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DANILO CARUSO

DONNE
DELLA
LIBERT

Aunque deje en el camino jirones de mi vida, yo s que ustedes


recogern mi nombre y lo llevarn como bandera a la victoria.
EVA PERN

DONNE DELLA LIBERT

INTRODUZIONE

uesto saggio nato dallidea di offrire in ununit


dinsieme un ciclo di miei scritti e studi dedicati a

personaggi femminili.
Lo scopo quello di dare lo spunto alla conoscenza di
personalit e contenuti di rilievo, purtroppo forse poco noti
oltre gli ambiti di cultori.
Si parte in questo percorso con il presentare la collocazione della donna nella grecit antica come figura di partenza di una fenomenologia di esempi che si evolve dialetticamente nei secoli per raggiungere la liberazione.
Questa esemplare dialettica dello spirito femminile vuol
rappresentare un modesto contributo al superamento
dellerronea problematica di genere.
Quello che stato oggetto di mie analisi e scrittura,
nella circoscrizione della scelta, scaturito da un genuino
interesse: gli exempla presentati non sono naturalmente esaustivi sotto il profilo dellestensione, ma nella loro intensione ben si innestano e figurano in questo piccolo cammino
di lettura e riflessione.

Danilo
Caruso

DONNE DELLA LIBERT

Danilo
Caruso

1. BREVE ANTROPOLOGIA
DEL DIVERSO NELLANTICA GRECIA

alvolta accennando alle pari opportunit viene ricordata lantichit greca in modo imperfetto e
approssimativo delineando paragoni sociologici che non contribuiscono a una
conoscenza storica corretta. La donna e
lo schiavo non stavano sullo stesso piano
socio-giuridico. Alla schiavit erano sottoposti sconfitti in guerra e non Greci: il
primo caso godeva di una giustificazione
pratica (chi perdeva diveniva propriet
del vincitore), il secondo invece si avvaleva di motivazioni pseudobiologiche (il
barbaro era per natura colui che possedeva ridotte facolt intellettive). Questa
visione biologica colpiva anche le donne
che erano ritenute di capacit mentali
inferiori agli uomini. Per via di questo
pregiudizio naturalistico la sorte femminile si accostava a quella dello schiavo
dato che erano concepiti come due esseri
cui faceva difetto in misura diversa il
possesso integrale della razionalit. I ridotti in schiavit erano alla stregua degli
animali domestici (senza nessun diritto).
Per fare un esempio chiarificatore: lo
schiavo incaricato dal padrone di commettere un dolo non era imputabile del
suo atto, lunico responsabile era il mandante. La situazione delle donne era differente. Avendo come riferimento il concetto di minorenne si pu dire che il loro
status era di perpetua minorit, e non
dava perci adito a diritti di maggiorenni

maschi. Ma non per questo erano ignorate dalle leggi. La famiglia doveva infatti
avere un titolare maschio e alle varie evenienze si doveva sopperire necessariamente (fino al caso limite delladozione di
un tutore). Un ruolo in cui le donne avevano rilevanza quello del sacerdozio:
una sacerdotessa poteva addirittura accedere a teatro con posto riservato, la
qual cosa era in assoluto interdetta alla
restante popolazione femminile (anche
come attrici: le loro parti erano interpretate da uomini). Un altro ambito in cui
avevano considerazione era quello dei riti
funebri: solo loro, dispensatrici di vita,
potevano accostarsi allimpurit di un
cadavere e curarsi della sua preparazione
per il funerale, affrontando il lato finale
della morte. Questo accadeva ad Atene,
mentre a Sparta a causa del costante impegno militare dei maschi erano maturati
notevoli spazi di autonomia. Platone,
ammiratore dellordinamento spartano,
ne La Repubblica prospett la liberazione dai pregiudizi di sorta e parl di istruzione anche per le fanciulle e di accesso al mondo della politica in quanto le
donne come appartenenti al genere umano partecipavano della razionalit nello
stesso grado degli uomini. Il commediografo Aristofane ne Le donne allassemblea mise in scena un colpo di Stato al
femminile ambientato nellantica Atene
la cui dimensione comica molto indica-

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nellesposizione di Aristofane una giustificazione della per noi normalit sessuale (e non viceversa una giustificazione
del vizio greco), mai nessun governo
romano, ateniese, o spartano ha mai
elaborato una norma che parificasse una
unione di fatto tra omosessuali al normale matrimonio tra persone di diverso sesso. Eppure i Greci ritenevano la per noi
inversione un fenomeno molto significativo. La sostanza del loro ragionamento
trovava una base nel fatto di distinguere
il matrimonio vero (con la facolt data
della procreazione) da unaltra cosa che
matrimonio non era (la famiglia normale,
diceva Aristotele, una societ naturale): linguisticamente il matrimonio greco
( ) prevedeva un (sposo) e
una (sposa); il termine latino
matrimonium derivato da mater
(madre), naturalmente impossibile che
in una coppia omosessuale qualcuno/a
divenga madre.

tiva. Nel divino il femminile si svuotava


dei suoi aspetti sostanziali per diventare
unicamente questione di forma. Una dea
non aveva i presunti limiti intellettivi di
una donna, ne manteneva le connotazioni
esteriori e vari tratti, ma diveniva un dio
al femminile. Nonostante il clima di emarginazione la grecit antica ha dato
testimonianza di alcune donne di grandi
qualit: vale la pena menzionare la poetessa Saffo che Platone, non a torto, defin la decima Musa. Nella visione antica
le pratiche omosessuali (si vedano i tiasi,
le scuole militari spartane, Atene, etc.)
erano un fenomeno attinente alla sfera
spirituale dellindividuo, non a quella
biologica: lunione di due persone di analogo sesso era qualcosa che si svolgeva al
di l dellordine biologico, e il suo scopo
era appunto un presunto arricchimento
spirituale risultato di una particolare amicizia. Nonostante lomosessualit fosse
considerata una cosa normale (quasi naturale) dai Greci, a tal punto che quello
che leggiamo nel Simposio di Platone

2.1. LA BALLATA DI MULAN

a ballata (di autore anonimo) che


narra la storia di Mulan la cui
reale esistenza non accertata
circoscrivibile ai tempi delle dinastie ci-

nesi settentrionali Wei (386-535) e Sui


(581-618). Funse da piano di proiezione e
coagulo di superstiti simili racconti, che
avevano una protagonista sulla falsa riga

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appartenente alla famiglia regnante e


del titolo offertole di generale. Alla fine in
seguito a un oracolo che prevedeva la dinastia imperiale al potere spodesta da
una donna col suo nome, scoperta la sua
identit femminile e ingiustamente accusata da calunniatori, al fine di rendere
manifesta la sua buona fede, si suicida.
Come Wei conosciuta in altre due leggende. La prima la dice nativa di Shangqiu e vissuta allepoca di Wen (primo
regnante Sui riunificatore della Cina). In
entrambe prende sempre il posto dellanziano padre nella chiamata alle armi per
resistere allinvasione. Nella prima cade
in combattimento e ottiene un appellativo (xiaolie) che onora il suo coraggio e la
pietas verso il genitore. Nella seconda,
ambientata durante la dinastia Sui, sostenuta dalle sue eccellenti qualit, raggiunge il rango di generale, per in conclusione rifiuta un ulteriore incarico di
governo da parte dellimperatore Yang
per fare ritorno al suo villaggio. Qui i
vecchi commilitoni scoprono che era una
donna. La notizia giunge al sovrano, il
quale la vorrebbe includere tra le sue
concubine: tuttavia lei contraria si suicida e riceve postumo lepiteto di xiaolie.
Tale filone sembra aver ispirato la ballata: lo dimostrerebbero le tangenze narrative. Proveniente dallabbiente famiglia
Ren la dipinge infine una versione depoca Tang (618-907) che la pone alla testa
di un esercito da lei arruolato con risorse
familiari, sedante una ribellione nella sua
regione. Dei secoli successivi sono altre
diverse rielaborazioni di varia natura
(che, va detto, misero pure in evidenza

di Mulan ma non necessariamente allo


stesso modo chiamata. Nellarco temporale 316-589 in cui la Cina non godette di
unit politica la letteratura delle regioni
nordiche, finite sotto il controllo di etnie
barbare, svilupp temi differenti rispetto
a quella meridionale: la figura femminile
socialmente pi autonoma e impegnata
aliment non solo il disorientamento della tradizionale visione dei ruoli ma anche
forme creative originali. Caso unico vista
la sua articolazione (ha cinque sequenze
dazione: vv. 1-16 / 17-32 / 33-42 / 43-58 /
59-62), ne esiste unelaborazione pi breve (44 versi) e diversa, forse precedente,
dispirazione confuciana. Il nome Mulan
( ) significa magnolia (letteralmente:
orchidea-di-legno; M: legno, ln: orchidea), e da Magnolia si present in Italia
in unantologia (curata da Giorgia Valensin) che aveva unintroduzione di Eugenio Montale il quale la menzionava. La
prima selezione specialistica di poesie cinesi pubblicata in Europa fu unedizione
tedesca del 1830; una seconda francese,
destinata a lettori pi comuni, fu stampata nel 1882 in lingua italiana. Esistono
tre varianti originarie del cognome della
nostra eroina: Wei, Ren, Zhu. Con
questultimo nota in una narrazione in
cui quattordicenne si sostituisce al vecchio genitore malato nellesercito (che
mirava a far fronte a uninvasione di nomadi barbari) travestendosi da uomo.
Potrebbe essere promossa grazie ai suoi
meriti per volere dellimperatore Tang
Tai Zong, ma rifiuta desiderosa di tornare a casa. Riceve comunque la possibilit
di fregiarsi del cognome Li originario

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piccoli aspetti erotici). In particolare un
dramma di Xu Wei (1521-1593) contribu
decisamente a far conoscere la nostra come Hua Mulan, causando labbandono
di tutti gli altri nomi e cognomi (hu vorrebbe dire fiore). Nel 1975 fu dato alle
stampe negli USA il romanzo di Maxine
Hong Kingston (n. 1940) La donna
guerriero a ella dedicato. Svariati anche
gli adattamenti cinematografici e televisivi. Film di produzione cinese: due muti
(27 e 28) cui hanno fatto seguito altri
(39, 51, 56, 57, 61), pi uno musicale
con Ivy Ling Po (n. 1939) del 64 e quello
del 2009 con Zhao Wei (n. 1976). Lattrice Zhang Ziyi (n. 1979) sarebbe dovuta
essere protagonista in una realizzazione
cinoamericana annunziata nel settembre 2010 arenatasi per mancanza di finanziamenti. Ancora cinese una serie
televisiva in 20 puntate andate in onda
su TVB nel 1998 con Mariane Chan (n.
1972), mentre a Taiwan lanno successivo
su CTV stata trasmessa una nuova serie
di 43 episodi con Anita Yuen (n. 1971).
Celeberrimo il film danimazione della
Disney del 1998, che ha avuto un sequel
nel 2004. Tra le curiosit degne di citazione sono: un cratere di Venere, del diametro di 24 km, che porta il nome di Hua
Mulan, e il fatto che le furono dedicati tre
templi a Yucheng, Bozhou e Huangpi,
citt che rivendicarono di averle dato i
natali. Gli spunti ideali offerti dalla ballata sono stati di volta in volta colti e valorizzati: la parit tra uomo e donna, il
patriottismo strumento di difesa del benessere collettivo e individuale. Sullo

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Caruso

sfondo di tutto uno dei temi canonici della letteratura cinese: lallontanamento
dalle persone care. Il sistema metrico di
una ballata popolare del genere ha solitamente versi di cinque o sette caratteri.
A ognuno di questi ultimi corrisponde
una parola avente nella pronunzia un
puntuale andamento sonoro. Esistono
quattro toni vocali: ascendente (si-re),
discendente-ascendente (la-sol-do), discendente (re-sol), piano (re). Gli otto
versi iniziali ricalcherebbero un comune
schema usato da poeti: i suoni onomatopeici del primo (, separati da un avverbio centrale) provenivano da canti in cui
una ragazza sospirava per via del suo sposalizio reso incerto. Luso del termine
Khan ( ) nel v. 10 riconduce alla dinastia Wei settentrionale: la grande chiamata alle armi ( ) potrebbe riferirsi a un momento delle iniziative di difesa
da trib nordiche condotte tra 424 e 451.
La triplice ripetizione di caratteri () tra
la fine dellundicesimo verso e il principio
del dodicesimo pu essere indizio della
contaminazione di pi fonti. Il richiamo
alle Montagne Nere ( ) del v. 26 molto probabilmente fa riferimento alla cima
pi orientale dei Monti Yin a est della
quale si trovano i Monti Yan (v. 28,
): la societ Wei settentrionale risent
della lingua dei Mongoli presso cui quella
serie montuosa era denominata Le diciassette montagne nere. I vv. 29-32 sembrano
essere un mero ossequio a una consuetudine letteraria.

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2.2. La ballata di Mulan


(versione in italiano a cura di Danilo Caruso)
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Un sospiro dopo laltro,


Mulan sta tessendo davanti alluscio.
Non si sente il rumore della spoletta,
solamente i sospiri della ragazza.
Le chiedi: Cosa pensi?.
Le chiedi: Di cosa hai nostalgia?.
Non penso a niente,
non ho nostalgia di nulla.
La notte scorsa ho visto le insegne,
il Khan sta arruolando una grande forza,
la lista dei soldati occupa una dozzina di rotoli,
e in ognuno il nome di mio padre.
Non c un figlio adulto per lui,
Mulan non ha un fratello pi grande.
Andr a comprare un cavallo e una sella
per combattere al posto di mio padre.
Al mercato dellest compr un eccellente destriero,
al mercato dellovest compr una sella completa,
al mercato del sud compr le briglie,
al mercato del nord compr una lunga frusta.
Allalba salut i genitori,
allimbrunire si accamp vicino al fiume Giallo.
Non ascoltava pi la voce chiamante di suo padre e sua madre,
sentiva solo lacqua fluente del fiume [ , suoni onomatopeici aggiuntivi].
Allalba abbandon il fiume Giallo,
al crepuscolo ripos sulle Montagne Nere.

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Non ascoltava pi la voce chiamante di suo padre e sua madre,


sentiva solo il fragore dei cavalieri nemici sulle Montagne Yan [ , suoni onomatopeici aggiuntivi].
Le truppe in guerra percorsero grandi distanze,
attraversarono passaggi di montagna come se stessero volando.
Le raffiche della tramontana portavano il segnale dellora fatto dalle sentinelle
notturne,
alla luce della luna [ , letteralmente luce fredda] brillavano le armature.
Generali morirono in tante battaglie,
guerrieri coraggiosi fecero ritorno a casa dopo dieci anni.
Al loro ritorno furono ricevuti dal Figlio del Cielo
che sedeva nella sala degli splendori.
Si concessero dodici promozioni,
grandi ricompense si assegnarono a migliaia di uomini valorosi.
Il Khan chiese a Mulan cosa desiderasse.
Non ho bisogno di un incarico di governo,
desidero una bestia per cavalcare leggermente
e tornare finalmente al mio villaggio.
Quando i genitori udirono la figlia ritornare
uscirono ad accoglierla fuori delle mura del villaggio appoggiandosi fra di loro.
Quando la sorella maggiore la sent avvicinarsi
si trucc di rosso [colore simboleggiante per i Cinesi sorte favorevole e vitalit] e
laspett davanti alla porta.
Quando il fratello minore la sent avvicinarsi
affil il coltello per uccidere maiali e capre.
Apro la porta della mia camera orientale,
siedo sul mio letto nella camera occidentale.
Mi tolgo larmatura che portavo in battaglia
e mi metto i vestiti del tempo passato.
Vicino alla finestra si accomod i capelli,
davanti allo specchio si adorn con un impasto di fiori gialli.
Lei usc fuori della porta e vide i suoi camerati
che rimasero tutti stupiti e perplessi:
Dodici anni siamo stati insieme nellesercito
e nessuno sapeva che Mulan fosse una ragazza.
Le zampe del coniglio maschio saltellano su e gi,
mentre il coniglio femmina ha occhi confusi e sconcertati.
Quando due conigli corrono lungo la terra,
come puoi capire se io sono maschio o femmina?

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3. IPAZIA, UNA DONNA MODERNA


andato anche nelle sale cinematografiche italiane il film Agor dedicato alla storia di Ipazia (figlia del
matematico Teone), filosofa neoplatonica
e scienziata (invent laerometro, lastrolabio, lidroscopio, il planisfero), ignominiosamente uccisa a 45 anni da integralisti sedicenti cristiani nel 415 d.C. ad Alessandria dEgitto allinterno di una chiesa
dopo avercela portata a forza: tantum
malorum potuit suadere religio. La religiosit, che umana vocazione naturale,
nel momento in cui si converte in nevrosi
(ossessiva) diviene peggiore delloppio
dei popoli, diventa un veleno che distrugge pure chi vuol servirsene. LImpero romano dei tempi di Ipazia era in avanzata e forte crisi (demografica e spirituale). I Romani intuirono a suo tempo
la pericolosit sociale del Cristianesimo: le persecuzioni dei cristiani vanno
viste nellottica della guerra preventiva
(a loro gi nota). Ipazia rimane vittima
ingiustificata ricorda lIfigenia lucreziana dellintegralismo che si opponeva
al liberalismo politeista pagano. Nemmeno gli Ebrei attirarono su di loro
unazione repressiva quale quella subita
dai seguaci di Cristo: accadde che il Vangelo si radic e diffuse come lo stoicismo e
lepicureismo durante lEllenismo. Il volerlo imporre a tutti, costi quel che costi,
non fu opera di evangelizzazione: convertire poi con la forza e per mezzo di leggi
signific solo usare una forma di violenza.
La crisi spirituale pi che a un risana-

mento port alla radicalizzazione dello


scontro cristiani-pagani: il Cristianesimo
fagocit la filosofia, che non aveva ucciso
nessuno, dando un colpo mortale allimpero che si era poggiato su un sistema sociale pi libero. La colpa di tutto ci non
sta naturalmente nel Messaggio evangelico (che un messaggio universale damore e di pace), risiede nel progetto non
condivisibile di voler accompagnare
qualsiasi monoteismo con un impianto
totalitario. Piegare il Vangelo a questa
logica produsse un ulteriore elemento di
disgregazione. La difesa preventiva dei
Romani non era di natura religiosa: si
pu parlare di repressione di culti socialmente pericolosi. Il Cristianesimo
vinse, ma dalla filosofia prese solo gli
strumenti concettuali (nella filosofia ebraica alessandrina si ritrovano i prodromi della teologia cattolica). Ges Cristo non avrebbe voluto tutto questo, se
fosse rimasto personalmente in terra, e
del resto anche lui fu vittima di quello
stesso integralismo, stavolta allinterno
dellEbraismo. Bisogna distinguere nella
storia della Chiesa, cos come in qualsiasi
storia, aspetti positivi e aspetti negativi:
tutto quello che va da Ipazia a Giordano
Bruno e oltre non pu che essere condannato. Le persecuzioni dellinquisizione
qualcuno stima le vittime in dieci milioni,
di cui nove solamente le streghe si configurano come crimini contro lumanit: non importa lestensione, questione
di qualit del reato. Queste cose non si

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zionale avversione persino i libri delle biblioteche, e dunque la cultura, la civilt,


il progresso. Ispiratore del delitto il vescovo antisemita Cirillo (successivamente
canonizzato); un altro vescovo, invece,
Sinesio, rimase devoto e riconoscente ex
allievo ipaziano. Come non accostarla
daltro canto, per instaurare un nuovo
paragone, al servo di Dio Padre Pino Puglisi. La Grazia di Dio, che agisce ovunque e in modi misteriosi, li avr accolti
entrambi nel paradiso dei beati: con parole cariche di pathos, nella rappresentazione scenica Il sogno di Ipazia (pregevole
opera di Massimo Vincenzi), ella interpretata magistralmente da Francesca
Bianco (con lottima regia di Carlo Emilio Lerici) ci dice: E non voltatevi mai
indietro a vedere il mio corpo che brucia.
Il pensiero non brucia. Io adesso voglio
solo salire sul tetto della mia casa a guardare le stelle. Mio padre lass che mi
aspetta. Lo so.; nessuno potr mai cancellare limmagine divina dal creato: arde
sempre la fiamma della verit. Ipazia
merita, pi che per nemesi, quellespressione agostiniana delle Confessiones: bellezza cos antica e cos nuova.

possono cancellare, ma in questa storia ci


sono pure particolari e splendide figure di
santi, e non dobbiamo accantonare soprattutto Ges Cristo che morto, come
Ipazia, per testimoniare la verit. Gli integralisti di allora erano solo integralisti,
non meritano di essere chiamati cristiani.
La Chiesa medievale garant la prosecuzione della civilt occidentale e in primis
del Cristianesimo positivo, e produsse
la conservazione del sapere di quel mondo
antico che aveva contribuito a demolire.
Nessuno perfetto. Limportante correggersi. Ipazia indubbiamente donna
moderna rispetto ai suoi tempi: definirla
donna doggi pare riduttivo. Va ben al di
l di unideale collocazione cronologica a
posteriori: la sua virt, il suo valore, le
sue eccezionali capacit la trasfigurano
nel patrimonio di crescita dellumanit.
Ella crede nella ragione, il linguaggio universale che Dio ha dato agli uomini, e
non viene meno alla sua missione di amore-per-il-sapere. Cade, martire, tra
quelli che hanno difeso la pacifica convivenza nelle diversit, a causa dellodio,
del settarismo, dellinvidia, mali che pretendevano di distruggere con la loro irra-

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4. ELEONORA DE FONSECA PIMENTEL

mmanuel Kant, alla vigilia della Rivoluzione francese, scriveva nel 1784:
LIlluminismo luscita delluomo
dallo stato di minorit che egli deve imputare a se stesso. Minorit lincapacit
di valersi del proprio intelletto senza la
guida di un altro. [] La pigrizia e la vilt sono le cause per cui tanta parte degli
uomini, dopo che la natura li ha da lungo
tempo fatti liberi da direzione estranea
(naturaliter maiorennes), rimangono ci
nondimeno volentieri per lintera vita
minorenni, per cui riesce facile agli altri
erigersi a loro tutori. [] Dopo di averli
in un primo tempo istupiditi come fossero
animali domestici e di avere con ogni cura impedito che queste pacifiche creature
osassero muovere un passo fuori della
carrozzina da bambini in cui li hanno imprigionati, in un secondo tempo mostrano a essi il pericolo che li minaccia qualora cercassero di camminare da soli. [] A
questo Illuminismo non occorre altro che
la libert, e la pi inoffensiva di tutte le
libert, quella cio di fare pubblico uso
della propria ragione in tutti i campi. La
Marchesa Eleonora de Fonseca Pimentel
incarn e testimoni nel secolo dei lumi
questa inarrestabile vocazione di crescita
della civilt che si riallacciava alla pi
pura e radicale ricerca-della-verit-e-dellafelicit da cui nellantichit greca era sorta la filosofia (occidentale). Nacque il 13
gennaio 1752 a Roma, allinterno di una
nobile famiglia portoghese, da Clemente e
Caterina Lopez. Assieme ai familiari si

trasfer nel 1760 a Napoli quando, interrottisi i rapporti diplomatici tra Stato
della Chiesa e Portogallo, per via della
cacciata dei Gesuiti dal territorio lusitano, i Portoghesi residenti furono espulsi
dai domini papali. Guidata da uno zio
abate si avvi agli studi umanisticoscientifici ed ebbe modo di conoscere e
frequentare personalit del mondo culturale napoletano del tempo, fra i quali
Francesco Vargas Macciucca mediante la
frequenza del cui salotto letterario entr
sedicenne nellAccademia dei filaleti
(=amanti-della-verit): nel 1768 entr pure nellaltra Accademia dellArcadia. Ricevette lapprezzamento da parte di Pietro Metastasio con cui manteneva una
corrispondenza, il quale aveva letto i suoi
esordi poetici iniziati nel 68 scrivendo un
epitalamio (Il tempio della gloria) dedicato a Ferdinando I di Borbone, re delle Due Sicilie, e a Maria Carolina
dAsburgo (sorella della futura regina di
Francia Maria Antonietta). Entrer in
contatto epistolare anche con Goethe e
Voltaire (che le compose un sonetto). In
questa prima fase filomonarchica la sua
poesia continuer a mettere in risalto tra
laltro personaggi e fatti legati alla casa
reale: ad esempio la nascita del principe
ereditario Carlo. Del 77 era invece il
Trionfo della verit dedicato al primo
ministro portoghese autore della prima
espulsione europea dei Gesuiti. Il 4 febbraio 1778 si un in matrimonio a un nobile, ufficiale delle truppe borboniche, di

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una ventina danni pi vecchio di lei, da
cui ebbe un figlio (Francesco) morto
prematuramente a otto mesi nel 79. La
madre dedic alla compianta memoria di
questo bambino i cinque Sonetti di Altidora Esperetusa [nome assunto allentrata nellArcadia] in morte del suo unico
figlio. Questo il terzo: Sola fra miei
pensier sovente i seggio, / e gli occhi gravi a lagrimar minchino, / quandecco, in
mezzo al pianto, a me vicino / improvviso
apparir il figlio i veggio. / Egli scherza, io
lo guato, e in lui vagheggio / gli usati
vezzi e i volto alabastrino; / ma come
certa son del suo destino, / non credo agli
occhi, e palpito, ed ondeggio. / Ed or la
mano stendo, or la ritiro, / e accendersi e
tremar mi sento il petto / finch il sangue
agitato al cor rifugge. / La dolce visione
allor sen fugge; / e senza chabbia dellerror diletto, / la mia perdita vera ognor
sospiro. Ottenne la legale separazione
coniugale dallautoritario Pasquale Tria
de Solis, a causa della cui violenza aveva
subito un aborto (evento cui dedic
unode elegiaca), nel 1786. Grazie alla sua
poetica celebrativa dei Borboni conquist
un incarico di bibliotecaria a corte, il che
le consent di superare i disagi in cui versava a seguito della divisione dal marito e
della morte del padre (nella cui casa era
tornata a vivere nel 1785). La soppressione della consuetudine della monarchia
borbonica, avvenuta nel 1788, di offrire
un tributo feudale annuo al romano pontefice, la spinse a scrivere, due anni pi in
l, con spirito di adesione al giurisdizionalismo una traduzione dal latino di
unopera dellabate Nicol Caravita (risa-

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lente al 1707 e messa allindice dalla


Chiesa nel 1710) in cui si sosteneva che lo
Stato non fosse obbligato ad atti di vassallaggio nei confronti del Papa: integrandola per mezzo di unintroduzione e
note di commento, la traduttrice esplicit
il proprio pensiero affermando che il
Regno non padronato, non primogenitura, non fedecommesso, non dote: il
Regno amministrazione e difesa dei diritti pubblici della nazione, conservazione
e difesa dei diritti privati di ciascun cittadino, e perci non poteva essere inserito in meccanismi superati dalla storia e
dalla giurisprudenza. Allorch scoppi la
Rivoluzione francese diffuse la costituzione del 91, e dopo la proclamazione
della repubblica, il 21 settembre 1792,
ebbe contatti con la delegazione transalpina in visita alla fine di quellanno nella
capitale borbonica (la flotta al cui seguito
aveva condotto una dimostrazione navale al largo di Napoli) al fine di conseguire
un riconoscimento internazionale del
nuovo assetto postmonarchico dello Stato. Ghigliottinato Luigi XVI il 21 gennaio 1793, in Europa si form unampia coalizione per muovere guerra alla Francia
repubblicana composta da Austria, Inghilterra, Prussia, Russia, Spagna e da
Stati italiani tra cui lo Stato pontificio e
il Regno delle Due Sicilie (entrato nel
conflitto il 12 luglio, il 6 giugno del 96
stipul una tregua). Le posizioni progressiste dei reali borbonici inaugurate dal
precedente re Carlo III e particolarmente
coltivate, sulla scia del giuseppinismo,
dalla regina Maria Carolina dAsburgo
(protettrice degli intellettuali illuministi

12

DONNE DELLA LIBERT


anche iscritti alla massoneria) avevano
lasciato il posto a una preventiva condotta di conservazione antirepubblicana. Tale indirizz trov la de Fonseca sul versante opposto, di chi aveva appreso le
notizie dOltralpe fiduciosamente con un
sentimento di partecipazione. Il 16 ottobre 1793 Maria Antonietta venne giustiziata. E nel maggio del 94 fall a Napoli
una cospirazione rivoluzionaria. Numerosi sospetti si addensarono su di lei: cosicch, perso il posto di bibliotecaria a corte
nel 1797, un anno pi tardi, il 5 ottobre, a
conclusione di una perquisizione domiciliare larrestarono, traducendola al carcere della Vicaria, per averla trovata in
possesso dellEnciclopedia curata da Diderot e DAlembert, e incolpandola di
partecipare e di dar luogo nella propria
abitazione a incontri sovversivi. Dalla
galera prov a mettersi in contatto con il
rappresentante diplomatico portoghese,
ma il tentativo non and in porto perch
scoperto
dallinquisizione
cattolica.
Nellagosto del 1798 si costitu una seconda coalizione internazionale antifrancese formata da Austria, Turchia, Regno
delle Due Sicilie e Russia. Pochi giorni
prima di Natale la corte borbonica, allarmata dallavvicinarsi dei Francesi
(impegnati militarmente in Italia gi dal
settembre del 92), dopo aver invaso i
Napoletani il 26 novembre la Repubblica
romana, si trasfer su una nave dellammiraglio Nelson a Palermo. La de Fonseca riottenne la libert (con tutti gli altri
carcerati di ogni risma) quando il proletariato napoletano (composto dai cosiddetti lazzari) si sollev nel gennaio

Danilo
Caruso

dellanno successivo, istigato dai monarchici e dagli ecclesiastici reazionari e poi


armato dal vicer Francesco Pignatelli
(secondo le istruzioni del re) per resistere
allinvasore giacobino e assal la prigione in cui era detenuta. Fu dunque ammessa nel comitato costituitosi a guida di
un progetto istituzionale repubblicano
appoggiato da borghesi e nobili progressisti che sollecitava lintervento militare
francese allo scopo di porre fine alla disordinata insurrezione popolare, la quale
aveva obbligato larcivescovo della capitale a consentire una processione delle
reliquie del santo patrono Gennaro, invocante protezione proprio dai Francesi in
arrivo. I quali, superando lesercito borbonico sotto il comando dellAustriaco
von Mack e la resistenza dei lazzari, giunsero a Napoli il 23, dopo che i repubblicani, fra cui la de Fonseca, tra il 19 e il 20
gennaio 1799 avevano preso la strategica
fortezza di SantElmo; di fronte al cui
spiazzo il 21, piantato lalbero della libert, fu solennemente proclamata la Repubblica Napoletana una ed indivisibile
(circostanza nella quale lei lesse nella
pubblica esultanza un suo Inno alla libert andato perso composto nel
corso della sua recente prigionia). Il 24 il
generale Championnet, che guidava i
Francesi, rese omaggio al patrono, che
si disse poi aveva fatto un miracolo
dapprovazione della loro presenza sciogliendo il suo sangue non appena questi
erano arrivati. La de Fonseca giudic inadeguato il disinteresse del nuovo governo verso tali risvolti religiosi degli eventi: non sostenne un abuso della credu-

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DONNE DELLA LIBERT


lit popolare di contro alla negativa critica illuministica della religione, bens lopportunit di innescare un meccanismo di
avvicinamento tra la base proletaria e la
nuova classe dirigente repubblicana favorito da una partecipazione personale di
questultima ai riti religiosi, che segnasse
una discontinuit con la tradizione di assenza del monarca alla processione del
patrono. Durante il periodo della repubblica diede vita al Monitore napoletano,
un periodico a stampa che diresse, di cui
furono pubblicati 35 numeri tra il 2 febbraio e l8 giugno del 99 (usciva di marted e di sabato), che fu un obiettivo e indipendente veicolo dinformazione sopra
le vicende della Repubblica partenopea.
Benedetto Croce cos si espresse al riguardo: Il Monitore va rapido e diritto,
tutto assorto nelle questioni essenziali ed
esistenziali, che si affollarono in quei pochi mesi, i quali, per intensit di vita,
valsero parecchi anni. Critica in merito
agli eccessi della Rivoluzione francese (il
cosiddetto Terrore), una delle sue aspirazioni fu quella di raggiungere a scopo pedagogico la base popolare ignorante e analfabeta (proponendo ad hoc luso del
dialetto), soggetta allazione di fattori
ambientali e processi sociali dellancien
rgime che producevano reazioni favorevoli ai sostenitori della monarchia, effetti
collaterali che a suo avviso erano da sradicare attraverso la diffusione di una corretta conoscenza degli avvenimenti. A
servizio di ci fu pure il suo sostegno a la
sua partecipazione al progetto della sala
distruzione pubblica (luogo e occasione di
discussione). Lei, che posteriormente alla

Danilo
Caruso

liberazione aveva voluto sopprimere la


preposizione nobiliare de dal proprio
cognome, nel Monitore in tal modo esprimeva la sua amareggiata riflessione:
Qual biasimevole contrasto opponete
ora Voi a vostri avoli de tempi del gran
Masaniello! Senza tanto lume di dottrine
e di esempj, quanti ora ne avete, di Napoli le mosse, proseguirono i vosti avoli,
insorsero da per tutto contra il dispotismo, gridarono la Repubblica, tentarono
stabilir la democrazia, e per solo ragionevole istinto reclamarono i diritti dellUomo. Ora proclamano luguaglianza, e la
democrazia i nobili, la sdegnano le popolazioni!. Quasi tutti i soldati francesi
presenti sul territorio napoletano nel
maggio del 99 furono costretti dal contesto delle movimentate vicende di quellepoca a spostarsi in Alta Italia, di fatto
abbandonando lappena nata repubblica
alla sua debolezza. Infatti di l a poco,
sostenute dallazione inglese di bombardamento navale costiero, sopraggiunsero
nella capitale il 13 giugno le rozze e selvagge milizie di popolo denominate esercito della santa fede raccolte dal cardinale mostro (come lo defin la de Fonseca) Fabrizio Ruffo di Bagnara che era
stato incaricato di riprendere il controllo
dei domini continentali. Alla marchesa
repubblicana, che aveva trovato riparo a
Castel SantElmo, si era prospettata la
possibilit dellesilio: tuttavia col ritorno
del governo dei Borboni (che avevano
avuto modo di avere fra le mani il suo
periodico) a luglio la parola data, pure
nei confronti di altri al momento della
resa dei repubblicani, non fu mantenuta,

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DONNE DELLA LIBERT

Danilo
Caruso

dubbio gusto: A signora onna Lionora /


che cantava ncopp o triato [=sopra il
teatro], / mo abballa mmiez o Mercato.
/ Viva o papa santo / chha mannato e
cannuncine / pe cacci li giacubine. / Viva a forca e Mastu Dunato! /
SantAntonio [scelto patrono alternativo
al filofrancese san Gennaro] sia priato
[=pregato]!; versi ai quali replic il cantante Eugenio Bennato, due secoli dopo,
con un brano dal titolo Donna Eleonora. La salma fu infine tumulata in una
vicina chiesa intitolata a Santa Maria di
Costantinopoli, che verr successivamente abbattuta facendo cos perdere le tracce dei suoi resti. Vincenzo Cuoco la ricord con parole di esaltazione nel suo Saggio storico sulla rivoluzione napoletana
del 1799. del 1986 un romanzo di Vincenzo Striano, Il resto di niente, da cui
stato tratto un film (2004), a lei dedicato. Ferdinando I dispose nel 1803 la distruzione di tutti gli atti dei processi contro i repubblicani del 99, processi tramite i quali furono attuate 121 esecuzioni
capitali.

eccettuati i Francesi, a causa dellammiraglio Nelson e degli Inglesi che li appoggiavano (primo ministro borbonico era
ormai da qualche anno John Acton). E,
con questi, venne incarcerata: fu prelevata dalla nave che lavrebbe portata in
salvo. Nel processo intentatole fu emessa
a suo carico il 17 agosto una sentenza di
condanna allimpiccagione per tradimento, di cui ella chiese iusto iure (di nobilt, riconosciuto nel 1778), che le fu indebitamente negato la commutazione della forma in decapitazione mediante scure.
Intorno alle 14:00 del 20 agosto nella
piazza del mercato di Napoli, preso un caff e dette le parole di Enea Forsan et
haec olim meminisse iuvabit (Forse un
giorno far piacere ricordare anche questi
avvenimenti; Eneide I, 203), sal sul patibolo dove fu uccisa ultima insieme ad
altri sette condannati (tra cui un principe, un duca, un vescovo e un sacerdote
semplice). Il suo cadavere rimase esposto
fino a sera al macabro scherno della bestiale ignoranza dei pi, i quali avrebbero
preteso che prima di morire inneggiasse
al re e da cui provengono questi versi di

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DONNE DELLA LIBERT

Danilo
Caruso

5. SIMONE WEIL

imone Weil ebbe la ventura da viva


di essere quasi unicamente conosciuta per i tratti caratteriali della sua
ferma coerenza di principi pratici. La sua
profonda e significativa figura salita
alla ribalta per le opere a partire dal secondo dopoguerra. Nacque da una famiglia benestante di origine ebrea il 3 febbraio 1909 a Parigi (ebbe un fratello affermato matematico). Gi allepoca del
liceo mostr uninclinazione alla ricerca
filosofica. Studi allcole normale suprieure: fu allieva dei filosofi Emile Chartier (Alain) e Ren Le Senne; dopo la laurea insegn filosofia alle scuole superiori
femminili (1931-38). Per via del suo impegno in dimostrazioni antitotalitarie fu
sottoposta a spostamento di cattedra.
Come insegnante si mostr aperta alle
esigenze delle studentesse, lavorando gratuitamente pi del dovuto e rimettendoci
del proprio. Riguardo a un efficace apprendimento teorizz i primati della disinteressata-attenzione-verso-loggettodi-studio e del piacere-della-conoscenza.
Le basi della sua analisi filosofica si impiantano nella cornice di uno spiritualismo che dava risalto al concetto di volont (effort, sforzo). Il suo pensiero attravers due momenti di sviluppo: il primo, che risentiva del clima storico della
Rivoluzione bolscevica, fu caratterizzato
pi da interessi politico-sociali, quello
successivo fu connotato da unimpronta
mistico-religiosa. La sua matrice politica
iniziale fu di sinistra radicale (ospiter

Trotzkij profugo, e non prender mai la


tessera di alcun partito). Riallacciandosi
fortemente allinsieme sociale di provenienza cerc di mettere in atto le sue idee
con la personale condotta, trascurando la
pubblicazione di opere in vita (diede alle
stampe degli articoli, firmandosi con uno
pseudonimo, e poche poesie; tutto il corpus weiliano sar pubblicato postumo). Il
suo spirito di carit la port a lasciare
temporaneamente la carriera dinsegnante, sollecitata dalla sua volont di condividere la vita proletaria operaia, e cos
nel 34 entr in uno stabilimento Renault, abbandonato lanno successivo,
dopo otto mesi, a causa di una pleurite
(fece la fresatrice): in quel periodo devolse il grosso dei suoi guadagni ai disoccupati. Da quellesperienza prese forma il
saggio Riflessioni sulle cause della libert e delloppressione. Secondo lautrice
nel sistema capitalista lorigine delle sperequazioni sta pi al di l della questione
della propriet: sta nella dicotomia lavoro intellettuale / lavoro manuale. Il
lavoro non viene pi eseguito con la coscienza orgogliosa di essere utile, ma con
il sentimento umiliante e angosciante di
possedere un privilegio concesso da un
favore passeggero della sorte. Laspetto
settoriale della produzione provoca lasservimento a questo tipo dorganizzazione e fa smarrire alluomo la sua specifica dimensione complessiva nel frazionamento specialistico. Bench secondo lei
non sia possibile raggiungere unassoluta

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DONNE DELLA LIBERT


liberazione, lideale della libert il termine cui tendere asintoticamente: linconsapevolezza individuale e lappiattimento generale, che maturano in seguito alla presenza di poderosi apparati produttivi anche in quelle societ in cui intervenuta una modificazione rivoluzionaria, possono essere contrastati dallintento di riavvicinare e combinare le mansioni creative e quelle di attuazione, e contemporaneamente ponendo il ruolo del
lavoro alla base del vivere umano. Elementi di questa analisi hanno anticipato
contenuti del sindacalismo unitario della
Repubblica sociale italiana e del pensiero
di Herbert Marcuse (Luomo a una dimensione). Lessere umano vive una
scissione interiore in cui i lati spirituali e
intellettuali sono alienati provocando disagio. La Weil sottolinea la soggettivit
delluomo, che deve essere rivitalizzata di
fronte al suo stato passivo funzionale;
perci ella rivolse anche delle obiezioni ai
gruppi marxisti, patrocinatori di una rivoluzione inautentica e di uno Stato antidemocratico, e a chi ambiva a un cambiamento non preceduto da un intenso
impegno pratico a migliorare le cose. Pur
essendo pacifista prese parte nel 36 alla
guerra civile spagnola al servizio dellanarchica Colonna Durruti (rimasta ustionata
a un piede dovette far ritorno in patria).
La svolta in direzione di un interesse mistico-esistenziale risale al 37, quando allarg lorizzonte del suo pensiero alla fede
nel Cristianesimo cattolico: non sufficiente la sola volont umana a risanare la
frattura tra realt concreta e realt ideale, la passione di Cristo ricompone tutto.

Danilo
Caruso

Ella per sino alla fine mantenne una


prospettiva speculativa di apertura universalistica verso le altre religioni, non
escluse dal contatto della Grazia, e rifiut
lidea del battesimo, e di entrare nel corpo della Chiesa, che accusava di essere
stata nei secoli un sistema di potere totalitario e persecutorio, che nella sua rigida
circoscrizione lascia fuori della prospettiva della salvezza una considerevole parte
di storia e di umanit. Il problema della
fede non si pone affatto. Finch un essere
umano non stato conquistato da Dio,
non pu avere fede, ma solo una semplice
credenza; e che egli abbia o no una simile
credenza, non ha nessuna importanza:
infatti arriver alla fede anche attraverso
lincredulit. La sola scelta che si pone
alluomo quella di legare o meno il proprio amore alle cose di quaggi. Nella
visione omerica della guerra (LIliade o
il poema della forza, manoscritto del
39) la filosofa francese rileva un sentimento di equanimit nei confronti dei
contendenti, sentimento che attribuisce
allintera Grecit. Questa societ antica
al cospetto della pulsione distruttiva, generatrice di lutti e rovine, replicava con
le eccellenze dellanimo (le virt). Simone
Weil ricollega, tramite il comune spirito
di piet davanti alla sorte umana, tale
schema al Cristianesimo, in cui la subordinazione alla forza, che sfugge al controllo delluomo, combattuta dallazione della Grazia. Lumanit stata e rimane indistintamente vittima della violenza, tuttavia peggiore linfelicit causata dalla percezione del necessario allontanamento di Dio dal creato per dargli

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DONNE DELLA LIBERT

Danilo
Caruso

rapporto tra Dio e lamore, e il suo intervento salvifico, per mezzo della Grazia,
nella storia delluomo (che si aggiunge
alle virt). Scoppiata la seconda guerra
mondiale, dopo loccupazione tedesca della Francia, lasci Parigi e si trasfer a
Marsiglia: a causa della legislazione razziale della Repubblica di Vichy non pot
insegnare nelle scuole. Lavor alla raccolta delluva. Presa ripetutamente di mira
dalle forze dellordine sub vari interrogatori ma non larresto. Nel 42 con i familiari si trasfer negli USA, per poi prontamente ritornare in Inghilterra, spinta
dal suo desiderio di opporsi alle ideologie
totalitarie. Oper nel comitato France
libre. Mor per le complicazioni di una
tubercolosi il 24 agosto 1943 ad Ashford
dopo unesistenza di autentica partecipazione al disagio (soffriva di mal di testa e
praticava digiuni per solidariet). Altre
opere di Simone Weil: Cinque lettere a
uno studente, I catari e la civilt mediterranea, Il chicco di melagrana, Israele e i Gentili, Lamicizia pura,
Lamore di Dio, Lattesa di Dio,
Lombra e la grazia, La condizione
operaia, La conoscenza soprannaturale, La fonte greca, La Grecia e le intuizioni precristiane, La prima radice,
Lettera a un religioso, Lezioni di filosofia, Manifesto per la soppressione dei
partiti politici, Oppressione e libert,
Pensieri disordinati sullamore di Dio,
Primi scritti filosofici, Professione di
fede, Progetto di una formazione di infermiere di prima linea, Quaderni,
Sul colonialismo, Sulla scienza, Venezia salvata.

spazio di vita in quanto diverso da Lui.


Dio crea se stesso e si conosce perfettamente allo stesso modo in cui noi costruiamo e conosciamo miserevolmente
degli oggetti fuori di noi. Ma prima di
tutto Dio amore. Prima di tutto Dio
ama se stesso. Questamore, questamicizia in Dio la Trinit. Tra i termini uniti
da questa relazione di amore divino, c
qualcosa di pi che una vicinanza: c vicinanza infinita, identit. Ma a causa della creazione, dellincarnazione e della
passione, anche una distanza infinita.
La totalit dello spazio, la totalit del
tempo interpongono il loro spessore e
pongono una distanza infinita fra Dio e
Dio. In unottica impregnata dalleretico rifiuto cataro della realt materiale, la
scoperta dellapparente insignificanza
della storia, carica dei suoi mali, pu disorientare luomo, tuttavia in essa egli
pu trovare il luogo per procedere al disallontanamento dal divino, quella decreazione (presentante suggestioni eckhartiane, e induistiche da Il canto del beato)
in cui lio si annichilisce a vantaggio
dellingresso di Dio: amarLo e ritornare a
Lui sono gli scopi del progetto creativo
divino, essere nulla per essere al proprio
vero posto nel tutto. Poich Dio si manifesta nellordine naturale, la natura da
cui trae ispirazione larte pu essere veicolo di moralit nella testimonianza che
la presenza del bello d a favore dellattuabilit dellideale. La Weil individu il
fondatore del pensiero mistico in Occidente in Platone (Dio in Platone del
40) giudicandolo un precursore di punti
che saranno poi della teologia cristiana: il

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DONNE DELLA LIBERT

Danilo
Caruso

6.1. NOOR INAYAT KHAN

a storia dellimpavida principessa


Noor Inayat Khan, che lott contro la barbarie nazista, una fulgida pagina di impegno a difesa della libert e della giustizia. Pronipote dellultimo
re musulmano in India, nacque a Mosca,
al Cremlino, il primo gennaio 1914. Era
figlia di Hazrat Inayat Khan, un musicista e maestro religioso che era stato invitato alla corte dello Zar per far conoscere
il sufismo: una corrente mistica allinterno dellIslam che persegue lunione con
Dio (anche attraverso esperienze mistiche
stimolate dalla musica), lintrospezione
interiore e la separazione dalla mondanit. Sua madre, Meena Ray Baker, unAmericana del New Mexico, aveva conosciuto Hazrat negli USA: convertitasi
allIslamismo col nome di Begum Sharaia
Ameena, i due si sposarono a Londra nel
1913 (lei fu diseredata dai familiari che
non approvavano). Ebbe tre fratelli:
Claire, Vilayat, Hidayat. Nel 1916 la sua
famiglia si trasfer in Inghilterra e poi nel
1921 in Francia, nelle vicinanze di Parigi,
in una casa regalata da un ricco sostenitore olandese delle dottrine sufiche del
padre (morto il 5 febbraio 1927 dopo essere ritornato da pochi mesi in India).
Noor studi psicologia infantile alla Sorbona di Parigi, musica al conservatorio
imparando a suonare larpa e il pianoforte (compose delle opere musicali). Fu
scrittrice: collabor a riviste, autrice di
poesie, e racconti per bambini da leggere
su radio Parigi. Il suo libro Venti rac-

conti Jataka venne stampato in Inghilterra nel 39. In quellanno, con la sorella,
frequent un corso per diventare infermiera, e interruppe il suo fidanzamento
con un compagno del conservatorio poich il previsto matrimonio fu respinto dai
familiari. In seguito allinvasione nazista
nel 40, con la famiglia, tranne il fratello
Hidayat, lasci la Francia per lInghilterra. Di convinzioni pacifiste, ereditate
dal padre, decise tuttavia, assieme al fratello Vilayat (arruolatosi nella marina),
di partecipare alla lotta contro il nazismo. Il 19 novembre del 40 entr nella
Womens auxiliary air force assumendo il
nome di Nora Baker (divenne operatrice
di collegamento radiofonico con gli aerei
militari) e nel 43 nello Special operations
executive. Nonostante i suoi superiori non
la ritenessero perfettamente idonea a
unattivit in territorio nemico, per via
della conoscenza del francese e della perizia nella radiofonia nella notte tra il 16 e
il 17 giugno 43 fu, prima donna, paracadutata nella Francia occupata, col nome
in codice di Madeleine e con la falsa identit di Jeanne-Marie Regnier, per svolgere il compito di operatrice di radio clandestina nella rete dinformazione partigiana con sede nella zona di Parigi. Una
settimana dopo gli agenti di questa rete
cominciarono a essere tutti arrestati. La
principessa Noor pur rischiando decise di
non far ritorno in Inghilterra e di rimanere a sostenere da sola le operazioni radiofoniche. Il 13 ottobre a causa di uno

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Danilo
Caruso

omicidio rifer nel 58 che ella non mostr


segni di paura sino alla fine, mantenendo
un altissimo contegno, la sua ultima parola fu: Libert!. Non diede mai informazioni al nemico di nessun tipo. Fu uccisa assieme ad altre tre donne combattenti del SOE: Yolande Beekman, Eliana
Plewman,
Madeleine
Damerment
(questultima era stata paracadutata come lei dopo il suo arresto). I cadaveri furono inceneriti in un forno crematorio,
vicino al quale oggi una lapide rievoca
queste uccisioni. Le sono stati conferiti in
Inghilterra la Croce di san Giorgio (la pi
alta onorificenza civile, concessa solamente ad altre tre donne; gazzetta ufficiale inglese del 5-4-1949, qualche giorno
dopo mor la madre), la Menzione militare, e il cavalierato dellOrdine dellImpero
britannico (marzo 44); in Francia la Croce
di guerra 1939-1945. Ogni 14 luglio, anniversario della presa della Bastiglia, una
banda musicale militare la ricorda suonando davanti alla casa in cui trascorse la
giovinezza a Suresnes (dove stata apposta una lapide in sua memoria). ricordata inoltre nel monumento inglese a Valenay intitolato The Spirit of Partnership
nella lista di 104 agenti caduti, e da una
lapide alla Scuola di agricoltura di Grignon che recita: la mmoire de NOOR
INAYAT KHAN dite MADELEINE,
George Cross, Croix de guerre, Hrone de
la rsistance, 1914-1944..

spregevole tradimento venne catturata:


davanti allappartamento parigino in cui
alloggiava aveva notato un paio di uomini, essendo andati via dopo che si era
messa al riparo entr in casa dove per
lattendevano altri per arrestarla (le trovarono le trascrizioni annotate dei messaggi inviati e ricevuti, cosa fatta per
unistruzione mal interpretata: il che consent ai Tedeschi di mantenere in modo
fittizio lattivit al fine di prendere altri
agenti inviati). Durante il periodo di carcerazione a Parigi cerc di fuggire infruttuosamente due volte. La prima il giorno
stesso dellarresto: chiese di andare in bagno da dove senza manette fugg sul tetto
delledificio non trovando ulteriore via di
fuga; la seconda a fine novembre in collaborazione con altri due detenuti: evasi
dalle celle furono catturati. Essendosi rifiutata di sottoscrivere un impegno
donore a non tentare di scappare pi, il
27 novembre fu trasferita in un carcere
nei pressi di Karlsruhe, dove rimarr in
stato di isolamento, con mani e piedi legati fra di loro, fino al 12 settembre del
44. Portata nel campo di concentramento di Dachau fu uccisa il 13, dopo essere
stata violentemente picchiata, con un
colpo darma da fuoco alla nuca da un
ufficiale delle SS, Friedrich Wilhelm
Ruppert, poi condannato allimpiccagione dagli Alleati come criminale di guerra
nel maggio del 46. Un testimone del suo

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DONNE DELLA LIBERT

Danilo
Caruso

6.2. Il bufalo paziente


(dallopera letteraria della principessa Noor Inayat Khan)
sua mano. Ma nonostante tutto il bufalo
non emise nemmeno un mormorio, sebbene
le sue corna fossero forti e possenti. Ma un
giorno, mentre la scimmia era seduta sul
suo dorso, apparve una fata. Un grande
essere sei tu, o bufalo, disse, ma conosci
poco la tua forza. Le tue corna possono buttare gi gli alberi e le tue zampe potrebbero
frantumare le rocce. Leoni e tigri hanno
paura di avvicinarsi a te. La tua forza e la
tua bellezza sono conosciute in tutto il mondo, e tuttavia tu passeggi con una stupida
scimmia sulla schiena. Un colpo delle tue
corna la trapasserebbe e un colpo della tua
zampa la schiaccerebbe. Perch non la butti
a terra e la finisci con questo gioco?. Questa scimmia piccola, rispose il bufalo, e
la Natura non le ha dato molto cervello.
Perch dovrei punirla? Inoltre, perch dovrei farla soffrire soltanto perch io possa
essere felice?. A questo punto la fata sorrise e con la sua bacchetta magica scacci la
scimmia. E fece un incantesimo sul gran
bufalo cos che nessuno potesse pi farlo
soffrire, e da allora visse per sempre felice.

Un bufalo grande come un gigante con corna possenti si era addormentato sotto un
albero. Due occhietti birichini sbirciarono
attraverso i rami e una piccola scimmia
disse: Conosco un bufalo vecchio e buono,
che sta dormendo sotto lalbero, ma non ho
paura di lui n lui ha paura di me.. E
cos salt dal ramo sul dorso del bufalo. Il
bufalo apr gli occhi e vedendo la scimmia
che danzava sul suo fianco, li richiuse come
se sulla sua schiena ci fosse soltanto una
farfalla. La scimmia mascalzona tent allora un altro stratagemma. Saltando sulla
testa del bufalo tra le due grandi corna e afferrando le punte cominci a dondolarsi,
come se fosse su un albero. Ma il bufalo
non sbatteva neppure le palpebre. Che cosa
posso escogitare per far arrabbiare il mio
buon amico?, pensava. E mentre il bufalo
stava mangiando nel campo, calpestava
lerba ovunque lui pascolava. E il bufalo,
semplicemente and via. Un altro giorno la
scimmia birichina prese un bastone e con
quello colp le orecchie del bufalo poi, mentre lui stava passeggiando, si sedette sul suo
dorso come un eroe, tenendo il bastone nella

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DONNE DELLA LIBERT

Danilo
Caruso

7.1. A EVA PERN


Salve madonna dal biondo chignon,
benefattrice dei descamisados.
Parlavi dal balcone di Pern
alla gran folla di aficionados:

1
2
3
4

tutti rivolti in un coro amico.


Speranza di una popolazione,
dopo larcobaleno un nemico
oscuro ti strapp alla nazione.

5
6
7
8

Immenso della gente il dolore.


E il cielo divenne grigio, sordo:
pioggia, lacrime ormai era finita.

9
10
11

Nessuno allora pi gridava Evita.


Per la fiamma del tuo ricordo
accesa rimarr nel nostro cuore.

12
13
14

sonetto: rime ABAB ABAB ABC CBA


metro: endecasillabo

Ho composto questo sonetto nel 1998. Per un approfondimento storico sulla figura di
Evita e dellideologia del giustizialismo peronista rinvio a questi miei studi (i primi tre
pubblicati dalla testata editoriale romana InStoria: due sul mensile online e laltro sulla
rivista monografica a stampa; il quarto un mio saggio):
http://www.instoria.it/home/fondazione_eva_peron.htm
http://www.instoria.it/home/giustizialismo_peronista.htm
LA FONDAZIONE EVA PERN su InStoria (primavera 2012) - n. 17 InArgentina (pagg. 13-17)
LA MORTE DELLE IDEOLOGIE, Palermo dicembre 2011 (in questo merito: pagg.
21-30)
Qui mi limiter a integrare il testo delle sufficienti note esplicative.

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DONNE DELLA LIBERT

Danilo
Caruso

vv. 13-14 Con sentimento di affettuoso


rispetto gli Argentini sinceri e tutti quanti hanno ammirato e condividono il suo
ideale di giustizia sociale ricordano oggi
Evita.

v. 1 Evita (1919-1952) entrata nella


storia, non solo dellArgentina, come una
portabandiera degli umili (abanderada de
los humildes). Caratteristica tra le sue
pettinature quella con i capelli raccolti
sulla nuca.
v. 2 Durante le prime due presidenze di
Juan Domingo Pern (1946-55), la sua
fondazione stette al centro di unazione,
in parte anche internazionale, di sostegno
ai pi bisognosi.
vv. 3-5 Il balcone della Casa Rosada
(palazzo presidenziale a Buenos Aires)
rappresent un palcoscenico di suoi discorsi a cui interveniva una marea di gente acclamante.
v. 7 Il cosiddetto viaggio dellarcobaleno,
in Europa nel 1947, fu un giro ufficiale di
Eva Pern che tocc anche lItalia.
vv. 7-8 Hanno un particolare enjambement sintagmatico. Il nemico oscuro: il tumore allutero che ne caus la
morte.
vv. 10-11 Evita scomparve il 26 luglio,
periodo invernale nellemisfero australe.
v. 12 Questo verso si ricollega allaggettivo sordo del v. 10: non si udivano pi
le gioiose acclamazioni.

Nel sistema delle rime la quartina dapertura ha liniziale (chignon-Pern) che mostra la coppia presidenziale di fronte ai
descamisados-aficionados: altro accostamento che si fonde in maniera integrale
per divenire folla relazionato al precedente. Il passaggio dal 4 verso, ultimo di
questa quartina, al 5, primo della successiva, tramite i due punti dinterpunzione, dilata e rende lampiezza di questa
coralit di gente festosa. La seconda quartina ha coppie di rime differenti: una antitetica (amico-nemico), laltra analogica
(popolazione-nazione). La rima baciata dei
vv. 11-12 il perno concettuale delle due
terzine, in cui le altre (sordo-ricordo, dolore-cuore) compaiono a guisa di onde che si
irradiano in uno stagno, gettato un sasso,
allargandosi circolarmente e alla fine acquetandosi.

23

DONNE DELLA LIBERT

7.2. A Eva Pern


(versione in spagnolo a cura di Danilo Caruso)

Ave madonna del rubio moo,


bienhechora de los descamisados.
Hablabas desde el balcn de Pern
a la gran muchedumbre de aficionados:
todos dirigidos en un coro amisto.
Esperanza de una poblacin,
despus del arcoiris un enemigo
oscuro te arranc de la nacin.
Inmenso de la gente el dolor.
Y el cielo se volvi gris, sordo:
lluvia, lgrimas ya era acabada.
Nadie entonces ya gritaba Evita.
Pero la llama de tu recuerdo
encendida quedar en nuestro corazn.

24

Danilo
Caruso

Indice

Introduzione

pag. 1

1. Breve antropologia del diverso nellantica Grecia

pag. 2

2.1. La ballata di Mulan

pag. 3

2.2. La ballata di Mulan (versione in italiano a cura di Danilo Caruso)

pag. 7

3. Ipazia, una donna moderna

pag. 9

4. Eleonora de Fonseca Pimentel

pag. 11

5. Simone Weil

pag. 16

6.1. Noor Inayat Khan

pag. 19

6.2. Il bufalo paziente

pag. 21

7.1. A Eva Peron

pag. 22

7.2. A Eva Peron (versione in spagnolo)

pag. 24

Bibliografia dei brani tradotti contenuti nel saggio volti da autore diverso

Scritti di filosofia politica, La Nuova Italia, 1967


Simone Weil, Riflessioni sulle cause della libert e dell'oppressione sociale, a cura di
Giancarlo Gaeta, Adelphi 1983
Simone Weil, L'amore di Dio, traduzione di G. Bissaca e A. Cattabiani, Borla, Torino
1968
Simone Weil, L'ombra e la grazia, traduzione di F. Fortini, Bompiani, Milano 2002
http://www.movimentosufi.com/storie%20di%20NoorIlBufaloPazG64.htm

Palermo
settembre 2012