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FIL.

TEORETICA I
IL PRINCIPIO SPERANZA:
Ernst Bloch Ludwigshafen 1885 Tubinga 1977

Bloch: vita e opere


Nel 1933 Ernst Bloch costretto a lasciare la Germania e a stabilirsi allestero. 1938: Stati Uniti. 1949: Ritorna in Europa e si stabilisce a Lipsia. Nel 1961, mentre si trovava ad Ovest, non fa pi ritorno nella Germania Est. Dagli anni Sessanta alla morte a Tubinga. Tra le sue opere pi famose, oltre al Principio Speranza (1953-1959), troviamo: Spirito dellutopia (1918), Tracce (1930), Soggetto-Oggetto (1949) , Ateismo nel cristianesimo (1968), Experimentum mundi (1975), e il breve ma importantissimo saggio Avicenna e la sinistra aristotelica (1952).
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Bloch - introduzione
Due motivi fondamentali guidano la sua ricerca: la consapevolezza del negativo presente e la fiducia nel positivo futuro. Lepoca moderna segnata dal nichilismo, dalla rassegnazione e dalla sfiducia. Ma questa situazione non definitiva: bisogna imparare a sperare. Alla passivit dellesistenzialismo, che proclama lessere per la morte, Bloch oppone il costruttivo essere per la vita, presente, ad esempio, nellutopia marxiana. La ragione non pu fiorire senza speranza, la speranza non pu parlare senza ragione. La dimensione fondamentale del pensiero il futuro, il non-ancora-reale.
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Bloch - introduzione
questa lutopia concreta, cio la capacit di agire: Lutopia non fuga nellirreale, scavo per la messa in luce delle possibilit oggettive insite nel reale e lotta per la loro realizzazione. Le componenti dellutopia concreta sono: a) la fisionomia messianico-cristiana ( messianismo); b) la fisionomia marxista, non per nel senso mummificato del socialismo reale, ma in senso critico e antidogmatico, che analizza e considera la multiformit della vita. Bloch dice: la corrente calda del marxismo, che come utopia concreta contiene le nozioni di libert, anticipazione, trasformazione,non devessere imbrigliata nella sua corrente fredda, fissata dalla limitante datit oggettiva e rappresentata dalleconomicismo e dallo scientismo marxista, ben espressi nella Realpolitik staliniana. Il vero materialismo la capacit di intendere la materia come sostanza aperta, in divenire, la vera possibilit che non si riduce alla sua effettualit.
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Il principio speranza
A differenza della psicoanalisi, che si interessa solo di sogni notturni, bisogna dedicare attenzione ai sogni diurni. Luomo un essere che sogna ad occhi aperti, e questi sogni sono progressivi e anticipatori. Essi si hanno soprattutto nei momenti in cui il nuovo albeggia: la giovent, periodo sociali rivoluzionari, periodi di creativit artistica e culturale. I sogni delluomo sono dovuti alla sua incompiutezza, mancanza, ricerca di identit. Questa fame dessere lo spinge verso il futuro, sforzandosi di procedere al di l del buio. In questo senso ontologico, luomo non ha speranza, ma speranza.
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Il principio speranza
Vi sono tante immagini della speranza che si manifestano in strutture topiche: fiabe, romanzi, cinema, viaggi, teatro ecc. Luomo non devessere addottrinato al nuovo, ma possiede gi in s da tempo il sogno di una societ migliore, dotata per lui di maggiore dignit e autonomia. La radice della storia luomo che lavora e crea, che supera le condizioni date. Ma non esiste un progetto predefinito del mondo; il mondo infatti un esperimento in corso di possibilit mai esaurite. Per questa ragione ogni speranza contiene in s la possibilit di andare delusa. Luomo non una pedina di un gioco cosmico, ma ha la responsabilit del destino del mondo attraverso la sua libera e creativa progettualit. Lopera delluomo addirittura in grado come diceva Schelling di riconciliare la natura a s medesima. Antropologia e cosmologia vanno di pari passo: la realt non si sviluppa in un universum, ma in un multiversum, ove vige la legge dellasincronia, la non-corrispondenza tra popoli, classi e culture.
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Il principio speranza
Da qui il recupero di istanze religiose in un contesto ateo e materialista. Lateismo non significa rifiuto del domani, ma rifiuto di ammettere Dio come perfezione gi tutta realizzata e compiuta (ateismo cosmologico). La religione non solo evasione od oppio dei popoli, ma anche sospiro della creatura oppressa. Sorge cos il tema dellateismo nel cristianesimo: la religione come protesta, anelito universale della speranza. In questo senso lateismo eredita la religione in quanto eredita lo spazio occupato da Dio che va eliminato come ipostasi. Nella cultura atea lo sguardo verso lavanti deve sostituire lo sguardo verso lalto: Fede in dio fede nelluomo Dio nascosto uomo nascosto del futuro Regno dei cieli regno della terra Provvidenza divina concreto agire umano Per questo la Scrittura manifesta una carica inesauribile di speranza ribelle. Luomo non ha solo bisogni economici, ma anche spirituali: affamato i felicit, amore, bellezza e non solo di cibo.

Ateismo nel cristianesimo


Come aveva gi visto Feuerbach, la religione contiene nei suoi racconti tutta la ricchezza della realt umana, i suoi sogni e desideri. Ora, secondo Bloch il vero ateo deve prendere la religione in eredit che significa ereditare lo spazio occupato da Dio. Nel Cristianesimo presente la gestazione stessa dellateismo. Per far questo, bisogna leggere la Bibbia dal basso, come Bibbia dei poveri: al Dio sovrano e creatore che esige sottomissione si sostituisce cos il Dio apocalittico e salvatore che accende la speranza. Attraverso Ges, luomo si fa Dio. Solo un ateo pu essere un buon cristiano e solo un cristiano pu essere un buon ateo.
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Il principio speranza: la possibilit (delineazione filosofica)


Lanimale non conosce la categoria della possibilit: solo luomo ribolle di utopia. La vita processo e la possibilit tutto ci che parzialmente condizionato, in quanto non ancora compiuto e definitivamente determinato. Il possibile esiste se la realt non completamente elaborata, se aperta al nuovo e al dirompente. Il futuro non arriva sulluomo come destino, ma luomo che, con le sue forze, arriva sul futuro.
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Il principio speranza: la possibilit (delineazione filosofica)


Per intravedere questa possibilit bisogna A) opporsi alle visioni pessimistiche, che ingessano la realt nel freddo della critica. B) opporsi a una fiducia banale e ingenua nel progresso, al falso ottimismo. C) opporsi alle visioni finalistiche, che intendono la vita come circolarit ripetitiva.
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La materia
Ora, la possibilit non ci sarebbe senza la materia in movimento, aperta al divenire. La forma indica infatti qualcosa di compiuto, definito e quindi chiuso. La materia dunque il correlato della possibilit. Anzitutto, la materia aperta non la semplice materia meccanica, necessaria, che ostacola e resiste alle forme.
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La materia
Gi in Aristotele la materia associata alla dynamis = potenzialit. Questassociazione rende la materia non impediente, ma determinante: kat t dynatn = ci che secondo possibilit, secondo le misure della possibilit. questo il nesso delle condizioni, la faccia posteriore della materia = quello che di volta in volta possibile.
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La materia
Ma esiste anche unaltra faccia, quella anteriore, cio la materia come t dynmei on = lessente-inpossibilit, il grembo della fecondit da cui nascono tutte le forme del mondo. questa la faccia della speranza, del totum utopico.
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La materia
Questa utopia materiale si presenta nei filosofi aristotelici tardo-antichi e medievali eretici, cio panteisti (Stratone, Alessandro di Afrodisia, Avicenna, Averro, Almarico di Bne, Davide di Dinant), fino alla materia creatrice del mondo di Giordano Bruno. Tutti e due i lati devono essere considerati: quello posteriore, freddo, fatto di rigide determinazioni, e quello anteriore, caldo, dotato di inesauribile pienezza di attesa.
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IL POSSIBILE
1. Possibile puramente formale: ci che si pu dire, e, oltre al dire, anche pensare: i nonsensi e i controsensi. 2. Possibile obiettivo-cosale: riguarda la conoscenza della parzialit delle condizioni (non di tutte). formulato in un giudizio ipotetico o problematico.
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IL POSSIBILE
3. Possibile oggettuale adeguato alloggetto. Riguarda la cosa stessa e le sue condizioni insufficientemente emerse. Significa sia un potere interno, attivo, sia un poter-esser-fatto, passivo. Corrisponde al kat t dynatn = ci che secondo possibilit, secondo le misure della possibilit.

4. Possibile obiettivo-reale. Riguarda le conseguenze, la possibilit reale carica di futuro, non del tutto esaurita. lessere-inpossibilit, la materia come possibilit effettiva delle forme. Panteismo materialista tardo-medievale. Ontologia del non-ancora.
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