del percorso e il verde del danno luogo ad una parco. Il secondo raggruppamento figura a pianta formato da alcune torri che ruotano il percorso di 90 per farlo terminare con laccesso alla passeggiata del Fellows Garten che conduce agli edifici principali del Trinity College.Tale accesso deliarea soggiorno area soggiorno e di lavoro mitato dalla presenza e di lavoro camino di due torri ravvicamino seduta seduta cinate, ruotate enatrio trambe di 45 rispetto al percorso, che contornano il cancello che affaccia sul camera camera cucina ponte pedonale. Laltro ingresso al complesso residenziale avviene sul lato opposto che sfocia sulla Grange Road ed ser-

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PROGETTI

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Dettaglio della sezione verticale del bow window.

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1 Legenda: 1. isolamento 75 mm 2. lastra in cemento armato realizzata in opera 215 mm 3. elemento in calcestruzzo prefabbricato 400 x 75 mm 4. isolamento 40 mm 5. staffa angolare 75 x 75 mm di ancoraggio del pannello 6. profilato metallico a U 50 x 30 x 5 mm 7. isolamento 40 mm 8. pannello in metallo 9. copertina del davanzale in metallo 10. gocciolatoio in metallo 11. mattone 75 mm 12. tubi del riscaldamento incanalati 13. ancoraggio 450 mm 14. schienale seduta 15. Infisso in alluminio scorrevole 16. coprifilo in legno 17. pannello di controsoffittatura 18. profilo metallico angolare 100 x 100 x 5 mm 19. pannello removibile impiallicciato in legno 12 mm 20. tavola impiallacciata in legno 18 mm 21. sottostruttura in legno 57 x 57 mm 22. controsoffitto in cartongesso 23. apparecchio illuminante incassato

centrale. In termini planimetrici, gli spazi trovano la loro distribuzione funzionale nel rispetto degli orientamenti imposti dalla geometria dei tre solidi. Il risultato formale esterno trova conferma nel successo della regola geometrica generatrice in quanto il tema della torre viene senza dubbio rafforzato dalla simmetria delle sporgenze prismatiche che riportano allimmagine antica delle murature segnate dalla presenza dei contrafforti. La contraddizione di questo segno formale sta nellutilizzare il contrafforte come segno di leggerezza, svuotato nella sua massa da una sistema di chiusura leggero di metallo e vetro. Le torri trovano la loro ubicazione allinterno dellintervento utilizzando,ancora una volta, il sistema della rotazioni per realizzare una grande variet di configurazioni che, intervallate da una serie di spazi di sosta e di affacci sul parco e sullo specchio dacqua, movimentano la prospettiva del percorso contrastando la rigidit della simmetria assiale. Le 12 torri hanno due o tre piani tipo, ognuno con una coppia di alloggi, che condividono attraverso una zona filtro lo spazio cucina,e un piano di copertura con un volume centrale costituito da unaltana che ospita un altro piccolo alloggio. Le residenze sono particolarmente lussuose, sia per il livello delle finiture che per la disponibilit degli spazi e dei servizi. Esse sono dotate di una camera da letto,di servizio igienico,di una zona per le attivit di studio e per soggiornare,con il tradizionale salottino nel bow window contrapposto al focolare ubicato sulla parete interna. I contrafforti prismatici, che si staccano dai quattro fronti delle torri, sono realizzati con un sistema di chiusura verticale in metallo e vetro, per gli spazi corrispondenti alle zone destinate a studiosoggiorno degli alloggi e per le cucine, e in muratura in laterizio faccia a vista per il corpo scala. I bow window caratterizzano fortemente le soluzioni formali della facciata e inoltre garantiscono affacci privilegiati sul percorso o sul parco che circonda lin-

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tervento. Il tema dei contrasti e del rapporto con la natura dichiarato nella scelta progettuale che contrappone, alla chiusura delle zone letto, lapertura e lespansione delle zone studio:pareti vetrate che si proiettano allesterno per riproporre allinterno lambiente naturale circostante. In questa soluzione progettuale, come in quella degli ambienti comuni, si ritrova linfluenza delle sperimentazioni di Wright nella costruzione di uno spazio interno che deve vibrare dei colori e degli scenari offerti dalla natura. Lintervento, su richiesta della struttura gestionale del College, ha posto una particolare cura nella scelta dei materiali, selezionati sulla base delle caratteristiche di durabilit e manutenibilit (laterizio faccia a vista, calcestruzzo realizzato con impasto di cemento bianco e aggregati selezionati,coperture con lastre in metallo, finestre in alluminio). Il solaio della parte aggettante del bow window realizzato con elementi prefabbricati in calcestruzzo ancorati alla lastra in cemento armato del solaio e ai due pilastri arretrati rispetto al filo interno della muratura. Le finestre in alluminio sono del tipo scorrevole, per agevolare luso delle sedute ricavate allinterno, e rifinite da cornici di legno; i davanzali, ottenuti dalla connessione di elementi prefabbricati in calcestruzzo e da elementi per murature, sono interamente isolati e rivestiti da profilati in metallo. Luso particolare dei materiali e della rigida forma geometrica delle torri gioca su un linguaggio che evidenzia il contrasto tra il peso formale e cromatico della texture monolitica del mattone faccia a vista e degli elementi in calcestruzzo e la leggerezza pi dinamica dei bow window, realizzati in metallo e vetro. Tale struttura metallica tripartita in orizzontale da ampi davanzali e gronde aggettanti, che celano la predisposizione interna al bow window di un sistema di sedute, e da una gronda di copertura che deborda rispetto al cornicione in calcestruzzo per sancire,con un segno formale pi netto, il limite fra edificio e cielo.

Pianta del sistema di chiusura del bow window alla quota della seduta e alla quota dellinfisso.

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Legenda: 1. pilastro in cemento armato 2. limite della seduta 3. cornice in legno 4. coprifilo in douglas 5. intonaco 6. infisso vetrato fisso 7. linea del davanzale rivestito con copertina in metallo 8. coprifilo in metallo 9. infisso in alluminio scorrevole 10. profilato metallico angolare 70 x 70 mm

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PROGETTI

Maria Cristina Donati

Lintervista

A colloquio con Edward Jones, Baumeister del rinnovamento


La recessione economica della met degli anni 80 colp duramente lInghilterra e Londra in particolare. La crisi non fu solo di natura finanziaria ma scosse profondamente il mondo culturale ed intellettuale del Paese: larchitettura sembrava aver perso i suoi legami con il Movimento Moderno e lidentit del suo tempo. Oggi larchitettura inglese ha ripreso la sua crescita storica ed impone allo scenario internazionale le sue scelte in campo di estetica ed innovazione. Come commenta questi ultimi tumultuosi anni della vita architettonica del suo Paese?

sto percorso ed oggi molti altri fattori ed interessi stanno modellando la nuova cultura architettonica del Terzo Millennio.
Quali sono questi nuovi fattori?

Lapproccio e lintegrazione dellarchitettura moderna in Inghilterra sono molto particolari e si discostano dal percorso avvenuto in Italia ed in Europa dove esisteva gi una naturale accoglienza verso letica e lestetica razionalista. In Inghilterra, la filosofia progettuale Bauhaus fu introdotta in maniera furtiva e clandestina negli anni 30 come un esperimento intellettuale della classe borghese. In seguito, dopo le distruzioni della guerra, divenne uno strumento pragmatico per ricostruire larchitettura sociale di base del Paese, e cio case e scuole. In questottica non pot sopravvivere la ricerca estetica e presero il sopravvento le priorit legate alla ricostruzione fisica della nazione. Questa impostazione culturale prosegue fino agli anni 60 quando lInghilterra si rende conto che il programma della ricostruzione era andato avanti in un clima di grande vuoto culturale. Cos, lArchitettura Moderna nasce sotto una cattiva stella e inizia quella propensione disincantata verso gli strumenti della modernit che troviamo espressi anche nel mondo della letteratura: commedie come Kathy, come Home, descrivono questa scontentezza verso il mondo troppo utilitaristico prodotto dalla cultura moderna. La crisi degli anni 90 riesuma questo vissuto culturale e storico e colpevolizza il Modernismo come fonte dei mali e del caos sociale ed economico. Lentamente, siamo riusciti a prendere coscienza di que-

Certamente sono da citare linteresse nella Storia, nella citt e soprattutto nella continuit. Il Movimento Moderno non pi visto come rottura, bens come integrazione nella tradizione della nostra architettura. Negli anni 60 il Modernismo era assoluto e radicale;negli anni 80 iniziato il processo di ricucitura con la memoria. Il Post Moderno ha cominciato a rivalutare il significato culturale dellarchitettura; per alcuni rimasto un movimento esclusivamente legato ad uno stile, ma questo solo un modo riduttivo di affrontare il problema. In effetti, il Post Moderno ha allargato gli orizzonti culturali e storici a cui attingere come fonti di riferimento per larchitettura e la progettazione. Oggi in Inghilterra abbiamo due grandi categorie di interesse: una legata allinnovazione, alla tecnica, e sviluppa la tradizione ingegneresca inglese; laltra interessata allapprofondimento della Storia,della citt,del mondo classico.
Dove colloca la sua architettura in questo clima culturale?

Il lavoro del nostro studio si inserisce in una posizione di mediazione tra questi due poli. Non siamo molto preoccupati della tecnica, ma ci interessa capire il senso della Modernit, con i suoi nuovi valori e le sue nuove ambizioni. Ci interessa studiare unestetica nel contesto pi ampio dei suoi rapporti con la citt, come sviluppo di morfologie aggregative.
Come giudica lo stato dellarchitettura contemporanea in Gran Bretagna?

Oggi la Gran Bretagna ha raggiunto uninaspettata reputazione internazionale per la sua capacit di produrre architetture di alto livello, sia per quanto riguarda linno-

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Plymouth. Catena di distribuzione Sainsbury.

Londra. Royal Opera House.

vazione che la tradizione: pensiamo al lavoro di Foster e Rogers, ma anche a quello di Porphyrios e Leo Krier. Rimane comunque il problema di come possa svilupparsi la citt,che non pu vivere con i pezzi unicidi Foster, n con lestetica del costruito di 200 anni fa.
Avete recentemente completato il recupero del Teatro dellOpera in Covent Garden: un grand projet, come lo avrebbero definito i francesi. Un progetto composito, in parte nuovo, in parte restauro, ma soprattutto un imponente isolato che risolve il rapporto con la piazza prospicente e la citt. Pu parlarci del significato di questo intervento?

questo tipo di architettura instaura con la citt. La citt tradizionale ha solo un numero limitato di monumenti (la Chiesa, il Municipio); quindi non possiamo costruire citt con architetture che somigliano pi a sculture che ad edifici. Questo eccessivo desiderio di essere notati va spesso a detrimento del tessuto urbano.
Lanno passato Londra ha eletto il parlamentare laburista Ken Livingston come suo primo Sindaco. Pensa che sia un figura strategica importante per sollecitare quelle scelte globali di cui tanto si parla per la capitale?

Un progetto come il Teatro dellOpera , prima di tutto, un brano di citt e poi il restauro di un edificio. Avrei potuto enfatizzare larchitettura e lasciare che la citt si occupasse di se stessa, ma non mai cos: la citt non in grado di salvaguardarsi da sola. Bisogna rispettare certe regole, progettare pensando che quella facciata sar la cortina di un importante spazio urbano, oltre che di un imponente teatro nazionale. James Stirling aveva capito tutto questo, questa doppia necessit di esprimersi secondo i codici dellarchitettura contemporanea (a volte di crearne dei propri) ed al tempo stesso non scordarsi della citt, dellimpatto dellestetica sulla citt. In Inghilterra, la maggiore critica al Movimento Moderno ed ai suoi derivati culturali proprio quella di essere solo in grado di produrre edifici per cos dire autoportanti; nel senso che portano se stessi, propongono se stessi, senza legami, senza sensibilit verso il contesto, firme autorevoli che vivono in modo autistico ed autoreferenziale. Anche a me preoccupa il rapporto che

S, a patto che il Sindaco abbia dei consulenti validi. Molte citt europee hanno ottenuto grandi benefici da sindaci illuminati; si pensi a Barcellona e a Nimes.
La sostenibilit oggi il tema al centro del dibattito architettonico ed ambientale. Qual la sua posizione e quali ritiene siano gli effetti benefici dati dai cosdetti edifici intelligenti ed ecosostenibili?

Nellantichit questo tema non esisteva; gli architetti usavano materiali con una vita biologica superiore ai dieci anni e gli edifici erano intelligenti senza necessariamente sapere di esserlo: lo erano cio spontaneamente. Oggi la sostenibilit una parola politicamente corretta ed inevitabilemnte molto abusata. Io sono scettico delleffettivo significato di certe metodologie che spesso nascondono una incapacit di progettare bene. Secondo me, il tema di fondo quello dei materiali: il mattone, il legno invecchiano bene e sono naturalmente sostenibili, mentre la plastica ed altri materiali artificiali si deteriorano senza ritorno e creano problemi relativi al risparmio energetico.

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L I N T E R V I S T A

Il Teatro dellOpera a Covent Garden stato un progetto a scala urbana di grande valore. Ma anche la pi raccola New Portrait Gallery ha un impatto significativo per la citt. Pu parlarci di questo progetto e delle considerazioni che ne hanno guidato la composizione?

trasforma uno schizzo in geometrie cartesiane che un tecnigrafo non sarebbe mai in grado di fare.Si stanno sviluppando tecniche e metodi progettuali nuovi,ma siamo appena gli inizi.
Il mattone viene oggi impiegato in larga misura con materiali come il ferro, lacciaio e il vetro. Cosa pensa di questa commistione di materiali e dellestetica che ne deriva?

La New Portrait Gallery lultimo ampliamento della National Gallery e, come tale, dovevamo rispettare il concetto di continuit; ma al tempo stesso dovevamo rispondere alle necessit funzionali ed estetiche del Terzo Millennio.Molti sono gli aspetti innovativi,a partire dalla distribuzione:i visitatori salgono con scale mobili al terzo piano e poi visitano la galleria scendendo ai piani inferiori. Questo stratagemma funziona a livello di percorso, ma soprattutto un modo di far riscoprire Londra ai turisti ed ai Londinesi. Il Teatro dellOpera, la New Portrait Gallery e la Ruota Panoramica (Ferris Wheel) presentano Londra con scorci e visuali inedite. Quando sali al terzo piano della New Portrait Gallery vedi davanti a te il Mall fino alla House of Parliament con Trafalgar Square e la colonna di Nelson in primo piano: uno scenario urbano che abbiamo voluto regalare ai cittadini della capitale ed ai visitatori.
Da quasi trenta anni Lei parte del mondo accademico in Inghilterra ed in America. Quale ricerca la interessa in questo momento?

Penso che il laterizio sia uno di quei materiali infinitamente adattabili. Ci sono comunque delle regole da rispettare,soprattutto negli aspetti costruttivi. Ad esempio, la necessit di giunti di dilatazione che non si realizzano quando si adotta un tipo di costruzione a pannelli. Oggi il laterizio si comincia ad usare anche con pannellature autoportanti e penso che ci siano interessanti sviluppi compositivi in questa direzione. Mi piace lidea di unarchitettura che sia come un collage di materiali. Il supermercato che abbiamo progettato a Plymouth, molti anni fa, seguiva questo principio: una scatola in laterizio in cui giustapporre una scenografia di forme e materiali diversi: acciaio, pietra, rame, legno. Lidea era quella di usare pi materiali possibile per creare unarchitettura-collage.
Avete appena completato la sede della Facolt di Economia ad Oxford dove avete impiegato il laterizio. Come si deve leggere luso del laterizio in questa occasione?

Ho insegnato, a fasi alterne, dal 1968. Il mio interesse primario sempre stato rivolto alla progettazione della citt. Sono interessato allurban design come ispirazione per larchitettura; mi affascina esplorare come la comprensione della citt possa arricchire la progettazione architettonica del singolo edificio. La mia ricerca rivolta a capire i legami tra tipologia, morfologia e tessuto urbano. Mi interessa molto anche approfondire il linguaggio costruttivo tradizionale e, soprattutto, studiare come aggiornare con composizioni nuove.Voglio dire che lo scopo quello di riorganizzare il vocabolario ma non di inventare parole nuove: si possono creare nuovi paragrafi anche con parole vecchie. Non voglio ricominciare da capo, perch sarebbe del tutto inutile, ma studiare il linguaggio esistente per ricomporlo in schemi nuovi.
Cosa le interessa di pi nel processo della progettazione?

Ad Oxford abbiamo mantenuto tecniche costruttive pi tradizionali, vorrei dire come i Romani. In questo caso ledificio una sede della cultura e dellistituzione e non il tempio del consumismo come a Plymouth. Il sistema tecnologico deve rispondere anche a questi speciali legami culturali.
Di cosa si occuper lo studio nei prossimi anni?

Mi affascina il rapporto che si instaura tra locchio, il cuore e la mano. Il disegno importantissimo durante questo processo;mentre disegni la mente segue,al tempo stesso, logiche analitiche ed artistiche. Pensi simultaneamente in due direzioni. In questo momento si stanno sviluppando interessanti tecniche nuove. Anche se io non uso il computer nelle prime fasi della progettazione, ci sono poeti del computer aided design,come Frank Gehry che,tramite lelaboratore,

Abbiamo progetti a Dublino e nel nord dellInghilterra. A Londra stiamo lavorando alla riorganizzazione del piano terra della National Gallery. Il progetto parte della nuova viabilit pedonale che proibir al traffico automobilistico di attraversare Trafalgar Square. La National Gallery ha circa 6 milioni di visitatori allanno e questo significa potenziare i servizi di ricezione,come ristoranti e negozi. Abbiamo appena terminato larredo urbano del cortile di Sommerset House con una fontana a getti dacqua luminosi di grande effetto scenografico; un cortile che si trasformato in un parco per la citt. Stiamo ancora concludendo una serie di strategie urbane per Londra che ci hanno visto impegnati in quattro cantieri chiave come il Teatro dellOpera a Covent Garden, la New Portrait Gallery, la National Gallery e Somerset House. Stiamo rinnovando Londra.

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CIL 82

Londra. Somerset House. Realizzazione dei giochi dacqua nel cortile.

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L I N T E R V I S T A

Gabriele Tagliaventi

Arte del costruire

La tradizione britannica del costruire la citt

La bellezza che ci che si intende per Arte, usando questa parola nella sua pi ampia accezione, non , io sostengo, un elemento puramente accidentale della vita umana, che si possa prendere o lasciare a piacere, bens una positiva necessit della vita, se dobbiamo vivere come la natura ci ha assegnato di vivere, a meno che noi ci accontentiamo di essere meno che uomini. William Morris

una piazza italiana nel centro di Londra. E questa piazza il punto di partenza, linizio di un filo rosso di congiunzione per un viaggio nella tradizione britannica del costruire, allinterno della quale si collocano, tra gli altri, Inigo Jones e R. Norman Shaw, John Soane e Edwin Lutyens, Raymond Unwin e John Simpson(1). Infatti, dal Covent Garden Piazza che inizia, nel XVII secolo, quellaffascinante avventura rappresentata dalluso del laterizio nelledificazione delle citt inglesi. Questavventura ha per protagonista una piazza. Si tratta della prima vera piazza, concepita allitaliana, come lo stesso toponimo attesta: Covent Garden Piazza, e non square, come vorrebbe una semplicistica traduzione e la consuetudine. Una piazza intesa allitaliana, cio pavimentata, circondata da edifici porticati, arricchita dalla pre-

senza di un edificio pubblico, definita in maniera unitaria. Daltra parte, il progettista della piazza proprio quellInigo Jones che ha largamente visitato lItalia, rimasto colpito dalla bellezza delle sue architetture, dei suoi Palazzi e dei suoi spazi pubblici. E questi spazi, chiaramente derivati dal Foro Romano, volle riproporli in Gran Bretagna, fino ad allora regno incontrastato del costruire in stile gotico. Loccasione gliela fornisce il primo Earl of Bedford che intende attuare una speculazione edilizia sui propri terreni, con ambienti di grande qualit urbane, come ha visto a Parigi nella Place Royale (oggi des Vosges), realizzata allinizio del XVII secolo come centro del nuovo quartiere del Marais. Ecco il filo rosso che si dipana, a partire, dunque, proprio dalla Place Royale (1605-12) di Parigi, di Louis Mtzeau, a sua volta imitato in quella

Ducale di Charleville (1608) dal fratello Clement. E seguendo quella nuova stagione creativa che il ritorno allindietro degli architetti del Rinascimento italiano ha inaugurato, a met del XV secolo, con la piazza di Pienza di Pio II e Bernardo Rossellino e, un secolo pi tardi, con quella del Campidoglio a Roma di Michelangelo. Se il Foro rappresenta larchetipo, con la sua disposizione regolare e il coordinamento delle facciate, allora il materiale da costruzione non potr che essere il rosso mattone. Come in ogni nuova tradizione, laspetto ideale si fonde completamente con quello pratico. Cos come il Foro dedicato a una divinit e popolato da mercanti in cerca di affari, cos la nuova piazza di Londra nasce per realizzare unoperazione immobiliare e costituire, anchessa, un luogo di mercato, successivamente trasformato in sede stabile

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CIL 84

con ledificio posto al centro dello spazio pubblico nel XVIII secolo. Si in epoca rinascimentale, o meglio, nel periodo dellintroduzione del Rinascimento in Gran Bretagna; in Italia gi due secoli prima era iniziata la stagione della riscoperta dellarchitettura alla maniera degli antichi, come sostenevano Brunelleschi e Alberti, e come, pi tardi, il Palladio cristallizzer in uno dei trattati pi famosi I Quattro Libri che Inigo Jones commenta nel 1601. Ladesione al modello di riferimento rappresenta un dovere morale. Il Covent Garden si sviluppa, allora, su uno schema rettangolare caratterizzato dalla presenza di angoli chiusi e di un edificio pubblico, la chiesa di St. Paul, costruito (1631-38) come un tempio in ordine toscano, sul lato occidentale, in corrispondenza dellasse di simmetria. Gli edifici di contorno, invece, sono articolati su un basamento commerciale porticato, trattato a bugnato, e un alzato di tre piani di laterizio che organizza una serie di singoli edifici residenziali in una composizione unitaria: come nella Piazza Ducale di Livorno, citt visitata e ampiamente citata da Jones, come nella galleria di piazze europee che seguono lo stesso impianto, da Ludwigsburg a Darmstadt, da Torino a Bruxelles. Il successo del Covent Garden Piazza segna laffermazione di un nuovo modo di costruire la citt e di unarchitettura che, attraverso le possibilit plastiche del mattone faccia a vista, stabilisce una continuit ideale con la tradizione classica romana. Il Covent Garden diventa il cuore del distretto dei teatri; sotto i suoi portici si installano ristoranti e boutiques di lusso; larrivo del Tube, con la sua stazione apposita, ne rafforza il ruolo di centro culturale. Dal Covent Garden derivano gli squares di Londra: uno spazio pubblico centrale, trattato come giardino alberato per dare un valore aggiunto al progetto immobiliare e, sul perimetro, una serie di case urbane, normalmente su tre

Covent Garden Piazza, Inigo Jones, Londra, 1631: gli edifici con porticato sul lato nord-occidentale della piazza.

Lincolns Inn Fields, Londra, 1640: particolare della galleria di collegamento tra il New Square e il quartiere legale.

2. Lincolns Inn Fields, Londra, 1640: veduta degli edifici sul New Square.

Cadogan Square, London, 1885-87.

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AR TE DEL COS TRUIRE

Cadogan Square, Londra, 1885-87: particolare della porta di accesso a una casa a schiera.

Royal Albert Hall, Londra, 1867-71.

piani e articolate su tre moduli verticali di finestre, unificate dalle modanature e dalle cornici, s da dare limpressione di un palazzo. Oltre ai nobili che decidono di speculare sui propri terreni, ben presto compaiono costruttori e promotori immobiliari privati, come nel caso del Lincolns Inn Fields (1640), ma la scelta del mattone, come materiale di facciata, diventa una costante. Mutano le tinte, dal rosso del Covent Garden si passa al marrone scuro del grande square e del distretto legale ad esso annesso. Qui, il mattone diventa il materiale che assicura la continuit ambientale allinterno di un percorso dove, alla grandiosit della piazzaparco del Lincolns Inn Fields, si accompagna il pittoresco dei passaggi che conducono nella cittadella giudiziaria fino al Temple, vero e proprio villaggio urbano, dimpronta medievale. I toni bruniti continuano anche a Bloomsbury (1660), mentre in St. James Square (1665) e Cavendish Square (1717) si ritorna al rosso. Con Bedford Square, nel 1775, il modello si affina, grazie allopera di Thomas Leverton: i quattro lati della piazza, sempre costituiti dalle case urbane unificate su tre piani, vengono arricchiti di un edificio centrale con timpano e fini-

ture in stucco in maniera tale da accentuare leffetto palazzo pubblico. Sul finire del XVIII secolo, e nella prima met del XIX secolo, luso dello stucco nelle finiture della facciata si afferma grazie al successo dellintervento di Thomas Cubitt e George Basevi in Belgrave Square (1825) e ai progetti di John Nash in Regent Street e Park Crescent (1812). Ma in Russell Square (1800), James Burton e Humprey Repton ritornano al mattone faccia a vista nella grande piazza di 210 m di lato che completa il distretto di Bloomsbury e del British Museum insieme con Gordon Square (1850) dove Cubitt impiega di nuovo il laterizio per sviluppare le sue facciate in stile italiano-rinascimentale. Con lavvento della strada ferrata e la necessit di dotare Londra di nuove stazioni di testa per le varie compagnie ferroviarie che gestiscono i trasporti verso il resto del Paese, inizia una nuova stagione dellimpiego del laterizio. Grandi edifici pubblici vengono costruiti facendo ricorso alle metafore della stazione come luogo familiare: la stazione come cattedrale, la stazione come castello, la stazione come edificio termale, la stazione come tempio. Due edifici assolutamente diversi per stile, composizione, carica simbolica,

atmosfera sono ancora oggi disposti luno accanto allaltro lungo Euston Road: Kings Cross e St. Pancras. Da un lato una semplice e austera facciata dimpronta termale, con due grandi finestrature ad arco perfettamente corrispondenti alle due ampie volte (26 m di diametro) delle gallerie dei treni. Dallaltro un castello medievale rivisitato in spirito romantico, con una stazione che si combina con un hotel multipiano s da confondersi con analoghe fabbriche urbane residenziali o commerciali. Le terme, opera di Lewis e Joseph Cubitt (1851-52), sono state realizzate come terminal della Great Northern Railway; il castello il terminale della Midland Railway e una collaborazione di Sir George Gilbert Scott per quanto riguarda la facciata e lhotel (1866-68), mentre limponente galleria dei treni (lunga 210 m e larga 75 m) che nessuno immagina nascondersi dietro i motivi Gothic Revival, si deve a W.H. Barlow e R.M. Ordish. Se con la Liverpool Street Station di Wilson e Asbee (1874-75) il modello di una stazione ferroviaria associata a un hotel (Charles Barry, 1891) e a uffici si consolida, il Royal Albert Hall del capitano Francis Fowke e del maggiore-generale Hyd Scott (1867-71) fornisce

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S. Pancras Railway Station and Hotel, Londra, 1866-76: sezione trasversale sulle gallerie dei treni.

Hampstead Garden Suburb, Londra, 1900-20: progetto urbanistico di Barry Parker e Raymond Unwin, architetture di A.J. Penty, Edwin Lutyens, Baillie Scott, Curtis Green, Guy Dawber, Geoffrey Lucas, e altri. Disegno del centro urbano.

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AR TE DEL COS TRUIRE

Hampstead Garden Suburb, London, 1900-20: il limite.

Hampstead Garden Suburb, London, 1900-20: la porta dingresso.

Hampstead Garden Suburb, London, 1900-20: veduta di un close.

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loccasione al mattone faccia a vista di diventare il materiale ufficiale di unarchitettura desiderosa dimpressionare per la sua stabilit e capacit di durare nel tempo. La grande cupola di 71 m di diametro contiene 8.000 posti allinterno di una struttura che sispira chiaramente allOpera di Dresda, di Gottfried Semper, nel suo duplice ordine di finestre rettangolari e archi. Il periodo dei Revivals continua a sperimentare nuove forme espressive per il mattone. Oltre alla versione classica e rinascimentale, si aggiungono motivi derivati dalla tradizione gotica e dai vari movimenti regionali, tra i quali spicca quello fiammingo. Cadogan Square (1885-87) diventa la palestra per codificare un nuovo modo di realizzare una piazza residenziale. J.J. Stevenson, progettista famoso per luso dello stile Queen Anne Revival, si dedica alla composizione di un lato dello square cercando di accentuare lindividualit delle case su quattro/cinque piani, mentre R. Norman Shaw adotta lo stile Pont Street Dutch in una serie di case che definiscono i caratteri delledilizia residenziale londinese dellultimo decennio del XIX secolo: articolazione asimmetrica, largo impiego del timpano rinascimentale, gotico e fiammingo, finestre sash dipinte rigorosamente di bianco per far risaltare le aperture nella tessitura del rosso mattone di facciata. Linizio del XX secolo vede il successo del movimento per la Citt Giardino(2). La critica allo sfrenato sviluppo industriale, iniziata da Coleridge e Carlyle, trova in Ebenezer Howard il propugnatore di un nuovo modo di abitare, che Raymond Unwin, Barry Parker e Edwin Lutyens trasformano nellarchitettura dellAltra Modernit in versione britannica(3): sensibilit ai nuovi problemi sociali, maestria nel dominare la composizione urbana e la tecnica del costruire, continuit con la tradizione, ritorno a uno spirito pieno di ideali dove lartigianato e lagricoltura costituiscono valide alternative al brutale pro-

Poundbury, Dorchester, 1988-2001: veduta del centro della nuova citt costruita da S.A.R. il Principe di Galles.

gressismo macchinista. Sorgono cos le prime Citt Giardino, comunit indipendenti dove luso delle facciate in laterizio diventa il canone per riconoscere unopera che aspira a riconciliare modernit e tradizione. Hampstead Garden Suburb (1900) definisce liconografia(4) del nuovo movimento: un limite riconoscibile e murato, un centro simbolicamente pregnante nella collocazione prospettica degli edifici pubblici, il close come matrice per larticolazione del tessuto residenziale, edifici con tetti a forte pendenza, esplicito richiamo ai motivi tradizionali e regionali, ricerca del pittoresco come alternativa alla standardizzazione, alla ripetizione, al conformismo. La strada per la costruzione del pi importante successo immobiliare del XX secolo aperta. Essa continuer, come un filo

rosso che si dipana con alterni momenti di popolarit, fino alla nuova citt di Poundbury, che il Principe di Galles costruisce a Dorchester a partire dal 1988, e pare destinata a una nuova fioritura allinizio del XXI secolo grazie alla rinnovata attenzione per i materiali che durano nel tempo e alla riscoperta della citt tradizionale come modello insediativo ad alte virt ecologiche.
Note bibliografiche 1. David Watkin, Storia dellArchitettura occidentale, Zanichelli, Bologna 1991. 2. Gabriele Tagliaventi, Citt Giardino-Garden Cities, Gangemi Editore, Roma 1994. 3. Gabriele Tagliaventi, LAltra Modernit 1900-2000, Dogma Editrice, Savona 2000. 4. Raymond Unwin, La Pratica della progettazione urbana, Il Saggiatore, Milano 1971; ed. orig. Town Planning in Practice, Londra 1909.

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AR TE DEL COS TRUIRE

Maria De Santis

Tecnologia

mac cormac jamieson prichard

Residenze studentesche per la Scuola di Economia di Londra


Potenziare un edificio per residenze studentesche diventa per Mac Cormac loccasione per proporre una cortina in laterizio faccia a vista progettata nel dettaglio per risolvere con efficacia le esigenze formali, tecnologiche e costruttive della facciata

l progetto dellarchitetto MacCormac Jamieson Prichard nasce dalla richiesta della Scuola di Economia di Londra (LSE) di realizzare un edificio, annesso al gi esistente complesso, per residenze studentesche in Roseberry Avenue, a Islington. La Middelton Street offre un contesto ambientale piuttosto semplice il cui tono dimesso contrasta con le tipologie architettoniche che caratterizzano lemergenza di alcuni edifici presenti in questo quartiere. Solo nella zona a sud-est si ritrovano alcuni elementi tipologici con una certa dignit architettonica rappresentati da un piccolo blocco di case a schiera, ultimo frammento delledilizia di epoca georgiana che delimitava i fronti della vecchia strada. La soluzione volumetrica proposta per il nuovo edificio si pone, nei due fronti laterali, come elemento di continuit nel confronto dimensionale con ledifi-

cio esistente, mentre, nel blocco centrale, si ridimensiona offrendo un prospetto principale sul fronte stradale pi consono alla scala edilizia presente nella Myddelton Street. Fra le richieste della Scuola cera quella di realizzare un nuovo edificio che fosse annesso al primo e non funzionalmente indipendente. A tale scopo la soluzione progettuale presenta un impianto che si lega allorganismo esistente non solo in termini volumetrici ed architettonici, ma anche in termini funzionali organizzando in modo razionale le nuove destinazioni previste e il sistema di percorsi pedonali e carrabili. La dipendenza del nuovo complesso alledificio esistente viene di fatto realizzata dallunico accesso pedonale che, per problemi di sicurezza e di controllo peculiari per questo tipo di strutture, consentito solo attraverso la reception ubicata sul fronte principale

della Roseberry Avenue. Laccesso veicolare e levacuazione in caso dincendio avvengono invece attraverso il nuovo ingresso sulla Gloucester Way. Lassenza di un ingresso nel nuovo complesso ha suggerito luso di un linguaggio compositivo che gioca sul ritmo dei volumi e degli elementi costruttivi (cornicioni, travi, mensole, davanzali, finestre) per far vibrare la facciata e spezzare cos la rigidit dovuta alla chiusura delledificio verso lesterno. Le relazioni fra le aperture, il tamponamento e la configurazione delle stesse finestre in prospetto sono diversificate secondo una gerarchia ritmata sia in orizzontale che in verticale, in modo da non dichiarare sullesterno la sequenza ripetitiva delle camere. La facciata innanzitutto interessata da un sistema articolato di elementi prefabbricati in calcestruzzo che propongono soluzioni compositive in cui

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Il fronte delledificio che affaccia su Myddelton Street. Planimetria.

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TECNOLOGIA

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PIANO TERRA Myddelton Street

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PIANO INTERRATO

Piante del piano terra e del piano interrato. Legenda: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. reception ponte bar giardino incassato banco delle vivande cortile di servizio sotterraneo stanze per studenti disabili con bagni terrazza entrata camere da letto studio deposito bar e argano deposito biciclette uscita impianto livello mezzanino entrata sala conferenze attico chiostro a vetri sala conferenze

cornicioni, mensole, davanzali e travi aggettano e si sovrappongono secondo lordine classico del basamento, del corpo centrale e del coronamento. Nel basamento, le finestre appaiono con una serie di piccole aperture ravvicinate che alleggeriscono lattacco a terra. Le finestre dei piani superiori, reinterpretando il motivo utilizzato per le aperture delledificio esistente, sono, nella parte centrale, accoppiate su un elemento che evidenzia la partizione del muro e articolate con una soluzione tripla nelle due ali della costruzione. Il ritmo doppio e triplo delle finestre esaltato dal netto contrasto con la soluzione di rivestimento in laterizio faccia a vista che riveste ledificio in tutta la sua altezza. La cortina in laterizio evidenzia il suo rapporto con le fasce verticali vetrate restituendo movimento alla facciata attraverso un sfalsamento dei piani di posa del mattone che realizza cos superfici arretrate e modanature sulle fasce verticali degli infissi, segnate nelle zone di marcapiano da elementi in calcestruzzo. Il ritmo della facciata, segnata dalla modanatura faccia a vista e dai sistemi articolati di infissi vetrati, risolto nel piano di copertura con soluzioni di loggia, vetrate o aperte, protette da un pronunciato aggetto del cornicione di gronda. Questo linguaggio compositivo, che realizza ritmi vibranti di facciata giocando sugli spessori del muro, deriva in parte dalla lettura delle opere di Alexander Greek Thomson e Aldo Andreani ed in parte dagli elementi architettonici delle case a schiera dellepoca georgiana che un tempo caratterizzavano il luogo. La connessione strutturale e funzionale fra i due edifici invece risolta da una zona di cerniera realizzata attraverso la sovrapposizione di una parte gi esistente e di uno nuovo spazio di servizio comune. Nella richiesta di potenziamento della

struttura originaria era inclusa anche lespansione e la ristrutturazione dei servizi comuni per la ristorazione e il tempo libero. La risposta progettuale a questa esigenza si concentra proprio nel punto di connessione fra la parte nuova e la parte vecchia del complesso residenziale, attraverso il progetto di uno spazio adibito a bar previsto sul terrazzo di copertura della sala da pranzo esistente. La dimensione e il carattere di questo spazio erano vincolati da problemi legati alle caratteristiche delle strutture e delle fondazioni esistenti. Questo ha comportato la scelta di una struttura leggera in acciaio, con lastre metalliche in copertura, ed un sistema di chiusure verticali realizzate con profilati metallici tamponati con pannelli opachi e vetrati. La forma del nuovo edificio configura una corte, chiusa su un lato dal fronte secondario del complesso esistente, la quale, sfruttando la pendenza del terreno, ha consentito la realizzazione di una zona parcheggio, posta alla quota del piano seminterrato del nuovo complesso, ed servita da un accesso carrabile sul fronte laterale che affaccia sulla Gloucester Way. Il nuovo edificio per residenze studentesche comprende 140 nuovi posti letto, per un totale di 1064 stanze. Nel piano seminterrato della zona a sud dellintervento sono ubicati gli spazi comuni, intesi sia come potenziamento delle aree destinate alle attivit di studio, comunque previste nelle camere da letto, sia per lo svolgimento di attivit collettive e sociali della scuola. I piani superiori sono destinati alle camere da letto-studio per gli studenti progettate in modo da rendere maggiormente flessibile larredabilit e ridurre al minimo gli spazi funzionali (la zona dingresso realizzata con porta basculante per agevolare luso dellarmadio a muro). Il progetto, oltre a prediligere unorganizzazione funzionale per le camere, suddividendole in piccoli nuclei

Gloucester Way

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Spaccato assonometrico della muratura esterna. Legenda: 1. mensolone in cls. prefabbricato (800 x 430 mm) 2. cortina in mattoni di laterizio 3. cornicione in cls. prefabbricato (640 x 215 mm), a sbalzo tra il mensolone e il davanzale appoggiati sul margine della trave in cemento armato 4. mensolone in cls. prefabbricato (640 x 410) mm 5. elemento in cls. prefabbricato per architrave (370 x 103 mm) fissato su profilati angolari (102 x 140 mm) 6. modanatura in laterizio di rivestimento del pilastro 7. isolante 8. pilastro in cemento armato (380 x 310 mm) 9. pilastro in cemento armato (380 x 287 mm) 10. infisso con profilato galvanizzato con polvere di poliestere e lastra stratificata di vetro (14 mm) 11. tavola di legno come finitura superiore della finestra (25 mm) 12. soletta in cemento armato (150 mm) 13. davanzale in cls. prefabbricato (310 x 140 mm) appoggiato sul margine della trave in cemento armato. 14. 18 mm di rivestimento su 57 mm di isolante al calpestio 15. lastra di vetro stratificata (14 mm) 16. 370 x 103 mm in calcestruzzo prefabbricato isolato e ancorato alla trave con un profilo metallico angolare 17. isolamento in pannelli di polistirene (70 mm) 18. lastre di pavimento (65 mm)

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Sezione del muro esterno al livello del primo piano. 1 6 7 Legenda: 1. pilastro in cemento armato (380 x 310 mm) 2. cortina in mattoni di laterizio 3. modanatura in laterizio di rivestimento del pilastro 4. isolante 5. infisso con profilato galvanizzato con polvere di poliestere e lastra stratificata di vetro (14 mm) 6. infisso con profilato galvanizzato 7. muratura intonacata 8. rivestimento del pilastro con pannello in cls. prefabbricato isolato

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TECNOLOGIA

pianerottoli camere da letto/studio

torri cucina

terrazzo

cortile di servizio

Sezione del nuovo intervento.

di 4 stanze, serviti da uno spazio di corridoio su cui si affacciano i servizi igienici di utilizzo comune, tiene conto del soddisfacimento dei requisiti di accessibilit per i portatori di handicap rendendo ledificio fruibile a tutti i piani e predisponendo spazi specializzati (5 camere da letto-studio, 2 parcheggi, servizi igienici) idonei ai requisiti previsti dalla normativa. Il collegamento fra questi spazi funzionali prevede, ad ogni livello, un unico corridoio che svolge funzioni sia di via di fuga in caso di incendio, sia di percorso idoneo ai portatori di handicap, oltre che per le normali operazioni di gestione e manutenzione delledificio. I corridoi attrezzati sono in comunicazione diretta con i gruppi scale che delimitano il corridoio principale del corpo centrale al piano terra. Il sistema di collegamenti verticali servito inoltre da due ascensori, ubicati negli angoli delledificio, in modo da facilitare i percorsi fra le camere degli studenti e le aree per le attivit comuni previste nel piano seminterrato. Il collegamento con ledificio esistente avviene con un percorso allaperto nel giardino interno annesso alla vecchia costruzione. La realizzazione di una nuova apertura, in corrispondenza della reception, e di un ponte leggero con struttura in acciaio costituisce lunico elemento di comunicazione diretta fra lingresso principale e il sistema di percorsi allaperto del nuovo edificio.

Passando ad esaminare pi nel dettaglio le soluzioni tecnologiche proposte dal progetto, evidente come la facciata si presenti con alcuni nodi particolarmente interessanti. Innazitutto risalta larticolazione degli elementi in calcestruzzo prefabbricati che, opportunamente sagomati e assemblati secondo piani ed assi diversi, emergono dalla cortina in mattoni per sottolineare il coronamento delledificio e per scandire la ripartizione del sistema di aperture. La soluzione del coronamento ha una pregnanza non solo di stile, legata ad una scelta formale che vuole esaltare la parte terminale delledificio sottolineando la profondit dellaggetto di gronda, ma anche funzionale realizzando una ventilazione trasversale per la copertura metallica. Dal cornicione di copertura si passa, nella facciata, a soluzioni progettuali molto pi articolate e brillanti, dove gli elementi prefabbricati in calcestruzzo definiscono il rapporto fra il muro pieno e le aperture con il segno evidente di elementi compositivi (mensole, davanzali, cornicioni, architrai e parapetti) che offrono un abaco piuttosto articolato del sistema delle aperture vetrate. La soluzione tecnica della cortina in mattoni di laterizio faccia a vista stata progettata nel dettaglio per risolvere con efficacia sia le esigenze formali, sia quelle costruttive. Il controllo del progetto sulla modularit del mattone e sul sistema di connessione con il paramento interno della facciata evidenzia la cura e lo studio del dettaglio nella fase progettuale. I mattoni seguono, secondo un preciso disegno, i raccordi con gli elementi in calcestruzzo e la sequenza

dei giunti verticali e orizzontali. La cortina realizza il profilo sagomato della facciata evidenziando e incorniciando la partizione scandita dalle fasce verticali occupate dagli infissi vetrati con una soluzione di continuit che dichiara con forza lemergenza formale delledificio inserito in un contesto gi definito e caratterizzato dalle evoluzioni della trasformazione urbana. Nella soluzione di facciata proposta sono risolti anche tutte gli aspetti prestazionali del sistema di chiusura relativi al soddisfacimento dei requisiti di isolamento termico e acustico, di tenuta allaria e allacqua e di eliminazione dei ponti termici. Anche se lintervento stato realizzato con un appalto integrato di progettazione e costruzione esso stato efficacemente supportato da uno studio accurato delle soluzioni di facciata alla scala del dettaglio. Lintenzione del progettista era quello di definire, gi in fase di appalto, tutte le scelte progettuali che avrebbero determinato la qualit dellintervento e scandito limmagine pubblica che indendeva ottenere. I disegni, restituiti in opportuna scala e con una definizione estremamente dettagliata dei materiali e delle soluzioni di giunto fra mattone ed elementi di calcestruzzo e fra sistema di facciata e struttura, hanno decisamente facilitato la fase di coordinamento con limpresa e con il gruppo incaricato per la progettazione esecutiva dellintervento, oltre alla valutazione dei costi in fase di gara. Infatti lintervento, anche se ha comportato alcune varianti, di fatto sostanziali per lintervento stesso (come la realizzazione di cucine a servizio dei piani e di un lucernario sui vani scala), si concluso secondo lidea originaria espressa dal progettista sia in termini di valenza architettonica, sia dellimpatto ambientale che doveva derivare dallinserimento nel tessuto urbano londinese.

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Claudio Renato Fantone*

Tecnologia

mac cormac jamieson prichard

Community Mental Health Centre a Londra


Un centro per la cura dei disturbi mentali realizzato in ambito di quartiere. Un esempio di progettazione integrata fra architetti e ingegneri che hanno ideato un edificio in cui il sistema di ventilazione naturale ha caratterizzato lorganizzazione interna e la modulazione esterna

Il progetto Ledificio rappresenta un valido esempio della nuova politica britannica nel settore della cura dei disturbi mentali. Dopo aver deciso nel 1990 la chiusura delle grandi strutture sanitarie ubicate in campagna eredit di un modo classico di concepire la terapia delle malattie mentali, proprio dellepoca vittoriana, che preferiva relegare le sfortunate persone in luoghi ameni e nasconderle agli occhi dei concittadini , si iniziato a sperimentare linserimento di piccole strutture allinterno della comunit. Due sono i modelli di servizi sanitari che vengono seguiti: centri di cura comunitari per persone che vivono in casa e ricovero per circa quattro settimane in reparti psichiatrici ospedalieri per i pazienti gravi. Il Community Mental Health Centre, una delle nuove strutture sanitarie di quartiere distinta dal generico ospedale distrettuale, stata commissio-

nata dallHaringey Healthcare Trust che serve una popolazione di circa 300.000 persone. La cura del paziente allinterno della comunit assicurata, da un lato, dalla presenza di consulenti psichiatrici e infermiere specializzate in malattie mentali che operano insieme ad impiegati in lavori sociali dipendenti dalle autorit locali e, dallaltro, dalla disponibilit di un servizio operativo 24 ore su 24 per trattare le emergenze, direttamente nelle case delle persone. Ledificio stato concepito come un centro di consultazione piuttosto che ospedaliero, in modo tale che gli interessati possano visitarlo per incontrarsi con il personale medico e ricevere le necessarie rassicurazioni. La costruzione, che comprende un centro di sanit mentale e un day hospital per patologie gravi, sorge lungo la trafficata Wood Green High Street, un sito scelto dal committente proprio

per la sua posizione centrale allinterno della vita cittadina e quindi di facile accessibilit. Proprio da questa difficile collocazione suburbana, insieme alla volont di realizzare un posto accogliente e alla necessit di garantire sicurezza e privacy del centro, derivano il carattere, laspetto e lorganizzazione degli elementi che compongono la struttura. Ledificio di due piani articolato con due ali disposte a forma di L ad un angolo stradale mentre sul retro sistemato un parcheggio e uno stretto giardino. Il centro consultorio di salute mentale occupa lala pi lunga mentre quella pi corta ospita il day hospital per pazienti gravi e include varie stanze per la terapia. I due servizi sono autonomi luno dallaltro. Lo sviluppo dellidea progettuale frutto di una stretta collaborazione fra il committente e il progettista, con il coinvolgimento diretto degli ingegneri

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TECNOLOGIA

Planimetria. Nella pagina a fianco: visione prospettica del complesso.

delle strutture e degli impianti al fine di conseguire anche risultati di ottimizzazione sul piano gestionale integrando il sistema di ventilazione naturale alla struttura delledificio.

Articolazione del Centro I progettisti


hanno voluto conferire alla nuova unit sanitaria un carattere quasi residenziale, ispirato alle case a schiera che precedentemente occupavano il lotto, concependo un insieme di volumi scandito da pareti trasversali con camini emergenti dal profilo delle coperture a falda. Le facciate lungo la strada risultano formate da una serie di campate, in gran parte con corpi alternativamente arretrati collegati insieme da alte fioriere di mattoni che assicurano visivamente un solido attacco a terra e proteggono ulteriormente con la vegetazione la privacy delle stanze di colloquio retrostanti. La modulazione di ogni facciata esaltata dal diverso impiego degli elementi costruttivi: struttura leggera, in metallo e vetro, nei corpi arretrati e spessa muratura di mattoni faccia a vista, con ampie vetrate, in quelli lungo il marciapiede. Nellinsieme la struttura evoca unimmagine di protezione. Meno massiva risulta la facciata retrostante delledificio, estesamente vetrata, affacciata sulla corte giardino.

Lingresso principale, affatto appariscente ma rispondente solo ai requisiti di sicurezza, collocato a lato dellangolo curvato definendo in tal modo la scomposizione delledificio in tre distinti corpi. Le scale, rese indipendenti dai blocchi edilizi principali, sono poste a fianco dellingresso e alle estremit delle ali. Alla modulazione di facciata corrisponde, soprattutto nellala del centro sanitario, londulazione del corridoio al piano terra e la realizzazione di campate a doppia altezza, vantaggiose per la ventilazione naturale, a lato di quello del piano superiore. Poich i progettisti hanno inteso realizzare un edificio in cui i pazienti affetti da problemi di salute mentale possano sentirsi considerati, hanno ideato ambienti interni che infondono un senso di tranquillit e di domesticit, caratterizzati dallimpiego di materiali naturali e di colori caldi. I pavimenti delle aree pubbliche sono rivestiti in doghe di faggio; le pareti sono intonacate e tinteggiate di un colore albicocca pallido; i soffitti delle falde di copertura sono rivestiti in multistrato di faggio; dello stesso materiale sono le porte e gli arredi delle camere, gli armadi a muro, i grigliati di ventilazione, i battiscopa e i corrimani, le panche aggettanti dai corridoi del piano primo. Le pareti trasversali, in laterizio giallo, ordinano lo spazio interno segmentando la lunghezza dei corridoi variamente modulati in pianta e in sezione. La luce naturale entra da lucernari posti sopra i corridoi superiori e filtra in quelli inferiori attraverso vuoti di solaio e pavimenti in vetrocemento disposti a guisa di ponticelli di ingresso alle stanze. Dal punto di vista funzionale, nel nucleo centrale sistemata, al piano terra, la zona ricezione con la sala di attesa e con un banco in faggio da cui si possono controllare i corridoi delle due ali; alle spalle situata la segreteria e, sul lato opposto, il bar, che

pu fungere anche da centro sociale, con vista sul giardino. Al piano superiore sono ricavati, rispettivamente, la stanza del personale e il soggiorno. Il day hospital ha una cucina, stanze di consultazione e, per la terapia, ambienti e stanze per il personale medico. Il centro di salute mentale comprende al piano terra una serie di stanze di consultazione e di terapia, stanze per il personale e per gruppi di lavoro e, al piano superiore, uffici amministrativi.

Limpiantistica Uno dei problemi


principali da risolvere stato quello riguardante la ventilazione degli ambienti senza ricorrere a sistemi di aria condizionata, il cui costo non rientrava nel budget del committente. Questaspetto si sommava allinopportunit di prevedere una ventilazione naturale mediante lapertura delle finestre, soprattutto quelle affaccianti sulla strada, data la natura confidenziale dei colloqui con i medici che il centro doveva assicurare e, al tempo stesso, il rumore proveniente dalla strada e la scadente qualit dellaria entrante dovuta allinquinamento urbano. Per risolvere questo problema sono state ideate delle pareti trasversali che, oltre a svolgere una funzione statica, incorporassero una serie di canne di ventilazione con camini terminali. La multifunzionalit dellelemento costruttivo impiegato come setto portante dei solai e delle coperture e contenente i condotti di ventilazione, i discendenti dellacqua piovana, le colonne di scarico, parti dellimpianto elettrico e armadi a muro ha portato ad un significativo risparmio nellambito del costo globale delledificio. Come si accennato, la rigidit strutturale affidata alla serie di pareti di controventamento scatolari in laterizio di circa 65 cm di spessore, le cui cavit contengono i condotti per la ventilazione naturale delledificio. La sezione geometrica particolarmente effi-

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CIL 84

26 7 8 6 5 4 3 1 2 9 16 10 11 12 13 4 23 11 15 11 13 14 27 21 19 20 19 24 25 28 11 11 5

Vuoto su piano terra.

17 22

13

18

17

Pianta piano terra e primo. Legenda: 1. 2. 3. 4. 5. 6. ricezione segreteria bar impianti cucina infermiere 7. sala attesa 8. stanza lavoro ergoterapico 9. montacarichi 10. impianti 11. colloqui 12. ergoterapia 13. psicologia 14. ufficio sostegno domiciliare 15. terapia familiare 16. terapia madre/bambino 17. servizi sociali 18. capo infermiera 19. infermiere comunit psichiatrica 20. seminari 21. svago studenti 22. amministrazione 23. sala riunioni 24. sala turbolenze 25. ufficio ergoterapia 26. lavanderia 27. sala personale 28. wc

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TECNOLOGIA

lucernario

sala svago studenti

sala infermiere corridoio

sala colloqui

sala colloqui corridoio

Sezione parziale sugli uffici e sul corridoio.

ciente delle pareti cave conferisce grande stabilit alledificio e consente di realizzare tamponature laterali ampiamente vetrate. Su tali pareti trasversali poggiano i solai del piano terra e del primo piano. Questi ultimi hanno un intradosso leggermente arcuato la cui spinta assorbita da tiranti inseriti nelle pareti. Alle pareti cave anche sospesa la leggera struttura della copertura a due falde invertite, composta da travetti di legno inclinati convergenti in una cerniera nel compluvio, fissati, mediante staffe metalliche imbullonate, a travi prefabbricate in c.a. sistemate alle estremit dei camini., foderati di multistrato e coperti con lastre di zinco. In particolare, la disposizione trasversale delle pareti scatolari ha consentito di realizzare la ventilazione naturale per effetto camino di ciascuna

stanza a loro adiacente. Laria pulita, prelevata dalla corte giardino tramite griglie verticali poste sul fianco delle pareti trasversali, viene canalizzata attraverso un condotto passante entro le fondazioni e immessa negli ambienti mediante griglie inferiori in faggio inserite nelle pareti cave. Laria viziata estratta, mediante grigliati similari, al livello alto ed espulsa allestremit del camino. Nella sommit di ciascun condotto alloggiata una valvola di tiraggio a pala azionata da un sistema di controllo centralizzato o individualmente dagli occupanti. I camini sono realizzati con una struttura intelaiata di elementi prefabbricati travi di base, copertine, soglie, setti trasversali ed elementi triangolari terminali esterni , tamponata con pannelli metallici muniti di isolamento e rivestimento in polvere poliestere di

lucernario

aria fresca

estrazione aria

estrazione aria

corte giardino

strada

Schema del sistema di ventilazione naturale.

colore scuro per assorbire calore. Ciascun camino, inoltre, monta quattro lucernari verticali formati da lastre di vetrocamera e orientati a sud e ovest che operano come acceleratori solari per incrementare lestrazione dellaria soprattutto nel periodo estivo. Infatti, laria della zona superiore del condotto si riscalda per effetto serra e la conseguente differenza di tempera-

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CIL 84

tura, rispetto allaria della zona inferiore, innesca un moto convettivo naturale che consente il tiraggio verso lalto anche in condizioni estive e vento debole. I lucernari verticali svolgono anche la funzione di accesso alla valvola di tiraggio del condotto. I camini hanno una cappa aerodinamica metallica atta a creare pressioni negative e a favorire lestrazione dellaria indipendentemente dalla direzione del vento. stato previsto anche il raffrescamento notturno delledificio usando la massa termica della struttura: lintradosso dei soffitti voltati in c.a a vista e la muratura di laterizi delle pareti perimetrali e trasversali. Inoltre la disposizione a falda delle coperture, con la parte alta verso i camini, favorisce levacuazione dellaria calda stratificata In definitiva, la costruzione si rivela come una valida fusione di progettazione architettonica e ingegneristica, in cui la componente psicologica delle stanze interne, confortevoli per i pazienti, il personale e i visitatori, stata curata in modo paritario a quella della qualit ambientale: un esempio di come la soluzione tecnologica i camini solari possa caratterizzare un progetto creando ordine e ritmo allinterno e allesterno delledificio. Tale sperimentazione potr certamente dare utili indicazioni per la progettazione di edifici ventilati naturalmente situati nelle aree urbane dove particolarmente forte linquinamento e il pericolo di ingresso di contaminanti esterni.

3 4 5

12 9 10

17

13

16 14 15 11

Vista assonometrica del camino, della copertura e della parete di controventamento cava.

Legenda: 1. 2. elemento a doppia vetratura superficie aerodinamica in alluminio rivestita in polvere poliestere (2 mm) integrata da nervature di rinforzo saldate in alluminio profilo (2 mm) in alluminio stampato telaio in acciaio dolce rivestito in polvere poliestere pannello di rivestimento riempito di lana minerale (70 mm)

6.

* Professore a contratto della Facolt di Architettura dellUniversit degli Studi di Roma Tre.

Scheda tecnica Progetto: Costruzione: Strutture: Impianti: Computi: MacCormac Jamieson Prichard 1993-94 SMP Atelier One Atelier Ten Walker Richardson

3. 4.

5.

elemento terminale esterno in cls. prefabbricato (885x665x665 mm) 7. elemento intermedio in cls prefabbricato (1500x665x103 mm) 8. soglia in cls. prefabbricato (253x260 mm) 9. trave in cls. prefabbricato (520x200 mm) 10. elementi distanziatori prefabbricati (103 mm) 11. parete di controventamento composta di due strati di mattoni (103 mm) con cavit (450 mm)

12. lastra di zinco (0,7 mm) con aggraffature su geotessile 13. multistrato resistente al rigonfiamento (18 mm) 14. isolamento in fibra minerale (150 mm) 15. barriera al vapore in polietilene 16. intradosso in multistrato (13 mm) 17. travetto in legno dolce (250x50 mm) imbullonato alla trave con staffe di acciaio dolce

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TECNOLOGIA

Roberto Capozucca, Maria Nilde Cerri, Giorgio Zanarini

Ricerca

Resistenza a taglio di murature con blocchi in laterizio


La resistenza a taglio di pannelli murari, confezionati con blocchi in laterizio a pareti lisce o ad incastro, influenzata dalla tipologia dei giunti di malta. Alcune prove sperimentali, eseguite con diverse tipologie di elementi resistenti e differenti modalit di giunzione, hanno dato luogo a risultati il cui confronto fornisce informazioni di grande utilit pratica

a resistenza a taglio delle pareti murarie influenza significativamente la capacit resistente globale degli edifici in muratura sottoposti alle azioni sismiche. dunque di fondamentale importanza, per una corretta progettazione in zona sismica, la conoscenza della resistenza dei pannelli alle azioni di taglio. Negli ultimi anni sono stati eseguiti in merito numerosi studi teorici e sperimentali, senza tuttavia individuare la possibilit di valutare a pieno il comportamento di pannelli murari confezionati con blocchi semipieni in laterizio, caratterizzati da differenti tipologie di giunto. Per la definizione della resistenza a taglio di pannelli murari si possono adottare diverse tecniche sperimentali: in figura 1 sono rappresentate le due tipologie principali di prova per la determinazione della resistenza a taglio di pannelli murari.

Lo schema di prova indicato con (a) permette di ottenere informazioni sul comportamento globale della parete sottoposta ad azione di taglio, la cui resistenza viene determinata utilizzando il criterio di resistenza di Coulomb, gi noto dalla Meccanica delle Terre. Il valore medio della tensione ultima di taglio fvu nella sezione orizzontale del muro pu essere espresso attraverso la seguente relazione presente nellEurocodice 6: fvu = fv0 + y (1)

con: fv0 = resistenza al taglio di pareti non caricate verticalmente = coefficiente di attrito y= tensione verticale. Leffetto combinato di stati di tensione normali e tangenziali nella rottura di una parete in muratura pu essere anche analizzato con la prova sperimentale indicata in figura 2.

1. Prove a taglio: carico orizzontale (a) e carico diagonale (b).

2. Schema di prova e cerchio di Mohr per lo stato di tensione nel punto A.

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CIL 84

Considerando la muratura come un solido elastico, omogeneo ed isotropo, le tensioni principali t, c e langolo di inclinazione della superficie fessurata t sono determinabili mediante le relazioni seguenti: 0 t = + 2 0 + 2

c =

( ) ( )

0 + (1,50)2 2
2

(2)

La metodologia di prova (b) indicata in figura 1 suggerita dal D.M. 20.11.1987, Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento. Questo tipo di prova non scevro da critiche. Infatti, il carico concentrato diagonale crea un complesso stato tensionale che solo nella parte centrale del pannello presenta uno stato di tensione biassiale ragionevolmente uniforme.

0 + (1,50)2 2

(3)

m 1,50 t = arctg = arctg t t

(4)

con: 0 = tensione di compressione nella sezione orizzontale per la componente verticale del carico 0 = tensione media tangenziale dovuta alla componente orizzontale del carico. La resistenza k della muratura si deduce dalla tensione principale di trazione t attraverso: t k = b essendo 0 0 + + (1,50)2 2 2 k = b (5)

3. Distribuzione di tensione su un pannello quadrato caricato diagonalmente.

( )

(6)

La figura 3 mostra i valori di tensione ottenuti con un modello isotropo, elastico-lineare, per il caso di una piastra quadrata, sottoposta una forza diagonale Pd, avendo assunto un coefficiente di Poisson nullo. Il valore nominale relativo alla componente orizzontale del carico Pd espresso da: 0,707Pd Pd = = at 2ht (9)

con b che dipende dalla geometria della parete e dal rapporto tra componente verticale ed orizzontale del carico: b pari a 1,5 nel caso di pareti snelle con rapporto h/d maggiore di 1,5, mentre pari a 1,1 nel caso di pannello quadrato. Per b =1,5, la tensione ultima a taglio fvu si determina come segue: fvu = k

0 + 1 1,5k

(7)

I dati sperimentali di resistenza a taglio, ottenuti con questo tipo di prova, rappresentano sempre dei valori medi, poich influenzati dalla geometria dei blocchi e dagli effetti di scala. Nonostante ci, questo tipo di sperimentazione pu essere considerata sufficientemente corretta per stimare la resistenza a taglio fvk0 in assenza di carico di compressione: fvk0 = 0,7 (10)

La (7) stata adottata nel D.M. 02.07.1981, Normativa per le riparazioni ed il rafforzamento degli edifici danneggiati dal sisma nelle regioni Basilicata, Campania e Puglia, per le analisi in campo elasto-plastico secondo il metodo POR di edifici in muratura. Attraverso lespressione (7),la forza resistente a taglio per il singolo pannello risulta: 0 Hu = Afvu = Ak + 1 1,5k essendo A larea della sezione geometrica del pannello.

(8)

Nel seguito, si valuta la resistenza di pannelli murari confezionati con blocchi semipieni in laterizio a pareti lisce e ad incastro. I pannelli sono stati sollecitati sia con prove di compressione in direzione parallela ai fori del blocco, sia con prove di compressione diagonale. I risultati sperimentali sono stati successivamente confrontati con i valori forniti dai criteri di resistenza a taglio previsti nellEurocodice 6.

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RICERCA

Analisi sperimentale Lo scopo principale dellanalisi sperimentale stato quello di valutare il comportamento a taglio di pannelli murari confezionati con differenti tipologie di giunti di malta e di blocchi:giunti continui,interrotti e assenti in verticale; blocchi in laterizio a facce lisce e ad incastro. Gli elementi di prova sono rappresentati da pannelli quadrati di dimensioni 1 x 1 m e spessore pari a 0,3 m. Le prove di compressione nel senso dei fori e compressione diagonale sono state eseguite su tre campioni per ciascuna tipologia di giunto di malta. I blocchi lisci hanno dimensioni nominali in pianta 300 x 240 mm (fig.4-a), mentre i blocchi ad incastro presentano dimensioni 300 x 270 mm (fig.4-b). Entrambe le tipologie di blocco utilizzate sono caratterizzate da una altezza di 190 mm ed un rapporto fra la superficie di foratura e la sezione geometrica complessiva pari al 45 per cento.

I campioni confezionati con blocchi lisci sono caratterizzati da quattro tipologie di giunti di malta, come specificato in fig. 5. I pannelli costruiti con blocchi in laterizio ad incastro non presentano, per la particolare conformazione degli elementi resistenti, giunti di malta verticali e sono caratterizzati da due tipologie di giunto di malta in orizzontale: giunto continuo (At) e giunto interrotto per una striscia di 150 mm (Ct). Prove di compressione nel senso dei fori, sino a rottura, sono state effettuate sulle varie tipologie di pannelli costruiti con blocchi lisci e ad incastro (fig. 6-a). Successivamente, su pannelli analoghi sono state eseguite prove a compressione diagonale (fig. 6-b) sino a rottura con riferimento alle norme ASTM E 519-74 Standard test method for diagonal tension in masonry assemblages.

a)

b)

a)

b)

6. Prova di compressione in direzione parallela ai fori (a) e diagonale (b).

4. Blocchi semipieni con il 45% di foratura: lisci (a), ad incastro (b).

Prove preliminari di resistenza a compressione sui singoli blocchi hanno fornito i seguenti valori medi: fb=21 N/mm2 per blocchi lisci; fb=24 N/mm2 per blocchi ad incastro. La malta utilizzata per realizzare i diversi tipi di giunti,con uno spessore medio di 10 mm, del tipo M1. Le prove eseguite per la valutazione della resistenza a compressione ed a trazione della malta hanno fornito i seguenti valori: fm = 24,5 N/mm2 per la compressione; 2 ff = 4,6 N/mm per la flessione.

NellEurocodice 6, il criterio di resistenza a taglio adottato indicato dallequazione 1. La resistenza della muratura fv legata alle diverse tipologie di giunto di malta.Nel caso di giunti di malta continui, la resistenza caratteristica a taglio pari al valore minore tra i seguenti: fvk = fvk0 + 0,40 (11) o fvk = 0,065fb non minore di fvk0 (12) considerando un valore limite di fvk per la classe di malta adottata fm e la qualit di resistenza del blocco di laterizio impiegato fb. Nel caso di murature caratterizzate da assenza di giunti verticali, le espressioni per la resistenza a taglio sono le seguenti: fvk = 0,5fvk0 + 0,40 (13) o fvk = 0,045fb non minore di fvk0 (14) considerando un valore limite di fvk non superiore al 70% del valore di resistenza indicato per muratura confezionata con giunti continui. Infine, per muratura con giunti interrotti, la resistenza caratteristica a taglio pu essere determinata con le seguenti espressioni: g fvk = fvk0 + 0,40 (15) t

5. Campioni confezionati con blocchi lisci. Legenda: As giunti di malta continui B1s giunti di malta verticali e orizzontali interrotti per una striscia di 50 mm B2s giunti verticali e orizzontali interrotti per una striscia di 150 mm Cs giunti orizzontali interrotti per una striscia di 150 mm e giunti verticali assenti.

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CIL 84

dove t lo spessore della muratura e g uguale alla somma dello spessore delle strisce di malta, ovvero: fvk = 0,05fb + 0,40 non minore di fvk0 (16)

considerando lo stesso valore limite fvk, pari al 70% della resistenza nel caso di giunti continui. I risultati Nella figura 7 si riportano alcuni diagrammi sperimentali relativi alle prove di compressione diagonale su pannelli con varie tipologie di giunto. Sono indicati anche i valori ultimi della tensione tangenziale misurati nel corso delle prove. Nella tabella 1 sono indicati i principali risultati delle prove sperimentali eseguite in laboratorio. In particolare sono riportati i valori medi di resistenza a compressione della muratura nel senso dei fori f e la tensione resistente a taglio . possibile notare che i giunti di malta interrotti influenzano significativamente la resistenza,soprattutto quando il rapporto tra la distanza fra gli assi delle due strisce di malta e lo spessore del pannello prossimo al valore limite di 0,8 indicato nellEurocodice 6.

1Valori medi della resistenza a compressione nel senso dei fori f e taglio .
Tipo di giunto As B1s B2s Cs At Ct Nu (kN) 2978 2383 1388 1240 2606 1469 f (N/mm2) 10,0 8,0 4,6 4,0 8,7 5,0
Cs At Ct

Pdu(kN) 403 388 337 102 165 126

(N/mm2) 0,95 0,91 0,79 0,24 0,39 0,30

Legenda: As blocchi lisci, giunti di malta continui verticali e orizzontali B1s blocchi lisci, giunti di malta verticali e orizzontali interrotti per una striscia di 50 mm B2s blocchi lisci, giunti di malta verticali e orizzontali interrotti per una striscia di 150 mm

blocchi lisci, giunti orizzontali interrotti per una striscia di 150 mm e giunti verticali assenti blocchi a incastro, giunti orizzontali continui e giunti verticali assenti blocchi a incastro, giunti orizzontali interrotti per una striscia di 150 mm e giunti verticali assenti

7. Diagrammi sperimentali per prove a compressione diagonale.

Dai risultati di tabella 1 chiaramente rilevabile, inoltre, la forte riduzione di resistenza passando dal campione As al campione B2s. Ulteriori considerazioni possono essere fatte, in particolare, nei riguardi della resistenza a taglio. evidente come questultima vari in relazione al tipo di giunto. Con riferimento al tipo As , i pannelli senza giunto continuo mostrano le seguenti percentuali di variazione: il tipo B1s ha una riduzione di circa il 4% ed il tipo B2s una riduzione di circa il 17%. LEurocodice 6 prevede un coefficiente di riduzione EC6=g/t per i giunti interrotti e 0,5EC6 per murature prive di giunti verticali. La resistenza a taglio si rivela, inoltre, fortemente influenzata dallassenza del giunto verticale di malta. Nel caso di pannelli del tipo Cs, dove i giunti orizzontali sono interrotti, e vi assenza di giunti verticali, possibile apprezzare una riduzione di resistenza pari a circa il 74% rispetto ai valori ottenuti per la tipologia As.

a)

b)

8. Prove a compressione diagonale: rottura dei blocchi nel pannello As (a); rottura dei giunti nel pannello At (b).

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RICERCA

(Eurocodice valore sperimentale). 2 Confronto fra6iecoefficienti di riduzione della resistenza a taglio


Tipo di giunto As B1s B2s Cs At Ct (N/mm2) 0,95 0,91 0,79 0,24 0,39 0,30 EC6 1,00 0,83 0,50 0,25 0,50 0,25 exp. 1,00 0,96 0,83 0,25 0,41 0,32

Influenza della bagnatura dei blocchi Nel corso della sperimentazione sono stati esaminati anche pannelli costruiti mettendo in opera i laterizi asciutti, privi cio della bagnatura necessaria per evitare che venga sottratta acqua di idratazione al cemento con conseguente bruciatura della malta. Compressione nella direzione dei fori Nelle tabelle 3 e 4 sono riportati i valori dei carichi necessari per portare a rottura i pannelli, costruiti sia con blocchi asciutti che bagnati. Prendendo a riferimento il valore di resistenza ai carichi verticali del pannello confezionato secondo le regole tradizionali (giunti orizzontali e verticali continui, blocchi bagnati), dai dati di tabella 3 si rileva che: la posa a blocchi asciutti provoca, nei pannelli costruiti a giunti continui verticali ed orizzontali, una non trascurabile riduzione di resistenza (20 %); la posa a blocchi asciutti nei muretti realizzati con giunti orizzontali interrotti per 15 cm e privi di giunti verticali riduce la resistenza di oltre il 13% rispetto agli stessi pannelli costruiti con blocchi bagnati. Analogamente nei pannelli realizzati con blocchi a incastro, lassenza di bagnatura provoca una diminuzione di resistenza di oltre il 20% nel caso di posa a giunti orizzontali continui; mentre risultano dispersi i risultati relativi alla posa a giunti orizzontali interrotti. Compressione diagonale La tabella 4 evidenzia come la posa a blocchi asciutti provochi, nei pannelli a giunti continui verticali e orizzontali, una riduzione di resistenza al taglio di oltre il 30%; mentre la posa a blocchi asciutti nei pannelli realizzati con giunti orizzontali interrotti per 15 cm e privi di giunti verticali riduce la resistenza di oltre il 60% rispetto agli stessi muretti costruiti con blocchi bagnati. Anche nei pannelli realizzati con blocchi ad incastro, lassenza di bagnatura provoca una diminuzione di resistenza al taglio del 60% nel caso di posa a giunti orizzontali continui e del 50% nel caso di posa a giunti interrotti per 15 cm. Poich sono da escludere variabili legate alla qualit della malta e della posa in opera (eseguita sempre dallo stesso operatore), tutte le informazioni ricavate dalla ricerca indicano nelle caratteristiche dei giunti e nella bagnatura del laterizio gli elementi fondamentali per ottenere murature affidabili e di elevata qualit. quindi consigliabile un attento controllo in corso dopera dellesecuzione.

Considerazioni In tabella 2 si esegue un confronto fra i coefficienti di riduzione EC6 e exp, essendo questultimo il rapporto tra la resistenza a taglio relativa al campione in esame e quella di riferimento del campione con giunti continui, tipo As. In generale il coefficiente EC6 rappresenta un valore conservativo per pannelli costruiti con blocchi semipieni lisci. Nel caso, invece, di pannelli confezionati con blocchi ad incastro, tipo At, la riduzione di resistenza a taglio indicata nellEurocodice 6 non adeguata in quanto il coefficiente di riduzione exp, valutato sperimentalmente, risulta superiore. Appare quindi opportuno controllare con pi accuratezza la risposta a taglio di pannelli con blocchi ad incastro perch,facendo riferimento allEurocodice 6, si corre il rischio di sovrastimare i valori di resistenza. In conclusione, quindi, la sperimentazione eseguita su campioni di muratura confezionati con blocchi semipieni in laterizio, sia a superfici lisce che ad incastro, ha permesso di ricavare una serie di informazioni estremamente interessanti sul comportamento a compressione ed a taglio in funzione di varie tipologie di giunti di malta. I principali risultati possono essere cos sintetizzati: il giunto di malta interrotto ha influenza sulla risposta a compressione del pannello murario riducendone la capacit resistente, in particolare, quando il rapporto fra la distanza degli assi delle strisce di malta e lo spessore del muro pari a 0,8; lassenza di giunto di malta verticale penalizza fortemente la capacit resistente a taglio del pannello murario e, dallesame dei dati sperimentali, si rileva che i giunti verticali ad incastro non riescono a compensare la mancanza di giunto verticale di malta; infine, il coefficiente di riduzione della resistenza a taglio EC6 proposto dallEurocodice 6, nel caso di pannelli confezionati con blocchi ad incastro, sovradimensionato e non assicura una sufficiente sicurezza.

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3 Prove a carico verticale. Riepilogo dei carichi di rottura dei muretti.


Blocchi a facce lisce giunti verticali e orizzontali continui, blocchi bagnati giunti verticali e orizzontali continui, blocchi asciutti giunti con interruzione 50 mm, blocchi bagnati giunti con interruzione 150 mm, blocchi bagnati giunto solo orizzontale, con interruzione 150 mm, blocchi bagnati giunto solo orizzontale, con interruzione 150 mm, blocchi asciutti Blocchi ad incastro giunto orizzontale continuo, blocchi bagnati giunto orizzontale continuo, blocchi asciutti giunto orizzontale con interruzione 150 mm, blocchi bagnati giunto orizzontale con interruzione 150 mm, blocchi asciutti 3385, 2658, 2890 2451, 2634, 2567 2219, 2404, 2526 1446, 1418, 1299 1373, 1030, 1318 1021, 1157, 1076 2802, 2628, 2389 1748, 2118, 2250 1715, 1603, 1090 1457, 1771, 1300 media 2978 media 2550 media 2383 media 1388 media 1240 media 1085 media 2606 media 2038 media 1469 media 1509

4 Prove a compressione diagonale. Riepilogo dei carichi di rottura dei muretti.


Blocchi a facce lisce giunti verticali e orizzontali continui, blocchi bagnati giunti verticali e orizzontali continui, blocchi asciutti giunti con interruzione 50 mm, blocchi bagnati giunti con interruzione 150 mm, blocchi bagnati giunto solo orizzontale, con interruzione 150 mm, blocchi bagnati giunto solo orizzontale, con interruzione 150 mm, blocchi asciutti Blocchi ad incastro giunto orizzontale continuo, blocchi bagnati giunto orizzontale continuo, blocchi asciutti giunto con interruzione 150 mm , blocchi bagnati giunto orizzontale con interruzione 150 mm , blocchi asciutti 142,1 44,7 178,0 100,9 441,5 248,4 386,3 331,2 83,6 46,9 451,2 336,7 379,4 328,5 108,0 34,5 174,5 78,0 94,8 35,9 176,6 73,1 106,4 45,8 316,6 226,3 400,1 350,7 115,4 51,1 media 403,1 media 270,5 media 388,6 media 336,8 media 102,3 media media 164,4 media 65,3 44,3

media 126,4 media 60,8

Bibliografia Atkinson R.H., Amadei B.P., Saeb S., Sture S., Response of masonry bed joints in direct shear, J. of Structural Engineering, vol. 115, n. 9, pp. 2276-2296, 1989. Hegemeir G.A., Nunn R.O.,Arya S.K., On the behaviour of joints in concrete masonry, Proc. North American Masonry Conference, U.S.A., pp. 4.2-4.21, 1978. Hendry A.W., Sinha B.P., Shear tests on full scale single storey brickwork structures subjected to precompression, Civil Engineering and Public Works Review, pp. 1339-1334, 1971. Al Hashimi K., Curtin W.G., Principal tensile strength and vertical shear resistance of high strength brickwork,Proc.8th Int.Brick-Block Masonry Conference, Dublin, pp. 571-582, 1988. TurnesecV., Cacovic F.,Some experimental results on the strength of brick masonry walls, Proc 2nd Int. Brick Masonry Conference, Stoke on Trent, pp. 149-156, 1971. Tomazevic M., Seismic design of masonry structures. Construction Re-

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RICERCA

Paolo Faccio*, Paolo Foraboschi*, Alessia Vanin*

Ricerca

La regola dellarte ed il comportamento meccanico dei pannelli in muratura


La tecnica costruttiva dei pannelli in muratura pone le sue radici assai lontano nei secoli, trovando espressione in una serie di regole atte a disciplinare la pratica edificatoria per garantire la bont degli esiti in termini di qualit del costruito, finanche nella pratica edificatoria contemporanea. A fronte di uneco indiscussa dal punto di vista applicativo si ravvisa, tuttavia, una carenza di approfondimento teorico circa il loro reale significato meccanico, che pervenga ad una quantificazione di parametri deformativi e resistivi
Scopo della sperimentazione La sperimentazione svolta ha coinvolto sei pannelli, dei quali quattro tessuti e due realizzati a sacco. Tre dei pannelli tessuti riproducevano apparecchiature caratteristiche dei paramenti murari veneziani a tre teste del XV secolo ed erano contraddistinti dalla ripetizione modulare di uno schema di posa formulato secondo una particolare aggregazione di elementi posti in chiave ed elementi posti di fascia. Un quarto pannello riproduceva la tipologia di paramenti murari dotati di unapparecchiatura fortemente irregolare, esito di unedificazione condotta da maestranze poco esperte, in economia di mezzi finanziari, o di rimaneggiamenti progressivi, tradottisi nellalterazione della disposizione originaria per linnesto di rifacimenti realizzati secondo una logica indipendente (fig. 1). Dei pannelli a sacco, uno stato realizzato senza alcun ammorsamento trasversale che collegasse tra loro i due paramenti esterni tessuti e li solidarizzasse al nucleo interno, costituente il sacco;per laltro sono stati introdotti su due livelli alcuni collegamenti puntuali consistenti in mattoni passanti (fig. 2). Nella realizzazione dei prototipi sono stati impiegati mattoni UNI, con i relativi sottomultipli, ed una malta confezionata mescolando nelle stesse proporzioni sabbia, acqua ed un legante costituito per 3/4 da calce aerea e per 1/4 da cemento Portland 325. Le dimensioni complessive dei pannelli risultavano pari a 202 x 150 x 37,5 cm, per i campioni tessuti, e pari a 201 x 150 x 38 cm per quelli a sacco. I giunti di malta, realizzati a raso, possedevano, rispettivamente, spessore pari a 0,5 e ad 1 cm (fig. 3). Il tipo di prova e la strumentazione utilizzata Lesiguit del numero dei campioni coinvolti nella sperimentazione impone alcune precisazioni riferite sia alle finalit dellesperienza, sia alla validit dei risultati ottenuti. In virt dellelevata dispersione connessa alle prove sarebbe stato necessario testare almeno tre pannelli per ciascuna tipologia. La valutazione che si inteso compiere non aveva tuttavia la pretesa di determinare valori precisi, per i parametri meccanici considerati,e comportamenti deformativi assolutamente certi, ma piuttosto valori indicativi e comportamenti tendenziali: lesperienza svolta acquista dunque importanza in termini comparativi. Tutti i campioni sono stati sottoposti a prova di compressione lungo la diagonale, applicando la forza con uninclinazione di 37 rispetto allorizzontale. Per ciascuno di essi stata compiuta una valutazione del comportamento deformativo e resistivo fino al raggiungimento della crisi di portanza; successivamente la prova stata proseguita in controllo di spostamento, misurando la diminuzione del carico al crescere della deformazione fino a che il pannello ha cessato di portare carico. Le forze sono state applicate per mezzo di martinetti oleodinamici posizionati lungo la diagonale su entrambi i lati dei pannelli e vincolati alle estremit con lausilio di due supporti metallici. Ad uno dei due martinetti stata collegata una cella di carico, in grado di misurare la forza applicata con un errore complessivo pari a 0,1%. La misura degli spostamenti stata compiuta grazie a dei trasduttori differenziali, montati su apposite aste telescopiche e dotati di una precisione complessiva pari a 99,5%.

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CIL 84

schema base

schema base

pannello 1

pannello 2

schema base

pannello 3

pannello 4

1. Pannelli tessuti. Nei pannelli 1, 2 e 3, riproducenti apparecchiature murarie storiche veneziane, viene evidenziato lo schema base ripetuto.

pannello 5

pannello 6

2. Provini a sacco. Nel pannello 6 sono evidenziati i collegamenti trasversali.

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RICERCA

La gestione di tutte queste apparecchiature avvenuta per mezzo di un sistema di acquisizione (GS03), che ha permesso di governare lapplicazione dei carichi, con la velocit e gli incrementi desiderati, e di registrare le valutazioni effettuate dagli strumenti di misura traducendole in grafici (figg. 4, 5 e 6). Risultati della prova La quantificazione del comportamento meccanico dei pannelli ha richiesto la definizione dei valori dei seguenti parametri relativi alla curva forza-spostamento: forza corrispondente al picco di portanza, Fr; forza corrispondente al limite di proporzionalit, Fe; rigidezza , definita come rapporto tra Fe ed il valore dello spostamento corrispondente; s, definito come il rapporto (50% - p) / p, essendo 50% lo spostamento registrato dopo il picco di massimo carico, al quale corrispondeva una portanza ridotta del 50%, e p lo spostamento registrato in corrispondenza del picco stesso. Si riportano sinteticamente nelle tabelle 1 e 2 i valori registrati per ciascun pannello, abbinati ad una valutazione qualitativa dei regimi prevalenti che hanno indotto il collasso identificati come modo di crisi formulata a partire dalla morfologia del quadro fessurativo manifestatosi al termine della prova ed illustrato nelle figg. 7 e 8.

provini tessuti

provini a sacco

3. Caratteristiche dimensionali dei provini.

piastra trasduttore differenziale connettori metallici cella di carico

martinetto oleodinamico

connettore metallico

1 Risultati della prova per i provini tessuti.


n pannello Fr (N) 1 2 3 4 Fe (N) (N/mm) 50% - p (mm) p (mm) s 17252 6817 11790 1372 0 1,8 5 32 8,46 modo di crisi
4. Strumentazione utilizzata.

piastra

132000 128000 70000 70000 67000 67000 74000 70000

0 compressione-taglio taglio

16,34 0,28 5,69 87,4

0,88 compressione-taglio 0,37 taglio

2 Risultati della prova per i provini a sacco.


n pannello Fr (N) 5 6 Fe (N) (N/mm) 50% - p (mm) p (mm) s 562 6339 252 32,72 modo di crisi 36000 36000 42000 40000 65,27 3,83 compressione-taglio 5,27 6,20 taglio

Interpretazione dei risultati Nellambito di ciascuna delle due categorie cui erano ascrivibili pannelli tessuti e pannelli a sacco i campioni risultavano costituiti con materiali dotati delle medesime propriet deformative/resistive e caratterizzati sia dalle stesse dimensioni complessive, sia da un uguale rapporto geometrico tra laltezza degli elementi resistenti e lo spessore dei giunti di allettamento, come gi specificato. Tale uniformit, volutamente conseguita nella fase esecutiva, ha consentito di ridurre le variabili in gioco per la definizione del comportamento meccanico alla sola tecnica costruttiva, conseguentemente divenuta la chiave interpretativa delle diversit di risposta dei pannelli.

Pannelli tessuti Le valutazioni riportate nella tabella 1 e lo sviluppo dei quadri fessurativi illustrato nella figura 7 evidenziano diversit significative tra i comportamenti resistivi e deformativi dei pannelli. Con riferimento alla capacit resistiva, il pannello 1 risulta contraddistinto da un valore di resistenza nettamente superiore a quello dei rimanenti pannelli.Tuttavia, mentre per il pannello 1 il raggiungimento del picco di massimo carico coincide con il collasso, negli altri pannelli, dopo il raggiungimento del picco stesso, si manifesta una capacit resistiva residua, che consente loro di portare ancora una percentuale apprezzabile del carico registrato in corrispondenza del picco. Lo stesso pannello 1,inoltre,presenta un valore molto pi elevato della rigidezza rispetto ai rimanenti pannelli, per cui fino al raggiungimento del picco di portanza risulta per esso inferiore lentit degli spostamenti riferiti al carico.Una volta raggiunto il picco, come gi segnalato, per il pannello 1 si verifica il collasso;diversamente nei pannelli 2,3 e 4 si evidenziano ulteriori deformazioni, con valori di spostamento crescenti al diminuire del carico fino alla crisi. Con riferimento ai regimi di collasso ed alla morfologia dei quadri fessurativi conseguentemente evolutisi, i pannelli 1 e 3

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5. Esecuzione della prova su uno dei pannelli tessuti (pannello 1).

6. Esecuzione della prova su uno dei pannelli a sacco (pannello 5).

risultano caratterizzati dallo stesso modo di crisi: formazione di una fessura principale, sviluppata lungo i giunti di allettamento ed i giunti verticali con andamento complessivamente diagonale, e di rami secondari, che attraversano verticalmente sia i mattoni, sia i giunti di malta.Anche i pannelli 2 e 4 sono contraddistinti dallo stesso modo di crisi, ma i quadri fessurativi che si sviluppano risultano chiaramente differenziati: nel pannello 2 si verifica la formazione di una fessura con andamento diagonale, simile a quelle dei pannelli 1 e 3, pur se dotata di una minore inclinazione rispetto allorizzontale; nel pannello 4 si sviluppa invece una fessura con andamento orizzontale, che suggerisce una maggiore incidenza della componente orizzontale della forza applicata rispetto al pannello 2. Linterpretazione di questi risultati, come segnalato in premessa, ha chiamato in causa il tipo di apparecchiatura, significata dal numero e dalla disposizione reciproca degli elementi resistenti posti in chiave e di fascia. Il confronto tra le apparecchiature dei quattro pannelli, in relazione alle valutazioni sopra esposte, sembra suggerire che il loro comportamento meccanico risulti in special modo influenzato dal numero e dalle caratteristiche distributive degli elementi in chiave. Il raffronto tra i pannelli 1 e 4 da questo punto di vista appare estremamente significativo. Il pannello 1 risulta caratterizzato da un numero nettamente superiore di elementi in chiave rispetto ai rimanenti pannelli, ed in particolare rispetto al pannello 4 in questione.Tali elementi sono inoltre distribuiti in modo regolare ed omogeneo allinterno del pannello,in virt della ripetizione dello schema base formulato come illustrato nella figura 1. Questa peculiarit sembra aver migliorato la collaborazione tra i singoli elementi, sicch lintero pannello avrebbe partecipato alla funzione resistiva: sarebbe in tal modo spiegabile lincremento dei valori della resistenza e della rigidezza. Le

stesse caratteristiche avrebbero, inoltre, indotto un comportamento spiccatamente fragile, espresso non solo dalla coincidenza tra i valori di Fr e di Fe evidente del resto anche per gli altri pannelli, ma anche dallinnescarsi del collasso con il raggiungimento del picco di massimo carico. Ulteriore conseguenza sarebbe levoluzione di un quadro fessurativo diffuso, nella definizione del quale sembra essere stato in particolare enfatizzato il ruolo della componente assiale: il suo contributo, in particolare, evidente nella formazione dei rami verticali accanto alla fessura principale diagonale. Il pannello 4, allopposto, risulta caratterizzato da un numero ridotto di elementi in chiave, pur se comparabile a quello dei pannelli 2 e 3, e presenta, in aggiunta, una distribuzione fortemente irregolare degli stessi,con filari contraddistinti da una successione serrata di blocchi posti in chiave, localizzati principalmente nella zona inferiore, e filari costruiti disponendo tutti gli elementi di fascia, localizzati nella porzione superiore. Tali peculiarit sembrano averne peggiorato la risposta meccanica fino al raggiungimento del picco di portanza, riducendo i valori della resistenza e della rigidezza; dopo il picco avrebbero tuttavia garantito una capacit resistiva residua, che ha permesso al pannello di portare ancora del carico, aumentando parimenti la sua deformazione in modo considerevole. Con riferimento al quadro fessurativo, la successione di elementi posti di fascia in corrispondenza dei filari superiori a contatto con la piastra di prova sembra aver favorito la componente orizzontale della forza applicata, che diffondendosi lungo il giunto di allettamento avrebbe determinato la formazione di una fessura con andamento praticamente orizzontale. I risultati ottenuti per i pannelli tessuti possono dunque essere sintetizzati come segue: la presenza di un numero rilevante di elementi resistenti posti in chiave, associata ad una loro distribuzione regolare ed

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RICERCA

pannello 1

pannello 2

pannello 3

pannello 4

7. Quadro fessurativo dei pannelli tessuti. Su ciascun pannello sono evidenziati i mattoni posti in chiave.

pannello 5

pannello 6

8. Quadro fessurativo dei pannelli a sacco. Sul pannello 6 sono evidenziati i mattoni che funzionano da collegamenti trasversali.

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omogenea allinterno del pannello, innalza i valori della resistenza e della rigidezza, ma riduce notevolmente la capacit di portare carico dopo il raggiungimento del picco di massimo; viceversa, la presenza di un numero consistente di elementi posti di fascia, specie se distribuiti in successione serrata allinterno di filari successivi, riduce lefficacia della risposta meccanica fino al raggiungimento del picco di portanza,diminuendo la resistenza e la rigidezza. Dopo il superamento del picco garantisce, tuttavia, una capacit resistiva residua, che si accompagna ad ulteriori deformazioni prima che si verifichi il collasso. Pannelli a sacco Le valutazioni riportate nella tabella 2 e la conformazione dei quadri fessurativi illustrata nella figura 8 evidenziano,anche per questa categoria di pannelli,alcune diversit di comportamento meccanico. Con riferimento ai valori dei parametri meccanici della tabella 2, mentre i valori delle resistenze risultano comparabili, i valori della rigidezza appaiono notevolmente differenziati, essendo superiore il valore registrato per il pannello 6. Entrambi i pannelli manifestano, inoltre, una capacit resistiva residua dopo il raggiungimento del picco di portanza, pur a fronte di una diversa entit di deformazione, superiore nel caso del pannello 5. Pur in presenza dello stesso regime prevalente di collasso, si evidenziano infine dei quadri fessurativi chiaramente differenziati: diffuso e con sviluppo prevalentemente diagonale quello del pannello 5, concentrato e con andamento orizzontale quello del pannello 6. La peculiare struttura del sacco ha fatto s che in entrambi i pannelli, fin dai valori pi bassi, i carichi applicati venissero a competere ai paramenti esterni tessuti, in quanto dotati di maggiore rigidezza rispetto al nucleo. Il collasso dei pannelli stato dunque indotto dalla loro crisi di portanza; successivamente la funzione resistiva stata delegata ai rispettivi nuclei. evidente come la presenza dei collegamenti trasversali, nel pannello 6, abbia permesso ai paramenti esterni di giovarsi di una collaborazione reciproca ed abbia, di conseguenza, indotto un miglioramento delle prestazioni meccaniche fino al raggiungimento del picco di portanza, significato dallincremento dei valori della resistenza e della rigidezza;una volta superato il picco gli stessi collegamenti avrebbero garantito un maggior contrasto allo spostamento del nucleo. Con riferimento al quadro fessurativo, infine, lintroduzione dei collegamenti trasversali ha determinato, sempre nel pannello 6, un irrigidimento delle due fasce del pannello su cui essi si trovavano posizionati rispetto alle porzioni rimanenti. In virt di tale maggiore rigidezza, si pu ipotizzare che esse siano state gravate di tutto il carico applicato e siano perci diventate zone preferenziali per linnesco della frattura.Viceversa, nel pannello 5, lassenza dei collegamenti trasversali ha garantito quell'omogeneit costitutiva che ha determinato la diffusione diagonale delle fessure, cos come del resto lecito aspettarsi per questa configurazione di carico.

Conclusioni Le risultanze sperimentali hanno evidentemente confermato che la tecnica costruttiva possiede un ruolo fondamentale nella definizione del comportamento meccanico dei pannelli in muratura,condizionandone sia i valori dei parametri di resistenza e di deformabilit, sia i meccanismi di diffusione dei carichi che determinano, conseguentemente, diversi regimi di collasso. Le stesse suggeriscono, dunque, che la valutazione delle reali possibilit meccaniche di un paramento murario dovr abbinare al dato geometrico ed ai requisiti meccanici dei materiali impiegati lanalisi della sua apparecchiatura, nel caso risulti tessuto, e del tipo e del grado di collegamento tra gli strati, nel caso risulti a sacco. In presenza di manifestazioni di dissesto, lo studio dellorganizzazione interna, combinato con lanalisi del meccanismo di diffusione dei carichi, potr indicare se le vie preferenziali scelte dalle forze per propagarsi coincidano con zone particolarmente carenti in termini di articolazione interna, le quali, configurandosi come zone di maggiore debolezza, suggeriranno i punti in cui dovr essere particolarmente mirato il consolidamento. Per quanto evidente dagli esiti della sperimentazione, un miglioramento delle prestazioni meccaniche, fino al raggiungimento del picco di portanza,potr essere raggiunto,sia per i paramenti tessuti che per i paramenti a sacco, incrementando il numero e studiando la disposizione degli elementi resistenti trasversali.Anche tale scelta possiede, tuttavia, dei limiti di validit. Un primo limite riguarda la compatibilit con lesistente: nellesecuzione di ciascun intervento sar necessario evitare di creare disomogeneit nellambito di uno stesso paramento murario.Se infatti,per ipotesi,venissero a coesistere accostate delle porzioni saldamente ammorsate e delle porzioni di fattura assai pi scadente evidente che sulle prime, perch dotate di maggior rigidezza, verrebbe a gravare la maggior parte dei carichi, con la possibilit del manifestarsi di lesioni dovute a schiacciamento allinterno delle porzioni stesse,e di fratture in corrispondenza della discontinuit tra luna e laltra porzione. Un secondo limite considera la drastica riduzione della deformabilit ultima associata allincremento dei valori di Fr e di . Quando la portanza si esplichi per tenacit, come in presenza di azioni sismiche, il poter beneficiare di una capacit portante oltre il picco di massimo carico garantisce al manufatto una maggiore capacit di sopravvivere, con riflessi significativi anche rispetto alla protezione civile. Daltro canto, le prove testimoniano soltanto in merito ad un caricamento monotono, mentre ai fini della risposta sismica occorre una capacit oligociclica. Su questultima prerogativa si effettueranno prove in futuro. La realizzazione dei pannelli e l'esecuzione delle prove sono avvenute presso il Centro Formazione Maestranze Edili ed Affini di Mestre. Gli autori ringraziano il Direttore, Geom. Renato Errico, e il Sig. Orazio Gobbesso.
(*) Dipartimento di Costruzione dell'Architettura , Istituto Universitario di Architettura di Venezia.

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RICERCA

Andrea Campioli

Dettagli

Le due culture
Ledificio di Holford Associates, al 201 di Deansgate a Manchester, costituisce un esempio emblematico del tentativo di conciliare e sviluppare, allinterno di uno stesso progetto, temi considerati in contrapposizione nella tradizione architettonica

aturale/artificiale, artigianale/industriale, tradizionale/evoluto, pesante/leggero, pieno/vuoto, opaco/trasparente, discreto/continuo sono soltanto alcune delle coppie dialettiche con le quali il progetto di architettura si da sempre confrontato.Tali coppie,se utilizzate come chiavi interpretative del percorso evolutivo del progetto di architettura, mettono in evidenza la presenza di due culture, distinte e con caratteristiche proprie,che di volta in volta sono state assunte quale base di riferimento paradigmatico del modo di intendere il progetto di architettura stesso, orientando anche la scelta dei materiali e dei repertori tecnici a cui fare riferimento. In tal senso possibile osservare come i termini naturale, artigianale, tradizionale, pesante, pieno, opaco, discreto esplicitino una cultura del progetto che fa riferimento ad un atteggiamento progettuale dove il rapporto tra pieni e vuoti propende sempre nella direzione dei primi e nel quale si impone il carattere massivo della costruzione. Questa cultura,fortemente radicata in una prassi di impronta artigianale, intimamente connessa alluso di materiali naturali,allimpiego di tecniche costruttive tradizionali e allassemblaggio di elementi di piccola dimensione, ha legittimamente caratterizzato larchitettura in et preindustriale, ma costituisce ancora oggi il riferimento per molte architetture tese pi a recuperare un passato ormai lontano che non ad esprimere compiutamente la propria contemporaneit. Analogamente, i termini artificiale,industriale,evoluto,leggero,vuoto,trasparente, continuo alludono ad una visione dellarchitettura proiettata al futuro,ad una cultura del progetto che,volendo esprimere senza nascondimenti la sua attualit, ha assunto come paradigmi di riferimento la leggerezza,la trasparenza,la prevalenza dei vuoti rispetto ai pieni, la continuit delle superfici e si data come scenario tecnico di riferimento la produzione industriale e la ricerca di soluzioni aggiornate in grado di dare risposte sempre pi efficaci alle esigenze espresse. Larchitettura high-tech pu essere considerata lespressione estrema di questa cultura; ma questa stessa cultura sta alla base di molti esempi che, senza cedere allenfasi di una tecnologia esasperata, propongono soluzioni comunque originali e innovative,tanto dal punto di vista della qualit abitativa, quanto dal punto di vista del risultato formale. Allinterno di questo dualismo si collocano, tuttavia, alcune architetture i cui presupposti teorici risiedono nel tentativo di una conciliazione, o meglio di una contaminazione, tra le due culture. Ledificio di Holford Associates, realizzato allangolo tra

Deansgate e Jacksons Row a Manchester nel 1996, costituisce un esempio rappresentativo di questo tentativo.A molti livelli, alcuni dei quali gi messi in evidenza nel precedente articolo di Elisabetta Pieri.Dal punto di vista volumetrico,nel progetto del 201 di Deansgate, evidente la ricerca di un equilibrato rapporto tra pieni e vuoti con larretramento del volume corrispondente allatrio dingresso. Inoltre, la parte alta delledificio, corrispondente in alcuni casi al quinto e in altri al quarto e al quinto piano delledificio, arretrata rispetto al filo della strada, sul quale sono allineati i piani sottostanti.Allinterruzione della cortina corrisponde sempre limpiego di involucri trasparenti, sia per latrio dingresso,sia per il tamponamento dei volumi arretrati dei piani quarto e quinto. Questo mix tra pieni e vuoti, tra opaco e trasparente, tra massivo e leggero evidenziato dai materiali e dalle tecniche individuate per la realizzazione delle singole parti, tutti riconducibili ad una cultura del costruire di impronta artigianale. I volumi pieni, infatti, sono realizzati con una muratura costituita da uno strato interno in blocchi di calcestruzzo intonacati, da uno strato di isolamento, da una intercapedine e da uno strato di rivestimento esterno in muratura di mattoni faccia a vista.La cortina muraria prevede un basamento in granito e le soglie delle aperture, le fasce marcapiano e il coronamento delle murature in corrispondenza dellarretramento dei piani alti sono realizzati in pietra di Halldale. I materiali naturali e le tecniche tradizionali di matrice artigianale lasciano invece il posto a materiali industriali e a tecniche costruttive evolute nella realizzazione di quelle parti delledificio nelle quali sono stati perseguiti i paradigmi della trasparenza e della leggerezza.Le grandi vetrate,che interrompono la cortina muraria in corrispondenza dellatrio dingresso e della parte alta delledificio,sono costituite da curtain walls in alluminio con pannelli vetrati opachi isolati nella parte bassa e vetrocamera nella parte alta, mentre il coronamento del quinto piano, caratterizzato da una gronda sporgente a protezione dellinvolucro trasparente, prevede una pannellatura in lamiera di alluminio con finitura colore argento. Sia la scelta delle tecniche costruttive, sia, in modo ancora pi evidente, quella dei materiali e delle finiture superficiali, mostrano esplicitamente linteresse per soluzioni riconducibili ad una cultura di matrice industriale. Ed proprio in questa riuscita contaminazione tra culture con retroterra molto distanti che pu essere colto il carattere pi significativo del progetto di Holford Associates al 201 di Deansgate.

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CIL 84

Holford Associates, Edificio per negozi e uffici, Manchester, 1996


Dettaglio 1 Sezioni orizzontale e verticali del tamponamento in corrispondenza dei due tipi di finestra previsti per la zona uffici. Descrizione Per la zona del complesso riservata agli uffici sono stati previsti due tipi di finestra che differiscono per laltezza e la presenza, nel caso della finestra alta, di un parapetto metallico esterno e di una specchiatura inferiore in vetro opaco isolato. Il serramento in entrambi i casi in alluminio a taglio termico verniciato poliestere con vetrocamera. Lapertura del vano nella muratura, realizzata con un strato interno in blocchi di calcestruzzo intonacati, uno strato isolante, una intercapedine e un rivestimento esterno in mattoni faccia a vista, sottolineata inferiormente da una soglia in pietra e superiormente da un architrave in acciaio galvanizzato. La soglia interna in legno di ciliegio americano. Legenda 1. Solaio in cemento armato 2. Muratura esterna in mattoni faccia a vista 3. Architrave in acciaio galvanizzato 4. Controsoffitto in pannelli metallici microforati con isolante acustico 5. Serramento in alluminio a taglio termico 6. Soglia esterna in pietra di Halldale 7. Parapetto in acciaio galvanizzato 8. Muratura interna in blocchi di calcestruzzo 9. Pannello isolante in lana di vetro 10. Pannello vetrato isolato 11. Pavimento sopraelevato 12. Scossalina di protezione 13. Soglia interna in legno di ciliegio americano

Dettaglio del prospetto lungo Jacksons Row. I disegni sono stati rielaborati sulla base della documentazione originale di progetto. Le fotografie sono di Richard Goulding.

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DETTAGLI

Holford Associates, Edificio per negozi e uffici, Manchester, 1996


Dettaglio 2 Sezione verticale della vetrata in corrispondenza del quinto piano . Descrizione Il tamponamento delledificio, in corrispondenza del quarto e quinto piano allangolo tra Deansgate e Jacksons Row, caratterizzato da una vetrata realizzata con un curtain wall a tutta altezza che presenta superiormente un coronamento sporgente realizzato con struttura in profilati di acciaio e rivestimento in lamiera di alluminio isolata. Anche la struttura in acciaio e il manto di copertura costituito da una membrana in pvc posta in opera su uno strato di isolamento in polistirene estruso fissato alla struttura metallica. Legenda 1. Membrana in pvc 2. Struttura in profilati in acciaio 3. Pannello in lamiera di alluminio 4. Controsoffitto in pannelli metallici microforati con isolante acustico 5. Curtain wall in alluminio verniciato poliestere 6. Pannello vetrato opaco isolato 7. Muratura in mattoni faccia a vista 8. Coronamento del parapetto in pietra di Halldale e corrimano metallico

Scorcio delledifico in corrispondenza del quarto e quinto piano sullangolo tra Deansgate e Jacksons Row.

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Holford Associates, Edificio per negozi e uffici, Manchester, 1996


Dettaglio 3 Sezione verticale del coronamento delledificio in corrispondenza di due diverse soluzioni di parapetto. Descrizione Il coronamento della muratura esterna, al quinto piano, prevede due soluzioni: nella prima, la protezione costituita da un parapetto in acciaio galvanizzato fissato alla muratura che costituisce uno zoccolo di appoggio; nella seconda invece la muratura a costituire il parapetto, mentre la parte metallica funge da corrimano di completamento. La porzione di copertura piana che protegge il quarto livello impermeabilizzata con asfalto ed isolata con pannelli in polistirene estruso. Legenda 1. Parapetto in acciaio galvanizzato 2. Coronamento in pietrra di Halldale 3. Muratura in mattoni faccia a vista 4. Imbocco per lo scarico delle acque nel pluviale 5. Pannello isolante in lana di vetro 6. Solaio in cemento armato 7. Controsoffitto 8. Architrave in acciaio galvanizzato 9. Serramento in alluminio a taglio termico 10. Soglia esterna in pietra di Halldale 11. Muratura interna in blocchi di calcestruzzo 12. Pavimento sopraelevato 13. Ancoraggio della muratura al solaio

Scorcio delledificio in corrispondenza del coronamento della vetrata di ingresso lungo Deansgate.

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DETTAGLI

Notiziario

Blocchi Alveolater per muratura armata Sono


prodotti da alcuni associati al Consorzio Alveolater, nel tradizionale formato di 25x30 cm o a quadrato di 30x30 cm, dove agli elementi base sono associati mezzi blocchi coordinati. I blocchi Alveolater, pur variando da ciascun produttore, presentano alcune caratteristi-

che di novit. Il disegno della foratura caratterizzato da fori rettangolari di forma molto allungata, mentre il profilo esterno pu essere a forma di H, di C, o con un foro di grandi dimensioni a filo esterno. In questultimo caso, i blocchi sono a facce piane e consentono di realizzare una muratura tradizionale in tutto il corso del

muro. In corrispondenza degli angoli, degli incroci fra i muri e dei rinforzi delle pareti con lunghezza superiore a 5 metri, la cartella esterna a protezione del foro di grandi dimensioni viene tolta con un semplice colpo di mazzetta, creando, con laccostamento di due blocchi, i vani necessari per lalloggiamento dei ferri di armatura. In questo

modo si evita la fornitura al cantiere di blocchi a facce piane e sagomati per linserimento delle armature, facilitando lapprovvigionamento ed eliminando possibili errori.

Megaton Nasce nel 1996


per opera del Laterificio Pugliese,da unavanzata tecnologia di lavorazione dellargilla, da una particolare organizzazione del reticolo interno del blocco a nido dape, grazie al sottilissimo spessore dei setti e allelevato numero di file di celle.Lincastro laterale e la posa in opera a fori verticali conferiscono quindi alla

muratura isolamento termoigrometrico, acustico e protezione al fuoco, con il massimo comfort abitativo. La struttura a nido dape migliora il comportamento termico delle pareti,dove il suo valore di conducibilit risulta essere circa il 40% inferiore a quello di una muratura composta da blocchi porizzati, mentre

lelevato numero di celle e la caratteristica forma esagonale determina la massima attenua-

zione dei rumori aerei.I blocchi Megaton sono prodotti in unampia tipologia di formati (cm 8x35x25,10x48x25,12x48x25, 15x48x25, 20x48x25, 30x25x25). Inoltre, grazie alla conformazione del reticolo, sono molto resistenti alle rotture localizzate e presentano unottima affinit con la malta consentendo di realizzare giunti sottili.

Tegola portoghese Sabbia di Sicilia Realizzata nella pasta


speciale LavaCotto, il frutto della fusione di tre sostanze naturali:argilla chiara,lava e cocciopesto. prodotta da Geo Industrie con argille siciliane che, con un accurato gioco di colorazioni naturali, riproduce il calore e la bellezza della tegola antica. La speciale lavorazione della superficie

della tegola favorisce linsediamento di muffe e licheni,producendo nellarco di pochissimo tempo il caratteristico aspetto dei tetti invecc h i a t i

dal trascorrere delle stagioni. Le colorazioni irregolari ottenute dalla fusione di quattro elementi naturali, quali lava vulcanica, argilla, acqua e fuoco, acquistano fascino col tempo, ed il croma-

tismo estetico nulla toglie ai tradizionali pregi della produzione LavaCotto, che offre la garanzia di prestazioni di resistenza agli agenti atmosferici, ingelivit, resistenza meccanica e durabilit.

Ancora aperto il concorso Vinci le Maldive con IBL


La IBL SpA informa che lestrazione del vincitore del concorso Vinci le Maldive con IBL, indetto attraverso annunci apparsi sulle riviste Costruire,Abitare,VilleGiardini, Casabella, Costruire in Laterizio e il Commercio Edile, avverr tra le cartoline pervenute alla data del 30/11/2001 (in conformit allautorizzazione dellAgenzia delle Entrate MP 114651 del 20/06/2001) e non del 30/09/2001 come indicato sulle cartoline. Pertanto chi volesse partecipare (basta spedire la cartolina con indicata la risposta esatta) ancora in tempo.

Mattoni estrusi Felsinei


Lampia gamma di tipologie dei mattoni IBL faccia a vista estrusi Felsinei offre a progettisti, imprese di costruzione e privati la possibilit di soddisfare ogni esigenza architettonica, estetica e costruttiva, ma anche un paramento esterno praticamente inalterabile agli agenti atmosferici, eliminando completaa cura di Pieranna Manara

mente il problema di manutenzione delle facciate. Questo consente una sensibile riduzione dei costi complessivi di gestione negli edifici. Le diverse lavorazioni superficiali, cui sono sottoposti i mattoni nella fase di estrusione, prevedono: sabbiatura chiara o scura,fine o grossa, rullatura, bugnatura, rusticatura, che danno origine a ben sette

tipi di finiture diverse: Classici lisci,

Rullati, Sabbia grossa e Sabbia fine, Rustici naturali, Saraceno e Old England. Tali finiture si possono trovare in quasi tutti i formati dei mattoni: Uni cm 12x25x5,5;terzetti 12x25x7; doppio Uni cm 12x25x12; bolognesi cm 13,5x28x5,5; paramano cm 10x25x5,5 e doppio paramano cm 10x25x12, completati da listelli ed angolari.

Consorzio Alveolater Viale Aldo Moro, 16 40127 Bologna Tel. 051509874 Fax 051509816

Laterificio Pugliese Via Mazzini, 130 70038 Terlizzi (Ba) Tel. 0803517566 Fax 0803518001

Geo Industrie Via Puccini Giacomo, 30 95131 Catania (Ct) Tel. e Fax 095315422

IBL Via Ponte Pietra, 11 48010 Cotignola (Ra) Tel. 054540123 Fax 054542067

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Consorzio Poroton Italia


Nellampia gamma della tipologia Poroton, si segnalano alcuni prodotti particolari, tra i quali, i blocchi Poroton 800 per muratura armata. Essi sono caratterizzati da una specifica conformazione, che consente lalloggiamento dellarmatura per la realizzazione di strutture in zona sismica,secondo il D.M.

16/01/1996 e secondo il certificato didoneit del Sistema di Muratura Armata Poroton, del Consorzio Poroton Italia. Nei prodotti Poroton a prestazioni termiche migliorate, si ottimizzata la forma geometrica delle forature dei blocchi, consentendo di ottenere notevoli miglioramenti nelle caratteristiche disolamento termico.

Questo permette di costruire murature con valori di resistenza termica confrontabili con quelli ottenuti con pareti a doppio strato ed isolante interposto. Le tramezze, prodotte con lo stesso impasto dei blocchi, si caratterizzano per le grandi dimensioni, la presenza di quattro cartelle, il verso di foratura verticale.Esse consentono di realiz-

zare pareti divisorie interne di particolare robustezza, lavorabilit, isolamento acustico e resistenza al fuoco.

Sistema di copertura energetico Erlus I tetti energetici


Erlus, concepiti per edifici nuovi e vecchi, prevedono il pannello solare in acciaio inox anticorrosione, elemento base per collettori solari nellottenimento dacqua calda, e moduli fotovoltaici per la produzione denergia elettrica.Il pannello solare ha una dimensione di altezza 199,5 x lar-

ghezza 131,4 cm. Sul pannello solare possono essere montati semplicemente e rapidamente sia elementi fotovoltaici per la produzione denergia elettrica, sia elementi solari per lottenimento dacqua calda in modo che siano rispettate sempre le stesse altezze strutturali. Per i moduli fotovoltaici garantita unaerazione posteriore onde

ottimizzare il rendimento. Concepiti come moduli a reticolo, i singoli elementi possono essere

combinati liberamente secondo il fabbisogno denergia,

montati e smontati senza ricorrere ad impianti di sollevamento. I tetti energetici Erlus sono forniti come pacchetti completi in cui sono integrati tutti gli elementi di copertura necessari.Vengono installati con pochi interventi e garantiscono la sicurezza contro la penetrazione della pioggia nelle coperture a forte pendenza, per tutti i modelli di tegole.

Listelli ed angoli a colla Pica


presenta il listello a colla, un sistema allavanguardia per il rivestimento esterno della casa, ideale sia per nuove costruzioni, sia per il recupero di vecchi edifici. Il sistema offre notevoli vantaggi al progettista, grazie allo spessore particolarmente ridotto che permette, ove necessario, il rispetto dei vincoli architettonici, sia di

natura estetica, sia volumetrica, ed al costruttore, grazie ad una posa in opera facile e rapida. La sua caratteristica principale, solo

12 mm di spessore, lo rende ideale per lapplicazione in ristrutturazioni, poich limita al minimo laumento di volume dei fabbricati, escludendo ogni tipo dintervento di modifica delle soglie e dei davanzali. Il listello a colla Pica permette un risultato finale del tutto identico a quello del mattone faccia a vista, sia nellaspetto,sia nelle caratteri-

stiche tecniche di resistenza al gelo, allusura e assenza di manutenzione. Rappresenta pertanto la soluzione definitiva di tutti i problemi causati dal degrado dellintonaco e dellimbiancatura. La gamma comprende listelli in tre finiture: Rosso Anticato, Giallo Sabbiato e Rosso Sabbiato Liscio, con i relativi listelli per angoli.

In 3D tutti gli elementi del cotto estense Fornaci Molino presenta il nuovo CD Rom con la versione aggiornata dei propri prodotti Cotto Estense 2002, unito alla libreria virtuale di tutti i pezzi per muratura, pavimenti, pezzi speciali, finiture, corredi, rivestimenti, sottotetti e restauro. Gli elementi sono stati ricostruiti per Autocad e 3D

Studio Max per essere agevolmente utilizzati dai progettisti. La libreria virtuale consente di visualizzare velocemente e nei minimi particolari in rendering progettazioni e composizioni architettoniche perfettamente realizzabili. I pezzi per muratura delle Fornaci Molino comprendono mattoni nel formato cm 12x25x5,5 nelle tipologie

Classico antico,Paglierino stonalizzato, Bruciato, Rosso,Vecchio Casale e Tavelle classiche levigate nei formati cm 12x25x3 e 14x28x3.I pavimenti,prodotti in una vastissima gamma di formati (quadrati cm 20x20; 25x25; 30x30;40x40,rettangolari 12x25; 14x28; 15x30; 16x32; 18x36; 20x40; 20x50; 30x60, ottagono 30x30, tozzetto 10x10, petalo

30, losanga10x30), tutti nello spessore di 3 cm, sono nelle tipologie Levigato, Classico naturale e pag l i e r i n o, Nobile naturale e paglierino.

Consorzio PorotonItalia Via Gobetti, 7 37138 Verona Tel. 045572697 Fax 045572430

Erlus Baustoffwerke Haupstrasse 106 D-84088 Neufahrn/NB Tel. 0877318-0 Fax 0877318180

Industrie Pica Strada Montefeltro, 83 61100 Pesaro Tel. 07214401 Fax 0721201843

Fornaci Molino Via dei Laterizi, 2/A 44010 Filo di Argenta (Fe) Tel. 0532317501 Fax 0532317530

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NOTIZIARIO

Tavelle affrescate La Fornace S. Anselmo propone una nuova linea esclusiva composta da tavelle in cotto, formato cm 12x25x3,decorate con motivi ornamentali ottenuti da ingobbi bianchi e colorati, ideati e realizzati su specifica richiesta della clientela. Le Tavelle affrescate sono utilizzate per restauri di edifici prestigiosi, ma anche per

valorizzare interni privati, personalizzandoli con stile e raffinato senso artistico. Il contributo darredo che si ottiene con luso delle Tavelle affrescate pertanto limpreziosimento del soffitto, apportando luminosit nei colori e vivacit del disegno, e nobilitando lintero ambiente. Fornace S. Anselmo produce mattoni nelle seguenti tipolo-

gie: a pasta molle, rustici, tipo a mano,e in oltre otto colorazioni diverse, corredati da pezzi speciali per il restauro eseguiti su disegno e campione. Il processo produttivo, che parte dalla gestione delle cave da cui proviene largilla, dislocate sia nelle vicinanze dello stabilimento a Loreggia, Padova,che in Piemonte,Emilia e

Toscana, utilizza materie prime con 20-25% di carbonati,unitamente ad unargilla rossa a basso tenore di carbonati, in un ciclo di cottura di 72 ore con temperature dai 950 ai 1080C.

Mattone autobloccante CottoBloc Dalle stesse resistenti argille toscane che Solava impiega per produrre tegole, pavimenti e mattoni, si ricavato un nuovo mattone autobloccante, cotto ad alta temperatura e realizzato con moderni sistemi industriali. Di superficie grezza,antiscivolo,dalla naturale colorazione calda e legger-

mente stonalizzata, CottoBloc bio-compatibile perch traspirante. smussato ai lati (bisellato) per una posa in autobloccante a giunto flessibile, che aiuta il drenaggio e ne riduce notevolmente i costi di posa. CottoBloc ideale nellarredo urbano, nellabbinare la tradizione del cotto con le esigenze di una moderna pavimenta-

zione, per piazze, marciapiedi, giardini. disponibile nei formati cm 28x7x4 - 24x65,5 24x12x5,5 - 20x10x5,5.La posa deve essere eseguita mantenendo una fuga costante di 3-5 mm ed i mattoni CottoBloc devono essere sistemati ad una quota di 10-15 mm sopra al livello previsto per il piano di calpestio del pavimento finito.

Cotto Etrusco Circa due anni


fa, Nuova Rali ha acquistato unantica fornace gi nota in tempi etruschi, ormai non pi funzionante da moltissimi anni e situata in un paese posto esattamente al confine tra Umbria e Toscana. Dopo unapprofondita ricerca circa le antiche produzioni ed un accurato restauro dei forni di pietra, si riattivata

la produzione di questi particolari manufatti in cotto che, vista lepoca cui risale il forno e lu-

bicazione geografica, vengono commercializzati con il marchio Cotto Etrusco.Proprio come nei tempi antichi, largilla prelevata in tre zone geograficamente distinte: una in Toscana e due in Umbria. La miscelazione della stessa effettuata manualmente e con molazze; i prodotti vengono foggiati a mano in stampi di legno, cui segue la

lunga essiccazione allaria aperta. La cottura avviene con un ciclo di circa dieci giorni in forni in pietra, esclusivamente alimentati a legna, ad una temperatura dai 980 ai 1100C. Questo procedimento conferisce al prodotto unelevata solidit ed una vasta gamma di sfumature di colori in tinte calde, apportate dal lungo ciclo di cottura a legna.

Tetto ventilato Jolly Polymax Linnovativo pannello


modulare sottocoppo e sottotegola Jolly Polymax, della Industrie Cotto Possagno,garantisce unottima ventilazione sotto manto ed un corretto isolamento termico, unitamente ad una perfetta e veloce posa di coppi e tegole su qualsiasi pendenza. Per la realizzazione del

pannello utilizzato il PSE (polistirene espanso sinterizzato) HD (alta densit) conforme alle norme UNI 7819-88, impermeabile allacqua, con elevata resistenza alla compressione e notevole stabilit dimensionale. un materiale esente da CFC, classe 1 di reazione al fuoco, riciclabile e costituito per il 95% daria. I particolari incastri peri-

metrali impediscono infiltrazioni dacqua ed eliminano i ponti termici, rendendolo uno dei sistemi a pi alto rendimento termico. La ventilazione e la fase dancoraggio prevedono lutilizzo degli elementi di copertura rialzati di 35 mm dal piano del pannello.Si crea in tal modo un flusso daria sotto manto che smaltisce il calore

dato dallirraggiamento solare in estate e favorisce levacuazione dellumidit da condensa in inverno. I coppi e le tegole sono ancorati al pannello mediante i dentelli posteriori, mentre per basse pendenze i coppi possono essere posati in semplice appoggio.

Fornace S. Anselmo Via Tolomei, 61 35010 Loreggia (Pd) Tel. 0499300312 Fax 0495791010

SO.LA.VA. Via della Fornace, 18 52026 Piandisc (Ar) Tel. 0559156556 Fax 0559156508

Nuova Rali Via I Maggio 06019 Umbertide (Pg) Tel. e Fax 0759417664

Inudustrie Cotto Possagno Via Molinetto, 46 31054 Possagno (Tv) Tel. 04239205 Fax 0423920910

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www.valpress.com
il sito di La Nuova Val Press, azienda che si rivolge agli operatori specializzati del settore per dare una presentazione il pi possibile completa della produzione daccessori per coperture e per casseforme,mediante schede prodotto, corredate da descrizione e dati tecnici, voci di capitolato ed istruzioni di montaggio.Tra i nu-

merosi accessori proposti, si segnala Roll-fix, rivestimento isolante in polipropilene e rame o alluminio, per la realizzazione del colmo o del displuvio ventilato. un rotolo distinto in tre parti, una centrale e due laterali,dove la parte centrale costituita da un velo pieghettato di polipropilene altamente permeabile allaria ed idrorepellente.La struttura pieghettata

interrotta su tutta la lunghezza ed protetta da un velo piatto sovrastante, ottenendo in tal modo numerose aperture di ventilazione libere e protette che, in combinazione con la struttura permeabile, garantiscono una ventilazione secondo la norma DIN 4108,pari a 100 cm2 per metro lineare. Rollfix universale,in quanto si adatta a tutti i tipi di tegole e coppi.

Inoltre,la posa del colmo esclude lutilizzo di malte o altri sigillanti e lapplicazione daeratori.

Embrix, soluzione brevettata di copertura romana


Prodotta dalla Fornace Laterizi Vardanega Isidoro,comprende il coppo Tecnico, lembrice ed embrice di colmo. Grazie allinnovativo taglio laterale, il nuovo coppo tecnico sincastra perfettamente nel punto di sovrapposizione degli embrici, risolvendo definitivamente il pro-

blema delle infiltrazioni meteoriche laterali ed eliminando la necessit di sigillare con malta.Il coppo tecnico, inoltre, nasce predisposto per la posa a secco: il foro di sommit consente il fissaggio mediante vite sul sottostante listello porta embrice. Per quanto riguarda lembrice, esso predisposto per la posa a secco su listelli in modo da con-

sentire una buona ventilazione del tetto, che grazie allunione con il coppo tecnico non presenta rischi di scivolamento. Ogni singolo embrice va in battuta contro il coppo precedente, a sua volta fissato al listello. Il sistema di ventilazione si com-

pleta con lembrice di colmo, sempre posato a secco. Si tratta di un pezzo speciale rettangolare, con dimensioni tali da consentire un incastro perfetto nellembrice di falda. La parte terminale ricurva per favorire la massima aerazione del sottomanto e, allo stesso tempo, impedire infiltrazioni meteoriche.

www.onduline.com - su Internet lo specialista dei tetti Ricco e ben strutturato, il sito del Gruppo Onduline, industria leader nel settore delle coperture e dei sottotetti, permette una scoperta originale delluniverso del produttore, con un ottimo uso della grafica, dei colori, dellanimazione flash

e del suono. Il sito, in lingua francese ed inglese, consente una navigazione intuitiva e

diversificata, fornisce diversi link e laccesso ai siti delle filiali, tra le quali www.onduline.it in lingua italiana. Da qualunque pagina del sito, il navigatore ha sempre la possibilit di accedere al motore di ricerca WhotWhat-Where. Esso permette di trovare tutti i siti di fabbricazione per un

certo prodotto, grazie ad un elenco per tipo di materiale (ad esempio tetto, sottotetto, illuminazione, fondamenta, acustica) e i collegamenti con tutte le societ del Gruppo nel mondo, presenti in 29 Paesi.

Pannello isolante sottocoppo Creascotch lisolamento ideale per il sistema antiscivolo Creacop,brevetto TonGruppe, e tutti i tipi di tegole e coppi. Creascotch un pannello in polistirene sinterizzato espanso ricoperto da una pellicola protettiva in polistirene che ha la funzione protettiva alle sollecitazioni meccaniche fisi-

che e chimiche. Garantisce una perfetta impermeabilizzazione, rendendo inutile lapplicazione di guaine, grazie al particolare sistema daggancio verticale ed orizzontale. Elimina la presenza di ponti termici ed offre un ottimo isolamento termico e risparmio energetico. Creascotch stato progettato per ventilare il sottotetto ottenendo una se-

zione dingresso di oltre 200 cm2 per metro lineare in gronda.Veloce da posare grazie alla dimensione dei moduli ed agli incastri perfetti su tutti i lati, un prodotto ecologico libero da CFC (Cloro Fluoro Carburi) e quindi riciclabile al 100%.

Nel nr.82 di Costruire in Laterizio, nellarticolo Il restauro di S. Martino di Pietrasanta, Lucca, sono stati omessi involontariamente alcuni membri del Gruppo di Lavoro che ha operato lintervento. Ce ne scusiamo con gli interessati e con lautore.
Arch. Pierluigi Bianchi Prof. Ing. Raffaello Bartelletti Ing. Ugo Davini Prof. Danilo Orlandi Prof. Franco Piacenti Coordinatore: Marco Davini

La Nuova Val Press Via dellArtigianato, 18 31041 Cornuda (Tv) Tel. 0423830830 Fax 0423639610

Fornace Laterizi Vardanega Isidoro Via Olivi, 45 31054 Possagno (Tv) Tel. 0423544011 Fax 0423544580

Onduline Italia Via Sibolla 52/53 55011 Altopascio (Lu) Tel. 058325611 Fax 0583264582

Ton-Gruppe P.zza S. Andrea 3 Palazzo An der Lahn 39040 Salorno (Bz) Tel. 0471888000 Fax 0471884830

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NOTIZIARIO

Recensioni

Divenire... Bologna
Un atto damore, un vero, autentico atto damore la mostra bolognese Norma e arbitrio. Architetti e ingegneri a Bologna 1850-1950: chi non ha vissuto lavventura e non ha colto la fortuna di percorrerla nelle sale del Museo Civico Archeologico potr recuperarne i contenuti grazie allammirevole catalogo edito da Marsilio. Anzitutto il titolo: impeccabile per rappresentare la dicotomia dello sviluppo urbano, sospeso fra ambizioni razionali di controllo programmato (norma) e scatti irrazionali, inventivi, incontrollabili (arbitrio). Non caos, per, accettato, subto, contrastato, assecondato come qualcosa che comunque imposto dallesterno; bens deroga voluta, perseguita con tutte le forze, contro le resistenze e le vischiosit culturali, patita, soprattutto sortita dallinterno, capace di esplodere centrifugamente e di coinvolgere lintorno,luogo o ambiente che sia. Ancora una volta la storia dellarchitettura si dilata ad accogliere aspetti diversi e molteplici delle vicende storiche urbane, a recuperare e considerare momenti e opere di variabile, mutevole caratura, anche se, in fondo, le emergenze dominano anche lo sviluppo di Bologna, per quellautomatico meccanismo che, al riconoscimento di valore, fa conseguire, ma non sempre, la valorizzazione e la tutela. E forse questo proprio il maggior contributo offerto dagli studi e dalle ricerche preparatorie: lelenco ragionato, latlante urbano delle opere che hanno segnato un periodo, il quale, situandosi fra leclettismo storicistico ottocentesco e lavanguardismo talora esasperato del Novecento, senza avvicinarsi troppo ai giorni nostri, fissa i termini di un contributo non indifferente alla storia della citt. Cinque anni di ricerche negli archivi pubblici e privati, il gruppo di ricerca, costituito da ricercatori pazienti e appassionati, coordinato e diretto da Giuliano Gresleri e Pier Giorgio Massaretti,il lavoro didattico e le esercitazioni universitarie nelle facolt di Ingegneria e Architettura, sostenuti con impegno e dedizione dagli studenti, il coinvolgimento degli eredi degli autori del nuovo volto della citt, la disponibilit e lapertura di molti enti pubblici e privati sono solo alcuni degli ingredienti del successo della mostra e, si presume, del dovizioso catalogo. Rilevante, tra gli altri pregi metodologici, la lettura storicocritica attuata: sempre considerando i contributi essenziali delle committenze; quasi a stabilire,una volta per tutte,la corrispondenza biunivoca fra il valore di ci che si pu edificare e gli essenziali stimoli che possono pervenire da una committenza,per cos dire,illuminata. Gli eventi bolognesi sono ripercorsi alle varie scale dintervento: da quella territoriale-urbanistica (impianti di difesa, piani regolatori, progetti di riforma urbana e ridisegno di poli notevoli della citt) a quella prettamente architettonica (progetti e realizzazioni), da quella dei concorsi a quella del design dei dettagli,fra i quali spiccano molti studi esecutivi di edifici e particolari costruttivi in laterizio, materiale bolognese per eccellenza. Emergono dalle pagine della ricostruita storia molti nomi importanti, taluni ancora in attesa di un adeguato e meritevole approfondimento: Giuseppe Mengoni, Coriolano Monti, Paolo Sironi (al quale inerisce sostanzialmente il liberty bolognese), Ciro Vicenzi, Luigi Saccenti, Giulio Ulisse Arata, Enrico De Angeli, Giu-

seppe Vaccaro, Piero Bottoni, Luigi Petrucci, Gian Luigi Giordani, Melchiorre Bega. Non manca infine,giustamente, Il volto della citt nello specchio della pittura, capitolo nel quale Claudio Poppi cerca, seppure molto sinteticamente,di illustrare la percezione pittorica di Bologna da parte di vedutisti quali Tiziano Pagan De Paganis, Luigi Bertelli e, soprattutto,Antonio Basoli.Tra i contemporanei Ilario Rossi, Dino Boschi e Gian Luigi Giordani, del quale non a tutti era noto che dipingesse, neppure allo scrivente.

a cura di Sergio Signorini

AA.VV. Norma e arbitrio. Architetti e ingegneri a Bologna 1850-1950 Marsilio, Venezia, 2001 476 pp., 41.32, L. 80.000

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COSTRUIRE IN LA TERIZIO

Qualit del concreto

Cura e dettaglio

Architettura tentativa

Questa rivista Le stata inviata tramite abbonamento; lindirizzo in nostro possesso verr utilizzato, oltre che per linvio della rivista, anche per linvio di altre riviste e/o per linoltro di proposte di abbonamento e promozioni libri. Ai sensi della legge 675/96 Art. 13 nel Suo diritto richiedere la cessazione dellinvio e/o laggiornamento dei dati in nostro possesso. Abbonamenti La rivista esce a met dei mesi pari. Gli abbonamenti partiranno dal primo numero raggiungibile e possono essere effettuati mediante versamento del relativo importo sul c/c postale n. 13951488 a mezzo vaglia postale con assegno bancario non trasferibile da inviare al Gruppo Editoriale Faenza Editrice S.p.A., Via Pier De Crescenzi 44, 48018 Faenza per pagamenti con carta di credito: VISA - Carta S - American Express - Diners Club, si prega contattare il numero 0546/663488. Per i cambi di indirizzo di abbonamenti in corso necessario inviare al Gruppo Editoriale Faenza Editrice S.p.A., Via Pier De Crescenzi 44, 48018 Faenza (RA), la richiesta, indicando chiaramente sia il vecchio indirizzo completo di CAP, sia il nuovo.

Controcorrente, ancora segnaliamo unarchitettura da molti erroneamente ritenuta superata, solo perch non si piega a mode e avanguardie. Invece, per contro, si occupa di soddisfare le reali esigenze della committenza, ne articola formalmente i desideri con sapienza progettuale e attenzioni continue a ogni dettaglio, ne realizza gli spazi con materiali duraturi e tecnologie puntualmente controllate: insomma punta allutopia concreta, i cui obiettivi e mezzi espressivi divengono reale esempio da imitare, non nelle forme (scimmiottatura), ma nel metodo e nella moralit dellazione (reale apprendimento). Corrado Scagliarini muove i primi passi in due scuole dalto rango: la Facolt di Firenze dei gloriosi anni Sessanta e linsuperabile fucina bolognese di Enzo Zacchiroli. Lintero percorso connotato da elevata qualit progettuale e produttiva, capace di polarizzare un luogo e riscattarlo. Il laterizio vi gioca, in molti casi, un ruolo determinante. In fondo ha ragione Claudio Lazzarini:bisogna essere seri, non prendersi sul serio!.

Ancora un architetto di qualit, ancora artigianale, ancora concreto e attento a ogni cura progettuale ed esecutiva. Sandro Raffone (Costruire in laterizio 17 e 29) testimonia la gioia del fare architettura ogni volta che si pu, dove si pu, senza rinunciare mai a innestare un briciolo di poesia spaziale in ogni luogo. Il suo percorso mostra insieme continuit e scarti linguistici, tecnologici, materici: lo si direbbe quasi, senza offesa, un architetto senza identit (i migliori!), le cui opere mutano al mutare delloccasione, del committente, del luogo, del tempo. Ogni volta un faticoso azzeramento e un ricominciare continuo: nuovi materiali, nuovi spazi, nuovi dettagli, nuove forme, niente forme (come nella proposta di casa ipogeica per Umberto Eco a Posillipo). La complessit controllata e lascia campo, nellopera realizzata,a una serenit olimpica, direbbe Mario Pisani in senso Palladiano; ma, attenzione!, Raffone un architetto rigorosamente, indiscutibilmente, sapientemente contemporaneo.

Quale migliore definizione poteva coniare Giancarlo De Carlo per il lavoro di Lamberto Rossi? E non tanto per il suo appartenere alla scuola del Maestro, atteggiata allambizione pi alta, affrontata con lumilt pi sofferta, quanto piuttosto per quel forse involontario doppio significato, comunque appropriato per larchitettura del terzo Rossi (il primo, lAldo, mai preso in considerazione): tentativa nel senso, gi anticipato, della modestia di una proposta priva di contenuti di verit assoluta (che peraltro non esiste!); ma anche nel senso della tentazione degli utenti: nel coinvolgerli, nellappassionarli, nello spingerli a riappropriarsi della loro capacit e autonomia decisionale,a partecipare consapevolmente, fornendo un contributo di qualit (laboratori di Cervia, Fusignano e Cremona). Anche Lamberto Rossi eccelle nelluso del laterizio, che abilmente coniuga nella casa di Solarolo,nella scuola materna e nella biblioteca civica di Fusignano.Ancora insuperata, per, nei contenuti progettuali la scuola materna di Cantalupo.

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Cristina Tartari, Elena Brigi, Pierluigi Molteni (a cura di) prefazione di Giuliano Gresleri Corrado Scagliarini. Spazi costruiti Officina Edizioni, Roma, 2000 191 pp., 23,25, L. 45.000

Mario Pisani (scritto di) Sandro Raffone. Frammenti di architettura, di pietra, terra, luce e aria Clean, Napoli, 2000 63 pp., 10,33, L. 20.000

Pippo Ciorra, Giancarlo De Carlo (scritti di) Lamberto Rossi. Lutopia del luogo Clean, Napoli, 2000 63 pp., 10,33, L. 20.000

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RECENSIONI

INDICE 2001
Igor Maglica, Koimtrion, pp. 2-3 Cecilia Bolognesi, Aldo Rossi, Ampliamento del cimitero di Ponte Sesto a Rozzano, pp. 4-9 Carmen Murua, Antonio Monestiroli, Progetto per lampliamento del cimitero di San Michele in Isola a Venezia, pp. 10-15 Igor Maglica, Adalberto Del Bo, Elisabetta Cozzi, Nuovo cimitero parco di Novate Milanese, pp. 16-21 Maria Cristina Donati, Paolo Zermani, Siro Veri, Mauro Alpini, Cimitero di Sansepolcro, Arezzo, pp. 22-27 Juan Jos Lahuerta, Architettura, Tempo, pp. 2-3 Alfonso Acocella, Lopera teorica di Giorgio Grassi, pp. 4-5 Igor Maglica, Giorgio Grassi, Architetture senza tempo. Ricostruzione del teatro romano di Sagunto, Spagna, 1985-93. Biblioteca Centrale di Groningen, Olanda, 1989-92. Biblioteca per il Nou Campus, Valencia, Spagna, 1990-98. Progetti per la ricostruzione del Neues Museum a Berlino, Germania, 1993-97. Potsdamerplatz (Area ABB-Roland Ernst), BerElisabetta Gonzo, Alessandro Vicari, Un laboratorio per lEuropa, pp. 2-3 Elisabetta Gonzo, Adolfo Natalini/Natalini Architetti, Ricostruzione della Waagstraat a Groningen, pp. 4-9 Alessandro Vicari, Adolfo Natalini/Natalini Architetti, Boscotondo: il progetto della citt, pp. 10-15 Maria Cristina Donati, Hans Kollhoff, Edificio residenziale KNSM-Eiland ad Amsterdam, pp. 16-21 Gian Luca Brunetti, Enric Miralles, Benedetta Tagliabue, Genio e regolatezza: sei abitazioni nelMaria Chiara Torricelli, Forme attive. Forme sostenibili, pp. 2-3 Claudio Renato Fantone, Alfonso Ramirez Ponce, Modernit della tradizione. Case a Cuernavaca, Morelos, 1989-91. Clinica popolare, Citt del Messico, 1992-99. Casa a Tepoztln, Morelos, 1993-94. Albergo a Tepoztln, Morelos,1994. Casa Hoyo, Citt del Messico, 1995, p. 4-17 Enrico Sicignano, Le dimenticate scuole darte di Cuba. Ricardo Porro, Scuola di arti plastiche, LAvana, 1965. Scuola di danza moderna, LAAndrea Campioli, Il contesto dellinnovazione, pp. 2-3 Manfredo Manfredini, Thomas Herzog, Fiera di Hannover: trasparenze e flussi energetici, pp. 4-9 Eleonora Trivellin, Meinhard von Gerkan, Wolkwin Marg, Hanseatic Trade Center, pp. 10-15 Claudio Renato Fantone, Georg W. Reinberg, Complesso residenziale ecologico a Vienna, pp. 16-21 Patrizia Mello, Guido G. Bondielli, Studio Archea, In Versilia due tradizioni si incontrano per evolvere insieme, pp. 22-25 Gian Luca Brunetti, Sabri Bendimrad, Pascal Maria Cristina Donati, La Tradizione del Moderno, pp. 2-3 Elisabetta Pieri, Holford Associati, 201 Deansgate: un complesso per negozi ed uffici a Manchester, pp. 4-9 Maria Cristina Donati, Sir Michael Hopkins & Partners, Wildscreen@Bristol, pp. 10-15 Elisabetta Gonzo, Alessandro Vicari, Geoffrey Reid Associates, World of glass, St. Elens on Merseyside, pp. 16-21 Gerardo Sannella, Martin Pascoe, Van Heyningen & Haward Architects, Museo dellAbbazia Roberto Gamba, Paolo Colombo, Rita Mangone, Paolo Monti, Ampliamento del cimitero di Pombia, pp. 28-33 Alfonso Acocella, EG + AV, Lisola di Comacchio, pp. 34-37 Igor Maglica, Larchitettura come compito civile. Intervista ad Antonio Monestiroli, pp. 38-44 Claudio Camponogara, Enrico Agostino Griffini, Complesso industriale Redaelli a Rogoredo, pp. 45-49 Vincenzo Riso, lvaro Siza, La biblioteca dellUniversit di Aveiro, pp. 50-55 lino, Germania, 1993-2001. Progetto per la ricostruzione del Castello di Valkhof, Nimega, Olanda, 1993-97. Progetto per il complesso parrocchiale di Porto-Santa Rufina, Roma, 2000, pp. 6-41 Piergiacomo Bucciarelli, Eugen Schmohl, I grattacieli berlinesi tra modernit e nostalgia del gotico, pp. 42-47 Beatrice Belletti, Patrizia Bernardi, Roberto Cerioni, Ivo Iori, Rinforzo strutturale di una torre Matildica, pp. 48-54 Maria De Santis, Franco Rattini, Davide Clemenlarea Borneo-Spohrenburg, Amsterdam, pp. 22-27 Elisabetta Gonzo, Alessandro Vicari, Corinne Schrauwen, Borneo nel Mare del Nord, Amsterdam, pp. 28-32 Guglielmo Bilancioni, Alchimia del mattone, pp. 32-35 Marco Biraghi, Il mattone e la vita spirituale, pp. 36-40 Alberto Giorgio Cassani, Dio nel particolare. Acrobazie compositive del mattone olandese, pp. 41-47 vana, 1965. Roberto Gottardi, Scuola di arti drammatiche, LAvana, 1965, pp. 18-25 Adele Picone, Ahmed Abdou, Sami Abdel-Aziz, Il villaggio Suzanne Mubarak nel deserto egiziano, pp. 26-31 Paola Ferrini, Projjal Dutta, Costruzione modulare di volte per una casa in New Delhi, pp. 32-35 Maria Chiara Torricelli, A colloquio con Salvatore Di Pasquale, pp. 36-40 Claudio Renato Fantone, Hassan Fathy, Autenticit culturale dellarchitettura, pp. 41-47 Juan Martn Piaggio, Eladio Dieste, Una Casa Chombart De Lauwe, Centro di formazione professionale e residenza per studenti a Nivillers, Piccardia, Francia, pp. 26-33 Andrea Campioli, Vittorio Di Turi, Casa Marchesi a Massalengo (Lodi), pp. 34-40 Adolfo F. L. Baratta, Evoluzione e innovazione nelle murature: il laterizio rettificato, pp. 41-45 Fabrizio DellAnna, Linnovazione nei sistemi di copertura a falde, pp. 46-51 Cecilia Pieraccioni, La sicurezza nei cantieri come fattore di innovazione del prodotto, pp. 52-55 di St. Augustine, Canterbury, pp. 22-27 Maria De Santis, Mac Cormac Jamieson Prichard, Simmetrie e regole geometriche : Trinity College, Cambridge, pp. 28-33 Maria Cristina Donati, A colloquio con Edward Jones, Baumeister del rinnovamento, pp. 34-37 Gabriele Tagliaventi, La tradizione britannica del costruire la citt, pp. 38-43 Maria De Santis, Mac Cormac Jamieson Prichard, Residenze studentesche per la Scuola di Economia di Londra, pp. 44-48 Claudio Renato Fantone, Mac Cormac Jamieson Giuseppe Pistone, Gianna Riva, Le vecchie ciminiere in opera laterizia, pp. 56-61 Alberto Carpinteri, Giuseppe Lacidogna, Monitoraggio di un edificio in muratura con il metodo delle emissioni acustiche, pp. 62-65 Giuseppe Pellitteri, Un supporto interattivo al progetto delle murature in laterizio faccia a vista, pp. 66-71 Andrea Campioli, Murature monumentali, pp. 72-75 Recensioni (a cura di Sergio Signorini), pp. 76-77 Notiziario (a cura di Pieranna Manara), p. 78 ti, Edificio residenziale a S. Giovanni in Marignano, pp. 55-58 Silvia Piardi, La valutazione della qualit ambientale delle pareti in muratura, pp. 59-63 Gian Michele Calvi, Davide Bolognini, Risposta sismica di telai in c.a. tamponati con pannelli in muratura debolmente armati, pp. 64-71 Andrea Campioli, Finestre, pp. 72-75 Recensioni (a cura di Sergio Signorini), p. 76

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Maria ChiaraTorricelli, Adolfo Natalini/Natalini Architetti, Lo standard costruttivo si fa racconto di architettura, pp. 48-52 Claudio Renato Fantone, Frans Van Der Werf,Complesso ecologico Pelgromhof a Zavenaar, Olanda, pp. 53-59 Eleonora Trivellin, La manualistica edilizia della rivoluzione tecnologica in Italia, pp. 60-65 Andrea Campioli, Faccia a vista in Olanda, pp. 66-69 Notiziario (a cura di Pieranna Manara), pp. 70-71 Recensioni (a cura di Alfonso Acocella), pp. 72-73 dabitazione, pp. 48-51 Marco e Ugo Davini, Il restauro di S. Martino di Pietrasanta, Lucca, pp. 52-57 Michela Toni, Gianfranco Gritella, Antes Bortolotti, Riproporre la Mole, pp. 58-65 Riccardo Gulli, Giovanni Mochi, Il recupero delle volte in folio, attraverso la costruzione tabicada, pp. 66-73 Andrea Campioli, Volte in dettaglio, pp. 74-77 Notiziario (a cura di Pieranna Manara), pp. 78-79 Recensioni (a cura di Sergio Signorini), pp. 80-81

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R. Albatici, A. Di Bella, P. Fausti, A. Frattari, G. Nicosia, R. Pompoli, S. Secchi, M. Tosi, R. Zecchin, Isolamento acustico di pareti interne in laterizio: misure e metodi, pp. 56-62 Carla Balocco, Frida Bazzocchi, Primerose Nistri, Facciata ventilata in laterizio: tecnologia e prestazioni, pp. 63-71 Andrea Campioli, Dal cotto al laterizio, pp. 72-75 Notiziario (a cura di Pieranna Manara), pp. 76-77 Recensioni (a cura di Sergio Signorini), pp. 78-79

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Prichard, Community Mental Health Centre a Londra, pp. 49-53 Roberto Capozucca, Maria Nilde Cerri, Giorgio Zanarini, Resistenza a taglio di murature con blocchi in laterizio, pp. 54-59 Paolo Faccio, Paolo Foraboschi, Alessia Vanin, La regola dellarte ed il comportamento meccanico dei pannelli in muratura, pp. 60-65 Andrea Campioli, Le due culture, pp. 66-69 Notiziario (a cura di Pieranna Manara), pp. 70-73 Recensioni (a cura di Sergio Signorini), pp. 74-75

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CIL 84

ARTICOLI PER ARGOMENTO


EDITORIALE
Igor Maglica, Koimtrion, n. 79, pp. 2-3 Juan Jos Lahuerta, Architettura, Tempo, n. 80, pp. 2-3 Alfonso Acocella, Lopera teorica di Giorgio Grassi, n. 80, pp. 4-5 Elisabetta Gonzo, Alessandro Vicari, Un laboratorio per lEuropa, n. 81, pp. 2-3 Maria Chiara Torricelli, Forme attive. Forme sostenibili, n. 82, pp. 2-3 Andrea Campioli, Il contesto dellinnovazione, n. 83, pp. 2-3 Maria Cristina Donati, La Tradizione del Moderno, n. 84, pp. 2-3 Casa a Tepoztln, Morelos, 199394, Albergo a Tepoztln, Morelos,1994, Casa Hoyo, Citt del Messico, 1995, n. 82, pp. 4-17 Enrico Sicignano, Le dimenticate scuole darte di Cuba, Ricardo Porro, Scuola di arti plastiche, LAvana, 1965, Scuola di danza moderna, LAvana, 1965, Roberto Gottardi, Scuola di arti drammatiche, LAvana, 1965, n. 82, pp. 18-25 Adele Picone, Ahmed Abdou, Sami Abdel-Aziz, Il villaggio Suzanne Mubarak nel deserto egiziano, n. 82, pp. 26-31 Paola Ferrini, Projjal Dutta, Costruzione modulare di volte per una casa in New Delhi, n. 82, pp. 32-35 Manfredo Manfredini, Thomas Herzog, Fiera di Hannover: trasparenze e flussi energetici, n. 83, pp. 4-9 Eleonora Trivellin, Meinhard von Gerkan, Wolkwin Marg, Hanseatic Trade Center, n. 83, pp. 10-15 Claudio Renato Fantone, Georg W. Reinberg, Complesso residenziale ecologico a Vienna, n. 83, pp. 16-21 Patrizia Mello, Guido G. Bondielli, Studio Archea, In Versilia due tradizioni si incontrano per evolvere insieme, n. 83, pp. 22-25 Elisabetta Pieri, Holford Associati, 201 Deansgate: un complesso per negozi ed uffici a Manchester, n. 84, pp. 4-9 Maria Cristina Donati, Sir Michael Hopkins & Partners, Wildscreen@Bristol, n. 84, pp. 10-15 Elisabetta Gonzo, Alessandro Vicari, Geoffrey Reid Associates, World of glass, St. Elens on Merseyside, n. 84, pp. 16-21 Gerardo Sannella, Martin Pascoe, Van Heyningen & Haward Architects, Museo dellAbbazia di St. Augustine, Canterbury, n. 84, pp. 22-27 Maria De Santis, Mac Cormac Jamieson Prichard, Simmetrie e regole geometriche: Trinity College, Cambridge, n. 84, pp. 28-33 del mattone olandese, n. 81, pp. 41-47 Claudio Renato Fantone, Hassan Fathy, Autenticit culturale dellarchitettura, n. 82, pp. 41-47 Juan Martn Piaggio, Eladio Dieste, Una Casa dabitazione, n. 82, pp. 48-51 Gabriele Tagliaventi, La tradizione britannica del costruire la citt, n. 84, pp. 38-43 interattivo al progetto delle murature in laterizio faccia a vista, n. 79, pp. 66-71 Silvia Piardi, La valutazione della qualit ambientale delle pareti in muratura, n. 80, pp. 59-63 Gian Michele Calvi, Davide Bolognini, Risposta sismica di telai in c.a. tamponati con pannelli in muratura debolmente armati, n. 80, pp. 64-71 Riccardo Gulli, Giovanni Mochi, Il recupero delle volte in folio, attraverso la costruzione tabicada, n. 82, pp. 66-73 R. Albatici, A. Di Bella, P. Fausti, A. Frattari, G. Nicosia, R. Pompoli, S. Secchi, M. Tosi, R. Zecchin, Isolamento acustico di pareti interne in laterizio: misure e metodi, n. 83, pp. 56-62 Carla Balocco, Frida Bazzocchi, Primerose Nistri, Facciata ventilata in laterizio: tecnologia e prestazioni, n. 83, pp. 63-71 Roberto Capozucca, Maria Nilde Cerri, Giorgio Zanarini, Resistenza a taglio di murature con blocchi in laterizio, n. 84, pp. 54-59 Paolo Faccio, Paolo Foraboschi, Alessia Vanin, La regola dellarte ed il comportamento meccanico dei pannelli in muratura, n. 84, pp. 60-65

TECNOLOGIA
Vincenzo Riso, lvaro Siza, La biblioteca dellUniversit di Aveiro, n. 79, pp. 50-55 Giuseppe Pistone, Gianna Riva, Le vecchie ciminiere in opera laterizia, n. 79, pp. 56-61 Beatrice Belletti, Patrizia Bernardi, Roberto Cerioni, Ivo Iori, Rinforzo strutturale di una torre Matildica, n. 80, pp. 48-54 Maria De Santis, Franco Rattini, Davide Clementi, Edificio residenziale a S. Giovanni in Marignano, n. 80, pp. 55-57 Maria ChiaraTorricelli, Adolfo Natalini/Natalini Architetti, Lo standard costruttivo si fa racconto di architettura, n. 81, pp. 48-52 Claudio Renato Fantone, Frans Van Der Werf,Complesso ecologico Pelgromhof a Zavenaar, Olanda, n. 81, pp. 53-59 Eleonora Trivellin, La manualistica edilizia della rivoluzione tecnologica in Italia, n. 81, pp. 60-65 Marco e Ugo Davini, Il restauro di S. Martino di Pietrasanta, Lucca, n. 82, pp. 52-57 Michela Toni, Gianfranco Gritella, Antes Bortolotti, Riproporre la Mole, n. 82, pp. 58-65 Gian Luca Brunetti, Sabri Bendimrad, Pascal Chombart De Lauwe, Centro di formazione professionale e residenza per studenti a Nivillers, Piccardia, Francia, n. 83, pp. 26-33 Andrea Campioli, Vittorio Di Turi, Casa Marchesi a Massalengo (Lodi), n. 83, pp. 34-40 Adolfo F. L. Baratta, Evoluzione e innovazione nelle murature: il laterizio rettificato, n. 83, pp. 41-45 Fabrizio DellAnna, Linnovazione nei sistemi di copertura a falde, n. 83, pp. 46-51 Cecilia Pieraccioni, La sicurezza nei cantieri come fattore di innovazione del prodotto, n. 83, pp. 52-55 Maria De Santis, MacCormac Jamieson Prichard, Residenze studentesche per la Scuola di Economia di Londra, n. 84, pp. 44-48 Claudio Renato Fantone, Mac Cormac Jamieson Prichard, Community Mental Health Centre a Londra, n. 84, pp. 49-53

PROGETTI
Cecilia Bolognesi, Aldo Rossi, Ampliamento del cimitero di Ponte Sesto a Rozzano, n. 79, pp. 4-9 Carmen Murua, Antonio Monestiroli, Progetto per lampliamento del cimitero di San Michele in Isola a Venezia, n. 79, pp. 10-15 Igor Maglica, Adalberto Del Bo, Elisabetta Cozzi, Nuovo cimitero parco di Novate Milanese, n. 79, pp. 16-21 Maria Cristina Donati, Paolo Zermani, Siro Veri, Mauro Alpini, Cimitero di Sansepolcro, Arezzo, n. 79, pp. 22-27 Roberto Gamba, Paolo Colombo, Rita Mangone, Paolo Monti, Ampliamento del cimitero di Pombia, n. 79, pp. 28-33 Alfonso Acocella, EG + AV, Lisola di Comacchio, n. 79, pp. 34-37 Igor Maglica, Giorgio Grassi, Architetture senza tempo. Ricostruzione del teatro romano di Sagunto, Spagna, 1985-93. Biblioteca Centrale di Groningen, Olanda, 1989-92. Biblioteca per il Nou Campus, Valencia, Spagna, 199098. Progetti per la ricostruzione del Neues Museum a Berlino, Germania, 1993-97. Potsdamerplatz (Area ABB-Roland Ernst), Berlino, Germania, 1993-2001. Progetto per la ricostruzione del Castello di Valkhof, Nimega, Olanda, 1993-97. Progetto per il complesso parrocchiale di Porto-Santa Rufina, Roma, 2000, n. 80, pp. 6-41 Elisabetta Gonzo, Adolfo Natalini/Natalini Architetti, Ricostruzione della Waagstraat a Groningen, n. 81, pp. 4-9 Alessandro Vicari, Adolfo Natalini/Natalini Architetti, Boscotondo: il progetto della citt, n. 81, pp. 10-15 Maria Cristina Donati, Hans Kollhoff, Edificio residenziale KNSM-Eiland ad Amsterdam, n. 81, pp. 16-21 Gian Luca Brunetti, Enric Miralles, Benedetta Tagliabue, Genio e regolatezza: sei abitazioni nellarea Borneo-Spohrenburg, Amsterdam, n. 81, pp. 22-27 Elisabetta Gonzo, Alessandro Vicari, Corinne Schrauwen, Borneo nel Mare del Nord, Amsterdam, n. 81, pp. 28-32 Claudio Renato Fantone, Alfonso Ramirez Ponce, Modernit della tradizione, Case a Cuernavaca, Morelos, 1989-91, Clinica popolare, Citt del Messico, 1992-99,

DETTAGLI
Andrea Campioli, Murature monumentali, n. 79, pp. 72-75 Andrea Campioli, Finestre, n. 80, pp. 72-75 Andrea Campioli, Faccia a vista in Olanda, n. 81, pp. 66-69 Andrea Campioli, Volte in dettaglio, n. 82, pp. 74-77 Andrea Campioli, Dal cotto al laterizio, n. 83, pp. 72-75 Andrea Campioli, Le due culture, n. 84, pp. 66-69

NOTIZIARIO
Pieranna Manara, Notiziario, n. 79, pp. 78 Pieranna Manara, Notiziario, n. 81, pp. 70-71 Pieranna Manara, Notiziario, n. 82, pp. 78-79 Pieranna Manara, Notiziario, n. 83, pp. 76-77 Pieranna Manara, Notiziario, n. 84, pp. 70-73

LINTERVISTA
Igor Maglica, Larchitettura come compito civile. Intervista ad Antonio Monestiroli, n. 79, pp. 38-44 Maria ChiaraTorricelli, A colloquio con Salvatore Di Pasquale, n. 82, pp. 36-40 Maria Cristina Donati, A colloquio con Edward Jones, Baumeister del rinnovamento, n. 84, pp. 34-37

RECENSIONI
Sergio Signorini, Recensioni, n. 79, pp. 76-77 Sergio Signorini, Recensioni, n. 80, pp. 76 Alfonso Acocella, Recensioni, n. 81, pp. 72-73 Sergio Signorini, Recensioni, n. 82, pp. 80-81 Sergio Signorini, Recensioni, n. 83, pp. 78-79 Sergio Signorini, Recensioni, n. 84, pp. 74-75

ARTE DEL COSTRUIRE


Claudio Camponogara, Enrico Agostino Griffini, Complesso industriale Redaelli a Rogoredo, n. 79, pp. 45-49 Piergiacomo Bucciarelli, Eugen Schmohl, I grattacieli berlinesi tra modernit e nostalgia del gotico, n. 80, pp. 42-47 Guglielmo Bilancioni, Alchimia del mattone, n. 81, pp. 32-35 Marco Biraghi, Il mattone e la vita spirituale, n. 81, pp. 36-40 Alberto Giorgio Cassani, Dio nel particolare. Acrobazie compositive

NORMATIVA E RICERCA
Alberto Carpinteri, Giuseppe Lacidogna, Monitoraggio di un edificio in muratura con il metodo delle emissioni acustiche, n. 79, pp. 62-65 Giuseppe Pellitteri, Un supporto

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I N D I C E D E L L A N N O