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DIRITTO COSTITUZIONALE Avv.

Marco Scognamiglio

LO STUDIO DEL DIRITTO COSTITUZIONALE


Il diritto Una pretesa ha senso soltanto se inserita in un contesto di norme giuridiche che ne afferma la legittimit e ne stabilisce le modalit di esercizio. Dottrina Giurisprudenza In senso soggettivo In senso oggettivo Pretesa Insieme di norme giuridiche Strumento di organizzazione e stabilit. Diritto pubblico Prevalenza dellinteresse pubblico su quello privato 1. Diritto costituzionale 2. Diritto amministrativo 3. Diritto ecclesiastico 4. Diritto tributario 5. Diritto penale Fonti del diritto Diritto privato Rapporti tra soggetti privati, che si muovono in condizioni di parit

Diritto costituzionale Organizzazione costituzionale Libert e diritti costituzionali dello stato Potere politico Potere: imposizione della propria volont su quella altrui 1. Legittimazione Potere economico Potere politico Stato moderno

Giustizia costituzionale

Potere ideologico

Forma di potere politico dotato dei seguenti caratteri: Forma storica di potere politico, caratterizzato rispetto ad altre organizzazioni di potere politico, frutto di un processo di elaborazione 1. Monopolio delluso della forza affermatosi in Europa tra il 1400 e il 1600: 2. Esercizio legittimo di tale monopolio 1. Concentrazione del potere in ununica istanza 3. Ambito ristretto ad una comunit di individui 2. Utilizzo di una burocrazia professionale 4. Circoscrizione territoriale 5. Modalit: tramite un apparato appositamente costituito e organizzato Epoca feudale 1. Dispersione del potere a. Signore b. Vassalli c. Comunit minori di appartenenza (familiari, religiose, politiche) i. Gestione di un nucleo di norme tradizionali Sovrapposizione e conflitto tra pi sistemi giuridici Sovranit Sovranit esterna Teorie sulla titolarit della sovranit Sovranit della nazione Limiti allassolutezza della sovranit 1. 2. 3. Sistemi di democrazia rappresentativa Carattere rigido delle costituzioni moderne Esistenza di una corte costituzionale

2.

Sovranit interna Stato quale persona soggetto di diritto giuridica, quale

Sovranit popolare

Le organizzazioni internazionali Lo Stato rimette a determinate organizzazioni internazionali compiti prima di loro esclusiva competenza. Europa 1. Comunit economica europea (1957); Comunit europea del carbone e dellacciaio (1951); Comunit europea per lenergia atomica (1957) 2. Riunione a partire dal trattato di Maastricht (1992) in ununica comunit: Comunita Europea (CE) I tre pilastri dellUnione Europea Comunit europea La politica estera e della sicurezza La giustizia e gli affari interni comune Territorio Il rapporto tra sovranit e territorio non pi rigido come in passato. 1. Mercato unico europeo e spazi di circolazione senza frontiere interne 1. Terraferma 2. Mare territoriale 3. Piattaforma continentale 4. Spazio aereo sovrastante il territorio 5. Territorio fluttuante 6. Sedi delle rappresentanze diplomatiche allestero Cittadinanza 1. Status cui la Costituzione riconnette una serie di diritti e di doveri. 2. Condizione per lesercizio dei diritti connessi alla titolarit della sovranit da parte del popolo

3.

Fondamento di alcuni doveri costituzionali.

DIRITTO COSTITUZIONALE Avv. Marco Scognamiglio La cittadinanza italiana viene disciplinata dalla l. 5 febbraio 1992 n.91 e pu essere acquistata:

1.

Per nascita:

a. b. 2. 3.

Ius sanguinis: acquista la cittadinanza il figlio, anche adottivo, di padre o madre che abbia la cittadinanza italiana, qualunque sia il luogo di nascita. Ius soli: acquista la cittadinanza colui che nato in Italia da genitori ignoti o apolidi (privi di qualunque cittadinanza) o che nato in Italia da cittadini stranieri, non ottenga la cittadinanza dei genitori sulla base delle leggi degli stati cui questi appartengono.

Per adozione: L art. 3 l. 91/1992 stabilisce che acquista la cittadinanza italiana il minore straniero adottato da cittadino italiano. Per elezione: diventa cittadino italiano per sua scelta (art. 4 l.91/1992):

a.

Lo straniero o lapolide di cui almeno un genitore, o un ascendenza in linea retta di secondo grado, siano cittadini italiani per nascita, se: i. Presta il servizio militare in Italia e dichiara preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana; Assume pubblico impiego alle dipendenze dello stato italiano, anche allestero, e dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana; Al raggiungimento della maggiore et, risiede legalmente da almeno due anni in Italia ed entro i diciannove anni dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana; Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzione fino al raggiungimento della maggiore et, se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro il compimento dei diciannove anni.

ii. iii. b. 4. 5.

Per matrimonio (art. 5): Acquista la cittadinanza italiana il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano, purch risieda in Italia da almeno sei mesi al momento del matrimonio. In mancanza di questultimo requisito la acquista dopo tre anni. Per naturalizzazione (art. 9):La cittadinanza italiana pu essere concessa con decreto del presidente della Repubblica, sentito il consiglio di stato, su proposta del ministro degli interni: a. Allo straniero o allapolide che risieda legalmente in Italia: i. da almeno tre anni, se ha un ascendente che sia stato cittadino italiano per nascita o che nato in Italia; ii. da almeno quattro anni ed cittadino di uno stato della Ue iii. da almeno cinque anni dopo ladozione da parte di cittadino italiano legalmente residente in Italia ed maggiorenne; iv. da almeno dieci anni in tutti i casi che non rientrano in quelli precedentemente indicati;

b. allo straniero che abbia prestato il servizio militare, anche allestero, per almeno cinque anni alle dipendenze dello stato italiano. Il cittadino italiano che acquista la cittadinanza di un altro stato non perde quella italiana, per cui si possono verificare casi di doppia cittadinanza. La perdita della cittadinanza pu avvenire: 1. 2. 1. 2. 3.
Per rinunzia: rientra in questo caso il cittadino che possieda, acquisti o riacquisti una cittadinanza straniera qualora risieda o abbia deciso di stabilire la propria residenza allestero. Automaticamente in presenza di alcune condizioni: rientra in questo caso il cittadino, che volgendo funzioni alle dipendenze di uno stato estero, intenda conservare questa posizione nonostante lintimazione del governo italiano a cessare tale rapporto di dipendenza La cittadinanza perduta pu essere riacquistata: quando linteressato presti servizio militare o accetti un impiego alle dipendenze dello stato italiano e dichiari di volerla riacquistare quando linteressato dichiari di volerla riacquistare e stabilisca la propria residenza nel territorio della Repubblica entro un anno dalla dichiarazione

quando linteressato risieda da oltre un anno nel territorio della Repubblica, salvo espressa rinuncia entro lo stesso termine Cittadinanza europea Con lintegrazione europea il rapporto tra lo Stato e i proprio cittadini cessa di avere quel carattere di esclusivit che aveva in passato. Il Trattato sullUnione europea del 1992 (Maastricht) ha introdotto listituto della cittadinanza dellUnione che ha come presupposto la cittadinanza di uno Stato membro. La cittadinanza dellUnione completa quella nazionale e non la sostituisce. Il cittadino dellUnione, oltre a poter agire in giudizio davanti agli organi di giustizia dellUnione, pu agire nei confronti dello Stato di cui possiede la cittadinanza per far valere i diritti che gli spettano in forza della cittadinanza comunitaria. In particolare, le suddette situazioni soggettive comprendono:

1. 2. 3.

il diritto di circolazione e di soggiornare liberamente nel territorio degli stati membri, fatte salve le limitazioni e le condizioni previste dal presente trattato e dalle disposizioni adottate in applicazione di esso (art 18 trattato CE); la possibilit di godere della tutela da parte delle autorit diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di detto stato, qualora lo stato di nazionalit non sia rappresentato nello stato terzo (art 20 tr CE);

Il diritto di petizione al parlamento europeo e il diritto di rivolgersi al mediatore europeo (art 21 tr CE). Laspetto pi importante della disciplina in esame lattribuzione al cittadino dellUnione, del diritto di elettorato attivo e passivo alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiede, nonch alle elezioni del parlamento europeo nello Stato membro in cui risiede (art 19 tr CE). In entrambi i casi, il diritto di elettorato viene riconosciuto al cittadino dellUnione alle stesse condizioni dei cittadini dello stato in cui risiede. In Italia sulla base di quanto previsto da una direttiva comunitaria (94/80 CE) stato adottato il decreto legislativo 197/1996 che definisce le modalit di esercizio dellelettorato attivo e passivo in relazione alle elezioni comunali. Secondo questa normativa i cittadini dellUnione che intendano partecipare alle elezioni per il rinnovo degli organi comunali e circoscrizionali devono chiedere liscrizione in unapposita lista elettorale. Liscrizione consente, oltre allesercizio del diritto di voto, leleggibilit a consigliere comunale (ma non a sindaco) e la nomina a componente della giunta (ma non a quella di vice sindaco). Il sistema completato da un apparato di garanzie. Da una parte la possibilit per ogni persona di adire la corte di giustizia, con riguardo ad atti delle istituzioni comunitarie che considera contrari ai diritti fondamentali. Dallaltra parte la possibilit di irrogare sanzioni a carico degli stati membri che incorrono in violazioni gravi e persistenti dei principi su cui fondata lunione (art 7 TUE). Infine, va segnalato che lo status di cittadino dellUnione potr essere ulteriormente arricchito di nuovi contenuti man mano che diventer pi stretta lintegrazione europea. Infatti, il trattato prevede un procedimento per emanare disposizioni intense a tutelare i diritti previsti negli articoli precedenti, che perci potranno essere senza ricorrere ad una modifica del trattato medesimo (art 22 TRCE).

LO STATO COME APPARATO


Lapparato burocratico Lo stato si differenzia da altre organizzazioni politiche per la presenza di un apparato Lo Stato come persona giuridica Ciascun ordinamento giuridico individua con norme specifiche le proprie figure soggettive, Gli enti pubblici Accanto allo Stato esistono numerosi e diversi enti pubblici, come le Regioni, le

DIRITTO COSTITUZIONALE Avv. Marco Scognamiglio organizzativo servito da una burocrazia professionale. Lorganizzazione stabile nel tempo ed ha carattere impersonale (ovvero esiste indipendentemente dalle persone che lo fanno funzionare) perch esiste e funziona sulla base di regole predefinite. Il funzionamento dellapparato presuppone la presenza di una burocrazia professionale la quale formata da soggetti che prestano la loro opera professionale a favore dello stato eseguendo compiti amministrativi nel rispetto di determinate regole tecniche. attribuendo loro la capacit di agire in modo giuridicamente rilevante e di costituire centri di imputazione di effetti giuridici. Le persone giuridiche non sono altro che figure soggettive immateriali tendenzialmente equiparate, quanto alla capacit di imputazione giuridica, alle persone fisiche. Allo stato viene attribuito la personalit giuridica ( titolare di diritti e dovere e pu compiere atti giuridici) ma unaffermazione che non corrisponde alla realt perch non altro che unorganizzazione disaggregata cio un congiunto organizzato di amministrazione diverse, pertanto la responsabilit civile sar a carico di un determinato organo piuttosto che allo stato come tale. Lo stato agisce attraverso i propri organi (individuali come il PdR, esecutivi, giudiziari, amministrativi..) Province, i Comuni dotati di personalit giuridica. Gli enti pubblici possono essere definiti come quegli apparati costituiti dalle comunit per il perseguimento dei propri fini, i quali sono riconosciuti come persone giuridiche o comunque come soggetti giuridici. Gli enti pubblici sono istituiti per il soddisfacimento degli interessi ritenuti comuni ad una determinata comunit, cio degli interessi pubblici. Nel modello ottocentesco cera una visione unitaria dellinteresse pubblico e gli enti pubblici erano considerati satelliti dello Stato medesimo. Con laffermazione della democrazia pluralista, questo quadro si notevolmente modificato: il pluralismo ha comportato che i numerosi interessi assurgessero a interessi pubblici affidati alla cura di un apparato statale o di un ente pubblico, venendo a creare una situazione in cui esistono numerosissimi interessi pubblici, spesso tra loro in conflitto. Ad alcuni enti rappresentativi delle collettivit territoriali viene riconosciuta lautonomia politica. I loro organi sono eletti direttamente dai cittadini e possono esprimere maggioranze e indirizzi politici diversi da quelli dello Stato, con losservanza dei limiti previsti dalla Costituzione. Nelle organizzazioni pubbliche contemporanee esistono anche molti altri tipi di enti, istituiti per soddisfare interessi pubblici, che non sono espressioni di collettivit territoriali: gli enti pubblici non territoriali, gli enti pubblici economici, le autorit amministrative indipendenti, etc. Organi costituzionali La figura pi importante costituita dagli organi costituzionali. Essa stata elaborata dalla dottrina per indicare gli organi dotati delle seguenti caratteristiche:

La potest pubblica Lo Stato e gli enti pubblici sono collocati dalle norme giuridiche in una posizione di supremazia rispetto ai soggetti privati. Per tale ragione gli effetti giuridici degli atti da essi compiuti derivano esclusivamente dalla loro manifestazione di volont. Le leggi, i provvedimenti amministrativi e le sentenze producono effetti nei confronti dei loro destinatari, anche se questi non vi hanno presentato alcun consenso e persino se dissentono dal loro contenuto. La potest pubblica o potere di imperio il potere di determinare unilateralmente effetti giuridici nella sfera dei destinatari dellatto, indipendentemente dal loro consenso. Le potest pubbliche per, a partire dallaffermazione dello Stato di diritto, devono essere attribuite dalla legge e devono essere esercitate in modo conforme al modello legale. Al di fuori di quanto previsto dalla legge, unautorit pubblica non pu esercitare alcuna potest. Ben diversa la posizione dei soggetti privati che sono collocati su un piano di parit giuridica e possono provvedere da s e liberamente a disciplinare i propri rapporti, nel rispetto dei limiti stabiliti dalla legge. Per questo si parla di autonomia privata. Attualmente lo stato e altri enti pubblici utilizzano istituti del diritto privato per soddisfare interessi pubblici perci i rapporti instaurati con altri soggetti si svolgono su un piano paritario. Un esempio lo strumento della societ per azioni per la gestione di un parcheggio pubblico.

Uffici ed organi Ognuno degli apparati minori in cui si disaggrega lorganizzazione dello Stato e degli altri enti pubblici pu essere configurato come una macchina organizzativa che congegnata in modo tale da soddisfare gli interessi pubblici per la cui cura stata creata. Perci opera secondo regole prestabilite che delineano un particolare disegno organizzativo, il quale prefigura lo svolgimento di determinati servizi, a ciascuno dei quali preposta una o pi persone, e che ha una sua assegnazione di beni strumentali e di risorse finanziarie. Lunit strutturale elementare dellorganizzazione si chiama ufficio che un servizio prestato da persone, ma considerato in astratto, prescindendo dalle persone fisiche che vi sono concretamente preposte. Un ufficio, infatti, potrebbe essere momentaneamente privo di titolare (si dice che c una vacanza dellufficio), ma non per questo lufficio scompare. Ciascun apparato deve poter instaurare rapporti giuridici con altri soggetti. A tal fine lapparato deve servirsi di una particolare categoria di uffici che prendono il nome di organi. Lorgano un ufficio particolarmente qualificato da una norma come idoneo ad esprimere la volont della persona giuridica e ad imputarle latto e i relativi effetti. La persona giuridica (lente) pu avere parecchi uffici: solo alcuni (gli organi) hanno lattitudine giuridica a compiere atti giuridici, ossia a manifestare verso lesterno la volont dellente. Lorgano fa parte dellorganizzazione, mentre la singola persona fisica che vi preposta ha con la persona giuridica un particolare rapporto che

1.

sono elementi necessari dello Stato, nel senso che la mancanza di uno di essi determinerebbe larresto della complessiva attivit statale

2.

sono elementi indefettibili dello Stato, nel senso che non pu aversi la loro soppressione o sostituzione con altri organi senza determinare un mutamento dello Stato 3. la loro struttura di base interamente dettata dalla Costituzione 4. ciascuno di essi si trova in condizione di parit giuridica con gli altri organi costituzionali Gli organi costituzionali si differenziano dagli altri non soltanto per una diversit di funzioni, ma soprattutto per una differenza di posizione, poich solo essi individuano lo Stato in un determinato momento storico.

DIRITTO COSTITUZIONALE Avv. Marco Scognamiglio si chiama rapporto di servizio, da cui scaturiscono diritti e doveri reciproci. Degli organi si usano fare molte classificazioni. Una prima classificazione consente di distinguere:

1.

gli organi rappresentativi: i cui titolari sono eletti direttamente dal corpo elettorale o che comunque sono istituzionalmente collegati ad organi elettivi (il Parlamento)

2.

gli organi burocratici: cui sono preposte persone che professionalmente presentano la loro attivit in modo pressoch esclusivo a favore dello Stato o di altri enti pubblici, senza alcun rapporto con il corpo elettorale Unaltra distinzione quella tra:

1. 2.

organi attivi: che decidono per lapparato di cui sono parte, e quindi assumono un compito deliberativo organi consultivi: i quali danno dei consigli, ovvero pareri, agli organi attivi sul modo in cui esercitare il loro potere decisionale

3.

organi di controllo: i quali verificano la conformit alle norme, ovvero la legittimit, ed il merito di atti compiuti da altri organi. I pareri espressi dagli organi consultivi, si distinguono in:

1. 2. 3.

parere facoltativo: se lorgano deliberativo ha la facolt di richiederlo, non lobbligo parere obbligatorio: qualora essi debbono essere obbligatoriamente richiesti

parere vincolante: che devono essere obbligatoriamente seguiti dallorgano che decide Il principio che, se la legge non lo prevede espressamente, i pareri non sono vincolanti, per questo, salvo che le legge non indichi il contrario consentono allorgano che decide di agire in difformit dagli stessi, con lunica conseguenza di un aggravio di motivazione.

FORME DI STATO
Forma di Stato Il rapporto tra governanti e governati, con riguardo al sistema di valori che ispira lazione dello Stato Forma di governo Il modo attraverso il quale le funzioni dello Stato sono distribuite e organizzate fra i singoli organi costituzionali. Riguarda quindi, lorganizzazione di un settore ristretto della struttura statale: il settore degli organi costituzionali. Stato liberale Stato di democrazia pluralista 1. Modificazione dei rapporti economici 1. Allargamento della base sociale 2. Nascita della dialettica tra Sovrano e a. Suffragio universale borghesia produttiva b. Esigenze di tutela delle classi pi deboli 3. Caratteri distintivi 2. Organi elettivi come luoghi di confronto e a. Separazione dei poteri dialettica b. Libert individuali 3. Partiti di massa c. Carattere minimo dello Stato a. Capacit di mobilitare milioni di persone e di integrarle nelle istituzioni. d. Principio di legalit i. Subordinazione del Sovrano alla legge Alternative allo Stato di democrazia pluralista e. Principio rappresentativo i. Le Assemblee con potere Germania e Italia Stato socialista decisionale sono per 1. Figura del Capo Traduzione concreta appannaggio di una sola classe principi del 2. Ruolo centrale del dei sociale. marxismo-leninismo partito unico ii. Base sociale ristretta 1. partito unico a. propaganda 1. Diritto di voto limitato 2. collettivizzazione f. Finalit politico costituzionale dei mezzi di garantista produzione i. Lapparato statale esiste per 3. finalit ultima

Stato assoluto Forma di Stato affermatasi dopo la dissoluzione dellordine feudale. Figura centrale il Sovrano: 1. Fonte di ogni potere a. I tre poteri tradizionali sono ricondotti alla sua volont, a sua volta espressione della volont divina (legittimazione). 2. Affrancato da Impero e Papato

3.

In Paesi come la Prussica e lAustria si afferm invece il cosiddetto assolutismo illuminato, secondo cui il sovrano aveva il compito di promuovere il benessere della popolazione. Al riguardo si parlato di Stato di polizia (dal greco politia, da cui deriva anche politica) per intendere uno Stato che ha tali finalit.

DIRITTO COSTITUZIONALE Avv. Marco Scognamiglio tutelare lesplicazione di libert e diritti in capo agli individui. Fra tutti il principio cardine la propriet. ledificazione del socialismo 4. unitariet del potere statale

Laffermazione dello Stato sociale Dopo la seconda guerra mondiale inizia una nuova fase costituzionale che riconosce, insieme alle tradizionali libert (personale,religiosa, di pensiero, di circolazione, ecc.), anche le diverse manifestazioni del pluralismo politico,sociale, religioso(art.8), culturale(art.33), ed in particolare riconosce il ruolo costituzionale dei partiti politici. Inoltre si assiste al riconoscimento costituzionale dei diritti sociali , volti alla tutela della salute,allistruzione, al lavoro, alla previdenza ed allassistenza in caso di bisogno, che comportano la pretesa a prestazioni positive dei poteri pubblici da parte dei cittadini pi svantaggiati. Affinch questi diritti vengano tutelati, gli Stati devono intervenire nella societ e nelleconomia con il fine di ridurre le disuguaglianze materiali tra i cittadini derivanti dallineguale distribuzione del reddito e delle opportunit di vita. Tutto ci per evitare le lotte di classe, tramite cui in passato si era cercato di perseguire tali finalit. Per questo si cominci a parlare di Stato sociale o di Stato di benessere o di Welfare State diverso dallo Stato liberale. Questultimo era basato sul principio secondo cui allo Stato era affidato il compito di garantire la libert dei soggetti privati su cui si fondavano i meccanismi di mercato (in primo luogo la propriet e liniziativa economica privata). Viceversa lo Stato sociale ricomprende tra i compiti del potere politico quello di intervenire nella distribuzione dei benefici. In questo modo lo Stato supera lindividualismo liberale e sviluppa forme di solidariet tra individui e tra diversi gruppi sociali, per mezzo soprattutto dellintervento pubblico nelleconomia e nella societ, dando luogo ad un sistema ad economia mista. Partiti politici Omogeneit ed eterogeneit politica Modi e intensit degli interventi statali In Europa Nel Nord America USA e UK In Italia, Olanda, Negli Usa, lintervento In Europa, in Belgio, la societ ha livelli moderati particolare in Italia rimasta divisa in mantenendo una lintervento statale ha settori sociali denominazione avuto una separati e tra loro privatistica denominazione non comunicanti, pubblicistica per ragioni etiche, nelleconomia per far linguistiche, prevalere le finalit religiose, sociali ideologiche. Lo stato di democrazia pluralista tra societ post-classica e globalizzazione Crisi fiscale dello stato (anni 70) La globalizzazione, successivamente, ha posto il problema del mercato Tendenza alla crescita della spesa pubblica, per coprire la quale la unico,dove i capitali e investimenti si muovono dove si ha il massimo pressione fiscale ha raggiunto livelli cos elevati da determinare realizzo (migliori condizioni quali economiche e finanziarie) quindi lo ribellione dei ceti pi colpiti Stato non pu spingere troppo la pressione fiscale altrimenti si rischia di spostare capitali allestero. Tendenze evolutive 1. 2. 3. Riduzione dellerogazione di alcuni servizi pubblici Incentivazione di forme di previdenza alternative Ricorso al principio di sussidiariet a. Verticale: trasferimento di alcuni servizi agli enti pi vicini al cittadino

Orizzontale: attribuzione di compiti statali a soggetti capaci di fornirli ad un costo inferiore. Coinvolgimenti di strutture sopranazionali per lo svolgimento di determinati compiti. Separazione dei poteri Il principio della separazione dei poteri stato elaborato con l'obiettivo di limitare il potere politico per tutelare libert degli individui. La sua iniziale teorizzazione legata soprattutto a Montesquieu che, nel suo libro Lo spirito delle leggi del 1748, scriveva che, se fine dello Stato quello di assicurare la libert politica, necessario che i poteri pubblici siano tre e siano tra di loro distinti. I tre poteri sono: il potere legislativo, che consiste nel porto in essere le leggi, ossia norme giuridiche astratte e generali; il potere esecutivo, che consiste nell'applicare le leggi all'interno dello Stato e nel tutelare lo Stato medesimo dalle minacce esterne; il potere giudiziario, che consiste nell'applicare la legge per risolvere una lite. Aspetti caratterizzanti della dottrina della separazione dei poteri 1. Attribuzione ad ogni potere individuato in senso soggettivo di una funzione pubblica ben specificata e distinta dalle funzioni attribuite agli altri poteri. 2. Le diverse funzioni sono attribuite a poteri diversi 3. I poteri dovrebbero potersi condizionare reciprocamente in modo tale che ciascun potere possa frenare gli eccessi degli altri (sistema di pesi e contrappesi). Sistema presidenziale statunitense Sistema costituzionale europeo 1. Il potere esecutivo e il potere legislativo sono eletti 1. Affermazione della forma di governo parlamentare in cui legislativo separatamente. ed esecutivo sono strettamente legati a. Il Presidente non pu sciogliere le Camere a. Il Parlamento accorda la fiducia al Governo b. Le camere non possono sfiduciare il Presidente b. Il Governo pu sciogliere le Camere c. Esigenze di tutela delle classi pi deboli 2. Attribuzione ad un potere di funzioni tipiche di un potere diverse a. Capacit legislative del Governo 4.

b.

DIRITTO COSTITUZIONALE Avv. Marco Scognamiglio Separazione dei poteri nelle democrazie pluraliste Affermazione di una quarta funzione che la funzione di indirizzo politico, ovvero la preventiva determinazione delle linee direttrici dellazione statale a cui dovranno attenersi poi le attivit legislative ed esecutive. La costituzione italiana espressamente menziona l'indirizzo politico nell'art. 95 (Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne responsabile. Mantiene lunit di indirizzo politico ed amministrativo, promovendo e coordinando lattivit dei ministri. I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri. La legge provvede allordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e lorganizzazione dei ministeri). 2. Introdotta la separazione tra politica ed amministrazione, ossia tra la sfera di azione riservata al Governo e quella riservata all'alta burocrazia, che costituisce la dirigenza pubblica.Si crea cos una distinzione tra i poteri di indirizzo (che spettano agli organi di Governo) ed i poteri di gestione amministrativa affidata ai dirigenti. Lamministrazione (composta da una pluralit di apparanti eterogenei e spesso in conflitto) quindi ha una sua autonomia anche se rimane legata dal potere di indirizzo politico e amministrativo del Governo. 3. La funzione legislativa non si limita pi inoltre a provvedere in maniera generale e astratta, ma in certi casi assume regole valevoli per soggetti e situazioni determinate, ovvero le leggi provvedimento. 4. Le moderne democrazie pluraliste prevedono forme di garanzia giurisdizionale della Costituzione 5. Il ruolo dei giudici in continua evoluzione, stante le esigenze continuamente emergenti e non sempre adeguatamente tutelate dagli ordinamenti. 6. In Italia vi poi il Presidente della Repubblica, il cui compito principale quello di garantire la Costituzione e gli equilibri tra i diversi poteri. La regola di maggioranza Diverse accezioni 1. Strumento di elaborazione di una volont unitaria allinterno di unorganizzazione 2. Criterio di selezione dei rappresentanti del popolo 3. Criterio di determinazione degli equilibri interni agli organi che svolgono la funzione di indirizzo politico Democrazie maggioritarie Democrazie consociative Sono basate sulla contrapposizione tra due partiti o due coalizioni Tendono a incentivare l'accordo tra i principali partiti a fine di condividere di partiti ovvero tra due leader politici in competizione per ottenere il controllo del potere politico. I partiti, cio, a livello elettorale competono la titolarit del potere politico. Il corpo elettorale posto di fronte ciascuno per proprio conto. Dopo le elezioni, per, i partiti tendono ad all'alternativa secca tra un partito e l'altro oppure tra due candidati utilizzare la rispettiva forza politica per negoziare tra di loro e raggiungere alla carica di Capo del Governo. La contrapposizione continua dei compromessi politici. Pertanto la decisione il risultato di un anche dopo le elezioni e la minoranza assume la fusione di compromesso politico, in cui ogni parte ottiene qualcosa in cambio della opposizione. Quest'ultima consiste nel controllo politico del rinuncia a qualcos'altro. Le minoranze, quindi, sono associate al potere governo e della maggioranza, al fine di creare presso l'opinione politico perch partecipano alla formazione delle decisioni, sicch manca pubblica e gli elettori le condizioni per vincere le successive elezioni una funzione di opposizione. e diventare cos maggioranza in luogo della precedente. Il controllo dell'opposizione si realizza attraverso la critica dell'indirizzo politico del Governo e la prospettazione di un indirizzo politico alternativo al primo. In tali sistemi si pu realizzare lalternanza ciclica dei partiti nei ruoli di maggioranza e di opposizione Minoranze permanenti Non vi sono, per, solamente le minoranze politiche, ma esistono alcune minoranze Permanenti create nella societ dovute a fatti religiosi,etnici o linguistici. In particolare, la Costituzione italiana prevede: a) il divieto di discriminazione in ragione dell'utilizzazione di una lingua diversa da quella nazionale (art.6 minoranze linguistiche); come quelle in Valle Daosta; b) il divieto di discriminazione in ragione della religione professata, posto ha chiesto dall'art. 3.1Cost. e trova svolgimento nei successivi art. 7 e 8. c) il divieto di discriminazione in ragione dell'appartenenza all'una o all'altra razza (art.3.1 Cost.), destinato ad affermare una societ multirazziale e multiculturale, e che ha gi portato al riconoscimento legislativo di importanti di via gli stranieri residenti in Italia. Stato unitario, stato federale, stato regionale 1. Principio della separazione dei poteri nei rapporti tra lo Stato centrale e le diverse autonomie territoriali.

1.

a.

Stato unitario: il potere attribuito al solo stato centrale o comunque a soggetti periferici da esso dipendenti b. Stato composto i. Stato federale ii. Stato regionale

2. 3.

In realt, la distinzione tra Stato federale e Stato regionale difficile da tracciare. La distinzione fondamentale, perci, resta quella tra Stato unitario e Stato composto e tra Stati a forte decentramento politico e Stati a decentramento politico limitato.

Altra distinzione quella tra federalismo duale e federalismo cooperativo: il primo vede una forte divisione tra lo Stato federale e gli Stati membri; viceversa il secondo si caratterizza per la presenza di interventi congiunti coordinati nelle stesse materie da parte dello Stato centrale e degli Stati membri o delle Regioni. Stato federale Stato regionale 1. Presenza di un ordinamento federale costituzionalmente 1. Lesistenza di una costituzione statale che riconosce margini di sancito e di enti politici territoriali dotati di una propria autonomia ad enti territoriali dotati di propri statuti ma non di vere e Costituzione proprie Costituzioni 2. Una ripartizione di poteri operata dalla costituzione federale tra 2. Il riconoscimento di competenze legislative ed amministrative alle governo centrale e governi statali Regioni nei limiti della Costituzione statale e la mancanza di una 3. Un parlamento bicamerale, composto da una Camera a Camera delle Regioni rappresentanza nazionale e una rappresentativa degli stati 3. La preminenza dellinteresse nazionale anche in materie di membri competenza regionale, ove sia in gioco lunit e la sicurezza dello 4. La partecipazione degli Stati membri al processo di revisione Stato. costituzionale. La presenza di una corte costituzionale in grado di risolvere i conflitti tra stato federale e stati membri LUnione Europea Organizzazione sopranazionale la cui struttura poggia su tre pilastri:

1.

Il pilastro centrale quello della Comunit Europea (CE), che ricomprende le tre comunit gi esistenti (CEE,CECA,EURATOM);

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2.

i due pilastri laterali sono costituiti da:

politica estera e di sicurezza comune (PESC) b. cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni (CGAI) Lorganizzazione Il conseguimento degli obiettivi comunitari stato affidato dai trattati a varie istituzioni. Le principali sono:

a.

1.

Il Parlamento europeo composto dai rappresentanti (attualmente 732) dei popoli degli stati membri, eletti in ciascuno Stato, per cinque anni, a suffragio universale diretto. Il PE un organo rappresentativo dotato di legittimazione democratica, ma non titolare del potere di adottare atti normativi. partecipe del processo di formazione degli atti normativi, attraverso le procedure di codecisione (secondo cui l'adozione degli atti normativi, proposti dalla Commissione, richiede il consenso del PE, che dispone del diritto di veto, superabile con la convocazione di un apposito Comitato di conciliazione, chiamato a trovare un accordo tra PE e Consiglio) e di cooperazione (che consente al PE di ottenere che il Consiglio effettui un secondo esame sull'atto proposto). Inoltre, il PE risponde alle petizioni dei cittadini comunitari e nomina un mediatore, chiamato ad indagare sui casi di cattiva amministrazione delle istituzioni comunitarie. Il PE titolare di poteri di controllo verso la commissione che si sostanziano nellistituzione di commissioni temporanee di inchiesta o nella presentazione di interrogazioni ma soprattutto nel voto di fiducia iniziale sul presidente e sui membri della Commissione e di approvare una mozione di censura che ne provoca le dimissioni. la Commissione dispone di poteri di iniziativa normativa per gli atti che il Consiglio adotta, di poteri di decisione amministrativa e di regolamentazione, di poteri di controllo verso gli Stati riguardo l'adempimento degli obblighi comunitari,e inoltre, pu esercitare un controllo sugli Stati membri attraverso le segnalazioni dei soggetti privati: si crea, cos, un "rapporto trilatero", che coinvolge la Commissione, le amministrazioni nazionali ed i privati. Rilevante il ruolo della Commissione riguardo alla gestione dei finanziamenti comunitari ed alla loro ripartizione ai singoli Stati. La commissione composta di venticinque membri(ogni Stato ha diritto ad averne uno), che dura in carica cinque anni, scelti in base alle loro competenze e designati di comune accordo dagli Stati membri e dal Presidente che definisce gli orientamenti politici. Il parlamento europeo deve approvare la candidatura del presidente e della commissione (i membri sono designati dal consiglio su proposta degli Stati: ma il presidente della commissione deve essere daccordo sulla loro designazione, assegna loro le competenze e pu chiedere e ottenere le loro dimissioni). il Consiglio l'organo titolare del potere di adottare gli atti normativi e del compito di coordinare le politiche generali di tutti gli stati membri. formato da un rappresentante di ogni Stato, in relazione alla materia trattata, ed presieduto a turno da ciascuno dei suoi componenti per un periodo di sei mesi. Le deliberazioni del consiglio sono generalmente assunte a maggioranza semplice; in casi particolari il Trattato CE prevede una maggioranza qualificata. In casi specifici richiesto il consenso unanime degli stati. Nell'esercizio delle sue funzioni il Consiglio coadiuvato dal Comitato dei rappresentanti permanenti (COREPER), organo composto dai rappresentanti permanenti degli stati membri incaricato di preparare i lavori del consiglio e, specialmente, di sottoporre al suo esame gli atti da deliberare, e di eseguire i compiti che lo stesso gli affida; il Consiglio europeo l'organo di impulso dell'Unione Europea, chiamato a definire gli orientamenti politici generali. composto dai capi di Stato o di Governo di ciascuno Stato membro e dal Presidente della commissione. tenuto ad informare il Parlamento europeo dei risultati di ogni sua riunione e a presentare annualmente un'apposita relazione scritta; La Corte di giustizia l'organo giurisdizionale comunitario, chiamato ad assicurare il rispetto del diritto e nell'interpretazione ed applicazione del Trattato. composta da tanti giudici quanti sono gli Stati membri ed ha il compito di giudicare sulle violazioni del diritto comunitario, commesse dagli Stati membri o dalle Istituzioni, e sulla legittimit degli atti normativi comunitari, e di interpretare il diritto comunitario in via pregiudiziale. La Corte coadiuvata dal Tribunale di primo grado,titolare di competenze specifiche, le cui sentenze possono essere impugnate di fronte alla Corte stessa per motivi di solo diritto. I principi Principio di attribuzione: le attribuzioni della comunit europea e dellUE sono solo quelle espressamente previste dai Trattati. Esse, quindi, non hanno competenze generali , ma specifiche e funzionali al raggiungimento degli obiettivi espressamente fissati, anche se esse riguardano campi rilevantissimi:libera circolazione delle merci,industria,protezione dei consumatori,politica economica e monetaria,agricoltura, tutela dellambiente ecc. Principio di auto integrazione del diritto comunitario: la CE pu esercitare i poteri necessari per realizzare gli scopi del Trattato, pur se questo non lo prevede espressamente. Principio dei poteri impliciti: lattribuzione di una certa competenza comporta anche quella del potere di adottare tutte le misure necessarie per il suo esercizio efficace ed adeguato. Principio di proporzionalit: La Ce e lUE, nei rispettivi ambiti di azione, devono ricorrere a misure proporzionate ai risultati da raggiungere e non eccessive rispetto ad essi. Principio di sussidiariet: Nel caso di competenze concorrenti, attribuite, cio, congiuntamente alla CE o allUE da un lato e agli Stati membri dallaltro, lintervento delle prime ammesso solo se lobiettivo dellazione comunitaria non possa essere sufficientemente realizzato dagli Stati membri, e possa,invece, in relazione alle dimensioni o agli obiettivi dellazione, essere meglio perseguito in ambito comunitario

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