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Capitolo 5 Modello per FRC fessurato

Nel presente capitolo la procedura numerica per lo studio della propagazione delle fessure in materiali coesivi omogenei, esposta nel capitolo precedente, viene estesa allanalisi di materiali brorinforzati ed in particolare del FRC [14]. Si esamina un materiale caratterizzato da una microstruttura periodica, cio da una distribuzione periodica di bre e fessure.

5.1

Posizione del problema

Il calcestruzzo brorinforzato un materiale composito ottenuto introducendo bre corte dacciaio in una matrice di calcestruzzo. Come discusso nel Capitolo 1, laggiunta di bre corte dacciaio ad una matrice cementizia, caratterizzata da un comportamento fragile a trazione con sviluppo di microfessure anche per bassi valori della sollecitazione, rallenta il processo di fessurazione nel materiale, grazie allazione di richiusura esercitata dalle bre. Le bre, infatti, si oppongono allapertura delle fessure, aumentando la duttilit e la capacit di assorbimento di energia del materiale composito. Inoltre, dai dati sperimentali, riportati e commentati nel Capitolo 1, la risposta a trazione del calcestruzzo brorinforzato risulta caratterizzata da tre tratti [12, 11]: risposta elastica lineare no al raggiungimento della resistenza a trazione della matrice, momento in cui le microfessure iniziano a propagarsi; incrudimento dovuto allazione di richiusura delle bre che risulta proporzionale allapertura della fessura; softening, dopo che la massima resistenza a trazione del composito raggiunta, in conseguenza, sia del processo di slamento e distacco della bra dalla matrice, sia della fessurazione della matrice stessa. 145

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CAPITOLO 5. MODELLO PER FRC FESSURATO

Si deve inoltre sottolineare che il fenomeno di distacco e slamento della bra dalla matrice oltre che il processo di fessurazione della matrice stessa inuenza in modo signicativo la risposta del FRC a trazione, come anche emerso dallo studio della cella unitaria, svolto nel Capitolo 3. In passato, numerosi autori hanno arontato il problema di studiare la risposta del calcestruzzo brorinforzato, tenendo in conto lazione di richiusura delle bre, mediante i concetti della meccanica della frattura. Jenq et al.[9] hanno proposto una procedura per lanalisi della risposta del FRC a essione basata sulla determinazione del fattore di intensicazione critico e dello spostamento di apertura critico in presenza delle bre. Mobasher et al. [16] hanno sviluppato un modello per lo studio del FRC utilizzando per la valutazione della R-curve della sola matrice di calcestruzzo la procedura sviluppata da Ouyang and Shah [18, 19] e determinando lazione di richiusura delle bre dai risultati sperimentali delle prove di pull-out. Karihaloo et al. [7, 8] hanno sviluppato un modello per lo studio della risposta a trazione del FRC, ipotizzando una distribuzione periodica di bre e fessure e utilizzando la sovrapposizione degli eetti. In questo modello la propagazione della fessura studiata mediante il principio di Irwin. Carpinteri e Massab [15, 4, 5] hanno studiato il comportamento di un elemento di trave soggetto a essione considerando la presenza di elementi di rinforzo. Gli autori hanno utilizzato due diversi modelli di meccanica della frattura non lineare per analizzare il processo di collasso del composito: bridged-crack model (modello di fessura cucita) e cohesive crackmodel (modello della fessura coesiva). Nel primo modello il materiale considerato costituito da due fasi. Si assume una distribuzione di tensioni singolare allapice della fessura e la fessura si propaga quando il fattore di intensicazione delle tensioni raggiunge il valore critico caratteristico del composito, secondo il principio di Irwin. Tale valore dato da due distinte componenti, la prima rappresentata dal fattore di intensicazione delle tensioni critico della sola matrice, la seconda legata allazione di richiusura esercitata dai rinforzi sulla fessura. Il secondo modello, invece, studia il materiale composito come un materiale omogeneo. In questo caso il campo di tensioni allapice della fessura nito ed denito da una legge coesiva, caratteristica del composito, di conseguenza la fessura si propaga quando il fattore di intensicazione delle tensioni si annulla e quindi quando le tensioni allestremit della fessura raggiungono il valore della resistenza del composito, denito dalla legge coesiva introdotta. La legge di bridging che esprime lazione di richiusura dei rinforzi in funzione dello spostamento di apertura della fessura e la legge coesiva che rappresenta la relazione tra le tensioni e lo spostamento di apertura allapice della fessura sono determinate dai risultati sperimentali e da analisi micromeccaniche. In entrambi i modelli il problema integrale non lineare, che descrive levoluzione della fessura in una sezione del composito soggetta a essione monotona, risolta imponendo sia lequilibrio sia la congruenza cinematica.

5.1. POSIZIONE DEL PROBLEMA

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La risposta del materiale a trazione pu essere determinata applicando le tecniche di omogeneizzazione e la meccanica della frattura. Le tecniche di omogeneizzazione permettono, infatti di esprimere la legge tensione-deformazione come relazione tensione media-deformazione media in un volume elementare rappresentativo (RVE). La meccanica della frattura consente di studiare levoluzione delle fessure nella matrice cementizia. Per lo studio di materiali cementizi, come gi stato pi volte sottolineato, a causa della presenza di una zona di processo allapice della fessura di dimensioni non trascurabile, necessario utilizzare i concetti della meccanica della frattura non lineare. In questo capitolo, per studiare la risposta a trazione del materiale si sviluppa una procedura, basata su un criterio energetico, in grado di seguire il processo di fessurazione della matrice tenendo in conto lazione di richiusura esercitata dalle bre. La procedura sviluppata, estensione di quella proposta per materiali omogenei coesivi, basata sui modelli Rcurve e tiene conto della presenza della zona di processo mediante lintroduzione di una interfaccia allapice della fessura. Il danneggiamento del materiale composito FRC modellato perci considerando la propagazione della fessura nella matrice, tenendo opportunamente in conto lazione di richiusura delle bre. Le bre si considerano caratterizzate da una risposta non lineare dovuta al processo di slamento e distacco della bra dalla matrice. La Rcurve considerata quella tipica della matrice, mentre lazione di richiusura delle bre viene tenuta in conto nella determinazione dellenergia di rilascio. Questultima valutata mediante una procedura di omogeneizzazione non lineare costituita da due passi; il primo considera il problema di omogeneizzazione del calcestruzzo lineare elastico fessurato, gi arontato nel Capitolo 3, il secondo tiene in conto la presenza delle bre. In particolare, il metodo numerico sviluppato permette di valutare, al generico istante del processo evolutivo, la risposta non lineare del materiale composito risolvendo unequazione algebrica non lineare, che rappresenta la condizione di evoluzione della zona danneggiata ed i cui coecienti sono ottenuti mediante la risoluzione di problemi elastici lineari. La procedura consente, cos, di determinare il comportamento di softening, risolvendo per ogni istante temporale una singola equazione algebrica non lineare tramite un algoritmo di tipo iterativo. Nel seguito si considerano solo problemi 2-D nel Modo I di frattura anche se sono possibili estensioni agli altri modi. In particolare si esamina un materiale caratterizzato da una microstruttura periodica, cio da una distribuzione periodica di bre e fessure. Si individua una cella unitaria, volume elementare rappresentativo del materiale, si introduce un modello di danno per FRC, si descrive la procedura sviluppata per il materiale composito ed inne si presentano alcune applicazioni numeriche.

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CAPITOLO 5. MODELLO PER FRC FESSURATO

Figura 5.1: Solido periodico e cella unitaria utilizzata per lanalisi.

5.2

Micromeccanica del FRC

Nonostante leettiva distribuzione di bre nel FRC risulti irregolare, per ottenere un modello semplice ma ecace per uno stato di tensione monoassiale, pura trazione, si considerano solo bre nella direzione della sollecitazione. Inoltre, si assume che le bre siano a uguale distanza luna dallaltra, in tal modo il calcestruzzo brorinforzato soggetto a trazione monoassiale risulta un materiale periodico. Si introduce una distribuzione periodica di microfessure di uguale lunghezza ortogonali alle bre. Tenendo in conto queste assunzioni si studia il comportamento del FRC considerando un solido innito elastico caratterizzato da una distribuzione doppiamente periodica di bre e fessure soggetto ad una deformazione di dilatazione in direzione ortogonale alle fessure, come rappresentato in gura 5.1. Le ipotesi introdotte sono comunemente adottate in letteratura per la modellazione del calcestruzzo brorinforzato [10, 7, 8]. Le microfessure sono caratterizzate da una lunghezza iniziale 2a0 che pu crescere con lincremento della sollecitazione. La cella ripetitiva, annerita in gura 5.1, risulta doppiamente simmetrica sia rispetto allasse x1 sia rispetto allasse x2 . Volendo determinare la risposta del composito nella direzione delle bre, cio in direzione x2 , lanalisi pu essere sviluppata considerando solo un quarto della cella ripetitiva, la cella unitaria Vu di dimensioni a1 e a2 , rappresentata in gura 5.1. La cella Vu caratterizzata dalla presenza di un difetto iniziale di lunghezza a0 e di un numero di bre pari a ns .

5.3

Modello di danno per FRC

Si introduce un modello di danno per il calcestruzzo brorinforzato che tiene conto, sia del processo di softening della matrice, sia del processo di slamento e distacco

5.3. MODELLO DI DANNO PER FRC

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della bra dalla matrice che inuenza lazione di richiusura delle bre. Per studiare la fessurazione del calcestruzzo si introduce un modello di fessura coesiva, come quello descritto nel Capitolo 3, mentre per le bre si considera la risposta non lineare basata sui risultati ottenuti dallanalisi della cella unitaria sviluppata al Capitolo 4.

5.3.1

Modello coesivo per il calcestruzzo

Per studiare il processo di propagazione delle fessure nel calcestruzzo si assume il modello di frattura coesiva, gi ampiamente descritto nel Capitolo 3, qui si riportano soltanto i concetti fondamentali [3, 6, 1]. Per modellare la zona di processo si introduce uninterfaccia allapice della fessura. La zona di processo caratterizzata da un legame di softening tra tensioni coesive e spostamenti relativi di interfaccia v che pu essere espresso dalla formula = K int (1 D)v, dove D la variabile di danno (0 D 1). Inoltre, dalle condizioni (3.21), risulta che quando lo spostamento relativo dellinterfaccia raggiunge il valore v0 , v = v0 , la zona di processo inizia a propagarsi e la tensione di trazione raggiunge la resistenza a trazione del materiale ft , = ft , mentre il danno ancora nullo, D = 0; quando lo spostamento raggiunge il valore vc , v = vc , la tensione si annulla, = 0 e si verica il completo danneggiamento D = 1. In uno stadio intermedio cio per v0 < v < vc risulta ft > > 0, e 0 < D < 1. Si introduce unascissa coassiale alla fessura con lorigine nellapice del difetto iniziale a0 per individuare la posizione e la lunghezza della zona di processo. Quando la zona di processo risulta interamente sviluppata, la sua lunghezza L. Si denisce il parametro pari allestensione della zona danneggiata. Si possono vericare due diverse situazioni, rappresentate nella gura 3.8; zona di processo non completamente sviluppata = < L, dove la lunghezza della zona di processo in evoluzione, zona di processo completamente sviluppata, = + L > L. Nella tabella seguente sono illustrate le due condizioni precedentemente descritte: = = per per per per per =0 = =0 = =+L v < vc > 0 D < 1 v = v0 = ft D = 0 v > vc = 0 D = 1 v = vc = 0 D = 1 v = v0 = ft D = 0

=+L

Per caratterizzare interamente linterfaccia si deve perci: assumere una legge di softening v come legame costitutivo e determinare la relazione D v tra variabile di danno e spostamenti relativi; ssare una lunghezza L della zona di processo;

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CAPITOLO 5. MODELLO PER FRC FESSURATO

Figura 5.2: Legame costitutivo per la bra. denire una distribuzione di spostamenti v (, ) lungo linterfaccia; sostituendo la v (, ) nella Dv si ottiene la distribuzione del danno D (, ).

5.3.2

Modello per le bre

Per tener in conto il processo di distacco e slamento della bra dalla matrice si assume una legge costitutiva elasto-plastica per le bre [17, 20]. Il modello introdotto per la bra deve rappresentare, sia il comportamento della bra stessa, sia dellinterfaccia bra-matrice, e si basa sui risultati della cella unitaria esaminata nel Capitolo 4. Si assume, che le forze di richiusura siano lineari elastiche e proporzionali allo spostamento di apertura della fessura no a quando il distacco della bra dalla matrice non completo ed il valore critico della forza Fm non raggiunto. A questo punto ha inizio il processo di slamento della bra e le forze di richiusura si riducono ad un valore pari a Fc dovuto al solo attrito. In gura 5.2 riportato il legame tra le forze di richiusura e lo spostamento di apertura dellinterfaccia che rappresenta la legge costitutiva introdotta per modellare lazione di richiusura delle ns bre presenti nella cella unitaria. Ciascuna bra unisce due punti che giacciono su due lati opposti dellinterfaccia. La relazione tra lo spostamento relativo vi nella direzione x2 , che corrisponde alla bra iesima, e la forza di richiusura Fi ortogonale alla fessura fornita da: Fi = K f vi Fi = Fc se se vi < vm vi vm (5.1)

5.4. PROCEDURA SVILUPPATA

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Figura 5.3: Schema di calcolo per lanalisi della cella unitaria. dove K f la rigidezza della bra, Fc la forza residua di richiusura dovuta al solo attrito e Fm la forza massima corrispondente allo spostamento limite relativo vm ortogonale alla fessura.

5.4

Procedura sviluppata

Lanalisi del processo di fessurazione del FRC viene eettuata sulla base dei modelli R-curve e cio del bilancio energetico G() = R () , dove G lenergia di rilascio o variazione di energia elastica della cella Vu in corrispondenza di una variazione innitesima dellestensione della zona di processo d, e R () la resistenza del materiale quando la lunghezza della zona danneggiata pari a . Nella procedura proposta si considerano le Rcurve caratteristiche della sola matrice di calcestruzzo e si tiene conto della presenza delle bre nel calcolo dellaliquota di energia G(). La determinazione della funzione R () in presenza di una zona di processo allapice della fessura stata ampiamente trattata nel Capitolo 3, qui si riporta solo la sua espressione nale: 1 R() = K int 2
Z

v (, )2 D (, ) d 2

(5.2)

(L)+

dove v (, ) e D (, ) rappresentano rispettivamente le distribuzioni degli spostamenti relativi e del danno lungo linterfaccia ed L la lunghezza della zona di processo. Per valutare lenergia di rilascio G() si calcola, per ogni valore della lunghezza della zona danneggiata , lenergia elastica immagazzinata nella cella unitaria, caratterizzata dalla presenza di un difetto iniziale e di ns bre, utilizzando una tecnica di omogeneizzazione non lineare. Tale tecnica, che si basa sulla sovrapposizione degli eetti, si pu dividere nei due seguenti passi, rappresentati in gura 5.3: omogeneizzazione del calcestruzzo fessurato;

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CAPITOLO 5. MODELLO PER FRC FESSURATO

Figura 5.4: Cella unitaria soggetta ad uno spostamento uniforme allestremit superiore. eetto delle bre sulla risposta della cella unitaria.

5.4.1

Omogeneizzazione del calcestruzzo fessurato

Il problema dellomogeneizzazione del solo calcestruzzo fessurato stato gi trattato nel Capitolo 3, si riportano di seguito solo alcuni punti fondamentali [2, 21, 13]. La rigidezza eettiva in direzione x2 corrispondente ad una lunghezza della zona danneggiata , si ottiene dalla soluzione del problema elasto-statico della cella unitaria Vu soggetta ad una deformazione media 0 . Tale stato di deformazione si 22 ottiene imponendo uno spostamento uniforme = 0 a2 , sul lato superiore della 22 cella, come rappresentato in gura 5.4. Le equazioni di campo del problema sono quelle classiche mentre quelle al contorno sono espresse dalla (3.1) e devono tener conto delle condizioni di periodicit e dello spostamento imposto sul lato superiore della cella. La tensione media 0 valutata come la media delle tensioni nel volume Vu e il modulo eettivo in 22 direzione x2 risulta C 22 = 0 /0 . La reazione totale P () in corrispondenza dello 22 22 spostamento imposto si pu calcolare come: P () = K (5.3)

dove K la rigidezza globale della cella unitaria associata ad una deformazione di dilatazione in direzione x2 . Nota P () si possono determinare la tensione media 0 22 ed il modulo eettivo C 22 in direzione x2 corrispondenti alla deformazione media 0 = /a2 con le seguenti espressioni: 22 0 = 22 P () K = a1 a1 C 22 = 0 K a2 22 = 0 22 a1 (5.4)

Inoltre si possono valutare gli spostamenti relativi dei punti dellinterfaccia dove le bre sono presenti, prodotti dallo spostamento imposto . In particolare, lo

5.4. PROCEDURA SVILUPPATA

153

Figura 5.5: Eetto delle bre sulla cella unitaria. spostamento vi nella direzione x2 del punto che corrisponde alliesima bra risulta proporzionale a ed espresso dalla seguente formula: vi
() ()

= i

(5.5)

dove i un coeciente di inuenza. Si deve sottolineare come tutte le variabili () ed in particolare K, P () , i e vi risultino funzioni dellestensione della zona danneggiata .

5.4.2

Eetto delle bre sulla cella unitaria

Per tener conto della azione di richiusura esercitata dalle bre, si studia la cella unitaria, caratterizzata da unestensione della zona danneggiata pari a , soggetta ad ns forze concentrate Fi , rappresentata in gura 5.5. Lanalisi viene condotta studiando ns schemi strutturali, ciascuno caratterizzato dalla presenza di una singola forza Fi . Liesimo problema elasto-statico, che considera lapplicazione della forza Fi , governato dalle classiche equazioni di campo e dallequazioni al contorno fornite dalle (3.1) con = 0. La soluzione del problema (F ) (F ) fornisce la reazione totale Pi i valutata per x2 = a2 e lo spostamento vj i del punto corrisponde alla bra jesima: Pi
(Fi )

= i Fi

vj

(Fi )

= ji Fi

(5.6)

dove i un coeciente di inuenza, ji un parametro di essibilit, i = 1..ns e j = (F ) (F ) 1..ns . Si deve sottolineare come le grandezze i , Pi i , ji e vj i risultino funzioni dellestensione della zona danneggiata . Inoltre, in corrispondenza di un ssato valore di , tra le ns bre, ne agiscono ancora elasticamente, secondo lequazione Fi = K f vi con i = 1..ne , mentre le rimanenti ns ne sono caratterizzate da forze di richiusura costanti pari a Fi = Fc con i = ne + 1..ns .

154

CAPITOLO 5. MODELLO PER FRC FESSURATO

5.4.3

Risposta globale del FRC

La risposta globale del calcestruzzo brorinforzato si determina sovrapponendo i risultati ottenuti dallomogeneizzazione del calcestruzzo fessurato con quelli calcolati applicando le ns forze Fi alla cella unitaria. Lo spostamento vi del punto in corrispondenza della bra iesima si calcola utilizzando le equazioni (5.1), (5.5), e (5.62 ): vi =
() vi

ns X j=1

(F ) vi j

= i + K

ne X j=1

ij vj + Fc

j=ne +1

ns X

ij

(5.7)

dove i = 1..ns e quindi la (5.7) rappresenta un sistema di equazioni. Indicando con Iij le componenti della matrice identit ne ne , le prime ne relazioni fornite dalla (5.7) possono essere riscritte in forma matriciale come segue: (5.8) I K f V = + Fc dove V il vettore degli spostamenti vj e il vettore di componenti i = Pns j=ne +1 ij . Quindi, risolvendo il sistema algebrico (5.8) il vettore V pu essere ottenuto come: 1 1 V = I Kf + I Kf Fc = Z + S Fc (5.9)

1 1 con Z = I K f e S = I Kf . Il valore degli ne spostamenti fornito dalla (5.9) pu essere introdotto nelle rimanenti ns ne equazioni (5.7) per valutare gli spostamenti dei punti soggetti alle forze costanti Fc : # "n # " ne ns e X X X ij K f Zj + ij K f Sj + ij Fc (5.10) vi = i +
j=1 j=1 j=ne +1

b b dove Zi e Si risultano rispettivamente: b Zi = i + b Si =


ne X j=1

b b = Zi + Si Fc

f or i = ne + 1..ns

ne X j=1

ij K f Zj
f ns X

ij K Sj +

ij

j=ne +1

La reazione totale P si ottiene combinando le equazioni (5.3), (5.61 ) e (5.9) e

5.4. PROCEDURA SVILUPPATA risulta: P = P () + = "


ns X i=1

155

P (Fi ) = P () + i Zi #

K + Kf

= K + Fc

ne X i=1

+ Kf

i=1 "

ns X

i Fi
ne X i=1

(5.11)
ns X

i Si +

i=ne +1

Fc

dove K un parametro di rigidezza globale, mentre un coeciente dinuenza e sono deniti come segue: K = K +K = K
f ne X i=1 f ne X i=1

i Zi
ns X

i Si +

i=ne +1

5.4.4

Propagazione della fessura

Secondo il criterio energetico, basato sui modelli Rcurve, la zona danneggiata avanza di d quando soddisfatto il bilancio energetico G () = R () . Lenergia di rilascio G () pu essere calcolata come derivata dellenergia elastica rispetto a , U/, mantenendo lo spostamento costante. Lenergia elastica U per un ssato valore di si pu valutare, utilizzando lequazione (5.1) come segue:
s 1 1X U (, ) = P (Fi vi ) 2 2 i=1

(5.12)

e 1 1X 1 (Fi vi ) (ns ne ) Fc vm = P 2 2 i=1 2

Introducendo le equazioni (5.9) e (5.11), lenergia elastica (5.12) pu essere riscritta:


e 1X 1 [Fi (Zi + Si Fc )] U (, ) = K + Fc 2 2 i=1

(5.13)

1 (ns ne ) Fc vm 2 1 = A 2 + B Fc + C (Fc )2 2

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CAPITOLO 5. MODELLO PER FRC FESSURATO

dove A, B e C sono deniti dalle formule seguenti: A = K+ B = + C =


ne X i=1 ne X

K f (Zi )2

(5.14)

i=1 ne X i=1

2K f Zi Si (ns ne ) vm Fc

K f Si2 +

I coecienti A, B e C dellespressione quadratica (5.13), deniscono lenergia elastica e risultano funzioni della lunghezza della zona danneggiata . Utilizzando lequazione (5.13) lenergia di rilascio G () viene valutata: U (, ) = 1 dA () 2 + dB () Fc + dC () (Fc )2 G () = (5.15) 2 d d d Note la R () e la G () fornite rispettivamente dalle equazioni (5.2) e (5.15) la condizione di evoluzione della zona danneggiata risulta: 1 dA () 2 dB () dC () 2 (5.16) + Fc + (Fc ) 2 d d d Z v (, )2 D (, ) 1 int = K d 2 2
(L)+

La (5.16) unequazione algebrica di secondo grado che deve essere risolta rispetto a per ogni valore della lunghezza della zona danneggiata . Una volta calcolata () possibile valutare la reazione totale P () dallespressione (5.11) e quindi la risposta della cella unitaria in termini di tensione media e deformazione media. La procedura numerica sviluppata costituita dai seguenti passi: 1. introdurre una legge di softening locale v come legge costitutiva dellinterfaccia; 2. assegnare la distribuzione di spostamenti b (, ) lungo linterfaccia tale che v b (, ) risulti una funzione monotona decrescente di , e che per = < L, v b (0, ) < vc e b ( , ) = v0 , per = L, b (0, ) = vc e b (L, ) = v v v v v0 e per > L, b (0, ) > vc , b ( L, ) = vc e b (, ) = v0 ; v v v 3. determinare la distribuzione del danno D (, ) lungo la zona di processo sostituendo la b (, ) assegnata nel legame costitutivo dellinterfaccia v, v ottenendo per = < L, D (0, ) < 1 e D ( , ) = 0, per = L, D (0, ) = 1 e D (L, ) = 0 e per > L, D (0, ) = 1, D ( L, ) = 1 e D (, ) = 0;

5.4. PROCEDURA SVILUPPATA

157

4. assegnare il valore L sulla base dei possibili valori che pu assumere la lunghezza della zona di processo per il calcestruzzo; 5. calcolare la Rcurve cio la relazione R () mediante lequazione (5.2); 6. assegnare ne = ns ; 7. determinare K, i , i e ij per via numerica, mediante unanalisi agli elementi niti, per ciascun valore della lunghezza della zona danneggiata ; 8. valutare i coecienti A (), B () e C () dellespressione quadratica (5.13); 9. calcolare le derivate dA()/d, dB()/d e dC()/d come dierenze nite: A()/, ; B()/ e C()/; 10. valutare lenergia di rilascio G () dallequazione (5.15); 11. determinare () risolvendo lequazione algebrica di secondo grado (5.16); 12. noto () , determinare lo spostamento relativo vi nel punto corrispondente alla bra i-esima dallespressione (5.9) per i = 1..ne ; 13. se vi vm , assegnare ne = ne 1 e ricominciare dal passo 8, altrimenti continuare; 14. valutare P () dallequazione (5.11); 15. calcolare la risposta della cella unitaria in termini di tensione media o () = 22 P () /a1 e deformazione media o () = () /a2 e il modulo eettivo C 22 () = 22 o () /o () . 22 22 Si deve sottolineare come la procedura sviluppata sia in grado di determinare la risposta non lineare a trazione del FRC risolvendo per ogni valore di lequazione non lineare algebrica (5.16) i cui coecienti A () , B () e C () sono ricavati per mezzo di analisi numeriche elastiche lineari. Al contrario in un analisi al passo del processo evolutivo necessario risolvere ad ogni incremento temporale un sistema di equazioni non lineari utilizzando particolari tecniche numeriche (arc-lenght), che inducono per il problema di softening con possibile snap-back in esame, un notevole aggravio computazionale. La procedura perci si rivela semplice da un punto di vista computazionale in quanto le iterazioni necessarie sono eettuate solo su una singola equazione.

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CAPITOLO 5. MODELLO PER FRC FESSURATO

5.4.5

Azione di richiusura distribuita

Lazione di richiusura svolta dalle bre ecace non solo in corrispondenza della posizione della bra stessa, ma tutta la zona intorno risente della presenza della bra. Dai risultati dellanalisi della cella unitaria, sviluppata al Capitolo 4, ed in particolare dalle deformate rappresentate in gura 4.8, si pu vedere come la bra inuenza lapertura della fessura in una zona pi o meno estesa intorno alla bra stessa. La forza di richiusura, quindi, si dionde in un intorno della bra. Per tener conto di queste considerazioni si pensato di introdurre nel modello delle bre al posto di forze concentrate Fi , forze distribuite qi agenti in un intorno della bra di lunghezza . In tal caso vi sostituito dallo spostamento medio vi , calcolato nellintorno della bra i-esima di estensione nel modo seguente: Z 1 vi = v d (5.17) Il legame tra azioni di richiusura e spostamenti relativi diventa:
f qi = K v i = kf v i Fc = f qi = c

se se

v i < vm v i vm

(5.18)

Il primo passo della tecnica di omogeneizzazione non lineare proposta rimane invariato e la reazione totale P () e lo spostamento relativo medio v i in corrispondenza della bra iesima sono determinati in funzione di : P () = K v i = i e (5.19)

dove i un coeciente di inuenza. Si pu notare che la (5.19)1 coincide con la e (5.3). Nel secondo passo della tecnica di omogeneizzazione non lineare si deve tener conto dellazione di richiusura distribuita esercitata dalle bre. Si studiano, perci, ns schemi strutturali, ciascuno caratterizzato dalla cella unitaria soggetta ad una forza di richiusura distribuita qi = Fi /, agente in un intorno di estensione della bra iesima . La soluzione del problema i-esimo fornisce: Pi
(q ) (qi )

dove Pi i la reazione totale e vj i lo spostamento medio nellintorno della bra jesima prodotto dalla pressione qi agente nellintorno della bra iesima. e e Inoltre i e ji sono rispettivamente un coeciente di inuenza e un parametro di essibilit. Anche nel caso di azioni di richiusura distribuite in corrispondenza di un ssato valore , tra le ns bre, ne risultano ancora in campo elastico con qi = kf vi

e = i qi

v j

(qi )

(q )

e = ji qi

(5.20)

5.4. PROCEDURA SVILUPPATA

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e i = 1..ne , mentre le rimanenti ns ne sono caratterizzate da forze di richiusura costanti qi = fc e i = ne + 1..ns . A questo punto sovrapponendo i risultati degli schemi analizzati, si valuta, analogamente al caso di forze concentrate, lo spostamento relativo medio v i in corrispondenza della bra iesima utilizzando le equazioni (5.192 ) e (5.202 ):
() vi ns X j=1 (q ) v i j ne X j=1

v i =

= i + k e

e ij vj + fc

j=ne +1

ns X

e ij

(5.21)

dove i = 1..ns . Riscrivendo in forma matriciale le prime ne equazioni risulta: 1 1 e e e fc = Z + S fc V = I kf + I kf (5.22)

P e e dove V il vettore dei v j e il vettore di componenti i = ns e +1 ij . e j=n Il valore degli ne spostamenti fornito dalla (5.22) pu essere introdotto nelle rimanenti ns ne equazioni (5.21) per valutare lo spostamento medio dei punti nellintorno delle bre non pi elastiche, soggetti cio a forze costanti fc : "
ne X j=1

vi =

La razione totale P si ottiene combinando le equazioni (5.191 ) e (5.201 ) e risulta:


ns X ns X i=1

e e = Zi + Si fc

i + e

e ij k Z j
f

"n e X
j=1

e ij k S j +
f

j=ne +1

for i = ne + 1..ns

ns X

e ij

fc

(5.23)

P = P = "

()

(qi )

=P #

()

K +k

b b dove K un parametro di rigidezza globale mentre un coeciente dinuenza. Lenergia elastica U per un ssato valore di si pu valutare con la seguente espressione:

b b = K + Fc

i=1 ne X f e i=1

i Z i

+ kf

"

ne X i=1

e i qi

(5.24)
ns X

e i S i +

i=ne +1

e i

fc

160

CAPITOLO 5. MODELLO PER FRC FESSURATO

s 1 1X U (, ) = P (qi v i ) 2 2 i=1

(5.25)

ne 1X 1 1 = P (qi v i ) (ns ne ) fc vm 2 2 i=1 2 ne X 1b b fc 1 = K + qi Z i + S i fc 2 2 i=1

(5.26) (5.27) (5.28)

dove A, B e C sono deniti come segue: b A = K+


ne X i=1 ne X i=1

1 (ns ne ) fc vm 2 1 = A 2 + B fc + C (fc )2 2 2 kf Z i

(5.29)

b B = + C =

ne X i=1

2 kf Z i S i
2

kf S i +

(ns ne ) vm fc

Determinata lenergia elastica U (, ) nel caso di azioni di richiusura distribuite, si pu valutare lenergia di rilascio G (), tramite la formula (5.15) dove i coecienti A, B e C sono dati dalla (5.29), ed applicare la procedura numerica illustrata al paragrafo precedente.

5.5

Applicazioni numeriche

Nelle applicazioni numeriche sviluppate si considera una legge di softening lineare, come legame costitutivo dellinterfaccia v, rappresentata in gura 3.7, che risulta: = K int v quando v v0 vc v int = K v0 v v quando v0 < v < vc (5.30) c 0 =0 quando vc v Larea al di sotto della curva v pari a Gf energia di frattura del materiale. Si deve sottolineare come il valore di Gf , utilizzato nelle applicazioni illustrate di seguito, pari alla met dellenergia di frattura caratteristica del materiale, in quanto,

5.5. APPLICAZIONI NUMERICHE

161

per la simmetria, si esamina solo un quarto della cella ripetitiva. Inoltre si assume che la distribuzione di spostamenti relativi b (, ) lungo la zona di processo sia v una funzione cubica di , data dallespressione: vc v0 [2 3 + 3(L 2) 2 6 (L ) + (3L 2) 2 ] + v0 L3 (5.31) ricavata nel capitolo precedente. In questo caso la funzione R () pu essere valutata come segue: b(, ) = v 2 1 vc v0 R() = K int ( L)+ 2( L)+ 2 + 3L 2 L3 (5.32)

Nei graci riportati di seguito la risposta della cella unitaria viene rappresentata con landamento della reazione totale P in funzione dello spostamento imposto . La relazione tensione media-deformazione media e il modulo eettivo in direzione x2 per il materiale composito possono essere ottenuti facilmente con le seguenti espressioni: 0 = 22 . FRC con Gf = 0.025 N/mm Si analizza una cella unitaria, denita teriale: a1 = 120 mm a0 = 10 mm Ec = 30000 N/mm2 Gf = 0.025 N/mm K int = 107 N/mm3 ns = 5 Fm = 20 30 N dai seguenti parametri geometrici e del maa2 = 87 mm L = 400 mm c = 0.2 ft = 3.0 N/mm2 K f = 1500 2000 N/mm Fc = Fm a2 0 = 22 P a1 C 22 = 0 22 0 22

Sfruttando i dati introdotti v0 = ft /K f = 3 107 mm e vc = 2 Gf /ft = 0.01667 mm. Si considera lazione di richiusura delle bre distribuita in un intorno di estensione = 24 mm. In gura 5.6, rappresentata la risposta a trazione del calcestruzzo brorinforzato, valutata con la procedura proposta in tre diversi casi: caso 1 (c1): K f = 2000 N/mm, Fc = 20 N; caso 2 (c2): K f = 1500 N/mm, Fc = 20 N; caso 3 (c3): K f = 2000 N/mm, Fc = 30 N.

162
400 350 300 250
cls FRC (c1) Forza fibre (c1) FRC (c2) Forza fibre (c2) FRC (c3) Forza fibre (c3)

CAPITOLO 5. MODELLO PER FRC FESSURATO

P (N)

200 150 100 50 0 0.000 0.002 0.004 0.006 0.008 0.010 0.012 0.014 0.016 0.018 0.020 0.022

(mm)

Figura 5.6: Risposta a trazione del FRC , caratterizzato da una matrice con energia di frattura Gf = 0.025 N/mm, per diversi valori della rigidezza K f delle bre della forza di richiusura limite Fc . Inoltre in gura 5.6 riportato il comportamento della sola matrice fessurata di calcestruzzo e lazione di richiusura delle bre nei tre casi esaminati. Si pu osservare che: la dierenza tra il carico di picco della sola matrice e del FRC ridotta; la presenza delle bre inuenza il comportamento post-picco del materiale composito aumentandone la duttilit; le irregolarit nellandamento della risposta del FRC corrispondono ciascuna al momento in cui una bra si scolla completamente dalla matrice e lazione di richiusura da essa esercitata raggiunge il valore massimo Fm = Fc ; dal confronto dei risultati del caso 1 e 2, la rigidezza K f delle bre non inuenza la duttilit del materiale ma solo il momento in cui le bre si attivano cio la forza di richiusura raggiunge il valore massimo Fc ; allaumentare di K f (vedi caso 1) il debonding delle bre dalla matrice avviene per spostamenti pi piccoli;

5.5. APPLICAZIONI NUMERICHE

163

lincremento della forza totale di richiusura delle bre ns Fc (vedi caso 3) aumenta la duttilit del FRC, cio incrementa lenergia che il materiale in grado di dissipare prima del collasso; la reazione totale P tende allazione totale di richiusura delle bre quando il calcestruzzo completamente fessurato. FRC con Gf = 0.0125 N/mm I parametri geometrici e del materiale che deniscono la cella esaminata sono di seguito riportati: a1 = 120 mm a0 = 10 mm Ec = 30000 N/mm2 Gf = 0.0125 N/mm K int = 107 N/mm3 ns = 5 Fm = 20 30 N a2 = 87 mm L = 200 mm c = 0.2 ft = 3.0 N/mm2 K f = 3000 N/mm Fc = Fm

Sfruttando i dati introdotti v0 = ft /K f = 1.5107 mm e vc = 2Gf /ft = 0.00833 mm. Si considera, anche in questo caso, lazione di richiusura delle bre distribuita in un intorno di estensione = 24 mm. Si assunta la lunghezza della zona di processo L pari alla met di quella dellanalisi precedente, in quanto secondo la formula (2.42), discussa nel Capitolo 2, la L risulterebbe direttamente proporzionale a Gf . In gura 5.7, rappresentata la risposta a trazione del FRC, nei seguenti casi: caso 1 (c1): Fc = 20 N; Inoltre in gura 5.6 riportato il comportamento della sola matrice fessurata di calcestruzzo e lazione di richiusura delle bre nei casi esaminati. Si pu osservare che la risposta del calcestruzzo risulta molto pi fragile che nellanalisi precedente a causa del ridotto valore dellenergia di frattura; la presenza delle bre migliora il comportamento post-picco del materiale composito, aumentandone la duttilit, nei vari casi esaminati; dal confronto tra i risultati dei due casi, lincremento della forza totale di richiusura delle bre ns Fc genera un incremento della capacit di dissipare energia del FRC; anche in questa analisi, la reazione totale P tende allazione totale di richiusura delle bre quando il calcestruzzo completamente fessurato. caso 2 (c2): Fc = 30 N.

164
400 350 300 250

CAPITOLO 5. MODELLO PER FRC FESSURATO

cls FRC (c1) Forza fibre (c1) FRC (c2) Forza fibre (c1) FRC (c2)

P (N)

200 150 100 50 0 0.000

0.002

0.004

0.006

0.008

0.010

0.012

0.014

0.016

(mm)

Figura 5.7: Risposta a trazione del FRC , caratterizzato da una matrice con energia di frattura Gf = 0.0125 N/mm, per diversi valori della rigidezza K f delle bre della forza di richiusura limite Fc . Celle con dierente energia di frattura Le due celle esaminate dieriscono solo per il valore dellenergia di frattura e della lunghezza della zona di processo: per la cella 1 (c1) Gf = 0.0125 N/mm e L = 200 mm, mentre per la cella 2 (c2) Gf = 0.025 N/mm e L = 400 mm. Entrambe le celle sono, invece, caratterizzate dai seguenti parametri: a1 = 120 mm a0 = 10 mm Ec = 30000 N/mm2 K int = 107 N/mm3 ns = 5 Fm = 20 N a2 = 87 mm ft = 3.0 N/mm2 c = 0.2 K f = 2500 N/mm = 24 mm Fc = Fm

In gura 5.8 rappresentata la risposta della sola matrice, del FRC e landamento della forza totale di richiusura delle bre per le due diverse celle. Si pu notare come: per la cella 1, caratterizzata da unenergia di frattura pi bassa, il comportamento sia della sola matrice sia del materiale composito risulta pi fragile rispetto a quello della cella 2;

5.5. APPLICAZIONI NUMERICHE


400 350 300 250
cls, fibre, FRC (c1) cls, fibre, FRC (c2)

165

P (N)

200 150 100 50 0 0.000

0.002

0.004

0.006

0.008

0.010

0.012

0.014

0.016

0.018

0.020

(mm)

Figura 5.8: Confronto tra la risposta di due celle caratterizzate da una dierente energia di frattura. le bre si attivano, cio raggiungono la massima forza di richiusura, nella cella 2 per spostamenti pi elevati; una variazione dellenergia di frattura della matrice non modica in modo signicativo il carico di picco del FRC; in entrambe le celle la presenza delle bre aumenta la duttilit del materiale. Azione di richiusura concentrata e distribuita delle bre Si esamina una cella caratterizzata dalle seguenti propriet geometriche e del materiale: a1 = 120 mm a2 = 87 mm a0 = 10 mm L = 400 mm Ec = 30000 N/mm2 c = 0.2 Gf = 0.025 N/mm ft = 3.0 N/mm2 int 7 3 K = 10 N/mm K f = 2500 N/mm ns = 5 Fm = 20 N Fc = Fm sia modellando le forze di richiusura come azioni concentrate sia come azioni distribuite in un intorno della bra stessa di estensione = 24 mm.

166
400 350 300 250

CAPITOLO 5. MODELLO PER FRC FESSURATO

cls Forze concentrate Forze distribuite

P (N)

200 150 100 50 0 0.000

0.002

0.004

0.006

0.008

0.010

0.012

0.014

0.016

0.018

0.020

(mm)

Figura 5.9: Confronto tra la risposta del FRC ottenuta considerando le forze di richiusura delle bre concentrate o distribuite. In gura 5.9 rappresentata la risposta del FRC nei due casi di azione di richiusura delle bre concentrata e distribuita. Nel caso di forze distribuite le bre si attivano prima, cio raggiungono la forza massima di richiusura Fc per spostamenti pi piccoli, ma la dierenza in termini di risposta globale delle celle ridotta. Questo risultato dovuta al fatto che nel modello che considera lazione di richiusura distribuita in un intorno della bra, il carico uniforme qi , corrispondente alla bra i-esima, quando attivato, agisce comunque su tutta la zona di diusione . In altre parole anche nel caso di forze distribuite, lazione di richiusura si manifesta attraverso la risultante delle pressioni qi che applicata in corrispondenza della posizione della bra stessa. Questo implica che la risposta globale ottenuta nel caso di azioni distribuite molto simile a quella determinata nellipotesi di forze concentrate; al contrario la distribuzione degli spostamenti di interfaccia, nel caso di pressioni uniformi a tratti di richiusura risulta pi regolare e, sulla base dei risultati della singola cella riportati nel Capitolo 4, pi realistica.

5.6

Conclusioni

Si sviluppata una procedura in grado di cogliere la risposta a trazione del calcestruzzo brorinforzato. Tale procedura rappresenta unestensione di quella sviluppata

5.6. CONCLUSIONI

167

nel Capitolo 3, per i materiali omogenei coesivi. Consiste in un bilancio energetico, basato sui modelli Rcurve, dove la funzione di resistenza R () quella caratteristica della matrice cementizia, mentre lazione di richiusura esercitata dalle bre viene tenuta in conto nella determinazione dellenergia di rilascio G. Lenergia di rilascio viene valutata mediante una tecnica di omogeneizzazione non lineare che sfrutta la sovrapposizione degli eetti e si sviluppa in due passi, nel primo passo si studia la sola matrice di calcestruzzo fessurata, nel secondo passo si tiene in conto la presenza delle bre. La procedura sviluppata permette di valutare la risposta non lineare del materiale studiando unequazione algebrica di secondo grado, che rappresenta la condizione di propagazione della fessura, i cui coecienti sono calcolati risolvendo problemi elastici lineari. In questo modo, il metodo numerico proposto in grado di determinare la risposta di softening del FRC, risolvendo unequazione algebrica non lineare invece che un sistema di equazioni non lineari le cui dimensioni dipendono dai gradi di libert del problema esaminato. Le iterazioni necessarie sono perci eseguite su una singola equazione. La procedura si dimostra perci semplice ed ecace in quanto richiede ridotti oneri computazionali rispetto ad unanalisi non lineare al passo. Dai risultati delle applicazioni numeriche sviluppate si pu osservare come la presenza delle bre generi un signicativo incremento della duttilit nella risposta a trazione del calcestruzzo. La duttilit del FRC cresce con laumentare del valore dellazione totale di richiusura esercitata dalle bre. Le irregolarit nella risposta del materiale composito rappresentano gli stati in cui le bre raggiungono la loro massima capacit portante. Tali irregolarit non sono presenti nella risposta a trazione del FRC determinata sperimentalmente, in quanto leettiva distribuzione random delle bre, cio la presenza di bre con varia inclinazione, diversa lunghezza immersa e dierente valore della forza di richiusura massima, rende pi uniforme lazione esercitata dalle bre stesse. Lanalisi eettuata considerando una distribuzione periodica di bre e fessure riesce comunque a cogliere almeno qualitativamente la risposta del materiale e lincremento di duttilit prodotto dalla presenza delle bre. Inoltre la procedura in grado di seguire con facilit anche le suddette irregolarit cio gli snap-back locali che corrispondono al raggiungimento del completo distacco delle bre dalla matrice. Tali irregolarit risulterebbero dicili da seguire mediante unanalisi al passo.

168

CAPITOLO 5. MODELLO PER FRC FESSURATO

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