Sei sulla pagina 1di 2

FOTO P.

PEGORARO
“NON SONO IO
FORSE LIBERO?”
I detenuti di Velletri portano in scena san Paolo

può essere incatenata. E lo annuncia carcere, eppure vivono prigionieri di se


attraverso le sue lettere. Proprio Paolo, stessi per tutta la vita. Invece chi è
colui che «conduceva in catene» (At recluso ha la possibilità di ritrovare il
9,2) i cristiani, si trova ora dietro le senso del condividere la vita comune.
sbarre. Ma la sua libertà è tale da Può imparare di nuovo come vivere
permettergli di annunciare la speranza liberamente dentro alle regole». Anche
cristiana anche lì, convertendo sia Amalia Di Giorgio, educatrice, ne è
carcerieri che carcerati (At convinta: «La pena deve tendere al
16,25-34). È proprio ricupero della persona, ma in sezione il
questo atteggiamento detenuto si trova in situazioni in cui
che ha affascinato il l’importante è sopravvivere, quindi è
regista Antonio facile che adotti strategie prevaricatrici.
Lauritano, invitato dal Il teatro, invece, è un’esperienza
Centro Comunicazione e aggregante, che fa cadere le
Cultura Paoline a sovrastrutture dei detenuti e fa nascere
elaborare uno spettacolo uno spirito di collaborazione. Insegna a
sull’Apostolo con i sostituire leadership negative – a chi
detenuti della Casa proviene dal crimine organizzato – con
Circondariale di Velletri, il rispetto per un’autorità positiva. E
con cui Lauritano lavora da insegna a rispettare delle regole – c’è il
tempo. Il copione s’intitola copione, ci sono dei ruoli, c’è un
Non sono io forse libero?, e ha una regista – senza sopraffare l’altro. Fa
densità di contenuti davvero insolita,
appiamo che a fianco di Gesù, anche per uno spettacolo religioso. I

S quando entrò nella gloria, c’era


un reo confesso: «In verità io ti
dico, oggi con me sarai nel paradiso».
temi affrontati sono tanti. Il credere
nella possibilità del cambiamento. Il
significato del pentimento autentico.
Da parte sua, Gesù perdonò anche a Giudicare ed essere giudicati. Il
chi lo aveva condannato a morte (Lc significato di una pena da espiare.
24,34), ma solo a chi riconosce la Lauritano (foto in alto a sinistra)
propria colpa e si ravvede (Lc 24,39- conduce laboratori teatrali con detenuti
43) egli poteva assicurare la salvezza. dal 1993 e nel 2006 ha fondato la
Malfattori e carceri non mancano nel compagnia “Il Ponte magico” presso il
Nuovo Testamento. Ai primi viene penitenziario di Velletri. Crede
annunciata una parola di conversione, profondamente nel valore pedagogico
mentre in prigione vengono condotti della recitazione. «Forse è qualcosa che
costantemente gli apostoli. Quello che aiuta molto più me che loro – confessa
dicono non piace. Perché rende – perché quando entro nel carcere, mi
immuni alle minacce di tortura e di sento paradossalmente libero. Ma
morte. I primi cristiani subiscono proprio per questo spero e credo che
persecuzioni e in cambio... benedicono. l’attività teatrale renda liberi
San Paolo viene incarcerato più volte, interiormente anche loro. In fondo chi
eppure scopre lì una dimensione della vive una situazione di detenzione
libertà intima e profonda, che nessuno temporanea, vive una situazione
può sottrargli. La Parola di Dio non privilegiata: molti non conoscono il

20 - ANNO I - N. 9 MARZO 2009


Un momento dello
spettacolo andato
in scena nel
Santuario Regina
degli Apostoli
a Roma. I costumi
sono stati ideati
e realizzati
dalle detenute
della Casa
Circondariale
di Latina.

nascere l’apprezzamento per il lavoro emozioni e di cose, una giungla che ti possibile se le cattive compagnie sono
altrui. Ti fa essere protagonista positivo porta a trasgredire senza neanche parte della nostra stessa natura umana?
quando invece, fino a poco fa, eri rendertene conto. Facendo teatro ho E infatti all’interno del carcere c’è
sempre stato l’eroe negativo. Scopri che cominciato a socializzare con altri e a gente che peggiora. Come si fa a non
sei capace di fare altro. Che puoi essere lavorare sul mio modo di pormi. Fino sbagliare? Solo per paura di ricadere in
un altro». «Tutti gli istituti di pena che a quando, un giorno, ti rendi conto situazioni che ti hanno ferito? ma
hanno al loro interno laboratori teatrali che c’è stato un cambiamento quando la paura viene meno? Questo
godono una migliore qualità della vita positivo». Massimo, che è uscito per lo riguarda anche la fede. Come posso
– ci assicura Giuseppe Makovec, spettacolo dopo due anni di diventare un timorato di Dio proprio
direttore del carcere di Velletri. – detenzione, ha ricominciato a percepire io, che sono stato un detenuto? Come
Perché il teatro mette in gioco, fa il significato della libertà. Se l’era posso sostituire una paura con un’altra?
riflettere, sviluppa la fantasia e la dimenticato: «Stare di nuovo in mezzo Forse perché la fede è qualcosa di
comunicazione. E questo ha un effetto alle persone è stato un impatto forte, diverso dalla paura: significa fidarsi,
a cascata su tutto l’istituto». ma molto positivo. Guardare a lungo il lasciarsi andare». «Di san Paolo –
cielo, i prati, le macchine, tutto il aggiunge Riccardo – mi sorprende che
L’esperienza sul palco movimento che c’è. Ti rendi conto che abbia scritto queste cose quasi duemila
Parole che trovano una conferma in carcere, anche se vieni aiutato anni fa. La cattiveria, le infedeltà, le
immediata nell’esperienza dei detenuti. molto, vivi sempre in ritardo... cancelli pene capitali, non sono mai cambiate.
«Come puoi immaginare – ci racconta da aprire, richieste alle guardie se vuoi Eppure le risposte che dà Paolo a
Riccardo – il carcere è un luogo di camminare... sei chiuso in una queste realtà sono ancora attuali.
“repressione”, anche emotiva. Mentre dipendenza continua. Eppure proprio Questo mi ha anche riavvicinato alla
l’immedesimarsi in un personaggio, lì ho saputo conquistarmi un posto di fede. Sono stato battezzato e cresimato,
studiare le parti, fare tuo il linguaggio lavoro, e la fiducia di educatori e ma mi ero allontanato dalla fede
del corpo, ti aiuta a esprimere quello agenti. E questo mi ha reso molto perché era diventata un’abitudine.
che senti dentro. All’inizio ero scettico, contento». A Roberto, ex detenuto che Davanti alla cattiveria del mondo
era solo un modo per fare qualcosa di continua a partecipare al laboratorio avevo perso la speranza. Ma leggendo
nuovo e passare del tempo fuori dal teatrale, domandiamo cos’ha quello che Paolo ha scritto... le sue
carcere. Poi è venuta la passione. È significato confrontarsi con la figura di parole sono un inno alla generosità e
un’esperienza forte, che mi ha san Paolo. «È stato portare sul all’amore da duemila anni. Anche
cambiato il modo di pensare». In che palcoscenico quello che pensi l’amore e la generosità sono rimaste nei
modo? «È come se il mondo in cui costantemente – ci spiega. – Si secoli. Nessuna cattiveria è riuscita a
vivevo prima fosse stato coperto dalla raccomanda spesso di non frequentare cancellarle del tutto».
nebbia. Ero preso in un turbine di le cattive compagnie, ma com’è Paolo Pegoraro

ANNO I - N. 9 MARZO 2009 - 21