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CONSULENZA

Pi cultura di impresa per affrontare la crisi


Nella confusione dei mercati, la cultura manageriale sembra essere lunica via per acquisire consapevolezza, lungimiranza e sviluppo. Ne parliamo con Antonio Londra e Danilo Pellegrini
Luca Cvera

L
Antonio Londra, socio della societ di consulenza Ceryx Srl di Roma www.ceryx.it a.londra@ceryx.it

a crisi delle imprese esclusiva conseguenza della crisi economica e di mercato? Non possibile che questa abbia anche unorigine culturale? Antonio Londra e Danilo Pellegrini, professionisti di lungo corso e soci di Ceryx, societ inserita da molti anni nella consulenza direzionale, provano a dare una risposta a queste due domande e allordine di questioni che ne conseguono. Innanzitutto Londra aerma che possiamo con-

siderare leconomia come il risultato di una somma innita di decisioni, anche dentro le imprese, dove le capacit gestionali e operative riescono a incidere in modo determinante. evidente che il mercato esterno mette in crisi le imprese nel momento in cui riduce la domanda produttiva, ma proprio in questi momenti che emergono altri fattori decisivi interni, che possono venire alla luce solo mettendo in discussione le abitudini, le metodologie e gli strumenti utilizzati. Data la situazione e i dati sconfortanti sulleconomia, ha ancora senso fare impresa? ANTONIO LONDRA Limpresa una comunit di uomini che tende al soddisfacimento di bisogni fondamentali, sussistenza innanzi tutto, ma anche creativit, crescita umana e professionale, socialit. Se ben interpretata da tutti gli attori che la compongono, svolge un ruolo altamente educativo perch esalta il valore del lavoro come espressione del cuore, del desiderio delluomo e del suo rapporto con la realt. Il valore sociale che contenuto in tutto questo non dicile da comprendere. La crisi di questi anni ha fatto emergere i falsi miti che hanno accompagnato lavoro e imprese negli anni illusori del protto a due cifre, della nanza facile e di uneconomia assai poco reale. Per questo oggi ancora possibile fare impresa solo attraverso un cambiamento radicale da parte di tutte le sue componenti, imprenditori, manager, dipendenti, attraverso

Antonio Londra e Danilo Pellegrini

uninterpretazione diversa dei ruoli cui siamo abituati. Il protto non esclusivamente ne a se stesso diventa un obiettivo comune per tutti i componenti dellimpresa. Come si pu capire se unazienda va in crisi per fattori esterni o interni? DANILO PELLEGRINI La visione di professionisti competenti rappresenta sempre un aiuto importante, perch concorre a diradare le nebbie, facendo emergere i punti di forza e le criticit su cui limpresa pu lavorare per ripartire dal suo positivo e agire in ottica di miglioramento. un po come rivolgersi a un medico in caso di malesseri, superando la resistenza, culturale appunto, di considerarci i migliori medici di noi stessi. Quale pu essere una via per far ripartire limpresa? A.L. Noi crediamo che le imprese, soprattutto nel tessuto ampio e variegato delle PMI, abbiano una necessit comune: raorzare la propria cultura manageriale, introducendo concetti di pianicazione strategica, pianicazione commerciale, organizzazione, metodologie operative, controllo di gestione, formazione. Nella giusta misura e profondit, ma di fatto elementi ineludibili in un mercato cos dicile, dove un buon prodotto non pi suciente a garantire le vendite. La cultura di impresa passa per unacquisizione di metodo assolutamente peculiare alla singola impresa, cio tuttaltro che generalista e uguale per

Oggi si pu fare impresa solo con un cambiamento radicale e uninterpretazione diversa dei ruoli. Da parte di tutti: imprenditori, manager, dipendenti

tutti, ma corrispondente ad alcuni criteri base di buone pratiche. Un esempio: tutti si pongono lobiettivo di ridurre i costi, ma troppo spesso si assiste a tagli indistinti o focalizzati sulle voci di costo apparentemente pi aggredibili. Ridurre i costi invece richiede analisi attente e una ri-progettazione del modello dei costi in essere, con tutte le sue implicazioni progettuali, operative, di tecniche di acquisto, di utilizzo delle risorse. Un approccio strutturato a questo tema produce dei risultati di gran lunga superiori alle migliori aspettative. Esiste un rischio specico nelle imprese a conduzione familiare? D.P. Le imprese a conduzione familiare rappresentano il tessuto pi diuso in Italia, con unidenticazione impresa-famiglia ancora troppo marcata rispetto ai pi evoluti modelli anglosassoni. Nella maggior parte dei casi uno stato di dicolt o addirittura il fallimento dellimpresa rappresentano una scontta delluomo nei confronti della famiglia che tende a nascondere a questultima i problemi reali, magari attraverso
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ulteriori indebitamenti non soste


nibili. Le imprese familiari di lungo corso tendono molto spesso a rimandare il passaggio generazionale, oppure a realizzarlo su modelli e comportamenti non sempre adatti alle caratteristiche dei successori o del mercato. Anche in questi casi evidente che il rischio maggiore determinato dal decit culturale che impedisce lo sviluppo della managerialit, che invece faciliterebbe la scissione netta tra i valori di impresa e quelli familiari. Per aiutare queste imprese lazione di supporto deve essere tecnica (strategica, gestionale, commerciale, nanziaria) e nello stesso tempo relazionale (culturale, psicologica) e guidata necessariamente da un soggetto terzo, che abbia la giusta esperienza in questi processi di trasformazione. Le organizzazioni pi grandi accusano anchesse un decit strategico o manageriale? A.L. Alcuni settori di mercato, sono stati occupati da azionariato nanziario (banche, fondi, societ nanziarie). Lobiettivo di tali soggetti quello di massimizzare il ritorno dellinvestimento sia in termini di denaro che temporali. Si assiste quindi spesso a strategie a breve termine, che hanno come orizzonte temporale i dodici mesi. In questi termini pu considerarsi un decit strategico, perch limpresa diventa uno strumento e non lo scopo, un investimento ne a se stesso e non unopera. La linea di caduta inevitabile che questo decit diventa anche manage-

Danilo Pellegrini, socio della societ di consulenza Ceryx Srl d.pellegrini@ceryx.it

riale. I dirigenti sono misurati su obiettivi meno lungimiranti che in passato e si portano addosso una gran paura di sbagliare. Non meno importante il livello formativo sempre meno curato e la scelta di una classe dirigente pi giovane e meno costosa, oppure riassegnata da altre funzioni, in entrambi i casi inevitabilmente con poca esperienza. Quali possono essere i possibili interventi? A.L. Gli spazi di miglioramento sono interessanti perch le singole funzioni aziendali hanno un potenziale molto alto di soluzioni organizzative, operative e di riduzione intelligente dei costi. Identicare tali soluzioni pu essere funzionale sia agli azionisti, sia alla struttura operativa, che pu beneciare di maggiore elasticit, qualit ed ecacia operativa e quindi svolgere meglio il proprio lavoro. Ma quali aziende possono permettersi in questo momento un aiuto cos? D.P. Mi piacerebbe sfatare il falso mito che le consulenze siano costose e appannaggio di pochi. La nostra esperienza ricca di consulenze autonanziate dai risultati ottenuti e da beneci importanti sia immediati che a lungo termine. In ogni caso lapproccio pi corretto e serio quello di eseguire un check-up, una diagnosi a volte anche a costo simbolico, per valutare lo stato di benessere e di criticit di unimpresa o di parte di essa e disegnare un percorso di interventi progressivi e misurati alle reali possibilit di intervento dellimpresa stessa.

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