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Gaetano Armao Falck e termovalorizzatori Vi racconto la mia verit

di Salvo Toscano tratto dalla rivista S maggio 2010

Assessore Gateano Armao, tanto per cominciare: potesse tornare indietro, lo accetterebbe unaltra volta linvito di Lombardo ad entrare in giunta viste tutte le polemiche che le sono piovute addosso da allora? La domanda se ero disponibile a entrare in giunta mi fu posta la mattina del 29 maggio dello scorso anno . Ho avuto poche ore per rilettere. Determinante stato il pensiero per mia i glia: per darle un futuro in Sicilia bisogna lavorare perch questa terra cambi. Qual n qui il bilancio della sua esperienza di governo? Per me unesperienza galvanizzante. Ho incontrato persone straordinarie, come certi funzionari della Regione. Ho avuto anche attacchi e aggressioni, ma non c niente di pi bello che lavorare per il futuro della propria terra . Di certo, la mia sar unesperienza a tempo determinato. E allora parliamo di quelle che lei denisce aggressioni. Il primo attacco lo sub dal Pd che la accus di insider trading per certe sue dichiarazioni su un possibile indennizzo per la vicenda termovalorizzatori da parte della Regione, dichiarazioni che avrebbero favorito una societ del gruppo Falck, del quale lei era stato consulente. S, accuse che la Consob ha archiviato in brevissimo tempo . Unico caso in cui la Consob si pronunciata sulla insussistenza delle accuse. C anche uninchiesta della magistratura, per Io stesso ho predisposto un dossier e ho chiesto che la Procura accertasse se fossero vere le cose dette da altri. I miei legali mi riferiscono che il pm avrebbe chiesto larchiviazione. Ma al di l delle conseguenze dal punto di vista giudiziario, lei ritiene di aver avuto un comportamento inopportuno dal punto di vista politico? Potendo tornare indietro, si comporterebbe allo stesso modo? Io di termovalorizzatori non mi sono mai occupato a livello regionale. Ho fatto solo una precisazione per conto del presidente, redatta insieme al capo uficio stampa della presidenza della Regione, sulla posizione del governo in merito alla risoluzione del rapporto con queste societ. Quello che ho fatto invece stato intervenire in giunta, da giurista, quando era passata una linea che collegava lottenimento dei contributi per il Cip 6, parliamo di tre miliardi di euro, alla realizzazione dei termovalorizzatori sui siti gi individuati. Se cos 1

fosse stato era evidente che per le nuove concessioni gli interessati avrebbero dovuto acquistare proprio quei siti, il cui valore sarebbe impennato . Io ero convinto che non fosse cos, ho chiesto un chiarimento al ministero che mi dava ragione. Ho lavorato solo nellinteresse della pubblica amministrazione e non certo in conflitto di interessi, anzi lesatto contrario Lassessore regionale ai Beni culturali: Le accuse di insider trading? La Consob ha gi archiviato e la giustizia ordinaria si appresta a farlo Poi la stampa le contest di avere ancora delle cause in corso in cui da avvocato era controparte della Regione. Avevo rinunciato, avvisando i miei clienti. Repubblica prese una cantonata dicendo che io ho passato le cause ai miei colleghi di studio . Invece io ero codifensore con loro . Io ho rinunciato, ma loro ovviamente sono rimasti. Ho visto errori marchiani, tanto che ho citato in giudizio Repubblica, che non ha pubblicato le rettii che che ho richiesto, cosa che invece ha fatto il Corriere della Sera. Io credo che un giornale serio prima di lanciare certe accuse dovrebbe sentirti, garantire almeno un minimo di contraddittorio. Ma Repubblica pubblic, e con ampio risalto, una sua lettera, in cui, tra laltro, chiedeva notizie sullassetto societario del gruppo editoriale Ho chiesto se nella compagine societaria siede qualcuno col cognome Falck. E mi stato risposto soltanto: noi non abbiamo padroni. La cosa che mi colpisce che non mi hanno mai contestato una delibera, un atto, ma sempre e solo un conflitto di interessi potenziale. E invece un amministratore si giudica per quello che fa . E poi, vede, io sono stato uno dei primi contribuenti di questa citt: se dovevo fare soldi non facevo lassessore regionale ma continuavo a fare il mio lavoro . Lidea di dipingermi come uno che fa lamministratore pubblico per soldi stupida . Comunque, penso che col tempo verranno fuori i motivi degli attacchi di Repubblica e dellEspresso. Che la denisce il Re Mida di Palermo e parla di certi suoi interessi nanziari a Londra . Cosa dice al riguardo? Non vedo lo scandalo . Londra in Europa, non parliamo mica di Isole Cayman. E comunque trovo discutibile che un giornalista con cui ho notori rapporti di ostilit, anche per via dei nostri rapporti di comune afi nit, si metta a scrivere contro di me, anche pubblicando vicende note. Per vicende note intende le foto di lei e Margherita Stabiumi, imprenditrice dellacciaio e socia dellEnel nelloperazione relativa alla realizzazione del rigassicatore di Porto Empedocle, con la quale, sempre secondo lEspresso, lei avrebbe festeggiato il via libera della Regione alla realizzazione dellimpianto? 2

Non mi sono mai occupato del rigassiicatore. E con la signora non ho che un rapporto di tipo personale, peraltro noto, che maturato successivamente ai fatti. Si tratta di vicende risalenti ad anni prima, quando ancora non conoscevo la signora, della quale, anzi, i no a qualche giorno prima che diventassi assessore, ero controparte in un importante procedimento che seguivo da avvocato davanti al Consiglio di giustizia amministrativa. Non mi sono mai occupato del rigassi catore. E con Margherita Stabiumi non ho che un rapporto di tipo personale, peraltro noto, che maturato successivamente ai fatti Fatto sta che lei, dopo le polemiche, lanno scorso rimise le deleghe. Perch? Lo concordai col presidente Lombardo per abbassare i toni. Da allora il Pd non ha parlato pi di lei. Fino a qualche giorno fa, quando Beppe Lumia in unintervista ha detto che la sua presenza in giunta un problema . Come mai, secondo lei? Non lo so . Vorrei capire a cosa si riferisce il senatore Lumia. A proposito di politica . Lei entr in giunta su input di Dore Misuraca, fu lo stesso Lombardo a dirlo . Che rapporti ha oggi con Misuraca? Con Misuraca ho un rapporto ottimo . Ho cementato uno straordinario rapporto col presidente Lombardo che trovo un grande innovatore, di cui la Sicilia ha bisogno. E cosa pensa delle accuse di ma a nei suoi confronti? Non ci credo . Prova ne il fatto che in questi mesi ho sempre trovato in Lombardo un uomo motivato a combattere il malaffare. Che idea si fatto sulla durata di questo governo? Non sono un politico ma devo osservare che lo scioglimento anticipato dellArs avrebbe un effetto devastante sullimpiego dei fondi europei e dei fondi Fas, un danno da due miliardi di euro . Che in questa situazione economica la Sicilia non pu permettersi. Il governo va rafforzato Lei parla di fondi europei, ma non pensa che questa sia una delle voci in cui il governo Lombardo sia clamorosamente in ritardo? Il Fesr 2007-2013 ha scontato la i ne traumatica dellaltra legislatura e si perso tempo per quel motivo . Adesso il tempo dei bandi. Qualcuno gi partito e io sono convinto che prima dellestate ne partir una rafi ca . Anche per limpiego dei Fas, che grazie alle battaglie di Lombardo e Miccich la Sicilia 3

ha ottenuto, ci sar unaccelerazione. Io per esempio ho chiesto 50 milioni di euro per modernizzare i nostri musei e i nostri siti che non riescono a interloquire col resto del mondo. questo il punto debole del nostro provincialit? sistema dei Beni culturali, la

S, abbiamo un sistema provinciale e marginale. Ma ci sto lavorando . Abbiamo in programma mostre a Washington, Berlino, Shanghai. Le teste di Pantelleria che abbiamo esposto allIstituto italiano di cultura di Londra ci sono state richieste dal British museum e poi andranno ai mondiali di Johannesburg. E i primi di gennaio torner in Sicilia lAfrodite di Morgantina. Cosaltro si pu fare per far ripartire il sistema? Agire sulla burocrazia, quando diventa un peso per larte e la cultura . Abbiamo avviato un confronto su questo.

Lumia mi attacca? Vorrei capire a cosa si riferisce. Con Misuraca ho un rapporto ottimo . Ho cementato uno straordinario rapporto col presidente Lombardo, che trovo un grande innovatore Un confronto cambiare acceso, con un bel po di polemiche. Tanto per

Lei mi chiede com che dovunque vado ci sono scontri? Credo che sia perch sono un irrefrenabile innovatore. Cos come ho fatto per la pubblica amministrazione, con la riforma dei dipartimenti gi entrata in vigore dal primo gennaio o con il ripristino del fondo pensioni per i regionali Tra le innovazioni che fanno storcere il naso a tanti c quella della privatizzazione dei beni culturali Non una privatizzazione, ma un partenariato pubblico-privato . impossibile continuare una gestione in cui il rapporto ricavi-costi del 20 per cento . Con punte di 0,22 per cento nella provincia di Caltanissetta . Serve un partenariato, che faccia tesoro degli esperimenti disastrosi del passato . Gli altri progetti che ho a cuore sono quello di far diventare il percorso normanno Palermo-Monreale Cefal patrimonio dellUnesco e poi il rilancio dellarte contemporanea e del cinema, due intuizioni che nel passato ha avuto in modo illuminato Gianfranco Miccich.

"Da 5 anni pagato per non lavorare"


PALERMO - "Da cinque anni ricevo lo stipendio base senza fare nulla, senza potere esercitare il mio ruolo e le mie funzioni. Sono il dirigente pi anziano qua dentro. Evidentemente la Regione non ha bisogno di chimici. vergognoso". Gioacchino Genchi, il dirigente della Regione siciliana, stato reintegrato al proprio posto da una sentenza del Giudice del lavoro che stata notificata al dirigente generale del Dipartimento Ambiente, Giovanni Arnone, all'inizio di gennaio. Ma la procedura di reintegro nelle sue funzioni non ancora stata avviata. Per questo la Fp Cgil Sicilia ha organizzato un sit-in davanti all'Assessorato al Territorio e Ambiente a Palermo, al quale hanno preso parte anche alcuni esponenti di Idv e Sel.

Al sit in hanno preso parte i componenti della segreteria di Fp-Cgil Sicilia, lavoratori ed esponenti politici: i segretari regionale di Sel, Prc-Fds e Idv Erasmo Palazzotto, Antonio Marotta e Fabio Giambrone. A Genchi arrivata anche la solidariet di Leoluca Orlando, mentre hanno fatto tappa al sit-in il consigliere comunale Antonella Monastra e Davide Faraone, consigliere comunale e deputato regionale del Pd.

"La storia di Gioacchino Genchi - spiegano i responsabili della Fp Cgil - ha inizio oltre 5 anni fa quando il dirigente chimico, allora responsabile del servizio sull'inquinamento atmosferico, fu rimosso dall'incarico a seguito dell'attivit svolta". "Molte le questioni delicate su cui il dirigente diede parere negativo: dalle emissioni della distilleria Bertolino alle fabbriche catanesi di laterizi (che usavano i fanghi del petrolchimico di Siracusa) al grande affare dei termovalorizzatori. Da allora Genchi, estromesso da ogni incarico, ha iniziato una lunga vertenza rivolgendosi anche al Giudice del lavoro che ha riconosciuto al dirigente il raggiungimento di tutti gli obiettivi assegnategli, sconfessando le decisioni pretestuose dell'allora dirigente generale Pietro Tolomeo e di ben due giunte regionali". "Il governo Lombardo - dice il segretario generale di Fp Cgil, Michele Palazzotto - si vanta di avere impedito la realizzazione dei termovalorizzatori ma questo non sarebbe mai avvenuto se nel 2006 Genchi non avesse bloccato le procedure sul piano tecnico amministrativo".

Sicilia i Termovalorizzatori "puzzano" di mafia


Quei termovalorizzatori mai costruiti 'puzzano' di mafia La "denuncia" di Lombardo e "l'affare pi grande che in Sicilia si sia concepito"

La Guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Palermo che ha aperto un'inchiesta su presunte infiltrazioni mafiose nell'affare dei termovalorizzatori in Sicilia, ha eseguito ieri alcune perquisizioni nelle sedi di tutte le associazioni temporanee di impresa, delle societ consortili e delle agenzie pubbliche interessate alla costruzione degli inceneritori. Le perquisizioni sono state effettuate a Milano, Roma, Palermo, Cagliari, Caltanissetta, Enna e Agrigento. Gli inquirenti avrebbero gi riscontrato alcune anomalie nell'ambito degli ingenti flussi finanziari attorno all'operazione dei termovalorizzatori e adesso stanno indagando per verificare non solo l'esistenza di infiltrazioni della mafia ma anche di eventuali episodi di corruzione e altre irregolarit. La Procura di Palermo sta indagando sul bando di gara per la realizzazione di quattro termovalorizzatori - uno a Bellolampo (Palermo), uno a Casteltermini (Agrigento), Patern (Catania) e Augusta (Siracusa) mentre nei giorni scorsi il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo aveva denunciato pi volte, attraverso la stampa, che dietro ai termovalorizzatori c'erano anche ingenti interessi delle cosche mafiose e per questo aveva consegnato una memoria alla Procura. "Quello dei termovalorizzatori l'affare del secolo, il pi grande che in Sicilia si sia concepito [...] La mafia si infilata in un sistema che le avrebbe consentito [...] un affare che avrebbe fruttato, chi dice cinque, chi dice sette miliardi di euro, e una rendita annua di centinaia di milioni di euro per i prossimi 20-30 anni", aveva denunciato Lombardo parlando all'Ars un mese fa della sua vicenda giudiziaria (LEGGI). Tra le aziende perquisite la Falck, che capeggiava tre dei quattro raggruppamenti di impresa assegnatari dell'appalto, la Daneco Gestione Impianti e l'ente appaltante: l'Arra, l'Agenzia Regionale Rifiuti ed Acque. Perquisita anche la Altacoen, ditta ennese, ammessa alla gara anche se priva di certificato antimafia, della quale il Governatore aveva parlato particolarmente, un'impresa indicata come vicina al boss Nitto Santapaola che avrebbe dovuto realizzare il termovalorizzatore di Patern.

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Palermo in un comunicato ha aggiunto che la vicenda dei termovalorizzatori, che ha avuto inizio con le gare d'appalto indette nel 2002 dall'allora commissario straordinario per l'emergenza rifiuti - l'allora presidente della regione Sicilia, Salvatore Cuffaro -, "gi nota alle cronache a motivo dell'annullamento, decretato dall'Alta Corte di Giustizia Europea, poi intervenuto in esito alla mancata attuazione delle procedure europee per il bando di gara". Dopo le dimissioni dell'ex governatore Cuffaro, il nuovo governo di Raffaele Lombardo ha deciso di sospendere il piano dei rifiuti e di annullare le gare per i termovalorizzatori. Le due imprese che vinsero la gara d'appalto sono Actelios del gruppo Falck, che avrebbe dovuto realizzare tre impianti, e Waste, incaricata per il quarto. Non ancora stato possibile avere un commento di Waste mentre Actelios ha dichiarato di aver consegnato alla Guardia di Finanza la documentazione richiesta: "Actelios SpA [...] comunica, in merito a un'indagine contro ignoti, di aver consegnato alla Guardia di Finanza tutta la documentazione inerente la partecipazione alla procedura ad evidenza pubblica del 9 agosto 2002, richiesta nell'ambito delle attivit di acquisizione dei documenti presenti all'interno delle proprie sedi". E intanto ieri sera il governatore siciliano Raffaele Lombardo stato sentito, come "persona informata sui fatti", dai pm di Palermo che indagano proprio sulle presunte infiltrazioni mafiose e irregolarit nella realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia. Lombardo ha risposto alle domande dei sostituti Nino Di Matteo e Sergio De Montis e dell'aggiunto Leonardo Agueci. Il presidente, sentito per un paio dore dai magistrati, ha chiarito alcuni punti dellesposto presentato in marzo dallassessore allEnergia del suo governo, Pier Carmelo Russo, dove si faceva riferimento ai costi esorbitanti della gestione commissariale dei rifiuti nell'Isola (209 milioni di euro, 40 dei quali assorbiti dalla macchina burocratica) e si ricostruiva l'iter, iniziato nel 2002 con il Piano regionale sulla gestione dei rifiuti, che ha condotto al progetto di quattro mega termovalorizzatori. Dall'interrogatorio reso ieri sera da Lombardo, sarebbero emerse, come apprende l'Adnkronos, "informazioni utili". 8

L'INCHIESTA - La lunga storia dei termovalorizzatori siciliani, finiti sotto inchiesta prima ancora di essere realizzati, potrebbe essere scritta nellenorme mole di documenti sequestrati ieri dalla Guardia di Finanza. Centinaia di pagine acquisite dalle Fiamme Gialle negli archivi delle societ che si aggiudicarono la gara per la costruzione - poi annullata dalla Corte di Giustizia Europea - che potrebbero rivelare un accordo spartitorio tra imprenditori interessati ad accaparrarsi i lavori, presunte infiltrazioni mafiose e funzionari pubblici compiacenti pronti a chiudere un occhio in cambio di tangenti. Un affare da 4 miliardi di euro stoppato da una sentenza che, nel 2007, bocci la gara per difetto di publicizzazione. Ma secondo i pm della Dda di Palermo ci sarebbe ben altro che vizi di forma.

La vicenda dei termovalorizzatori emerge in diverse inchieste: quella per concorso esterno in associazione mafiosa a carico dellex governatore siciliano Salvatore Cuffaro; quella sul progetto di realizzazione dellinceneritore di Bellolampo. Spunti investigativi messi insieme dai pm dopo la presentazione in Procura di un dossier sugli impianti da parte dellassessore regionale allEnergia Russo, pi volte sentito dai magistrati e dopo la denuncia del Governatore. Il dossier del governo regionale, dunque, lultimo campanello dallarme che induce i pm a disporre unindagine generale su tutti e quattro gli impianti. E per far luce sul business incompiuto, definito da Lombardo "laffare del secolo", la Procura ha delegato alla Finanza la perquisizione delle sedi di tutte le associazioni temporanee di impresa vincitrici della gara, delle societ consortili e dellArra, lagenzia regionale dei rifiuti e delle acque che fu lente appaltante.

Lipotesi investigativa quella di un accordo di cartello tra le quattro Ati aggiudicatarie che, con la compiacenza di funzionari pubblici a cui sarebbero andate tangenti, si sarebbero spartite a tavolino i lavori e poi, dopo la bocciatura europea, avrebbero fatto andare deserte le gare successive per indurre la Regione ad abbandonare la strada del bando pubblico. Unintesa, quella ipotizzata, che risalirebbe a prima del 2002 quando, attraverso lArra, la Regione band la gara. Della vicenda si occuparono lex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, in qualit di commissario straordinario dellemergenza rifiuti, e il suo vice Felice Crosta. Ad aggiudicarsi lappalto furono quattro raggruppamenti di imprese: la Pea di cui faceva parte la Safab, poi coinvolta in uninchiesta di corruzione, la Platani Energia Ambiente, la Tifeo e la Sicil Power. Tre Ati erano capeggiate dal gruppo Falck e uno da Waste Italia. Diversi i punti da chiarire: dalla partecipazione alla gara di unimpresa, la Altecoen, priva di certificazione antimafia la ditta venne estromessa, ma la gara prosegu -, alla costituzione delle Ati in presenza dello stesso notaio. E ancora i criteri scelti per lindividuazione dei siti sui quali dovevano sorgere i termovalorizzatori: Palermo, Casteltermini, Augusta e Patern. Aree individuate, su previsione del bando, dalle stesse ditte che avevano presentato le offerte teoricamente al buio senza la minima sovrapposizione territoriale. La gara fu per annullata dalla Corte di Giustizia Europea che contest il mancato rispetto della procedura di evidenza pubblica imposta dalla direttive europee. Le due successive bandite lanno scorso sono andate deserte.

[Informazioni -

tratte

da

Adnkronos/Ing, siciliani: tutto da

Ansa, rifare

Reuters.it, (Guidasicilia,

AGI] 23/07/08)

Termovalorizzatori

Pregiatissimo Presidente Lombardo,

oggi le voglio raccontare la storia di un paese sui Nebrodi. Mazzara' S. Andrea, denominata la citta' dei vivai. Il paese e' posto alle pendici di una collina , incorniciato da uliveti e agrumeti, un'economia dedita da sempre alla coltura di alberi da frutto e ulivi. Tutto intorno orti bellissimi e fertili. Ma dall'aprile di quest'anno la discarica , che porta il nome del paese, e' stata riaperta. Oggi gli abitanti del luogo non possono permettersi piu' di aprire le loro finestre , perche' il tanfo mefitico proveniente dalla discarica, ammorba l'aria e avvolge questo laborioso paese in una nube di vapori putrescenti. Non oso immaginare dove vada a finire il percolato che si produce in quella discarica, considerato la natura idrogeologica di quella zona , cosi' ricca di falde acquifere. Sappiamo che ogni giorno, in processione, compattatori provenienti dai comuni della provincia palermitana, si dirigono verso la discarica di Mazzara' S. Andrea. Sappiamo che il costo giornaliero per il trasporto e l'abbancamento dei rifiuti nella discarica del messinese, ammonta tra i seicento e i 10

milleduecento euro per ogni compattatore, e che la Regione si fa carico del 6070% dell'ammontare del costo. E quando entra in gioco la Regione , significa che partecipiamo tutti a questi costi. Queste cifre sono un affronto al buon senso. Lo sa Pregiatissimo Presidente quanto costa un impianto di compostaggio a cumuli rivoltati, capace di smaltire l'ammontare dell'umido di un comune come Carini? Trentamila euro. E per creare dei centri di raccolta di multimateriale ( vetro, plastica, metalli, carta), materiale da avviare alle piattaforme Conai, corredandoli di semplici scarrabili? Poco, due settimane di viaggi a Mazzara' S. Andrea. Nel Suo Piano Anticommissariamento, e' prevista l'apertura di nuove discariche. Orrore. Stiamo parlando di creare fosse dove andranno perduti materiali che e' possibile riciclare , riutilizzare e recuperare fino all'80%. Rifiuti Zero Palermo oltre a difendere l' ambiente, sostiene l'importanza che indiscussi benefici economico-occupazionali, troverebbero realizzazione da una corretta gestione dei rifiuti. Vogliamo un'impreditoria giovane, sana e siciliana . Lei ce la deve. Per mesi Lei ha motivato il suo No deciso agli inceneritori, paventando il rischio di manovre affaristico-mafiose. Come mai non ne parla piu? Si sono forse defilati tutti i mafiosi e i loschi affaristi? La Sicilia oggi vale cinque miliardi di euro. Tanto ammonta il business degli inceneritori. Giovanni Falcone affermava che per rintracciare gli affari mafiosi, era sufficiente dirigere l'attenzione verso i grandi appalti. E questo grande business ce lo stanno imponendo dall'alto. L'emergenza rifiuti della citta' di Palermo sara' come un cavallo di Troia per la Sicilia tutta. Sotto l'egida della Protezione Civile, blinderanno questa nostra meravigliosa isola. La citta' di Troia aveva alte mura inespugnabili, ma per la cecita' dei suoi governanti anzicche' dare fuoco al cavallo e ai trenta soldati greci, fu espugnata e distrutta. Cinque miliardi di euro sono tanti. Ma mi e' stato insegnato che le cose che veramente contano, Pregiatissimo Presidente, sono quelle che nessun denaro potra' mai comprare. Palermo , 27 giugno 2010 Donatella Costa Presidente Rifiuti Zero Palermo costa_donatella@libero.it

Cuffaro Genchi Pellerito e i 4 Termovalorizzatori


CRONOLOGIA DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI

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CATANZARO COSTRUZIONI - PRETRATTAMENTO FAVARA (AG) 14/11/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [pratica incompleta] 12/04/06: la C.P.T.A. di Agrigento non ha ancora espresso parere. PLATANI ENERGIA AMBIENTE PRETRATTAMENTO CASTELTERMINI (CL) /CAMPOFRANCO (AG) 07/11/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [pratica incompleta] 12/04/06: n la C.P.T.A. di Agrigento n il Comune di Campofranco hanno espresso parere. PLATANI ENERGIA AMBIENTE INCENERITORE CASTELTERMINI (CL) /CAMPOFRANCO (AG) 07/11/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [pratica incompleta] 06/02/06: la CPTA di Caltanissetta trasmette parere 12/04/06: il Servizio 3 rigetta la richiesta di autorizzazione SICIL POWER PRETRATTAMENTO CATANIA 22/12/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [Servizio 3 non operativo] (*) 13/04/06: il Servizio 3 emana il decreto di autorizzazione. SICIL POWER PRETRATTAMENTO MAZZARR S.ANDREA 23/02/06: la Ditta richiede intervento sostitutivo [pratica incompleta] 06/03/06: la CPTA trasmette la documentazione completa 12/4/06: non risulta che la Ditta abbia fatto la V.I.A. SICIL POWER INCENERITORE PATERN 22/12/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [pratica incompleta] 12/04/06: manca parere del Comune nonostante richieste del 7/12/04, 18/7/05 e 28/3/06. La CPTA non ha ancora verificato la congruit con il D. Lgs. 133/05, richiesta il 28/7/05 e il 28/3/06.

TIFEO ENERGIA AMBIENTE PRETRATTAMENTO MODICA (RG) 07/11/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [pratica incompleta]

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12/04/06: il Comune di Modica non ha fornito i chiarimenti richiesti con note del 22.02.05, 18.07.05 e 28.03.06. TIFEO ENERGIA AMBIENTE PRETRATTAMENTO AUGUSTA (SR) 22/10/05: la CPTA trasmette parere ed incartamento 07/11/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [Servizio 3 non operativo] (*) 13/04/06: emanato il decreto di autorizzazione;. . TIFEO ENERGIA AMBIENTE INCENERITORE AUGUSTA (SR) 07/11/05 e 28/12/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [Servizio 3 non operativo] (*) 22/10/05: la CPTA trasmette il parere 30/11/05: il Comune trasmette il parere 12/04/06: il Servizio 3 rigetta la richiesta di autorizzazione PALERMO ENERGIA AMBIENTE PRETRATTAMENTO PALERMO 07/11/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [pratica incompleta] 03.08.05: il Comune esprime il parere 12/04/06: nessun parere pervenuto dalla CPTA. PALERMO ENERGIA AMBIENTE INCENERITORE PALERMO 07/11/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [pratica incompleta] 03.08.05: il Comune esprime il parere 12/04/06: manca la verifica della CPTA sulla congruit con il D. Lgs. 133/05, chiesta con note del 28.07.05 e del 28.03.06. (*)N.B. 19/09/05 28/02/06: per effetto della ristrutturazione del Dipartimento e della revoca di tutti gli incarichi dirigenziali non ci sono dirigenti in servizio presso il Servizio 3, che non , quindi, operativo

Dipartimento Territorio Ambiente Prot. 65316 del 11/09/2007

Oggetto : Commissione parlamentare dinchiesta sui rifiuti Audizione del 25/07/2007 Al Presidente della Regione Palazzo dOrleans 13

Palermo

Si appreso con vivo stupore, dal sito web di radio radicale, delle dichiarazioni rese dalla S.V. nellaudizione della Commissione parlamentare dinchiesta sui rifiuti del 25/07/2007, relative a presunti comportamenti omissivi e ad asserite impugnative di atti e denunce operate dallo scrivente, il tutto riguardante la materia delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera degli impianti di incenerimento dei rifiuti. Invero, sia il tono che il contenuto delle affermazioni fanno immediatamente propendere allo scrivente per un probabile difetto delle informazioni che sono state fornite alla S.V. Infatti, se i comportamenti omissivi lamentati avessero avuto un minimo di fondamento e di sussistenza, allora si dovrebbe convenire per fatti e situazioni di notevole gravit. Ma - appare persino superfluo ricordarlo - in casi del genere, cio di acclarata inerzia dei compiti e delle responsabilit dirigenziali, sovviene la legge n. 10/2000, laddove allart. 7, comma g, ed allart. 8, comma d, prevede espressamente lattivazione dei poteri sostitutivi, a secondo delle situazioni, da parte del Dirigente Generale o del Dirigente di Area o Servizio. Labnormit della durata della presunta omissione, indicata in 412 o pi giorni, contrasta con leventuale applicazione delle norme di cui sopra, anzi, il fatto stesso che non sia stato adottato proprio alcun intervento sostitutivo, n sullo scrivente, responsabile del provvedimento, n sul dott. Alessandro Pellerito, responsabile del procedimento, non potrebbe che fare concludere per la totale assenza di comportamenti ed atti omissivi. Ad entrambi, peraltro, non mai pervenuto alcun richiamo sui fatti specifici, come invece affermato dalla S.V., n si mai avuta percezione o notizia di qualcosa di simile. Ed infatti, la correttezza dello scrivente e del dott. Pellerito appare conclamata in tutto e per tutto dalla sequenza cronologica degli avvenimenti e degli atti amministrativi che sono stati trasmessi di volta in volta alla Struttura Commissariale e che ad essa sono, quindi, ben noti. Di essi la S.V. trover prova e conferma nei due prospetti Cronologia degli atti amministrativi e Sintesi cronologica sui 4 inceneritori autorizzati con Decreto interministeriale, allegati alla presente, che riassumono sinteticamente, ma esaurientemente, i passaggi cardine delliter procedurale seguito. Dallesame dei prospetti emerge con estrema chiarezza: a) Alle date delle richieste delle Ditte dellintervento sostitutivo del Ministero dellAmbiente, pressoch tutte le pratiche erano incomplete in alcune o pi parti, in particolare nessuna di quelle riguardanti gli impianti di incenerimento era completata ai sensi del D.Lgs. n. 133/2005, come peraltro sottolineato dalla Direzione DSA dello stesso Ministero con la nota n. 0033030 del 21/12/2005; il Servizio 3, quindi, non era nelle condizioni di emettere alcun provvedimento, sia positivo che negativo; b) Per effetto della ristrutturazione del Dipartimento Territorio e Ambiente il Servizio 3 rimasto privo di dirigenti incaricati dal 19/09/2005 al 28/02/2006; lo scrivente ed il dott. Pellerito sono stati tenuti senza contratto per oltre 5 mesi con la conseguente decurtazione dellindennit dirigenziale; non appena reinseriti nelle proprie funzioni si proceduto immediatamente con le pratiche nel frattempo definitesi. 14

Tanto basta per concludere che nessun dirigente del Servizio 3 si tenuto pratiche nel cassetto, n, tanto meno, ha omesso di rilasciare autorizzazioni per procedimenti che fossero completati e definiti in tutti i passaggi amministrativi. Per quanto riguarda il resto delle dichiarazioni della S.V. appena il caso di rilevare che lo scrivente non solo non ha impugnato alcun atto relativo alla vicenda, ma totalmente alloscuro dellasserita impugnativa che gli si attribuisce. Altrettanto incomprensibile ed oscuro il riferimento ad una presunta denuncia che lo scrivente avrebbe sporto nei confronti della S.V. in relazione ad una riunione, completamente ignota, che si sarebbe svolta allAssessorato Territorio e Ambiente tra la S.V. ed i Direttori. Trattasi di azioni, fatti e circostanze assolutamente estranee e sconosciute per lo scrivente, di cui appaiono incomprensibili motivi ed origini. Per quanto sopra rappresentato si chiede alla S.V. di voler fornire alla Commissione parlamentare le precisazioni che il caso comporta. Infine, si coglie loccasione per rappresentare alla S.V. la farraginosit delliter amministrativo riguardante il rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, che tanti problemi ha creato in passato ed anche nel caso in questione. Ebbene, nonostante le semplificazioni procedurali introdotte dal D.Lgs. n. 152/06 ed applicate nel corso del 2006 dagli Uffici diretti dallo scrivente e dal dott. Pellerito, si assistito dal mese di gennaio di questanno ad opera del Dipartimento Territorio e Ambiente ad una inopinata involuzione delle procedure con relativo ripristino dei pareri delle CPTA. Sulla materia, che comporta un aggravio di spesa di oltre 300.000 euro/anno per il bilancio regionale (spese di sopravvivenza di organismi obsoleti quali le CPTA) e di circa 3.000.000 di euro/anno (spese di sopravvivenza degli uffici di segreteria, il cui personale potrebbe essere impiegato fruttuosamente in altri settori dellAmministrazione), lo scrivente trasmetter, separatamente, apposito rapporto alla SV. Il Dirigente Chimico Dott. Gioacchino Genchi

Dipartimento Territorio Ambiente Prot. 65316 del 11/09/2007

Oggetto : Commissione parlamentare dinchiesta sui rifiuti Audizione del 25/07/2007 Al Presidente della Regione Palazzo dOrleans Palermo

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Si appreso con vivo stupore, dal sito web di radio radicale, delle dichiarazioni rese dalla S.V. nellaudizione della Commissione parlamentare dinchiesta sui rifiuti del 25/07/2007, relative a presunti comportamenti omissivi e ad asserite impugnative di atti e denunce operate dallo scrivente, il tutto riguardante la materia delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera degli impianti di incenerimento dei rifiuti. Invero, sia il tono che il contenuto delle affermazioni fanno immediatamente propendere allo scrivente per un probabile difetto delle informazioni che sono state fornite alla S.V. Infatti, se i comportamenti omissivi lamentati avessero avuto un minimo di fondamento e di sussistenza, allora si dovrebbe convenire per fatti e situazioni di notevole gravit. Ma - appare persino superfluo ricordarlo - in casi del genere, cio di acclarata inerzia dei compiti e delle responsabilit dirigenziali, sovviene la legge n. 10/2000, laddove allart. 7, comma g, ed allart. 8, comma d, prevede espressamente lattivazione dei poteri sostitutivi, a secondo delle situazioni, da parte del Dirigente Generale o del Dirigente di Area o Servizio. Labnormit della durata della presunta omissione, indicata in 412 o pi giorni, contrasta con leventuale applicazione delle norme di cui sopra, anzi, il fatto stesso che non sia stato adottato proprio alcun intervento sostitutivo, n sullo scrivente, responsabile del provvedimento, n sul dott. Alessandro Pellerito, responsabile del procedimento, non potrebbe che fare concludere per la totale assenza di comportamenti ed atti omissivi. Ad entrambi, peraltro, non mai pervenuto alcun richiamo sui fatti specifici, come invece affermato dalla S.V., n si mai avuta percezione o notizia di qualcosa di simile. Ed infatti, la correttezza dello scrivente e del dott. Pellerito appare conclamata in tutto e per tutto dalla sequenza cronologica degli avvenimenti e degli atti amministrativi che sono stati trasmessi di volta in volta alla Struttura Commissariale e che ad essa sono, quindi, ben noti. Di essi la S.V. trover prova e conferma nei due prospetti Cronologia degli atti amministrativi e Sintesi cronologica sui 4 inceneritori autorizzati con Decreto interministeriale, allegati alla presente, che riassumono sinteticamente, ma esaurientemente, i passaggi cardine delliter procedurale seguito. Dallesame dei prospetti emerge con estrema chiarezza: a) Alle date delle richieste delle Ditte dellintervento sostitutivo del Ministero dellAmbiente, pressoch tutte le pratiche erano incomplete in alcune o pi parti, in particolare nessuna di quelle riguardanti gli impianti di incenerimento era completata ai sensi del D.Lgs. n. 133/2005, come peraltro sottolineato dalla Direzione DSA dello stesso Ministero con la nota n. 0033030 del 21/12/2005; il Servizio 3, quindi, non era nelle condizioni di emettere alcun provvedimento, sia positivo che negativo; b) Per effetto della ristrutturazione del Dipartimento Territorio e Ambiente il Servizio 3 rimasto privo di dirigenti incaricati dal 19/09/2005 al 28/02/2006; lo scrivente ed il dott. Pellerito sono stati tenuti senza contratto per oltre 5 mesi con la conseguente decurtazione dellindennit dirigenziale; non appena reinseriti nelle proprie funzioni si proceduto immediatamente con le pratiche nel frattempo definitesi. Tanto basta per concludere che nessun dirigente del Servizio 3 si tenuto pratiche nel cassetto, n, tanto meno, ha omesso di rilasciare autorizzazioni per procedimenti che fossero completati e definiti in tutti i passaggi amministrativi. 16

Per quanto riguarda il resto delle dichiarazioni della S.V. appena il caso di rilevare che lo scrivente non solo non ha impugnato alcun atto relativo alla vicenda, ma totalmente alloscuro dellasserita impugnativa che gli si attribuisce. Altrettanto incomprensibile ed oscuro il riferimento ad una presunta denuncia che lo scrivente avrebbe sporto nei confronti della S.V. in relazione ad una riunione, completamente ignota, che si sarebbe svolta allAssessorato Territorio e Ambiente tra la S.V. ed i Direttori. Trattasi di azioni, fatti e circostanze assolutamente estranee e sconosciute per lo scrivente, di cui appaiono incomprensibili motivi ed origini. Per quanto sopra rappresentato si chiede alla S.V. di voler fornire alla Commissione parlamentare le precisazioni che il caso comporta. Infine, si coglie loccasione per rappresentare alla S.V. la farraginosit delliter amministrativo riguardante il rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, che tanti problemi ha creato in passato ed anche nel caso in questione. Ebbene, nonostante le semplificazioni procedurali introdotte dal D.Lgs. n. 152/06 ed applicate nel corso del 2006 dagli Uffici diretti dallo scrivente e dal dott. Pellerito, si assistito dal mese di gennaio di questanno ad opera del Dipartimento Territorio e Ambiente ad una inopinata involuzione delle procedure con relativo ripristino dei pareri delle CPTA. Sulla materia, che comporta un aggravio di spesa di oltre 300.000 euro/anno per il bilancio regionale (spese di sopravvivenza di organismi obsoleti quali le CPTA) e di circa 3.000.000 di euro/anno (spese di sopravvivenza degli uffici di segreteria, il cui personale potrebbe essere impiegato fruttuosamente in altri settori dellAmministrazione), lo scrivente trasmetter, separatamente, apposito rapporto alla SV. Il Dirigente Chimico Dott. Gioacchino Genchi

SINTESI CRONOLOGICA SUI 4 INCENERITORI AUTORIZZATI CON DECRETO INTERMINISTERIALE


Inceneritore di PALERMO 19 luglio 2004 Palermo Energia Ambiente presenta listanza 12 ottobre 2004 La C.P.T.A. di Palermo esprime parere favorevole 30 novembre 2004 La Ditta, a parere gi espresso, trasmette integrazioni e chiarimenti alla C.P.T.A. 28 luglio 2005 Il Servizio 3 dellAssessorato Regionale Territorio e Ambiente invita la CPTA a verificare la congruit del progetto con il D. Lgs. 133/2005. Non verr dato seguito nonostante i solleciti. 3 agosto 2005 Il Comune di Palermo esprime parere favorevole (*)19 settembre 2005 28 febbraio 2006 per effetto della ristrutturazione del Dipartimento e della revoca di tutti gli incarichi dirigenziali non ci sono dirigenti in servizio presso il Servizio 3 7 novembre 2005 La Ditta chiede lintervento sostitutivo al Ministero 17

15 febbraio 2006 I Ministeri rilasciano lautorizzazione ex DPR 203/88, pur citando, nelle premesse, che tali progetti dovevano essere assoggettati al D. Lgs. 59/06 (non si comprende il motivo per cui abbiano rilasciato lautorizzazione ex DPR 203). 10 maggio 2006 Il Ministero comunica allAssessorato di aver rilasciato lautorizzazione. Il Servizio 3 dellAssessorato Regionale Territorio e Ambiente, in assenza della valutazione di congruit al D. Lgs. 133/05 da parte del proprio organo consultivo, non ha potuto rilasciare il provvedimento finale di competenza. Si evidenzia che il progetto approvato carente nella descrizione di alcuni punti di abbattimento degli inquinanti in emissione e presenta incongruit tra i dati dichiarati di portata e di flusso di massa. Inceneritore di CASTELTERMINI (AG)/ CAMPOFRANCO (CL) (ricade sui territori di due Comuni e due Province) 16 giugno 2004 Platani Energia Ambiente presenta listanza 28 ottobre 2004 La C.P.T.A. di Agrigento rilascia un parere non esplicito nelle conclusioni 5 agosto 2005 Il Comune di Casteltermini esprime parere contrario 11 agosto 2005 Il Comune di Campofranco esprime parere contrario (*)19 settembre 2005 28 febbraio 2006 per effetto della ristrutturazione del Dipartimento e della revoca di tutti gli incarichi dirigenziali non ci sono dirigenti in servizio presso il Servizio 3 7 novembre 2005 La Ditta chiede lintervento sostitutivo 14 dicembre 2005 La C.P.T.A. di Caltanissetta rilascia un parere. 12 aprile 2006 Il Servizio 3 dellAssessorato Regionale Territorio e Ambiente esprime diniego al rilascio dellautorizzazione 10 maggio 2006 Il Ministero comunica di aver rilasciato il 10 febbraio 2006 lautorizzazione ex DPR 203/88, pur citando, nelle premesse, che tali progetti dovevano essere assoggettati al D. Lgs. 59/06 (non si comprende il motivo per cui abbiano rilasciato lautorizzazione ex DPR 203). Si evidenzia che il progetto approvato carente nella descrizione di alcuni punti di abbattimento degli inquinanti in emissione e presenta incongruit tra i dati dichiarati di portata e di flusso di massa. Inceneritore di PATERN0 3 dicembre 2004 Sicilpower completa listanza 3 dicembre 2004 La C.P.T.A. di Catania esprime parere favorevole 7 dicembre 2004 Il Servizio 3 dellAssessorato Regionale Territorio e Ambiente chiede al Sindaco di esprimere parere 18 luglio 2005 Il Servizio 3 dellAssessorato Regionale Territorio e Ambiente reitera al Sindaco la richiesta di esprimere parere (*)19 settembre 2005 28 febbraio 2006 per effetto della ristrutturazione del Dipartimento e della revoca di tutti gli incarichi dirigenziali non ci sono dirigenti in servizio presso il Servizio 3 22 dicembre 2005 La Ditta chiede lintervento sostitutivo 18

28 marzo 2006 Il Servizio 3 dellAssessorato Regionale Territorio e Ambiente chiede notizie sulleventuale commissariamento del Comune 10 maggio 2006 Il Ministero comunica di aver rilasciato il 10 febbraio 2006 lautorizzazione ex DPR 203/88, pur citando, nelle premesse, che tali progetti dovevano essere assoggettati al D. Lgs. 59/06 (non si comprende il motivo per cui abbiano rilasciato lautorizzazione ex DPR 203). 30 maggio 2006 Il Comune esprime parere negativo 21 giugno 2006 La CPTA fissa nuovi limiti alle emissioni in atmosfera, applicando quelli del D. Lgs. 133/05 Il Servizio 3 dellAssessorato Regionale Territorio e Ambiente solo dopo il 30 maggio avrebbe potuto rilasciare un provvedimento finale. Si evidenzia che il progetto approvato carente nella descrizione di alcuni punti di abbattimento degli inquinanti in emissione e presenta incongruit tra i dati dichiarati di portata e di flusso di massa. Inceneritore di AUGUSTA 24 maggio 2005 Tifeo Energia Ambiente presenta il nuovo progetto che prevede 3 linee (*)19 settembre 2005 28 febbraio 2006 per effetto della ristrutturazione del Dipartimento e della revoca di tutti gli incarichi dirigenziali non ci sono dirigenti in servizio presso il Servizio 3 7 novembre 2005 La Ditta, ad istruttoria sospesa in quanto in attesa di integrazioni, chiede lintervento sostitutivo 15 novembre 2005 La Ditta trasmette integrazioni alla CPTA 30 novembre 2005 Il Comune esprime parere negativo 12 dicembre 2005 La Ditta trasmette ancora integrazioni alla CPTA 14 dicembre 2005 La CPTA di Siracusa esprime parere favorevole 29 dicembre 2005 La Ditta integra e modifica la richiesta di intervento sostitutivo 12 aprile 2006 Il Servizio 3 dellAssessorato Regionale Territorio e Ambiente esprime diniego al rilascio dellautorizzazione 10 maggio 2006 Il Ministero comunica di aver rilasciato il 10 febbraio 2006 lautorizzazione ex DPR 203/88, pur citando, nelle premesse, che tali progetti dovevano essere assoggettati al D. Lgs. 59/06 (non si comprende il motivo per cui abbia rilasciato lautorizzazione ex DPR 203). Si evidenzia che il progetto approvato carente nella descrizione di alcuni punti di abbattimento degli inquinanti in emissione e presenta incongruit tra i dati dichiarati di portata e di flusso di massa. Inoltre lintervento sostitutivo stato chiesto pur essendo sospesi i termini di istruttoria, in quanto erano state richieste integrazioni. (*) Vedasi documento delle 4Coincidenze

La vicenda dei termovalorizzatori Genchi Pellerito Assessorato Cudffaro Lombardo....


ASSESSORI INDAGATI

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'Nessun intervento contro lo smog' i pm indagano Lombardo e Cuffaro 17 giugno 2011 pagina 2 sezione: PALERMO QUESTA volta, il presidente Raffaele Lombardo non deve fare i conti con pentiti e intercettazioni, ma con una montagna di numeri che non dicono niente di buono sulla qualit dell' aria in Sicilia. Per mesi, quei numeri sono stati raccolti dalla Procura di Palermo nelle centraline di rilevamento dell' inquinamento atmosferico sparse per le nove province siciliane. I pm Geri Ferrara e Claudia Bevilacqua hanno fatto anche di pi: hanno chiesto ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di andare alla Regione e di prendere i vecchi dati sull' aria in Sicilia, fin dal 2002. Il quadro emerso sconfortante per la salute dei siciliani. Cos nato l' ultimo atto d' accusa contro Lombardo e il suo predecessore, Salvatore Cuffaro, che si trova in carcere a scontare una condanna per favoreggiamento alla mafia. Le nuove imputazioni sono di omissione d' atti d' ufficio e getto pericoloso di cose. Secondo la ricostruzione della Procura di Palermo, i due governatori della Sicilia non avrebbero adottato tutte le misure previste dalla legge per fronteggiare l' emergenza inquinamento. In particolare, le giunte avrebbero dovuto attuare un piano di risanamento specifico per la qualit dell' aria. Adesso, i pm chiamano in causa anche gli assessori al Territorio e all' ambiente che si sono succeduti nel tempo. Sono Mario Parlavecchio (in servizio dal 2003 al 2004); Francesco Cascio, attuale presidente dell' Assemblea regionale, che ha ricoperto la carica di assessore all' Ambiente dal 2004 al 2006; Rossana Interlandi (per il 20062008); Giuseppe Sorbello (2008-2009); Mario Milone, oggi assessore al Comune di Palermo, nel 2009 alla Regione; Giovanni Di Mauro (2010) e Gianmaria Calogero Sparma, assessore regionale da ottobre 2010. Dunque, anche i titolari della delega all' ambiente saranno chiamati in giudizio fra una ventina di giorni, quando i procuratori aggiunti Leonardo Agueci e Nino Gatto formalizzeranno la richiesta di rinvio a giudizio. Lombardo affida la sua difesa a una nota: Il piano regionale di coordinamento della qualit dell' aria-ambiente stato modificato e aggiornato nel 2008, spiega. Nello stesso anno la Regione ha realizzato l' inventario regionale delle emissioni in ambiente, la valutazione della qualit dell' aria e sempre nel 2008 la zonizzazione del territorio regionale. Il governatore parla anche dell' attivazione di un tavolo di coordinamento regionale e di alcuni tavoli provinciali, per arrivare - dice - alla concertazione di tutte le azioni da porre in essere per la tutela della qualit dell' aria. Nell' autodifesa di Lombardo figura anche un piano per la ridislocazione delle reti di monitoraggio. Ma alla Procura di Palermo, che in questi mesi ha acquisito numerosi documenti alla Regione, non bastato. Nel capo d' imputazione notificato ieri pomeriggio si parla di prolungata esposizione della popolazione a valori di inquinanti dell' aria superiori ai limiti fissati dalla normativa nazionale e comunitaria. Nel fascicolo sono finite decine di segnalazioni di funzionari e tecnici dell' assessorato all' Ambiente, per far partire le contro misure concrete all' inquinamento, per far partire le contro misure c o n c r e t e all' inquinamento, e non solo piani di studio, tavoli tecnici e monitoraggi. Anche per questa ragione, i funzionari che inizialmente erano stati indagati dalla Procura usciranno probabilmente di scena, con una richiesta 20

di archiviazione. Loro avevano fatto il loro dovere, sollecitando un intervento politico. Legambiente annuncia gi una costituzione di parte civile e attacca: In questi anni la Regione non ha mai affrontato la vicenda nonostante le nostre sollecitazioni. - SALVO PALAZZOLO

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/06/17/nessunintervento-contro-lo-smog-pm-indagano.html http://larinascitadiisoladellefemmine.blogspot.com/2011/06/blog-post.html

Incompatibile con i veleni di Tot


Gioacchino Genchi, ex leader del movimento studentesco palermitano del '68, tutto poteva immaginare nella vita, tranne che avrebbe avuto di nuovo a che fare, quasi quarant'anni dopo il '68, con quel tipo strano che frequentava le assemblee del collettivo della facolt di scienze e poi andava a denunciare gli studenti alla polizia. Quel tipo strano, che gli stessi studenti allontanarono a calci nel sedere dall'universit appena scoprirono che era un infiltrato, un paio di mesi fa diventato nientemeno che direttore generale del dipartimento territorio e ambiente nel medesimo assessorato della Regione Sicilia, dove Gioacchino Genchi dirige da diversi anni l'importante Servizio 3, quello che si occupa della tutela dall'inquinamento atmosferico. L'ex infiltrato - peraltro reo confesso nel movimento studentesco, ex militante del Msi e poi di An, e ora alto dirigente regionale in quota dell'Mpa di Raffaele Lombardo, insomma il suo nuovo capo gerarchico e in virt di questo potere l'8 gennaio scorso ha deciso che per ordini superiori Gioacchino Genchi non deve pi dirigere quel Servizio. Senza curarsi minimamente della legge (la numero 241 del '90 sui procedimenti amministrativi), Pietro Tolomeo, il suddetto direttore generale, ha quindi preso carta e penna e senza alcuna motivazione n preavviso gli ha revocato l'incarico in seduta stante, destinandolo in un'altra sede. Conseguentemente a ci e ribadendo la richiesta gi avanzata per le vie brevi stata la sua intimazione scritta le si chiede di consegnare immediatamente allo scrivente tutta la documentazione e il registro di protocollo interno relativi al Servizio 3 ancora in suo possesso. Dalle parole poi passato ai fatti. Di fronte alle resistenze di Genchi a lasciare il suo posto di lavoro, Tolomeo che come avrete gi capito uno che gli ordini superiori li esegue davvero alla lettera ha infatti cominciato lui stesso a sgomberare scaffali e scrivanie dall'ufficio del funzionario, tentando, in sua assenza, di prelevare anche documenti dal suo computer. Ma non finita, perch Tolomeo - che un tipo abbastanza grosso di statura e a quanto pare anche abbastanza manesco -, l'11 gennaio, e cio tre giorni dopo aver dato il benservito a Genchi, visto che quest'ultimo e uno dei suoi collaboratori insistevano cercando di fargli capire che la revoca dell'incarico senza giustificato motivo nulla, e che proprio per questo motivo i documenti che lui pretendeva non glieli avrebbero consegnati, Pietro Tolomeo 21

saltato su tutte le furie e si avventato fisicamente addosso ai due interlocutori.

Perch e per conto di chi? Adesso tutta questa storia nelle mani della magistratura, alla quale Gioacchino Genchi contro la cui rimozione sono scesi in piazza ambientalisti, comitati di cittadini, sindacati o di base e politici regionali si subito rivolto per difendere i suoi diritti. Ma a questo punto la domanda : perch Pietro Tolomeo ha fatto quello che abbiamo appena raccontato?, o meglio: per conto di chi ha eseguito quell'ordine superiore come ha lui stesso confidato a Genchi? Date le caratteristiche del personaggio, tutte le ipotesi sono ovviamente plausibili, ma tendiamo ad escludere che si sia trattato di una sua vendetta postuma per i fatti universitari del secolo scorso. Il suo passato di fascista e di spia della polizia, a parte i metodi, al 99,9% non ha alcun legame con l'epurazione dell'ex leader sessantottino dal Servizio antinquinamento. Un Servizio bene sottolinearlo che come il fumo negli occhi sia per le grandi lobby chimiche che operano nell'isola che per lo stesso potere siciliano. Le origini della rimozione di Genchi, gi vittima l'anno scorso di una simile ritorsione, vanno quindi rintracciate tra i numerosi provvedimenti che il Servizio 3 da lui diretto stava per emettere o ha emesso nei mesi pi recenti. Tra questi la clamorosa chiusura della distilleria Bertolino di Partinico, la pi grande e la pi inquinante fabbrica etilica d'Europa, di propriet della cognata dell'ex ministro dei lavori pubblici di Cosa nostra, Angelo Siino (poi pentito) e nella quale si sarebbero, fra l'altro, tenute varie riunioni della Cupola di Bernardo Provenzano. Poi ci sono le drastiche misure nei confronti di alcune industrie catanesi del mattone che impastavano ceramica con i fanghi tossici dei petrolchimici del siracusano, e del cementificio di Isola delle Femmine (Italcementi) per l'uso del Pet Coke come combustibile per alimentare gli impianti che da anni avvelenano terra mare e cielo della localit alle porte di Palermo. Insomma di interventi scomodi il direttore del Servizio 3 ne ha firmati parecchi e altri ne aveva in serbo, come quelli rivolti ai petrolchimici di Gela, Augusta e Priolo. Ma gli indizi maggiori della sua rimozione portano dritti dritti ai quattro mega inceneritori di rifiuti che il presidente della regione Tot Cuffaro vuole realizzare a tutti i costi in Sicilia: un business colossale di circa 2 miliardi di euro che non pu, anzi non deve assolutamente sfumare per colpa di un funzionario troppo ligio al proprio dovere, e che soprattutto non intende piegarsi alle pressioni del governatore. A Genchi il piano rifiuti di Cuffaro non mai piaciuto, c' troppa puzza di bruciato. E infatti non lo ha mai approvato. Ma non lo ha bocciato per un capriccio politico. Tant' che nessuno, neanche lo stesso Cuffaro, gli ha mai mosso un simile rimprovero. Il no del Servizio 3 alle autorizzazioni delle 22

emissioni di gas in atmosfera preliminari per l'avvio dei cantieri tende semplicemente ad applicare le normative, italiane ed europee, sulla tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini. I quattro inceneritori previsti a Palermo, Patern, Augusta e Casteltermini oltre ad essere sovrastimati per lo smaltimento dei rifiuti prodotti dalla Sicilia, emettono una quantit di diossina dieci volte superiore ai limiti massimi tollerati ma non auspicati dall'Organizzazione mondiale della sanit (Oms) per l'organismo umano. Un esempio pratico: con l'entrata a regime dell'inceneritore palermitano di Bellolampo ai 750 mila residenti del capoluogo siciliano verrebbe inflitta la stessa overdose di polveri tossiche e nocive tollerata ma non auspicata per una megalopoli di 7 milioni e mezzo di abitanti. Inoltre, contro gli inceneritori, c' l'opposizione dei sindaci dei luoghi in cui sono previsti, che in quanto responsabili della salute, per legge, vanno ascoltati. Per queste ragioni dice Genchi abbiamo ritenuto che i quattro inceneritori sono incompatibili con il territorio e le popolazioni. Verdetto gi scritto il verdetto che il responsabile del Servizio 3 ha scritto gi un anno e mezzo fa, quando gli inceneritori cominciavano a muovere i primi passi. Un verdetto che per Gioacchino Genchi non ha fatto in tempo a emettere formalmente, perch proprio nel momento in cui stava per farlo, Tot Cuffaro, annusata l'aria al secondo piano di via Ugo La Malfa 169, blocc in extremis la sentenza. In che modo? Esattamente come stato per la seconda volta fatto l'8 gennaio scorso: rimuovendo Genchi dalla direzione del Servizio. Ma nel settembre 2005 il governatore siciliano fece male i calcoli. Pensava che una volta eliminato Genchi dal Servizio 3, il problema per gliintoccabili 4 sarebbe stato definitivamente risolto. Ma non tutte le ciambelle riescono con il buco, evidentemente. Tant' che ancora oggi la questione inceneritori tutt'altro che chiusa. Sono cos tante le irregolarit riscontrate nelle procedure che hanno consentito l'avvio dei cantieri, che nessuno sa esattamente come andr a finire. C' l'inchiesta della magistratura di Palermo sui bandi di gara (gran parte degli appalti se li sono aggiudicati varie societ capitanate dal gruppo Falk) pubblicati soltanto in Italia e non in tutta Europa come invece stabilisce la normativa; c' poi la procedura d'infrazione della corte europea di giustizia per violazione della direttiva Ue sulla raccolta differenziata dei rifiuti, relegata dal piano Cuffaro ad optional anche rispetto al decreto Ronchi del '97; e c', soprattutto, l'indagine amministrativa del ministro dell'ambiente Pecoraro Scanio che ha riscontrato, otto mesi fa, gravi illeciti sulle autorizzazioni delle emissioni in atmosfera concesse alle ditte appaltatrici dal suo predecessore Altero Matteoli. Fu infatti l'ex ministro di An ad acquisire i poteri sostitutivi sulle stesse concessioni una volta azzerata l'autorit siciliana (Genchi) istituzionalmente preposta a farlo. Era il mese di giugno del 2006, quando Matteoli e gli altri due ministri Francesco Storace (salute) e Pietro Lunardi (attivit produttive), proprio nell'ultimo giorno del governo Berlusconi a palazzo Chigi diedero il via libera 23

agli inceneritori. Ma i nulla osta, come peraltro fecero notare tre tecnici dello stesso ministero a Matteoli, non potevano essere concessi perch erano abbondantemente scaduti i termini di legge. Erano passati pi di 900 giorni dal momento in cui le ditte ne avevano fatto richiesta. La normativa prevede che tali risposte devono essere invece date entro 90 giorni. Le autorizzazioni alle emissioni di gas serra sono dunque illegittime e in quanto tali andrebbero annullate. Dopo l'indagine Pecoraro Scanio annuncia effettivamente di volerle revocare, ma la revoca non mai avvenuta, perch il ministro verde non riuscito ad avere il benestare degli altri due ministri Livia Turco (sanit) e Pierluigi Bersani (sviluppo economico). arrivata invece la sospensione per 60 giorni dei cantieri intanto avviati. Il decreto interministeriale di questi giorni ed la sostanziale ratifica delle conclusioni della conferenza dei servizi tenutasi a Roma il 22 novembre scorso con la partecipazione dello stesso Cuffaro. Ed proprio in questa assise che emerge la possibilit concreta che la decisione ultima sulle autorizzazioni per le emissioni torni di nuovo a Palermo, e precisamente al servizio antinquinamento di via la Malfa, ossia nello stesso luogo da cui era stata maldestramente sottratta nel settembre 2005 con la prima rimozione di Genchi. Tot Cuffaro torna cos a tremare. preoccupatissimo. Toglie perfino il saluto all'allora direttore generale del dipartimento ambiente e territorio Giovanni Lo Bue, colpevole, a suo dire, di non aver fatto un buon lavoro sospendendo l'anno prima Genchi per soli cinque mesi. Al funzionario scomodo stata infatti restituita la direzione del Servizio 3, dove da questo momento in poi siamo alla fine del 2006 -si potrebbero appunto ridiscutere le sorti degli inceneritori. a questo punto che entra in campo Tolomeo il manesco. Dopo anni passati a capo di una struttura regionale di ultimo ordine, stato appena nominato al vertice di un dipartimento importantissimo. l'uomo giusto al posto giusto per scatenare la seconda guerra preventiva al temuto responsabile del Servizio 3. una guerra lampo che Tolomeo mette in pratica, come si diceva, l'8 gennaio, quando Gioacchino Genchi, con i metodi fascistoidi che abbiamo visto, viene nuovamente rimosso dall'incarico. Al suo posto ora c' un geologo, Salvatore Anz, che a quanto si vocifera in assessorato non avrebbe alcuna preparazione sui nuovi compito che lo aspettano. Ma un aspetto del tutto secondario. La cosa pi importante che sia persona assolutamente affidabile per gli obiettivi di sua maest Tot Cuffaro. Massimo Giannetti, Palermo Il manifesto, 18 febbraio 2007

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Il grande business degli inceneritori 3mila miliardi in 20 anni per bruciare tutti i rifiuti siciliani
La Sicilia non soltanto la regione tra le pi inquinate d'Italia. anche la regione che per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti tra le ultime nella classifica della raccolta differenziata: intorno al 3%. Percentuale che per legge dovrebbe essere portata al 40% entro il 2008 e al 60% entro il 2011. Se cos dovranno andare le cose, perch allora costruire quattro mega inceneritori progettati per bruciare pi o meno la stessa quantit di rifiuti prodotti annualmente dalla regione, pari a due milioni e 252 mila tonnellate? Se venisse rispettata la normativa sulla raccolta differenziata la quantit di rifiuti destinata all'incenerimento dimezzerebbe in cinque anni. Ecco perch gli inceneritori sono fortemente contestati dagli ambientalisti e dalle comunit locali. Ma i rifiuti sono un business troppo ghiotto: infatti di 75 euro per ogni tonnellata di rifiuti consegnata agli impianti il budget che le ditte riceveranno se i quattro mostri dovessero diventare realt. A conti fatti, esclusi gli introiti che ne deriverebbero dalla vendita all'Enel dell'energia elettrica prodotta dagli stessi inceneritori, un affare di almeno tremila miliardi in venti anni, tanti quanti ne prevede il bando di gara per la gestione degli impianti da parte delle ditte vincitrici degli appalti.

Superburocrate sfiduciato, guerra tra dirigenti al Territorio


ormai guerra aperta tra il direttore del dipartimento regionale Territorio, Pietro Tolomeo, e il dirigente del servizio Tutela dallinquinamento atmosferico, Gioacchino Genchi, di cui Tolomeo ha disposto lo spostamento al servizio qualit delle acque. Ieri lassemblea nazionale dei Cobas ha espresso solidariet a Genchi - funzionario che sin dagli anni Settanta si impegnato nella difesa dellambiente, e che in mattinata ha partecipato a una manifestazione delle Rdb davanti allassessorato di via La Malfa - accusando la Regione di averlo sospeso dallimpiego. Non c nessuna sospensione, Genchi stato semplicemente assegnato a un incarico che aveva ricoperto per anni - si difende Tolomeo - e si conf maggiormente alle sue caratteristiche professionali, nellambito di una riorganizzazione complessiva del dipartimento. Nei giorni scorsi a fianco di Genchi si sono schierati la CGIL e rappresentanti dellUnione e della Cdl allArs, che con una mozione traversale ha anche sfiduciato il direttore del dipartimento. Tolomeo sulla vicenda ha prodotto due relazioni, una alla Procura della Repubblica e una alla Corte dei conti. Ma la guerra tra i due, iniziata ai primi di gennaio, genera le prime conseguenze: il servizio del quale Genchi responsabile, che si occupa di emissioni in atmosfera, fermo da quasi un mese. E Confindustria ha indirizzato una lettera alla Regione lamentando il fatto che lattivit di numerose imprese in attese di nulla-osta ferma.

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La Repubblica, 7 febbraio 2007 Cronaca di Palermo

Dal Trentino del 22 agosto 2006:

Letta: I vantaggi di Pimby rispetto a Nimby


Il braccio destro di Prodi spiega di che cosa si parler a VeDr nel fine settimana Vi spiego perch Pimby meglio di Nimby. E perch il Trentino uno dei posti migliori per trovarsi a ragionare sul futuro del nostro Paese. Parola di Enrico Letta, braccio destro del premier Romano Prodi ( sottosegretario alla presidenza del Consiglio) e ispiratore di VeDr, seminario-kermesse che proprio a Dro nel prossimo fine settimana, vedr riuniti un bel gruppo di personaggi emergenti non solo nel mondo politico ed economico, ma anche in quello dello spettacolo e dellarte. Tra quei personaggi emergenti era presente anche Paride De Masi, presidente di Italgest. Dal Quotidiano larticolo-intervista del 15 maggio 2005, di Enzo Schiavano a Paride De Masi, dal titolo: Paride De Masi: dal mattone all'energia con un occhio allo sport, la grande ascesa di un giovane imprenditore. "Lenergia da fonti rinnovabili la considera un settore in grande sviluppo? possibile un rafforzamento di Italgest Energia in Actelios? Actelios oggi nel suo settore, la produzione di energia da rifiuti e scarti vegetali, lazienda pi grande dEuropa per MW installati ed in esercizio. Finalmente un primato italiano. Ho destinato, proprio negli ultimi giorni, daccordo con la famiglia Falck, investimenti nel Salento per 100 milioni di euro che porteranno nuova occupazione per 100 addetti diretti e altrettanti indiretti. Il rafforzamento di Italgest Energia in Actelios possibile perch rientra nel programma dei valori del gruppo: lo sviluppo sostenibile." Italgest possiede il 7,8% di Actelios (gruppo Falck). Gli amici di Actelios ("Energia da fonti rinnovabili", il loro motto) hanno l'incarico di costruire 3 inceneritori in Sicilia (http://www.actelios.it/default.aspx?sez=6) e gestiscono gli inceneritori di Trezzo sull'Adda e Granarolo dell'Emilia. Pi due centrali a "biomasse": Rende (Cosenza) e Cutro (Cosenza).

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dunque ipotizzabile che quel futuro del nostro Paese a cui alludeva Letta, il braccio destro di Prodi, nellintervista al Trentino sia lo stesso di quello dei project financing per Bellolampo, inchieste annesse?

Acquisito il carteggio sul via libera concesso dallex ministro Matteoli Inchiesta sullinceneritore, dubbi sulle autorizzazioni I pm ispezionano il cantiere di Bellolampo
La Procura vuole vederci chiaro sugli interessi e sulle procedure per la realizzazione del mega inceneritore da 500 gigawatt nellarea dellex poligono di tiro di Bellolampo. I magistrati Geri Ferrari e Sara Micucci, del pool Ambiente, hanno aperto uninchiesta e svolto un sopralluogo sulla sommit della montagna, insieme con i carabinieri del Noe e i vigili del Nopa. Una ricognizione nel cantiere delle aziende incaricate di fornire la struttura al raggruppamento di imprese capitanate da Actelios, del gruppo Falck, che si aggiudicato un project financing con investimenti da 2,5 miliardi di euro. A Bellolampo le ruspe hanno gi spianato un terreno pari ad almeno sei campi di calcio per far sorgere in tre anni uno dei quattro termovalorizzatori fortemente voluti dal governo Cuffaro e sui quali il ministro dellambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha sollevato pi di una perplessit, minacciando di revocare le autorizzazioni. Il contenzioso tra Roma e Palermo, apertosi allinsediamento del governo Prodi, non stato ancora risolto. Sul cantiere pesa la scure di una illegittimit dei nulla osta rilasciati dal ministero quando alla guida cera Altiero Matteoli. I magistrati hanno gi convocato uno dei testimoni chiave della vicenda, il funzionario regionale Gioacchino Genchi, sospeso una prima volta e poi rimosso dalla responsabilit delle emissioni in atmosfera, in coincidenza dei passaggi cruciali nel controverso iter burocratico. Sul piano amministrativo le tappe fondamentali si giocano tra lautunno del 2005 e la primavera dellanno scorso. Nellottobre del 2005 allassessorato Territorio e ambiente il gruppo Falck sollecita lautorizzazione. Genchi, nettamente contrario a dare il via libera, a quel tempo sospeso. Neppure il funzionario che lo sostituisce, nonostante le insistenze del subcommissario allemergenza rifiuti, Felice Crosta, d il parere. A quel punto lazienda si rivolge a Roma. Dal ministero arriva il s firmato dal gabinetto di Matteoli contro il parere degli stessi uffici del dicastero. Genchi, frattanto rientrato in servizio, solleva la questione della illegittimit. Il ricorso al gabinetto sarebbe avvenuto fuori termine e il nulla osta non sarebbe stato supportato da tutti i pareri. Cambia il governo e interviene Pecoraro Scanio. Anche il ministro 27

propende per lillegittimit e convoca due conferenze di servizio. Il cantiere, partito a luglio scorso, va comunque avanti. Lazienda ha dalla sua lassenza di una revoca formale e la copertura del presidente Cuffaro, deciso a chiudere la partita a ogni costo.

Enrico Bellavia La Repubblica, 20 gennaio 2007 Cronaca di Palermo

A cura del comitato cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine

http://cupoladellapolitikaaisoladellefemmine.blogs pot.it/

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