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Il Trono della Regina di Saba

ROMA 2012
Monumenta Orientalia
Ambasciata della Repubblica
dello Yemen in Italia
Museo Nazionale d`Arte Orientale
Giuseppe Tucci`
Ministero per i Beni
e le Attivit Culturali
Ministero degli Affari Esteri
Missione Archeologica
Italiana in Yemen
In ricordo di
Alessandro de Maigret
4
MOSTRA
IL TRONO DELLA REGINA DI SABA
Cultura e diplomazia tra Italia e Yemen. Le collezioni sudarabiche
del Museo Nazionale d`Arte Orientale Giuseppe Tucci`
10 ottobre 2012 - 13 gennaio 2013
A cura di
Sabina Antonini de Maigret, Paola D`Amore, Michael Jung
Organizzazione
Paola D`Amore, Michael Jung
in collaborazione con
Monumenta Orientalia
Allestimento
Progetto e direzione
Anna Maria Fossa
con la collaborazione di Lorenza Campanella
Realizzazione
Articolarte Srl
Montaggio e assistenza
Luino Filippi, Enrico Tron
Illuminotecnica
ControlSecurity Sistemi di Sicurezza srl
Apparato didattico
Sabina Antonini de Maigret, Loredana Costantini Biasini,
Lorenza Campanella, Lorenzo Costantini, Paola D`Amore,
Maria Adelaide Lala Comneno, Maria Rosa Lanfranchi,
Giovanni Mazzini, Patrizia di Mambro, Adnane Mokrani,
Michael Jung, Valentina Sagaria Rossi, Claudio Seccaroni,
Caterina Paola Venditti
con la collaborazione di
Matteo Manganaro
Conservazione
Maria Cristina Pace (materiale cartaceo)
Maria Gigliola Patrizi (lapideo e pittorico)
Rosanna Rosicarello (tessili)
Cartonaggio
Lucia Arceri
Elaborati grafici
Oscar Nalesini, Caterina Paola Venditti
Ricostruzione dei troni
Roberto Boccardelli
Fotografie
Archivio Fotografico Governatoriale dell`Eritrea (IsIAO)
Missione Archeologica Italiana in Yemen
Museo dell`Africa Italiana Fototeca (IsIAO)
Societ Geografica Italiana - Archivio Fotografico
Rosetta Messori - Roma
Servizio Didattico
Gabriella Manna
con la collaborazione di Enza Restivo
Laboratori e attivit didattiche
Serena Autiero, Armando Bramanti, Alessandro Ceccarelli
(Associazione Vidya - Arti e cultura dell`Asia)
Segreteria
Elisabetta Ciniglio, Gemma Morgione, Fabrizio Pica
Ufficio Stampa
Paola D`Amore, Laura Carlini
con la collaborazione di Monumenta Orientalia
Trasporto e assicurazione
Spedart Srl
Gondrand SpA
Elaborazione degli stampati
Editoriale Artemide Srl
Grafica
Lucio Barbazza
PRESTATORI
Archivio Centrale dello Stato - Roma
Biblioteca dell`Accademia dei Lincei e Corsiniana - Roma
Istituto Italiano per l`Africa e l`Oriente - Roma
Ministero degli Affari Esteri - Archivio storico - Roma
Museo Nazionale Preistorico Etnografico 'Luigi Pigorini - Roma
Societ Geografica Italiana - Roma
Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma -
Palazzo Massimo alle Terme - Roma
Sabina Antonini de Maigret
Graziella Fidotti Poladas
Lorenzo Costantini e Loredana Costantini Biasini
Lorenza Campanella
Claudio Seccaroni
Patricia Glee Smith
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Ministero per i Beni e le Attivit Culturali
UFFICIO DI GABINETTO
Adriano Rasi Caldogno (Capo di Gabinetto)
Mario Guarany (Vice Capo di Gabinetto)
S.E. Patrizio Fondi (Ministro plenipotenziario, Consigliere
diplomatico)
Monica Guidoni
DIREZIONE GENERALE PER LE ANTICHIT
Luigi Malnati (Direttore Generale)
Ambasciata della Repubblica dello Yemen
S.E. Khalid Abdulrahman Al-Akwa (Ambasciatore)
S.E. Omer Hussein Thebt Sabaa (Ministro Plenipotenziario)
Ilaria Gemma (Affari Culturali e Comunicazione)
Patrizia Rocco
Ilenia Sanz
Ministero degli Affari Esteri
Per il finanziamento e la realizzazione del Progetto Yemen 2012
DIREZIONE GENERALE PER GLI AFFARI POLITICI E DI SICUREZZA
S.E. Sandro De Bernardin (Ambasciatore)
S.E. Mario Boffo (Ministro Plenipotenziario)
Mauro Nardelli
Alfonsina Leo
Per la preziosa collaborazione nella realizzazione
del Progetto Yemen 2012
DIREZIONE GENERALE PER LA PROMOZIONE DEL SISTEMA PAESE
S.E. Maurizio Melani (Ambasciatore)
Serena Lippi (Consigliere)
Stefania Commegno
Ettore Janulardo
Unit di analisi, programmazione e documentazione
storico-diplomatica
Stefania Ruggeri
Associazione di Amicizia Italo-Yemenita
Alberto Angelici
Missione Archeologica Italiana in Yemen
Sabina Antonini de Maigret
Societ Geografica Italiana
Franco Salvatori (Presidente)
Marina Scionti
Margherita Martelli
Nadia Fusco
Istituto Italiano per lAfrica e lOriente
S.E. Antonio Armellini (Ambasciatore)
Antonella Martellucci
Alessandra Lazzari
Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini
Luigi La Rocca (Soprintendente)
Egidio Cossa
Luciana Rossi
Francesca Quarato
Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III - Napoli
Silvana Casale (Curatore Fondo Aosta)
Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma
Mariarosaria Barbera (Soprintendente)
Tiziana Ceccarini
Rita Paris
Museo Nazionale dArte Orientale Giuseppe Tucci
Associazione Vidy Sas
Patrizia Alloggia
Laura Giuliano
Giovanna Iacono
Biblioteca del Pontificio Istituto di Studi Arabi e dIslamistica
Silvia Quercetti
Cristina Cerbara
Biblioteca dellAccademia dei Lincei e Corsiniana
Marco Guarda (Direttore)
Valentina Sagaria Rossi
Istituto per lOriente - Roma
Fabio Pietro Barbaro
Claudio Lo Jacono
Comune di Volpago del Montello (TV)
Elena Fregolent (Responsabile del Servizio Cultura e Sport)
Veneto Banca - Montebelluna (TV)
Valentina Gatto (Comunicazione istituzionale)
Archivio Centrale dello Stato
Agostino Attanasio (Soprintendente)
Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro
Antonella Di Giovanni
Anna Valeria Jervis
ENEA - Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, lenergia e
lo sviluppo economico sostenibile
Nicola Lisi
Archivio di Stato di Milano
Mariagrazia Carlone
Monumenta Orientalia
Roberto Paparatti
Ester Lopardo
e inoltre
Alfonso Archi
Jean Pierre Haldi
Giuseppe Lami
Maria Amalia Mastelloni
Cornelia Moise
Marino Parolin
Carlo Pioli
Christopher Smith
Gianna Tonelli Kirsten
Massimo Visentin
RINGRAZIAMENTI
IL TRONO DELLA REGINA DI SABA
Cultura e diplomazia tra Italia e Yemen
La Collezione sudarabica
del Museo Nazionale d`Arte Orientale
a cura di
Sabina Antonini de Maigret
Paola D`Amore - Michael Jung
MUSEO NAZIONALE D`ARTE ORIENTALE
GIUSEPPE TUCCI`
8
Copyright 2012
Editoriale Artemide Srl
Via Angelo Bargoni, 8
00153 Roma
Tel. 06.45493446
Tel./Fax 06.45441995
editoriale.artemide@fastwebnet.it
www.artemide-edizioni.com
Copyright 2012
per i testi Autori
Segreteria di redazione
Antonella Iolandi
Impaginazione
Monica Savelli
Copertina
Lucio Barbazza
In copertina
Statuetta di donna seduta (cat. n. 87)
sullo sfondo: Porta in miniatura (cat. n. 124)
Retro di copertina
Frammento di bassorilievo su tre registri con toro,
stambecco ed iscrizione (cat. n. 117)
Ufficio stampa
Marco Innocente Furina
Stampa
Petruzzi Stampa- Citt di Castello(PG)
ISBN 978-88-7575-160-9
CATALOGO a cura di
Sabina Antonini de Maigret, Paola D`Amore, Michael Jung
Testi
Paola Aloisio, Alberto Angelici, Sabina Antonini de Maigret,
Loredana Costantini Biasini, Mario Boffo, Lorenza Campanella,
Lorenzo Costantini, Paola Ciafardoni, Paola D`Amore,
Alessandro de Maigret, Barbara Davidde Petriaggi,
Cristina Delvecchio, Gabriella Di Flumeri, Patrizia di Mambro,
Vincenzo Francaviglia Romeo, Ettore Janulardo, Michael Jung,
Angelo Impagliazzo, Maria Adelaide Lala Comneno,
Matteo Manganaro, Gabriella Manna, Giovanni Mazzini,
Gaetano Messineo, Cornelia Moise, Adnane Mokrani,
Gemma Morgione, Oscar Nalesini, Roberto Petriaggi,
Fabrizio Pica, Claudio Seccaroni, Claudia Tavolieri,
Micaela Vitale, Francesca Zagari
Schede
Sabina Antonini de Maigret (SA)
Loredana Biasini Costantini (LBC)
Lorenzo Costantini (LC)
Paola D`Amore (PDA)
Barbara Davidde Petriaggi (BDP)
Cristina Delvecchio (CD)
Graziella Fidotti Poladas (GFP)
Nadia Fusco (NF)
Michael Jung (MJ)
Vincenzo Ippolito (VI)
Giovanni Mazzini (GM)
Marina Scionti (MS)
Fotografie
Paolo Ferroni con la collaborazione di Virginia Vitozzi (Archivio
MNAO - cat. nn. 1, 33, 45, 47-87, 89-121, 123-128a-b, 133-134))
Gino Biagiotti (cat. nn. 44, 46, 88, 122) (Archivio MNAO)
Sabina Antonini de Maigret
Marco Di Bella
Giuseppe Lami (cat. nn. 24, 25, 129a-f, 130-132, 135-165)
Angelo Latronico (Opificio delle Pietre Dure - Firenze)
Antonio Quattrone (Opificio delle Pietre Dure - Firenze)
Cornelia Moise
Vincenzo Francaviglia Romeo
Angelo Impagliazzo
Michael Jung
Lorenzo Costantini
Khayran al-Zubaydi
Christian Robin
Umberto Scerrato
Michele Bartoloni
Archivio di Stato di Milano - Fondo Respighi
Archivio Fotografico IsIAO
Archivio Fotografico Governatoriale dell`Eritrea (IsIAO)
Biblioteca Nazionale di Napoli
Maritiem Museum Rotterdam
Missione Archeologica Italiana in Yemen
Museo Biblioteca dell`Attore di Genova - Fondo Fersen
Museo dell`Africa Italiana Fototeca (IsIAO)
Societ Geografica Italiana
St. Antony College, Middle East Centre Archive, Oxford
Chester Beatty Library, Dublino
Copyright Rosetta Messori per le foto di pag. 2-3, 6, 20
Elaborati grafici
Caterina Paola Venditti
Illustrazioni delle prime pagine
pagg. 2-3: R. Messori, an, la Grande Moschea
pag. 6: Regina di Saba (vedi pag, 198)
pag. 12: R. Messori, an
pag. 14: L. Luzzati, Salomone e la Regina di Saba (vedi pag. 207)
pag. 16: Frammento con palma (vedi cat. n. 118)
pag. 18: Frammento con bucrani (vedi cat. n. 114)
pag. 20: R. Messori, Yemen
pag. 22: Rilievo com testa maschile (vedi cat. n. 120)
pag. 24: Fotogrammi (1970) di Tonino Delli Colli,
dal film documentario di Pier Paolo Pasolini
Le mura di an (in forma di appello allUNESCO) (1971)
PRESENTAZIONI
CULTURA E DIPLOMAZIA TRA ITALIA E YEMEN
26 Il trattato di amicizia e di relazioni economiche tra l`Italia e lo Yemen del 1926
nella relazione di S.E. il Cavalier Jacopo Gasparini
Gabriella Manna
31 La collezione sudarabica del Museo Nazionale d`Arte Orientale Giuseppe Tucci` tra politica e collezionismo
Paola DAmore
37 Esploratori, geografi, letterati, collezionisti e medici alla scoperta dello Yemen tra `800 e `900
Paola DAmore, Paola Ciafardoni con una nota di Claudia Tavolieri
47 Avventure eritree del pittore Giorgio Oprandi
Cristina Delvecchio
49 Rimbaud e Manzoni. Spazi e fughe nello Yemen del tardo `800
Ettore Janulardo
53 Medici italiani in Yemen
di Alberto Angelici
57 La cooperazione medica italo-yemenita negli anni 1982-1986. L`esperienza di un medico ortopedico
Angelo Impagliazzo
61 Regolo Moise a Kamaran: medicina e politica su un`isola del Mar Rosso
Oscar Nalesini
67 L`anno pi bello della mia vita
Cornelia Moise
69 Il primo progetto italiano di spedizione archeologica nello Yemen
Oscar Nalesini
75 L`attivit della Missione Archeologica Italiana nella Repubblica dello Yemen 1980-2010
Alessandro de Maigret con aggiornamenti di Sabina Antonini de Maigret
87 Le memorie sommerse del porto di Qan. Le ricognizioni subacquee della Missione Italiana
dell`IsIAO negli anni 1996 e 1998
Barbara Davidde Petriaggi e Roberto Petriaggi
DA SAN'` A ROMA
LE COLLEZIONI DEL MUSEO NAZIONALE D`ARTE ORIENTALE
95 Breve storia dell`Arabia meridionale dalle origini al primo periodo Islamico
Michael Jung
105 Il sentimento religioso e le arti figurative dei Sudarabici
Sabina Antonini de Maigret
115 Lingua e scrittura dell`Arabia meridionale preislamica
Giovanni Mazzini
119 Selvaggi, pirati, santoni: i Mangiatori di pesce` della geografia greca e romana
Oscar Nalesini
125 L`Arabia Felix nelle fonti classiche
Lorenza Campanella
Indice
129 Publius Cornelius Eques: un mercante tra Roma e Yemen?
Matteo Manganaro
133 Incenso, mirra e balsamo: i profumi dello Yemen
Lorenzo Costantini, Loredana Costantini Biasini, Fabrizio Pica
139 Il caff Coffea arabica L.: botanica, origine e diffusione
Lorenzo Costantini, Loredana Costantini Biasini, Gemma Morgione
IL TRONO E LA REGINA DI SABA
143 Il trono sudarabico e la sua ricostruzione
Michael Jung e Gaetano Messineo
151 I troni di as-Sawda`/Nashshan (Wad al-Jawf, Yemen)
Vincenzo Francaviglia Romeo
157 Dal trono di Saba` al Trono di Dio. L`arte come esperienza religiosa
Adnane Mokrani
163 Salomone e la Regina di Saba visti dai pittori musulmani. Alcune opere su seta e carta
Gabriella Di Flumeri
173 La Regina di Saba, Salomone e la tradizione figurativa di ambito ebraico.
Excursus iconografico in tre tappe
Micaela Vitale
179 La Regina di Saba nella tradizione cristiana
Maria Adelaide Lala Comneno
183 Le storie della Regina di Saba nella pittura etiopica contemporanea
Paola DAmore
187 La Regina di Saba nell`iconografia occidentale
Patrizia Di Mambro
193 La rappresentazione della Regina di Saba nella Cappella Maggiore di Santa Croce a Firenze
Maria Rosa Lanfranchi
201 La Regina di Saba sulle scene musicali
Claudio Seccaroni
207 Emanuele Luzzatti e la Regina di Saba
Lorenza Campanella, Francesca Zagari
211 Un incontro con gli scrittori
Mario Boffo
CATALOGO DELLE OPERE
217. Documenti / 232. Iscrizioni / 238. Immagini funerarie / 251. Bronzi / 256. Arredi cultuali /
259. Stele e rilievi / 267. Numismatica / 270. Pittura etiopica / 275. Materiale etno antropologico
APPARATI
289 Breve catalogo dei troni e frammenti di mobili in pietra
Michael Jung
305 Personalit italiane coinvolte nei rapporti Italia-Yemen tra `800 e `900
a cura di Paola Aloisio
309 Bibliografia generale
a cura di Michael Jung
10
PRESENTAZIONI
I
n occasione dell`86mo anniversario delle relazioni italo-yemenite, la Repubblica dello Yemen vuole
ricordare l`impegno e il supporto ricevuto dalla Repubblica Italiana, sia a livello materiale che tecnico,
in numerosi campi.
Tali relazioni hanno lasciato un`impronta chiara sulla cultura yemenita, in particolar modo nel settore ar-
cheologico e del restauro. Gli Yemeniti ricordano con stima le missioni italiane che per lungo tempo hanno
lavorato nelle diverse citt yemenite tra cui Sanaa`, Shabwa e Marib. Tra tutti spicca il ricordo del compianto
Prof. Alessandro de Maigret che per trent`anni ha condotto attvit di scavo nello Yemen instaurando rapporti
d`amicizia con la popolazione locale e con i suoi studenti.
Quest`anniversario ci riporta alla mente l`importanza del patrimonio dell`umanit e delle civilt quale
ponte di congiunzione tra i popoli. Infatti, il popolo italiano e quello yemenita vantano due tra le eredit
culturali pi magnificenti del passato ed per questo motivo che il supporto materiale e tecnico offerto
dagli esperti italiani nel corso di questi anni ha permesso di portare alla luce e restaurare un`ampia e im-
portante parte del patrimonio archeologico yemenita. Un sostegno quello italiano che per noi Yemeniti ha
un valore inestimabile.
Quest`oggi il Museo Nazionale d`Arte Orientale di Roma apre nuove prospettive di cooperazione portando
a conoscenza del pubblico italiano il patrimonio archeologico e culturale dello Yemen e la sua storia, inau-
gurando la mostra 'Il trono della Regina di Saba e ricordando al contempo la figura e il lavoro del Prof.
de Maigret.
Tale evento rappresenta un significativo passo in avanti nelle relazioni culturali tra i due Paesi e la sede
scelta altamente appropriata per far conoscere una delle epoche d`oro della civilt yemenita.
Il Ministero della Cultura della Repubblica dello Yemen lieto di constatare che le storiche relazioni esistenti
tra Italia e Yemen stanno ricevendo nuova linfa vitale e forti impulsi ad ampliare la loro sfera d`azione so-
prattutto in ambito culturale per includere campi quali le arti, il teatro e la lotta al traffico illegale di opere
d`arte.
Non a caso, nel corso del mio recente incontro a Roma con il Ministro della Cultura della Repubblica Italiana,
on. Lorenzo Ornaghi, abbiamo concordato l`importanza delle relazioni culturali tra i nostri due Paesi e la
necessit di svilupparle ulteriormente.
In conclusione, permettetemi di presentare al Governo e al popolo italiano i saluti di S.E. Abdu Rabb Man-
sour Hadi, Presidente della Repubblica dello Yemen e dell`On. Mohammed Salem Basindwa, Presidente
del Consiglio dei Ministri e il loro ringraziamento per gli sforzi profusi a favore della stabilit dello Yemen
e per portare alla luce il suo patrimonio archeologico.
Abdullah Aubal Mandhouq
Ministro della Cultura
Repubblica dello Yemen
C
on molto piacere ricordo l`incontro avuto lo scorso giugno con il Ministro della Cultura della Re-
pubblica dello Yemen, On. Abdullah Aubal Mandhouq, in visita a Roma per partecipare al Con-
vegno sulla valorizzazione dell`attivit della Missione archeologica italiana in quello stupendo
Paese. Ci trovammo concordi sull`utilit di porre le basi per una pi stretta cooperazione in ambito culturale,
con l`auspicio di favorire fra lo Yemen e l`Italia lo sviluppo delle attivit nei campi dell`archeologia, del re-
stauro e dello spettacolo, oltre che nel settore della formazione da parte italiana dei tecnici yemeniti per la
tutela e la valorizzazione dei beni culturali.
La mostra promossa dal Museo Nazionale di Arte Orientale 'Giuseppe Tucci di Roma, suggestivamente
incentrata sul tema Il trono della Regina di Saba. Cultura e diplomazia tra Italia e Yemen, dunque un`oc-
casione assai preziosa per tradurre in realt la comune volont di agevolare ulteriormente e intensificare il
dialogo fra le nostre culture. L`esposizione delle collezioni sud arabiche di terracotte, sculture, rilievi e altri
materiali del Museo, e di quanto generosamente prestato da importanti Enti culturali italiani, consente al
pubblico di ammirare reperti assai pregevoli e di pervenire a una sempre migliore conoscenza delle ricchezze
custodite entro i confini delle terre yemenite.
Si tratta, inoltre, di una eccellente iniziativa che rende omaggio alla memoria del Prof. Alessandro de Maigret,
il quale, con il suo lavoro di scavi in Yemen, ha contribuito in maniera decisiva alla scoperta e alla salva-
guardia di non pochi beni archeologici. Spetta a noi raccogliere l`eredit che ci lasciano studiosi competenti
e appassionati come il Prof. de Maigret: a 86 anni dalla firma del Trattato di Amicizia Italo-Yemenita, vi
ancora un tratto di strada da percorrere insieme. Questa mostra e il bel catalogo che la illustra provano quanto
apprezzabili e meritevoli possano essere i frutti della collaborazione tra Yemen e Italia.
Lorenzo Ornaghi
Ministro per i Beni e le Attivit Culturali
I
l popolo italiano e quello yemenita discendono da civilt che affondano le proprie radici nella storia
dell`umanit. In occasione dell`86mo anniversario delle relazioni tra Repubblica Italiana e Repubblica
dello Yemen il Museo Nazionale d`Arte Orientale di Roma ha organizzato questa mostra dal titolo
'Il trono della Regina di Saba, quale occasione per ricordare, tra l`altro, le attivit del Prof. Alessandro de
Maigret.
Com` noto, le relazioni culturali rappresentano il mezzo esemplare per sviluppare le interazioni tra i popoli
e il dialogo tra le diverse civilt e un evento di tale importanza contribuisce a rafforzare ulteriormente le re-
lazioni gi esistenti tra i due Paesi.
Inoltre, la scelta della Regina di Saba come elemento centrale della mostra particolarmente significativa
poich le tre religioni monoteiste, le leggende e le credenze antiche convergono nell`indicare l`esistenza di
tale trono narrando dell`incontro tra la Regina e il Profeta Salomone.
Mi auguro che questa mostra possa contribuire a diffondere nozioni sulla civilt yemenita e sullo Yemen in
generale e colgo l`occasione per rivolgere l`invito a tutti gli amici italiani e ai visitatori della mostra ad am-
mirare la civilt yemenita personalmente visitando il nostro Paese per poter scoprire i luoghi su cui ha regnato
la Regina di Saba oltre 5000 anni fa, scoperti solo molti secoli dopo.
In conclusione vorrei ringraziare i colleghi del Museo Nazionale d`Arte Orientale di Roma e tutti coloro
che hanno contribuito ad organizzare questa mostra e Sabina Antonini de Maigret, responsabile della Mis-
sione archeologica italiana in Yemen, per il suo prezioso contributo.
Mohannad Al-Sayani
Direttore del GOAM
(Organizzazione Generale
per le Antichit e i Musei)
I
l regno di Saba , nella memoria collettiva della cultura occidentale, ma anche di quella islamica e na-
turalmente ebraica qualcosa di fiabesco e mitico, che rievoca mondi lontani e meravigliosi, ma anche
l`incontro e la reciproca contaminazione delle culture. La regina di Saba, nome che evoca lo Yemen,
l`antica Arabia Felix, e l`Etiopia, avrebbe raggiunto Gerusalemme attratta dalla fama della saggezza del re
Salomone. Cos almeno narra la Bibbia e con lei le leggende ebraiche, coraniche e cristiane. Ma soprattutto
nell`Etiopia axumita che la vicenda trova nuovo vigore e salde radici, perch il Kebra Nagast, il libro della
gloria dei re, narra che dall`unione di Salomone e della regina Mached sarebbe nato Menelik, capostipite
dei re etiopi e autore del trasferimento ad Axum dell`Arca dell`Alleanza .
Tradizioni ebraiche e islamiche, copte e cristiano-ortodosse fino alle leggende del Medio Evo europeo con-
corrono a creare il fascino della misteriosa regina e dei suoi tesori, in cui l`esotismo degli uni e il gusto della
favola degli altri si mescolano in un gioco in cui da un lato si resta affascinati e dall`altro si vuole affascinare.
Cos la regina va a Gerusalemme attratta dalla sapienza di Salomone e per metterlo alla prova con i suoi
enigmi; Salomone risponde a tutto e tutto sa, ma non sa - lasciano intendere la Bibbia e la leggenda -
resistere al fascino della regina. Le ricchezze del sud e la saggezza millenaria dell`Oriente si mescolano e
si intrecciano in un quadro composito dal quale le tradizioni dei diversi paesi attingono copiosamente.
Una mostra nata su questa base non poteva essere quindi che una mostra molteplice. E il Museo Nazionale
d`Arte Orientale ci porta infatti nelle diverse sezioni dell`esposizione su scenari sempre diversi e insieme
collegati: i rapporti diplomatici e culturali tra Italia e Yemen nel secolo scorso, l`attivit archeologica delle
missioni italiane nel sud-Arabia, le rappresentazioni figurative della vicenda leggendaria della regina di
Saba in Occidente, Islam e in Etiopia, la ricostruzione storica ed archeologica dell`antico regno di Saba e
della sua capitale, Marib, infine il trono come emblema del mito della regina. E, in fondo, la ricerca del
trono del regno di Saba anche il simbolo di un`archeologia avventurosa e misteriosa, quale l`immaginario
collettivo s`immagina che sia, quale molti archeologi hanno sognato da ragazzi, e quale in realt non , se
non in rare occasioni. Ma quelle poche, a saperle cercare nel quotidiano lavoro di tutela e conservazione del
patrimonio storico, valgono ancora la scelta di una professione.
Luigi Malnati
Direttore Generale alle Antichit
I
lettori troveranno in questo catalogo una raccolta di articoli e studi su diversi argomenti frutto della
cooperazione esistente tra l`Italia e lo Yemen. I due Paesi sono legati da relazioni storiche e hanno nu-
merosi punti di contatto tra cui il pi importante forse l`orgoglio che entrambi i popoli nutrono per
la propria eredit culturale e per il ruolo che le due civilt hanno giocato a livello regionale e globale in mo-
menti diversi della storia.
Non c` da stupirsi, quindi, se alcuni dei contributi qui raccolti siano incentrati su un aspetto fondamentale
di questa cooperazione rappresentato dalle scoperte avvenute in Yemen e dalle antiche civilt che l si svi-
lupparono, secondo alcune fonti, gi dal terzo millennio a.C.
Negli ultimi vent`anni gli scavi archeologici hanno portato alla luce svariati segreti di questa civilt millenaria
fornendo nuove informazioni sugli antichi regni che fiorirono nella parte meridionale della penisola arabica
e sulle civilt che li popolarono.
Pur riconoscendo l`importanza e l`enorme valore storico del lavoro fatto sinora, non possiamo ignorare il
fatto che vi sia ancora una lunga strada da percorrere per realizzare ulteriori scoperte e ampliare la nostra
conoscenza della storia antica dello Yemen, come affermano gli stessi amici archeologi italiani che sottoli-
neano l`esistenza di numerosi siti ancora in attesa di esplorazione.
A tal proposito, non posso far altro che esprimere il mio ringraziamento e il mio apprezzamento per gli
sforzi profusi dalle missioni archeologiche in Yemen, rivolgendomi in particolar modo a quella italiana a
cui va molto del merito per i risultati conseguiti finora.
A giugno di quest`anno si tenuta una manifestazione che mirava a far conoscere al pubblico le scoperte
portate a termine dalla Missione Archeologica Italiana nel corso degli ultimi trent`anni, sotto la guida del
compianto Prof. Alessandro se Maigret il quale ha fornito un contributo inestimabile e ha lasciato un`im-
pronta indelebile sia a livello scientifico che umano.
La partecipazione di una nutrita delegazione di esperti yemeniti, guidata dal Ministro della Cultura della
Repubblica dello Yemen, ha confermato l`attenzione speciale che il mio Paese ha attribuito a questo evento.
Mi ha colpito molto sentire alcuni degli oratori narrare con entusiasmo dei risultati ottenuti dal Prof. de
Maigret e dalle missioni archeologiche italiane che si sono succedute negli anni ed esprimere la volont di
tornare in Yemen a riprendere il loro lavoro quanto prima.
La Repubblica dello Yemen auspica di poter portare avanti la cooperazione con la Repubblica Italiana in
numerosi campi e, in particolar modo, in ambito archeologico tramite il prosieguo degli scavi, lo scambio
di esperti e know-how, le attivit di ricerca e tramite l`organizzazione di mostre ed eventi nel prossimo
futuro.
In conclusione, permettetemi di ringraziare il Governo Italiano e il Ministero degli Affari Esteri per gli sforzi
profusi nella promozione delle relazioni bilaterali tra i nostri due Paesi e il Museo Nazionale d`Arte Orientale
di Roma per l`organizzazione e l`allestimento di questa mostra e per l`interesse dimostrato nei confronti
dello Yemen, con l`auspicio che questa iniziativa venga accolta con favore dal pubblico.
S.E. Khalid A. Al-Akwa
Ambasciatore della Repubblica
dello Yemen in Italia

una gradita circostanza che la prima mostra di ampio respiro che impegna il Museo Nazionale
d`Arte Orientale da quando mi stata affidata la direzione di questa gloriosa istituzione dei Beni
Culturali italiani, riguardi lo Yemen e includa riferimenti particolari al ruolo storico di Alessandro
de Maigret. La sua figura e la sua opera rappresentano la prosecuzione della vicenda di cooperazione sancita
degnamente dal trattato del 1926 tra Yemen e Italia, ma nata alquanto prima se Renzo Manzoni disegnava
la pianta di Sanaa` nel 1879, mentre lo Stato italiano cominciava appena ad organizzarsi e sotto il profilo
della costruzione di una archeologia nazionale andava incontro a serie difficolt.
Nel tempo trascorso prima dell`avvio delle missioni archeologiche italiane i nostri medici si guadagnarono
una riconoscenza nel loro campo per l`impegno a favore della salute degli abitanti di questa regione della
penisola arabica, e una 'ad effetto ritardato nel campo della cultura, come illustrato nei saggi che compon-
gono il presente catalogo ( proprio a questi personaggi che si deve la nostra collezione), anche considerando
il naufragio del primo progetto di ricerca italiano nel 1927-28.
Ma a dispetto dell`inizio tanto ritardato, l`attivit di Alessandro de Maigret nello Yemen lascia una eredit
che per alcuni aspetti della ricerca archeologica ha un carattere fondativo: le missioni da lui dirette hanno
rivelato, tra l`altro, l`arco cronologico dell`et del bronzo nel sud della penisola arabica, hanno cio con-
sentito di delineare gli aspetti materiali di fasi in precedenza latenti dello sviluppo delle comunit di un
territorio: un risultato ambto e qualificante per ogni archeologo; si pensi ai vuoti che non sono stati
ancora colmati nella sequenza culturale di altre regioni, come il silenzio delle manifestazioni preclassiche
del Maghreb.
Le ricerche archeologiche iniziate nel 1980 sono state in gran parte supportate dall`Istituto per il Medio e
Estremo Oriente (poi IsIAO) il cui attuale tramonto in linea con alquante vicende che affliggono la cultura
in Italia. L`impegno oggi offerto dai tecnici e da tutto il personale del Museo Nazionale di Arte Orientale
- orgoglioso di ospitare questa manifestazione - e in primo luogo dai curatori Paola D`Amore e Michael
Jung che hanno collaborato con Sabina Antonini de Maigret, pu dunque rimarcare le capacit intatte del
mondo italiano della ricerca, in un momento in cui la nazione non in grado di integrare questi orizzonti di
indagine scientifica con l`invocata ripresa e di dare vita a un sistema nazionale equilibrato, che un degno bi-
lanciamento sappia stabilire anche tra economia e sfera della ricerca e della tutela in ambito culturale.
Quella della Regina di Saba, al cui trono miracolosamente migrante e illusoriamente galleggiante, pur se il
suo peso era accresciuto dai ricchi ornamenti, si intitola la mostra, una storia tanto sentita da viaggiare at-
traverso la Bibbia ed il Corano e addirittura procreare con Salomone attraversando il Mar Rosso.
La ricostruzione storico-archeologica delle vicende della penisola arabica ci racconta di una catena di pro-
sperit snodata lungo un itinerario commerciale il cui tracciato varia nel tempo, fondata in parte (proprio la
ricerca archeologica ha rivelato che gi nell`et del bronzo la base dell`economia solidamente rappresentata
dalla produzione agraria) sul profumo autenticamente naturale di una in particolare delle resine odorose
d`oriente, l`incenso (in proposito sorge inevitabilmente la curiosit sulla composizione del profumo italiano
intitolato alla Regina di Saba nel 1927!: infra cat. n. 166).
Un flusso di attivit e di crescita economica che da uno dei margini meridionali del mondo conosciuto pro-
cedeva fino a quella Gaza oggi sofferente e da qui all`Egeo e a Roma, erede delle culture mediterranee orien-
talizzanti, come ancora mille anni dopo a Venezia, e assicurava la disponibilit dei profumi per antonomasia
non solo nei riti religiosi, ma anche nelle case, ad imitazione dell`uso che se ne faceva laddove erano ab-
bondanti e meno preziosi. Nell`antichit, gi al passaggio tra II e I millennio a.C., l`incenso al pari della
mirra era un bene equiparabile in valore ai metalli pi preziosi come confermano pi tardi la narrazione
evangelica di Matteo (adorazione dei Magi) e le sue rielaborazioni.
Contro una prevalente tendenza a ritenere fantasie o 'leggende (piuttosto che dati deformati da trasmissione
orale, viaggi, trascrizioni, traduzioni) altrettanti loci oscuri, nel nostro caso pu essere forse recuperata al-
meno la narrazione di Erodoto i cui rettili alati (non 'volanti), di taglia ridotta e di colori vari, che presidiano
tenacemente le piante dell`incenso, sembrano identificabili con determinate specie endemiche di camaleonti,
sauri il cui comportamento corrisponde a quello descritto e il casco craniale e i lembi occipitali dei quali
possono essere descritti come ali.
Infine non sar banale, per i profondi significati che attribuisco alla cosa, ricordare l`impegno di Pier Paolo
Pasolini, un italiano che nell`Arabia Felice ha attinto bellezze per i suoi capolavori contraccambiando con
un messaggio al popolo e alla cultura yemenita. Anche lui ha contribuito a portare il Paese all`attenzione
internazionale e, ci di cui gli sono pi grate anche le autorit del nuovo Yemen, ad aprire occhi distratti su
disattenzioni interne che potevano riprodurre errori commessi dagli altri stati; ed bello che abbia inteso
farlo 'in nome della vera se pur ancora inespressa volont del popolo yemenita.
Se nei primi accordi la parit istituzionale dei due giovani regni moderni rientrava in una fase storica in cui
i paesi europei erano inevitabilmente punti di riferimento, oggi l`integrazione piena e paritetica consente di
muoversi insieme, per mano, sul trabattello ligneo dello spaventapasseri fromboliere (immagine iniziale del
cortometraggio di Pasolini sulle mura di Sanaa`), anche resistendo all`oscurantismo e al terrorismo che
vorrebbero separare ci che la cultura unisce.
Francesco di Gennaro
Soprintendente del Museo Nazionale
d`Arte Orientale
24
CULTURA E DIPLOMAZIA TRA ITALIA E YEMEN
Le memorie sommerse del Porto di Qan`
Le ricognizioni subacquee della Missione Italiana del`IsIAO
negli anni 1996 e 1998
BARBARA DAVIDDE PETRIAGGI e ROBERTO PETRIAGGI
Il commercio transmarino della Roma imperiale con l`Oriente,
con l`Arabia, l`India e la Cina un tema che da sempre appas-
siona gli studiosi di storia antica. L`esistenza, molti secoli
prima dell`Et delle Grandi Scoperte, di grandi reti commer-
ciali e rotte marittime sulla lunga distanza, che collegavano il
Mediterraneo, le coste del Mar Rosso e dell`Oceano Indiano,
pu essere considerata uno degli aspetti pi sorprendenti del
commercio antico (De Romanis 1996).
A partire dal I sec. d.C., circa, per contingenti circostanze po-
litiche ed economiche, i porti dell`Arabia meridionale, da cui
erano esportati prodotti pregiati quali l`incenso, la mirra,
l`aloe, hanno avuto un ruolo determinante nello sviluppo eco-
nomico regionale e nei rapporti economici e culturali transna-
zionali.
Gli autori classici, da Strabone a Plinio, e le epigrafi sudara-
biche, come vedremo di seguito, non forniscono molte infor-
mazioni sulla struttura e sull`organizzazione dei porti, per i
quali possediamo, tuttavia, una fonte autorevole rappresentata
dal Periplo del Mar Eritreo, un portolano scritto in greco in-
torno al 40-50 d.C. (Casson 1989). L`anonimo autore, proba-
bilmente un greco-alessandrino, raccoglie in questo testo tutte
le informazioni pratiche per un mercante del suo tempo che
avesse voluto intraprendere una spedizione commerciale dal-
l`Egitto romano verso l`Africa, l`Arabia meridionale e l`India.
Leggiamo nelle sue pagine la lista dei porti, degli empori com-
merciali e dei semplici approdi; per ognuno viene proposta
una descrizione morfologica del sito; l`elenco delle rotte pi
sicure con l`indicazione delle distanze tra un porto e l`altro; la
descrizione accurata delle mercanzie che potevano essere ac-
quistate e vendute con maggior successo durante il viaggio;
l`indicazione dei periodi migliori per partire e per tornare, ed
infine, i riferimenti ai nomi dei sovrani in carica nei vari paesi
toccati dalle rotte commerciali, tutte informazioni di estremo
valore storico ed economico per lo studio dei rapporti fra l`Oc-
cidente e il Medio ed Estremo Oriente.
La conoscenza dei monsoni, venti periodici a regime stagio-
nale presenti nell`Oceano Indiano, che in estate soffiano da
sud-ovest e in inverno nella direzione contraria, ha senz`altro
favorito e facilitato i mercanti che li hanno utilizzati per per-
correre le rotte marittime d`altura dell`Oceano Indiano, dallo
stretto di Bab al-Mandeb fino in India.
L`imperatore Augusto, fallita la spedizione condotta dal gene-
rale Aelio Gallo, che avrebbe dovuto portare sotto il controllo
romano l`Arabia Felix (25-24 a.C.), increment i traffici via
mare per assicurare ai commercianti romani il controllo della
via marittima dall`Egitto all`India. a partire da quegli anni
che il traffico carovaniero cominci lentamente a decadere in
favore delle rotte marittime e i regni che basarono la propria
prosperit sul controllo delle vie interne, lungo le quali sorsero
citt carovaniere che controllavano direttamente i traffici
Man, Saba`, Qataban e Hadramawt, ne subirono inevitabil-
mente le conseguenze; alcuni di loro, come vedremo, favori-
ranno lo sviluppo dei siti costieri e dei porti per continuare ad
avere un ruolo di controllo sui traffici internazionali (Robin
1991-3 (b), 1996, 1997; Davidde 1997; Schiettecatte 2008).
un momento storico cruciale per la storia sudarabica, che
coincide con il cambiamento degli equilibri politici interni: il
regno di Man, la cui economia era basata quasi esclusiva-
mente sui commerci carovanieri, scomparir definitivamente;
il regno di Saba` continuer a mantenere il suo ruolo di stato
egemone fra i regni dell`Arabia Felix, privilegiando, nella po-
litica economica e militare, i territori verso l`altopiano. Una
prova di tale atteggiamento pu essere vista nel patto di fede-
razione che unisce alle trib di obbedienza sabea quelle del-
l`altopiano yemenita a sud si Sana`, di origine qatabanita. Tale
patto, costituito all`inizio dell`era cristiana, o qualche decennio
prima, dal re sabeo Dhamaral Watar Yuhanim, segna l`inizio
della dinastia dei re di Saba` e di Dhu Raydan. L`alleanza, per,
sembra disintegrarsi gi dalla seconda met del I sec. d.C.,
quando cominceranno una serie di conflitti fra Saba` e Himyar
che porteranno il regno di Himyar ad unificare, sotto il proprio
potere, lo Yemen, alla fine del III sec. d.C. Il regno di Qataban,
I porti dellArabia Felix
d`altro canto, comincer un lento declino fino ad essere an-
nesso dall`Hadramawt tra la fine del II e gli inizi III sec. d.C.;
l`Hadramawt, invece, risentir in modo minore della crisi che
invest la Penisola Arabica, potenziando il traffico per mare
attraverso i suoi due porti sull`Oceano Indiano.
Dal Periplo del Mare Eritreo, dagli autori classici e dalle fonti
epigrafiche sudarabiche apprendiamo che in Arabia Felix, in-
torno alla met del I sec. d.C. il regno di Saba` e di Dhu Raydan,
con capitale Zafar, governato dal re Karibl Watar Yuhanim,
controllava il porto di Aden, nell`omonimo golfo (Robin
1997). Quello di Aden viene descritto come un porto sicuro,
dove le navi potevano rifornirsi d`acqua potabile di ottima qua-
lit. Dalla lettura del Periplo s`intuisce che questo porto, il cui
abitato viene definito un villaggio, in quegli anni era legger-
mente decaduto. Secondo il Periplo il motivo potrebbe essere
legato ad un attacco romano che ne avrebbe causato un mo-
mentaneo declino; ma questa notizia , da alcuni studiosi, ri-
gettata, e ritenuta un ricordo degli avvenimenti legati alla
spedizione di Aelio Gallo che, per, non raggiunse mai le coste
dell`Oceano Indiano. Forse, la ragione pi probabile di natura
economica: dal momento che l`Hadramawt era grande espor-
tatore dell`incenso, risultava pi comodo servirsi dei due porti
prossimi alle principali zone di produzione, Qan` e Moscha.
Nonostante questo momento di crisi, il porto di Aden co-
munque attivo ed utilizzato soprattutto come base per la navi-
gazione di cabotaggio per il commercio con le coste della vicina
isola di Socotra, con le coste dell`Africa, dell`odierna Tanzania
e con Qan`.
Il porto di Aden costituisce uno scalo abituale per le rotte da
e verso l`Oriente e, per questo motivo, anche nei secoli suc-
cessivi continuer ad occupare un ruolo rilevante nel medioevo
fino all`et moderna. Prospezioni archeologiche strumentali
marine, svolte nel 1993 dal Dipartimento delle Antichit ye-
menite, dal Governatorato di Aden e da un`quipe americana
dell`East Carolina University, nella baia di Sira, presso il porto
moderno di Aden, sembra abbiano localizzato le tracce del
porto antico, di quello medievale e di quello precedente alla
colonizzazione britannica (Prados 1994).
Introduciamo, ora, alcuni dati che riguardano Muza, il porto
sudarabico pi importante situato lungo le coste del Mar
Rosso. Muza, un vero e proprio emporio secondo il Periplo,
comunemente identificato con Mocha, al-Mukha`, nell`omo-
nima baia, descritta dal Periplo come rada particolarmente
adatta all`ancoraggio: il fondale sabbioso e non sono presenti
barriere coralline.
Il principato di Kulayb Yuha`min figlio di Yasmur Yuhamid
della trib di Ma`fir, con capitale Sawa, a 22 km dall`odierna
Taizz, principato che tuttavia risente del controllo del regno
di Saba` e di Dhu Raydan, in questo periodo aveva sotto la pro-
pria influenza il porto di Muza e l`approdo di Okelis (Robin
1995, 1997).
Nel porto di Muza, riferisce il Periplo, si possono vendere abiti
color porpora di ogni tipo e qualit, abbigliamento di foggia
araba, coperte, monete in grande quantit, vino e grano in
quantit limitata perch nella zona si produce molto vino e
una discreta quantit di grano, zafferano, cyperus; ai gover-
natori locali si donano cavalli e muli, manufatti doro e di
rame, argenteria sbalzata e anche prodotti provenienti dal
porto di Adulis sulla costa eritrea.
Nel III sec. d.C. Muza perde il suo ruolo di emporio commer-
ciale ma mantiene la sua funzione di porto strategico, com`
evidenziato dalle vicende legate alla conquista Abissina della
Tihama e ai conflitti che ne conseguirono.
Nel secolo X il geografo arabo Muqaddas descrive al-Mukha`
come una citt molto florida, il suo porto, dopo un periodo di
leggero declino, raggiunge dal XVI al XIX secolo il massimo
del suo splendore grazie al commercio del caff. Le strutture
del porto odierno comprendono i resti della cittadella di Abd
al-Ra`uf e un faro. Ricerche archeologiche, condotte agli inizi
degli anni Ottanta del secolo scorso dal CNRS nell`attuale cit-
tadina di al-Mukha`, hanno identificato i resti del porto me-
dievale, ora interrato sotto le fondazioni dell`ospedale.
Ricognizioni condotte lungo la costa presso il porto moderno
non hanno restituito, per quanto di nostra conoscenza, reperti
di epoca sudarabica; gli unici ritrovamenti attestati sono rap-
presentati da frammenti ceramici non anteriori al XVI secolo.
A conferma della presenza di un insediamento sudarabico
nella zona il ritrovamento di una diga presso il Wad Mawza,
mentre frammenti di ceramica sudarabica e ceramica prove-
niente dal Bacino del Mediterraneo, sono stati rinvenuti sotto
il cimitero della citt di Mawza, situata nell`interno, a circa
20 miglia a est di al-Mukha`. interessante mettere in evi-
denza che questa localit conserva nel suo nome l`etimo del-
l`antico porto sudarabico (Raymond 1995).
Passiamo ora ad analizzare i porti sudarabici lungo la costa
dell`Oceano Indiano, governato, ai tempi del Periplo, dal re
Ilazz Yalut I.
Barbara Davidde Petriaggi, Roberto Petriaggi 88
Fig. 1: La Baia di Qan` da Google Maps
La citt di Samhar (oggi Khawr Rur - Sultanato dell`Oman)
conosciuta dai marinai e dai commercianti greci e romani con
il nome di Moscha Limen era, insieme a Qan`, un importante
scalo portuale fondato dal regno dell`Hadramawt per ragioni
commerciali ed economiche. Samhar si erge su una collina che
domina una vasta area lagunare formata dal corso finale del
Wad Darbat che sfocia, non lontano, in un`ampia baia nel-
l`Oceano Indiano fra due promontori. Il sito archeologico, con
i resti delle abitazioni, dei magazzini, del tempio, circondato
da una cinta muraria che conserva ancora la porta fortificata
recante iscrizioni sudarabiche, dal 1996 oggetto di campagne
di scavo sistematiche condotte da Alessandra Avanzini, diret-
tore della Missione Italiana nel Sultanato dell`Oman dell`Uni-
versit di Pisa (Avanzini 2008). Mentre studi precedenti
facevano risalire la fondazione della citt al I secolo d.C., le
ricerche della Missione Italiana, grazie anche al confronto con
i reperti ceramici rinvenuti in altri siti dell`Hadramawt e alle
analisi C14, hanno dimostrato che Samhar esisteva gi nel IV
secolo a.C. La citt aveva gi da questo periodo il ruolo di
avamposto lungo le vie commerciali che collegavano la costa
con le regioni pi interne, situate nella Penisola Arabica sud-
orientale, e la costa settentrionale dell`Oman, zona, tra l`altro,
ricca di rame.
Una prospezione subacquea condotta da chi scrive nel 1997 e
nel 1998 a Khawr Rur, al largo della foce del wad tra i due
promotori per verificare la possibile esistenza di strutture por-
tuali non ha prodotto risultati, forse a causa del vasto insab-
biamento della baia. Alla luce delle nostre osservazioni,
sembra pi probabile che il porto di Samhar non fosse dotato
di moli foranei o banchine verso mare. Gi sufficientemente
protetto dalla sua conformazione orografica e dalla situazione
idrografica naturale, il porto era probabilmente un semplice
approdo attrezzato lungo la riva sinistra del wad, ai piedi della
collina su cui sorge la citt (Davidde, Petriaggi 1996).
Le ricerche archeologiche subacquee nel porto di Qan
In questi ultimi cinquant`anni, la ricerca archeologica subac-
quea ha contribuito alla conoscenza della storia economica del
mondo antico attraverso lo studio del commercio marittimo e
delle tecniche di costruzione navale e ha offerto nuove oppor-
tunit all`analisi ricostruttiva dei porti e delle infrastrutture ad
essi connesse (Petriaggi, Davidde 2007).
Con queste finalit abbiamo intrapreso una ricerca archeolo-
gica subacquea nel sito dell`antico porto di Qan`, che stata
accolta con favore dalla Missione Archeologica Italiana diretta
dal compianto Alessandro de Maigret
1
. Le ricerche, iniziate
nel 1996 si sono interrotte nel 1998 per mancanza di finanzia-
menti e a causa della criticit geopolitica che ha interessato
questa regione dopo l`11 settembre 2001 (Davidde, Petriaggi
1998, 2000b; Davidde, Petriaggi, Williams 2005) (fig. 1) .
L`esplorazione subacquea del sito iniziata non a seguito di
una segnalazione o del ritrovamento casuale di reperti in mare,
bens dallo studio delle fonti antiche, dall`esame delle fotogra-
fie aeree e dall`analisi dei reperti rinvenuti nel corso degli scavi
archeologici condotti da una Missione Russa e poi Russo-Fran-
cese attiva dalla met degli anni Ottanta dello scorso secolo
(Sedov 1992, 1994, 1996, 1997, 2007). Alexander Sedov e Mi-
chel Mouton, gli archeologi responsabili di queste ricerche ter-
ritoriali, accolsero cortesemente l`idea di ospitare nella loro
missione il nostro progetto di ricerca, nonostante non avessero
mai dedicato particolare attenzione al mare, forse anche perch
i pescatori locali non avevano mai segnalato la presenza di re-
perti antichi sott`acqua. In particolare, Alexander Sedov intra-
vedeva la possibilit di trovare sott`acqua le testimonianze del
passaggio delle navi onerarie che avevano trasportato il vino e
gli altri beni di produzione indiana e mediterranea, i cui con-
tenitori ceramici erano stati ritrovati in grande quantit nei ma-
gazzini della citt.
Gli scavi archeologici russo-francesi e le recenti indagini geo-
morfologiche, condotte da Michel Mouton, ci restituiscono
un`immagine esaustiva di come doveva presentarsi nell`anti-
chit questo tratto di costa (Mouton et al. 2006, 2008). Esso
era dominato dalla mole dell`Husn al-Ghurab che un tempo,
Le memorie sommerse del Porto di Qan 89
Fig. 2: Un`ancora litica dopo il recupero
tra 6000 e 5500 anni fa, era un`isola separata dalla terraferma
da un canale, ora interrato ed era fiancheggiata da una foresta
di mangrovie.
Nel I sec. a.C. la citt, che originariamente era un entrept
royal dell`Hadramawt, costruita sulla sommit dell`Husn al-
Ghurab. Dopo la sua fondazione, a poco a poco, la citt crebbe
di dimensioni e le costruzioni, ai piedi del promontorio, occu-
parono l`intera baia nord. Sull`Husn al-Ghurab ancora oggi si
scorgono i resti di una fortezza, di cisterne e di un edificio
identificato come un faro, mentre i ruderi delle abitazioni, le
aree di stoccaggio (compresi i magazzini per l`incenso) e il
tempio si stagliano con le loro strutture di nero basalto sulla
sabbia bianca che lambisce il promontorio.
L`occupazione della citt stata periodizzata da A. Sedov in
tre fasi principali: il periodo inferiore, I sec. a.C. - I sec. d.C.;
il periodo intermedio, fine I sec. - fine IV sec. d.C. , e il pe-
riodo superiore, V sec. - inizi VII sec. d.C. La citt portuale
viene ricordata in due iscrizioni sudarabiche che narrano del
saccheggio da questa subito ad opera delle truppe del re di
Saba, Shaar Awtar nel 225 d.C. Questi distrusse, inoltre, 47
navi ormeggiate nella baia. Un`altra iscrizione ci informa che
nel mese di luglio 360 d.C. alcuni principi Yaz`anidi dal Wad
Abadan acquistarono cinque navi attrezzate nel porto di
Qan`, notizia che lascia supporre la presenza di cantieri navali.
Altre notizie interessanti per la morfologia del porto si leggono
nel diario di un ufficiale inglese, Lt. Wellsted, che nel 1834, a
bordo della nave Palinurus, visit la baia e vide i resti della
citt antica. Egli individu due porti, uno principale nella baia
a nord dell`Husn al-Ghurab ed uno secondario, nella baia a
sud, quest`ultima ormai insabbiata (Wellsted 1837).
Non potendo iniziare le esplorazioni a partire da resti antichi
visibili o da aree di interesse archeologico gi individuate da
altri, dopo l`osservazione di alcune foto aeree scattate dagli ar-
cheologi russi, abbiamo reputato opportuno di esplorare la fa-
scia di mare da 0 a 5 m di profondit, partendo dalla baia nord
fino alla baia sud. In questo modo, si sarebbe potuta verificare
la presenza o meno di infrastrutture portuali (moli, banchine,
ecc.) che, peraltro, non sembravano essere evidenti dalle foto
aeree o anche di reperti archeologici sparsi sul fondale. Questo
tratto di costa, caratterizzato da fondali costituiti da rocce la-
Barbara Davidde Petriaggi, Roberto Petriaggi 90
Fig. 3: Un collo d`anfora egiziana sul fondale della baia di Qan`
viche e da formazioni coralline, risult, tuttavia, privo di strut-
ture e di reperti sporadici, forse anche per l`insabbiamento
completo della baia sud, gi notato dall`ufficiale inglese nel
1834. Si decise, quindi, di continuare sistematicamente le im-
mersioni, allontanandoci dalla costa da -5 a -10 m di profon-
dit. Nell`ampia baia nord, a circa 100 m dalla costa, alla
profondit di m 6,70 , quasi di fronte ai magazzini dell`incenso,
dopo soli due giorni di lavoro, fu individuata la zona dell`an-
tico ancoraggio.
Questo era evidenziato dalla presenza dei primi reperti costi-
tuiti da un blocco di pietra squadrato allungato, un`ancora litica
tronco-piramidale quasi integra (fig. 2) e numerosi frammenti
ceramici.
Per saggiare la consistenza archeologica dell`area si utilizz
l`antica ancora come fulcro di una prospezione a chiocciola.
L`area, caratterizzata da una notevole quantit di reperti ce-
ramici (fig. 3) che si estendevano per un ampio raggio dal-
l`ancora, sugger l`opportunit di stabilire dei settori da
esplorare con il metodo del traversino. I reperti sono stati,
quindi, posizionati secondo il metodo della trilaterazione o
degli assi cartesiani. Nel corso delle due campagne di ricerca
che si sono svolte nel 1996 e nel 1998, ed in particolare nelle
tre settimane effettive di lavoro subacqueo, che ha visto im-
pegnati quattro operatori subacquei, stata esplorata e rilevata
un`area di circa 1000 metri quadrati, sono stati recuperati l`an-
cora quasi integra, di cui abbiamo gi parlato sopra, un fram-
mento di ancora, e un corpo morto di ridotte dimensioni (fig.
3). Inoltre, sono stati raccolti circa 300 reperti ceramici di cui
150 sono parti significative di anfore, di giare, di vasellame
di ceramica comune e un solo frammento di piatto di sigillata
italica. Il materiale stato depositato nel Museo Archeologico
di Ataq. La presenza di ancore litiche intere o in frammenti
e di blocchi di pietra squadrati
2
, con un solco nella parte me-
diana per l`alloggiamento della cima, ha fatto pensare che la
citt, pur non essendo dotata di moli e banchine, avesse, nella
baia nord, molto ampia e protetta dai venti, un settore attrez-
zato per l`attracco delle grandi navi onerarie. Queste potevano
ancorarsi anche ai corpi morti (i blocchi di pietra) segnalati,
molto probabilmente, da otri di pelle galleggianti legati alle
cime e le mercanzie erano poi trasportate in citt a bordo di
imbarcazioni pi piccole che potevano essere facilmente por-
tate a secco sulla riva. Corpi morti simili ai nostri ed ancore
litiche sono stati scoperti nel 1960 nel sud della Francia, vi-
cino a Agde e anche in questo caso l`area stata interpretata
come un`area di ancoraggio ben nota e frequentata (Fonquerle
1986). Del resto le ancore e corpi morti di pietra costituiscono
strumenti di ancoraggio elementari e diffusi in varie epoche
ed in varie aree geografiche, come confermato, per esempio,
dai ritrovamenti di simili reperti lungo le coste indiane dall`-
VIII al XIV secolo (Gaur,Vora 2011).
Il materiale ceramico rinvenuto sott`acqua conferma i risul-
tati degli scavi russi a terra ed amplia la nostra conoscenza
del commercio marittimo. La maggior parte della ceramica
costituita da diversi tipi di anfore del Mediterraneo, insieme
ad altri reperti, quali un piatto di terra sigillata italica, e nu-
merosi frammenti di ceramica comune proveniente dalla
Nubia, dall`Egitto e dall`India. Dei 300 reperti recuperati, 73
sono stati sottoposti ad analisi petrografica. I campioni sono
stati analizzati da D.F. Williams dell`Universit di Southam-
pton. Lo studio tipologico e le analisi petrografiche indicano
che circa il 39% delle anfore vinarie del tipo Dressel 2-4 pro-
vengono dall`Italia, soprattutto dalla Campania, in partico-
lare dalle zone di Pompei ed Ercolano; il 28% circa delle
Dressel 2/4 sono simili a quelle prodotte in Egitto nel III-IV
sec. d.C. ma, secondo i risultati delle analisi petrologiche,
l`impasto di quelle trovate a Qan` sarebbe analogo a quello
di un tipo di anfora prodotta in Cilicia (Laodicea, nord della
Le memorie sommerse del Porto di Qan 91
Fig.4: Fasi del recupero di un`ancora litica
92 Barbara Davidde Petriaggi, Roberto Petriaggi
Siria), la cosiddetta tipologia Late Roman I. Questa non la
prima volta che un tipo di anfora Dressel 2-4 stato proposto
come contenitore prodotto in Laodicea; l`identificazione
stata dimostrata attraverso l`esame dei reperti di Mons Clau-
dianus in Egitto, ma la prima volta che questo tipo stata
ritrovato in Yemen. Si sa che il vino di questa regione rag-
giungeva l`Egitto e proprio il vino Laodiceo (Rathbone 1983)
ricordato dal Periplo come uno dei prodotti esportati sul
mercato indiano e non sarebbe, dunque, sorprendente la pre-
senza di questa qualit di vino nel porto di Qan`, tappa ob-
bligata dei commerci da e per l`India.
Dei restanti frammenti delle anfore Dressel 2-4 il 3% circa
sono di origine Tarraconese (Spagna), mentre per un altro 28%
di Dressel 2-4, di cui restano solo le pareti, difficile stabilire
una provenienza sicura sia sulla base di prove petrologiche che
morfologiche. Dall`analisi petrologica, tuttavia, si potrebbe
ipotizzare un`origine circoscritta ad una regione vulcanica del
Mediterraneo orientale. Si ricorda, poi, il collo di un anfora
Dressel 2-4 proveniente dall`area del Mar Nero. Un piccolo
gruppo di anfore rappresentato da cinque colli che denotano
caratteristiche morfologiche e di impasti molto simili alle an-
fore vinarie Gauloise 4 prodotte in Gallia.
Emergono, inoltre, nuovi dati relativi alla ceramica comune
di produzione indiana, che il sito sommerso ha restituito in
diversi esemplari e che possono essere confrontati con quelli
relativi alle produzioni dei centri del Gujarat e della regione
di Arikamedu.
stata rilevata, infine, una modesta presenza di ceramiche di
probabile produzione locale; questo dato, se suffragato da altri
confronti, potrebbe fornire notizie circa il commercio marit-
timo di piccolo cabotaggio tra i centri sudarabici situati lungo
la costa o nell`interno.
Conclusioni
I materiali ceramici scoperti sott`acqua nella baia di Qan`
sono datati tra il I sec. e il VI sec. d.C., con una percentuale
pi alta antecedente il IV sec. d. C.
Fig. 5: Acquarello che illustra una veduta immaginaria delle operazioni di carico e scarico delle navi nel porto di Qan` (Roberto Petriaggi)
1
Il progetto stato realizzato grazie all`autorizzazione e al supporto
della General Organization of Antiquities amd Museums of Sana`,
dell`Accademia delle Scienze di Mosca- Istituto di Studi Orientali
(prof. A. Sedov) e del CNRS di Lyon (dott. M. Mouton). Le campagne
di ricerca del 1996 e del 1998 hanno avuto, inoltre, il sostegno eco-
nomico di alcuni sponsor: Abeille Assicurazioni (Verona), Bandettini
Costruzioni s.r.l. (Roma), Filmgo s.r.l. (Milano), Oceanic Diving
Equipment (Roma), Scuba School International (Bologna), Sheraton
Hotel (Sana`), Universal Travel Tourism di Marco Livadiotti (Sana`),
Yemen Airways (Roma).
2
Sei di questi erano nell`area esplorata ma molti altri sono stati indivi-
duati nella baia all`esterno dell`area di lavoro. La maggior parte di
essi sono di dimensioni rilevanti, tali da non poter essere salpati a
bordo se non con enormi difficolt e quindi non possono essere con-
siderati ancore.
93 Le memorie sommerse del Porto di Qan
I nostri studi contribuiscono alla definizione delle dinamiche
del commercio tra Qan`, le regioni mediterranee e l`India. Ci
sembra che sia da porre in evidenza in questo contesto la pre-
senza di anfore Laodicee che contenevano vino rosso di quella
regione, e di anfore della Campania che forse contenevano il
noto vino Amineo.
Come dimostrato anche dagli scavi della citt, scambi com-
merciali erano frequenti con l`area mediterranea, Gallia, Pro-
vince del Nord Africa, Spagna. La percentuale maggiore di
ceramica comune di provenienza indiana ed egiziana, un
dato, questo, da porre in relazione anche alle etnie
imbarcate sulle navi onerarie e ai porti di partenza e di arrivo.
Qan`, secondo il Periplo stato il punto di raccolta dell`in-
censo che era portato a dorso di cammello e a bordo di imbar-
cazioni; anche l`aloe indicato come un`altra derrata facente
parte della produzione esportata da questa zona. Il porto era
frequentato dunque dai navicularii del Mediterraneo, dalle
loro ciurme, dai mercatores mediterranei palmireni, indiani e,
nel periodo tardo, anche axumiti, quando si riscontra un cam-
biamento dei rapporti commerciali che privilegiano la vicina
costa africana.
Qan` era un porto di scalo attraverso il quale le merci medi-
terranee passavano sulla rotta per l`India, e le merci indiane
su quella verso il Mediterraneo, ma era anche il porto dove le
merci provenienti da questi paesi erano scambiate con l`in-
censo, uno dei beni di lusso tanto apprezzati in et antica.
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tion particuliere dun voyage fait du Port de Moka la Cour du
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& 1713: un memoire concernant larbre & le fruit du caf dress
sur les observations de ceux qui ont fait ce dernier voyage; et un
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Finito di stampare
nel mese di ottobre 2012
da Petruzzi Stampa - Citt di Castello (PG)
per conto di
Editoriale Artemide
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of Monuments in Tirana
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e Chiara Compostella
2011, formato 21x29
pp. 144, ill. a colori
Euro 50 ,00 - ISBN 978-88-7575-144-9
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2011, formato 17x24
pp. 112, ill. a colori e in b. e n.
Euro 20 ,00 - ISBN 978-88-7575-131-9
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2012, formato 17x24, pp. 112
Euro 20 ,00 - ISBN 978-88-7575-153-1
PIANTE DI ROMA
dal Rinascimento ai Catasti
a cura di Mario Bevilacqua
e Marcello Fagiolo
2012, formato 29x24
pp. 466 - cartonato
Euro 80 ,00
ISBN 978-88-7575-158-6
PIETRO DA CORTONA E LA
VILLA DI CASTEL FUSANO DAI
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Architettura, Pittura,
Giardini, Paesaggio
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2012, formato 24,5x29,5,
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Euro 70 ,00
ISBN 978-88-7575-150-0
www.artemide-edizioni.com editoriale.artemide@fastwebnet.it
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al Museo Nazionale dArte Orientale
Giuseppe Tucci
a cura di Laura Giuliano
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ill. a colori
Euro 20,00 - ISBN 978-88-7575-112-8
VICINO E MEDIO ORIENTE ANTICO
a cura di Paola D'Amore e Michael Jung
2010, formato 17x24, pag. 80, ill. a col./b.n.
Euro 15,00 - ISBN 978-88-7575-117-3
ARTE DELL'ISLAM
a cura di Paola Torre, Gabriella Di Flumeri
Vatielli, Michael Jung
2010, formato 17x24, pag. 80, ill. a colori
Euro 15,00 - ISBN 978-88-7575-124-1
ARCHEOLOGIA E ARTE
DELLA COREA
a cura di Roberto Ciarla, Maria Luisa Giorgi
2010, formato 17x24, pag. 72, ill. a colori
Euro 15,00 - ISBN 978-88-7575-116-6
ARTE DEL TIBET E DEL NEPAL
a cura di Massimiliano Polichetti
2010, formato 17x24, pag. 48, ill. a col./b.n.
Euro 10,00 - ISBN 978-88-7575-122-7
ARTE DEL GANDHARA
a cura di Laura Giuliano
2010, formato 17x24, pag. 80, ill. a col./b.n.
Euro 15,00 - ISBN 978-88-7575-114-2
www.artemide-edizioni.com editoriale.artemide@fastwebnet.it
LE MONETE ISLAMICHE - Parte I
La collezione numismatica del MNAOr
a cura di Silvana Balbi de Caro
2008, formato 24x29, pag. 104, ill. a colori
Euro 50,00 - ISBN 978-88-7575-093-0
LE MONETE ISLAMICHE - Parte II e III
a cura di Gabriella Di Flumeri Vaitelli,
Roberta Giunta, Michael Jung
2009, formato 24x29, pag. 192, ill. a col./b.n.
Euro 50,00 - ISBN 978-88-7575-077-0
FORME E STORIA
Scritti di arte medievale e moderna
per Francesco Gandolfo
a cura di Walter Angelelli, Francesca Pomarici
2011, formato 15x21, pag. 648
Euro 50,00 - ISBN 978-88-7575-126-5
IL FASCINO DELL'ORIENTE
nelle Collezioni e nei Musei d'Italia
a cura di Beatrice Palma Venetucci
Mostra, Frascati 2010, formato 20x27,
pag. 264, ill. a col./b.n.
Euro 50,00 - ISBN 978-88-7575-128-9
SPLENDORI DELL'ASIA
'Frammenti di diamante'
opere esemplari da una donazione
a cura di Donatella Mazzeo
Mostra, Roma, 2005, formato 21x29,7,
pp. 216, ill. 289 a colori
Euro 30,00 - ISBN 88-7575-022-X
BRONZI ISLAMICI
Sculture zoomorfe medievali
nei musei italiani
di Damiano Anedda
2012, formato 17x24, pag. 96, ill. in b. e n.
Euro 15,00 - ISBN 978-88-7575-163-0
CULTI ORIENTALI
tra scavo e collezionismo
a cura di Beatrice Palma Venetucci
2008, formato 20x27, pag. 304, ill. in b. e n.
Euro 50,00 - ISBN 978-88-7575-088-6
www.artemide-edizioni.com editoriale.artemide@fastwebnet.it