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LA RINASCITA DELLA CITTA capitolo 1

In una societa in cui prevalgono le regole del capitalismo si nota un elevato e crescente tasso di urbanizzazione (il fenomeno ha avuto inizio con l industrializzazione moderna del 18.o secolo in Inghilterra). La citta non e solo il luogo in cui si produce e si scambiano beni e servizi (questi sono fenomeni economici) ma e un luogo in cui si intrecciano molte relazioni sociali e nel quale gli aspetti economico e sociale sono interconnessi piu che in qualsiasi altro luogo. Senza capitalismo e senza un forte aspetto sociale,probabilmente, grosse citta come New York , Hong- Kong,Parigi, Tokio ecc, non sarebbero mai cresciute al livello odierno. Il processo di urbanizzazione nella societa contemporanea non e mai un fenomeno lineare a causa dellandamento altalenante degli affari nazionali ed internazionali e a causa di rotture e conflitti sociali interni. Basti pensare al periodo fordista in cui la produzione di massa era legata a gran quantita di manodopera e materie prime : nei periodi di espansione economica le citta prosperano , al contrario esse entrano in crisi . A tal proposito si consideri il periodo post-fordista degli anni 70-80 in cui la produzione di massa entro in crisi a causa della competizione internazionale , del conflitto tra capitale e lavoro ed altro : in tale periodo si fecero delle previsioni pessimistiche sulle citta e sulle regioni per un loro futuro ed inesorabile declino. Eppure proprio in quel brutto periodo si misero le basi per un loro sviluppo futuro poiche leconomia iniziava a tramutarsi in una economia basata sulla conoscenza e sulla costruzione di spazi industriali nelle periferie dellOccidente e dei paesi piu arretrati. Anche negli anni 90 con il primo affermarsi delle telecomunicazioni si penso che il periodo delle citta fosse tramontato perche le distanze non esistevano piu. Tali previsioni sono sconfessate dai dati di fatto : la globalizzazione sta intensificando la crescita e la diffusione delle citta nel mondo. Questa tendenza e causata non solo dai cambiamenti nelle tecnologie ma anche dai cambiamenti nel capitalismo riguardanti lorganizzazione e il capitale umano. Queste trasformazioni riguardano la conoscenza, le risorse culturali e il fattore umano della forza lavoro nella produzione di proprieta intellettuale, di informazioni ecc. in pratica si tratta di una economia della cultura e della conoscenza. La composizione socio territoriale della citta Difficile non definire la citta come un fenomeno spaziale distinto, incorporato nella societa e quindi capace di dirci, grazie alla sua organizzazione interna, qualcosa sull insieme di relazioni sociali e rapporti di proprieta che caratterizzano la societa. Tuttavia molte e diverse sono le definizione date alla citta e si arriva addirittura ad identificare la citta con la societa come a dire che la criminalita o le etnie o la moda che si trovano in citta sono le stesse che nel resto della nazione . Si devono cosi trovare dei concetti che ci permettano di individuare le dinamiche sociali e la logica che definiscono lurbano allinterno della vita sociale. Le citta contemporanee hanno in comune il fatto che esse sono sempre luoghi o spazi dove coesistono differenti attivita ed eventi che si trovano in una prossimita sia relazionale che geografica : questo e punto di partenza di ogni teoria sullurbanizzazione. La prossimita spaziale e il suo legame con laccessibilita sono la condizione essenziale per la formazione di forme di interdipendenza che alimentano la citta e sono punti molto importanti nel capitalismo odierno che e basato sulla divisione del lavoro. Molti attori economici usano la prossimita per classificare le parti della citta e far crescere il mercato immobiliare e fondiario ; si formano cosi zone della citta caratterizzate da diverse specializzazioni con accumulazione di attivita diverse in alcuni precisi punti , con una concentrazione massima nel cuore della citta e nei suoi immediati dintorni. Molte persone preferiscono far parte di sistemi di attivita concentrate nello stesso spazio perche vogliono cercare un qualche tipo di comunita umana e culturale e perche e efficiente costruire infrastrutture fisiche e sociali in comuni agglomerati organizzati. Questi fattori contribuiscono al 1

processo di urbanizzazione ma non sono sufficienti a spiegare la crescita urbana delle societa economicamente piu avanzate : la sviluppo urbano non esiste senza opportunita di lavoro per la maggioranza della popolazione . Queste opportunita sono presenti nelle reti di capitale produttivo (industrie,servizi,commercio.) che sono sia fonti di occupazione per la popolazione che meccanismi sociali. Le grandi citta sono quindi la spina dorsale di produzione e occupazione grazie alle loro imprese e ai loro mercati del lavoro e il dinamismo economico di tali sistemi si fonda sulla propensione allapprendimento e sull innovazione che si trovano nelle reti di relazioni umane. Questo e il motore fondamentale della crescita e dello sviluppo della citta ed esso produrra sbocchi sul mercato per i prodotti finali. Se questo motore funziona bene si avranno forti economie di agglomerazione che daranno origine a un polo di attrattiva e la citta si espandera in termini di capitale e lavoro. Inoltre , piu leconomia urbana riesce a raggiungere mercati lontani, piu essa puo crescere e crescendo avra piu potere attrattivo. Visto che la citta non e solo un insieme di forze economiche ma anche di nuove forze emergenti ne risulta che la sua forza totale non e la somma delle singole forze ma e superiore a questa somma perche il destino della citta si gioca sullinsieme e sulle relazioni tra queste forze che sono un bene collettivo. In quanto beni collettivi, sono necessari interventi e controlli pubblici per realizzare politiche urbane che possano risolvere i problemi legati ad essi e possano creare esternalita positive e limitare quelle negative, valorizzando allo stesso tempo le opportunita favorevoli. La citta e un luogo dove ci sono contestazioni politiche e conflitti sulluso dello spazio urbano e necessitano una loro gestione. La produzione economica e la riproduzione sociale sono contenuti nella logica geografica della citta e quando si analizzano si deve tenere presente questo fatto. La societa fordista della produzione di massa : dalla crescita alla crisi Nella gran parte del 20esimo secolo, il modello dominante di crescita e sviluppo economico in Nord America e in Europa occidentale ruotava intorno a meccanismi della produzione di massa su larga scala (il cosiddetto fordismo) . Questo sistema di attivit economica era basato su grossi stabilimenti a elevata intensit di capitale, collegati a strati pi bassi di subfornitori, in grado cosi' di formare poli dedicati alla produzione di automobili, macchinari, elettrodomestici, apparecchi elettronici etc. Molti produttori furono spinti a concentrarsi sul territorio. La divisione del lavoro (colletti bianchi/blu) si tradusse nello spazio urbano nella divisione dei quartieri residenziali ai quali si sovrappose un ulteriore modello di segregazione sociale sulle differenze di razza e di nazionalit. Negli Stati Uniti, la Manufacturing Belt (fascia manifatturiera) f il luogo esemplare di questa forma di sviluppo industriale urbano, mentre in Inghilterra erano le Midlands, in Francia il Nord, il Belgio, l'Olanda. Dopo la Seconda Guerra Mondiale queste misure si trasformarono nel maturo stato sociale keynesiano, progettato per contenere le cicliche crisi di sovrapproduzione e stabilire una rete di protezione che avrebbe contribuito a sostenere la forza lavoro: negli anni 50-60 il rinnovamento delle citt, i programmi abitativi, la costruzione di infrastrutture di trasporto veloce, l'espansione delle periferie e i diversi programmi di welfare svolsero le funzioni di mantenere la crescita economica e portare i centri urbani alla massima espansione. Nel corso degli anni 70 per via del periodo di crisi economica la deindustrializzazione delle regioni tradizionalmente manifatturiere avanzo' a rapidi passi. Gran parte della perdita occupazionale delle industrie fu reindirizzata verso le periferie e soprattutto verso i paesi a basso costo del lavoro e molti studiosi vedevano con pessimismo il futuro delle citta e delle regioni che avevano visto lo sviluppo durante il boom del secondo dopoguerra .Inoltre, la politica neoliberista inaugurata da Reagan negli Stati Uniti e dalla Thatcher in Gran Bretagna confermava questo pessimismo diffuso smantellando l'impalcatura dello stato sociale keynesiano.

Al cuore del 21.o secolo (1) : la citta e la nuova economia della cultura e della conoscenza. Alla fine degli anni 70 si intravede un nuovo modello di sviluppo e organizzazione economica che viene chiamato postfordismo o economia della cultura e della conoscenza o semplicemente nuova economia. I settori chiave della nuova economia della cultura e della conoscenza includevano la manifattura ad elevata intensit tecnologica, i servizi di ogni tipo (affari e finanza etc), l'industria dei prodotti culturali (media film etc), le produzioni legate alla moda, al design e quelle neoartigianali. Questo fenomeno stato accompagnato dalla formazione di uno spesso strato di lavoratori semispecializzati ad alto reddito e da un gruppo di lavoratori subordinati scarsamente retribuiti impegnati in lavori manuali o servizi poco qualificati (manutenzione, settore alberghiero, pulizie etc). Leconomia della cultura e della conoscenza e altamente concentrata nelle aree urbane perche son quelle che meglio si adattano alla logica organizzativa della nuova economia. L'economia della cultura e della conoscenza incentrata su cicli di moderate quantit produttive e un marketing mirato, di nicchia e nessuna attivita e di routine. Produttori e operatori economici sono legati da reti commerciali di scambio e interdipendenza e sono necessari molti contatti personali per gli affari. E un processo dinamico in cui si susseguono aggiustamenti e modifiche e la citta e il luogo che meglio di ogni altro permette questo sistema , riducendo pure i costi degli spostamenti. E nella citta che circolano informazioni e conoscenze che possono portare apprendimento e innovazione e la loro quantita e cosi elevata che gli attori devono fare attenzione a scegliere solo quelle rilevanti . Al cuore del 21.o secolo (1) : urbs et orbis Lattuale rinascita delle citta e inserita nel processi di globalizzazione che ne evidenzia le principali caratteristiche. La globalizzazione si concretizza nella vasta estensione geografica di un'ampia gamma di mercati a cui ogni determinata citt ha accesso, e nei flussi internazionali di lavoratori che si spostano nelle regioni piu dinamiche. Nel vecchio modello di sviluppo centro-periferia , i paesi a capitalismo avanzato vedevano le periferie delle aree metropolitane come sedi di lavoro a basso costo rispetto alle aree metropolitane che erano considerate dei parassiti. Froble, Heinrichs e Kreye hanno sviluppato la teoria della nuova divisione internazionale del lavoro in cui sostengono che il centro tende a specializzarsi in funzioni terziarie (direzione, controllo,ricerca e sviluppo) mentre la periferia e una vasta riserva di lavoro operaio standardizzato. In realta leconomia della conoscenza e della cultura con il suo elevato numero di lavoratori immigrati dimostra che esiste una interpenetrazione tra le grandi citta del centro e i territori in crescita del Terzo Mondo mentre molte aree della ex periferia sono diventate fulcri della produzione altamente qualificata. Gran parte del modello centro-periferia del vecchio sviluppo economico internazionale (sistema fordista e concetto di stato-nazione) sembra essere destinato ad essere gradualmente sostituito da una struttura geografica alternativa, su scala mondiale: il nuovo regionalismo divenuto via via pi evidente . Cosi ,in una fase i cui le politiche statali sembrano latitare, le citta devono prendere liniziativa e costruire le basi della propria competitivita e stabilita sociale e un coordinamento istituzionale e amministrativo e necessario per avere efficacia ed efficienza. Vita sociale e politica nella nuova citta E' chiaro che la nuova citt della cultura e della conoscenza e molto diversa rispetto alla metropoli industriale fordista della met del 20esimo secolo: la citt di oggi, soprattutto in Nord America, caratterizzata da una maggior variet culturale rispetto al passato e rappresenta sempre di pi una potente calamita per immigrati di tutto il mondo sviluppato e non. Perfino gli strati pi elevati della forza lavoro contengono significative porzioni di immigrati da altri paesi. Il risultato una nuova specie di cosmopolitismo. Per permettere la integrazione tra individui di paesi differenti sono sorte 3

molte associazioni . La citta e cambiata anche dal punto strutturale tanto che per Loyd e Clark la metropoli contemporanea e come la fabbrica del divertimento: ossia un luogo in cui esistono spazi dedicati al consumo di spettacoli, intrattenimento, vita notturna e avventure culturali, concerti. Questi quartieri sono in contemporanea i quartieri residenziali borghesi per gli strati pi elevati della forza lavoro. In queste nuove citta esiste il problema del lavoro che investe tutte le professioni , anche se i soggetti piu a rischio per la perdita dei posti di lavoro sono i lavoratori meno qualificati ; spesso si tratta di clandestini e ,considerando il fatto, che i sindacati tradizionali sono in declino si ha che gran parte del conflitto nelle citta su temi del welfare e gli effetti delle azioni di pianificazione locale siano un aspetto secondario. Nelle metropoli ci sono quasi solo conflitti a base identitaria che sembrano aver ampiamente sostituito le agitazioni popolari legate alla giustizia economica. Detto cio', vi sono ancora casi di conflitti aperti di tipo di spontaneo: i tumulti di Los Angeles del 92' sono le rivolte dei quartieri immigrati delle banlieues parigine nel 2005.