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MOTO RETTILINEO UNIFORME

Si ha un moto uniforme quando il corpo percorre distanze s uguali in intervalli di tempo t uguali, quindi la velocit non cambia, rimane costante. Un moto uniforme che avviene su una traiettoria rettilinea si chiama moto rettilineo uniforme. Legge oraria della posizione: x(t)=x0+v0(t-t0) Legge oraria della velocita: v(t)=v0 velocit costante Velocit: v= s/t Tempo: t=s/v

MOTO RETTILINEO UNIFORMEMENTE ACCELLERATO


Si ha un moto uniformemente accelerato quando le variazioni di velocit v sono direttamente proporzionali agli intervalli di tempo t. Legge oraria della posizione: x(t)=x0+v0t+1/2at2 (v0 la velocit allistante t=0, quindi usarlo solo quando loggetto parte in velocit) Legge oraria della velocita: v(t)=v0+a0t Velocit media: vm=s/t Accelerazione (media): a=v/t Tempo per raggiungere la velocit v con accelerazione a: t=v/a

MOTO NEL PIANO


r(t)=x(t)i + y(t)j | x(t)=v0xt v0x=v0cos | y(t)=y0+v0yt-1/2gt2 v0y=v0sen - PARABOLA y=y0+(v0y/v0x)*x-1/2*g/vox2 * x2 - GITTATA distanza che separa il punto di partenza del proiettile da quello in cui il proiettile torna al suolo xg= (v0x*v0y)/g * (1(1+2gy0 / v0y) ) si prende solo la soluzione positiva La gittata massima si ha per =45

MOTO CIRCOLARE
r(t)=x(t) + y(t) | x(t)=R*cos (t) | y(t)=R*sen (t) S(t)=R* (t) Velocit angolare: =d /dt = v/R Velocit tangenziale: v=*R Accelerazione centripeta: ac=v2/R = 2*R accelerazione diretta in ogni istante verso il centro della circonferenza, Il vettore accelerazione avr direzione tangente alla curva
traiettoria delle velocit, cio direzione perpendicolare al raggio della circonferenza costruita con i vettori velocit e, quindi, al vettore velocit v.

Accelerazione angolare: at=R* ---- =d2 (angolo)/d2 t Forza centripeta: Fc= mac = m*v2/R = m2R Forza agente su una particella che si muove di moto circ uniforme o pi in generale su una traiettoria curva Forza risultante che agisce sulloggetto: F=m*a Distanza da un tratto A a un tratto B: dAB= R*( o /2 o 2 a seconda di quanta strada percorre se fa un mezzo giro o 1/4 di giro o un giro ecc) Tempo impiegato dalloggetto per andare da un tratto A a un tratto B: t=d/v Lavoro (per fermare loggetto): L=(-1/2)mv2

MOTO CIRCOLARE UNIFORME


il moto di un punto materiale che si muove su una traiettoria circolare in modo che il modulo della sua velocit si mantenga costante | =0 v= 2 r/T = 0t | (t)=0=costante | (t)=0+t legge oraria dellangolo Velocita: v= 2 r/T = 0t v=acR Velocit angolare: =2/T Accelerazione centripeta: ac= v2/R = 2*R Periodo: T= 2 r/v = 2/ = 1/f Frequenza(numero di giri): f= /2 = 1/T

MOTO CIRCOLARE UNIFORMAMENTE VARIO


| =costante | (t)=0+t | (t)=0+0t+1/2t2 v=t a=R** + 02*R*

CADUTA DEI GRAVI


Legge oraria della posizione: y(t)=y0+v0t-1/2gt2 Legge oraria della velocita: v(t)=y0-gt

CADUTA LIBERA
La legge del moto di un corpo di massa m in caduta libera e in assenza di resistenza dellaria, se g laccelerazione di gravit e P il peso del corpo (P=mg). Poich il peso P direttamente proporzionale alla massa m, laccelerazione di gravit risulta indipendente dalla massa del corpo. Lavoro della forza peso: L=mgh / vy=gt h=1/2*gt2

LE 3 LEGGI DELLA DINAMICA 1 legge: Se su un corpo non agiscono forze o se ne agiscono e la forza risultante 0 la sua velocit non cambia. (sistemi inerziali). Quindi la prima legge della
dinamica (o principio d'inerzia) afferma che un corpo tende a mantenere il proprio stato di quiete o di moto rettilineo uniforme fino a quando non intervengono cause esterne a sollecitarlo. Questo significa che, se un corpo in quiete, rester in tale stato fino a quando non gli verr applicata una forza, mentre se si muove di moto rettilineo uniforme continuer a farlo fino a che una forza esterna non interverr a modificare la sua velocit.

2 legge: Se applico una forza ad un oggetto questo sente un accelerazione e laccelerazione che subisce proporzionale alla forza e la costante di
proporzionalit la massa. Questo principio vale solo in sistemi di riferimento inerziali. Il secondo principio della dinamica si pu anche esprimere nella forma: F=ma . Forza e accelerazione hanno sempre lo stesso verso e direzione (al variare della forza applicata varia anche l' accelerazione del punto materiale: l'accelerazione aumenta se la forza aumenta e diminuisce se la forza diminuisce; inoltre la forza determina da che parte si deve spostare il punto materiale). F=ma ; m=F/a ; a=F/m

3 legge: Se ho due corpi che interagiscono tra loro, il corpo 1 esercita sul corpo 2 una certa forza (F1 su 2) e questultimo reagisce sul corpo 1 con una forza (F2 su
1)

uguale in modulo, avente la stessa retta di azione, ma diretta in verso opposto. F1 su 2 = -F2 su 1 Ogni volta che a un corpo viene applicata una forza, esiste un altro corpo che la esercita. Nell'esercizio di una forza sono sempre coinvolti due corpi, ovvero l'azione non avviene in un unico senso, ma l'influenza reciproca. quando nell'interazione tra due corpi, il corpo 1 viene sollecitato dal corpo 2 con una forza F2 (azione), esso risponde sollecitando il corpo 2 con una forza F1 (reazione) uguale in intensit e direzione, ma opposta in verso: F2 = - F1 La terza legge della dinamica, o principio di azione e reazione, stabilisce che a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.

MOTO SOPRA UN PIANO INCLINATO


Il moto di un grave sopra un piano inclinato di altezza h e lunghezza l uniformemente accelerato con accelerazione a=hg/l . Introducendo la funzione seno, se linclinazione del piano, laccelerazione pu essere scritta nella forma a=g*sen Calcolo dellangolo di inclinazione: sen=h/l Forza Peso: P=mg Forza Normale N: N=mg*cos Lavoro: L=(-1/2)*m*vf2 Forza totale: F=L/d = mg*h/l = mg*sen Accelerazione: a= g*sen = h/l*g Velocit: v = Velocit finale: 2 s a = vf2 - vi2 vf = (2sa) Tempo impiegato per arrivare alla fine: t =l*

MOTO DEI PROIETTILI - (PARABOLA)


Il moto di un proiettile dato dalla composizione di due moti, uno dovuto alla forza peso, che tende a farlo cadere verso il basso, e l'altro dovuto alla sua inerzia, ossia al moto che avrebbe in assenza di peso, ovvero un moto rettilineo uniforme. La traiettoria percorsa dal proiettile lanciato orizzontalmente si pu ricavare considerando il moto come composizione di due moti indipendenti, uno rettilineo uniforme, la cui legge oraria sulla linea retta x : x=v0t dove v0 la velocit impressa al proiettile, e un moto dovuto alla caduta del corpo, la cui legge oraria quella del moto uniformemente accelerato lungo la linea verticale y: y=1/2gt2 con accelerazione costante g. La sua traiettoria il risultato della composizione di questi due moti (parabola) che avvengono indipendentemente luno dallaltro. Il proiettile dunque percorre un arco di parabola prima di cadere al suolo. Quanto pi alta la velocit iniziale impressa al proiettile v0, tanto pi ampia sar la gittata, ovvero lo spazio orizzontale percorso dal proiettile prima di cadere al suolo. A causa della curvatura terrestre, aumentando la velocit iniziale si potrebbe aumentare la gittata, in modo da far percorrere al proiettile un'intera circonferenza terrestre prima che questo cada al suolo. x(t) = v0xt v0x = v0 cos y(t) = h+v0yt-1/2gt2 v0y = v0sen

MOTO DEL PROIETTILE SPARATO IN ORIZZONTALE


La posizione x in orizzontale del proiettile: x=v0t La posizione y in verticale del proiettile (ordinata y del proiettile/altezza): y= -1/2 gt2 Tempo: t=x/v0 = -1/2(g/v02) *x2 oppure se abbiamo la coordinata y, quindi laltezza: t=2h/g

MOTO DEL PROIETTILE SPARATO IN UNA DIREZIONE QUALSIASI


utile scomporre il vettore velocit in due componenti vx e vy, il primo diretto nella direzione orizzontale (x) e il secondo in quella verticale (y). La velocit v deve essere uguale alla somma di vx e vy. Velocit: v=(vx)2+(vy)2 Grazie a questa scomposizione possiamo scrivere le leggi del moto per i die movimenti lungo gli assi coordinati x e y. x=vxt y=vyt-1/2gt2 = (vy/vx)*x (g/vx2)*x2

FORZA PESO:

Fp=mg sempre perpendicolare alla terra

FORZA DI ATTRITO
Forza che si oppone sempre al moto del corpo sulla superficie. Le forze di attrito rappresentano la resistenza che occorre vincere per far muovere un corpo rispetto a un altro con cui a contatto, o per mantenere un reciproco movimento. Vi sono due tipi fondamentali di attrito: l'attrito statico, che si manifesta quando si vuole mettere in moto un corpo fermo, e l'attrito dinamico, che si manifesta quando si vuole mantenere in moto un oggetto in movimento. L'attrito dipende, oltre che dalle forze esterne applicate, dalla natura dei corpi coinvolti. Forza di attrito statico: fa s s N Forza di attrito dinamico: fa d = d N

FORZA ELASTICA (legge di Hooke)


Fel = -kl (l=deformazione) Sono dette forze elastiche quelle che si oppongono alla deformazione di un corpo. Tutti i corpi soggetti all'azione di una forza subiscono una deformazione, che dipende, oltre che dall'intensit della forza applicata, anche dalla natura del corpo stesso. In generale, le deformazioni possono essere di due tipi: elastiche, che scompaiono quando la forza non pi applicata, e anelastiche, che permangono anche successivamente all'applicazione della forza. Legge di Hooke: La forza elastica direttamente proporzionale all'intensit della deformazione ed sempre opposta a quella che provoca la deformazione stessa. Nel caso di una molla, per esempio, la sua deformazione, cio il suo allungamento, maggiore quanto pi grande la forza con cui essa viene tirata. Il modulo della forza elastica dato dall'espressione: F = -kx dove k una costante positiva, detta costante elastica, caratteristica del materiale considerato, e x il vettore spostamento, che nel caso della molla pari al suo allungamento. Il segno meno indica che la forza ha verso opposto allo spostamento, opponendosi alle deformazioni con un'intensit a loro direttamente proporzionale, tendente a riportare la molla alla lunghezza iniziale. Accelerazione di un corpo di massa m soggetto a una forza elastica: a= (-k/m)*l (l=spostamento) Laccelerazione direttamente proporzionale allo spostamento l dalla posizione di equilibrio e quindi laccelerazione massima agli estremi ed invece nulla al centro di oscillazione ed ha sempre segno contrario allo spostamento l. Mentre la velocit raggiunge il suo massimo valore nel centro di oscillazione mentre nulla agli estremi. Una massa attaccata a una molla si muove di moto armonico. Legge oraria di un corpo soggetto a una forza elastica: x(t)=A*cos(t+y) a(t)= -2*x(t) v(t)= -A**sen(t+y) Periodo di oscillazione del sistema: T=2*m/k Velocit angolare: = k/m Forze elastiche e moto armonico Il moto armonico pu essere rappresentato proiettando istante per istante, sul diametro della circonferenza-traiettoria, un punto P che si muove di moto circolare uniforme. possibile dimostrare che questo movimento coincide con quello di una molla ideale che, compressa o allungata, tende a tornare alla propria posizione di equilibrio: in altre parole, il movimento dell'immagine del punto P sulla circonferenza riconducibile all'applicazione di una forza elastica. L'immagine Q, ottenuta proiettando sul diametro della circonferenza-traiettoria un punto P che si muove di moto circolare uniforme, ha la caratteristica di accelerare avvicinandosi al centro della circonferenza e di rallentare allontanandosene; nelle estremit del diametro, in particolare, si arresta, per poi riprendere con accelerazione di verso opposto. Quando il punto P si muove sulla circonferenza con accelerazione centripeta ap, la sua proiezione Q si muove sul diametro con un'accelerazione aQ, che si ottiene proiettando aP sul diametro. Quando P si muove sulla circonferenza, Q ne segue il comportamento, con un'accelerazione che in ogni istante ha verso opposto a quello dell'accelerazione di P. Esprimendo l'accelerazione centripeta di P in termini di velocit angolare (v=R) si ottiene: aP = 2R e l'accelerazione della proiezione di P sul diametro data da: aQ = - 2R Questa espressione definisce l'accelerazione di Q come proporzionale rispetto al suo spostamento x dal centro O della circonferenza, ovvero rispetto al centro dell'oscillazione. Dalla legge fondamentale della dinamica, la forza responsabile dell'oscillazione risulta data da: F = maQ = -m 2x che, sostituendo m2 con la costante k, rappresenta l'espressione della forza elastica: F = -kx . Quindi si pu dire che un corpo sottoposto a una forza elastica (per esempio, una molla) si muove di moto armonico, con velocit angolare e periodo T di oscillazione rispettivamente uguali a: = k/m ; T = 2m/k

PENDOLO
Un esempio di moto armonico il pendolo: si tratta di una pallina di massa m legata a un filo di lunghezza l, per oscillazioni la cui ampiezza s piccola rispetto a l, la forza che agisce sulla pallina di tipo elastico: F= (-mg/l)*s = -ks (s=spostamento) . A questo punto, usando la relazione tra il periodo T del moto armonico e la costante elastica k si ottiene: T = 2m/k = 2 l m / mg e cio il pendolo oscilla con periodo T = 2l/g che non dipende ne dallampiezza delloscillazione ne dalla massa m . Costante di oscillazione: k= mg/l (l=lunghezza filo del pendolo) Il pendolo oscilla di moto armonico con periodo (Periodo di oscillazione): T=2*l/g che non dipende ne dallampiezza delloscillazione ne dalla massa m Accelerazione di gravit del pendolo: g = 42l/T2

FORZE CONSERVATIVE
LA->B= AB F*dr La forza conservativa una forza che dipende solo da punto di partenza e dal punto di arrivo e non dal percorso. Ad esempio la forza di gravit conservativa, mentre la forza di attrito non conservativa perch si oppone allo spostamento e non dipende ne dal punto iniziale che da quello finale. Il lavoro compiuto dallattrito aumenta con la lunghezza del percorso, quindi la forza di attrito dissipativa.

POTENZA
La potenza una grandezza fisica che esprime la rapidit attraverso la quale una forza in grado di compiere un lavoro, definita appunto come il lavoro compiuto dalla forza nell'unit di tempo, ovvero: P=L/t P= L/t = F*s/t = Fv La potenza il lavoro compiuto in un unit di tempo L=Pt Il lavoro compiuto in un tempo t il prodotto della potenza P per il tempo t.

LAVORO DI UNA FORZA COSTANTE


Il lavoro la forza che deve essere applicata ad un oggetto per ottenere uno spostamento nella direzione della forza. Data una forza costante F, che, applicata a un corpo, ne provoca lo spostamento di un segmento s, si definisce lavoro, L, della forza il prodotto dello spostamento per la componente, F, della forza nella direzione dello spostamento: L=Fs . Pi intensa la forza e pi grande lo spostamento nella direzione della forza, maggiore il lavoro. Il lavoro una grandezza scalare , quindi non dotato di una direzione e di un verso. Se la forza parallela allo spostamento, il lavoro sar dato dal prodotto della forza per lo spostamento; se invece la forza perpendicolare allo spostamento, non avr alcuna componente nella direzione dello spostamento, quindi il lavoro nullo. Perci, una forza perpendicolare allo spostamento non compie alcun lavoro. A seconda della direzione relativa del vettore forza e del vettore spostamento, il lavoro si divide in lavoro motore e lavoro resistente. Lavoro motore e lavoro resistente: Se le direzioni della forza e dello spostamento hanno il medesimo verso, il lavoro positivo e si dice lavoro motore (quando un corpo cade da una certa altezza, la forza di gravit compie un lavoro motore). Se invece forza e spostamento hanno direzione e verso opposti, il lavoro negativo e si dice lavoro resistente (quando una molla viene compressa, la forza elastica, che tenderebbe a riportarla alla sua lunghezza originale, compie un lavoro resistente). Forza costante, percorso rettilineo: L=Fs*cos Forza di attrito: La= - dmgd = - fa d*d

LAVORO DI UNA FORZA VARIABILE


Nel caso pi generale di una forza non costante (che cambia intensit mentre compie il lavoro nella direzione dello spostamento), il lavoro definito come l'area della parte di piano sottesa dalla curva che rappresenta la forza. 1) Prendiamo ad esempio un carrello poggiato sopra un tavolo orizzontale e attaccato a una molla. Per spostare il carrello verso destra di un tratto x0 dobbiamo applicare una forza F che faccia equilibrio alla forza elastica F= -kx (x=spostamento del carrello). Quindi il lavoro sar L=1/2kx2 . Il lavoro speso per allungare la molla applicando una forza fa costantemente equilibrio alla forza elastica: L=1/2kx B2 - 1/2kxA2 , e quindi il lavoro della forza elastica dipende dalla posizione iniziale e da quella finale mentre indipendente dal modo in cui la molla viene allungata o compressa. Per questo motivo la forza elastica una forza conservativa. Il lavoro compiuto dalla forza elastica (lavoro resistente) avr segno opposto. 2) Un altro caso di forza variabile durante lo spostamento quello della forza gravitazionale ( F=Gm1m2/r2 ) con la quale si attraggono due masse puntiforme alla distanza r. quindi abbiamo che L=GmMT*(1/r1 1/r2). Anche in questo caso il lavoro dipende solo dalla posizione iniziale r1 e da quella finale r2 ed indipendente dalla traiettoria. Quindi la forza gravitazionale una forza conservativa.

QUANTITA DI MOTO
p = mv La quantit di moto di un corpo di massa m e velocit v p=mv avente per direzione e verso quelli di v e modulo uguale al prodotto della massa per il modulo della velocit. La quantit di moto risultante di un sistema di pi corpi il vettore che si ottiene sommando vettorialmente la quantit di moto dei singoli corpi. Per la legge di azione e reazione, durante la collisione tra due corpi agiscono due forze uguali e contrarie: ognuno dei due corpi imprime una forza all'altro. Questo significa che i due impulsi sono opposti e che ognuno dei due corpi subisce una variazione di quantit di moto uguale e contraria a quella dell'altro: p1 = -p2 . Consideriamo il sistema formato dai due oggetti entrati in collisione: se le uniche forze agenti sono quelle interne dovute all'urto (cio se il sistema isolato), si ha Ptot = p1 + p1 = 0 cio Ptot = costante Legge di conservazione della quantit di moto: In un sistema isolato la quantit di moto dei singoli corpi pu variare, ma la quantit di moto totale del sistema rimane costante (in modulo, direzione e verso). Naturalmente, se il sistema non isolato, cio se la risultante delle forze esterne (attrito, una spinta, la forza di gravit .) non nulla, la quantit di moto totale varia. Nel caso degli urti, per, le forze impulsive che si esercitano durante la collisione sono in genere cos intense da rendere trascurabili eventuali forze esterne non equilibrate. Quindi si pu affermare che il principio di conservazione della quantit di moto pu essere sempre applicato agli urti, anche se il sistema non isolato, purch si consideri l'istante immediatamente precedente e quello immediatamente successivo all'urto.

URTI
Due punti materiali hanno un urto quando essi entrano in contatto tra loro e agiscono delle forze interne che sono molto intense per un intervallo di tempo molto breve, dopo questo urto queste forze non agiscono pi. Qualsiasi sia il tipo di urto si conserva sempre la quantit di moto totale del sistema. Gli urti tra corpi si dividono in urti elastici e urti anelastici. Urto elastico: si ha un urto elastico quando nellurto si conserva oltre alla quantit di moto totale anche lenergia cinetica, cio la somma delle energie cinetiche dei corpi che lo compongono. In questo tipo di urti pu avvenire una deformazione temporanea dei corpi che collidono. Nellurto elastico di due corpi di massa m1 e m2 che si urtano muovendosi su un'unica traiettoria rettilinea con velocit v1 e v2, le velocit subito dopo lurto sono: v1f= [(m1-m2)*v1+2m2v2)/(m1+m2) v2f= [(m2-m1)*v2+2m1v1)/(m1+m2) Ekiniziale = Ekfinale Nellurto elastico obliquo di un corpo contro un altro corpo fermo e di ugual massa, le traiettorie dei due corpo dopo lurto sono ortogonali tra loro. Urto anelastico: si ha un urto anelastico quando lenergia cinetica del sistema diminuisce lurto. Si ha un urto anelastico, per esempio, quando una freccia viene scagliata contro un bersaglio che viene trafitto e quindi si deforma. Si dice totalmente anelastico nel casi in cui due oggetti dopo lurto rimangono attaccati (esempio proiettile sparato contro un blocco di legno). vf=(m1v1i+m2v2i)/(m1+m2)

ENERGIA CINETICA - (Il lavoro coincide con lEnergia Cinetica)


L'energia cinetica quella posseduta da un corpo grazie al suo movimento. Se a un corpo di massa m e velocita va applichiamo una o pi forze, il lavoro compiuto dalla risultante fa si che la velocit passa dal valore va ad un altro valore vb . Il lavoro verr espresso come Ltot = 1/2mvb2 1/2mva2 . Il lavoro compiuto dalla risultante delle forze applicate a un punto materiale lungo un arco di traiettoria AB uguale alla variazione dellenergia cinetica subita dalla particella nel passare da A a B, quindi Ecin = 1/2mv2 per cui il lavoro compiuto dal corpo eguaglia la variazione della sua energia cinetica. Se sul corpo viene compiuto un lavoro positivo (motore), la sua energia cinetica aumenta (L=1/2mv2), mentre se il lavoro negativo (resistente, quindi la forza e lo spostamento hanno versi opposti), la sua energia cinetica diminuisce (L= -1/2mv2). Quando un corpo fermo e la sua velocit nulla, non possiede energia cinetica: in questo senso l'energia cinetica tipica dei corpi in movimento. Se su un corpo inizialmente fermo si compie un lavoro, che ne provoca uno spostamento, si avr variazione della sua energia cinetica. Ogni corpo in movimento in grado di compiere un lavoro grazie alla sua energia cinetica. Variazione dellenergia cinetica: Ltot = Ek(B) - Ek(A) = Ek Il lavoro coincide con lEnergia cinetica Energia cinetica: Ek=1/2mv2 Lenergia cinetica il lavoro che un corpo di massa m e velocit v in grado di compiere contro un altro corpo frenante finch non si arresta. Relazione tra il lavoro e la variazione di energia cinetica: una forza applicata a un corpo libero di muoversi compie un lavoro che fa aumentare o diminuire lenergia cinetica del corpo. Se il lavoro positivo (motore), lenergia cinetica aumenta (L=1/2mv2), mentre se il lavoro negativo (resistente, quindi la forza e lo spostamento hanno versi opposti), lenergia cinetica diminuisce (L= -1/2mv2). Quindi il lavoro compiuto dalla forza uguale alla variazione di energia cinetica del corpo: L = Ecinfinale - Ecininiziale = Ek Tempo di arresto delloggetto: t=v/a Spazio percorso dalloggetto: s= vt-1/2at2 = v2/2 Lavoro compiuto dalla forza F dalloggetto1 alloggetto2: L=1/2mv2

GRAVITAZIONE UNIVERSALE Leggi di keplero: Le tre leggi di Keplero, che descrivono il moto dei pianeti attorno al Sole secondo orbite ellittiche. 1legge La prima legge di Keplero afferma che i pianeti ruotano attorno al Sole seguendo orbite ellittiche, di cui il Sole occupa uno dei fuochi.

L'ellisse una figura geometrica bidimensionale, paragonabile a un cerchio schiacciato, formata dai punti di un piano le cui distanze da due punti fissi, detti fuochi, hanno somma costante. Le orbite ellittiche dei pianeti sono ellissi poco schiacciate, molto simili alla circonferenza. 2legge La seconda legge di Keplero afferma che il raggio vettore che congiunge un pianeta al Sole spazza aree uguali in tempi uguali. Il raggio vettore il segmento che congiunge il Sole con la posizione in cui si trova il pianeta. Questa legge afferma che il moto del pianeta non uniforme, i pianeti non si muovono sulla loro orbita con velocit costante, la velocit del pianeta varia con la distanza dal Sole: essa aumenta quando il pianeta si avvicina al Sole e diminuisce quando se ne allontana., Perci quando il pianeta si trova vicino al perielio (pi vicino al sole), si muove pi rapidamente, mentre in prossimit dellafelio (pi lontano) si sposta lentamente. 3legge La terza legge di Keplero afferma che il quadrato del periodo di rivoluzione di un pianeta attorno al Sole proporzionale al cubo della sua distanza media dal Sole. la terza legge mette in relazione le distanze dei pianeti dal Sole e lintervallo di tempo che essi impiegano per compiere unintera orbita, cio i loro periodi di rivoluzione. I pianeti pi vicini al Sole hanno periodi di rivoluzione pi brevi dei pianeti pi esterni. In altri termini, per qualsiasi pianeta K=a3/T2 dove a il semiasse maggiore dellorbita del pianeta attorno al sole, T il suo periodo di rivoluzione e K una costante, uguale per tutti i pianeti che orbitano intorno al Sole. Se aumenta il semiasse maggiore a dellorbita del pianeta, aumenta anche il suo periodo di rivoluzione.
Costante: k=a3/T2 Eccentricit: e=c/a Semiasse maggiore: a= v2/2 = 42R/T2 Periodo di rivoluzione: T=(42R3/Gms)

Legge di gravitazione universale: La legge di gravitazione universale stabilisce che la forza di attrazione tra due corpi di massa m1 e m2 posti a distanza r
direttamente proporzionale al prodotto delle due masse ed inversamente proporzionale al quadrato delle loro distanze: F=G*m1m2/R2 dove G la costante di gravitazione universale ed una quantit che ha sempre lo stesso valore per tutti i corpi, indipendentemente dalla loro massa e dal luogo in cui essi si trovano. Questa legge valida per tutti i corpi dellUniverso. La forza con cui si attraggono due corpi dipende dalle loro masse inerziali e dalla distanza a cui si trovano tanto pi grande quanto pi sono grandi le masse in gioco e diminuisce se i due corpi si allontanano.

Energia potenziale gravitazionale:


conserva.

Epot= -Gm1m2/r

La massa gravitazionale di un corpo e la sua massa inerziale sono sempre direttamente proporzionali tra loro

Enegia gravitazionale: Lenergia totale di un corpo di massa M : E = 1/2 mv2 - Gm1m2/r se non ci sono forze esterne al sistema M+m lenergia si
E<0 orbite elittiche, E=0 orbite paraboliche, E>0 orbite iperboliche v=G*mterra/R

Velocit dei satelliti in orbita circolare: Velocit di fuga: vfuga=2gRT

ELETTROSTATICA CARICA ELETTRICA LEGGE DI CONSERVAZIONE DELLA CARICA ELETRICA Legge di conservazione della carica elettrica: La carica si conserva. Questa legge afferma che le cariche elettriche di un sistema chiuso si mantengono
costanti, qualunque siano i fenomeni che in esso hanno luogo. Quindi in un sistema fisico isolato, la quantit totale di carica elettrica rimane invariata nel tempo, anche quando vengano scambiate cariche elettriche tra le parti del sistema. Carica dellelettrone: qe=1,6*10-19C Carica del quark: qp=1,6*10-19C Conduttori elemento fisico in grado di far scorrere al suo interno la carica elettrica con gran facilit. I conduttori sono caratterizzati dalla presenza di elettroni liberi he girano attorno al nucleo. Isolanti la conducibilit quasi nulla. Gli elettroni sono bloccati, cio rimangono solo in quellatomo. Semiconduttori materiali che hanno una resistivit tra i conduttori e gli isolanti.

DIPOLO ELETTRICO
Un dipolo elettrico un sistema composto da due cariche elettriche uguali e opposte di segno e separate da una distanza costante nel tempo. ETOT = E+ + E- = [(+q/40r2)*+] + [(q/40r2)*-] Epot = -pE = -pEcos

LEGGE DI COULOMB

F1su2 = -F2su1 F1su2 = (q1q2/40r2) (r=distanza tra una carica e laltra) 0=8*10-12C2/Nm2 Per la legge di Coulomb le forze che due cariche puntiformi esercitano luna sullaltra sono uguali in modulo ed opposte in verso, indipendentemente dal valore delle cariche. Tra due corpi elettricamente carichi si esercita una forza, attrattiva se i due corpi hanno cariche di segno opposto, repulsiva nel caso contrario. Secondo la legge di Coulomb, la forza F che si esercita tra due cariche elettriche puntiformi q1 e q2, poste nel vuoto a distanza r l'una dall'altra, direttamente proporzionale al prodotto delle due cariche e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza: F = k*(q1*q2/r2) dove k la costante di Coulomb (pari a 9.109 Nm2/C2 ). La costante di Coulomb k si pu esprimere anche come k =1/40 dove 0 la costante dielettrica assoluta e dipende dalla sostanza che separa le due cariche. La legge di Coulomb indica anche se la forza esercitata tra i due corpi carichi attrattiva o repulsiva: se le due cariche hanno lo stesso segno, il loro prodotto sar positivo e la forza che si esercita tra loro avr segno positivo, quindi sar repulsiva. Se le cariche hanno segni opposti, il loro prodotto negativo e la forza che si esercita tra loro ha segno negativo, quindi attrattiva. La legge di Coulomb, relativa all'interazione elettrostatica, ha la medesima struttura della legge di gravitazione universale: entrambe le forze sono direttamente proporzionali al prodotto delle propriet dei due corpi (la massa nel caso della forza gravitazionale, la carica elettrica nel caso della forza elettrostatica) e inversamente proporzionali al quadrato della loro distanza. La forza di gravit, a differenza di quella elettrica, sempre e solo attrattiva. Inoltre la forza elettrica molto pi intensa di quella gravitazionale.

Energia potenziale elettrostatica: Epot= q1q2/40r Forza tra 2 particelle: FTOT = q1q2/40r

(r=distanza tra una carica e laltra)

Forza tra 3 particelle: FTOT = eq1/40r2 +eq2/40r2

CAMPO ELETTRICO
E=F/q0 = q/40r2 Il campo elettrico un campo di forze generato nello spazio dalla presenza di carica elettrica variabile nel tempo. un campo vettoriale, perch caratterizzato da una forza elettrica, ed conservativo, perch il lavoro che si compie per passare da un punto a un altro del campo non dipende dal cammino scelto, ma solo dai punti iniziale e finale. Per verificare l'esistenza del campo elettrico generato da una carica Q si introduce una carica di prova q, di intensit molto pi piccola, nella regione di spazio occupata da Q. La forza esercitata da Q su q, divisa per il valore di q, indipendente dalla carica di prova. Questa grandezza si definisce vettore campo elettrico, e si indica con E=F/q0 . Poich in base alla legge di Coulomb l'intensit della forza : F=k*Qq/d2 potremo scrivere il campo elettrico come E=kQ/d2 dove d la distanza tra la carica Q e il punto nel quale viene misurato il campo. L'intensit del campo elettrico dunque non dipende dalla carica di prova q, ma dalla distanza alla quale il campo viene misurato, allontanandosi dalla carica Q generatrice del campo, la sua intensit diminuisce. Sovrapposizione di pi campi elettrici: se il campo generato da pi di una carica puntiforme, per esempio da Q1 e Q2 la forza F sulla carica di prova q uguale alla somma vettoriale delle forze F1 e F2 che le singole cariche esercitano su q. F=F1+F2 . il vettore E vale quindi E = F/q = F1+F2 /q = F1/q + F2/q = E1 + E2 cio il campo elettrico E il vettore risultante dalla somma dei campo elettrici E1 e E2 che sono generati rispettivamente dalle cariche Q1 e Q2. In sostanza il campo elettrico dipende soltanto dalle cariche che lo generano e dal punto in cui misurato.

LINEE DI CAMPO Un campo elettrico pu essere rappresentato graficamente attraverso le linee di campo, ciascuna di esse corrisponde, in ogni punto, alla traiettoria che verrebbe percorsa da una carica elettrica posta in quel punto. Inoltre in ogni punto di una linea di campo l'intensit del campo rappresentata da un vettore tangente alla linea in quel punto. Le linee di campo sono orientate: il loro verso va dalla carica positiva alla carica negativa Il numero di linee di campo che bucano una superficie perpendicolare alle linee di campo stesso proporzionale allintensit del campo elettrico. Con q>0 le linee di campo sono semirette che puntano verso lesterno; con q<0 puntano verso linterno

ENERGIA MECCANICA - CONSERVAZIONE DELLENERGIA MECCANICA Energia meccanica: Em = Ep + Ek = costante Per un corpo di massa m in movimento sotto lazione di una forza conservativa, la somma dellEk e dellEp si mantiene costante. Durante il movimento si ha una continua trasformazione dellenergia dalla forma cinetica a quella potenziale e viceversa in modo per che la loro somma, detta energia meccanica si mantenga costante. LA->B = Ep(A) - Ep(B) LA->B = Ek(B) - Ek(A) Ep(A) + Ek(A) = Ek(B) + Ep(B) La legge di conservazione dellEm vale solo se ho forza conservative. Quando un corpo in salita aumenta lenergia potenziale e diminuisce lenergia cinetica. Nellistante in cui il corpo raggiunge la massima altezza tutta lenergia cinetica iniziale convertita in energia potenziale. Durante la discesa avviene la trasformazione inversa, cio lenergia potenziale si trasforma in energia cinetica in modo che lenergia meccanica sia sempre costante.

ENERGIA POTENZIALE L'energia potenziale un particolare tipo di energia dovuta all'azione di una forza. Un corpo fermo pu essere spostato dalla sua posizione originaria grazie all'azione di una forza che agisce su di esso, la quale compie un lavoro. Quindi il corpo possiede una quantit di energia, dovuta al fatto che pu compiere un lavoro. Il Campo Elettrico un campo conservativo, ci significa che possibile definire una Energia Potenziale che dipende dalla posizione della carica nel campo elettrico. Il lavoro che il campo elettrico esercita per spostare una carica positiva q+ da un punto A verso un punto B uguale alla differenza di energia potenziale: L = Epot = EpotB - EpotA . Infine il lavoro necessario per spostare una carica positiva q+ da un punto A verso un punto B non dipende dal percorso scelto ma solo dalle posizioni iniziale e finale.

Con F conservativa:
- Epot
A

Se un oggetto passa dal punto A al punto B sotto lazione di una forza conservativa F, la differenza di energia potenziale: Epot = EpotB uguale al lavoro fatto dalla forza F nel passaggio da A a B: LA->B = Epot = EpotB - EpotA

Energia potenziale gravitazionale: Epgrav = mgh = Fph L Epgrav lenergia di un corpo di massa m nel campo gravitazionale terrestre. Se g

laccelerazione di gravit, lEpgrav del corpo di massa m ad altezza h da terra mgh, con la convenzione di attribuire valore nullo allE per h=0, cio quando il corpo a terra. L Epgrav lenergia di un corpo di massa m nel campo gravitazionale terrestre. Se per esempio un corpo di massa m fermo a una altezza h1 , sotto l'azione della forza di gravit, e viene lasciato cadere fino all'altezza h2 , la forza di gravit compie un lavoro. Il corpo ha in s una forma di energia immagazzinata, detta energia potenziale gravitazionale, la cui variazione rappresenta il lavoro compiuto dalla forza gravitazionale per spostarlo da una posizione iniziale a una posizione finale: L = mg(h1-h2) = mgh1 mgh2 . Si definisce energia potenziale gravitazionale la grandezza: E pot = mgh posseduta da un corpo di massa m che si trova a un'altezza h dal suolo. Il lavoro compiuto per portare un corpo da una quota pi alta a una pi bassa non dipende dal cammino percorso, ma soltanto dai punti iniziale e finale; quindi una forza conservativa. Il lavoro da compiere per sollevare un corpo avr segno negativo, perch fatto contro la forza gravitazionale e l'energia potenziale del corpo aumenta; quando il corpo cade, il lavoro delle forze del campo gravitazionale positivo e la sua energia potenziale diminuisce.

Energia potenziale elastica: Epel=1/2kx2 (x=spostamento) chiamata anche energia elastica, lenergia di una molla di costante elastica k compressa o
dilatata di un tratto e corrisponde al lavoro che la forza elastica compie quando la molla ritorna nello stato iniziale. L'energia elastica il lavoro compiuto da un corpo elastico che viene deformato dalle forze esterne. Al termine dell'azione delle forze esterne il corpo riprende la sua configurazione e forma iniziale. Il corpo elastico possiede una energia immagazzinata tramite la quale riesce sempre a tornare alla sua forma iniziale (es. molla). L'energia potenziale elettrica pu essere sia negativa che positiva, a seconda che il lavoro svolto per portarle nella configurazione assunta sia positivo o negativo. Due cariche interagenti dello stesso segno hanno energia positiva, poich il lavoro svolto per avvicinarle deve vincere la loro repulsione, mentre per lo stesso motivo due cariche di segno opposto hanno energia negativa.
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Durante la caduta di un oggetto l'energia potenziale del corpo si riduce mentre aumenta la sua energia cinetica. La trasformazione dell'energia potenziale in energia cinetica raggiunge il massimo quando il corpo raggiunge la superficie. La somma dell'energia cinetica e dell'energia potenziale detta Energia Meccanica. L'energia meccanica del corpo uguale sia nella fase di quiete e sia nella fase di caduta. In conclusione, nel passaggio dallo stato di quiete allo stato di movimento ha luogo una trasformazione dell'energia potenziale in energia cinetica.

Energia potenziale elettrica per due cariche puntiformi: F = qQ / 40r2 lenergia potenziale elettrica di un sistema di due cariche puntiformi, quando q
si trova in un punto P dello spazio Epot(P) = -LR->P = Lp->R dove LR->P il lavoro compiuto dalla forza elettrica nello spostamento di q da R a P e Lp->R il lavoro compiuto nel tragitto opposto

Energia potenziale elettrica dir due cariche puntiformi a distanza r: LEnergia potenziale del sistema formato da due cariche puntiformi q e Q poste a
distanza r data da: Epot = (qQ / 40r) + k . ponendo a zero lenergia potenziale di due cariche puntiformi poste a distanza finita la costante k nulla perci avremo Epot(r) = qQ / 40r

POTENZIALE ELETTRICO DIFFERENZA DI POTENZIALE - SUPERFICI EQUIPOTENZIALI V = Epot / q0 Il potenziale elettrico nel punto P uguale al rapporto tra lEnergia potenziale (associata al sistema formato da n cariche che generano il campo e dalla carica di prova q posta nel punto P) e la carica di prova q. Si definisce inoltre potenziale elettrico il lavoro che occorre compiere per portare una carica unitaria da un punto qualsiasi del campo elettrico all'infinito. Il potenziale elettrico varia da punto a punto in un campo: a punti diversi dello spazio corrispondono potenziali diversi. Il lavoro da compiere per portare una carica unitaria da un punto A (potenziale elettrico VA) a un punto B (potenziale elettrico VB), entrambi interni al campo, sar dato dalla differenza di potenziale (V) tra i due punti del campo: L = VA - VB = V . Tale lavoro dipende soltanto dalla posizione dei due punti. Se la carica spostata non unitaria, ma vale genericamente q, il lavoro da compiere per spostarla da un punto A ad un punto B del campo elettrico si ottiene moltiplicando la differenza di potenziale per la carica: L = q(VA - VB) . Questa formula ci dice tra l'altro che se il potenziale nel punto A uguale al potenziale nel punto B, il lavoro da compiere per portare una carica da A a B nullo. Quando tra due punti esiste una differenza di potenziale, significa che occorre compiere del lavoro per spostare una carica all'interno del campo elettrico. La differenza di potenziale non dipende dal cammino che scelgo perch il campo elettrico conservativo quindi dipende solo dal campo, mentre lEpot dipende dalla carica. Le superfici di un campo elettrico dove il potenziale rimane invariato si chiamano superfici equi potenziali, lo spostamento di una carica su queste superfici non richiede lavoro. In un campo elettrico generato da una carica puntiforme, per esempio, le superfici equipotenziali sono le sfere che hanno per centro la carica, mentre in un campo generato da una carica piana sono i piani paralleli alla carica.

Il potenziale di una carica puntiforme: Per calcolare il potenziale elettrico VP generato da una carica puntiforme Q in un punto P a distanza r da essa,

poniamo lo zero del potenziale nei punti che si trovano a distanza infinita da Q e mettiamo in P una carica di prova q. LEnergia potenziale del sistema formato dalle due cariche Epot = qQ/40r allora avremo che il potenziale di una carica puntiforme sar VP = q/40r .

Il potenziale di n cariche puntiformi: il potenziale V generato da n cariche puntiformi la somma algebrica dei potenziali generati dalle singole cariche.
V = q/40r Se il campo elettrico generato da pi cariche il potenziale elettrico in un punto P dove non vi siano cariche la somma algebrica dei potenziale che ci sarebbero in P se ciascuna delle cariche che generano il campo fosse presente da sola.

Differenza di potenziale elettrico: La differenza di potenziale elettrico V = VB - VA tra due punti B e A immersi in un campo elettrico il rapporto V
= Epot/q dove Epot = Epot(B) - Epot(A) che la differenza tra lenergia potenziale che si ha quando q si trova in B e quella che si ottiene quando q in A. Si pu anche scrivere come V = L/q .

SUPERFICI EQUIPOTENZIALI Le superfici equipotenziali sono superfici che hanno tutti lo stesso potenziale, lo spostamento di una carica su queste superfici non richiede lavoro. Una propriet fondamentale delle superfici equipotenziali che, in ogni punto, il campo elettrico E sempre perpendicolare alle superfici equipotenziali. Le superfici equipotenziali rappresentano graficamente il potenziale elettrico. Le linee di campo elettrico generato da una sola carica puntiforme sono semirette mentre le superfici equipotenziali di tale campo sono formate da punti equidistanti dalla carica, sono cio sfere con centro nella carica! In un campo elettrico generato da una carica puntiforme, per esempio, le superfici equipotenziali sono le sfere che hanno per centro la carica, mentre in un campo generato da una carica piana sono i piani paralleli alla carica. VA-VB= El Va-VC= EcosL = El

DISTRIBUZIONE DELLE CARICHE - DISTRIBUZIONE CONTINUA DI CARICA LINEARE Quando carichiamo un conduttore isolato, le cariche si distribuiscono sulla sua superficie in modo che tutte le parti del conduttore abbiano campo elettrico nullo, ovvero in modo che tutti i punti abbiano lo stesso potenziale. Allo stesso modo, quando poniamo in contatto due conduttori, per esempio due sfere cariche, le cariche sulla loro superficie si distribuiranno in modo che il sistema composto dai due conduttori abbia potenziale uniforme, ovvero in modo che i due conduttori abbiano lo stesso potenziale. Se una delle due sfere possiede una carica superiore all'altra, quando sono messe in contatto, parte della carica presente sulla sfera "pi" carica fluisce sulla sfera "meno" carica, e il flusso di cariche si arresta solo quando le due sfere hanno il medesimo potenziale.

Distribuzione della carica nei conduttori in equilibrio elettrostatico: per equilibrio elettrostatico si intende la condizione nella quale tutte le cariche
presenti sui conduttori che costituiscono il sistema sono ferme. La carica presente in eccesso nei conduttori si trova sulla loro superficie esterna. Se ad esempio si considera una parte di spera di area S e si misura la carica Q che si trova su di essa, si vede che la densit superficiale di carica ( = Q/S ) risulta sempre uguale, indipendentemente dalla forma e dallestensione della superficie di area. Se si tratta di un conduttore di forma irregolare, la carica si concentra nelle parti del conduttore che hanno una curvatura pi accentuata, mentre il valore di minore dove la forma della superficie meno incurvata e ancora pi piccolo nelle zone dove il conduttore incavato.

Campo elettrico e il potenziale in un conduttore in equilibrio elettrostatico: allinterno di un conduttore carico in equilibrio elettrostatico il campo
elettrico nullo. Visto che leccesso di carica presente nel conduttore si trova sulla superficie esterna, al suo interno si ha una carica totale nulla, formata dallinsieme di moltissime cariche positive e negative che si compensano. Sulla superficie il campo elettrico ha direzione perpendicolare alla superficie stessa. Il potenziale elettrico lo stesso in tutti i punti allinterno e sulla superficie di un conduttore carico in equilibrio elettrostatico. Per ogni coppia di punti A e B del conduttore, si ha VA = VB e tutti i punti del conduttore si trovano allo stesso potenziale. La superficie esterna di un conduttore carico in equilibrio elettrostatico sempre una superficie equipotenziale. Considerando una superficie chiusa contenuta allinterno di un conduttore carico in equilibrio elettrostatico, il campo elettrico nullo in tutti i punti della superficie e anche il flusso di campo elettrico uguale a zero. Ma per il teorema di Gauss vale S(E) = Qtot / 0 dove Qtot la carica totale che si trova allinterno di S e 0 la costante dielettrica del vuoto. In conclusione la somma delle cariche contenute in una superficie chiusa che si trova allinterno di un conduttore carico in equilibrio elettrostatico sempre nulla.

Densit di carica lineare: Densit superficiale di carica: Densit di carica di volume:

=Q/L =Q/A =Q/V

(Q=carica (Q=carica

; ;

A=Area) V=potenziale elettrico)

IL FLUSSO DEL CAMPO ELETTRICO Si definisce flusso del vettore campo elettrico attraverso una superficie S, perpendicolare alla direzione del vettore del campo, il prodotto tra il modulo del campo elettrico e larea A della superficie: S(E)=EA . Nel caso in cui la superficie sia inclinato rispetto alle linee di campo si definisce Flusso del campo il prodotto scalare tra il vettore campo elettrico E e un vettore di modulo unitario n perpendicolare alla superficie S moltiplicato per larea A e quindi avremo S(E)=EAcos

TEOREMA DI GAUSS PER IL CAMPO ELETTRICO Il teorema di Gauss afferma che il flusso del campo elettrico attraverso una superficie chiusa dipende solo dalle cariche qint interne alla superficie ed pari a qint / 0 . Inoltre afferma che il flusso del campo elettrico attraverso una superficie chiusa allinterno della quale vi sono cariche elettriche pari alla somma delle cariche contenute allinterno della superficie chiusa diviso la costante dielettrica del mezzo: S(E) = Q / 0 Per dimostrare ci si prenda una sfera con una carica puntiforme al centro e la si suddivida in tante superfici S che risultino piane e perpendicolari alle linee del campo generato dalla carica puntiforme (ricordiamo che E=kQ/r2 dove k=1/40 ) in modo tale che la normale a ciascuna superficie sia parallela alle linee di campo in ogni punto. Sappiamo che il flusso attraverso ciascuna superficie S dato dal prodotto del campo elettrico per la superficie per il coseno dellangolo formato dal vettore campo elettrico e la normale alla superficie che, essendo paralleli, sempre 1, quindi ininfluente (4r2). Perci il flusso totale sar dato dalla somma dei flussi parziali, ovvero di ciascun flusso attraverso ciascuna superficie cio: = ES1+ ES2+ =E Si. Sostituendo il campo con la formula specifica (E=Q/40 r2) e la superficie con quella della sfera (4r2) otteniamo che S = Q/ 0. Estendendo il concetto alla presenza di pi cariche allinterno della sfera si ottiene lenunciato: S(E) = Q / 0 . Il flusso attraverso una qualunque superficie chiusa immersa in un campo elettrico senza cariche interne sempre uguale a zero.

costante isolante: E= /20 (densit superficiale carica)

CONDUTTORI ALLEQUILIBRIO ELETTROSTATICO I conduttori sono materiali che si trovano allequilibrio elettrostatico. Per equilibrio elettrostatico si intende la condizione nella quale tutte le cariche presenti sui conduttori sono ferme. Propriet: - E=0 allinterno della superficie - Le cariche in eccesso si posizionano sulla superficie esterna: EdA=qint/0 qint=0 - E perpendicolare alla superficie: E=/0 - Effetto punta la carica pi forte nelle zone di punta delle superficie - Superficie equipotenziale tutti i punti allinterno del conduttore sono dello stesso potenziale della superficie

Si scrivano le leggi orarie del MOTO UNIFORMEMENTE VARIO spiegando i vari termini. Si lanci un sasso in alto con direzione verticale: si scriva la legge oraria che descrive il moto del sasso; si ricavi lespressione per il tempo impiegato dal sasso per raggiungere la quota massima; si scriva il lavoro svolto dalla forza peso durante il moto del sasso fino alla quota massima.
Legge oraria della posizione: x(t) = x0 + v0t + 1/2at2 , x0 rappresenta la posizione al tempo t=0; v0t lo spostamento dalla velocit iniziale; 1/2at2 lo spostamente dovuto al fatto che la velocit cambia durante il moto. Legge oraria della velocit: v(t) = v0 + at , v0 rappresenta il valore della velocit al tempo t=0 e rappresenta una costante iniziale del moto; at rappresenta laccelerazione in funzione del tempo. Se lancio un sasso verso lalto la sua legge oraria sar: y(t) = y0 + v0t - 1/2gt2 ed v(t) = v0 gt ; laccelerazione g perch il sasso sottoposto alla forza di gravit. Il tempo impiegato dal sasso per raggiungere la quota massima t = - v0 / -g . Il lavoro invece sar uguale alla variazione dellenergia potenziale, quindi L = mgh

Definizione FORZA CONSERVATIVA. Fare almeno un esempio di forza conservativa e scrivere il lavoro di tale forza in termini di energia potenziale associata a tale forza. Se un libro cade da una finestra, la sua energia potenziale aumenta o diminuisce? Giustificare la risposta.
La forza conservativa una forza il cui lavoro dipende solo dal punto di partenza e dal punto di arrivo, non dal percorso. Un esempio di forza conservativa la forza peso (Fp=mg) . In goni punto si definisce lenergia potenziale del corpo, quindi il lavoro si ottiene facendo la differenza fra il valore dellenergia potenziale iniziale meno lenergia potenziale finale. Il lavoro della forza peso indipendente dallo spostamento. L = Fs = - mg ( hf hi ) moltiplicando si ottiene L = mghi mghf . Sapendo che lEpot = mgh il lavoro sar: L = Epot(iniziale) Epot(finale) = -Epot Utilizzando la legge della conservazione dellEnergia Meccanica, per le forze conservative lEmec = Ecin -Epot e resta costante lungo tutto il percorso. Inizialmente fermo il libro ha un energia cinetica nulla ed un energia potenziale massima. Durante la caduta la velocit aumenta e con essa lEnergia cinetica (1/2mv2) perci lenergia potenziale diminuisce convertendosi in energia cinetica visto che lenergia meccanica resta costante in tutto il percorso.

Forza conservativa. Se cade un libro dalla finestra lenergia cinetica aumenta o diminuisce rispetto a quella potenziale?
LA->B= AB F*dr La forza conservativa una forza il cui lavoro dipende solo dal punto di partenza e dal punto di arrivo, non dal percorso. Un esempio di forza conservativa la forza di gravit, mentre la forza di attrito non conservativa perch si oppone allo spostamento e non dipende ne dal punto iniziale che da quello finale. Il lavoro compiuto dallattrito aumenta con la lunghezza del percorso, quindi la forza di attrito dissipativa. Forza peso: LA->B = mghA - mghB = Ep(A) - Ep(B) Utilizzando la legge della conservazione dellenergia meccanica, possiamo sostenere che per le forze conservative lE m=Ek+Ep lungo tutto il percorso. Quindi durante la caduta del libro la velocit aumenta e con essa lenergia cinetica (1/2mv2) perci lenergia potenziale diminuisce perch lEm costante in tutto il percorso.

Dall'energia potenziale all'energia cinetica


Un corpo fermo che risente di una forza, come una massa posta a una certa quota, possiede una certa energia potenziale, dovuta alla sua posizione. La sua energia cinetica per nulla, perch il corpo fermo. Quando il corpo viene messo in moto, per esempio fatto cadere, la sua energia potenziale diminuisce a favore della sua energia cinetica, che aumenta. Consideriamo uno sciatore che si trova all'inizio di una pista, all'estremit di un pendio. Quando si mette in movimento e inizia la discesa, lo sciatore perde quota e di conseguenza diminuisce la sua energia potenziale, ma man mano che aumenta la sua velocit, aumenta la sua energia cinetica. L'energia potenziale dello sciatore si trasforma in energia cinetica. In fondo alla discesa, l'energia potenziale sar stata tutta trasformata in energia cinetica.

Si enunci il teorema dellENERGIA CINETICA spiegandone i vari termini. Per quali forze vale questo teorema? (forze conservative, non conservative, qualsiasi). Si consideri un oggetto di massa m lanciato con una velocit iniziale v0 su un piano orizzontale scabro, dopo aver percorso un tratto D loggetto si ferma. Si applichi il teorema dellEnergia Cinetica a questo esempio. Quale forza fa il lavoro? Il lavoro negativo o positivo?
Ecin = 1/2mv2 Lenergia cinetica il lavoro che un corpo di massa m e velocit v in grado di compiere contro un altro corpo frenante finche non si arresta. Se a un corpo di massa m e velocit vA applichiamo una o pi forze il lavoro compiuto dalla risultante fa si che la velocit passi dal valore vA ad un altro valore vB . Il lavoro verr espresso come Ltot=1/2mvB2-1/2mvA2 . Il lavoro compiuto dalla risultante delle forze applicate uguale alla variazione della sua energia cinetica L = E cin . Questo teorema vale per qualsiasi forza. Nellesempio il lavoro sar L = -1/2mv02 che equivale alla variazione di energia cinetica ed il lavoro svolto dalla forza di attrito. Il lavoro compiuto da questa forza negativo perch si oppone allo spostamento, quindi la forza di attrito diminuisce lenergia cinetica dei corpi.

Si enuncino le 3 LEGGI DI KEPLERO. Si dimostri la terza legge nel caso di moto circolare. Nel caso dellorbita terrestre attorno al sole, maggiore la velocit al perielio o allafelio?
Le tre leggi di Keplero, che descrivono il moto dei pianeti attorno al Sole secondo orbite ellittiche. 1legge La prima legge di Keplero afferma che i pianeti ruotano attorno al Sole seguendo orbite ellittiche, di cui il Sole occupa uno dei fuochi. L'ellisse una figura geometrica bidimensionale, paragonabile a un cerchio schiacciato, formata dai punti di un piano le cui distanze da due punti fissi, detti fuochi, hanno somma costante. Le orbite ellittiche dei pianeti sono ellissi poco schiacciate, molto simili alla circonferenza. 2legge La seconda legge di Keplero afferma che il raggio vettore che congiunge un pianeta al Sole spazza aree uguali in tempi uguali. Il raggio vettore il segmento che congiunge il Sole con la posizione in cui si trova il pianeta. Questa legge afferma che il moto del pianeta non uniforme, i pianeti non si muovono sulla loro orbita con velocit costante, la velocit del pianeta varia con la distanza dal Sole: essa aumenta quando il pianeta si avvicina al Sole e diminuisce quando se ne allontana., Perci quando il pianeta si trova vicino al perielio (pi vicino al sole), si muove pi rapidamente, mentre in prossimit dellafelio (pi lontano) si sposta lentamente. 3legge La terza legge di Keplero afferma che il quadrato del periodo di rivoluzione di un pianeta attorno al Sole proporzionale al cubo della sua distanza media dal Sole. la terza legge mette in relazione le distanze dei pianeti dal Sole e lintervallo di tempo che essi impiegano per compiere unintera orbita, cio i loro periodi di rivoluzione. I pianeti pi vicini al Sole hanno periodi di rivoluzione pi brevi dei pianeti pi esterni. In altri termini, per qualsiasi pianeta K=a3/T2 dove a il semiasse maggiore dellorbita del pianeta attorno al sole, T il suo periodo di rivoluzione e K una costante, uguale per tutti i pianeti che orbitano intorno al Sole. Se aumenta il semiasse maggiore a dellorbita del pianeta, aumenta anche il suo periodo di rivoluzione.

Data la definizione di CAMPO ELETTRICO e lespressione della LEGGE DI COULOMB, ricavare la relazione che esprime il modulo del campo elettrico generato da una carica puntiforme.
E=F/q0 = q/40r2 Il campo elettrico un campo di forze generato nello spazio dalla presenza di carica elettrica variabile nel tempo. Per la legge di Coulomb le forze che due cariche esercitano luna sullaltra sono uguali in modulo ed opposte in verso, indipendentemente dal valore delle cariche. F1su2 = -F2su1 F1su2=(q1q2/40r2)* (0=8*10.12C2/Nm2) Si definisce campo elettrico prodotto da una carica puntiforme, quella regione dello spazio influenzata dalleventuale forza prodotta dalla carica elettrica. Data la Legge di Coulomb si ha che il campo elettrico generato da una carica positivit uscente dalla carica (cio i vettori hanno origine nel punto in cui posta la carica e hanno il verso allesterno, mentre il campo generato da una carica negativa entrante, cio il verso orientato verso linterno. abbiamo che E=q/40r2 dove r rappresenta la distanza tra la carica ed il punto in cui viene misurato il campo.

Descrivere il campo elettrico generato da una distribuzione piana infinita di carica


Il campo elettrico perpendicolare al piano in ogni suo punto. Le cariche sono sorgenti del campo elettrico, perci un piano infinito in cui distribuita della carica genera in tutto lo spazio un campo elettrico perpendicolare al piano. Dal teorema di Gauss se la densit superficiale costante lungo il piano, allora il campo da essa generato uniforme, perpendicolare al piano e uscente da esso se > 0 altrimenti entrante se < 0. e in modulo vale: E= /20

Definire la relazione tra il campo elettrico e le linee di campo


Il campo elettrico si definisce come la forza elettrica che agisce sulla carica unitaria, posta in un determinato punto dello spazio. In formule: E = F/q, con E rappresentato da un vettore, che si misura in Newton su Coulomb (N/C), che ha la stessa direzione della forza elettrica, le linee puntano verso lesterno (q>0) o verso linterno (q<0) con essa e modulo proporzionale a F. L'esplorazione del campo elettrico deve essere condotta attraverso una carica di prova. Le linee di campo sono lo strumento grafico che consente di descrivere le caratteristiche del campo stesso e rappresentano l'insieme delle possibili traiettorie che una carica di prova, inizialmente in quiete, pu percorrere quando viene lasciata libera di muoversi nello spazio in cui presente un campo elettrico; il vettore campo elettrico in un punto sempre tangente alla linea di campo che passa per quel punto, dunque le linee di campo elettrico non possono mai intersecarsi.

Quali sono le analogie e differenze tra il campo elettrico e campo gravitazionale?


Analogie: entrambi i campi diminuiscono con il quadrato delle distanze tra i corpi tra i quali agiscono (rispettivamente masse per il campo gravitazionale e cariche per il campo elettrico); la direzione di entrambi i campi coincide con la retta congiungente i due corpi; entrambi i campi sono conservativi, ossia le forze di entrambi i campi compiono lavoro nullo su un percorso chiuso (da questo fatto nasce la possibilit di definire una energia potenziale, gravitazionale ed elettrica). Differenze: il campo elettrico agisce solamente tra corpi carichi elettricamente, il campo gravitazionale agisce su tutti i corpi; il campo gravitazionale ha sempre lo stesso verso entrante, ossia diretto verso il corpo sorgente del campo, mentre il verso del campo elettrico dipende dal segno della carica sorgente e, secondo la comune convenzione adottata, pu essere entrante (carica negativa) o uscente (carica positiva); il campo elettrico molto pi intenso del campo gravitazionale e risente del mezzo in cui sono poste le cariche. Il campo gravitazionale pi debole, ma non dipende dal mezzo

Descrivi le analogie tra forza elettrica e forza gravitazionale.


la forza elettrica agisce fra due corpi dotati di carica elettrica (due corpi neutri quindi non la subiscono), mentre la forza gravitazionale fra due corpi dotati di massa (per esempio i fotoni, che hanno massa nulla, non la subiscono). Ci significa che non tutti i corpi subiscono tutte e due le forze. Entrambe sono date dal prodotto di una costante dimensionata, il prodotto delle cariche o masse (quindi delle caratteristiche dei corpi), e l'inverso del quadrato della distanza reciproca. Questa l'analogia principale, in quanto rende validi per entrambe una serie di teoremi molto importanti, tra cui il fondamentale quello di Gauss.

Come si definisce la differenza di potenziale elettrico?


Osserviamo in due istanti di tempo successivi la posizione di una carica di prova, che si trova in una zona di spazio sede di campo elettrico: nel primo istante la troviamo in un punto A, nel secondo istante la troviamo in un punto B. La carica pu essere andata da A a B sotto l'azione del campo elettrico, e in questo caso ha aumentato la sua energia cinetica, oppure potrebbe aver fatto il suo percorso grazie all'azione di una forza che ha agto contro le forze del campo, e in questo secondo caso la carica avrebbe acquisito energia potenziale. Non importa quale percorso abbia fatto la carica: la variazione di energia cinetica pari alla variazione di energia potenziale e dipende da quanto ha lavorato' la forza responsabile dello spostamento da A a B. Se misuriamo questo lavoro e lo dividiamo per il valore della carica, abbiamo la differenza di potenziale

Si scriva la definizione di FLUSSO DEL CAMPO ELETTRICO. Si enunci il TEOREMA DI GAUSS. Si applichi il teorema di Gauss per il caso del piano infinito isolante uniformemente carico.
Il flusso di campo elettrico la quantit di campo elettrico che passa in una determinata superficie, la sua intensit, la sua capacit di modificare un corpo in quello spazio. Si definisce flusso del vettore campo elettrico attraverso una superficie S, perpendicolare alla direzione del vettore del campo, il prodotto tra il modulo del campo elettrico e larea A della superficie: S(E)=EA . Nel caso in cui la superficie sia inclinata rispetto alle linee di campo, il Flusso del campo sar S(E)=EAcos dove E il campo elettrico, A la superficie presa in esame e alfa l'angolo tra il vettore E e il vettore S (perpendicolare alla superficie, con modulo uguale alla sua area). Per il teorema di Gauss il flusso del campo elettrico attraverso una superficie chiusa uguale alla somma algebrica delle cariche contenute allinterno della superficie divisa per la costante dielettrica del mezzo in cui si trovano le cariche S(E)= Q/0 . Questo vuol dire che non sono rilevanti n larea della superficie, n la distanza da questa, n le cariche esterne le quali generano un flusso prima negativo e poi positivo attraverso la superficie ( o viceversa ). Nel caso di un piano infinito isolante uniformemente carico, utilizzando il teorema di Gauss, esso da origine ad un campo elettrico uniforme le cui linee di campo sono perpendicolari al piano in ogni suo punto. Per determinare il flusso uscente dalla superficie di base immersa nel campo sufficiente utilizzare la definizione di flusso (E)=A E Per il teorema di Gauss il flusso totale uscente dalla superficie chiusa vale tot=Q/0, con questo possibile determinare quanto vale l'intensit del campo elettrico in ogni punto, sapendo che =Q/A, perci AE = Q/ 0 = / 0 . Se la densit superficiale costante lungo il piano, allora il campo da essa generato uniforme, perpendicolare al piano e uscente da esso se > 0 altrimenti entrante se < 0. e in modulo vale: E= /20 .

Enuncia il TOREMA DI GAUSS per il campo elettrico, chiarendone il significato e accennando alle sue applicazioni
Per il teorema di Gauss il flusso del campo elettrico attraverso una superficie chiusa uguale alla somma algebrica delle cariche contenute allinterno della superficie divisa per la costante dielettrica del mezzo in cui si trovano le cariche. Il flusso quindi indipendente dalle dimensioni della superficie chiusa. Il teorema di Gauss traduce in una equazione la dipendenza del campo dallinverso del quadrato della distanza dalla carica o dalle cariche sorgenti del campo e collega il campo elettrico alle sue sorgenti, le cariche. In questo senso equivalente alla legge di Coulomb. Attraverso il teorema di Gauss possibile calcolare lintensit di altri campi elettrici, come quelli creati, per esempio, da distribuzioni di carica, lineari o piane, infinite ed omogenee. EdA=qint/0 E=G/20 (densit superficiale carica)

- Spiega come servendosi del TEOREMA DI GAUSS possibile determinare lintensit di un CAMPO ELETTRICO generato da una distribuzione continua di carica, con particolare riferimento al campo generato da un conduttore sferico e quello generato da una lastra piana elettrizzata. - Enuncia il teorema di Gauss per il campo elettrico ed illustra come pu essere utilizzato per determinare il campo elettrico generato da una distribuzione continua di cariche ( per esempio il campo generato da un conduttore sferico, o da una lastra piana elettrizzata o da una distribuzione lineare di cariche)
Il teorema di Gauss afferma che il flusso del campo elettrico attraverso una superficie chiusa uguale al rapporto tra la somma algebrica delle cariche presenti al suo interno e la costante dielettrica del mezzo. Questo vuol dire che non sono rilevanti n larea della superficie, n la distanza da questa, n le cariche esterne le quali generano un flusso prima negativo e poi positivo attraverso la superficie ( o viceversa ). Una superficie chiusa di questo tipo viene chiamata gaussiana ed usata per la determinazione del campo elettrico generato da una distribuzione continua di cariche, come ad esempio da un conduttore sferico di raggio R, che genera un campo radiale al suo esterno ( mentre allinterno nullo, come per qualsiasi conduttore). Si fissa un punto a distanza r > R dal centro del conduttore e si sceglie una superficie gaussiana che per comodit prenderemo come una sfera di raggio r ,concentrica, che contenga la sfera conduttrice. A questo punto il flusso sia pari a E e sia a Q/0 per il teorema di Gauss. Essendo S=4r2 otteniamo che E = Q / 4 r2 0 ovvero il campo si calcola come se la carica fosse concentrata tutta nel centro del conduttore . Un discorso analogo si pu fare per una distribuzione di cariche su una lastra piana. In questo caso il campo si pu considerare costante in prossimit della superficie e anche perpendicolare ad essa. Una comoda superficie gaussiana quella cilindrica, poich lungo la sua superficie laterale il flusso nullo e perci rimane da considerare solo quello attraverso le due basi. Il flusso sar quindi pari sia a 2 E . S (essendo due le basi) e poi, per il teorema di Gauss , a S / 0. Uguagliando le due espressioni ottengo che E = 0.

Cosa si intende con il termine equilibrio elettrostatico? Descrivere il campo elettrico ed il potenziale in un conduttore in equilibrio elettrostatico.
Lequilibrio elettrostatico una situazione in cui tutti i corpi carichi presenti nel sistema sono in quiete, dunque fermi in un particolare sistema di riferimento inerziale. Le cariche elettriche poste sul conduttore, essendo di segno uguale, si respingono allontanandosi il pi possibile, fino a distribuirsi sulla superficie del conduttore. Il campo elettrico nullo in tutti i punti del conduttore: poich un conduttore neutro contiene al suo interno cariche libere di muoversi, se il campo elettrico allinterno non fosse nullo, ogni carica libera di muoversi si metterebbe in movimento a causa della forza elettrica. Tuttavia, il conduttore per ipotesi in equilibrio e quindi le cariche sono in quiete; il campo deve perci essere nullo in tutti i punti interni. Il campo sulla superficie diretto perpendicolarmente alla superficie stessa: se cos non fosse, il campo avrebbe una componente parallela alla superficie che metterebbe in moto le cariche presenti.

Quale relazione esiste fra potenziale elettrico e moto delle cariche elettriche?
Le cariche elettriche positive, sotto lazione delle forze del campo elettrico, si muovono da punti a potenziale maggiore a punti a potenziale minore. Le cariche elettriche negative, invece, si muovono da punti a potenziale minore a punti a potenziale maggiore.

Da quali grandezze dipende la capacit di un condensatore piano?


Dato un condensatore piano, la sua capacit direttamente proporzionale alla superficie S delle due armature che lo costituiscono e inversamente proporzionale alla distanza d, a cui sono poste le due armature. In altre parole: C= 0S/d dove 0 la costante dielettrica del vuoto.

Definisci lenergia potenziale del campo elettrico e dimostrane la formula relativa ad un campo radiale. Definisci anche il concetto di differenza di potenziale e scrivine la relazione col lavoro della forza elettrica ?????? non dovremo averlo fatto
Lenergia potenziale del campo elettrico in un punto il lavoro che la forza elettrica deve compiere per spostare una carica da quel punto allinfinito, cio al limite del campo. Il lavoro della forza elettrica che, essendo conservativa, dipende solo dalla posizione iniziale A e da quella finale B pari a KQq (1/RA - 1/RB). Ponendo il punto B ai limiti del campo, cio facendo tendere R B allinfinito, otteniamo che il lavoro della forza elettrica per spostare la carica dal punto A allinfinito KQq/RA, che per definizione lenergia potenziale nel punto A. Come si pu osservare, lenergia potenziale legata alla carica posta nel punto A. Si introduce perci il concetto di potenziale (V): questo una grandezza scalare legata solo alle caratteristiche del campo e pari a U/q, quindi KQ/R A. Per differenza di potenziale si intende proprio la differenza tra i valori dei potenziali in due punti del campo e serve per stabilire verso quale dei due si muover la carica, ricordando che il vettore campo elettrico punta sempre verso i punti a minore potenziale. Punti che si trovano alla stessa distanza dalla carica generatrice, ovvero con R uguale, hanno una d.d.p. (dispersione di potenziale?) pari a zero e sono quindi su superfici equipotenziali. La d.d.p.(dispersione di potenziale?) legata al lavoro della forza elettrica dalla seguente relazione L = q .( V A-VB), che deriva dal fatto che per le forze conservative L = -U = UA-UB = q VA-qVB Prendendo q a fattor comune nella relazione precedente ottengo la suddetta relazione.

La relazione tra campo elettrico e potenziale


Se il campo elettrico uniforme (costante in intensit, direzione e verso), si pu ricavare la relazione tra campo elettrico e potenziale. Ricordando la relazione tra forza e lavoro (il lavoro dato dal prodotto della forza per lo spostamento), possiamo scrivere che il lavoro elettrico dato da: L=Fs dove s lo spostamento, F la forza elettrica e L il lavoro. Poich F=qE dove E il campo elettrico, possiamo scrivere che L=qEs . Dalla definizione di differenza di potenziale (V = L/q = qEs/q = Es) la relazione tra differenza di potenziale e campo elettrico semplicemente: E= V/s Questa formula ci dice che in un campo elettrico uniforme, conoscendo la differenza di potenziale tra due punti, possiamo esprimere l'intensit del campo elettrico. La direzione e il verso del campo saranno diretti dai punti a potenziale pi alto ai punti a potenziale pi basso.

CONDUTTORI ALLEQUILIBRIO ELETTROSTATICO


I conduttori sono materiali che si trovano allequilibrio elettrostatico. Per equilibrio elettrostatico si intende la condizione nella quale tutte le cariche presenti sui conduttori sono ferme. Propriet: - E=0 allinterno della superficie ; - Le cariche in eccesso si posizionano sulla superficie esterna: EdA=qint/0 qint=0 - E perpendicolare alla superficie: E=/0 ; - Effetto punta la carica pi forte nelle zone di punta delle superficie - Superficie equipotenziale tutti i punti allinterno del conduttore sono dello stesso potenziale della superficie

La forza centripeta e la forza centrifuga: azione e reazione


La forza centripeta proprio quella forza che obbliga loggetto a muoversi sulla circonferenza. Prendiamo un esempio del moto circolare uniforme: quando un osservatore ruota a velocit costante su se stesso, reggendo una fune alla cui estremit opposta viene legato un peso (per esempio, un sasso), la fune si tende, facendo ruotare il sasso su una traiettoria circolare con una velocit costante. Se la fune improvvisamente si spezza, il sasso comincia a muoversi di moto rettilineo uniforme con una velocit uguale alla velocit v che aveva nellistante in cui il filo si tagliato. Il sasso si muove lungo la retta tangente alla circonferenza nel punto P in cui il filo si rotto. Su un punto P in rotazione agisce un'accelerazione centripeta, diretta verso il centro e di intensit pari a: a = v2 / R . Per la legge fondamentale della dinamica il peso soggetto a una forza centripeta di intensit: F= mv2 / R = m2 R dove la velocit angolare del peso che lo obbliga a rimanere vincolato alla circonferenza, incurvando continuamente la sua traiettoria. Allazione centripeta corrisponde una forza, detta centrifuga, diretta in verso opposto. Quando la corda si rompe, lazione viene a mancare e il sasso si trova libero di proseguire su una linea retta finch il suo movimento non viene annullato dallattrito. Se, invece, lesperimento fosse condotto in condizioni ideali, il sasso manterrebbe indefinitamente un moto rettilineo uniforme, con velocit pari a quella posseduta al momento del rilascio.

LE FORZE APPARENTI
Le forze apparenti sono forze fittizie, che non corrispondono a una vera e propria azione fisica, ma che vengono introdotte per spiegare le deviazioni nelle accelerazioni dei corpi in alcuni sistemi di riferimento. Sono sistemi di riferimento inerziali quelli in quiete e quelli che si muovono di moto rettilineo uniforme, mentre sono sistemi non inerziali tutti i sistemi accelerati. Un esempio dato da un oggetto posto su una piattaforma girevole e libero di muoversi: se la piattaforma in moto, l'oggetto tender a fuggire dalla piattaforma, per effetto dell'accelerazione centrifuga che si oppone all'accelerazione centripeta: la forza apparente che occorre introdurre, data dal principio fondamentale della dinamica, per giustificare tale comportamento, detta forza centrifuga. Questa non corrisponde alla reazione centrifuga di un sistema vincolato, ma solo al moto relativo dell'oggetto. Un terzo esempio di forza apparente dato dalla forza di Coriolis dal nome del francese G. de Coriolis (1792-1843) che la studi che deriva dall'accelerazione di un corpo in moto su un sistema di riferimento in moto rotatorio, come per esempio la Terra. Quando un corpo si muove sulla superficie terrestre con una sua velocit, la sua accelerazione comprende un termine in pi rispetto a quello che avrebbe se viaggiasse su un sistema di riferimento fermo (o in moto rettilineo uniforme), che dipende dalla velocit del corpo stesso e dalla velocit di rotazione del sistema di riferimento (la Terra, in moto attorno al suo asse, con velocit angolare costante). Tale componente detta accelerazione di Coriolis e le corrisponde, per il principio fondamentale della dinamica, una forza, detta di Coriolis. L'effetto della forza di Coriolis sulla Terra dipende dalla latitudine e tende a far deviare verso destra (nel nostro emisfero, verso sinistra nell'emisfero sud) un oggetto che si muove sulla sua superficie (v. fig. 5.4). L'effetto prodotto dall'accelerazione di Coriolis particolarmente evidente nel moto delle grandi masse atmosferiche, e di conseguenza dei venti, e delle masse oceaniche.