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DISCIPLINA: ECONOMIA AZIENDALE PROGRAMMAZIONE MODULARE DELLA DISCIPLINA CLASSE V ITC IGEA

MODULI U.D.1. U.D.2. 1. LE IMPRESE INDUSTRIALI U.D.3. U.D.4.

UNITA DIDATTICHE CARATTERI STRUTTURALI ED ORGANIZZATIVI LA GESTIONE IL SISTEMA INFORMATIVO LA CONTABILITA GENERALE ED IL BILANCIO DESERCIZIO LANALISI PER INDICI LANALISI PER FLUSSI LA REVISIONE E LA CERTIFICAZIONE DEL BILANCIO I BILANCI STRAORDINARI LA VALUTAZIONE AZIENDALE IN MOMENTI STRAORDINARI LA CONTABILITA DI GESTIONE PIANI E PROGRAMMI AZIENDALI IL RUOLO DELLE BANCHE IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO LA GESTIONE DELLE IMPRESE BANCARIE LE OPERAZIONI DI RACCOLTA I FIDI BANCARI LE OPERAZIONI DIMPIEGO

U.D.1. 2. ANALISI, REVISIONE E CERTIFICAZIONE DI BILANCIO U.D.2. U.D.3.

U.D.1. 3. LA VALUTAZIONE DEL PATRIMONIO AZIENDALE U.D.2.

4.

LA PIANIFICAZIONE U.D.1. STRATEGICA ED IL CONTROLLO DELLA GESTIONE U.D.2. U.D.1. U.D.2. U.D.3.

5.

LE IMPRESE BANCARIE U.D.4. U.D.5. U.D.6.

MAPPA CONCETTUALE "MODULO 1"

LE IMPRESE INDUSTRIALI

ASPETTI STRUTTURALI

ASPETTI GESTIONALI

ASPETTI CONTABILI

Le principali classificazioni

I processi produttivi

Il sistema informativo

La struttura Del patrimonio

Le principali Scelte operative

Le strutture organizzative

I settori della gestione

La contabilit generale

La formazione del reddito

Scritture desercizio

Scritture di Fine periodo

Bilancio Desercizio

MODULO 1 LE IMPRESE INDUSTRIALI U.D.1 Caratteri strutturali ed organizzativi Le imprese industriali sono aziende di produzione diretta che attuano la trasformazione delle materie prime in semilavorati o prodotti finiti destinati allo scambio nel mercato. Tali imprese a differenza delle imprese mercantili, attuano sia un processo tecnico sia economico. I processi attraverso i quali si ottiene la produzione, ha subito nel corso degli anni notevoli trasformazioni in relazione ai continui progressi delle tecnologie che hanno portato a stili di vita diversi ed a richieste sempre pi esigenti da parte dei consumatori. Le imprese industriali si sono via via adattate a queste mutevoli esigenze individuando delle linee di azione ben precise che possiamo cos sintetizzare: continua innovazione tecnologica orientamento della produzione al cliente qualit totale nuovi sistemi di gestione della produzione Uno dei principali problemi che si pongono alla costituzione di unazienda industriale la sua localizzazione, ossia la scelta del luogo geografico dove ubicare la sede e/o le eventuali filiali in cui sar attuata la produzione o la commercializzazione di un determinato prodotto. In considerazione di ci occorre analizzare una serie di molteplici fattori che incideranno sulla gestione economica dellimpresa e che possiamo cos riassumere: vicinanza dei mercati di sbocco e di approvvigionamento delle merci personale qualificato disponibilit di fonti di energia infrastrutture adeguate possibili finanziamenti pubblici possibilit di reperire finanziamenti a basso costo altro ancora

Tali fattori, occorre puntualizzare, sono di fondamentale importanza per la determinazione dellavviamento aziendale, cio della sua capacit reddituale. La struttura organizzativa di unimpresa industriale costituita dalle singole funzioni aziendali, le quali sono espletate dagli organi ai quali sono assegnati dei

compiti, mansioni e posizioni ben precise nel rispetto di determinati rapporti gerarchici fra le varie unit organizzative le quali sono stratificate in vari livelli di autorit e di responsabilit. Le strutture organizzative pi comuni sono: la struttura funzionale la struttura divisionale la struttura per matrice La struttura funzionale costituita da un modello organizzativo nel quale le attivit sono raggruppate in base a funzioni aziendali omogenee (marketing, produzione, amministrazione, personale, ecc.). Tale struttura organizzativa non risulta di tipo gerarchico, ma si propone come un modello che adotta il principio della specializzazione e quindi lassolvimento di compiti avviene in base alle specifiche competenze di ciascun organo aziendale. La struttura divisionale adottata da aziende di grandi dimensioni, le quali hanno una diversificazione delle produzioni e/o delle aree geografiche in cui operano. Per tali imprese la direzione delle singole funzioni aziendali affidata ad organi responsabili di una certa attivit, area geografica, linea di produzione ecc.. Per tali ragioni essa risulta una struttura di tipo decentrata, in quanto le singole divisioni, sono dotate di autonomia operativa e la direzione preposta responsabile della redditivit della divisione stessa. La struttura per matrice adottata da imprese di grandi dimensioni che operano su commessa o per progetti e che attuano una divisione per funzione e per progetto da realizzare. In tale struttura organizzativa, i singoli progetti, produzioni o commesse di lavorazione, hanno una gestione separata delle attivit e degli organi che sono preposti alla sua realizzazione, pur mantenendo una direzione generale unica che garantisce il raggiungimento degli obiettivi primari aziendali.

U.D.2 La gestione La gestione linsieme delle operazioni aziendali rivolte al perseguimento degli obiettivi aziendali. Limpresa industriale attua una serie di operazioni che possiamo cos classificare: operazioni di finanziamento operazioni di investimento operazioni di trasformazione fisico-tecnica operazioni di disinvestimento

La gestione pu essere analizzata sotto laspetto economico, finanziario e tecnico. Laspetto economico relativo al sostenimento dei costi ed al conseguimento dei ricavi che influiscono sulla determinazione della redditivit aziendale. Laspetto finanziario relativo al reperimento delle fonti di finanziamento a titolo di capitale proprio o di capitale dei terzi. Laspetto tecnico si riferisce ai processi interni di trasformazione. Una delle problematiche relative alla produzione relativa al perseguimento della flessibilit e dellelasticit. Per flessibilit sintende la capacit del sistema produttivo di adeguarsi in tempi rapidi a modifiche strutturali nella composizione dei prodotti per andare incontro alle mutevoli richieste del mercato. Per elasticit sintende la capacit del sistema produttivo di adeguarsi in tempi rapidi a volumi produttivi diversi in relazione alle specifiche richieste del mercato. Lautomazione dei processi di produzione vista nellottica della flessibilit e dellelasticit e persegue i seguenti obiettivi: diversificare la produzione migliorare la qualit aumentare la flessibilit e lelasticit produttiva rispondere in modo puntuale alle specifiche richieste del mercato

E comunque importante far notare che un elevato grado di automazione richiede ingenti investimenti ed elevate professionalit, per cui diventa fondamentale unanalisi attenta dei costi benefici per individuare in modo corretto lopportunit in termini economici di procedere ad operazioni che possono incidere in modo rilevante sulla redditivit aziendale.

U.D.3 Il sistema informativo E linsieme delle persone, dei mezzi e delle procedure con cui si attua la raccolta,lelaborazione, lo scambio e larchiviazione dei dati, allo scopo di ottenere un flusso organizzato di informazioni che gli organi aziendali possano utilizzare per assumere razionalmente le decisioni. Le scelte di investimento, soprattutto nelle grandi imprese, costituiscono delle scelte guidate: Le alternative sono spesso molteplici e non di rado celano il sostenimento di costi indiretti e di difficile preventivazione, sorge a tal proposito la necessit di reperire, prima di attuare linvestimento, tutti i dati necessari allindividuazione dei rendimenti attesi. Tali dati ci sono forniti dalla contabilit generale, dalla contabilit industriale, dalla programmazione, dal budget, dallanalisi degli scostamenti e dallanalisi di bilancio, per essere infine selezionati, sintetizzati e interpretati dal sistema informativo direzionale. Una scelta di investimento sbagliata pu comportare la perdita dei rendimenti previsti e nei casi peggiori leliminazione del prodotto venduto sul mercato o addirittura cambiamenti strutturalmente rilevanti come la cessione di rami o di complessi aziendali. Attraverso una continua analisi dei costi possibile raggiungere gli obiettivi prioritari preventivati, prefissati dalla programmazione e dal budget. Lanalisi degli scostamenti ci permette di individuare tempestivamente il mancato raggiungimento degli obiettivi anche parziali e quindi di attuare tutte le azioni correttive che si ritengono idonee a ripristinare una condizione ottimale di efficienza gestionale.

U.D.4 La contabilit generale ed il bilancio desercizio La parte delleconomia aziendale che si occupa della rilevazione delle operazioni di gestione prende il nome di contabilit e se questa si riferisce alle operazioni di gestione compiute durante lesercizio, prende il nome di contabilit generale. La contabilit generale occupa un posto intermedio fra il controllo preventivo e il controllo consuntivo della gestione. La contabilit generale infatti serve per annotare le operazioni di gestione man mano che queste sono compiute attraverso la rilevazione di movimenti di valori finanziari ed economici. La rilevazione pu avvenire in ordine cronologico o sistematico negli strumenti della contabilit generale che sono fondamentalmente: il libro giornale su cui si registrano in ordine cronologico, tutte le operazioni di gestione il mastro su cui si rilevano in modo sistematico le operazioni di gestione il piano dei conti che costituito da un elenco con codifica aperta di tutti i possibili conti che interessano una specifica impresa. Sui libri contabili le rilevazioni aziendali sono annotate sia durante lesercizio (scritture di esercizio) che alla fine del periodo amministrativo (scritture di assestamento). Le scritture di esercizio rilevano i fatti aziendali che si sono svolti durante il periodo amministrativo, viceversa le scritture di assestamento integrano e rettificano opportunamente costi e ricavi, elementi attive passivi del patrimonio al fine di determinare il reddito dellesercizio e di rappresentare il patrimonio di funzionamento. Queste ultime informazioni sono contenute in un documento contabile che prende il nome di bilancio desercizio. Il bilancio desercizio pu definirsi come quel procedimento tecnico contabile di determinazione e di rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria a fine esercizio e dei risultati economici prodotti dalla gestione. Il bilancio desercizio disciplinato dagli articoli 2423 e seguenti del Cod.civ., mentre fiscalmente non redatto un bilancio apposito ma in sede di dichiarazione dei redditi occorre trasformare il redito contabile in reddito fiscale mediante la stesura di un quadro predisposto a tal fine. Il bilancio quale documento consuntivo, assolve a funzioni conoscitive e di controllo svolgendo unimportante funzione per i terzi che mediante la stesura di un quadro fedele rappresenti in modo chiaro e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria dimpresa nonch il risultato economico conseguito. Affinch il bilancio risponda agli obiettivi di funzione informativa la sua redazione deve seguire i principi contabili che dovranno essere tenuti presente nellinterpretazione delle quantit economiche e finanziarie in esso contenute.

I principi generali che regolano la redazione del bilancio sono: chiarezza (intelligibilit) neutralit (imparzialit delle informazioni in esso contenute) competenza economica (attribuzione dei costi e ricavi allesercizio stesso) prudenza (i costi anche se solo previsti possono essere imputati, i ricavi possono essere rilevati solo se effettivamente conseguiti) criterio del costo (quale criterio base per la valutazione dei valori patrimoniali) la comparabilit dei bilanci fra pi esercizi la costanza nellapplicazione dei criteri di valutazione la valutazione separata (che preclude la possibilit di inserire voci eterogenee in uno stesso gruppo di bilancio)

Il bilancio desercizio si articola in tre documenti inscindibili che sono: lo stato patrimoniale, il conto economico e la nota integrativa rispettivamente disciplinati dagli articoli 2424 2425 2427 del Cod. civ.. Il bilancio accompagnato dalla relazione sulla gestione redatta dagli amministratori e tende ad illustrare landamento della gestione aziendale nel suo complesso. Altro documento di bilancio la relazione del Collegio Sindacale mediante la quale tale organo riferisce allassemblea sui risultati dellesercizio sociale e sulla tenuta della contabilit nel rispetto della disciplina giuridica, fiscale e dei corretti principi contabili. Se la societ ha azioni quotate in borsa, altro documento accompagnatorio che completa il sistema informativo di bilancio la relazione di certificazione rilasciata da societ di revisione al fine di accertare lattendibilit dei valori di bilancio e la corrispondenza fra i documenti contabili e le valutazioni in esso contenute. Le societ quotate sono inoltre soggette al controllo operato dalla CONSOB che ove ritenga non sufficienti le informazioni di bilancio al fine di una rappresentazione corretta e veritiera della realt aziendale, pu richiedere informazioni complementari tra cu il rendiconto finanziario e il prospetto delle variazioni intervenute nelle voci del patrimonio netto. Larticolo 2426 del cod. civ. individua i criteri di valutazione tra cui risultano rilevanti il criterio del costo quale limite massimo per le valutazioni di immobilizzazioni, rimanenze di magazzino e titoli, mentre per le partecipazioni previsto il criteri alternativo del patrimonio netto, che consiste nella valutazione di tali titoli in misura percentuale rispetto al patrimonio netto della societ emittente in base allultimo bilancio regolarmente approvato. In particolare le immobilizzazioni sono inscritte in bilancio al costo di acquisto o di produzione sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio tenendo conto della loro residua possibilit di utilizzazione secondo la predisposizione dei piani di ammortamento. In base ai principi di prudenza e di competenza, se i costi dimpianto, ampliamento, ricerca, sviluppo e pubblicit erogano utilit nellambito di un singolo esercizio, vanno imputati a tale esercizio quali costi di competenza, viceversa saranno

ammortizzati a quote costanti entro un termine massimo di cinque anni, sempre dietro consenso del Collegio Sindacale. Lavviamento inserito in bilancio con il consenso del Collegio Sindacale, pu essere iscritto se e solo se stato sostenuto un costo a suo titolo e sar ammortizzato entro un termine massimo di cinque anni. Le rimanenze riguardanti materie prime, prodotti in corso di lavorazione, semilavorati, prodotti finiti, merci e titoli che non costituiscono immobilizzazioni, devono essere valutate in base al minor valore fra il costo di acquisto o di produzione ed il valore di presunto realizzo sul mercato. I beni fungibili, invece, sono valutati con il metodo della media ponderata, del LIFO o del FIFO. Se tale valutazione risulta discostarsi in modo apprezzabile dai valori correnti di mercato, tale differenza va indicata nella nota integrativa al fine di far trasparire eventuali riserve occulte.

MODULO 2 ANALISI, REVISIONE E CERTIFICAZIONE DI BILANCIO U.D.1 Lanalisi per indici (la rielaborazione) Il bilancio desercizio redatto dagli amministratori assolve principalmente ad una funzione di rendiconto della gestione. La vecchia normativa non prevedeva chiare tavole di sintesi che invece sono state prese in considerazione con lattuazione della IV direttiva CEE al fine di migliorare la capacit informativa dei bilanci pubblicati. I bilanci precedenti presentavano valori di contenuto non omogenei e quindi era necessario procedere alla rielaborazione del bilancio per ottenere maggiori informazioni sulla situazione economica e finanziaria dazienda. Il nuovo bilancio d maggiore chiarezza ma non elimina la necessit di procedere ad ulteriori riclassificazione in funzione di diversi scopi conoscitivi. Lo stato patrimoniale attraverso un prospetto a sezioni divise contrappone gli impieghi alle fonti. Le attivit sono classificate tenendo conto della destinazione degli impieghi e le passivit in base alla provenienza delle fonti. Per il conto economico si abbandonata la configurazione a costi, ricavi e rimanenze per passare alla configurazione a valori e costi della produzione redatta con prospetto a forma scalare. Tale configurazione richiede il calcolo di alcuni risultati parziali non sempre di facile interpretazione e non coincidente con i concetti di margini parziali elaborati dalla dottrina, appunto per questi motivi che rimane la necessit di procedere alla rielaborazione di bilancio. Attraverso lanalisi di bilancio possiamo ottenere informazioni: 1. relative alla capacit reddituale 2. relative alla consistenza patrimoniale 3. relative alla solvibilit 4. relative allo studio dei flussi patrimoniali e reddituali nel tempo 5. relative allidoneit a raggiungere gli obiettivi formulati nei piani. Commento alla rielaborazione dello stato patrimoniale Il criterio di rielaborazione dello stato patrimoniale, contrappone gli impieghi alle fonti considerando la capacit di divenire rispettivamente liquide ed esigibili nei successivi dodici mesi: Si parla a tal proposito di criterio finanziario di classificazione. Gli impieghi sono divisi in capitale fisso relativi ad investimenti di durata superiore allanno, e capitale circolante relativo ad investimenti di durata inferiore allanno. Il passivo distinto in capitale proprio, espressione del capitale di rischio, e da capitale dei terzi, espressione dei debiti di finanziamento e di funzionamento. La distinzione fra indebitamento a breve termine e indebitamento a medio e lungo termine, agevola le analisi di solvibilit e di solidit aziendale. La

distinzione fra attivit immobilizzate e attivit a breve fa riferimento a una liquidit di funzionamento e non derivante da processi di liquidazione totale o parziale dellazienda stessa. Commento alla rielaborazione del conto economico Il conto economico pu essere rielaborato con varie configurazioni, ci nonostante esiste sempre una netta separazione fra gestione tipica e gestione extra caratteristica. La gestione tipica fa riferimento allarea della scelta relativa al processo produttivo del settore nel quale opera lazienda, con particolare riguardo ai processi di acquisizione, trasformazione e scambi della produzione aziendale. La separazione della gestione tipica dalla gestione extra caratteristica si prefigge di isolare gli effetti delle politiche finanziarie e patrimoniali sulla redditivit dellimpresa e di evidenziare i riflessi di operazioni non ricorrenti sui risultati indicati in bilancio. Il processo produttivo dimpresa permette di recare incrementi di valore ai beni e servizi impiegati nella produzione. Tale maggiore valore prende nome di valore aggiunto. Matematicamente esso determinato dalla differenza tra i ricavi ed i costi dei beni e servizi impiegati nella produzione. Se dal valore aggiunto detraiamo i costi del personale otteniamo il margine operativo lordo (MOL) che rappresenta lindicatore di redditivit lorda della gestione prima dellimputazione degli ammortamenti. Sottraendo dal MOL gli ammortamenti otteniamo il reddito operativo indicatore del livello di economicit della gestione, e che rappresenta anche la quota di risultato disponibile per la remunerazione del capitale finanziario sia esso proprio che dei terzi. Detraendo ancora il risultato della gestione finanziaria e patrimoniale otteniamo il reddito della gestione corrente che al netto di tutti quegli elementi di costo e ricavo che non hanno carattere di ricorrenza e normalit (gestione straordinaria), otteniamo il risultato al lordo delle imposte. Detraendo infine le imposte otteniamo lutile desercizio. Gli indici di bilancio Lanalisi di bilancio pu essere condotta sia per indici sia per flussi, ma occorre innanzi tutto che i bilanci oggetto di analisi siano stati revisionati al fine di disporre di dati sufficientemente attendibili nel rispetto dei corretti principi contabili. E necessario inoltre, come abbiamo gi detto, procedere alla rielaborazione finanziaria dello stato patrimoniale e alla rielaborazione del conto economico in forma progressiva. Dopo avere attuato ci possibile partendo dallanalisi dei dati di bilancio attuare linterpretazione prospettica che persegue lobiettivo di formulare giudizi di normalit, di efficienza e di rischio al fine di formulare previsioni

attendibili sulla futura gestione aziendale. Procedendo allattuazione dellanalisi per indici possibile raggruppare tali indici in tre categorie: 1. indici di andamento 2. indici di composizione 3. indici di rapporto Gli indici di andamento servono per pianificare la dinamica temporale delle grandezze (TREND). Il confronto fra le variazioni che tali grandezze assumono nel tempo indicatore delle politiche seguite e dellefficienza e dellefficacia degli interventi adottati. Gli indici di composizione esprimono lincidenza in percentuale di ciascun elemento del patrimonio rispetto al totale degli investimenti e dei finanziamenti permettendo di attuare un quadro di sintesi sullequilibrio fra attivit e passivit. Riferiti al conto economico esprimono lincidenza delle varie classi di costi e dei risultati intermedi in percentuale rispetto al fatturato e al valore della produzione. Gli indici di rapporto fra valori di bilancio indicano la proporzionalit o meno tra le singole voci, consentendo di formulare apprezzamenti sulla gestione reddituale corrente e finanziaria dimpresa. In relazione alloggetto dinformazione distinguiamo gli indicatori di struttura, di redditivit, gli indici finanziari e di liquidit. Gli indici di struttura sono relativi al capitale circolante netto, al margine di tesoreria e al margine di struttura. Il C.C.N. la differenza fra le attivit a breve e le passivit a breve. Esso esprime unimportante condizione di equilibrio finanziario, patrimoniale nel breve periodo in quanto riflette le scelte imprenditoriali in relazione alle fonti di finanziamento reperite per finanziare gli investimenti aziendali. Se il C.C.N. risulta maggiore di zero significa che limpresa ricorre a fonti permanenti per finanziare lattivo immobilizzato e anche una parte del circolante. Se il C.C.N. risulta negativo, negativa risulta la situazione finanziaria e patrimoniale, in quanto rileva la copertura dellattivo immobilizzato anche con fonti finanziarie a breve termine, In generale si pu affermare che diminuzioni del C.C.N. sono da attribuirsi ad investimenti a capitale fisso mediante liquidit, indebitamenti a breve per investimenti di fattori produttivi a lungo, svalutazioni delle rimanenze. Aumenti del C.C.N. sono invece generalmente riconducibili a situazioni come disinvestimenti, rimborsi di debiti a breve, aumenti di mezzi propri e autofinanziamenti. IL MARGINE DI TESORERIA si ottiene dalla differenza tra le disponibilit liquide e le passivit correnti. E indicatore della liquidit dimpresa considerando valori monetari e creditizi ed escludendo le scorte di magazzino. In caso di valori negativi

lequilibrio finanziario verr a dipendere dalla capacit aziendale di sostituire le fonti a scadenza con altre e soprattutto dalle prospettive future. Non sempre infine se il margine assume valori positivi, le condizioni sono favorevoli infatti, la formazione di notevoli risorse liquide pu essere dovuta ad una mancata espansione della liquidit. IL MARGINE DI STRUTTURA si ottiene dalla differenza tra il capitale netto e le immobilizzazioni nette. Il margine di struttura negativo in presenza di valori positivi del capitale circolante netto, significa ricorso allindebitamento a medio e lungo termine per la copertura degli investimenti durevoli. Il margine di struttura positivo esprime quindi la possibilit dellazienda di ricorrere a nuovi finanziamenti per lespansione dellattivit. Il margine di struttura negativo esprime spesso sintomo di squilibri finanziari per insufficienza di mezzi propri, situazione che potrebbe compromettere anche lequilibrio economico. Per quanto invece attiene agli indici di redditivit bisogna analizzare il conto economico. Esso permette di individuare il risultato netto dellesercizio e una serie di risultati parziali come il margine operativo lordo ed i reddito operativo, sia in valore assoluto sia in valore percentuale rispetto ai ricavi netti di vendita o al valore della produzione. Il R.O.E. esprime la redditivit del capitale proprio ottenuto dal rapporto fra reddito netto e capitale proprio, tale indice esprime lefficienza globale di tutte le scelte imprenditoriali, sintetizza lefficacia della gestione aziendale ed individua la remunerazione degli investimenti attuati in azienda. Il R.O.E. dipende dalla redditivit del capitale investito, dallindice di indebitamento e dal tasso di incidenza della gestione extra caratteristica. Altro indice quello della redditivit del capitale investito (R.O.I.), indicatore di efficienza e di efficacia con la quale si sono gestiti i singoli settori aziendali. E un indicatore di economicit globale, vale a dire delle capacit di sfruttare, attraverso politiche di gestione appropriate, gli investimenti al fine di produrre un flusso di reddito adeguato alle risorse impiegate. Esso determinato dal rapporto fra il risultato operativo e il totale degli investimenti e risulta influenzato dallinflazione e dalle politiche di ammortamento. Infatti ammortamenti accelerati si riflettono sia sul reddito operativo sia sul capitale investito. Lindice di indebitamento sar preso in esame successivamente in relazione allanalisi finanziaria dimpresa. Il TASSO DINCIDENZA DELLA GESTIONE EXTRA CARATTERISTICA esprime invece lonerosit dellindebitamento ed utilizzato per illustrare gli effetti delle scelte finanziarie sulla redditivit netta dellazienda. Esso determinato dal rapporto fra il reddito netto ed il reddito operativo e risulta frequentemente minore di uno, per effetto del costo del denaro (i) che tende ad assorbire i risultati operativi al margine operativo. A sua volta il R.O.I. influenzato dalla redditivit sulle vendite (R.O.S.) e dalla rotazione degli impieghi.

Il R.O.S. individua la capacit aziendale di conseguire volumi di vendita a prezzi adeguati alla copertura dei costi sostenuti. Tale redditivit data dal rapporto tra il reddito operativo ed i ricavi netti di vendita. Esso sintetizza lefficienza e lefficacia delle operazioni di acquisto, di produzione e vendita. Molti sono i fattori che lo influenzano tra cui variazioni nelle vendite e nei costi di produzione che se non compensati si riflettono sul reddito operativo. Aumenti delle vendite accompagnati da aumenti meno che proporzionali del reddito operativo individuano una situazione negativa nella quale i costi per la produzione aumentano pi di quanto aumentano i ricavi, per cui risulta eccessivamente oneroso aumentare la produzione. Leffetto combinato del R.O.S. con la ROTAZIONE DEGLI IMPIEGHI, determinato questultimo dai ricavi di vendita sul capitale investito, evidenzia che eventuali valori insoddisfacenti del RO, potrebbero dipendere da un volume di vendite insufficienti rispetto alla capacit produttiva degli impianti e al volume degli investimenti e al volume degli investimenti effettuati per attuare le vendite stesse. Prendendo in esame lanalisi della struttura finanziaria si considera anzitutto IL TASSO DI INDEBITAMENTO (LEVERAGE) al fine di studiare il contributo dato dal capitale proprio agli investimenti aziendali. Esso dato dal rapporto fra il capitale investito e il capitale proprio ed indica il livello di indebitamento ed in questo senso consente di valutare la proporzionalit fra il capitale di rischio e il capitale di credito. Esso esprime quindi un certo grado di rischio inerente agli investimenti finanziari, sia per i soci sia per i finanziatori esterni. In questo senso si chiarisce il concetto di leva finanziaria in relazione agli effetti positivi o negativi sulla redditivit aziendale in presenza di determinati livelli di costo dellindebitamento e di redditivit di capitale investito. Il giusto rapporto di proporzionalit tra il capitale proprio e dei terzi dipende da molteplici fattori come la redditivit aziendale, la variabilit dei risultati, le condizioni generali dellimpresa, dal costo del denaro e dalla scadenza dei debiti, per cui si pu concludere che tale indice non pu essere determinato a priori, ma si pu affermare che in media un indice superiore a tre evidenzia un eccessivo indebitamento. Altri indici da prendere in esame per lanalisi finanziaria sono quelli che rispecchiano il grado di solidit patrimoniale, in particolare il margine di struttura gi preso in esame e LINDICE DI COPERTURA GLOBALE DELLE IMMOBILIZZAZIONI, dato dal rapporto tra il capitale permanente e le immobilizzazioni. Esso integra le informazioni del margine di struttura e del C.C.N., in quanto indica quanta parte degli investimenti durevoli sono finanziati con debiti a medio e lungo termine unitamente al capitale di rischio. Se tale indice risulta maggiore di uno, pur evidenziando una situazione di equilibrio, occorre comunque valutare se le condizioni di onerosit dei debiti consolidati sono coerenti con i livelli di redditivit e di rischio presentati dallazienda a rimborsare tali finanziamenti consolidati. Considerando infine lanalisi della liquidit, possibile studiare la solvibilit aziendale cio la capacit di far fronte agli impegni finanziari di prossima scadenza.

Il primo indice da prendere in esame lINDICE DI LIQUIDITA CORRENTE, dato dal rapporto fra attivo circolante e passivit correnti. Tale indice serve per valutare la solvibilit aziendale nel breve andare. La necessit di ricorrere ad unindicatore di tal genere risulta molto importante, infatti tutte le scelte aziendali sia di tipo economico che finanziario, sono collegate alla liquidit esistente. Tale indice risulta comunque poco significativo in quanto, nellattivo circolante sono ricomprese le rimanenze e per talune imprese queste ultime hanno lunghi cicli di realizzo in termini di liquidit. Tale problema risolto dallINDICE DI LIQUIDITA SECONDARIO (INDICE ACIDO), dato dal rapporto tra attivo circolante al netto delle rimanenze e le passivit a breve. Esso misura lequilibrio fra le attivit e le passivit a breve riferite solo a valori monetari e creditizi ad esclusione delle scorte. Infine possibile considerare lINDICE DI LIQUIDITA PRIMARIA (indice secco) dato dal rapporta fra le disponibilit liquide e i debiti di prossima scadenza. Tale indice esprime la capacit aziendale a far fronte con i valori monetari disponibili ai debiti scadenti nellarco di pochi giorni individuando la solvibilit aziendale in un dato istante e facendo fronte al problema sollevato sul significato dellindice di liquidit secondaria che prendendo in esame le passivit a breve, considera una solvibilit aziendale in un arco temporale sicuramente pi esteso e quindi meno significativo.

U.D.2 Analisi di bilanci per flussi Le imprese che operano in un determinato mercato devono attuare un sistema di scelte al fine di affrontare i calcoli di convenienza che sono costituiti da metodi e procedure necessarie per formulare scelte dinvestimento oculate. La logica di tali sceltesi basa sulla loro economicit e cio: 1. sullattitudine dellimpresa a realizzare lautosufficienza economica 2. nellattitudine dellimpresa ad attuare unadeguata autocopertura finanziaria degli investimenti Per autosufficienza economica si intende la capacit dellimpresa di remunerare tutti i fattori della produzione senza compromettere le condizioni di sviluppo. Per adeguata copertura finanziaria si intende la capacit di far fronte in ogni istante al fabbisogno finanziario generato dalla gestione. Essendo limpresa un sistema socio-economico preordinato al raggiungimento di determinati obiettivi, essa risulta operante in un sistema di mercato che tende ad influenzare il suo stesso operato. Nel mercato si vengono cos a formare vari gruppi di interesse, che formulando delle attese nei confronti dellimpresa esigono informazioni di carattere patrimoniale, economico e finanziario. Il bilancio desercizio raggiunge in parte tali obiettivi in formativi che tuttavia per le imprese di grandi dimensioni quotate in borsa non risultano sufficienti per cui il bilancio deve essere corredato da prospetti supplementari indispensabili per una maggiore completezza delle informazioni. Tali documenti sono costituiti da prospetti di riclassificazione di bilancio, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto e dal rendiconto finanziario. Il rendiconto finanziario un documento contabile informativo che mette in evidenza le variazioni dei fondi (flussi finanziari) avvenute nellesercizio per effetto delle operazioni aziendali. Lanalisi per flussi evidenzia la dinamica finanziaria richiedendo lapplicazione di tecniche particolari per lindividuazione delle fonti di finanziamento e la loro relativa destinazione negli impieghi. Il rendiconto finanziario quel prospetto che esamina tali flussi evidenziandone le cause che li hanno generati. Lanalisi finanziaria pu essere condotta alla interpretazione dei flussi di capitale circolante netto e dei flussi di liquidit, redigendo quali prospetti riepilogativi i relativi rendiconti finanziari. Tale documento risulta quindi molto significativo ai fini informativi sia per i soci sia per i terzi comunicando apprezzabili informazioni sul contributo della gestione alla formazione dei debiti per TFR, sulla destinazione degli utili, sugli investimenti e sulle fonti di finanziamento reperite a tal fine. Al fine della redazione del rendiconto finanziario necessario disporre di: 1. due stati patrimoniali comparati

2. il conto economico dellesercizio considerato 3. informazioni integrative desumibili dalla relazione degli amministratori. Dallanalisi di tali documenti e dalla rielaborazione dei dati in essa contenuti si predispone il foglio di lavoro, documento necessario per la compilazione successiva del rendiconto finanziario. Tale documento si compone di tre prospetti. Il primo prospetto esamina i flussi che si riferiscono alle fonti delle risorse finanziarie e alle loro modalit di impiego. Se le fonti risultano maggiori degli impieghi la gestione ha generato nuovi mezzi finanziari per lesigenza di breve periodo, viceversa tali mezzi finanziari risultano assorbiti dalla gestione aziendale. Nel secondo prospetto sono rappresentate le variazioni intervenute nei singoli elementi che costituiscono il capitale circolante netto. Dallanalisi delle singole voci relative allattivo circolante e alle passivit correnti si evincer un aumento o una diminuzione del capitale circolante netto, in relazione ad aumenti o diminuzioni di gruppi che lo compongono. Nel terzo prospetto sono riportate tutte quelle voci che non comportano variazioni del capitale circolante netto. U.D.3 La revisione e la certificazione del bilancio Per revisione si intende una procedura di controllo totale o parziale della contabilit aziendale. Essa consiste infatti in quel complesso di operazioni volte ad accertare la correttezza delle rilevazioni contabili, laffidabilit e lattendibilit delle informazioni desumibili dalla contabilit generale e dal bilancio desercizio. La necessit di operare in tal senso scaturisce dal fatto che il bilancio esprime uninformazione rilevante per il mercato ed il risparmiatore che ha investito in azioni quotate, nonch per i terzi creditori che trovano in esso una misura di garanzia patrimoniale. La certificazione di bilanci consiste i un giudizio professionale riguardante lattendibilit del bilancio in conformit a riconosciuti principi contabili, alla normativa civilistica e alle disposizioni fiscali i materia. Al giudizio di certificazione si perviene attraverso la complessa procedura di revisione dei conti che mira attraverso unanalisi puntuale ad accertare il processo di formazione del bilancio. La revisione pu riguardare sia lintera contabilit aziendale sia una parte di essa e pu essere svolta sia da soggetti sia operano allinterno dellazienda sia da componenti del collegio sindacale che da soggetti esterni rappresentati dalle societ di revisione. La revisione interna o auditing interno consiste normalmente in un controllo delle scritture elementari arrivando difficilmente alla revisione del bilancio desercizio. Essa ha lo scopo di ispezionare il lavoro svolto nelle diverse sezioni aziendali evidenziando eventuali disfunzioni attraverso la corrispondenza fra i documenti originari e le scritture contabili controllando in tal modo gli aspetti formali della contabilit generale. Lauditing interno spesso supplisce alle deficienze del collegio

sindacale che dovrebbe attuare un controllo sulloperato degli amministratori, tale controllo incontra comunque un limite logico in quanto sia gli amministratori sia i sindaci sono nominati dallassemblea composta non di rado da soci amministratori, con tali presupposti il controllo viene ad assumere una funzione meramente formale in quanto manca lelemento dellindipendenza quale fattore essenziale per lassolvimento dei compiti da parte del collegio sindacale. Lauditing esterno operato dalle societ di revisione che nel rispetto dei principi di revisione procedono al rilascio del giudizio finale di certificazione. La certificazione del bilancio risulta obbligatoria nei confronti delle societ con azioni quotate in borsa, delle aziende municipalizzate, delle societ editrici, delle imprese di assicurazione ed altre ancora specificatamente menzionate dal Dpr 136/75. Tutte le altre societ che non sono soggette alla certificazione possono comunque chiederla, in tali casi il soggetto aziendale spinto dallobiettivo di accattivarsi la fiducia di tutti coloro che intrattengono operazioni finanziarie o economiche nei confronti dellazienda stessa. In relazione alle direttive impartite dalla Consob la revisione contabile attuata nel rispetto dei principi contabili e dei principi di revisione che consistono, questi ultimi, in un insieme di norme etiche e di regole tecniche. I revisori contabili, iscritti in un apposito albo tenuto dalla Consob, devono avere unadeguata preparazione ed esperienza nel settore specifico di intervento garantendo inoltre la propria imparzialit nei confronti delle persone che costituiscono gli organi aziendali della societ revisionata. Loperato dei revisori attuato nel rispetto di determinate regole tecniche che consistono nella fissazione di un programma di lavoro tendente a preventivare le singole fasi della revisione e ad un controllo della stessa. La prima fase consiste nella nomina del responsabile che assolver alle mansioni di coordinatore seguendo lo svolgimento del piano di lavoro e impartendo delle direttive ai revisori contabili. La societ di revisione richiede, agli amministratori, tutti i documenti originari e il sistema contabile da essi derivato, in modo tale da potere attuare un sistema di controllo preventivo e successivo sulla gestione aziendale e quindi sulla formazione del bilancio desercizio. Tale sistema di controllo si attua attraverso laccertamento dellesistenza fisica dei beni che costituiscono il patrimonio aziendale mediante un riscontro tra documenti originari e scritture contabili ed infine mediante il confronto fra queste ultime ed il bilancio desercizio. La complessa procedura di revisione trova giusta conclusione nel giudizio di certificazione ossia in unattestazione sullattendibilit dei valori di bilancio. Le societ di revisione rilasciano un giudizio di certificazione nel caso in cui questo risulti positivo, evidenziando eventuali dissonanze rispetto ai corretti principi contabili (giudizio con eccezione). Nel caso in cui sussistono delle incomprensioni relative ad alcuni dati contabili la societ di revisione emette un giudizio con riserva. In ultima analisi consideriamo il

caso in cui il giudizio di certificazione non rilasciato in relazione al mancato rispetto dei principi contabili o nel caso di impossibilit nellesprimere un giudizio di attendibilit sul bilancio per mancanza o sottrazione di dati necessari a tale scopo.

MODULO 3 LA VALUTAZIONE DEL PATRIMONIO AZIENDALE U.D.1 I bilanci straordinari Il bilancio straordinario un particolare documento contabile, formato da un prospetto del patrimonio (ad eccezione del caso della liquidazione che comprende anche il Conto economico), che redatto in momenti eccezionali della vita aziendale e che mette in evidenza il valore economico dellazienda in tali contesti. Ci vogliamo riferire ai momenti della costituzione, della cessione, della trasformazione, della fusione, della scissione, della scorporazione, della liquidazione, dellingresso o del recesso di un socio in societ e nei casi di aumento del capitale sociale in societ per azioni. Linventario di costituzione viene redatto nel momento di costituzione dellimpresa e, mette in evidenza, la consistenza patrimoniale in quellistante. Viene redatto per mettere in evidenza il valore del patrimonio netto iniziale che costituito dai conferimenti effettuati dal soggetto aziendale in sede di costituzione. La cessione si realizza mediante il trasferimento di un complesso aziendale o di una sua parte. Si parla di cessione in senso stretto quando il cedente riceve in contropartita denaro dal cessionario; si parla di cessione per apporto o conferimento quando il cedente riceve in contropartita quote o azioni da parte del cessionario. In entrambi i casi si redige un bilancio straordinario di cessione che mette in evidenza il valore economico aziendale da cui si ricava il prezzo di cessione. La fusione si realizza mediante la concentrazione o assorbimento di due o pi societ al fine di costituire organismi aziendali di maggiori dimensioni e di pi ampie competitivit sul mercato. Si parla di fusione per unione, quando le societ preesistenti cessano di esistere per dare vita ad una societ di nuova costituzione di pi grandi dimensioni; si parla di fusione per incorporazione o assorbimento quando una societ pi grande incorpora una o pi societ di pi piccole dimensioni. In questi casi si redige un bilancio straordinario di fusione con lo scopo di individuare le quote o azioni da assegnare ai soci delle societ che si sciolgono o che vengono incorporate. Il rapporto tra il numero di azioni vecchie da annullare rispetto alle azioni nuove da assegnare individua il rapporto di cambio. Con listituto della trasformazione, una societ cambia forma giuridica allinterno della stessa classe sociale o trasformandosi da societ di persone in societ di capitali o viceversa. In tali casi viene redatto un bilancio straordinario di trasformazione che assume particolare rilevanza nel caso in cui una societ di persone si trasforma in societ di capitali, in quanto, la responsabilit dei soci diviene limitata e per dare una

maggiore garanzia ai terzi creditori, la valutazione dei valori di bilancio deve attenersi ad una relazione di stima da parte di un perito nominato dal presidente del tribunale ove ha sede legale la societ. La liquidazione un caso di cessazione assoluta della societ in cui il patrimonio aziendale viene trasformato in liquidit attraverso il realizzo disgiunto delle attivit e lestinzione delle passivit. Linventario di liquidazione un bilancio straordinario che mette in evidenza ci che rimarr al termine della procedura di liquidazione, cio il patrimonio netto di liquidazione. I criteri di valutazione adottati per la redazione del bilancio straordinario, si definiscono criteri di cessione e sono diversi da quelli adottati per il bilancio desercizio poich diverse sono le finalit della loro redazione. In particolare: i valori finanziari certi sono valutati al loro valore nominale i crediti al loro valore di presunto realizzo i debiti al valore di presunta estinzione i fattori pluriennali e le scorte di magazzino al costo di riacquisto o di riproduzione

Come abbiamo gi precisato, la redazione del bilancio straordinario necessaria per determinare il valore economico dellazienda, tale valore basandosi su criteri di valutazione diversi da quelli adottati per la redazione del bilancio desercizio, non coincide con la valutazione del patrimonio di funzionamento ma pu risultare rispetto a questultimo maggiore o minore. Esso risulter maggiore nei casi in cui lazienda ha ottenuto un avviamento positivo (goodwill), minore nei casi in cui lazienda ha ottenuto un avviamento negativo (badwill). Il valore economico dellazienda quindi, deve essere inteso come quella somma degli elementi patrimoniali, che in una specifica organizzazione economica, permettono di produrre nuova e maggiore ricchezza che incorporata nel suo insieme e che costituisce quellelemento dinamico della gestione che si concretizza nella capacit reddituale aziendale (avviamento). Sintetizzando possiamo anche scrivere: Valore economico aziendale = Patrimonio netto + Avviamento

U.D.2 La valutazione aziendale nei momenti straordinari Nei momenti straordinari della vita aziendale la valutazione del patrimonio segue uno dei seguenti criteri: metodo patrimoniale metodo reddituale metodo misto Il metodo patrimoniale Il metodo patrimoniale consiste nella valutazione del complesso aziendale attraverso la determinazione del patrimonio netto rettificato ottenuto mediante opportune rettifiche apportate al patrimonio netto contabile risultante dalla redazione del bilancio desercizio. In tutti i casi di trasferimento del complesso aziendale, il patrimonio va valutato ai valori correnti e non ai valori contabili desumibili dal patrimonio di funzionamento, ci dovuto a varie cause fra cui laumento dei prezzi di mercato dei fattori produttivi, errori negli accantonamenti, annacquamenti o riserve occulte, ecc. Il metodo reddituale Il metodo patrimoniale presenta per una grande pecca, quella di attribuire una valutazione considerando il patrimonio aziendale in un suo momento statico. Questo problema risolto con il metodo reddituale, il quale considera il patrimonio nel suo aspetto dinamico, tenendo conto cio della capacit reddituale aziendale e quindi del valore di avviamento. Lavviamento dipende da molteplici fattori tra cui: lubicazione aziendale la vicinanza ai mercati di approvvigionamento e di sbocco la capacit di reperire finanziamenti a basso costo la professionalit dello staff unorganizzazione efficiente delle risorse umane e materiali relazione favorevoli con gli interlocutori sociali (enti, imprese, istituzioni, ecc.) ecc. Lavviamento pu essere determinato come differenza fra il valore economico attribuito allazienda (quando questo conosciuto) ed il valore del patrimonio netto rettificato, in simboli: A=WK Se il valore economico del complesso aziendale non conosciuto a priori, questo pu essere determinato con il metodo reddituale attraverso la capitalizzazione del reddito medio prospettico annuo (R) e attraverso un certo tasso di redditivit (i) che si presume di durata indefinita, in simboli:

W = R/i Esempio: Supponiamo che il patrimonio netto rettificato di unazienda sia di 1.850 milioni e sia il suo reddito medio prospettico annuo sia di 200 milioni, considerando un tasso di redditivit annuo del 10%, il valore economico del complesso aziendale sar cos determinato: W = R/i = 200/0.10 = 2000 Per cui il valore di avviamento sar pari a : A = W K = 2000 1.850 = 150 Il metodo misto Il metodo reddituale, come abbiamo visto, si basa sulla determinazione del valore di avviamento per la valutazione del complesso aziendale, non prendendo nella giusta considerazione la valutazione degli elementi patrimoniali. Questo problema risolto con il metodo misto che si basa sia sulla valutazione del patrimonio sia sulla valutazione del valore di avviamento. Lavviamento (A) viene valutato attraverso la capitalizzazione del sovraprofitto (S), per cui il valore economico del complesso aziendale sar: W = K + S/i Facendo riferimento allesempio precedente, si consideri la determinazione del reddito medio di settore (K * i): K* i = 1.850 * 0.10 = 185 Per cui il sovraprofitto sar pari a: S = R (K * i) = 200 185 = 15 Per cui lavviamento sar cos determinato: A = S/i = 15/0.10 = 150 Ed il valore economico: K A W 1.850 150 1.700

MODULO 5 LATTIVITA FINANZIARIA E CREDITIZIA

U.D.1 Il ruolo delle banche Le aziende a qualsiasi settore appartengano, hanno bisogno per lo svolgimento della loro attivit, di capitale di credito che viene normalmente abbinato al capitale proprio per effettuare operazioni di investimento in fattori della produzione. Limportanza del credito si pu ben capire in quanto grazie ad esso, possibile effettuare investimenti in strutture fisse (impianti, attrezzature, macchinari, ecc.), senza avere limmediata disponibilit finanziaria. La conseguenza di ci la moltiplicazione del volume di affari con indubbi benefici su tutto il sistema economico. Lattivit tradizionale bancaria era costituita essenzialmente dalla raccolta di risparmio da soggetti in condizioni di avanzo finanziario e nellimpiego di tali fondi presso le famiglie e le imprese che necessitano di tali forme di finanziamento (soggetti in disavanzo). Il ruolo dellintermediazione bancaria, oggi, riveste una notevole importanza per gli effetti sul sistema economico infatti possiamo dire in generale che lattivit creditizia svolta dalle banche: trasforma il risparmio da infruttifero a fruttifero permettendo il formarsi e lo svilupparsi delle attivit produttive; permette la raccolta di risparmi di modesta dimensione che di per s risulterebbero inadatti ad alimentare la produzione; agevola con molteplici interventi i rapporti economici attinenti alla produzione e al consumo, sia a livello nazionale che internazionale. A seconda dei soggetti che ricorrono al credito possiamo distinguere il credito alla produzione dal credito al consumo. Il credito alla produzione necessita alle imprese per lacquisto dei fattori della produzione a medio e lungo ciclo di utilizzo, mentre il credito al consumo necessita al consumatore finale per lacquisto di beni destinati allutilizzo familiare. Le funzioni fondamentali del sistema creditizio risultano essere le seguenti: funzione di politica-economica funzione di stimolo al risparmio ed alla produzione funzione di investimento funzione di servizi funzione monetaria funzione creditizia

La funzione di politica-economica si concretizza nellintervento dello Stato nelleconomia attraverso lallargamento o la restrizione del credito mediante il sistema bancario. Tali operazioni tendono a privilegiare o meno determinati settori produttivi rispetto ad altri e svolgono un ruolo decisivo per il progresso economico del nostro Paese. La funzione di stimolo al risparmio ed alla produzione in quanto le banche attuano la raccolta del risparmio stimolando attraverso azioni promozionali, lo spirito di previdenza fra il pubblico. Al tempo stesso le banche concedono finanziamenti alle imprese stimolando il settore produttivo. La funzione di investimento relativa agli investimenti strutturali o in titoli che la banca effettua come forme durevoli di impieghi. La funzione dei servizi si sviluppata vieppi nel corso degli ultimi decenni e consiste nella diversificazione dei prodotti bancari sempre pi rispondenti alle specifiche necessit della clientela. Rientrano in tali servizi alla clientela gli sportelli automatici, la canalizzazione dello stipendio, pensioni, utenze, il factoring, il leasing, lamministrazione fiduciaria di patrimoni mobiliari e immobiliari, ecc.. La funzione monetaria che consiste nella creazione di mezzi di pagamento (moneta bancaria). La funzione creditizia che consiste nellintermediazione operata dalla banche fra i risparmiatori (operazioni di raccolta) e gli investitori (operazioni di impiego). La domanda e lofferta dei capitali costituisce il mercato dei capitali in cui, si formano i prezzi che si chiamano tassi di interesse. Il mercato dei capitali si suddivide in mercati diretti ed in mercati aperti. I mercati diretti sono quelli in cui le parti si accordano personalmente, senza alcuna intermediazione, sulle condizioni di scambio. A tal proposito ricordiamo le operazioni tra banca e cliente nelle operazioni di deposito o di richiesta di un finanziamento. I mercati aperti, sono mercati organizzati in cui le contrattazioni avvengono attraverso gli intermediari finanziari, le contrattazioni danno luogo a prezzi ufficiali che vengono resi noti al pubblico nazionale o internazionale mediante appositi strumenti di comunicazione. Il mercato aperto a sua volta costituito dai mercati monetario, finanziario e dei cambi. Il mercato monetario, d luogo a contrattazioni di capitali a breve scadenza (al massimo diciotto mesi) al fine di finanziare il capitale circolante delle aziende che ne fanno richiesta.

Il mercato finanziario, permette la negoziazione dei capitali a media e lunga scadenza al fine di finanziare il capitale fisso delle aziende che ne fanno richiesta. Fa parte del mercato finanziario il mercato mobiliare in cui avvengono le negoziazioni di azioni e obbligazioni. Se tali titoli sono di nuova emissione si parla di mercato primario, se i titoli sono gi in circolazione si parla di mercato secondario. Il mercato mobiliare si distingue in mercato ufficiale e mercato parallelo. Nellambito del mercato ufficiale le contrattazione avvengono durante le sedute di borsa o nel mercato ristretto, con lintermediazione degli agenti di cambio i quali devono attenersi ad un rigido regolamento; nellambito dei mercati paralleli avvengono negoziazioni di titoli non ammessi nei mercati regolamentati ma tuttavia effettuate da agenti di cambio. Il mercato dei cambi si concretizza in negoziazioni in valute estere. Se le operazioni sono effettuate a pronti si parla di prezzi spot, viceversa se sono a termine si parla di quotazioni forward

U.D.2 Il sistema bancario italiano Il sistema bancario italiano ha subito nel corso degli anni notevoli cambiamenti le cui tappe fondamentali sono le seguenti: le norme del 1926 la riforma bancaria del 1936 il rinnovo della legislazione ed il T.U. bancario Nel 1926, al fine di tutelare gli interessi dei risparmiatori, furono emanati dei decreti che istituirono la Banca DItalia quale unico istituto di emissione e quale ente di controllo del sistema creditizio. Fu inoltre imposto alle altre banche di iscriversi in un apposito albo, di effettuare un accantonamento minimo del 10% degli utili e di presentare il bilancio desercizio alla Banca dItalia. Nel 1936, dopo la grande crisi mondiale del 1929, il legislatore intervenne al fine di facilitare gli investimenti industriali in strutture per rilanciare leconomia e per aumentare la liquidit si dispose lacquisto delle partecipazioni industriali possedute dalle banche.

In tali anni furono istituiti LIMI (istituto mobiliare italiano) e LIRI (listituto di ricostruzione industriale) al fine di finanziare le imprese per la ricrescita economica attraverso il sistema delle partecipazioni statali. Con la riforma del 1936 si afferm quindi la funzione di interesse pubblico del credito basata sulla specializzazione temporale ed operativa (distinzione fra banche operanti a breve termine e banche operanti a medio e lungo termine) e sulla necessit di negare alle banche alcuna forma di partecipazione azionaria nelle imprese. Il rinnovo della legislazione bancaria prese le mosse dai primi degli anni 70 attraverso dei provvedimenti legislativi per il recepimento delle direttive comunitarie che portarono alla omogeneizzazione operativa delle banche, indipendentemente dalla loro forma giuridica, e al processo di despecializzazione gi a partire dagli anni 80, processo mediante il quale anche le banche di credito ordinario poterono effettuare operazioni a medio e lungo termine. Un altro momento importante del processo di riforma fu la legge Amato del 30 luglio del 1990 la quale favor il processo di integrazione fra banche, la privatizzazione di istituti pubblici ed il rafforzamento della struttura patrimoniale attraverso emissione di azioni sul mercato. Questo processo di rinnovo della legislazione bancaria, trov un effettivo riordino nel Testo Unico delle norme in materia bancaria e creditizia istituito con decreto legislativo del 1 settembre del 1993 ed entrato in vigore dal 1 gennaio del 1994. La caratteristica fondamentale di questo decreto fu il riconoscimento della despecializzazione creditizia sia dal punto di vista istituzionale, temporale, ed operativo che ha permesso alle banche di operare contemporaneamente a breve medio e lungo termine offrendo alla propria clientela una gamma di servizi sempre pi ampi secondo il modello della banca universale. La despecializzazione port inevitabilmente ad una revisione dei modelli organizzativi che permise una crescita sia di tipo dimensionale che operativa attraverso la costituzione di: gruppi plurifunzionali banche universali Il gruppo plurifunzionale costituito da pi banche giuridicamente distinte in cui esiste una capogruppo la quale individua la politica aziendale da percorrere fra banche che offrono alla clientela una vasta gamma di servizi anche nel settore parabancario. La banca universale una banca abilitata ad effettuare una vasta gamma di operazioni di intermediazione finanziaria e di servizi accessori e complementari. Lattuale struttura del nostro sistema bancario cos strutturato:

MINISTERO DEL TESORO

COMITATO INTERMINISTERIALE PER IL CREDITO ED IL RISPARMIO

BANCA DITALIA

BANCHE UNIVERSALI

GRUPPI PLURIFUNZIONALI

Il Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio un organo politico a cui compete la funzione direttiva e di controllo del sistema bancario. Il Ministro del Tesoro emana dei provvedimenti e decreti in materia creditizia ed attua la vigilanza sulla Banca DItalia. La Banca DItalia listituto di emissione ed attua il controllo sulle singole banche (vigilanza informativa, regolamentare ed ispettiva). Essa inoltre attua il servizio di tesoreria provinciale dello Stato per effettuare pagamenti e riscossioni per conto dellErario. Attua il finanziamento alle banche con operazioni pronti contro termine per riequilibrare momentanei squilibri monetari. Tiene lalbo delle banche che esercitano il credito su tutto il territorio nazionale le quali devono ricevere unapposita autorizzazione rilasciata dalla Banca dItalia.

U.d.3 La gestione delle imprese bancarie Le banche attuano sia la gestione del passivo che dellattivo. La gestione del passivo consiste nelle operazioni di raccolta fondi e la gestione del passivo consiste nelle operazioni di impiego fondi. In tale attivit di intermediazione le banche devono attuare un compromesso fra le esigenze di liquidit, solvibilit e redditivit. Il grado di liquidit misurato dal rapporto fra depositi ed impieghi. La solvibilit misurata dal rapporto tra il patrimonio netto ed i depositi. La redditivit misurata dal rapporto tra utile netto e patrimonio netto. Nascono da ci le seguenti esigenze operative: combinare la durata delle operazioni di raccolta con quelle di impiego fonti in modo tale da mantenere la liquidit necessaria a restituire in qualsiasi momento il capitale ai risparmiatori; creare riserve di liquidit che possono essere di prima linea e di seconda linea. Sono riserve di prima linea quelle relative ad attivit infruttifere ed immediatamente utilizzabili (denaro in cassaforte). Sono riserve di seconda linea quelle attivit fruttifere il cui utilizzo pu comportare un costo (investimenti in titoli). Il raggiungimento di certi livelli di redditivit per una banca, passa dalla individuazione del margine di interesse che la conseguenza del meccanismo della doppia forbice. In altre parole, il divario fra i tassi attivi relativi ai finanziamenti concessi ed i tassi passivi pagati sulle operazioni di raccolta, costituisce per la banca un primo margine di interesse. Inoltre, ogni banca fissa il proprio prime rate, ovvero il tasso minimo corrisposto alla migliore clientela sui finanziamenti concessi, ed il top rate, ovvero il tasso massimo applicato sui finanziamenti concessi. Il divario tra i due tassi variabile nel tempo e dipende dalla politica monetaria adottata dalla Banca DItalia. E importante a questo punto enunciare il margine di intermediazione che esprime il risultato dellattivit bancaria caratteristica. Esso si ottiene sommando al margine di interesse, il risultato economico derivante dai servizi bancari prestati alla clientela, ed il risultato economico delle operazioni in titoli ed in cambi. Altro importante aspetto della gestione bancaria il frazionamento dei rischi che consiste nella diversificazione degli impieghi in diversi settori produttivi in modo tale da evitare che il crollo di un unico settore produttivo si ripercuota negativamente sullintera gestione bancaria. Ci si realizza sia attraverso lestensione degli sportelli bancari su tutto il territorio, sia attraverso il processo di integrazione fra banche.

U.d.4 Le operazioni di raccolta Le operazioni di raccolta costituiscono la provvista fondi per la quale le banche divengono debitrici nei confronti della propria clientela e per tale ragione si parla di operazioni passive bancarie. I depositi bancari costituiscono la principale operazione di raccolta fondi mediante la quale la banca riceve dai depositanti somme in denaro, ne acquisisce la disponibilit, le rende fruttifere e si obbliga a restituire somme della stessa specie monetaria alle scadenze convenute o dietro un congruo preavviso stabilito dalle parti o dagli usi. La banca paga al depositante un interesse che, a seconda dei tipi di deposito, pu essere liquidato periodicamente o essere versato al risparmiatore con il capitale al momento dellestinzione.

I depositanti possono richiedere tale servizio bancario per diverse necessit: in previsione di future e/o impreviste spese di notevoli entit; in attesa di decisioni di investimento fruttiferi; per usufruire del servizio di cassa Il volume complessivo dei depositi raccolti dipende da molteplici fattori, fra i quali: dallandamento generale delleconomia del Paese dalla misura del tasso dinteresse corrisposto dalle banche dallinflazione dalla politica monetaria seguita dalle autorit competenti In base alle modalit di attuazione del rapporto, i depositi bancari si possono distinguere in: depositi semplici: quando il depositante deve ritirare la somma depositata in ununica soluzione depositi a risparmio: quando il depositante ha facolt di effettuare diversi prelevamenti e versamenti la cui movimentazione deve avvenire esclusivamente in denaro contante conti correnti passivi: che si contraddistinguono per lelevato numero di operazioni anche relative a servizi collaterali ed accessori, i cui movimenti avvengono sovente mediante emissione di assegni ed utilizzo di carte elettroniche.

In base alla durata del rapporto, i depositi bancari si distinguono in: depositi rimborsabili a vista depositi rimborsabili con preavviso depositi a scadenza fissa In base al tipo di contratto stipulato, i depositi bancari si distinguono in: depositi a risparmio libero: quando sono rimborsabili a vista o con brevissimo preavviso depositi a risparmio vincolato a scadenza fissa o indeterminata: i primi possono essere ritirati solo alla scadenza convenuta, mentre i secondi solo dopo un periodo di preavviso certificati di deposito: sono depositi semplici a scadenza fissa conti correnti: sono rimborsabili a vista o con brevissimo preavviso. La terminologia usata per i depositi a risparmio e la seguente: La consistenza media lammontare delle somme che risultano mediamente depositate presso la banca in un determinato periodo di tempo. La movimentazione di un conto esprime la frequenza e lentit dei prelevamenti e dei versamenti effettuati in un determinato periodo di tempo. La giacenza media il periodo medio di tempo in cui una certa somma rimane depositata in banca. La velocit di circolazione esprime il numero delle volte in cui un deposito si rinnova integralmente in un certo periodo di tempo I depositi a risparmio costituiscono una forma di impiego della ricchezza monetaria sottratta al consumo immediato. Essi sono rappresentati da un libretto di deposito, rilasciato da una banca, che in relazione ad ogni singola operazione di prelevamento o di versamento deve essere presentato allo sportello bancario. Il libretto deve chiaramente indicare se nominativo o al portatore ed il saldo deve risultare sempre a credito del depositante. Allapertura del deposito, il depositante, esibisce un documento di riconoscimento e firma una scheda chiamata specimen al fine di riconoscere effettuare opportuni controlli nelle operazioni future. I versamenti possono essere effettuati da chiunque, viceversa nel libretto nominativo i prelevamenti possono essere effettuati solo dallintestatario che allatto dellaccensione del deposito ha apposto la propria firma sia sul libretto che su unapposita scheda tenuta dalla banca. In caso di smarrimento o di furto del libretto occorre effettuare la procedura di ammortamento che consiste nel darne immediato avviso alla banca mediante un apposito numero verde e se si tratta di un libretto nominativo, occorre anche fare una denuncia presso lautorit giudiziaria. La banca blocca il deposito e trascorso un

periodo di tempo prestabilito provvede ad emettere un duplicato annullando il vecchio libretto. I certificati di deposito sono titoli di credito negoziabili, nominativi o al portatore, rappresentativi del deposito di una somma di denaro vincolata per un determinato periodo di tempo. Essi si distinguono in: certificati di deposito a breve termine: sono offerti dalle banche in sottoscrizione a tassi lievemente superiori a quelli dei depositi liberi di uguale consistenza. Sono titoli di credito a scadenza fissa emessi al portatore in tagli prefissati. certificati di deposito a medio termine: sono emessi da grandi banche specializzate con scadenze comprese fra i 18 ed i 60 mesi per concedere finanziamenti ad aziende industriali a medio e lungo termine. certificati di deposito in valuta estera: sono emessi da banche che dietro apposita autorizzazione della Banca dItalia effettuano finanziamenti a breve o a medio termine nelle principali valute estere. Il c/c di corrispondenza un contratto mediante il quale la banca si obbliga ad effettuare il servizio di cassa per conto della propria clientela attraverso una diversificata gamma di servizi ed inoltre nel concedere finanziamenti a tassi convenuti. I c/c di corrispondenza possono essere relativi sia ad operazioni passive di raccolta fondi, che ad operazioni attive di impiego. A tal proposito si distinguono in: c/c di corrispondenza passivi: presentano normalmente saldi a credito della clientela c/c di corrispondenza attivi: presentano normalmente saldi a credito della banca che ha concesso alla propria clientela delle aperture di credito in c/c c/c per elasticit di cassa: presentano una alternanza fra saldi a credito o a debito secondo le esigenze di cassa del cliente Dietro specifica richiesta del cliente, la banca sottopone la stipula di una lettera contratto prestampata che riporta le condizioni generali del c/c. Il cliente firma tale contratto ed unapposita scheda specimen per permettere agli impiegati di effettuare un controllo sulle successive operazioni. Si procede quindi alla registrazione della prima operazione relativa ad un versamento da parte del cliente ed il rilascio del libretto degli assegni da parte della banca.

Periodicamente o annualmente la banca procede alla liquidazione delle competenze le quali dipendono dalla trattativa fra banca e cliente in merito: ai tassi dinteresse alla commissione di massimo scoperto alle spese di tenuta conto I tassi dinteresse possono essere sia creditori che debitori. I tassi creditori si applicano sui Numeri determinati sui saldi a favore della clientela. I tassi debitori si applicano sui Numeri determinati sui saldi a debito della clientela. La commissione sul massimo scoperto un compenso aggiuntivo dello 0.125% a favore della banca e si calcola sul saldo dare pi elevato per scoperture superiori ai dieci giorni risultante dallo scalare interessi. Le spese di tenuta conto sono somme fisse a favore della banca che vengono calcolate per ogni operazione registrata nellestratto conto. Tutte le operazioni effettuate vengono registrate nellestratto conto, che costituisce un documento che riepiloga in ordine cronologico i movimenti in dare o in avere ed i relativi saldi riferiti ad un determinato arco temporale. Attraverso tale documento il correntista ha la possibilit di prendere nota delle operazioni effettuate e di segnalare alla banca eventuali errori riscontrati. In ordine di valuta le operazioni vengono inoltre riepilogate nello scalare o staffa da cui si determinano i Numeri dare o avere su cui calcolare gli interessi debitori o creditori. I due documenti precedenti sono integrati dal prospetto di competenze e spese che riepiloga i tassi di interesse applicati, la decorrenza delle valute, la capitalizzazione degli interessi e tutte le somme addebitate o accreditate al cliente a qualsiasi titolo.

U.d.5 I fidi bancari Ogni impresa, per potere effettuare investimenti in fattori produttivi, necessita di mezzi di finanziamento. I finanziamenti si distinguono in finanziamenti a titolo di capitale proprio e finanziamenti a titolo di capitale di credito; questi ultimi vengono normalmente richiesti alle aziende di credito. Le imprese richiedono alle banche sia finanziamenti a breve termine per finanziare lattivo circolante, che a medio e lungo termine per finanziare investimenti in beni strumentali. Le banche per concedere un finanziamento alle imprese istruiscono una pratica di fido che si concretizza nellimporto massimo che la banca concede al proprio cliente in relazione alle doti morali e reddituali da questultimo possedute. Il fido pu essere: generale: quando il cliente pu utilizzare il fido ottenuto per qualunque tipo di operazione particolare: quando il cliente pu utilizzare il fido entro importi limitati e prefissati per ogni operazione diretto: quando il fido utilizzato dalla stessa persona che lo ha richiesto indiretto: quando il cliente ottiene di poter cedere i propri crediti alla banca, assumendo la veste di obbligato in via di regresso Secondo le modalit di utilizzo il fido pu essere: di cassa: se utilizzabile mediante uno o pi prelevamenti in denaro come ad esempio le aperture di credito e gli anticipi su fatture per firma: se utilizzabile mediante limpegno di firma che la banca si assume al fine di garantire obbligazioni del proprio cliente come ad esempio gli avalli e le fideiussioni Le banche sono obbligate a tenere il libro fidi su cui annotano per ogni singola concessione di fido, il nome dellaffidato, limporto, le modalit di utilizzo e la scadenza convenuta. Al fine di evitare che un singolo cliente possa ottenere da pi banche fidi multipli, stata istituita la Centrale dei rischi presso la quale le singole banche devono mensilmente segnalare i fidi concessi alla propria clientela e i relativi utilizzi. La concessione di fido avviene attraverso determinate fasi che sono: la richiesta di fido: il cliente deve fare una espressa richiesta la quale deve risultare da un apposito documento debitamente firmato. La richiesta di affidamento deve indicare limporto richiesto, la durata e le eventuali garanzie prestate. Le persone fisiche devono inoltre indicare tutte le passivit esistenti alla data della richiesta; le societ di persone, gli enti e le associazioni

riconosciute, devono allegare copia dellultimo bilancio regolarmente approvato o una situazione contabile recente; le societ di capitali devono allegare copia dellultimo bilancio regolarmente approvato. Lufficio fidi proceder a richiedere tutti gli altri documenti utili per listruttoria delle pratiche. Se il cliente rilascia dichiarazioni false ricade nel reato di mendacio bancario. Listruttoria di fido: costituita da molteplici ricerche, analisi ed elaborazioni mediante le quali lufficio fidi valuta lopportunit di concedere il finanziamento. In particolare la banca si accerta delle doti morali del cliente richiedendo informazioni alla Centrale dei rischi e consultando il Bollettino dei protesti tenuto presso la Cancelleria del Tribunale. La banca si accerta inoltre delle capacit reddituali attraverso unattenta analisi dei bilanci presentati mediante la quale sar possibile desumere gli equilibri aziendali e le prospettive di redditivit future. Proposta di fido: lufficio fidi che ha portato a termine la fase istruttoria, in caso di esito positivo fa una proposta di fido individuando la somma finanziabile, la durata e le modalit di utilizzo. La delibera di fido: latto finale con il quale la banca delibera lesecutivit delloperazione di fido.

U. d. 6 Le operazioni di impiego Adesso prendiamo in considerazione le operazioni attive per la banca che determinano interessi attivi, sconti attivi, commissioni attive e di converso il sorgere di rischi inerenti gli investimenti effettuati. Fra le varie operazioni di impiego fondi ricordiamo: Le aperture di credito Le sovvenzioni cambiarie Lo sconto cambiario Gli anticipi su fatture Le anticipazioni garantite Il riporto I mutui

Lapertura di credito un contratto mediante il quale la banca si obbliga a tenere a disposizione del cliente una determinata somma di denaro che lo stesso ha facolt di utilizzare sotto varie forme fra cui prelevamenti in contanti e richieste di accettazioni, avalli e fideiussioni. Secondo le modalit di utilizzo le aperture di credito si distinguono in: aperture di credito per cassa: quando il cliente utilizza il finanziamento ricevuto effettuando uno o pi prelevamenti in contanti. La somma pu essere messa a disposizione su di un c/c ed in tal caso si distingue lapertura di credito ordinaria in c/c da quella per elasticit di cassa a seconda che il cliente abbia o meno la facolt di reintegrare il finanziamento ottenuto con successivi versamenti. Aperture di credito per firma: mediante il quale la banca si impegna ad accettare una tratta o di garantire mediante avallo o fideiussione un obbligazione che il proprio cliente ha assunto verso terzi Le sovvenzioni cambiarie un prestito che la banca attua direttamente nei confronti della clientela contro rilascio di un pagher richiedendo come garanzia un avallo o una fideiussione. Alla scadenza la sovvenzione pu essere rinnovata totalmente o parzialmente mediante lemissione di un nuovo pagher. Lo sconto cambiario unoperazione mediante la quale la banca anticipa lammontare di effetti con scadenza successiva con clausola salvo buon fine, trattenendo a titolo di compenso per loperazione lo sconto e le commissioni dincasso. La cambiale per essere ammessa allo sconto deve possedere i requisiti di bancabilit che permettono inoltre alla banca di scontarla presso altre banche. Tali cambiali devono contenere almeno due firme di persone solvibili, devono avere una scadenza non superiore a sei mesi, devono scadere su piazze su cui la banca possiede filiali e non devono presentare clausole che ne limitano lesercizio dei diritti cambiari. Loperazione di sconto viene concessa dietro ottenimento di un fido che nel caso specifico prende il nome di cifra di castelletto; limporto viene screditato su di un c/c di corrispondenza. Loperazione si svolge attraverso tre fasi: La presentazione degli effetti: il cliente compila unapposita di stinta di presentazione degli effetti allo sconto effettuando le girate in bianco sulle cambiali Verifica dei requisiti di bancabilit Accredito del netto ricavo sul c/c di corrispondenza

Gli anticipi su fatture sono forme di finanziamento che la banca accorda ad imprese di sicura solvibilit in relazione alla presentazione di crediti di fornitura rappresentati da fatture di vendita. Il finanziamento consiste nellanticipare normalmente fino all80% del valore delle fatture e corrispondendo la differenza ad avvenuta riscossione delle stesse che la banca riscuoter mediante bonifici effettuati dai debitori. Lanticipo verr o accreditato in c/c di corrispondenza oppure addebitato sul Conto Anticipi su fatture che presenter una scopertura sulla quale si calcoleranno gli interessi a favore della banca fino al ricevimento del bonifico da parte della banca. Le anticipazioni garantite sono operazioni mediante le quali la banca mette a disposizione del cliente una somma commisurata al valore dei beni che vengono ceduti in garanzia. Le anticipazioni possono essere: A scadenza fissa: quando la banca si obbliga a versare al cliente il netto ricavo al momento della stipulazione del contratto ed il cliente assume limpegno di restituire alla scadenza il valore nominale dellanticipazione. In c/c: quando la banca si impegna a mettere a disposizione del cliente una determinata somma ed il cliente ha facolt di utilizzarla secondo le proprie esigenze. Gli interessi sono determinati allatto di liquidazione periodica del c/c. Allestinzione del contratto la banca obbligata a restituire beni della stessa specie di quelli ricevuti in pegno. I motivi che spingono la clientela verso tale tipo di operazione sono relativi allottenimento di un finanziamento senza dovere rinunciare alla propriet dei beni pignorati, oppure la sottoscrizione di fondi pubblici o privati senza avere la necessaria liquidit. Il riporto un contratto mediante il quale una persona detta riportato trasferisce la propriet ad unaltra persona detta riportatore di titoli di una determinata specie ad un determinato prezzo. In un primo momento il riportato trasferisce dei titoli per un determinato prezzo ed in un secondo momento il riportatore trasferisce titoli della stessa specie al riportato ad un determinato prezzo. Si parla di riporto: Alla pari: se i due prezzi sono uguali In senso stretto: quando il prezzo a pronti inferiore al prezzo a termine Deporto: quando il prezzo a pronti maggiore del prezzo a termine Il riporto viene redatto sul fissato bollato in due esemplari, uno per il riportato e d uno per il riportatore. Lart. 1551 del cod. civ. stabilisce che se entrambe le parti non adempiono al contratto nei tempi prestabiliti, ciascuno conserva ci che ha ricevuto allatto della stipulazione del contratto.

I mutui sono operazioni di finanziamento assistite da pegno o ipoteca. La garanzia viene trascritta nei registri immobiliari in caso di mutuo ipotecario ed il creditore ha facolt di rivalersi sullimmobile in caso di inadempienza del debitore. Limporto dellipoteca ha un valore nettamente superiore al valore del mutuo concesso al fine di garantire la banca contro eventuali svalutazioni del bene e nella corresponsione degli interessi. Allestinzione del mutuo occorre estinguere anche lipoteca con la cancellazione dal pubblico registro dietro apposita domanda che attesta lavvenuta estinzione del debito. La domanda di richiesta del mutuo viene effettuata su di un apposito modulo da cui devono risultare le generalit del richiedente, la descrizione dellimmobile da ipotecare, la destinazione del finanziamento, la somma richiesta e la durata del prestito. Limmobile viene stimato ed il finanziamento ottenuto si aggira normalmente intorno al 75% del suo valore. Il tasso dinteresse applicato pu essere fisso o indicizzato rispetto al mercato dei capitali.