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Il Seicento

Introduzione al Seicento di Umberto Eco


Il Seicento un secolo di disordine e di instabilit, di guerre e di rivoluzioni, di assolutismo e di eversione, di stagnazione economica e di straordinario sviluppo commerciale, di classicismo e di barocco, di razionalit e di spaesamento. La guerra dei Trentanni vede protagoniste, volta a volta, le grandi potenze europee, lImpero Germanico, Svezia e Francia. La pace di Westfalia, che nel 1648 mette fine alle sanguinose guerre di religione sanziona legemonia della Francia, la decadenza della Spagna, il dissolvimento del Sacro Romano Impero. La frattura tra Chiesa cattolica e Chiesa protestante si stabilizza. Due blocchi si contrappongono e le Chiese devono trovare una nuova collocazione allinterno degli Stati. La rivoluzione inglese, che culmina con la condanna a morte di Carlo I di Inghilterra, mette definitivamente in crisi lidea di una origine divina del potere monarchico. In gran parte dEuropa si registrano un deciso calo demografico e una contrazione degli scambi e della produzione che determinano una generale situazione di stagnazione economica. Fanno eccezione alcune regioni, come i Paesi Bassi e la Francia settentrionale dove si assiste a uno straordinario sviluppo del commercio o come lInghilterra dove si espandono le manifatture e si estende il lavoro salariato a discapito della piccola propriet terriera. Mentre dalle campagne gruppi sempre pi numerosi di contadini impoveriti si dirigono verso le citt, in alcune di queste compaiono i primi caff, nuovi luoghi di socializzazione e di scambio di opinione. Un nuovo modo di ricevere e consumare la musica si afferma, dapprima in Italia e poi in tutta Europa: il melodramma come nuovo genere musicale. Aprono i primi teatri pubblici nella borghese Venezia. Ma la pi profonda trasformazione rappresentata dalla rivoluzione scientifica. Allimmagine di un cosmo chiuso con al centro la Terra e lUomo, si sostituisce quella di un universo infinito nel quale la Terra, e con essa lUomo, occupa una posizione periferica. Nuovi strumenti scientifici, come il microscopio, contribuiscono ad allargare la conoscenza della Natura e del corpo umano. Come dice Pascal lUomo viene a situarsi tra due infiniti, linfinitamente grande e linfinitamente piccolo. Accanto alla tendenza naturalistica ispirata alla lezione di Caravaggio e a quella classicista, nelle arti figurative si avverte il senso di smarrimento prodotto dalla rivoluzione scientifica. Se Caravaggio, i pittori della realt, gli olandesi come Vermeer o Rembrandt e il sublime La Tour contribuiscono potentemente a sovvertire la gerarchia dei valori formali e dei generi, nel barocco che trovano espressione una sensibilit e una tecnica che esasperano il gioco retorico dei contrasti producendo una sorta di culto della parvenza e dellinganno, della trasfigurazione e del travestimento. Gli affreschi sulle cupole delle chiese barocche non si propongono pi come prolungamento dello spazio reale, ma piuttosto come creazione di uno spazio fantastico, turbinante e centrifugo. La scultura e larchitettura diventano una retorica spaziale del coinvolgimento emotivo. Lo stesso gusto appare anche in poesia. Quando Gian Battista Marino afferma che del poeta il fin la meraviglia manifesta qualcosa di pi di un compiacimento teorico. Il fine della poesia deve essere lo sviluppo dellidea inedita e ingegnosa. La letteratura, come larte figurativa, partecipa allansia di scoperta, alla sete di novit che pervade questo secolo in cui lUomo scopre di vivere alla periferia di un universo senza limiti.