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04/03/13

Il mio 68 di Catherine Spaak | Noi Donne .org


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Arti, Musica e Cultura

1968/2008

Il mio 68 di Catherine Spaak


"trovavo che le donne italiane fossero molto in ritardo; il contrasto con la realt francese era sconcertante. Ero stupefatta che le ragazze a 18 anni non andassero a vivere per conto loro, che fossero cos controllate"
Tiziana Bartolini

Il 68 lho vissuto un po di riflesso. In quegli anni lavoravo moltissimo, facevo un film dopo laltro, e non ero consapevole di quello che stava accadendo in Italia. Venivo da Parigi e per quello che riguardava il costume trovavo che le donne italiane fossero molto in ritardo; il contrasto con la realt francese era sconcertante. Ero stupefatta che le ragazze a 18 anni non andassero a vivere per conto loro, che fossero cos controllate. In Francia le donne erano molto pi libere e potevano esprimersi con autonomia anche con progetti di lavoro e di carriera. In Italia cera il delitto donore mentre in Francia cera il divorzio gi da molti anni. Abbiamo intervistato Catherine Spaak, bella oggi quanto ieri, durante le prove per limpegnativo monologo Vivien Leigh. Lultima conferenza stampa di Marcy Lafferty (tradotto e adattato dalla stessa Spaak) che ha debuttato a Roma a fine ottobre. Ero sul set e non avevo rapporti con il mondo della scuola, ma avvertivo un fermento che per non mi sembrava qualcosa di straordinario: lo avevo gi vissuto in Francia e quindi tutto quello che accadeva lo percepivo come molto naturale. Per me era logico che in una situazione con quei ritardi ci fosse un desiderio di affrancamento. Ma come era il mondo dello spettacolo negli anni sessanta? Sul set i giovani erano pochi e poi cera un maschilismo pesante. Lo trovavo strano perch avevo creduto che lambiente cinematografico fosse libero e di larghe vedute, invece la situazione era analoga a quella della societ italiana. Sul set cerano tre donne: lattrice, la segretaria di edizione e la sarta. Il resto della troupe era composta di uomini, che per quanto riguardava le donne avevano una mentalit molto arretrata: o sante o puttane. Non che trattassero le attrici in modo irrispettoso, ma capitava anche la battuta offensiva e latteggiamento maschile nei confronti delle donne era decisamente negativo. Ero stupefatta di questa situazione. La giovane Catherine spesso interpretava ruoli di adolescenti spregiudicate. Uno stereotipo che stato anche un fardello. O no? Non saprei dire, non me ne sono mai preoccupata. Certamente limmagine di quegli anni fu forte. Cambi la moda, il costume il modo di pettinarsi, vestirsi, rapportarsi con i ragazzi. Cominci la libert sessuale e cambiarono anche i modelli femminili. Nel 60 andavano le maggiorate: donne formose, rotonde, burrose. Poi arrivarono ragazze longilinee, asciutte, con un erotismo pi celebrale. Questo nuovo modello ha corrisposto con la mia fisicit e anche con un modo non spregiudicato (perch non lo ero affatto) ma pi libero, quello s, di esprimere opinioni e gusti. Tutto questo ha fatto in modo che in quegli anni fossi un punto di riferimento. Ero adorata dai giovani, le ragazze si pettinavano e si vestivano come me. Quella giovane attrice francese ha aiutato dunque le ragazze italiane a conquistare le loro libert? No, pensare questo sarebbe presuntuoso. Sicuramente ho rappresentato la tipologia della nuova donna. Ho avuto anche la fortuna di fare dei film con registi e sceneggiatori che avevano intuito questo cambiamento e che lo proponevano. Una vita passata sotto i riflettori. Ci sono differenze oggi, con il passato? E cambiato tutto. Oggi sul set ci sono moltissime donne, prima non era concepibile. Allepoca si girava con delle grosse macchine da presa e il regista era presente sul set. Oggi il regista in un gabbiotto, lontano; non guarda quello che accade mentre si gira ma lo vede direttamente sullo schermo. Allora si sviluppava la pellicola e ci si riuniva in una sala dove cera una proiezione settimanale del girato. Oggi il regista vede subito il risultato finale, pu intervenire immediatamente su quello che sar il prodotto finale. Secondo lei il 68 e tutti i cambiamenti che arrivarono furono positivi? S
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04/03/13

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assolutamente. C stato un progresso. A distanza di tanti anni osservo che per quanto riguarda levoluzione femminile siamo in una fase di stasi, anzi stiamo tornando indietro. Perch oggi ci sono delle critiche al 68 ? Mi sembra ridicolo incolpare il 68 dei problemi che viviamo oggi, causati da altri fattori. Laccelerazione che ha impresso la tecnologia, anche alla nostra vita quotidiana, stata troppo veloce: i cellulari, i canali televisivi che ci consentono di essere testimoni dal vivo di ci che accade nel mondo contemporaneamente allevento. C anche un altro fattore di cui non si parla mai: quanti milioni di persone di pi ci sono al mondo. Oggi ci accalchiamo in code e assistiamo a disastri ecologici. La vita quotidiana era diversa e diverso lo spirito. Con il famoso boom italiano della ricostruzione dopo la guerra cera la speranza di qualcosa di migliore, i giovani erano pieni di sogni. Oggi cosa pu sognare un giovane? Tutto diventato pi difficile e faticoso. Io non vorrei mai avere ventanni oggi. Vorrebbe dire qualcosa, alle giovani di oggi.Non voglio dare consigli, non fa parte del mio carattere. Spesso ho la sensazione che queste giovani non sappiano cosa successo prima che loro nascessero, che cosa hanno fatto le loro madri e le loro nonne. E un gran peccato perch sembra che tutto sia possibile, che sia dovuto. E anche da disprezzare, in un certo modo. Invece dovrebbero sapere come era la vita negli anni quaranta, cinquanta e sessanta e dovrebbero apprezzare le battaglie che hanno fatto le donne per ottenere dignit e rispetto, una certa parit nel costume e nel lavoro, libert nella vita sessuale e nei rapporti con gli uomini, garanzie con la legge e tutele dei diritti. Questa libert, che il frutto di tante lotte delle donne nate prima di loro, utilizzata in modo erroneo. La libert sessuale, ad esempio, non andare a letto col primo che capita. La liberta in generale qualcosa di estremamente positivo. Invece molti giovani vivono la loro libert in modo distruttivo, addirittura come una specie di fardello. Il discorso evoca altre considerazioni e le conclusioni dicono che, purtroppo, c stato qualcosa che fallito, che andato male. Bisogna ritrovare il senso della propria vita, del proprio essere, della propria dignit. E penso anche ai ragazzi, non solo alle ragazze. Come eravamonoidonne Tutto cambiato rispetto al 68. In meglio perch le donne hanno conquistato libert e autonomia..ma? C qualcosa che non va. Cosa? Per le donne e per gli uomini, nella stessa maniera? La vita cambiata per tutti, donne e uomini, ma ci sono differenze. Quali? (Scrivi riflessioni e opinioni anche sul tuo 68 a: redazione@noidonne.org) (11 novembre 2008) (11 Novembre 2008)
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