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U D I A PALUMBO

m e n t e legata al ruolo del personaggio Socrate. E a collegare le due figure sta il nomos, il canto poetico, lo spazio musicale delle parole, su cui si esercitata, fondativa, l'opera del nomoteta e su cui va applicata ora, direttiva, critica e dialettica, quella del filosofo'*.

ANNA MARIA

IOPPOLO

IL D I B A T T I T O A N T I C O SULLO SCETTICISMO DI P L A T O N E

1. Il problema dello scetticismo di Platone staro o g g e t t o di un grande dibattito nel m o n d o antico. Dogmatici e scettici hanno cercato di rivendicare l'eredit platonica, p o n e n d o in atto complicate strategie di appropriazione. Ricostruire il dibattito antico sullo scetticismo di Platone comporta d u n q u e sia di esaminare le diverse concezioni dello scetticismo greco, che si differenziato "in modelli alternativi in concorrenza fra loro" sia di far emergere le finalit che sottostanno alle diverse interpretazioni di Platone che i fautori e gli oppositori dello scetticismo hanno di volta in volta perseguito, come sottolinea Mauro Bonazzi nel suo studio Academici e Platonici. Il dibattito antico sullo scetticismo di Fiatone, Milano 2003 ^ L'obiettivo che si propone Bonazzi per non tanto di verificare la correttezza dell'interpretazione scettica di Platone, q u a n t o di individuare soprattutto le strategie di appropriazione delia sua filosofia che sono presenti non solo nelle interpretazioni moderne, ma, ancora in misura maggiore, in quelle del m o n d o antico. Per quanto riguarda il raggiungimento di questo obiettivo, lo s t u d i o di Bonazzi pie' Bonazzi tratta questo tema anche in altri due studi. Un dibattito tra Academici e Fkitonici sull'eredit di Platone. La testirnoniariTa del commentario amni?no al 'Teeteto', in Papiri filosofici Miscellanea di studi, IV, Firenze 2003, pp. 41-74, e / Pinvniani, l'Acad^ia e l'interpretazione scettica di Platone, in M. BONAZZI-F. TRABA'ITONI (a cura di), Platone e la tradizione platonica. Studi di filosofia antica, Milano 2003, pp. 181-219, a cui 6ir riferimento.

Suli'inviro platonico a riformare l'intera mousike techne costringendo le melodie ad adeguarsi alle parole e non viceversa {resp. III 399 E^OO A) cfr. B, GENTILI, op. cit., p. 38. Si veda anche ies. 669 D-E.

ElNCHOS
X X V ( 2 0 0 4 ) ftsc. 2

BIBLIOfOUS

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namente riuscito, come dimostra la fine analisi filosofica interpretativa volta a rivelare le elaborazioni concettuali che operano nelle differenti immagini di Platone dell'Anonimo dei Prolegomena, dell'Anonimo commentatore del Teeteio, di Plutarco (pp. 2 1 6 - 4 0 ) . Se possibile infatti comprendere il signifcaro delle argomentazioni a favore della tesi dello scetticismo di Platone dagli Academca di Cicerone (p. I l i ) , pi complesso stabilire, per esempio, il significato che assume in Plutarco lo scetticismo e la difesa della tesi dell'unitariet della tradizione accademica. Inoltre le ragioni addotte contro lo scetticismo di Platone da Sesto, dall'anonimo Commentario al Teeteto di Platone, dai commentatori neoplatonici non sono ovviamente le stesse perch d i p e n d o n o da scopi e fini diversi, nella misura in cui fare storia della filosofa dipende dalla filosofia che si professa. Bonazzi dedica ampio spazio all'esame delle testimonianze tieoplatoniche sullo scetticismo che considera paradigmatiche per chiarire il problema della persistenza dello scetticismo in et tardoantica, in q u a n t o il neoplatonismo la summa di t u t t e le filosofie (p. 16). Egli osserva che la testimonianza dei Neoplatonici, essendo distante nel tempo dalla temperie culturale in cui fautori dello scetticismo di Platone vissero, ha il limite di ignorare, com u n q u e di essere poco interessata alla variet di posizioni che qualifica tanto la tradizione accademica q u a n t o la filosofia pirroniana. In tal modo si spiegano le a m b i g u i t e le contraddizioni che caratterizzano la polemica contro l'interpretazione scettica di Platone e pi in generale la disamina neoplatonica dello scetticismo (p. 97). Ci emerge anche nell'uso indiscriminato di termini quali "platonico", "accademico", "scettico", "efettico" e "pirroniano" per indicare gli esponenti delle due correnti dello scetticismo (p. 95). Del resto la conoscenza superficiale e inadeguata della problematica scettica si rivela anche nell'interpretazione di due concetti cardine, quali e la , che attesta la confusione dei Neoplatonici tra tematiche pirroniane e argomentazioni accademiche. Ma oltre a questi limiti, a rendere problematica la testimonianza dei Neoplatonici c' il fatto che la sua finalit n o n quella di informare, ma p i u t t o s t o quella di confutare i fautori dello scetti-

cismo di Platone. Ci desta perplessit sulla fedelt del resoconto dei Neoplatonici il quale non p u essere assunto acriticamente, come stato fatto per lo p i fino a oggi. Condivido la tesi di Bonazzi che il m o d o di percepire Platone da parte dei Neoplatonici sia errato e che q u i n d i le loro confutazioni dello scetticismo spesso siano inappropriate, ma ci non comporta che essi non riportino fedelmente la fonte, le fonti, da cui ricavano la raffigurazione di un Platone scettico. A mio parere, la sfiducia nei confronti della testimonianza neoplatonica dipende da un presupposto, in parte, ma non del r u t t o , giustificato, secondo il quale la tesi di un Platone scettico si originata nell'Accademia a partire da Arcesilao e che q u i n d i , di necessit, la tesi di u n Platone scettico non p u che derivare dall'Accademia. Di q u i Bonazzi trae la convinzione che la tradizione scettica da cui la testimonianza dei Neoplatonici dipende sia quella della Quarta Accademia, e che i tratti p r o p r i di uno scetticismo radicale che essa presenta siano frutto di u n fraintendimento. La discussione sullo scetticismo di Platone, infatti, originatasi con l'interpretazione di Arcesilao, maturata in ambito accademico come un argomento di dissenso soltanto in u n periodo p i tardo, attestato dai dibattito sulla storia dell'unit delFAccademia apertosi tra Filone e Antioco. Sesto E m p i rico^ testimonia che anche Enesidemo aveva preso posizione nella discussione sulla legittimit di includere Platone nello scetticismo, confermando che il d i b a t t i t o non inizi prima del I secolo a.C. e che coinvolse Accademici e Pirroniani. Pertanto per valutare l'attendibilit della testimonianza dei Neoplatonici necessario individuare la fonte, le fonti, da cui essa dipende istituendo u n confronto con le testimonianze scettiche parallele sulla base del quale giudicarne la correttezza. Ed infatti questa la metodologia filosofico-critica seguita da Bonazzi, con la quale concordo, m e n t r e non ne condivido interamente le conclusioni. Mi soffermer d u n q u e a esaminare quelle testimonianze che esemplificano un diverso ap-

Cb.pyrrh. hyp. 1222-5, di cui si traccer inseguito.

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proccio filosofico-critico all'analisi delle fonti, rispetto a quello proposto da Bonazzi. 2. Una prova della scarsa comprensione della problematica scettica consiste nell'uso del t e r m i n e "efettico" che, secondo Bonazzi, nei commentatori neoplatonici non si riferisce solo ai Pirroniani, ma indica in m o d o confuso gli esponenti di entrambe le correnti dello scetticismo (p. 4 2 nota 9 2 e p. 152). Tuttavia se vero che per i Neoplatonici efettico non significa tout court pirroniano^, anche vero che ci sono contesti in cui "efettico" non designa certamente gli Accademici, come lo stesso Bonazzi conviene. Mi riferisco ad Anonym./ro/e^. in Plat. phil. 7, 1 1 - 1 8 , citato a p. 6 0 nota 9 e a p. 1 0 0 e nota 7. I Neoacademici (ol ) si distinguono dagli Efettici ( ) per il fatto che gli Efettici sostengono che <'epoche>'^ riguarda t u t t e le cose, mentre primi dicono che non riguarda tutte le cose, ma che ve ne sono alcune che inducono la nostra anima a un assenso moderato ( ). In questo passo, infatti, anche chiaro che gli Efettici e gli Accademici, essendo distinti q u a n t o alla denominazione, costituiscono per l'Anonimo d u e diverse scuole filosofiche. La distinzione tra le due scuole ulteriormente confermata dal diverso atteggiam e n t o nei confronti del e del problema dell'assenso, perch l'assenso moderato, che gli Accademici concedono, comporta necessariamente anche una diversa concezione delo e del rispetto agli Efettici. Ebbene, che suli'^ ci sia ampia discussione e dibattito tra Accademici e Pirroniani e che essa sia in qualche m o d o uti^ Cfr. Acadmici e Platonici cit., p. 42 nota pace H . TSMJ^,Scepticism ThePhilosophy of the Fourth Academy, Cambridge 1985, p. 72. Il cesto corrotto ed stato diversamente emendato: Donini, Westerink, Brittain. Bonazzi accetta . Tuttavia, come egli nea, non importante discutere quale delle tre proposte di emendazione perch il passo pur essendo corrotto, ha un significato chiaro. or Platonism? stesso sottolisia migliore,

lizzata da entrambi, testimoniato dal fatto che lo stesso Sesto non cos rigoroso nell'uso di perch non poche volte dichiara l'impossibilit di conoscere senza ambiguit^. Se d u n q u e l'Anonimo dei Prolegomena attribuisce a Platone la tesi dell', non significa che egli fraintenda ignori queste problematiche, dal momento che altre testimonianze di provenienza scettica attribuiscono questa tesi a Platone^. N o n c' dunque motivo di non concedere attendibilit all'Anonimo, q u a n d o afferma: Alcuni () spingendo Platone verso gli Efettici e gli Accademici ( LKo ^), sostengono che anche lui avrebbe professato l'incomprensibilit della realt; e cercano di stabilire questa interpretazione, partendo da certe espressioni che si trovano nelle sue opere (10, 4-7), perch, poco prima (7, 11-18), egli aveva distinto gli Efettici dagli Accademici proprio in relazione al problema del, p u r attribuendola a entrambi. Anzi l'Anonimo fornisce informazioni importanti sul significato che la tesi del aveva in Platone. Infatti l'interpretazione dell'Anonimo secondo cui Platone avrebbe rovesciato ogni forma di conoscenza "professando " difesa dai fautori dell'interpretazione scettica di Platone con argomentazioni che pongono l'accento sull'uso di un linguaggio non assertivo, intessuto di espressioni di dubbio che rendono avvertiti della cautela con cui Platone ha espresso il suo pensiero. E non u n caso

^ Anche i Pirroniani ammettono secondo quanto afferma lo stesso Sesto; cfi". pyrrh. hyp. I 26, e tutti i passi raccolti da K. JANCEK, Sextus Empiricm' Scoticai Methods, Praha 1972, p. 27 esgg. Quando n e f e u n uso tecnico, Sesto distingue due significati di in contrapposizione ai dogmatici, dk.pyrrh. hyp. 1-12, su cui cfr. E. SPINELLI, Capire ep<^lar iaro. Ricerca filosofica e pragmatica della comunicazione nelpirrmisrm antico, di prossima pubblicazione. Cfr. CIC. hue. 74. ^ Bonazzi ia notare che il testo ha una rasura tra e ', probabilmente da integrare con \) {Acadmi e Platonici cit., p. 61 nota 12). ^ Del resto anche Bonazzi conferisce una notevole attendibilit a questa testimonianza, vedi infra.

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che proprio sulla diversa giustificazione 06 si incentri la differenza tra le varie forme di scetticismo. Bonazzi ritiene che l'Anonimo non abbia compreso il senso delle argomentazioni con le quali la fonte scettica sosteneva lo scetticismo di Platone. Una prova del fraintendimento consisterebbe nel fatto che l'Anonimo dei Prolegomena riferisce che, per la fonte scettica, Platone nel Teeteto aveva rovesciato ogni definizione di conoscenza, mentre chiaro che le tre definizioni del Teeteto non esauriscono t u t t e le possibilit (p. 85). N u l l a tuttavia ci dice che i sostenitori dello scetticismo di Platone non ne difendessero lo scetticismo proprio con quella argomentazione e non ritenessero che l'importanza del Teeteto consistesse "nel suo apparente scetticismo", bens, come ipotizza Bonazzi, nel formidabile aiuto che esso forniva nella polemica antisensista contro eventuali avversari dogmatici e materialisti (p. 86). N chiaro per quale motivo dovremmo "stemperare la radicalit" della tesi che l'Anonimo attribuisce ai sostenitori dello scetticismo di Platone' se p r i m a non abbiamo individuato la loro appartenenza filosofica^. Per stabilire l'attendibilit dell'Anonimo necessario d u n q u e cercare di individuare la provenienza filosofica della fonte scettica. Utile a tal fine il confronto con un'altra importante testimonianza, l'anonimo Commentario al Teeteto di Platone. Bonazzi ricorda che il Teeteto, che lo star dialogue, come lo definisce J. Annas, di una interpretazione scettica della filosofia di Platone, occupa una posizione di primo piano anche per i dogmatici, che ne t r a g g o n o spunto per le loro controargomentazioni. La testimonianza del Commentario al Teeteto d u n q u e determinante perch registra l'esistenza del dibattito sullo scetticismo di Platone e ne riporta l'intero resoconto [...] articolandosi intorno all'obiettivo di affrancare Platone da ogni coinvolgimento con lo scetticismo (p. 95). Anzi il confronto tra il resoconto dell'anonimo Commentario del Teeteto, che mostra una conoscenza molto p i approfondita dello scetticismo, e quello dell'Anonimo t Prolegomena p e r m e t t e di cogliere i limiti della testi-

monianza di quest'ultimo e nel contempo di stabilire che le interpretazioni contro cui combattono i Neoplatonici non sono il risultato di costruzioni artificiose, ma corrispondono a interpretazioni storicamente sostenute (p. 88). Dal confronto fra queste d u e testimonianze quindi possibile avanzare anche qualche conclusione a favore dell'identificazione dei fautori dello scetticismo di Platone. Ebbene la quinta argomentazione a sostegno dello scetticismo di Platone, che l'Anonimo dei Prolegomena confuta, mostra evidenti punti d i contatto con la testimonianza dell'anonimo Commentario al Teeteto di Platone, con la quale intrattiene anche altre significative convergenze^. Infatti Socrate anche nel Commentario al Teeteto in modo analogo alla q u i n t a argomentazione dei Prolegomena in cui enuncia presentando la sua arte maieutica, si dichiara d'accordo con chi lo r i m p r o vera di non asserire mai nulla a proposito di alcunch perch egli privo di sapienza (p. 87). Ma l'elemento qualificante e d e g n o di nota che, c o m m e n t a n d o queste parole (Theaet. 1 5 0 C 4-7), l'Anonimo dichiara: a causa di simili affermazioni alcuni considerano Platone u n Academico, in quanto non avrebbe manifestato alcuna dottrina ( , col. Liv 38-43). Queste parole collegano esplicitamente lo scetticismo di Platone con l'istituzione dell'Accademia (p. 99) A questo p u n t o Bonazzi si serve della testimonianza dei Prolegomena (7, 11-18), di cui si gi discusso, attribuendole u n valore decisivo per individuare chi siano coloro che avrebbero p o t u t o definire Platone '. Poich nei Prolegomena i Neoaccademici si d i s t i n g u o n o dagli Efettici per concedere un assenso moderato, e la stessa posizione sostenuta negli Academica {Lue. 148) di Cicerone dai rappresentanti della Quarta Accademia", Bonazzi conclude che ci costituisce un
Queste convergenze vanno anche al di l del problema dello scetticismo di Platone {cit. ivi,"p.90). ' ' Metrodoro e Filone concedevano una sorta di assenso ptOwisotio [... ] Una sorta di

^ Cfr. anche ivi, p. 70.

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indizio preciso che le fonti deli'Anonimo risalgono alla Quarta Accademia. Se condivisibile che gli Accademici che nei Prolegomena sostengono l'assenso moderato si identifichino con gli Accademici di Lue. 148, non per condivisibile, a mio parere, la conclusione che Bonazzi ne trae, ovvero che ci costituisca un indizio preciso che le fonti dell'Anonimo risalgono alia Quarta Accademia, perch, come si visto, l'Anonimo d i s t i n g u e gli Accademici dagli Efettici, di cui sembra conoscere le posizioni. Dal confronto con Lue. 148 acquisiamo semplicemente Ja conferma che gli Accademici che sostengono un assenso moderato sono rappresentanti della Quarta Accademia, ma non necessariamente che siano costoro la fonte dell A n o n i m o . Ma, secondo Bonazzi, l'ipotesi che la fonte dellAnonimo sia la Quarta Accademia risulterebbe ulteriormente confermata dal confronto con un altro passo degli Academica di Cicerone {acad. I 46) in cui si legge una celebre presa di posizione a sostegno dell'interpretazione scettica di Platone'^. Ebbene, il problema dell'interpretazione scettica di Platone, ricollegandosi alla pi vasta polemica intorno all'esistenza di una tradizione platonico-accademica, comporta anche una conseguente interpretazione della tesi dell'unit della tradizione accademica. Se vero infatti che la tesi dell'unit della tradizione accademica condivisa da tutti gli Accademici a partire da Arcesilao e a finire con Filone, la sua interpretazione non per univoca. La tesi unitaria fu formulata per la p r i m a volta da Arcesilao, ma fu reinterpretata da Filone alla luce di uno scetticismo mitigato, senza considerare che Filone m u t atteggiamento passando da una fase pi rigorosamente scettica a una pi moderata. Lo stesso Bonazzi quando afferma che, calato nelle discussioni del suo tempo, Arcesilao si rivela maggiormente interessato al lato socratico della filosofa di Platone che all'unitariet della tradizione, implicitamente ammette che la tesi dell'unit deirAccademia non significa la stessa cosa

per Arcesilao e per Filone (p. 125). Di fondamentale importanza d u n q u e l'interpretazione scettica di Platone che emerge da Cicerone, acad. I 4 6 , che secondo Bonazzi, non si riferisce immediatamente^'^ (corsivo dell'A.) ad Arcesilao, bens alle polemiche sulla legittimit e sull'unitariet della tradizione scettico-academica (p. 126). Infatti possibile istituire un raffronto"* tra le argomentazioni a favore dello scetticismo di Platone nei Prolegomena e la descrizione dello scetticismo di Platone in acad. l 4 6 . Soltanto che nulla ci dice che acad. I 4 6 non si riferisca immediatamente aia posizione di Arcesilao, bens a quella di Filone, anzi il contesto in cui la testimonianza inserita n o n indica Filone, ma Arcesilao. I n f a t t i Cicerone, subito dopo aver illustrato al par. 45 la posizione di Arcesilao, enuncia la tesi dell'unitariet dell'Accademia: Hanc hcademiam novum appellant, quae mihi vtus videtur, si quidem Piatonern ex illa vetere numeramus ecc., quindi descrive lo scetticismo di Platone, e conclude concedendo che l'Accademia si denomini p u r e Accademia nuova, quae usque ad Carneadem perducta, qui quartus ab Arcesila fuit in eadem Arcesilae ratione permansit. La storia unitaria dello scetticismo dell'Accademia parte da Arcesilao e dalla sua interpretazione di Platone per finire con Cameade, che si tenuto fedele alla medesima posizione di Arcesilao! N u l l a detto di Filone. Se vero che la difficolt di attribuire con precisione questa celebre presa di posizione sullo scetticismo di Platone costituita negli Academica dall'intrecciar si della polemica tra Filone e Antioco con la ricostruzione della filosofia di Arcesilao e di Cameade, anche vero che Cicerone dichiara esplicitamente nel Lucullus di attenersi alle posizioni di Arcesilao e di Cameade. Nel caso di acad. I 4 6 ci ulteriormente testimoniato dal fatto che Cicerone estende soltanto a Cameade l'interpretazione in chiave scettica di Platone originatasi con Arcesilao. Ma pur ammettendo per un m o m e n t o che l'interpretazione di Filone della storia dell'Accademia fosse identica a quella di Arcesilao,

^iJTWOffZft^iiOjb stesso (di cui parlano iPw/e^^^ (/f/Vp 107). Cfr. ibid.'. Non neppure azzardato immaginare che questo collegamento avvenisse anche in relazione a Platone.

Questa precisazione importante per la tesi di Bonazzi secondo cui Filone la fonte scettica dell'Anonimo dei 'Prokgometa. Come giustamente fe Bonazzi, ivi, p. 130.

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dal confronto tra i Prolegomena e gli Academtca non avremmo acquisito che la testimonianza dell'Anonimo dei 'rolegomena dipenda dalla Quarta Accademia pi di q u a n t o non dipenda da Arcesilao. A questo punto diventa dirimente l'analisi della testimonianza dell'anonimo Commentario al Teeteto di Platone. A causa di simili affermazioni alcuni considerano Platone un Academic, in q u a n t o non avrebbe manifestato alcuna dottrina ( ), ebbene il discorso mostrer sia che gli altri Accademici, eccettuati davvero pochissimi, hanno professato d o t t r i n e , sia che c' un'unica Accademia, per il fatto che anch'essi hanno le loro principali d o t t r i n e identiche A quelle di Platone (col. LIV 3 8 - LV 7). L'affermazione che Platone "Academico perch n o n dogmatizza" pone l'accento sul fatto che Platone non afferma nulla dogmaticamente, sottolineandone l'atteggiamento scettico^^. A questa affermazione l'Anonimo invece contrappone la cesi che Platone dogmatizza e che l'Accademia u n a perch anche t u t t i gli altri Accademici, eccettuati pochissimi, professano le stesse dottrine di Platone, conferendo cos al termine "Academico" un significato esattamente inverso a quello della fonte scettica. Si pone d u n q u e il problema di identificare chi siano questi non meglio precisati che h a n n o definito Platone accademico e se costoro si identifichino con i pochissimi Accademici che non hanno professato dottrine. N o n vi dubbio, come ritiene Bonazzi (p. 209), che il termine ' sia usato dalla fonte dell'Anonimo per indicare l'appartenenza all'Accademia scettica. Tuttavia anche chiaro che il termine usato in un'accezione ristretta, a indicare colui che non dogmatizza su nulla, come conferma anche la precisazione che "davvero solo altri pochissimi Accademici non hanno professato dottrine". Di fondamentale importanza l'uso del verbo che ricorre in altri l u o g h i del commentario in relazione a problemi ri-

guardanti lo scetticismo. Se la fonte fosse accademica, essa dovrebbe essere d u n q u e posteriore a Clitomaco perch il suo l i n g u a g g i o appartiene a u n periodo il cui terminus ante quem Enesidemo, come indica non solo il verbo , che ricorre nell'estratto di Enesidemo in Fozio'^ e che non attestato prima dei dibattiti filosofici della -seconda met del I secolo a.C.^"', ma anche l'uso di elementi terminologici inconsueti, quali , , , tipici del linguaggio di Enesidemo'. Come ha rilevato Sedley, l'Anonimo si oppone a qualcuno che ha cercato di d i m i n u i r e il baratro tra Platone e Pirrone, interpretando lo scambio di b a t t u t e in Theaet. 151 E 2-5 come un segno dell'approvazione rivolta da Socrate a chi limiti le proprie asserzioni a enunciati su ci che attualmente a lui secondo un precetto tipico dei Pirroniani (p. 545). L'Anonimo obietta che Socrate non usa l'espressione nel senso pirroniano che non si deve asserire nulla in modo determinato ( c.v ), ma che a lui appare ( )'^. Per individuare la fonte necessario d u n q u e stabilire se esista una corrente di filosofi accademici scettici a cui possibile a t t r i b u i re il giudizio che "Platone Academico perch non dogmatizza" con u n linguaggio fortemente connotato da u n lessico neopirroniano, noto che nel II secolo d.C. un g r u p p o di filosofi accademici, i cosiddetti , il cui esponente principale Favorino d'Arelate, tentarono di minimizzare le differenze tra lo scetticismo accademico e lo scetticismo pirroniano. D u n q u e , Bonazzi ipotizza (p. 166) che a costoro poteva convenire sia di definire Platone accademico sia di attribuirgli i tratti del filosofo pirroniano^.
CFR. P H O T . I^ZH c o d . 2 1 2 p . 1 7 0 a l 7 ; c f r . F. DECLEVA C A I Z Z I , ?IM2I. Testimonian-

fid gre e latini, , Firenze 1995, p. 539, che osserva che il termine usato nello scesso significato di ANONYM, proleg. 10,4-6.

ze, Napoli 1981, p. 205; H. TKKBJJ^,TheDaeoftheArmyTnom 'In Theaetetum', Classica! QuaiterW, XXXIII (1983) pp. 169-70; D.N. SEDLEY, Commentarium cit., p. 539. '^Cfe.iw.p. 545, Cfr. coll. LXI 13 e 39-49. Sedley {ibid.) richiama il parallelismo tra ANONYM. comm. inPlat. Theaet. col 13, 39-40 e Enesidemo in P h o t . ^ Z ^ / . 170 a 17; cfr. DiOG. LAERT. IX106. ^^ Col. LXI 10-5. M. BONAZZI, Un dibattito tra Academici e Platonici t., p. 64, conclude che i so-

'""Se--

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L'ipotesi sembra a prima vista allettante, ma a u n esame pi approfondito emergono alcune difficolt^'. La prima che non risulta dalle testimonianze in nostro possesso che questa corrente accademica abbia interpretato Platone in senso scettico. Galeno, infatti, che la fonte principale di informazione su Favorino e gii Accademici , e che ha dedicato un'intera opera, il De optima doctrina, alla confutazione delle loro posizioni, non fa alcun cenno a una interpretazione scettica di Platone. Sappiamo che Favorino si era occupato di Platone, come testimonia il titolo dell'opera perduta , di cui p u r t r o p p o non possibile stabilire il contenuto^^. Anche le citazioni sparse tratte dai frammenti superstiti, p u r attestando u n interesse di Favorino per Platone, non permettono di giungere a conclusioni certe sulla sua interpretazione delia filosofia di Platone'^. noto che Galeno considerava l'importanza di
stenitori dell'interpretazione scettica di Platone presente nel commentario saranno da ricercarsi con maggiori probabilit tra quei filosofi pi aperti a un confironto con lo scetticismo irroniano, i ' attaccati da Epitteto e da Galeno. L'identificazione di Favorino coti la fonte scettica (per la cronologia di Favorino, cfr. A. BARIGAZZI, Favorino dArelate, introduzione, testo critico e commento, Firenze 1966, pp. 11-2) richiede che la datazione del commentario sia posta almeno nella prima met del II secolo d.C. Questa datazione stata contestata dagli ultimi editori del commentario, cfr. D.N. SEDLEY, Cornmentarium t. In particolare ID., Plato's 'Auciontas' and the Rebirth of the Commentary 'Tradition, in Philosophia Togata II, ed. by J. BARNES-M. GRJFFIN, Oxford 1997, p. 118, ha ribadito, tra gli argomenti a favore di una datazione anticipata alla met del I secolo aC., il forte interesse dell'Anonimo a riconquistare l'autorit di Platone ai dogmatismo e a strapparlo allo scetticismo, interesse che non proprio del platonismo successivo: He is stili acutely conscious of the preceding tradition of Academic scepticism, and fights hard to recapture the authority of Plato from the sceptical camp, which had either appropriated or suppressed it. Qintrastingly, there are few signs of this concern among subsequent Platonists. ^^ Tra le opere di Favorino, oltre al , tramandato dalla Suda, un rifrimeno implicito a Platone si potrebbe ricavare dal titolo di un'altra opera . . BARIGAZZI, Favorino dt., pp. 170-1, avanza l'ipotesi che il titolo , non sia completo, ma che, in analogia con alcuni titoli di altre opere di Favorino, potrebbe essere caduta la seconda parte, , che invece stata conservata come titolo di un'opera a s stante da Frinico. Se cos fosse, Barigazzi ipotizza che Favorino potrebbe rivolgere da un punto di vista scettico la critica alla dottrina platonica delle idee {contra M. hO^lAJJJ, Acadmi e Platoni t.,^. 167 nota 78, il quale osserva giustamente che questa ipotesi rimane tutta da dimostrare). ^^ Per questa ragione improbabile che quando Favorino nel De optima doctrina ne-

Platone in campo filosofico pari a quella di Ippocrate in campo medico, facendo di e n t r a m b i le sue massime autorit. Se d u n q u e fosse Favorino a definire Platone ', non sarebbe illegittimo aspettarsi che egli si fosse pronunciato a favore dello scetticismo di Platone, almeno in una delle opere di argomento scettico, citate da Galeno, come il ' , e che quindi Galeno avesse discusso e attaccato questa interpretazione^'^. N per giustificare il silenzio su Platone si p u invocare il pretesto che Galeno ignorasse le posizioni filosofiche espresse da Favorino, perch il De optima doctrina, attesta una conoscenza piuttosto approfondita delle opere di contenuto scettico e il ', in cui Galeno utilizza alcuni passaggi dell'opera ^"'', testimonia la sua familiarit con gli scritti di Favorino in generale. Ma ancora pi significativo il fatto che, proprio alla fine del De optima doctrina, Galeno introduce il parere di Platone, sua massima autorit, sulla funzione del maestro: la funzione del maestro quella di colui che, avendo visto p r i m a chiaramente l'intelligibile, deve guidare colui che pi debole di intelga la possibilit di comprendere l'evidenza dell'oggetto sensibile pi evidente di tutti, il sole, si riferisca al Teeteto, come ritiene M. BONAZZI, Un dibattito tra Acadmici e Platonici .,. 67 (il quale richiama a tal proposito GAL. io/Ji doctr. l , p . 179,7-8 Barigazzi). Pi veiosimile l'ipotesi che egU si riferisca a Cameade (di cui Favorino accusato di essere discepolo, cfr. ivi, pp. 1 8 1 , 2 , 1 8 - 1 8 2 , 2 , 5 Barigazzi), il quale attaccato a sua volta da Galeno per aver negato la cosa pi evidente di tutte, che due grandezze uguali ad una terza sono anche ugualifiraloro; cr. ivi, p. 181,2,11-6, e A.M. lOP^OLO, G li Accademici nel secondo selo dC., i<Mthexis,XV(2002)pp. 45-70. N l'interesse di Favorino per i problemi relativi alla teoria del dialogo, 0 le sue ricerche su Protagora (cfi:. M. , Academici e Platonid dt., p. 168) costituiscono un indizio che egli si fosse pronunciato pro contro lo scetticismo di Platone. Per la considerazione privilegiata che Galeno ha riservato a Platone, cfr. M FREDE, On Galen's Epistemology, in V. NUTTON, Galen: Probkms ami Prospects, London 1981, p. 70; PH. DE LACY, Galen's Platonism, American journal of Philosophy, x a i l (1972) p. 29, il quale rileva come per G^eno il rapporto con Platone non fosse mediato attraverso i Platonici e cita a tal proposito un passo tratto da De anatomids admistrationikis VI 13 ,11 p. 581 K., in cui egli si accomuna a Platone per autorit e poich entrambi mirano a r^giungere il massimo delie proprie capacit ^ Cfi:. Galien. Exhortation l'tude de la mdecine. Art mdicale, texte tabli et traduit par V. BOUDON, Paris 2000, pp. 12-4 e nota 20, la quale osserva che G^eno si ispira a passaggi dell'opera di Favorino, interpretandoli in senso opposto.

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letto verso la sua visione^^ II suo silenzio su un eventuale giudizio di Favorino su Piatone in questo caso non pu essere sottovalutato. La seconda difficolt che i sostenitori dello scetticismo di Platone appiattiscono senza esitazione il personaggio di Socrate su Platone, perch a parlare nel Teeteto Socrate^^. Questo "appiattimento" in contrasto con la tradizione accademica che dis t i n g u e nettamente Socrate da Platone a partire da Arcesilao^ fino a giungere allo stesso Favorino. La testimonianza di Plutarco nelVAdversus Colotem attesta che Arcesilao, distingueva il Socrate storico da Platone, p u r ponendo una stretta continuit di pensiero tra i due filosofi. La stessa conclusione si ricava da Cic. de orat. III 61, secondo cui lo scetticismo di Arcesilao deriva ex variis Platonis libris sermonibusque Socraticis. L'espressione ex variis Platonis libris sermonibusque Socraticis p o n e n d o una distinzione tra i dialoghi di Platone e i implica con ci stesso una distinzione tra il Socrate personaggio dei dialoghi di Platone e il Socrate storico^. In effetti non si deve confondere la stretta continuit f.losofica che Arcesilao poneva tra Socrate e Platone con l'appiattimento di Socrate su Platone, operato dalla tradizione pirroniana, per la quale Socrate semplicemente il portavoce di Platone, ruolo ben esemplificato da Socrate nella discussione sullo scetticismo di Platone negli Schizzi pirroniani di Sesto, di cui si parler tra breve.
De opt. char. 5, M. BONAZZI, Un dibattito tra Academici e Platonici cit., p. 66 nota. 102, rinvia, su questo argomento, ad ANONYM, comm. in Theaet. col. LIV 3 8 4 2 ; cfr. anche D.N. SEDLEY, Commentarum cit., p. 539. ^ Cfr. A.M. IOPPOLO, Socrate nelle tradizioni scetti-accackmica e pirroniana in G. GIANNANTONI-M. GIGANTE et al. (a cura di), La tradizione socratica. Seminario di Studi, Napoli 1995,pp. 89-123. ^^ Il passo del De oratore non dimostra, come afferma M. BONAZZI, Acadmici e Platonici cit., p. 167, che lo scetticismo di Socrate dedotto proprio dai dialoghi del suo pi grande allievo, e che l'interesse per il Socrate dei dialoghi, considerato il solo testimone attendibile del Socrate storico, non n casuale n marginale, ma riflette alcune caratterisciche salienti dei contesa) filosofico della prima et ellenistica {ivi, p. 12 3). A sostegno di questa tesi Bonazzi osserva {ibid nota 83) che tutta la sezione di de orat. ILI 59-68 sottolinea la centralit di Socrateprinceps dei filosofi (III 59) da cui tutti pretendono di discendere (III 61 ). Ma proprio la sua "centralit" rende ancora pi improbabile che il Socrate di cui si parla nel De oratore sia il Socrate platonico!

Favorino distingue Socrate da Platone, mostrandosi anche in questo u n seguace dello scetticismo accademico. Il mero esame dei titoli di alcune sue opere, rivela che egli concedeva un'autonomia filosofica a Socrate rispetto a Platone, come risulta anche dalle numerose citazioni di Socrate che si rinvengono nei frammenti superstiti delle sue opere. Egli aveva scritto un'opera, che non ci pervenuta, dal titolo ' ^. Lo scritto polemico di Galeno Contro l'opera di Favorino su Socrate ( ), di cui p u r t r o p p o rimasto soltanto il titolo, potrebbe avvalorare l'ipotesi che Favorino volesse ricondurre la sua posizione filosofica a Socrate p i u t t o s t o che a Platone^'. Se cos fosse, si spiegherebbe il carattere polemico dell'opera di Galeno, il quale doveva attaccare l'immagine del Socrate aporetico che l'Accademia scettica da Arcesilao in poi aveva delineato e che Favorino doveva aver caldeggiato^^. L'ipotesi che Favorino facesse discendere il suo scetticismo da Socrate avvalorata dal fatto che anche Plutarco^^, maestro di Favorino, difendendo neVAdversus Colotem Socrate dagli attacchi di Colore, delinea, accanto a un Socrate, fautore di u n dualismo fra il m o n d o sensibile e quello intelligibile,

J. OPSOMER, InSeanh ofthe Truth. Academic Tendencies in Middle Platonism, Brssel 1998, p. 236 nota 92, ipotizza che il contenuto di quest'opera sia affine alla prima Quaestio platonica di Plutarco, in cui elementi aporerici e zetetici sono fusi in modo armonico con ' di Socrate. ^ ' significativo che Galeno non polemizzi invece contro l'opera . J. OPSOMER, ivi, p. 236, sottolinea, come l'attacco di Galeno, combinato contro Socrate e Favorino, allows us to conclude that Favorinus, in good Academic tradition and like Plutarch, has associated his philosophy with the name of Socrates. ^^CFR. A. BARIGAZZI, Favorino dt.178, Inoltre bisogna tener presente che Favorino cita molte volte Socrate nelle sue opere, dai. Cmmentari alla Storia varia, dal De exilio alla Corinthiaca, ponendosi in alcuni casi come l'unica fonte di alcune notizie biografiche su di lui (cfir. DIOG. LAERT. 38 = fr. 63 Barigazzi), e nello scesso tempo mantenendo un atteggiamento di grande considerazione e stima nei suoi confronti, cfr. A. BARIGAZZI, Favorino cit., p. 76. Anche AUL. GELL. 1,3: cum Favorinus de fortitudine eius viri {seil. Socra^ tis) ut pleraque disserens attigisset..., lascia intendere che Favorino ne doveva parlare spesso. ^^ Per le differenze tra la posizione filosofica di Plutarco e quella di Favorino, cfr. A.M. IOPPOLO, Gli Accademici cit.

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un'immagine di Socrate molto vicina alle posizioni di Arcesilao, in accordo alla tradizione interpretativa dell'Accademia scettica^^ 3. A questo p u n t o credo che sia o p p o r t u n o considerare l'ipotesi che la fonte dell'Anonimo possa essere proprio Enesidemo. Bonazzi obietta che il l i n g u a g g i o utilizzato dalia fonte scettica non proprio dell'et ellenistica, come indica l'uso di , ', che non sono attestati in un significato tecnico prima del secolo d.C. Ma anche se l'uso tecnico di compare nel lessico filosofico p i tardi, il termine ricorre nelle fonti anche prima del secolo d.C. a designare genericamente i seguaci di Platone^^. Ci dipende dal fatto che esisteva una vera difficolt a distinguere con chiarezza tra i Platonici e gH Academici dal momento che entrambi non avevano un atteggiamento univoco nei confronti dell'Accademia scettica^^. Un caso esemplare costituito
Cfr. PLUTARCH, adv. Col. 1117 F-1118 B. Fermo restando che Plutarco, quando parla in prima persona, fornisce u n ' i m m a g i n e di Socrate pi consona alla sua interpretazione del platonismo, egli non contesta tuttavia come priva di fondamento l'analogia, istituita da Colote, tra la posizione di Socrate e quella di Arcesilao, m a si muove sullo stesso terreno di Oslote, perch evidentemente anche la fonte accademica autorizzava quell'analogia; cfr. A.M. LOPPOLO, La posizione di Plutarco nei nfmiti dello scetticismo, in I. GALLO (a cura di), La hihlioteca di Plutar, Atti del EX Congresso Plutarcheo, Napoli 2004, pp. 289-310. Anche J. ^KS:m^,Soa-atic Scepticism inPlutar's 'Adversus Colotem', Elenchce, XXIII (2002) p. 354, rileva la presen2a riYAdvmm Colotem di d u e tradizioni di interpretazione socratica: One views Socrates through Arcesilaan eyes as someone unsure of the truth of each sense-impression and therefore prepared to suspend judgem e n t in the absence of certainty. A second sees Soaates' scepticism as the result of what we may call a Platonising view of the overall metaphysical status of the sensible world itself. Cfr. anche J . OPSOMER, In Sear of the Truth at., p. 236. ^^ Il termine Platonicus, inteso nel senso di discendente di Platone utilizzato da ClC. de fiat. deor. I 72-3; deoff.\2.ln ogni caso, a m i o parere, non possibile stabilire la datazione dell'Anonimo in base all'uso dei termini "Platonico" e "Academico", ma, soltanto dopo aver stabilito la datazione dell'Anonimo sulla base di elementi contenutisrici e lessicali probanti, si pu inferire se egli utilizzasse questi termini in senso tecnico. ^^ Cfr. J. GLUCKER, Antious and the Late Academy, Gttingen 1978, p. 207; M. FBDE,Nmmiiis, in ANRW, II 36, 2 (1987) p. 1040. H . DRRIE, Der Piatonismus in der Antike, Bd. V.Diegeschichtlichen Wun:elndes PLtonisnm,Stattg'm-'S>Cannsta.tt 1987,p. 4, afferma che nel I secolo aC. nasce al d i fuori dell'Accademia "un nuovo inizio" del platonismo che comporta anche l'adozione di una nuova denominazione. , per designarne i rappresentanti.

da Plutarco^^, il quale p i volte sottolinea di aver ricevuto la sua educazione nell'Accademia, tanto da reputarsi legittimamente erede di Platone e seguace dell'Accademia^^. Quanto all'uso di accademico nel senso di scettico esso frequente negli Academica di Cicerone e non ci sono ragioni valide per ipotizzare che Enesidemo, sia che fosse che non fosse stato m e m b r o dell'Accademia scettica, n o n se ne potesse volesse servire^^. Ma a favore della tesi che la fonte del giudizio sullo scetticismo di Platone sia accademica stato addotto l'uso in un senso debole del verbo (verbo di capitale importanza per la gnoseo-

Cfr. P I . DOMINI, Plutarco, Armmio e lAaidmia, in F.E. BRENK-I GALLO (a cura di), Miscellanea Plutanhea, Atti del Convegno di Studi su Plutarco (Roma 23 novembre 1985), Ferrara 1986, p. 103; ID., L'eredit academica e i fondamenti ddplatonismo in Plutar, in . Onim: e amicizia, Omaggio a F, Romano, Catania 2002, p. 249. Cfr. PLUTARCH, adv. Col. 1107 F, Plutarco aveva u n circOio di amici che si consideravano accademici e platonici allo scesso tempo. E molto probabile, come stato ipotizzato da P.L. D0NE>I, Plutarco, Ammonio e l'Academia cit., pp. 97-110, che anche la scuola del platonico Ammonio, maestro di Plutarco, fosse chiamata Accademia. Cfr. D. BABUT, DU scepticisme au dpassement de L raison, in Parerga. Choix d articles de Daniel Bahut (1974-1994), Lyon 1994,pp. 549-81; cfr. anche J. OPSOMER,/ W c of the Truth cit., p. 2 0 e sgg., che si mostra critico verso la tesi troppo estremista della completa estinzione della filosofia della Nuova Accademia. Il fetto poi che non ricorra in Plutarco l'uso del termine non ha u n valore decisivo per escludere che egli si sia servito di questo termine: il catalogo di Lampria ci ha conservato almeno 8 titoli di opere in cui Plutarco svolgeva esplicitamente il tema delio scetticismo e il problema dell'unit della tradizione platonica. Il naufragio di queste opere, in cui egli avrebbe ponito ragionevolmente utilizzare il termine , non ci permette quindi di avere u n quadro esaustivo n del suo atteggiamento nei confronti dello scetticismo accademico, n dei suoi usi linguistici. ^^ N o n credo si possa dedurre che Enesidemo non si sia servito del termine ', perch nell'estratto di Fozio ricorre la perifrasi ol ' e soltanto quando Fozio riassume con parole proprie ricorre il termine ' (cfr. F. DECLEVA CA1Z7.I, Sesto e gli Scettici, in Sesto Empirico e il pensiero antico, Elenchos, XIII (1992) p. 285 nota 13, e M. BONA7Z, Un dibattito tra Accademici e Platonici cit.), dal momento che il termine ', ricorre con il significato di scettico gi in Cicerone, cr.Luc. 1 2 , 1 7 , 2 9 , 7 0 . Inoltre nei paragrafi dedicati da Sesto in/^ti^A hyp. lalle differenze tra la filosofa pirronana e le 0C50l (che con molta probabilit hanno come fonte Enesidemo, cfr. A.M. lOPPOLO, Sesto Empirico e lAccademia scettica, in Sesto Empirico cit., Elenchos, XIII (1992) pp. 169-99), si incontra u n a presenza molto concentrata, rispetto all'intera opera di Sesto, dell'aggettivo ', nel senso di appartenente all'Accademia scettica; cfr. F. DECLEVA CAIZZI, Sesto cit., nota 12.

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logia pirroniana), per esprimere p i u t t o s t o una cautela filosofica, nel senso di una fiduciosa asserzione di una credenza, in m o d o da mantenere un'adeguata distinzione tra il platonismo e il pirronismo suo rivale. Il verbo p o t r e b b e essere stato usato da filosofi accademici impegnati a dimostrare che nei dialoghi di Platone non mancano inviti alla cautela ed espressioni di d u b b i o , e non nel senso di un attestazione del fenomenismo enesidemeo'^. P u r ammesso che questa sia un'interpretazione corretta del , essa n o n ha una rilevanza decisiva per l'identificazione della fonte, perch bisognerebbe dimostrare che i fautori dello scetticismo di Platone, se fossero Pirroniani, vorrebbero fare di Platone un pirroniano. In altri termini, l'equivoco sorge perch si assume, che la fonte scettica, se fosse pirroniana, n o n potrebbe, n vorrebbe, operare l'equazione accademico =scettico, perch tale qualifica spetta solo ai Pirroniani. Ha ragione Bonazzi che la tesi che Platone accademico perch non dogmatizza viene esplicitamente ricondotta nell'alveo deirAcademia''^ E infatti gli avversari dell'Anonimo non vogliono fare di Platone un pirroniano, ma anzi, come recita la lettera del testo, i n t e n d o n o distinguerlo dal pirronismo affermando a p p u n t o che accademico"*^! La connotazione di accademico, come ha i n t u i t o Tarrant, anzich sottolineare il pirronismo di Platone ne afferma la differenza. La precisazione infatti che lo scetticismo di Platone di matrice accademica p o t r e b b e appartenere a qualcuno interessato a evidenziare le differenze tra le due correnti dello scetticismo'^, e che si ponga da u n p u n t o di vista ester-

no all'Accademia''^. Ma se cos, quest'affermazione non compatibile con l'ipotesi che la fonte sia Favorino, perch Favorino non aveva alcun interesse a sottolineare le differenze tra lo scetticismo pirroniano e quello accademico, ma semmai ad annullarle'*^. significativo che egli non solo accomuni gli Accademici e i Pirroniani, denominandoli con gli stessi titoli , , , ma attribuisca il titolo di anche agli Accademici'*^, in contrapposizione all'uso pirroniano, proprio di Sesto, che riserva quel titolo soltanto ai Pirroniani. Se d u n q u e si esclude Favorino come fonte dell'Anonimo commentatore del Teeteto, l'uso di u n linguaggio cos fortemente connotato dal neopirronismo impedisce certamente di identificare la fonte in u n rappresentante della filosofa della Quarta Accademia. Del resto scrive lo stesso Bonazzi, che in generale, l'immagine di Platone che si delinea sembra caratterizzarsi per u n o scetticismo radicale, anche se, ad una lettura attenta, non mancano perplessit sull'attendibilit e sulla coerenza di una simile ricostruzione (p. 63) Restano due possibili alternative, identificare i fautori dello scetticismo di Platone in imprecisati seguaci dello scetticismo accademico'*^, a t t r i b u e n d o il giudizio su Platone a quei "davvero pochissimi Accademici" di cui parla l'Anonimo commentario del Teeteto, oppure prendere in considerazione l'ipotesi che la fonte scettica
'*'* Mi sembra meno probabile invece l'ipotesi di H. TARRANT, ivi, p. 72, che "Academico" fosse impiegato in un certo periodo per definire lo scetticismo di Platone, dal momento che, per quanto io ne sappia, non esiscono altre attestazioni di questo uso. Cfr. AUL. GELL. wet. att. XI 5, 6 =FR.2 6 Barigazzi; Vetus autem quaestio et a multis scriptoribus tractata, an quid et quantum Pyrrhnios et Academicos philosophas intersit. Utrique enhn , , ^ Barigazzi legge , ma a fevore di , cfr, pyrrh. hyp. I 7. Sull'uso del termine cfr. G. STRIKER, Sceptical Strategies, in M SCHOFIELD-M. BuiliTYEAT-J. BARNES (eds), Ooubt and Dogmatism: Studies in Hellenistic Epistemology, Oxford 1980, p. 54 n o t a i . M. BONAZZI, Acadmid e Platonici cit., p. 153, afferma: Dietro all'anonimo commentario non si cela Enesidemo, ma, al pi, degli Academici accenci alle sue innovazioni filosofiche. Non risulta cutcavia che ci siano stati Accademici che abbiano lasciato tracce filosofiche significative oltre agli Accademici il cui esponente principale Favorino. Ma, come si cercato di dimostrare, non abbiamo alcun indizio che costoro interpretassero Piatone in chiave scettica.

D . N . SEDLEY, Commentarium cit., p . 5 4 6 .

"" Cos M. BONA7ZI, Acadmici e Platoni cit., p. 147, sulla scorta di Sedley, che si mostra pi dubbioso. ^^ Questo aspetto sottolineato da H . TAKRANT, The Criterion "By the Agency of Whi": Anon, in Theaet. Fr. D, in Papiri filosofici cit.^ p. 91: Anon, knows the thesis chat some make Plato 'Academic' on the grounds that he dogmarically affirms noching (54, 38-43), but the very precision of this cerm suggests chat this view denied that he was 'Pyrrhonist'. CFR. ID., Scticism or Platonism? cit., p. 73, quale osserva che se i fautori dello scetticismo di Platone fossero Accademici, ci si aspetterebbe che l'Anonimo li includesse ffa quei pochissimi Accademici che non hanno professato dottrine.

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sia Enesidemo. A rendere plausibile questa seconda ipotesi c' la testimonianza di Sesto Empirico che in pyrrh. hyp. I conferma che Enesidemo intervenne nel dibattito sulla legittimit di includere Platone nello scetticismo: Della questione se egli {sd. Platone) sia "puramente scettico" ( ) trattiamo pii estesamente nei Commentarti ( ovcnv), m e n t r e adesso in una esposizione sommaria, diciamo*^' ( ) [...] ed Enesidemo sopratturo costoro f u r o n o infarti sostenitori di questa posizione ( )^ - che quando Platone fa affermazioni ( ) intorno alle idee alla esistenza della provvidenza intorno al fatto che una vita virtuosa preferibile a una vita accompagnata dal vizio, se assente a queste cose come se esistessero, dogmatizza ( , ), se aderisce a esse come pi probabili ( ), poich preferisce una cosa ad un'altra in base a credenza a mancanza di credenza ( ) si allontana dal carattere scettico ( < )^'. Il testo corrotto e non dato sapere se i due filosofi citati da Sesto, di cui soltanto il nome di Enesidemo conservato^^, sosteL'uso del presente fa pensai-e che si tratti di u n lavoro la a i i stesura contemporanea oppure molto prossima a pyrrh. hyp., cfr. F. DECLEVA CAIZZI; Aenesidemis atid the Acackmy, Classical Quarterly, XLII (1992) . 186 nota 42; Annas e Barnes {Sextus Empiricus. Outlines of Scepticism, translated by J . ANNAS-J. BARNES, Cambridge 1994, p. 4 8 nota 241) ritengono che i Commentari a cui qui Sesto allude are the work of which M VII-XI is the torso. i codici; Bekker. Si discusso sul significato del termine crraca, ma il senso quello di posizione filosofica; cfr. J, MANSELO,Aenesimus and the Academics, in L. AYHES (ed.), The Passionate Intdlect, N e w Brunswick-London 1995, p. 241. ?ynh. hyp. 1222. ^^ Quanto al nome tramandato accanto a quello di Enesidemo, la maggior parte degli interpreti ritiene che sotto la corruzione si possa leggere Menodoto; ntra . DEICHGIIABER, Die griechische Empirikerschule. Sammlung der Fra^nenteundDarstellung der Lre, vermehrter N e u d m c k Berlin-Zrich (Berlin 1930), p. 266 nota 2, seguito ora anche da L. PERIIII, Menodoto di Nicomedia. Contributo a una storia galeniana della mediana empirica, Mnchen-Leipzig 2004, pp. 106-7, il quale ipotizza inoltre che la lacuna potrebbe essere p i ampia, di u n rigo a fine pagina anche pi. Recente-

nessero negassero lo scetticismo di Platone. Infatti p o t e n d o la preposizione reggere tanto il genitivo q u a n t o l'accusativo, gli emendamenti proposti h a n n o presentato due soluzioni opposte egualmente plausibili su un piano testuale: <> Alvcov, "contro l'opinione di Menodoto e di Enesidemo", oppure <> Avc.ov, "secondo l'opinione di Menodoto e di Enesidemo", Recentemente le possibilit di emendazione del testo si sono arricchite della correzione suggerita da Emidio Spinelli, <ol > , "come Menodoto ed Enesidemo", che da un p u n t o di vista paleografico migliore rispetto a <>^^, ma che sul piano interpretativo si colloca accanto a coloro che emendano il testo in . Poich tuttavia non c' certezza che il testo fosse cos costituito"'^, qualsiasi tentativo di soluzione non pu che di-

mente J. BRUNSCHWIG, Hrodote deTarse, in R. GOULET (d.), Dictionnaire des Philosophes Antiques, Suppl., Paris 2003, p. 106, ha indicato la possibilit di un'altra correzione; <> TCpi , che fino ad oggi, per quanto io ne sappia, non srata proposta da altri. Anche Pappenheim, e Deichgrber, avevano suggerito la possibilit di leggere il nome di Erodoto, e correggevano . Ma la correzione giustificata pi dal fatto che Erodoto stato maestro di Sesto che da u n punto di vista paleografico in quanto anche la versione latina di secundum permindotum fornisce maggiori credenziali alla correzione : cfr, E. SPINELLI, Sextus Empiricus, the Neighbouring Philosophies and the Sceptical Tradition, in J. SiHVOLA (ed.), Ancient Scepticism and the Sceptical Tradition, Helsinki 2000, p. 38. J. DttXON, ree. ad A. BRANCACa (a cura di), Antichi e moderni mila filosofa di et imperiale, Napoli 2 0 0 1 , Btyn Mawr Classical Review, 2004. 08.19, a proposito del contributo di L. PERJLLI, Menodoto di Nicomedia e i principi della mediana empirica, pp. 267-97, rileva che in pyrrh. hyp. 1222 a proper name is needed, to go w i t h Aenesidemus; Menodotus is known to have written a large work on empiricism; and this passage would place h i m among those, such as Aenesidemus, who claimed Plato as a sceptic, which would serve to annoy Galen; L. FERILLI, ribadisce lo stesso punto di vista anche in Menodoto diNicomedia. Contributo cit., pp. 105-24; su cui contra ree. di G. DYE, Bryn Mawr Classical Review, 2004.12.20. Per l'analisi delle posizioni relative alle varie proposte di emendamento, cfir. E. %V^mil,Sexius Empiricus cit.,37-9. Gli argomenti relativi all'aja/ scribendi di Sesto non hanno un valore conclusivo, perch se veto che la formula + nome proprio compare in ^/. math. VII 173 e 176, mentre + nome proprio un hapax, come rileva Spinelli (con il q u a l e concorda M, BONAZZI, Academici e Platonici cit., pp. 15 3-4), non si p u escludere la presenza di questa formula in qualche altro luogo del corpus sestano, che non possediamo interamente, Qualora il senso del passo poi deponesse a favore della tesi che Enesidemo si schie-

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pendere dal significato del contesto in cui il passo inserito^^ Esso dipende d u n q u e da una analisi della s t r u t t u r a logica e filosofica dell'intero argomento che si estende fino al par. 2 2 5 . Sesto dichiara di aver discusso diffusamente nei Commentari della questione se Platone sia , e di riassumere qui le argomentazioni di cui plausibilmente egH si era gi servito in quell'opera. Ebbene, come ha notato Carlos Lvy^, la logica interna del passo vorrebbe che se Enesidemo e Menodoto fossero le autorit a cui Sesto si appoggia, egli li nominasse q u a n d o si riferisce ai Commentari, in cui ha t r a t t a t o pi diffusamente l problema dello scetticismo di Piatone, e non q u a n d o si riferisce alla sua esposizione sommaria, ovvero d o p o la clausola restrittiva ( ). Questa ipotesi, a mio parere, rafforzata dall'uso dell'espressione , che rinvia nel suo significato pi immediato alla tesi di coloro che ritengono Platone "puramente scettico", poich normalmente il dimostrativo si riferisce a ci che precede. Se ci attenessimo d u n q u e alla ricostruzione logica pi diretta del paragrafo 2 2 2 , d o v r e m m o ammettere che Sesto indicherebbe in Enesidemo e Menodoto coloro che h a n n o sostenuto la tesi che Platone . Poich, tuttavia, l'esame delia s t r u t t u r a logica del passo n o n sufficiente di per s a stabilire la posizione dei sostenitori dello scetticismo di Platone, necessario procedere all'analisi filosofica. Bonazzi ritiene che l'ipotesi di un accordo tra Enesiderrio e Sesto funziona anche da un p u n t o di vista filosofico, poich inquadra la polemica contro l'eventualit dello scetticismo di Platone nel contesto p i ampio della polemica contro l'Accademia scettica
rava contro l'interpreta2!one scettica di Platone, la proposta di correzione di Spinelli, in quanto conrisponde all'/; smbendi di Sesto ed anche pi soddisfacente da u n punto di vi5ta paleografico (ct:. E. SPINELLI, Sixtus Empiricus cit., p. 39), deve essere, a mio parere, preferita alla fiarmula + nome proprio. Cfr. W. GRLER, lterer Pyrrhmismus, in Gnmdriss der Geschichte der Philosophie, Basel 1994, p. 840; P. WOODRUFF, Aporetic Pyrrhonism, Oxford Studies in Ancient Philosophy,VI (1988)p. 167. Cfr. C, LVY, PyrrhonfEnmdme et Sextus Empiricus, in A. BRANCACCI (a cura di), e moderni dt.,. 312.

(p. 154). A favore di questa interpretazione c' il fatto che Sesto confuta la tesi dello scetticismo di Platone con un'argomentazione di cui si era servito lo stesso Enesidemo contro i Filoniani, nell'estratto di Fozio^^. Un fatto certo: per Sesto la filosofa di Platone, comunque la si interpreti, non p u essere considerata affine allo scetticismo, in quanto si colloca all'interno del vero e p r o p r i o dogmatismo, oppure all'interno del probabilismo, che agli occhi di Sesto un'altra versione del dogmatismo, e q u i n d i si muove inesorabilmente all'interno del . Sesto attacca infatti la tesi dei sostenitori dello scetticismo di Platone con questi argomenti: se Platone assente a t u t t o ci che egli ha affermato intorno alle Idee e ad altre dottrine come se fossero una realt, dogmatizza (), ma se vi assente come a cose pi probabili ( ), poich preferisce () una cosa a un'altra, rispetto alla credibilit alla mancaiiza di credibilit ( ), si allontana dai carattere scettico. Il problema di stabilire se questa sia l'argomentazione con cui Enesidemo e Menodoto confutano lo scetticismo di Platone, se, invece, questa sia l'argomentazione che Sesto oppone alia loro tesi. A tal fine necessario seguire lo sviluppo dell'intera argomentazione che si conclude al par. 2 2 5 . Al par. 2 2 1 Sesto introduce la discussione sull'affinit della filosofa di Piatone con lo scetticismo, mostrando che su questo problema c' u n ampio dissenso. Infatti alcuni hanno descritto Platone come dogmatico, altri come aporetico (), altri come in parte aporetico e in parte dogmatico^^ E invero nei dialoghi a scopo di esercitazione ( ) q u a n d o presenta Socrate m e n t r e scherza con alcuni ( ) combatte contro i Sofisti ( ) dicono che egli ha u n carattere esercitatorio e aporetico ( ), mentre u n carattere dogmatico q u a n d o fa affermazioni parlando seriamente per bocca di Socrate, di Timeo, di taluni altri.
" Cfr. PHOT. hihl. 170 a 17-21, di cui si ttaaerpi avanci. Cfr. DiOG. LAERT. m 5 1 : , ' .

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Al par. 2 2 2 , Sesto dichiara esplicitamente di non voler discutere l'interpretazione di coloro che attribuiscono un carattere misto alla filosofia di Platone: In merito a coloro che dicono che Platone dogmatico sotto un certo aspetto dogmatico, sotto u n altro aporetico, sarebbe superfluo parlarne ora ( ): essi stessi infatti ammettono la differenza rispetto a noi. Al par. 2 2 3 Sesto prosegue: E anche se (Piatone) si esprime alla maniera scettica ( ) quando, come essi dicono, si sta esercitando (, , ), non per questo sar u n o scettico ( ). Ebbene, se ora Sesto si riferisce ad alcuni che h a n n o difeso lo scetticismo di Platone ricorrendo al fatto che egli si esprime alla maniera scettica q u a n d o , non p u certo riferirsi a coloro che ritengono che la filosofia di Platone ha un carattere misto, non solo perch, per loro esplicita ammissione, costoro riconoscono la differenza con lo scetticismo^^ ma soprattutto perch lo stesso Sesto ha dichiarato che "sarebbe superfluo parlarne ora". Ebbene, poich Sesto al par. 2 2 1 ha i n t r o d o t t o soltanto tre possibili interpretazioni di Platone, di cui una quella di coloro che lo hanno definito , costoro e coloro che ritengono Platone non possono che essere lo stesso gruppo di persone. E possibile, come ritiene Bona2zi^, che l'espressione sia la traduzione a opera di Sesto del termine , che viene

usato da Enesidemo^'. Ma se cos, l'ipotesi che Sesto qualifichi con l'espressione il giudizio di Accademici che avrebbero difeso lo scetticismo di Platone sulla base del probabilismo insostenibile, oltre che per le ragioni appena esposte, anche per il radicalismo concettuale implicito in quella espressione, che non si addice certo al m o d o in cui Sesto riporta, qui e altrove, la posizione filosofica della Q u a r t a Accademia'^^. I sostenitori dello scetticismo di Platone, l u n g i dall'affermare che Platone si esprime secondo il linguaggio della Quarta Accademia, contro il quale avrebbero ragione le controargomentazioni di Sesto, utilizzano le argomentazioni che Sesto ha esposto al par. 221, per giustificare il carattere aporetico della filosofia di Platone, che per i sostenitori del carattere misto riguardano invece solo un aspetto della filosofia di Platone. I sostenitori del Platone aporetico, infatti, non ne difendono lo scetticismo con l'argomentazione che preferire una cosa rispetto a un'altra sui piano della credibilit della mancanza di credibilit sia sufficiente a qualificare qualcuno come scettico, bens fanno leva sul fatto che nei dialoghi Platone presenta Socrate "mentre scherza con alcuni combatte contro i Sofisti", e q u i n d i non parla seriamente, ovvero non dogmatizza. Sesto n o n disposto ad accettare questa interpretazione, perch ritiene che nel di Platone rientri anche l'atteggiamento di chi preferisce una cosa a un'altra in base alla credibilit alla mancanza di credibilit. L'insistenza di Sesto su questo p u n t o presuppone che coloro che considerano Platone puramente scettico non accettino il p u n t o di vista che "preferire una cosa a un'altra in base alla credibilt alla mancanza di credibilit" possa

^^ Diogene Laerzio (III 49) illustra una divisione dei dialoghi di Platone molto vicina alnetetazione di coloro che scorgono in Platone due tipi di filosofia, dogmatica e aporetica, ma Diogene Laerzio non collega questa divisione alla tematica su scetticismo non scetticismo; cfr. F. DECLEVA CAI77T, Amesiderrmandthe Academy, cit., p. 186 nota 40, la quale fe rilevare che la loro pizione in D iogerie Laerzio corrisponde all'ceservazione di Sesto che costoro non intendono accostare Platone allo scetticismo. M. 02, Acadmki e Platonici cit., p. 158 nota, si appoggia al jxirere di Spinelli.

Sull'uso di COTOpTjnKdapartedi Enesidemo, vedi infra. ^^ D.N. SEDLEY, Corronmtariiem cit., pp. 545-6, ia. rilevare che nell'uso di Sesto "scettico" indica sempre "pirroniano" e che quindi probabile che Sesto si riferisca a una zione interna alla scuola pirroniana, ma che la corruzione del passo non permetta di stabilire se questa corrente includesse Enesidemo. Pur accettando questa ipotesi, resterebbe la difFicolt di spiegare perch mai questa corrente pirroniana difenderebbe lo scetticismo di Platone alla luce del probabilismo!

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qualificare qualcuno come "puramente scettico". E questa opinione certamente condivisa da Enesidemo. Ebbene, il fatto che Sesto presenti la posizione di Platone all'interno della prospettiva / e q u i n d i strettamente connessa a quella della Quarta Accademia risponde a una ben precisa strategia dialettica. Sesto sta opponendo alle argomentazioni di Menodoto e di Enesidemo il fatto che l'unica difesa possibile di Platone sia quella di attribuirgli affermazioni sulla base del probabile. Chi dogmatizza infatti intorno a una cosa sola ( ), preferisce una rappresentazione a un'altra in modo assoluto in base alla credibilit alla mancanza di credibilit ( ), fa affermazioni intorno alle cose oscure ( ), dogmatico q u a n t o al carattere, come manifesta anche T i m o n e ( ) attraverso le cose che dice su Senofane^^. Sesto ritiene d u n q u e che il non escluda n l n il preferire un'opinione a un'altra in base alla credibilit alla non credibilit, n il fare affermazioni intorno a cose oscure, che sono t u t t e caratteristiche distintive dei dogmatico. Egli, dopo aver enumerato t u t t e le caratteristiche negative del dogmatismo s o t t o cui ricade la filosofa di Platone, richiama il giudizio di T i m o n e su Senofane'^ per spiegare in che cosa consiste la . Il senso di questo richiamo sta nel contrapporre il vero significato di , che consiste nel rifiuto di ogni d o g m a soppesando le opinioni senza mai inclinare verso l'una verso l'altra, alla pretesa dei sostenitori dello scetticismo di Platone che lo pongono nel . Se Sesto sente d u n q u e la necessit di riferirsi ora all'autorit di Timone, perch non solo egli non d'accordo con la concezione dello scetticismo dei sostenitori di un

Platone scettico^^, ma evidentemente perch T i m o n e rappresenta un'autorit anche per loro, altrimenti il richiamo a Timone avrebbe scarso significato. N o n a caso infatti egli si i m p e g n a in una i m p o r tante digressione nella quale espone la critica di Timone a Senofane. Senofane definito da Timone e non perfettamente ^, perch ha dogmatizzato sulla s t r u t t u r a della realt e sulla natura della divinit. La critica di Timone a Senofane dimostra quale sia la differenza t r a l'autentico atteggiamento scettico e la concezione erronea dello scetticismo, inteso come , proprio di coloro che ritengono Platone , come sottolineano le parole con cui Sesto ritiene di aver concluso una volta per t u t t e la confutazione della tesi dei sostenitori dello scetticismo di Platone al par. 2 2 5 : E chiaro d u n q u e da q u a n t o abbiamo detto che anche se Platone solleva aporie intorno ad alcune questioni ( ), poich in altre egli appare fare affermazioni sull'esistenza di cose oscure preferire alcune cose oscure ad altre in base alla credibilit, egli non sar u n o scettico. Le parole con cui Sesto conclude la discussione della tesi dei sostenitori delio scetticismo di Platone dimostrano, da un p u n t o di vista logico, che l'argomento sul quale costoro fondavano la loro tesi non era che Platone giustifica le sue opinioni alla luce del probabile, bens il fatto che Platone solleva aporie (). A giudicare dal tono dell'argomentazione e dal l i n g u a g g i o non sembra quindi che i sostenitori dello scetticismo di Platone siano rappresentanti della Quarta Accademia. Per Sesto non sufficiente n n sollevare aporie per essere degli autentici scettici, perch basta una sola affermazione dogmatica per contraddire lo scetticismo, come esemplifica l'atteggiamento di Senofane.

Pyrrh. hyp. 1223. ^ Per l'analisi deli'intereta2ine fornita da Sesto delia testimonianza di Timone su Senofane, cfr. l'approfondito commento di E. SPINELLI, Empiricm cit.

Come stato notato acutamente da E. SPINELLI, ivi, pp. 46-50, che ne trae per conseguenze diverse. ^^ Gli studiosi non concordano sul significato che Timone attribuisce a questo epiteto, ma significativo che Timone altrove definisca Pirrone : cfr. fr, 9 Di Marco.

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Anzi l'atteggiamento di Timone nei confronti di Senofane volto a dimostrare, in opposizione alla resi di Menodoto^^ e di Enesidemo, quale deve essere l'atteggiamento del vero scettico nei confronti di Platone. Nel criticare d u n q u e la posizione di Senofane, Sesto non solo afferma u n significato di scetticismo che si contrappone a quello dei sostenitori di un Platone "puramente scettico", ma anche una differente interpretazione della tradizione filosofica passata che n o n disposta ad accettare precursori diversi da Pirrone: Platone n o n pu essere d u n q u e considerato u n precursore dello scetticismo come Pirrone. E qui si innesta un altro m o t i v o di contrapposizione con la filosofa di Enesidemo. N o n sembra infatti che Enesidemo fosse alieno dai ricercare predecessori dello scetticismo perch oltre che a Pirrone, si richiamava a Eraclito. Se vero che l'argomento di Janacek secondo cui Sesto sembra riferirsi a Enesidemo, p i u t t o s t o per prendere le distanze dalle sue interpretazioni che per condividerle, e che q u i n d i nel caso di Platone come in quello di Eraclito egli criticherebbe Enesidemo, di per s debole, perch nel caso di Platone non dimostrabile, come giustamente sottolinea Bonazzi^, anche vero che proprio il caso di Eraclito esemplifica una diversit nel m o d o di intendere lo scetticismo tra Enesidemo e Sesto. L'affermazione di Enesidemo che lo scetticismo u n a via che conduce all'cacLitismo stigmatizzata da Sesco^, che in. contrapposizione a Enesidemo afferma che Eraclito ^. L'apprezzamento di Enesidemo per Era^^ Se si accetta che il nome da restituire accanto a quello di Enesidemo nello spazio corrotto sia quello di Menodoto, si rafforza la tesi che Sesto si stia opponendo alla loro interpretazione e che quindi costoro siano i ikutori dello scetticismo di Platone. In tal senso deporrebbe il giudizio negativo espresso da Sesto circa l'afSnit tra lo scetticismo e la medicina empirica inpynh. hyp. 1236. Ma poich purtroppo l'unica citazione di Menodoto che ricorre in tutto il corpus sestano proprio in pynh hyp. I 222, non dato sapere, al di fiiori del passo oggetto di controversia, e che quindi non p u essere utilizzato a questo scopo, quale fosse l'atteggiamento di Sesto nei suoi confo^nti. Cfir. anche E. SPINELLI, Sextus Empiricm di. ^'^Ck.pynh. hyp 1210-2. Comunque si intenda l'enigmatica espressione , che ricorre pi volte in Sesto, un dato certo: Sesto non concorda con l'interpretazione che

d i t o p o t r e b b e spiegare anche il giudizio a favore dello scetticismo di Platone nella cui filosofia egli poteva riconoscere alcuni elementi genuinamente scettici. L'eraclitismo, che nel Teeteto^^ riveste un ruolo rilevante nel distruggere le pretese della sensazione di fornire conoscenza, ha esercitato un'influenza sulla filosofia di Enesidemo, cos come il contrasto apparenza/realt delineato da Piatone nel V libro della Repubblica ha contribuito a determinare la sua interpretazione dell'ov ^^. Agli occhi di Enesidemo l'eraclitismo, dunque, poteva costituire un b u o n motivo per includere Platone come u n predecessore del pirronismo. L'obiezione che Platone rappresenterebbe un predecessore t r o p p o i n g o m b r a n t e per chi, come Enesidemo, si richiamava a Pirrone che non aveva nulla a che fare con Platone e a Timone che non era stato certo tenero con lui^^, non tiene conto che le genealogie filosofiche non si fondano su un'analisi storico-filosofica che aspira all'obiettivit, ma p i u t t o s t o alla legittimazione^''. Accusando l'Accademia del suo tempo di dogmatismo e rivendicando al contempo lo scetticismo di Platone, Enesidemo non solo privava l'Accademia del suo fondatore, ma minava alla base la tesi dell'unit dell'Accademia, sostenuta con forza da Filone. Sesto non condivide questa strategia, ma si contrappone alla tesi di Enesidemo di u n Platone scettico, riconducendo la posizione di Platone nell'ambito del probabilismo della Quarta Accademia. Del resto anche lo scetticismo pirroniano"'^ ha avuto u n a storia e uno sviluppo, che h a n n o comportato al suo interno posizioni diEnesidemo propone di Eraclito, perch ritiene che la filosofa di Eraclito, come qualunque altra filosofia dogmatica, sia incompatibile con lo scetticismo; cfr. R. POLITO, The Sceptical Road Aenesidemus' Appfvpriation of Heraclitus, Leiden 2 0 0 4 , p. 37, il quale fa anche una breve rassegna delle interpretazioni moderne dell'espressione , cfr. pp. 1-9. Anche Arcesilao si richiamato a questo stesso dialogo nella sua polemica antistoica, cfir. A M . LOPPOLO, Presentation and Assent: A Physical and a Cognitive Problem in Early Stoicism, Classical Quarterly, XL (1990) pp. 433-49. CFIR. R, BETT, Pyrrho. His Antecedent and His Legacy, Oxford 2000, p. 217 sgg. Cfir. F. DECLEVA CAIZZI, Aenesidemm and the Academy, cit., p. 188. Cfr. anche C. LVY, Pyrrhon, Ensidme et Sextus Empiricus, cit., p. 313^^ Cfi. J . BARNES, Diogenes Laertius IX 61-116: The Philosophy of Pyrrhonism, in ANRW, I I 3 6 , 6 (1992) p. 4 2 4 7 nota 30.

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verse e variegate^^. Ebbene, un facto di cui necessario tener conto il m u t a m e n t o di significato del l i n g u a g g i o filosofico e della variazione e costituzione di termini tecnici nella storia dello scetticismo antico, che corrispondono anche a un m u t a m e n t o nelle concezioni filosofiche che essi esprimono. L'analisi del linguaggio conferma la presenza di termini filosofici p r o p r i del vocabolario filosofico di Enesidemo. In particolare l'aggettivo , che usato da Enesidemo per designare l'atteggiamento scettico del pirroniano in contrapposizione al dogmatismo degli Accademici nell'estratto di Eozio'^, compare in Sesto nello stesso significato q u a n d o illustra le tre possibili posizioni intorno allo scetticismo di Platone e sopratt u t t o quando conclude la sezione. Cos come di fondamentale importanza l'uso del verbo che ricorre nell'estratto di Enesidemo in Eozio e che significativamente ritorna anche in altre testimonianze relative allo scetticismo di Platone, come rileva anche Bonazzi (p. 143). 4. Ritornando all'anonimo Commmtario del Teeteto di Platone, l'ipotesi che identifica in Enesidemo l'autore della tesi dello scetticismo di Platone in grado di spiegare, in modo p i economico, sia l'uso del linguaggio, sia la connotazione di Platone come accademico, sia l'avvicinamento tra Pirrone e Platone che Sedley ha ben individuato nel Commentario. Enesidemo infatti nel p r i m o libro dei Discorsi pirroniani, riportato nel riassunto di Eozio, interessato a mettere in luce la differenza () tra i filosofi pirroniani e gli Accademici'. Egli descrive gli Accademici, s o p r a t t u t t o

quelli a lui contemporanei ( 3), come dogmatici, tanto da assomigliare a Stoici che combattono contro Stoici. L'espressione stata interpretata nel senso che Enesidemo polemizza contro t u t t a la tradizione accademica, nel suo complesso, nessuno escluso'. Tuttavia se si esaminano p i da vicino gii argomenti a d d o t t i da Enesidemo contro il d o g m a t i s m o accademico si vede come l'obiettivo polemico sia la Quarta Accademia e la sua interpretazione moderata del carneadeo^". R i m a n g o n o al di fuori della critica di Enesidemo Arcesilao, alla cui posizione filosofica egli non fa alcun cenno, e Platone, a cui egli non fa alcuna allusione^ Alla luce di questa esclusione, a mio parere, si possono meglio intendere sia la qualifica di "accademico" a t t r i b u i t a a Platone dai sostenitori dello scetticismo nell'anonimo Commentario al Teeteto sia l'affermazione che "davvero pochissimi Accademici non h a n n o professato dottrine". Enesidemo avrebbe p o t u t o attribuire a Plato-

^ DICX3. LAERT. IX 70-3 attesta che anche lo scetticismo pirroniano ricercava precursori illustri che nonfcsserosoltanto Pirrone e Timone: il caso di Teodosio esemplare. ^ Cfr. PHOT. hhl. p. I 6 9 b 40-1. Inoltre anche l'uso dell'aggettivo che ricorre soltanto nei paragrafi che Sesto dedica alla discussione delle (se si esclude il principio di pyrrh. hyp. dove egli dichiara l'indirizzo filosofico a cui appartiene), potrebbe deporre a fevore del ferro che Sesto avesse presente un'opera di Enesidemo. Infatti sappiamo dall'estratto di Fozio che Enesidemo contraddistingueva il proprio indirizzo con il termine : cfr. F. DECLEVA CAIZZI, Sesto cit. Il termine ricorre due volte nell'estratto di Enesidemo in Eozio, a p . 169 b 3 6 e p . 170a40.

Cfir. E. SPCMLI, Sextus Empiricus cit., p. 54 nota 27, il quale puntualizza l'imporcanza dell'avverbio .( che indica che la tradizione accademica nel suo complesso a essere oggetto di critica da parte di Enesidemo; cfr. anche C. LVY, Pyrrhon, Ensidme et Sextus Empiricus, cit.,p. 305, il quale sottolinea che l'attacco era rivolto a rutta l'Accademia; R. BETT, Pyrrho t., p. 192; M. BNA2Z1, Acadmici e Platonici cit., p. 153 nota 37, e ID., 1 Pirroniani, l'Academta e l'interpretazione scettica di Platone, cit., p. 193 Ma giustamente F. DECLEVA CAIZZI, Pirroniani e Accademici nel III sec. a. C., in Aspects de la philosophie hellnistique, Vandhoeuvres-Gnve 1986, p. 148 nota 2, L rilevare che la categoria della implicava un'affinit che richiedeva delle precisazioni per mostrare le differenze: Anche l'espressione ol ' ro vjv, mostra che il giudizio non riguarda egualmente tutti gli Accademici. Cfr. M. BONA22I, Academici e Platonici cit.,p. 154. Cfr. K. JANAEK, ai (sc TBI ) !. Bemerkungen zu Sextus Empiricus, PH 1210-241, Philologus, CXXI (1977) p. 93. II fatto che Enesidemo non si sia mai richiamato ad Arcesilao, pur potendolo fere, dimostrerebbe secondo C. LVY, Pyrrhon, Ensidme et Sextus Empiricm, cit., p. 305, che egli ravvisava un'interdipendenza concettuale tra l'Accademia e la Stoa e qu'il fallait sortir de ce face fece pour donner un essor nouveau au scepticisme. Tuttavia questa tesi non del tutto persuasiva perch se vero che Enesidemo ha scelto esplicitamente come precursori Pirrone ed Eraclito, anche vero che egH nell'estratto di Fozio non fe alcun accenno alla posizione di Arcesilao e che ci sono motivi a fevore del fatto che egli avesse difeso lo scetticismo di Platone, come lo stesso Levy ammette (pp. 311-3) Ci varrebbe maggiormente se il resoconto di Sesto sulla vicinanza della filosofia di Arcesilao allo scetticismo derivasse da lui (cfr. infra).

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ne e ad altri pochissimi Accademici, presumibilmente ad Arcesilao, l'epiteto di "accademico" nell'uso ristretto di "colui che non dogmatizza", dal m o m e n t o che gli Accademici del suo tempo, pi che ad Accademici, assomigliano a Stoici che combattono contro Stoici. Stabilire una distinzione anche fra i rappresentanti dell'Accademia si spiegherebbe con l'interesse di Enesidemo per la categoria della , che lo spinge a individuare affinit e differenze sia tra i Pirroniani e gli Accademici, sia anche tra i rappresentanti dell'Accademia, come indica l'espressione ol ' ^ , intesa a coinvolgere in u n a valutazione diversa, e q u i n d i a differenziare, i rappresentanti dell'Accademia. Infatti gli Accademici, o g g e t t o della critica di Enesidemo affermano , ma poi a m m e t t o n o che le cose sono apprese con evidenza con i sensi con il pensiero". Il pirroniano si caratterizza invece per u n atteggiamento opposto, perch non afferma n che le cose sono comprensibili incomprensibili, n vere false, n probabili non probabili, n che sono non sono, ma una stessa cosa per cos dire n o n pi vera che falsa, p i probabile che non probabile, p i esistente che non esistente, od ora in un modo ora in un altro, per qualcuno in u n certo m o d o e per qualcun altro in u n certo altro^. 11 parallelismo tra il ritratto del pirroniano fornito da Enesidemo e quello dell'anonimo Commentario al Teeteto^ evidente, tanto che Sedley ha giustamente sottolineato il contributo di questo passo alla comprensione della gnoseologia pirroniana. Secondo Enesidemo nell'estratto di Fozio gli Accademici mvece dogmatizzano intorno a molte cose. Infatti introducono virt e follia, e pongono un bene e u n male, e determinano fermamente verit e menzogna, probabile e non probabile, essere e non essere e

molte altre cose: dicono di dubitare soltanto sulla rappresentazione catalettica^^. Di fatto essi assomigliano a Stoici che combattono contro Stoici, perch pongono alcune cose senza esitazione () e negano altre senza a m b i g u i t ()^'^, L'Anonimo dei Prolegomena, con il quale Bonazzi ha messo in stretta relazione l'anonimo Commentario al Teeteto, afferma che i fautori dell'interpretazione scettica di Platone cercano di stabilire questa opinione, partendo da certe espressioni che si trovano nelle sue opere. Cos dicono, q u a n d o Platone discute della realt usa certi avverbi che marcano l'esitazione e il d u b b i o ( ), com e per es., 'verosimilmente' (), e 'forse' ( ), e 'io sarei portato a credere' (' ). Ci che non proprio di u n uomo che conosce, ma p i u t t o s t o di u n o che non in possesso di una conoscenza sicura ( ) (10, 7-10). Enesidemo, come si visto, nell'estratto di Fozio, usa gli avverbi c e tratti dagli aggettivi che p r o p r i o nei Prolegomena descrivono Platone come efettico e accademico, ma preceduti da privativo, per designare l'atteggiamento dogmatico degli Accademici del suo tempo nell'estratto di Fozio. Bonazzi obietta che i due termini potrebbero non appartenere al greco di Enesidemo, ma a quello della tarda et imperiale e della p r i m a et bizantina, l'epoca dei Neoplatonici e di Fozio (p. 151 nota 32). Questa conclusione non si accorda con il fatto che Bonazzi poi si serve dell'estratto di Enesidemo in Fozio, considerandolo m o l t o attendibile per ricostruire la posizione filosofica di Enesidemo, nella quale proprio il linguaggio costituisce un elemento qualificante.
^ ^ P n a r . M 170 a 17-21. ^^ Ivi, 170 a 16-7. ^ Cfr. ivi, 169 b 3 9 4 0 . ^ lo stesso Fozio {ivi, 1 6 9 b 37-8) a sottolineare che il suo resoconto fedele al linguaggio di Enesidemo, come indicano le parole .

^^ PHOT.

1 7 0 a 36-8.

^M170a6-ll. 84 C6:. coli. LX 48-LXI 4 6 e il c o m m e n t o di D . N . SEDLEY, Commentarhem ., pp.


546-7.

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RECENSIONI SEGNALAZIONI

BIBLIOGRAFICHE

Q u a n t o all'uso di , che p e r m e t t e r e b b e di i n d i v i d u a r e la fonte in u n rappresentante dell'Accademia, c' da rilevare innanzi t u t t o che ricorre largamente in Platone, p e r cui il s u o uso, accanto ad altre espressioni dubitative, n o n identifica l'appartenenza filosofica dei fautori dello scetticismo. In secondo luogo, se si assume come termine tecnico, n o n indica Favorino per il quale, in ogni caso, p i rappresentativo del suo l i n g u a g g i o certamente l'uso di . U n ' u l t i m a annotazione: l'Anonimo dei Prolegomena, c o n f u t a n d o il q u i n t o a r g o m e n t o dei sostenitori dello scetticismo di Platone, , ^^, controbatte dicendo: , ), che u n a chiara eco dell'espressione di Enesidemo che l'eraclitismo la via che conduce allo scetticismo"^. Sorge spontanea una d o m a n d a : m a se i fautori dello scetticismo di Platone sia nell'Anonimo dei Prolegomena che nell'anonimo Commentario al Teeteto parlano il l i n g u a g g i o del n e o p i r r o n i s m o , in particolare quello di Enesidemo, perch dovrebbero essere Accademici filoniani?

S.N,

M O U R A V I E V , Hradite d'Ephse. La tradition antique et mdivale, . Tmoignages et citations: 3. De Plotin Etienne dAlexandrie, Textes runis, tablis et traduits, Sankt A u g u s t i n 2 0 0 2 , XVI-196 pp.; 4. De Maxime le Confesseur Marsile Ficin, Textes runis, tablis et traduits, Sankt A u g u s t i n 2003, XXII-14-XUI p p . {Heraditea. Edition critique complte des tmoignages sur la vie et l'uvre d'Heraclite d'Ephse et des vestiges de son livre, Partie: Traditio. A. Tmoignages et citations, textes et traduction); ID., Heraclite d'Ephse. Les vestiges, 1. La Vie, la Mort et le Livre d'Hraclite, Textes et commentaires, Sankt A u g u s t i n 2003, xxxvlll-232 pp. {Heraclitea, Partie: Recensio. 1. Memoria Heraclitea)\ 3. Les fragments du livre d'Hraclite'. A. Le language ck l'Obscure. Introduction la potique des fragments, Sankt A u g u s t i n 2002, x x v l - 4 3 8 pp. {Heraclitea, Partie: Recensio. 3. Fragmenta Heraclitea, Textes, traduction et commentaire)

Proleg. 10,58-60; 11,1-2; cfr. H . lAK^mi^Sc^tidsm orPlatonism? dt., p. 74. Ck.pyrrh. hyp. I 210: )
.

I volumi che si recensiscono, comparsi nel corso del 2 0 0 2 e del 2 0 0 3 , rappresentano gli u l t i m i contributi in ordine di tempo all'ambizioso progetto editoriale Heraclitea. Edition critique complte des tmoignages sur la vie et l'uvre d'Hraclite d'Ephse et des vestiges de son livre. senza d u b b i o un'impresa improba tentare di rendere conto in maniera esaustiva di un'opera cos estesa e complessa, che mira a raccogliere in u n unico lavoro t u t t e le testimonianze superstiti sulla vita e l'opera di Eraclito. I primi due volumi (II.A.l e ILA.2), recensiti da chi scrive (Elenchos, XXII (2001) p p . 4 1 2 - 7 ) , e contenenti t u t t e le testimonianze antiche su Eraclito, da Bpicarmo a Diogene Laerzio, sono ora completati dai volumi II.A.3 e I l A . 4 , che includono invece le fonti tardo-antiche e medievali, che vanno da Plotino a Petrarca. (Per il piano completo dell'opera si veda la recensione appena citata.) E cos completa la prima sezione (A) della seconda parte dell'opera {Traditio), che aspira ad essere un resoconto generale della tradizione antica e medievale relativa a Eraclito. Essa comprende quelle testimonianze e cita-

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X X V ( 2 0 0 4 ) fase. 2

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