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IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE: FUNZIONAMENTO E CRITICHE

di Francesco Grasselli

Indice generale
ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL FMI...................................................................3 L'apparato decisionale......................................................................................................................3 Il sistema di voto..............................................................................................................................3 L'attivit del Fondo..........................................................................................................................3 LATTIVIT DI PRESTITO DEL FMI...............................................................................................5 La mutevole natura del prestito del FMI.........................................................................................5 Il processo di prestito del FMI.........................................................................................................5 I mezzi del FMI................................................................................................................................5 Poverty Reduction and Growth Facility (PRGF) ed Exogenous Shocks Facility (ESF)............5 Stand-By Arrangements (SBA)...................................................................................................5 Extended Fund Facility (EFF).....................................................................................................6 Supplemental Reserve Facility (SRF).........................................................................................6 Emergency Assistance.................................................................................................................6 LE CONDIZIONALIT DEL FMI.....................................................................................................7 Che cos la condizionalit e perch necessaria?..........................................................................7 Come valutata la conformit alle condizioni del programma?.....................................................7 Prior Actions...............................................................................................................................7 Performance Criteria...................................................................................................................7 Structural Benchmarks................................................................................................................8 Inflation Consultation Clauses....................................................................................................8 Program Review..........................................................................................................................8 Come si evoluta la condizionalit negli ultimi anni?....................................................................9 LE CRITICHE ALLOPERATO DEL FMI........................................................................................10 Il CEPR: motivazioni politiche nelle analisi..................................................................................10 LIEO: autorit insufficiente..........................................................................................................12 Joseph Stiglitz: idee universalistiche e mancanza di democrazia..............................................14

ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL FMI


L'apparato decisionale
Il Fondo si incentra su una struttura tripartita, simile per alcuni versi a quella delle societ, costituita da: Consiglio dei Governatori, Consiglio di Amministrazione e Direttore Generale. Il Consiglio dei Governatori (Board of Governors) quello in cui tutti gli Stati membri (al momento 184) sono rappresentati, tramite i ministri del Tesoro, i governatori delle Banche Centrali o figure equiparabili; esercita tutte le competenze attribuite al Fondo, che pu comunque delegare allorgano esecutivo, fatta eccezione per quelle pi rilevanti che restano per espressa previsione dello Statuto - sua prerogativa esclusiva, ossia lammissione di nuovi membri, la revisione delle quote detenute presso il Fondo e lassegnazione dei DSP (Diritti Speciali di Prelievo). Si riunisce una volta lanno ed in genere decide a maggioranza qualificata. C per da notare che gli indirizzi strategici sono in realt definiti da un organo a composizione pi ristretta, il Comitato Monetario e Finanziario (anche detto fino a poco tempo fa Comitato Interinale) che riunisce i governatori di 24 Paesi, ad ognuno dei quali gli altri si aggregano raggruppandosi in constituencies, in modo simile a quanto succede nel Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio di Amministrazione (Executive Board), composto da 24 Direttori Esecutivi, contemporaneamente dipendenti del Fondo e rappresentanti dei Paesi dorigine, e presieduto dal Direttore Generale. Dei 24 direttori, cinque rappresentano singoli Paesi (USA, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito), cui si aggiungono quelli nominati dai Paesi la cui valuta stata pi usata per le transazioni del Fondo nei due anni precedenti la nomina dei direttori, ed infine i restanti membri organizzati in constituencies rappresentate ognuna da un Paese; per esempio lItalia rappresenta una constituency composta da Albania, Grecia, Malta, Portogallo, San Marino e Timor Est. Il Consiglio di Amministrazione esercita i compiti delegatigli dal Consiglio dei Governatori, fra cui la funzione di sorveglianza, la discussione e lapprovazione delle linee di credito, le consultazioni con gli Stati membri, le questioni amministrative e di bilancio, e la previa discussione di proposte che richiedano decisioni dei Governatori. Il Direttore Generale (Managing Director) scelto dal Consiglio di Amministrazione, e non deve essere n un Governatore n un Direttore. a capo dei servizi amministrativi del Fondo, presiede le riunioni del Consiglio di Amministrazione (senza partecipare al voto) e gestisce gli affari correnti sotto la direzione di questo. Ha inoltre la rappresentanza del Fondo ed lunico che pu parlare a suo nome, non essendo legato ai Paesi di provenienza come invece i Governatori ed i Direttori. prassi consolidata che il Direttore Generale del FMI sia un europeo, mentre quello della Banca Mondiale uno statunitense.

Il sistema di voto
Nel FMI vige il sistema di voto ponderato: ogni membro ha una base di 250 diritti di voto, cui si aggiunge un ulteriore numero di voti per ogni 100.000 DSP versati. Nel Consiglio di Amministrazione ogni Direttore ha un numero di voti determinato secondo la somma delle quote detenute dai Paesi che rappresenta. Le decisioni sono normalmente prese a maggioranza qualificata, anche se per prassi si ricorre quasi solo al consensus.

L'attivit del Fondo


Lo scopo del Fondo favorire la crescita economica internazionale, mediante larmonizzazione delle politiche economiche dei Paesi membri ed il perseguimento della stabilit nel sistema monetario e finanziario internazionale, come recita lart. 1 degli Articles of Agreement che ne rappresentano lo statuto:
The purposes of the International Monetary Fund are: (i) To promote international monetary cooperation through a permanent institution which provides the machinery for consultation and collaboration on international monetary problems. (ii) To facilitate the expansion and balanced growth of international trade, and to contribute thereby to the promotion and maintenance of high levels of employment and real income and to the development of the productive resources of all members as primary objectives of economic policy. (iii) To promote exchange stability, to maintain orderly exchange arrangements among members, and to avoid competitive exchange depreciation. (iv) To assist in the establishment of a multilateral system of payments in respect of current transactions between members and in the elimination of foreign exchange restrictions which hamper the growth of world trade. (v) To give confidence to members by making the general resources of the Fund temporarily available to them under adequate safeguards, thus providing them with opportunity to correct maladjustments in their balance of payments without resorting to measures destructive of national or international prosperity. (vi) In accordance with the above, to shorten the duration and lessen the degree of disequilibrium in the international balances of payments of members. The Fund shall be guided in all its policies and decisions by the purposes set forth in this Article. 1

Il FMI svolge unattivit continua volta a garantire lequilibrio sui mercati monetari e finanziari internazionali, che si esplica nelle funzioni di sorveglianza ed assistenza tecnica. Alla funzione finanziaria (concessione di prestiti) dedicato un capitolo a parte. La funzione di sorveglianza considerata la principale, cui secondo alcuni possono essere ricondotte tutte le altre: il Fondo valuta gli andamenti economici nazionali, regionali e globali, costruendo su di essi analisi volte ad evidenziare i possibili squilibri e fornire consigli ai Paesi membri sulla loro risoluzione. Si distingue in sorveglianza bilaterale e multilaterale. La sorveglianza bilaterale riguarda ogni singolo membro, e si articola sui due livelli delle politiche di cambio, per fare s che i membri garantiscano, o stiano lavorando per garantire, la piena convertibilit delle proprie partite correnti, e delle politiche economiche, che obbliga i membri a periodiche consultazioni ex art. IV nelle quali forniscono informazioni e dati statistici sulla loro situazione economica al Fondo, che poi redige un rapporto con le proprie analisi e raccomandazioni. La sorveglianza multilaterale invece valuta lo stato complessivo delleconomia internazionale nei vari aspetti di congruenza fra le politiche economiche nazionali, regimi di cambio, movimenti di capitale, liquidit internazionale. Le analisi e le conclusioni sono raccolte nel WEO (World Economic Outlook). La funzione di assistenza tecnica riguarda per lo pi i membri pi economicamente arretrati, nelle aree di competenza del Fondo: politica macroeconomica, politica fiscale e dei redditi, politica monetaria, sistema di cambio, sostenibilit del settore finanziario, statistiche macroeconomiche e finanziarie.2 Serve a creare le infrastrutture legali, amministrative, etc. necessarie al funzionamento delleconomia di mercato in economie emergenti od in transizione.

1 Articles of Agreement of the International Monetary Fund, dal sito del FMI, pagina http://www.imf.org/external/pubs/ft/aa/aa01.htm 2 Mia traduzione dal sito del FMI, pagina http://www.imf.org/external/np/exr/facts/tech.htm

LATTIVIT DI PRESTITO DEL FMI3


La mutevole natura del prestito del FMI
Il volume di prestiti forniti dal FMI ha fluttuato in modo significativo col tempo. Gli shock petroliferi degli anni 70 e la crisi del debito degli anni 80 furono entrambi seguiti da forti incrementi nellattivit di prestito del FMI. Negli anni 90, il processo di transizione nellEuropa centrale ed orientale e le crisi nelle economie di mercato emergenti portarono ad ulteriori aumenti della domanda di risorse del FMI, che sono state largamente rifuse via via che le condizioni miglioravano.

Il processo di prestito del FMI


Su richiesta di uno Stato membro, un prestito del FMI di solito fornito dietro un arrangement (accordo), che definisce le politiche e le misure specifiche che il Paese ha accettato di effettuare per risolvere i suoi problemi di bilancia di pagamenti. Il programma economico sottostante un arrangement formulato dal Paese in accordo con il FMI, ed presentato al Consiglio Esecutivo del Fondo in una Letter of Intent (lettera di intenti). Una volta che laccordo approvato dal Consiglio, il prestito erogato in rate successive a mano a mano che il programma attuato.

I mezzi del FMI


Nel corso degli anni, il FMI ha sviluppato vari strumenti di prestito, o facilities, che sono disegnati per rivolgersi alle specifiche situazioni che derivano dalla sua eterogenea composizione. Paesi con bassi livelli di entrate possono prendere a prestito a tasso agevolato nel contesto del Poverty Reduction and Growth Facility (PRGF) e dellExogenous Shocks Facility (ESF). Prestiti non agevolati sono erogati anzitutto per mezzo di Stand-by Arrangements (SBA) ed in alcune occasioni tramite lExtended Fund Facility (EFF), il Supplemental Reserve Facility (SRF) ed il Compensatory Financing Facility (CFF).Il FMI inoltre fornisce assistenza demergenza per sostenere la ripresa da disastri naturali e conflitti, in alcuni casi a tasso dinteresse agevolato. Il FMI continua ad esplorare possibili strumenti di prevenzione delle crisi. Fatta eccezione per il PRGF ed lESF, tutti gli strumenti sono soggetti al tasso di interesse del FMI, collegato al mercato, noto come rate of charge, ed alcuni hanno un sovrapprezzo. Il rate of charge basato sul tasso di interesse del SDR, che rivisto ogni settimana per tenere conto dei cambiamenti nei tassi di interesse a lungo termine nei maggiori mercati valutari internazionali. I prestiti maggiori hanno un sovrapprezzo. Lammontare che un Paese pu prendere in prestito dal fondo il suo access limit (limite di accesso)- varia secondo il tipo di prestito, ma in genere un multiplo della quota FMI del Paese. In eccezionali circostanze, alcuni prestiti possono eccedere i limiti di accesso.
Poverty Reduction and Growth Facility (PRGF) ed Exogenous Shocks Facility (ESF)

Accordi di prestito agevolato per Paesi con basse entrate sono basati su appropriate strategie controllate dai Paesi, delineate nei loro Poverty Reduction Strategy Papers (PRSP). In anni recenti, la maggior parte dei prestiti del FMI stata erogata nellambito del PRGF. Il tasso di interesse percepito sui prestiti PRGF ed ESF solo dello 0,5%, ed i prestiti sono ripagati in un periodo di cinque anni e mezzo, dieci anni.

3 Lintero capitolo una mia traduzione dal sito del FMI, pagina http://www.imf.org/external/np/exr/facts/howlend.htm

Stand-By Arrangements (SBA)

Gli SBA sono progettati per aiutare i Paesi ad affrontare problemi di bilancia dei pagamenti di breve periodo, ed loro riservata la maggior parte delle risorse del FMI. La durata di uno SBA in genere di dodici, ventiquattro mesi, e la restituzione normalmente prevista dopo due anni e mezzo, quattro anni. Sono applicati dei sovrapprezzi per accessi di grande entit.
Extended Fund Facility (EFF)

Questo strumento fu creato nel 1974 per aiutare i Paesi ad affrontare problemi di bilancia dei pagamenti di pi lungo periodo che richiedano riforme economiche fondamentali. Gli accordi presi nellambito dellEFF hanno cos durata maggiore, di solito tre anni. La restituzione normalmente prevista dopo quattro anni e mezzo, sette anni. Sono applicati sovrapprezzi per accessi di grande entit.
Supplemental Reserve Facility (SRF)

Questo strumento fu introdotto nel 1997 per venire incontro ai bisogni di finanziamenti in larga scala a scadenza molto breve. La ragion dessere del SRF fu la repentina perdita di fiducia nel mercato sperimentata dalle emergenti economie di mercato durante gli anni 90, che aveva portato a massicce fuoriuscite di capitale e richiesto finanziamenti su scala molto maggiore di quanto il FMI avesse in precedenza fatto. Si prevede che i Paesi restituiscano questi prestiti entro un anno, un anno e mezzo. Tutti i prestiti SRF hanno un sovrapprezzo sostanziale di 3-5 punti percentuali.
Emergency Assistance

Il FMI fornisce assistenza demergenza a Paesi che abbiano subito una calamit naturale o stiano emergendo da un conflitto. I prestiti demergenza sono soggetti al rate of charge di base, per quanto siano disponibili agevolazioni sullinteresse per Paesi rientranti nei requisiti del PRGF, secondo la disponibilit. I prestiti devono essere ripagati nel giro di tre, cinque anni. Tabella 1: Gli interventi di salvataggio. Prestiti concessi (miliardi di dollari) Paesi Bilaterali 21,0 10,5 29,8 23,5 1,5 14,5 17,8 4,0 10,0 21,0 14,7 18,0 Multilaterali FMI (13,1) (3,4) (5,1) (20,4) (5,6 (10,7) Altre istituzioni 12,8 2,7 8,0 14,0 6,0 9,0 51,6 17,2 47,8 58,5 22,2 41,5 Totale

Messico Tailandia Indonesia Corea del Sud Russia Brasile

In parentesi, l'ammontare effettivamente sborsato dal FMI. Le altre istituzioni considerate sono la Banca mondiale, la Banca asiatica di sviluppo e la Banca interamericana di sviluppo. Fonte: FMI, dati riferiti al giugno del 2000, in Schlitzer (2004) 6

LE CONDIZIONALIT DEL FMI4


Quando un Paese contrae prestiti con il FMI, il suo governo si impegna a determinate politiche economiche e finanziarie, un requisito conosciuto con il nome di condizionalit. La condizionalit un modo per il FMI di controllare che il suo prestito sia effettivamente usato per risolvere i problemi economici del Paese beneficiario, s che esso possa essere in grado di restituirlo prontamente, e rendere i fondi disponibili per altri membri in difficolt. In anni recenti, il FMI ha lavorato per rendere le condizionalit pi mirate ed agevoli, al fine di promuovere il controllo nazionale di politiche forti ed efficaci.

Che cos la condizionalit e perch necessaria?


I prestiti del FMI sono generalmente condizionati alladozione di appropriate politiche, per risolvere i problemi della bilancia dei pagamenti del Paese e stabilire adeguate garanzie che luso delle risorse del FMI sia temporaneo. La condizionalit inoltre fornisce al Paese membro certezza su che cosa sia necessario perch il FMI renda disponibili le proprie risorse finanziarie. Nel fissare le condizioni relative al programma, il FMI guidato dal principio che il Paese membro ha la principale responsabilit nel selezionare, disegnare ed implementare le proprie politiche. Le misure di riforma possono andare oltre la semplice soluzione di problemi legati a squilibri esterni nellimmediato. Questo il caso se la misura considerata critica per raggiungere quegli obiettivi del programma che possano gettare la base per la stabilit economica e la crescita economica nel lungo periodo; per esempio, contenere linflazione, ridurre il debito pubblico, o rafforzare i sistemi finanziari. Tutte assieme, queste politiche costituiscono il programma di politiche del Paese membro, che descritto in una Letter of Intents (che spesso ha allegato un Memorandum delle politiche economiche e finanziarie) che accompagna la richiesta del Paese per un finanziamento da parte del FMI. Gli obiettivi del programma ed i tipi di politiche coinvolte dipendono dalle circostanze specifiche del Paese in questione. Comunque, lobiettivo principale ripristinare o mantenere landamento della bilancia dei pagamenti e la stabilit macroeconomica, gettando le basi per una crescita sostenibile e di alta qualit.

Come valutata la conformit alle condizioni del programma?


Molti prestiti del FMI sono caratterizzati da erogazioni in pi fasi. Questo permette al FMI di verificare che un Paese continui ad tenere fede ai propri impegni. La valutazione del programma si basa su diversi strumenti:
Prior Actions

Sono misure che un Paese accetta di prendere prima che il Consiglio Esecutivo del FMI approvi un prestito o completi un riesame. Misure di questo genere assicurano che il programma abbia le necessarie basi per riuscire, o sia riportato sul percorso in seguito a deviazioni dalle politiche concordate. Le azioni prioritarie possono includere, per esempio, aggiustamenti del tasso di cambio ad un livello sostenibile, eliminazione del controllo sui prezzi, od approvazione formale di uno stanziamento governativo coerente con la struttura fiscale prevista dal programma.

4 Il capitolo una mia traduzione dal sito del FMI, pagina http://www.imf.org/external/np/exr/facts/conditio.htm mentre la parte fra parentesi quadre una mia traduzione dalle Guidelines On Conditionality (2002) scaricabili dal sito del FMI pagina http://www.imf.org/External/np/pdr/cond/2002/eng/guid/092302.htm

Performance Criteria

Abbreviati in PC, sono specifiche condizioni che devono essere soddisfatte perch lammontare di credito concordato sia erogato. Ci sono due tipi di PC: quantitativi e strutturali. I PC quantitativi si riferiscono in genere a variabili di politica macroeconomica come aggregati monetari e di credito, riserve internazionali, un livello massimo di attivit interne nette della banca centrale, od un livello massimo di debito pubblico. I PC quantitativi possono essere accompagnati da obiettivi indicativi (indicative targets). Questi sono spesso fissati per gli ultimi mesi del programma, e sono poi trasformati in PC, con le dovute modificazioni, quando gli andamenti economici si stabilizzano. I PC strutturali sono anchessi misure strutturali chiaramente specificate che sono critiche per la riuscita implementazione del programma economico. Queste variano molto da programma a programma ma possono, per esempio, includere misure per migliorare le operazioni del settore finanziario, riformare i sistemi di sicurezza sociale, or ristrutturare settori chiave come lenergia.

Structural Benchmarks

Sono misure che non possono essere valutate obiettivamente come i PC o sono piccoli passi in un processo di riforma, che non garantiscono di per s uninterruzione del finanziamento del FMI, ma sono parte di una riforma che critica per il successo del programma.
Inflation Consultation Clauses

Sono unaltra categoria di condizionalit usata in Paesi con una struttura operativa volta a determinati obiettivi in materia di inflazione. Sono progettate in modo che se una soglia di inflazione oltrepassata, il Paese membro non pu prelevare fondi se non stata completata una consultazione del Consiglio Esecutivo.
Program Review

un altro importante strumento di controllo che rappresenta unopportunit per il Consiglio Esecutivo di dare una valutazione generale sui progressi nel perseguimento degli obiettivi del programma. Le revisioni sono usate per discutere le politiche economiche che sono alla base di un programma, ed introdurre cambiamenti nel programma che possano rendersi necessari alla luce di recenti sviluppi. In alcuni casi, un Paese pu richiedere una deroga per un PC non rispettato, per esempio quando le sue autorit abbiano gi preso misure per correggere la deviazione. [Nelle Guidelines On Conditionality del 2002 si precisa che esistono due tipi di review, di cui il program review un tipo: i) Program reviews. Le program review forniscono una struttura per stabilire se il programma resti sostanzialmente sul percorso e se siano necessarie modifiche. Una program review sar completata solo se il Consiglio Esecutivo sar sufficientemente convinto, basandosi sul passato operato dello Stato membro e sugli accordi politici per il futuro, che il programma rimarr nel percorso fino al raggiungimento degli obiettivi. Nel prendere questa decisione, il Consiglio Esecutivo prender in considerazione, in particolare, losservanza da parte dello Stato membro dei performance criteria, degli indicative targets e degli structural benchmarks, e della necessit di salvaguardare le risorse del Fondo. Lelemento del programma di un membro che sar preso in considerazione per il completamento di una review sar specificato quanto pi pienamente e trasparentemente possibile nellarrangement. Gli arrangement faranno s che le review abbiano luogo con una frequenza appropriata alle caratteristiche dello Stato membro. Le review sono tenute di solito ogni sei mesi, ma incertezze sostanziali concernenti i principali andamenti economici o 8

lattuazione delle politiche potranno portare ad un controllo pi frequente. In caso di maggiori ritardi nel completamento di una review, il Direttore Amministrativo informer i Direttori Esecutivi in modo appropriato. ii) Financing Assurances Reviews. Dove il Fondo fornisce assistenza finanziaria ad un membro che ha consistenti pagamenti sovrani esterni arretrati verso creditori esterni o che, in virt dellimposizione di controlli sui cambi, ha consistenti pagamenti esterni non sovrani arretrati, il Consiglio Esecutivo condurr una financing assurances review per determinare se adeguate garanzie rimangano disponibili per usi successivi delle risorse del Fondo nelle circostanze in cui lo Stato membro si trova, e se gli sforzi di aggiustamento dello Stato membro siano minati da sviluppi nelle relazioni fra creditore e debitore. Pi nello specifico, ogni acquisto od esborso reso possibile dopo lapprovazione dellarrangement sar, finch questi arretrati rimangono consistenti, soggetto al completamento di una financing assurances review. Le financing assurances reviews possono anche essere stabilite l dove lo Stato membro abbia consistenti arretrati verso creditori ufficiali. ]

Come si evoluta la condizionalit negli ultimi anni?


Lattivit di prestito del FMI ha implicato condizioni in merito alle politiche sin dagli anni 50. Fino ai primi anni 80, le condizionalit del FMI si concentravano largamente sulle politiche macroeconomiche. Poi per, la complessit e gli scopi delle condizioni strutturali connesse ai prestiti del FMI sono aumentati in modo significativo. Questa maggiore ampiezza e pervasivit delle condizionalit rifletteva in parte il crescente coinvolgimento del FMI in Paesi con basse entrate od in fase di transizione, dove i problemi strutturali che ostacolavano una stabilit ed una crescita economica diffuse erano particolarmente gravi. Nel 2000, il FMI concluse unestesa revisione delle condizionalit un processo consultivo che implic anche consultazioni con azionisti esterni al FMI mirato a migliorare lefficacia dei programmi sostenuti dal FMI. Questa revisione riconobbe che i programmi di politica economica per avere successo devono essere fondati su un forte controllo da parte degli Stati. Di conseguenza, il FMI si sforzato di concentrarsi pi intensamente, ed essere pi chiaro, sulle condizioni annesse ai suoi finanziamenti, ed essere flessibile e responsabile nel discutere politiche alternative con i Paesi che avessero richiesto assistenza finanziaria. Le Guidelines on Conditionality rivedute, che prendono in considerazione questi obiettivi, furono adottate dal Consiglio Esecutivo del FMI nel settembre del 2002. Il Consiglio Esecutivo del FMI rivide lapplicazione delle nuove Guidelines nel marzo del 2005, concludendo che erano stati fatti progressi sostanziali ed incoraggiando il personale a portare avanti questi sforzi. Nel 2007, lIndependent Evaluation Office (IEO) del FMI ha completato una verifica delle condizionalit strutturali nei programmi sostenuti dal FMI. Il rapporto dava nuovo impulso agli sforzi in corso per rendere le condizionalit pi mirate e rilevanti. Alla luce del fatto che lIEO trovava che il numero delle condizioni strutturali non era diminuito e che alcune condizioni non erano essenziali al raggiungimento degli obiettivi dei programmi, il Consiglio Esecutivo del FMI invoc nuovi sforzi per ottenere moderazione, concentrandosi sui punti critici e fornendo rigorose giustificazioni per le condizioni richieste. Il piano per limplementazione dellamministrazione, in risposta alle raccomandazioni dellIEO condivise dal Consiglio Esecutivo, stato discusso dal Consiglio Esecutivo stesso nel Maggio 2008. Il piano chiede di migliorare lapplicazione delle Guidelines on Conditionality del 2002, richiedendo migliori giustificazioni delle criticit, stabilendo collegamenti espliciti fra obiettivi, strategie e condizionalit, e migliorando i documenti dei programmi. Il piano inoltre comporta laggiornamento del MONA (una banca dati con informazioni sulle condizionalit nei programmi sostenuti dal FMI) per migliorare il controllo dei programmi e rendere il MONA disponibile al pubblico. 9

LE CRITICHE ALLOPERATO DEL FMI


La serie di crisi economiche che hanno caratterizzato gli ultimi anni 90 ha molto messo in discussione il ruolo del FMI e la validit del suo operato, poich molte di queste crisi sono avvenute in Paesi che erano coinvolti in progetti del Fondo o stavano osservando le condizionalit connesse ai suoi prestiti, come il Messico, i Paesi dellAsia Orientale, la Corea, lArgentina, il Brasile. Principale oggetto delle critiche sono state le funzioni svolte dal FMI (sorveglianza, assistenza, finanziamento), ma non sono mancate accuse pi radicali alle stesse teorie economiche su cui il Fondo basa il suo operato, od alla buona fede delle sue prescrizioni indirizzate ai Paesi che aiuta. Il capitolo seguente tenter unanalisi di queste critiche: dei primi tre tipi si parler prevalentemente nel contesto della crisi del debito argentino del 2001, poich ha visto combinarsi quasi tutti i diversi punti oggetto delle dette critiche.

Il CEPR: motivazioni politiche nelle analisi


In un interessante articolo comparso nel 2007 sul sito del CEPR (Center for Economic and Policy Research, unorganizzazione indipendente con sede a Washington) ed intitolato Political Forecasting? The IMF flawed growth projections for Argentina and Venezuela gli autori David Rosnick e Mark Weisbrot analizzano landamento degli scostamenti delle proiezioni sulla crescita del PIL argentino operate dal FMI durante e dopo il periodo di assistenza tecnica, mettendole in relazione anche alle dichiarazioni rilasciate dalla stessa amministrazione del Fondo, per concludere che a loro avviso la ragione degli scostamenti era politica.

Illustrazione 1: Argentina: PIL reale e proiezioni del FMI. Fonte: Rosnick, Weisbrot (2007)
Come si pu vedere dal grafico, le proiezioni furono molto distorte durante la recessione, che

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inizi nella met del 1998 e port lArgentina al collasso economico. Questo si pu vedere dalla posizione delle linee rosse e blu molto sopra la linea nera che rappresenta il PIL reale. Ancora pi impressionante il cambiamento nella direzione degli errori di previsione del FMI: dopo il fallimento e la svalutazione, il FMI sottostim costantemente la forza delleconomia. Dopo il 2001, le linee rosse e blu cadono molto sotto la linea che rappresenta il PIL reale. La Tabella 1 mostra il numero delle proiezioni pubblicate nel World Economic Outlook dautunno, comparate ai risultati reali. Nel settembre del 1999, il FMI proiett una crescita dell1,5% del PIL per lanno seguente; la crescita effettiva fu -0,8%, con un errore di 2,3 punti percentuali. Nel 2000, il FMI proiett una crescita del 3,7% per lanno seguente, che risult invece un -4,4%. Le proiezioni del FMI sottostimano il loro oggetto dell8,1% e 13,5% rispettivamente nel 2001 e nel 2002. Questi sono errori di previsione enormi. 5

Tabella 2: Proiezioni di crescita del FMI per l'Argentina e crescita effettiva.


Anno Proiezione di crescita per l'anno successivo Crescita effettiva l'anno successivo Errore nella previsione

1999 2000 2001 Default e svalutazione 2002 2003 2004 2005

1,5 3,7 2,6

-0,8 -4,4 -10,9

2,3 8,1 13,5

1 4 4 4,2

8,8 9 9,2 8,5

-7,8 -5 -5,2 -4,3

Fonte: Rosnick, Weisbrot (2007). La data del 2001, anno in cui lArgentina dichiara il default e labbandono del currency board, vede anche linversione del segno dello scostamento delle proiezioni del FMI (e della crescita del PIL argentino). Come gli autori dellarticolo fanno notare, anche il tono delle dichiarazioni rilasciate dal personale e dagli amministratori del Fondo cambia molto dal periodo precedente la svalutazione a quello successivo: dichiarazioni molto entusiastiche verso loperato delle autorit argentine per lattuazione dei programmi, concordati durante lerogazione del finanziamento per mantenere il currency board, quando il Paese stava gi entrando in recessione, si tramutarono in aspre critiche alle politiche intraprese dal Paese in seguito allabbandono del regime di cambio, che preludevano invece ad un quinquennio di forte crescita. Cos ad esempio sappiamo che:
Verso la fine del settembre 1998, Claudio Loser, Direttore del Western Hemisphere Department del FMI, riport in nome del Consiglio dAmministrazione del FMI: La review ha accertato che tutti i criteri quantitativi di rendimento sono stati soddisfatti dallArgentina e che un sostanziale progresso stato compiuto nellattuazione delle riforme strutturali incluse nel programma, che rimane pienamente operativo. In quel periodo, lArgentina era gi in recessione e leconomia si sarebbe contratta per pi del 10% nei seguenti tre anni, prima che il paese ripudiasse il suo debito e svalutasse il peso. Il
5 Rosnick, Weisbrot (2007), p.3 (traduzione mia).

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World Economic Outlook del Fondo nel 1999 e 2000 proiett una ripresa per lanno ogni volta successivo, se non prima. Nel settembre del 2000, il Fondo prepar uno Staff Report sullArgentina. Lo Staff Report proiett una crescita dell1,7% nel 2000, che saliva al 4,0% per il 2002. La seguente review, quattro mesi dopo, era ancora pi spavalda [sic]. Il FMI proiettava una crescita del 2,5% nel 2001, che saliva al 4,3% nel 2003. 6

Mentre i dati attesi cambiano radicalmente dopo la fine del regime di cambio:
Verso aprile [2001], il Fondo riconobbe che il 2002 non sarebbe stato cos positivo per lArgentina. Il FMI prevedeva che leconomia argentina si sarebbe ridotta del 10-15% durante lanno, con un recupero estremamente modesto dello 0-3% nel 2003. Dopo aver finalmente fatto una previsione accurata sul declino dellArgentina, il FMI non mostr di avere neanche il sospetto che il Paese stava per iniziare una crescita robusta e sostenuta, con una media annuale dell8,9% per almeno i quattro anni successivi. Nel settembre 2002 il WEO offr una proiezione ancora pi pessimistica. Quando si era in ripresa gi da due trimestri, il FMI rivide le sue proiezioni verso il basso. Mentre il Fondo stimava una crescita del -16% per il 2002 ed un lento recupero dell1% nel 2003, Anne Krueger dichiarava: spero che la nazione argentina, inclusi i politici e le persone, riconoscano che devono in qualche modo unirsi e concentrare le loro azioni su un programma che permetta loro di ricominciare a crescere. Ma la ripresa era gi iniziata cinque mesi prima. 7 [] Nella visione del personale del FMI, durante lanno precedente i progressi nelle riforme strutturali erano limitati, e cerano ostacoli e cambi di direzione nelle politiche economiche. Il Fondo proiett una crescita del 5,5% per il 2003, e rivide verso il basso la sua proiezione, per un valore di robusta crescita dal 4% al 4,3% che scendeva al 3,3% per il 2010. Se questa previsione fosse stata accurata, leconomia argentina sarebbe stata nel 2010 maggiore del 32% di quanto fosse nel 1995. Di fatto, leconomia era gi del 36% maggiore nel 2006, crescendo con una media dell8,9% lanno.8

La spiegazione di queste discrepanze, a detta degli autori, non va per ricercata nellincompetenza del personale del Fondo, bens in motivazioni politiche:
Gli ampi e ripetuti errori del FMI nel proiettare la crescita del PIL in Argentine dal 1999 suggeriscono fortemente che questi errori siano stati di origine politica. Le consistenti sovrastime si ebbero durante la depressione del Paese fra il 1998 ed il 2002, quando il FMI stava prestando miliardi di dollari per sostenere politiche che alla fine risultarono in un collasso economico. Similmente, le sottostime ebbero luogo in un periodo in cui il FMI aveva una relazione sempre pi antagonistica con il governo argentino, ed opponeva alcune delle sue politiche economiche.9

LIEO: autorit insufficiente


Il rapporto fornito dallIEO (Independent Evaluation Office) del Fondo sembra condividere le conclusioni cui giunge larticolo di Rosnick e Weisbrot, e fornisce un quadro pi compiuto delle relazioni che intercorsero durante gli anni 90 fra il Fondo e le autorit argentine: in particolare,
6 Ivi, p. 5 (traduzione mia). 7 Ivi, p. 8 (traduzione mia). 8 Ivi, p. 9 (traduzione mia). 9 Ivi, p. 12 (traduzione mia).

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ripercorrendo la storia del decennio di assistenza tecnica fornita allArgentina prima della crisi, emerge che ladozione nel 1991 del currency board agganciato al dollaro si rivel, al tempo,
una risposta efficace alla realt economica dei primi anni 90, quando un decennio di cattiva amministrazione delleconomia aveva distrutto la domanda pubblica di valuta locale. In ogni modo, il suo successo nel frenare liperinflazione, facilitare una forte ripresa nei primi anni 90, sopravvivere alla crisi messicana del 1995, e promuovere una forte crescita nel 1996-98 mascherava le potenziali vulnerabilit di quel regime nel medio periodo. Cerano fattori favorevoli che permisero che il regime del tasso di cambio sopravvivesse per un certo numero di anni senza essere messo realmente alla prova. La situazione cambi nel 1998-99, quando lArgentina fu colpita da una serie di shock, che includeva la svalutazione del real brasiliano, unintensa riduzione nei flussi di capitale verso i Paesi emergenti, il dollaro forte, ed un aumento nei tassi dinteresse internazionali che, riuniti assieme, portarono ad un permanente declino nellequilibrio del tasso di cambio reale dellArgentina. Questi shock sarebbero stati abbastanza difficili da gestire in qualunque momento, data la rigidit del tasso di cambio fisso e la mancanza di flessibilit verso il basso dei salari e dei prezzi interni. Quando questo successe, giunsero in un momento in cui la situazione fiscale si era gradualmente deteriorata, con un continuo aumento nel bilancio del debito pubblico. Cosa peggiore, quasi il 90% del debito era denominato in valute estere, accrescendo i dubbi sulla capacit dellArgentina di onorare il debito ed aumentando la vulnerabilit a variazioni nei tassi di cambio reali. Il risultante aumento nelle oscillazioni dei titoli sovrani, in un ambiente in cui la crescita restava bassa, cre dinamiche del debito altamente sfavorevoli. Anche la situazione politica interna ebbe un ruolo nel modo in cui la crisi si evolse, nella misura in cui la crescita della spesa pubblica, determinata dalle elezioni del 1998-99 in aggiunta alla fragilit fiscale ed alle divisioni nel governo di coalizione che si era insediato alla fine del 1999, scossero la fiducia degli investitori nazionali ed internazionali nellabilit dellArgentina a prendere decisioni difficili. Verso la fine del 2000, quando la recessione che continuava e la discordia politica interna avevano fatto s che lArgentina di fatto perdesse laccesso ai mercati internazionali dei capitali, lArgentina aveva sia il problema del tasso di cambio sia il problema della sostenibilit del debito, ma mancava della coesione politica necessaria ad affrontare la situazione in modo decisivo. Il FMI cerc di assistere lArgentina con un aumento degli SBA nel gennaio 2001, basandosi sullassunto che la crisi era in larga misura una crisi di liquidit e che ogni problema di sostenibilit del debito o di tasso di cambio era ancora gestibile. Si pens che un finanziamento ufficiale, combinato con unazione sufficiente sul fronte fiscale, avrebbe catalizzato i flussi [di capitale] privati in modo relativamente rapido, e riavviato la crescita economica.10

Invece, a detta dellIEO, le stime largamente ottimistiche di cui si parlato in precedenza, unite a questioni di immagine del governo argentino, ostacolarono le riforme che il FMI riteneva necessarie al mantenimento del regime di cambio, potenzialmente impopolari: flessibilit del mercato del lavoro, privatizzazioni (principalmente del sistema previdenziale), deregolamentazione, politica fiscale restrittiva per raggiungere il pareggio di bilancio (che richiedeva fra laltro un forte controllo sulle amministrazioni locali). Sarebbe mancata la coesione allinterno della classe politica sulle riforme necessarie a mantenere il currency board, oltre che la volont, quando linsostenibilit del regime di cambio iniziava a farsi evidente, di discutere con il Fondo le possibili alternative, temendo una perdita di immagine in caso di abbandono della parit; mentre da parte sua il FMI avrebbe perduto gradualmente influenza sul Paese, propugnando con sempre minore intensit le riforme strutturali inizialmente prescritte. La soluzione migliore a quel punto, sostiene lIEO, sarebbe stata linterruzione delle relazioni con lArgentina in merito al programma di riforme,
10 FMI (2004) (mia traduzione; il corsivo del testo originale)

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tuttavia il Fondo prefer continuare ad erogare prestiti per mantenere il currency board, anche senza le riforme strutturali che dovevano esserne la base. Due sembrano essere stati i motivi di questo comportamento: da un lato, laver continuato a ritenere la crisi una crisi di liquidit, per via della mancanza di strumenti e dati adeguati, oltre a non avere approntato piani di emergenza nelleventualit che la prima analisi si fosse rivelata sbagliata, o che i piani non fossero stati attuati nel modo previsto; dallaltro, considerazioni dettate da motivi di immagine. In particolare:
Durante quel periodo, differenti vedute si prospettavano allinterno del FMI da parte di differenti individui e fra differenti sezioni dellistituzione. Alcuni dipartimenti di controllo, come anche alcuni membri del personale e del Consiglio di Amministrazione, espressero preoccupazioni circa lincapacit dellArgentina di portare avanti in tempo la necessaria disciplina fiscale e le riforme strutturali in vari punti. Quasi sempre, queste visioni dissenzienti erano sopraffatte da considerazioni come la necessit di mantenere influenza su un Paese membro od il desiderio di preservare leffetto catalizzante [per gli investimenti] del sigillo di approvazione del FMI. Sostenere un programma debole mantenendo linfluenza era considerato migliore che insistere su un programma forte che era improbabile che fosse messo in atto, portando alla sospensione del sostegno e ad uneventuale perdita di influenza. [] La decisione di completare la terza review nel maggio 2001 e, inoltre, la conseguente decisione di aumentare ancora larrangement nel settembre 2001 erano opinabili alla luce dello spirito se non della lettera delle politiche del FMI nel sostenere finanziariamente la crisi. In particolare, il FMI contravvenne le sue dichiarate politiche sul coinvolgimento del settore privato e la Supplemental Reserve Facility, perch il suo supporto non era basato su una fondamentale diagnosi della sostenibilit. Il disegno del programma sostenuto da ognuna di queste decisioni era inadeguato a risolvere la crisi. Molte ragioni furono addotte per queste decisioni, incluse in particolare: la percezione di una mancanza di alternative credibili; il rispetto per la determinazione delle autorit; e la paura di contagio e la preoccupazione che il FMI potesse essere visto come la causa della morte [sic] di un membro in difficolt. 11

Per quanto indubbiamente in alcuni punti molto severe, le critiche alloperato del FMI contenute nella relazione dellIEO (ma talvolta anche nellarticolo del CEPR) tendono comunque ad evidenziare lincapacit da parte del FMI di fare ascoltare la propria voce e garantire leffettivo rispetto degli obiettivi concordati negli accordi di finanziamento, senza mai entrare nel merito delladeguatezza delle politiche proposte; anche quando, nella relazione, messa in discussione lesattezza della supposizione circa la natura della crisi, e la conseguente attuazione di un piano volto a risolvere problemi di liquidit, lIEO non prende mai del tutto le distanze dal Fondo, affermando che la decisione era giustificata nella misura in cui la probabilit di successo non fosse stata trascurabile, il che rende difficile concludere che fosse chiaramente errata ex ante.12

Joseph Stiglitz: idee universalistiche e mancanza di democrazia


Critiche pi radicali allintero funzionamento del Fondo, ed anche alle stesse teorie economiche che lo ispirano, vengono invece da Joseph Stiglitz, nel suo articolo What I learned at the world economic crisis apparso su The New Republic nel 2000. Larticolo prende in esame i casi dellAsia Orientale e della Russia (il disastro argentino non era infatti ancora avvenuto), concentrandosi nel primo caso sullassistenza finanziaria del Fondo e le condizionalit legate ad essa; nel secondo, sullassistenza tecnica fornita dal FMI negli anni della transizione al liberismo. In un caso come nellaltro, Stiglitz sostiene ripetutamente che i modelli e le teorie economiche
11 Ivi, pp. 66-67 (mia traduzione; il corsivo del testo originale) 12 Ivi, p. 67 (mia traduzione; il corsivo del testo originale)

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utilizzati dal Fondo sono di frequente errati od obsoleti. Le soluzioni proposte avrebbero scarso riguardo per la storia e la realt del Paese in cui il Fondo si trova ad operare, essendo incentrate troppo sullaspetto matematico ed affidate a dei macina-numeri (cos li definisce Stiglitz) che [i]n alcuni giorni, od al massimo settimane, sono incaricati di sviluppare un programma coerente sensibile ai bisogni del Paese.13 Tutto questo, per, stando allarticolo di Stiglitz, sembra determinato dallo stesso pensiero economico che alla base del Fondo. Parlando infatti della crisi in Russia, emerge che la scuola di pensiero prevalente allinterno del Fondo, in merito alle misure da attuare per la transizione alleconomia di mercato,
consisteva largamente di macroeconomisti, la cui fede nel mercato non era incrinata da una valutazione della fragilit delle sue fondamenta, cio delle condizioni richieste perch esso funzioni in modo efficace. Questi economisti di solito avevano scarsa conoscenza della storia o dei dettagli delleconomia russa e non credevano di averne alcun bisogno. La grande forza, e la peggior debolezza, delle dottrine economiche su cui si basavano che le dottrine sono - o ci si aspetta che siano universali. Istituzioni, storia, perfino la distribuzione delle entrate, semplicemente non contano. I bravi economisti conoscono le verit universali e possono guardare oltre il groviglio di fatti e dettagli che oscurano queste verit. E la verit universale che una terapia durto funziona nei Paesi in transizione verso leconomia di mercato: pi forte la medicina (e pi dolorosa la reazione), pi rapida la ripresa. O cos dicono. 14

Questo avrebbe fatto s che fossero prescritte, anche nel caso dellAsia Orientale, politiche fiscali restrittive analoghe a quelle che erano state applicate per le crisi in America Latina. Le crisi erano accomunate dalle caratteristiche principali: segnatamente, il grande afflusso di capitale a breve termine, che nel caso dellAsia Orientale, inoltre, sarebbe stato determinato non da necessit delle economie locali (come afferma Stiglitz, il tasso di risparmio era gi del 30%), ma da pressioni internazionali, Dipartimento del Tesoro USA in primis. Tuttavia le economie dei Paesi est-asiatici differivano da quelle latinoamericane perch erano gi dotate di politiche fiscali restrittive e di contenimento dellinflazione; addirittura, in Thailandia cerano avanzi di bilancio eccessivi che toglievano risorse necessarie agli investimenti in infrastrutture. Ma
nel 1997 il FMI impose le stesse richieste alla Thailandia. Lausterit, dicevano i capi del Fondo, avrebbe ripristinato la fiducia nelleconomia thailandese. Quando la crisi si diffuse alle altre nazioni dellAsia Orientale ed anche quando emerse levidenza del fallimento di tale politica il FMI non mosse ciglio, prescrivendo la stessa medicina ad ogni nazione in difficolt che gli si presentasse alla porta. []Il problema non era il governo imprudente, come in America Latina; il problema era un imprudente settore privato tutti quei banchieri, e soggetti indebitati, che avevano giocato dazzardo sulla bolla immobiliare. 15

E cos le pesanti restrizioni fiscali imposte dal Fondo avrebbero aggravato la situazione di recessione in cui versavano i Paesi est-asiatici, che avrebbe invece richiesto una spesa pubblica finanziata in leggero deficit per favorire la ripresa; un argomento, riporta Stiglitz, gi a suo tempo sostenuto dallamministrazione Clinton che aveva combattuto una grande battaglia contro il Congresso per spuntare un emendamento al pareggio di bilancio quando gli USA ebbero a che fare con una situazione simile. Non mancavano gi al tempo pressioni sul FMI, da parte principalmente della Banca Mondiale, perch allentasse le politiche ritenute troppo restrittive, ma anche in quel caso il FMI mantenne la linea originaria, assicurando contemporaneamente che le politiche intraprese sarebbero state reversibili in ogni momento se si fossero rivelate troppo restrittive; se non che, obietta Stiglitz, [u]na delle prime lezioni che gli economisti insegnano ai loro studenti [che] servono da dodici a diciotto mesi perch un cambiamento nella politica
13 Stiglitz (2000), traduzione mia . 14 Ibidem 15 Ibidem.

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monetaria dispieghi appieno i suoi effetti e perci un ritorno sui propri passi non era possibile, od almeno non con tanta immediatezza. Forte comunque di queste affermazioni, il Fondo, nella persona dellallora Direttore Esecutivo, Michel Camdessus, rispose alle critiche mossegli dalla Banca Mondiale (fra cui quelle concernenti il rischio di conflitti etnici, poi peraltro avvenuti, in Indonesia), che
lAsia Orientale doveva semplicemente tenere duro, come aveva fatto il Messico [...] per quanto avesse sofferto nel breve periodo, il Messico era uscito rafforzato dallesperienza. Ma questa era unanalogia assurda. Il Messico non si era ripreso perch il FMI lo aveva forzato ad irrobustire il suo debole sistema finanziario, che era rimasto debole vari anni dopo la crisi. Si era ripreso per via di un aumento delle esportazioni verso gli USA, che prese il via grazie al boom economico degli USA, e per lesistenza del NAFTA. Di contro, la principale controparte commerciale dellIndonesia era il Giappone che era allora, ed ancora rimane, impantanato nella depressione. [] I sostenitori del FMI affermano che la fine della recessione una prova dellefficacia delle politiche dellagenzia. Questo privo di senso. Ogni recessione prima o poi finisce. Tutto quello che il FMI ha fatto stato rendere la recessione est-asiatica pi profonda, lunga e difficile. Senza dubbio la Thailandia, che ha seguito pi accuratamente le prescrizioni del FMI, ha fatto peggio della Malesia e della Corea del Sud, che hanno seguito vie pi indipendenti. 16

A parte levidenza empirica dei diversi risultati raggiunti dai Paesi assistiti dal FMI, ancora una volta, come nel caso della Russia, il problema delle ricette prescritte dal FMI sta nel pensiero economico che muove loperato del Fondo, che sarebbe, a detta di Stiglitz, incentrato solo sulla macroeconomia, senza fondamenti nelleconomia reale.
Per esempio, fenomeni microeconomici come la bancarotta ed il timore di fallimento erano al centro della crisi dellAsia Orientale. Ma i modelli macroeconomici usati per analizzare queste crisi non erano radicati in fondamenti microeconomici, cos non tennero conto della bancarotta.17

Ma la critica che pi ha reso famoso Joseph Stiglitz, anche sullonda dellopposizione alla globalizzazione dei primi anni 2000, quella che riguarda la mancanza di democrazia nel meccanismo decisionale del FMI stesso, nelle condizionalit e, pi in particolare, nella disponibilit del Fondo a prendere parte in discussioni concernenti il proprio operato. Sotto il primo profilo, Stiglitz accusa il sistema di voto ponderato tout court in quanto lo ritiene non democratico; ed in ogni caso, le revisioni delle quote dei membri, pur operate periodicamente, non sarebbero mai state tali da rispecchiare il peso effettivo delle loro economie, garantendo di fatto la permanenza del ruolo egemone degli USA nel sistema decisionale. Circa le condizionalit, sostiene che oltre, come visto, ad essere sempre molto simili in tutte le situazioni - esse sono imposte ai Paesi che chiedono laiuto del Fondo.
Ufficialmente, ovvio, il FMI non impone nulla. Negozia le condizioni per ricevere aiuto. Ma tutto il potere nel negoziato da una parte dalla parte del FMI ed il Fondo raramente ha tempo sufficiente per costruirsi un largo consenso od almeno diffondere consultazioni con i parlamenti e la societ civile; talvolta il FMI si esonera completamente dallobbligo di trasparenza e negozia in segreto.18
16 Ibidem. 17 Ibidem. 18 Ibidem.

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Inoltre la motivazione delle condizionalit sarebbe in via prevalente la salvaguardia della solvenza del Paese colpito verso i creditori occidentali piuttosto che leffettiva ripresa dalla crisi, come sostiene nel suo libro In un mondo imperfetto; s che spesso in situazioni Argentina, Asia Orientale in cui sarebbe stata pi opportuna, a suo avviso, una dichiarazione di fallimento, si tentato di evitarla ad ogni costo. La scarsa connessione fra loperato del FMI e le reali necessit delle economie da questo assistite emergerebbe, per, in modo pi efficace da una serie di episodi narrati da Stiglitz nel suo articolo, dai quali emerge ripetutamente una tendenza allinterno del Fondo ad ignorare le critiche interne e nascondere quelle interne.

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Bibliografia
Schlitzer (2004): Giuseppe Schlitzer, Il Fondo monetario internazionale, Il Mulino, Bologna, 2004 Rosnick, Weisbrot (2007): Rosnick, Weisbrot, Political forecasting? The IMF flawed projections for Argentina and Venezuela, 2007, http://www.cepr.net/documents/publications/imf_forecasting_2007_04.pdf FMI (2004): IEO, Evaluation Report: IMF and Argentina, 1991-2001, 2004, www.imf.org/External/NP/ieo/2004/arg/eng/pdf/report.pdf Stiglitz (2000): Joseph Stiglitz, What I learned at the world economic crisis, The New Republic, 17 aprile 2000

Citazione consigliata: Francesco Grasselli, Il Fondo monetario internazionale: funzionamento e critiche, Roma 2008

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