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LItalia Napoleonica e la Russia nel 1812

Universit degli studi di Cassino


e del lazio Meridionale

Soldati! marciamo innanzi... I destini della Russia debbono compiersi - Napoleone

Mostra dei Giovani Artisti Ciociari


Ottobre 2012

Roma Centro Russo


di Scienza e Cultura
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Roccasecca Villa Paolozzi

Cristiano Gabrielli
ACME, 2012, particolare cm 300x520x250, terracotta patinata in bianco, resina,
foglia oro, legno verniciato, ferro zincato verniciato, tessuto, guaina liquida,
USB, tavoletta grafica su back light, cera elettroformata in argento, specchio.
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LITALIA DI NAPOLEONE
E LA RUSSIA NEL 1812
MOSTRA DEI GIOVANI ARTISTI CIOCIARI

Ideazione e progetto
Organizzazione
Curatori

Catalogo

Tatiana Polo
Associazione culturale Villa Paolozzi
Tatiana Polo
Ida Rongione
Tatiana Polo
Ida Rongione
Martina Salvatore

Presentazioni Ciro Attaianese


Dmitry Shtodin
Antonio Abbate
Maksim Poletaev
Ascenzio Farenti
Giuseppe Golini Petrarcone
Ina Gloria Guarrera
Oleg Ossipov
Tatiana Polo
Traduzioni dal Russo in Italiano
Traduzioni dallItaliano in Russo
Correttore delle bozze in Russo
Grafica e stampa
Foto
Allestimento

Rettore Universit degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale


Ministro Consigliere dellAmbasciata della Federazione Russa in Italia
Assessore alla cultura Provincia di Frosinone
Presidente Sberbank di Mosca
Direttore Generale Universit degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale
Sindaco di Cassino
Preside del Liceo Artistico di Cassino, Sede distaccata I.I.S. A. Righi
Direttore Centro Russo di Scienza e Cultura a Roma
Russista Universit degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale
Gloria Canini
Tatiana Polo
Margarita Zhivova
DigiStamp communication
Martina Salvatore
Martina Salvatore, Maurizio Orlandi, Zuleika Crispino, Chiara Casale

Cassino, Palazzo dellUniversit a Folcara


Inaugurazione: venerd 12 ottobre 2012
La mostra rester aperta fino a 19 ottobre 2012 dalle ore 9.00 alle ore 17.00
Roma. Centro Russo di Scienza e Cultura, p-zza Cairoli, 6, 21 ottobre 2012
La mostra rester aperta fino al 29 ottobre 2012
Roccasecca. Galleria Villa Paolozzi, v-lo Paolozzi 13, Roccasecca 31 ottobre 2012
La mostra rester aperta fino al 4 novembre 2012

Presentazioni

E con autentica soddisfazione, scevra da qualunque retorica, che lUniversit di


Cassino e del Lazio Meridionale ospita il festival LItalia di Napoleone e la Russia
nel 1812, dedicato al bicentenario della vittoria della Russia su Napoleone. Al di
l del valore celebrativo, levento costituisce unoccasione unica per analizzare e
riflettere, con lapproccio scientifico che proprio dellaccademia, su eventi che
hanno fortemente influenzato non solo il nostro passato, ma anche il nostro presente.
Un patrimonio culturale importante soprattutto per le giovani generazioni che solo
da una conoscenza profonda della storia possono attingere valori utili per proiettarsi
nel futuro. Il carattere internazionale della manifestazione assicurato non solo dal
tema trattato, ma anche e soprattutto dalla presenza di autorevoli ospiti provenienti
dalla Federazione Russa e dalla Francia che, sono sicuro, non faranno mancare il
loro prezioso supporto allinstaurarsi di stabili rapporti di collaborazione del nostro
Ateneo con le istituzioni dei loro paesi di origine. Il tutto nella consapevolezza
che linternazionalizzazione dellistruzione superiore rappresenta un processo
irreversibile, che trae origine proprio dalla natura intrinsecamente internazionale
della didattica e della ricerca universitaria e che trova una concreta rappresentazione
in manifestazioni come questa.
Prof. Ciro Attaianese
Rettore dellUniversit degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

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Vorrei iniziare con un fatto storico. Nell estate del 1940 molti addetti
militari stanziati a Berlino, comunicavano ai propri governi che nel
Terzo Reich erano spariti dagli scaffali delle librerie tutte le opere
dedicate alla campagna russa di Napoleone nel 1812. Da questo
fatto tutti loro hanno tratto una conclusione quasi banale: i nazisti
studiavano lesperienza bellica del temuto imperatore francese.
La guerra del 1812, conosciuta in Russia come Guerra Patriottica,
suscita in ogni cittadino russo un sentimento di orgoglio per la
patria. La gloria e il dolore la caratterizzano allo stesso modo. Essa
certamente gioia per la vittoria, slancio patriottico della societ russa,
eroismo di massa dei partigiani, degli ufficiali e dei soldati, ma ha
anche portato con s il disastro economico, i lutti e le perdite umane, i
saccheggi e le esecuzioni di massa degli invasori, gli incendi di Mosca
e delle altre citt. Fu la prima Guerra Patriottica nella storia dello
Stato Russo. Patriottica per i russi fu inizialmente anche la prima
guerra mondiale, la cosiddetta Grande Guerra degli occidentali, che
solo successivamente entr nella storiografia russa con lappellativo
di imperialistica.
Larmata dellimperatore francese Napoleone Bonaparte non era
chiamata Grande per caso: era composta dai rappresentanti dei
diversi popoli europei (in tutto entrarono sul territorio dellImpero
Russo 630 mila persone), e per circa un terzo era formata dai cittadini
dei diversi stati della penisola italiana. Erano principalmente soldati
del Regno dItalia e del Regno di Napoli, anche se la partecipazione dei
napoletani era inferiore a quella dei cittadini del Regno dItalia. Sotto
il comando di Eugenio Beauharnais i soldati italiani componevano il
quarto corpo darmata, che si articolava in due reggimenti della guardia
donore, due reggimenti di cavalleria, venti reggimenti dei leggeri e
dieci della cavalleria. Gli storici asseriscono che, fatta eccezione degli

stessi francesi, in confronto alle altre nazioni gli italiani combattevano


in modo eccellente, esattamente come i polacchi.
A questo proposito mi vien da dire che non mi sono noti nellItalia
di oggi nessuna associazione o ente patriottica, che si occupi della
commemorazione dei veterani italiani delle guerre napoleoniche. Se
tale ente esista, sarebbe interessante venirne a conoscenza.
Lo stesso si pu dire anche degli armamenti. I trofei che i russi
conquistarono durante la battaglia di Borodino si rivelarono essere
cannoni di fabbricazione prussiana. Larmata napoleonica, tutto
sommato, rappresentava un paurosa macchina bellica internazionale.
Del generale Gelo e del fantomatico inverno russo si sentito spesso
parlare. Sono convinto che le enormi dimensioni del Paese e le sue
rigide condizioni climatiche hanno giocato un ruolo importante nella
disfatta, e nella successiva miserabile ritirata degli invasori. Tuttavia,
non stato questo il fattore decisivo che ha assicurato la vittoria ai
russi. In fin dei conti sono stati lo spirito di sacrificio, il coraggio delle
persone, la sapiente tattica di combattimento, di cui ha dato prova
il comando militare russo, a determinare la superiorit delle nostre
forze.
Siamo onesti, il pericolo rappresentato da Napoleone ha unito il
popolo russo. Per quanto oggi possiamo saperne su questo argomento,
non possiamo ricordare tutti gli atti deroismo del nostro popolo e
della sua armata. Napoleone venne in Russia gi forte dellesperienza
della guerriglia spagnola, ma la tattica bellica di quel tempo non era
preparata a ci che avvenne sulle distese sconfinate della Russia. Le
persone comuni formavano la milizia popolare, che, in modo non
inferiore alle forze militari vere e proprie, combatteva con successo
il nemico, annientando i convogli di coda della Grande Armata.
Leroismo dei contadini divenne eroismo generale. Di questi eroi ce
ne furono molti: Egor Suslov, Gherasim Kurin, Vasilissa Kozina,
Eremei Cetvertakov, Vassilij Vassilkovskij sono solo alcuni dei loro
nomi. Non faccio invece i nomi dei militari professionisti, che sono
ben noti, e che gi da tempo hanno un posto nel pantheon dei grandi
del popolo russo.

Le conseguenze dellinvasione napoleonica sui destini della Russia


furono indelebili. Dopo aver respinto linvasore, larmata russa entr
in Europa e arriv fino a Parigi.
Certo, questa volta noi eravamo i vincitori stranieri, ma non
uccidemmo gli abitanti, e non saccheggiammo. Non posso fare a meno
di dire qualcosa che forse sar noto a tutti: dopo la ritirata dei russi
dalla Francia, nella lingua francese apparvero parole come bistr,
zakusk (con laccento sullultima sillaba). Anche nella lingua russa
lera napoleonica lasci per sempre un segno.
Era allora che apparve il noto termine val, comitiva poco
raccomandabile. Molti prigionieri francesi rimasero poi in Russia.
Leggete pure linizio dell Eugenio Oneghin di Puskin.
Ma non tutto riguarda solo la dimensione politica e suscita amarezza.
Per esempio, esiste una divertente leggenda (forse qualcuno dei
presenti la conosce) secondo la quale un giorno nei paraggi di Reims i
soldati e gli ufficiali russi capitarono nel podere di Madame Clicquot,
gi vedova, e degustarono copiosamente il famoso Champagne,
che veniva prodotto nella sua azienda vinicola.
Il maggiordomo, spaventatissimo, si present alla padrona e con
orrore le disse: Madame, questi tremendi Russi si ubriacano nel Suo
podere e svuotano le cantine.
La signora rispose imperturbabile: Si calmi, pagheranno tutto e anche
di pi, ma dopo, non adesso. E possiamo oggi dire che la pratica
signora francese non si sbagli nel suo tornaconto economico: presto lo
Champagne Veuve Clicquot cominci ad essere immancabilmente
fornito alla corte degli zar e questa fornitura continu per un secolo
intero.
Lepoca napoleonica ebbe influenza anche sulla coscienza politica
russa. In Europa gli ufficiali russi per la prima volta acquisirono in
massa le nuove idee europee sulla libert, diffuse dalla Rivoluzione
Francese.
Impressionati da ci che videro e sentirono in Europa, i nobili
cominciarono a creare societ di pensiero libero; quegli stessi nobili
divennero poi i decabristi autori della rivolta che si svolse sulla

piazza del Senato di San Pietroburgo nel dicembre del 1825. Ma


questa unaltra storia. Grazie dellattenzione.
Dmitriy Shtodin
Ministro-consigliere dellAmbasciata della Federazione Russa in
Italia

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La Cultura quale strumento per indagare e rafforzare la comune


identit europea, quale ponte per unire paesi e culture diverse, quale
messaggio sociale di pace e reciproca collaborazione.
Con tale spirito, altamente meritorio, nasce il Festival Culturale
LItalia napoleonica e la Russia nel 1812, evento di portata
scientifica eccelsa per celebrare la ricorrenza del bicentenario della
guerra napoleonica in Russia.
La guerra di Russia e la conseguente sconfitta di Napoleone ad opera
dellesercito dello Zar Alessandro I rappresentano senzaltro uno degli
eventi fondamentali della Storia dellumanit. Un bivio, di quelli
strategici. Se il grande generale di Ajaccio, infatti, avesse trionfato,
il destino futuro dellEuropa avrebbe preso tuttaltra direzione:
Napoleone, probabilmente, si sarebbe spinto dalla Russia alla
conquista del Vicino Oriente e limpero francese avrebbe affermato la
sua egemonia su un territorio sconfinato.
Ecco perch la battaglia di Borodino del settembre 1812, con la quale si
suole identificare la guerra di Russia, costituisce una data memoranda,
che giustamente inorgoglisce il popolo russo: essa segna, infatti, la
sconfitta di Napoleone e il fallimento del suo disegno egemonico sul
continente europeo.
Tale ricorrenza meritava, senza dubbio, lorganizzazione di un grande
evento quale appunto il Festival Culturale LItalia napoleonica
e la Russia nel 1812, voluto dallassociazione culturale giovanile
Villa Paolozzi di Roccasecca, in collaborazione con lUniversit
degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, del Centro Russo di
Scienza e Cultura di Roma.
Indicativo della portata scientifica della manifestazione, il lungo
elenco di patrocini e collaborazioni che pu annoverare liniziativa:
oltre allUniversit di Cassino e del Lazio Meridionale, la Banca di
Mosca della Sberbank della Federazione Russa, lAmbasciata Russa
in Italia, il Ministero per i Beni e le Attivit Culturali, il Centro Russo

di Scienza e Cultura di Roma, dellAssociazione LAlbatros di


Roma.
Va sottolineato, inoltre, un ulteriore titolo di merito: ottima , infatti,
lidea di allargare lorizzonte di riferimento del Festival oltre il
momento di approfondimento storico pi strettamente legato alle
vicende belliche, dando spazio allindagine sulla diplomazia, la
politica, la letteratura, larte, i costumi, la vita quotidiana.
Un Festival ad ampio raggio, dunque, che segnala vivacit, che
certamente arricchir la conoscenza su un periodo tanto importante
della nostra storia e che vedr il contributo di studiosi italiani e russi,
evidenziando, al di l delle ragioni di conflitto contingente, soprattutto
gli aspetti di unit e identit tra le nazioni in campo nel 1812.
Come non sottolineare, inoltre, la chiave pi strettamente artistica
legata allevento, con la possibilit di gustare una splendida mostra
di scultura e pittura contemporanea dedicata allItalia Napoleonica e
alla Russia dei tempi della guerra, in cui troveranno spazio 40 opere
di giovani artisti, bidimensionali e tridimensionali.
Infine il luogo, anzi i luoghi prescelti dallorganizzazione per il Festival
e la mostra collegata: lItalia, terza nazione per numero di soldati
presenti nellesercito napoleonico, la Grande Arme o esercito delle
20 nazioni; e poi Roma, ma soprattutto la nostra provincia: Cassino,
attraverso il centro culturale per eccellenze del territorio rappresentato
dallUniversit della Citt Martire e del Lazio Meridionale e, infine,
Roccasecca, la patria di San Tommaso DAquino, certamente uno dei
padri fondatori del pensiero europeo.
Un motivo dorgoglio in pi che ha spinto la Provincia di Frosinone a
patrocinare e sostenere levento, convinti come siamo che la Cultura,
la Conoscenza, lapprofondimento dei valori che sono alla base dello
Spirito occidentale, siano lunica strada per costruire un futuro in
cui alle ragioni della forza e del conflitto, dellimperialismo e del
profitto, che la Storia ha dimostrato essere perdenti, vadano sostituiti
valori come la collaborazione, lincontro, la solidariet, fondamenti
indispensabili di una societ che opera concretamente per includere e
non escludere, per perseguire e non sfuggire il Bene comune.

La guerra di Russia, la sconfitta di Napoleone, cos come le sconfitte


tedesche del XX secolo, costituiscono una lezione ancora oggi attuale:
lEuropa non si costruisce dallalto, con legemonia di una
nazione sulle altre o, come sembra accadere oggi, con la dittatura
dei parametri e vincoli fiscali. Ogni tentativo orientato lungo queste
direzioni destinato a fallire: lEuropa si pu costruire unicamente
mettendo insieme i Valori e lIdentit, la Storia e la Cultura di tutte le
realt in essa presenti.
E questo linvito che, a duecento anni di distanza dalla campagna di
Russia, trova piena cittadinanza nella nostra epoca segnata ancora da
divisioni e conflitti: oggi pi che mai, infatti, appare fondamentale
riflettere sulle vicende del passato e da esse trarre linsegnamento
necessario cos come questo Festival ci esorta a fare.
Antonio Abbate
Assessore alla Cultura della Provincia di Frosinone

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Quando si viene al tema dello scontro militare tra Russia e Francia


allinizio del XIX secolo, gli storici si soffermano soprattutto
sullopposizione tra lo zar Alessandro e il feldmaresciallo Kutuzov
da un lato, e limperatore Napoleone e il maresciallo Murat dallaltro.
In questa chiave sono letti gli avvenimenti del 1812 anche nella
maggior parte delle opere letterarie. Solo Lev Tolstoj riusc ad evitare
questa interpretazione, ponendo la guerra nazionalistica dei popoli di
entrambi gli eserciti al centro del quadro storico.
Ma da chi era composto lesercito di Napoleone? Chi furono quei
conquistatori della Russia, quegli invasori e saccheggiatori di Mosca,
che poi fuggirono via sotto i colpi dellesercito di Kutuzov, dei
cosacchi e dei partigiani? Tra di loro cerano i rappresentanti di tutte
le nazioni conquistate da Bonaparte, compresi, naturalmente, non
pochi italiani.
Chi erano? Come si comportarono con la popolazione russa? Molti di
quei soldati erano analfabeti, e non sapevano niente della Russia. A
qualcuno la marcia su Mosca deve essere apparsa come unavventura
interessante, anche se poi si volse in tragedia. Al tempo della campagna
di Napoleone in Russia tra lItalia e lImpero russo si erano sviluppati
intensi scambi diplomatici, economici e culturali, che avevano le
loro radici gi nel XV secolo. Cosa dunque spinse gli italiani lungo il
cammino per la Moscovia?
Agostino Bagnato, autore del libro Anno 1812. La Russia brucia.
Gli italiani nella steppa , prova a dare una risposta obiettiva a queste
domande, proponendo una sorta di biografia collettiva degli italiani che
hanno partecipato alle guerre napoleoniche, e cercando di analizzare
con la massima imparzialit le ragioni e le cause delle azioni di
entrambe le parti. Le testimonianze raccolte negli archivi e nelle
vecchie pubblicazioni, inclusi i diari e le memorie dei partecipanti
alla spedizione, rappresentano un materiale importantissimo
per linterpretazione e il ripensamento dei fatti di quellepoca, e

contribuiscono, a loro volta, a sviluppare la reciproca comprensione


tra due paesi e due culture. Questo libro, che , a suo modo, una triste
verit, deve anche servire al consolidamento degli attuali rapporti tra
Russia e Italia, fondati sul rispetto, sulla collaborazione e sul reciproco
interesse.
Per questi motivi la Sberbank di Mosca, nellambito della politica di
promozione culturale, sostiene e valuta positivamente questa ricerca,
ritenendola utilissima nel guardare in modo nuovo alle cause di uno
degli episodi pi sanguinosi delle guerre di rapina napoleoniche. La
Russia ha respinto linvasione francese, ma non ha serbato rancore
verso gli italiani, quei figli dellAusonia felice, che allora come
oggi parlano la lingua di Petrarca e dellamore, come alcuni anni
pi tardi li cant Aleksandr Pukin.
La Sberbank di Mosca intende contribuire al futuro sviluppo dei
rapporti culturali italo-russi, con la consapevolezza di chi sa che il
rispetto e il reciproco arricchimento culturale sono i mezzi necessari
per incontrare dignitosamente il futuro.
Maksim Poletaev
Presidente della Sberbank di Mosca.

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La facolt di scelta
Introdurre il tema della partecipazione degli Italiani alla Campagna di
Russia del 1812 fa pensare innanzitutto a chi fossero in realt gli Italiani
dellepoca vista lUnit nazionale lontana ancora 50 anni. Ma molto
pi fa riflettere valutare cause e condizioni che provocarono quello
come altri conflitti. Chi ha scelto di fare cosa e perch, leggeremmo
oggi sui moderni manuali della societ della comunicazione.
Innanzitutto esauriamo subito che la seconda versione della Grande
Arme napoleonica accoglieva italiani nella condizione di sudditi
francesi, diretti o indiretti.
Al momento di entrare in guerra, infatti, larea compresa tra le attuali
regioni del Piemonte, della Liguria, della Toscana, di parte dellEmilia
con Parma e Piacenza, dellUmbria ed infine Roma erano direttamente
parte dellimpero francese. Il vicer Eugenio Beauharnais, cognato
di Napoleone, governava il Regno dItalia, quindi la Lombardia, il
Veneto, il resto dellEmilia e le Marche. Joachim Murat, esponente
dellidea napoleonica di nobilt di derivazione sociale, in realt suo
fedele compagno darmi, Maresciallo dellImpero Francese e marito
della sua stessa sorella Carolina, era Re di Napoli; re del Regno delle
due Sicilie anche se govern realmente solo nella parte continentale.
Nessun alleato italiano quindi, solo diramazioni pi o meno limpide
della stessa autorit.
Autorit che comandava occupando il gradino pi alto della gerarchia
di potere: limperatore appunto. Ma anche luomo, che nel rivestirne
il ruolo era solito pensare come attraverso la sua persona e per voleri
soprannaturali, si dovesse compiere il disegno di una Europa unita e
unica.
Lui ubbidiva al disegno della visione che gli veniva dalluniverso, i
suoi uomini ubbidivano a lui, e basta.
Apparentemente ognuno senza facolt di scelta.

Soprattutto lEuropa geografica, secondo queste visioni, appariva


realmente un piano di conquista, dunque un campo di battaglia. Capace
di rappresentare solo nella sua interezza la grandezza delluomo che
avrebbe saputo compierne per primo la costruzione. E luomo semplice,
che su di essa viveva, cambiava bandiera, nazionalit, sudditanza non
per diritto, ma per il volere dellarchitetto statista, regnante o politico
del momento. Evidentemente senza facolt di scelta.
Episodi del genere si sono succeduti ancora non pi tardi di centanni
dopo; poi qualche decennio dopo. E le morti a quel punto non si sono
pi contate.
Ma stranamente le due condizioni che ricorrevano erano sempre le
stesse: il desiderio di segnare nuovi confini dettato da un disegno
superiore e limperativo di farlo senza facolt di scelta per luomo.
Onorando la memoria dei tanti cittadini nati sul suolo italico e morti
nel rincorrere questi disegni, il mio auspicio severo quanto assertivo
: conquistata la facolt di scelta, apprezzata come inesauribile fonte
di vantaggi e libert il suo valore, nel contempo non dimentichiamo
cosa ha provocato non averla.
Ascenzio Farenti
Direttore Generale Universit degli Studi di Cassino e del Lazio
Meridionale

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LItalia di Napoleone e la Russia nel 1812 senza ombra di dubbio


un progetto di grandissimo valore storico e culturale ed motivo
di grande orgoglio, oltre che di prestigio, ospitare questo Festival
allinterno dellUniversit della nostra citt. Lapprofondimento
portato avanti con grande competenza da storici, studiosi e ricercatori
di fondamentale importanza per far chiarezza su un periodo storico
che ancora oggi presenta dei lati oscuri.
In tal senso Lanno 1812. La Russia brucia.
Per una biografia collettiva degli italiani nella steppa una
preziosissimo contributo perch consente al lettore di conoscere,
attraverso testimonianze del tempo, le vicende umane e militari di
tutti i protagonisti che caratterizzarono quel periodo storico.
Come noto, la storia sono i popoli a farla, perch senza lapporto
delle popolazioni i grandi condottieri non avrebbero mai avuto modo
di raggiungere i proprio obiettivi.
Cos stato anche, sebbene lesito si sia poi rivelato negativo, per
linvasione della Russia da parte di Napoleone nel 1812.
Il suo formidabile esercito, la Grande Arme, era composto da soldati
provenienti da ogni paese che la Francia aveva conquistato, compresa
lItalia nelle sue molteplici articolazioni statuali. Numerosi sono stati
gli italiani, infatti, che hanno preso parte alla campagna di Russia sia
nella marcia verso Mosca che nel corso della tragica ritirata.
Poche per risultano essere le testimonianze sul ruolo che i soldati
italici svolsero in quella circostanza, nonostante essi siano stati decisivi
a Smolensk prima e a Malojaroslavec poi, detta La battaglia degli
Italiani, oltre che nellattraversamento dei fiumi Vop e Beresina.
Proprio per questo, ancora oggi, a distanza di duecento anni continuano
le ricerche e gli studi per far luce e conoscere meglio gli avvenimenti
accaduti nel corso della campagna di Russia.
Ecco perch non posso fare altro che complimentarmi con tutti
coloro che si sono dedicati a questo tipo di iniziativa, convinto che la

conoscenza della storia sia presupposto imprescindibile per superare


le barriere storiche e culturali e per rafforzare lamicizia tra i popoli,
elemento fondamentale per la salvaguardia della pace nel mondo.

Il Sindaco

Giuseppe Golini Petrarcone

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Buongiorno a tutti i presenti.


Sono il Dirigente Scolastico dellIstituto Superiore Righi, Liceo
Artistico di Cassino.
Sono stata molto lieta di collaborare a questo progetto, che ha dato
lopportunit agli alunni del mio Istituto di operare in un contesto
internazionale con la produzione di 48 opere che voi tutti avete
potuto ammirare durante il percorso che vi ha condotto fin qui.
Proprio in merito a questo voglio ringraziare insieme allassociazione
culturale Villa Paolozzi di Roccasecca, che ha ideato e realizzato
questo concorso, in collaborazione con lUniversit degli Studi di
Cassino e del Lazio Meridionale e la Sberbank della Russia, tutti
gli alunni autori di queste opere che, in un tempo brevissimo, hanno
partecipato con entusiasmo, rigore e competenza mettendo in campo
il loro talento e la loro sensibilit artistica.
Il Liceo Artistico si caratterizza, in questo contesto urbano, per la
significativa azione che svolge nellambito culturale ed artistico del
territorio, proponendosi come promotore di iniziative didattiche,
culturali e di interazione con enti, istituzioni pubbliche e mondo
produttivo.
Propone un offerta formativa ampia ed articolata.
Infatti attualmente sono in funzione gli indirizzi di Rilievo
e catalogazione dei beni culturali, Arte e restauro delle
opere pittoriche, Grafica, Architettura e ambiente e Arti
figurative.
Gli studenti che aderiscono a questo percorso formativo, raggiungono,
attraverso lattivit creativa, quegli obiettivi educativi e formativi
caratteristici dellistruzione superiore, utilizzando, tuttavia modalit
diverse nelle quali rivestono un ruolo decisivo limpegno, adeguati
livelli attitudinali e una forte motivazione personale.
Un grazie sentito va anche a quei docenti che, con il loro impegno

e la loro dedizione, hanno permesso ai loro alunni di ottenere questi


eccellenti risultati.
Nella speranza che vi siano nuove occasioni di incontro e opportunit
di consolidare il rapporto creatosi con gli Enti promotori rinnovo il
mio saluto e la mia viva soddisfazione, per questo evento a tutti i
presenti.
Ina Gloria Guarrera
Dirigente Scolastico I.I.S. A.Righi, Liceo Artistico di Cassino

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La prima domenica di settembre 2012 alcune centinaia di migliaia


di persone si sono riunite nel campo di Borodino, non lontano da
Moaisk, nella regione di Mosca. Sul celebre campo di battaglia
del XIX secolo hanno avuto luogo le celebrazioni storico-militari
in occasione del bicentenario della guerra patriottica russa contro la
Francia napoleonica. Il culmine dei festeggiamenti si avuto con la
ricostruzione della battaglia di Borodino. Pi di tremila appassionati
di storia militare, con gli indumenti e lequipaggiamento depoca degli
eserciti russo e francese, hanno riprodotto la battaglia dei giganti.
Cinquecento tra i partecipanti alla ricostruzione sono arrivati da dieci
paesi europei.
Nellautunno del 1982, e poi anche nel 1983, dedicai tre mesi
della mia vita al campo di Borodino. Noi, studenti del primo anno
alla facolt di giornalismo della MGU, lUniversit statale di Mosca,
raccoglievamo l le patate. I trattori aravano la terra e noi mettevamo
nei sacchi i tuberi divelti dal terreno argilloso, per poi ammucchiarli
proprio accanto allobelisco di Kutuzov, alla ridotta di evardino, e
agli altri monumenti sormontati da aquile bicefale.
Nessuno di noi riusc a trovare un qualche artefatto di quellepoca
memorabile (sebbene ci sperassimo). Ciononostante, tutta lepopea
colcosiana studentesca fu adombrata dal marchio del 1812,
il Giorno di Borodino. Gli studenti e le studentesse ventenni
giocavano a russi e francesi, la guerra del 1812 rappresentava il
tema principale del giornale murale di campo (gli studenti stavano nel
classico campo sovietico dei pionieri), nella vita quotidiana entrarono
in uso gli appellativi monsieur e mademoiselle
E forse nessuno a quel tempo indovinava che combatterono non
soltanto russi e francesi (e per russi intendiamo i figli del
multietnico Impero russo). Allora, quando la battaglia di Borodino
compiva i 170 anni, erano in pochi a sapere che nella campagna
di Bonaparte furono coinvolti anche altri popoli. Nellesercito di

Napoleone i polacchi risultano secondi per numero, e terzi gli italiani,


se solo italiani li possiamo chiamare, dato che lItalia come unico
stato si form solo cinquanta anni dopo la battaglia di Borodino, nel
1861. Ma nel 1812 limperatore francese trascin alla conquista della
Rus gli abitanti del Regno di Napoli e degli altri stati della penisola
appenninica. Nellesercito francese combatterono anche svizzeri,
tedeschi, e i rappresentanti degli altri popoli.
Questa pagina di storia comincia ad esserci rivelata solo oggi,
grazie agli sforzi di storici, appassionati, e archivisti. I trascorsi
festeggiamenti in onore dei duecento anni dalla battaglia di Borodino
sono chiamati a gettare nuova luce sugli avvenimenti di quei grandi e
difficili giorni.
O.Ossipov
Rappresentante del Rossotrudniestvo in Italia

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XIX - .
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1982-, 1983
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LARTE TRA STORIA E ILLUSIONE


Valutando il progetto della mostra LItalia di Napoleone e la Russia nel
1812, parte integrale del omonimo Festival, dedicato al bicentenario
della tragica campagna di Napoleone in Russia, gli sponsor, nella
persona di Vladimir Ziskind, economista onorato della Federazione
Russa e consigliere del Presidente della Sberbank della Russia, hanno
espresso il desiderio di vedere coinvolti in essa prevalentemente
artisti giovani provenienti da tutto il Lazio meridionale. Trovatosi
il consenso del Rettore dellUniversit degli Studi di Cassino e del
Lazio meridionale Prof. Ciro Attaianese, che acconsent di ospitare
tra le mura del suo Ateneo tutto il Festival, articolato in convegno e la
mostra, e assicuratosi il patrocinio morale dellAmbasciata Russa in
Italia, da una parte, e lappoggio del Sindaco di Cassino lOn. Giuseppe
Golini Petrarcone, dallaltra, lassociazione culturale giovanile Villa
Paolozzi rimbocc le maniche e con entusiasmo si mise al lavoro di
organizzazione.
Ma presto il compito si rivela arduo. Diventa subito evidente, che
largomento del Festival, cio la sorte degli Italiani con Napoleone in
Russia, alla maggior parte delle persone contattate risultava totalmente
sconosciuto. Nessuno dei Professori dellAteneo di Cassino si fece
avanti per partecipare al convegno di studi. Aderirono gli studiosi
come Prof. Sergio Bertolissi dallUniversit Orientale di Napoli,
Dott-ssa Antonietta Angelica Zuccone, responsabile della Biblioteca
di Storia Moderna e Contemporanea di Roma, Dott. Piero Crociani,
Collaboratore della Commissione Italiana di Storia Militare del
Ministero della Difesa e infine Dott. Alexej Bukalov, Direttore della
ITAR-TASS a Roma, tutti e quattro autorevoli esperti e noti autori
di libri e saggi in materia. Un particolare tocco artistico aggiunse
il musicolo Maestro Valerij Voskobojnikov. Anche la Dirigente
del Museo Napoleonico di Roma Dott-ssa Giulia Gorgone parsa

piacevolmente colpita dalliniziativa e ha promesso di partecipare


personalmente al convegno cassinate. Il Direttore della rivista romana
Lalbatros Prof. Agostino Bagnato, innamorandosi del progetto,
simpegn a scrivere per loccasione un libro, ovvero una specie di
enciclopedia sullargomento, che attende di essere collocato sul posto
donore negli scaffali della saggistica moderna.
Ma gli artisti contattati sono rimasti dubbiosi. Ed , tutto sommato,
comprensibile, se ci rendiamo conto, che il ricordo sulla campagna
russa di Napoleone oggi vago anche in Russia. Come scrive nel
Commersant Vlast Serghej Khodnev (N37-991), secondo il sondaggio
della Fondazione Obshestvennoje mnenije (Opinione pubblica) il
31% dei cittadini russi non sa, con chi la Russia combatteva nella
guerra del 1812, mentre il 71% non ha idea, quale Zar si trovava in
quel periodo sul trono dellImpero. Se lepopea napoleonica in Russia
non interessa il popolo dei vincitori, figuriamoci quello dei vinti. In
Italia, pare, non ci sia un museo o un monumento, dedicato agli eroi
italiani di quella campagna. Anche la letteratura tace. Tutto ci che
rimasto sono le memorie dei veterani, le loro lettere, i loro diari, oltre
qualche riferimento parziale nei giornali dellepoca.
Dopo varie ricerche, siamo stati costretti ad aggrapparsi a questo
materiale storico-letterario, facendone una raccolta dei brani e
proponendola ai diversi artisti come spunto per la loro immaginazione.
Ma lAccademia di Belle Arti di Frosinone ed i Licei artistici della
Ciociaria sono rimasti sempre poco convinti, eccezion fatta per il
Liceo Artistico di Cassino, sede associata del I.I.S. A.Righi. Sar
forse la lungimiranza della Dirigente Scolastica Ina Gloria Guarrera,
o gli sforzi e abilit pedagogica dei docenti Antonietta Basacchi,
Daniela Gambinossi, Katiuscia Pessia, Laura Quattrini, Monia Reale,
Ida Rongione e Francesca Simone, o forse anche la vicinanza stessa
dellUniversit, alma mater per i soci della Villa Paolozzi e luogo
della manifestazione, pegno tangibile della seriet del progetto,
o piuttosto lintreccio di tutti questi fattori, che hanno permesso di
compiersi un piccolo miracolo: in tempi brevissimi gli studenti di
questo Liceo hanno prodotto una cinquantina di opere tra pittura,

grafica e scultura.
La riflessione sui racconti commoventi e talvolta macabri degli antenati
italiani hanno prodotto questa grandiosa esplosione artistica, nella
quale il principio della storicit si amalgamato con lapproccio degli
artisti giovanissimi, consci e padroni di tutte le tecniche di espressione,
che larte contemporanea abbia mai elaborato. Palesemente la mostra
va oltre il semplice collaudo del linguaggio stilistico affermato,
visto come alcuni autori manifestano il superamento della fase di
apprendistato, sfociando in un linguaggio autonomo, inaspettatamente
profondo e carico di energia creativa. Direi, che linsieme delle tele e
sculture proposte in questa giovanile rassegna forma un nuovo volto
con i delineamenti tipici e immediatamente riconoscibili dellarte
italiana, solita a trattare gli argomenti storici e plasmarli in una nuova
realt complessa e liberata dal peso della quotidianit. Infatti, molte
opere si presentano come un tunnel, dove il vento della fantasia
vortica e provoca limmaginazione a penetrare oltre a ci che locchio
vede raffigurato. Il portone letterario, attraverso il quale siamo entrati,
rimane ormai allombra, dietro le nostre spalle. Per raggiungere
questo effetto ognuno si attrezza come pu: dallostentato astrattismo
allestetica del videogioco, dalla pittura su tela ai collage dei vecchi
ferri di cavallo, dai pezzi di stoffa bianca attorcigliata alla plastica
fusa. E con una certa meraviglia ci accorgiamo, che alla fin fine il
tema proposto non poi tanto arcano per questi artisti e che ci stanno
dentro comodi-comodi. I duecento anni dalle peripezie e disgrazie, che
subirono gli italiani di Napoleone in Russia, una distanza giusta
per la riflessione artistica: da una parte il tema lascia a ciascuno la
libert di dire ci che ognuno vuole, e daltra parte, non fa smarrire
completamente il filo emotivo.
Probabilmente, i professori non saranno tanto generosi da mettere i
voti massimi. Come i genitori pi responsabili verso i propri figli,
nascondono orgoglio per gli allievi, intavolando prima di tutto
preoccupazioni e suggerimenti. Ma devono riconoscere, che i ragazzi
avevano pochissimo tempo per realizzare le opere: dallinizio di
maggio alla fine di settembre, intervallato inoltre dalle vacanze.

Hanno lavorato pi che altro da soli, nei mesi di questa estate rovente,
mentre i loro coetanei pensavano solo a divertirsi. E questo carica le
opere di ulteriore valore morale.
Leccezionale panorama della nuova arte italiana, succube di tendenze
che attendono e promettono il proprio sviluppo, in questa mostra
racchiuso da una pregiata cornice di due nomi ciociari affermati:
Cristiano Gabrielli e Patrick Al, artisti anchessi ancora molto
giovani, cui opere sono pubblicate sulla copertina frontale e del retro
del presente catalogo. Listallazione scenografica del Maestro Gabrielli
si riferisce al proclama di Napoleone, lanciato allinizio del conflitto.
Soldati! leggiamo in esso, - La Russia ci pone tra il disonore e
la guerra. La scelta non potrebbe essere dubbia: marciamo dunque
innanzi! Passiamo il Niemen! Portiamo la guerra sul suo territorio.
La pace metter un termine a quellorgogliosa influenza che la
Russia ha esercitato da cinquantanni sugli affari di Europa. Queste
patetiche quanto aggressive esclamazioni sono tradotti nellopera
del Maestro Gabrielli in un immagine di incredibile suggestione. Al
centro dello stemma lenorme bocca spalancata urla il suo richiamo,
mostrando la formidabile dentatura. Al posto della faccia e della testa
un gomitolo o una chioma di capelli e al posto del corpo due manine
che sembrano fatte di stoffa imbottita delle marionette da teatrino.
La pompa magna, raccontata con il lessico tipico del barocco, trionfa
nello sfondo composto di enormi ali, di rami bianchi e dorati e di
elementi architettonici. Due microfoni sopra le manine restituiscono
la composizione alla modernit. La maschera urlante ridicola quanto
patetica diventa una geniale metafora e una condanna della propaganda
militarista.
Diverso il messaggio dello scultore Patrick Al con la sua Sfinge.
Guardato dallinterno del tema di Napoleone, fa ricordare la sua
vittoriosa campagna dEgitto. Ma il materiale adoperato i vecchi
bulloni ed i pezzi di chiss quale macchinario antiquato recuperato in
chiss quale deposito trasforma la classica allegoria dellenigmatico
e mistico in una dimensione robotica del nuovo uomo-animale.
Infine, qualche osservazione sulla nostra installazione La Grande

Arme. Le foto del catalogo captano il momento dellesecuzione


della sua parte grafica. Su strisce di carta larghe 1.20 m e lunghe 10
m. gli studenti hanno scritto delle frasi nelle cinque lingue pi parlate
allinterno dellImpero Napoleonico: il Francese, il Polacco, lItaliano,
il Tedesco e lOlandese. Incollate su un supporto di cartone, queste
strisce sono infilzate su cinque lance di metallo, le quali pendono
dallalto della balaustra del primo piano sulle teste degli spettatori.
Tutta la composizione diventa un manifesto accusatorio nei confronti
dellabuso delle lingue e del sfruttamento di chi ne parla, a scopi
militari, politici o personali. Oggi come allora le lingue del mondo
hanno davvero bisogno di essere difese.
Certo, una mostra di tale intensit dei contenuti e dedicata ad un
argomento che sta tanto a cuore dei Russi non poteva che essere
pienamente apprezzata dal Direttore del Centro Russo di Scienza e
Cultura a Roma Dott. Oleg Ossipov, che acconsent di accoglierla
nella splendida e prestigiosa sede dellIstituzione da lui guidata. Il
Direttore Ossipov, rappresentante della Rossotrudnicestvo, e se mi
permesso di dire, uomo di gran fascino personale, ha trasformato
il Centro in un paradiso per i nostalgici della cultura russa, con i
suoi concerti, mostre, convegni, tenuti dai migliori musicisti, artisti,
intellettuali della Russia. Ovviamente per gli organizzatori di questo
Festival prendere posto in questo contesto stato un grande onore.
Infine, lassociazione culturale Villa Paolozzi ospiter la mostra
nella propria galleria darte a Roccasecca. Lo spirito, con cui
lavorano i membri della nostra societ, quello della solidariet,
tipica dellassociazionismo italiano. Maurizio Orlandi, oltre ad essere
volontario della Croce Rossa, organizza molti eventi essendo membro
del direttivo della Pro Loco della sua citt, Atina. Lanno scorso ha
avuto la possibilit di fare volontariato come animatore in un centro
estivo russo sul Mar Nero. Anche Zuleika Crispino, che proviene da
una famiglia impegnata civilmente gestendo la Caritas di Aquino,
indubbiamente votata a questo tipo di pensiero. Gloria Canini si dedica
al servizio civile ed assiste i disabili e gli anziani. Vorrei ringraziarli

tutti per leccellente lavoro di supporto logistico-organizzativo che


hanno svolto insieme a Martina Salvatore, un vulcano di energia e
campionessa di dedizione alla causa culturale. E c con noi anche
Chiara Casale e Eva Tomassi. Ci sono inoltre i simpatizzanti, come
giornalista Sergio Procacci, studente a Cassino anche lui, legato
saldamente al paradigma culturale russo dalla sua passione per i
scacchi. A marzo scorso egli pubblic nel giornale Linchiesta, dove
allora collaborava, una serie di articoli sul Festival in preparazione, e
per questo vorremmo esprimerli un sentito grazie. Tutti loro studiano
Russo, che oltre a non essere una lingua facile, li costringe a studiare
pi di chi ha scelto altre lingue ottenendo gli stessi crediti, pur non
essendo nemmeno tra le lingue pi richieste a livello professionale,
il che li caratterizza come persone che non mettono lutile e il facile
dinanzi a tutto, ma che vanno a comporre uno strato pi acculturato
rispetto alla media della societ.
Ecco il fiore della giovent venuta dopo la nostra generazione per
contare non i soldi, ma le stelle cadenti. Con loro possibile attuare
altri progetti ambiziosi anche lanno prossimo.
Tatiana Polo,
Critica darte, russista dellUniversit degli Studi di Cassino e del
Lazio Meridionale, presidente dellassociazione culturale Villa
Paolozzi di Roccasecca.

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Opere

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1 - Noemi Bardaro - tempera - 50x70


- - 50x70

Pag. 37

2. Gianmarco Gentile tecnica mista 50x70


5070

Pag. 38

3 - Arianna Chialastri tecnica mista - 100x70


- 100x70

Pag. 39

4 - Ilaria Carello tecnica mista - 120x70


p - 120x70

Pag. 40

5 - Mirco Petrucci - matita - 50x70


- - 50x70

OSTROWNO 24 LUGLIO
La nostra Armata si accamp tutta in faccia a Witebsk. Vidi per la
prima volta, in questa campagna, la tenda imperiale. Le bande della
Guardia Imperiale risuonarono in quel grandioso accampamento.
La notte era bellissima. I fuochi della nostra linea, guardati da una
piccola altura, ove espressamente mi portai dal posto che occupavo
coi miei granatieri, mi fecero provare nello stesso tempo un
sentimento di gioia e di terrore.

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Memorie di Franceso Baggi edite da Corrado Ricci


Napoleone I in Italia (1805). Campagna dAustria (1809).
Campagna e prigionia di Russia (1812-1815). Bologna, Ditta
N.Zanichelli 1898, p.93

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I (1805). (1809).
. ,
., 1898, . 93

Pag. 41

Pag. 42

6 - Marika Buono acrilico - 50x70


k - 50x70

Pag. 43

7 - Morena Rossi - acrilico - 50x60


- - 50x60

Pag. 44

8 - Celeste Prats - acrilico - 60x70


- - 60x70

Pag. 45

9 - Luciana Fionda - acrilico - 50x70


- - 50x70

Pag. 46

10 - Alexandra Moise acrilico 50x70


5070

Pag. 47

11 - Matteo Coppola - tempera - 50x70


- - 50x70

Pag. 48

12 - Giulia Casatelli - acrilico - 70x50


- - 70x50

Pag. 49

13 - Ilaria Rizza - acrilico - 100x70


- - 100x70

Pag. 50

14 - Ilaria Rizza - acrilico - 70x50


a - - 70x50

Pag. 51

15 - Alexandra Moise acrilico - 50x70


- - 50x70

Pag. 52

16 - Giulia Casatelli - tempera - 70x50


- - 70x50

Pag. 53

17 - Martina Midea - tempera - 30x60


- - 30x60

Il 15 agosto, giorno natalizio dellImperatore, egli diede la battaglia


di Smolensk e prese questa citt posta sul Dnjepr. I Russi lavevano
abbandonata, dopo forte resistenza, e si erano ritirati, abbruciando
tutto quello che poteva essere divorato dalle fiamme. Mi rammento
di avere veduto un albero di pomi, cotti sul loro fusto, dalle fiamme
vicine.

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Memorie di Franceso Baggi edite da Corrado Ricci


Napoleone I in Italia (1805). Campagna dAustria (1809).
Campagna e prigionia di Russia (1812-1815).
Bologna, Ditta N.Zanichelli 1898, p.95

,
I (1805). (1809).
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Pag. 54

Pag. 55

18 - Piera Latina - acrilico- 70x50


- - 70x50

Pag. 56

19 - Manuela Riccio - acrilico - 70x50


- 70x50

Pag. 57

20 - Ilaria Di Mambro - ferro - 60x80


- - 60x80

Pag. 58

21 - Aldo Rea - siporex


-

Pag. 59

22 - Melissa Cicero - acrilico - 50x70


- - 50x70

Pag. 60

23 - Chiara Mignacca acrilico, stucco- 40x30


, - 40x30

Pag. 61

24 - Maria Macera - acquerelli - 50x70


- - 50x70

Il conte Rostopchin, governatore della citt, comand agli abitanti


tutti di abbandonarla; lasci in libert i galeotti, che ebbero lordine
dincendiarla in ogni punto.

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Memorie di Franceso Baggi edite da Corrado Ricci


Napoleone I in Italia (1805). Campagna dAustria (1809).
Campagna e prigionia di Russia (1812-1815). Bologna, Ditta
N.Zanichelli 1898, p.97

,
I (1805). (1809).
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, ., 1898, . 97

Pag. 62

Pag. 63

25 - Mariangela De Meo tecnica mista - 60x30


- 60x30

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26 - Arianna Chialastri tecnica mista - 200x50


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27 - Marica Vitale tecnica mista - 70x50


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In seno della patria,


Vicino ai cari amici,
I giorni pi felici
Contento vo passar.

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Memorie di Franceso Baggi edite da Corrado Ricci


Napoleone I in Italia (1805). Campagna dAustria (1809).
Campagna e prigionia di Russia (1812-1815). Bologna, Ditta
N.Zanichelli 1898, p.283

,
I (1805). (1809).
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., 1898, . 283

Pag. 66

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28 - Mafalda Fardelli e Mariangela Testa tecnica mista 70x50


7050

Il fluido atmosferico prese ad un tratto laspetto pi bizzarro e terribile:


un furiosissimo colpo di vento da ponente preced una colonna daria
folta ed insalubre. Lorizzonte fu ben tosto coperto da un vasto e
densissimo strato di nubi, che minacciarono una di quelle furiose
tempeste, che sogliono spesso nellestate avvenire in quelle regioni.


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Cesare De Laugier de Bellecour In Russia nel 1812: memoria dun


ufficiale italiano Libro IV, p. 293

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IV, . 293

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Pag. 69

29 - Alessia Conetta tecnica mista - 70x50


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30 - Emanuela Villino - pastelli - 70x50


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31 - Melissa Cicero - acrilico - 70x50


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32 - Valeria Notarangeli - acrilico - 70x50


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Pag. 73

33 - Ilaria Carello acrilico 70x50


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34 - Giada Verre - acrilico - 70x50


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35 - Ilaria Carello acrilico - 70x50


p - - 70x50

La violenza del vento atterra i fasci darme, pone sossopra e seco


trasporta, elmi, caschi e tutto ci che la sua forza pu spingere.
La truppa che scorre sbandata a recuperare i suoi oggetti, il lungo
rimbombo del tuono, le fulminanti strisce dei lampi, lagitazione e il
bisbiglio della vicina foresta, il vigoroso fischio del vento, la polvere
densissima che solleva, la confusione che momentaneamente fa
nascere, quel cielo cos minaccioso, quel terreno sterile ed arenoso,
limitato allintorno da lunghe e nere foreste o pianure spaziose senza
riparo, mentre porse un campo vastissimo di meditazione agli animi
timidi e superstiziosi, dava a tutti noi laspetto sinistro dun armata
disordinata e sconfitta.

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Cesare De Laugier de Bellecour In Russia nel 1812: memoria dun


ufficiale italiano Libro IV, p. 293

1812 :
IV, . 293

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Pag. 77

36 - Matteo Coppola - inchiostro - 60x70


- 60x70

Pag. 78

37 - Alessia Conetta tempere - 70x50


- - 70x50

Pag. 79

38 - Sareeta Cavallaro - tempere - 70x50


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39 - Ilenia Evangelista - acrilico - 70x50


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Pag. 81

40 - Celeste Prats - acrilico - 60x50


- - 60x50

Pag. 82

41 - Francesca Martino - acrilico - 50x40


- - 50x40

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42 - Sareeta Cavallaro - tempera - 70x50


- tempera - 70x50

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43 - Davide Macr - acrilico - 70x50


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Pag. 85

44 - Valeria Notarangeli - acrilico - 50x70


- - 50x70

Quelle gravi e densissime nubi nelle quali ci trovavamo come ravvolti


e oppressi, si sciolsero infine e dei torrenti di pioggia caddero per
trentasei ore continue.
Le strade e i campi rimasero allagati; il caldo estremo, fin allora
sofferto, si cambi ad un tratto in un freddo pungente.
Quattromila cavalli perirono nella notte e nei susseguenti bivacchi per
leffetto di questa improvvisa mutazione. Questa spaventosa burrasca
si era estesa in una linea di 50 leghe, quasi sopra tutta larmata.

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50 .

Cesare De Laugier de Bellecour In Russia nel 1812: memoria dun


ufficiale italiano Libro IV, p. 293

1812 :
IV, . 293

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45 - Aurora Massarino - acrilico- 40x30


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46 - Ilenia Evangelista - tempera - 100x70


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47 - Chiara Panicucci tecnica mista- 100x70


- 100x70

[...].
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I Francesi passarono la Wjazma e penetrarono in citt [...]. In questa


giornata il caldo fu pi ardente del consueto. I soldati che non avevano
trovato se non poche e sozze sorgenti per dissettarsi, vi si precipitavano
in folla, sdraiandosi per bere, o per empire le loro fiaschette; i secondi
li tiravano a forza per prender posto a vicenda; calcavano i nuovi
venuti quelli che per terra chinati cercavano farsi strada fra le gambe
degli altri; alcuni alzavano e gettavano le loro marmitte al di sopra
delle teste dei primi arrivati per attingere quel liquido fangoso che
raccattavano: ne nacquero delle questioni ed i soldati vennero quasi
alle mani fra loro. Il vice-r stesso se volle dissettarsi fu astretto a bere
di quellacqua sudicia e malmenata.

1812 :
IV, . 370

Cesare De Laugier de Bellecour In Russia nel 1812: memoria dun


ufficiale italiano Libro IV, p. 370

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48 - Pietro Barone - acrilico - 50x70


- - 50x70

Tatiana Polo
Installazione La Grande Arme
Lance di metallo (lunghezza 4
m.), cartone, carta (10 m x 1.20
m), acrilico
Struttura in metallo: laboratorio
artigiano Vincenzo Insardi
Esecuzione grafica: Jurgen Janku,
Alessia Conetta, Celeste Prats,
Francesco Ferraro, Anna Picano
Di Tucci, Noemi Boccia, Roberto
Mastronicola, Gabriele Leone

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Francesca Martino

Morena Rossi
Manuela Villino

Pietro Barone

Piera Latina

Noemi Bardaro

Davide Magr
Gianmarco Gentile
Manuela Riccio

Chiara Panicucci
Maria Macera

Matteo Di Rollo

Alessia Conella

Mafalda Fardelli
Mariangela Testa

Aldo Rea

Ilaria Di Mambro

Giulia Casatelli

Francesco Ferrara

Alessandra Moise

Anna Picano Di Tucci


Matteo Coppola

Marica Buono
Chiara Bianchi

Valentina Risco

Celeste Prats

Cristiano Gabrielli

Ilaria Carello
Noemi Boccia

Luciana Fionda
Mariangela De Meo

Aurora Massarino

Ilaria Rizza

Chiara Panicucci

Ilenia Evangelista
Martina Midea

Melissa Cicero

Gabriele Leoni
Sareeta Cavallaro
Jurgen Janku

Mirko Petrucci

Patrick Al

Marika Vitale

Valeria Notarangelo

Roberto Mastronicola
Arianna Chialastri

Giada Verre

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