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6, agosto 2012

EDITORIALEa
Cari lettori, eccovi il sesto numero di China News - Storie dalla Cina al lavoro lavoro, newsletter di informazione sul lavoro in Cina che nasce da una collaborazione tra Iscos Nazionale, gli Iscos regionali di Emilia Romagna, Piemonte, Sicilia e Toscana e il , sito Cineresie.info. Al centro dell'attenzione questo mese la bozza di emendamento e alla Legge sui contratti di lavoro, altre multinazionali dellelettronica finite nellocchio egge zionali del ciclone per questioni legate al lavoro, il cambiamento nei flussi migratori interni e un focus sulla realt degli schiavi nelle fornaci clandestine cinesi. Buona lettura! cinesi.

_____________________________________________________________ BREVIa
Bozza di emendamento alla Legge sui contratti di lavoro Legge
Il 6 luglio scorso il Comitato Permanente dell'Assemblea Nazionale Popolare ha pubblicato la bozza di un nuovo emendamento alla Legge sui contratti di lavoro. Come da prassi consolidata, le autorit cinesi hanno concesso un mese di tempo all'opinione pubblica per commentare la bozza di legge cosa legge, che in questo caso si tradotta in un'ondata di ben 557.243 opinioni, opinioni, il numero pi alto mai registrato in Cina, quasi tre volte superiore al numero di commenti ricevuti nel marzo del 2006 per la bozza originale della Legge. Gli articoli pi dibattuti sono quelli che riguardano la somministrazione di manodopera un tema nistrazione manodopera, caldo di cui si gi scritto nei numeri precedenti di questa newsletter. In particolare, il nuovo emendamento, se approvato nelle presente forma, introdurrebbe significative novit nel: a) delimitare i tipi di posizione - temporanee, ancillari, sostitutive - per cui possibile un contratto di somministrazioni; b) rendere pi restrittive le condizioni necessarie ad aprire un'agenzia per la somministrazione di manodopera; c) rendere esplicito il principio dell'uguale paga per uguale lavoro per i dipendenti somministrati; d) introdurre pene pi severe per coloro che abusano della somministrazione.

Lavoro minorile: accuse alla Samsung


Dopo la Apple, un'altra multinazionale dell'elettronica finisce sotto accusa per le condizioni dei propri lavoratori in Cina. All'inizio di agosto, l'organizzazione non governativa americana China Labour Watch ha chiamato in causa la Samsung, pubblicando un rapporto in cui si affermava che almeno sette lavoratori di et inferiore ai sedici anni sarebbero stati impiegati negli impianti della HEG Electronics, un fornitore cinese che per il colosso coreano produce telefoni e lettori DVD. Stando alle informazioni raccolte, questi giovani lavoratori avrebbero lavorato nelle stesse condizioni degli adulti, ma con paghe inferiori. Per arginare il danno d'immagine, i vertici della Samsung hanno annunciato che provvederanno a lanciare un'indagine interna per appurare le condizioni di lavoro alla HEG. Il governo cinese ha ratificato entrambe le Convenzioni fondamentali dellOrganizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) sul lavoro minorile e la legislazione in vigore proibisce ai datori di lavoro lassunzione di dipendenti con unet inferiore ai sedici anni.

Sempre pi migranti abbandonano le aree costiere


Il Quotidiano del Popolo del 23 agosto scorso ha pubblicato un'inchiesta su come un numero sempre maggiore di lavoratori migranti, invece di rimanere nelle aree costiere, decida di tornare nelle province d'origine per cercare un'occupazione. I dati forniti dai dipartimenti per le risorse umane e la sicurezza sociale dello Henan e del Sichuan, due province che tradizionalmente presentano un alto numero di lavoratori migranti in uscita, sembrano confermare questa tendenza. Ad esempio, nella contea di Minquan nello Henan fra gennaio e luglio di quest'anno sono rientrati circa 50mila lavoratori, 21mila in pi rispetto all'intero 2011, mentre nell'intera provincia il numero dei migranti rientrati nella prima met del 2012 salito a 710mila, pi del doppio rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Si tratta comunque di un'ondata abbastanza ridotta se confrontata con i tre milioni che fecero ritorno nel 2008, quando esplose la crisi finanziaria globale. Per quanto riguarda il Sichuan, le cose stanno cambiando gi da qualche anno, con un numero sempre maggiore di abitanti delle aree rurali che trovano impiego non lontano dal luogo d'origine grazie al crescente sviluppo della zona. Anche se i salari sono inferiori rispetto a quelli delle zone costiere, il ridotto costo della vita e la vicinanza a casa inducono pi della met dei lavoratori della provincia a restare, un dato in forte crescita sin dal 2008.

Proteste degli ingegneri alla Motorola


Dopo l'annuncio da parte di Google, proprietario del gruppo Motorola, di un taglio previsto di circa quattromila lavoratori negli stabilimenti di tutto il mondo, nelle scorse settimane almeno cento lavoratori cinesi hanno protestato fuori dagli uffici di Nanchino dell'azienda. Ad essi, si sono uniti altri duecento dipendenti a Pechino, dove circa settecento dei milleseicento impiegati nel settore ricerca e sviluppo rischiano il posto. Secondo quanto riportato dalla rivista Caixin, i lavoratori cinesi che rischiano il posto sarebbero in totale circa un migliaio. Lo scorso 15 agosto, il presidente di Motorola in Cina, Meng Pu, ha dichiarato alla stampa di aver raggiunto un accordo con il sindacato aziendale, ma molti lavoratori intervistati dalla stampa hanno dimostrato di non essere a conoscenza dell'esistenza del sindacato. Attualmente le trattative sono ancora in corso, soprattutto per quanto riguarda i risarcimenti e il sostegno da parte dell'azienda per il reinserimento nel mercato del lavoro dei tecnici che rimarranno a casa.

___________________________________________________________ FOCUSa
Schiavi nella Cina del Ventunesimo secolo
Negli ultimi giorni di agosto, alcune immagini di lavoratori disabili costretti a lavorare in condizioni estreme in una fabbrica dintonaco a Jingmen, nella provincia dello Hubei, hanno riportato all'attenzione dellopinione pubblica cinese il problema del trattamento dei disabili nelle aree rurali, l dove spesso non si esita a utilizzare persone con problemi mentali come schiavi. Nel caso specifico, i media locali hanno raccontato come undici lavoratori di et compresa tra quaranta e cinquantanni, sette dei quali con evidenti problemi mentali, sono stati obbligati a lavorare senza strumenti protettivi o cibo a sufficienza in questa fabbrica dintonaco a centinaia di chilometri di distanza dalle loro case. Secondo la testimonianza di Deng Yuhua, il caporale che aveva portato questi uomini nella fabbrica, le famiglie avevano dato volentieri il consenso alla transazione, in quanto in tal modo essi avrebbero iniziato a guadagnare soldi e avrebbero smesso di essere un fardello. Dopo lo scoppio dello scandalo, la fabbrica stata chiusa e il proprietario ha ricevuto una multa di ventimila yuan (circa 2.500 euro). Questa vicenda presenta evidenti analogie con uno scandalo avvenuto nellestate del 2007, quando, grazie alla mobilitazione di un gruppo di genitori dello Henan alla ricerca dei propri figli scomparsi, i media cinesi hanno svelato un imponente traffico di giovani e adulti disabili destinati come schiavi alle fornaci di mattoni clandestine. Allora, lopinione pubblica cinese si era sollevata con forza, chiedendo alle autorit unazione di polizia pi incisiva per individuare le fornaci clandestine sparse nelle campagne, la liberazione degli schiavi e la punizione dei caporali e dei padroni delle

fornaci. Oggi, purtroppo, queste notizie lasciano il tempo che trovano. Qui di seguito riportiamo un analisi/reportage in cui si ricostruiscono la storia delle fornaci clandestine e le ragioni nascoste che permettono la loro sopravvivenza nella Cina del Ventunesimo secolo. Schiavi del Mattone Quando sono andata alla polizia a denunciare la scomparsa di mio figlio, i poliziotti si sono rifiutati di aprire il caso. Hanno detto che situazioni del genere sono fin troppo comuni per essere prese in considerazione. Questa drammatica testimonianza arriva da Li Xiaoli, madre di Chen Chang, un ragazzo di Xinxiang nello Henan scomparso nel nulla nel 2006. Allora Chen aveva appena diciassette anni e si stava preparando a sostenere il gaokao, lesame nazionale di ammissione alluniversit. Era uno dei migliori studenti del suo istituto e aveva buone speranze di entrare a Qinghua, una delle pi autorevoli universit del paese, un traguardo notevole per un giovane proveniente da una zona arretrata. Eppure il 26 ottobre 2006 di lui si sono perse le tracce: doveva andare a casa di un compagno di scuola per trascorrere tre giorni di vacanza, ma non mai arrivato a destinazione. [continua a leggere in pdf]

_____________________________________________________________ LIBRIa
Cronache dalle fornaci cinesi, di Ivan Franceschini
Lo scandalo della schiavit nelle fornaci di mattoni clandestine dell'estate del 2007 pu essere raccontato da vari punti di vista. Se, da un lato, esso pu essere letto come una dimostrazione degli aspetti pi biechi e arretrati della Cina di oggi, dallaltro gli eventi di quellestate hanno anche segnato un momento di riscossa per la societ civile. Questo libro racconta la storia delle fornaci clandestine presentando la traduzione di una serie di articoli apparsi sulla stampa cinese negli ultimi due anni. L'obiettivo quello di ricostruire uno dei pi gravi scandali mai avvenuti in questo paese, utilizzando le fonti di prima mano per dare un'idea di quello che sono i media nella Cina di oggi. I veri protagonisti di questa storia non sono i funzionari corrotti, i trafficanti di esseri umani, i torturatori, bens quei genitori, avvocati, giornalisti e semplici cittadini che ogni giorno lottano per migliorare la societ in cui vivono. [compra su Ibs]

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