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Che cos un contratto incompleto?

Si definisce incompleto il contratto sottoscritto da due o pi soggetti, i cui termini siano osservabili dalle parti contrattuali ma non verificabili ed eseguibili (enforceable) con certezza e in via forzosa, da terze parti (un giudice o un arbitro) nel caso in cui sorgano controversie tra i contraenti. Cause di incompletezza contrattuale (Hart e Holmstrom, 1987; Milgrom e Roberts, 1990; Tirole, 1999): 1. limpossibilit da parte dei contraenti di prevedere ogni possibile contingenza futura che dovesse verificarsi nel corso della relazione; 2. gli elevati costi di contrattazione (bargaining costs) sostenuti dalle parti per accordarsi su ogni singola circostanza e il costo di descriverla (in modo non ambiguo) nel contratto; 3. il costo di ricorrere al sistema legale per ottenere ladempimento del contratto; 4. la difficolt di ottenere lenforcement del contratto, a causa delle informazioni asimmetriche esistenti tra le parti riguardo ad azioni, caratteristiche o stati del mondo (non osservabilit), oppure alla difficolt di trasmettere queste informazioni anche se condivise tra le parti allautorit esterna (non verificabilit); 5. in alcune circostanze, il rischio di dare luogo a comportamenti distorti (dysfunctional) induce le parti a lasciare fuori dal contratto anche elementi verificabili (incompletezza endogena), al fine di permettere un adattamento efficiente del contratto nel corso del suo adempimento.
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Il problema di hold-up Definiamo il grado di specificit di una risorsa produttiva (asset) (o di un investimento) come il grado di riutilizzo della risorsa in impieghi alternativi senza che ci comporti una diminuzione del valore della risorsa stessa o costi significativi di riqualificazione (switching costs). Distinguiamo le seguenti diverse forme di specificit: (i) Specificit della localizzazione (site specificity), relativa a risorse che per motivi geografici comportano un valore minore se utilizzate per transazioni la cui localizzazione comporta pi elevati costi di trasporto (ad esempio la miniera vicino alla ferrovia; limpresa di trasformazione chimica vicino alla raffineria e cos via); (ii) Specificit fisica o materiale (physical asset specificity) relativa alle caratteristiche materiali di una risorsa rispetto ad altre risorse o altre componenti di un dato prodotto o processo produttivo; (iii) Specificit del capitale umano (human asset specificity) relativa a investimenti in formazione specialistica e in learning-by-doing, il cui valore diminuisce o si annulla se impiegati in attivit alternative (si pensi al costo opportunit della frequenza di un corso di lingua giapponese per un impiego in Italia); (iv) Risorse dedicate o idiosincratiche (dedicated or idiosyncratic asset) relative ad investimenti personalizzati mirati ad ununica attivit o ad una particolare clientela, per i quali il grado di specificit massimo.
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Williamson e lApproccio NIE Secondo Williamson (1985, 140): (1) la specificit delle risorse si riferisce agli investimenti durevoli effettuati come supporto di particolari transazioni, investimenti il cui costoopportunit molto minore di quello che si avrebbe nei migliori impieghi alternativi o per un soggetto alternativo qualora la transazione dovesse concludersi prematuramente; (2) in queste circostanze la specifica identit delle parti della transazione estremamente rilevante, il che equivale a dire che si attribuisce importanza alla continuit del rapporto; (3) le transazioni di questo tipo hanno il supporto di salvaguardie contrattuali e organizzative che sono superflue (darebbero luogo a costi evitabili) nel caso della pi nota variet neoclassica (non specifica) delle transazioni. Un investimento specifico produce una quasi rendita data dalla differenza tra il valore dellinvestimento allinterno della relazione contrattuale specifica e il valore del medesimo investimento nel migliore uso alternativo (Klein, Crawford e Alchian, 1978).

Opportunismo post-contrattuale Limpossibilit di ottenere da un soggetto terzo una piena verifica delle promesse contrattuali espone i contraenti al rischio di opportunismo post-contrattuale (o di hold-up) della controparte: - dal momento che la controparte non pu rivolgersi a un giudice per ottenere lesecuzione forzosa del contratto (specific performance) o il pagamento di danni proporzionali ai guadagni attesi (expected damages), ciascun soggetto ha incentivo a ritardare o a non effettuare affatto la realizzazione dei propri investimenti, in modo da (i) evitare di vincolarsi alla relazione contrattuale prima di esser certo che anche laltro abbia fatto altrettanto; (ii) approfittare delleventuale investimento dellaltro per rinegoziare i termini contrattuali prima di realizzare il proprio investimento. Questo rischio di dipendenza economica ex-post prende il nome di problema di hold-up (lett. minaccia di rapina): il soggetto che effettua investimenti specifici in presenza di contratti incompleti si espone, in conseguenza di ci, al rischio di rinegoziazione o di interruzione della relazione contrattuale. Nel caso di rinegoziazione dei termini contrattuali il soggetto che ha effettuato investimenti specifici si espone al rischio di dover cedere parte dei guadagni attesi alla controparte contrattuale, in ragione del maggior grado di dipendenza economica ex-post che caratterizza la sua partecipazione alla relazione contrattuale.

Investimenti specifici unilaterali Per illustrare questo caso, consideriamo dapprima il seguente esempio. Immaginiamo di avere due contraenti, Pininfarina (P) e Ford (F), che devono effettuare il seguente contratto). Pininfarina disegna e produce la carrozzeria di un nuovo modello di autovettura di cui Ford ha acquistato i diritti di propriet intellettuale e che intende immettere sul mercato. La scocca della nuova autovettura, una volta prodotta, non impiegabile in usi alternativi (per altri modelli tradizionali) n da Ford, n tanto meno dai suoi concorrenti nellindustria automobilistica (a meno che Ford non ceda a questi ultimi i diritti di produzione del modello). Ne deriva che la produzione della carrozzeria da parte di Pininfarina si configuri come un investimento specifico. Assumiamo la seguente struttura temporale del contratto.

t=0 Sottoscrizione del contratto

t=1 P investe nella carrozzeria

t=2 esecuzione del contratto rinegoziazione o recesso

La realizzazione del particolare modello di carrozzeria da parte di Pininfarina comporta un investimento specifico s tale che 0<s<30 espressi in migliaia di euro. In particolare assumiamo che, una volta acquisita la carrozzeria specifica di Pininfarina, Ford possa venderla sul mercato ad un valore S ben pi alto(S=100) rispetto a quello (S=40) al quale sono venduti i modelli esistenti di Ford. Abbiamo dunque le seguenti possibilit: (a) investimento specifico di Pininfarina nella creazione di un nuovo modello, con generazione di un surplus positivo rispetto al valore associato alla produzione dei tradizionali modelli (S-S>0), ma anche con un concreto rischio di hold-up da parte di Ford; (b) investimento generico da parte di Pininfarina con il conseguente costo-opportunit di rinunciare ad una parte dei possibili guadagni attesi, ma con la certezza di non subire alcun rischio di hold-up.

Assumiamo che le parti contrattino in t=0 che ci che ciascuno ottiene individualmente un valore pari alla met del valore sul mercato dellautomobile prodotta. Ci significa che, nel caso di investimenti generici di P (i=0), ci che ciascuno otterr individualmente un valore pari alla met del valore di mercato dellautomobile prodotta (S=40), il che equivale a dire che P e F fissano prezzo contrattuale di scambio della carrozzeria uguale a p=20; nel caso invece di investimenti specifici lautomobile sar venduta al prezzo S=100 e ci che ciascuno ottiene individualmente 50 (che equivale ad un prezzo contrattuale della carrozzeria pari a p=50). Se i contratti sono completi, le parti possono stabilire agevolmente quali sono le caratteristiche dellinvestimento di P che comportano una divisione dei guadagni tale da generare un livello ottimale degli investimenti. Se tuttavia i contratti sono incompleti, tali caratteristiche saranno non verificabili e la selezione di un investimento specifico da parte di Pininfarina, pu esporlo alla minaccia di rinegoziazione (hold-up) di Ford.

Ad esempio nel caso in cui Ford detenga tutto il potere contrattuale nella fase di rinegoziazione ex-post (potendo imporre alla controparte una scelta del tipo prendere o lasciare) questi avr la capacit di spostare la ripartizione dei guadagni ex-post dal punto contrattato z ad un punto quale y, nel quale Ford si appropria di tutto il surplus atteso, lasciando cio a Pinifarina un guadagno pari a quello che avrebbe ottenuto producendo una carrozzeria generica.

Pininfarina

80

x
_ _

z (50, 50)
_

20

d_

20

80

Ford

Quale effetto produce questa possibile minaccia di hold-up di Ford in t=1 sugli incentivi di Pininfarina a realizzare linvestimento specifico in t=0? Il seguente gioco sequenziale illustra il caso.
Stipula del contratto tra P ed F

t=0

investimento specifico

investimento generico

t=1

F
esecuzione esecuzione hold -up rinegoziazione

F
hold -up rinegoziazione uscita

t=2

(50-s, 50)

(20-s,80) (20,20)

(20,20)

Si immaginino un venditore S e un compratore B impegnati in un contratto incompleto che prevede la vendita di S a B di bene intermedio specifico che B utilizza come un input per la realizzazione di un bene o di un servizio. La realizzazione del bene intermedio richiede dunque investimenti specifici s>0 da parte di S, (dove s rappresenta il costo dellinvestimento specifico in unit monetarie correnti). Linvestimento specifico sostenuto da S riduce i costi sostenuti da S per la produzione del bene intermedio specifico. La funzione di costo di S, c(s), decrescente e convessa, con derivata prima rispetto ad s decrescente c(s)<0 e derivata seconda crescente c(s)>0. I costi complessivi sostenuti da S sono allora dati da c(s)+s. Immaginiamo inoltre che B abbia una valutazione del bene pari a v, con vc(0). Il surplus netto generato dalla relazione contrattuale dato allora da

W = v c(s) s .
La condizione di primo ordine per la massimizzazione del surplus netto data da:

W c( s*) = 1 = 0 s s
Assumiamo due distinti momenti temporali. In t=0 avviene il contratto, in t=1 vengono prese le decisioni di investimento e in t=2 avviene lo scambio. Nel caso di contratti completi in t=0 viene fissato un prezzo di scambio al periodo t=2, pari p.

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La funzione di profitto del venditore sar allora data da

S = p c( s ) s
c( s*) = 1. s

la cui condizione di primo ordine (la massimizzazione rispetto allinvestimento s) comporta

Ci significa che nel caso di contratti completi gli incentivi del venditore sono tali da spingere questultimo alla selezione di un livello di investimento s* tale da massimizzare il surplus aggregato. Infatti, nel caso in cui il contratto sia incompleto, ad esempio a causa della incapacit delle parti di fissare con certezza in t=0 il prezzo di scambio p in t=1, il prezzo effettivo di scambio in t=1 dipender dal potere contrattuale delle parti. Ad esempio, nel caso in cui le parti abbiano il medesimo potere contrattuale, con =1/2 (soluzione di bargaining di Nash), il prezzo di scambio in t=2 dovr essere tale da eguagliare le rendite ottenute dai due soggetti:

v p = p c(s)
ovvero

p=
dove p in questo caso il prezzo contrattato ex-post.

v + c(s ) 2

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Sostituendo lespressione del prezzo ex-post nellespressione del profitto del venditore si ottiene:

"S =
la cui condizione di primo ordine data da

v c( s ) ! !s 2 2

"c( s) = !2 "s
che, data la convessit della funzione c(s), implica che, nel caso di incompletezza contrattuale, la scelta ottima del venditore corrisponde ad un esito di sotto-investimento rispetto allinvestimento ottimale nel caso di completezza contrattuale, s<s* .

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Investimenti specifici bilaterali La presenza di investimenti specifici bilaterali diversa? Torniamo allesempio illustrato nel precedente paragrafo, assumendo adesso che Pininfarina e Ford effettuino entrambi investimenti specifici nel senso che la carrozzeria specifica alle parti meccaniche ma anche queste sono specifiche alla carrozzeria (in quanto, ad esempio, destinate ad occupare un certo spazio volumetrico). Per semplificare assumiamo che il valore degli investimenti specifici (s per P e b per F) sia lo stesso per entrambi e sia pari a 0<s<30, 0<b<30. Carrozzeria e parti meccaniche sono complementari, nel particolare senso che ogni automobile ha bisogno di entrambe le componenti, e co-specifiche, nel senso che la particolare automobile oggetto del contratto tra Ford e Pininfarina il prodotto dellunione di una particolare carrozzeria con un particolare insieme di parti meccaniche non facilmente adattabili ad usi alternativi (altri modelli di autovetture).

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Il problema che si pone in questo caso un problema di coordinamento. Se, nel nostro esempio, entrambi i contraenti, Ford e Pininfarina, ritardassero i propri investimenti, il risultato sarebbe quello di ritrovarsi al periodo in cui il contratto deve essere eseguito (t=2) esattamente nella stessa condizione in cui le parti si trovavano prima che il contratto fosse sottoscritto (t=0). In altri termini, se nessuno dei due soggetti investe prima di osservare linvestimento della controparte, le promesse contrattuali saranno incomplete e la sottoscrizione di un contratto non avr alcuna efficacia. Assumiamo che il surplus congiunto sia dato da S=100 e che le parti fissino in t=0 un prezzo di scambio p che garantisce a ciascuno le met del surplus ottenibile (il surplus sociale netto dato da 60).
Agente P Sottoinvestimento 20 , 20 Sottoinvestimento Agente F Investimento specifico
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Investimento specifico 80-s , (20-s)

(20-b) , 80-s

50-b , 50-s

Come si pu facilmente osservare, nel caso di investimenti co-specifici, entrambi i soggetti hanno interesse a sotto-investire (ovvero a dilazionare la scelta dellinvestimento) indipendentemente da ci che effettivamente far laltro. In altre parole, la strategia di sotto-investimento una strategia dominante per entrambi i soggetti, in quanto, da un lato, non razionale vincolarsi unilateralmente al contratto, mentre dallaltro sempre razionale rinegoziare i termini se la controparte ha gi effettuato linvestimento specifico. Lesito quello noto di un equilibrio sub-ottimale di Nash: i due soggetti finiranno per selezionare la soluzione sub-ottimale (20, 20), sebbene potenzialmente sia disponibile una soluzione ottimale (50-b, 50-s), non raggiungibile a causa dellincompletezza del contratto. Una possibile soluzione a questo problema di coordinamento stata individuata da Hart (1987) nella parcellizzazione dellinvestimento co-specifico.

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Estendiamo la precedente formalizzazione vista nel caso di investimento unilaterale al caso di investimento bilaterale. Aggiungiamo alle ipotesi gi fatte quella che anche il compratore effettui adesso un proprio investimento specifico (b>0, ad. es. parti meccaniche) che consentir di realizzare il bene finale (automobile) da vendere sul mercato. Sia inoltre u (b) lutilit del compratore di possedere il bene intermedio e c(s ) il costo di produzione del venditore. Assumiamo che lutilit del compratore dipenda positivamente dallinvestimento specifico del compratore, con derivata prima crescente rispetto allinvestimento funzione concava. Il surplus congiunto adesso dato da:

u ' (b) >0 e assumiamo che u sia una

Assumiamo inoltre che gli investimenti specifici abbiamo un costo lineare pari a h euro, con h > 0, h {s, b}.

S = [u(b) c(s) b s]
con S > vb + vs , dove v rappresenta le opportunit extra-contrattuali iniziali (outside options) che ciascun soggetto ottiene in assenza di investimenti specifici.

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Se i contratti sono completi, il compratore e il venditore possono scrivere un contratto che descrive perfettamente la natura degli investimenti, il surplus S e un prezzo di scambio p che determina la ripartizione di S tra il venditore e il compratore. In questo caso, entrambe le parti manterranno lincentivo a selezionare il livello ottimale dei rispettivi investimenti specifici, quello cio che massimizza il surplus congiunto S. Gli investimenti efficienti di venditore e compratore sono definiti dal livello di investimenti che risolve il seguente problema di massimizzazione:
max [u(b) c(s) b s].
b, s

Dal momento che la condizione necessaria di massimizzazione richiede che la derivata prima di S sia posta uguale a zero, gli investimenti efficienti sono dati da quei livelli b* e s* che soddisfano le seguenti equazioni:
S b [u (b) c( s) b s ] = 0 S [u (b) c( s) b s ] = 0 s

u ' (b*) = 1 c' ( s*) = 1


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Assumiamo adesso che i contratti siano incompleti. Dal momento che lincompletezza contrattuale pu produrre ex-post lesito di rinegoziazione, la determinazione della regola di ripartizione del surplus S, dipender dal potere contrattuale ex-post di compratore e venditore, indicati, rispettivamente con e (1 ) , dove 0 < < 1 . Il potere contrattuale dunque rappresenta la quota di surplus che ciascun soggetto pu aspirare ad ottenere. Nel caso di contratti incompleti, il payoff atteso di ciascun soggetto dato dalla quota di surplus netto atteso, sommato a quanto comunque il soggetto otterrebbe in caso di produzione separata, ma al netto dei costi di investimento h > 0, h {s, b}. Dal punto di vista del compratore, il payoff da massimizzare dato da (cd. Nash bargaining solution):

max [u (b) c( s) vb v s ] + vb b , b
mentre per il venditore sar

max (1 )[u (b) c( s) vb v s ] + v s s . s

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Se adesso risolviamo questi due problemi di massimizzazione, applicando le note condizioni

{ [u (b) c( s ) vb v s ] + vb b} =0 b {(1 )[u (b) c( s ) v v ] + v s} b s s =0 s


1 u ' (b) = 1 c' ( s ) = (1 )
osserviamo che lincompletezza contrattuale produce, per entrambi gli agenti, lesito del sottoinvestimento, dal

momento che <1, u ' (b) > u ' (b*) ,

c' (s) < c' (s*) ,


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e dunque b < b * e s < s * .

Utilit

u(b*)=1

u(b*) u(
)

b
u(b)
u' (b) = 1/ !
Sotto -investimento

b*

Livello degli investimenti

La possibilit di ottenere solo una quota del surplus congiunto comporta che ciascun soggetto selezioni il livello di investimento appena sufficiente a generare la quota di surplus attesa, con S (b, s) < S (b*, s*) .
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Il trade-off tra opportunismo e adattamento: lincompletezza contrattuale endogena Fino a questo momento abbiamo considerato lincompletezza contrattuale come un dato del problema economico affrontato nel caso di relazioni caratterizzate da investimenti specifici. In tale quadro, la rigidit contrattuale, ad esempio la determinazione di un prezzo fisso e verificabile di scambio, pu rappresentare uno strumento efficace di enforcement contrattuale e favorire la realizzazione di investimenti specifici. In particolare, la rigidit contrattuale impedisce forme di rinegoziazione e dunque previene comportamenti opportunistici di estrazione della quasi rendita ex-post. Occorre tuttavia osservare che la rigidit contrattuale pu impedire non solo forme di opportunismo, ma anche forme di adattamento efficiente dei contratti, inducendo nuove forme di opportunismo. In un contesto di incertezza, imporre regole contrattuali rigide pu aumentare addirittura aumentare il rischio di distorsioni. In tali casi, ladattamento ex-post di un contratto incompleto pu essere pi efficiente di un contratto molto dettagliato che impedisce ogni forma di rinegoziazione. Il caso Alcoa/Essex Il caso GM-FB
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Soluzioni istituzionali al problema di hold-up

Si individuano, in particolare, le seguenti tipologie di soluzioni: - integrazione proprietaria; - soluzioni di natura gerarchica-organizzativa (relazione di autorit); - salvaguardie contrattuali e rimedi legali; - strumenti indiretti di enforcement, quali quelli che caratterizzano i contratti relazionali e forme di contrattazione implicita (viste nel quarto capitolo) basate sulla reputazione e sulla fiducia o, ancora, le norme sociali, lautoregolamentazione e la disciplina di mercato.

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Lintegrazione proprietaria

Fig. 7.1 Scambio p arite tic o di mercato tra unit decisionali indi

pendenti

L
Fig. 7.2 Integrazione proprietaria verticale

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Nella definizione qui seguita, i processi di integrazione verticale sostituiscono lacquisto di un fattore produttivo sul mercato con la sua produzione interna, presentando due caratteristiche distintive: (a) essi permettono lorganizzazione di due stadi successivi di produzione allinterno di ununica impresa (Riordan, 1990); (b) essi riuniscono in ununica propriet gli asset impiegati nei diversi stadi produttivi (Grossman e Hart, 1986). Contrattazione incompleta Profitto di S Profitto di B Surplus aggregato
S = (1 )[v c( s) s]
B = [v c ( s ) s ]

Integrazione proprietaria

s=v-c(s)-s
B riceve un budget o un salario predeterminato W=s+ B =v-c(s)-s

W=s+ B =v-c(s)-s

In questo caso, dunque, lintegrazione proprietaria permette il conseguimento di un livello efficiente di investimenti specifici. In particolare lacquisizione del diritto di propriet dellimpresa B da parte di S conferisce a questi il diritto al reddito residuale prodotto, ovvero alla quota residuale di W prodotta al netto dei costi sostenuti per remunerare i fattori produttivi.

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Questa conclusione alla base della teoria dellimpresa, si deve a Coase (1937). Potremmo cosi sintetizzare la teoria coasiana dellimpresa: quando, per una data transazione, i costi di ricorso al mercato (buy) superano i costi di organizzare una data attivit allinterno dellimpresa (make), questultima costituisce listituzione alternativa al mercato capace di ridurre i costi di transazione e viceversa. Ci ha spinto alcuni autori (Williamson, 1985) a suggerire, nello spirito di Coase, che la scelta ultima di unificare o meno la propriet degli asset coinvolti in una relazione contrattuale incompleta non possa essere decisa una volta per tutte, ma debba invece essere valutata alla luce della comparazione tra i costi di transazione del governo unificato della transazione e i costi associati alla contrattazione di mercato. Ci significa che la scelta ottima istituzionale di governo delle transazioni avviene sempre in un contesto di second best e che il problema istituzionale di fondo sia quello di minimizzare i costi di transazione. Il caso Fisher Body/General Motors (Klein, Crawford e Alchian, 1978) Evidenza empirica: Monteverde e Teece (1982), Globerman (1980), Walker e Weber (1984, 1987), Masten (1984), Masten, Meehan e Snyder (1989).
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Diritti residuali di controllo e relazione di autorit La propriet degli asset rilevanti in una transazione incompleta svolge tuttavia unaltra importante funzione: quella di attribuire al titolare del diritto la possibilit di controllare gli usi e di indirizzarne limpiego nel processo produttivo. Il diritto residuale di controllo si affianca dunque al diritto al reddito residuale, divenendo anzi per alcuni autori (Hart, 1995) lelemento essenziale che attribuisce alla propriet un efficace ruolo di enforcement in relazioni contrattuali incomplete. Per dirla con Williamson (1985, pag. 102), rispetto alle regole generali che governano lo scambio di mercato le anomalie contrattuali si spiegano con lesigenza di ridefinire i diritti di propriet, talvolta in modi complessi []. La contrattazione [] di mercato soppiantata da forme di contrattazione pi complesse poich queste consentono di collocare i diritti residuali di controllo nelle mani di coloro che possono utilizzarli al meglio. In un contesto di incompletezza contrattuale, la propriet una fonte di potere quando i contratti sono incompleti (Hart, 1995). E questa caratteristica che permette di ripristinare incentivi corretti allinvestimento specifico ottimale.

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Lassegnazione dei diritti di propriet rileva, in un contesto di incompletezza contrattuale, in quanto essa attribuisce al titolare il particolare diritto di decidere gli usi non contrattabili della risorsa oggetto di propriet e dunque di risolvere eventuali problemi di adattamento in modo da massimizzare la rendita aggregata. Il diritto residuale di controllo trasforma una relazione contrattuale in una relazione di autorit o gerarchica, nella quale il titolare ha il diritto di definire gli elementi essenziali della relazione e delluso delle risorse non contrattabili ex-ante, coprendo i buchi presenti in un contratto incompleto. La relazione di autorit si caratterizza dunque come il potere di coprire contingenze contrattuali non specificate in precedenza (Tirole, 1988). Secondo Williamson, questa relazione di autorit attribuisce allimpresa il ruolo di ordinamento privato, agendo come una sorta di tribunale interno nel quale le controversie sono risolte dal soggetto che detiene il controllo. Lattribuzione della relazione dautorit fornisce al titolare tutto il potere contrattuale in sede di rinegoziazione, in quanto a questi spetter il compito di formulare una proposta di scambio alla controparte e di decidere sulla prosecuzione o meno del contratto. Ne deriva che lattribuzione dellautorit influenzi il punto di status quo nello spazio di negoziazione ex-post.

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Trade offs Come rileva Tirole (1988), lattribuzione di autorit tramite assegnazione dei diritti di propriet comporta minori costi di transazione, in quanto evita alle parti di stilare un contratto ad hoc che disciplini il conferimento di autorit tra i contraenti. Disporre del diritto residuale di controllo conferisce al titolare i massimi incentivi alla realizzazione del contratto e alla realizzazione di un livello ottimale di investimenti specifici. Tuttavia, per la stessa ragione, in un contesto di investimenti specifici bilaterali, assegnare ad un parte il diritto residuale di controllo significa disincentivare le controparti a realizzare un livello efficiente di investimenti specifici. Ci comporta che lattribuzione di una relazione di autorit sia sempre associata ad un risultato di second best e al costo-opportunit di selezionare il soggetto pi idoneo, dal punto di vista dellefficienza aggregata, a guidare la relazione di autorit.

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La nuova scuola dei diritti proprietari La nuova scuola dei diritti proprietari (Grossman e Hart (1986), Hart e Moore (1990), Hart (1995)) ha elaborato una teoria dellefficiente allocazione dei diritti proprietari in un contesto di contratti incompleti e investimenti specifici. In particolare, la nuova scuola dei diritti proprietari (o approccio GHM) si concentra su relazioni contrattuali complesse nelle quali concorrono sia il capitale fisico o materiale che il capitale umano. La specificit del capitale umano comporta problemi aggiuntivi a quelli relativi ai beni capitali fisici, in quanto non possibile separare la propriet del capitale dal soggetto che la controlla (perlomeno in un mondo che ha bandito la schiavit). Lintegrazione verticale tra risorse che comprendono il capitale umano non dunque attuabile con una semplice integrazione della propriet fisica (come nel caso in cui General Motors acquisti Fisher Body). Occorre stabilire quali relazioni di complementariet si realizzino tra capitale fisico e capitale umano al fine di individuare i soggetti pi adatti a controllare linsieme di risorse coinvolte nella relazione contrattuale (limpresa).
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La principale conclusione dellapproccio GHM che dal momento che lassegnazione dellautorit incentiva al massimo i soggetti che la detengono ma disincentiva al massimo i soggetti chi vi sono esposti, lattribuzione dei diritti residuali di controllo debba essere sempre efficiente e dunque destinata ai soggetti che pi contribuiscono a massimizzare lefficienza aggregata, sulla base dei rapporti di complementariet esistenti tra capitale umano e capitale fisico. Il modello GHM considera il caso in cui un insieme di agenti M, tra di essi complementari, realizzano investimenti in capitale umano I, i quali unitamente a una data dotazione di capitale fisico A consentono di generare un surplus aggregato superiore a quello ottenibile con impieghi alternativi del capitale umano e di quello fisico. Illustriamo il modello nel caso particolare di due agenti e due beni fisici. Assumiamo il caso pi semplice in cui linsieme degli agenti M dato da due soli agenti con da M=( M1, M2) (ma il modello pu essere esteso ad n agenti). Assumiamo inoltre che linsieme del capitale fisico sia dato da due beni capitali con A=(a1, a2) e che linsieme degli investimenti in capitale umano sia dato da due tipologie di investimento I=(i, j),dove i linvestimento in capitale umano di M1 e j linvestimento in capitale umano di M2.

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Assumiamo che M2 produca un bene intermedio z, successivamente impiegato da M1 per la produzione di un bene finale q che sar poi venduto sul mercato ad un certo prezzo. Sia M1 che M2 realizzano investimenti in capitale umano (che possono essere intesi come investimenti in conoscenza o apprendimento che migliorano la produttivit del soggetto che investe). Il capitale fisico A, composto di due beni, a1 e a2, viene anchesso impiegato nella produzione, rispettivamente, di z e/o di x.

M2 + A

t=0

z Filiera produttiva e sequenza temporale degli investimenti


M1 + A

t=1

x consumatori t=2

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Immaginiamo in particolare tre casi di allocazione di A: - separazione proprietaria, M1{ a1}, M2{a2}, nella quale ciascun agente possiede un bene fisico (la parentesi graffa indica linsieme dei beni capitali posseduto da ciascun soggetto); - propriet integrata di M1 nel caso in cui M1 possieda entrambi i beni fisici M1{ a1, a2}, M2{ }, - propriet integrata di M2 nel caso in cui M2 possieda entrambi i beni fisici M2{ a1, a2}, M1{ }. Dunque per ciascun agente linsieme dei diritti di propriet A pu essere: - parziale con A={ a1} oppure A={ a2} - integrato con A={ a1, a2} - vuoto con A={ }.

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Si assuma inoltre che la relazione contrattuale tra M1 e M2 preveda tre periodi: - nel periodo iniziale, t=0, vengono realizzati gli investimenti specifici; - nel periodo intermedio, t=1, viene scambiato z tra M1 e M2 al prezzo p; - nel periodo finale, t=2, viene scambiato x tra M1 e i consumatori.

Sulla base del guadagno realizzabile in t=2 dalla vendita di x ai consumatori, M1 e M2 individuano il surplus congiunto ottenibile dato da S=S(M, A, x, z). Le parti hanno informazione simmetrica e conoscono perfettamente i rispettivi costi e benefici relativi alla partecipazione alla produzione di z e x. Tuttavia, il contratto che M1 e M2 sottoscrivono per lo scambio di z incompleto. Lincompletezza data dal fatto che vi incertezza in t=0 sul tipo di bene intermedio, z, che M1 deve utilizzare per ottimizzare la sua produzione di x in t=1. (Per esempio, si pu assumere che solo in t=1 M1 venga a conoscenza di certe caratteristiche del bene x richiesto dai consumatori e che queste influiscano sulla scelta ottimale di z).
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Lincertezza sul miglior tipo di z utilizzabile in t=1 rende impossibile la sottoscrizione di un contratto completo in t=0 che specifichi con precisione le caratteristiche di z. Inoltre, si assume che anche gli impieghi di A (capitale fisico) siano non verificabili ex-post, pur essendo osservabili da M1 e M2, semplicemente perch sarebbe troppo costoso (ad esempio in termini di tempo e di spese legali) per i due soggetti descrivere in dettaglio, in un contratto, i particolari impieghi che selezioneranno tra i molteplici possibili. In t=0, M1 e M2 devono realizzare investimenti specifici in capitale umano rispettivamente i e j, al fine di valorizzare le rispettive produzioni (con i>0 e j>0 che rappresentano valori monetari, ad esempio in euro, del costo dellinvestimento). Gli investimenti, i e j, sono specifici in quanto essi consentono la realizzazione del massimo surplus possibile S, solo se lo scambio tra M1 e M2 ha effettivamente luogo in t=1. Fuori dalla specifica relazione contrattuale con M2, linvestimento i realizzato da M1, ha cio un valore positivo, ma inferiore a quello che esso avrebbe se impiegato nella relazione contrattuale con M2. Analogo discorso per linvestimento j di M2.

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Rispetto ai modelli trattati nei precedenti capitoli, tuttavia, si assume qui che, nel caso di scambio con soggetti diversi da M1 e M2, gli investimenti specifici realizzati non vadano interamente sprecati in quanto si assume che essi comunque producano un valore positivo per il soggetto che li effettua, rispetto al caso di investimenti nulli. In altri termini si assume che linvestimento specifico i (rispettivamente j) incrementi comunque, rispetto al caso di investimento nullo, il profitto di M1 aumentando i benefici ottenibili da z (rispettivamente di M2 riducendo i costi di produzione di z) anche nel caso in cui non si proceda allo scambio con M2 (rispettivamente con M1), sebbene lincremento dei benefici (la riduzione dei costi) sia inferiore al caso in cui avvenga uno scambio tra M 1 e M 2.

35

Consideriamo i guadagni ottenibili da M1 e M2 nei due casi di matching ottimale tra di essi e di scambio con altri soggetti economici reperibili sul mercato.Nel caso di M1, il guadagno ottenibile dato da:
R[(i, A) p] i se z acquistato da M 2 al prezzo p r[(i, A) p ] i se z acquistato da soggetti diversi da M al prezzo p 2

dove la differente espressione di R e r, con R > r , evidenzia il diverso ricavo ottenibile da M1 dalla vendita di beni intermedi con diversa qualit z e z riflessa peraltro nel diverso prezzo corrisposto, con p < p. Siano inoltre dove R e r le rispettive derivate prime delle funzioni R e r rispetto agli investimenti specifici i e si assuma che:

R' (i, A) > r ' (i, a1 , a 2 ) r ' (i, a1 ) r ' (i, ) /

i:0 < i < .

La circostanza che r ' (i, a1 , a 2 ) r ' (i, a1 ) > 0 deriva dallipotesi sopra richiamata che, anche in assenza di M2, linvestimento specifico di M1 produca comunque un effetto positivo sui guadagni di M1. Questa ipotesi centrale nel modello in quanto da essa dipendono le principali conclusioni in merito allottima allocazione dei diritti di propriet sui beni capitali.
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Nel caso di M2, il guadagno ottenibile (misurato in termini della differenza tra prezzo di vendita di z al netto del costo di investimento j) dato da:
[ p C ( j , A)] j se z venduto a M 1 al prezzo p [ p c( j , A)] j se z venduto a soggetti diversi

da M 1 al prezzo

dove la differente espressione C e c, indica il diverso costo di produzione di z e z riflesso anche nel diverso prezzo di vendita con p < p. Siano inoltre C e c indicano le derivate prima rispetto a j delle rispettive funzioni C e c e si assuma che:

C ' ( j , A) > c' ( j , a1 , a 2 ) c' ( j , a 2 ) c' ( j , ) /

j :0 < j <

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Dalle espressioni sopra richiamate deriva che la quasi rendita associata agli investimenti specifici dei due soggetti data dalle seguenti espressioni: - per M1 :

[ R(i, A) p] i { r (i, A) p ] i} = R(i, A) p r (i, A) p ] > 0 [


- per M2 :

[ p C ( j , A)] j { p c( j , A)] j} = [ p C ( j , A)] [ p c( j , A)] > 0 [


Il surplus congiunto S (al lordo del costo degli investimenti i, j) ottenibile da M1 e M2 dunque dato da:

S = {R(i, a1 ) p [r (i, a1 ) p ]}+ { p C ( j , A)] [ p c( j , A)]} > 0 [


nella quale si assunto che:

S = [ R(i, a1 ) C( j, a2 )] > [r (i, a1 ) c( j, a2 )] 0 .


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Decisioni di investimento con contratti completi Se il contratto fosse completo, e le parti potessero con esattezza specificare gli usi corretti di a1 e a2 , nonch il tipo di bene intermedio z e il prezzo p di scambio, sia M1 che M2 sarebbero incentivati a selezionare in t=0 i livelli ottimali di investimento, i*, j* che massimizzano il surplus aggregato S. Consideriamo il surplus aggregato netto S = {R(i, a1 ) C( j, a2 ) i j}. Per stabilire i valori ottimali degli investimenti in t=0, risolviamo le note condizioni di derivate del primo ordine, rispetto a i e a j:

S S =0 e =0 i j ovvero R(i, a ) 1 1 = R' (i*, a1 ) 1 = 0 i


ovvero, in altri termini

C ( j , a 2 ) 1 = C ' ( j*, a 2 ) 1 = 0 j

R ' (i*, a1 ) = 1 e C ' ( j*, a ) = 1 2


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E facile a questo punto mostrare che i valori di (i*, j*) che massimizzano S, sono gli stessi che selezionano M1 e M2 per massimizzare le rispettive funzioni di profitto date da: per M1 :

1 = {R(i, a1 ) p i}

per M2 : 2 = {p C( j, a2 ) j}. Nel caso di contratti completi gli incentivi delle parti conducono al livello efficiente degli investimenti indipendentemente dallallocazione proprietaria su A. Ci dovuto alla circostanza che,nel caso di completezza contrattuale, le parti possono specificare con certezza il prezzo di scambio e la quota attesa di surplus.

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Decisioni di investimento con contratti incompleti Se i contratti sono incompleti, le parti saranno indotte, come ormai noto, a sotto-investire in specificit, indipendentemente dallallocazione della propriet sui beni A. Tuttavia, ed questo il punto che mostriamo di seguito, lallocazione proprietaria pu influenzare il livello o il grado del sotto-investimento, a secondo di come si combinano capitale umano e capitale fisico. Assumiamo inizialmente che vi sia separazione proprietaria, con M1{ a1} e M2{ a2}. Assumiamo inoltre che lincompletezza contrattuale non permetta alle parti di determinare ex-ante il prezzo di scambio p in t=0, prima cio di effettuare gli investimenti specifici. Ne deriva che il prezzo di scambio, ovvero la ripartizione del surplus tra M1 e M2 sar rinviata a t=1, dopo che gli investimenti sono stati realizzati e questa circostanza espone i soggetti al rischio di hold-up, in quanto le quote appropriabili di surplus vengono determinate in t=1 sulla base del rispettivo potere contrattuale

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Assumiamo che le parti, a seguito di negoziazione in t=1, decidano ex-post di dividersi a met (50:50) il surplus prodotto, dato dalla quasi rendita ottenibile da ciascuno, ovvero da:

S = [ R(i, a1 ) C( j, a2 )] [r (i, a1 ) c( j, a2 )] .
Il prezzo p al quale M1 e M2 decidono di ripartirsi il surplus viene determinato a partire dal prezzo p che otterrebbero altrimenti rispettivamente rivendendolo o acquistandolo sul mercato, aggiungendo a tale valore la met del surplus netto prodotto (omettendo, per semplificare, le variabili nelle parentesi tonde):
p= p+ 1 S 2

ovvero
p = p+ 1 1 ( R r ) (C c) . 2 2

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Dato il prezzo di scambio p, si derivano i seguenti guadagni (senza considerare per il momento il costo i>0, j>0 degli investimenti specifici): per M1
1 1 1 1 1 1 = R p = r p + [(R C ) (r c)] = p + R + r C + c 2 2 2 2 2

- per M2
2 = p C = p c + [(R C ) (r c)] = p C c +
1 2 1 2 1 2 1 1 R r. 2 2

Le espressioni dei guadagni degli agenti sopra riportati sono calcolati al lordo del costo degli investimenti specifici effettuati in quanto fanno riferimento agli esiti della contrattazione ex-post, in t=1, quando gli investimenti irrecuperabili sono gi stati effettuati e non incidono sullammontare del surplus appropriabile dalle parti.

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Se invece vogliamo calcolare qual limpatto di questa aspettativa di distribuzione del surplus data dal prezzo p = p + (1 / 2) S sugli incentivi delle parti a investire ex-ante in t=0 dobbiamo sottrarre ai guadagni degli agenti il costo degli investimenti. Sottraendo dunque dalle precedenti espressioni il costo degli investimenti specifici (i, j) si hanno le seguenti espressioni : - per M1
1 1 1 1 1 i = p + R(i, a1 ) + r (i, a1 ) C ( j, a 2 ) + c( j, a 2 ) i 2 2 2 2

- per M2
2 j = p C ( j , a 2 ) c( j , a 2 ) +
1 2 1 2 1 1 R(i, a1 ) r (i, a1 ) j 2 2

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Proviamo adesso a ricavare le condizioni di primo ordine per M1 e M2 nel nuovo contesto:

( 1 i ) 1 1 = R ' (i , a1 ) + r ' (i , a1 ) 1 = 0 2 2 i ( 2 j ) 1 1 = C ' ( , a 2 ) + c ' ( , a 2 ) 1 = 0 j j j 2 2


j , si pu immediatamente osservare che i valori di i e che j massimizzano, rispettivamente (1 i ) e ( 2 j ) sono inferiori a i* e j*, con i < i * e < j * , riproponendo il noto risultato di sottoinvestimento in investimenti specifici in presenza di contratti incompleti. In particolare, si ha che

Dal momento che, per ipotesi, R>r e che

C ' > c'

R' (i, A) >

1 1 R' (i , a1 ) + r ' (i , a1 ) . 2 2

Data la stretta concavit di R, ci significa che il livello di investimenti che massimizza (1 i) si trovi alla sinistra di i*, come si mostra nella figura seguente (analogo discorso vale per j).
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R=1

1 R ' (, a1 ) + r ' (i , a1 ) = 1 i 2 2

i*

investimento

Un aspetto importante di questo risultato di sottoinvestimento che esso si ripresenta, con diversa gravit, a seconda dellallocazione iniziale alternativa del capitale fisico. Lallocazione della propriet sul capitale fisico pu influenzare il grado di sottoinvestimento.
46

Per comprendere ci, basta richiamare lipotesi fatta sulla produttivit degli investimenti di M1 e M2. Nel caso / di M1 si assunto che: R' (i, A) > r ' (i, a1 , a 2 ) r ' (i, a1 ) r ' (i, ) i : 0 < i < . Dal momento che
1 1 1 1 1 1 R' (i, A) + r ' (i, a1 , a 2 ) > R' (i, A) + r ' (i, a1 ) > R' (i, A) + r ' (i, ) / 2 2 2 2 2 2 ne deriva che, come si pu osservare dal grafico seguente, il grado di sotto-investimento di M1 cresca man mano che diminuisce il numero di beni capitali posseduti da M2 (con i*>>>). R' (i, A) >

R 1 1 R ' (i , A ) + r ' ( i , ! ). / 2 2 1 2 R' (i, A) + 1 2 r ' (i , a1 )

1 1 R ' (i , A) + r ' (i, a1 , a2 ) 2 2

i*

investimento

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In presenza di investimenti specifici bilaterali si pone il trade-off tra allocazione proprietaria e incentivi collettivi agli investimenti specifici con la conseguenza che ad ogni allocazione proprietaria corrisponder una situazione di second best. Qual , allora, la migliore struttura proprietaria in una transazione caratterizzata da investimenti specifici in capitale umano, capacit complementari e contratti incompleti? E quella che, a parit di altre condizioni, e date le relazioni di complementariet e di, sostituibilit esistenti tra capitale umano e capitale fisico assegna al soggetto maggiormente produttivo la propriet sui beni fisici. Sulla base delle caratteristiche economiche degli agenti e dei beni capitali impiegati nel processo produttivo possiamo allora distinguere i criteri in base ai quali valutare i profili delle risorse umane e fisiche impiegate nella transazione per allocare in via ottimale la propriet dei beni capitali fisici contenuti nellinsieme A.

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In particolare i criteri in base ai quali valutare tali profili sono dati dalle seguenti caratteristiche: - grado di produttivit degli investimenti; la produttivit degli investimenti riferita allimpatto esercitato dagli investimento sul surplus aggregato. Ad esempio se linvestimento di M2 caratterizzato da bassa produttivit allora ottimale conferire a M1 la propriet integrata del capitale fisico, con M1={a1,a2}; - grado di indipendenza dei beni capitali; i beni fisici che compongono A si definiscono indipendenti se r ' (i, a1 , a2 ) r ' (i, a1 ). In altri termini, in assenza di M2, indifferente per M1 avere propriet parziale o integrata se egli ha gi accesso ad a1 e viceversa. Se i beni che compongono A sono indipendenti, allora la propriet parziale ottimale, con M1={a1} e M2={a2}; - grado di complementariet dei beni capitali; due beni a1 e a2 si definiscono complementari in senso stretto se r' (i, a1 ) r' (i, ). In questo caso, per M1 la propriet parziale non ha alcun valore. Se i beni che / compongono A sono strettamente complementari, ogni forma di integrazione proprietaria ottimale; - essenzialit del capitale umano; il capitale umano di M1 si definisce essenziale al processo produttivo se c' ( j, a1 , a2 ) c' ( j, ). Se il capitale umano di M1 essenziale, allora ottimale conferire a M1 la propriet integrata / del capitale fisico, con M1={a1,a2}. In questo caso, infatti, laccesso allintero capitale fisico da parte di M2 non ne incrementala produttivit in assenza di M1.
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Procedure di rinegoziazione e contratti con opzione Nel caso di investimenti specifici bilaterali, alcuni contributi (Aghion, Dewatripont e Rey (1996), in seguito ADR) suggeriscono un meccanismo di enforcement che fissi, come status quo nello spazio di rinegoziazione, un livello medio di scambio. In altre parole, il modello ADR assume che un terzo soggetto, l'autorit che svolge la funzione di giudice, possa verificare che il venditore ha prodotto la quantit q e il compratore ha offerto il prezzo p.
guadagnov enditore

Spazi di rinegoziazione

ex-post

x z h d
_

guadagno compratore

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La variazione esogena delle opportunit extra-contrattuali Consideriamo il caso in cui per una qualche ragione esogena, cio indipendente dalla volont delle parti contrattuali, le outside options di almeno un soggetto mutino nel corso della relazione contrattuale. MacLeod e Malcomson (1993) studiano il caso in cui, nel corso di una relazione contrattuale incompleta, le opportunit extra-contrattuali di uno o di entrambi i soggetti contraenti mutino a seguito di variazioni esogene della struttura di mercato.

guadagnov enditore Variazione della outside option del venditore

x j
_ _ _ guadagno compratore _

z
_

surplus

d t

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La variazione endogena delle opportunit extra-contrattuali Nel modello di MacLeod e Malcomson appena illustrato la variazione delle outside option non dipende dalle azioni delle parti. Ipotizziamo che questa relazione assuma la seguente forma:

v j = V vh

j, h (s, b) and j h

dove V and v sono parametri positivi. Sostituendo questa espressione nei pay-off del compratore e del venditore si ottengono i nuovi valori di investimento che massimizzano i rispettivi guadagni:

1 u ' (b ) = v c ' ( s ) = 1 v 1

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Data la concavit delle funzioni u and c, si ha che i nuovi livelli di investimento sono maggiori dei livelli di sotto investimento, con b < b and s < s . In particolare, con =1/2 e v=1 si ha che b = b e s = s . In altre parole, per dati valori di a e dati valori v, leffetto di deterrenza dellinvestimento specifico controbilancia lincentivo al sottoinvestimento in presenza di contratti incompleti, come illustra la seguente figura.
Utilit del compratore

u(b*) u( u(
) )

b b
u(b)
b
Effetto controbilanciante sottoinvestimento

b*

investimento

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1 v > max , In particolare, tale effetto di bilanciamento tale che in alcuni casi, quando 1 , le parti

possono addirittura sovrainvestire in specificit (con livelli cio che si trovano a destra rispetto a quelli ottimali).

Questo risultato, controintuitivo e sorprendente, dimostra come le parti possano, in taluni casi, utilizzare il mercato come strumento di disciplina di contratti incompleti. Addirittura, quando limpatto sui concorrenti cosi forte da ridurre le outside option della controparte, linvestitore indotto a sovrainvestire anche quando i contratti sono incompleti. Naturalmente il sovrainvestimento costoso e lincentivo alla sua realizzazione dipender dal livello di quasi rendita dissipata per il suo ottenimento.

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Il modello pu poi essere esteso fino a considerare il caso pi generale e forse davvero raro nel quale un certo investimento non ha solo la capacit di ridurre loutside option della controparte ma anche quello di incrementare la propria. In questo caso lespressione delle outside option delle parti diventa:
v s = V vb + v s vb = V vb + v b

con v > 0. In questo caso i livelli che massimizzano i guadagni di compratore e venditore sono dati da:
1 1 ~ u ' (b ) = v v c' (~ ) = 1 v v s 1 (1 )

~ ~ con un effetto di bilanciamento ancora pi forte dato che b < b < b and s < s < s . Anche in questo caso,
se

v + (1 )v > max{ , 1 }, le parti saranno indotte a sovrainvestire.

In presenza di outside option endogene, dunque, le parti possono in taluni casi utilizzare le dinamiche di mercato come meccanismo di enforcement dei contratti.

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