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Single adotta un bimbo in Italia Recepita dal tribunale dei minori di Caltanissetta una sentenza dello Zambia MILANO

- Cristina ha vinto la sua battaglia. Pediatra single di Enna, aveva adottato legalmente nello Zambia cinque bambini, tra cui il piccolo Joseph di 7 anni. Ora la dottoressa siciliana, da anni impegnata sul fronte umanitario in Africa, ha ottenuto quanto da tempo desiderava. Il tribunale dei minori di Caltanissetta, infatti, ha recepito la sentenza a lei favorevole emessa da un tribunale dello Zambia e che riconosce la donna come madre adottiva di Joseph. LA STORIA - il Giornale di Sicilia a raccontare la storia di Cristina. La donna ha iniziato la sua battaglia nel m,arzo del 2009, con iniziative giudiziarie e non solo. La pediatra, per esempio, stata protagonista della Marcia per i bambini in attesa di giudizio, da Enna a Caltanissetta, organizzata dal comitato delle famiglie adottive. La Fazzi aveva legalmente adottato in Zambia cinque bambini, tra i quali Joseph. Ora quella sentenza stata riconosciuta dal tribunale nisseno e in particolare dai giudici Piergiorgio Ferreri (presidente) e Francesco Pallini (estensore). LA CASSAZIONE E L'INVITO AL PARLAMENTO - Lo scorso febbraio la Corte di Cassazione ha invitato il Parlamento italiano ad aprire alle adozioni di minori da parte dei single, anche se con le dovute cautele. Il pressing dei giudici nasceva dalla convalida, seppur in forma non pienamente legittimante ma mite, dell'adozione di una bimba russa alla quale fa avrebbe fatto da mamma una donna sola di Genova. In quell'occasione la Suprema Corte ha sottolineato che nulla contro l'adozione da parte dei single previsto dalla Convenzione di Strasburgo sui fanciulli del 1967 che contiene le linee guida in materia di adozione. La Cassazione - nella sentenza 3572 - sottolineava inoltre che il legislatore nazionale ben potrebbe provvedere, nel concorso di particolari circostanze, ad un ampliamento dell'ambito di ammissibilit dell'adozione di minore da parte di una singola persona anche con gli effetti dell'adozione legittimante. Perplessit furono espresse dal cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, secondo il quale nei procedimenti di adozione in linea generale, la priorit il bene del bambino, che esige un padre e una madre.

I reality show Da qualche anno la televisione propone un particolare tipo di programma, ma quelli che parlano bene dicono "format", che costa poco e sembra incontrare il favore del pubblico: si tratta dei reality show, nei quali un gruppo eterogeneo di persone viene fatto interagire, per un periodo prolungato di tempo, in situazioni, in genere, frustranti. Il prototipo di questi programmi rappresentato da "Il Grande Fratello", una trasmissione entrata ormai a far parte del costume nazionale, ma hanno riscosso e continuano a riscuotere grande successo di pubblico "L'isola dei famosi", "La Talpa" e "La fattoria". Premesso che, a mio avviso, senz'altro meglio impiegare il proprio tempo leggendo La Repubblica di Platone, Il discorso sul metodo di Cartesio oGuerra e pace di Tolstoj, trovo tuttavia esagerati il rifiuto o l'ammiccamento di sufficienza che una cosiddetta elite di spettatori e di critici televisivi riserva a questi programmi. vero che purtroppo, forse con le eccezioni di "Amici" e "X Factor", in generale i reality promuovono alla ribalta e alla notoriet individui modesti e senza meriti particolari, che per anni ci vengono poi propinati in tutte le trasmissioni televisive di intrattenimento, generando negli spettatori saziet quando non autentico disgusto. Inoltre capita spesso, seguendo i reality, di imbattersi nella volgarit, nella banalit, nella noia: battute sbracate, frasi fatte, imprecazioni grossolane, refrattariet al pensiero articolato sono all'ordine del giorno. Ma nello stesso tempo difficile negare che tali programmi e i loro protagonisti non costituiscano, in qualche modo, lo specchio abbastanza veritiero della odierna societ. Io dispongo di poco tempo libero ma, nei periodi in cui ho meno da fare e quindi ho pi agio di trafficare col telecomando, non disdegno di seguire le peripezie dei personaggi che si avvicendano nei reality. Alcuni li trovo molto vivi, interessanti, seducenti; altri, vero, mi risultano antipatici o addirittura ripugnanti. Infine, i reality, almeno nei momenti pi spontanei e depurati dalle melense trovate degli autori, costituiscono esperimenti di psicologia sociale con un importante valore educativo. Lo spettatore ha modo di vedere come funziona in concreto un gruppo, come si cementa o si disgrega, come si costituisce o si distrugge la leadership, come ogni singolo individuo affronta i problemi che la contiguit fra esseri umani fatalmente determina. E questo, in qualche modo, favorisce nel telespettatore un non trascurabile apprendimento per imitazione. Egli ha modo di imparare nuove strategie esistenziali, secondo le stesse modalit con cui si apprende di frequente nella vita reale. Identificandosi con i vari personaggi vive il colpo basso, il tradimento dell'amico o del fidanzato, le invidie, le gelosie, i conformismi, le

arroganze, gli esibizionismi che fanno parte integrante della quotidianit concreta di qualsivoglia gruppo si appartenga: i compagni di classe, i colleghi di lavoro, gli amici. Concludendo, se i reality sono spazzatura, dobbiamo riconoscere che nella nostra epoca forse sono proprio i rifiuti che hanno molto da dirci circa il punto in cui sono giunte la nostra civilt e la nostra umanit.

Pisa - OGGI Oggi Pisa, ancora circondata dalla sua cinta muraria, una delle citt pi note al mondo e famosissima la sua celebre "Torre pendente" (o campanile di Santa Maria) che con i sui 55 metri di altezza e la sua caratteristica inclinazione, svetta dal 1173, nella famosa Piazza dei Miracoli, dichiarata dall'UNESCO, "sito patrimonio dell'umanit". Nella piazza, che ha unampia distesa erbosa, sorge anche il Duomo a cinque navate (1063-sec. XII) e con portale in bronzo di San Ranieri di Bonanno Pisano. Questa cattedrale conserva inoltre il Pulpito di Giovanni Pisano (1302-10). Nella piazza, a pochi metri dalla cattedrale, si erge anche il Battistero di San Giovanni (1152-sec. XIV) che con i suoi 107 m. di diametro, il pi grande battistero dItalia. Allinterno del battistero troviamo il fonte battesimale a forma ottagonale costruito da Guido Bigarelli da Arogno e il pulpito, scolpito tra il 1255 e il 1260 da Nicola Pisano, padre del Giovanni che scolpir qualche decennio dopo, il pulpito della Cattedrale. In Piazza dei Miracoli troviamo anche il Campo Santo (1278-83), pesantemente danneggiato dalle scariche di artiglieria del 1944, ma riportato, dopo lunghi e minuziosi restauri, allattuale definitiva sistemazione. Di questo cimitero si narra che la sua terra provenga dal Monte Calvario e che sia stata portata dallarcivescovo Ubaldo Lanfranchi di ritorno dalla Terra Santa. Ma se la Piazza dei Miracoli lattrazione principale di Pisa, un visitatore non troppo frettoloso pu prevedere una passeggiata lungo le rive dellArno che i toscani chiamano Lungarni e sui quali si affacciano, la Chiesa di S. Maria della Spina in stile gotico del 1323 e il Palazzo de Medici. Una visita poi si impone alla duecentesca Chiesa di S. Francesco (ove si trovano le spoglie del Conte Ugolino) e alla Piazza dei Cavalieri. Nella piazza dei Cavalieri (nel 1200 chiamata Piazza delle Sette Vie), ex quartiere generale dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano e antico centro della citt repubblicana si affacciano: - il Palazzo dell'Orologio, gi appartenuto alla famiglia Gualandi che si trova dove sorgeva la famosa Torre della Muda e dove nel 1289 mor il famoso Conte Ugolino con i figli e nipoti; - il Palazzo dei Priori ultimato nel 1603 da Pietro Francavilla; - la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri progettata da Giorgio Vasari e consacrata nel 1569. Allinterno della chiesa numerosi dipinti realizzati da Ludovico Cardi detto il Cigoli, Jacopo Ligozzi, Cristofano Allori, Jacopo Chimenti detto l'Empoli, Aurelio Lomi, Bronzino e Giorgio Vasari; - la Chiesa di San Rocco risulta edificata gi nel 1028, ma quello che oggi visibile, in buona parte risale ai lavori effettuati nel 1575 e nel 1630; - il Palazzo del Consiglio dei Dodici, ristrutturato intorno al 1590 dall'architetto Pietro Francavilla, anche scultore della Statua di Cosimo I che si trova nella piazza;

Il sistema scolastico in Italia


Et 35 Scuola Scuola materna / Asilo NIDO 3 anni 6 10 dalle 8:30 alle 16 Scuola elementare 5 anni 8:00 13:00 alla fine: esame di Stato Scuola media (inferiore) 3 anni 8:00 13:00 Simpara a scrivere, leggere, contare una lingua straniera educazione civica Educazione tecnica Educazione artistica Educazione musicale Educazione fisica (Sport) Storia Geografia Scienze naturali Matematica Italiano Religione (non obbligatoria) Azioni / materie Giocare, cantare, disegnare Simpara a stare con gli altri

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Scuola media superiore / superiori Liceo: 5 anni (latino + una lingua straniera) o Classico

Materie umanistiche: Latino, Greco, Filosofia, Storia dellarte.

o Scientifico o Linguistico o Artistico Alla fine: maturit istituto tecnico: 5 anni industriale, ragioneria, meccanico, chimico, geometra (Hochbau), Alla fine: maturit istituto professionale: 3 anni senza maturit

Chimica, fisica, biologia, Latino + 3 lingue: inglese / francese / spagnolo / tedesco, Materie darte: disegno, scultura,

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Simpara un lavoro

con diploma di qualifica professionale

Scuola pubblica e di qualit per frenare la fuga dei giovani


D. uno scienziato di 32 anni, et in cui in Italia si ancora considerati ragazzi. Dopo la laurea, ha vinto il concorso per dottorato di ricerca nell'universit statunitense in cui aveva scritto la tesi. Proseguito e completato con successo il suo ciclo di studi, ora svolge e pubblica ricerche di impatto globale. Da poco stato nominato professore in quella stessa universit, che ha voluto tenersi stretto un talento cercato fuori e coltivato al suo interno, e sta per avviare un nuovo laboratorio. Una storia gi sentita, un insostenibile doppio spreco. Spreco di denaro pubblico, perch D. ha frequentato scuole pubbliche italiane, quindi la sua istruzione stata finanziata da tutti noi. E spreco di futuro: crescita e benessere divengono miraggi, se il nostro Paese priva parte delle sue migliori intelligenze di prospettive domestiche. Alla fine dell'anno scorso, l'istituto I-Com present uno studio sul valore economico dei cervelli in fuga, calcolando i proventi generati dai brevetti attribuibili all'attivit intellettuale di scienziati italiani all'estero, e stimando la perdita per il Paese in quasi 4 miliardi di euro su un arco di 20 anni. Oltre ai numeri, vi sono due aspetti ambientali da tenere presenti. Il primo riguarda il contesto in cui i giovani crescono.L'inaridimento del percorso formativo, la scarsit di risorse per lo studio, l'irrigidimento dello sviluppo professionale frenano la mobilit sociale e possono essere frustranti per chi ha un atteggiamento pi propositivo e innovativo. Ci non solo alimenta la fuga di cervelli, ma scoraggia anche le iniziative imprenditoriali. Dare prospettive ai giovani che abbiano voglia di impegnarsi e lavorare seriamente (il che presuppone capacit e volont, non scontate, di riconoscerli e selezionarli) essenziale. In secondo luogo, i brevetti vengono valutati, ma potrebbero davvero essere sviluppati in Italia? Di quanti benefici della ricerca l'intero sistema-Paese, e non solo l'inventore, potrebbe appropriarsi? Servono decisioni politiche di lungo periodo, volte a costruire un'infrastruttura e un indotto per le attivit scientifiche o ad alto valore aggiunto, privilegiandole rispetto ad altre. Non sempre il progresso nasce da condizioni ostili, spesso all'innovazione giova un ambiente accogliente. Sette anni fa consegnai al presidente di un'importante azienda italiana, che conoscevo per motivi professionali e che aveva espresso grande stima per mio padre, una raccolta di suoi scritti. Egli ricord quanto giovane fosse mio padre quando inizi a scrivere, e disse che, quando si possiedono talento e una forte volont, le opportunit per emergere si presentano sempre. Manifestai perplessit, poich ritenevo che l'Italia del 2005, rispetto agli anni 60, non offrisse particolari opportunit per i giovani. Da allora, com' noto, le cose sono peggiorate. Non esiste un diritto delle nuove generazioni a vivere meglio di quelle che le hanno precedute: la spinta a dare il

meglio di s non pu essere ricevuta dall'esterno, ma solo nascere all'interno di ognuno di noi. Ma limitare la possibilit dei giovani di valorizzare le proprie capacit, in primo luogo attraverso lo studio, in una scuola che sia pubblica, di qualit, esigente, orientata al lavoro, motore di mobilit sociale, significa asfissiare lentamente il nostro Paese. Esempi vecchi, come quello di mio padre, e recenti, come quello di D. e tanti altri, ci ricordano che non troppo tardi per cambiare direzione. Basterebbe capirli.

LA SCUOLA IN ITALIA
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In Italia, listruzione obbligatoria per otto anni, dai sei ai quattordici anni di et. La scuola dellobbligo inizia con la scuola elementare, che dura cinque anni, e continua con la scuola media, che dura tre anni. LA SCUOLA ITALIANA COS ORGANIZZATA: la scuola materna, che non obbligatoria, per i bambini dai tre ai sei anni; la scuola elementare, che obbligatoria e gratuita. formata da cinque classi, dalla prima alla quinta; la scuola media, che obbligatoria, formata da tre classi, dalla prima alla terza. Alla ne della terza media, gli studenti fanno lesame per avere la licenza media. Dopo lesame di licenza possono frequentare le scuole superiori che sono divise in: Scuole professionali (tre-cnque anni). Licei (cinque anni), Istituti Tecnici e Magistrali (quattro-cinque anni). Alla ne delle scuole superiori gli studenti fanno un esame per avere un diploma o per poter frequentare lUniversit. LUniversit divisa in Facolt (medicina, ingegneria, scienze politiche, lettere. matematica) Alla ne di un corso di laurea, che dura da quattro a sei anni, gli studenti hanno la laurea.
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Le 150 ore.

COMPRENSIONE

Dal 1972 la scuola organizza corsi speciali per permettere ai lavoratori di avere la licenza di scuola media. Questi corsi si svolgono in un anno, per un minimo di 350 ore. Di queste 350 ore, 150 ore sono pagate dal datore di lavoro: per questo, si chiamano 150 ore. Le lezioni, che si tengono nel pomeriggio o la sera, si svolgono con insegnanti statali nei locali delle scuole medie statali. I programmi sono decisi insieme con gli studenti-lavoratori su problemi attuali. Alla ne del corso, che di solito inizia in ottobre e nisce in maggio, gli studenti fanno un esame e ottengono la licenza media. Questo titolo di studio serve per il lavoro e per continuare gli studi. Es. 1 Vero/Falso 1. In Italia listruzione obbligatoria per sei anni 2. La scuola elementare dura tre anni 3. La scuola materna obbligatoria 4. Dopo lesame di licenza media, gli studenti possono frequentare le scuole superiori 5. Le suole superiori sono divise in scuole professionali, licei, ed istituti tecnici e magistrali 6. Dopo le scuole superiori gli studenti non possono frequentare lUniversit 7. Le 150 ore sono corsi per lavoratori 8. Gli studenti devono frequentare i corsi per almeno 350 ore in un anno scolastico 9. Le lezioni si tengono la mattina 10. Alla ne del corso gli studenti possono fare lesame ed avere la licenza media

q q q q q q q q q q

q q q q q q q q q q

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La scuola obbligatoria:

Le scuole superiori durano:

q dai sei ai quattordici anni q dai sei ai diciotto anni


La scuola elementare dura:

q dai tre ai cinque anni q dai tre ai quindici anni


LUniversit si frequenta:

q cinque anni q sei anni


Alla ne della terza media gli studenti fanno lesame:

q dopo la terza media q dopo le scuole superiori


Le 150 ore sono organizzate:

q per andare a lavorare q per avere la licenza media

q solo per lavoratori stranieri q per i lavoratori italiani e stranieri

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Es. 2 Scegliere la risposta giusta

1,2,3...
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ESERCIZI SULLE STRUTTURE

Es. 1 Unire le seguenti frasi col pronome relativo 1. La scuola dellobbligo dura otto anni. La scuola dellobbligo inizia con la scuola elementare. .............................................................................................................................. .............................................................................................................................. 2. Le scuole superiori si possono frequentare dopo lesame di licenza media. Le scuole superiori sono divise in Scuole Professionali, Licei e Istituti Tecnici. .............................................................................................................................. .............................................................................................................................. 3. La glia di Abeba frequenta il Liceo. La glia di Abeba ha 15 anni. .............................................................................................................................. .............................................................................................................................. 4. 11 libro sul tavolo. Tu cerchi il libro. .............................................................................................................................. .............................................................................................................................. 5. La macchina verde. Sefa ha comprato la macchina. .............................................................................................................................. .............................................................................................................................. 6. Il permesso di soggiorno dura 4 anni. Tu vuoi rinnovare il permesso di soggiorno. .............................................................................................................................. .............................................................................................................................. 7. Linsegnante ci insegna geograa. Rita linsegnante. .............................................................................................................................. .............................................................................................................................. 8. II lavoro faticoso. Io ho lasciato il lavoro: .............................................................................................................................. ..............................................................................................................................
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9. Io ho risparmiato i soldi. I soldi sono in banca. .............................................................................................................................. .............................................................................................................................. 10. La donna bella. Tu hai visto la donna. .............................................................................................................................. .............................................................................................................................. 11. Ieri venuto mio zio. Mio zio rimasto a cena (la noi. .............................................................................................................................. .............................................................................................................................. 12. Badu ha visto un lm comico. Il lm gli piaciuto molto. .............................................................................................................................. .............................................................................................................................. 13. Remy aspetta unamica. Lamica viene a fare i compiti. .............................................................................................................................. .............................................................................................................................. 14. Ho incontrato Roberto. Roberto mi ha chiesto di accompagnarlo. .............................................................................................................................. .............................................................................................................................. 15. Marzia innaa i ori. I ori li ha portati dalla montagna. .............................................................................................................................. ..............................................................................................................................

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Es. 2 Scrivere la preposizione articolata adatta (sul - sullo - sulla - sull - sui - sugli - sulle) 1. tavolo c la cartellina con i documenti. 2. Metti il libro banco. 3. spiaggia ci sono molte conchiglie. 4. Abdu ha scritto una poesia rivista Bianco e Nero. 5. Ho ascoltato alla radio un programma immigrazione. 6. Se non ti senti bene, stenditi divano. 7. caduta la neve campi e case. 8. scaali ci sono molti libri. 9. zio ho molto da dire 10. gonna sono stampati ori e foglie.

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PRODUZIONE SCRITTA
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Es. 1 Leggere la lettera e rispondere alle domande
Caro Giovanni, questa la prima lettera che scrivo in italiano da quando sono in Italia. Sono arrivato a Pordenone 6 mesi fa. Quando sono arrivato avevo molti problemi: la casa, il lavoro e anche la lingua. Poi ho trovato un lavoro in una fabbrica. Lavoro molto, la sera sono stanco ma almeno ho un salario. Adesso devo trovare una casa per stare un po da solo. Ho cominciato anche ad andare a scuola. Mi sono iscritto a un corso di italiano per stranieri che si tiene di sera in una scuola vicino a Pordenone. Il corso si chiama 150 ore e d la possibilit di prendere la licenza media. Vado a scuola quattro volte la settimana: il luned, il marted, il gioved e il venerd. Ogni sera le lezioni durano dalle 18,30 alle dieci. Si studiano quasi tutte le materie che si studiano nella scuola media inferiore: Italiano soprattutto, ma anche Storia, Geografia, Matematica e Scienze. Quello che si fa a scuola mi interessa, ma spesso la sera, alla fine delle lezioni sono stanco e vado subito a dormire. Spero di poter continuare a frequentare le lezioni fino allesame finale, perch voglio prendere la licenza media e forse continuare a studiare. Intanto adesso cerco di imparare bene la lingua italiana. Adesso ti saluto. Sai dove Vado? A scuola, naturalmente! Ciao Edward

1. Che problemi aveva Edward quando arrivato a Pordenone? .............................................................................................................................. .............................................................................................................................. 2. Dove ha trovato lavoro? .............................................................................................................................. 3. Ha trovato casa? .............................................................................................................................. 4. A che corso si iscritto? .............................................................................................................................. 5. Dove si fa il corso? .............................................................................................................................. 6. Quando va a scuola? ..............................................................................................................................
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7. Quanto durano le lezioni? .............................................................................................................................. 8. Che cosa si studia? .............................................................................................................................. .............................................................................................................................. 9. Perch Edward frequenta il corso? .............................................................................................................................. 10. Perch spesso stanco la sera? .............................................................................................................................. Es. 2 Completare il dialogo A: Ciao, dove vai? B: ................................................................................................................................ A: A scuola? E da quando? B: ................................................................................................................................ A: Dove? B: ................................................................................................................................ A: Quando si tengono le lezioni? B: ................................................................................................................................ A: Di sera, dopo il lavoro? Ma non sei stanco? B: S, ma .................................................................................................................... A: ................................................................................................................................ B: Perch voglio imparare litaliano e poi, alla ne del corso, fare lesame di licenza media. A: .............................................................................................................................. ? B: Il luned, il mercoled, il gioved e il venerd. A: ................................................................................................................................. B: Cominciano alle ore 6,30 e niscono alle 10. A: ................................................................................................................................ B: S, pesante, ma spero di continuare ad andare. A: ................................................................................................................................ B: Tutte le materie che si studiano nella scuola media: Storia, Geograa, Matematica, Scienze, ma soprattutto lItaliano.
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B: Dopo lesame? Spero di andare alle scuole superiori per continuare a studiare. Mi piace studiare. A: .............................................................................................................................. B: Allora perch non ti iscrivi anche tu? A; .............................................................................................................................. B: Basta venire con me a scuola, riempire la domanda di iscrizione e presentare il permesso di soggiorno. A: .............................................................................................................................. B: Allora andiamo subito, cos cominceremo a studiare insieme.

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A: ..............................................................................................................................

LETTURA
UNIT 20 Venezia: la citt - museo

Venezia una citt particolare e caratteristica. Infatti sorge su un arcipelago di 118 piccole isole, separate da 150 canali dacqua e collegate tra loro da oltre 400 ponti. I canali sono le strade di Venezia dove, al posto delle macchine, circolano motosca, barche e le caratteristiche gondole. I pedoni camminano lungo vie strette e tortuose chiamate con nomi diversi (calle, fondamenta, sottoportico). Ogni tanto le piccole vie sbucano in piazze grandi o piccole chiamate campi o campielli. Passeggiare e orientarsi a Venezia non facile senza una mappa della citt o senza le indicazioni dei Veneziani. Oggi la citt presenta molti problemi come: il continuo abbassarsi del suolo; i palazzi troppo vecchi; la corrosione causata dallumidit e dalle onde; linquinamento causato dalle industrie di Marghera e di Mestre. Perci, oggi, il problema del risanamento di Venezia al centro dellattenzione mondiale, anche perch la risorsa pi importante della citt il turismo.

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1 esempio:

RIFLESSIONE GRAMMATICALE
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IL PRONOME RELATIVO SERVE A UNIRE DUE FRASI DIVERSE PER FARNE UNA SOLA

Io ho comprato

lauto

lauto Lauto esempio: luomo che

rossa. io ho comprato rossa. si chiama Sefa arrivato adesso. arrivato adesso si chiama Sefa. plurale femminile prime seconde terze quarte quinte seste settime ottave none decime undicesime diciottesime ventesime

luomo Luomo 2 I NUMERI ORDINALI che

singolare maschile femminile prima seconda terza quarta quinta sesta settima ottava nona decima undicesima diciottesima ventesima
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maschile

1 primo 2 secondo 3 terzo 4 quarto 5 quinto 6 sesto 7 settimo 8 ottavo 9 nono 10 decimo 11 undici + esimo undicesimo 18 diciotto + esimo diciottesimo 20 venti + esimo ventesimo

primi secondi terzi quarti quinti sesti settimi ottavi noni decimi undicesimi diciottesimi ventesimi

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I NUMERI ORDINALI CONCORDANO PER GENERE (MASCHILE - FEMMINILE) E NUMERO (SINGOLARE - PLURALE) esempio: Rachid il primo della classe. Marta frequenta la seconda media. I primi giorni della settimana sono i pi duri. Le prime foglie cominciano a cadere.

LE PREPOSIZIONI ARTICOLATE CON SU SI FORMANO UNENDO LA PROPOSIZIONE SEMPLICE ALLARTICOLO DETERMINATIVO Singolare su + il su + lo su + la su + l sul sullo sulla sull su + i su + gli su + le Plurale sui sugli sulle

esempio: Metti le borse della spesa sul tavolo. Hai una macchia sulla camicia. Ha parlato unora sui problemi dellinquinamento. La pioggia cade sulle case.

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Corso ditaliano L2
elementare

a cura di Paola Sguazza

9 Carnevale
Ciao a tutti! Oggi sono contentissimo! Ho scoperto unaltra festa italiana. I miei amici mi hanno detto che tra poco sar Carnevale. Io non sapevo niente di questa festa. Loro mi hanno detto che si festeggia il Carnevale per prepararsi ad un periodo di 40 giorni chiamato Quaresima. La Quaresima un periodo di sacrifici per i cristiani. Per questo motivo Carnevale lultima festa gioiosa prima di questo tempo. Oggi anche i non cristiani festeggiano il Carnevale, perch una festa di divertimento. A Carnevale tutte le persone si travestono con dei costumi. Ogni persona si pu trasformare in qualcun altro. divertentissimo! Sulla faccia si mettono delle maschere, cos nessuno ti pu riconoscere. Esistono molti personaggi di Carnevale famosi: ogni citt ha le sue maschere pi conosciute. Arlecchino, per esempio, un personaggio con un vestito di tutti i colori. il mio preferito!!! Il Carnevale pi famoso in Italia il Carnevale di Venezia. A Carnevale si cucinano dei dolci speciali: le chiacchiere o bugie e le frittelle... mmhhh che buoni!

Esercizio 1 Abbina ogni nome alla maschera giusta, facendoti aiutare dallinsegnate.

COLOMBINA

ARLECCHINO

PULCINELLA

Esercizio 2 Riordina la ricetta per fare le frittelle di Carnevale. Lavora bene il tutto per ottenere un impasto omogeneo, lascialo riposare in frigo per un'ora e poi fai tante piccole palline con la pasta. Scalda l'olio in una padella a bordi alti, immergi le frittelline e girale ogni tanto per farle dorare da tutte le parti. Sciogli il burro in un pentolino. Metti in una terrina la farina, la fecola, il sale e lo zucchero vanigliato, mescolando il tutto; a questo punto aggiungi il limone grattuggiato e il burro. Scolale su della carta assorbente, mettile su un piatto da portata e spolverizzale con lo zucchero a velo.

Corso ditaliano L2

Corso ditaliano L2
Esercizio 3

a cura di Paola Sguazza

Nel tuo Paese si festeggia il Carnevale? Se la risposta s racconta, se la risposta no racconta unaltra festa del tuo Paese che ti piace tanto.

Ledizione 2013 del Carnevale veneziano si aprir il 26 gennaio e terminer il 12 febbraio con il marted grasso. Il tema di questanno : VIVI I COLORI Il Carnevale dei colori, i colori del Carnevale. Venezia lunica citt a colori prima dellinvenzione del colore: Canaletto, Guardi, Bellotto, Tiziano, Giorgione, Bellini, Veronese perfezionarono larte della pittura prospettica, e a colori, in laguna. Non potrebbe essere altrimenti: non c citt al mondo in cui lo spettro cromatico dia il meglio di s riflettendosi sullacqua dei canali e sulla laguna. Il Carnevale 2013 di Venezia sar il Carnevale del colore perch ogni colore comunica e suscita unemozione e a questa ciascuno di noi associa uno stato d'animo. I colori sono quanto di pi soggettivo vi sia, e condividono con lo spirito del Carnevale l'infinita variet e il numero dei mascheramenti, a propria volta corrispondendo alle nostre infinite diverse attitudini. Conoscete le maschere del Carnevale in Italia? Questi sono i personaggi pi famosi, abbinate il nome di ognuno alle immagini: ARLECCHINO forse la maschera pi famosa in tutto il mondo, dal caratteristico costume a rombi di tantissimi colori. Arlecchino una maschera diBergamo, in Lombardia, ma parla in veneziano perch nel 1500 quando essa nasce, la citt di Bergamo era sotto il dominio veneto. Arlecchino un servitore astuto e ficcanaso, spesso attaccabrighe (porta infatti in mano un bastone per fare baruffa con tutti!) e passa in un momento dal riso al pianto. Molte commedie dialettali veneziane lo vedono come protagonista. PULCINELLA Se Arlecchino ormai diventato il simbolo di Bergamo ed ancor pi di Venezia, Pulcinella lo di Napoli e della "napoletanit". Anche Pulcinella un servitore, ma il suo costume tutto bianco ed in faccia porta una grande maschera nera, spesso con un naso aquilino che sembra il becco di un uccello. Anche il suo carattere molto diverso da quello di Arlecchino: Pulcinella pi triste, tranquillo e spesso rassegnato. In pieno stile partenopeo, canta spesso accompagnato dal suono di una chitarra: sono malinconiche canzoni d'amore non ricambiato o dichiarazioni di grande legame per la sua terra e la sua citt.

La cucina finto-povera La cucina trionfa e dilaga in televisione, sui giornali, in libreria, nuovo mercato promosso in continuazione dalla pubblicit e dai mass media. LItalia del benessere riscopre la cucina povera attribuendole virt e sapori eccelsi in verit sconosciuti a quelli che lhanno provata. Era la cucina della pellagra e del gozzo, della vita media sui sessantanni e del re alto un metro e cinquanta, dellosso di prosciutto che in Lunigiana e in Garfagnana serviva a dar gusto a un centinaio di minestroni. Inglobata ora in una salubre e ottima cucina mediterranea che non mai esistita: dato che i paesi del mare nostrum hanno avuto per millenni alimenti e cucine diversissimi e che i romani consideravano il burro - per i padani condimento principe - un disgustoso unguento. I libri di cucina, le guide ai ristoranti e ai vini si moltiplicano e diventano moda, affari e burocrazia, migliaia di persone che campano assaggiando, visitando ristoranti e cantine per riferirne in un linguaggio immaginifico in cui le cotolette producono emozioni e i vini hanno sottofondi olfattivi dellintero bosco e sottobosco, di musco, di mirto, di mirtillo, di foglie secche e anche di lampone. Non c trasmissione televisiva di emittenti private o pubbliche, regionali o nazionali, cattoliche o laiche che non abbia il suo tour culinariofolkloristico per lItalia dei castelli e dei panzerotti, delle chiese e delle orecchiette alle cime di rapa. Ognuna con il suo cuoco da esposizione in tenuta candida, costretto a tirare avanti a forza di precotti perch il tempo della televisione non quello della cucina: per cui si passa, come nel cinematografo, a una serie di trapassi visivi del tempo, cosciotti appena messi al forno che riappaiono tre minuti dopo belli cotti. La cucina televisiva popolare infatti affidata di solito a delle professioniste capaci di fare la pasta per ore e ore, che dovrebbero essere di modello alle donne normali: ma queste alle otto del mattino vanno in ufficio o in fabbrica, la loro giornata se n e va con i figli, in tram, in treno o in pulizie; per cui vanno bene e avanzano i soliti spaghetti pronta-cottura e le verdure in scatola in arrivo dalle varie valli dellorto. Perch allora le trasmissioni e le informazioni sulla cucina incontrano tanto e cos crescente favore? Forse perch sono una cultura, un linguaggio che tutti capiscono. Forse perch la cucina una di quelle arti dilettantesche che piacciono a un popolo di dilettanti, come in genere le cose che sanno fare tutti e che comunque tutti f anno con disinvoltura: cantare, andare in bicicletta, guardare il Grande Fratello o la partita, frequentare il bar sport allangolo. Sicch la presenza dei grandi cuochi in queste trasmissioni risulta sempre un po assurda per ragioni economiche e pedagogiche, perch nelle loro esibizioni sfarfallano fettine di tartufo nero o bianco, fegato doca e formaggi che costano un occhio della testa. Che siano le memorie del sangue di fami e di

ristrettezze ataviche? O limborghesimento di una societ che non si scandalizza pi per il costo esorbitante di una bottiglia di vino o di un pasto? Lo dice anche il Censis che ormai gli italiani spendono pi per il superfluo che per il necessario.

STORIA DEL CICLISMO Lo sport ciclistico, considerato in Italia come lo sport del popolo , nato sul velocipede nell aprile 1868, allorquando un nucleo di possessori del nuovo mezzo di locomozione a pedale virtualmente inventato dal giovane carrozziere francese Ernesto Michaux mediante lapplicazione dei pedali ad una rudimentale Draisina diede vita al Veloce Club de Paris. Due mesi dopo, sui viali del Parc St. Cloud a Parigi, and in scena la prima corsa sui pedali. Fu a partire dal 1893 che si tennero i campionati mondiali ufficiali di ciclismo. Nacquero poi le grandi corse a tappe ( Tour de France nel 1903 e Giro dItalia nel 1909), che costituiscono ancor oggi il banco di prova pi importante e lavvenimento pi seguito dalle folle sportive. GLORIE SPORTIVE D'ITALIA Nello sport Ciclistico gli Italiani hanno colto affermazioni di risonanza mondiale, dopo il periodo Ganna, Galitti, Pavesi,COSTANTE GIRARDENGO s'impose all' ammirazione internazionale tanto da meritarsi il titolo di " Campionissimo ". Dopo aver vinto vari Giri d'Italia, battendo i suoi rivali Belloni, Brunero e Linari, vinse fra le altre gare, in drammatiche circostanze, il famoso Gran Premio Wolber. In quell' epoca: OTTAVIO BOTTECHIAvince due Giri di Francia ed in seguito sorse un altro campione: ALFREDO BINDA, il " Re della Montagna ", appellativio conquistato con 3 campionati del Mondo, 5 Giri d'Italia e decine e decine di grandi vittorie. Altro indimenticabile campione, conquistatore di un altro campionato mondiale, fu il mantovano: LEARCO GUERRA che, per il possente stile, fu denominato la " Locomotiva umana ". Frattanto la generosa terra di Toscana donava un altro intramortabile campione:GINO BARTALI che ancora oggi, dopo tre lustri di fulgide vittorie, tiene degnamente allo sport Nazionale: 2 Giri di Francia, 3 Giri d'Italia, 2 Giri di Svizzera e numerososissime altre vittorie, gli hanno fatto conseguire, fra tutti i ciclisti, il maggior numero di affermazzioni. Sorgeva intanto un altro asso che tuttora, dall'alto della sua eccelsa classe, domina il campo internazzionale: FAUSTO COPPI. Al popolare Tortonese che, col grande campione fiorentino, condivide le simpatie dei tifosi del pedale, d'Italia sportiva deve alcune delle pi fulgide vittorie, come il primato mondiale dell'ora, 3 Giri d'Italia e l'affermazzione, unica nel suo genere, di una vittoria consecutiva del Giro d'Italia e del Giro di Francia nel medesimo anno. Mentre Bartali e Coppi continuano a tenere degnamente il loro posto nell' agone internazionale, affiancati da altri autentici campioni comeFIORENZO MAGNI e ANTONIOBEVILAQUA, nuovi assi stanno sorgendo onde continuare la gloriosa tradizione. Il Museo del Ciclismo della Madonna del Ghisallo, in concomitanza con linizio della 95 edizione del Giro dItalia ospita la mostra temporanea Giro dItalia. La grande storia, promossa e curata da Rcs Sport e da La Gazzetta dello

Sport, in occasione dellanniversario del Centocinquantenario dellUnit dItalia. A partire dai grandi pionieri, la mostra ripercorre per capitoli i grandi momenti della gara ciclistica che da anni infiamma il cuore di italiani e stranieri. Lesposizione , inoltre arricchita, da una sezione dedicata intitolata Due ruote rosa, di scatti fotografici emblematici della collezione di Fabrizio Delmati, fotografo del Giro dItalia per 34 edizioni, 28 delle quale a servizio di Rcs, dei quali ha raccolto immagini di gioia, fatica e dolore, componenti di questo meraviglioso e unico sport A corredo delle immagini, le biciclette da corsa di Franco Bitossi, di Renzo Zanazzi, di Fiorenzo Magni, la bicicletta Giro dItalia Centoanni e la grande collezione di maglie rosa Giro for Ghisallo, promossa da Rcs, che ad oggi vanta ben 32 pezzi raccolti.

L'energia nucleare/ ALTERNATIVE L'energia nucleare una fonte di energia che si basa su una tecnologia in grado di sfruttare l'energia prodotta dalla scissione dell'atomo per fissione nucleare. l vantaggio principale dell'energia nucleare consiste nella produzione di energia elettrica a ciclo continuo per prolungati periodi di tempo. Il principale svantaggio dell'energia nucleare sono le conseguenze sull'ambiente e sull'uomo in caso di disastro nucleare. L'energia alternativa derivata da fonti di energia diverse da quelle tradizionali (gas,carbone, petrolio). Nel mondo, nel 2004, erano attivi 441 reattori nucleari, dei quali 43 sono entrati in funzione negli ultimi dieci anni. Per quanto riguarda la collocazione geografica, la maggior parte dei nuovi impianti stata realizzata in Paesi in via di sviluppo, mentre nellUnione Europea, dodici Stati non utilizzano energia nucleare e Germania, Olanda, Svezia e Belgio hanno deciso la chiusura delle centrali esistenti. LItalia, con un referendum nel 1987, ha deciso la chiusura di tutti i suoi impianti. In molti siamo contrari al nucleare su tutto il territorio italiano; meglio sarebbe investire seriamente nelle fonti energetiche alternative. Esistono stati come la Danimarca, in cui la corrente prodotta con il sistema eolico (in condizioni favorevoli) soddisfa il 23% del fabbisogno nazionale, o la Spagna in cui la produzione di energia eolo-elettrica ha raggiunto (record) del 45% del totale dei kilowatt prodotti. Dovremmo valutare tutte le varie opportunit diverse dal nucleare; l'ipotesi di utilizzare le risorse naturali, attraverso la realizzazione di pannelli solari, potrebbe essere una soluzione. Il fotovoltaico potrebbe essere un punto di partenza, senza sottovalutare che esistono molte zone sul territorio siciliano caratterizzate da flussi eolici continui. Negli ultimi decenni il livello di inquinamento aumentato particolarmente e questo dovuto in parte anche all'uso dipetrolio e altri combustibili fossili, materiali estremamente inquinanti, che a lungo andare, come sta succedendo, possono procurare gravi problemi di inquinamento a livello mondiale. Il problema non la disponibilit di energia, ma l'enorme accumulo di anidride carbonica (CO2) nell'atmosfera. Le fonti di energia sono presenti e si presume che, considerando il ritmo attuale di consumo di energia, si possano sfruttare i combustibili fossili, in particolare il petrolio, per i prossimi quarant'anni (periodo di tempo sufficiente, si spera, per lo studio di nuove fonti energetiche). Il dato veramente allarmante l'introduzione di ventitr miliardi di tonnellate di anidride carbonica nell'atmosfera all'anno derivati dalle attivit umane. Esistono alcune tecnologie per eliminare l'anidride carbonica, ma sono

ancora troppo costose e poco sicure, poich non adeguatamente studiate e approfondite. Una soluzione per migliorare l'attuale situazione quella di intensificare e finanziare maggiormente lo studio e l'utilizzo dell'energia alternativa: energia ricavata da qualsiasi materiale o sostanza differente dai combustibili fossili. Attenzione, per, a non confondere energia alternativa con energia rinnovabile; quest'ultima, ricavata da fonti appunto rinnovabili (quali acqua, sole, vento, ecc.), considerata un'energia alternativa, ma non l'unica. Infatti ritenuta appartenente a questo gruppo anche l'energia nucleare, poich una forma che si oppone a quella tuttora in uso ricavata da combustibili fossili. Possiamo quindi affermare che le energie alternative sono : l'energia prodotta tramite fonti rinnovabili: -solare -idroelettrica -eolica -geotermica -delle biomasse -delle maree

-l'energia nucleare L'energia alternativa, se sfruttata in modo intelligente e ben distribuito, pu veramente migliorare la situazione odierna di inquinamento e abuso delle poche risorse della Terra. Il suo sviluppo la speranza del nostro futuro. Per molti lenergia nucleare non si dovrebbe usare pi in nessuna parte del mondo, perch non sicura, pericolosa e soggetta frequentemente a dispersioni di radioattivit che causano terribili malattie: leucemia, cancro, alterazioni cromosomiche, malformazioni, danni alla salute che potrebbero ripercuotersi anche sulle generazioni future. Poteva sembrare unalternativa giusta allinquinante dovuto al petrolio, ma non risolve il problema stesso del fossile carbone che produce energia, ma aumenta tutto, a partire dai danni a tutto quanto. Almeno questo tipo di produzione non prodotta in Italia, perci meglio usare energie pulite o reattori a fusione fredda. Perci basta poco per salvare il mondo dallenergia nucleare.

LA FAMIGLIA ALLARGATA
Che cosa significa famiglia allargata? Conosci famigli di questo tipo? Che cosa ne pensi? 1) Leggi il testo sulle famiglie allargate In una ricerca lIstat ha sottolineato che in Italia ci sono circa mezzo milione di famiglie allargate o ricomposte, cio coppie coniugate o non sposate in cui almeno uno dei due coniugi ha avuto un matrimonio o una separazione alle spalle. Naturalmente allinterno di queste famiglie ci sono numerosi figli che si ritrovano oltre ai genitori biologici anche genitori acquisiti e non sempre la convivenza semplice.

Con il termine famiglia allargata si intende una famiglia ricostruita con un partner diverso da quello attuale dopo una precedente rottura. Significa che c stata una separazione, due genitori che si sono lasciati e si sono innamorati una seconda volta, ma di persone diverse. Indica una probabile nascita di altri figli che in qualche modo dovranno imparare a convivere con dei fratellastri; o figli del compagno/a gi grandi magari, che si ritrovano da un giorno allaltro a doversi relazionare con altri coetanei, figli del nuovo partner di mamma o pap. Se un tempo la parola fratellastro o sorellastra era decisamente dispregiativa perch la abbinavamo alla favola di Cenerentola, oggi sono i termini precisi per identificare i soggetti in questione e cio fratelli s ma non di sangue, che hanno in comune soltanto un genitore. Ovviamente non esistono ricette per garantire il successo di una famiglia allargata, ma ci sono tanti errori che con un po di buon senso e attenzione si possono evitare. Innanzi tutto non deve mai mancare il dialogo cos come il garantire a ciascun figlio il proprio spazio e la propria privacy. I primi tempi la nuova coppia dovr concentrarsi maggiormente sui figli che su se stessa, sottolineando i lati positivi della nuova convivenza e facendo capire ai figli che anche nelle famiglie pi tradizionali ci sono ombre e luci. poi importante lo stile di vita della nuova coppia, come si pone agli occhi dei figli; genitori vitali, sportivi, flessibili avranno pi possibilit di creare intorno a s un clima sereno, aperto al confronto. Un altro aspetto da tenere in considerazione che ogni figlio diverso e si adatter alla 1
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situazione in maniera diversa; limportante rassicurarlo perch dopo la separazione dei propri genitori ogni figlio si sente in qualche modo escluso, messo da parte. Ora rispondi alle domande indicando VERO o FALSO 1) La famiglia allargata il nuovo modello di famiglia italiana tipica 2) La parola fratellastro o sorellastra continua ad essere negativa 3) In questo nuovo tipo di famiglia conveniente che ognuno abbia una sua autonomia 4) Tra genitori e figli deve regnare il dialogo 5) La famiglia tradizionale era molto pi stabile V V F F V V V F F F

2) Guarda il video e rispondi alle domande con vero o falso; poi confronta le tue risposte con quelle del compagno (fino al minuto 210) In classe

url: http://www.youtube.com/watch?v=8Rvx2fqSt5A Insegnante: Rudy, possiamo sentire il tuo di tema?

1) Rudy si lamenta perch non gli piace il nuovo stile di vita 2) Aggiunge che far fatica ad abituarcisi 3) Alice invece felice per la sua nuova vita 4) Rimprovera per Rudy di essere troppo coraggioso 5) Lo accusa di lavarsi poco

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6) Dice che andr a trovare il padre a Milano con la sorella

3) Descrivi latteggiamento dellinsegnante durante la lettura del tema di Rudy e latteggiamento di Rudy durante la lettura del tema di Alice. Cosa succeder al ritorno a casa? Formulate ipotesi con i vostri compagni

4) Guarda il video e rispondi alle domande con vero o falso; poi confronta le tue risposte con quelle del compagno. (fino al minuto 038')

Gli alunni hanno fatto uno scherzo allinsegnante Lucia si lamenta dello scherzo La collega consiglia a Lucia di far finta di niente

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5) Guarda il video e rispondi alle domande con vero o falso; poi confronta le tue risposte con quelle del compagno.

1) Giulio chiede a Lucia perch sta lavando 2) Lucia dice che il colpevole Rudy

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3) Il padre elogia Lucia di fronte al figlio 4) Il padre fa promettere a Rudy di non fare pi scherzi a Lucia 5) E gli chiede di comportarsi bene anche con le ragazze 6) Se le cose non miglioreranno, il padre rinuncer a sposarsi

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6) Guarda il resto del video e rispondi alle domande con vero o falso; poi confronta le tue risposte con quelle del compagno

1) Alice arrabbiata perch Lucia in classe ha detto che era sua madre 2) Lucia risponde che non aveva alternativa perch tutti gi lo sapevano 3) Alice la rimprovera e le dice che non ha perso l immaginazione 4) Lucia cerca di spiegare alla figlia le ragioni di quel cambiamento 5) Lucia cerca di tranquillizzare la figlia, dicendo che tutto si sistemer

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6) Rudy vorrebbe evitare di scusarsi con Lucia 7) Rudy dice che non sapeva niente

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8) Lucia non vuole sentire nessuna scusa

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9) Rudy minaccia Alice di voler giocare alla famiglia felice 10) Alice si mostra spaventata 11) Alice accusa Rudy di alitosi

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4) Il personaggio Rudy chiama Alice anche acciuga o sardina, come spieghi questi fatto?

5) Le ipotesi formulate nellattivit 3 erano giuste?

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LA VESPA PIAGGIO: Storia di un mito

Guarda questo tributo alla Vespa con unintervista a Corradino DAscanio url: http://www.youtube.com/watch?v=hkR4XNG-Lps Conosci la Vespa? Che immagini ti evoca alla mente? Con che mezzi ti sposti in citt? E fuori citt? Attivit 1 1) Guarda questo video sulla casa di produzione Piaggio

url: http://www.youtube.com/watch?v=4C8oCwi_etw

2) Ora rispondi alle seguenti domande a. Inizialmente lo stabilimento Piaggio fabbricava motori per aerei b. Dalla fabbricazione di aerei si passati a quella dei motori c. Limpianto per fondere i metalli superato d. Le strade italiane sono invase da questo prodotto e. Agli sballati fanno sentire il rumore attenuato f. Per i naturalisti le vespe appartengono solo al mondo animale g. Grazie alle vespe si pu circolare a una velocit sempre pi forte h. Le Api si sono rivelate i mezzi meno utili i. Ogni giorno il collaudo suscita un avvenimento j. Si esportano anche via mare V V V V V V V V V V F F F F F F F F F F 1
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3) Rifletti sulla funzione di queste locuzioni:

a. Beata lei, con quel vitino da vespa: persona alta / persona dalla vita sottile / persona snella b. Con quella sua battuta, ha scatenato un vespaio: un coro di proteste / un enorme scandalo / un grande risentimento

Attivit 2

La storia della Vespa dalle origini


Il nome Vespa, la nascita di un mito Al momento della presentazione ufficiale al pubblico, il prototipo realizzato da Corradino D'Ascanio apparve a molti un progetto improponibile. E fu Enrico Piaggio, esclamando "sembra una vespa!", a siglarne definitivamente il destino. Da quell'aprile 1946, quando lo scooter pi famoso del mondo fece il suo debutto in societ al Golf Club di Roma (era la Vespa 98), sono passati pi di sessant'anni e oltre sedici milioni di esemplari prodotti. Tutto inizi nel 1945

Piaggio, la ricostruzione

Nel 1945 Enrico Piaggio, titolare della Piaggio & C., azienda che sino ad allora si era cimentata in vari ambiti della produzione di mezzi di trasporto, si trova a dover ricostruire un complesso industriale decimato dal conflitto mondiale. Le truppe tedesche avevano trasferito macchinari e linee produttive da Pontedera, dove dal primo 2
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dopoguerra si era insediata l'azienda, a Biella. Proprio in quella citt nato, nel giro di pochi mesi, quello che divenuto lo scooter pi famoso del mondo. L'intuizione Lo stato dello stabilimento non era altro che lo specchio delle drammatiche condizioni dell'intero Paese. Fra i calcinacci ed i ruderi bellici, la popolazione italiana diede vita ad un singolare fenomeno di ripresa. Pochi anni dopo si parler di miracolo economico. Una crescita rapida e che interess ampi settori della societ, resa possibile anche da geniali intuizioni tecniche ed imprenditoriali. Da alcune di queste nata la Vespa. Due figure diedero vita al nuovo prodotto. Enrico Piaggio, imprenditore attento alle esigenze di un mercato cos provato e Corradino D'Ascanio, geniale progettista di formazione aeronautica. Piaggio comprese che uno dei fattori di riscatto della disoccupazione e della miseria era quello di una nuova forma di mobilit, un mezzo pratico ed economico che potesse abbracciare esigenze e professioni diverse. Le condizioni disastrose delle strade, i costi proibitivi delle autovetture e la dichiarata ostilit nei confronti della motocicletta da parte di una cospicua fetta della popolazione, definirono il carattere dell' invenzione di D'Ascanio. Prima di questi, tuttavia, si ciment l'ing. Spolti; il prototipo che ne deriv non piacque a Enrico Piaggio, che cos ricorse alle mente innovativa di D'Ascanio, gi apprezzato collaboratore ed ideatore dell'elicottero. L'ingegnere abruzzese (D'Ascanio era originario del pescarese) pens un mezzo che essenzialmente coniugasse la praticit dell'automobile alla maneggevolezza della motocicletta. D'Ascanio non amava la motocicletta. Proprio per questo ne risult un progetto rivoluzionario, uno scooter con telaio a scocca portante in lamiera d'acciaio, con gli organi meccanici coperti - cos da garantire la massima pulizia - e le ruote intercambiabili, montate a sbalzo. Analizzando quello che in effetti non era uno dei migliori momenti per tutta l'economia italiana venne fuori l'intuizione di Enrico Piaggio, l'Italia mancava di tutto, mentre i reduci di ritorno dal fronte o dalla prigionia, una volta ricomposte le famiglie, chiedevano lavoro.

Enrico Piaggio il fondatore

Un paese che mancava di comunicazioni per le strade distrutte, l'inefficienza delle ferrovie, la cronica carenza di mezzi di trasporto uniti al bisogno di riallacciare comunicazioni e quindi riprendere i contatti per la ripresa del lavoro, del commercio, dello scambio, mettevano in condizioni un gran numero di persone di poter disporre di un veicolo che fosse pratico, economico, con un costo limitato di esercizio e di consumo. Dall'esigenza di poter guidare questo mezzo senza togliere le mani dal manubrio nasce l'idea del comando del cambio a manopola.

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Catena di montaggio a Pontedera

Con 68.000 lire il costo della Vespa, si poteva cominciare a muoversi in citt nelle strade non asfaltate di allora, nelle campagne, sui monti, nei posti di mare; la Vespa era utilizzata in qualsiasi modo, in qualsiasi condizione di esercizio. Questo primo modello rimase poi in produzione fino a tutto l'anno 1947, anno fino al quale stata in produzione la Vespa 98 che prendeva il nome dalla cilindrata stessa. Sempre la Vespa del 1948, con cilindrata 125 cc., una cilindrata che la Vespa attraverso il normale aggiornamento tecnologico, seguiter ad avere fino ad oggi1.

1) Ora rispondi alle seguenti domande: a. Quando venne presentato il modello della vespa entusiasm tutti b. Lo stabilimento rispecchiava il Paese distrutto dalla guerra c. Il modo di risollevare il paese era creare un mezzo pratico ed economico d. La gente comunque continuava a preferire le moto e. Allora DAscanio progett un mezzo pi pratico della moto f. Su questo mezzo le persone potevano stare sedute senza sporcarsi g. Nonostante la poca viabilit delle strade lItalia poteva spostarsi facilmente h. Lidea di porre il cambio sulla manopola era per guidare il mezzo con le mani V V V V V V V F F F F F F F

Attivit 3 Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei diversi mezzi utilizzati per spostarsi in citt o fuori citt? Discutine in classe.

La storia della Vespa dalle origini. Disponibile online: < http://www.vrwiki.it/index.php/Storia>

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LA VESPA PIAGGIO: Storia di un mito

Conosci la Vespa? Che immagini ti evoca alla mente? Con che mezzi ti sposti in citt? E fuori citt?

Attivit 1 1) Guarda il videoclip Vespa, 60 anni di un mito italiano, tratto da un servizio di Repubblica.

url: http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=11085&ref=search

2) Ora completa con Vero o Falso

1) Per il 60 anniversario della Vespa stato organizzato un festival speciale 2) La Vespa rappresentava per i giovani il simbolo della libert

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3) La rivista Times non apprezz il modello 4) Piaggio scelse il modello delle moto dei paracadutisti 5) Per la forma dalla vita stretta la chiamarono Vespa 6) Divent subito parte della vita degli italiani 7) Dopo Vacanze Romane lo scooter presente in un altro film al cinema 8) venduta solo in Europa 9) Si usa esclusivamente per viaggiare in citt 10) Ci sono fan club anche in Germania e Giappone 11) Sono stati pubblicati libri, foto e reportage su di essa

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Attivit 2 1) Leggi il seguente articolo sulla Vespa

La storia ci ha consegnato la Vespa non come un semplice scooter, ma come un mito, un modo di essere, di pensare e di esprimere se stessi. La Vespa stata, nel susseguirsi dei decenni, interprete ed espressione della societ in cui si inserita. In qualche modo, in qualunque epoca, il punto di forza della Vespa sempre stato la sua contemporaneit, la sua capacit di cogliere levoluzione sociale e le nuove tendenze che ha saputo tradurre in termini di mobilit. La Vespa da sempre un messaggio, un forte segnale di contemporaneit. La Vespa un esempio unico di immortalit nella storia del design industriale, tanto da sconfinare dallambito di semplice prodotto per la mobilit e diventare protagonista nella storia del costume. Attraverso le sue campagne pubblicitarie che hanno segnato epoche diverse della nostra storia recente, la Vespa ha parlato di se stessa dialogando col suo pubblico, occupandosi di temi rilevanti. Ha saputo interpretare come nessun altro il cambiamento dei tempi.

2) E nel tuo paese c qualcosa di simile come simbolo di unepoca?

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leconomia sommersa Lotta allevasione fiscale Le grane che leconomia sommersa ci presenta, non fanno sorridere il nostro paese. Stando a quanto riportato da unindagine presentata dalla Tax Research London, il nostro paese detiene il negativo primato per evasione fiscale con un ammontare che giunto a ben 180, 27 miliardi di euro, cifra corrispondente ai 418 miliardi, costituenti il valore complessivo delleconomia sommersa. Il nostro paese supera cos in questa graduatoria, Francia e Germania: il valore delleconomia in nero nel paese doltralpe, pari a 290 miliardi di euro con unevasione fiscale che tocca i 120,61 miliardi mentre in terra tedesca il valore complessivo delleconomia in nero si aggira attorno ai 400 miliardi di euro e linsoluto nascosto al fisco, ha un valore di circa 158 miliardi. Spagna e Gran Bretagna sono in fondo alla classifica. Il nostro stivale "si salva" se andiamo ad analizzare il rapporto fra il mancato gettito fiscale e quanto il nostro fisco avrebbe dovuto percepire: il valore economico della cifra mancante corrisponde a circa il 27%. Il primo posto in negativo lo detiene la Romania, con un 35,3%, espressione di un paese in grosse difficolt economiche, con una povert estrema, nonostante sia membro dellUnione Europea. Continuando ancora a ragionare in numeri, il nostro record negativo sul fronte evasioni ci presenta un altro dato da pelle doca: sempre secondo quanto presentato dallanalisi di Tax Research of London, il rapporto fra evasione fiscale e valore globale della nostra spesa pubblica ci presenta una voragine del 228, 2%, una stima che ci regala un disonorevole secondo posto nella classifica europea, alle spalle dellEstonia superiore a noi con il 260,5%. Levasione fiscale , probabilmente dopo la malavita, la piaga sociale del nostro Paese pi grave e dura da estirpare : purtroppo, non un male degli ultimi anni, ma una piaga endemica e trasversale. Sono infatti decenni che si sente parlare di ingenti evasioni, ma nessun governo, di qualsiasi colore politico, ha mai fatto interventi incisivi per dare una soluzione ragionevole ed accettabile al problema. Si continua solo a sentire lo stesso ritornello, cio che in Italia vi unevasione fiscale enorme; sarebbe come che un medico si fermasse alla diagnosi senza poi passare alla terapia piidonea ed efficace per sconfiggere la malattia. Lonest lodata da tutti, ma la si lascia morire di freddo (una massima di Giovenale). a lotta allevasione andrebbe condotta anche attraverso leducazione civica, cio sul piano culturale, e sarebbe quindi opportuno che fin dalle scuole primarie si insegnasse che il furto un reato, comunque venga effettuato. Non pochi, mentre definiscono ladro colui che commette un furto, considerano un furbetto levasore che riuscito a sottrarsi al fisco. Alcuni addirittura arrivano a vantarsi peraver evaso il fisco, come se fosse una cosa di cui essere fieri, una sorta di fiore allocchiello. Ritengo che occorra combattere questa logica distorta e trasmettere ai giovani il messaggio che levasore un

disonesto ( uno che sostanzialmente sta compiendo un furto) in quanto non versando al fisco il dovuto fa s che il contribuente onesto sia gravato di una maggiore tassazione per poter ricevere servizi dallo Stato dei quali per gode anche levasore. Sembra che gli italiani stiano perdendo la pazienza e che stia nascendo una sorta di giustizialismo fiscale : infatti, il 70% degliitaliani sarebbe favorevole al carcere per gli evasori (non dimentichiamo che Al Capone fin in carcere per evasione fiscale). Non va tuttavia sottovalutato che levasione fiscale in parte dovuta anche alla mancanza di un rapporto di fiducia tra contribuente e Stato, rapporto fiduciario che impone reciprocit. A tale proposito concludo con una condivisibile riflessione del prof. Zamagni secondo il quale laspettativa dei cittadini che le istituzioni compiano azioni che non danneggino immotivatamente il cittadino e soprattutto che facciano vedere, in modo trasparente, che fine fanno le tasse pagate. Quando tale aspettativa frustrata, nel cittadino subentra la delusione e la voglia di rivalsa nelle forme ben note.

Laureati, i nuovi emigranti Al Sud non trovano lavoro


A tre anni dalla laurea la disoccupazione. E se il lavoro c', atipico e per pochi: privilegiati, benestanti e raccomandati. In questi casi si resta, negli altri si va. Da Sud a Nord: altra citt, altra casa, altra vita. Si diventa emigranti, con una laurea in valigia e la speranza di farne buon uso. Per i neolaureati meridionali mancano alternative; le partenze negli ultimi anni sono triplicate; mentre chi resta si affida a conoscenze e raccomandazioni per cercare lavoro. Le cause? Diverse e complesse, ma in primo piano ci sono la scarsa mobilit sociale, la mancata ripresa economica e il sistema scolastico. quanto sostiene una ricerca della Svimez, (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno), che prende in esame la mobilit territoriale, la condizione professionale e occupazionale dei laureati meridionali a tre anni dalla laurea. Nel lavoro pubblicato sul quaderno "I laureati del Mezzogiorno: una risorsa sottoutilizzata o dispersa" e condotto su dati Istat dai professori Mariano D'Antonio e Margherita Scarlato dell'Universit di Roma Tre, si legge infatti che la forbice sociale tra giovani dei ceti alti e bassi nel Mezzogiorno frutto di un "sistema di istruzione che contribuisce soprattutto ad amplificare la distanza tra aree ricche ed aree povere". Mentre "dovrebbe compensare gli svantaggi di partenza portando allo stesso livello figli di famiglie di diverso reddito e grado di istruzione". Emigrazioni in crescita. Nel 2004, a tre anni dalla laurea, il 46,4 per cento dei laureati meridionali che hanno studiato al Sud e si sono laureati in corso disoccupato. Disoccupato anche il 43,3 per cento dei laureati con il massimo dei voti a fronte del 30,8 per cento del Centro-Nord, dove oltre l'80 per cento dei laureati fuori corso da pi di tre anni ha comunque trovato un'occupazione. Si spiegano cos gli altri dati che indicano un progressivo incremento delle emigrazioni: nel 1992 i giovani meridionali che emigravano al Nord dopo la laurea erano il 6 per cento; nel 2001 sono diventati il 22 per cento. In valori assoluti, da 1.732 a 9.899 laureati e tra questi pi ingegneri ed economisti. Ma la crescita ha riguardato anche i giovani che hanno scelto il Centro-Nord per frequentare l'Universit: in percentuale, erano un terzo (pari a 6.618 studenti) nel 1992, sono saliti al 60 per cento (10.539 unit) nove anni dopo. Rimane invece molto bassa la quota di studenti che dal Centro-Nord si sposta al Sud per studiare: nel 2001 sono stati soltanto 779. "Nel Mezzogiorno il mercato del lavoro opaco, molto pi di quanto lo sia a livello nazionale - nota Margherita Scarlato, docente di Economia dello sviluppo all'Universit di Roma Tre - l'accesso non meritocratico al lavoro pi forte. E non solo un problema di stagnazione economica. Laddove carente la qualit dell'istruzione scolastica infatti molto pi determinante il ruolo della famiglia. Perci l'origine sociale e territoriale continua a determinare fortemente l'accesso all'istruzione, il rendimento, e la collocazione nel mondo del lavoro".

La forbice sociale. I dati analizzati mostrano la differenza delle opportunit: fra i laureati meridionali sono soprattutto i figli di dirigenti (22,7 per cento) e di liberi professionisti (23,6 per cento) a laurearsi in corso. Inoltre sono soprattutto i 'figli d a laurearsi nel Centro-Nord (20,9 per cento) o a trasferirsi dopo aver studiato al Sud (24,2 per cento), favorendo cos le migliori possibilit di crescita professionale. "Servono interventi rigorosi di inclusione sociale per evitare che i giovani restino ai margini - ribadisce la professoressa - altrimenti non ci saranno davvero limiti alle emigrazioni. Chi emigra lo fa per necessit, per avere una possibilit di crescita e di lavoro, e nella maggior parte dei casi non una scelta privata". Il discorso vale per la Campania, regione con la pi forte migrazione di neolaureati: un valore nel 2001 pari al 21,3 per cento del totale dei laureati (erano il 15,2 nel 1998); vale per la Calabria (18,3) e per Puglia e Sicilia (pari entrambe a 17,4 per cento). Minore invece la propensione al trasferimento per i molisani (12,9) e gli abruzzesi (13,2). E per chi sceglie di restare? Lavoro atipico, spesso frutto della rete di conoscenze. Secondo l'indagine, se si figli di dirigenti e imprenditori ci si affida ad amici, conoscenti e parenti per la ricerca dell'impiego (tra il 37 e il 41 per cento dei casi), pi di quanto facciano altri lavoratori autonomi (22-25 per cento). Ma in questi casi la distanza tra Nord e Sud si accorcia: anche al Nord i figli di dirigenti e imprenditori si rivolgono a canali informali. E anche l i contratti li fanno a progetto.