Sei sulla pagina 1di 4

Il diritto quel complesso di regole di condotta che disciplinano i rapporti tra i membri di una collettivit.

. Il fenomeno giuridico nasce dove esiste un contesto sciale che necessita di regole riconosciute da tutti, attorno a determinati fini da conseguire attraverso lorganizzazione collettiva. Lautorit un potere gerarchico formalizzato socialmente e regolato da norme e sanzioni (sovranit del popolo). Lautorevolezza un riconoscimento soggettivo di una persona per le sue capacita e la sua esperienza. Le forme di governo si diversificano a seconda della distribuzione dei tre poteri esecutivo, legislativo e giudiziario. Tra il Parlamento e il Governo esiste un accordo di fiducia reciproca, sono riconosciuti dalla sovranit e regolati da norme giuridiche, la magistratura un organo indipendente ed imparziale. I fini e i contenuti di una regola giuridica possono riguardare ogni tipo di rapporto di convivenza, sopravvivenza e sviluppo. Il legame fra fenomeno giuridico e fenomeno sociale strettamente connesso nella storia passata e recente. Con la nascita delle prime forme di aggregazione sociale le citt-stato, che superavano lo stadio di sviluppo dei singoli nuclei familiari di una societ basata sullagricoltura dellautosostentamento, e il conseguente avvio di un processo evolutivo nelle strutture sociali, viene a crearsi un tessuto di regole e norme, volte essenzialmente alla protezione e al commercio dei beni primari. Ha origine lo Stato, unentit che si colloca al di sopra del popolo, che vivono in un determinato spazio (territorio statale) e che rivendica la forza e il potere necessari per assicurare la salvaguardia del gruppo sociale. Attraverso i suoi organi esponenziali, disciplina con una serie di regole i rapporti interni tra i singoli e i gruppi sociali ed esterni con altri Stati. Le regole si dividono in regole giuridiche: dirette a disciplinare i rapporti fra gli individui funzionali al raggiungimento del fine primario, legate agli eventi storici concreti di quella comunit e caratterizzate dalla coattivit, da organi sanzionatori volti a reprimerne le violazioni; e regole di altro genere (religiose, morali) orientate a guidare il comportamento dei singoli, legate a valori atemporali e trascendenti con la possibilit di aderirne spontaneamente. Sono frequenti i casi in cui esse si condizionino reciprocamente , il che conferma la storicit del fenomeno giuridico, che riflette i mutamenti sociali nel tempo. Le regole giuridiche non sono sempre scritte in atti (diritto scritto) ma a volte hanno origine dalla consuetudine di una societ (diritto non scritto). La progressiva estensione del diritto scritto stata necessaria per garantire certezza e delimitazione dei poteri nel tempo, specie nelle grandi citt, nonostante la nascita di una norma scritta non assicuri la sua ottemperanza nei reali rapporti umani. Le caratteristiche del fenomeno giuridico sono: leffettivit, ovvero la conoscenza ed osservanza di una regola da parte dei suoi membri in maniera obbligatoria, frequente infatti la non osservanza di una regola nel caso in cui essa non corrisponda pi a nessuna esigenza (desuetudine), nel caso questo avvenga esiste una norma che disciplina la fonte legittimata a mutare o annullare una norma ormai obsoleta; la certezza del diritto, ovvero il raggiungimento delleffettivit di una regola tramite strutture (lordinamento giudiziario) e istituti (le sanzioni) applicati in caso di infrazione della stessa; la relativit del diritto, significa che le regole possono avere un contenuto mutevole a seconda della situazione, e con la norma, anche lintero concetto di giuridicamente rilevante, sempre a seconda del caso particolare preso in esame. La differenza tra disposizione e norma che la prima pu essere interpretata in quanto generale e applicabile in svariati casi attinenti allargomento, la norma una sua appendice che specifica tutto il resto delle possibilit che derivano dalla disposizione iniziale. Essendo la regola giuridica una regola di comportamento essa deve determinare cosa bisogna regolare e come bisognerebbe procedere subito dopo. La prima operazione consiste in una selezione tra gli aspetti della vita umana di quelli riguardanti la sfera del diritto, tali fatti costituiscono la fattispecie astratta da disciplinare: unattivit volontaria (atti giuridici) o un evento accaduto non volontariamente (fatti giuridici); la seconda operazione determina gli effetti da imporre anche contro la volont del destinatario della norma, possono essere lobbligo di svolgere una determinata attivit (posizioni soggettive di svantaggio), tra cui i doveri (per soddisfare un

interesse di carattere pubblico), di obblighi (per soddisfare gli interessi di un singolo) e di oneri (previsti per ladempimento di un interesse personale) oppure il diritto di esigere dagli altri un comportamento conforme a quello imposto dalla norma (posizione soggettiva di vantaggio), tra cui la posizione di diritto soggettivo, di colui il cui interesse protetto dalla norma, mediante limposizione di un dovere ad altri soggetti, e si distinguono i diritti assoluti (limposizione prevista per una moltitudine non definita di persone) e diritti relativi (nel caso ad esempio dei diritti di un creditore verso un debitore). O anche di una norma che tutela indirettamente linteresse del singolo, titolare della posizione di interesse legittimo (per tutelare linteresse di pi persone indistinte), da questo si distingue linteresse semplice/ di fatto, che rappresenta una situazione potenzialmente traducibile in un diritto soggettivo o interesse legittimo. Le propriet di una norma giuridica devono essere la: positivit, cio il riconoscimento effettivo del suo utilizzo, la coattivit, cio la possibilit di farla rispettare, lesteriorit, che disciplina lo svolgimento della norma nella societ, e la generalit e astrattezza, che la rendono mutevole ed interpretabile. Diritti, doveri, interessi ed obblighi rappresentano il contenuto di una norma giuridica. I soggetti giuridici a cui le norme di riferiscono sono le persone fisiche, dotata della capacit giuridica cio titolare di diritti e doveri dalla nascita e della capacit di agire, limitata dai casi in cui non si in grado di esprimere consapevolmente la propria volont, come per un minore o un infermo di mente. Esistono anche le persone giuridiche, cio una pluralit di persone che danno vita ad una organizzazione per perseguire una finalit comune (societ commerciali) o una pluralit di beni gestiti da pi persone (fondazioni); essi sono soggetti giuridici autonomi titolari della capacit giuridica e di agire. Si distinguono le persone giuridiche private (fenomeni di aggregazione sociale) e pubbliche, tra cui lo Stato stesso, soggetto giuridico nei confronti degli altri Stati e dei suoi cittadini. Lo Stato lunico centro di imputazione nonostante tutti i suoi organi che agiscono per suo nome e conto in virt di un rapporto organico. Un rapporto distinto da quello di rappresentanza che si ha ne caso una persona fisica decida di (rappresentanza volontaria) o debba (rappresentazione legale) far gestire i propri affari da un altro soggetto. Lorgano dello Stato lo Stato stesso, gli atti giuridici che impone possono rivolgersi contro di esso. Tra i soggetti giuridici vi sono anche i fenomeni associativi (associazioni di fatto, non riconosciute, come sindacati, partiti, associazioni culturali) destinatari di alcune norme. La complessit e stabilit di un apparato sociale corrisponde alla complessit delle regole di diritto, considerate un sistema o ordinamento giuridico. Linsieme delle regole ha bisogno di organizzazione, di soggetti istituzionali che ne assicurino la produzione (organi che pongono le regole) e lapplicazione ed osservanza (organi che assicurano il rispetto e lesecuzione delle regole). Un apparato istituzionale (Parlamento) consente la nascita delle regole, un apparato esecutivo (Governo) mette in atto le regole. Se vero che un ordinamento giuridico nasce nel momento in cui un gruppo sociale si pone un fine da perseguire e che deve assumere certe regole, potremmo avere diversi ordinamenti giuridici quanti sono i possibili fini che determinano laggregazione di un gruppo di persone, questo il concetto della pluralit degli ordinamenti giuridici. La natura di un ordinamento giuridico dipende dal rapporto tra lordinamento e il gruppo sociale che in esso si riconosce, non dai fini pi o meno variegati. Gli ordinamenti particolari si propongono il raggiungimento delle finalit pi varie delimitate ad un settore e a specifici interessi di qualsiasi genere. Gli ordinamenti generali si propongono il soddisfacimento di una finalit onnicomprensiva di tutti i possibili interessi sociali: si distinguono in originario oppure derivato. originario quando non deriva la sua sovranit da nessun altro ordinamento (lo Stato, la Chiesa, la Comunit internazionale); derivato quando la sua sovranit un riflesso della sovranit di un altro ordinamento (gli enti territoriali e l'Unione europea). Lesistenza di una pluralit di ordinamenti genera difficolt tra le loro relazioni reciproche, in particolare lesigenza di una convivenza pacifica. Questo risolto riconoscendo allordinamento giuridico generale (quello statuale) il compito di regolare i rapporti tra i membri di una

comunit e tra i diversi ordinamenti giuridici al suo interno, purch i loro interessi non collidano con quelli dello Stato. E evidente che ad ogni estensione dellarea degli interventi statuali ci sar un restringimento della libert degli ordinamenti minori e dei suoi gruppi. Anche sul campo esterno si manifestata lesigenza di assicurare la convivenza non conflittuale di una pluralit di ordinamenti tutti generali (gli Stati). Esistono forme di collaborazione internazionale di natura economica, politica e militare (lONU o lUE) e strumenti che disciplinano le relazioni tra le regole dei diversi ordinamenti (un trattato internazionale). Lo Stato lordinamento che attraverso una propria organizzazione (organi politici, amministrativi e giuridici) che compongono lo Stato-apparato, assicura la pacifica convivenza e il perseguimento di uno scopo condiviso da una collettivit sociale (Stato-comunit) sul piano interno e sul piano esterno. Gli ordinamenti giuridici statuali si possono racchiudere in due macroaree: ord. di Common Law e di Civil Law al quale appartiene anche lordinamento italiano. Essi hanno nel tempo subito un processo di reciproco condizionamento; lordinamento inglese si ascrive al Common Law e lelemento differenziale appartiene ai modi di produzione delle norme giuridiche e ai soggetti coinvolti. Negli ordinamenti di Common Law ci si basa su un tessuto di regole prevalentemente non scritte, non contenute in atti normativi, bens in decisioni giurisprudenziali basate su principi derivanti dallesperienza e dalla prassi del giudice; neppure le regole costituzionali in Inghilterra si rifanno ad un unico testo, risalgono a codici pi antichi. Nel Common Law la sentenza del giudice acquista valore normativo, egli fonte di diritto, e si segue il principio dello stare decisis in base al quale nessun giudice pu discostarsi da una norma affermata in precedenza da un giudice per un caso analogo. Negli ordinamenti di Civil Law le regole di diritto sono scritte, che siano di livello costituzionale o inferiore, la norma tale solo se contenuta in atti riconosciuti dallo Stato; il ruolo del giudice quello di interpretare la regola giuridica scritta e applicarla al contesto in maniera imparziale. Col passare del tempo alcune caratteristiche tra i due tipi di ordinamento si sono diffuse tra loro, come laumento progressivo del ricordo al diritto scritto (Statute Law) come per le decisioni del giudice negli ordinamenti di Civil Law, che nel creare una nuova norma prendono sempre pi spunti da casi ormai risolti. Le norme giuridiche nascono attraverso due meccanismi: mediante lazione di organi del potere in grado di creare, integrare o modificare il diritto o mediante lattribuzione di valore giuridico a certe regole nate da fatti o comportamenti umani. Se sono gli organi dello Stato a creare una norma essa sar contenuta negli atti: fonti-atto (legge del Parlamento, regolamento del Governo), altrimenti si dicono fonti-fatto, nate da comportamenti umani consuetudinari ai quali alla fine si attribuisce un valore giuridico. Fonti-atto e fontifatto sono in grado di incidere sul sistema giuridico secondo una scala gerarchica di incidenza (forza normativa), con al vertice uninsieme di regole ricomprese in un atto normativo (la costituzione scritta) a volte regole nate dalla consuetudine (costituzione non scritta). La costituzione la base alla quale ogni altra regola deve uniformarsi. Si dice in questo caso che la Costituzione sia rigida, non modificabile, inoltre le norme costituzionali seguono la regola delleffettivit, esiste dunque una Costituzione formale (quel complesso di norme costituzionali) e Costituzione effettiva (quella parte della Costituzione davvero operante in questo momento storico). Per Costituzione materiale ci si riferisce al risultato delle concezioni delle forze politiche dominanti, che talvolta possono andare oltre la costituzione formale, quando questo accade, si creano le condizioni per il mutamento della Costituzione formale. Una norma ormai obsoleta della costituzione pu essere momentaneamente modificata o resa illegittima senza ledere lintera disposizione, senza creare lhorror vacui. Un altro principio che regola i rapporti tra diverse fonti normative quello della competenza, che fa riferimento allorgano titolare del potere di emanare una regola. Per esempio tra legge statale e legge regionale non ci sono superiorit gerarchiche, i loro rapporti reciproci sono regolati da diverse sfere di competenza, di modo che la legge regionale potr insistere su certi fattori della regione ma sar sottoposta a vincoli di libert rispetto alla legge statale. Unulteriore regolatore il valore delle norme nel tempo e nello spazio: Tra norme di pari grado gerarchico prevale quella entrata in

vigore per ultima, che di regola porta con se modifiche alla prima. Quanto al valore nello spazio il principio da applicare quello della territorialit del diritto, cio le norme giuridiche hanno efficacia su di una collettivit di soggetti individuati in relazione ad una limitata area geografica (legge statale in tutta Italia, legge regionale, nella sola regione). Le fonti finora citate sono le fonti interne, che operano in un determinato sistema giuridico e ne assicurano la continuit tramite la produzione di nuove norme. Esistono le fonti esterne, appartenenti a sistemi giuridici diversi (trattati internazionali), il tutto in ogni caso disciplinato dal sistema giuridico con norme a riguardo.