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4, giugno 2012

EDITORIALEa
Cari lettori, eccovi il quarto numero di China News - Storie dalla Cina al lavoro lavoro, newsletter di informazione sul lavoro in Cina che nasce da una collaborazione tra

Iscos Nazionale, gli Iscos regionali di Emilia Romagna, Piemonte, Sicilia e Toscana e il sito Cineresie.info. Al centro dell'attenzione questo mese la questione del della
consapevolezza giuridica dei giovani lavoratori migranti e una voce ufficiale sulle nuove tendenze dello sviluppo cinese Buona lettura! cinese.

_____________________________________________________________ BREVIa
La trappola dei diritti
Attenzione, i nemici occidentali sono sempre in agguato per fomentare disordini e proteste fra i lavoratori cinesi. A lanciare questo avvertimento in un discorso pronunciato lo scorso 18 maggio stato Jiang Zhigang, vice direttore della Commissione per la supervisione e l'amministrazione degli asset di Stato. Nel suo discorso, Jiang ha sottolineato la fondamentale instabilit dei tempi in cui viviamo e il fatto che in tutto il mondo le proteste operaie sono in continua crescita. In particolare, a suo dire, la Repubblica popolare dovrebbe essere particolarmente e, guardinga nei confronti della retorica sulla difesa dei diritti (weiquan), un discorso (weiquan facilmente strumentalizzabile da parte di quelle "forze ostili" sempre pronte ad approfittare di ogni occasio occasione per creare instabilit nel Paese Nonostante le Paese. autorit cinesi da un paio di decenni stiano conducendo un'imponente opera di propaganda in merito alla questione dello "stato di diritto" (fazhi), non da ultimo (fazhi promuovendo tra i lavoratori l'idea che il diritto sia un'arma a loro disposizione, simili segnali contrastanti non sono rari. Per approfondire il tema suggeriamo la lettura di quanto scriveva lo scorso anno Zhou Benshun, segretario generale della Commissione affari politici e legislativi del Partito, il quale definiva la societ civile niente pi che una trappola tesa dalle potenze occiden occidentali alla Cina.

Shenzhen, ambiguit verso le ONG


Il primo luglio, nella provincia del Guangdong entrer in vigore un nuovo regolamento che faciliter le procedure con cui le organizzazioni della societ civile potranno registrarsi come entit no profit. Eppure, a dispetto dell'ottimismo di coloro che hanno salutato questa novit come una vera e propria svolta per la societ civile locale, in queste ultime settimane le ONG del lavoro di Shenzhen sono finite ancora una volta nel mirino delle autorit. Da febbraio ad oggi, sono almeno cinque le organizzazioni che hanno subto intimidazioni e controlli mirati da parte di vari organi ufficiali, iniziative che si sono invariabilmente concluse con ingiunzioni di sfratto da parte dei padroni degli immobili che ospitavano gli uffici. Nel frattempo, per rafforzare il proprio controllo su queste realt, a met maggio il sindacato del Guangdong ha stabilito una nuova "federazione" provinciale finalizzata ad agire da cintura di trasmissione tra l'ufficialit e questi gruppi di base. Secondo un articolo pubblicato sul Nanfang Ribao, al 17 maggio questa "Federazione delle organizzazioni sociali finalizzate ai servizi ai lavoratori" poteva contare sulla partecipazione di 34 organizzazioni e 55 membri individuali.

Sindacati, esperimenti di elezioni dirette


Nel terzo numero di questa newsletter avevamo riportato la vicenda dei lavoratori della Ohms, una sussidiaria della Panasonic, che erano scesi in sciopero con una piattaforma di richieste che includeva la rivendicazione di un sindacato pi rappresentativo. Lo scorso 27 maggio attraverso un'elezione a scrutinio segreto durata oltre quattro ore, essi hanno finalmente scelto democraticamente il presidente della sezione sindacale aziendale. Questo avvenuto nel contesto di quello che stato uno degli esperimenti sindacali locali pi pubblicizzati negli ultimi anni, una campagna che secondo le parole di Wang Tongxin, vice-presidente del sindacato cittadino di Shenzhen, dovrebbe portare 163 aziende con oltre mille dipendenti e un presidente di sezione con mandato in scadenza a dare ai propri dipendenti la possibilit di eleggere democraticamente i propri rappresentanti. Di fatto, esperimenti del genere vengono regolarmente condotti in Cina sin dagli anni Ottanta e coinvolgono soprattutto imprese a capitale straniero. Tuttavia, come ha dichiarato al Nanfang Dushibao il responsabile del dipartimento organizzativo del sindacato cittadino di Shenzhen, le elezioni dirette sono solamente il primo passo. In futuro sar necessario concentrare gli sforzi sul consolidamento dei sindacati aziendali, in modo da mettere questi ultimi in condizione di svolgere davvero la propria funzione.

Nuove forme di precariet


Due delle piaghe principali del mercato del lavoro cinese di oggi sono l'utilizzo di stagisti reclutati direttamente dagli istituti tecnici e il ricorso sempre pi diffuso alla somministrazione di manodopera. La legislazione attualmente in vigore non tutela queste due categorie di lavoratori, in particolare i lavoratori somministrati, i quali spesso si trovano a svolgere le mansioni pi pericolose, faticose e umili all'interno di un'azienda, ricevendo salari nettamente inferiori rispetto ad altri dipendenti nella stessa posizione assunti regolarmente. Secondo un'indagine condotta da un giornalista del sito Harbin Xinwen Wang, di norma questi lavoratori vengono pagati dal 20 al 50% in meno delle loro controparti, senza contare il fatto che le loro possibilit di carriera e il welfare che ricevono sono nettamente inferiori. Il 4 giugno il governo centrale ha sottoposto all'attenzione del pubblico una bozza di emendamento della Legge sulla sicurezza della produzione in cui si afferma esplicitamente che "i lavoratori assunti con contratto di somministrazione godono dei diritti stabiliti nella Legge in questione". Eppure, come ha sottolineato un editoriale uscito sul Nanfang Dushibao, presto per gioire: per risolvere il problema sar necessario eliminare anche le numerose ambiguit contenute nella Legge sui contratti di lavoro e innalzare gli standard delle agenzie interinali.

___________________________________________________________ FOCUSa
Levoluzione del mondo del lavoro: uno sguardo ufficiale
In un editoriale pubblicato il 31 maggio sul Quotidiano del Popolo, organo di stampa ufficiale del Partito comunista cinese, lo storico e giurista Wang Huimin evidenzia i cambiamenti in atto nel mondo del lavoro in Cina. Pur mantenendo l'inevitabile ottimismo di una voce ufficiale percepibile gi nel titolo, quest'analisi sottolinea quella che oggi una delle principali preoccupazioni delle autorit cinesi: l'esigenza di arrivare ad uno sviluppo armonico fra le pi sviluppate zone costiere e le aree ancora arretrate dell'interno del Paese. Guardare con ottimismo ai nuovi cambiamenti nell'occupazione dei migranti
di Wang Huimin, Quotidiano del Popolo 31.05.2012

Se tornassimo a dieci anni fa, probabilmente nessuno crederebbe mai a questa notizia: le regioni centro occidentali del Paese si accaparrano lavoratori grazie allinnalzamento dei salari. Unautorevole inchiesta ha evidenziato che dallaprile di questanno molte province cinesi, una dopo laltra, hanno innalzato i salari minimi, una tendenza che dalla costa si estesa anche alle zone dellinterno. Questo ha causato una diminuzione della forbice dei salari fra zone costiere e interno. La differenza fra i salari minimi nella provincia del Ningxia e Pechino ad esempio ora di soltanto 160 yuan (20 ). [continua a leggere]

Il presunto risveglio dei lavoratori cinesi (due anni dopo)


Dopo decenni in cui i lavoratori cinesi sono stati descritti come vittime passive del capitale globale, nellultimo biennio giornalisti, accademici ed attivisti hanno cominciato a far a gara nel descrivere i lavoratori cinesi come portatori di una rinnovata consapevolezza giuridica, in particolare i migranti di nuova generazione (xinshengdai nongmingong), quei giovani migranti nati negli anni Ottanta e Novanta. Eppure, nonostante sia innegabile come lincessante opera di propaganda da parte dello Stato e della societ civile abbia dato i suoi frutti, ancora presto per affermare che i lavoratori migranti cinesi si siano risvegliati. Il punto che, a dispetto di tanta retorica sullemergere di un movimento dei lavoratori in Cina, i dati in merito scarseggiano e talvolta si dimostrano notevolmente ambigui. [continua a leggere]

_____________________________________________________________ LIBRIa
Operaie, di Leslie Chang
Negli ultimi decenni, giornalisti da tutto il mondo hanno versato fiumi d'inchiostro nel tentativo di raccontare la situazione dei lavoratori migranti nella Cina di oggi. Pochi per sono riusciti ad eguagliare il successo di pubblico e di critica ottenuto da Leslie Chang con il suo "Operaie", bestseller pubblicato per la prima volta nel 2008 e tradotto in italiano per Adelphi. Leslie Chang, gi corrispondente del Wall Street Journal da Pechino, sceglie di seguire due lavoratrici migranti nella loro traiettoria di vita, raccontandone le vicissitudini nel contesto sociale di una Dongguan spietata. Il libro non si limita a raccontare queste ragazze esclusivamente nella dimensione lavorativa, ma cerca di restituire un ritratto a tutto tondo di quella che la loro esistenza, dai sogni alle lotte, dalla disperazione agli amori, il tutto sullo sfondo di una lotta continua per crescere - "svilupparsi" - e raggiungere un successo caratterizzato in termini economici, ma non solo. Grazie a questo libro lautrice ha ottenuto il premio Terzani nel 2011. [compra il libro su ibs]

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