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POLITY: Definizione dell'identit e dei confini della comunit politica organizzata.

POLITICS: L'insieme delle architetture del potere, dei processi e degli attori. POLICY: Decisioni, provvedimenti che interessano individui, gruppi o interi settori della societ. 1. Che cosa la politica? a. Invenzione umana, collettiva o individuale che riguarda la gestione della collettivit responsabile dellordine pacifico. La politica comporta una serie di azioni svolte da attori individuali o collettivi pi o meno specializzati [CHI] intraprese in uno specifico ambito territoriale e in una data comunit, il sistema politico [DOVE] nel quale si prendono decisioni vincolanti o imperative che distribuiscono chances di vita, possibilit di scelte e vincoli, purch si sia risolto il problema dellordine e della sicurezza [PERCHE]; sia lordine che le funzioni di benessere possono essere svolte e stabilite ricorrendo a strumenti coercitivi-repressivi [politica autoritaria] sia a strumenti consensuali-partecipativi [politica democratica] [COME]

2. Chi sono i principali attori politici? a. Weber: ceto ben individuato di professionisti a tempo pieno, eletti e uomini di partito, che vivono DI e PER la politica. b. Altri attori la cui identit non unicamente politica, provengono da altri ambienti: economici, culturali, sociali, religiosi, amministrativi; la famiglia ha un ruolo importante. 3. Che cosa sintende per Politics? a. I problema del potere e delle istituzioni: il principale aspetto dello studio della politica, l'analisi della sfera del potere. Cio la natura del potere, la sua legittimazione e il modo di utilizzarlo, chi lo detiene e come si stabilisce chi ne il titolare, il problema di come viene esercitato e limitato. 4. Che cosa una Policy? a. Politica nella societ: si tratta dei programmi d'azione, proposti dagli attori politici e decisi nelle sedi politiche, i cui effetti influiscono sulla vita quotidiana dei cittadini. In questo modo la politica mostra il suo aspetto di governo, cio il modo di affrontare e risolvere i problemi della comunit, dirigendosi verso l'esterno. Si pu dire che le policies sono il prodotto della politica. 5. Che cosa vuol dire Polity? a. La polity la definizione dell'identit e dei confini du una comunit politica. Una comunit politca non ha dimensione definita e immutabile, bens variabile nel tempo anche se pi lentamente di altri aspetti della politica. L'aspetto dei confini ha influenza diretta sulla polity: se cambia il territorio cambia anche la comunit politica, ma la polity comprende anche le strutture e i processi di mantenimento e cambiamento della comunit. Lo stato nazionale una forma di polity che consente il controllo centralizzato di ampi territori, ma esistono anche polities multinazionali (ad esempio l'impero austo-ungarico o la Svizzera attuale) 6. Come cambiata la politica negli ultimi 200 anni? POLITY: a. Processo di diffusione degli stati nazionali b. Limitazione della sovranit esterna degli stati: organismi internazionali e sopranazionali integrazione europea. c. Crescente emergere di spinte regionaliste e autonomiste d. Coesistenza di livelli di governo diversi [ad es.: centrale, regionale] POLITICS: nascita e consolidamento della democrazia; POLICY: sviluppo di un sistema di welfare state universalistico. 7. Che cosa distingue la politica da altre esperienze umane come l'economia, la morale, la religione? a. Il carattere collettivo dell'attivit politica e il compito specifico di operare il controllo della violenza che monopolio esclusivo della politica. 8. Quali sono gli aspetti principali della politica? E' un'invenzione tipicamente umana, spesso inconsapevole, che tipica delle collettivit. Il ruolo principale assicurare il mantenimento dell'ordine e la distribuzione dei valori e delle risorse. Questo possibile perch la politica pu utilizzare degli strumenti di coercizione, orientandosi verso una configurazione autoritaria o nel rispetto del pluralismo. A seconda dell'orientamento saranno incentivati la mediazione e il dialogo oppure l'imposizione repressiva. La politica assume anche compiti di protezione della comunit dall'esterno, sia attraverso la formazione di alleanze che attraverso politiche aggressive di espansione.

1. Che cosa una democrazia? a. Regime contraddistinto dalla garanzia reale di partecipazione politica della popolazione adulta maschile e femminile e dalla possibilit di dissenso, opposizione e competizione politica. 2. Quali sono gli aspetti empirici che caratterizzano il metodo democratico? a. Il metodo democratico lo strumento istituzionale per giungere a decisioni politiche in base al quale singoli individui ottengono il potere di decidere attraverso una competizione che ha per oggetto il voto popolare; sistema etico-politico nel quale linfluenza della maggioranza affidata al potere di minoranze concorrenti che lassicurano [SARTORI] 3. Qual a. b. c. d. la definizione minima di democrazia? Suffragio universale maschile e femminile Elezioni libere, competitive, ricorrenti e corrette Pluralismo partitico Diverse e alternative fonti di informazione

4. Quali sono gli aspetti procedurali di una democrazia? a.

5. Che cosa significa incertezza democratica? a. Incertezza rispetto al contenuto concreto delle decisioni che gli organi eletti possono assumere; confini invalicabili: mercato e propriet privata. 6. Come si definisce una democrazia procedurale? a. Insieme di norme e procedure che risultano da un accordo compromesso per la risoluzione pacifica dei conflitti tra gli attori sociali politicamente rilevanti e gli altri attori istituzionali presenti nellarena politica.
7. Quali sono i tipi principali di democrazia?

8. Qual la distinzione fra democrazia rappresentativa e diretta? a. Rappresentativa: basata su regole e istituzioni della rappresentanza ovvero elezioni libere, competitive, corrette e periodiche, da strutture rappresentative come il parlamento e decisionali come il governo b. Diretta: democrazia degli antichi dove un piccolo numero di cittadini si riunivano e decidevano problemi che li riguardavano; istituti di democrazia diretta: referendum. 9. Che cosa sono la democrazia consensuale e la democrazia Westminster? a. La democrazia consensuale si attiene a quello che il principio consensuale cio la diffusione e ripartizione del potere. Con questo metodo si sottolinea limportanza della ricerca dellaccordo, del consenso pi ampio, del compromesso. La democrazia pi tolleranza reciproca che tirannia della maggioranza; pi ricerca di accordo che vittoria da un parte. E contraddistinta da : i. governi formati da pi partiti e ampie coalizioni ; ii. equilibrio di poteri fra esecutivo e legislativo ; iii. sistema multipartitico ; iv. sistema elettorale proporzionale ; v. sistema di interessi concertato e neo-corporativo ; vi. decentramento e assetto federale ; vii. bicameralismo forte e rappresentanza delle minoranze ; viii. costituzione rigida e potere di veto delle minoranze ; ix. controllo costituzionale ; x. indipendenza della banca centrale. b. La democrazia Westminster si attiene al principio maggioritario e prende ispirazione dal modello inglese e dal nome del parlamento britannico. Sulla base di questo principio la democrazia un regime in cui i rappresentanti, eletti sulla base di elezioni libere, competitive e ricorrenti, raggiungono le proprie decisioni in base al principio di maggioranza. Il sistema maggioritario aliena le minoranze. E contraddistinta da :

i. - concentrazione del potere esecutivo in governi formati da un solo partito e maggioranze risicate ; ii. fusione dei poteri ( legislativo ed esecutivo ) e dominio del governo ; iii. sistema bipartitico con una sola dimensione rilevante ; iv. sistema elettorale maggioritario ; v. pluralismo dei gruppi di interesse ; vi. governo centralizzato e unitario ; vii. bicameralismo asimmetrico ; viii. costituzione flessibile e sovranit parlamentare ; ix. assenza di controllo di costituzionalit ; x. banca centrale controllata dallesecutivo; xi. esistenza esclusiva di forme di democrazia rappresentativa.

10. Quali sono le dimensioni rilevanti in una democrazia? a. POTERE ESECUTIVO E PARTITI b. ASSETTO UNITARIO O FEDERALE DI UN REGIME POLITICO 11. Qual una definizione ideale di democrazia? a. Per democrazia ideale si intende un regime caratterizzato da una necessaria corrispondenza tra gli atti di governo e i desideri di colori che ne sono toccati. Ovvero in una versione parzialmente diversa la continua capacit di risposta (responsiveness) del governo alle preferenze dei suoi cittadini, considerati politicamente uguali. 12. Come si passa dalla definizione normativa a quella empirica? Secondo Dahl, si superano i problemi empirici che ogni definizione normativa pone, attraverso due diversi postulati: a. affinch un regime sia capace di risposta, tutti i cittadini: I POSTULATO devono avere simili opportunit di: i. formulare le loro preferenze ; ii. esprimere tali preferenze agli altri e al governo attraverso unazione collettiva o individuale; iii. ottenere che le proprie preferenze siano pesate ugualmente in quanto a contenuto e origine. b. II POSTULATO: affinch esistano queste tre opportunit devono esistere almeno otto garanzie istituzionali: 1. libert di associazione ed organizzazione ; 2. libert di pensiero ; 3. diritto al voto ; 4. diritto dei leaders di competere con il sostegno elettorale ; 5. fonti alternative di informazione ; 6. possibilit di essere eletti a pubblici uffici ; 7. elezioni libere e corrette ; 8. esistenza di istituzioni che rendano le politiche governative dipendenti dal voto. 13. In che senso la responsiveness collegata allalternanza? a. Il cittadino votando pu far valere quella responsabilit e, dunque, spingere i governanti alla responsiveness se esiste concretamente ed oggettivamente la possibilit di alternanza tra partiti o coalizioni di partiti al governo. Se al contrario vi un partito che supera largamente e per anni la met dei seggi, la possibilit concreta di sanzione del votante e, di conseguenza, la possibilit che un cambiamento di voto da un partito ad un altro si riverberi sulla composizione del governo pressoch inesistente ; se cos la responsabilit altrettanto inesistente e la spinta alla responsiveness meno forte. 14. E ipotizzabile una responsiveness senza alternanza? a. La risposta a questa domanda pu essere positiva, solo se una democrazia ha una larga diffusione di strutture e sedi di partecipazione e contrattazione tra i diversi interessi. In questo senso un rapporto continuo con gli organi che sono preposti alle decisioni e una prassi di accordo e compromesso di tipo consociativo pu rendere meno importante lalternanza ai fini della responsiveness.

15. Quali sono gli elementi essenziali per raggiungere un qualche grado di qualit democratica? a. ESISTENZA DI UNA OPPOSIZIONE: i. Opposizione parlamentare attiva e attenta ai diversi problemi dei gruppi di cittadini; ii. Mezzi di comunicazione attenti a quei problemi e in competizione; b. EFFICIENZA DEGLI APPARATI AMMINISTRATIVO E GIUDIZIARIO: i. Apparato di polizia ii. Sistema giudiziario iii. Burocrazia centrale e locale. 16. Quali sono le condizioni non politiche della democrazia, specie nel passato? a. [DAHL] Complesso di valori: i. credenza nella legittimit delle istituzione; ii. credenza nellautorit e la disponibilit ad obbedire; iii. credenza nella capacit del regime di risolvere i problemi che si trova ad affrontare [effettivit] iv. fiducia reciproca tra gli attori di un sistema politico; v. disponibilit a cooperare e anche competere; vi. disponibilit allaccordo e al compromesso b. [ALMOND E VERBA] Cultura civica: i. partecipazione ii. attivit politica vivace iii. impegno civile moderato iv. assenza di dissensi profondi v. fiducia nel proprio ambiente sociale vi. rispetto per lautorit vii. senso di indipendenza viii. atteggiamenti favorevoli verso le strutture politiche

17. cosa vuole dire societ plurale? a. Societ caratterizzata da profonde divisioni religiose, etniche, linguistiche e ideologiche intorno a cui sono strutturare le diverse organizzazioni politiche e sociali, quali partiti, gruppi dinteresse e mezzi di comunicazione; Democrazie consociative: i. Governi con larghe coalizioni; ii. Meccanismi di veto indirizzati a garantire meglio le minoranze a livello decisionale iii. Applicazione del principio di proporzionalit in tutte le sedi rilevanti iv. Alta autonomia nella gestione dei diversi segmenti della societ; Maggiore importanza degli atteggiamenti delle elites e dei rapporti con lo strato intermedio delle sub-lites rispetto alla cultura politica a livello di massa.
18. Qual la differenza tra pluralismo culturale e sociale? a. PLURALISMO SOCIALE: pu esserci anche senza pluralismo culturale; ordine sociale pluralistico nellambito di una cultura socialmente e politicamente abbastanza omogenea. Condizioni favorevoli alla democrazia: - alto livello di alfabetizzazione e diffusione e sviluppo dei mass media; - assenza di disuguaglianze economiche estreme 19. Esiste una correlazione dimostrabile tra sviluppo economico e democrazia? Non vi un legame necessario. a. Pluralismo sociale, istruzione comunicazione e assenza di disuguaglianze sono i presupposti pi sicuri di un possibile assetto democratico b. Non sono fenomeni legati allo sviluppo industriale c. Correlazione fra industrializzazione, urbanizzazione, crescita del reddito pro capite 20. Quali sono i problemi irrisolti nellanalisi delle condizioni della democrazia? a. Definizione della soglia a partire dalla quale lalfabetizzazione, lo sviluppo delle comunicazioni, il pluralismo, le minori disuguaglianze diventano condizioni positive per la democrazia b. Valore delle condizioni muta se vi sono altri aspetti sfavorevoli ad un assetto democratico?

A parit o somiglianza di tali condizioni si possono avere esiti politici diversi, sia democratici che autoritari. 21. Quali sono le condizioni storiche favorevoli allo sviluppo della democrazia secondo B. Moore? UNICO PROCESSO DI CAMBIAMENTO I CUI FATTORI ESPLICATIVI SONO: a. Esistenza in un equilibrio tale che impedisca laffermazione di una monarchia troppo forte o aristocrazia terriera troppo indipendente. b. Svolta verso una forma appropriata di agricoltura mercantile o da parte dellartistocrazia terriera o da parte della classe contadina [non industrializzazione, bens emergere di uneconomia mercantile] c. Indebolimento dellaristocrazia terriera d. Mancanza di una coalizione aristocratico-borghese contro i contadini e i lavoratori matrimonio tra segale e acciaio la via pi sicura allautoritarismo, necessit di borghesia urbana vigorosa e numerosa e. Rottura rivoluzionaria con il passato [inglese: serv a limitare lassolutismo regio; francese e americana: spezz il potere di unaristocrazia agraria che avrebbe ostacolato la trasformazione democratica]

c.

22. Quali sono le critiche a B. Moore e come si pu integrare la sua analisi? a. L'aver ristretto il campo di analisi a Francia, Inghilterra e Stati Uniti ha fatto ritenere a Moore che fosse indispensabile una rottura rivoluzionaria, che invece non avvenuta ad esempio nel caso di molte democrazie europee. E possibile integrare questa analisi andando a indagare il ruolo della violenza nel mutamento politico, domandandosi perch le espressioni politiche delle classi sociali privilegiate ad un certo punto si sentono costrette a concedere dei diritti alle classi inferiori, trasformando i regimi liberali e oligarchici in democrazie di massa: i. Soluzione di accomodamento e compromesso che pu evitare problemi gravi nel caso in cui 1. Esiste ununit territoriale e nazionale 2. Non vi sono minacce immediate provenienti dallestero 3. Struttura statale non dispone di apparato repressivo forte 4. Sono consolidati e radicati nella cultura politica i diritti e le libert proprie delloligarchia competitiva 5. Pressioni potenzialmente violente per allargamento di diritti delle classi sociali inferiori organizzate attraverso partiti e sindacati 6. Espressioni politiche di borghesia e aristocrazia competono per lappoggio popolare. PAURA DELLA RADICALIZZAZIONE NELLA MOBILITAZIONE DELLE CLASSI INFERIORI. 23. Come si caratterizza la prima democratizzazione secondo Dahl? a. Ammissione del dissenso, opposizione, competizione fra [liberalizzazione] b. Crescita di inclusivit [Partecipazione]
24. Quali sono i percorsi verso la democrazia? a. TRE PERCORSI [vedi quaderno] 25. Come si caratterizza la prima democratizzazione in termine di diritti politici, civili e sociali? a. MODELLO MARSHALL [vedi dispensa partecipazione] 26. Illustra la nozione di democratizzazione come lingresso di nuovi strati della popolazione nellarena politica. a. Ingresso delle classi inferiori nellarena politica nazionale, ovvero approvazione e vigenza di un diritto di associazione e unione [possibilit di creare dei sindacati abilitati a rappresentare i lavoratori e non solo partiti e associazioni estranee alla struttura produttiva] 27. Qual il ruolo dellorganizzazione degli interessi intermedi nella democratizzazione? a. Importanza di strutture intermedia caratterizzate dalla nascita e organizzazione in tempi e con modalit specifiche e diverse di partiti e sindacati: espansione cittadinanza politica. diverse forze politiche

28. quali sono le soglie di Rokkan? a. LEGITTIMAZIONE b. INCORPORAZIONE c. DI RAPPRESENTANZA d. DEL POTERE ESECUTIVO 29. Quali generalizzazione Rokkan propone a proposito delle soglie? a. La pressione per la proporzionale aumenter con leterogeneit etnica o religiosa dei cittadini, e anche in elettorati etnicamente e religiosamente omogenei, aumenter con la differenziazione economica causata dallurbanizzazione e dalla monetizzazione delle transazioni. b. La proporzionale si riveler come la trincea di minor resistenza nelle democrazie articolare e con scarse risorse governative, mentre i sistemi maggioritari saranno difesi efficacemente nei sistemi politici pi grandi e con strutture governative pi forti.
Capitolo 3

1. Quali sono i modelli di regimi autoritari? a. MARX: bonapartismo b. GRAMSCI: cesarismo c. HERMET e altri autori: Neo-Bismarckismo 2. Come si definisce un regime autoritario? a. Sistema politico con pluralismo politico limitato e non responsabile, senza una elaborata ideologia-guida, ma con mentalit caratteristiche, senza mobilitazione politica estesa o intensa, tranne che in alcuni momenti del suo sviluppo, e con un leader o talora un piccolo gruppo che esercita il potere entro limiti formalmente mal definiti ma in realt abbastanza prevedibili. 3. Che cosa il pluralismo limitato? a. Attori istituzionali [esercito, burocrazia, partito unico] e attori sociali [chiesa, gruppi industriali e finanziari, proprietari terrieri, sindacati, ecc.] non sono politicamente responsabili secondo il modello delle liberal-democrazie di massa, ovvero tramite le elezioni. Se c responsabilit: a livello di politica invisibile nei rapporti reali tra i diversi attori; e forme di consultazione elettorale plebiscitaria per legittimazione, espressione di consenso e sostegno a favore del regime. 4. Che cosa significa che esistono mentalit caratteristiche? a. Sono le idee che legittimano il regime; non si pu parlare per di vere e proprie ideologie, in quanto il loro campo d'azione in genere molto pi limitato delle ideologie totalitarie; si tratta di atteggiamenti intellettuali, alcuni valori, sui quali pi facile trovare accordo tra attori diversi con diverse caratteristiche e interessi, come quello di ordine e sicurezza, patria, nazione, gerarchia, ecc. 5. Che cosa significa assenza ovvero limitata presenza di mobilitazione politica? a. Basso livello di partecipazione n esteso n intenso pu essere voluto e controllato dallalto; ci presuppone: i. Efficaci apparati repressivi [servizi di sicurezza autonomi, o allinterno della struttura militare] che siano in grado di attuare la smobilitazione ii. Debolezza o assenza di strutture di mobilitazione, cio di strutture in grado di provocare e controllare la partecipazione iii. Lassenza di garanzie reali attinenti i diversi diritti politici e civili 6. Perch a proposito di autoritarismo si fa riferimento a un leader o un piccolo gruppo? a. Regimi caratterizzati da notevole personalizzazione del potere, visibilit del leader carismatico, oppure di poche persone che detengono le leve del potere in quanto sono presenti negli organi di vertice. 7. Che cosa comporta il riferimento a limiti formalmente mal definiti ma prevedibili?

a. La definizione approssimativa dei limiti contribuisce ad un esercizio del poter con pi ampi margini di discrezionalit, in contrapposizione alla certe del diritto propria degli assetti democratici. 8. Definite la nozione di coalizione dominante e che parte ha allinterno di un autoritarismo. a. In senso ampio: linsieme dei gruppi politicamente attivi che sostengono il regime nella sua fase di instaurazione e nei periodi successivi e costituisce dunque la base sociale del regime b. In senso stretto: le lites che partecipano alla gestione governativa del regime stesso occupando posizioni di comando nelle strutture-chiave del regime autoritario. c. Ha un ruolo fondamentale nel processo di instaurazione; in quella fase impiega: risorse coercitive, influenza, status per raggiungere i propri obiettivi; dopo pu gradualmente modificarsi, pu avvenire emarginazione di attori minoritari e predominio di altri attori.

9. E possibile che vi sia unopposizione in un regime autoritario? E come qualificarla meglio? a. Presupponendo lesistenza di una pluralit di attori politicamente rilevanti capiamo come si possa esser creato uno spazio oggettivo per le opposizioni. [semi-opposizioni, pseudoopposizioni: attiva o passiva, legale alegale o illegale]. Pu esser conveniente tollerare un certo grado di opposizione per dare una vernice liberale allautoritarismo. 10. Quali sono i criteri rilevanti per distinguere tra i diversi autoritarismi? a. Lanalisi delle strutture politiche autoritarie: partito unico, sindacati verticali, distinte forme di assemblee parlamentari, sistemi elettorali caratteristici.
11. Come definire un regime totalitario? a. Assenza di pluralismo caratterizzato dal ruolo preminente del partito unico b. Struttura burocratica e gerarchizzata, articolata attraverso una serie complessa di organizzazioni che servono ad integrare politicizzare controllare e spingere alla partecipazione tutta la societ civile c. Subordinazione completa di tutti gli altri possibili attori al partito unico d. Ideologia articolata e definita finalizzata alla legittimazione e al mantenimento del regime e a dare contenuto alle politiche di mobilitazione e sostantive; e. Alta e continua mobilitazione sostenuta dalla ideologia e dalle organizzazioni partitiche e sindacali subordinate al partito f. Piccolo gruppo o leader al vertice del partito unico g. Limiti non prevedibili al potere del leader e alla comminazione di sanzioni;

12. Che cosa significa universo concentrazionista? a. Repressione accentuata sotto forma di terrore totalitario nei confronti di tutti coloro indipendentemente dalle loro intenzioni soggettive possono costituire un intralcio politiche del regime. Si caratterizza sia per la quantit di persone coinvolte sia per il essere una struttura politica di sradicamento del tessuto sociale che fa sentire le conseguenze sullintero corpo sociale.

che alle suo sue

13. Spiegate cosa vuol dire istituzionalizzazione del disordine rivoluzionario. a. La struttura organizzativa e la meccanica funzionale dello stato totalitario riproducono il medesimo principio di disordine civile e di instabilit permanente. 14. Discutete i due esempi pi noti e importanti di totalitarismo. a. NAZISMO b. STALINISMO 15. Definite un regime tradizionale. a. Regime basato sul potere personale del sovrano che tiene legati i suoi collaboratori in un rapporto fatto di paure e ricompense; le decisioni del sovrano non sono limitate da norme, n devono essere giustificate su base ideologica: uso del potere in forme particolaristiche e per fini essenzialmente privati; la religione fa da background culturale. 16. Definite un regime sultanistico.: a. Pluralismo disperso. b. Ideologia arbitraria

c. Mobilitazione manipolata. d. Leadership personalistica.

17. Che cosa caratterizza un regime militare? a. Nascono generalmente da un colpo di stato, golpe militare; b. Gli attori principali sono gli ufficiali di pi alto grado; c. Ideologia non articolata, ma basata su principi e valori quali linteresse nazionale, la sicurezza, lordine [necessit di una razionalizzazione tecnocratica per eliminare sprechi, corruzioni e ingiustizie] d. Situazione pi ricorrente: depoliticizzazione e apatia a livello di massa e. Istituzioni limitate a classiche juntas o organi consiliari ristretti che sono la sede decisionale e governativa di tali regimi. 18. Quali differenze vi sono tra le tirannie militari e le cleptocrazie? a. Tirannia militare: caratterizzato dalla presenza di un leader militare in posizione preminente rispetto al corpo ufficiali che domina lesercito e governa in maniera personalistica. b. Cleptocrazia: caratterizzato dalla commistione di personalismo e corruzione; lesercito poco professionale, coeso ed efficiente e il reclutamento avviene su basi personalistiche o connessioni tribali. 19. Come definire unoligarchia militare? a. Gruppo pi o meno ampio di militari prima coinvolti nel golpe e poi nel regime; il grado di penetrazione nelle strutture politiche, sociali o economiche preesistenti si pu tripartire tra: i. Controllo: limitato compito di guida di organizzazioni e settori largamente autonomi ii. Direzione : degli stessi settori iii. Amministrazione: colonizzazione dei vari settori della burocrazia, affari, sindacati. 20. Come distinguere tra militari moderatori, guardiani e governanti? a. Militari moderatori: hanno potere di veto, sono un gruppo di pressione potente e politicizzato capace di intervenire per destituire il governo in carica; obiettivo: mantenere lo status quo e lordine. b. Guardiani: controllano direttamente il governo, occupano i ruoli decisionali pi importanti, hanno obiettivi di ordine, conservazione e razionalizzazione economica; c. Governanti: controllo, penetrazione militare profonda di tutte le strutture pubbliche, burocratiche e economiche; obiettivi di mutamento radicali e ambiziosi; repressione forte: maggiore possibilit che permanga. 21. Perch i militari intervengono in politica? a. Assenza di istituzioni politiche consolidate b. Monopolio della forza e organizzazione pi potente grazie a: i. Organizzazione ii. Disciplina gerarchica iii. Comunicazione e spirito di corpo iv. Possesso di armi pesanti c. Si installano in una situazione di profonda crisi politica caratterizzata da bassa legittimit del regime vigente, da politicizzazione delle classi inferiori, da minaccia agli interessi delle classi medie, da profonda crisi economica, da illegalit, disordine, violenza e corruzione; d. Prevalenza degli interessi corporativi 22. Che cosa caratterizza la nuova professionalit dei militari? a. Lacquisizione di maggiori conoscenze teoriche, la trasformazione degli eserciti in corpi altamente differenziati con maggiore coesione, spirito di corpo, capacit manageriali e maggiore disposizione a prendere e mantenere il potere, maggiore sicurezza nelle proprie capacit di governo, una diversa ideologia basata sulla dottrina della sicurezza nazionale e una pi scarsa disponibilit a lasciare il potere ai civili o a cercare legittimazione esterne. 23. come si definisce un regime civile-militare? a. Regime fondato su una alleanza tra militari, pi o meno professionalizzati, e civili, burocrati, politici di professione, tecnocrati, rappresentanti della borghesia industriale e finanziaria.

24. Come a. b. c. d. e.

definire un regime burocratico-militare? Regime caratterizzato da una coalizione dominata da ufficiali e burocrati; Decisioni politiche dettate da pragmatismo; Instaurati in sistemi in cui erano gi presenti strutture democratico-liberali. Maggiore importanza del ruolo dei tecnocrati nella vita politica Maggiore ricorso a misure repressive per controllare le masse popolari:

25. Come definire un regime corporativo? a. Regime caratterizzato dalla partecipazione controllata e dalla mobilitazione della comunit politica attraverso strutture organiche; rifiuta la concezione liberale della competizione e lidea marxista di societ, aderisce ad un idea di rappresentanza sulla base delle unit economiche e sociali di appartenenza. 26. Che cosa distingue un corporativismo includente da uno escludente? a. Includente: obiettivo dei governanti mantenere un equilibrio stato-societ garantito da politiche dirette ad includere gruppi operai importanti nel nuovo assetto politico-economico. b. Escludente: obiettivo lesclusione raggiunta per mezzo di coercizione, smobilitazione e ristrutturazione dei gruppi operai pi importanti. 27. Che cosa il populismo in America Latina? a. Movimenti socialmente e ideologicamente compositi e con aspetti diversificati: traduzione politica del processo di mobilitazione che investe settori della popolazione prima non attivi politicamente; base sociale: masse urbane di recente immigrazione e gruppi di classe media e alto-borghesi o militari; b. Volont popolare identificata con la giustizia e la moralit. c. Leader carismatico e rapporto non mediato organizzativamente tra il leader e le masse. d. Mobilitazione dallalto di gruppi popolari non pienamente organizzati; e. Ideologia non formulata precisamente e con riferimento a valori vaghi e ambigui [progresso, sviluppo, industrializzazione, nazionalismo]. f. 28. Come caratterizzare i regimi esercito-partito? a. Esercito e partito: strutture parallele e sostanzialmente in simbiosi, ovvero gli stessi leader possono occupare ruoli diversi nelluna o laltra struttura. b. Esercito controlla partito [struttura di massa articolata che svolge compiti di mobilitazione, integrazione e controllo della popolazione] c. Orientamento ideologico marxista-leninista; d. Instaurazione a seguito di un colpo di stato militare; e. Sistema con partito egemonico; f. Modello che prevede una notevole innovativit istituzionale sia per il ruolo che per larticolaione delle strutture politiche sia per gli altri organi di governo della societ e delleconomia; GARANTISCE STABILITA. 29. Come definire un regime civile? a. Regime di mobilitazione nei quali la caratteristica di limitata mobilitazione propria dei regimi autoritari si attenua cos che diventano un modello-limite di autoritarismo, pi vicino al totalitarismo; tuolo preminente del partito unico; differenze: origini, contesti culturali e socio-economici e nelle ideologie-mentalit che ispirano e guidano lazione dei governanti e sostanziano le forme di legittimazione di quei regimi. 30. Che cosa caratterizza un regime nazionalista di mobilitazione? a. Nasce dalla lotta per lindipendenza nazionale diretta da unlite nazionalista civile, da un leader carismatico, il quale fa del partito il veicolo di una mobilitazione dal basso: struttura portante del refime stesso; militari hanno un ruolo secondario; [ANGOLA MOZAMBICO GUINEA-BISSAU]
31. Che cosa caratterizza un regime comunista di mobilitazione? a. Contesto socio-economico relativamente sviluppato;

b. Partito unico con un articolazione strutturale approfondita e una notevole capacit di controllo della societ [stato-partito]; c. Ideologia legittimante: marxismo-leninismo, maoismo, titoismo. d. Pervasivit delle strutture politiche-partitiche a tutti i livelli di societ; e. Esistenza di un qualche grado di pluralismo limitato dovuto alle complessit sociale e ad aspetti strutturali di tipo etnico ed economico; f. Posizione dei militari: i. confusione fra i ruoli militari e partitici ii. se vi conflitto non deriva da motivi professionali per quanto riguarda i militari iii. ruolo di garanti del regime e sostenitori dellegemonia del partito in grado di intervenire con sostanziali modificazioni dello stesso regime nel caso di crisi profonda del partito.

32. Quali sono le novit nei regimi di mobilitazione negli anni ottanta in relazione al ruolo politico della religione musulmana? a. Presenza combinata di una struttura di mobilitazione articolata e pi efficace del partito, il clero, e da unideologia complessa che disciplina controlla e ha prescrizioni per ogni momento della vita dellaffiliato credente. 33. Che cosa un regime di transizione? a. Regimi preceduti da unesperienza autoritaria o tradizionale, cui faccia seguito un inizio di apertura, liberalizzazione e parziale rottura della limitazione del pluralismo. 34. Che cosa una democrazia protetta? a. Il regime in questiona ha tutti gli aspetti che formalmente lo farebbero rientrare tra le democrazie, ma ancora controllato da apparati militari o da forze esterne che condizionano il regime o comunque vi sono leggi o norme non scritte che limitano la competizione, proibendo a certi partiti di presentare proprie liste elettorali. 35. Che cosa caratterizza una democrazia elettorale? a. Il procedimento elettorale corretto, i diritti civili non sono ben garantiti, linformazione condizionata da situazioni di monopolio con la conseguenza di escludere parti della popolazione dalluso effettivo dei propri diritti, non vi una effettiva opposizione partitica. 36. Che cosa una pseudo-democrazia? a. Sono regimi autoritari che presentano le forme pi esteriori del regime democratico, quali costituzioni che garantiscono i diritti ed elezioni ma ad esse non corrisponde nessuna realt neanche parzialmente democratica.

37. Quali sono gli aspetti essenziali della crisi autoritaria? a. Pu avvenire dopo il processo instaurativo, a mostrare il fallimento del consolidamento o a distanza di molti anni. Si hanno le condizioni per la crisi autoritaria quando la coalizione dominante alla base del regime si incrina e successivamente si rompe; fra gli attori istituzionali c divisione e contrasti; il regime incontra difficolt a raggiungere una propria autonoma legittimazione di massa; i gruppi sociali di classe media e operaia hanno gi sperimentato una propria organizzazione e partecipazione democratica: in questo caso i governanti autoritari possono inseguire una propria legittimazione attraverso elezioni manipolate, referendum coercitivi o parlamenti fantoccio. 38. Quali sono le cause della crisi autoritaria? a. Trasformazioni nella struttura, nella consistenza, nelle scelte e preferenze dei gruppi sociali ed economici che formano la coalizioni dominante che tenderanno a modificare tale coalizione b. Tali modificazioni possono portare alluscita dalla coalizione di alcuni attori che diventeranno oppositori attivi o passi del regime e tensioni interne, conflitti e domande di adattamento del regime stesso.

c.

Trasformazioni socio-economiche possono dare maggiori risorse di influenza e coercitive a nuovi attori esclusi dalla coalizione dominante che potranno mobilitarsi contro il regime

39. Come spiegare lerosione della coalizione dominante? a. Divisioni allinterno delle forze armate a causa di lotte personalistiche di potere, avvicendamento di laedership, differenze ideologiche, difficolt concrete che comporta lattuazione di certe politiche. b. Divisioni tra le forze armate e gli attori civili della coalizione: i. Forze armate vogliono affermare il proprio dominio ii. Civili impongono politiche inaccettabili per i militari perch non raggiungono fini di ordine e stabilit iii. Obietti sembrano raggiunti e i militari non sono pi disposti a sopportare costi umani ed economici di quelle politiche c. Distacco delle lites civili dalla coalizione dominante in quanto risultano fallimentari le politiche varate dal regime, soprattutto in materia economica; oppure in quanto sembra maturato il momento per altre politiche che prescindano dal condizionamento nazionalistico dei militari. CAUSE DI TUTTO CIO POSSONO ESSERE: SCONFITTE MILITARI E IL FATTORE INTERNAZIONALE. 40. Quali sono le manifestazioni-reazioni ricorrenti della crisi autoritaria? a. Repressione della societ civile b. Aperture democratiche apparenti e di facciata Gli attori della coalizione dominante non devono essere impauriti dalla mobilitazione accresciuta bens devono vedere tutti gli svantaggi del rimanere al governo in termine di profonde divisioni dellorganizzazione e il vantaggio del ritorno alle caserme in termini di minori responsabilit politiche, accresciuto prestigio sociale e garanti e protettori del mutamento 41. Chiarite il potenziale ruolo di un leader nel passaggio ad un regime democratico. a. indispensabile che un attore prima appartenente alla coalizione autoritaria prenda liniziativa ai fini di un mutamento del regime; il regime crolla o si trasforma perch linziativa di un gruppo di attori o di uno solo attore, dotati di risorse tali da superare qualunque difesa residua del regime autoritario ha creato unalternativa capace di stabilizzarsi. 42. Chiarite il potenziale ruolo di un evento acceleratore nel passaggio ad un regime democratico. a. Pu anche non essere necessario; in molti casi basta una leadership abile e decisa a portare a compimento il mutamento che sar facilitata nel suo compito se si creano situazioni favorevoli.
Capitolo 4

1. Che cosa una crisi democratica? a. Vi crisi democratica quando insorgono limiti e condizionamenti alla precedente espressione dei diritti politici e civili ovvero quando si ha limitazione della competizione politica e della potenziale partecipazione in quanto si rotto il compromesso democratico che ne alla base. 2. Che cosa un crollo democratico? a. Si ha crollo quando i caratteri fondamentali del regime saltano e una diversa democrazia o un regime autoritario vengono instaurati con modalit discontinue, ovvero in seguito ad un colpo di stato, una guerra, anche civile, uninvasione esterna, ecc. 3. Che vuol dire crisi della democrazia e crisi nella democrazia? a. DELLA DEMOCRAZIA: insieme di fenomeni che alterano il funzionamento dei meccanismi tipici di quel regime [Germania di Weimar] b. NELLA DEMOCRAZIA:

arresto del funzionamento o cattivo funzionamento, sulla base delle norme esistenti, di alcune strutture e meccanismi cruciali del regime o nei rapporti legislativo/esecutivi o in strutture burocratiche o giudiziarie; ii. distacco o cattivo funzionamento dei rapporti societ-partiti o gruppi-strutture del regime democratico, quando domande espresse dalla societ civile non si traducono in decisioni assunte dal regime .[Francia fine 60] 4. Che cosa caratterizza lo svolgimento della crisi democratica? a. Conflitti sostanziali b. Attori istituzionali e politici c. Stato del regime democratico antecedente alla crisi d. Profonde trasformazioni socio-economiche, crisi economica, difficolt a risolvere problemi sostantivi ai quali particolari attori attribuiscono rilievo INASPRIMENTO DELLA LOTTA POLITICA A LIVELLO DI ELITE E UNA MAGGIORE FLUIDITA NEI LEGAMI TRA PARTITI SINDACATI E ALTRI GRUPPI DINTERESSE E DELLA SOCIETA CIVILE DALLALTRA: i. CRESCITA DI RADICALIZZAZIONE DEL CONFLITTO TRA ATTORI COLLETTIVI E INDIVIDUALI: aumento della distanza tra le posizioni reciproche di partiti, sindacati, associazioni di interesse su aspetti concreti. ii. FRAMMENTAZIONE e FRAZIONALIZZAAZIONE PARTITICA: aumento dei partiti presenti nellarena politica; razionalizzazione fa riferimento alle divisioni interne che emergono nei partiti iii. CRESCITA DI PARTECIPAZIONE: comporta numerose e affollate manifestazioni e dimostrazioni di vario tipo e maggiore presenza dei cittadini in tutte le sedi tradizionali di partecipazione. iv. INSTABILITA GOVERNATIVA: aumento della frequenza di crisi di governo ed eventualmente lesistenza di rapporti conflittuali anche allinterno della maggioranza parlamentare che dovrebbe sostenerlo. INASPRIMENTO DELLE MANIFESTAZIONI DESCRITTE PORTANO A: 1. inefficacia decisionale 2. ineffettivit delle decisioni 3. aumento degli attori che diventano neutrali rispetto al regime, che cominciano ad opporvisi attivamente in quanto non lo sostengono e lo ritengono illegittimo.

i.

5. Che cosa il circolo vizioso della crisi? a. Inefficacia decisionale, ineffettivit e maggiore illegittimit contribuiscono ad inasprire il conflitto politico e ad approfondire la radicalizzazione del conflitto. [in questa prima fase si pu fermare il circolo vizioso se le elite democratiche riescono a ricomporre un accordocompromesso sui problemi-sfida sostantivi] 6. Come si caratterizza la seconda fase della crisi? CONTEMPORANEAMENTE: a. Radicalizzazione si spinge fino al punto di distruggere il centro politico sia in termini di strutture partitiche sia di posizioni di compromesso: punto di arrivo di un processo di centrifugazione alla fine del quale qualsiasi accordo impossibile b. Crescente violenza: manifestazioni di radicalizzazione e dellesistenza di gruppi che ritengono il regime illegittimo. c. Crescita di politicizzazione dei poteri neutrali: processo che investe esercito e magistratura e altre istituzioni neutrali garanti dellordinamento politico e che porta alla creazione di un collegamento con alcune forze politiche e con lassunzione di posizioni che travalicano le competenze e i limiti assegnati dalle leggi. 7. A quali casi si applica lo schema tratteggiato? a. A tutti i casi di crollo democratico degli anni 20 e 30 in Europa occidentale (Germania e Italia) 8. Che cosa caratterizza le crisi con o senza crollo? Come spiegarle?

9. Che sono transizione, liberalizzazione e instaurazione democratica? a. TRANSIZIONE: periodo ambiguo ed intermedio in cui il regime ha abbandonato alcuni caratteri determinanti del precedente assetto istituzionale senza avere acquisito tutti i caratteri del nuovo regime che sar instaurato: periodo di fluidit istituzionale nel quale si fronteggeranno le soluzioni pacifiche degli attori in campo b. LIBERALIZZAZIONE: processo di concessione dallalto di maggiori diritti politici e civili, non ampi e completi, ma tali da consentire lorganizzazione controllata della societ civile a livello sia di lites sia di massa: configurazione di un ibrido istituzionale che dovrebbe consentire di superare la crisi del regime autoritario allargandone le basi di sostegno sociale, senza civilizzarlo completamente. c. INSTAURAZIONE DEMOCATICA: processo che comporta un allargamento completo e reale dei diritti civili e politici: i. ritorno dei militari nelle caserme con la loro conseguente neutralit politica e subordinazione ai poteri civili liberamente eletti; ii. emergere di un sistema partitico, di organizzazioni collettive degli interessi (sindacati e altri gruppi) iii. elaborazione e adozione delle principali procedure e istituzioni democratiche: legge elettorale, fissazione dei rapporti legislativo/esecutivo. 10. Quali sono gli elementi centrali dellinstaurazione democratica? a. ATTORI ISTITUZIONALI INTERNI (al precedente regime e sostenitori dello stesso): esercito, elite di governo, alta burocrazia, forze politiche autoritarie: essendo nelle loro mani il monopolio delle risorse coercitive e il controllo degli organi di governa la loro iniziativa frequente nelle transizioni e nelle fasi iniziali delle diverse instaurazioni, ma nel prosieguo non sempre mantengono il controllo del mutamento. b. ATTORI MODERATI GOVERNATIVI DEL REGIME AUTORITARIO + PARTE DELLOPPOSIZIONE: interesse effettivo al cambiamento; entrambi conducono il processo con gli inevitabili problemi che sorgono tra di essi e con le altre forze autoritarie e con lopposizione pi estrema 11. Militari e instaurazione democratica: quali aspetti da sottolineare? a. Hanno un ruolo importante perch detengono il monopolio dellarena coercitiva: i. Militari sconfitti in guerra, profondamente divisi con una struttura disorganizzata allo sbando ii. Esercito integro e intatto durante il cambiamento sia sul piano dello status che del prestigio sociale Anche nel caso di sostegno militare al regime democratico, lesercito pu sempre decidere di mantenere un controllo parziale sul potere politico. 12. Che cosa la coalizione fondante un regime democratico? a. Scaturisce dallincontro degli interessi diversi e dalle scelte simili dei diversi attori politici e socio-politici attivi durante la transizione; pi ampia la coalizione pi crescono le possibilit di consolidamento. 13. Qual il ruolo delllite nellinstaurazione? a. Hanno un ruolo centrale anche in funzione del fatto che essendovi unintensa partecipazione di massa lelite pu mettere in campo risorse di pressione e influenza durante i confronti/scontri che latenti o manifesti si mantengono durante l'instaurazione; soprattutto durante la campagna elettorale. 14. Che vuol dire continuit/discontinuit rispetto al regime non democratico precedente? a. Sotto il profilo normativo e del personale, delle strutture amministrative e giudiziarie del nuovo regime: riguarda il problema delle epurazioni ai livelli pi alti del corpo amministrativo e giudiziario e degli apparati repressivi quali i servizi segreti, polizia, esercito, per collocare nei ruoli chiave del regime personale maggiormente leale verso il nuovo assetto istituzionale. 15. Come spiegare le variazioni nei risultati instaurativi? a. Tradizioni politiche del paese: i. Presenza o assenza di una tradizione monarchica ii. Presenza o assenza di esperienze conflittuali e violente

16. Illustrate le relazione tra una precedente politica di massa e il nuovo regime democratico. a. Ridemocratizzazione: vi stata una realt di politicizzazione collettiva con diversa durata e intensit che include i. Partecipazione alle scelte elettorali e politiche ii. Difesa dei propri interessi tramite organizzazioni di categoria iii. Presenza di processi di identificazione partitica Tale esperienza influisce sul nuovo assetto democratico attraverso meccanismi di trasmissione della memoria storica ovvero meccanismi di socializzazione politica tradottisi in continuit della leadership partitica, organizzazione dei partiti, forze elettorali o altre organizzazioni collettive. 17. Che cosa conta del regime autoritario precedente per il nuovo regime democratico? a. Grado in cui un regime autoritario mobilita, organizza, controlla la societ civile e le forme manipolate di partecipazione b. Grado in cui il regime riesce a disarticolare la struttura sociale e a distruggere precedenti identificazioni sociali e politiche. 18. In che senso le modalit della transizione sono rilevanti per linstaurazione democratica? a. Grado di continuit b. Partecipazione c. Ricorso alla violenza d. La durata 19. Che cosa il consolidamento democratico? a. Processo di definizione nei suoi caratteri essenziali e di adattamento in quelli secondari delle diverse strutture e norme democratiche, innescato anche dal trascorrere del tempo.
20. quali sono gli aspetti ricorrenti del consolidamento democratico? a. Legittimazione: i. Messa in opera e mantenimento del compromesso democratico, ovvero il modo in cui viene accresciuta, mantenuta, e ricreata la legittimazione democratica ii. Rispetto della legalit: capacita delle elites di porsi come garanti del rispetto delle leggi e delle decisioni assunte [certezza del diritto] iii. Neutralit e neutralizzazione dei militari iv. Gruppi imprenditoriali privati accettano le istituzioni nel momento in cui vedono garantiti pienamente i loro interessi.

21. Che cosa sostiene la teoria dellancoraggio? a. Quanto minore la legittimit goduta da un certo assetto democratico tanto pi forti e sviluppate devono essere una o pi ancora, in una o pi delle loro diverse forme; e al contrario se esiste o si sviluppa gradualmente unampia legittimazione allora le ancore possono rimanere deboli e non sono essenziali al consolidamento. 4 ANCORE 22. Che cosa stabilit? a. La ragionevolmente prevedibile capacit di durata del regime democratica; prevede: i. Istituzionalizzazione raggiunta ii. Legittimit iii. Efficacia decisionale 23. Come si pu caratterizzare una democrazia europea, che superi quelle nazionali? 24. Che cosa vuol dire qualit democratica? a. Viene misurata assumendo i diritti come criteri decisivi, il cittadino meglio protetto e garantito. Non solo diritti politici e civili ma anche diritti sociali connessi agli istituti di welfare: diritto alla salute, assistenza della vecchiaia, protezione dellinvalidit, al sostegno alla disoccupazione, erogazione di servizi pubblici.

25. Illustrate il problema che sta dietro la nozione di democrazia delegata. a. Democrazie in cui le funzioni reali di rappresentanza sono nelle mani di elites e in cui non esiste una sfera pubblica o una qualche possibilit di controllo reale e responsabilit politica di quelle elites governanti e delegate a tale funzione; non esiste accountability verticale dei governanti nei confronti dei governati. CAPITOLO 6 1- Che cosa significa per un partito essere un gatekeeper? a. controllori daccesso . con una propria organizzazione, un elettorato identificato, propri interessi autonomi, esponenti riescono ad essere presenti in ogni arena decisionale, centrale o locale e a determinare sia laccesso, sia lagenda e i risultati decisionali che toccano gli interessi sostenuti dai gruppi. i. Sono gatekeeper se riescono a far prevalere il circuito elettorale rappresentativo rispetto a quello definito come funzionale; 1. a livello elettorale 2. a livello interno del partito 3. a livello delle dichiarazioni programmatiche 4. a livello decisionale 2- Quali sono i modelli di rapporti tra partiti e gruppi? 3- Che cosa occupazione? a. Situazione caratterizzata dalla presenza di meccanismi di reclutamento e nomina e attivit organizzative e decisionali interne al gruppo in cui esponenti del partito abbiano la preminenza assoluta e gli stessi interessi del gruppo siano subordinati a quelli del partito. 4- Che cosa simbiosi? a. Situazione in cui partito e gruppo si rinforzano a vicenda nelle rispettive sfere di attivit. 5- Che cosa egemonizzazione? a. Gruppo che condiziona completamente il partito a livello di nomina e reclutamento allinterno del partito stesso e a livello elettorale per quel che concerne la sua stessa attivit nelle sedi decisionali o in diverse altre forme. Partito espressione del gruppo offrendo ad esso un accesso indiretto alle decisioni pubbliche.
Capitolo 5

1. Che cosa sono le elezioni? a. Meccanismo per scegliere i componenti di organi monocratici e collegiali. b. Strumenti principali della rappresentanza e del controllo popolare sui governanti c. Principali strumenti di ritualizzazione e addomesticamento del conflitto politico 2. In che cosa si differenziano da altri metodi di selezione dei governanti? a. Ampiezza maggiore di chi opera la scelta e la complessit che ne deriva nella espressione e nella rilevazione della scelta operata dal corpo elettorale fanno s che siano previste regolamentazioni dettagliate di tutte le fasi del processo. 3. in che cosa differiscono elezioni democratiche e non democratiche? a. DEMOCRATICHE: sono caratterizzate da: i. Competizione: offerta politica presentata agli elettori ha carattere plurale e c concorrenza per ottenere il successo ii. Libert: tutti gli elettori sono in condizione di operare la loro scelta al riparo da minacce e con un sufficiente grado di informazione sulle alternative; partiti e candidati possono svolgere la proprio campagna e comunicare con gli elettori

iii. Rilevanza: risultati delle elezioni hanno perso significativo sui processi politici e sulle attivit di governo e decisione b. NON DEMOCRATICHE [SENZA SCELTA, DI FACCIATA: rito, strumento di irreggimentazione e simulazione della sovranit popolare]: i. Competizione annullata dal meccanismo della lista unica, oppure depotenziata nel caso in cui vi sia una pluralit di liste ma garantita a priori la prevalenza di una di queste. ii. Limitazione della libert: sia la scelta se votare o meno, sia i contenuti del voto. iii. Rilevanza politica depotenziata dal depotenziamento delle istituzioni che esse eleggono. 4. quali i principali momenti e aspetti del processo elettorale? a. Tempi e convocazione delle elezioni b. Elettorato attivo c. Elettorato passivo e candidature

d. Campagna elettorale e. Modalit del voto f. Capitolo 9 Sistema elettorale e valutazione dei voti

1. che cosa un parlamento democratico? a. Assemblea rappresentativa a competenza generale, pluralistica e permanente, ma rinnovata nella sua composizione tramite elezioni a scadenze regolari. 2. quali caratteri distinguono i parlamenti democratici da quelli non democratici? a. Natura assembleare i. Forma collegiale ii. Ampiezza iii. Organismo fondamentalmente non gerarchico b. Carattere permanente e competenza generale: i. Produzione di un flusso decisionale continuo ii. Non dipendenza da altri organismi per la sua convocazione c. Mandato temporalmente definito dei componenti d. Pluralismo interno: i. Coesistenza di una pluralit di orientamenti politici ii. Consentire in maniera continuativa lespressione dellopposizione e. Collegamento organico con i processi istituzionali della rappresentanza politica: i. strumento di collegamento: elezioni popolari 1. PARLAMENTI NON DEMOCRATICI NON PRESENTANO CARATTERI DEL PLURALISMO DELLA RAPPRESENTATIVITA DELLA PERMANENZA 3. che cosa si intende per rappresentanza politica? a. Relazione di carattere stabile tra cittadini e governanti, intesi gli uni gli altri come soggetti pluralistici, per effetto della quale i governanti sono investiti dellautorit di governare in nome e nellinteresse dei cittadini e sono soggetti a responsabilit politica per i propri comportamenti di fronte ai cittadini stessi; autorit e responsabilit politica dei governanti sono definite e garantite attraverso meccanismi istituzionali elettorali. 4. che cosa si intende per rappresentativit? a. Capacit del corpo politico di riprodurre le caratteristiche dei soggetti rappresentati. 5. che cosa ha di specifico la rappresentanza democratica?

6. quali sono gli aspetti strutturali rispetto ai quali i parlamenti democratici possono differire fra loro? a. Le varianti strutturali riguardano il modello organizzativo reale: i. Schemi organizzativi definiti da un complesso corpus di norme giuridiche ii. Natura e caratteristiche dei soggetti politici, individuali e collettivi che lo compongono.
7. quali sono le ragioni principali del bicameralismo? a. PRIMO GRUPPO DI MODELLI BICAMERALI [tipici della prima fase di democratizzazione] nascono dalla necessit di conservare, accanto alle nuove forme di rappresentanza popolare, forme pre-democratiche, per bilanciare il carattere innovativo di della rappresentanza popolare e garantirne laccettazione da parte dei vecchi strati politici dominanti. b. SECONDO GRUPPO DI MODELLI BICAMERALI: legato alla necessit di un compromesso rappresentativo tra una concezione unitaria e una concezione policentrica della comunit politica: i. Una camera si basa sul principio della parit rappresentativa degli individui che compongono la comunit politica nel suo insieme ii. Laltra camera si basa sul principio della parit rappresentativa delle unit subnazionali Modelli di bicameralismo in base ai poteri attribuiti alle due camere: 1. BICAMERALISMO FORTE O BILANCIANTE 2. BICAMERALISMO DEBOLE 3. BICAMERALISMO RIDONDANTE 4. BICAMERALISMO A BASE FUNZIONALE

8. rispetto a quali aspetti possono differenziarsi le commissioni? a. Modalit di realizzazione e nellimportanza assegnata alle commissioni rispetto al lavoro in aula b. Criteri di selezione adottatati della leadership e il ruolo che essa ha nei lavori delle commissioni: presidenza: appannaggio di partiti di maggioranza o altri partiti partecipano alla spartizione delle cariche? c. Ruolo dei presidenti: i. Di garanzia procedurale ii. Politico di controllo sullagenda SPECIALIZZAZIONE + STABILITA TENDONO AD INCENTIVARE I COMPORTAMENTI COOPERATIVI ALLINTERNO DELLE COMMISSIONI AL DI LA DEGLI INTERESSI PARTITICI. 9. in che modo i partiti condizionano la struttura del parlamento? a. I parlamenti contemporanei sono assemblee di soggetti collettivi, in quanto ogni singolo parlamentare legato al gruppo parlamentare che corrisponde ad un partito con una propria identit organizzativa anche esterna al parlamento, da un forte vincolo di lealt e dipendenza che nellazione parlamentare si traduce in un disciplinato adeguamento alle decisioni del gruppo. Gruppi parlamentari con la loro leadership e organizzazione sono i soggetti principali della vita parlamentare: semplificano le procedure parlamentari e ne fanno aumentare la prevedibilit. 10. che ruolo ha il governo nello strutturare il parlamento? a. Il parlamento tende ad articolarsi lungo la linea di divisione tra le forze che sostengono il governo e quelle che gli si oppongono; maggioranza/minoranza = governo/opposizione; i. Se sistema partitico consente governo a maggioranza monopartitica la variabile determinante il grado di coesione del partito di doverno ii. Se il sistema partitico impone governi di coalizione pluripartitici la variabile determinante sar lestensione dello spettro politico della coalizione: 1. problema della coesione governo-maggioranza si collega ai processi di accomodamento tra identit e programmi politici dei diversi soggetti partitici che compongono la coalizione.
PARLAMENTO POLICENTRICO

PARLAMENTO AVVERSARIALE [VEDERE SCHEMINO RAVIOLO]

11. quali sono le funzioni essenziali dei parlamenti? BAGHEOT a. ELETTIVA di designazione dellesecutivo b. ESPRESSIVA di trasmissione degli orientamenti popolari c. EDUCATIVA di elevazione delle opinioni popolari d. INFORMATIVA di comunicazione degli interessi delle minoranze e. LEGISLATIVA di elaborazione e approvazione leggi f. FINANZIARIA di approvazione di imposte e bilanci
B+C+D = FUNZIONE RAPPRESENTATIVA A+F = FUNZIONE DI CONTROLLO SUL GOVERNO E+F = FUNZIONE DI POLICY MAKING

12. che ruolo ha il governo nella funzione legislativa? a. Ha un ruolo di predominio nellambito delliniziativa parlamentare: i. Dovuto al tasso di successo maggiore delle sue proposte di legge - POLO DELLACCENTRAMENTO: paesi in cui il processo legislativo controllato dal governo e la possibilit di intervento sostanziale delle altre componenti parlamentari sono limitate. - POLO DEL DECENTRAMENTO: paesi in cui accanto al governo hanno ruolo significativo nel processo legislativo [iniziativa emendamento deliberazione] altre componenti parlamentari.
Capitolo 10

1. che cosa un governo? a. Funzione di governo: delimitata e regolamentata dalla legge e realizzata attraverso la legge. b. Istituzione di governo: insieme composto dal capo del governo e dai ministri 2. che cosa significa governare? 3. come sono nate le istituzioni di governo attuali? 4. quali sono le forme di governo principali? 5. che cosa si intende per forma di governo parlamentare? a. Legittimazione indiretta dellesecutivo attraverso il parlamento, garantita dal potere di sfiducia del secondo b. Separazione tra capo dello stato e capo del governo c. Durata non predeterminata dellesecutivo d. Struttura collegiale a un livello dellesecutivo e. Eventuale possibilit di scioglimento anticipato del parlamento 6. che sono si intende per forma di governo presidenziale? a. Legittimazione democratica indipendente dellesecutivo e del parlamento b. Fusione delle due cariche di capo dello stato e capo del governo c. Termine fisso del mandato presidenziale d. Struttura a due livelli dellesecutivo 7. che cosa si intende per forma di governo semi-presidenziale? a. Legittimazione democratica indipendente originaria del capo del governo e del parlamento b. Legittimazione indiretta concorrente dellesecutivo attraverso il parlamento garantita dal potere di sfiducia del secondo c. Separazione delle cariche di capo dello stato e del governo d. Durata non predeterminata del governo e. Possibilit di scioglimento anticipato del parlamento 8. che effetti hanno le variabili politiche sulla forma di governo? 9. su quella parlamentare?

10. 11. 12. 13. 14. 15.

su quella presidenziale? su quella semi-presidenziale? che importanza hanno le coalizioni nel governo parlamentare? a quali logiche risponde la formazione delle coalizioni? quali fattori rafforzano e quali indeboliscono linfluenza dei partiti sul governo? qual il significato della stabilit di governo?