Sei sulla pagina 1di 18

Il sostantivo libert

a) Prospettiva filosofica b) Prospettiva etico-politica

Libert
(prospettiva filosofica)

Dal punto di vista filosofico, la libert pu avere tre diverse accezioni: 1) Libert come autodeterminazione (assenza di condizioni e di limiti). infinit particolare 2) Libert come necessit o riconoscimento della situazione (presenza di condizioni o di limiti oggettivi, eliminabili in una superiore oggettivit). infinit universale 3) Libert come possibilit o scelta (presenza di condizioni o di limiti soggettivi e oggettivi, mai eliminabili). finitezza 2

Libert
(prospettiva filosofica)

1) Libert come autodeterminazione


Libero ci che causa di se stesso. Nelle cose, infatti, in cui l'agire dipende da noi, anche il non agire dipende da noi; e l dove siamo in grado di dir no, possiamo anche dir s. Sicch se il compiere unazione bella dipende da noi, dipender da noi anche non compiere un'azione brutta (Aristotele, Etica Nicomachea). Si tratta di una definizione che affida la libert alla volont, alla padronanza totale dei propri atti. Il carattere della libert dunque lincondizionatezza o, meglio, lincondizionabilit dallesterno. Se ci che noi siamo in nostro potere, essere liberi significa esercitare questo potere verso noi stessi e i nostri atti. Lestremizzazione di questo concetto di autodeterminazione lindifferenza assoluta della volont rispetto a ogni determinazione possibile: possono esserci tutte le ragioni per compiere un determinato atto, ma se questatto non oggetto 3 di volont, possiamo sempre scegliere il suo opposto.

Libert
(prospettiva filosofica)

2) Libert come necessit o riconoscimento della situazione (universale)


Anche qui la libert una forma di autodeterminazione, ma non nel senso della pura volont originaria del singolo, bens nel senso della volont del tutto (Natura, Stato, Dio, Assoluto). Troviamo questidea per la prima volta negli stoici: la sapienza d alluomo la capacit di autodeterminarsi, seguendo una vita conforme allordine della natura o del mondo. La libert del saggio coincide quindi con la necessit dellordine cosmico. Spinoza: Si dice libera la cosa che esiste solo per la necessit della sua natura e che da s sola determinata ad agire, mentre coatta la cosa che indotta ad esistere e ad agire da unaltra cosa, secondo una certa e determinata ragione. Hegel: la libert del singolo, isolato dagli altri, libert astratta, mentre la libert che il singolo esercita nello Stato, come volont delluniversale, libert concreta. Questa concezione sostanzialmente condivisa anche da due grandi filosofi italiani: Gentile e Croce. Jaspers: io posso perch devo.
4

Libert
(prospettiva filosofica)

3) Libert come possibilit o scelta


Qui la libert coincide con la scelta motivata o condizionata. Essa non quindi un tutto o un nulla, ma un problema sempre aperto: determinare la misura, la condizione o la modalit della scelta che pu garantire la libert. Libero non chi causa sui, ma chi possiede possibilit determinate. Si tratta quindi di assumere nella libert una serie di limiti imprescindibili che consistono nei modelli di vita disponibili, nelle situazioni particolari, nelle motivazioni che guidano le scelte. Qui il problema della libert diventa direttamente politico, cio un problema di misura: la misura nella quale i cittadini devono partecipare al controllo delle leggi e la misura nella quale tali leggi devono restringere le loro possibilit di scelta (John Locke). problema del liberalismo classico. Si tratta di un determinismo senza necessit.
5

Libert
(prospettiva filosofica)
John Dewey: Si assume talora che se si pu mostrare che la deliberazione determina la scelta ed determinata dal carattere e dalle condizioni, non c' libert. Questo come dire che un fiore non pu generare frutti perch viene dalla radice e dallo stelo. La questione non concerne gli antecedenti della deliberazione della scelta ma le loro conseguenze. Che cosa hanno esse di proprio? Questo, che ci danno il controllo delle possibilit future che si aprono a noi. Questo controllo il nucleo della nostra libert. Senza di esso, noi siamo spinti nel buio; con esso, camminiamo nella luce. La libert, quindi, non una scelta, ma piuttosto una possibilit di scelta. Le libert politiche sono possibilit di scelta che assicurano ai cittadini la possibilit di scegliere ancora. Quindi un tipo di governo libero non gi, semplicemente, se scelto dai cittadini, ma se consente ai cittadini una continua possibilit di scelta, inclusa la possibilit di mantenerlo, modificarlo o eliminarlo.
6

Libert
(prospettiva politica)

Dal punto di vista etico-politico, la libert appare come: 1) libert naturale (libero arbitrio): fare tutto ci che a uno piace. 2) libert razionale: conoscere e scegliere di adeguarsi a un ordine necessario. 3) libert liberatrice, cio come possibilit di emancipazione e di scelta.
7

Libert
(prospettiva politica)

1) libert naturale (libero arbitrio)


Per avere la possibilit di soddisfare tutti i propri desideri, luomo non deve trovare ostacoli e, se li trova, deve avere la forza o il potere di superarli. Quindi, dato che la libert coincide col potere, chi ha pi potere maggiormente libero: paradossalmente, luomo veramente libero il despota, ovvero, per conversione, chi rifiuta totalmente il potere (chi ha il potere di rifiutare il potere), cio lanarchico. Si tratta di una libert fondata sulla diseguaglianza, dato che i bisogni da un lato e i mezzi per soddisfarli dallaltro non coincidono. La politica nasce quindi come potere di decisione sulla distribuzione di questi mezzi e risorse: non potendo avere tutto, ognuno si accontenta di qualcosa. Questa libert naturale corrisponde alla concezione filosofica della libert infinita come autodeterminazione.
8

Libert
(prospettiva politica)

2) libert razionale
Lindividuo libero nella misura in cui si adegua a un ordine necessario e oggettivo. Al posso perch voglio e perch ho il potere di agire si sostituisce il posso perch devo, in quanto, come uomo, partecipo a un ordine razionale. La vera libert la coscienza di questa necessit. Libert conoscenza. Nasce il problema di quale sia questordine: da alcuni viene riconosciuto nella padronanza degli istinti e delle passioni, da altri nellordine politico-sociale dellIstituzione o addirittura della storia (Comte, Marx). Questa concezione corrisponde alla libert come necessit o riconoscimento della situazione; nella fattispecie, mentre la libert naturale libert dallo Stato, questultima invece libert nello Stato.

Libert
(prospettiva politica)

3) libert liberatrice
La vera libert consiste sono nellemancipazione: non vi infatti un criterio oggettivo per stabilire quale sia il bene o il male, n, tantomeno, un potere che se ne faccia interprete. Emancipazione significa liberazione come possibilit di scelta non in base alladesione a un determinato valore o condizione, ma in base: A) alla massimizzazione delle possibilit di scelta come garanzia, quanto pi possibile ampia, del pluralismo delle vocazioni; B) alla minimizzazione dei condizionamenti, esterni e interni, sui moventi dellazione (condizionamenti dei mass-media, delle conoscenze psicologiche e biologiche, condizionamenti 10 economico-sociali, ideologici ecc.).

Libert
(prospettiva politica) Ora, la libert di fare presuppone la libert di poter fare, e ci si ottiene solo se esiste uno spazio pubblico che consenta e garantisca la libera esplicazione delle facolt umane. Quello che resta da stabilire se questo spazio pubblico serva per garantire la libert della sfera essenzialmente privata dellindividuo, oppure se la vera libert possa esistere solo prescindendo dal privato e inserendosi direttamente nel pubblico (spazio politico). La prima soluzione, per cui lo spazio pubblico solo garanzia formale ma non sostanziale della libert, quella in generale avanzata dal moderno liberalismo. La concezione della libert liberatrice corrisponde alla terza concezione della libert filosofica come possibilit o scelta.
11

12

Liberalismo
Per liberalismo deve intendersi un fenomeno storico che si manifesta nellet moderna e che ha il suo baricentro in Europa e nellarea atlantica. In seguito alla decolonizzazione degli anni Cinquanta e Sessanta, lidea liberale si rivelata come la meno esportabile tra le ideologie politiche moderne (democrazia, socialismo, nazionalismo, cattolicesimo sociale ecc.). Il suo radicamento in un ben preciso contesto storico-sociale, il suo legame con le classi medio-alto borghesi, hanno fatto s che il liberalismo assumesse connotati diversi in diverse nazioni, passando dallindicare un radicalismo libertario a un conservatorismo promotore della libera iniziativa e della propriet privata.
13

Liberalismo
Per la sua apparente genericit, per cui a volte esso indica un atteggiamento e a volte una ben determinata presa di coscienza politica, il termine liberale si accompagna ad altri termini politici: ad es.: monarchico-liberali, liberali-nazionali, cattolicoliberali, liberal-democratici e persino socialisti-liberali. In ogni caso, il problema fondamentale del liberalismo, come di ogni idea politica, lidentificazione del soggetto fondamentale dellagire politico, che per il liberalismo lindividuo. Ora, in che rapporto sta lindividuale col generale (collettivit, stato, istituzione, societ)? Questo dipende dai diversi contesti storico- politici. Tutto dipende dalla misura in cui, dopo la fine del medioevo, le nascenti societ borghesi si sono liberate dal corporativismo, ovvero dalla societ per ceti.
14

Liberalismo
Inghilterra: sin dal Seicento lindividuo, liberatosi dalla struttura corporativa, appare naturalmente inserito nella societ e si contrappone al governo (ma non allo Stato), visto come un male necessario. Francia: la liberazione dellindividuo avviene attraverso la Rivoluzione del 1789 facendo appello allo Stato come portatore della sovranit popolare. Germania: il liberalismo si presenta come dottrina integrale rispetto allo Stato, con cui intrattiene una relazione organica. In ogni caso, il liberalismo nasce con lo scopo di garantire i diritti dellindividuo rispetto al potere politico. E la questione si concentra proprio sulla nozione di individuo.
15

Liberalismo
Luomo singolo, nella sua integrit psico-fisica, gode secondo il liberalismo di diritti originari e inalienabili, come: Il diritto alla libera espressione, che converge in forme libere e scelte di opinione pubblica e di associazionismo; Il diritto al controllo del governo, per evitare qualsiasi forma di usurpazione del potere: il governo devessere responsabile di fronte a istituzioni rappresentative; Il diritto alla libera impresa economica; La lotta contro loppressione clericale, a favore della laicit dello Stato e dellinsegnamento. Una volta definiti questi diritti fondamentali, si tratta di predisporre la loro conciliazione con i poteri generali: societ e Stato.
16

Liberalismo
Nessun liberale si oppone alla restrizione da parte dello Stato della libert individuale, ma a due condizioni: A) che venga massimizzata la sfera dellarbitrio, ovvero della scelta libera per ogni singolo uomo, in base a un principio di coesistenza che implica leguaglianza giuridica. B) che ogni restrizione della libert si affidi non allarbitrio o alla volont di uno, ma al diritto, ovvero alla legge come insieme di norme giuridiche generali valide per tutti. Una volta definite queste condizioni formali, i liberali si concentrano in particolare su due libert: 1) economica; 2) dei costumi. La prima quella pi nota e maggiormente caratterizzante: lo Stato deve comportarsi come un gendarme o, nel migliore dei casi, come un notaio, lasciando ai soggetti privati la libert nei conflitti con le parti, nella contrattazione, nella dinamica della libera concorrenza. La seconda riguarda invece la libert edonistica, nella ricerca del piacere e della felicit, e anche nelle scelte personali riguardo alla propria formazione ed educazione.
17

Liberalismo
Ci che in ogni caso il liberalismo rifiuta lidea di una volont generale, espressa da unIstituzione e sovraordinata rispetto alla volont individuale e dei gruppi. Perci, dal punto di vista filosofico il liberalismo si congiunge allempirismo, al nominalismo e al relativismo. Lo Stato infatti per il liberale solo due cose: a) governo; b) organizzazione politico-giuridica della forza. Lo Stato non mai portatore e realizzatore di un valore etico superiore, n si fa interprete di un ordine necessario e oggettivo. Lo Stato deve essere moralmente neutrale: lassolutizzazione di un metodo, non dei fini. Infatti, i fini, come contenuti di vita, sono sempre individuali.
18