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Gruppo di lavoro 2 Fare rete: trasporti, energia e ICT Resoconto dei lavori

Considerazioni generali Dal gruppo di lavoro emerso il potenziale del mercato italiano per gli investimenti elvetici, specie nel settore delle telecomunicazioni e dellenergia. Tuttavia, alcune specificit italiane (la conflittualit delle relazioni sindacali, la mole e la complessit della regolamentazione, la difficolt dei rapporti con il fisco, la scarsa puntualit dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni) spiazzano le aziende svizzere, portandole a guardare al mercato italiano come a un ambiente non confortevole, poco affidabile e opaco. Il gruppo di lavoro unanime sulla necessit di maggiore chiarezza delle regole e sulla promozione di una specifica regolamentazione per favorire linnovazione. Occorre individuare un sistema per rendere la figura del regolatore in grado di semplificare, orientare e facilitare gli investimenti stranieri, soprattutto nel campo energetico a cui la Svizzera particolarmente interessata. Anche da parte italiana non sono mancati appunti su situazioni diseconomiche create da un mancato rapporto di reciprocit da parte del mercato svizzero. Le diverse legislazioni (anche in materia di fusione societaria), non armonizzate come quelle dello spazio comunitario europeo, rendono pi difficile creare rapporti pi solidi. Considerazioni specifiche Tra Svizzera e Italia non si devono solo costruire floride relazioni bilaterali, ma anche unalleanza strategica per aiutare i due paesi a trovare un proprio posto nella globalit. Collaborare per competere: questa dev'essere la cifra della cooperazione economica tra Italia e Svizzera. Le reti sono il punto di partenza per rendere le Alpi una cerniera, non una barriera. Diventa cruciale scambiarsi alcune buone pratiche: lo spostamento della mobilit dalla strada al ferro (solo il 7% delle merci italiane trasportato su ferrovia); la gestione delle tratte infrastrutturali transfrontaliere, i nodi e i terminali, lomogeneit di

accesso e di gestione; la pianificazione nel medio-lungo periodo delle ricadute sui flussi; la sostenibilit ambientale (sulla scorta dell'esempio fornito dal tunnel del Gottardo).

Riguardo a questi punti, stata sottolineata limportanza di progetti olistici che promuovano lintegrazione tra le infrastrutture della mobilit e quelle energetiche. Occorre un ritorno alla qualit del progetto infrastrutturale, come modo per raggiungere sia lefficacia che la sostenibilit ambientale e paesaggistica delle infrastrutture. La rinuncia della Svizzera al nucleare determiner un aumento della domanda energetica: una sfida per lItalia attirare investimenti elvetici in questo campo, senza per trascurare la necessit di una strategia a livello europeo per evitare duplicazioni e investimenti inutili. Esistono grandi aspettative, sia svizzere che italiane. Sul tema dei progetti infrastrutturali, specie ferroviari, si messo laccento su un deficit di trasparenza da parte svizzera: stato evidenziato come la scarsa chiarezza elvetica sullo sbocco a nord del Gottardo e su alcuni colli di bottiglia a sud del tunnel (Bellinzona, Lugano-Chiasso) impedisce alla controparte italiana di effettuare gli auspicati investimenti e ammodernamenti. stato per sottolineato come in altri settori come quello della banda larga, dove lItalia sta recuperando il ritardo rispetto allUe si buttato il cuore oltre lostacolo, effettuando investimenti importanti nonostante la scarsa chiarezza delle regole su ambo i lati della frontiera. Proposte

Avviare procedure di consultazione continue a livello di operatori del settore per implementare progetti di comune accordo, a partire dal Corridoio 24. Lobiettivo dev'essere quello di migliorare i rapporti bilaterali per concretizzare un progetto cruciale ai fini dell'inserimento dei due paesi nella rete ferroviaria europea. Bisogna promuovere la gestione comune di un segmento fondamentale per realizzare lasse Genova-Rotterdam. Redigere un rapporto che faccia il punto sulla trasformazione della Svizzera da esportatore netto di energia a importatore netto, in conseguenza della rinuncia al nucleare. Lo studio dovrebbe tracciare almeno tre scenari possibili che si aprono per l'Italia e le relazioni bilaterali italo-svizzere in ambito energetico, evidenziando le azioni da compiere per ciascuno scenario e i soggetti preposti ad agire. Offrire al settore delle telecomunicazioni, impegnato nella realizzazione di reti a banda larga, una strategia basata su tre pilastri: certezza dellimposizione fiscale, certezza dei pagamenti da parte del settore pubblico e certezza/semplificazione della regolamentazione.