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STUDI E TESTI

&.

GIOVANNI MERCAT1

NOTE
DI

LETTERATURA B1BLICA
E CRISTIANA ANTICA

ROMA
TIl'OGKAFIA.

VATICANA

1901

IMPRIMATUR:
Fr.

ALBERTUS LEPIDI, 0.

P., S. P.

A. Magister.

IOSEPHUS CEPPETELLI, Archiep. Myr., Vicesgerens.

MONTIP6 GIUSEPPINA
CHE SEMPLICISSIMA N'ALLEVO COLL'ESEMPIO
DI

FEDE E

DI

VIRTU CRESCENTI
PIU

TRA PROVE OGNOR

DURE

QUESTE PAGINE MALAUGURATE

RACCOLTE MENTRE DISCENDEA LA TOMBA


BENEDICENDO AL FIGLIUOLO LONTANO
IN

POVERO MONUMENTO

L'UNICO CHE M'E DATO

MESTAMENTE CONSACRO

XIV APRILE MCM.

AL BENIGNO LKTTORE

La maggior
mai

parte

delle

note
le

raccolte

nel

presento

volumetto giaceva da tempo fra

mie carte, senza die

trovassi agio e voglia di pubblicarle,


della malattia inesorabile,

Fu Fan nuncio, die


creduta lenta, della

mi mosse,

ma

mia benedetta madre. nella spcranza

di recarc

un

sollievo,

per quanto csiguo. all'angustiatissima anima colFomaggio di


quegli studi. che per affetto mio Ella amava ed un pochino
eziandio

temeva.

Pungevami rimorso

di

non averlo
il

fatto

prima.

Ma
in

purtroppo non giunsi in tempo, e

volumetto

esce ora. postumo tributo d' affetto a colei, cui piu debbo

quaggiu

terra.

Le
destinate
cio

note,

come composte
sedi
di

in diversi

anni e sul

momento

diverse

pubblicita,

avrebbero gia per


fra

stesso dovuto presentare

una certa disuguaglianza


le

loro,

quand'anche meno disparate fossero


e
la,

materic sfiorate

qua

e die

non m'e possibile del pan approfondire.


e riuscita a togliere del tutto la disparita,
;

L'ultima

mano non

specialmente per Fultima ra^ione

e quindi

vari specialist!

avranno da aggiungere e da correggere non poco. e forse

VIU

AL BENIGNO LETTORE.

rziandio
piii

un ostraneo sarebbo ragione d'inferirne. che per


prudonte di non immischiarsi in
tratto

savio o

troppo

cose.

L'argomento stcsso mi ha
dare
(cfr.

una volta a

ricor-

circostanze.
p.
la

clie

credo la mia piu ragionevole


fin

scusa

207). Perocche alia


scienza.
clie
i

fine

sembra piu giovevole


sotto

per

quanti

hanno
e
la

mano
di

materiale
a

abbondante

senza

mezzi

comodita

lavorarlo

perfezione, lo comunichino almeno,


al

mondo
il

dotto, in cui

come meglio possono, non manchera mai chi sapra cavarne

tutto
idea,

bene

possibile.

La buona

volonta, qualche nuova


gl' inevitabili

qualche rettificazione fiiranno perdonare

difetti.

Ringrazio colla piu viva riconoscenza


fautori.
<l'

benevoli miei
del
dell'

PP. EHRLE
i

Ilario.

signori

BLUMR per le fotografie LAKE e TURNER per quelle


e
il

papiro

Esichio

d"

Oxford, D. E. PLENKERS 0. S. B. e

Prof.

D. BASSI per

riscontri dei mss. d'Antimo, e sopratutto DE' CAVALIERI.

il

collega P. FRANCHI

cho m' ha grandemente aiutato nella revisione

del la stampa.

I.

Una eongettura
Debbo confessare
le

sopra

il

libro del Giusto.

mie

esitan/e.

Quasi aon oso prcsentare al pubblico questa nota stralciata da' miei Salmi Esapli, tauto ardita sembra a me medcsimo. Eppure, nello stesso tempo, temo eziandio di sopprimerla, non risultaudomi temeraria, e quindi a* miei occhi non apparcndo impossibile

che essa couduca

al vero. fosse,

Se mai per buona ventura cio


colosso incenerito, che furono
1'

veggauo

benevoli lettori, di quale utilita

oltre ogni aspettativa possono talvolta tornare, sebbone miserrimi, gli avanzi di quel

Esaple d'Origene.

A
gr.

testimonianza
dal

d'

un eccellente

liorilegio

del e

Salmi

tramandatoci

codice

V
il

Vat.

greco 754
del
'

Esapli

Ottobon.

398

.=

Holm. 264,

primo verso

primo salmo sarebbe


:

stato tradotto dai vari interpret!,


(1
stico).

come segue
.

V
<(

o:

O'

ouoito;6

y "AfACfxirvo;

avOpoj-no;

5;

oO

Tupiey^
3

vcOptw

Ttapavdijicov.

E' S' Tc'Xsio; 6 VtcoTcpo; o; oOx aTCTiXOsv

v
j

Cito di sui codici stessi, e quindi non ricordo

nemmeno

le

variauti

del Field c di de Lagarde, varianti clie procedono unicaincnte da inesattezza di collazione. Dei codici discorrero a lungo nella tnia Introduzione.

Punto, nuova linea e lettera iniziale grande neU'ottimo V mostrano indubbiamente, che segue la lezione d' un altro interprets: cio che del resto e evidente, divenendo altriraenti falsa la nota A' oi 0' 6(x.
2

ou jcaTfjXOev

0.
1

I.

UNA CONGETTURA
y.aOt'cpx
-/
'

(3" Mici).

/.a' .

1'

/.a\

xaOc'spa
-\

-'.OiTwv

odx

si

xaOc'opa -apavdacov oOy t'jpt'Or,. Dal paralk'lo manifesto dei due estratti consecutivi e da quanto conosce sulla maniera sciolta ed elegante di tradurre cospicua in

E' S' xa\

Siinmaco, puo senza tema d'errore raccogliersi, che la sigla caduta


"

davanti ad

.VfxsfxicTo;

e quella di

Simmaco

S',

e che
coi

Simmaco, non
e 1'autore

Teodozione ordinariamente concorde con Aquila


di quella

LXX,

versione che

si

direbbe a primo aspetto parafrastica. Pero,

se anche cio

per
1'

il

fosse, uessuna sfavorevole conseguenza ne verrebbe nostro assunto, che si basa non gia sul nome e valore del-

uon

interprete,

ma

sul tenore della sua traduzione.


la

Or

chi

consider!

consuetudine

di
,

Simmaco

(e

possiamo

dire eziaudio della

Va

VIa

edizione

per quanto meuo numerosi


alia

frammenti ne sono giunti a noi) riguardo


abbiano in capo

parola ebraica
i

n^N,

trovera, spero, anch'egli affatto improbabile che


al

detti tre interpret!

primo salmo

letta

quella stessa parola che ora vi

leggiamo

noi,

ma

sibbene un' altra che significava retto, irreprensibi/c.

e simile; parola che pero secondo ogni verisimiglianza dovette scrittura essere viciuissima all'odierna.

La parola ebraica che corrisponde


di
fatti

al

detto signih'cato ed insieine


1

grah'camente vicina ad ^\z>s, pare senza fallo essere 1U?


nel

4
'

che

Salmo 24
0.

21

e tradotto TsXsi^T'fj? dalla

o VI* edi-

Ma/capio? (per non


inoltre

uscire dai Salmi) rende


la

Simmaco a
n;

Ps. 31 i;
i;

126r,; 1272; Aggiungi 16 11 131?S fAaxap^ovrs? e 40


3

secondo

Siroesaplare a Ps. 83
3

127

143

is.

i^S'
at

{J.x/.aptcrT6?.

Ps. 31

!</

u.ax,apto:

oO

i<3pvipsQyi(Tav

iffsfklat.

S' {Aaxapio;

06

i-KtMi^-ri
et

a^xpria. Cfr.

anche

S.

Girolamo a Ps. 126s; ..in Hebraeo

in

cunctis
ipsis. ivi

editionibus ita reperi:

suara ex

Ep. 34 ad Marcettam,
citato
la

Beat us vir qui replevit pharetram P. L. XXII 450. Cosi egli, dopo
VI* edizione, e
in

avere

stesso

Va

e iteratamente la

sul

punto
1

di citare altra volta la

Va

Veggo, che anche

c reXeio;, ci6 avvertiva della

della

VI a

SCHLEUSNER Novus thesaurus, vv. afxs^TTTo; lezione a lui nota come di Teodozione e intendendola in senso diverso: Deduxerunt a *VV\ per6 quod
lo

pariter notionem pietatis ac felicitatis habet.

SOPRA
zione
si
',

IL

LIBRO DEL GIUSTO.


di
2
,

e che nell'odierno testo


dall'

saprebbe dire se

Giobbe e reso a[X(jmTo; non interprete primitive ovvero da Teodozione


nei

da

altri,

1^
e
1'altro

onde fu supplita la versione alessandrina. adunqne e non n\z?S lessero al II/III secolo
i

loro

rscmplari del Salterio Simmaco e


in

due

ignoti, che

1'uno in Palestina,

Grecia a Nicopoli, laddove furono rinvenuti, probabilisaltresi

simamentc

tradussero parte dei libri sacri ebraici

3
.

lessero

non male, potendo il sense correre egualmente: se meglio eziandio, lascio giudicare ad ognuno secondo il proprio gusto, che a me non importa. Diro solo, che se 1'enfasi cala, la semplicita e quiete delI'intonazione aumenta, e questo
e

favorevole

auzi

che no ad una

maggiore antichita.

Dopo

cio

mi sara

lecito

avventurare una congettura, per quanto


attestata
stato

arditissima, che puo trarsi dalla variante sufficientemeiite

quanto all'esistenza,
collezione
di

di Ps.

li

"nzjj?

Non sarebbe
primo

egli

una

canti

cominciante col

nostro

salmo e per cio


colla parola iniliber

designata
ziale
4 5

- secondo una ben nota


qnel Td*rr *)Qp
gli scrittori di

consuetudine

TIB*,
,

(|3i,3Xfov

TOU euOou;

LXX,
3

iustorum

Vulg.)

da cui

Giosue, del 2

e del

dei

Re

reci-

Ps. 2421

in

un frammento

inedito del cod. 264, ossia di

0:

scrittura e cosi svanita, che finora non sono <p<Aei (/.e. e da altri indizi, riuscito a decifrare la sigla; raa dal confronto con Ps. 1 e guari a dubitare che fosse K' o S'. che esporro nell'edizione, non
..

TsXeior/)?

La

dove afAs^To; )ucto$, xX'/iOivb; fy*pKTOq hanno tutta 1'aria di doppie version! di TCPI. T*T 3 Su questo punto riraando a una dissertazione particolare, che publichero in Appendice alia mia edizione dei Salmi Esapli.
2

Cfr. lob

i;

3,

Gia

altri

avevano

pensato,

che "|W o

T>\y>

simile

potesse

essere V incipit del libro. 5 Le tante opinioni antiche su esso v. raccolte da J. CHR.
Bibliothecae hebr. pars II, pp. 219-225, le principal!

WOLF

moderne da W. H.

BENNET

all'artic. Dictionary of Ihe Bible, II (1899) 550-551, riconosciuto del 850 circa a. C. lashar, Book of... II libro stesso viene anche dalla scuola critica, attribuendosi le citazioni d'esso a /', cioe al

in

Hastings

1.

UNA CONGETTURA
i

iVui.mi.-nti
il

di

tre

fra

piii

important!

canti d'Israele? ciue

nnti>siiiio

sullu
',

ii-rmuta

del

sole

durante

la

battaglia di Giosue
2

Saul treno o epicedio di David sulla morte di cogli 3 la consee il cantico di Salomoue per anrlk' d'Aliner) (e form

Amorrei

il

crazione del Terapio

e puo non essere coincidenza per fermo non puo non colpire, fortuita. Infatti il primo nostro Salmo e antichissimo semplicemeiite 5 dallo scrittore di Giosue 1 quell o lo si rileva gia conosciuto

La

stesso che cita

il

"I^TT

ISO. Come

sta benissimo in capo al Salterio

benissimo star in capo attuale, cosi pote

ad una collezione antichisdell'indole


del

sima dei

cantici d'Israele,

specialmente

dei su riferiti, e la triste fine

dove campeggia

manifesta la prosperita

giusto

dei divini a dell'empio trasgressore

precetti.

Ne

difficolta

serie si

possono

dedurre vuoi dalla lingua, vuoi


6
.

dalla dottrina, vuoi dalla storia del canone

Basta leggere

1'

intro-

cosi detto

nU

documento ludaico primitive, nell'op. The Sacred Books of the Testament. BENNET The Book of losua p. 8, BUDDE The Book of
p.

Xnniuel
Inludt

28.

Non ho

und Alter des


los.

potuto vedcre H. FRANKE Ueber Bedeutuntj, Sepher Hajjaschar. Diss. 1887, citato e (credo)
d.

riassunto da
1

CORNILL Einleitung in
13.

A. T.

12

p.

109.

10

2 Sam. (Reg.) 1 w.
'2

Sara.
(3)

33:!.:',i.

Manca pero
(12

ogni citazione.

'

Reg.

SM

Hebr.)

secondo
restituito

LXX

ev

pi^tw r^q

^Syj;,

acutamente e (credo) giustamente


<

't'r.

TC?jn "12D3 dal Wellhausen. avanti simile versione nel Siriaco ai due primi de' luoghi sopra piu
5

citati.

Cfr. D. FR.

BAETHGEN

die

Psalmen

(in

Nowack Handkommentar

zum A.
<;

T.) 2 ed. (1897) pp xxm. 1. Rammentero qui la principalissima, direi Tunica. Dall'accenno alia legge di lahwe nel v. 2 altri ha dedotto, che il sahno deve essere posteriori- al

tamoso ritrovamento del


i

libra del

losia.

Lasciando anche

dubbi sullo stato del


si

Testamento o delta Legye sotto testo, che rispetto ad uno

almcno dei due accenni


si

Lagarde, del gesuita Zenner e


dall'autore dei

rilevano nelle proposte di correzione di de d' altri, e lasciando d' invocare quanto

sa sui ritocchi insensibili di lingua etc. cospicui nei salmi riprodotti 1'aralipomeni, e del resto quasi inevitabili in collezioni adattate alle circoatanze dell'uso liturgico, credo non sia insolubile la

SOPRA

IL

LIRRO DEL GIUSTO.

duzione del Baethgen e


la

gli

antichi racconti ripetnti nei Paclri circa


si

sortc del Salmi,, perche chicchessia


e
di

trovi abbastanza in grado

di fonnarsi

sciogliersi

simili difficolta.

Per questo,

di proposito
il

deliberate le sorpasso,
di

tirare

nell' ipotesi

piacere qualche notevole conseguenza riguardo a ccrtc


i

come

lascio

ben volontieri

agli altri

dottrine correnti sull'eta di altri fra

piu antichi libri santi.

Accennero piuttosto a una conferma non ispregevole della congcttnra. che s'avrebbe nella versione siriaca di los. 10 is, dove
nr^rr

13D

e reso

Nnrraorn SISD il

col qual

nome

eziandio trovasi
nello

dai

Siri

designate

Salterio, se potesse dimostrarsi usata qui


1'

stesso senso la frase e tradizionale

interpretazione, e

non piuttosto

una congettura, o
rotta
'

ineglio

una versione

letterale di altra lezione cor-

dalla nostra ("PMJrr "D)

Ma

quest' ultima ipotesi pare la sola

ammissibile, attesa la simile versione dei

LXX a

1 (3)

Reg. 8 M, e della
1
is.

stessa Siriaca, seguita e alterata nell'Arabica. a 2

Sam. (Reg.)

D'una tradizione quindi che nel n^rr "IDD riconoscesse il Salterio, ivi non si puo ammettere traccia alcuna; ne gia certo al tempo dei LXX esisteva, o almeno non vigeva piu, come basta a provarlo
la

loro stessa versione.

Lo

stesso a piu forte ragione dicasi del

interpret!,

non escluso Simmaco

tempo dei posteriori due anonimi. Ai luoghi citati

difficolta

nemmeno
ma
in

nell'

opinion e dei critici, che or a


non dico
di

rititolo

guardo. Di
di libro,

legge del Signore,

in

senso

traslato

come

senso propriissimo sia


lo

non si sara proprio addentellato almeno

legge naturalc sia d'una positiva, mai sentito parlare prima d'fillora in Israele? Un

devono pur supporre.

cio

non basterebbe cgli?

Laonde mi pare anche qui applicabile la giusta riflcssione del BAETHGEN " " storia delle idee nella deter religiose d'lsraele p. xx still'u.so della u. ft. Gedankenrcihen in wenn uns solchv minazione dell' eta dei Salmi: einem Psalm entyegentreten welcher sich cms anderen Gn'inden nur aus der vorexiliscJicn Zeit aiif natiirliche Weise erkl&rt, so ist dieser Psalm
..
,

vielmchr
1

iimgi'ki'lti-t

fin
/.

I)ol:nmc,nt fiir
:

Cfr.

BENNET

c.

X//r.

of
be

los.

and

den vorexiligchtn Glaitben S, and LXX of 1 k #5.?,


'

a corruption of "VIZ? song '; but thin has met with litft'', if any support N. PETERS BeitrfigK zur Text. n. Literal-- kritil.- >o//;/f zur Erkldrwig <l<'r lifirht-r Stnnm-1 1S<)<)| p. 171-172

Tup

in los

and

S may

sta invece indeciso.

I.

UNA CONGETTURA
trstimoni os-iphiri

<li

(iiuMir e

dd

dd

Il'

non riferisrono alruna

Ion. \ariantr. Sara


il

pnrumentv
I

rasuali' <|iirsto sil.-nzio?

difficilissimo

AX. da. Aquila c dai ivsti deirantica nvdrrlo. appaivndo dai identita Icttn-atiira sia liiudra die cristiana. atVatto sconosciuta questa
del

TC^n

"ISO con nua collezione di salmi.


piii

Onde tanto

valida a

me sembra
TCP

la
al

testimonianza

di
si

Simpuo

raaco e dei due igiioti per la lezione

Salmo

i.

Non
'

certo sostenere che ve 1'abbiano introdotta essi per un uso che poi

ad idennon fecero, o mc.ulio non seppero fare, sebbene propensi ai Greci rendessero piu comprensibili i titira/ioni c spiegazioni die
libri

santi.

Pertanto, se la tradussero, bisogna ben dire che vi furono

costretti dai testo

presente ai loro occhi.

sopra

Or questo testo - se non e affatto vano quanto s' e disputato - riceverebbe a sua volta un' incomparabile testimonianza d'anteanzi di genuinita di fronte al corrente, dai libri storici sopra

riorita.

ricordati,
prrrlit-

non tanto per

le

citazioni concordi die ne fanno

2
,

quanto

manifestamente proverebbero tale iniziale lezione essere al loro tempo cosi generalmente nota e crcdnta certa da denominarsene

comunemente

la

collezione stessa dei canti.


s'

Come

questa cognizione

oscurasse e finalmente svanisse, non

dovrebbe sembrare strano a cbi ripensi da una parte le sventure e la condizione d'Israele avanti e durante e dopo Pesiglio, e dal1'altra

la sorte

toccata ad alcnni libri sacri ed alia collezione -inede-

sima

del

-)\y>n

IDD perduta

in

gran

parte

all'

infuori
al

de' pocbi

conosciuti frammenti e d'altri forse che


riconoscere.
fart'bbe,

non e dato

presente di

E
il

svanita una volta questa cognizione, quale meraviglia


si

se i\oi

tramuto

in

n\^N

vicino di scrittnra, ben con-

veniente per

senso, e suggerito insensibilmente da identici epifo'?

nemi

requenti* nell'odierno Salterio

V. FIELD Origanis Hexapla I pp. XXXII ss., XLIV, XLV. f'itazioni (si rammehti) che anche secondo BUDDE sono
1
.

do-

vute & I
3

S.
p.

SCHECMTER

Gin ricorrerebbe eziandio nell' Ecclesiastico Ebraico 50 nella sua introduzione a The Wisdom of Ben Sim 24. L'allusione pert) non e sicura.

28

secondo
(1899)

etc.

SOPRA

IL

LIBRO DEL GIDSTO-

7
i

Non aggiungo
una congettura, che
presento
al

altro:

solo

per comodita riassumo

risnltati di

io voglio

chiamare semplice

ipotesi, e

come

tale

giudizio

de' critici.

Al

sec.

II/III in
e

alcune copie

il

Salterio ebraico cominciava


de' tra-

colla parola

nun
,

non coll'ovvia ed odierna JTWN. Meta

duttori greci

cioe

Simmaco

due

anonimi

quella

non

questa

leggevano.
2
loro
"iizfan

Attesa la consuetudine di denominare


attesa

libri

eziandio
superstiti

dal
del

inizio,

eziandio

1'indole

dei

frammenti

isp, e 1'alta antichita del

detto libro non fosse altro se

Salmo 1, si puo congetturare che non una collezione di canti cominciante


1

come

il

Salmo 1,

e verisimilmente col

Salmo

stesso.

Infatti

uno

almeno degli

scrittori,

che nominano detto libro, cita senza dubbio

questo primo Salmo. Quindi 3 La lezione T&* sarebbe la piu antica. e genuina;

II

TJ*n T T 5

IflD,

Salmo primo un nuovo frammento, anzi il principio e piu antico assai che non s' inscgna dai critici
;

del

il

libro stesso lamentevolmente caduto non sarebbe piu


al

un enigma, almeno quanto

titolo.

II.

Sul testo ebraico del Salino 140

(141)

i.

Nella precedente nota, coll'aiuto

di

piu

versioni greche

s'

ricuperata una variante del testo originate, probabilmente d'impor-

tanza non ordinaria. Al presente

comunichiamo

nello

stesso
in

testo

del originate quasi nn intern versetto

Salmo 140,
della

ma

una reda-

zione notevolmente

diversa dalla conosciuta, e che sembra su per

giu la stessa avuta sott' occhio dall'autore


drina.

versione Alessane altrettanto

Forse

la variante

- sebbene pregevolissima - non


lo

in se stessa notevole,

quanto

il

fatto per essa constatato delcosi discrepant!

1'esistenza alia fine del sec.

IV

di codici

dai nostri

masoretici e cosi vicini a quelli usati dai


II

LXX.
relativamente piu

versetto

c'

e conservato

in

nno

de' libri

conosciuti dai cultori degli studi biblici, cioe nell'opuscolo

De mencome mai
ad
es.

wris

et

poinJrrihns di S. Epifanio.

Onde quasi

sorprende,,

sia sfuggito

non solo ad esegeti e

critici di professione, quali

Baethgen

e Wellhausen,

ma

eziandio al Field che nella sua raccolta

delle reliquie esaplari ripetutamente uso


di simili

dell'opuscolo e ne accetto

passi,

e sopra tutti aH'ultimo editore P.

A. de Lagarde

',

accorto ed acuto ingegno, che all'occorrenza sapeva magistralmente

usare

suoi materiali.
nel
c.

Adunque
fezione
del

2
il

s.

dottore, volendo dimostrare

la

per--

testo dei

LXX

anche nelle aggiunte

necessarie

Symmicta II (1880) p. 150 ss. Ora veggo che il DRACH, XLIII 245 not 38, alraeno s'accorse della diflferenza: Prorsus

P. G.
aliter

sonat textus noster hebraicus, scilicet .. e reca il testo masoretico. * tiymm. II 158-159. Per mala ventura non ho la IlaTfxiay,-/) ^i^Xio6y,*'/) del SAKKELION, dove si da il testo greco secondo un codice raolto
piu antico, del sec. X.

II.

SUL TESTO KBRAICO DEL SALMO 140 (141)


di

1.

nelle

omission!

superfluita

che

si

manifestano ad un confronto
solo,

coll'originale ebraico, ne
lui,

adduce un esempio hastevole da

secondo

a persuaderne chicchessia. Ecco le sue parole: 4 ... xou tov (xiv apa'XovTo oOx TTI ypt*> wv
5

Si

upoaifkvTo
OTI

sort ypdy..

a;

<S

TO yV(rOai
oixovotxiav

TOI
xa'i

sa^;
x

TO

'.p/|[j.vov,

Oau-

u.aTTw;

xaTa

QOU

-ru^tovta;
oO
5iYj

7rv'ju.aTO?

aytou

<T'j(jt/pc6v(>;

Y]p[X.Y)Vycr*v

xa\
TYJV

-rcpo;

aXXVjXou;

(TO i

o\a

[juxpoO

Xoyotj

TOUTCOV a-do^'.^tv, a>; av


G

x TOUTO'J

xa\ TTciTOd^ T'Jvaiv^Tr,;

TCO

rj{Ji.Tpa)

Xoyco.
a)

TapaxodTto |aX[^co EXEITO


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v TOJ 'Eppa'ixai

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!pCOV?j>. OUX

^t

O^E

'E^paiXOV
8

T^^
[xou

o'pa

ywXov

uptV/cTat.

01

o*

p[AY]V'JTai

irpoaTEOEixoTEi; T6 <

Trj?
a)

St'fi<7S.Mi;

aycoXavTOv

eitoi^a-av TOV TTI/OV, xa\


(T
,

fjp[jL7]V'ja-av

Kupt,
TYJ ^
(0

Xxpa^a
YJ

Trpo;

l<TaXOU<TOV
>
9
.

(JLOU*

7TpOT(T^^
Eu^iopOcoTo;

T Y)
'

O'/](T(6^
'

[i.

o u

xa\

opa

irw^

a^ETai
Ofjioiot^

-^aX^o;.

7ttTTY)Oi
T"?)v

TOIVUV airo TOO

ppayuTaTou
uiro

Xoyou TO!?
OOITCOV

auToiv xaTa

upoa-

O^XYJV
01

7:avTayoO

TWV
t;

p(Jiriv'JTtov

xip.vot;, OTI

xaXw;

Xoyoi 7rpO(TTOr]a'av
Ball' esplicito

(ppaatv XTX.

appello
si

al

testo ebraico

dalla necessita del-

1'assunto
-

mi pare
--

possa presumere con sicurezza, che Epifanio

se

mai

questa volta almeno ha dovuto

fedelmente

riprodurre

1'ebraico tale quale era a lui noto, o direttamente vuoi nelle Esaple

vuoi in nn codice ebraico, ovvero

cio che toccherebbe

dimostrare -

a)

Le parole

s^pai'/tw

npfr/ivcusav assai corrotte ricorrono senza

nome

d'autoro nel cod. Ottob. gr. 1G7, sec. XIV, f. 148, sotto il titolo STI'/OI 'A&wvat fa'C/z sc; TOV p/ ^aXabv a-/.pi(3<V>i!x;. 'K^patJtw OUTW; di 9 lettere circa), a STTIV (vuoto ep|7//)vu6{/.sva

etc.

Ad

iTy.av)>.

e
al

soprascritta

una

lineetta
il

quasi

fosse

nome
tratto

greco vulgato. Segue passo, pure opusc. c. 5, p. 157, sulla divisione del salterio in 5 parti; passo che il Pitra Anal, sacra II 435 publico da codice casanatense piu corrotto ancora, sotto il nome d'Origene, ed altri sotto il nome
proprio. dal nostro

II

testo e affine

d'Ippolito, ed. Bonwetsch-Achelis,

I,

part. 2, pp. v. 143.

K)

ii.

SUL TESTO EBKAICO


ebraico
in

Ora p-r ritu/ionr ultnii.

questo

sostanza (che

di

vari

\ ciovai. an-idmti drl tosto toccheremo dopo) e per lui il seguentc: doe a dire Xa/ xapt'Q- craa r,Xi, a p p IT 4 axwX, non gia 1'attuale ys\r? ^ns-ip T^s, c -pnsnp mrr yipn ntrarr la consuetndine rrcnn, die traslittcrato secondo n:nsn

mm

,^

^ ^

origi'iiiana
'

sarebbe a un dipresso cosi:


2

mm

(mm),

xapiOty

O-JCTX

X,,

utva

xtoXi.

HXa/
ru/ionc

ovvero ^Xt^a xaptOi non puo nascere per corn ^ a V-* da n^in, ne aj3,3iTa da progress? va da
xapiO

-[triNnpj

n:nsn.
riore

--

anche senza opporre


--

la

tradizione

abbastanza bnona

n' e giunta per dcll'opuscolo, la cui versione siriaca


all' a.
i

un codice ante-

660

sarebbe

davvero

corrnzioni

copisti

fossero rinsciti

un miracolo, die a forza di a mettere insieme un testo ebraico

assai bene corrente e per di pin attestato da altra parte,

come

tosto

vedremo.
del

Non

dunque a dubitare: Epifanio


s'

lesse

il

primo verso

salmo 140 come

e dato di sopra.
il

Ora tutto cospira a mostrare, che anche


drino lesse un idcntico testo ebraico
salvo che ebbe
1)
in

traduttore alessan-

anziche 1'odierno
[xou.

masoretico
;

piu 'aiann 6ip) Tfj; 8vfp&fa


u.otj

EwaxouTov

e proprio

aaa

Xt

y^^,
aoi.

non

rrtnn

che a Ps. 69 (70)

e tradotto

bene po^Or^ov
alia

-^n non e stato

mai reso altrove dai


il

LXX

per siaaxousiv; 1'unico eccezionale caso,

presente, oramai

sembra svanire

ebraica che appieno risponde


giudicarsi casuale,
ossia

alia loro

comparsa d'una variante versione. Ne 2) oramai puo


interim
del
testo

un

fatto di

pura storia

greco, Tordine delle parole irpo; ai sxt'xpa^a nei codici piu antichi
e
rispettabili

vaticano (B) e sinaitico (s): esso risponde


delle

perfetta-

mente all'ordine

parole

ebraiche
<si

in

Epifanio

^Xa^

xapiO o

TjXiya xaptOi, mentre sxs'xpa^a irpo;


del masoretico.

risponde piuttosto all'ordine

E-

si

noti

il

riscontro e tanto piu notevole che

non sembri a primo aspetto, in quanto che Epifanio stesso ripetupreso per Q falcato) nel palinsesto ambrosiano Ps. 48 (49) i. nieglio forse nel caso nostro particolare e di lasciare senza
(z

La

ed accent! queste parole esotiche, come altrove ha fatto de Lagarde steaso, ad es. nella sua ed. della recensione Lucianea Ve"di pero le sensate osaervazioni di H. B. SWETE nella sua ed. dei LXX, I 2 pp. xm-xiv.
spiriti

DEL SALMO 140 (141)

1.

11

tamente presenta 1'ordine masoretico diverse senza mostrare d'accorgersene. Se egli avesse citato a memoria ovvero per ipotesi falsa
tradotto egli
altrimenti
:

stesso

in

ebraico, avrebbe scritto xaptOi YjXa^ e non

cio

die conferma la buona fede ed esattezza gia sopra


anzi non

rilevata di lui nella citazione presente.


3) fi
pifi

difficile,

domandi
dai

ntD'orr,
sia

sia

puo punto asserire, che -repeat/ s; perche questa parola non si trova ora resa cosi
si

LXX,
basti

perche

al

contrario cio

si

trova di nansrr- All'uopo


ebraico, e

pero

osservare che rro'orf n(>n ripugna nel testo


si

pote tradurre upo-roy^ al luogo nostro. La possibilita dell'una e dell'altra cosa - checche sia dell'etimologia o della

che dai

LXX

significazione radicale a

voce)-parmi dove neir ebraico leggesi

si

possa illustrare

primo aspetto sfavorevole (riguardare alia da somigliante passoin Ps. 101 (102) 1$,
"linyrr

rus, e nei LXX icecVi TT)v TWV Tairctvwv, e da Esa. 58 3, dove per plXe^j/ev iepo<Teuyf|v jnri nel codice alessandrino sta irpoo-sV/t^ e non syvto;. ^233 per

nkjrr^S

traslato comunissimo delle lingue semitiche e frequentemente

usato
irpo-

nel senso di attendere, badare,


e questo, se

cio

che

gli

ellenisti

dicevano

esempi nell'odierno testo T/iv; masoretico e alessandrino, parmi bastare a non escludere un a^fliTa axwX attestato da persona che certo non provo nemmeno una delle
altri

anche manchino

nostre preoccupazioni e trascrisse semplicemente la frase che gli stava


innanzi,
e quindi attestato in

una maniera degna

di fede.

Perocche

altro e avere di fronte

un

fatto nuovo, ed altro proporre

una mera

per quanto probabile congettura.

Nel salmo precedente al v. 7 ricorre un emistichio quasi identico al nostro masoretico con la stessa frase che qui ne interessa direttamente: "O^nri ^>lp nin> n^Tsn. Ora i LXX, secondo tutti i codici conosciuti, traducono evwTiaai, Kupis, T^V
v'

Ma

ha

di

piu.

^wvrjv (ovvero TTJ?


colla scelta
(cfr.

^wv^)
i).

TY^; ^ETjO-tto;

{JLOJ,

mostrando chiaramente
di

medesima

della

parola

sVoiKrai

aver

letto

runsn

anche Ps. 48
i

lo non

voglio

affermare

con sicurezza, che

per cio

abbiano dovuto egualmente tradurre il salmo 140b; pero sembra molto naturale che 1'avrebbero fatto, una volta che
proprio avessero incontrato di nuovo la stessa parola

LXX

nansn, appunto
(Js^crsco?
[xou.

come ripeterono

le

stesse

parole TYJV ^WVYJV

T-?J;

Al

]2
contrario,

II-

SUL TESTO EBRAICO

sarebbe

egli

una temerita sospettare,

che

il

singolare

rrjun

sia stato

sotto 1'influsso

del cosi vicino passo del salmo 139

cambiato come meno continue o come sbagliato neirodierno

nansn?

Niuno vorrsi negare, che almeno almeno si concepisce di gran lunga che non la sostituzione del piu comune pin facile questo mutamento,
e

owio ^ip nansn

i"

Vip rnoun.
il

In due particolarita adunque

testo ebraico fornito

da

S.

Epi-

fanio corrisponde certamente a quello usato dall'antore della versione alessandrina e non al comune masoretico; e nella terza ancora puo

corrispondere,

ma manca
dai

nella versione alessandrina della

del tntto certo per decidere in favore

un argomento concordia anche in esso,


con
probability
alia

sebbene sia

owio

due primi casi

arguire

simile relazione del terzo, e lo insinui la diversita di versione dei


nel parallelo

LXX

emistichio del salmo

139 (140)

7.

II

testo ebraico di S. Epifanio, che

ha per se una testimonianza


difficilmeate

piu antica del masoretico, n'e poi egli in realta piu antico e migliore?
e genuine?

La

questione

diventa

scabrosa, e

risolvere d'una

maniera a

tutti accettabile, potendosi


il

puo ad essa appli-

si

care altri ed altri principi, ed influendovi eziandio

gusto personale.

Se fossero davvero sicuri certi canoni talvolta usati, come che la lezione rara od insolita deve preferirsi all ordinaria, allora la lezione
r

singolare afJ^nra axtoX meriterebbe subito la preferenza, anche perche


se ne spiegherebbe assai meglio
il

cambiamento nell'odierna, secondo


tra

che
di
il

s'

e osservato di sopra. Si potrebbe eziandio invocare a favore


rrtinn quella specie di parallelismo
il

yQU> contro
secondo
aft'odi,

primo e

membro
attendi,

del versetto,

che diventa piu pieno e cospicuo,

ove
la

nansn

*f$n* corrisponda ins^p "]^S

come a "pnsip
Infine

parola sinonima ascolta ya-ej e non affrettati o meglio a corrisponde

primo comma a me (in mio aiuto),


nel

^-^*i(?a.

qnalche metrico potrebbe fors' anche invocare il numero, modificando de more il testo; ma son persuaso che pochi in tutte queste
considerazioni converrebbero, e che non sarebbe
altre in contrario.
difficile

sollevarne

Laonde

io

rimetto ai competent? la questione, pago

d'averla sollevata.

DEL SAL.MO 140 (141)

1.

13

Ora soggiungiarao alcuue osservazioni


attinse
il

sulla fonte a cui Epifanio

passo ebraico, e sulla vera lettura di questo.

Donde Epifanio trasse il versetto ? Da un codice ebraico isolate ch'egli ebbe alle mani? Dalle Esaple? Ovvero da qualche autore
da
lui

seguito? Credo die la supposizione piu probabile sia la seconda,


il

avendo

santo conosciuto e usato altrove delle Esaple, ed avendole

nello stesso opuscolo de

memuris

et

ponder, ripetutamente ricordate

e descritte,

sebbene con parole affrettate e confuse che non fanno


!

segnatamente in questo opuscolo non sottoposto ad un' ultima mano Per questo mo-tivo inseriro nelle Esaple il passo, quanttinque i codici esaplari superstiti ne tacciano affatto, e solo la
specie in lui,
.

Siro-esaplare noti d'obelo ir\z cs^atco;

(JLOU.

contare sul silenzio di questi codici, lo mostreranno

Quanto poco si possa i frammenti nuovi

ambrosiani e vaticani. La massima parte de' codici sono preziosi per


quel che dicono
,

e nient' altro

solo

uno

due

codici

dei

salmi
delle

talvolta parlano col loro silenzio,


altre

cioe attestano la concordia

versioni coll'alessandrina, ove essi non presentino varianti;


codici per gli ultimi

ma
che

di siniili

70

salmi finora non ne conosco.

Ne pud
mato
divino,
nel

opporsi 1'uso d'aowvai invece del

nome

ineffabile,

nei migliori testimoni esaplari e lasciato tal quale,

ovvero trasforil
i

vicino
lo

icnti.

ma

ha

letto

Epifanio qui non ha traslitterato come usavano leggerlo gli Ebrei e


2
.

nome
dotti

della circoscrizione

Antiochena

Non

altrirnenti nella Siro-esaplare e nella

massima parte

de' codici

contenenti estratti esaplari sta sempre o quasi sempre xupio; invece

DE LAGARDE p. 215. Al passo classico ritrovato dal Ceriani


Cfr.
o. c. p.

sull'

uso d' a^wvact

nella

recensiorie lucianea (v. Field

LXX.XVIII)

si

puo aggiungcre un cenno

d'un giovane contemporaneo


nelle

parti

inedite

del

suo

Epifanio, cioe di Teodoro Mopsuestcno coraiuentario sui Salmi in Muratori, Antiq.


d'

Hal. Ill 858: et remansit hie sermo (Caddis)


vel
et

secundum linyuam syram hebraeam etiam in voluminibus g metis ut ADONAI atque Sabaoth

alia similia.

II.

SUL TESTO EBRAICO

che come Aquila, Simmaco rrrr pivssi quegli stessi traduttori, a nel proprio testo il nome ineffabile e la V edizione, manteiinero
di

scritto

in

lettere ebraiche.

*.

Gia nel precedente capoverso ho toccato un punto relative alia lettura del passo ebraico di S. Epifanio. Ora accenniamone qualche
altro.

De Lagarde, preferendo
fanio,

la versione siriaca al testo

greco

d'

Epi-

del tutto ginstamente, giacche xapiO. Io dubito se nclla scrittura siriaca antica non e certo da attendere una vocali-

scrive YjXay

zazione sufficiente: cfr.'l'ed. siriaca non vocalizata nell'opera di lui


Veteris

testamenti
p.

ab Origene recensiti fragmenta apud Syros

etc.

(1880)
dove
c'

13.

Sotto questo rispetto sembra in generate doversi, la

e conservato, tener piu conto del testo greco, sebbene mutilo,

gran lunga piu recenti. Kapi6i e senza fallo migliore di xapiO. Anche nel palinsesto ambrosiano la prima persona singolare del perfetto conserva sempre la desinenza in i: aiOt, Aggiungasi che owiiQi, (JaTaOi, ouvaepOi, cravat.
e sebbene

tramandato da codici

di

afxapOt,

nel greco d' Epifanio v' e di questa desinenza


nulla parola seguente
sciuti
urfxa

una seconda traccia

per

ff(xa

presentata dai due codici cono-

e inoltre dall'estratto ottoboniano.

Quanto ad T,Xay 1'ambrosiano sostiene


la

tale lettura e

non

1'altra

TjXiya corrispondente alia puntazione odierna; e percio col de


preferisco

Lagarde

prima, anche

perche
dall'

penso

abbia Epifanio trascritto

direttamente o indirettamente
coll' editore,

Esaple. Peru non oserei asserire

che

il

Santo sicuramente non ha scritto in altra maniera,

sia

perche Epifanio
--

perito d' Ebraico a testimonianza di S. Girolui

lamo

puo avere vocalizato o supplito come a


le

pareva

meglio
-

secondo
S.

proprie cognizioni, sia perche dalle Girolamo accennate a conferma non si puo -- come vedremo
d'

traslitterazioni di

arguire a quelle

Epifanio.
restituito la divisione delle
iTfjia-^X

De Lagarde ha ben
afljiiTa cosi guaste in

parole

o-fxa

Y]>a

greco

isftpiTa.

Spt.a e anche nel palin-

sesto ambrosiano a Ps.

quasi fosse

^s yp^

29 (30) n. Pero non bene scrisse <r(xa, ^Xi, (ascolta, mio Dio), e non ^N "w ovvero ^.

DEL SALMO 140 (141)

1.

15

Sopra ho ordinariamente scritto "6. sebbene ^s sembra piii conforme alia trascrizione r X. La caduta od omissione della vocale a
(

11011

era
dell'

difficile,

specialmente per chi rammentasse


FlXt
-

il

notissimo

Y)Xi,

Y]Xi

evangelo.
27.
-

per

^s

sta
egli

anche

nel

detto

palinsesto
di

Ps.

88 (89)
perfetto
e

Come pure
aflftiTx

non ha avuto ragione


suol

cor-

reggere sfJpiTa
del

in

(s^ins), atteso die nella priraa


dell'liiphil

sillaba
la
etc.

dell'imperativo
a.

Origene
cXO,
eptjx,

porre

vocale

non

Cosi

TTY)

canXyjvi,

ea-ycpOavi

Onde non v'e ragione d'abbandonare


del testo greco.
fi

la vocale

tramandataci ne' codici

notevole axcoX

'

senza

il

suffisso,

che pure sembra dovesse

avere (xwXi). Se ne puo supporre, che dal testo d' Epifanio sia caduto antichissimamente, gia prima che se ne compiesse la versione
siriaca;

ma puo
a

darsi altresi che in cio

si

celi

un altro segno

di

concordia col testo usato dai


nelle note

LXX. Come
gli

e riconosciuto (cfr.

Baethgen
lessero

questo luogo),

Alessandrini invece di

^ip

come nel v. 7 ^ip TYJ ^wvrj TY]:; oz-fi>j.&- aou, precisamente del salmo precedente 139 (140). Ora Epifanio esplicitamente afferma
"Oiann che nell'ebraico

in quel

testo cioe che gli stava davanti


TTJ;

- mancava
[xou, e
il

con evidente danno la parola corrispondente a die queste furono parole aggiunte dai

Oc-rjcrsoj;

LXX

per aggiustare

passo.

Non
se

v' e

ragione alcuna di dubitare deiraffermazione del Santo. Pero,


1'

e giusto

axtoX,

niente altro se ne puo declurre se non che nel-

l'ebraico d' Epifanio era di

ed era caduta

si

noti

--

gm caduta senza che

la

parola tradotta dai

LXX,

si

fosse ancora sup-

plita
suffisso. fisso

alia meglio,
d'

come

nel

testo masoretico, con fornire axcoX di

Le parole Epifanio infatti lasciano comprendere che il sufrealmente mancava nell'ebraico: altrimenti non avrebbe presencome monco. Lo conferma
la versione Siro-esaplare,
Tfj;

tato questo testo

che mette sotto obelo 1'intero complemento


1

^Tew?

(xou.

Se non

Avevo pensato
in Xx.wX
(^lp^>;

di restituire,
cfr.
Xfi'/iO,

non ostante
di

la concordia dei codici,

XSx'JsiS, X|7,aoj>.,

XTST^

e ambrosiano) attesa la simiglianza sorama scola: ma non v'e necessita di farlo. A/.wX pero (se I' a non e scorso dal precedente a^ira) doraanda almeno 1'articolo, che manca nel masoretico.

etc. del palinsesto nella scrittura maiu-

16
;i\-sxjiwi
siibito

H. - SUI-

TESTO KHRA1CO DEL SALMO 140 (141)


--

1.

lYbraico di S. Epifanio

1'ebraico esaplare,

penseremmo

trasposi/ione del metobelo neH'originale greco;


clie anclie

ma

era

si

puo uon irragionevolmente pensare,


inancante nella prima colonna.

pov fu obelizato come


direbbe im

Onde, tutto considerate, cio che a primo aspetto

si

un guasto guasto dei mss. di S. Epifanio, appare piu probabilmente del testo ebraico stesso usato da lui, guasto clie domanderebbe
un supplements simile alia parola letta dagli Alessandrini. Qaindi una nuova sebbene tacita attestazione in favore di costoro, e quindi
ancora una conferma dell'identita, in uno stato anteriore, del testo
d'

Epifanio con quello usato da


S.

essi.

Epifanio, ragionando sotto


1'

un diverse aspetto e per


ai

tutt' altro

scopo, oppose
la

Ebraico

di Ps.

140 (I4l)i

LXX

per inferirne
la

perfezione di questi: noi, concedendo ben volontieri

migliore

conservazione del loro originale, siamo grati a lui d'avercene almeno


in

parte conservato

il

tenore

si

notevolmente diverso dal masoretico


i

con interesse e vantaggio non lieve della critica d'entrambi

testi.

III.

Sul canone biblico di


veramente oltrepassa

S.

Epifanio.

II

titolo

la

mia intenzione; che non ho


le

proprio nessuna ragione e voglia di discorrere sulla natura e portata

d'un canone ricordato e commentato in tntte


e in tutte le storie del canone
'.

introduzioni bibliche

Solo un punto voglio toccare, die

mi pare molto importante ed


conosco

atto a viemeglio determinare la pro--

venienza di tal canone; e lo tocco perche mi sembra

in

quanto

sfuggito
2
.

ai

moderni

sebbene

il

Petavio

ne

abbia fatto

cenno in nota
io,

Simile dimenticanza sono ben lungi dal rimproverare


io stesso,

che 1'avrei subita

ove non avessi di proposito ricercato


insegnando 1'espe-

mai qualche rienza che non


se

altro avea avvertito altrettanto,


s'

mai cauti abbastanza

in presentare novita.

Molte

volte

nostri buoni vecchi le

alcuna insegnate, direi anzi,


cosi avviene che noi posteri
in luce

hanno gia viste e senza pretensione sepolte la dove meno s' attenderebbe e
;

con tutta

la

buona fede

le

rimettiamo

come scoperte

novita proprie. Hodie mihi, eras tibi!

la

Tre volte Epifanio presenta il canone del Vecchio Testamento; 3 coi soli nomi greci de' libri santi, e la terza prima e la seconda

coi

nomi ebraici eziandio

4
.

Di quest' ultimo canone

ci

occupiamo

al

NT. Kanons II, 1 (1890) 219-225. sunt pleraque sacrorum librorum vocdbula. Sed nos Depravata nihil immutandum censuimus. Plerisque littera 8 praefixa, qui est chal1

Cfr.

ZAHN

Gesch. d.

daicus articulus: cosi

egli,

p.

Haer. VIII, 6 156-157.


4

(P.

P. G. XLIII, 277, nota 70. G. XLI, 213); De wens, et ponder.

4, ed.

Lagarde

Anche

nell'

Haer. IX, 2 (225 A)

il

Santo fornisce

nomi ebraici
'

del Pentateuco: 'Ev Ss ry 'E^pat^i SiaXe/.Tto

OOTW xaXoOvrai

B/ipaiS,

]g
presente.
sani,
I

III.

SUL CANONE BIBLICO


e

nomi
in

ebraici,

come

da

aspettarsi,
il

non

sono

sempre
ne

ma
':
1

sostanza

rimangono.

Ecco

passo

per

quanto
2

riguarda

wv

upcoTY]
a)
,

BpY]<7i'0,
Y]

Y)

xaXeVuai

Feveai;
:

xfofxov.
B

<OO>-

XY]<Ji[Jic60

"El-o^o;

TWV uiwv
4

'LrpaYjX

AiyuirTO'j.
<ruiv

OO'Api8-

O0aia(3^p, YJ aisxpa, YJ lp[/.YjvUTai AEWTIXOV. 5 AirjaoO, 'EXXe$fi3apijA, TO As'JTepovdfxwv. fAwv.


5

Y] -q

TOO

'IY]700

TOO Naufj.
9

Aicoj3,
b)
,

Y)

TOU

'1(6^.
10

AedwyTS^fx
p T

b)
,

TWV

KplTWV.
"
ptov.
i

ApOU0
ppY) iapi
t

Y!

TY];
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TouO.
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'^aXT^J

A
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TWV
dj
,

riapaXctuouLEvcov.
u.

ABaTi-

pp

YJ

c)
,

n A napaXiiroaV(ov JtUT^pa.
16
.

o u

YJ

d)
,

Xsuov

14

uptoTT,.

Aa^ou^EaaaouVjX
A
(x
1?
,
(1)

BacriXctwv ^'JTc'pa.
i
[JL ,

l5

Aij.a.

Xay
17

BowiXsiwv TpiTYj
T|
,

aX ay

Ba7tXsia>v

TTapT-rj

AacOaXtoO
Stpa(Tipta

llapoiatwv.

AcxtosXcO,
a<7aaTwv.
20

6 'ExxXYjcna-TTY]:;.

19

e)

TO
J1

Awaa

TCOV

AaOapiaaapa,
SJ

TO Aw^xairp^YiTOv. AYjaatou, TOO Tcpo^YJTOu 'Haaiou. 23 f) TOO TptJ.tOU. , At^XlY)X, Y] TOO 'l Y) p{Jl(oU
24
B

Ai-

AE^aviTjX

g)
,

Y)

TOO Aavt-^X.

AEa^pa,

T,

TOU

A^a^pa, r, TOO "EaGpa 27 ATOVjp, Y) TYJ; "E^pa ^eur^pa.


colpito da quel ricorrere,

25

'

Ognuno sara rimasto

dopo

libri

di

Mose, per ben didasette volte

un prefisso non

ebraico davanti ai

AonV,5pa, O'ji'Sa^'op, 'KXXeSSxsfixptv.

Le

corruzioni

non raancano.
o-j

Noto

solo Awiaocpa,

che sembra nato da scambio del nesso


letta.

con & e

da un'x corsiva male


lo

Nei due codici greci del 1. de mens. et pond. stesso errore ricorre corabinato con parte della lezione giusta cioe
1

mens. et pond. 23, ed. cit. 178-179. Cosi ho supplito. In queste note scelgo le variant! d'un certo interesse per 1'argomento nostro. Se dovessi ripublicare il testo, allora
l

De

mi scosterei anche piu dal de Lagarde per


nato sopra a b Aix >

criteri,

che

in parte

ho accen-

p. 14.
i

codici greci.

c>
')

Ho

corretto in

i^o'j

''
r,

lo

de' codici.

AefJpwajmv
gr.

Sir.

Sir.
^

Senza

il

&
gr.

codici greci.

DI

S.

EPIFANIO.
essi

19
se ne fosse
7a|jt.ouY]X

nomi

ebraici, e

cosi

combinato con
uo[3,

come

un elemento

costitutivo:
pt.9ur)X

dtYj<rou,

foow^reifJi, ^epouO,

(iaXa)rsi[A
iepe[Atou,

due volte,

p.OaXto9

[ji.aXco9,

STjOTflteu,

$teexry)X,
colpito

eavw)X, ^sT^pa due volte


dal

Ancora sara rimasto

vedere

lo

stesso

prefisso

anche

davanti al nome grecizato ^qo-aiou e, secondo la versione siriaca, Non vi puo esser dubbio: qui ci troviamo di fronte ad ieps[iiou. 2 s' e combiuna contaminazione. La nota aramaica del genitivo "i

nata in uno col titolo ebraico o grecizato de'


tintendere un nome reggente come
libro

libri

santi,

e fa sot-

siDD.o

sisro-

Simile fatto

appare

anche
3
,

piti

manifesto nel titolo de' dodici


scrive S. Epifanio.
col
si

profeti, TO Aw^xairpo^-qTov e senza fallo dall'aramaico

come

AaOapia<rapa
e

loynn

prefisso

-?,

non

dal-

1'ebraico *\wy

n^
sir.

il

tecnico

nome che

e ora trovato nell'ori-

II eel. I.

GUIDI, da

a riguardo del

me consultato in proposito, disse ^ns^, che in esso si celasse ii nome

di sospettare
di

Davidde,

dal quale come da protagonista fosse denominate il secondo 1. di Samuele. Anche del greco &aSou&c(/.ouY)> si puo forse congetturare altrettanto, che
cioe &a& fosse

dapprima

scritto SaS,

solita

abbreviazione di AxuetS.
per uno dagli Ebrei
;

Lo

strano
col

nome sarebbe quindi la nome coinune d'entrambi


i

fusione del

nome

proprio del libro secondo


(e

libri contati

anche,

secondo

da Aquila cfr. lo scolio in Field I 543) fusione che preun uso dei due nomi insieme, quale osserveremo sotto nella supporrebbe La ragione, per cui nota 3: in Malachia .. in duodecim Prophetis. GUIDI crede chiamato David il II libro di Samuele, puo bastare. Ricorrere
loro,
:

un tempo cominciasse colle parole (aiZJ) TH1., precedente complemento plS'd HID ''"in^ ^^j m P ar e non necessario e un pochino temerario. 2 Che altresi nel greco ouStttcxpet, Sw/x.apx essa si celi, non credo.
al saspetto,

che

il

libro

omesso

il

Cfr. sopra p. 17 nota 4.


3

nome

Credo, che anche nelPoriginale greco della Didascalia ci fosse un tecnico consimile: cfr. Didascaliae apostolorum fragmenta Utronensia

Hauler (1900) p. 55, 15; nam et in duodecim profetis ita dictum est (segue una citazione d'Abacuc); e meglio ancora p. 86, is-ie: aicuti et in Malachia, qui nuncupatus est angelus, in duodecim Profetis scriptum est etc. Mi spiace di non avere la versione siriaca publicata dal de Lagarde, dove -forse puo trovarsi un nome come quello
latino, ed.

che

c'

interessa.

20
irinak'

HI- -

SUL CANONE BIBLICO


'

ebraico deU'Ecclesiastico

del principle del II,

o forse auzi

del principio del III secolo avanti

Cristo

2
.

Come

si

spiega questo fatto singolare?


le ipotesi

Due sono
gia avanti

possibili.

La prima

e,

die la contaminazione

sia avvenuta dentro lo stesso testo d' Epifanio o a) antichissimamente

che se ne facesse

la

versione siriaca, ovvero b) nella

donde poi derivasse 1'odierno testo greco creduto originale. La seconda supposizione e, che la contaminazione sia originate nel testo d' Epifanio, ossia, in altri termini, che il Santo
stessa versione siriaca,

denominasse

libri

sacri con quei

nomi da

lui

creduti ebraici, che


lui

aveva appresi dalla viva voce oppure da scritti a La prima ipotesi in ambedue le forme mi pare
nere.
II

conosciuti.

difficile

a soste-

greco odierno non ha punto

1'aria di retroversione dal

molto

piu completo siriaco; e sebbene

tramandato in codici

piu recent!, talvolta conserva ineglio la

gran lunga forma ebraica - domandata


3

di

anche dall'analogia - contro 1'aramaizante della versione. Cosi os


(due volte), aipao-ipc'.u. contro ^e^pilajxeiv, aipaOo-ipeiv (probabilmente cuaaXtoO per la facilissima e frequentissima confusione
;

uia

di

col

falcato)

contro <?[xOaXwO.
il

Ne

e guari piu probabile che

rimaneggiamento

sia gia anti-

chissimamente avvenuto nel testo greco. Ci voleva davvero un capacissimo; ma questo passi. Come avrebbe egli mai potato far passare
le
il

sue alterazioni anche nelle copie di diversa recensione? Giacche


testo greco e
siriaco rappresentano due recension! affatto diverse, che o un redattore deve essere passato sovra il testo, ovvero
il

tal

49

10

(ed.

Cowley-Neubauer

p.

40)

inn
o.

DW33n
ib.

"I1ZW

ptto
2

nnj-ia nnasy.

Nel siriaco
c.

iDjnn.
xxvi
ss.,

cio

che avverte

Dopo HALEVY, anche BAETHGEN S. SCHECHTER a p. 36


cantabrigiensi
I.

p.

e notisi

anche
nuovi

della sua Introduction ai

frammenti
d'

dell' Eccli.

ebraico

(1899).

La

confutazione

LEVI, non finisce di piacere nemraeno ad A. LODS, pur seguace dell'antica comune opinione (Rev. de I' hist. d. Religions,
1899,
p.

Halevy, fatta da

XXXIX,
3

470).

Ma
in

Se 'EnsSSaepxpiv

insieme a queste forme, io molto sicura del Panario.

questo non c'importa qui. Haer. IX, 2 (sopra p. 17 n. 4) sia da mettere dubito assai a cagione della tradizione non
.

DI

S.

EPIFANIO.
il

21

posteriori copisti debbono secondo

proprio gusto avere variamente


l
.

scelto dalla brutta copia d' Epifanio ridondante di doppie concezioni

Tutto invece facilraente


si

si

spiega,

se

Epifanio
siano

stesso

cosi

scrisse;

spiega cioe

come
le

le

singolarita

passate con
,

singolare
e

costanza in

ambe

recensioni per fermo antichissime

come

il

greco, quantunque mutilo e

men bene
II

ebraiche meglio del siriaco.

attestato, conservi certe forme - se difetto dirsi tale -

quindi

non

ai

copisti

non

ai

recensori

ma

all'

autore

puo medesimo sembra

doversi imputare.
S.
il

Epifanio dunque riferirebbe un canone della bibbia ebraica,

quale nella sua stessa redazione presenta manifeste tracce d'una

derivazione od origine aramaica.


le

siccome
c.

lo

stesso canone senza

parole ebraiche egli riporta altrove al


di questo,

4 del nostro opuscolo,


tali

cosi si dee dire altrettauto

sebbene non porti

manifest!

contrassegni a causa dell'omissione di dette parole.

"Riferirebbe" ripeto: che non


stesso di tale guisa composto.
II

possibile

1'

abbia Epifanio
preso
e

Santo evidentemente ha
titoli

conservato come elemento costitutivo dei

ebraici quei prefissi,

che nel suo contesto non hanno piu ragione alcuna di esistere. Questa

prova e ineluttabile e ci dispensa dal porre la questione, se mai -il Santo anche volendo -- fosse capace di fare altrimenti da cio che ha fatto.
,

Or donde
credo
si

ricevette S. Epifanio questo canone aramaico?


del
il

Non
cio

possa esitar molto: dagli Israeliti

sua regione, ovvero da qualche suo autore,


fatto.

tempo quale aveva

suo

e della
egli

Lo

suggerisce, oltre la natura della cosa stessa, Panalogia col

prologus galeatus di S. Girolamo, che senza fallo prese il canone dai 2 L'ordine de' libri e assai diverse, ma i nomi suoi maestri ebrei
.

ebraici sono

gli

stessi

che in Epifanio, compreso eziandio

il

titolo
ire,

de' Profeti minori, qui


1

apud

illos

vocatur

THAEE ASEA
:

(al.

Cosi a un dipresso DE LAGARDE p. 215. E cosa ehiara, non fosse altro dalle parole
et incipiunt...

ordinem faciunt

Deinde subtexunt...

et

Secundum prophetarum in eundem compingunt

598); e per questo il passo di s. Girolamo si pu6, al solito citati, portare in testimonio delle trapar! di quelli talmudici per dizioni correnti presso gl' Israeliti palestinensi del suo tempo.

Ruth

etc.

(1.

c.

oo
agra, P. L.
'

Hi. -

SUL CANONE BIBLICO


gli

XX Mil,

599): e sono

stessi norai

anche
es.

la

dove

Origene
\

(Eusebio, Niceforo) presenta talmudico ua*9ex(oei'[x (il

altri titoli,

ad

del

Numeri

nmpan

t;nn

o,

secondo
--

altri, forse

anche
alle

forse piu fedeli mentre Epifanio e Girolamo -hanno ouc$*pY)p, outSapYjp (Haer. tradizioni del loro tempo

cnpannn).

IX, 2), Vaieddbber. E il canone di

S.

Epifanio risulterebbe notevolmente molto piu

antico di lui, se la fusione dei titoli ebraici col prefisso aramaico in un tutto considerate indivisibile fosse gia avvenuta e consolidatasi
al

suo tempo, e non dovuta ad una debolezza poco o punto verisimile del Santo. Allora il suo canone dovrebbesi dire gia fissato e tra-

mandato, a un dipresso come certi versi memoriali, nel seno della comunita giudaica a cui lo tolse.

Ne cambia
se
si

la conclusione,

anzi a piu
il

forte

ragione discende,
per
il

supponga

derivato

in

Epifanio

canone

mezzo

di

qnalche autore, che io non saprei

nemmeno

dalla lontana divinare,

e che non ammetterei tanto facilmente (cfr. tuttavia p. 26, nota 1).

non permettono di uscire, all' ultimo termine, fuori della cerchia dell'intlusso aramaico diretto; e del tempo, nell'ipotesi, non se ne domanderebbe certo uno spazio
Perocchfc
gli

aramaismi

sopra

rilevati

minore.

La
(lo

questione quindi sulle singolarita del canone di S. Epifanio


vale per S.

Girolamo) rientra nella questione sulle singolarita del canone de' Giudei di certe province al IV secolo, e sotto questo riguardo assurge ad un' importanza maggiore che non si
crederebbe a primo aspetto. Sopra ho ricordato che 1'ordine de'
in Epifanio e assai di verso
libri

stesso

segno

manifesto
i

da quello ricorrente nel prologus galeaius; della diversita dell'ordine, in che si tenevano e
appresso
le

leggevano

libri

diverse comunita israelitiche


,

?.

Giroposto

lamo stesso accennava a

cio

quando

ricordava

il

diverso

H.
to

e.
8

e. VI, 25, donde passo in Niceforo V, 16. V. in proposito e per tempi posteriori C. D. GINSBURG Introduction

P. G.

XII 1084, da Eusebio H.

the

Massoretico- critical edition

of the Hebrew Bible. London 1897,

p.

1-8, benche

egli usi solo fonti e codici ebraici.

DI

S.

EPIFANIO.

23
assegnato

da alcuni Giudei (come appare ai Treni \ Ma questa diversita


quella
tra

dal
e
di

contesto)

Rut

Epifanio

il

gran lunga minore che non prologtis galeatus, e fra quest! due ed
seriore
la

Origene.

Nella letteratura

ebraica

vi

sono
:

eglino
io
,

riscontri al

ho varcato

tempo mie colonne d'Ercole, m'affretto a tornare addietro per non mi smarrire, e finisco con una sola osservazione sullo stato
Epifanio
le

canone

d'

Ai competent!

decisione

che da

del testo del canone.

Ognuno avra osservato


e Giudici-Rut, e

la strana

del Salterio

fra

comparsa di Giobbe fra Giosue Rut e i Paralipomeni. Cio non


c.

corrisponde punto all'ordine osservato nel


scolo,

4 del medesimo opu-

dove

si

Psalm.,

etc.),

seguono quattro Pentateuchi: Mose, libri poetici (lob, - secondo altri - Agiografi (losue, lud., Ruth, Fpa^sia o
2
;

Paralip., Samuel, Regn.), Profeti minori e maggiori, e le due appendici

Esdra, Ester

ne corrisponde all'altro canone Hder. VIII, 6:

Ottateuco, Libri poetici, Agiografi (4 Regn., Paralip.), Profeti, Esdra,


Ester.
II

nostro sarebbe egli un terzo canone?


di

Veramente un cambiamento
capitoli

canone alia distanza

di

pochi
la

non ha gia

di

per se grande verosimiglianza.

di

fatti

concordia perfetta nelle rimanenti parti e segnatamente


singolare

nell'

ordine

Paralipomeni, Samuele, Re; o equivalentemente: Paralipo(ordine che per trovarsi, non ostante la sua stranezza,

meni, 4

Re -

non puo attribuirsi a puro accidente di dei due canoni, trascrizione) sembra sufficiente a stabilire 1' identita ossia che nel libro de mens. et pond, il medesimo canone e ripetuto
a tale distanza ripetuto,

due volte e niente piu.


1

Quamquam
600), uso

nonnulli
secoli
1'

Ruth

(1.

c.

da

il

et Cinoth inter ayioypxopa scriptitent piu coinune fra gli Ebrei.


i

notevole che

uso di porre alia fine degli Agiografi


e

Para-

grammatico-masoretico lipomeni Adath Deborim-un. uso orientale o babilonico e da maledirsi: v. GINSBURG,


p.

op pure Ester

detto

nel

trattato

2-3.

24

III.

- SUL

CANONE BIBLICO
L'ordine consueto

Altrimenti penserei del canone del Panario.


e giusto

- Re, Paralipomeni

--

e 1'aggruppainento assai

comune

di

in un Ottateuco sembrano Giosue, Giudici e Rut alia Legge quasi ridurlo ad altra recensione piu usitata di canone. fi ebraico anch'esso,

e conviene coll'altro sia nell'ordine interne della duplice serie di libri


poetici e di profetici,
sia nel

porre per ultimi

profeti,

Esdra ed

le due Sapienze. Pero Ester, sia nelle osservazioni aggiunte sopra che non derivano sicud'una certa entita, quelle due sono varianti di distrazione. Non mi sorprenderebbe che ramente da puro caso

ad Epifanio medesimo scrivente in altro tempo e forse dietro altre notizie. Ad ogni modo, anche se non sono originali, facilmente si spiegano coll'influsso dell'ordine comune.
risalgano

canone, quale delle due forme e la giusta? e come se ne spiega 1'alterazione o differenza rilevata? lo sono ed il contra. incerto, e mi limito ad esporre il pro

Tornando

all'altro

La forma
damentale
lato
l

del

c.

4,

come sistematica

e modellata sul tipo fonse

del Pentateuco base della religione giudaica,


cio

da un

puo per

stesso

dar sospetto d'una

concezione

individuale

d' Epifanio o d'altri che sia,

sembra

dall'altro rispondere assai

bene

al gusto rabbinico, e sopra tutto a certa stranezza registrata ne' libri

Talmudici
de' libri

diversamente

spiegata.

Notisi 1'immediata successione

poetici,
alia

con Giobbe in capo, alia Legge. Con questa unione


ci

di

Giobbe
2

Legge non

avrebbe nulla a vedere Popinione dei

Rabbini

della fine del II, o principio del III secolo, che

Mose ha

S'jo, a);

OUTW; ouv (TuyxeivTai ai {ii^oi ev TrsvTaTsu/ot? Trrapfft, x.al el-m TX; iv&ixOfTOo; ^ifilou? OUTO>; TCEVTS ptiv vojAix
-

{/

SIT* aXV/i 7:3VTXT2u^o;


/Xsyoy-eva... aurr) TOITTI
..

ty.

xaXo'j/.sva Fpa^sta,

xapi

rial Ss

TTiVTaTeu^o;. aXX?) wevTaT&u^o; TO Aco&sxat eira STcXvipwOv) r Trpo^'/iTix./, 77cVTaTu/^o; (p. 156). Con lo stesso spirito fa dei Salmi un altro Pentateuco nel c. 5 (p. 157) pure
t

da
la

taluni attribuito

ad Ippolito

e,

siccome concorda
cfr.

il

Midrasch a Ps.
p.

i,

sua idea la
15a

si

crede la piu verisimile:

BAETHGEN

xxxin.

Nel famoso e cosi spesso citato passo del trattato Baba ~bathra, V. ad es. A, LOISY Hist, du canon de I'A. T. (1890) p. 23 ss.; CH. A. BRIOGS General introduction to the (1899) study of
f.

14*.

p.
si

holy scripture 252-256. Nelle 8 colonne della tavola del GINSBURG, p. 7, Giobbe non trova mai avanti ai Salmi.

DI

S.

EPIFANIO.

25

scritto
libri

il

libro di

Giobbe?

la successions

immediata

de'

Salmi

ai

mosaic! non potrebbe avere la sua ragione nel fatto, che nessun

libro

dopo

Mosaici era altrettanto solennemente e perpetuamente

usato nelle Sinagoghe?

Come -

alcune delle prime edizioni le

- in per addurre un tardo esempio Meghilloth furono per motivi liturgici


!
.

soggiunte

al

Pentateuco

mosaico

due

libri
il

poetici

principali

avrebbero tirato dietro se

sarebbe venuto a trovarsi fra

pentateuco poetico mosaico e 1'agiografico di S. Epifanio (Giosue-Re). La stranezza, che nella sua stessa discordanza dall'uso e dalle opinioni generali sembra avere buona testimonianza, troveil

gli altri simili, e cosi

rebbe quindi una spiegazione, per quanto veggo, non aifatto assurda.

Da
il

questo lato la forma del


c.

quella del

23

alterata.

4 apparirebbe la migliore, e Non nascondo pero su questa alterazione


c.

mio primo sospetto, derivato dal supposto quasi


c'

sicuro, che anche

qui

era

in
,

origine
e insieme

la

divisione

tuttora

abbastanza cospicua in

pentateuchi

dall'altro

supposto

men

certo,

che 1'ordine

primitivo fosse Legge, Agiografi, Libri Poetici, Profeti, Esdra, Ester.

M'

era, dico, venuto in

mente che
2
,

vari Pentateuchi fossero un tempo

scritti

in altrettante colonne
I

1'uno di fronte all'altro, cosi:

IV
Proph. min.
etc.

26
o no)
il

III.

SUL CANONE BIBLICO


il

resto' della

II
,

poscia
e vero,

resto della III colonna.

C' e un
1'

poco
ordine

di

complicazione

poi
;

resta

spiegare
la

inverse

Poeti, Agiografi

del

c.

ma

se a taluno

spiegazione

non dispiace, ue sono contento. Come pure non sarei scontento se ne volesse insieme applicare una simile anche al c. 4, supponendo die le
colonne fossero state appaiate e scritte 1'un paio dopo 1'altro, in guisa da venirsi a trovare e quasi continuare la III colonna sotto la I, e
e die Epifanio -- elaborando il canone scritto avanti a' suoi occhi prendesse abbaglio egli medesiino, e prosela

IV

sotto la II,

'

guendo a scrivere una dopo


a trasportare
il

1'altra le

due colonne doppie, venisse cosi

terzo pentateuco al luogo del secondo, e vice versa.

qui a fourni a exerce une influence sur les details de cadre, I' enumeration. Ma siccome nel medesiino passo del tr. Baba bat lira da " Samuele lui stesso riportato a p. 23 (cfr. anche p. 25) s' insegna che ha scritto il suo libro, il libro dei Giudici e Rut ", credo inolto piu ragiocio

una combinazione

artificiale della tradizione palestinense

le

e dell'alessandrina qui

nevole ripetere da cio 1'aggruppamento in codici e nel canone di questa o quella comunita israelitica (si noti il zap' 'K^paioi; di S. Epifanio), aggruppamento del resto attestato anche dalla versione alessandrina e

da Giuseppe Ebreo (ib. p. 14: BRIGGS, p. 128, esita), ovvero riconoscere in ci6 un segno, che antichissimamente in qualche codice ebraico sia stata osservata T unione. Lo stesso dicasi dei Treni soggiunti a
forse

Geremia. Anche
della

punto di partenza fuori Che poi a conservare e a far pura fantasia e del pregiudizio. adottare da piu questa riunione, la quale riduceva a 22 i libri canonici
le
il

favole

hanno spesso

loro

che " questo numero colla sua spiegazione simbolica era in qualche maniera entrato nella tradizione cristiana ", mentre " la cifra di 24 era allora <al tempo di S. Girolamo)> quello della
del V. T., concorresse
il

fatto

tradizione giudaica ", e che questa cifra sia la piu antica ecc. ecc., io ho voglia - ne questo e luogo - di contestare.
1

nou

", perche e impossibile che lo spostamento sia sorvenuto nel testo stesso d' Epifanio. Vi ripugna il contesto ZSVTS }/lv -SVTS Se ffny^pei;... aXX'/i vo{u/.a?... wevrarey/o; rx... Ypxyztx... aXXv) zsvTareyyo; TO Awoe/caTrpo-pyiTov..., come puo convincersene chicchessia, rileg:

Dico " elaborando

gendo
B'

il

testo d' Epifanio (cfr. sopra 24, nota 1). - All'ipotesi

d'una fonte

p. 22, piuttosto sfavorevolmente pero. Credo possibile in un momento di distrazione 1' abbaglio anche davanti ad una propria scheda concopita come s' e detto. Quindi esiterei a trovare in cio un

e accennato

indizio di

una fonte diversa.

DI

S.

EPIFANIO.

27

Qualcuno

giudichera

uno

spreco

di

tempo

e di carta queste
incerti.

minuzie; e davvero vorrei io stesso risultati


sotto esse

meno

Ma

se

mai

si

celano tracce delle antiche


,

differenze
,

del

canone

appresso

Giudei

non

vale la

pena

d'

occuparsene

sia

pure per
resto con

giungere ad un
S.

risultato

puramente negative? Che

del

Epifanio

si

possa riuscire talvolta a qualche cosa di meglio, lo

fa sperare

quanto rilevammo nel capo precedente.

Post
sul

ilia
et

p.

8 not.

2,

de mens.

pond, edito dal Sakkelion.

La

tiratura di questo foglio


la IlaTfJuax/]

ho potuto avere mi si celasse un

e di tanto protratta, che nel frattempo [bf&io$h$*>] del SAKKELION, in cui temevo
s'

testo d' Epifanio, raigliore di quello studiato da me. Per buona fortuna mia ed anche per consolazione dei molti ai quali tale opera non e accessibile, credo bene avvertire che il codice di Patmos non contiene gia 1'opuscolo intero de mens. et pond, e nemmeno la parte

conservata in greco (come afFerma BARDENHEWER Patrologie 298), ma soltanto un breve estratto di due pagine in 4 (131-133) unicamente trattante di misure e di pesi, e che questo estratto era gia stato edito
dal DE

meno

leggibile ai piu.
II

LAGARDE Symmicta I (1877) 211-214, sebbene d' una maniera Dunque non c' e niente per il nostro assunto. testo pero del Sakkelion e molto meno guasto dell'altro, e serve
di
zy.

a far veclere, che quello di de Lngarde 211-223 non e se non una congerie
d'estratti metrologici

diversi autori,
T?J;

come suggerivano senz'altro


(sic

le

didascalie, quali

ad

es.

ap^atoAoyta; twcffiVrcov
7uvTOj/.a>Tpa
Tvspi

218

10

e seguenti)

ed

Eu<7s(}iou

TOO

Ilxf/.'jptXo'j.

/.Aoy/)

{Jierpwv

xxt (TTaQfxwv

(221 6). Anche dove cessa il codice di Patmos (TOUTSTTIV oyxtwv /.', Airpag x oy^uov v)' 214 is), parmi succeda un estratto d' un altro metrologo o almeno
E

d'una piu diffusa redazione, e che quindi sia forse da correggere la rubrica in ... erspw;. E cio e tanto vero, che vi si spiegano TTspi p.STpwv srspwv
parecchie
delle
i

poi

misure gia discorse da Epifanio, come

/otvi?;,

^pi^

.ecc.

IV.
D'alcuni frammenti esaplari
sulla

VI a edizione greca

della Bibbia.

Composta a Reggio-Eiuilia nel 1893 colla scrupolosa, opprimente prolissita d'un mia disserlazione L'etd di Simmaco Vinterprete e S. Efiifamo, e compendiata in parto nel 1896, mi decido a pubblicar questa nota sollanto ora che certi punti mi sono diventati chiari o almeno men tenebrosi. L'affinita
principiante, quasi a seguito dell'altra

dell'argomento me la fa porre qui subito dopo le precedenti note, bibliche piu che altro. A M. r A. Ceriani ch'ebbe la bonta di riveder minutamente la primitiva redazione,

sarebbero qui dovuti particolai'i ringraziamenti; ma temo, facendoli, di non essei' gitisto, o meglio di vcnir male inteso, avendo io posteriormente dalla convivenza con lui

appreso molto di piu, e di questo piu esseadone insensibilmente, inconeciamente eziandio, derivato dappertutto in questo volume. Chi ha mai potuto misurare 1'efficacia di quel perenne, insensibile magistero che e la famigliarita d'un grande?

Tra

le

variant!

della

cosi

detta

M0o$o;

di

Teodoreto

lo
2
,

SCHULZE publico dal codice Laurenziano III del Plut. VI, sec. XI - e non e 1'unico 3 - alcuni passi intorno alia Quinta ed alia Sesta
versione del V. T., importantissimi per la storia di queste, e che,
cio

non ostante, andarono

la

in niezzo perduti

affatto,

per quanto

io so.

Essi fanno seguito nel codice alia


P. G.

breve storia degli inter-

LXXXIV,

30.
,

in essa e
si

1,87-91, che nota, come non raro contextui subscripta sunt sine auctoris nomine scholia, trovano in gran numero frammenti di Padri, diversi da quelli delle
Cfr. BANDINI, Biblioth. mediceo-laurent
3

catene stampate.
I passi sono, ad es., nel cod. Vat. gr. Nat. gr. 163, sec. XI, su cui cfr. ora H.
p.

1422

f.

v
,

nel Parig. Bibl.

47

48 in nota a

2, e
II

famiglia di catene.
rcuOw ed omette
1'

LIETZMANN, Catenen (1897) quasi sicuramente negli altri codici della stessa Vat. ha lo stesso testo del Laurenz.: solo scrive
fr.

'0 iniziale del

3,

miniatore.

Ha
il

inoltre, subito dopo,

il fr.

che doveva essere aggiunta dal lungo publicato dal Montfaucon.

Del Parig.
i,

LIETZMANN da un

principle e

un

fine identici

(HspL. Nixo-

el;

iv. -

D'ALCDNI FRAMMENTI ESAPLARI ECC.


estratta dal
1.

29
et

preti greci delle S. Scritture,

de mensuris

ponde-

ribus di S.
notizia dello

Epifanio, detta per solito


stesso
*ico

VEpitome, e alia
il

brevissima

argomento, che sotto


si;

titolo

at

EX^CJEI; TYJ;

Upa;
in

Y?*?^

EppatixoO
',

TO

XXr)vix6v o simile ricorre in Teo2


,

doreto, Niceta d' Eraclea

Eutimio Zigabeno, Niceforo Blemmida


'nel
3

appendice

alia

Synopsis pseudo-Atanasiana,
alia fine del

codice

parigino

della Siro-Esaplare

libro dei

Re

ecc. ecc. e si

trova

in tante catene bibliche manoscritte ed altrove.

Non portano

alcun

nome

d'antore,

come neppure
e

il

lungo fram-

mento immediatamente soggiunto, che 4 pubblicato dal Montfaucon


.

certo

d'Origene e fu gia
5
.

Eccone

il

testo

ripetuto dal codice stesso


TTJ;
E'

n&p\
E' EXPOS'.;,
Y]V

xa\ r'

xoaw;

aXXeo;.

Eupov
5(Ta

EV NixoTroX&i TYJ upo; 'AxTioi?.

Ta oi uapa-

xi[/.va auTYJ

(TTtv

EvaXXaafTEi uap' auTYJv.

r' fcc^an; EupsOsiTa asTa xai aXXcov ^t^X(wv l^paixwv xai XXy)6 VtXWV EV TtVl TTlOw TTp\ TYjV 'Ispl^W EV ypOVOl? TY^? paTlXfiia; 'AvTfOvCoU TOO ulcO SiW/jpou.

'O

TY]v

E'

EX^OTIV
,3',

Eptx'rjVEuo'a;,

-n;iYpa |a?

TOV

i'

auo TOU

EVCITOU,

oisXwv aO-rov
^0'.

si;

Tcposwi

xaTa
o',

TYJV TOO ivo; icpo0^XY|V


ojxoico;
*

[^/pt TOO

i~a,

auva-^a;
'j;

TW

^0' TOV
[t-i'/pi

TOT;

irap'

Ti0t)(Tt

TOO

piy'
EI?

s'vOa
p[*Y]

iraXtv

avTtypa^oi; (ruva'|a; Ttva; xa\


YJJJUV

auOi;

ETs'pou,, TOU* uavTa;

P. G.

LXIX,
di

700-1. Niceta fa anteriore Simraaco a Teodozione,


lo fa

e,

per iscambio forse,


etci
2

conversare con Marcione

Aggiungilo

al

mio
nota

opusc. L'

Simmaco, p. 8-10.
Cfr.

P. G.

CXLII, 1323-4.
G.

anche Giuseppe Cristiano e

la

soggiunta in P.
3

CVI

124-125.

Ed. de Lagarde, V. T. ab Origene recensiti fragm. apud Syros


Origenis Hexapla,

servata quinque (1880), 355.


4

I,

p.

77

ss.

P. G.

XII 1053-1060.

dalla

Schulze, del resto fedele, erro leggendo Sa^apeiTtov, ingannato forma assai comune del p, che si avvicina a quella della (A nei

Lo

manoscritti, se pure 1'errore non e piuttosto della stampa. 6 Cosi anche altrove per 'Avrcovivou, e. g., nel de mensuris et ponderibus siriaco ed. de Lagarde, o. c. p. 27 nota alia lin. 31.

30

iv. -

D'ALCUNI FRAMMENTI ESAPLARI


il

Come

insinua anche
o

semplice

titolo,

questi
il

passi

non sono

gia un vero seguito


Sinossi,

una variante, come disse


dalla

Bandini, della

ma

bensi un pezzo diverso,

indipendente e d'altro autore.


contraddizione
esistente

Cio e evidentemente
essi e la Sinossi

dimostrato
il

fra

in

assegnare

luogo di scoperta delle due edizioni.

poi le note critiche

non hanno nulla a che fare coll'appendice

della Sinossi.

Nei passi manifestamente si distinguono due parti, benche nello scritto si confondono e s' intersecano insieme. L'una parte, storica,
ci

attesta, che la

Va

edizione fu trovata a Nicopoli appresso Azio,


sotto

e la

VP
ci

a Gerico in un dolio

Antonino

Caracalla. L'altra,

critica,

conserva due note aventi affatto 1'aspetto di scoli esaplari,

di

cui la

prima

dichiara la natura di

certe

lezioni

adiacenti

alia

V*

edizione, e 1'altra riguarda la distribuzione, fatta nella

medesima

versione, di

una raccolta numerata

di certi

scritti

tradotti, dei quali

non e punto indicate il nome, ma e visibile essere i Salmi. Siccome le note storiche e critiche non formano un quid unum, anzi non mostrano alcun nesso intrinseco fra di loro e siccome e
;

notorio, con quanta liberta abbiano spesso certi compilatori di catene


(e
il

codice Laurenziano

contiene appunto
i

una catena) ammassati


omesso
cosi dalla

insieme ed anche rabberciati


indicazione alcuna del

passi dei piii disparati scrittori senza


essi o dai

nome da

copisti

semplice adiacenza e iuxta

posmone
identita

dei

nostri passi

non precipia ritenere

teremo ad arguire senz'altro


divinato
1'

d'origine,
siasi

ossia

autore di

tutti,

quand' anche

con certezza ritrovato

quello d'uno. L'esperienza dei cacciatori di anecdota e molto istruttiva in proposito.

Pero questa stessa stupefacente mancanza d'ogni nesso grammaticale e logico, questa incuria di ritoccare gli estratti anche per
renderebbe compatibili e collegabili tra di loro, e un'eccellente raccomandazione della loro integrita testuale nel poco
li

quel poco che

che resta, ed insieme,


parola) del compilatore,

svelandoci

il

zibaldonico

procedere (passi la

puo essere indizio d' identita d'autore, quando


sia intermedio

un passo non riscontrabile altrove


fratelli.

fra altri certamente

Egli appare che il compilatore, trovandosi alia mano un'opera, ne ha nel suo zibaldone trascritto giu alia buona di Dio quello che

SULLA V a E Vl a ED1ZIONE GRECA DELLA BIBBIA.


gli e parso,

31
;

senza infastidirsi di connetterlo comecchessia


ci

e fece bene,

perche altrimenti
autore.

avrebbe fatto svanire preziose tracce del vero

I fra lament i

sono di Origene.

Argomonti

interni.

lettori

avranno senza dubbio notate


:

le

parole del primo framirpo;

mento

storico

&

xo<rt

TJV

supov

iv

NixoictfXct TYJ

'AXTIOI;,

Fa

edizione, che TROVAI in Nicopoli appresso Azio.

Or
le

chi trovo 1'edi-

zione Nicopolitana,

Va

VP
;

che sia? Secondo


',

antiche testimo-

nianze piu attendibili in materia


1 'autore del primo passo immediatamente seguente

Origene adunque e e siccome e pure autore del lungo passo

fu Origene.

ai nostri, e le note critiche

hanno

tutt'affatto

1'aspetto di qualcuno degli scoli, onde Origene


cosi secondo

accompagno 1'Esaple,

ogni

probabilita

e determinatamente ai
nostri.

ad Origene, alle Esaple di Origene, 2 prolegomeni dei Salmi appartennero i passi


,

Rileviamo specialmente la prima nota critica, cosi enigmatica nella sua forma: T $z irapaxsiusva OCUTYJ ETTIV oa-a EvaXXaaati -reap' auT^v.

Checche

sia
si

del suo genuine senso,


riferisce

di

cui

piu avanti, essa indub-

ad un testo biblico avente lezioni marginali biamente a (o varianti che fossero della V o di altra edizione) le quail non
dovevano portare alcuna
sigla,

perche altrimenti non occorreva una


quindi e un'avvertenza genein

dichiarazione cosi generale.


rale dichiarativa,
1

- La nota

la quale
e.

non poteva quadrare se non

una

colle-

VI, 16; GIROLAMO al luogo trascritto piu avanti; pond. 19, ed. Lag. p. 172. La sola Synopsis dice diversamente, esser cioe la versione Gericuntina (per chiaraarla cosi) EPIFANIO, de mens.
et

EUSEBIO, H.

stata trovata rrapa TIVO;


UTTO rtvo;

TWV

sv 'IspoToXuy.ot;

(TTrou^atojv, e la

TWV

'ilpiyevou;
il

yvtopc^oiv.

Se

in

tali

indicazioni

Nicopolitana che serabrano

tendere a levar

merito d'ogni scoperta ad Origene, e qualche cosa di

vero, c' e forse in quanto esprimono gli scopritori raateriali od esibitori de' codici ad Origene.
2

Che Origene premettesse


non
fosse altro per

agli Esapli

una prefazione generale, pare

indubitabile,

giustificare la
Cfr.

ispiegarne il piano e lo scopo, e per sua manipolazione, molto forte talora, del testo dei LXX. in Maiih. torn. 15, 24, P. G. XIII, 1293. E volendo, non si man-

32

iv".

D'ALCUNI FRAMMENTI ESAPLARI


testo intero della

zione, che conteneva

il

Va e

le lezioni caratteristiche

della stessa o piuttosto d'altra versione, cioe le Esaple. Nelle Tetraple,

che contenevano solo


plare dei soli
tazioni
scelte

le

LXX,

al

cui

quattro version! principal!, o nel testo esamargine vennero apposte varie interpresotto la sigla di ciascuno,

degli altri traduttori

una

dichiarazione simile non poteva avere affatto luogo.

Le prime due note adunque


ogni apparenza
si

relative alia
e

Va

edizione, secondo

alle richiamano ad Origene, sue Esaple: come pure alle Esaple dei Salmi si richiama 1' ultima nota intorno alia numerazione singolare dei Salmi nella stessa edi-

determinatamente

zione,

numerazione

di

cui

indubbiamente occorreva

si

.desse

conto

nelle Esaple.

Rimane

la

seeonda nota storica intercalate fra una serie di passi

esaplari, origeniani.

Essa per

la sostanza

armonizza colla prima nota

storica contro le opinioni, prevalenti da Epifanio in poi, sui luoghi di

scoperta della

Va

VI a

edizione, ed e richiesta da quella. Niente vieta


si

pertanto, che pur essa


insinua
cosi,
il

possa attribuire

ad Origene, ed anzi
3

lo

trovarsi frammista ad una serie di estratti esaplari fatti


visto
di

come abbiamo

sopra: essa sarebbe

il

di

almeno
il

cinque successivi estratti origeniani, ed estratti esaplari per

loro

argomento.
Estratti esaplari, e dall' Esaple dei Salmi ho detto per
il

loro

argomento,
in

mano

ma ora aggiungo anche per testimonianza di chi ebbe Salmi Esapli d' Origene. L'annotatore, infatti, del codice

Ambrosiano

B 106

sup.,

trascrivendo del frammento gia edito dal

cherebbe
ai

di

ravvisarne con piu o

meno sicurezza

frammenti.

Che

poi

specialmente dove era qualche cosa di notabilissimo (come in Giobbe, in Daniele e nel Salterio) o dove sottentrava qualche
singoli
libri,

nuova versione,
e

egli premettesse qualche avvertenza o prefazione speciale, eguahnente ovvio e naturale, e realmente nei proerai delle varie catene edite ed inedite compaiono frammenti, che possono provenire bens! dai commentari d' Origene, ma ben anche dagli Esapli. Per il Salterio poi, che parecchi dei frammenti raccolti dai Maurini derivino

origeniani

dagli

Esapli, lo prova

il

cod.

Ambros. B 106

sup., a. 966/967, su cui v. la

mia

nota:

Un

1'estratto

palinsesto ambrosiano dei Salmi Esapli (1896) p. 11-15 deldagli Atti della R. Accademia delle Scienze di Torino, vol. XXXI.

SOLLA V a E Vl a EDIZIONE GRECA DELIA BIBB1A.

33

Montfaucon poco meno


trovato
*v

di

tre quarti, ripetutamente attesta d'averlo

{3$Xico

i'yovTt

ia 'E^airXa

'Opiyc'voy;

el;

Toy; '^aX^ou;,

d'averlo trascritto ix TOO p-rjOsvTo; dpy<(aioy

{3i[3)>X(ou

TOO 'E^-a-XoO

uuo 'Opiy^voy; Xsyducvov


II

'.

discrete lettore

non vorra certo esigere

altri e piu

apodittici

argomenti interni della loro origenianita

in passi cosi corti e

monchi

2
.

Omettiamo quindi il difficile e, per se solo, a pena concludente argomento della lingua e dello stile, paghi di rilevare, che 1' upov od
vpo[/.v ricorre parecchie volte in

Origene parlante delle sue proprie


4
,

scoperte e riscontri
tori che ebbero per

3
:

e passiamo piuttosto a vedere, se negli scritsi

mano Origene

possa trovare una conferma

palin. ambr. p. 12. Riguardando il codice, rai parve doversi leggere pyiQsVro;, e non uTsepxyav, come credetti allora per le apparenze
Cfr.

Un

esposte
2

ivi

nella nota
difficolta

1. 1,

che serabra sorgere dal secondo segmento del vedila sviluppata piu avanti a p. 41-42.
3

Una
Cfr.

ad Africa/mm, dove fra tanti eupoy.sv (n. 2-4) trovasi anche un suoov con altri verbi al singolare, 1 persona: eupov cou ev rf, ETTITTO^Y; (n. 15: P. G. XI 84), come pure il frammento gia edito
la

lettera

dal
e

Montfaucon e succedente
scolio in Ps.

ai nostri,

P. G.

XII 1057 D, 1060 C,


pero

ecc. ecc.;

lo

(ib.

1200 D. Lo

scolio

in ps., p. 21, e presentato EDSEB. in Ps. 113 o (P. G.

come

di

Cosma

dall'Agellio, Indicopleusta). Cfr.


i

Commanche
(P.

XXIII

1357); THEODORET. in Ps. 143

G.

LXXX

1960 A),

il

trascrittore dei passi origeniani nel cod.

Ambros.

106

sup. ricordato di sopra: ne sarebbe difficile moltiplicare gli esempi. 4 questo punto mi si permetta, se non nel testo, almeno in nota,

dopo il piu volte citato trascrittore dei passi origeniani nel cod. Ambros. B 106 sup., anche lo scolio o variante della Sinossi pseudo-Atanas. appresso H. HODY, De bibl. textibus originalibus (1705) 589-590 [nell'edizione del Montfaucon II 203 y non c' e], che sembra proprio una riduzione
di porre,

del passo nostro relativo alia

Va edizione
(

non una deduzione dal capitolo


supsOv;
/.ey.p'jf/.f/.sv/)

oscuro d'Eusebio:

'II

7re;/.-Tr

epy//]vix

r,

ev rtOot;

int

'A>>;avSpo'j roO Mxy.(Axia: KZI$&$ ev Nix-owoXsi T?} wpb; 'Apxriot;. Resta in piu la data di tempo, che pote esser di leggieri supplita o direttamente o indirettamente d' in su Epifanio. Se cio non fosse - ma non e lecito

presumerlo, si potrebbe pensare cbe lo scoliaste trovasse la data nel suo ms., ossia usasse un testo integro o meno compendioso del nostro.
In questo caso sarebbe grande il valore dello scolio. Ne risultcrebbe indubitabile la data presentata da S. Epifanio, e insieme falso 1'asserto di lui,
3

34

iv. -

D'ALCDNI FRAMMENTI ESAPLARI


utilissima, che egli scrisse proprio
cio

non necessaria
si

forse,

ma

die

contiene nei nostri estratti.

Anche

qui,

spero, non
i

si

esigera, che

la

conferma

si

abbia proprio per tutti e singoli


s'
i

quattro passi. Sara


il

i;i;i

molto, che I'avremo per due (o per tre, se

include

lungo passo
storici,

pubblicato dal Montfancon), ed in ispecie per


e

due frammenti
gli

per

il

secondo segnatamente

presentando

scoli

critici

forse

minor!

difficolta

ad essere riconoscinti d'Origene.


*

S.

Girolamo (per cominciare dal testimonio piu


Cantico del

esplicito) nella

prefazione alle omilie d'Origene sul


dotte,

Cantici da se tra-

riportata

anche

dall'

accanito

suo

avversario
*,

Rufino

senza

una smentita
che

di sorta

per

cio

che ne interessa

formalmente attesta,

Origene scrisse d'aver trovato la


d'Azio:
Origenes
.

Va

edizione sul
2
.

lito
littore

...

Quintam editionem, quam in Actio


Si

invenisse se scribit, ita magnifice aperteque disserit etc.

noti che S.
cio siasi

Girolamo aveva non poca pratica delle Esaple, benche malamente revocato in dubbio per il supposto oggidi insoEsaple alia metta del IV secolo;
si noti,

stenibile della perdita delle

che egli teneva copia delle edizioni

V VI
a
,

VIP

3
,

indubbiamente

che

le

vcrsioni

anonime

si

succedevano negli Esapli secondo


potrcbbe
di qui spiegarsi

il

tempo del
la

loro ritrovamento; e finalmente

perche

versione

Nicopolitana, trovata sotto Alessandro, si venne a crederla sesta, ed al coutrario quinta la Gericuntina scoperta sotto Caracalla. Questo, capisco,
e

un eccessivo affastellamento

in cuore, affinche si

di congetture tuttavia non me le trattengo vada adagio a ripetere alcune asserzioni ben lontane
:

dall'esser certe.

in cui

traduceva

Apol. 2, 14 (P. L. XXI 597). Che pero Rufino, almeno nel tempo la Storia eccles. d'Eusebio, non avesse ancora pratica

propria personale, e nemmanco esatta Esaple, v. indicate piu avanti a p. 52. 2 P. L. XXIII 1173-1174.
3

cognizione del contenuto delle

De

viris inlustr. 54, ed.

Richardson

Quintam

et

sextam

et

septimam, quas

etiam nos

de eius lilliotheca

habemus,

miro labore

reperit: parole queste riprodotte anche da Isidore Etym. VI, 4, 4 (ed. Arev. Ill 251), che ivi nel resto compila da S. Agostino. Or che nel citato

SULLA V a E Vl a EDIZIONE GRECA BELLA BIBBIA.

35

ex ipsis autkenticis delle Esaple da lui veduti e copiati nella biblioteca di Cesarea
voli
l
:

e poi,

senza impigliarci nelle discussion! sfavorelib.

a Girolamo teste suscitate a proposito delle fonti del


2
,

De

viris inlustribus

si

potra ritenere con probabilita di

gran lunga

maggiore, per non dire con certezza, che Girolamo attingeva diretta-

mente da Origene

la notizia che dice scritta

da Origene
i

stesso.

Nem-

meno
sero

il

Vallarsi

ed

il

Field

4
,

clie

ignoravano

nostri frammenti,

avrebbero asserito, che Girolamo


osservato

ivi

quanto sopra, e

di

dipendeva da Eusebio, se avespiu notato non esistere alcun

parallelism
autore.

verbale e reale fra le parole di lui e del suo preteso

Passiamo ad Eusebio, di cui nessuno dubita attingesse direttamente dall'Adamanzio. Ora egli asserisce del pari, che Origene scrisse
della

Va

VI a

edizione essere quella stata trovata a Nicopoli d'Azio

e questa a

Gerico,

ma

con parole non tanto perspicue, e poi cosi

tormentate dai
nota speciale e

dotti,
il

che ne fu d'uopo discuterne ampiamente in una


il

tenore e

senso.

Ebbene precisamente

lo stesso,

ma

con

somma

chiarezza, narra 1'anonimo autore dei nostri fram-

capitolo Girolamo, oltreche da Eusebio, dipenda da Origene stesso, v. in Liter aturhistoI. HUEMER, Studien zu d. (iltesten christlich-lateinischen
tale I, nei Wiener Studien XVI, 1894, p. 144; che poi precisamente caso delle parole surriferite, ossia che Gir. le abbia aggiunte di scienza propria, v. in C. A. BERNOULLI Der Schriftstetterkatalog des H.

rikern
il

sia

(1895)

35, e 310, dove bene s'adducono in prova i due passi dei Commentarioli restituitici dal Morin nam s;a7u).oO; Origenis in Caesariensi
p.
:

bibliotheca relegens semel

tantum scriptum repperi

(p. 5)

Origenis hexaphim psalterium revolverem quod ipsius

e cum vetustum manu fuerat emen-

datum
1

due passi, sebbene corrotti, potevansi gia leggere nello pseudo-geronimiano Breviarium in Psalmos. In Tit. 3 o, P. L. XXVI 630. Cfr. anche i due passi dei Commen(p. 12).

tarioli,
8

citati nella

Cfr.,

oltre

nota precedente. libri citati a n. 3 di

p.

34,

anche

S. v.

SYCHOWSKI

Hier. als Litterarhistoriker [Kirchengesch. Studien II 2; 1894]. 3 In nota alia pref. cit. sopra a p. 34, n. 1. La nota, mancando
nell'edizione maurina, spetta al Vallarsi

non

al

Martianay, come cre-

dette

il
4

Field.

0.

c.

p.

XLIII-XLIV.

36
iiK'iiti,

iv. -

D'ALCUNI FRAMMENTI ESAPLARI

che parla in nome d' Origene e per intrinseci argomenti appare essere Origene, e die ad ogni modo non dipende da Eusebio, senza
fallo

almeno nelle note

critiche.

nella sua redail quale Aggiungasi, che Epifanio medesimo, a a e viceversa, della VI zione volgare dice della V cio che Origene
,

adopera

su per giu le stesse parole dei

nostri frammenti,

e ripete

uTa xai aXXcov fl^Xitov segnatamente alia lettera il complemento non ricorre punto ne poco in Eusebio, ippaixuiv xa\ iXX-qvixcov, che
da
cui
il

Field

(p.

XLIII)

voleva

che

Epifanio

citasse.

Indi

un

argomento di piu, che le notizie d' Epifanio sugli Interpret! derivano dalle Esaple, come asseri anche lo Schlatter, non so per quali
argomenti
'.

Dopo

cio

crediamo

si

possa

con

abbastanza sicurezza attrial


1.

buire ad Origene la serie

degli

estratti forniti
quell'

c.

dal codice

Laurenziano e compagni sotto


la

indeterminate aXXto;.
o

Ne

osta

soppressione del

nome

di

Origene. Nelle catene


del

per volonta

del
del

compilatore o per

colpa
lo

copista

per eccessivo ritaglio


il

nome dello scrittore margine contenente, per espilato, queste omissioni non sorprendono punto. Nella catena Laurenziana il Bandini osservava anche altrove questo fatto, ed osserpiu in sigla,

vava pure
videntur
2
.

1'altro,

che

gli

scoli
i

d'

Origene paulo recentius accessisse

Attenti dunque
altri

futuri editori d' Origene, che vi trodi

veranno forse
dallo Sclmlze!

passi

non meno important!

quelli

pubblicati

Zur Topographie und Gesch. Palcistina's (1893) p. 143 ss., presso HARNACK-PREUSCHEN o. c. I 2 p. 776. Non credo (e una prova 1'abbiamo ne' nostri frammenti scritti
'

dalla

prima mano) che proprio


d'

tutti gli scoli origeniani siano stati

aggiunti

dappoi, essendosi

Origene catene. Pu6 darsi pero che


senza nome, e siano .rimasti
correttore
citato postillatore del

fatto
gli
tali

sempre un uso piu o meno largo nelle


origeniani di prima mano fossero anche dopo, non essendosi sempre il

scoli

avveduto del loro autor vero, come invece se n' e accorto il cod. Ambros. B 106 sup. Quante volte non e cio anche a noi moderni, non ostanti tutte le comodita che abbiamo capitate
!

SULLA V a E Vl a EDIZIONE GRECA BELLA BIBBIA.

37

La Quiuta versione

e la Nicopolitana.

Ed

ora diciamo un poco

del

contenuto e della

sua capitale

importanza.

Oramai
circa
il

puo considerare decisa la questione finora insoluta a a e VI Infatti luogo, dove furono trovate le versioni V
si
.

quale autorita e testimonianza piu sicura in proposito

si

puo

desi-

derare di quella d'Origene stesso che


dubitare
dubitare
della

genuinita dei
verita
stessa,

nostri

Che se pur vuolsi non possiamo pero frammenti,


le ritrovo ?

della

essendo noi altronde sufficientemente

assicurati,

che Origene ne diede notizie perfettamente concordi.

Ne
quanto
il

ci

deve far esitare


lo

il

racconto

contrario

d'

Epifanio,
si

per

Mechineau
*.

creda piu d'accordo con cio che

sa della

vita d' Origene

Epifanio ha per inganno di memoria invertito


parti,

inconsciamente

le
1'

come credono

alcuni e

sembra avvenuto ad

Areta

2
,

ovvero

ha fatto per occasione

di dati diversi tradizionali

o scritti, non giunti a noi.

L' ultima spiegazione pare la piu probabile, considerata la sicu-

rezza con cui

Santo presenta certi dati particolarissimi (ad es. " nel settimo anno di Caracalla ecc.). Ad ogni modo pero questi sebbene or ne sia impossibile fissarne la sorgente e il valore dati,
il

"

proprio e 1'uso fattone da Epifanio, non possono punto reggere davanti


alia

testimonianza
1

di Origene,

nemmeno
pp. 216
ss.

di

Eusebio e Girolamo
anche TILLEMONT,

Etudes

relig.j

Octobr. 1891,

Cfr.

Mem., ed. 1732, III 759, nella nota xi all' art. Origene. Entrambi tentarono questa conciliazione, perche credettero realmente ambiguo Eusebio
e conciliabili
i

dati d' Epifanio con lui: cio


fatto
di

non 1'avrebbero
i

certo,

almeno
piii

dati d' Eusebio e di

Girolamo
to

che non 6 vero. Altrirnenti, Mechineau, secondo il quale meritevoli di fede sono incompleti,
il

e quei d' Epifanio


di

poco sicuri e spesso contradditort


the study

(p.

217).

Le

parole

Testament (1885) 656 su cio che Epifanio narra di Teodozione, sono anche piu forti. p. 2 Kgli (in Hody, o. c. p. 590) fa trovare la Quinta Gericuntina (dunque segue Epifanio) ai tempi d'Alessandro Severo data questa che
of the
;

G. SALMON Introduction

New

Epifanio assegna alia Vl Nicopolitana. Da queste e simili confusioni appare chiaro, che 1'eco delle contraddizioni antiche duro assai a lungo.

38

iv. -

D'ALCUNI FRAMMENTI ESAPLARI


d' Epifaiiio.

imlubbiamente piu versati nelle Esaple e piu accurati


resto notisi che la differenza fra costoro
si

Del

limita alia questione del

concordando Origene, Eusebio luogo, e non dei tempi della scoperta, ed Epifanio in dir trovata sotto Caracalla la versione Gericuntina,

aggiungendo die 1'altra fu trovata sotto Alessandro Severe, mentre i due primi non ne dicono nulla Se 1'aggiunta merit! fede piu del resto, per ora non saprei dire, ne
ed Epifanio solo
co' suoi ripetitori
1
.

me

ne

cale.

Adunque

la

Va

edizione

fu

ritrovata a Nicopoli,

e la

VP
non

Gerico sotto Antonino Caracalla.

taluno parra meschino questo risultato,

ma

in realta

lo

e quanto sembra a prlma vista. Perocche, lasciando anche da banda, che non e poco 1'avere deposto un dubbio e tolta una questione, il assai bene fatto, in apparenza cosi indifferente, potrebbe spiegarci
1'altro

gia

rilevato

dal Field (p.

XLIV),

cioe

che

il

interprete,

chiunque esso fosse, omnium elegantissimus est, et cum optimis Graecis suae aetatis scriptoribus comparandus. Trattandosi di version! non
divulgate, e probabilissimo, per

non

dir

certo,
2
.

che furono trovate

nella regione stessa in cui erano state

composte

che una versione composta

al II-III secolo

Or quale meraviglia nella Grecia stessa - sia

pure da un Giudeo, come disse Girolamo, abbia un ottimo sapore di grecita, di gran lunga piu che altre altrove composte, ad esempio
in

Palestina?

Cfr. la nota precedente e sopra p. 33, nota '4.


difficolta

non mi preoccupo della


d'Origene a no Eusebio

che trova

il

Per questo motive Tillemont a porre il viaggio

suo passaggio da Nicopoli ncll'a. 217. Ne Origene ci obbligano a porre nel 217 o-durante un viaggio a Roma la scoperta dell'ed. Nicopolitana. Parimenti non mi preoccupo punto di
e
il

Roma

altre supposizioni

non impossibili, ma oziose (ad es. se Epifanio abbia mai per isbaglio assegaato alia Nicopolitana la data della scoperta della VII* edizione ch'egli non menziona giammai), mancando ogni base per
fondarle.
:

Spero, cho nessuno vorra mettere questa rnia alia pari


di

dell'

indu-

quali, secondo GIUSEPPE CRISTIANO Hypomnest. 122 (P. G. CVI 125), dicevano opera d'una donna la V a versione anonima, perche trovata in casa d'una pia donna studiosa delle sacre scritture
coloro,
i
>

zione

SULLA V a E VI a EDIZIONE GRECA DELLA BIBBIA.

39

Le variant! apposte

alia

edizione.

Ne
II

senza importanza sono


se

due frammenti

critici.

mal non mi appongo, va interpretato cosi: E Ic primo, a <lezioni, parole) che giacciono accanto ad essa (versione V ) sono " " le differenze ____ le variant! .... riguardo ad essa", ovvero
da essa
".

Cio appare da un simile scolio critico

ai

Proverbi in un
ined. Ill p.

codice di Patmos, edito dal Tischendorf,


e

Hon. sacra

xvn
le

ripubblicato

dal

Field

p.

LIV,

dove ricorrono a

un dipresso

stesse parole e in simile costruzione,


TY)V
Sk,

ma
ol

con un significato chiaro:


xoi TO s^patxov
Tiapot

(k'<Kv

(jiovY]v

ic&paXX&rarouciv

Xoiitot

TOO; O' ("

ma

la sola giacitura variano gli altri e 1'ebraico dai


ai

LXX

"

ossia paragonati

LXX, oppure
l

"

---- nella sola -giacitura diffe-

riscono .... dai


II

LXX

")

soggetto pertanto di svaXXao-a-si

non e

5<ra,

come supposi dap-

prima senza senso soddisfacente,


all' ol

ma

altra parola indicante almeno

equivalentemente una determinata persona, parola caduta, che doveva


corrispondere
Xoiiro\...

dello scolio citato.


si
1'

sare ad Origene, sia perche allora


di

puo pendovrebbe attendere un aoristo


supov
il

Or non

si

prima persona come


sia

appunto

immediatamente

prece-

dente,
lui

perche ne
di variare.

il

suo scopo ne

suo dovere permettevano a

Origene

E nemmanco
(quasi
le

alia

Va

medesima vuoi da parte

delio stesso interprete

varianti apposte fossero pentimenti

supposero in Aquila, Simmaco e Teodozione fino al punto da attribuir a ciascuno di loro una seconda versione o edizione),- vuoi da parte della moltiplicazione degli esemplari, quasi
d'autore, quali
si

la versione fosse gia stata ripetutamente trascritta al

tempo d'Oriche ripugna a

gene, tanto da nascerne discrepanze nelle copie

cio

quanto e narrato sulla scoperta


1

d'

essa

2
.

Nell'un caso e nell'altro

Cfr.

anche Eusebio H.
svaAXaTTOuffx;
I

e.

VI

16:

x.ai

Tiva? erspa? Tuapi TSC; x

|7.x;s'j{-ieva;

HARNACK-PREUSCHEN

dalle..."). La dichiarazione di abivechselnde (p. 342 alter340: svaAlaTTOijaa;


(" difFerenti

nirendeii), d. h. die eine


2

war nur

fiir diese, die andere

nur fur jene Backer

vorhanden, non regge. Cfr. altresi


vouaa;

40. i passi d'Origene citati nella n. 1 di p. Cfr. segnatamente 1'espressione d' Eusebio, 1. c. TOV 7:a>.ai
)r

40
occorrerebbe
'

iv. -

D'ALCUNI FKAMMENTI ESAPLARI


scelta
e

diversa

costruzione

di

irap' avTYjv

non e
Ta;
il

Tcpo;

aur/jv

o nap' aO-yj, e
ip[r/)via;)

imperocche (come mostrano Ttapa


parole:
di

TOJ; O', Trap*

xaO^jjia^uuLc'va;
d'

per

se

significa

abbastanza che
cosa,

soggetto

evaXXoVsci e diverse dalla persona o

in vece di cui

sta aOirrjv.

puo forse pensare nemmeno ai LXX, se pure a indicar loro non fu usata o sottintesa da chi scrisse o compendio, Ta irap' iqpuv avufypa<pa. Ma allora 1'espressione piii avanti adoperata che bisogno c'era, e corrispondeva egli alia mente d' Origene d'appunInfine

non

si

tare

al

margine della

Va

edizione le varianti dei

LXX? Oh

che?

fece egli forse d'essa un' edizione a parte,

come

fu fatta dei

LXX

esaplari? Nessuno, credo, vorra pur pensarlo.

Dunque?
varianti
dal

dopo

Dunque la V* colonna presenta qua


il

palinsesto ambrosiano dei Salmi Esapli e prima e


e
la
2

lezioni

tenore

della stessa colonna.

Dissi

un tempo
detta

- e veramente era egli facile


;

sospettare altrimenti ?

- che

Va
il

colonna conteneva Teodozione

ma
la cosi
Tot

quest'anno, dopo tanto, finalmente m' accorsi che invece contiene


edizione. Capii allora meglio ad attagliarsi perfettamente

V*

nostro scolio, che davvero viene

alia

Va V
a

colonna
-

dell'

ambrosiano
Sicuro

Sk Tuapaxitxva auTYJ

EOTIV oaa

vaXXaa a

Trap

auirjv.

perche scrivere queste lezioni presso la


sero varianti prese in confronto d'essa,

quando non fosossia differenze da essa? Si


edizione,

potra disputare se solo (come credo)


cedenti siano tali;

le

seguenti e non anche le pre-

ma

negare aifatto non par possibile.

Ma
cava
il

di

chi sono poi queste varianti ?

Ah

questo e

il

guaio, e

qui vorrei rivivesse nel

frammento
colle

la

parola, la sigla che ne indi-

nome. Perocche

poche

citazioni esaplari sicure

non

si

Sul vero valore di wapx


dal

in

siraili

addotti

FIELD

p.

LVIII,

n.

24

(r.xpy.

'KppaVxa) per insinuare che wapi sia stato (ed. Lag. IGO-ii) usato avverbialmente in vece di praeter Hebraeum. 1 Un palinsesto ambi os. p. 11. Ho riparato subito che m' accorsi

casi, cfr. i passi d' Origene ra sv TOI$ 'EfJpafoi;, Tcapa -ra da EPIFANIO de mens. et pond. 8

avvertendone con lettera piuttosto diffusa il REDPATH, a cui avevo comunicato lo sbozzo del mio index verborum per il supplement*) delle nuove concordanze dei LXX, ed anche 1'autore dell'articolo
dell'errore,

Hexapla

nel Dictionnaire de la Bible del

VIQOROUX.

SULLA.

Va E

VI a EDIZIONE

GRECA BELLA

BIBBIA.

41

riesce a stabilire con certezza a quale versione spettino dette variant!.

Ora va bene Teodozione, ora


nei

ricorre

una lezione Che

sta

altresi

LXX;

della
di chi

VI

poi quasi nulla rimane; e percio la testimonianza


1'

esplicita

appose queste variant], o almeno ne diede


la desiderata luce. C' e

esempio,

forse porterebbe

da sperare che

altri

mss. siano

meno monchi

dei nostri

Laurenziano e Vaticano?
incertezza.
Infatti
:

(e del Parigino?).

Ne

questa e la sola

dalla

interpretazione

propugnata di sopra seguirebbe una delle due o 1 che nelle Esaple Origene non fece scrivere per intero in propria colonna 1'una almeno
delle versioni
le

- Teodozione
le

o la

VP

o la

VII

a
,

ma

solo ne diede
alia

varianti fra

colonne, apponendole naturalmente


ch'egli

versione

piu somigliante, ovvero 2

non e 1'autore della proposizioncina


la

che ne da tanto disturbo.


Alia

prima ipotesi favorirebbe


il

condizione

del

palinsesto

ambrosiano,

quale

cosi

risulterebbe non gia (come credetti) una

riduzione delle Esaple per cio che spetta due delle ultime colonne,

ma

temperamento adottato da Origene stesso per non accrescere smodatamente la gia grande e complicata struttura dell'opera. E allora spiegheremmo altresi, come
viceversa in
cio

rappresentare

un

F opera giustamente ritenesse lo stesso nome d' Esaple, anche dove non quattro ma sei versioni si adducevano dopo le due colonne destinate
all'

ebraico,

essendo che cosi sarebbero

rimaste sempre
le

sei

le

colonne d'ogni pagina. Se non che sembrano opporsi


dell'opera, lasciateci dagli antichi,

descrizioni

almeno secondo
e

la intelli-

genza ovvia ed ora comune, xT<rXi$ov - usati a designarla. Non

sopratutto
il

nomi

--

come

e qui

luogo, ne gioverebbe

impigliarci nell'esposizione e nella discussione di questo punto.

Quindi resta aperta la probabilita della seconda ipotesi, che in p a r t e ferisce quanto s' e sostenuto da principio sull'autore dei nostri frammenti. In parte, dico, sia perche la forza degli argo-

menti
perche

ivi
i

addotti sembra estendersi a tutto o quasi

il

rimanente, sia

troppi dubbi che, non ostante tutti gli sforzi, restano sul
altri

disputato inciso e su parecchi

de' punti

ricordati,

rattengono

dal dare troppo peso alle conseguenze che ora sembrerebbero deri-

varne.

Ad

ogni

modo

il

Salmi Esapli

snpposti

potrebbe concepire cosi. Quando i avere in altrettante colonne tutte le versi

fatto

l-j

iv. -

D'ALCDNI FRAMMENTI ESAPLARI

sioni

furoiio (non si sa

da chi ne quando) ridotti d'una o due colonne


senti obbligato
di

collo scegliere le

alia prossima pure diversita di queste ed apporle


si

viTsione, allora 1'editore, o altri poi,


principle,

dir cio al

la picaggiungendo a suo posto ne' prolegomeni d'Origene cola avvertenza surriferita, che sventuratamente e giunta a noi monca. che gli estratti origeniani ci sarebber venuti non Di

qui seguirebbe

direttamente

dalle

Esaple

primitive

ma

per

un' edizione

d' esse

alquanto ridotta.

La mime razi one

del Salmi nella

Va

edizione.

Passiamo

all'

ultima nota che suona cosi:


il

edizione,

avendo inscritto

10

dal 9

Chi interpreto che aveva diviso in

"

la
2,

precede coll'aggiunta d'una unita fino al 69: poi, congiunto al 69 il 70, pone i numcri similmente che nei nostri esemplari fino al 113;

dove

di

nuovo riuniti<ne)> alcuni ed

scrive tutti <quanti>

(=

li

contrario divisi altri, circo" '. comprende, li riduce tutti) in 148


al

tanto manifesto esser queste parole applicabili ai Salmi e a

nessun altro libro della Scrittura, che 1'insistere sarebbe far torto
ai
lettori.

Sui Salmi volge tutto anche

che, sebbene anepigrafo,

pur

si

lungo frammento seguente, conosce esser d'Origene. fi manifesto


il

eziandio, che qui TO!; irap

-fjjxTv

avitypa^oi; designa 1'edizione dei


2
,

LXX

come piu d'una volta


1

in

Origene

non un'altra

qualsiasi.

Addurro tin altro esempio dell' uso di TUcpiypacpsiv dal cod. Vat. v f. 80 T/JV p^Xov (del Salterio) 'Eppaioi pe;rpi TOU ox TreptSe fosse stato apposto altresi il numero dei salmi contenuti in ypa^ouffiv.
'

gr. 754,

detto libro

(il

die pare
di

si

sarebbe potuto o dovuto fare con


c'

el:...)

risponclerebbe

piu.

Non

bisogno

di

ricorrere

ad

altra

1'esempio lezione

paleograficamente vicina, come rapaypafpsi, STuiypaosi, le quali del resto non fornirebbero un senso del pari soddisfacente. * Cfr. e. g. In loan. torn. 6, 24 (P. G. XIV 272): w;
TTO

Rfyatov (xxOovTs;
stai

x.at

TOI; avriypx<poi;

f/.xpT'jpr.Oc'foiv OTTO Tt5v

(xyiSsTTOj

^xpipwsapsv aurwv T* ^y-STepa cuyjtpivavrs; x.o*6<7cov 'AxuXoo x.ai 0soSoSta(7Tpa(psi(7wv

TIWVO;

u|x|x^^ou.

essere che gli ebraici e delle altre versioni greche che ebbero fama e diffusione. Cfr. eziandio in Matth. torn. 24 (P. G. XIII 1293). - Nella lettera a Giulio 15,

Qui visibilmente TX vijj.Tspa avTtypaoa non possono esemplari dei LXX, venendo contrapposti agli esemplari

SULLA V a E VI a ED1ZIONE GRECA DELLA BIBBIA.

43

L'autore della Quinta versione adunque segui una numerazione


dei Salmi differente da quella dei
al

LXX,

anzitutto dal

Salmo 9

22

(LXX)

70, e poi dal Salmo 114 al 150. In quei primi 60 Salmi la differenza era d'un'unita in piu a cagione della divisione del Salmo 9

(LXX)
fino

negli

ultimi

invece la differenza

era in

meno

e giungeva

a due, in guisa da riuscire 148 1'ultimo Salmo. Essendo troppo


finale

vaga Tindicazione
differenza fosse
e fosse

del

frammento, non e possibile


(e parrebbe dalla

dire, se la

meno sempre di due unita e non anche d'una sempre


in

somma
sola,

totale 14.8}

o se talvolta

perfiuo svanisse,
col
S.

tutto cio potendo avvenire col


altri

riunire

alcuni e

divider e
Girolamo
l

Salmi, non

si

sa quanti. Del Salmo

115 (LXX)
2
:

asserisce che nella

Va

e nella

VI a

edizione era riu-

nito al precedente o ai precedent!, e Teodoreto

sembra confermare

Africano 'pero, dove tratta delle pericope


Trap'
/!./,? v

di

Daniele,

scrive:

TX

&e

avTivpy.'pa...

TO

[/.ev

inv

/.ara TOU; 0', TO oz eTcpov x.aTa

sooo-

Tiwva (P. G. XI 51 B), certamente perche fino e prima d'allora il Daniele di Teodozione era uno TWV <pepo(/,ev6jv ev TOI; ey./.Xvi<7tais (ib. 49 B), come lo era tuttora quello dei LXX, che in seguito venne abbandonato.
Introd. to the study of the New Testament G54 ss. E manifesto, che tal ragione non vale per gli altri libri canonici, meno 1'uno o 1'altro.
Cfr.

SALMON
1

Commentarioli ed. G. Morin in Anecdola Maredsolana III


editio

1, p.

83:
vero

superioribus copulant, Symmachus dividunt. II passo fu raccolto dal compilatore dello pseudo-geronimiano Breviarium in Psalmos. 2 P. G. 1801 'E^palo? x.ac ol XOITCOI ipfiT)vcuTa2 /.at fxevToi
et

Hunc psalmum V et VI

cum

LXX

intei-pretes

LXXX

y.y.i

TOUTOV rot; 7rpOTTay[J!.voi<; GuvaTTTOu^t .... xat TOV eworrov 'jpo; TIJ TWV^S TWV ^xlawv <7ivaa>Yi TOV f<7ov <|>gX[&ftv ^uXdtTT II passo non e di tutta la desiderabile compitezza, come mostrano
,

il

Symmachus

tutto lo scolio origeniano di cui ci satto

Girolamo nella nota precedente, e il 6' della seguente e occupiamo: pero bastava a provare ineassicura BAETHGEN a p. 21-22 sui Salmi 9. 10 ebr.: Dass auch quanto
di

die ubrifjen g riechischen Ubersetzer (Aq. Sym. u. s. 10.) beide verkniipften, ist gewiss ---- hatten die Vfiter wie Oiigenes oder Theodoret eine
solche

Abioeichung ,

wenn

sie
II

icirklich

vorhanden war, schwerlich mit

Stillschiveigen

nberganyen.

nostro frammento poi per la

Va

ne

-toglie

ogni dubbio.
e

La

largamente

divisione dunque, per quanto non buona, e molto antica " la conosciuta, e non soltanto dalla Pescita peggiore di
" e dal

tutte le version!

Targum

chiuso nei

IX

secolo.

44

iv. -

D'ALCUNI FRAMMENTI ESAPLARI


i

non si puo raccogliere se il Salmo, o perd da questi passi soli a tanto nella V* quanto nella VI Salmi, a cui fu unito, portavano numero 114 o 115. Risulterebbe invece da uno scolio al Salmo 113 o
die
ivi

il

',

negli

altri

traduttori

all'

infuori di Teodozione e dei

cominciasse un nuovo Salmo

almeno quadra bene, e

numero 114, numero che importerebbe il Salmo 115 d'essa uguale


col

LXX a nella V
ai

Salmi 114, 115 dei LXX. La ristabilita concordia dove e come poi si rompesse, si potra piu o meno probabilmente congetturare (si rammenti ad
per ora.
.

es.

Ps.

147

ebr.),

non pero

fissare

con sicurezza, almeno

Ma
si

anche dalla numerazione ebraica odierna la


il

Va

a sua volta

scostava dopo

71 (ebr.)

Salmo 70, il quale in essa constava dei Salmi 70 a insieme rinniti. Mediante questa riunione la V e i LXX
il

venivano a trovarsi d'accordo fino al Salmo 112: dopo


nella divisione del

quale, almeno
J

Salmo 113
si

e nella riunione dei


coll'ebraico,

Salmi

14-1 15

(LXX), un certo accordo

ristabilisce

non

si

sa se per

durare e quanto. Fatto e die alia fine compare quella stessa cospicua
differenza che e notata sopra a proposito dei

LXX.
2

Queste differenze pero non sorprendono punto chi ricorda, come


appresso
gli

Ebrei

stessi la

numerazione dei Salmi

non era uniforme.

<|x>.(jt,b;

B(eoSoria>v) ojxot'w; TGI; 0'. Tuxpx & xxl eTcsysypxTcro piS': cod. Vat. gr.

TOI; XOITCO'I;

[/.ovoic;

StYjpyiTxi 6

754 in Field

II, 268. Cfr. pero

Eusebio P. G. XXIII 1357 A, che dice semplicemente sv run TWV xvrtypxqjojv esserci la divisione, mentre y/co^x; auT-fl TYJ 'K^pxiwv (iifiXw, TOU; XUTMV ^XjOxxTyjpx; 0uv))fftivOi>; eupov x,xi TX; Xe^ei;, e quindi Xi7T7)(7x

xxXw; x*oXoo9'?)axi

TYJ 'K^paiojv ^i^Xw, <ruvx ]m TS TO?; TTGOTSOCK; (OTTS etvxi x.si[z,svx, f/ipog aura TOO pty' ^x>.;jt.oO. 2 L'ass'erzione molto ripetuta nell' antichita cristiana, che
r

TX

Tupo-

nell'

in

i Salmi Ebraico non fossero numerati (cfr. lo scolio d' Origene al Salmo 2 P. G. XII 1100 e nell'ed. delle Esaple del Montfaucon I 475: ev

jAtvroi To> eppxi'x,(o ojosvt


f

TWV ^LxXy.wv

xpiO(/.bs Tvxpx/ceiTxt,

~OWTO?

el

ruyot

r<

p ^ y'; EUSEB. P. G. XXIII 73 B [ ATHAN. cfr. 1'antica versione latina d' Eusebio in P. L.

P.

G/ XXVII

56

XXVI 1377 ss., la quale secondo un vecchio postillatore del cod. Ambros. I 6 sup. sarebbe una lettera di Girolamo estratta da v. A. REIFFERSCHEID Bibl. Patrum Origene,
Ital. II

41 J; HILAR. in Psalmos ed. Zingerle p. 9 ecc. ecc.) va intesa forse

d'alcuni codici soltanto,

ovvero del presunto stato

primitivo

del

testo

SDLLA V a E Vl a EDIZ10NE GRECA BELLA BIBBIA.

45

difatti

appresso

gli

antichi Giudei se ne contavano soltanto 147,


J ,

quanti furono gli anni di Giacobbe


in alcuni mss.
2

e solo tanti essi risultano tuttora


;

(117-1184)
(ebr.),

104-105 Salmi 9-10; 70-71 Di queste e per noi notevole la riunione dei Salmi 70-71
per
la

riunione

del

a della quale un tempo la credetti appunto come nella V a propria. Nel resto la V discorda: pero credo si possa presumere,
,

che

la

sua numerazione

oscillante

fra

LXX,

1'ebraico attuale e

una qualche particolare tradizione od uso ebraico, giudeo o giudaizante o no


certi mss. ebraici antichi e medievali solitari, rappresenti

die

si

fosse 1'autore.
e
il

Non

caso

d' istituire

un

confronto

speciale

cogli

altri
3
,

interpreti ordinariamente (sembra) piuttosto concordi

coll'

ebraico

essendo incomplete le notizie pervenute a noi, e poi non testificandovisi direttamente e precisamente la quantita del numero, che nei
diversi Salmi risultava dai vari cambiamenti.

Notero piuttosto che nel palinsesto ambrosiano, in capo a ciascun Salmo non mutilo del
principio, trovasi
il

numero progressive ripetuto piu volte


il

(o cinque

o quattro o tre, a seconda forse della conservazione del minio cos)


facile

a svanire in una lavatura)

numero pero

sempre

il

mede-

simo tanto sull'ebraico quanto sulle versioni.

Non

e possibile decidere,

se sia

dovuta all'arbitrio dei copisti

ebraico, o pur anche


il

quale

ivi

men benignaraente per il priino suo propagatore, stesso dice: Sucrtv SVTU/J>VTS; e^pai'x.oT? ivriypaooi; ev piv T<O V & TW STSOW TX'JTJC,
'

Dunque, per non


(cfr. le

addtirre

altro,

c'

era

una divisione esterna


aurwv
/^apa-

parole d'

Eusebio citate^sopra a
..

p. 44, not. 1: TOUS

y,T7jp*s <ruv/ija.y.evoui;

y,y.l

ra; Xs^ei;), e quindi

virtuale. L' autore dello scolio,

una nuraerazione almeno Origene (Georgio, per errore non insolito,


sia del tutto certo: Agellio in

nella

Catena del Corderio) non so se


p.

Psalmos

(1606)
1

21

lo

cita sotto

il

nome

di

Topogr.
2

christ.

V, P. G.

LXXXVIII

Cosrna Indicopleusta, che per6 nella 247 as., non ha nulla di qucsto.

DE LAGARDE N. Psalt. gr. ed. specimen 8. GINSBURG, o. c., p. 18, n. 1. DE LAGARDE 1. c. ricorda una di versa riunione (1 -f- 2. 42 -f 43. 70 -f- 71) e divisione (del 78 in due) ed inoltre
Cfr.

che "sex Psalmi

^n

nunc vocati

[113-119]

quinque

erant ,

vario

modo
3

distincti ".
Cfr.

sopra pp. 44 nelle note.

46

iv. -

D'ALCUNI FRAMMENTI ESAPLARI ECC.

o la ripetizione del numeri o la loro perequazione o 1'uno e 1'altro


insieme. Attesa 1'acribia meravigliosamente paziente e miimziosa di

Origene, io non penerei a credere ch'egli, oltre aver notato nei pro-

legomeni in generale
sioni,
il

le

differenze di

numerazione fra

le

diverse ver-

ritenesse altresi nelle colonne esaplari a capo di ciascun


tale quale ei trovo in ciascheduna versione separata.
le

Salmo

numero

cio

diveniva quasi necessario la dove

discrepanze saltavano agli occhi,


in

come quando

la

divisione

d'un

Salmo

due era segnalata dalla

epigrafe interpolata dei


citato a Ps. 1 1 3
[Advoi;
nr]'pY]Tai
o

LXX

o al contrario.
:

Le parole
uapot
Ss.

dello scolio

pare non ne lascino dubbio


<jaA[A9^ xat

TOI? XOITCOI;

e-rcsyEypaTrTO pi'.
della

Ad

ogni

modo s'aggiungano anche queste


un' utilita

Va

edizione alle
l
.

altre conosciute diiferenze nella

numerazione dei Salmi


pratica,* sono

Le

quali,

quand' anche non abbiano

pero testimonio

vivente d'una particolare intelligenza dei Salmi talora

ammessa pur

da qualche moderno
rituale.

forse

anco

d'

una particolare consuetudine

Sulla numerazione dei Salmi nella Bibbia Africana


scritto:

v.

il

mio

d'Alcuni nuovi sussidi per la critica del

testo

antichissima, di S. Cipriano

(1899) p. 18-25.

V.
Sul testo e sul senso di Eusebio H.
e.

VI

16.

Ecco
sono
d'

il

passo
i

d'

Eusebio, invocato a p.
editi sulla

35, per provare

che

Origene
Trj

frammenti sopra
ciTiqysTO
TOJ

Quinta e Sesta edizione.


d

Si

'Opiyc'vsi
STs'pa;

TWV Osuov Xoytov


rcapx

^Tao-i;,

to; .....

xai

Tiva;

Ta;

xa\ Suixaa^ou xa\ (-k

O'jptv

a;

ojx ol' o(kv

TIVCOV

[jt.'j^wv

Tov

7:aXai

XavOavo'Jia;

ypsvov aviyvU7x; irpo/jyaytv si; TIVO; ap' stsv oux i^(6;, auTO TOUTO
TYjV ULV
'JpOl

^w;. 2 ep' tov oix TTJV aoriXoTrjTa,


pidvov
TCa-Y]u."/jvaTO,
to;

apx

V TYJ TTpO; 'AxTlOt; NlXC>7r6Xl,


[Jt.-r]v

TT)V

TOTTW.

Tol;

i^airXot;

TWV
>

^aXtxcov

TpCO u.Ta ^a; 7riT"/ja.ou;


S'XTTQV

5'

TOtOJdc

TT7apa;
V

x5dai; ou

[xovov

irefxuT^v,

aXXot xa\

xai

i[3o6[x-r)v
'JpY]'.

TiapaOa; ip(jiY]Viav,
pt.VY);
TTlOtO

u\

[/.'.a;

auOt; <Tia r][jLito7ai

w;

'Itpiyai

XaTOt TO'j; ypOVOU;


tutti
i

'AviWVlVOU TOO UlOO SKY]pOD


manoscritti
e
in tutte
1'

Da
recedere

questo testo, in
identico
,

edizioni

sostanzialmente
2

perche e

possa ragionevolmente solidamente attestato e 2) capace d'una sod1)


3) arbitrarie e incongruenti appaiono
3
,

crediamo

non

si

disfacente spiegazione, mentre


le

varie emendazioni e spiegazioni finora proposte.

Tutti

codici

greci

conosciuti,

qualunque ne

sia

il

valore

sono toncordi, meno che nell'una o nell'altra delle naturali e solite

Lammer, Schafusiae 1862, p. 455-6. Altrettanto sosteneva al suo tempo lo STROTH citato dall' HEINICHEN nella sua priraa ed. d' Eusebio t. II p. 190.
2

Hist, eccles. VI, 16 ed.

Cfr.

H. LAMMER

ne' prolegomeni della sua edizione, e specialmente

nella disquisizione aggiunta

De

codicibus... hist. eccl. Eusebii (pp. 856-886),

che secondo HARNACK-PREUSCHEN Altchristl. Litteraturg. I 2 p. 561, rimane ancora la migliore, sebbene non piena. Contro 1'opinione di W. Dindorf

js

V. -

SUL TE.STO E SVL SENSO

che trasposizioni e variant!,


ossia per ci6
espilatori

non hanno alcuna importanza per

il

senso,
gli

che ne preme sopratutto.

Ed

ai

codici suffragano
2
,

greci,* Giorgio
e Niceforo
il

Monaco
5
,

'

e seguaci

Suida
atque

3
,

Giovanni

Zonara

Callisto

sebbene

aliter

aliter

hanno

inteso e riferito

senso d'Eusebio; in qnanto essi suppongono tutti


1'attuale,

un testo che, come mi

per la sua condizione interna

si

presti

dichiarai gia nella

mia nota I martiri di Palestina d'Eus. di Cesarea


R. Istituto Lombardo, 1897]

net codice Sinaitico [estratto dai Rendiconti del


p. 7-8.

Ecclesiastical History of Eus. in colla versione x-xi nota la maggiore affinita del cod. Syriac (1898) p. Siriaca antichissima e importantissima.

Or anche N. MAC LEAN The

P. G.

CX

537.

Le rimanenti

notizie

sopra Origene

sono tratte

dal Panario di S. Epifanio , ch' egli nominatamente cita. Solo il passo seguente, interpolate fra i periodi del Santo, non e di lui ma (cio che non

sembrano aver veduto il DE MURALTO editore di Giorgio ed I. BEKKER di Cedreno), tratto da Eusebio con qualche omissione e sostituzione di frase. Le parole spaziate sono alia lettera in Eusebio. 06 [/.ovov yap T*
T'flfAOu?
(&')

cjto6?tic
ev

X.OCT'

auTov <7uv^Y<*yv aXXa


Tireptruytov

e'

x,at

x.

ari
a
v

ypovou;
p
<r a:

TOUTOUS

'Ispi/co

sv

TW

TuOw raOta a

ewi T a u T b
9 s
t

ouv
rw
v

Tra^av
;

^uvayayMv, ^teXwv
)t
c

^2

y.

T:

aXX^ Xai

{zsra
y
P-

s oi

; ,

Ti

X
ex.

2 v

a ) aur^; T^; 'li^patoiv 9 Y) {A C I ( w v *E ^ a jc X fi v a v T y p a <p a eutpu to:


i

xat i::i<Tr/)a6voj;
sia in

TroXuTceipCxc

y.aT7>:eua<7sv. Si

puo dubitare,
si,

se

il

passo

Giorgio ab origine. Parmi pero piu probabile di


;

atteso che esso

ricorre alia lettera in


ritoccato
ai

nello

CEDRENO, ed. Bekker I 445 un poco abbreviate e PSEUDO-POLYDEUKES, ed. Bianconi p. 104: e poi ridotto
inintillegibile

minimi termini, quasi


ed.

ed inservibile per noi, in LEONE

TEODOSIO DI MELITENE ed. Tafel in Monum. saecul. herausgeg. von der K. bayer. Ak. der Wissenschaften, III Cl., 1 p. 55. Su costoro e sugli intricati problemi letterari che sollevano, cfr. K. KRUMBACHER Gesch. der byzant. Litteratur 352-358. 361-365. 368. 2 Ai nominati nella nota precedente aggiungi SUIDA, ed. G. Bernhardy
e
in
II
1 p.

GRAMMATICO

Bekker 73,

1280, nel secondo articolo su Origene, dove, accettate

le

parole intro-

duttorie sostituite
eyflpuSs

eusebiane x.ari - ?:piTD/wv T^ TraXaia xaTsix.iuy.asv, compendia infelicissimamente quelle d* Eusebio con

da Giorgio

alle

rcaXaia. E cio probabilmente, perche nell' artic. avanti, p. 1273-1274, le parole d'Eusebio era.no state riferite per disteso. 3 Riferisce alia lettera la proposizione ev 1273-1274. JATIV... p.

Ed. Dindorf III 109. H. e. V 11, P. G. CXLV 1089-1092.

Dl

EUSEBIO

H.

E.

VI

16.

49

a dare origine, se non ragione, a queste divergenze. Giorgio Amartolo


(Cedreno), obliando la Nicopolitana, intende trovate in Gerico e
e

Va

VP;

Niceforo
della sola

invece

1'

intende

della

VP

della

VIP,

mentre

Zonara
giato
facili,

VIP. Con un

testo limpidissimo, quale venne fog-

dai

cor'rettori

modern!, tante diversita


possibili.

non

sarebbero state

per non

dire

Si capisce invece

bene, che con un


v "lep.
supiq-

testo
f/ivY);

come

1'attuale,

Zonara abbia potuto


ultima

riferire 1'to; alia

all'edizione

TOICOOE T^TOO,

da

lui

VIP, benche 1' ev... nominata, non considerate, voglia che indnbbiamente, se
cioe
riferisca alia
al

non esclusivamente,

si

VP

edizione. Si capisce ancora, inteso

come Giorgio
inciso

e Niceforo abbiano

contrario
alle

quello stesso
edizioni

quasi

detto

al

plurale,

riferito

due

ultime

nominate dopo 1'avversativa aXXa. Si potrebbero altresi rilevare le parole eusebiane piii o meno tenacemente conservate, specialmente
da Niceforo;
quanto
i

ma

siccome questi autori, meno uno, sono tanto tardivi


il

codici superstiti d'Eusebio, e

loro testo

specialmente

del piu antico

Giorgio

e lontano dall'essere criticamente stabilito,


alia testimonianza

non ce ne occupiamo piu oltre e passiamo


piu grave
delle versioni antiche.

molto

*
del
sec.

Viene prima vivente Eusebio ',


tarda
del

la

versione

siriaca

IV, forse

compita

2
.

figliuola 1'Armena, anch'essa non piu Purtroppo de' due codici, che contengono quella,

colla sua

1'uno s'arresta al

libro,

e 1'altro
libri

sparve con buona parte dei


della storia.

ha un'enorme lacuna, in cui VII tutto 1'intero libro VI

Per fortuna

capitoli piu interessanti lo studioso della


il

Bibbia e d'Origene, cioe 16. 17 e 25 (dove c' e d'Origene), ci furono conservati da un codice del
1

canone ebraico

sec.

IX

e ridonati

Cfr.

MAC LEAN
198-199.

o.

c.

p.

ix,

e R.

DUVAL La
p.

litterature

syriaque

(l

ed. 1899)
2

Cfr. A.

MERX
ci

in

Mac Lean

o. c.

xv-xvii. Al R. P. L. ALISHAN,

aveva nel 1894 gentilmente fatto una traduzione letterale del passo controverso, rendiamo qui le debite grazie, sebbene ormai non occorra piu pubblicarla, bastando la collazione deH'Armeno
mechitarista, che

soggiunta dal

Mac Lean

in fondo alle

pagine del Siriaco.


4

50
alia luce,

V. -

SUL TESTO E SDL SENSO


l
.

colle

variant! dell'Armeno, insieme al resto


in questi

benemeriti

frammenti avere pienamente sentite le stesse caratteristichc della versione antichissima ed osservato lo stesso rapeditori

debbono

porto coll'Armeno, dal


stione, se

momento che non pongono nemmeno


il 1.

la

que-

mai

questi capitoli scelti, traniandatici fra

una corta notizia

sulle versioni

greche della Bibbia e


stati

fanio
scritti

2
,

non siano
forse

pond, di S. Epitradotti posteriormente insieme con gli altri


et

de mens.

gia

riuniti

cosi

nell'

esemplare greco. Deferendo ben

volontieri all'autorita

grande dei competent! editori, sebbene non


per quanto meno ovvia, ragioneremo antichissima siriaca anche perche se cio
; ,

paia impossibile la supposizione,


della versione

come

dell'

non

fosse,

la

versione armena col presentare cosi poche

leggere

variant! ci assicura, che quella antichissima


differire dalla nostra.

non doveva

in sostanza

Pero diciamolo subito. Nel traduttore

siriaco,

quantunque prealia

gevolissimo e per fedelta e per eleganza insieme, tuttavolta sia in


forza della sua lingua incapace di tutte le
flessibilissima lingua greca, sia

movenze connaturali

anche per certa sua liberta cosi bene


sia

descritta

dal
,

Mac Lean
non
c'

p.

ix-x,

forse

infiue

per

accident!

di

trascrizione

e da attendere

una riduzione talmente perfetta


le

del testo greco,

da conservarne tutte

sfumature

fino

all'ordiue

delle parole e a talune particelle difficilmente o


vi si desiderano

punto traducibili. Cosi


fxyjv

TOIW^, oO

pt.6vov...

aXXa;

e reso per "pi.

Meno
forse

scusabili ancora,

se originarie, sono le omissioni di xaOY]{xa-

gtu(&6*a

una parola non compresa, o forse anche temuta quale barbarismo, come quando v i^auXoT; TWV vj^aXpcov viene tradotto sniQTQl NQmra

e di itpo; 'AxTtoi;, e altri ripieghi per girare

nV Tajn
sotto
il

(col ribbm}.

Non

ostante tutto cio

il

testo greco trasparente

siriaco e

bene

1'attuale,

esattamente corrispondendo in tutto,


differenze,
le

fuori che nelle accennate

simili

quali

visibilmente

derivano da
1

tutt' altra

ragione e non da diiferenza del testo originale.

Ed. Wright-Mac Lean p. 414-418, gia prima in DE LAGARDE Praetermusorum (1879) p.. 249-252. La collazione dell'Armeno per queste pagine fu fatta dal Mac Lean, e non dal Merx.
2

Cfr.

W. WRIGHT

Catalogue of the Syriac Manuscripts in the British

Museum,

II 801.

DI EUSEBIO H. E. VI

16.

51

C' e

una varieta Interessante per


greco, ed e quella
TOC?

noi,
ev

che

si

potrebbe pensare derivata


giustificherebbe

dal

ITS'PCO

T^TOO, che

Niceforo e Giorgio Amartolo

dell'

versioni anonime trovate in Gerico.

aver asserito, che due furono le Ma siccome 1'Armeno, molte volte

piu corretto del Siriaco stesso da cui precede, legge anch'esso TYJV
al

singolare, e siccome in siriaco e facilissimo ed ovvio lo scambio


il

del singolare e del plurale, e nel caso nostro

cambiamento

in pliirale

poteva essere suggerito dal

...

ire'unrTYjv

xa\ EXTYJV xa\ Ip^fXYjv,

non sarebbe prudente contar su tale variante, tanto piu che anche il siriaco mantiene poscia al singolare Pe6pY)[xvir];
Succede la versione latina di Rufino. Essendo essa in generale un'affrettata e negligente parafrasi con omissioni, aggiunte e rimaneggiamenti notevoli, e quindi d'un uso limitato, giudiziosissimo nella critica del testo d'Eusebio \ e d'uopo nel luogo nostro fissare il
vero valore d'essa come testimonio del testo originale. Ecco il passo: <0rigene trovo) etiam alias <editiones> in absconditis ac secretis
latentes,

in

quibus ne nomina quidem


dicit

Hoc autem solum

de

eis,

interpretum repent scripta. quod aliam quidem in Actiaco littore

apud Nicopolim, aliam in Hiericho atque in aliis alias repererit locis. Segue una descrizione delle Esaple ben- piu verbosa che in Eusebio,
e

poi

continua:

In Psalterw autem

et

in aliis nonnullis interserit

quoniam sine nomine auctorum repererat, sextam et septimam editionem nominauit


aliqua etiam de

ceteris

istis

editionibus,

quas

Le
frasi

diiferenze

spostamenti^ inesattezze, aggiunte


;

della para-

dall' originale

sono cospicue

e per cio

mi restringo a rilevare
la

soltanto quelle, che,

non ostante tutto, svelano

condizione del

testo usato dal parafraste.

Rufino fa dire ad Origene, che egli avea trovato una versione anonima a Nicopoli, un'altra a Gerico, e altre in altri luoghi.

Adunque

la pluralita,

non

la dualita soltanto

(mi

si

perdoni la parola)

Cfr.

H. TARTAROTTI De versione Rufiniana. Tridenti 1748: LAMMER


e.

o.

c.

858-860.
f

H.

VI, 13, ed. Cacciari I 348-349.

52
delle version!
fine,

V. -

SUL TESTO E SUL SENSO

anonime R. vide dapprima in Eusebio. Ma poi, verso la a due solamente sembra ridurre le altre versioni fuori dei LXX,

fi imposd'Aquila, di Simraaco e di Teodozione, ossia le anonime. sibile dunque, clie R. abbia avuto nel suo testo una enumerazione

cosi distin ta: aliam apud NlcopoUm, aliam in Hiericho, atque


pero deve insieme aver avuto, ossia deve essere stato colpito da una proposizione, in cui la Sesta e la Settima edizione
in
aliis

alias...

locis:

fossero

appaiate fra loro


da R. appunto

versioni,

malamente prese

contrapposte alle altre tutte per non anonime.


d'

Ora

sta

cosi nell'odierno testo

Eusebio; e quindi questo,

e non altra redazione suppongono gli abbagli di R., clie altrimenti

converrebbe attribuire ad una fenomenale negligenza. E si capisce com' egli vi giunse. Dalla sua abitudine di parafraste, trasportato ad intercalare una descrizione delle Esaple fra due
periodi strettissimamente legati,

R. venne a trovarsi in faccia due


seppe, dietro Eusebio, indicare
il

paia di versioni

d'uno

de' quali

luogo

di

scoperta,

ma

dell'altro no, e quindi se


in Gerico,

ne cavo con quelle


altri

"
parole:

Tuna a Nicopoli, 1'una

ed altre in

luoghi ".

Finita 1'interpolazione, ritorno al testo, ed eccogli incontro 1'inciso

"

ma anche

avendo disposto dopo le quattro edizioni famose non solo una Quinta, una Sesta e una Settima ", R. si confonde e finisce per

insinuare clie le versioni anonime sono queste due sole, dando cosi

a divedere e quanta fosse la sua intelligente attenzione, e quanta la sua cognizione e pratica delle Esaple.

La
sec.

tradizione

dunque, risalente

almeno

fino
d'

al

termine

del

IV, ossia a mezzo secolo circa dalla morte

Eusebio, e favoclie
fin

revole al testo ricevuto, e almeno almeno mostra


in

d'allora

alcuni

esemplari

--

per

es.

del

traduttore

siriaco,

di

Rufino

negli antenati remoti de' superstiti codici greci in sostanza come al presente.
1

il

testo si leggeva

TARTAROTTI p. 49-55 gia rilevava in Rufino VJ, 11, p. 341, una moltiplicazione dei libri di Clemente Aless. ricordati da Eusebio VI, 13, 3 (moltiplicazione fatta anche da S. GIROLAMO de viris inlustr. 38), che si
puo portare come esempio, per non meravigliarci della presente moltiplicazione delle versioni.

DI EUSEBIO H.

E.

VI

16.

53

La
dittica

testimonianza, certo, e gravissima, sebbene per se non apodel testo,


il

dell' integrita

quale pote corrompersi in mezzo

secolo, e in
ci
si

molto minor tempo ancora. Pero di una tale corruzione voglion prove e non vane presunzioni: e finche queste prove non danno, il testo e da ritenersi integro e fermo, ed ogni emendaarbitrario.

mento va rigettato come


posizione difficilissima

Ilimane poi

tolta

del

tutto o

quasi la probabilita dell'alterazione, quante volte un testo di com-

puo, tal quale giace, pienamente spiegarsi, sebbene novantotto su cento lettori sicuramente riusciranno ad intenderlo solo all'ingrosso se non alia peggio. Perocche
i

correttori tutti

mirano

alia perspicuita, alia regolarita e talvolta eziandio all'eleganza,

quale la concepiscono essi; e quando loro pare d'averle raggiunte,

ne trionfano, sia pur costato


qualche
tortura
inutile
al

il

loro trionfo qualche


alle

osso o almeno

povero paziente

volte

piu sano

meglio portante di loro.

Tutto questo appunto vediamo ora verificarsi nel passo d'Eusebio, malamente sottoposto a correzioni e a spiegazioni arbitrarie, incongruenti e monche, mentre bastava penetrarne il senso naturale, sebbene non cotanto ovvio. Per maggiore comodita e chiarezza

mi

si

permetta

di

mostrar Puna e

1'altra cosa insieme, facendo

un

poco di storia e di critica delle principali correzioni e spiegazioni


presentate
dai
dotti
di

mia conoscenza. L' eliminazione successiva


non
giuste, che

delle varie intelligenze

ad ogni passo

difficile

possono

sovvenire alia mente,

e le riflessioni nel frattempo occorrenti, gioil

veranno assai a far rilevare pararne


lo

vero nodo della difficolta e a pre-

scioglimento.

Contro D. PETAVIO

',

che non ammettendo 1'esistenza

di

una

settima versione, vuole 1) espungere xa\ ifJ&jjnq;, ovvero 2) intenderlo del testo ebraico in lettere greche (TYJ; 'Eftpaitov a-r){jLtc6aca;)
e quindi
1)
?

3) emendare ir\ (jua; auOt; in eir\ fxia; ir^uirTY];;, bastera tener fermo all'esistenza della Settima versione, positivamente

P. G.

XLIII

562.

54
attestata da Eusebio

V. l

SUL TESTO E SDL SENSO

da Girolamo

2
,

2) rilevare che Eusebio e

connumera

la

Settima alle altre

sei version!,

tutte queste
3

contraddistingue

apertamente da

T^

'E(3paicov
il

crr,(j.uo<7co;;

Cade quindi 3) ogni ragione dell'emendamento,


tificare

quale servirebbe

solo a porre in contraddizione Eusebio con Origene, facendogli iden-

Quinta coll'edizione Gericuntina. H. VALOIS, seguito da H. LAMMER, crede necessaria una lieve osa introdurre nel testo per trasposizione di parole, che pero non
la

un rispetto dei codici, che pare eccessivo. Lego ou ^6vov U[XTCTY)V xa\ xa\ prorsus necessaria, ut mihi (2<S<$fAiqv xTY)v, aXXa
videtur, emendatione.
et

Cum enim

antea locutus

sit

Ensebius de Quinta

Sexta editions ab Origene reperta,

hoc amplius addit etiam

Septimam in Hexaplis Psalmorum exemplaribus ab Origene positam fuisse. Quindi approva e adduce in conferma G. Zonara, che intende
e

compendia

cosi
v

Sk

TO?;

^aXp.ot;

xa\

(3

d
[/.

Y)

<;

[/.^vY)Tai

ippiqveia;

UK

'Ispi^oT
dicit.

i)pr)[jt.VY]?,

quantunque (son parole

del circospetto Valois)

Septimam editionem Hierichunte repertam fuisse


Piu
franco

id Eusebius non
p.

invece H. HODY, dopo aver a

593 quasi dubitato

col Petavio

della genuinita di xa\ ifiSopris e

dell'esistenza stessa della Settima

depone ogni ansieta e (p. Valois, ma ne propone un secondo:


del Petavio) invece di
cosi
ltc\

591, alia perfine 596) non solo accetta 1'emendamento del


p.
ir\

ammessa a

[jua;

auTij; (cfr. sopra quello

[xta;

auQi;, forse

per far parlare Eusebio


i

esplicitamente

come Zonara, contro

suoi

propri

dubbi

di

qualche ora avanti.

Quanto valgano realmente Zonara e


d'Eusebio,
s'

gli

altri

espilatori

greci

piu addietro a p. 48-49, e apparira di che segue. Infatti, se w; supyj^vrj;... e detto della Settima, allora necessariamente si riferiscono alia medesima anche

e accennato

per se da cio

le

parole precedent! TYJV

5'

Mpy

o>

TOTOO.

Ma
(ch&

cosi nella

nomenclatura per
soli
1

puri

numeri ordinal!
le version!

Origene aveva denominate e distinto

per essi anonime) Eusebio

A ragione su cio insiste A. LOISY L'enseignement biblique, MaiJuin 1893, p. 176, n. 4.


2

Cfr. sopra p. 34-35.


II testo

ebraico: FIELD p. x;

HARNACK-PREUSCHEN

I 340.

DI EUSEBIO H. E. VI

16.

55

farebbe un salto non solo strano e sforzatissimo,


altresi

ma
del

che indurrebbe
dotti
sullodati.

a correzioni affatto

contrarie

quella

Non
e

essendosi

convenendo, nel tradurre, supporla e

mai avanti spiegata o usata la detta nomenclatura conformemente supplire, risul"


...

terebbe un pasticcio come questo:

altre versioni... circa le quali,

non sapendo

di

chi

fossero, questo

solo

annoto, che trovo 1'una


a Nicopoli
presso
Azio,
nelle

<o Quinta o Sesta, e

non tutte due)


uu
altro
sito,
il

e 1'altra <la Settima) in

seguente. Che anzi

Esaple dei Salmi, dopo le quattro celebri versioni avendo aggiunto non solo la... e la Settima <cioe le due nominate Nicopolitana e
dell'altro

luogo,

e quindi la Quinta o Sesta e la Settima


la...

nell'ipo-

tesi>

ma

anche

<non nominata

finora, e pero diversa dalla Nico'

politana e da quella dell'altro luogo, ossia la Quinta o Sesta) ecc.

Adunque

gli

emendamenti del Valois

e dello

Hody, anziche portar

naturalezza e chiarezza nel testo

ed incoerente.
o
il

Ne

d' Eusebio, lo vengono a far manco avvenire altrimenti, essendo falsa la ragione poteva

supposto del Valois, che Eusebio

nel

periodo sv y
il

F'T' TOT;
fatto,

^airXor;... volesse notare direttamente e principalmente

che

una settima edizione fu aggiunta nel Salterio. Ma Passando a quei che, senza toccare il testo,
faro

di cio piu avanti. lo

intesero male,

prima speciale menzione

di

P. D.

HUET

',

che

traduce: In

quidem Psalmorum post insignes quatuor editiones non Quintam solum sed et Sextam et Septimam adiungens interpretationem, in singulas <ir\ pua;> rursus column as des crip sit,
Hexaplis

utpote quae
che

Hierichunte reperta
locutio
est

sit

in dolio ecc.

La
ir\

ragione e

"
ii\

jjiia;

tactica,

qua res significantur in


es. vi^s;

unum
TTa-

versum
yas'vai,

collocatae

a fronte ad tergum... (per

[xta;

iy

vi^

Teiay^svot arpTt&>T*i).

Hanc

locutionem
et

eleganter

hue transtulit EuseUus: quoniam enim per longas

angustas coluiit\

mellas digestae erant editiones in Hexaplis, propterea

[xia?

<TC<TY)-

atwu.va;

esse dixit... (T^aEtoua-Oai praeter


".

alias significationes sonat...

adscribere

Gia, quasi

a(TYi[Jiia)Tai

non

si

riferisca

ad una

Origenian. Ill sect. 4 in Origenis opp. exeg. I (1668) 257, seguito e da W. LOWTH (per quanto so) dal KUSTER, editore di Suida, II (1705) 763 741. nelle note ad Eusebio, ed. Taurin. 1746, p.

56
versione soltanto
se,
!

V. -

SUL TESTO E SUL SENSO

Bella novita darebbe Eusebio con tanta solennita,

come
solo

irapaOa';,

anche

cr<rr]u.

non dicesse niente


le

di particolare,

ma

una cosa comune a tutte

cinque solamente,

ma

anclie le

prime due ultime versioni dei Salmi erano


!
!

Tersioni

cioe che

non

le

scritte in colonna 1'un'a

dopo

1'altra

- Ne

e piu felice la traduzione

utpote quae... II povero

membro

resta

come

spiccato dal riinanente,

con cui non

si

vede che cosa abbia a fare. Cio e tanto cbiaro, che

perfino 1'Huet
subest

sembra averlo sospettato: nee difficultate caret quod apud Eusebium, Origcnem ad reliquas interpretationes adiecisse
dolio...
!

Septimam, QUOD Hierichunte in

reperta

sit.

Vengono
di

in seguito

coloro

che credono dalle parole ambigue

Eusebio nessun certo senso potersi cavare di per se; e finalmente 2 che pur avendo divinato il vero senso, ne sembrano tutgli altri
,

come paghi d'una semplice con3 Per tutta risposta cessione di probabilita, a cui quasi non tengono bastera mostrare, che il passo fornisce un senso preciso, soddisfatavia in fondo in fondo dubbiosi,
.

cente,
il

una volta che

sia coinpreso di

il

vero nesso dei periodi, ossia


quel nesso, come

vero, preciso

significato

parecchie parole e frasi vagamente


costituito

intese,

ond' e principalmente
T&ro>, ye
[rrjv,
ir\

TOIW?

tjua; auOi; ffarY){X(a)Tai: e

Tpco non potersi quindi

piu dire ambigua o

meno

certa la mente d' Eusebio, qualunque poi

ne sia la verita obiettiva.

pla, III 22;

TAYLOR nello SMITH A Dictionary of christ. Biography, art. HexaTILLEMONT e MECHINEAU citati sopra a p. 37, n. 1, e cosi FRITZSCHE nella 2 a ed. della JRealencyclopadie fur Protest. Theol. pure II 440. Nella terza edizione invece t. Ill (1897) 24 E. NESTLE a ragione da come sicuro che la V a fu secondo Eusebio e Girolamo trovata a
1

Nicopoli, sebbene poi (forse per la caduta di qualche parola nella stampa) nel dire trovata in Gerico la VI a , non accenni ad alcuna discordia nelle
fonti. -

Del MONTFAUCON
concordi

affatto

Eusebio

basti ramrnentare, ch' egli, Hexapl. I 58, crede ed Epifanio, e quindi adduce Eusebio come

testimonio,

che Origene abbia scritto d'aver trovato la V a a Gerico. VALLARSI P. L. XXIII 1117 in nota, FIELD p. XLV, per non ricordare altri recenti, che seraplicemente asseriscono.

FIELD

p. XLIII:

facile patimur, p.

levissimi momenti adhuc, in dubio consistere XLV: Eusebius... utrum Sexta an Septima fuerit in

Rem

medio relinquit.

DI EUSEBIO H. E. VI

16.

57

'Ev

iTc'pto Toioioc T<$rao.

non un riempitivo
per
lo

inutile

Essendo "TOICOOE (conservato da Niceforo) ma un pronome dimostrativo riferentesi


dirsi, e talvolta

pin a cosa die sta per

anche a cosa detta

in prima, e nitm luogo, cui possa riferirsi, essendo

prima mentovato

',

indubbiamente

il

"in un

altro

complemento deve essere inteso e tradotto cosi: 2 luogo, il seguente ": qualem nunc didurus sum

E, difatti, dopo occorre un


Se Totoi^t
ci

nome
la

di

luogo, ed uno solo: Gerico.


esplicita del luogo,

fa attendere

nomina

dove

Origene trovo la versione anonima in secondo luogo ricordata (TYJV " e veramente, invero, difatti ...), yl [AYJv posti a capo della ci assicurano che tale nome Eusebio ivi realseguente proposizione,
' 5

mente pose:

...

"-.annoto <0rigene> d'aver trovato 1'una a Nicopoli

presso Azio e 1'altra in un altro luogo, il seguente. E invero negli " Eusebio quindi nel periodo "Ev y {ji-r]v TOI; Esapli dei Salmi ecc.
iljaicXoT;

non

intese

gia

principalmente

di

dare

la

notizia

che nei Salmi aveaci anche una Settima versione, ma di soddisfare insieme e alia curiosita che gia naturalmente sorgerebbe dall'espres" in un altro luogo ", e all'aspettazione da lui stesso destata sione

con
d'

quell' intenzionale
il

Toioi^e. la
,

In

altri

termini:
ok...

intese

anzi

tutto
fu
la

indicare

luogo

dove

versione TY]V

(diciamola
ricordo

cosi)

scoperta, e

secondariamente

per

concomitanza,

altresi
il

terza versione anonima.

basava
di

la

Cade cosi il fondamento, su cui sua correzione del testo; e cade la conseguente traduzione
Valois

quin etiam, che del resto non so se y [XTQv camente sostenere.


'Eid
[xta;...
<T(T-r)(jt.ia)Tat

si

possa

filologi-

manifestamente ha

lo stesso

senso del

o intendono de precedente ?' 7CT-r)pt.-rjvaTo, che tutti spiegano ipsis adnotavit. Puo pero dubitarsi di pua?, se qui abbia soltanto
wv...

un senso indeterminate (sopra una), ovvero uno determinato


1

e quale.

Male

intese quell'antico lettore del codice


il

G
:

= Laurenz. LXX
6

7,
ri

che raschio

roiwSs e appose in margine


sv
l-rropia;
e.

lo scolio

$i irepo; TOTCO?
a',

'Ispt/w Xeysrai
2

S'

loyw. Dove
8,

e forse

da correggere

essendo

Gerico mentovata in H.

12.

FIELD

p.

XLIV.
f/.y,v

Che qui ye

sia avversativa, lo esclude

il

contesto, e segna-

tamente roiwSs.

58
II

V. -

SUL TESTO E SUL SENSO


:

contesto esclude una significazione indeterminata


di

quell'

una ver-

sione,

cui Origene noto essere stata scoperta in Gerico, e quella


o v

stessa indicata nelle parole TYJV

lue'pw

TOI&C

7<$7rw.

Ed

esclude

- credo

- anche una

significazione deterrainata

come questa: de una'

usato talvolta (dicono) quaque, quasi in\ pua; fosse qui come 9 v4;, v L i. T. il TYJV per 9' ivo; ixa?Tou: giacche tanto 1'auOi; quanto

sembrano

affatto

opporsi

a tale intelligent, cospicua in Niceforo,


'.

die fa trovare in Gerico e Sesta e Settima edizione


si

Come da

ultimo

esclude altresi die

iiti

pita;

si

riferisca alia
s'

Settima o alia Quinta

edizione per la ragione (die sopra

espose nella critica dell'emen-

damento

del Valois p.

54-55) della nomenclatura per puri numerali,

onde ne' periodi risulterebbero strani e quasi intollerabili salti, e poi riguardo alia Quinta per 1' aXXa, che all'una delle due versioni
- Sesta e Settima
sull'

- nominate

dopo, restringe quanto

si

va a notare

una.

Da

tutto

il

contesto adunque

lir\

(jua;

riceve un senso

deter-

minate, e risulta riferirsi alia Sesta.

Ma

questa relazione risulterebbe

mai anche altronde che dal contesto?


permetta di dire il motivo. Adunque sospetto, che per un idiotismo semitico Eusebio Palestinense abbia usato il numerate cardinale per 1'ordinale (come ad es. e in Matth. 28
Forse
si,

mi

si

riferendosi ad una delle due versioni nominate dopo 1'av versa tiv a aXXa, che ad esse due richiama e restringe 1'attenzione del lettore-- abbia questo senso determinate de (harumy prim a, o meglio, siccome sono due sole, de priore,
si;
[/.(av

aa[3|3aTtov)

che

pertanto

1'

u\

--

(jua;

che corrisponde benissimo a quanto finora s' e osservato e in seguito " si osservera. dei Salmi avendo apposto dopo le ... nelle Esaple
quattro celebri edizioni non solo una Quinta,

ma

eziandio una Sesta e

una Settima, della prima annoto... speciale sulla grecita d' Eusebio e
in

"

lo non posso far ora una ricerca

sull' influsso

piu o

meno cospicuo

essa sia della grecita biblica sia della lingua ebraica e del dialetto

palestinense del suo


la

tempo a

lui

famigliari,

e cosi porre in chiaro


il

probabilita o

meno

della congettura;

pero

vedere, che

il

sup-

Cfr. sopra p. 49. 51.

DI EUSEBIO H. E. VI

16.

59
lo

posto

quadra tanto bene nel contesto, par che almeno da una condanna subitanea.
idiotismo

salvi

Rimane
o
s'

aviOi;;

ma

siccome puo correre, sia che traducasi rursus


,

(meno probabilmente) e contra e sia che non necessariamente emendi in auOi nell' Esaple dei oarucOi, eid TOTTCO HESYCH. (i v i

sarebbe attaccato dal seguente <T<rr]UfroTai), e siccome non infiuisce gran che sul senso, ce ne sbrighiamo senza dir altro.
Salmi:
?
si

Oramai, spero, e possibile dare una versione precisa del passo intero, la quale non lascia dubbio alcuno su cio che Eusebio voile
dire e realmente disse,
e

credo

piu presto e piu chiaro

d'

ogni

ragionamento mostra

la conseguenza, se

non

la fluidita

del discorso.

Origene ricerco oltre alle quattro celebri versioni e scoperse alcune " intorno alle quali, non sapendo di chi fossero, questo solo altre, signified, che avea trovato 1'una in Nicopoli appresso Azio, e 1'altra
in

un altro
egli

sito

che son per dire.

Negli Esapli dei

Salmi

difatti,

avendo

ma

dopo le quattro celebri non solo una Quinta eziandio una Sesta ed una Settima <versione>, della prima <di
apposto
di

queste) di nuovo ha annotate essere stata trovata in Gerico deutro

un dolio negli anni


e

Antonino

figlio

di

Severo

".

Eusebio, scrittore che limpido

nemmeno
fallo
il

Fozio, cod. 13, trovava molto

gradevole,
pifi

senza

avrebbe

potuto

manifestare piu

nettamente,

palpabilmente
di
lui

suo pensiero: pero nel caso nostro

non pare tutta

la colpa di

non averlo ben compreso.


*

La Quinta

edizione dunque, secondo le notizie d' Origene riferite

da Eusebio, fu trovata a Nicopoli presso Azio, non e detto quando: la Sesta a Gerico sotto Antonino figlio di Severo. Questa notizia
del luogo,

dove trovo

la

Sesta, Origene

la

diede Iv TO!;

con precisione e chiarezza somma, ci danno i frammenti nostri, che fanno parlare lo scopritore stesso della Quinta -- Origene, e che ci vennero tramandati precisamente
le stessissime

Ora

notizie,

ma

da una catena dei


Quindi
si

Salmi contenente lezioni esaplari.


che
essi

conferma,
ai

sono

realmente

d'

Origene,

ed

avanzo dei prolegomeni

Salmi

esapli.

Quindi ulteriormente appaiono

60

V. -

SUL TESTO E SUL SENSO DI EUSEBIO H.

E.

16.

essere la fonte stessa d' Eusebio, sebbene

non nello stato attuale


gli

di

membra
presenti.
II

sparte,

ma
die
i

nella

loro

nativa

integrita

fossero

certo

dubbio

frammenti,

al

contrario, siano

stati

fabricati

su Eusebio e posti in bocca d' Origene, ripugna, oltrecche alle testi-

monianze esterne

(clie forse ci si

rimproverera d'aver troppo abbon-

devolmente raccolto), alia loro trasmissione nei mss. e al loro contenuto esatto, senza fallo piu ampio di quello d' Eusebio e percio
indipendeute.

Che scopo
dir

del resto, clie utile potevasi


il

mai conseguire
Sesta
di

o sperare da una falsificazione,


di fare

cui risultato sarebbe unicamente


la

(per

cosi)

Sesta

la

Quinta e Quinta

due

versioui

anonime e pochissimo conosciute, Giudaismo, almeno da taluno '?


Se da ultimo
si

e per di piu sospettate di

chieda,

come

e perche Origene (a quanto pare

dal racconto d' Eusebio) abbia in un' occasione, puta nella prefazione

generale delle Esaple, indicato solo


taciuto quello della

il

luogo di scoperta della

Va

VI%

per poi

rivelarlo

invece nelle Esaple dei

Salmi
di

rispondo

clie

queste le sono contingenze, di cui, in mancanza

testimonianze, troppe cagioni egualmente probabili se ne possono


si

supporre, perche

riesca a riconoscerne

Tunica vera.

Cfr.

FIELD

p.

XLV.

VI.
Anecdota apocrypha la tin a. " " ed una " Revelatio d'Esdra Visio

Una

"

con un decreto di Clemente Romano.


"

La

storia della letteratura apocalittica

non pud essere


i

scritta,

fintanto che

non ne vengano

resi accessibili tutti

campioni

di pregio.

Quand'anche
conoscere ch'

dalla loro pubblicazione


e'

nulla

s'

ottenga all'infuori di

sono senza valore, questo e gia uno stimabile gua-

esame proprio, personale

dagno: e bisogna concedere, che appaga di piu il dedurre cio da un de' document! original!, che non doversi
si
l ,

rimettere al giudizio d'altri, chiunque

sia ".

Queste assennate parole del James


viventi
d'apocrifi,
e
1'

uno dei migliori conoscitori


publicare
talvolta
testi,

esempio di

lui

in

Apocrypha anecdota

(1893)

p.

Ill

in

Texts

and Studies

di

A. Robinson, vol. II no. 3. Non mi posso trattencre dal riprodurre qui le parole che J. Reville scriveva a proposito dell' Apoc. greca di Baruc e degli altri anecdota contenuti nel II tomo del James (Revue de I' hist, des Religions, XXXIX, 1899, 476-7): " Combien Ton a tort, dans la plupart des Histoires de I'Eglise chretienne, de negliger d peu
J.

pres completement ces temoignages des croyances populaires, qui n'ont assurement aucune valeur theologique ou philosophique, mais qui nous apportent

un

echo tres precieux


ces

des

recits
ete

Vepoque oU

ouvrages ont
les

auxquels se complaisaient les Jldeles d ecrits! L'histoire de I'Eglise, faite d peu


et

pres uniquement d'apres

ouvrages des docteurs

des ecrivains classiques

du Christianisme

antique, est
le

aussi incomplete que

aussi fausse - ou (meglio!) tout au moins serait I'histoire du catholicisme contemporain, comles ecrits et

posee uniquement d'apres ou de tels autres erudits

des professeurs de I' Institut catholique theologiens de notre epoque, sans consulter les
et les

Croix qui sont lues chaque semaine par centaines de mille

images

62

VI. -

ANECDOTA APOCRYPHA LATINA

che non ostante la sua particolarissima competenza nobilmente con-

non sapere per ora appieno illustrare valgano di scusa a me che di letteratura apocalittica non sono niente specialista ne sento verun' ambizione di diveuirlo, se m' induce a dar fuori due
fessa di
,

apocrifi

d'Esdra venutimi sotto


attendibili

le

mani, con

le

semplici
si

magre
potro

osservazioui

da un profano. Anche con

poco

recare qualche giovamento, almeno quello rilevato nelle ultime parole


del James.

mi conferma nel proposito

il

sapere che, pur volendo,

non mi sarebbe consentito andare sino

al

fondo, restandomi inac-

cessible buona parte di questa letteratura quanto

mai dispersa,

la

quale nello scorcio del nostro secolo


di

s'

e straordinariamente arricchita

nuovi documenti e studi nelle lingue orientali e nelle slave non


nelle nostre piu

meno che

comunemente conosciute.

Gli apocrifi d'Esdra.

Piuttosto numerosi sono gli apocrifi posti sotto


e

il

nome d'Esdra;

ben

lo si capisce,

ripensando alia grande parte ch'egli ebbe nella

storia d'Israele liberate, specialmente in riguardo alle scritture sacre,

parte che divenne ben presto tema delle piu ampie tradizioni. Chiun-

que

il

desidera, puo trovarli indicati tutti dal

James

nella sua intro2


.

duzione all'edizione del

IV

libro

d'Esdra preparata dal Bensly

de devotion usuelle. Voila


leg

le

pain quotidien des

fideles, lien plutot

que

oeuvres

savantes
;

".

C' e

un pochino

di

malignita

nelle

ultime

due

proposizioni

dove s'inculca
1

c' e anche della verita , sopratutto la studio degli antichi apocrifi a complemento dello studio dell'antica letteratura cristiana e della storia interna del cristianesimo.

ma

innegabilmente

lo

Ibid. p.

110 a proposito

dell'
to

examination I have not been able


the

Apocalisse della Vergine: Such an undertake, and it seemed better, since

opportunity ivas offered of issuing the present collection of texts, to it at once the oldest available text of this Apocalypse than to spend time in collecting and examining evidence which must be late and
include in

might be unimportant.
no. 2, p.

The fourth Book of Ezra (1895) in Texts and Studies vol. Ill LXXXVI-LXXXIX. Di questo apocrifo si conserva nella biblioteca Angelica di Roma un altro ras., non usato finora, del s. XIII, segnato C. 7. 10: cfr. NARDUCCI Catal. codd. mss. praeter graecos et orientales in

VISIO

B.

ESDRAE.
il

63
nostro scopo, cioe
le

Di

questi,

soltanto due fanno per


d'

PApo-

calisse greca,

ed una serie

augurii sovra

annate piu o meno

fauste o nefaste desunti dal

nome

del giorno iniziale.

A.

Le Apocalissi d'Esdra
L'Apocalisse
felicita

e di Sedrach.

- uno
delle

dei soliti viaggi oltretomba al regno

della
l

eterna

pene
il

fu publicata

dal

Tischendorf

d' in

su 1'unico ms. conosciuto,

Parig. Gr.

929,

sec.

XV. Che

pregio

essa abbia e quale posto occupi nella feconda famiglia degli apocrifi,
e

qua e

la occasionalmente insegnato dal

James,
2

di cui

giova molto
il

"
raccogliere 1'opinione.
...

L'autore dell'Apocalisse conosceva

IV

1.

d'Esdra. Pero, accanto

alle idee

ed

ai

motivi

indi presi, egli

ha

legami di dipendenza eziandio con altre apocalissi del tipo di quelle


di

Pietro, di

Maria
'

dello Pseudo-Giovanni;

ed ha

prodotto un

libro,

che per
:

incoerenza
3
.

generale

inferiorita

occupa

un

posto

specialissimo

Altra sorgente di lui sarebbe inoltre, piu che pro-

babilmente, YAssumptio Moysis, trovandosi in Esdra p. 36 tali parole, " 4 che in realta quadrano soltanto a Mose Quanto alia data da asse.

Dire che e del periodo bizantino, e vago, sebbene ovvio. Se la poniamo nel nono secolo o presso a 5 poco, non isbagliamo probabilmente di molto
gnargli,
facile

non e

dichiararsi.

'

e detto esplicitamente nel versione etiopica e ora edita da R. Basset nel 9 fasc. de' suoi Apocryphes ethiopiens trqpiuits en frangais. Apocalypses apocr. (1866) p. 24-33.
titolo e nella sottoscrizione.

Bibl. Angel. I (1892) 160-167.

Apocripha Esdre

La

situations.

qui e altrove mi tocca modificare un poco la lettera

dell' inglese,
3
4

affine di

non riuscire

in

un

italiano piu

barbaro del

solito.

The fourt Book of Ezra


Cfr. la chiara

p. LXXXVIII.

Abraham

prova di cio in JAMES-BARNES The Testament of 65-68 [Texts and Studies vol. II no. 2J. Di questo (1892) p. " " la forma nel apocrifo cfr. ora piu antica della recensione orientale testo copto pubblicato da I. GUIDI assieme ai Testamenti d'Isacco e di
Giacobbe, nei Rendiconti della R. Accad. dei Lincei. e filol. Ser. V, vol. IX (1900) 157-180, 224-264.
5

Cl. di sc. morali,

stor.

Apocrypha anecd.

I 113.

i,(

VI. -

ANECDOTA APOCRYPHA LATINA


',

Vicinissima all'Apocalisse d'Esdra e quella di Sedrach


che,

tanto

avuto riguardo alia vicinanza del nome e alia somiglianza della storia del testo, James ebbe a pensare die Sedrach fosse corruzione

del

nome

d'

Esdra

2
,

e che

quindi

insomma

noi avessimo
p.

in

essa
i

un'altra redazione dell'Apocalisse d'Esdra (v. a


passi simili).

128

indicati

Pero

v' e

una particolarita almeno, che Sedrach non

puo aver presa dall'attuale Apocalisse greca d'Esdra, ed e 1' intercessione a favore de' peccatori cosi frequente in bocca di Sedrach:

ognuno e conseguentemente costretto a credere, che Sedrach " " amendue ha realmente attinto al IV d'Esdra (p. 129). Del resto
onde
i

"

libri

sono opera

d'

un tardo

scrittore, che

ha

letto

il

IV

d'

Esdra

in

greco; ambedue sono compilazione da varie sorgenti

fatta in eta

molto tarda, forse nel sec. X o XT, e sorvivono ciascuno in un' unica, aU'estremo corrotta copia <del sec. XV>, Esdra a Parigi, Sedrach " 3 a Oxford
.

La

" Visio

Esdrae

"

e le congener! Apocalissi apocrife.

A queste due redazioni, che secondo la proposta del James diremo Apoc. Esdrae senz' altro e Sedrach, ora si puo aggiungere una terza, latina, finora sconosciuta, la quale nella tradizione del1'apocrifo
delle
titolo

sembra destinata ad occupare un posto molto piu cospicuo altre due. Non sara scomodo di conservarle come distintivo il
stesso,

che porta nel ms., cioe Visio


fine

b.

Esdrae.

Essa sta in
f.

del codicetto vaticano lat.

3838

4
,

sec.

XII,

59-61, aggiunta dalla

ricopiato

un apocrifo

mano medesima, che due pagine innanzi avea di Clemente romano sui 12 venerdi deH'anno,

Apocrypha anecd. I 127-137. The wiew tohich commends itself


p.

to

me

is

that this is a corruption

of Esdras, p. 129.

The Testament of Abraham, d'Esdra pero atteniamoci piuttosto


1

32.

Per

la

data

dell'

Apocalisse

all'altra del

IX

secolo

circa,

come

posteriormente espressa dal ch. autore.


1

E appena
dell'

ricordato

dal

BETHMANN
p.

t.

XII

Archiv del Pertz,

238, per

Ro'mische Handschriften nel le epistole d'lvone in esso

contenute,

V1SIO
ne' quali
i

B.

ESDRAE.

65

cristiani

tutti

soiio

tenuti a digiuno rigoroso in solo pane


il

ed acqua, ne possono scioglierlo avanti


II

vespro
i

'.

codice e di tre secoli piu antico die non


e piu

ricordati di Parigi
il

e d'

Oxford;
le

antico

ancora

dovette

essere

suo

archetipo,

perocche

corruzioni del testo pongono fuori

d'ogni

dubbio aver

noi davanti agli occhi

una copia e non


quanto
gia
lo
il

1'originale.

Tanto

il

fondo

sviluppo della

Visio la

riannodano

incontrastabilmente

- come
e

nome

stesso suggerirebbe
affini

a\\'Apoc.

Esdrae

e a Sedrach,
e

non ad altra delle

Apocalissi Paolina,

Mariana

Giovannina, rammentate sopra. Le differenze, e vero, sono


1'ordine
delle

manifeste e grandi: altra e la redazione, altro

pene

e dei peccatori veduti; la disputa col Signore e alia fine soltanto:

mancano
di

interi
alia

episodi,

come

la

ripugnanza e resistenza
2
-

d'

Esdra

Sedrach

morte come
3

tale

episodio ricorrente nel Testavita et morte


allusioni
apocrifi

mento d'Abramo
tutto

e nell'ebraico

De

Mosis;

sopra-

mancano
,

le

tante

citazioni
gli

od
altri

a passi del Nuovo


accennati.
e

Testamento

onde son pieni

Cio non
riscontri

ostante pero, rimangono tali tratti fondamentali

taluni

verbali indicati nelle note, da non lasciar dubbio che la Visio e da


porsi accanto,
inoltre che e

meglio

avanti all'Apoc. Esdrae e a Sedrach, ed


esistito

veramente

s'

e sviluppato un gruppo o una

famiglia considerevole di simili apocalissi esdrine.

Se e

cosi,

non puo nemmeno rimaner dubbio che

il

tipo pri-

mitive di questo apocrifo esdrino deve essere molto piu antico che

non lasciarono sospettare al James le due redazioni greche. Esistendone gia nel secolo X-XI almeno una redazione latina cosi diversa

Do

in

appendice

p.

81 questo apocrifo, che non conosco edito ne

ricordato.

Nella nostra Visio v. 50 ss., invitato d'andare in cielo, Esdra risponde non voler venire antequam uideam omnia indicia peccatonim. II motive e forraalmente diverse. Si dira, che e stato mutato nel latino per rispetto
di
di

sostituito

Esdra? o non piu tosto che nei rimanenti testi esdrini con un motivo prediletto, che prestavasi

sia stato alterato


allo

sviluppo

di

quella popolare diatriba sopra la separazione dell'aniraa dal corpo ben rilevata dal James, The Test, of Abr., p 65-67 ? 3 Cfr. i passi raccolti dal James nella sua ed., p. 64 ss.
5

(56

VI. -

ANECDOTA APOCRYPHA LATINA

dalle redazioni greche e

da queste senza

fallo

jndipendente, la data

stessa

piu

antica

assegnata alia compilazione

prima

(sec.

IX-X)

sembra diventare troppo tarda e pero affatto insufficiente per ispiegare tanto molteplice e disparate sviluppo.

Ma

v'ha

di piu.

La
i

Visio co' suoi


tratti,

minus accennati

di

sopra

mostra chiaramente, che

onde

le

redazioni greche apparivano

della Vergine, dipendenti dalla Visio Pauli e dall'Apocalisse

non sono

originari del tipo esdrino,

ma

piuttosto posteriore

interpolazione o

contaminazione
quindi cade
il

propria

delle

due

redazioni

greche

conosciute;

fondamento per far il tipo stesso posteriore di quelle. Anzi, al contrario, sembra potersi asserire, che il tipo e la stessa Visio Esdrae debbouo essere piu antiche della Visio Pauli,
la

quale e certo piu antica delPApocalisse della Vergine. Sorprendono

di fatti nella Visio

Esdrae

1'uso

nullo o quasi del N. T.,

il

nessun
;

intervento

prende

il

sorVergine e il nessun accenno all' Anticristo ma solo non trovar menzione dellc pene degli eretici,
della
alia verita
di

promesse del battesimo e da loro professata, come nemmeno de' Gindei crocifissori
de' cattivi dottori, infedeli alle

Cristo,

ma

solo d'

Erode quale uccisore


cc.
'

degli innocenti propter

Dominum;

laddove nella Visio Pauli


della

Vergine

cc.

trario
fino

notevole la

34-36. (39?). 40, nella puerile Apoc. 15-20, \\e\VApoc. Esdrae e in Sedrach e al conmenzione distinta dei vari gradi della gerarchia
c.

a parlarvisi di monaci (F. P.


s.

40), notevole
ecc.

1'

intervento della
noi credere,

Vergine, la glorificazione della

Croce

Dobbiamo

che

gli ultimi siano segni di

opponga, che la da cui furono accuratamente


si

Ne

maggiore Visio Esdrae


tolti gli

antichita, e quelli
sia

viceversa?

un estratto mutilato,

accennati indizi d'eta seriore.

Avanti tutto d'una simile mutilazione occorrono prove, e prova non e certo 1' ex abrupto del principio e la magrezza quasi scheletrica
della visione o qualche parola saltata
poi,

qua

la per distrazione.

Ma

siccome soltanto ad un cristiano si potrebbe, attesi gli iterati accenni alia santificazione della domenica, attribuire la mutilazione;
chi

puo mai persuadersi che un cristiano togliesse proprio quelle

Fanno quasi dispetto le puerilita poste in bocca della dall'autore di quest'apocrifo cfr. p. 116, 22 ss. ; 118, 12 ecc.
1
:

Madonna

VISIO

B.

ESDRAE.

67

parti che al suo cuore


in

dovevano essere piu care? Fintantoche fosse


si

causa solo
la

il

rispetto della gerarchia,

potrebbe in certo

modo

capire
suoi

soppressione

insensata
il

senza

esempio, delle pene dei

membri indegni; ma per


i

resto,

menomamente.

cio sia detto

senza la pretesa d'escludere, che lacune o aggiunte d'altro genere


siano lungo
secoli

avvenute nella

Visio,

come

in tant' altre scritture,

segnatamente di questa specie. Non vado piu innanzi perche se


;

il

datare un testo e spesso

pericoloso anche ai piu competent!, molto piu lo e per me, e nel caso presente, dove argomenti interni e testimonianze esterne sembrano fare difetto.

La

"

Visio " e le altre due apocalissi esdrine.

La

Visio

dunque forma con Sedrach e colPApoc. un gruppo

Esdrino secondario, derivato dal IV d' Esdra, il cui prototipo pero sembra piu antico del tipo Paolino-Giovannino-Mariano. Fissiamo
ora 1'ordine interno di questo gruppo esdrino.

Logicamente la Visio si trova ad un estremo, 1'Apoc. e Sedrach sta verso il mezzo, avendo comune con quella
l

all'altro,
il

tratto
il

caratteristico

dell'

intercessione

per

peccatori

con

questa

rimanente.

Genealogicamente invece la Visio, come semplicissima, sta senza fallo a capo e molto avanti del gruppo, mentre 1'Apoc. e Sedrach strettamente apparentate vengono molto dopo, dopo eziandio del
1

Altro tratto
in

comune

alia Visio e a

Sedrach

che in esse

il

racin

conto e tenuto

terza persona, mentre nell'Apocalisse Esdra parla

prima persona, salvoche nell' episodic finale, in cui viene richiesto di morire (p. 31, 6 ss.). Qui improvvisamente dall'to.. si passa all'etTcsv 6 a mostrare, che 1'epiTrfocp^TV);. Gia questa sola stravaganza basterebbe
sodio e stato appiccicato senza la benche minima abilita; come in realta fu preso da un apocrifo sugli ultiini momenti di Mose, probabiluiente

VAssumptio Moysis (v. su quest' ultimo punto JAMES The Test, of Abr. da plagiario p. 67-68). Ma, insieme, questo grossolano procedere quasi non guarentirebbe egli della conservazione relativamente buona del passo preso in prestito (cfr. sopra pp. 30-31)? E cio non e poco. Ricupereremmo

un frammento greco

iiotevole probabilmente dell' Assumptio Moysis.

(is

VI. -

ANECUOTA APOCRYPHA LATINA


Esdrino sembrano nate.

incrocio coll' tipo Paolino, dal cui

si

direbbe

ultimo Sednich, non comprendendosi come nell'Apoc. 11011 passasse altresi quella curiosa, iterata intercessione per i peccatori, una volta

che

1'Apoc.

fosse nata

da Sedrach

da

un

discendente
d'

del

tipo
o

I'aolmo.

da

Se poi Sedrach derivi direttamente dal IV 1. altro intermedio ora sconosciuto, come pure quali

Esdra

altri

siano

antenati propri di lui e degli altri cognati apocrifi nostri, e questione

questa che, come taut' altre, a

me

unicamente

lecito

porre.

Lo

stesso
di

dicasi

della

cronologia. Perocche nelle


nelle

discendenze

letterarie,

naturali, e posgran lunga piu facilmente che sibile e di fatto avviene, che un cognato di meno gradi disgiunto dal capo-stipite nasca e viva dopo un discendente piu remoto.

II

testo latino della " Visio Esdrae

".

La
Non
scritti

nostra Visio e una versione dal greco, ovvcro uno scritto

originariamente steso in latino?


6 facile rispondere, trattandosi di apocrifo, in cui
de' libri sacri e di altri libri

mani-

festo Pinflusso

apocrifi originariamente
il

in greco e

fortemente coloriti alia biblica, come


Petri.

IV

d'

Esdra,

e fors' anche VApocal.

Frasi e costrutti esotici, che a primo

aspetto sedurrebbero, possono essere semplici prestiti od imitazioni.

Lo

stile in

generale, e certe espressioni particolari,

come

indicia
desi-

per pene (xpl(xaT),

bonum desiderium desiderauerunt


cfr.

malum

derium desiderantes (spesso: elemosinam magnam fecerunt


commiscuerunt
et

Ps.

105 u

ht8tifAY|<ww

sraOufjiiav),

(al

singolare:

vv.

7.

31),

baptismum

comminuerunt

leyem

(v.

46: Exoivwcyav? se pure non fosse per

violaverunt),

lerabili di costruzione,

per

es.

come anche talune durezze quasi intolv. 50 ore eorum eis iniurias fecerunt,
difetto
al pre-

m'aveano dapprima dato sospetto d'un originale greco. Ma in d'indizi piu forti e per la considerazione test6 fatta, non oso
sente n& affermarlo ne escluderlo;

come nemmeno

in

questo secondo

caso vorrei, o meglio potrei


di

menomamente

escludere, che alia Visio

nuova redazione latina preludesse una recensione anteriore greca


greco,
sia,
il

sia nel testo

sia in

versione latina.
della Visio

Checche

latino

ha parecchi elementi volgari

VISIO

B.

ESDRAE.

69

o almeno rari assai. Tali sono manserunt v. 17. 21 per concubuerunt


(cfr.

Du

in antea v. v. 19, usato due volte come rnaschile (alium fornacem vv. 50. 51: fornax secolo
cfr.

Cange, Gloss, m. in poi), ambulare

et

inf.

Lat. v.

maneo con esempi 34, ad meridianum


43 da

dal

IV

librarum quingentomm
2,

v.

43); bogiis v.
:

bojae (cfr. HIERON.

in Hierem. 27

P. L.

XXIV 882
cio

e caniculos v. 58.

Dopo

sermone vulgari boias vocant], inclino piuttosto a ritenere forme volgari


et

anche
(cfr.

le seguenti:

exiebat, transsiebant,

inmaginem
e
fors'

colla

n parasitica
v.

occansionibus nella Didascalia Apost., ed. Hauler p. 19s) inpi13.

gebant o inpingebant vv.

40

(?),

anche facibant

26.

Pero una confidenza


n' e

maggiore

sullo

stato

presente del testo

vietata da lacune manifeste indicate al proprio luogo nelle note,

da una ripetizione che sembra non meno manifesta nel v. 54 (cfr. anche v. 20), dalla corruzione gravissima di v. 19 (et vidit ignem

pauper es pendentes per

et

per cui forse fu aggiunto

vidit Kbi homines> palpebris pendent es), od interpolate il seguente et mulieres, ed

anche da incoerenze e sbagli manifesti di trascrizione, di cui parecchi furono corretti dallo stesso copista o di sua propria scienza o d' in
su 1'archetipo.

Onde

riesce impossibile decidere,

se certi

vizi

assai

costanti, specialmente contro 1'ortografia, siano imputabili all'autore

stesso o ai copisti.

Tali ad es. gli scambi forse nati da vizio di pro-

nuncia locale o da inftusso del vernacolo; loquo

loco,

(cfr.

anche

quuorum, uiuuit) e vice versa postcam;


ecc.

sacertotibus, susseperunt; peca-

torum, erantibus, acusantes, atraxerunt, e al contrario comburrebat,

clammabat, mirre,

Onde
scritto,

nell'edizione sono stato per I'ordinario

fedele

al

mano-

esponendomi piu volontieri al pericolo di di copista che di mutare la lezione dell' inelegante autore.
simile maniera

lasciare uno sbaglio

taluno

non piace, quasi

le

edizioni

vengano

cosi a pigliar

1'apparenza di magazzini filologici;

ma

piu pratici di questi testi

deteriori insegnano ed operano cosi,

e giustamente.

70

VI. -

ANECDOTA APOCRYPHA LATINA

VISIO BEATI ESDRE.


1

Orauit Esdras ad
iudicia

Dominum
in

dicens:

Da
2

mihi, Domine, fiduciam ut

non timeam cum


5

peccatorum uidebo.

Et

dati sunt ei

VII angeli

infernum super LXX gradus. 3 et uidit tartarei qui igneas portas, et in his portis duos leones uidit iacentes de quorum ore et naribus et oculis exiebat fortissima flamma. 4 Veniebant uiri fortissimi et transsiebant flammam, et non tangebat
portauerunt eum
eos.
5

Et

dixit

Esdras: Qui sunt


Isti

.isti

qui

tarn

securi

procedunt?
est

Dixe7

runt
10

ei

angeli:

sunt

iusti

quorum fama eleuata


uestierunt,

elemosinam
derauerunt.
8

magnam

fecerunt, nudos

bonum

celum, qui desiderium desi-

in

Et
10

alii

pebant
angeli
:

eos, et ignis conburrebat.


Isti

ueniebant ut ingrederentur portas, et <l>e<V>nes disrum9 Et dixit Esdras: Qui sunt isti? Dixerunt

15

Dominum negauerunt et in die dominica cum mulie" Et dixit Esdras: Domine, parce peccatoribus. <rf>bus peccauerunt. 12 Et duxerunt eum inferius super .1. gradus, et uidit ibi homines in
sunt qui
penis stantes.
[et]
flagellis
13

Alii inpi<(n)>gebant eis


14

caedebant eos.

ignem in facie, alii autem igneis Et terra clammabat dicens: Caedite et


scelus fecerunt.
16

nolite parcere eis, quia super


20

sunt

isti

qui in tantis penis sunt cotidie?


17

cum

maritatis manserunt;
Vv.
2.

Qui Angeli dixerunt: Isti sunt qui maritate sunt quae se ornauerunt non propter
Cfr. Visio

me

i5

Et

dixit Esdras:

27.

40 Angeli tartarei.

Pauli 16,

p. 19,

20 angelo Tartarucho,

qui prepositus est penis; 29, 32 angelos tartarucos; 33, 4 angelis tartari qui erant super

penas.

II JAMES, The Test, of Abr. p. 22 e 24 n. 1, sembra pigliare Tartaruchus al primo luogo come nome, e confrontarlo con Temeluchus (TYiy-sXou^o?), derivato dall'Ap. Petri neH'Apoc. Pauli. Ma gli altri due passi della Visio Pauli, segnatamenle 1'ultimo,

e quelli della nostra Visione


di

mi fanno dubitare, che tartnruchus non

sia

che un sinonimo

tnrtareus, e angelus tartaruchus, sia al plurale sia al singolare, equivalga semplicemente agli angioli neri di Dante. Ad ogni modo il ricorrere di questa espressione nolle

due Visioni e notevole, e segno


angeli penarum,
V. 10.
o"

di loro

parentado piu o

meno

stretto.

Altrove

si

legge
al

5-y-^eXot

Poura-norai (Apoc. Petri), angeli

maligni

ecc. ecc.

Ben altrimenti nell'Apoc. Mariae 12


Apoc. Esdr.
p.

e quanto
(p.

alia

pena e qnanto

peccato:

ri op6pov TX; x-jpiaxy); jcaTaxsT^Tai waei

iiex.pot

119, 19).

V. 12. (SaOfxou? irEVToaooiou;,

28. 8. 21.

V. 17. Cfr. Apoc. Petri 9 p. 50 (la pena non corrisponde, se pure non c' e lacuna nel nostro) ^uvatxe? TWV irXoKaawv li-TipTYiuisvai avwrspw TOO pop$dpou exsivau TOU ivaracpXd^o^To;. aJrai 8i ^aav at irpi; p.otx e a>'
: '

5 8 9 is pecatorum, pecauerunt et sic semper qui tarn qui tarn quuorum 12 ex desidelaverunt i m. eanes sic: canes voluit perperam emendare librarius; u eft: v. 3, attamen cfr. etiam v. 58 leones et caniculos qui et ni in v. dominica
'"

sup. Un.

t7

Legi potest etiam <fustibns> igneis et


19

(cfr. v.

19) vel lignis et

18

cede-

bant

et sic

semper

paere

Z1

q;

VISIO

B.

ESDRAE.
i8

71
Dixit
*

suos uiros sed ut

aliis

placerent, raalum desiderium desiderantes.

25

Esdras: Domine, parce peccatoribus. 19 Et iterum deposuerunt eura ad meridianum, et uidit ignem pauperes pende<(n)>tes ac mulieres, et angeli cum fustibus igneis caedebant eos. 20 Et dixit Esdras: [Domine, parce peccatoribus.] Qui sunt isti? 21 Et dixerunt angeli: Hi sunt qui cum matre sua manserunt malum desiderium desiderantes.
23
22

Et

dixit Esdras:
in

E<Y> duxerunt

so

sulfur et bitumen, et
et in

Domine, parce peccatoribus. infernum deorsum, et uidit cacabum in q<(u)>o 24 fluctuabat tamquam unda maris. Et ueniebant iusti,

f.

59"

medio eius ambulabant super undas ignis conlaudantes .n. Dominum, K Et dixit tamquam qui ambularent super rores uel frigidam aquam.
26 Isti sunt qui cotidie in Esdr[e]as: Qui s<(unt> isti? Angeli dixerunt: melius faci(e)>bant confessionem coram Deo et sacris sacerdotibus agendo

35

elemosinas peccatis
28

resistendo.

27

uolentes, et angeli tartarei uenerunt,

Et uenerunt peccatores super transire submerserunt eos in ignem feruentem.

40

Domine, miserere nobis, et non est w Vox audiebatur, et caro non uidebatur propter ignem et tormentum. ^ E<^t)> dixit Esdras: Qui s^un> isti? Angeli dixerunt: 31 Isti fuerunt cupidi d<(e)>tractatores omnibus diebus suis: aducnam non susse32 aliorum res ad se traxerunt iniuste, perunt, elemosinam non fecerunt,
misertus.

Et de igne clamabant dicentes:

malum desider<T>um habuerunt,

et ideo

in

tormentis sunt.

E<(t)> dixit

Esdras: Domine, parce peccatoribus. 34 Et ambulauit in antea, et uidit in obs uro loco

uermem nmor

a.-

V. 19. Apoc. Esdr.


T(? lariv OUTO;
xai'

p.

28 verso
ri

la fine:

*i
ot

iirrfcryo'v

I/.E

iiti

T^V

IxeT avOpwTTON xpsaaaevsv Ix TO>V (JXscpapwv, xat


,

afyeXoi eiiaaTi^ov aurs'v. xai


slirsv

TI

i uapm ua
t
t

autou; xai

pot Mt^ai^>.
jcpu.aa6v]vai.

OUTO;
fallo e

anTpoxoiTifii

eariv

fAt)cpsv

8i'Xiu.a

TTpd^a;

IxeXsuadTi

O'JTO;

Dove

sen/.a

da correggere ^txpov

in u.tapov, e forse OUTW? *p.


p.

Vv. 27-29. Cfr. Apoc. Esdr.


rcX^Oo; au.apTa>Xwv, xai T^V
cpuN^i'*

auriov TXSUON, ri; 8i

28, 14: xai ?Sv Ixsi Ppa<i(AaTa ivupo?, xau Iv a-jfoii; oux I^Xsirov. non si dice jz.op(p<k;

Ma

che razza
altrimenti.

di

peccatori siano costoro.

Cfr.

auche Apoc. Mariae 24


:

p.

123,

ma

ben

T6"*

V. 34. Cfr. Apoc. Esdr. p. 28, 22 (e Apoc. loh. p. 90) *al xat ivup xaTaxaTsv TO-J; 4aapTo)Xou?, ne piii altro. II ixotjATiTov non si sa che cosa ci entri o vi faccia.
2S

siSo<*

EXEC riv axwXvixa


ivi

verme immortale

suos se

tuendum:
S6

uidit ibi

D. p. p. et

videntur

redundare cfr. Dan. 4

* 4 - !5 sic: videlur ex graeco restipro Domine *5 ignes 40) e palpebris pendentes [ac mulieres] Domine parce pecc., qune verba hie interpolate! fuisse ita fere semper pro *9 31 n. d. n. Eduxerunt: cfr. v. 12 et 30. 33 (nostrum??) videtur 3< sacertotibus resistendo: num <]et^> elemosinis peccata redimendo?

D. et sic saepius
(v. 12.

homines

ffi

84. vel saltern distingue post el.


394*

36
<(et^>

subm.

**

mis nob.
43

et

et;

ignenem

Edix.

4l

adsedse

42

abuerunt

et sic

infra; 'do

pbus

VI. -

Jem

rnulti

eius magnitiidinem dmumerare potuit. an<te)> os eius stabant et cutn inducit flatum, ingrediebantur in os eius quas<i)> peccatores:
2G

ANECDOTA APOCRYPHA LATINA K Et non

muscae; cum autem respiraret, exiebant omnes alio colore. Esdras: Qui <^sunf> isti? Et dixerunt: Isti fuerunt omni malo
sine confessione et penitentia transierunt.
50
37

Et

dixit

repleti, et

Et
ei

ui<(dit>

hominem sedentem
est

strabant

ex omni parte, et
dixit Esdras: Quis

catedra ignea, et de igne miniconsiliari<(i)> eius circa eum stabant in


in

f.

<',<).

Et dixerunt angeli Iste homo igne. rex fuit per multa tempora nomine Herodes, qui in Betlem lude propter Dominum paruulos <(necauit>. 39 Et dixit Esdras: Domine, rectum iudicium
iste?
:

M Et

55

iudicasti.
40

Et ambulauit

et

uidit
4t

homines

ligatos, et angeli

tartarei

spinis

oculos

eorum inpingebant.
43

Et

dixit Esdras:

Qui sunt
42

runt: Qui uias alienas monstrauerunt errantibus.

Angeli dixeDixit Esdras Domine,


isti?
:

r>o

Et uidit puellas uenientes cum bogiis librarum quinparce peccatoribus. ad occiduum. Et dixit Esdras: Quae sunt istae? 44 Et dixerunt gentorum
angeli:
45 Et <(uidit)> quae ante nuptias uirginitatem uiolauerunt. et super eos infundebatur ferrum ardens multitudinem senum iacentum,

Istae sunt

et

plumplum,
,

et dixit:

Qui sunt

isti?

^6

Dixerunt angeli:

Isti
,

65

qui baptismum commiscuerunt et legem Domini 4T Et docebant, opere non inplebant, et in <(hoc)> iudicantur.

doctores

sunt legis quia uerbis

dixit

Esdras:

solis caminum mirae magnitudinis igne ardentem, in quern mittebantur multi reges et principes huius mundi, *9 et paupevum multa milia accusantes eos et dicentes Isti sunt qui per
:

Domine, parce peccatoribus. 48 Et uidit contra ocasum

potestatem suam nos

ledebant,

et

liberos

in

seruicium attraxerunt. M Et

fepovTa, xat

xai "Sov iroptvov 6po\ov xa.1 ETV' auriv xat stirsv Trpi; TOU; I<ITI^ oSro;, xat TI TO a-fye'Xo'j; Tt; 4y.(xpTtiu.a auTou; x.ai EITTO'V p.ot OUTO; 6 'HpwSin; IITIV 6 irpo; staipov -Yevsaevo; iirs SttTou; xai y.arwTEpov IXS'XVJCTSV ctNEXeTv rot Ppscpn. xat elirov I-^w Ouat T^V
:

V. 35. Respirare exhalare. Vv. 37-38. Apoc. Esdr. p. 28


awi}.E&>;

auTsu r

xptat;.

dO'j;

Visio Pauli 16

V. 39. Cfr. Apoc. Petri 10 25 (ed. Gebhardt, 1893, '0 6co';, Stxaia r xptai; p. 50): fin. p. 19: Justus es, domine, et iustum iudicium tuum (Ps. 118i).

Vv. 43-44. Diversamente nella Visio Pauli 39

p.

31.

Vv. 47-48. Osservare questa tirata contro che oppressero molte migliaia di poveri, e loro
in ischiavitu.

molti re e principi di questo mondo, liberi, ovvero i loro figliuoli traevano

v.
ss.

46 - 47 48 5* 53 erodes dimerare iste i loco necauit? cfr. quasal musce 52. 54, vel quid simile. Cfr. 3 Breoiarii romani ad Laudes in festo antiphonam 57 Innocentium: occidit multos pueros Herodes eorum -|- spinis; propter Dominum
**
OT

45

pungebant?
53

erantibus
ra

'<-"
et sic

plupu

mirre

acusantes

Qe, iste, que semper 70 atraxerunt. semper

6?

multidine senium

V1SIO B. ESDRAE.
uidit

73

qui

in

alium fornacem pice et sulfure ardentem, in quern mittebantur filii 51 Et parentes manus miserunt et ore eorum eis iniurias fecerunt.
f;o

75

in loquo obscurissimo alium fornacem ardentem, in quern mittebantur multae mulieres, et dixit: Quae sunt istae? 52 Angeli dixerunt: Et ipsi Istae sunt quae filios in adulterio habuerunt et necauerunt eos.
uidit
r>3

f.

v
.

abtulerunt.
filios

paruuli accusabant eas dicentes: Domine, animas quas dedisti nobis, istae M Et dixit: Quae sunt istae? Angeli dixerunt: Istae sunt quae

necauerunt.
56
57

55

Tune uenerunt Michael


Et
dixit Esdras:

Et dixit Esdras: Domine, parce peccatoribus. et Gabriel et dixerunt ei Veni


, :

in

so

caelum.

Viuit Dominus meus, non ueniam antequam


58

uideam omnia iudicia peccatorum.


supra et ueniebant

Et duxerunt deorsum

in

infernum

mix

gradus, et uidit leones et caniculos circa


iusti

flammam

ignis iacentes,

sr,

59 Et uidit multa per eos et transiebant in paradisum. milia iustorum, et habitaciones eorum erant splendidissimae omni tempore. M E<> postcam haec uidit, eleuatus est in celum, et uen<(iens>

nebant

multitude angelorum dicebant ei: eum in conspectu Domini.


:

Ora Dominum pro


61

peccatoribus. et depo-

90

Et dixit: Domine, parce peccatoribus. Et dixit Dominus Esdra, recipiant secundum opera sua. 62 Et dixit Esdras Domine, clemencius fecisti animalibus quam nobis, quae erbis pascuntur et laudes tuas non referunt, moriuntur et peccatum non habent, nos autem
:

uiuos et mortuos crucias.

63

Et

dixit
eis

plasmaui hominem,
in

et
&J

mandaui

ut

Dominus: Esdra, ad inmaginem meam non peccarent, et peccauerunt, ideo

61

9.--

requiem sempiternam per con65 Et dixit penitenciam et elemosinarum largitatem ibunt. * Et dixit Esdras: Domine, iusti quid faciunt ut non intrent in iudicium?
et qui electi sunt, in

tormentis sunt;
et

fessionem

ei

Dominus: Seruus qui bene

fecerit

domino

suo, libertatem accipiet: sic

et iusti <(ibunt)> in

regno caelorum. Amen.

Vv. 51-54.
Vv. 62
72 ss.

Cfr.

Cfr.

Apoc. Petr. Apoc. Esdr.

11 26 , Visio Pauli 40.


p.

25

ss.,

Sedrach

c.

4 ecc.
73
74
~

manus maims manus;


77 ~ 78

iniutias,

num

iniustitias?

obscurisso

multe
Mihael

multeres; quie
80

Et

necaueruat videnlur inepte repetita ex 74-75


84

uiuuit

sime
91

8r>

aad

eorum sup. lin.; splendidisquadraginta (quater deccm)? an XIV? 89 ** sed (post recipiant) delet. hoc; eleualus eleuatus; uen quae: quo sic 97 i 9t n interiecto spatio duarum litterarum tantum: ideo ibunt largitate
8*

(cfr. v.

64) supplevi.

74

VI. -

ANECDOTA APOCRYPHA LATINA

B.

Una

" Revelatio

Esdrae de qualitatibus anni

".

Non
delle

si

puo scorrere senza un sorriso


si

di

compassione

questa

stravagante Eevelatio, in cui

pretende fissare la

felicita o infelicita

annate dal nome

del giorno con che cominciano. Tali puerilita

quasi quasi sembrano indegne di una considerazione qualsiasi,


infatti
le

come
simili

stimo

il

Tischendorf,

il

quale

non voile pubblicare

rivelazioni greche, che peraltro erano gia edite dal Boissonade secondo
lo stesso

suo codice \ per la ragione che sunt... nullius prtiii, nisi

quod Esdrae nomen monachis medii aevi tantopere placuisse probant


ut eo abuterentur

ad commendanda quae
i

ipsi

ad sustentandas
p. xin).

liomici

num

superstitiones excogitassent (Apocal. apocr.,

Che cosa

abbiano a vedere
scritti,

monaci con qucsti


credo

apocrifi

probabilmente pro-

secondo
io
2
:

lo stesso

Tischendorf, nei canoni 3 e


so,
ne' lo

di S. Niceforo
lo

confessore,

non

lo

sapesse

meglio

stesso

so pero questo, che per la storia delle superstizioni insomnia della civilta, queste rivelazioni prestano ben altro popolari,

Tischendorf

servigio che di attestare soltanto la grande

voga del nome

d'

Esdra.

Anche lasciando da parte

gli errori

popolari risalenti al pagail

nesimo, che la Revelatio suppone, e interessante da se solo

con-

statare 1'estensione dell' influsso, che simili cabale astrologiche eser-

citarono

sugli

animi

lungo

il

medio

evo.

Noi

difficilmente ce ne

e (1827), 2 Partie, 186-187, not. 3. Altra redazione, pero non inscritta del nome d' Esdra, da altro codice aveva pur dato il Du CANGE Gloss, mediae et inf. graec., v. xaXacv1

Notices

et

extraits des manuscrits...

XI

SoXoyiov.
<p^TOu

Le

parole, con cui

BOISSONADE presenta
:

la Siayvwcrt;

TOU

Tcpo-

fera-t-on de grands reproches, si... je rapporte un Calendologe attribue bien ridiculement au prophete Esdras? Ces superstitions astrologiques et meteorologiques ne sont pas
tout- d-fait

EdSpa, non sono le piu lusinghiere

Me

inutiles

d connoitre.

transcrire une fois ces


2

bon que quelqu'un se devoue d monuments de la sottise humaine.


Ii est

II

Tischendorf non sembra


codex 2286. fol.

nemmeno aver
110.

capito 1'argomento del-

1'apocrifo greco simile al nostro, ch'egli introduce colle parole:

faece

sunt

quae

de

Ex eadem hebdomadis singulis

diebus

continet

hunc in

modum

etc.

REVELATIO ESDRAE.

75

possiamo rendere ragione, sebbene avanzi


ancora, specialmente
s'

di tali pregiudizi

in

certe
in

regioni,

rimangano rimangano (cio che non


colte.

attenderebbe) dovette servire per

eziandio
i

certe

persone

Questa

revelatio
e

piu

creduli

come
--

di

certa

norma,
e

quindi

essere cagione di speranze, timori ecc.,

come tuttora a molti popolani


il

- non

ostante le numerose

delusioni

lnnario

uno dei

libri

piu preferiti e creduti.

Figuriamoci, ad

es.

i
,

conti, che grandi

e
...

piccoli rispettiva-

mente potevano fare

su

presagi come

questi
di

mutationes princi-

pum
o
di

...

nauigium periculosum. oppure


del

carestie e d' abbondanze,

pestilenze

bestiame.
i

Non
e

tutti,
le

certamente, erano superdiffuse,

stiziosi;
lo

pero quanto
i

pregiudizi

superstizioni fossero

mostrano

canoni dei concili medievali, e le sacre visite stesse


'.

post-tridentine, purtroppo quasi tutte inedite

Del

resto,

la

diffusione

stragrande

della Revelatio attesta la

predilezione, di che godeva, e quindi anche 1'influsso che di tal guisa

non poteva non esercitare. Si ritrova in greco, in latino, in antico 2 3 ne ho ritrovato anche un frammento in italiano inglese ecc.
;

con chiose piuttosto numerose, che pubblico in seguito al latino, e


chi sa quante diverse redazioni ne esistano, adattate alle varie regioni
e climi e capricci.

Lo

stesso attestano anche

tre

codici vaticani

liturgista

Alia superstizione stessa che accenniarno, credo mirasse il celebre Durando nel passo seguente che L. D<(ELJSLE)> nel Journal des

savants

Mai 1900

p.
le

318, riporta

dalle

Instructions
..

et

constitutions
et

de

Guillaume Durand

Speculatetir, publiees

par Jos.

BERTHELE

M. VAL-

MARY. Montpellier, 1900: Dies quoque egyptiaci, constellationes, lunationes, Kalende januarii, initia mensium, dies, menses, annus, cursus lune, solis et syderum super stitiose observari non debent, ere den do
ill is virtutem sen necessitatem inesse, quoniam non sunt cause rerum, sed signa. Pero quest' ultima concessione superiora
videlicet

in

lasciava sempre aperta la via alia superstizione. 2 Cfr. R. L. BENSLY, The missing Fragment

of the fourth Book

of Ezra (1875)

p. 80 e JAMES, The fourth Book of Ezra, p. LXXXVIII. 3 Nel codice 500 del Capitolo di Lucca, un Martin Polono della fine del sec. XIII, in un foglio ch' era stato lasciato bianco tra la cronica degli Imperatori e quella de' Papi, e di cui venne tagliato il corrispon-

dente, forse col resto della Rivelazione.

70

VI. -

ANECDOTA APOCRYPHA LATINA


distant! assai per tenore,

da

cui

pubblico

il

testo latino,

come per

tempo e per regione, e non sono gli unici '. V 2 L'uno A, il Palat. lat. 1449, sec. IX, f. 119 -120 provoda Lorsch Codex de monasterio sancti Nazarii in Laiiresliam nicnte
,

f.

il

147; Iste liber est ccdesie sancti Nazarii in Laurissa f. II; V secondo B. Vat. Lat. 248, sec. XII, f. II Liber sancte Marie belle
I

Vallis,

badia cisterciense in quel di Besangon


f.

3
,

1'

ultimo

(7,

Vat.

Lat.
e

4825, 1466 (f. 156).


I

156

(gia 167), scritto in Italia fra 1'a.

1429

(f.

139 V )

tre testi

sono di redazione alquanto diversa,

si

die e meglio

stamparli integralmeote 1'uno di fronte all'altro trattandosi di breve


scritto.
II

confronto pero e istruttivo, tanto sotto


delle

il

rispetto della

lingua, quanto
sostituzione
di

aggiunte
a

varianti di predizioni.
ci

Ad

es.

la

spelta
di

frumentum

ricorda
il

una regione, dove


Cosi
le

cresceva
turbatio

la

spelta

preferenza

che

grano.

aggiunte

Eomanorum

nel giorno di Marte, e peregrinationes


la

magnae
,

suppongono, segnatamente appresso il popolo erano famose e gia


necessita simili turbolenze dei
del Folk-lore,

prima, un tempo
si

un luogo

dove

credevano quasi periodicbe


gli

Romani. Non solo quindi

studiosi

ma

anche

gli

storici

possono trarre qualche elemento

da questo cattivo materiale.

BENSLY

1.

c.

ne cita un codice della Biblioteca Universitaria di


altri

Cambridge. Chi volesse e ne avesse agio, non dubito ne noterebbe ancora ne' cataloghi stampati "delle varie biblioteche.
2 3

Aceennato da BETHMANN
Cfr. B.

1.

c.

355.

(1860) 239 SB. II codice contiene parecchi documenti relativi alia Badia, che verranno pubblicati a suo tempo ne' Studi e testi.
nella Gallia christ.

HAUREAU

XV

REVELATIO ESDRAE.

77

Revelatio quae facta est Esdrae et

filiis

Israhel de qualitatibus anni

per introitum lanuarii. Kal. lanuarii a si die dominico venerit, facit


)

hiemem calidum, verem

humidum, autunnum ventosum, annonas bonas, habundantiam peccorum, mel sufficienter, vindemias bonas, leguminum ubertatem, fructus hortilares;
iuvenes inorientur
b

pugne erunt

et latrocinia

magna, aliquid novi audietur


diluvia

de regibus vel principibus. Dies Lune facit hiemem aestatem

communem temperatam;

magna erunt
matronae

et

infirmitas, bella

militum, mutationes

principum; multae

in luctu sedebunt, glaties

magnae
et

erunt, reges morientur; vin-

demia bona; apes moriuntur.


Dies Martis
facit

hiemem magnam
;

umbrosam, nivem vernalem,

aestatem aquosam, autunnum siccum

frumenti caritas, porcorum interitus,

Reuelatio

quam

ostendit

Deus Hesdre sacerdoti magno, ut ostenderet

filiis

Israel qualitatem anni per introitum lanuarii.

et

Dominico die si fuerint Kal. Ian., erit hyens calida, vernus humidus, estas autunnus uentosi, annonas bonas, habundantia pecorum, mel sufficienter, uindemia uberis, leguminis hubertas; hortolares peribunt, iuuenes interibunt;

bella dilecta militurn, latrocinia erunt, et aliquid noui audietur aut ex regibus

aut ex principibus. Feria .II. a si fuerint Kal. Ian., erit hyens communis, uernus et estas temperati, diluuia magna erunt, formido inh'rmitatis, pugne erunt, regum disceptatio,
glacies

magne

erunt, principum altercatio, reges interibunt. ferro

e)

mortalitas;

vindemia non bona. Feria IIl a si fuerint K. Ian., erit hyens magnus, diluuia nimia, uernus et estas humidi, autonnus sicus, frumenti raritas, pecorum interitus; repentina

calida et ver

Revellatio Esdre prophete. - Si in die dominico fuerint kalende lanuarii, hyems humidum et estas varia et autumpnus veutosus, spelta bona, habundantia

peccorum; mel sufficiet; vindemia uberiraa, leguminum ubertas; fructus ortales peribunt, iuvenes interibunt, bella erunt et latrocinia, et nova audientur aut de rege aut de
principe, et pax
Si
fiet.

in

die

Lune

fuerint Kalende lanuarii,

hyems

erit aspera,

ver communis et

estas ventosa et temperata; diluvia erunt, formidines, infirmitates et valitudines princ) altercationes, et multe matrone sedebunt in luctus; solaties -) magne et cipum
.

vindemia non bona; apes morientur, olei parum erit. Si in die Martis fuerint Kallende lanuarii, hyems

erit

magna

et

umbrosa

et nix

multa, ver temperatum et ventosum et estas humida, autumnus siccus, frumentum

a) iaiuarii.

b) corr.

ex

antur. cfr.

e.

c) sic.

78
peceorum repentinus
rnritas, incendia

VI. -

ANECUOTA APOCRYPHA LATINA


(1

inorl)iis.

navigium periuulosum

>,

mel

sufficienter, lini
;

nimia; legumima, fructus hortolares, oleum habundantiam


e>

mulieres morientiir

et reges

vindemia laboriosa.

Dies Mercurii. Fertilitas annonae, vindemia bona,

pomorum

inanitas,
c)
;

hiems calida; autumnus temperatur negocia bona, vironim interitus, f ventris et praecordiorum solucio; mulieres pericula ferri, olei copia ), locis diversis fames erit, aestas bona; aliquid novi audietur, morientur,
mel non
erit.

Dies lovis. Frumenti

vilitas,

carnis caritas,

pomorum habundantia

),

mel minus erit, hiems temperata, ver ventosus, autunnus bonus, bona, porcorum interitus, pluviae multae; flumina exibunt; oleum sufficiet annona viciabitur, legumina promiscua erunt, et pax.

aestas
h)
,

mors regnabit, mulieres morientur, pericula erunt in pelago, mel habundabit, incendia erunt, pestilentia nimia, legumina erunt, fructus hortolanis <") peribunt, turbatio erit Romanis, vindemia laborabit.
Feria
et
IIIl
a

si

fuerint K. Ian., erit

humidus, autonnus temperatus, annone


erit et

hyens calidus et asper, vernus malus uilitas, uindemia abundans, (ui eras.)

pomorum
fames

hubertas, pericula ferri, copia olei, mulieres morientur, diversis locis aliquid noui audietur, estas bona erit, vindemia bona, iuuenes
erit.

morientur, mel non

hyens temperatus, uernus uentosus, autonnus poma habundabunt, pecora iuteribunt, pluuie multe erunt, flumina foras exibunt, annone superabundabunt, legumina promiscua erunt, oleum sufficienter erit.
Feria
si

Va

fuerint K. Ian.,

bonus, estas bona, frumenti uilitas;

et peccora potiorum c) } repentini periculi; naves in pellago periclitabunt, mel habundabit; linum charum, incendia multa, pestilencia magna, legumina precipua, oleum satis, turbatio Romanorum; mulieres morientur, reges peribunt, et vindemie laborabunt

carum

idest erit laboriosa; perditio peculii.


Si in die
vitis interitus,

Merchurii fuerint Kallende lanuarii, spelta erit

utilis c),

vindemia bona,
peri-

hyems

calida, .ver

humidum,

estas bona,

aumptunnus temperatus,

culum febrium, olei copia, ventris solucio; mulieres morientur, per diversa loca iuvenes cadent; mel non erit, habundabit frumentum et avena, et vindemia bona. Si in die lovis fuerint Kallende lanuarii, frumenti habundantia, carnium et lini
erit, hyemps temperata, ver ventuosum, aumptunus bonus, peccudum interitus, pluvie multe; flumina et fontes exibunt, t </oleum?^> sufficienter, spelta c ) viciabuntur; legumina promischua, estas bona, habundantia in illo anno, et reges multi et principes peribunt, et pax fiet, et erit habun-

carum; poma etiam habundabunt, mellis modicum

dantia vini.

c) sic.

d) -ul-

ex

-ol-

e) -antur.

f)

co in raswra.

g) ab.

h) -at: cfr. b) e).

REVELAT10 ESDRAE.
Dies Veneris facit
siccus'),
fruraenti

79

hiemem temperatam, aestatem malam; autunnus


vindemia bona,

vilitas,

raorientur; terre motus, periclitationes


et

oculorum; infantes oleum habundantiam oves regum;


lippitudo
;

apes peribunt. Dies Saturni facit

hiemem ventosam; ver


');
,

tempestatibus vexetur, autunnus siccus


tertianae

malus, aestas varia ita ut frumenti angustia, lini caritas;

dominentm

c)

variis

languoribus

homines vexabuntur, senes

morientur.
Feria VI

si

fuerint K. Ian., erit hyens tempestiuus, vernus bonus, estas

uilitas, uindemia habundabit, lippitudo oculorum infantes interibunt, bella dilecta militum, terre motus per loca, magnus regnabit, rumor circa principes.

mala, autonnus siccus, frumenti

(Segue

d'alf.ra

mano

d" altro

inchiostro)

Si fuerint Kl. lanuar. die

sabbati, hyemps turbinosa erit; oves peribunt; estas bona; fructus laborabit, mtilti egrotabunt, ueteres morientur et apes, case
erit

et uer

uentuosus, et nix

cremabunt.
Si in die Veneris fuerint et

ventosum

et estas similiter bona,


c)

dantia, lipido

Kalende lanuarii, hyemps temperata erit, ver bonum aumptunus siccns, fructuum et vindemianim habnnoculorum; infantes peribunt, bella ernnt, destructio militum et regum;
c)

peregrinationes erunt, oves et aves


Si in die sabati fuerint

peribunt; frumenti copia.

Kallende lanuarii, hyemps ventuosa, ver

magnum;

estas

varia tempestatibus vexabitur; aumptunus siccus, frumentum carum; terciane et qnartane febres vexabunt, homines senes morientur, incendia multa erunt, f'-uctus labora-

bunt; annona comoda, peccorum interitus,

lini

multnm;

et

homines egrotabunt.

Ecco

il

frammenio
II

ilaliano, di cui

sopra p. 75, nota 3:


la
''.

In septima feria. uentosa et tempestosa.


caro.

la estate primauera uaria lino Lo Autonno secco. Frumento con angustia


.

verno pessimo
li

''.

uindemia serotina

r
.

homini saranno molestati. uechi morranno.


s
.

pecore et ape periranno. pomme piccole. Infirmita subitanee grande. Molti incendii saranno in quello anno.
.o.

Mortalita

frigida

k)

da principio

fine

ad

natale et senza acqua. et le uie

poluerose. le biade piccohssime quasi non apparent! in ne campi. .p. cioe secca.
.q.

le biabe

premature piggiori
la brinata et
le

alle

altre. et

sara cara ogni biada

et

maxime
.r.
.s.

la uectuallia.

poca per

dolori di occhi.

ualle

tempeste et altre macule. et lame saranno buone et secce. fieno

caro. lino

Anuo
i)

!)

si

perdera.
ex

c) sic.

ex succus.

k)

frigidita.

1)

incerl.

80

VI. -

ANECDOTA APOCRYPHA LATINA

c.

Un

apocrifo di Clemente

Romano.

Poiche inedito, per quanto so, o almeno non conosciuto comunemente e 1'apocrifo clementino ricordato sopra a p. 64-65, stimo bene
di

pubblicarlo qui

confidando

die

la

stessa sua brevita

rarita

insieme farebbe, in caso, scusare una ristampa, la quale lo rendesse

due apocrifi d' Esdra e di Clemente andranno cougiunti nella stampa, come lo sono nel codice, sebbene in ordine deliberatamente invertito per la doppia ragione che la Visio e
facilmente
accessibile.

Cosi

molto piu importante e senza


e
il

fallo piu antica del precetto clementino,


il

protagonista di quella precede


II

supposto autore di questo.


dal suo principio.

precetto

si

presenta male
il

fin

Con temerita

od inabilita intollerabile
o d' altro
,

falso Clemente, in vece d'una salutazione


,

dice

tondo tondo
il

quasi

fosse

eternam. Forse

suo vocabolario

era

paraui vobis vitam molto meschino e confuso.


:

Dio

La

chiusa e

meno

insensata e immodesta.
della

Segue
pontefice,

1'indicazione

fonte

--

visibilmente
il

scritta,

che

il

come un mortale qualunque, sente


canonibus Apostolorum; e cio

bisogno d'indicare:
vi

Inueni

in

che

trovo

Dominus

dixit

ad beatum Petrum magistrum

meum
et

quod de duodecim
e,

si

diebus Veneris, in quibus omnes christiani in

pane

aqua ieiunare

debent usque ad vesperas. L' indicazione

naturalmente

ci

ricorda

canoni

comnnemente

conosciuti e detti degli Apostoli;


prescrizione,
si

poi non Cristo,

ma ivi non si trova niente di simile ma gli Apostoli stessi legiferano, o

suppongono legiferare.

un riscontro meno generale che non sia quello di far dettare (come ad es. nel Testamentum D. N. I. Ch.) al Signore un corpo di leggi e d' istruzioni su preghiera degli Aporiscontro pero,
e
stoli,
c'

Un

e colla

oi^a-rxaXta TOO xupi'ou


in

Yjixaiv

'I^aoO XpiaToO

l-rnqpto-

T-r)aavTcov

ayttov 'AuoTTdXcov, Signore, rispondendo per voce d'Angelo ad un' interrogazione di Pietro, da precetti sull'osservanza del digiuno quaresimale
!
.

TCOV

cui

Cfr.

il

riassunto di

I.

B. PITRA in luris Ecd. Graec. I 421.

UN Al'OCRlFO DI CLEMENTE ROMANO.

81

Checche

sia,

1'apocrifo

non
i

deve

risalire

molta , antichita,

nttesoche di gia vi compaiono

digiuni avanti la Nativita di S. Gio-

vanni Battista e la festa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, e vi si fa menzione del leggendario S. Cristoforo. fi notevole tuttavia prima
di

tutto per quel curioso

digiuno post festum

sanctorum lacobi

et

Christofori,

forse in relazione col ferragosto, e poi per la tendenza


di

inanifesta a riportare al venerdi la vigilia con digiuno


feste, cadenti in domenica o no.

tutte le

Quest' ultimo tratto, che mostra una quasi


di

particolare osservanza del sabbato


digiuno, pare escludere

giorno non soggetto a

Roma come

che a

Roma

ne riporterebbe di leggieri

patria dell'apocrifo, non ostante il nome del autore -

supposto

Clemente.

Ego Clemens romanus


in canonibus apostolorum,

pontifex paraui uobis uitam


dixit

eternam. Inueni

quod Dominus

ad beatum Petrum magi-

strum
et
s

meum
Primus

de duodecim diebus ueneris, in quibus omnes xpiani in pane


dies in

aqua ieiunare debent usque ad uesperas.

mense Marci:

Secundus ante annunciacionem sancte Marie.


Tercius in parasceue. Quartus ante ascensionem Domini.

10

Quintus ante pentecosten. Sextus in quatuor temporibus in mense

lunii.

Septimus ante natiuitatem sancti lohannis baptiste. Octauus ante festiuitatem apostolorum Petri et Pauli. Nonus post festum sanctorum lacobi et Xpofori.
15

Decimus primus in mense Septembri. Vndecimus primus in mense Decembri.

Duodecimus ante natiuitatem Domini.

Hoc
Amen.
1

sciatis, fratres et

sorores

2
,

bene obseruauerit,

in exitu

anime sue accedent angeli

quia quisque istos dies in pane et aqua 3 et ministrabunt ei


.

Cioe
Si

il

* 3

rioti

primo venerdi del rnese. questo, che sa quasi di sermone.


11.

Cfr.

Matth. 4
4

3
12

ueiieneris

aqua

litterct

una vel altera ernsa

10

!t

quator

baptisstn

Ooctauus.

VII.

Due supposte
II
il

lettere di Dionigi

Alessandria.

cod.

Vat. gr.
II
2

331,

sec.

XI, donde P. FOGGINI

(?)

trascrisse
',

fr.

XXXIX,

d'lreneo (ed. Harvey) pubblicato poi dal Miinter


a principio del
iscrizione:
1' 1.

presenta nella

Catena

Ill dei

Re

(f.

88), perspicua

per minio quest' attraente


[Aovdtovrt
,

Aiovvm'ou

rcujToX9)

poco

dopo

altra

ToO auToO

ETUKTTOXY)

O
dello

avayvtocrcY).

In entrambe, evidentemente dello stesso


spirito,
si

gusto
d'

stesso

vuol mostrare, come per

il

delitto

uu solo tutta una


giustizia, e si porta

citta o

uno stato vengauo puniti senza offesa della


la

in

esempio Davide,
se
stesso

cui

superbia attiro sopra gli Israeliti la peste

e contro

la

ribellione del

proprio

figlio,

lui

pure e loro

nello stesso

tempo giustamente puniti

dei propri

delitti.
stile,

Una

insolita

purezza ed eleganza della lingua, la fioritura dello


sioni singolari quasi
YJ

certe rifles-

da pagano, come quella che Davide


ay.Xo>;
YJV

TWV

uTrrjxctov

<TTpY)0efc

mi sor-

presero non poco e m'adescarono alia ricerca dell'autore.

V Fragmenta Patrum graecorum I (1788) 37-38. Nel codice (f. 24. 32 ) sono anche i fr. XVIII. XL. XLII, ed. a p. 52. 40. 49 da altri mss. vaticani e non dal nostro. 2 Sembra la stessa che nel cod. Coislin. gr. 7, F appresso LIETZMANN
1

Catenen 43,
testo,

ma
il

onde
i

nel Coislin. mancano le due epigrafi, che riferiamo nel LIETZMANN dovette limitarsi ad indicare che passi 1. 2;
i

nostri, non compaiono nella Catena Lipsiense. Identiche epigrafi invece stanno nel piu recente e scorretto codice Vindob. gr. theol. V,

cioe

di cui cfr.
3

Cfr. DIONYS.
fr.

LAMBECIUS-KOLLAR III 38. ALEX, de natura fr. 5


(P. L.

(P.

G.

Rom,

14

1265 A), ad Dion-

126 C).

VII. II

DDE SDPPOSTE LETTERE


egiziano

DI DIONIGI

ALESSANDRINO.

83
pensare,

nome

Orsenufio

'

naturalmente

mi
al

fece

tra

vari, a

un Dionigi che fosse pure egiziano;


i

celebre vescovo

Alessandrino poi
la
citta

ripetuti accenni

al

flagello
".

e
il

divenuta
[/.OV<XOVTI

"
;

vedova d'abitatori
e percio,
affine

della peste, per cui Tuttavia disturbavami

vedere se tale aggiunta mai fosse da qualche sciocco copista, confrontai le due lettere coi frammenti geimini del Santo, lusingandomi che la fratellanza (se
alquanto
di

mai
cosi

c'

era) non poteva non essere rivelata da una foggia di scrivere

poco ordinaria.

E
larita

difatti

nelPAlessandrino mi pareva ritornare simile varieta

ed eleganza di lingua, simile sviluppo di periodi, e qualche singodi

osservazioni.
OTI
81

II

principio
xai

stesso

della
oXir]

prima lettera
[/.aaT^eTai

TI
;

Oau(jt.ai?

Ivo;

apiapTia^

uovou

TcdXi;

corrisponde al principio della lettera a lerace 'Eaoi Sk TI 9aufjwwrr6v si irpo^ TOO? uopptoTspco TrapoixoOvTa? yaXsTrov TO xav oY liriffToXdiv
6uiXTv...
OTI
{jt-Y)

e alia fine
2

del
(cfr.

c.

3 de promissionibus Oauixa'Cw os
altresi
3

ixaXXov
II
4

xa\

i(5ov

piu avanti
Eirairopsi

il

c.

2 ad Hierac.).

secondo periodo
7iiax6iroi>

I/.Y)

TOI'VUV
t

Tat^ EUCTE^OU TOO (co? oi'sTat)

Xtvov xat TO OuataaT'^ptov XetTOupywv xai udXi; oix"r)Topwv ^pE'ki ha un riscontro non lontano colla lettera T) a lerace c. 2 (1341 B): Eira Oautxa^oua-i xa\ (JiaTropoOo't
<pauX6TY]<nv,
Si'

TioOtv

01

auv'/i^
-r)

Xoiaoi...

oia
i

TI
v

[XYJXE'TI

ToaoOTOv

TrXf^Oo^

oix

/)

wv

[/.syiaTY)
il

u6X

auTTJ

cppt...

Anche
'O
f/iv

primo lunghissimo periodo della lettera a Orsenufio, STU xaOai'ApiTO-aXcotx o^ix^v irapa TYJ; 0ia; ai:Y)TY]0-r) O^I'XY)^
ivai
(Jixaa'T-r);

pai

TOO otxi'ou TcaTpo; upoo-iroiYjdaacVO^ ayaOo;

xai

TOU; OTCYJXOOU^ 5ia Taunq? Tifc xoXaxia; oixuo<rau.vo;, stxvaTO yap

Cfr. PAPE-BENSELER Worterbtich der griechischen Eigennamen vv. 'Opaavou<p (-91, 'OpTavou^i;) 'Op^evoOfpi;, a cui aggiungi le forme e i ne' papiri e nelle passi indicati piu avanti a p. 85 not. 3. Una ricerca
1

iscrizioni egiziane posteriormente uscite, frutterebbe


altri

probabilissimamente

esempi. 2 P. G.
3
'

1340 A. 1244 A.
to?

Cfr. de promiss. 2 TX; ewa7:op^<yei; (1241 A). Cfr. i frequenti in Dionigi <!><; olSa:, co; ^o/cet, ox; tare,

?TXTIV ecc.

84
apy/jv
os

VII. -

DUE SUPPOSTE LETTERE


'

xai

$OV4pa><
xa\

<7'JViXpo7'.

xai

irJrrjXYjv

Tvpavvioa

ff'jvopauovTi;

airspXs'lav yap
oixrjv
si

TOO

uovovouy) a'jyy.aTaTXc'jaTavTc; TTJV lupavvioa. asv si; TY]V apy;r,v, TOO ss si; TYJV TsXcUTr,v,

xa\

(XY)

7rapaypY][/.a (sXu-r/JY)

yxp av
di

Aaue\

TWV

u7TY)x6cov

ua'XXov

T?i;

paaiXixfi;

a!;ia;

airoffTspoupsvo?)

aXXa

[juxpov uaispov

a7iY]TYJGY]<Tav,

non

ha

iiiente

di
c.

singolare
3:

fronte
TioXsi
jxiv

all'altro nella

lettera a

Domizio e

Didimo
TO'J;

'Ev

^s

T^
Tai

xaTa^s^uxa^tv
Maniac/;, Aio-

a^avco;
Txopo;,

2iciffxeirr6fi.evot

a^sX^ou; irpstr^JTSpot
ot

Arj[/.^Tpio;

xa\ Aouxio;,
sv

yap

sv

x6<T[jt.co

7rpo^av(T7poi
01
(JLETOC

<J>au<7Tivo;

xai 'AxuXa;

AiyuirTcp TcXav&vwu,

^taxovoi os

TOU; sv TYJ

v^aw isXEUTTjO-avTa;
H

xai urtoXetipOe'vTe; <l>aOa-:o;, EOa-^Sio;


6 (-)s6; svE^uuLauLcoa-s

\atpY) (X(6v Euatpio; ov


TOC; 6irYipa(a;

apyf);

xa\ irapta-xcuaTS
svaycovico;

TWV

sv Tat; ipuXaxal; ysvofxs'vcov 6[jioXoyrjTwv

auoTcXrjpoOv xa\ Ta;

TWV

acotJiaTcov

TrepiaToXa;

TWV

TsXsttov xa\

aaxa-

oux axivouvw; sxTsXstv. Ka\ yap asypi vOv... (1293 AB). p^cov ijiapTupcov Anche verso la chiusa troviamo si Si TI; airidTsT, axou^iw auTou
Xs'yovio;...
TTJ;

a^sxaa"Tou

'^-/jcpou

xaipov

supou<TY);

iTTjoetov...,
TCOV

come

nel

fr.

10
uis

del libri a Dionisio xai TOO

Rom. 'Eav

TI;
[xou
si;

auxo^avTwv...

ot'YjTat

auT^v...

XpisToO Xs'ysiv, axouaaTW 2 e a Domizio e Did. 1


,

irpo'Tspov

HaTs'pa
sui-

Sv

olsv auTo;

xaipov uusps'OsT^

(JLS...

(1292 A).

D' osservazioni poi un po' curiose e singolari, specialmente nei


libri

de natura, ce

n' e

pifi

d'ima, ne qui vale la pena di sceglierne.

Dopo

tutto cio, confesso die

gnanze a credere veramente di sebbene mancanti fra le edite, e a riporle nel tempo, in cui dovevano
echeggiare
i

non avrei provato piu tante ripuDionigi il grande le due lettere,


e
simili

lai

per

le

rinascenti pestilenze

flagelli.

Si sa

che Dionigi ne ha scritte molte piu delle poche giunte a noi, molte
di

cui

non sappiamo

affatto

nulla,

e quindi

non e impossibile che

nat.

TOIJ; j.ev ev T?) TTO^SI... (T'jvsxpoTO'jv adv. German. 6 (1324 A), de 5 (1268 A). Per olxctucap.. cfr. s^oixeiwTa; eaurov adv. Sabell. (1269 C), ed anche olxcu&raTOv, otxeioiraTa 1324 C. 1328 A. Piu avanti tf pt^a

TifAwptag,
rtj;

cfr.

de nat.

5-

(1265 A) xae T^V pt^av xat

TVJV

X.QIV/IV

avayxviv

TWV OVTCOV aiuasw;.


si
2

si

potrebbe seguitare

ma

vano per

la

ragione

che

dira poi. P. L. 124 C.

DI DIONIGI ALESSANDR1NO.

85
il

qualcnna ne venga fuori. come ad


pubblicato
dal Pitra.
altri

es.

venne

frammento a Conone

Pero una scorsa ad

scrittori

egiziani di lettere

mi parve

doverosa. e cominciai da colui, che per la sua dottrina


rebus

in antiquis
! .

in christianis e per

il

suo colto

stile

ha fatto stupire un
al

valente filologo moderno, che tale non se lo sarebbe sognato mai

Ed

ecco ivi al

1.

39

la

lettera a Teodosio
2
,

monaco, e

1.

Ill

219

quella ad Orsenufio lettore


stolario d' Isidore Pelusiota
la

persona

piii

volte ricorrente nell'epi-

3
.

Chi oserebbe mai ritogliere a Isidore

lettera

per
i

attribuirla

a Dionigi?

perche fra

corrispondenti di lui se

almeno no, specialmente ne ritrova uno avente lo stesso


lo

nome
d'

quantunque sia vero che la trasmissione delle lettere Isidore e avvolta da incertezze, e quantunque nella stessa nostra
e titolo,
si

Catena dei Re
il

soglia,
(cio

citando le lettere di

lui,

indicarne altresi

numero progressive
il

che non
4

si

fa nelle nostre due) e scriverne

quasi per disteso


cui pertanto

nome

notevolmente distante da Atovusiou, con


venisse scambiato.

non era

facile

Forse questa, come piu altre delusioni letterarie, avrei potuta tenermela in petto, pago della novella lezioncina sulla fede delle Catene e sulla necessita di consultar meglio i nostri buoni vecchi,

datami
1

dalP esperienza.

Ma

prima

di tutto

pare degno

di

nota

il

W. LUNDSTROM De

Isidori Pelusiotae epistolis recensendis in

Eranos
126

philol. suecana II (1897) 66. 2 P. G. LXXVIII 205. 901. Veramente

il

CAVE

Hist.

litt.

I (1740)

se n' era gia accorto, e tanto


il

il

KOLLAR

nelle note al

Lambecio

III 38,

DE MAGISTRIS nella sua ed. p. LXI avevano raccolto la sua quanto osservazione. E a deplorare, che il Migne non abbia riprodotto le dissertazioni del raro de Magistris, tanto che era avvenuto a me stesso di
diraenticare affatto 1'appunto preso su lui fino dal 1894. 3 I 6. 85, II 240 (OuffQsvo'jfMj)), III 171. 219, IV 70. 78. 80,

355

Nelle prime due e nell'ultima epist. (-0910)). 502.

manca

PavayvtocrTY),

come

anche in IV 212 Ouapasvoixptw (se pure non e per B*p<rav.). Ai nn. 171. 78. 80 sta 'Ap-rev. V V 4 1 439; 55 'I<7V)8oi. TCI>. srt0wvi f. 53 'Ifft&cop. siuuToXy) <ry' I 388; cTToXy) oy' 0socppovia zn I 180; GO 'laiSwp. STTKITOXTI <s^ Ka?:sToXtv(> 62 'IffiSoi. STCITTO. a/.vi' 'H<ry.tou (sic) = I 482. Invece nella catena dei

Giudici

f.

35

c'

e solo

il

nome

d' Isidoro.

Credo che questa numerazione

delle lettere

puo tornare preziosa al futuro editore dell'epistolario.

86

VII. -

DUE SUPPOSTE LETTERS


clie
si
:

DI DIONIGI
il

ALESSANDRINO.
Dionigi due epistole
let-

fatto stesso,
d' Isidore

trovano sotto
fatto clie

nome

di

Pelusiota

non essendo raccolto nelle storie

terarie

odieme giustamente

piii

accreditate per le larghissime inforin

mazioni,

ma

stando

quasi
s'

sepolto

opere antiquate o a stento


leggieri
'.

reperibili o

dove non

attenderebbe, potrebbe di
stessa
i

sfuggire

anche ad
luogo
i

altri

e cagionargli la

mia delusione

In secondo

riscontri rilevati sopra tra

due scrittori compatriot! danno

anch' essi a riflettere assai sull'origine di tale somiglianza, somiglianza

die davvero raeriterebbe d'essere meglio definita e in se e nelle sue


cagioni.
sui

Da

ultimo non restera egli alquanto


e poco significant!

scossa la nostra fede

piccoli

frammenti

d'

Ireneo

tramandatici

clal

nostro codice, almeno fintantoche non se ne perche gli piu sicuro ? Dico piu s i c u r o
,

trovi
altri

un testimonio

codici conosciuti

di

questi

frammenti essendo

tutti

di

catene all'Ottateuco probabiessi,

lissimamente identiche, o almeno impareutate colla nostra, sovr'


rispetto
alle

loro citazioni d' Ireneo,

si

affacciano
se cioe

gli

stessi

dubbi,

cominciare

dal

primo capitale
2
.

dubbio,

abbiano

valore

proprio,

o non piuttosto valgano

insieme col nostro per un unico

dubbioso testimonio

Per questi motivi

lascio

uscire

la

nota,

clie

altrimenti avrei

soppresso come superflua.

Cfr. gli esempi


si

non

dissimili indicati

da PITRA Anal.

sacr. Ill

597

(e

si

che
2

trattava dell'Areopagita), HARNACK-PREUSCHEN 1 420 ss. Riguardo al fr. XVIII (VII del Mlinter p. 52) il cod. 331 stesso
di

da ragione
ne sono

dubitare, arrestandosi alia

parola
-

usati dal Massuet. I

due membri seguenti oia


per
1'

come codici on - Xsyerai ava<pspou<nv,


(3oY)66v,
i

lo spazio rosso e per una numerazione propria, lasciato, per secondo la quale il primo si riferisce a lud. 6 s, 1'altro al v. 32, mentre 1'estratto d' Ireneo spetta al v. 27. Laonde conviene considerarli come le iniziali colorite in

distinti affatto

interpunzione finale massima, per

a se, che non si legano fra loro, ma sibbene col testo, e precisainente con quei passi cosi giudiziosamente indicati dalla numerazione Quanto all'autore, fino a prova in contrario credero ch' e' siano non gia d' Ireneo,
scoli

ma

tanti scoli brevissimi apposti nella nostra Catena al libro de* Griudici. Questo fatto ne da concetto men buono delle altre catene, dove i tre passi, certamente distinti, sono andati a

dello stesso

anonimo autore dei

fondersi in

un

tutto incoerente e per

poco senza senso.

VIII.
Antliimi Niconiediensis episcopi et inartyris de sancta Ecclesia.

Due

anni or sono, leggendo all'Istituto

Lombardo Alcune

note

di letteratura patristica \ davo

I'annnncio di questo aneddoto colle

seguenti parole: "

Comincio da un frammento, die sarebbe da uno

il

piu

antico

di

tutti quegli scritti di cui parlero, se fosse genuino.

Vo' dire 1'estratto

sulla santa chiesa

scritto, lettera o trattato che fosse,

d'Antimo

vescovo di Nicomedia e martire della persecuzione dioclezianea (f 302) 2 a un certo Teodoro: 'Av0^*.ou &itu7x6itou Nixounqofa^ xoi uapTupo^ EX
7(J5v

cod.

Tipo; Gedcwpov -p\ T"?]C ambrosiano H 257 inf.,

ayia;
sec.

sxxX-rjTta;.
V
f.

fi
V

conservato nel
;

XIII,

32 -33

quello
uep\

stesso

che forniva non ha guari al Barnard un frammento


di

upovoia^

Clemente

d' Alessandria

della lettera di

da cui a suo tempo suppliro le lacune PP. Pasquale I a Leone V 1'Armeno in difesa del
,

culto delle sacre imagini


1

4
.

[Rendiconti, serie

II, vol.

XXXI, Giugno

1898,

p.

1-4 dell'estratto].
-

LUCIANO ANTIOCH.,

in Chronic. Pasch., ediz. Dindorf, I, 510.

EUSEB., Hist, eccles., VIII, 6 e 13. 3 In appendice alia ediz. del 1. Quis dives saluetur, Cambridge, 1897,
p.

50 (Texts and Studies, vol. V, n. 2). 4 JAFFE-EWALD, Reg. Rom. Pontif ,

n.

2552

a, t. II, p.

743.

Fu

pub-

blicata per la prima volta dal PITRA, luris Eccles. graec. hist, et monum. t. II (1868) p. xi-xvn, sovra un codice mutilo e tlanneggiato del Collegio Romano (ora nella Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele?).

che ha compilato un indice de' ma[L'amico Pio FRANCHI DE' CAVALIERI, Biblioteca m' assicura che non c' e. La lettera di Paaquale noscritti della
ristampero in fine
di

queste noterelle].

88
II

VIII. -

ANTHIMI NICOMEDIENSIS EPISCOPI ET MARTYRIS


piii di

frammento, lungo poco

tre pagine,

brevemente cspone
fa

le

proprieta della vera chiesa in opposizione a quelle delle chiesuole


si
il

o sette fondate dagli eretici, di molti dei quali


1'A.,

nome. Per

come per

piii

degli scrittori cristiani antichi, la filosofia


il

pagana

e stata (per usare la nota espressione di Tertulliano)


di

semenzaio

tutte le eresie, e gli eretici

non fecero altro die tentar d'impori

tarne nella chiesa,


Platone, Aristotile,
egli

come

di

contrabbando,

dogmi alqnanto
i

modificati.

Ermete Trismegisto: ecco

filosofi

seduttori, che

particolarmente nomina.
L'opuscolo, benchS breve e benche sospetto, non e senza inte-

resse sotto

il

rispetto letterario.

Vi e

citato
l

uu
v

libro finora

non mai
co;

udito del celeberrimo gnostico Valentino

sulle tre

nature
|3i{3Ata>

OuaTcty-

XEVTIVO?

aipsffiap^Y)?
Il2p\

irpwTO^

TCvdY]Tv
contro

T&

Tai

ypa^pivco auTw
del resto

TWV Tpuov ^uo-wv.


d'
,

Ve
il

altronde

noto

Apelle

un frammento, suo proprio maestro


citato

Marcione: irapa TOO 'AirfiXXij TOU paOiqToG Mapxioovo;, 8? lauToO o\a<rxaXov OUTW^ E^TQ WzuSzizi MapxiW irpo; TOV
clvai

ap^ot?.

eyw 81
d'

^Yjfxi jxiav, YJTI?

pure non dispregevoli sono


di

le

Come Skur^pav ^PX"n v citazioni con varianti d'alcuni passi


TcotY]a-

Platone e

Ermete

assai diletti agli antichi apologisti cristiani,


i

che se ne servivano contro


rente di convincerli
delle

pagani per

lo

scopo

tutt' affatto

diffe-

verita

cristiane coll' autorita

dottrine

stesse dei maggiori filosoh' gentili,

o almeno creduti

tali.

I,

p.

Cfr HARNACK-PREUSCHEN, Altchristl. Litteraturgesch. I, p. 174-184.


Cfr. EPIPHAN., Haer.,

bis

Eusebius,

XLIV,
t.

ed. Dindorf,
coll.

t.

II,

p
[ed.

399. - PHILA-

STRIDS, Haer.,

XLVII, Patrol
le

che derivano
t.

Lai,, XII, loro notizie dal Syntagma di


di

1162-3

Marx

24-25],

s.

Ippolito:

HARNACK-PR.J

c.,

p.

198.

Duolmi

non avere

la

dissertazione

Apellis gnosi monarchica (1874). [Cfr. ora Miscellen II in Texte u. Untersuch. N. F.


si

A.

V, 3, mise in acuta opposizione come al docetismo, cosi alia dottrina dei due principi del suo maestro e lo ha combattuto in iscritti, si raccoglie anche da una scoperta letteraria (di Antimo)... Questo <kuSsTat e carattenstico per la critica decisa di Apelle (ne reca sei esempi)... - che egli abbia applicato lo anche al suo maestro Marcione, e una notizia ^etj&erai nuova ma non inattesa per noi ecc. "].
:

HARNACK, de HARNACK, Patristischc Che Apelle p. 94-95


dell'

DE SANCTA ECCLESIA.
fi

89
o

interessante infine trovare

Antimo come autorc vcro


riconosciuto
fin

supsi
!
.

posto

di

opere

quale

non era

qui

se

almeno
cristiana

giudica dall' ultima

ampia Storia dell'antica


si

letteratura

Cosi

si

spiega

comprende
a'

meglio

quel

passo
si

poco

punto

considerate
di

della

leggenda metafrastea, in cui


TOO UpoO 'AvdlfAOU
:

ricordano lettere

Antimo mandate

suoi fedeli dal nascondiglio durante la perse[jtiv

cuzione:
EV
xtofjiY]
,

Koi ypajx^aTa
{jiev

STC^IXTTETO irpo; a'JTO'j^,

7w

auToO xpuuTO[jLvou
intercettate
dagli
2
.

lettere piene di grazia e salu-

tari

che vennero

imperiali

satelliti

syEypaicTo

G...

yapfevTa xat fftoTTJpia XT!

Se non che ne
di sospetto.

il

titolo,

ne in piu parti

il

contenuto e fuori
3

Ad

es.

due passi assai corrotti del Timeo


che
quasi

sono

citati

come

del

Gorgia;
che

e la sostanza del libro finora sconosciuto di Valen-

tino e riferita con tali parole,

parmi
esso

ripugnino
avesse

non meno

Valentino

all'

ortodossia
le

per primo (nella


del

chiesa) escogitato Figliuolo


e

tre

ipostasi e le tre persone


sulle

Padre
d'

del
:

dello

Spirito Santo,
6ico(rcfl&Tei?

orme
xai

di

Platone e

Ermete

yap Tpt^

xai

Tpia irp^Twira
OUTO;

QaTpo; xa\ TioO xat


5s

nvup.aTo; upwTO? iivd-r](T 4 AaTwvo; u^sXd^evo; up(axTat


.

uapa 'EpjxoO xai

HARNACK-PREUSCHEN,
Nel martirio delle
ss.

t.

I,

p. II,

p.

773

ss.
t.

'

Domna

Inda

in Patrol. Graec.,

CXVI,

1073, cfr. 1076 A. Dalla domanda dell' Imperatore e dalla risposta del diacono pare, che la lettera non fosse sottoscritta dal santo, essendo
inverosimile che nella sua sede episcopate Nicomedia
di lui, gia
s'

ignorasse

il

nome

vescovo prima della persecuzione, e che sarebbe stato in relazione con personaggi della corte. - II passo citato era gia dato in versione
latina
t.

dai Bollandisti

nella

nota

agli atti

del santo: Acta SS.,


ouv OUTOJ; -

April,
3

Ill, 346.

68

TxOTa

%ri

TCdcvra-ulov

yewa:
in
,

e52A:
il

TOUTWV

fty

Cfr.,

ma

sulle
v.

due nature

Cristo,
I,

frammento spurio

riferito

da Eulogio Aless.,

HARNACK-PR
da una

in fondo in fondo derivare

183. [II nostro passo sembra fonte bene o male intesa, in cui si
I,

contenesse un' esposizione simile a quella


rifiutata

di

TERTULLIANO adv.
passi

Valentin. 4,

come

falsa e contradditoria

ad

altri

di Tertulliano stesso:
et

Earn (viam) postmodum Ptolemaeus

instravit,

nominibus

numens Aeonwn

90

VIII. -

ANTHIMI NICOMEDIENSIS EPISCUPI ET MARTYRIS


il

Ma
si

apodittico addirittura contro

titolo
?

il

ricordo, che vi

fa degli

Ariani

',

d'

Eusebio Cesareense e d Asterio, ad esempio


nostro frammento

di eretici sedotti dalla filosofia.

Aggiungasi, che due passi ricorrenti

nel

si

ritrovano in un' opera (anch' essa tuttavia di cattiva lega) rigettata


tra le spurie di
s.

Atanasio, e 1'uno e posto sotto


disperata;

il

nome

di Cirillo

2
.

La causa parrebbe
Perocche
le

ma

forse non lo
si

e del tutto

3
.

varie parti del frammento non

legano molto bene fra


2
secolo,

di loro. Inoltre,

mentre sono eimmerati


si

in copia eretici del

in

un segmento

salta

ad

eretici del
di
il

tempo
1'

del cristianesimo trion-

fante, senza accennarne alcuno

tutta

eta intermedia ben altro

che sterile in fatto d'eresie; e


citazioni mentovate.

segmento e appunto quello delle


dubbio
d' un'

Non

e pertanto

infondato

il

alterazione

manirisico

polazio'ne per parte di qualche interessato:

e per questo
1'altra

non

un giudizio fermo sino a che non abbia esaminato

copia, che

in per son ales substantias sed extra Deum determinates, Valentinus in ipsa summa divinitatis ut sensus et quas affect us et motus incluserat (P. L. II 581). Valentino avrebbe
distinctis

in

Dio stesso inchiuso, messo delle personales substantiae: cosi forse pote qualcuno intendere. La frase personales substantiae non e poi tanto

lontana da 'jTcoaTaTsic
e di

La dottrina pero esposta da Antimo /.a: Trpofftora. diversa da quella accennata da Tertulliano]. gran lunga 1 Cfr. similmente EPIPHAN., Haer. LXIX, t. Ill, 225; AMBROSIUS,
1.

de fide
'

I,

5,
et

13

s.

Girolamo contro

Luciferiani, ecc., ecc.

Dicta

interpret.

paraboL

evangel., Quaest.
-

XXXVII,

xocOoXix^ -

e Q. XXXVIII, a7rb TOO ; ixoXouOetv, ediz. Montfaucon, t. II, 31G. [P. Gr. XXVIII 724. L'opuscolo e tardo, forse posteriore alle p. invasion! dei Crociati, se il nome Opayytov della Quaest. non &

oTrap/ei

LXXVI

un'interpolazione. Cfr.
3

Maurini a

col.

709-710].

[Insomma
adesso anche nel

8-18 fossero un'interpolazione: ma sospettai che i 7 secondo il codice dell' Escuriale occorre una mensecolo e
il

zione di eretici posteriori al 2


alia
titolo

loro

nome

manichei. Quanto
il il

slegatura,

non deve sorprendere in un estratto, quale secondo sarebbe 1'aneddoto. Differenze di lingua e stile non credo sia
Ond'io metterei senza altro uno Pseudo davanti

caso

d'invocarne.

al

nome

del preteso A.,

ma amo

meglio attendere

il

giudizio altrui].

DE SANCTA ECCLESIA.
'

91
nella

dal

catalogo del Colvill

mi consta

esistere

biblioteca

del-

F Escuriale. Essa, e vero, ci potra facilmente lasciare nelle stesse incertezze; ma potra anche giovarne assai nella fissazione del testo
e conseguentcmente nel giudizio die se ne deve portare ".

Al presente, per somma gentilezza del ch. D. ERIBERTO PLENKERS, benedettino di Beuron, una collazione del codice Scorialense S

mi

sta innanzi e

purtroppo

diciamolo subito
gli

ci

lascia nelle incer-

tezze di prima.
quindi, se

Anch'esso presenta
altri

stessi

passi

inquietanti;

non compaiono

mss., e mestieri trarre

lume altronde

che dalla loro tradizione.


II

codice tuttavia e di pregio, perche presenta una redazione

alquanto diversa dall'Ambrosiano


fu
di

= A, redazione che certamenfe non


Antimo compare,
e diversa.

compiuta fronte ad

sull'

A, e che quindi conserva un valore proprio anche

esso.

Gia
In

la serie degli scritti, fra cui

sta fra Fopuscolo di


2

haereticomm

Timoteo Costantinopolitano de receptione ed un estratto dalle lettere di S. Massimo confessore

pag. 102. Un. 13. usque

eodem Anthimo de dogmatis ecclesiae ad Theodorum, III Z il ad pag. 105 [ora fol. 1U2-103 T ], in cod. Ambr V a 114 sup., n. II, f. 13 [su cui v. ora 1' VIII delle citate mie Alcune
1

Ex

note

di

letteratura patristica, che

compilato... greet lense e ora segnato V. - II. - 7, MILLER, Catalogue des mss. grecs de la Bibl. de I'Escurial, p. 197, che pero ricorda appena il nome d' Antimo

dell' Escuriale

ha per titolo II catalogo dei codici da D. Colvill, p. 51 ss.]. II cod. escuria:

senza aggiungcr nulla, donde appaia chi sia e qualc scritto di lui si contenga nel codice. [Ecco la descrizione di lui: In-fol. en papier de
coton, de

206

feuillets et

du

XlV

siecle.

Decrets, lettres

et

synodes des

saints Peres, tels que saint

Jean Chrysostome, Theodore Studite, saint Basile, Meletius, Theodoret, Photius, Anthimus, Leontius, Maxime et Cyrille].
Si not!
il

titolo

un tantino diverse dal nostro dato

quale e latinamente tradotto dal Colvill, e che sarebbc sopra, se pure Colvill tradusse bene.
ib.
:

[Nella collazione nessuna variante al titolo e notata]. 2 12 ss. Nel catalogo de' libri manichei, P. G.

LXXXVI

21 C,
y'

notai

due

varianti,

che per

la loro

importanza giovera

qui riferirc

92

VIII. -

ANTIUMI NICOMEDIENSIS EPISCOPI ET MARTYR1S


';

sugli eresiarchi

in

8 8

invece fra
S.

nomi

del

318 Padri Niceni

ed
3
.

un estratto dello stesso

Massimo

sulle

due volonta in Cristo

La redazione

di

e notevolmente abbreviata e ridotta, e omette

Contro la supposizione, die tale comper intero I'ultimo paragrafo. sia dilatata ossia die la redazione di pcndiosita sia originaria, sembra parli il fatto, die S talvolta e come per interpolazioni, mi

(et<rro>wv ed.) 6fxa?... s-' V) sTuraXoyo; 'Ayawiou ('Aloytou ed.). variante piu probabilmente e cattiva, cfr. il testo d'abiura preLa prima scritto ai Manichei convertiti in P. G. I 1465 D; ma 1'altra e senza fallo
giusta,

come appare

dalla stessa abiura

1468

e dalla Histor. Manich.

c. 14 e di PIETRO SICULO c. 16 (P. G. pervenutaci sotto il nome di Fozio CII 41 B; CIV 1265 C, dove 1' ewT<*Xoyo: e detto due volte d'Agapio). Su Agapio cfr. Fozio cod. 179.

Massimo, e dubito, se sia di lui, tanto e zeppo d'errori. Ne trascrivo in saggio un primo paraM. e Rufino,, ma dove grafo, dove occorrono notizie peregrine su Gregorio sono degne di considerazione e di fede.le parole sw; ~r,c, avofAtpov piuttosto xoarefv TYIV aipeacv ecc. Eccolo: Mai[/,ou p,ova/ou xai 6p.oloy/)TOu ex TWV
1'

Finora non

ho ritrovato fra

le

opere

di

i::i<iToX(3v

auTOu, Tuspt aipc<7iapywv. 'EysvovTo $i xat ev tot? /.atpoT? 'louiTt-

viavoO TOU ^a(TiX&);


itai

roO

Tcoiv^ffavTo;

T'/JV

ayi'av

lelp.'ittjiy

(ruvoSov
UTTO

7:oXsp!.tot
,

Tcpo^pofxoi TOO

avTi^pt<7TOu,

ot

x.at

avsOsp.aTt'ffOvicrav
jcat

TWV aytwv

oi avTilajU.pavop.svot rareptov,

TWV

^i^liojv 'ilpiysvou;

AiSu{xou xal Kuaypiou

xat 'Poixptvou TOU AaX^-aTta; i77i<ne6irou TOU spp.TiveuffavTo; ra? PI^>.OU<; TOO aipsTixoO 'ilpcysvo'j; awb T?i? IXXvjvijc^; ei? TVJV pwp.al')cyiv xai x.aTax.pi6VTo;

TOU aytou Tpyiyopio-j TOU Aialoyou Tra-^a 'Pei(X7)? (>cai~sp It^elXov co; S^Osv {xsTavowv OUTO<; 59' ai; s-pa^ev spp//ivsiai; TWV ^i^XCcov TOU 'Sipiysvou? e7coi'/]7aTo, aXXi Sii TO ^Xa^vai Ta p,ova<TT^pia y.ai u-oypa^at auTa xat
UTCO

ew;
6

T^J;

C'^j/.&pov

xpaTstv TTJV

afp<riv 'ilpiyevou; xai Euayptou xat AiSuf/.ou

a sleyov yap x.at ibiaytoe Fp'/iyopio; aveOefAXTiasv auTov TOV 'Pou<ptvov) Saaxov, ev T-^ TT^fXTCTV) (Tuvo^w Ta xaT* auTOu; yjleyyOr). aXXa xat [Agra T-/JV TOU Oetou Fpviyoptou TeXeuT-/)v evoy^aa; 6 'Pou<ptvo; oux e^ey^Ov) UTTO TOU
[AST

auTov xaTa<TTa6evTO?
2

TraTia.
si

Di questo codice non

parla in

latine yraece coptice syriace arabice armeniace... edd.

Patrum Nicaenorum nomina H. GELZER fl. HILcodici greci,

GENFELD O. KUNTZ, dove sono


1'altro del
3

usati

due

soli

uno del XIII,

XIV

secolo.

Tou ayiou Macif^ou Trept TWV Suo 6sV/iu.aTwv TOO yrpidTou. Inc. To XpiTTb; ovo{xa (P. G. XCI 268? ovvero un estratto dall'opus'c. De duabus unius Christi Dei nostri voluntatibus, dove altresi, col. 204 A, ricorrono
le

parole

dell' inizio ? ?).

DK SANCTA ECCLESIA.

93
certe

monco
sioni
7i

cammina male
s IT s v 6

3.

12.

14),

ed attenua

espres-

troppo offensive od ambigue. Cosi nel passo riferito su Valentino


YJ

wTo;

xai OUTO;

<?

e ridotto al pin fluido

ic

apa

$(oxsv,
linee

oTTp...

avanti)

sia

Forse offese quel -rcpwTo; (lasciato tuttavia due perche viene a presentare come un trovato di

Valentino la dottrina delle tre ipostasi e persone, sia perche sara parso in contraddizione con il seguente 6o>X6u.vo;. Non si pensa o
s'insegna per primo cio die
iion
si

piglia da altri,

avra detto 1'espilatore,

badando che
e

VA
vi

voile solamente

dire

primo

fra

cristiani o

nella Chiesa.

non assolutamente.
sono
alcuni
errori gravi, tra cui e cospicuo

In
quel

inoltre

fittizio

eretico xol NoTapt'ou nato da xaivdTspa, e ripetuto per


(

ben tre volte


quel (ap/^a;)

7). 'Tuttavia

vi

sono eziandio lezioni giuste, ad


il

es.

uo del

17, necessario per

senso e attestato ne' passi


il

parallel! di Epifanio e di Filastrio.


1'

Anche

TtopaXetyos del

sXaflov del 6 (se pure

non
e

caduta in

una parola) mi sembrano

preferibili
y.z>'

Ttpfxcit)/ofc;

a Xapdvre? dell' .4.

Lo

stesso

dire!

di

cov

lin.

37

(cfr.

9.

18. 19. 32); pur temo di riceverlo nel testo,

non essendo impossibile la variante i% wv. Dopo cio puo sembrare avanzo del testo primitive
nel

'

quell' aggiunta
a<p'

7:

:
r\

w^

airo

K^p^covo^ Mapxt'wv xa\ Aouxiav^,

wv Mavt-

yrtoi asopjjia;

Xa^vte^ xaivoiepa (?

xa\ voTapioi^ cod.) -nap^owxav,

sebbene questa menzione esplicita dei Manichei in uno scritto che

pretenderebbe risalire per lo meno nata ad accrescere i dubbi contro


eziandio all'intera
nel
2
a

al
il

principio
titolo, o
si

del

IV

secolo,

sia

almeno ad estenderli
fa ricordo

sezione. Di

Marcione

pin avanti

17,

ma
-

degli altri
e

non essendo Cerdone


poco prima.

Luciano

non mai; silenzio che sorprende alquanto, eretici meno famosi di alcuni nominati

D'altra parte la caduta in


...

pote facilmente avvenire


se

per omioteleuto (7Tvo-r)aav

7tap(Jtoxav),
e,

pure

il

irapEOcoxav

genuino, come presumibilmente lo


1

ricorrendo pin volte nel nostro

probabilissimo, che anche

il

secondo emistichio del Ps. 18

4,

fornito in piu
*/,y.i

da

*S*

lin.

12, sia originario, e sostituito in

con 1'abituale

dei corapendiatori; tuttavia non ho osato riceverlo nel testo> essere con somma facilita stato aggiunto da qualcuno, cotanto potendo noto e quel verso

Ta

s^/j;

94
scritto.

VIII. -

ANTHIMI NICOMEDIENSIS EPISCOPI ET MARTYRIS


pi.,

Ad

ogni modo/qualsiasi altro verbo sinonimo all'aoristo 3

secondo che doraanda lo sviluppo del periodo e 1'analogia, bastava


a dar occasione a tale caduta.
Nell'edizione

pertanto

il

testo

dell'^L

deve essere seguito

fin

oppone qualche ragione grave, e in questo caso non oso ricevere la probabile lezione di S, se non quando paleograficamente
dove
noil
s'

nella

pronuncia

essa

tanto

vicina

all' altra,

da non

restart'

dubbio, che la

parola non deriva gia da cambiamento del redattore,

ma doveva
nel testo,

trovarsi nel

comune archetipo.
la ricevo
nell' originale

Segnatamente poi riguardo all'aggiunta suddetta, non


per quanto probabile sia che
di

qualche cosa

8 manifestamente ad essa corrispondesse. Essendo la recensione abbreviata con omissioni e sostituzioni di parole, e mancandoci ogni
argomento per escludere che similmente fu fatto nella nostra aggiunta, al contrario notandosi cio ripetutamente praticato nel rimanente dello
stesso nostro periodo,

non sarebbe giudizioso innestare

in

una reda-

zione piena un supplemento d'indole diversa. Piuttosto che


tere

commet-

una simile contaminazione

di

testi,

piuttosto che ricostruire a

congettura un testo, del cui tenore .verbale non


sufficiente,

avremmo
cio

sicurezza

e meglio segnare una lacuna ed annotare mitivamente vi si doveva in sostanza contenere.

die pri-

Lo

stesso dicasi dei passi di Platone, riferiti

con gravi mende,

che facilmente potevano esser tolte coll'aiuto dei testi conoscinti.


chi ne assicura che 1'autore leggesse

Ma

come ora leggiamo noi? Chi ne

assicura della perfetta esattezza d'una citazione, forse fatta a memoria,

mano, come ne fecero tante parecchi de' posteriori apologisti cristiani? Onde e meno male lasciare nel testo questi errori
forse di seconda
(talvolta preziosissimi per la storia del citato e
fonti

immediate

di chi cita),

neH'indagme delle almeno quando dalla concordia de' codici


al

superstiti e dato supporre risalgano

comune archetipo.
-

Ora dovrei
tele

ripigliare la questione della genuinita e delle parennelle varie sue parti

del

frammento

ricerca,

in

cui 1'albero
di

delle eresie

immaginato dall'autore gioverebbe assai


crederei
di

come segno
--

ritrovo;

ma

sciupare

il

nuovo materiale
competent!,

qualunque

esso sia, preoccupando altri davvero

e particolarmente

due, che conoscono a fondo la storia delle eresie primitive.

DE SANCTA ECCLESIA.

95

xai

aa'pTupo?

*3

U^

x TOJV
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1.
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TCOV

7i:iTx07rojv (7i\ oux av IxaXoOvTO aip(Ti?, duo TOO aipEtaOai TI i'o\ov xa\ TOUTCO ^axoaipE^Ei? yap xxAY]VTai

TOUTCOV

-,

A-~\

"

'"i

,~,.

'"i'i'^ 1 /-

'

7Tpiyypa[jt,a.vai, c'vOa foyua^v o iiapoXo? TrXav^aai Tiva; oia

Eph. 4s.
/.sv

10

Cf'r.

Ps. Athan.

Qwaest

in N. T.

KupiXxou. X^. Aii

ia

TO

-/.e/ujxsv/i

zavTa? ef/cas'ifjai " Ps. 18 4. iwap/ei.


XTI'.

xaoix*)
Mai.
1
11.

s
17

in xaAou
Es. 49
21

TOU

x,Tu.o'j
:

12

o.

Ps. Athan.
TI

'Kp<oT7)7i<;

FIoQev

Xe'ycT7.i

atpsatc; 'Awo/t.

'Awb

TOU

xtpcTaOat

t^iov

xai TOUTO iax.o>.0'j8stv.

8
12

z<m om.
1

S.

iraoaXapsuaa
xat
ei;
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in rasura, S.
TV;I;
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^'JN - SIOTI

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S.

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23

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A:

aiseaiei; S.

O-JTE

-aXr/ ^1: aXX' ouoi S.

22 - ?<

aXX

xaxoTsy^'.a?

om. S

wzpi^s^pap.u.E-<ai scripsi:

vot .IS.

VIII. -

ANTHIMI NICOMKDIKNS1S

KIMSCOl'l

KT MARTYRIS

sOzv

sOot xaOoXixa\ xxXy)V7ai


4.

ai

Trap
iro'OcV

auTtov
xa\

xxXY]Tiat.
TI'VCGV

OOxoOv avayxaTov
01

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uapa

Ta;.

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ia;

aipTixo\ Tiapd aipTixcov xaTY]V)(OY)a-av


'0o;

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aipETixoT? id aXXVjXcov u^mpitaOai xa\


(Ji^acrxaXoi

icpoaeljeupftntecv

5.

xa\ TcpcoTov

aOyoOvT^ avat ixv ejuy^wpi^<Tei OEOU Sa55oux


xaivc-pa
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aXXrjXojv.

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6.

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32 V

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29
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* 6 - 30

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38 - 39

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5.

14

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47

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DE SANCTA ECCLESIA.
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G'J7pov (Jov UTTO ira7po? Yeyevy)06ai, or O'.ca/Osi; UTTO 'Ep;jioO 700 aO-oT? \77pto;
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IT

Y) [X

V.O V

54

Herm. Trismeg.
ed. Brandt.
c9 58

ed.

Patricius

p.

51
59

cfr.

Lactant. Divin.
11.

instit.

IV 6
p.

lo.

1. is,

is. is.

Herm., Lact.

cc.

* Tim.

68 C.
51

Tim.

p.

52 E.
Oiri

;Tfi

alh'msv

.S',

scilicet
52 - 53

irpoa'.wv.s

*.

ToO w.

.S-

52

Auripts;

in

6'
:

" huntiOUTB; S.

ditale quasi

deletum
om.
S.

".
r>1

sTrtjcXTift.

ow
63

5.

53

cpaaxei ,4; Xs-^ji S.


lin.
r>8

IUTW;
(?'!*)

A
S.

NO a/, y.ovo-f. S,
62
r>

m. suppl. supra
5vT-j6eN
-

TTpoaepp-JK

S.

w
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:

xaX-

A: A:
;;.*u
(?)

xaXi? TS
Xs-^et

S.
8r,

om.

S.

o.?yr.i

om.

5.

M
67

s-ypacpev

OUTW

S.
*8

al.

m.: 8ii ? S*.


5,
al.

wavra: a
69 EV -

ad</. A.

STiu-ioup^oi;

S8

Sa

(?)

-yoi;

S*.

a-jTOp^T,

m.
tn

a-jTwv sic

A: xaO

auri S.

7*

irotouv

A2

Xs-yu j-rrswra: wot tiv

om.
?

&

sw om.

S.
(?)

70 xar'

A*, aXXoTroitw

&
7

cotn-

plures errores, qui heic occurrunt, inemendatos relinquo.

08

VIII. -

ANTHIMI NICOMEDIENSIS EPISCOPI ET MARTYRIS ETC.


a-Tia
7f,:

14.

TaCiTa
op Of,;
fj

-Aavr,;

a-j-ol;

yyovv.

o'i

ar,
3 o
(

-poit't

YOVT;

Tf,;
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0oa,3cia;

?ir7ov.

TioOcv

xai TO

uXrj T
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7107':

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TOV

TOO

OcoO Xdyov
*

aTic^VjvxvTo

oO/\

xat TOVTO Trapa TOO TpifffieYtarou aaOov-s;; 15. O-JTO; yap u.-a TOV E I <T (X 6 a T o v -pcoTOv Oiov ~pt ToO os'JTc'po'j Xc'ytov O'JTio; &PY) ~ a VT a u. v - o o v v o o u. v o v x v o u ao a 6 v ; T: a
.
'3

6'

/t. o-jai jJouXy] O'VTO; 6 a T 6 v 6 IT a p ^ aaT i xat p


a7i(TcpaX-r](Tav
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X
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TfjC

aXr]OoO; yv(6a-to;

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16. TouTot; wpOff^ovTe? xaxw; xat llXaTcovo; xa't 'lip^ou T

civat aaOr]Ta\ r, XptTToO xat TWV a7roa":6Acov 'ApuiTOT^XouC aOyoOvTc; cua t'T t o v uiov Xoyov, f^v xat a'JToO. 17. TO ok

^UTpov
co

Tpav

apyf,v
5;
t

vvou.txaTtv,
irpo;

JXa{3ov

7:apa

'AtceXXfj
N

TOO

u.aO'/]ToO
c'cpri'

33

Mapxtcovo;,

aTaataaa;
apx
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TOV

iauTou
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otoaTxaXov ap/ a
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OUTCO;
'

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co

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7iorr]7

0UTpav
U.Y]

TO irv0|jLa TO

j:lXaa (p-r]tjt.oOTt

ap/'/jv. 18. iraXtv TOUTO 7rpocrxuvt<j6at

XyovT; [AY)O ff^eaOai, oouXov yap TOUTO xat 6ittjp^TYjv ctvat a xaXoO<if xa\ TOUTO TO aOov ^dyaa Tiapa Ao(TtOou TOU
Tdiv
95

Sa^^ouxatwv Xa^6vT&;
19.
'I'TTt'ov

t;

TOV TY); aOcta; {3u06v a


OTt a[xa

^l xat TOUTO,

TW

avaytopfjorat

Ttva;

TTaot

ataaavTa;
po;

Trpo; Tyjv

xxXr,atav xa\ TO airoaToXtxov x^puytxa,


xa't

00co;

auTwv 7rXavYjOVT;
xat

TO ovoaa TOO airoa^iTavTo; atp<rtap^ou


ovoijt-a

a7roXTavT; TO

Tf);

avaOp^au.'vTp auTou; ay^a;

80

Locum
553
V .

in edd.

fragm. in Lact.

IV

:*,

nondura inveni. Quod ad 77povvooufx. spectat, cfr. atque alterum in Cyrill. Alex, contra lul. I (P. G.
87

LXXVI
"6-77
81

TOV 7rposyvo)7y.evov Osov).

Cfr. supra p. 88 not. 2.

y 1r6aov

Qm
S2

77

wo

ft

EV

4;

& v

5
oe -

78

irpoatwoouix^SN
apx7)v
e
,

86.87

JT

S g
6iu

s/.i 89 EtNat

pouXr.e.

84 - 86

KUTO-J

om.

5.

86

Sv

S2

>iv

S*?
TS
Sd

Xs-yuN

S.

o-js

om
S.
9<

A.

9 - 91

a-]ftov

7rvei>f.a ;A^

Trpooxo-*. S.

92 - 93 sivai

airoxa eoau. in

waXu S; m. al.
!

wpoox-jv.

A:

airoxa restauraoit.

xat

T. - Asat6ti'j

.1: TJ^TO

6i

wapA 0so8oa?
<J5 - 99

Xa^ovTE? A:

fortasse, ut supra lin. 19-

37

etc.).

om.

S.

IX.

Un

foglio dell'Ilario papiraceo di Vienna.

di S.

Proprio in tempo che se ne possa far uso neU'edizione in corso Ilario, m' e venuto sotto mano un frammento di codice anticonservato egualmente iieU'alnia Roma,

chissimo di poco posteriore all'altro celeberrimo dell'opera de Trinitate,


fi

un

foglio appena,

ma

di

non lieve pregio, perche rende meno incompleto un codice

importantissimo per la storia del testo del Santo, e parimenti della


paleografia.

Naturalmente non sono


che

in

grado e non debbo preoccupare


rimanente e insieme
degli

colui,
altri

possedendo

le

collazioni

del

codici antichi d' Ilario,


lita

puo solo esser competente giudice della quaed assegnare


il

del testo, e riconoscere

posto che

gli

spetta nella

tradizione.

Pero, siccome non riuscira sgradita una riproduzione foto-

tipica del foglio, quale nel


cosi

mi

fo
il

ardito di

Corpus Viennese non sarebbe possibile dare, accompagnarla con alcune poche osservazioni,

lasciando

resto a chi di ragione.

non registrato in catalogo, si conserva gelosamente custodito fra vetri un papiro latino alquanto danneggiato (specialmente ai margini superiore ed interno), che preNella Biblioteca Barberiniana,

sentemente misura

mm. 280

199

all'incirca

'.

fi

scritto a

pagina

piena di 31/33 linee in una semionciale assai bella e ben mantenuta,

V.

la

descrizione della parte conservata a Vienna, in


II,

The Palaeo-

</r<iphical Society
il

31. Nel Viennese

margine, concordando bensi

la larghezza,

sembra stato ritagliato alquanto ma non 1'altezza, che e rainore

di circa 5

mm.

10()

IX. -

UN FOGLIO
si

non ostante che la carta papiracea

prestasse

men bene
la
si

della fine

membrana
qualche

alia

perfezione
o

calligrafica.

Qua

puo osservare
resa necessaria

ritocco

qualche

dilatazione d' inchiostro


vegetale.

dalla condizione della fibra

maggiori delle rimanenti, sporgono interamente fuori della colonna. La scrittura continua e rotta soltanto da qualche interpunzione rarissima per semplice puuto a
lettere iniziali, alquanto

Le rare

meta
sia

ovvero da un breve spazio lasciato, sia a meta, piu frequentemente in fine di linea. Nessuna distinzione di scritdelle lettere,
i

tura o d'altro per

passi
si

biblici \

Nessuna traccia

di

titoletti

in

capo alle pagine, e

che al principle e alia fine dei quaternion! la

dovremmo

attendere, se

mai
il

ci

fu

Pero non oso risolutamente negarlo,


in confronto dell' inferiore.
i

essendo assai ritagliato

margine superiore
sono assai

Compendi

punto in q. u corsivo in b
per
wi,

= que; una = bus; un


n per

e legature

pochi e

solid.

D's,

dns;

il

specie d'accento circonflesso, direi quasi un

somigliante segno con punto al di sotto

che e la piu frequente abbreviazione in fine di linea, e occorre

invece rarissimamente al mezzo.


forte abbreviazione

Ho

voluto segnalare a parte la piu


3
,

noster

abbreviazione che trovasi eziandio

nel coetaneo codice Lionese di S. Ilario in Psalmos

mentre nel de
nostrum
e
4
.

Trinitate del Capitolo di S. Pietro sta un'altra simile

nm

Di legature
a dire.

in

una scrittura semionciale continua non


forma particolare
delle lettere.

molto

cosi della

Basta uno sguardo

alia fotografia.

Nella parte Viennese le citazioni si dicono indicate con una punta (>) od obelo nel margine. Pero nelle due pagine fotografate, che ho sott'occhio, il segno manca.
2

Invece nel frammento

di trattato

contenuto nei

ff.

97-101 del cod.

Viennese e pubblicato dal Denis nel suo catalogo II, pars I, 1103-1110 in capo d'oghi foglio sta scritto di prima mano (cf. p. 102 not. 1), Contra Arrianos Cosi ne avvertiva il ch P. CL. .BLUME con sua let.

tera 11/VII, 1900.


3

Cfr. A.

ZINGERLE Der Hilarius

Sitzungsberichte
4

CXXVIII
la

Per comporre
1'

Codex von Lyon p. 2 [Wiener (1893), Abhandlung]. presente nota, ho esaminato un poco questo notis-

simo codice,
accessibile.

unico

antichissimo

di

s.

Ilario

de Trinitate a

me

ora

DELL'ILARIO DI VIENNA.
Correzioni
di

101

prima mano o a perfezionare una lettera male riuscita o a togliere un errore scorso o a restituire 1'ordine delle
parole
tile),
si

possono

osservare
1.

a linee

24,

39-40

(correzione

inu-

48, 53. Al
r
:

fine,

64, v'e tutta una mezza linea riprovata col

soliti
f.

pimtini al di sopra, [come nel Viennese alia linea 2 e 3 del


cfr.

37

tav.

III].

Niente
antichissimo

di straordinario

nemmeno

nell'ortografia conforme all'uso

per quae

lin.

Scambi, come aput, adque per atque, que 58, iuuentis in vece di itibentis, sono troppo comuni,
migliore.
lo

perche se ne abbia a ragionare. Migliore e


scritto
ivi

^straJiel di

1.

33,

nel

cod.

di

S.

Pietro

isrl.

Ai margini sono a notare


xxui e
q.

della stessa

prima mano un numero


tre

uii,

e di

seconda

mano mano

corsiva

note docuit d(e\\)m

esse filium,

uicisti, q(n)o.

faciamus homin(em)

et fecit
f.

deus homin(em),

e poi quasi illegibile d'una terza

in alto del

ardu.

arduum (?),
scendere

e d'una quarta al fondo in capitali

AEDVVM.

La prima e la seconda mano, mi pare non possano dopo il VI secolo.


* #
*

Gia per questa remota


latini
scritti in

eta,

e per la rarita

somma

di
il

papiri
foglio

semionciale (ordinariamente sono in corsiva)

barberiniano, anche se unico, sarebbe stato di grande pregio paleografico; ma non lo avrebbe minore per il contenuto, sia pure che il suo testo si trovasse men buono dell' aspettativa cui I'antichita
,

di

per se suole eccitare.


del

Perocche non solamente del


nelP antichita e lungo
i

testo,

ma

della

storia

testo

stesso

secoli

posteriori e

mestieri tener conto; ed in cio anche un lacero avanzo giova moltissimo. Forse certe stranezze della tradizione posteriore, che a

primo

aspctto facilmente

si

disprezzerebbero quasi inconsulte, isolate novita,

avrebbe potuto

il

futuro editore dichiarare e convenientemente valu-

tare colle singolarita del nostro.


II

foglio contiene dell'opera de Trinitate parte dei cc.


(ed.

16 e 17
B).

del
fi

1.

IV

Veron. II 83

C - 85 A;

P.

L.

109

- 110

notevole che simile tratto cadeva

nell'

ultimo foglio del

quater-

nione VII, preoisamcnto como nol codico del Capitolo di S. Pietro,

102
con dift'eren/a
di

IX. -

UN FOGLIO
appena.

qnattro

liiu'e

Da

cio appuro,
giii
il

die

il

numoro

del fogli ne' due codici


fin
s*e

doveva essere su per


il

medesimo, ahiieno
il

quando dnrava comune


contenne
1'

contennto; e che quindi

barberino,

intero de Trinitate, dovette anch'esso constare di 36 qua;

ternioni e qualche foglio

e va dicendo ed accrescendo proporzionalsolite

mente, se pure ebbe


stantium
II
]
.

le

appendici de Synodis e contra Con-

puo giudicare dalle poche note critiche del Maurini e del Maffei, va spesso da solo, e piu si scosta dal vulgato che non il codice del Capitolo di S. Pietro, col quale ha
testo,

per quanto

si

parecchie lezioni comuni.

o per mala lettura della nota (cosi forse o

Alcune lezioni sue proprie sono corrotte 2 autem per ergo a 1. 9)

per distrazione

del

copista (patrique ?
tali

22

esset

47

cfr.

anche

50. 64) e fors' anche eran gia


alia

nell'archetipo e vennero nel nostro

meglio racconciate. Di quest' ultima maniera e probabilmente a


soli

credere quello strano

qui autem audebis 24, corretto colle trat-

tine soprascritte in qui

autem

soli a.

3
,

mentre

la lezfone giusta e si

Essendo

il

Barberiniano e

fogli

di

Vienna,
altresi

avanti, proprio

d'uno stesso codice, resta

parleremo piu da determinare - ove

di cui

- in pur sia possibile, studiando la composizione del ms. quale relazione e distanza stia col de Trinitate quel trattato mutilo contra Arrianos, scritto in fine dalla stessa mano secondo il Denis, e da lui rivendicato

ad Ilario non senza dubbi


p. 458,

d'altri (cfr.

Punico che

io

abbia vis to

FESSLER, Instil. Patrol. I, 1 ed. 1850, parlarne non lo ricorda nemmeno LOOPS
:

nella Eealencyklop. f. prot.

Theol.

u. Kirche,

3 ed.,

VIII

66).

Questa

confutazione dialettica, purtroppo non riprodotta dal MIGNE, meriterebbe d'essere bene studiata, non fosse altro per la lingua. Ivi si notano voci

come queste: abusive, paternitas... abusiva, paternae nuncupationis usus, adsumptrix. tertium cessat (manca, non si da una terza ipotesi), ecc. Di absque per praeter, a col. 1105-1106 v'e tutta una serie d'esempi (a cominciare da un biblico, Exod. 20 3 non erunt tibi dii alii absque me), esempi con glossa da aggiungere al novello Thesaurus linguae latinae: ille sine dubio absque deo, idest praeter deum, ... absque ipso vel praeter ipsum ... 2 Cfr. anche 1. 57, dove uidelicet leggono il Barber, e la vulg., e
scilicet
3 il

cod. di S. Pietro.

Cosi credo, essendo assurdo autem qui soli. Si noti che 1'errore suppone un altro ordine delle parole, cioe si loqui autem, e lo scambio
delle vocali nelle

due

sillabe

.si

loqui

DEU/1LARIO

DI VIENNA.
a.

103
possit.

autem
oportet.

loqui

audebis: e parirnenti ambigi posse oporteat per


in
s'
'

Pero siccome
o concorda
di
S.

altre lezioni, specialmente nell'ordine delle

parole,

avvicina

da
che

solo

con

1'

ottimo codice del


questo,

Capitolo
1'

Pietro

appare

tanto

per
il

come per
delle

ordinaria lontananza dalla recensione


di

comnne
quello
e

frammento giova
testimonio

molto e a conferma delle lezioni

notevoli discrepanze gia sorte e correnti nel secolo VI, avanti che
la

vulgata odierna predominasse e restasse sola.

ho gia parLito anche piu del mio dovere... e sapere". Notiamo ancora due particolarita esteriori, che possono giovare
del testo

anch'esse a caratterizzare 1'edizione.


II
il

foglio

ha

in

raargine
capitolo.

il

numero d'un nuovo

numero xxui, che senza fallo e Anche nel ms. di S. Pietro, che
al

pero non presenta mai simile numerazione

margine, con un' iniziale

il

maggiore del solito in Cum igitur lin. 43, sembra indicarsi abbastanza principio d'un nuovo capo o peculiare argomento.

Non
tica

era facile decidere senza 1'aiuto d'altro codice fornito d'iden-

numerazione o d'una capitulatio corrispondente, se i 26 capitoli fossero contati dal principio del 1. IV, ovvero dell'opera medesima.

Nemmeno
e

la

seconda ipotesi

pareva

impossibile,
libri
es.

riscontrandosi in

alcune edizioni e mss. di opere divise in molti

una numerazione
nei tre libri de

una

capitulatio

progressiva

unica (come ad

Spiritu sancto
e perfino per
i

d'Ambrogio, nella Regula pastoralis di Gregorio M., libri de viris inlustribus di Girolamo e di Gennadio,

computati come un solo), ed il libro I, come prefazione generate con brevissimo sommario dell' opera potendo essere stato omesso nella capitulatio, e quindi non computato nella corrispondente nume, '

[Ma il f. precedente di Vienna, in cui compaiono almeno tre numeri XXI. XXII. XXIII, esclude affatto questa ipotesi, e mostra,
razione.

che due numeri


1

XXIV e XXV sono


1.

caduti col margine del nostro

r
f.

27 omnia per BUM facia, sunt lo. 1 2 invece di ... per ipsum, come hanno gli altri codici colla Bibbia volgata, c come hanno che lo stesso cod. Barber, e di S. Pietro a 1. 4. Simile cambiamento
Notevole a
,

s'attiene

al

modo
tutti

di

citare
lin.

la

Bibbia

seguito da Ilario,

si

osserva in
avanti

IUSSIT

et

facia sunt di

40, presentato
dixit...

da

tutti
f
-

codici,

men tre

ripetutamente

presentano

(Ps. 148

).

104

IX. -

UN FOGLIO

Al parmi
si

iiuiiuTo xxut

n corrisponde di 2

mano una nota

corsiva che

debba supplire a un dipresso cosi: quo <modo accipiatur?) faciamus hominem et fecit deus hominem '. Sarebbe questo il lemma del capo 26 ? Per mala ventura il lemma precedente (docuit deum
probabilmente mutilo, come cominciato nel foglio avanti, non risulta accompagnato anch' esso dal numero, che la pure poteva
esse filium)

trovarsi [e di fatti

s'

e trovato].

Ove entrambe

le

note

realmente

corrispondano a un proprio numero, allora credo sia difficile concepirle

altrimenti

che lemmi o capitula, sebbene aggiunti in corsivo

dal correttore, appunto


e note furono aggiunte

come

nel

cod.

di

S.

Pietro parecchi segni


in

da colui, che in lettere corsive appose


il

calce ad ogni quaternione contuli, cioe

correttore.

Questa

seconda

particolarita

numero

del capo apposto al

lemmi assieme a quella del margine costituisce un tratto abbastanza


dei
1.

notevole della
II

fisonomia del codice papiraceo del

de Trinitate

2
.

cod. di S. Pietro

non ha nessun numero

de' capi,

e nessun
f.

a principio almeno. Dico a principio almeno, perche dal


poi

lemma, V 159 in

ricorrono

di

mano

del

correttore
f.

antichissimo

notabilia, che

sembrano veri
in

capitula.

Ad

es.

159
V

quid

sit

plenitudo diuinitatis

xpo corporaliter inhabitare; 20 2 quid sentiat de anima; 204 v quomodo de passione xpi sentiat; 209 ea/pOicatur ?)> tristis est anima

mea usque ad
tica

mortem...

246 quid

sit

trader e

regnum

patri,

246 V de
d'

transformation corporis xpi ecc.

ecc. Quest!

sarebbero avanzi

un' an-

capitulatio, come probabilmente nel nostro papiro? Non oso decidere menomamente: tuttavia non parmi fortuito e affatto insi-

in initio

il

del cod. di S. Pietro quomodo sapientia creatus accipiatur (!). 2 Nei cinque fogli del cit. trattato contra Arrianos, come ne avverte P. BLDME, non compaiono nuraeri di capitoli (e purtroppo, credo, nemf.
:

Cfr. la nota al

270 V

uiarum

dfii

meno di quaternioni), ma bensi i due lemmi d'eguale (?) mano: Angelas non V colendos 97 non unius singularitate personae sed unius singularitate substantiae. E notevolissimo questo lemma ricordante le parole del prefazio
,

eucaristico gia presentato dal Sacramentario Grelasiano (ed. Wilson 129) e tuttora cantato nella festa della SS. Trinita e nelle domeniche com-

muni: non in unius singularitate personae sed in unius


stantiae.

trinitate sub-

DELI/ILARIO DI VIENNA.
gnificante

105

trovare

in

tine

al

codice del Capitolo di S. Pietro una

serie di notabilia simili a quelli che presenta nella

prima meta

del

de Trinitate

il

papiro barberiniano.
indifferente;
il

La
da un

cosa pare
si

ma

se invece d' un notalnle scritto


del
c.

lettore,

conservasse

lemma

26 aggiunto aliunde

dal correttore o recensore, quella pretesa interpolazione indicata dai

Maurini Et rursum Et
ilium, sulla fede
il

fecit

Deus hominem ; ad imaginem Dei

fecit

codice di S.

d'un solo codice die I'omette, mentre 1'hanno e Pietro e il nostro e gli altri, riceverebbe una nuova
fin

attestazioue dal lemma, che la cita espressamente.

Nel discorso
1.

qui abbiamo lasciato da parte la nota uicisti a

33, apostrofe d'un ammiratore al Santo, la quale non ha niente da

fare con un
o-ini

lemma,
vuole

ad cui risponde forse


attribuire

VArduum
la

scritto ne'

mar-

superiore ed inferiore. Se pero qualcuno per questa particolaalle

rissima nota

rimanenti

stessa

particolare

natura

di

puri notabilia, lo faccia. Sara tuttavia prudente per tutti

attendere su questo punto la pubblicazione dei dati degli altri codici,

compreso

il

Viennese, raccolti dal nuovo editore.

La precedente nota
dal Denis
Society,

era

gia

scritta

quando

osservando

il

facsimile e la descrizione d'un codice Viennese del de Trinitate date


*,

e meglio poi

il

facsimile fotografico della Palaeograpliical


il

mi persuasi d'aver ritrovato


foglio
2
,

codice stesso, da cui fu stac-

cato
C.
al

il

barberiniano.
dal
di

fi

il

50 a

assegnato
Soc.,

Denis

al

Viennese palatino 2160*, Theol. IV-V secolo, e dubitativamente


totus

VI

nella Pal.

101

fogli di papiro, exaratus...

Qua-

tcniionibus pafjina cuiusque


(sic
!)

Quaternionis ultima
est

numerum
lineis

sequentis

ad or am inferam indicente; exaratus


1

longis rarius

Codd. mss.
ss.

theol. bibl. palat.

vindob. lat\ni ecc. II pars

I,

n.

CCCCLV,

coll.

1096
2

Cfr. Tabulae codd.

manu

scriptorum ecc. II (1868)

p. 19. II

WAT-

TENBACH Das
a dirlo

Non

si

Schriftwesen im Mittelalter 3 Aufl. (1896) p. 105 continua del 4 secolo, come 1'aveva gia detto del 1875 nella 2* ed. p. 86. tratta quindi d'un errore di stampa, come avevo sospettato.

106

IX. -

UN FOOLIO
(aggiungo dal facsimile), con-

numcrnm

p<i(/iiutthn wi'dent'ibus. e

nente in ciascuna linea una trentina di lettere circa, appunto come


il

foglio barberino.

Quod iam Textum ipsum adtind, praeter menda

*rrijitr'ui.

quar tamen a
alt

manu

aeque retusta passim correcta suut.

quantum
/;/

Editis discedat, Initimn L. VI. specimini sit: seguono


il

poche varianti e una diatriba contro

Germon:

Marginibus offendes

Summariola,
(cfr.
il il

1101): Observatitinculas, Monita


(col.

e poi

caute legendi, quae citat


admirabiliter,

Arriauorum Hilarius,
nostro
e

Adplausus:

inuicte,

optime

etc.

uicisti).

La
attestava
e d'

descrizione

insomma
il

facsimile del Denis, sebbene imil

perfetti, e piu clie


1'

tutto,

facsimile della Palaeogr. Society,

quale

identita di

mano

e di condizione del foglio barberiniano

uno Viennese, ci potevano bastare a dar come sicura la pertinenza di quello al codice di Dulcizio. A levare tuttavia ogni dubbio,
il

nostro Prefetto ch. P. Ehrle ben volentieri acconsenti, anzi per


del ch.
il

mezzo

P.

Cl.

Blume procuro, che


37).

del ms.

Viennese mi
'

si
il

fotografasse

foglio penultimo verso del quat.

VII (ora

f.

29)

primo recto
barberino

dell'
si

VIII
trovo

(f.

La prova non poteva


il

riuscir meglio.
il

In quel foglio

il

principio della parola con cui comincia


e
nell' altro

(euange)listam,,
si

seguito

della

proposizione

con cui questo

arrestava.

suadersi di per

Sarebbe vano spendere piu oltre parole. Ogni lettore puo perse, osservando le fototipie a questo fascicoletto
nell'

soggiunte

iutento non tanto di

provare

1'

identita

quanto di

far viemeglio
onciale.

conoscere un esemplare cosi bello di scrittura semiall'

Forse

occbio

comparsa
la

piu

grade vole

avrebbe
Viennese

fatto,

come meglio conservata,

facciata

precedente del
;

dove

stanno tre numeri di capitoli e un sommario

ma

le altre tre

facciate

ancora legato

non spiegazione della cosa il P. BLUME osserva che il codice avanti p. 109 n. 3] e gia mancante del f. ultimo [cfr. pero piu

dell'attuale quaternione quarto

venne

afFatto

mano
fogli:

Questa paginatura fu cosi che ora al f. 29 segue il 37


posteriore.

lasciata
.

malamente paginate da una anche dopo riordinati i

1'antico quaternione uii, almeno tre quaternioni,

appare per non dire

essere

Essendo ora divenuto quarto caduti nel Viennese a principio de' fogli forse qua e la mancati

ne' fascicoli superstiti.

DELL'ILARIO DI VIENNA.
liauno
11

107

il

vantaggio di presentare inoltre

la

segnatura del quaternione,

n paio di correzioni, un adplausus e una nota di terza mano. Si


coll'

sarebbe potuto eziaridio


le osservazioni

aiuto delle fotografie viennesi allargare


;

sulla natura del testo

ma

con qual pro rifare cio che

probabilissimamente a Vienna sara gia stato con maggiore competenza fatto?


II

codice di Vienna, non ostante


nella Pal.

1'

esatta riproduzione e datanel

zione fattane

Soc.

continua a passare
dubito, a torto
'.

Wattenbach

come
il

del secolo

IV /V, non ne
del
di
sec.

Basta confrontare

codice Viennese col solo cod. del Capitolo di S. Pietro pur esso

in

semionciale

VI

incipiente,

per

rilevare

in

quello un

aspetto

generate
1'

antichita

alquanto

minore.

Si noti particolar-

mente

abbreviazione della parola dominus, che non e gia quella

dei codici del

IV /V

secolo (DOM),

ma

1'ordinaria del

tempo poste-

riore (dn.).

Forse

influira

ancora su certi animi


il

che pare abbia determinato


il

dubbiosa identificazione, Denis a giudicare di cotanta antichita


la

codice Viennese.
fine

Dulcitius Aquini
II

legebam
Dulcizio
,

e
il

notato

in

corsiva

alia

dei
le

libri

e III.

Questo

correttore

cui

debbonsi

note marginali in corsiva, e dal Denis posto in Seculi


ut character
,

IV

et

confinio,

manus

eius

docet,

e identificato in

col

Dulcizio

notaio e tribuno
le

mandate da Onorio imp.


i

Africa per
amicizia di

applicare
S.

leggi

contro

Donatisti

ed onorato
(la

dell'
il

Agostino, che

gli indirizzo

una lettera
3
.

204),
i

libro de octo
libri

Duldtii quaestionibus, e scrisse a sua istigazione

due

contra

Gaudentium Donatistarum episcopum Aquino o come cittadino aut muneris


1

Dulcizio

sarebbe stato

ad

secessusve causa.

Anche G. MARINI,

/ papiri diplomatici, p.

xvm, bench& piegando


:

ma il saggio il Denis che ci presenta della conformazione delle di lui letter e maiuscole e minuscole insieme (vuol dire la semionciale), quali si osservano nelle pandette jiorenline, nel Cicerone della Basilica Vaticana, ed in assai altri Codici
piuttosto ad un eccesso contrario, osservava contro
de' Secoli

VIII

IX, non

parmi

ci

possa portare col pensiere ad una

si

rimota antichita.
2

ricorre

DENIS 1101-1102: cfr. DE VIT Onomasticon II 678. DE VIT II 677 Frequentissimo in nsu apud Christianos. Talora anche la forma Dulcidius.

IDS

IX.

UN FOGLIO

Che
riporti

il

caratU'iv corsivo della sua iiiano proprio e pivcisamente

a cavalierc del sec. IV-V, sarebbe

temerita asserirlo

nello

stato delle nostre conoscenze paleografiche,

mano
dell'
1'

potesse risalire a tanto.


cristiana

antichita
di S.

non

si

anche quando la prima Che poi tra i numerosi Dulcizii possa sceglier nessun altro se non
'

amico

Agostino, uomo
legeret
,

dedito agli studi sacri, ut qui Hila-

rium de Trinitate

et

non uno

loco, praecipue

in prindpio

eorum quae supersunt, notaret, anche questo chi oserebbe asserirlo? Laonde non resta se non il criterio paleografico, che ci riporta
al

massimo, sullo scorcio del V. Checche sia, quella nota rimane sempre di grande importanza, sia perche si aggiunge alle altre attestanti un rifiorimento di studi 2 nella Media e Bassa Italia al sec. VI sia perche nel Viennese
secolo,
e,

VI

al

ci
il

manifesta un codice probabilissimamente italiano (come forse anche

Veronese) del de Trinitate di


di S.

S.

Ilario.

tolo

Pietro

fu

al

principio
il

del

mentre quello del Capisec. VI scritto, o almeno

emendato
italiani,

in Cagliari.

Se

codice Viennese rialzi la fama dei codici

lo

dira

il

futuro editore.

Nel
fine

sec.

VI

il

codice era letto in Aquino da un Dulcizio.


d' Italia

Alia

del

XVIII passava
transierat,

nella

Palatina

di

Vienna

quern

Vir noMissimus,
hereditate

Familiae caput, ad quam olim ex Italia

adlatus
vero in

Hero suo Atigusto nuper


il

obtulit;

is

Bibliotheca sua Palatina condi iussit, cosi


reticenza.

Denis con una notevole

Vienna

forse

si

riuscira

a sapere, chi fu quel

Vir

Si potrebbe forse opporre eziandio lo stato del testo nel Viennese, die presenta talune notevoli corruzioni richiedenti un certo lasso di tempo e una serie di trascrizioni ma 1'obiezione e meno che stringente.
:

Cfr. in
il

TEUFFEL-SCHWABE Gesch.
cit.)

d.

Rom. Literatur
del

II

477, 11
Victor...
:

(non ho

Reifferscheid ivi

le

sottoscrizioni

Fuldense:

episcopus Capuae legi... (a. 546), del de Trinitate di s. Agostino in Dijon emendaui... in provincia Campania... (a. 559); dell' Origene di Monte

Cassino:

Donatus... presbyter
(a.

proprium codicem in
tutti

Castello

Lucullano

infirmus legi

509): luoghi

vicini d' Aquino.

DELL'ILARIO DI VIENNA.
nobilissimus fortunate

109

erede del codice.


fatto,

Intanto pero

puo
si

mettere
ritrova

alqnanto sulla via

il

che un foglio di quel codice

ora nella Barberiniana, certamente non istaccato dal Viennese dopo


il

tempo

del Denis,

il

quale conto tanti fogli papiracei (101), quanti

ijl

compilatore

della
1'

Tabulae

codicum

manu

scriptorum

ecc. .stam-

pate nel 1868, e

autore della descrizione nella Palaeogr. Society--

Le voci
1'

-l

certamente esagerate

raccolte

dal

Montfaucon

e dal-

Adler

sugli

ammanchi avvenuti

nella Barberina
?

potrebbero mai
il

mettersi in relazione coll'esodo del papiro

o piuttosto

povero papiro
qualche ante2
,

era gia stato smembrato, e parte passato in

mano

di

nato del vir nobilissimus,


resto chi sa dove fini?

un misero foglio "nella Barberiua

il

Denis avverti tre nomi, che per la storia delle vicende del codice potrebbero servire, e che io riferisco senza sapere

Nel Viennese

il

dichiarare:

Item nomina
9

v.

a.

Biga

9
,

Aldemarius

Bi^a

alibi

51, p. 2. Dompnus herricus Johannes Vrsarens. (col. 1101).


fol.

Avverti pure che nella legatura


secolo

di

seta nera, da lui giudicata del


di

XIV

3
,

era

incollato

un frammento

poema

cavalleresco

francese.

Altri probabilmente riuscira a riconoscere quei cognomi, forse

Bizarri,

d'

Orsara

che
d'

possono

essere
in

benissimo

d' italiani.

Ma

quanto
la

al

supposto

una dimora

presenza un tempo di quei


,

fogli

di

Francia del codice, credo, che riguardo non basti a legitdi

timarlo

attesa la ditfusione

grande in Italia

simili

romanzi e

poemi francesi, ed atteso eziandio, che codici

probabilissiinamente

Cfr.

BLUME her

ROSTELL Beschreibnng 2 II ch. Can. Pieralisi, che mi ha obbligato con ogni sorta di gentilezze e di facilitazioni, ricorda d'aver trovato una volta cenno di un foglio della Hne del papiraceo, probabilissimaraente il nostro, in un inventario see. XVII o del principio del XVIII. Sarebbe davvero interessante conod.

italicum III 133-134; PLATNER-BUNSEN-GERHARDStadt Rom III 2 (1838) 438.

scfiro
:{

il

tenore preciso di questo cenno. Forse questa legatura se n' e ita, allorche
al
n.

il

codice fu

diviso in
dalle

due, e 1'uno posto

2160* e

1'altro al n. 903,

come appare
si

Tabulae

citate I

154-155 (dove per errore di stampa

rimanda a Denis
antica.

forse II, CCCCLIV) e II, 19. L'eta della legatura era

meno

110

IX.

UN FOGLIO
tuttora
difesi

nun

usciti

mai

d' Italia
'.

si

ritrovano

da avanzi

di

inauoscritti francesi

gia

XV

Cosi, per es., alia Glosa super Psalterium, contenuta nel cod. 91), " Zeno inss. 27, del Capitolo di Pistoia (coll'antico ex libris
"),

pair onus

servono da riguardo 4

fogli d'
oil.

un romanzo, non guardai

se proprio in lingua d'oc o in lingua d'

Avvertenza a pp. 111-112.

Le
invece
cosi
il

note marginal! corsive sono qui riprodotte in italico. Nel testo carattere italico e riserbato per le lettere cadute afFatto, ovvero
la

monche da divenirne incerta


ci fosse
il

lettura.

Scrivo m, anche laddove

credo
di

tipi adatti

si

compendio, messo un punto

ma

ora non ne veggo traccia. Per


in

mancanza

vece del tratto circonflesso, che sta

per us, e della lineetta trasversale in ^<(uaternio)>.

UELL' ILARIO DI VIENNA.


/z'stam

Ill uer
docuit

dicentem

in principle erat

dm

bum
rat

et uerburn erat aput

dm

et ds e

esse filium

uerbum hoc
si

erat in principle aput

dm omnia
5

quod

per ipsum facta sunt negare uoles a patre dictum

uideri fiat
I'ursurn

firmamentum audies
di

profetam dicentem ipse

xit et facta sunt ipse

mandauit

et

creata sunt
i<>

est

fiat sit

quod autem dictu firmamentum in eo quod pa


et

ter

locutus ostenditur quod aute

adicitur et factum est sic

quod

fecisse ds dicitur in eo persona est


efficientis intellegenda qui faciat
is

dixit

enim

et facta

sunt non utiq

solum uoluit
creata sunt

et fecit

mandauit
ei

et

non quia
se et ea

conplacitu
offi

est- extiterunt ut mediatoris

cium inter
-'o

anda cessaret

quae essent ere dicit ergo fieri ds

ex quo omnia sunt- et facit ds per queomnia eodem patrique nomine et in


dicentis significatione et in efficien
tis
*>

operatione confessio soli qui au tern audebis non de filio dici et fecit
ds ubi erit quod dictum est- omnia per eum facta sunt et illud apostolicum

unus

diis

n ihs

xps per quern omnia

et

illud ipse dixit et facta sunt


30

quod

si

tus dicta conuincunt

inpudentiam tuam haec diuini non adimitur

solum: nella fototipia senabrerebbe solom, ma e vana apparenza prodotta da M Soli... autem: sopra i od u duo trattiuette di prima una screpolatura del papiro.
16

mano

per ristabilire 1'ordine giusto delle parole.

i\

UN FOGLIO DELLILARIO

DI

VIENNA.

ardu.

arduum

(?)

quod ds sit per id quod dictwm audi strahel dws ds tuns unus est cum
dl filio

esl

uicisti
sr>

ab eo ipso qui haec locutus est in ipsa


constitutione

mundi ds
us

fuerit

prae

dicatus et

fill

sed uideamus in

quern profectum distinctio haec iuuew


tis

d! et facientis dl

augeatur

nam

ta

metsi sensus
i"

communis

intellegentiae
est

non

recipiat ut in eo

quod dictum

iussit et facta

suit- solitarius adq significatus esse credatur tamen

idem

ne quid ambigi posse oporteat ea quae raundi creatione consecuta sunt ex


plicari

faciamus homin. & et fecit ds homine


xxui

cum

igitur perfecto

mundo
pt talis

ius incola

formandus esset

de

eo sermo esset et dixit ds faciamus

hominem ad imaginem
nostram et rursum
50

et similitudine~r
fecit ds

e.

homi
dl

Quaero utrumne solum sibi dm locutu T existimes an uero sermonem hunc eins
intellegas
tisse si

nem ad imaginem

et similitudine-

non

sibi

sed

cum

altero exti

55

solum fuisse dices eius ipsius uoce argueris dicentis faciamus hominead imaginem et similitudinem nostraDs enim per legislatorem secundunrin
tellegentiam nostram locutus est uerbis uidelicet quib ipse uti nos uoluit

fio

cognitionem nobis eorum que gessit


inpertiens significato

namq

dl filio

do

per quern facta sunt omnia in eo quod die turn esset et dixit ds fiat firmamentune tamen hie idem rursum ita dictu 7 est
^

ARDVVM
a*- 39

q.

un
1'a,

In tametsi e cancellato

della prima

mauo, e sovra

in fine della liuea

precedente, sembra vedersi un avan/o del compendio di m. existisse. II t e sopra all't prime, cui segue un s cancellato.

53

extitisse corretto
64

da

ne-idem riprovato

con una serie


34

di

punti scritti sopra le lettere e in

fine.

Cfr.

1'anonimo Ariano ed. dal Mai SS. vv. nov.


5I

coll. Ill, 2,

220

ss.

4i

Stille

sorti della parola solitarius cfr.

KUNSTLE Fine Bibliolheh

d.

Symbole

u.

theol.

Tra-

ctate 06-07.

Cfr.

il

trattato contra Arrianos in Denis 1108 ss.

X.
II

carme Damasiano

"

de Davide

"

e la falsa corrispondenza di

Dam as o

e Girolanio

riguardo al Salterio.
Del carme Damasiano su Davide
',

che

il

DELISLE ripubblico una

volta ancora da un manoscritto di Lione,


c'

del sec.

IX

incipiente
il

un

teste

molto piu antico

di tutti gli usati finora, cioe

celebre

Salterio di S. Agostino scritto circa Pa.

Museum. Per buona ventura

il

700 e conservato nel British Thomson nello splendido Catalogue

of Ancient Manuscripts in the British

Museum
Ne

II

(1884) presenta
pro-

nella seconda (13) delle quattro fotografie prese dal Salterio,

prio

il

foglio che contiene

il

nostro carme.

direm'o due parole,

lasciando al sagace editore la cura di trarne tutto 1'utile ond' e capace.

Adunque pur

ivi e la

redazione che compare per prima nei mss.,

sebbene non sia I'originale secondo de Rossi ed Ihm. Comincia

Nunc Damasi
omette
i

monitis aures praebete benignas,


3
.

vv. 2-5 e

s'

arresta al 15

Di lezioni notevoli, oltre populis

Inscript. christ. V. R. II (1888) 449 n. 219; M. IHM Latinae supplementa I (1895) 1-3, cfr. p. xin-xvili. Anthologiae Un manuscrit de I'eglise de Lyon in Notices et extraits des mss.
1

DE

Rossi

XXXV

(1897)

837. 840.

E uno

de' codici

donati dall' arciv. Leidrado

(798-814) ad altare sancti Stephani. 3 Cosi svanisce una delle difficolta mosse dal DE Rossi e

dall'

IHM

p. XVIII, contro la genuinita della redazione; che cioe Damaso fuori del solito porrebbe due volte il suo nome nel medesimo carme, e una volta

proprio
zione.
il

al

principio.
i

mentre

Non eapisco specialmente questa seconda osservacarmi 4. 10. 14. 18 (?). 29. 49 hanno il nome poco dopo
al terzo verso.

principio, al

secondo o

X
v.

- IL

" DE DAVIDE CARME DAMASIANO

"

nel testo ', ricordero due soltanto in 10, che parmi da riceversi cui la nnova corruzione puo forse avvicinare di pin alia lezione pri-

mitiva, gia svanita

(si

direbbe) avanti 1'archetipo


v.

comune

dei mss.

pervenuti a noi.

Nel

5,

dove de Rossi ed Ihra leggono


Christo servire parati,

pectora
persuasi che
del cod.
il

cum renovant

corda d'alcuni codici provenga dall'archetipo guasto


..c.or.,
il

Carolino di Vienna

nostro legge:

Cor quoque cum renovant Christo servare parati.


II

qq pero e di altra
nell'

mano

in rasura,

mentre

COR

e del

primo copista,

che
cod.

archetipo

dovette

avere

COR...

e non ..c.or,
il

come

nel

Carolino. Cio posto, non sarebbe possibile


il

supplemento cor2

pora (appunto come ha

codice 14 d' Angers,


3

s.

IX/X

),

e leggere

Sordibus expositis
corpora

purgant penetralia cordis


Christo servare (?) parati ?

cum renovant

Vale a dire
purgatio
i

acque del battesimo, in quella che rinnovano il corpo, ovvero purpenetrali del cuore pronto a servire Cristo
:

le

gano e insieme rinnovano


per Cristo
il

penetrali

del

cuore pronto a serbare


possidere in sanctifica-

corpo,

cioe pronto a vas

suum
la

tione et honore (1 Thess. 44).


si

Se tale fu

primitiva lezione, allora


corpora,

comprende come

lettori

scandalizzati di quel

che era

ovvio pigliare per complemento di renovant troppo altamente inteso,


1'abbiano

variamente alterato, e per conseguenza mutato altresi in

L'!HM ipreferiseepopulo, riferendosi al v. 16 del carme 2 in S. Paulum Apostolum; ma credo, men bene. Del dottor delle genti e benissimo
1 ;

detto Gentibus ac populis iussus praedicere vera: il popolo d'Israele invece, al quale solo fu Davide dato per re (regemque dicavit), e bene designate al singolare Psallere per citharam populo caelestia regna.
:

Appresso DELISLE
la variante

1.

c.

837

n.

2.

Anche

in alcuni codici dell'

Ihm

compare
3

corpus turn renovant.


S.

Cfr.

appresso

Cipriano

ad Quirin.

Ill 11, ed. Hartel 122. 124,

tanto nel titolo del capo


di

Eph. 422

exponite

priore homine, quanto nella citazione conversations veterem hominem. prioris

exposito

E LA FALSA CORRISPONDENZA DI DAMASO E GIROLAMO ECC.


'

115
1'anti-

servire
tesi

il

servare

divenuto assurdo,

togliendo
2
.

cosi

affatto

e quasi giuoco di parole fra cor e corpus

Nel

v. 5 tanto

guasto nei mss. e restituito dagli editor! cosi


/

ingentem dipeoque gram frustraque minantem


il

impia,

dipeoque iuravi frustra minantem impium con una corruzione, dalla quale io non so cavarmi, ma da cui altri forse potra indovinare la lezione primitiva. E basta riguardo al testo.
Salterio legge
....

Passiamo piuttosto ad osservare, che nel Salterio come nella massima parte degli altri mss., il carme
corrispondente attribuito a
S.

di S.

Agostino,
e
il

di

Damaso
p.

Girolamo

(ed.
si

Ihm

n.

63

66) sono

congiunti alle due lettere apocrife, che

fecero

loro scambiare a
:

proposito della
anzi,

nuova versione, o piuttosto revisione del Salterio ne appaiono come un' appendice, una poscritta, seguendo il
di
di

carme carme
II

Damaso
oret

alia lettera di lui, e

poi

venendo

la

risposta col

Girolamo. In taluni codici la cosa e anche piu manifesta.


in

saluto:

fine

pro nobis beatitudo tua, beatissime papa, e omesso della lettera di Girolamo, e soggiunto invece al carme.

La compagnia poco
sificare
i

allegra, credo

vada ben osservata nel

clas-

codici e nell'indagare 1'origine e la

dubbiosa

dei

carmi.

Infatti,

se

questi

forma primitiva cotanto sono come una poscritta,

un' inclusa delle lettere, Pordine primitivo dovette essere quello del
il loro archetipo comune (se pure ambedue non risalire oltre 1'eta delle lettere falsificate. carmi sono genuini) Converrebbe quindi definir prima 1'eta e 1'origine di queste lettere cosi pregiate in antico da venir incorporate a Salteri anche magni-

Salterio di S. Agostino, e

da Isidoro Mercatore, e realmente interessanti eziandio noi, prima per le tendenze liturgiche ivi manifeste, e poi per la tradizione dei nomi dei traduttori alessandrini affatto diversa
ficentissimi e raccolte

da quella d'Aristea e d'Epifanio de mens.


1

et

pond. 9

3
.

Veramente servire parati ricorre anche nel carme 4, a Praeceptis pulsante metu servire parati. Cfr. WEYMANN Rev. d'Hist. et de Lift. rel. I 592 II ch. M. r L. DUCHESNE opportunamente qui ricorda il notissimo
:

passo di Tertulliano de resurr. 8:

caro
3

ungittir, ut

anima

Caro abluitur, ut consecretur ecc.

anima
cio

emaculetur ;

Su questo punto desidero vivamente intendere

che ne avra

11(5

X. - IL

CARME DAMASIANO

" DE DA VIDE "

Ma

qui sta la ditficolta.


3
,

P. HINSCHIUS

che

le

2 Contro P. COUSTANT \ D. VALLARSI e vollero fabbricate di pianta da Isidore, DIEKAMP

provo faciliuente coll'anteriore Salterio Carolino di Vienna, che esse gia correvauo prima, ed a conferma annoto che il MAASSKN per altra

stino le riporta

Agoun secolo addietro, anzi piu, essendo gia ivi il testo dei carmi e delle lettere in uno stato di corruzione avanzata, che
.

via era giunto alia stessa conclusione

Ora

il

Salterio di S.

domanda una
fi

certa loro circolazione e riproduzione avanti Pa.

700

5
.

egli

possibile risalire a

una data certa

piii

antica? lo credo
tutti
s'

di

si,

e ne diro le ragioni,

quantunque tema che

11011

accor-

deranno con me.

scritto

H. ST.

appendice di H. B. SWETE. L'ed. della lettera

J. THACKERAY nei prolegoineni alia sua ed. d'Aristea. in dell'annunciata Introduction to the Old Testament in Greek

di

Daraaso nello Hinschius e vera-

mancano cinque nomi dopo Diheronium (Hydromum o Hydronium in P. L. XI II 440), forniti nel raolto migliore testo del Salterio di S. Agostino, del Merenda e del Vallarsi. Sono'Pamphilum, Zoamente
difettosa: vi

strem (Zoastitem), Dydymum, Sammum (Sanium), Epiphanhim. Cyatrem poi e divenuto fratrem, e va dicendo.
1

Epistolae P. L.

Romano rum

XXX

Pontif. I 604. 294. Nell'ed. di S. Girolamo

il

Vallarsi aveva accolto

anche
3
4

la raissiva di

Dainaso qui omessa dal Migne. Decretals Pseudo-hidorianae p. 498-499: cfr.


Histor. Jahrbuch

p.

xcvi-xcvn

affatto superfluo, si

(1883) 222. 385. Presentemente, se iion fosse potrebbero altresi agL.iungere il codice di Leidrado, che

IV

ha entrambe

le lettere,
r

appresso DELISLE

1.

c.

836

(cfr.

anche

la fototipia II

dopo
il

p. 838, in cui c e la finale della lettera di

cod. Paris.

richte d.

1451 del sec. VIII cadente (cfr. Wiener Akademie LIV, 1866, p. 175; Gesch.

Damaso MAASSEN
d.

e la risposta),

in Sitzungsbe-

Quellen.

u.

d.

Rechts 416. 614), il cod. Vat. Pal. 187, sec. VIII, provenieute da S. Nazario di Lorsch. che a principio contiene un frammento di Salterio con in capo la lettera di Girolamo ampliata (ed. Vallarsi
1.

Literatur d. canon.

c.),

ecc.

BAUMER
che

Geschichte des Breviers (1895) 139 attribuisce al


la lettera di

Duchesne
tal

1'opinione,
la dice

Girolamo

sia del

VI

sec.; forse

perche Duch.
oserei

usata nella seconda ediz. del L. P. compiuta verso la fine di


cfr.

secolo;

passo dedurre, che Duch. creda la lettera del secolo V.

215.

Dall' altro

nell'

Introd. I p.

xxxiv non

E LA FALSA

CORRISPONDENZA

Dl

DAMASO E GIROLAMO ECC.

117

*
*

Adunque Gregorio M. ha conosciuto

la

risposta di

Girolamo.

Nella celebre lettera a Giovanni vescovo di Siracusa, confutando la taccia d'aver preso dalla Chiesa Costantinopolitana fra 1'altre la consuetudine di dire
del
1'

Alleluia nelle messe fuori della Pentecoste, ossia

tempo Pasquale,
fecistis,

quia

tempora

esce in

did ad missas extra pentecosten queste parole: Nam ut alleluia hie [non]
alleluia

dicer etur, de Hierosolymorum ecclesia ex beati Hieronymi traditione temp ore beatae memoriae Da ma si

papae traditur tractum;

et

ideo magis in hac re illam con-

suetudinem amputavimus, quae hie a Graecis fuerat tradita \ Si noti che egli non nega (come potrebbe taluno credere)
d'avere fatta 1'innovazione
2
,

ossia
1'

non dice

d'aver

trovato nella
:

chiesa Roinana 1'uso di cantar


anzi,
al
;

Alleluia fuori del

tempo pasquale

contrario, ricorda

una diversa consuetudine


1'

dei Greci da lui

toltavi

ma

per giustificare

innovazione

si

appella semplicemente al

tempo

di

dalla Chiesa di

Damaso, Hieronymi Gerusalemme. Or si confront!


alia richiesta di
3

in cui ex beati

traditione 1'uso venne preso


la

Girolamo

barbara risposta di Damaso, ut sicut a rectore tuo Alexandra (di

Gerusalemme) episcopo

didicisti,

Graecorum psallentiam ad nos

diri-

gere tua fraternitas delectetur, quia tante apud nos simplicitatis indago
est,

ut tantum in die dominico apostoli epistola

una

recitetur, et

evvan-

gelii

capitulum
1

unum
IX

dicatur, et ne psallentium vox ulla resultet nee


ed.

Registrant

26 (12)

Ewald-Hartmann, dove male

e stato

mantenuto nel testo quel ripugnante non, come gia avvertirono i Mau rini nelle note al 1. II c. 20 della vita di Gregorio scritta da Giovanni
diacono. Sull'uso dell' Alleluia,
cfr.

DDCHESNE Origines du

culte chretien,

ed., 160. 2 Cfr. a principio

Graecorum consuetudines

de meis dispositionibus, e piu avanti In quo ergo secnti snmus, qni aut veteres nostras repa:

ravimus
probamur
3

aut novas
imitari?

et

utiles
la

constituimus, in quibus

tamen

alios

non

V. pero

Paleographie

rmtsicale
:

(1897) 76. 81.

Notare

la variante del Salterio di S.

Agostino

creatorem tuum

Alexandrum episcopum. Nel


coepiscopo nostro didicisti

a creatore tuo Alexandro in gremio Graecorum psallere, ita et ad nos ecc.


Vallarsi cosi
:

ut sicut

118

X. - IL

CARME DAMASIANO " DE DAVIDE

"
in inodo

Jii/mnidicus in nostro ore cognoscatur \ far capire die


testo tanto di

Girolamo rispoiule

da

ha mandate questa psallentia, la quale pero nel conDamaso quanto di Girolamo puo sembrare il Salterio
la

dei

LXX,

non
2
;

maniera

di

cantare ovVero qualche cosa speciale


ista

della

messa

indi

raccomanda ut vox
:

psallentium in sedem tuam

Eomanam
dicatur

die noctuque canatur, e poi

Ubi Deo homini Iwnorabili voce

Alleluia,

ut omni
ribus.

loco

semper cum omnibus psalmis affigatur, communiter respondeatur nocturnis tempo-

Siccome gia dal secolo IV almeno, in tutte le messe si can3 cosi anche fuori del tempo pasquale, seguendo la regola tavano Salmi
,

Girolamo, si sarebbe venuto a cantar sempre {'Alleluia. II riscontro, sebbene finora non rilevato, parmi evidente, e non puo
di
S.

Dipendera Gregorio dalla falsa lettera? ovvero sara stata questa fabbricata sul passo di lui? o fmalmente non avrebbero mai entrambi attinto ad una tradizione o fonte comune?
essere casuale.

Essendo colla sola autorita dei mss. superstiti della corrispondenza risaliti alia rneta del sec. VII almeno, e niuna ragione avendo
per arrestarci
ovvia,
1

ivi,

confesso che la prima ipotesi

mi sembra
e

la

piu
il

come quella che spiega naturalissimamente


Ed. Hinschius
p.

pienamente

499.

Le

altre edizioni e

codici presentano gravi

non posso qui giudicare. Notero solo hymni decus (per che mi pare migliore come piu consono alia risposta di Girohymnidicus), lamo, dove non solo si raccomanda il canto de' Salmi, ma 1'uso altresi
variant! che io
della piccola dossologia Gloria Patri... Sicut erat... chiamata da lui stesso istud carmen, e dell' Alleluia... vox laudis.
2

Girolamo non parla esplicitamente della messa come Damaso


si

e cosi

sarebbe potuto intendere nella psallentia qualche cosa di simile

alia psallenda degli Ambrosiani, detta anche psallentia. la quale e un'antifona associata a nessun'altra salmodia se non del Gloria Patri (cfr. Paleogr.

mus. VI Pr6f. 14), tanto


canto
cfr. gli

del Gloria in fine

piii che Girolamo passa subito ad inculcare il ad ogni salmo. Di questa parola usitatissima

esempi indicati dal DU CANGE nel Gloss, med. et inf. latin, alle " voci psallenda, psallentium (anche " processione appo gli Ambrosiani)? psallentia. Forse qui e altrove avrei dovuto scegliere le lezioni del Mererida
e del Vallarsi: ubi

autem Deus

et

homo honorabili voce cantatur,


ss.
,

Alleluia

semper ecc.
3

Cfr.

DUCHESNE

Orig. 159

il

prudentissimo Anonimo della

Paleogr. mus.

22

n. 4.

29

ss.

E LA FALSA CORRISPONDENZA DI DAMASO E G1ROLAMO ECC.

119

passo di Gregorio, di cui finora non


cente spiegazione
!

s'

e saputo dare

una soddisfa-

L' ipotesi contraria invece domanderebbe un altro


;

supposto poco verisimile

Gregorio, essendo che la


1'ep.

una ricerca nel registro originale di lettera a Giovanni Siracusano, al pari delcioe
I
il

7,

lexione,

37 (40), sembra pnbblicata solo sotto Adriano che fu poi usata da Giovanni diacono. fi vero, che
tale supposto

nella col-

Mommsen

p. per provare dipendente da Gregorio 1'autore del L. P. in un u n i c o m i n u t o particolare ma presen;

xx ricorre a

temente, oltreche la conseguenza non e rigorosa, e sorprenderebbe,


iiell'

ipotesi,

da una parte

la

diligenza davvero straordinaria di una

ricerca archiviale nel


1'altra 1'uso

mare magnum del Registro Gregoriano, e dal2 credo anche piu poi limitato a un minimo particolare
,

inverosimile

il

supposto per la necessita stessa di applicarlo ad altro

autore, per fermo ne piu dotto ne piu diligente del compilatore del

L. P. Questa moltiplicazione di ipotesi gia di per se guasta.

Ne varrebbe
e

eccepire, che

il

Santo scrive segnatamente traditur


sua lettera Girolamo fa una sem-

non

altriraenti.

Siccome nella
e

plice

preghiera,

siccome,

pur non restando

alcuna

risposta

di

Damaso
buona

o altra testimonianza, appena

poteva esserci

dubbio della

riuscita,

vuoi per

il

tenure della missiva di Damaso, vuoi per


sull'animo di lui
;

la notissima efficacia dello Stridonense

cosi

doveva

nascere spontanea nella mente d'ognuno 1'idea dell'introduzione per

opera del Papa, degli


difatti

usi

raccomandati

da

Girolamo

3
,

anche se

non

si

trovassero in vigore, come non trovo Gregorio osserin

vata

appuntino

Roma

la

pretesa

consuetudine

gerosolimitana.

Quindi, pur ammettendo


il

preesistente la falsa

lettera, si capisce

bene

traditur,

che del resto altri potrebbe pigliare per un segno della


tan to piu, quanto che nella seconda edizione del L. P.

tradizione gia sorta o accreditatasi sotto I'influsso della corrispondenza.

cio

alia vita di

Damaso

e certamente citato

un altro passo

della let-

Cfr. cid che ancora dicevano

BA'UMER 139, DUCHESNE Origin. 260

e gli ultimi editor! del Registrum. 2 Cfr. DUCHESNE La nouvelle edition


*

du L. P.

in

Melanges d'Archeol.

d'Histoire
3
4

Cfr.
II

XVIII (1898) 401-402. DUCHESNE L. P. I 214 n.


nell'ed. del

17.

passo suona cosi

Mommsen Hie
:

constitute ut psal-

120

X. - IL

CARME DAMASIANO "

I)E

DA VIDE

"

tera di Girolamo,

come ben rilevava DUCHESNE. Or


la fa

la

seconda edi-

zione sembra su per giu doversi riporre sul declinare del

VI

secolo.

Veramente

il

MOMMSEN

discendere piu basso,

fin

sotto

Conone
l

(686-687), e nega che la falsa corrispondenza tra Damaso e GiroMa lamo possa essere ivi stata citata come molto piu recente
.

quest' ultimo
gli

punto

oramai non e sostenibile

quanto
tali

al

primo,

argomenti

e le risposte del

Duchesne

sembrano

da man-

tenere per lo
valente.

meno

nella sua grande probabilita 1'opinione gia pre-

Or
soliti

se

si

ricorda, che la corrispondenza

forma uno
in poi, e

de'
si

proemi
osserva

de' Salteri,

almeno da quello
ttitti

dell'a.

700

Pimpossibilita che in
sia

gli

altri

Salteri delle piu diverse regioni

derivata da

quello di S. Agostino,

apparira non temerario conclu-

dere che tale riunione avvenne molto, molto piu addietro, e raggiunge

almeno

il

sesto secolo.

Cio posto, e egli piu verosimile, che la cor-

rispondenza sia stata fabricata parte sull'epistola di Gregorio


parte sul

M.

L.

P.,

o non piuttosto che ad entrambi gli scrittori fosse


il

facilmente accessibile in uno de' libri in ogni tempo piu comuni,


Salterio,

del quale era

un proemio? Al lettore

la risposta.

Per me

confesso, che, data la riunione della corrispondenza ai Salteri a


il

mezzo

sec.

VI

e forse

prima, capisco

benissimo tanto

il

sorgere della

tradizione riferente a

Damaso

il

precetto del Salterio diurno e notdi

turno e
passi

dell'

Alleluia nelle

messe

diversi della lettera in

quanto 1'uso di Gregorio M. e nel secondo editore del


tutto 1'anno.
stessa
eta.

L. P. viventi presso a poco nella

Dopo

costoro, qual

mos

die noetuque canerentur


vel episcopis
1

per omnes

ecclesias

qui

hoc praecepit pre-

sbiteris

aut monasteriis.
:

Gestorum pontificum romanorum p. xi n. 1 ... sed aetate ita recenti, ut eas pontificalis libri auctor adhibere non potuerit. Si noti che la corrispondenza pur si trova nella prima parte non canonistica del codice della
collezione canonica di St

Maur

(Paris.

1451), usato dal

Mommsen

stesso

per
o.
c.

il

corapendio Feliciano del L. P.

la

39-40 riporta allo. scorcio del prima parte, che egli estende fino

Ora e da aggiungere, che il KDNSTLE VI sec. o al principio del VII anche


al

catalogo dei Papi terminante in

Pelagio II (f 590). * La nouv. ed. 400 ss.

E LA FALSA CORRISPONDENZA DI DAMASO E G1ROLAMO ECC.

121
1'uso

bisogno

ci

sarebbe stato

della

falsificazione?

Ad

accreditare

HelY Alleluia non bastava 1'autorita del

Papa?

e va dicendo.
cogli

Al VI secolo pertanto carmi, e va rimessa tra le

risale la

corrispondenza

annessi

fonti

di

Gregorio M. e del L. P.

#
*

Ho da
Mi
si

risalire

pin addietro ancora, alia prima meta del secolo?

permetta d'osarlo, accennando ad un' altra citazione (o allusione) della corrispondenza nella edizione prima del L. P., che il Duchesne assegna al 532 circa. Ivi di Celestino I si racconta, che
constituit ut

[antefanatim ex omnibus 2 ed.J, quod ante non fiebat, nisi tantum epistula [beati] Pauli apostoli recitabatur et sanctum evangelium et sic missas fiebant.

psalmi David

CL

ante sacriftcium psalli

Or

si

ricordino

le

parole riferite del falso

Damaso con
una

cui chiede

la psallentia
est ut

Graecorum.... quia tante apud nos simplicitatis indago


apostoli epistola
et

tantum in die dominico

recitetur et evvan-

gelii

capitulum

unum
il

dicatur,

ne psallentium vox ulla resultet nee

nymnidicus in nostro ore cognoscatur.

Anche qui

riscontro mi pare d'una incontrastabile evidenza:


altresi
il

ma
la

parmi

chiara

la

dipendenza

del

L.

P.

dalla

lettera.

Damaso

desidera

Salterio dei
affine

LXX
di

e (sia diversa o
la

meno da

esso)

psallentia

Graecorum,

torre

soverchia

semplicita o

della messa,

o del servizio pubblico divino

ridotto alia sola messa


il

con epistola e vangelo.


e di Girolamo
ci
si

il

L. P. capisce (e
dell'

contesto di
dei

Damaso
Salmi -

presta)

intero

Salterio,
!
;

CL

niente meno!

- da cantare avanti

la

messa

cio che

sembra un'enor-

mita, della quale trovata omai 1'occasione, rinnncerei a volerla ren-

Col

DUCHESNE

L. P. II 564 e col

BAUMER

142, credo

si

parli del

canto de' Salmi al principio della messa, piuttosto che del Salterio intero cantato nella notte delle vigilic, oppure delle ore canoniche. Invece P. LEJAY

La Messe

latine (nella Revue d'Hist. et de Litterature religieuses II, 1897, tiene fermo all'antica opinione del Duchesne. V. anche \QiPaUogr. p. 182) music. VI Pref. 13 n. 2, dove citasi una rubrica del Pontificate di York,

riferente

alia

praeparatio ad missam

la

prescrizione di Celestino, pero

limitandola a quondam psalmos.

122

X. - 1L
II

CARME DAMASIANO " DE DAVIDE

"

dere ragionevole.
e

L. P. qnindi dipende esso dalla lettera


"

di

Damaso,

non viceversa.
L'ovvia
difficolta:

ma come
Damaso?
"

poi

il

L. P. attribuisce a Cele-

stino

il

decreto e non a

mi pare provi semplicemente,


tempo
in

che 1'antore e vissuto assai prima del secondo editore, in


cui egli forse, conoscendo eseguito

pote resistere ancora all'idea denza, e pensare riservato a

da Celestino qualche cosa di simile, naturalmente suggerita dalla corrisponCelestino cio che a
;

Damaso per una


egli

ragione qualunque credette non riuscito

ovvero ch'

ha

letto piii

attentamente la replica di Girolamo, e non trovandovi parola circa la recita dei 150 Salmi avanti la messa, avra pensato che Damaso
allora

non ne fece

nulla.

Del resto, non sarebbe nemmanco temerario


\

pensare

meno benignamente
:

primo editore nella vita di Celestino piglierebbe direttamente dalla lettera di Damaso una proposizione, che
In altri termini
il

gli

faceva comodo, sulla salmodia in qnanto


e
il

preparazione

e parte

della messa;

secondo nella vita di

Damaso userebbe (come

per altro riguardo Gregorio) la risposta di Girolamo, intendendola


delle ore canoniche

esclusivamente,
il

senza riferirsi al sacrificio,


mettersi
d'

e conseguentemente senza sentire


coll'

bisogno di

accordo

autore primo, se pure

s'

accorse (come non credo)

del

doppio

diverse uso della corrispondenza.


* * #

Se verso

il

532

1'

autore del L. P. usava

gia la lettera di

Damaso, sara
1

egli

temerario mettere la risposta di Girolamo in conp.

Cfr.
et

MOMMSEN

xxii-xxm: Ab ea
et

sylloge

<(sanblasiana)>
et

quae

absunt

comparent apud auctorem L. P.

primum

solum,

numero

admodum

multa, ea constat paucis fortasse exceptis

ita

conficta esse, ut

falsarius ad ipsas res passim et aliis documentis et consuetudine ecclesiafitica uteretur, nomina episcoporum temere commisceretur. Fraudis suspicio-

nem confirmant geminationes.

Siricii

decretum genuinum (86

ti)...

iisdem fere verbis adest iam in Eusebio (47) ecc. Piu particolarraente poi, riguardo alle 11 notizie del L. P. sulla Messa, v. LEJAY 1. c., che rileva
esserne certamente false almeno quattro, le piu antiche; tre (fra cui la relativa a Celestino) piu o meno dubbie, e le altre relative a Papi da

Siramaco

(o

da Leone

I)

in

poi possedere

un vero

valore.

E LA FALSA CORRISPONDENZA UI DAMASO E GIROLAMO ECC.


fronto con un canone di un
infatti

123
fi

Concilio gallicano
il

del

529?

degna

di
la

osservazione la premura, con cui


recita,

falso

Girolarao racco:

manda

e la recita

integrale
:

della

piccola dossologia

ut in fine cuiuslibet psalmi sive matutinis horis sive vespertinis coniungi

praecipiat apostolatus tui ordo

Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto:

Sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saecnlorum.

Amen. Istud carmen


trecentorum

laudis omni psalmo coniungi praecipias ut fidem


et

decem

octo

episcoporum

Nicaeni

concilii

etiam
'.

vestri or is
di

(in vestro ore pari Isid.) consortio declaretur


d'

Giro-

lamo, e vero, non dice esplicitamente che tale sia 1'uso

Oriente,

Gerusalemme, come non


dal tenore della

lo

dice

e insinuate

domanda

nemmeno faW Alleluia ; ma cio di Damaso e della conseguente


1'intese

risposta, ed era ovvio intenderlo

(come

&\Y Alleluia), non ostante che in realta, al


in

Gregorio M. riguardo 2 tempo di Cassiano almeno


,

nessun luogo

dell'

Oriente,

nusquam per omnem Orientem,


al

egli

avesse trovato 1'uso della dossologia

fine

dei

singoli

salmi, e

molto meno poi 1'uso del Sicut erat in principio. Or proprio nel 529 il II Concilio di Vaison nel can.
essersi appellato all'uso della
di tutta
1'

5,

dopo

Sede Apostolica,

di

tutto T Oriente,

Africa e

d' Italia

(cioe della provincia ecclesiastica mila-

nese),

dove propter liereticorum astutiam, qui Dei fttium non semper cum Patre fuisse, sed a tempore coepisse blasphemant, in omnibus

clausulis

post

Gloriam:

Sicut erat in principio


si

dicatur,

ordina che questa recita integrale


vincia d' Aries:

faccia anche nella propria pro-

etiam

et
3

nos
.

in universis ecdesiis nostris hoc ita

dicendum
1

esse

decrevemus

P. G. 295. Anche qui il testo del Mercatore abbrevia e presenta parecchie varianti; ma il senso in fondo e il medesimo. 2 Instit. II 8: cfr. BADMER 124 (un poco diversamente DUCHESNE

XXX

passo di Cassiano: Hlud etiam quod in hac provincia (nella Gallia) vidimus, ut uno cantante in clausula psalmi
Orig. 110). Giova
riportare
il

omnes adstantes conci(cfr. in omnibus clausulis del Concilio di Vaison) " nant cum clamore " Gloria patri etfilio et spiritui sancto (e niente altro), omnem Orientem audivimus, sed cum omnium silentio ab eo, nusquam per hac vero glorifiqui cantat, finito psalmo orationem sujccedere,
catiotie
3

trinitatis

tantummodo
in

solere

antiphona
Concil. I 57

terminari.
;

Ed. Maassen

MG

Legum

S. III.

Mansi VIII 727 D.

124

X. - IL

" DE DAVIDE CARME DAMASIANO


del

"
!

La

testiraouianza

Concilio,

parmi incontrastabile per cio


con cui frequent!
Concilio

non riguardo all' Oriente che spetta la S. Sede e la vicina Italia,


se
,

erano

pure allora
eziandio

le

comunicazioni, e di cui

il

amava adottare

consuetudini conosciute recent!

2
.

In Italia dunque al principle del sec.

VI era

invalso 1'uso dell'aggiunta

Sicut erat in prindpio ignota nelle Gallic, nella


e senza fallo

Spagna
in

e in Oriente,

assente nelle

piii

antiche

forme della dossologia.


si

Da
di

qnanto tempo pero

questo

era

avvenuto,

puo,

mancanza

document!, soltanto congetturare e dallo scopo


altri

dell'

aggiunta, e da

particolari storici piu o

meno

suggestivi.

Secondo Pespressione del Concilio, 1'aggiunta fu fatta per ovviare


all'

astuzia degli eretici, che negavano 1'eternita del Figlio di Dio,

cioe degli Ariani.


i

Ma

sono

gli

Ariani piu

colti del

IV

secolo,

ovvero

rozzi Ariani venuti nel

a rovesciare 1'impero

romauo? Sembra,

questi ultimi,

essendo poco verisimile che 1'opportuna aggiunta sia

rimasta confinata in Italia, una volta che gia nel


preso voga. Vi ripugna
la

IV

secolo vi avesse

storia di

tante

gravissime

innovazioni

liturgiche del sec. IV, propagates! con sorprendente rapidita da un

capo

all'

altro del

mondo
3
,

cristiano.

Ora, se in

Italia

dopo

il

IV

secolo,

avvenne o

si

propago

Ivi

ne

si

cipio, tanto che nel sec.

usa ne sembrasi mai usata 1'aggiunta sicut erat in prinIX WALAFRIDO STRABO de exordiis et increm.

rerum eccles. 20 (ed. Boretius-Krause MGr. Capitularia Regum Francorum II 506-507) ricorda le recenti accuse per cio mosse dai Greci Pro quibus etiam particulis quidam Greci, minus sapientes Latinos proximis ante nos tempo rib us calumniis impetere conati sunt Ne
:

si

usava

in

Spagna, nel
(a.

rito

Mozarabico

come appare
dai

dal can.
del

13 del
Cfr.

Concilio Toletano IV

633:

Mansi

623) e

libri

rito.

a V. THALHOFER Doxologie, nella 2 ed. del Kirchenlexicon III 2006 ss. * Cfr. il can. 3 Et quia tarn in sede apostolica, quam etiam per
:

Orientales adque Italiae provincias dulces et nimium salubres consuetudo est intromissa, ut Quirieleison freqtientius cum c/randi affectu et conpunctione dicatur, placuit etiam nobis, ut in omnibus ecclesiis nostris
ista tarn sancta

totas

consuetudo et ad matutinos et ad missas et ad vesperam Deo propitio intromittafur. Cfr. DuCHESNE Oruj. 157 n. 2. 3 Quanto alia, data e indifFerente se si pensi anche all' Africa: non
cosi forse

quanto

all'origine e

propagazione dell'aggiunta, essendo

la

Chiesa

E LA FALSA COltRISPONUENZA DI DAMASO E GIROLAMO EGG.


1'

125

innovazione, allora pare piu probabile discenda alia seconda meta

del sec.

o al principle del VI, quando 1'Arianesimo ritorno forte e

venuta de' conquistatori Ariani, e pote di nuovo esercitare liberamente il culto in chiese proprie. Cosi resterebbero
pericoloso

per

la

spiegate bene e l'origine e la propagazione dell'aggiunta,


nelle estreme plaghe della

come

cioe
11011

Cristianita al principio del

sec.

VI

ricorra ancora, e

come

solo lentamente nel

529 venga introdotta

nella

limitrofa Gallia meridionale, dopo che gia era passata

nella vicina

Africa, pur essa travagliata da invasori Ariani.

Nella regione e nella eta medesima pertanto, in cui la sollecitudine della

conservazione della

fede

ortodossa condusse al pen-

siero di farla chiarissimamente echeggiare nella piu usuale dossologia,

leggermente ampliandola, sembrerebbe doversi cercare il larvato Girolamo, che si mostra cotanto premuroso per la integrate recita della
dossologia, giustamente considerata una dichiarazione della fede dei

318 Padri

Niceni.

Da
che

lui
il

fors'anche fu inessa a base e resa comune


Sicut erat in principio gia
si

1'inesatta notizia,

cantasse in

Oriente, a Gerusalemme.

L'eta e

il

paese risponderebbero assai bene.

Cadremmo
eziandio

all' in-

circa delle celebri falsificazioni simmachiane, che tanta fortuna ebbero

pur esse

che

sarebbe

bene

studiare

una
si

volta

sotto

1'aspetto linguistico e letterario (se

mai

dimenticando nemmeno

le

nostre lettere,

puo chiamare cosi), 11011 che ad un sagacissimo uomo

sembrano
Per

di
tal

simil gusto.

inodo la corrispondenza sarebbe sorta gia prima del 530,


:

e quindi almeno tre secoli avanti, che fu creduto da piu

e a pari

eta risalirebbe 1'archetipo del carme damasiano, quale e riprodotto


nella

maggior parte

de' Salteri. II

falsiticatore si sarebbe valso d'ele-

Africana meno centrale e ragguardevole della Romana, e inoltre avcndo nel sec. V subito la persecuzione per poco sterminatrice dei Vandali. Se
mai, 1'aggiunta avrebbe dovuto

penetrare eziandio nella vicina Spagua. Ancor meno probabile poi e l'origine africana della nostra corrispondenza. Non creilo, o almeno non so, che siasi mai pensato in Africa d' introdurre
il

e d' usare

Salterio della seconda revisione di S. Girolamo.


i

Da

ultimo

a un

sarebbe sovvenuto di porre suoi desideri in bocca a Cipriano o ad Agostino, piuttosto che a Damaso e a Girolamo.
falsario africano

126

- IL

CARME DAMASIANO " DE DAVIDE

"

ECC.

menti genuini, come il carme damasiano, e come quella clie sembra e realmente fu usata per iscrizione d' un battistero ', e avrebbe

manipolato e fabbricato

il

resto,
lui,

come meglio seppe.


Diekamp. Tuttavia prevalere, assieme ad
Salterio
cosi

Quaiito allo scopo di

potrei tacermi col

sara maligno pensare, che 1'ignoto voile far


altri

usi

prediletti

di
S.

salmodia,

la

seconda revisione del Salterio


(ossia
il

sui

LXX

fatta

da

Girolamo

in Palestina

detto Gallicano), revisione la quale dovecchessia non attecchiva? Si


sa da Agostino, che tenacissimo era
il

popolo su questo punto, tanto


2
:

e difatti da non riuscire a fargli cantare un florebit invece di floriet mai a Milano, e solo tardissimo, il Salterio Gallicano non prevalse aver conquistato il resto dell' Occidente, penetro nell'uso pubdopo

blico di

Roma. La revisione

dei Vangeli uscita sotto


si

il

patronato di

Dainaso aveva prevalso: altrettanto


ponendoli sotto
i

voile d'una serie d'altri scritti,


di

nomi conosciutissimi

Damaso

e di Girolamo.

di

Anzi converra bene stabilire a quale tempo la revisione seconda 3 ed a quale recensione del SalS. Girolamo penetro nelle Gallic
,

terio
si

compaiono dapprima uniti


meglio

la

corrispondenza e
e

carmi. Solo cosi

riuscira a conoscere

eta

patria del
4
.

comune archetipo,

e forse eziandio della falsificazione stessa

IBM p. xvn. AUGUST. De doctr. christ. II 20 (P. L. XXXIV 45). 3 Secondo Bernone, Girolamo stesso Favrebbe mandato nelle Gallie chiamato Gallicano (!) invece secondo una tradizione riferita da WalaCfr.
Cfr.
;

'

frido o. c. 508, e accettata dal

Baumer o. c. 247, Favrebbe portato in Gallia Gregorio di Tours; cio che il Mabillon nega per Fuso che Gregorio fa, nel Salterio, della versione antica (P. L. LXXII 391 ss., e cfr. S. BERGER
fra

oso dime altro, mancandomi libri adatti, programma di H. EHRENSBERGER Psalterium veins und die Psaiterien des hi. Hieronymus (1887). Qui congetturo e non altro, purtroppo non avendo gli editori sia
Hist, de la Vulgate 4).
il

Non

altri

delle false lettere sia degli annessi

carmi prestato a cio attenzione.

Apprendo che C. WEYMANN, il quale nella Revue d'Hist. et de Litter, rdig. I (1896) aveva gia portato il suo contribute alia critica dei carmi damasiani, ha presentato una memoria Ueber die Epigramme des Damasus
al

Congresso scientifico internazionale dei Cattolici in Mtinchen. Ignoro pero, se vi abbia trattato dell'istesso argomento nostro.

XL
I

due

"

Trattati al popolo
che
Gr.

"

di Priscilliano.

Degli undid

scritti,

Schepss trovava
l

in

un codice

di

Wttrzburg e
infelice

11011

senza coutestazioni rivendicava tutti al famoso ed


il
,

Priscilliano vescovo d'Abila


intitolati

IX - mutilo 1,

il

sono

da

lui

Tractatus ad populum
simile

Tr.

ad pop.

I/,

confor'

memente

alia sottoscrizione

d'entrambi nel ms.:

EXPLIC

TEACTAT AD POPVLVM, TEACTATVS AD POPVLVM EXPLIC


Che
sario
anclie
tali
titoli,

indubbiamente apposti da qualche antico recenBasti dire, che tradatus

sore o libraio, siano affatto vaghi ed insufficient^ non sarebbe neces-

nemmeno
i

rilevare.

od

omilie

sono
o

precedenti scritti IV-VIII, recitati


2
.

pur

essi

senza

fallo,

alineuo destinati al popolo

Soltanto,

ivi

I'argomento e cosi mani-

Corpus

Script. Eccl. Lat.

XVIII, p 90-102.

Cfr. O.

BARDENEHWER

Patrologie 398-401. Non sono ancora uscite le annunciate opere di F. LEZIUS Studien zu Priscillian (dovevano forma re il 2 fasc. del vol. Ill degli Studien

zur Gesch.

d. Theol. und d. Kirche di R. Seeberg e N. Bonwetsch), e di A. LAVERTUJON Les onze traites de Priscillianus, con cui chiudera il suo Sulpice Severe edite, traduit et commente (Paris 1896. 1899). Nel 2 volume

del Sulpice pp.


nisrao;
8

548

ss.

si

ma

non

vi si tocca

parla a lungo di Priscilliano il nostro argomento.

del Priscillia-

Su questo punto debbo scostarmi

dal parere di un critico dottis-

simo, della cui benevolenza m'onoro. Egli contro PARET vorrebbe tenuti ad un ristretto, segreto cerchio d'aderenti i trattati IV-VIII, e tenuti a

guisa di lezioni da Er halt lectionem

Priscill.

come

dottore,
in

non come vescovo

(als

Doctor

..

maggiore confidenza e senza p. una piu alta ynosi ocoultata agli altri, dal che spiega ritegno nell'insegnar 1' uso vorrebbe invece tenuti alia comunita dei dell' apocrifo p. 82, 13
53, 54),
e per6
:

fedeli

da Priscilliano come vescovo certarnente

il

trattato

XI

quasi

128
festo,.

XI. -

DUE

''

TRATTATI AL POPOLO

"

che a tractatus era quasi impossibile non

si

aggiuugesse un

complcmeiito di specificazione, come paschae, Genesis, Exhodi, psalmi


primi, psalmi
tertii.

Ma
altro

del

trattato

eziandio sembra

che

un

moderno editore

Perocche 1'argomeuto possa fare, qnanto degli altri fece un antico.

non e se non
i

il

salmo 59, esplauato nella medesima maniera


piu

che

salmi

3,

anzi

diffusamente

partitamente di

essi.

Lo

attesta da per se la sola successione dei versetti del salmo, che

sono essi 1'occasione e la linea direttrice delle pie riflessioni dell'ora-

certaraente

due precedent! IX,

X:

A. HILGENFELD
wiss.

Prise,

u.

seine

neuentdeckten Schriften in Zeitschrift fur (1892) Theologie dir vero, io non sento niente o quasi la differenza, pp. 41, 53-55, 65-66. che il dotto A. trova fra i due ordini di trattati differenza che peraltro egli

XXXV

66 osserva tutto al piu des Bischofs Pr. filr die trattarsi d'un Vortrage Gemeinde von der Lectionen des Doctor Pr. filr die Genossen unterscheidet,
stesso riduce lealme'nte a
certo

ben poco, quando a

p.

ritegno (was die

ist

GEWISSE Zuriickhaltung und Riicksichtsname auf das Gemeinde Christentum) Quanto alia lezione letta o presente ripetutamente ricordata

NUR

eine

nei trattati sopra la S. Scrittura e in questi soli (V-VIII), credo trattarsi senza fallo non di lezioni o letture accademiche (per dir cosi), ma delle
lezioni bibliche pubbliche, ossia delle pericope,

che

si

leggevano nelle chiese

e poi

spiegavano dal vescovo. L' uso dolla cosa e della parola nella letteratura cristiana e tanto noto, che posso dispensarmi dal recare altro
si

esempio fuori del classico Lege dell'anonimo ariano (Uliila, si crede) commentator di S. Luca in Mai, Scriptorum vv. nova coll. Ill, part. 2, p. 196.

Quanto poi all'uso di un apocrifo, oltrecche era facile sfuggisse inavvertitamente ad un lettore e patrono degli apocrifi, sara bene attendere ancora un poco, che il mio amico A. Amelli possa condurre a termine le sue intein Priscilliano la

de' piu famosi passi del N. T., di cui s' e trovata incontrastabile citazione, e di cui il dotto priore prima benedettino dubita autore Priscilliano stesso. Infine del tr. IX, se mai,

ressanti ricerche sopra

uno

dovrebbesi
subtractis

vata

ai

ordinari

una volta che vi si trovi nei un accenno ad una gnosi superiore e riserpaulatim gradibus Pneumatici, cioe agli aderenti, e non alia comunita dei fedeli o Psichici. Non insisto piu oltre, perche spero die il nuovo
pensarlo
tenuto agli aderenti,
i

aspetto, sotto cui presento

tratt.

IX.

mostro

la loro continuita coi

precedent} VII

almeno diminuire sensibilmente le differenze introdotte dal Paret con un successo di suggestione che non
e VIII, fara sparire, o

meritavano,

come per numerosi

altri

punti ben mostro

1'

Hilgenfeld stesso.

DI PRISCILLIANO.

129

tore,
titolo

ossia

-la chiave del suo discorso. Dal gergo moderno o epigrafe infatti egli ordinatamente decorre sino all' ultimo

--

in

versetto,
di

come

1'

index scriptorum
il

p.

159 mostra
'.

agli occhi eziandio

chi

non volesse leggere


se

breve scritto

Che
come

con

tale

evidenza

sembrasse

taluno

inconciliabile,
sia

1'antico librario (e qualche

moderno) non se ne

accorto, e

pero abbia ricorso ad un titolo vago per salvarsi insieme e da uno


sbaglio
la

dall'apparenza
tanto
uell'

di

negligente, non sara inutile

additarne
10)

cagione

esordio

piu

lungo del solito (pp. 92-95,

quanto nel profuso escorrere o divagare fuori della lettera del salmo. Giacche questi trattati non sono veri e propri commentari dove
principalmente
si

curi e

campeggi

il

testo,

ma

bensi prediche alia

buona, in cui
'

versetti del Salmista fanno per 1'oratore

da semplici
il

punti

di

ritrovo

"

o da addentellati per tirare innanzi

discorso.

1'uso

non e ancora del tutto smesso!


il

puo a ragione e secondo Panalogia intitolare tractatus psalmi quinquagesimi noni o, come ad altri piaccia,

Adunque
et

trattato

si

noni

quinquagesimi

Taluno
(run
di
titolo,

forse

sorridera

alia

seria

enunciazione

d'un

fatto

che ha tutta 1'aria d'una piccineria


e cosi.

senza importanza
di ritro-

sorta.

Eppure non
il

La minuzia

ci

mette sulla via


di

vare la natura e 1'argomento del precedente trattato IX,


giunto solo
iinpossibile
Tiiitero.
fine

cui n'e

cosi misero ed informe

1'indovinare, non

avanzo da riuscire quasi che restituire, checche mai si fosse,

Di

fatti, se

trattati precedenti

dal
libri

in

poi sono tutti biblici


e se
i

e succedentisi

conform e 1'ordine de'


il

santi,

due immesalmi
1.

diatamente precedenti ed
1

seguente volgono intorno


lo

ai

3.

Schepss medesimo se ne sia in seguito, accorto; cfr. la sua replica Pro Priscilliano nei Wiener Studien XV (1893) p. 147 n. 59, dove accenna alia somiglianza di tema nei
so se erri,

Non

ma

credo che

trattati
2

V-VIII.

come ad

indizio d'identico autore.

Sull' uso di tractatus

psalmi

cfr.

1'accenno dello stesso Schepss in


9

nota

al titolo del tr.

VII, p. 82.

130
e

XI. -

" DUE " TRATTATI AL POPOLO

59,

noil

improbabile qnaternione
11

congettura

che

continuasse

nel

caduto

prima

F esposizione ancora della

de' salmi
fine

del
sia

salmo 3,

che

frammento pervenutoci quale IX


de' salmi...
al

trattato,

la fine dell'esposizione
al

d'nno de' salmi oppure del salmo susseguente


susseguente
3;
si

3.

Dico d'uno

che

il

tenore del

frammento

e forse 1'eccessiya lunghezza,

che

dovrebbe altrimenti

supporre del trattato sul salmo 3 in proporzione agli altri trattati, sembrano poco favorevoli a che si vegga nel trattato IX la fine
dell'VIII.

1'argomento mi par che risponda. Naturalmente 1'indole del trattamento, a cui 1'oratore sottoponeva " ad orient-are " (sit testi nelle sue omilie, non e molto propria
!}
;

venia verbo

anzi al contrario, le sue divagazioni facilmente pos-

sono sedurre a scambiare per argomento principale quello che punto non lo e. Ma siccome per buona fortuna siamo alia chiusa del
discorso, dove
ricapitolare,
si

suole non divagare,

si

dalla

sostanza

dalla
le

bene ritornare in argomento,, materia principale trattata


conseguenze pratiche; cosi e

ricordare

ed

inculcare,

perorando,

ragionevole sperare, ed in realta n' e concesso di rintracciarvi abbaallusioni per divinare con sufficiente sicurezza fondamentale del trattato, ove seguiamo 1'ispirazione l'argomento naturalmente suggerita dal corteggio fra cui si trova.

stanza richiami ed

Sara comodo riprodurre qui


facere

il

breve frammento.

non posse monstraret,

sicut

profeta

ait:

Quis sapiens

percipiet haec et intelleget et sciet ea? quia rectae sunt viae domini, et iusti ibunt in illas, inpii autem languiscent in eis. Propter quod et uos induti fidei armis castificate animas uestras ad obaudiendum per spiritum et aedificantes uos in templum domini caritatem in fraternitate simplicem in gloriam diuinae dilectionis adhibete, quoniam sic scribtum est: Omnis caro ut faenum et omnis gloria hominis ut flos faeni; aruit faenum et flos decidit, uerbum autem domini manet in aeternum, ut in euuangelio ait dominus: Intrate per angustum ostium, quia dico uobis raulti quaerunt introire et non poterunt. In quo non quod angustus sanctorum constituatur ingressus, sed quia omnis amicitia mundi inimica est dei et humana natura facilius oble.
et

DI PR1SCILLIANO.

131

ctatione

quam

tium uoluntas quaeritui


in

labore suadetur, nos intellegarnus quod, ubi rerum praesenfuturae uitae promissio non habetur. Sic denique
1

a paup eris euuangelio gratior est d r a c requietio Abrahae sinus dicitur et Finees; inmisericordis divitis gehennae ignis habitaculum repperitur non quod absolute diuitibus poena ponatur et reuertendi ad
;

dominum

desperatio constituta locupletibus sit, sed quia nihil in principiis statutum est nee ullus per praerupta conscensus est, sicut apostolus ait:

saeculi praecipe non super be sapere incerto divitiarum, sed diuites esse in operibus bonis, ut, dum per elemosynas et bonam uitam tendendi ad dominum iter facimus, tamquam subtract!* paulatim gradibus ad ea quae sunt summa veniamus *.

Diuitibus

huius

neque sperare

in

fi

abbastanza chiaro

ii

pensiero

dominante

di

questa chiusa.

si puo giungere ad ea quae sunt summa, al riposo, al Signore, non per una vita operosamente buona e benefica e progressivamente migliore vanita passeggiere a nulla giovevoli, anzi ragione

Non

se

od occasione

di

condanna essere

la gloria

umana

beni di quaggiu

cosi facilraente seducenti

e le ricchezze
di

non a sollievo del prossimo


Dio.

usate:

durare eterna solo la parola


si

Ora

confront!

il

bellissimo salmo 14, che comincia coll' ispi-

rata domanda:

Domine, quis habitabit in tabernaculo tuo ? Aut quis requiescet in monte sancto tuo ?
ed inculca come via unica
a
cio

una vita

imraacolata

benefica,

schiva da ogni frode, da ogni vitupero e da ogni sordido guadagno


a danno del prossimo.
2

Colui che integro procede, ed opera giustizia, e parla verita quale 1' ha in cuore;

ne con
ne fa
e

la

al suo

sua lingua trascorre, compagno alcun male,


1'ainico suo.

non vitupera mai

LAVERTUJON
le
1

II

557 non a

torto afferma,

passable mence? tons

latin de Priscillien, ce n'est


les

che translates- en frangais une partie de plaisir d recompas

jours.

132
i

XI. -

" DUK " TRATTATI AL POPOLO

Spregevole a' suoi occhi e il reprobo, ma tementi di Jahve egli onora,


i

giura (anche) a danno e non


5

si

muta.

L'argento suo non da ad interesse, ne riceve prezzo a danno di un innocunte.


(Trad. S. MINOCCIU).

non movebitur in aetcrnum, cui ben risponde il passo allegato d'Esaia, omnis caro ut faenum... verbum autem domini manet in aeternum, come al principle ben
termina con la chiusa
:

Qui

facit haec,

rispondono la requietio, appellata seno d'Abramo, e 1' iterato accenno all' angusto ingresso del santi per cui molti cercheranno ma non
,

potranno entrare,

non essendo

la

vita

futura

promessa a

chi

tenuto dalle volutta della presente.

par quasi certo die il frammento sia la fine del tradalus psalmi XIIII : tanto bene a questo salmo ed a niun altro fra il 3 e il 59 risponde '. II dilagamento di riflessioni morali
illudero,

M'

ma

me

e di passi paralleli citati, a cui naturalmente

si

presta simile salmo,

avra fatto illusione all'antico editore similmente che nel trattato X; e cosi sara nato quel titolo incoloro tractatus ad poptdum, die con
eguale diritto e sicurezza egli poteva apporre ad una predica sulla
SS. Trinita oppure sull'ultimo giudizio.

Ne

e meraviglia, che occorra

il

salmo

4 anziche verun altro

giacche un tempo, e in certe region!

almeno, veniva in quaresima

spiegato ai catecumeni. Tractatus de psalmo

XIIII

in quadragesima

ad

eos qui

tario attribuito a S.
1

ad baptisma accedunt: cosi si legge in capo al commen2 Girolamo ne forse questa e Tunica testimo;

II salmo 23 (24), il quale in parte potrebbe con venire, ha una chiusa (vv. 7-10), che non ha nulla da fare col nostro frammento. Altri potrebbe addurre in prova eziandio 1' esempio di S. Ilario molto imitate

e utilizzato da Priscilliano (cfr. SCHEPSS p. xxvil), avendo Ilario commentate il salmo 14, e poi (saltati i salmi 15-50) eziandio il 59. 1'illazione

Ma

patisce manifestamente da parecchi capi, che e superfluo enumerare.


2

ib.

31:

Quoniam autem nudiustertius de principio


(il

Ed. G. Morin Anecd< Maredsol. Ill, part. 2 (1897), 27-31. Cfr. diximus ecc. /.ar'/iy^ffsw;

22 e 116) spiegati nel* VI secolo a Napoli la Dominica tertia (di Quaresima) quando psalmi accipiunt, cfr. G. MORIN in Revue benedict. XI (1894) p. 400; F. WIEGAND Die Stellung des Apostolischen
D'altri salmi

DI PRISCILL1ANO.

133

nianza, se con

comodo

si

cercasse.

derate un secondo institutor


virtu,

Esso dopo il salmo 1 era consi$d.dmm, e quasi un celeste decalogo delle


l
.

per cui

si

giunge all'atrio della beatitudine eterna


omilie
sui
e

volgarmente intitolati ad populum, come omilie sui salmi 1 e 3 sono i trattati precedent! VII e VIII. Attesa la varia diffusione dell'oratore, non si puo dire se il quatere
trattati

Adunque 59 sono i

due

salmi

precisamente

sui

salmi 14

IX

nione caduto contenesse o no un'altra omilia fra

le
;

a noi, e

nel caso affermativo

su quale salmo
il

due giunte mutile ovvero se bastasse

soltanto alia fine del 3 e a quasi tutto

se

il

numero

ristrettissimo

dei

salmi

salmo 14. Ad ogni modo, commentati non e dovuto a


2
,

scelta di qualche raccoglitore o

a mancanza de' copisti

puo

rite-

Symbols in
logie u. d.

kirchl.

Leben

d. Mittelalters I

[Studien zur Gesch. der Theo-

Kirche di N. Bonwetsch e R. Seeberg IV, 2, 1899] p. 171 ss. Esaminando bene, credo si possa fissare in quale stagione delFanno ecclesiastico

vennero tenuti anche


al

altri trattati

od omilie

di Priscilliano, susse-

tenuto certamente a Pasqua. guenti Cfr. CASSIODOR. in h. 1. (P. L.


1

IV

LXX

institutor fidelium secundus est psalmus. In


Si legga 1'intero

108 C) Et nota quod hie primo enim beatum virum ecc.


:
:

decalogus ecc.

Hie est caelestis ille come Priscilliano alia fine spiega benissimo, accenni, qualmente noi dum per elemosynas et bonam uitam tendendi ad dominum iter facimus, tamquam subtractts paulatim yradibus ad ea quae
prologo
e
la

conclusio (111 C)

Di qui

si

sunt

summa

veniamus. (Cfr.

il

fr.

4 del

trattato

dogmatico d'un ariano,

forse Aussenzio di
c'

una mezza

Dorostorum, pubblicato dal Mai 1. c. 218-219, dove omilia sui salmo nostro Instruxit quotes debet esse qui
:

in caelis praeparata sunt, bonorum possessionem festinet; deinde velut grados tradet mandata, quoinam qui in altum ascendunt, per grados ascendere videntitr ; et primum super proximiorem ascendeus gra-

ad eorum, quae

dum

in sequentem accedet deinde tertiarium et quartum quousque ad destinatum perveniat). Vedere in quei gradini paulatim subtracti un'allu, ,

sione ad

una gnosi superiore riservata

prova che ii trattato fu a questi soli ne probabile. La frase del resto (come nota 1'editore) e " misterioso in cui certamente essa non ha tale senso
dall'altra: nihil in principiis

pochi iniziati, e quindi una tenuto, non mi pare affatto necessario


ai

tolta
",

da

S. Ilario,

ed e spiegata

statutum

est

nee ullus perpraerupta


al 1

cons census est


-

Dall'accenno

al

salmo 2 insieme

e 3 (p. 87,
il

15

pare improbabile !\rguire ; che 1'A. abbia spiogato ancho

non 2 salmo come


88,
c)

134
nersi,

XI. -

DUE

"

TRATTATI AL POPOLO

"

die Priscilliano nel tenere omilie al popolo sceglieva opportui

namente

salmi piu adatti alle intelligenze volgari ed


i

all'

istruzione

morale e religiosa; come del resto solevano

Padri della Chiesa.

Variant! d'un codice milanese


al "

Commonitorium de errore Priscillianistarum


di

et

Origenistarum

"

Paolo Orosio.

Poiche sono intorno a Priscilliano, daro qui 1' intera collazione d'an foglio del Commonitorium di Paolo Orosio contro i Priscillianisti
e gli Origenisti,

da

me

trovato, or sono tre anni, nell'archivio capi-

tolare della perinsigne Basilica di S.

Ambrogio

di

Milano

'.

la do,
2
,

perche due mss. appena pote lo Schepss usare nella sua edizione di cui uno del IX e 1'altro del XIII secolo; mentre il codice, cui

appartenne

il

nostro foglio, era del


3
.

o al

minimo

dell'

XI

secolo,
di

e fu ritoccato o corretto dalla stessa

prima mauo probabilmente


il

sopra un altro esemplare

Noteremo

codice colla sigla

M.

lectionis

parte dell'ordine e disposizione ivi rilevata. Unde mihi, fratres, sacrae providentiam curiosius intuenti non (vri^meriio per profetam ordo

psalmorum digestus uidetur nee incondite quae spiritus dei dictauit exposita cum rudem hominis natiuitatem simplici innocentiae puritate formatam parem beatis, si in his maneat, ostendit dicens Beatus uir qui non abiit in consilio inpiorum et in uia peccatorum non ate tit; secundo incorporatum inuidiae uir us exspfajuit, cum ait: Quare fremuerunt gentes et populi meditati sunt inania? hoc in tertio odium Jtli in patrem docet a nobis
} :

nasci,

quae nos persequantur ostendens.

Ho

corretto exspauit in exspuit,

rigettando quell' a interpolate o scappato al copista, era scappato loacupletib. per locupletibus ecc.
1

come a
di

p. 91,

gli

Cfr. cio che

ne

scrissi in

Appendice

all'

opera

G. L. ZANETTI

La Legge Romana

Retica Coirese o Udinese (1900). Debbo lamentare qui, che del mio scritto non ricevetti alcuna prova di siampa se non per le pagine contenenti la trascrizione del frammento della legge, e cosi vi
scorsero o furono introdotte alterazioni
siero e
tali da svisare affatto il mio penda fare svanire ogni senso. Avrei gia provveduto, se non si trattasse di 4 pagine di poco momento.
2

In appendice al suo Priscilliano, pp. 151-157.


Cfr.,

ad

es.,

p.

152,

i;

153,

15.

DI PRISCILLIANO.

135

Non
fatto

m'arrischio ad una critica delle lezioni, non avendo io mai


latinita di
la

uno studio speciale della


e

Orosio, e non avendo

il

tempo

per

si

- nemmeno poco
clie
il

voglia di farlo presentemente.

A me

basti rilevare,

frammento milanese piu volte sufFraga


sulla

alle lezioni

ricevute dal

moderno editore

fede

del

codice piu

antico di Laon, piu altre concorda coi mss. usati dai Maurini nella

edizione delle opere di S. Agostino (torn. VIII, 607 ss.), ma bene spesso altresi presenta lezioni nuove proprie, degne di consiloro

derazione, quand'anche le piu non siano da accettare.


Eccellenti,

ad

es., ib.

mi sembrano
14 hie

le

lezioni

di

p.

152,

fructus

insincerae culturae;

demum

quo
et

a hie: ed. quod) ad te ab ea (virgine luce : ed. eo) mugitu suo tonitrua concitet ; destitutus
(si

riferisce

eum resipiui intellectum. uenire mandabar ; p. 154, is


in
:

p.

156,

dicentes hoc

uerbum

(ed. verbo)

cfr. ib.

7 utentes hoc verbo.

Cosi a

p.

155, ^ nel periodo: Credere enim persuasum erat factam


i

(om. da tutti

codici)
nihilo,

esse

animam non tamen persuaderi


t

poterat

factam esse de
cod.)
esse

argumentantes quia uohmtas dei nihil (nichilum

non

possit,
i

mi pare

affatto necessaria la lezione del nostro

codice,

non avendo

due Aviti dubitato mai dell'esistenza dell'anima,


:

ma
de

negato che essa fosse fatta dal niente remansit sola offensa nihilo. Anche Priscilliano, gia da essi seguito, insegnava secondo
solo
p.

Orosio

153,

animam quae a Deo nata


ecc.

sit

de

quodam

promptuario procedere
altre disputabili,

Queste poche lezioni, da cui ricevono buona luce anche certe


possono compensarci delle non poche viziate o per
colpa di copisti, o per colpa di recensori, o per condizione speciale
dell'archetipo.

P. 151 titulus, qui in


G

pagina praecedenti fuerat, excidlt


9

5
I0

subgesseram
11

comonitorium

subgestae

qua

et]

quae

<T>am

heresib;

tamen om.
P. 152,
'

m. sup.
5 12

lin.)

inserciones eru<(e>re atque succedere digneris (digneris 1 3 * insincerae culturae teste do ingratos] infragos

manna (ex
pa|tria
fa)

-o)

aput
oculta

mandando] mundando
13

allatus

quod] quo

M
M.

emendet] emundet

" meam 1 m. sup.

(a)

Con

1'asta indico

il

fine delle linee nel codice

XI. lin.

DUE " TRATTATI AL POPOLO


17

DI PRISCILLIANO.

negociatorem

reverti

om.

quid] quod

21

quid] qd (quod)
2

peius om.

prevaluit.
l

P. 153,

Priscilianus et sic infra

eo om.

om.
sit
8
4

haeresim confirmauit] habere se confinnat pugnaturum et om. adoratu] adortatu

M
7

Manljcheis
3

quoque
d.

que a

creata

ascribi

preualere
12

asserens

affixerit

10

dixit

1!

Hec

scripto
15

intellegere] intellige
dl

primum]

add.
et
*

et mitt.]

disposicionem carne ex carcere 1 m. emittendai'um M.


3

typis

chirographo y suprau seculi uero om.

ex

tipis,

16

cirographum
P. 154,

ante

omnium om.
m. sup.
lin.

corporis suppl. 1
5
ll

subintelligi el sic infra


7 8
17

et
9
18

ante ex om.
fuisset

scribitur
15

om.
19
*

que
asque.
aut] et

hostendere quia de quia om. l6 hostendat apreliendere pluiam


sublato om.

asserens

comotus

eo] ea

P. 155,
tus] et

M
6

Christum om.

et alius Avi5

quidam
10

alius (om. Avitus 2}

iam

limam
9

alius uero

Romam
13

rettulit] detulit
et sic

tarn]
8

iam iam
9

M
s

Hieroso-

pene
precederet
(exciso

cessit sectator
trinitate:
it

Ceperunt
1 m. sup.
15

plura om.

que

"
infra u
sobria|
20

lin.

nichilo et sic infra

expurgatione] expugnationo 18 mentantes sic nihil] nichilum


P. 156,
l

16

M
1
8

erat] factam
19

add.
2

M
hec

cum marg.)
is 21

ar argu-

pene
(?)

grecus aparerent
5

quedam.
3

omnia ex omnium
4

m.

cumque
essejtiam
9

cepit

esse

principatu substantialem

demonum

et sic

ideo

ex

queesse substantiam] infra adeo (a deo), saltern ut vid.

uerbum

anime hie

deficit,

folium.

XII.
Appunti su Niceta ed Aniano traduttore di S. Giovanni Crisostomo.
Non avendo
al

presente ne agio ne voglia di trattarne meglio,

mi limitero a esporre qui colla massima semplicita qualche osservazioue sopra due testi latini del V secolo prima di ritoruare a
,

testi

greci d'eguale e piu tarda eta.


Sul trattato di S. Niceta " de diversis appellationibus D. n. lesn Chiisto convenientibus

"

'.

Affinche mai non isfugga una serie forse di codici


di

important!

questo pio trattatello, sara bene avvertire, che esso corre eziandio
il

sotto
f.

nome

di S. Agostino. Cosi

ad

es. nel

Vat.

lat.

325

(sec.

XI)

149-150: Sermo de

diversis

Domini

vocabulis Aug.

compositus.

II

codice e pregevole non tanto per la maggiore antichita rispetto

al

Vat.

lat.

314

(sec.

XV), donde

il

Mai

trasse gli opuscoli de ratione


2
,

quanto fidei, de Spiritus Sancti potentia e il nostro (f. 176-177) le buone lezioni che presenta assieme a molti sbagli di lettura per 3 e sopratutto perche ricolma una lacuna manifesta dell'arclietipo
,

dell'edizione.
P. L. LII 863-866, da cui ordinariamente cito. SS. episcoporum Nicetae et Paulini scripta (1827). Sul ms. cfr. 17 p. vn. Esso senza fallo deriva da un archetipo affine al Pomposiano la mia ed. del Catalogo d. Bill, di Pomposa in Studi e Doc. di St. (cfr.
1

Diritto

XVII

163), di cui

ha quasi

tutto

il

contenuto e nello stesso

ordine: Didimo, Ambrogio, (-(- Pascasio diac. de Spiritu Sancto), Niceta. 3 Sembra che in esso fossero element! corsivi, il quale imbrogliarono

da verbum copista, tanto che da nutas coll' a aperta cavo fuori nudus, da mortem in ostem, da pmescius (c legato con i) presens e simili. verba,
il

principio specialmente

abbondano

guasti.

138
II

XII. -

APPUNTI SD NICETA ED ANIANO

discorso

si

svolge cosi.

Prima

vi si fa

una secca nnmerazione


S. Scritture:

dei nomi, con cui Nostro Signore e


di

chiamato nelle
si

poi

ciascheduno, nello stessissimo ordine,

da

la spiegazione

ovvero
signi-

la ragione
ficationes),

(Audisti appellationes : quaere nunc


e finalmente,

appellation-urn

sempre

nello

stesso

ordine, se ne fa una

pia

applicazione al fedele,

fidelis,

destinatario o catechizzato, inco-

raggiandolo, reprimendolo ecc. a seconda dei vari nomi.

La

generale corrispondenza delle tre parti gia di per se svele

lerebbe a un attento, che nella seconda parte fra

proposizioni

Dicitur via, quia per ipsum pergimus ad sahttem. Vitis appellatur, quia

brachiorum palmites in cruce extenders

(e. i. c.

ed.

865 A) magnum
almeno

saeculo praestitit dulcedinis fructum, debbono esserne cadute

due

altre, corrispondenti

alle

appellazioni veritas, vita del principio

inserite fra via e vitis,


nizioni:

e alle

due intermedie delle quattro ammo-

Si

viam

salutis ignoras, require Christum, quia ipse est iter

scire veritatem, ipsum audi, quia veritas est. Mortem omnino ne timeas, quia Christ us vita credentium est Dulcedo te saeculi delectat ? magis
animarum.
.

Si

vis

ad crucem

Christi

convertere, ut eius vitis quae in

cruce pependit

dukedine recreeris (866 A).

Or
appunto:
destruit

nel cod. Vat. 325, fra le due significations riferite,

si

legge

Veritas, quia mendacia respuit. Vita dicitur, quia mortem. La lacuna e colma, e viene ristabilita la perfetta
le

armonia fra

tre parti del discorsetto.


il

Anche altrove credo che


1'esortazione
est
et

Vat.

325

sia migliore.

Cosi nel-

virtus,

865 C: Infirmus es? habes refugium, quia et medicus il nostro ha solo refugium ad virtutem, omettendo il

medicus, che a questo punto


parte,
e invece ricorre piu

manca
avanti

e nella
in

prima
tre.

e nella seconda

tutte e

L' interpolatore

ha preso infirmus per ammalato, mentre diverso e il concetto formale inteso da Niceta sotto virtus: Virtus dicitur, quia nulla potest eum

(eum p.
Egli
s'

ed.) superare creatura, e percio infirmus qui significa fiacco.

e lasciato ingannare dagli altri

denti:

Medicus

dicitur,

due passi fra loro corrisponquia infirmitates nostras et vulnera sua visiet

tatione cttravit...

Infirmus

debilis es ?

db ipso quaere remedium,

quia medicus

est

(865 B.

866

A).

TRADDTTORE

DI

S.

GIOVANNI CRISOSTOMO.

139

Lo

stesso

dicasi

della

proposizione: lanua dicittir, quia per

ipsum caelorum regni fidelibus aperitur introitus (865 B), raentre invece 'tuuna, non ianitor non mai detto di Cristo nelle S. Scritture, sta
e

qui e a principle, e

si

legge alia fine (866 C): credibili


esse

(fideli

\\

nostro) mente

ianuam ilium

praesume, quia

[et]

per ipsum
et

resuscitatus a mortuis et caelorum

seer eta penetrabis

ange-

lorum consortium consequeris ecc. A qualche recensore forse, dimentico di lo. 10 a per me si quis introiverit, sembro meno conveniente
'

la dicitura senza fallo

genuina del nostro

quia per ipstim ad caelorum

regna a

fidelibus introitur.
il

Finalmente, dove
Si tibi difficile fuerit

Mai

col cod.

314 legge

quasi senza senso:

visu

accedere ad tantam unigeniti maiestatem

(potestatem

il

nostro), ne desperes

(865

C), e ovvio sanare col

325

...fuerit visum.

Questi esempi sono bastanti a provare la relativa bonta d'una


tradizione,

che
v'

il

falso nel

nome
del

dell'autore raccomanderebbe assai

poco.

Non

ha dubbio

tuttavia die
cod.

pur essa risalga

allo

stesso

archetipo
la

della

tradizione

314, comparendo

in

entrambi

lacuna supplita dal

Mai con Pinserzione d'un


il

iudicas (866 B).

Pero fra 1'archetipo comune e


recensore tutt' altro che
felice.

cod.

314

si

frappose 1'opera d'un

Sarebbe
edizione
ticato
di
2
,

stato

bene

che

il

Mai

nella

seconda
3
,

non

migliore

in cui fece uso


il

altresi del cod.

325

non avesse dimen-

notare e

diverse

nome

d'autore, pur rilevato nell'Invenle

tario ms.
surriferite,

della Biblioteca

al

margine del cod. 314, e

variant!
rela-

mentre ne allega parecchie altre meno important!

chin ro, che Niceta e in questo c nel 7 verso lesse ianua (non

ostium),
2

come

Ilario,

Lucifero, Ambrogio, Agostino cd

altri.

VII, part. 2, 330-332, donde passo nel Scriptornni Nella seconda ed. non solo non e piu indicate il codice, ma per ]\Iigne. isbaglio di stampa ne sono scomparse alcune lezioni. Cosi nos avanti
vet.

nova

coll.

reconciliavit (865 B), e peccatorem fra te e peccare (866 B). 3 1<] certissimo. Tutte le varianti riterite nelle note dal

Mai sono

nel nostro,

meno
lui

donata da

una, quia pauca, che e lezione del cod. 314 abbannella ristampa. Dal nostro egli accetta anche la chiusa
in

ipso praestante... saecidoruni,

mancante

in

quello e nella

ed.

140
tivamente.

XII. -

APPUNTI SU NICETA ED ANIANO

Come pure

sarebbe stato meglio, die

vi

avesse riprodotto

altresi quella

parte del

Chronicon Gradense

',

die egli nella prima

edizione a pp.
leiense,

52-58 aveva addotto per


il

fissare 1'eta di Niceta

Aqui-

sotto

titolo

diverse: Pars

episcopologii Aquileiensis pott

Aquileiae excidium ab Attila peractum nempe ab anno CCCCLII 2 Allora forse la sua edizione parziale del Chroad

DCXXVIH

nicon non sarebbe caduta in pieno oblio, da parte di quegli stessi,

die piu volontieri 1'avrebbero ricordata.

La versione antica
di S.

delle omilie 9-25 " in

Matthaeum

"

Giovanni Crisostorao fatta da Aniauo.

Delia

versione, che

fece

Aniano

delle

oinilie
si

di

S.

Giovanni
che ne

Crisostomo sull'evangelo di Matteo, comunemente


sia divulgata solo

crede
otto,

una parte, cioe a dire


3
.

le

prime

e che la

traduzione delle seguenti oinilie 9-25 pubblicata nelle vecchie edizioni


sia di

Giorgio da Trebisonda
fatto,

Quanto
la

sia falsa questa attribuzione,

appare chiaro e dal

che

traduzione compare in codici piu

antichi di Giorgio, ad es. nel Vat. lat.


di
tit

386

sec.

XIV,

e dalla dedica

Giorgio stesso a Nicolo V.

lussisti, cosi comincia, beatissime pater,

sexaginta quinque beati lokannis Chrysostomi libros super

Matheum

e greco

in latinum converterem.
composuit) ab

Nam
E

de nonaginta

(tot

enim sanctus

vir

ille

Aniano

viro eloquentissimo viginti quinque orna-

tissime

iam diu traducti


est,

sunt.

quinque, ut dictum

libri

piu avanti di nuovo: ... viginti ab Aniano qui temporum suorum elo-

quentissimus fuit, qui circa Augustinum floruit, quando Christiana ut


sic

dixerim eloquentia ad snpremum culmen peruenit,


nihil

ita

sunt ornate

afque eleganter traducti, ut

addi, nihil detrahi, nihil mutari

Ed.
per

Monticolo Cronache veneziane antichissime


la

[Istit.

stor.

ital.
il

Fonti
cod.

storia
lat.

d' Italia 9]
il

Ui'bin.

440, quanto

p. 37, 27-51. II Mai conobbe tanto Vat. lat. 5269, ma non ne diede

le

segnafure.
Ivi stesso p. 51-, citando 1'ep. 159 di Leone fornisce parecchie variant! del cod. Vat. lat. 543
Ballerini.
3
1

Mai credeva, che

il

M. a Niceta d'Aquileia, sfuggite a"i collatore dei nostro Niceta fosse 1'Aquileiense.

Cfr.

MONTFAUCON

nella P. G.

LVII

7-10. 13-14;

FIELD

ib. p.

vui.

TRADUTTORE
posse uideatur
letti
l .

DI

S.

GIOVANNI CRISOSTOMO.

141

Giorgio continue la versione, adottando alcuni titoliber

per omilia, exhortatio per la perorazione, mentre invece stanno homilia, morale nella versione di Burgnndio
Pisano, codd. Vatt.
II

d'Aniano, come

latt.

383. 384.
cod.
3
,

LOOSHORN

segnalo, oltre al

di

S.

Croce indicate gia


lat.

dai Maurini e descritto dal

Bandini

il

codice monac.

5398

proveniente
in Matth.

dall'Italia
la

secondo

prime 26 (grec. 25) omilie versione d'Aniano. Or agginngo che detta


e

contenente

le

versione e appunto

quella
sec.

contenuta nelle edizioni delle opere del

Crisostomo uscite nel

XVI, ad
la

es. nella

parigina del

1581

t.

II

1-226 D.
cui
il

E
d.

non dubito che

stessa

sia

anche
4

nella

veneta, in

ch.

G. Morin riconobbe 27 importanti omilie di Giovanni

Per un altro capo tornano preziose queste vecchie edizioni, dimenticate tanto, adunque
c.)
.

vescovo di Napoli (A. D.

532/535-555

che alcuni credettero inediti parecchi


riprodotti.

testi

in

esse piu d'una volta

Una

versione d'Aniano a noi e ai filologi importera ben

piu che non una nuova, sia pure di Giorgio Trapezunzio.

Montfaucon affermo con sicurezza somnia, che la versione d'Aniano fu quella usata da S. Tommaso nella Catena aurea, anzi indi trae un altro argomento per provare che la versione abbracciava
II

1'intera opera del Crisostomo,


al

e forse
6

anco

si

conservava tuttora
i

suo tempo
1

5
.

G. B. M. DE RUBEIS
Lat.

pero, confrontando meglio

Cfr.

presentazione) f. 121. anche VESPASIANO da Bisticci nella vita di Nicolo V, Re rum Ital.
(la

Cod.

Vat.

385

stessa

copia di

Script.
2

XXV

283, ed. Frati I (1892)

f>3,

e di Giorgio stesso ib. II 212.

Die lateinischen Uebersetzungen des hi. lohannes Chrysostomus im Mittelalter nach den Handschriften der Milnchener Hof-und /Staats-Bibliothek in Zeitschrift
3

fur

kath. Theologie

IV

(1880) 788-793.

Bibl.
il

gia cita II 725.


4

Med. Laurent. IV 439-441 con una buona nota, la 2, dove passo di Vespasiano. Cfr. anche altro codice in Bibl. Leopold.
benedictine

Revue
P. G.

XI

(1894) 385-402.

LVII

11-12.

Nella dissert, sulla Catena aurea, riprodotta nell'ed. Pannense delle Opere del Santo, XII 473-474.

142
passi
riportati

XII. -

APPUNTI SU N1CETA ED ANIANO

da

S.

Tonimaso con Aniano, concepi forte sospetto

die

il

Santo

si

servisse d' un' altra versione, non sapeva quale, paren-

dogli insufficiente a spiegare tanta differenza quella liberta die S. Toni-

maso

stesso

didiiaro

d'essersi

presa co\V omiliario del Crisostomo:

In assumendis autem sanctorum testimoniis plerumque oportttit aliqua resdndi de medio ad prolixitatem vitandam, necnon ad manifestiorem sensum vel secundum congruentiam expositions litterae ordinem com-

mutarl: hiterdum etiam sensum posui, verba dimisi, praedpue in Homiliario Chrysostomi, propter hoc quod est trans-

latio vitiosa
II

domenicano italiano ha ragione. S. Tommaso si serviva della 2 e versione fatta da Burgundio Pisano per ordine di Eugenio III
,

se ne serviva colla liberta da lui stesso confessata.

II

semplice con-

fronto dei

passi

riferiti

nel

proemio

colla
i

versione d'Aniano e di Cito Aniano dal cod.

Burgundio basta a dimostrarlo. Ecco


Vat.
lat.

passi.

386, essendo nelle edizioni stato ritoccato, come osservava Montfaucon P. G. LVII 13-14; e Burgundio dai codici Vatican! latini 383. 384, senza curarmi di notare le differenze puramente

Sono stampate in italico le espressioni caratteristiche di Burgundio ritenute da S. Tommaso. Esse giustificano a pieno cio 3 verbum de verbo che Burgundio stesso scriveva della sua versione
ortograficlie.
:

'

PP
2

XI

2. d'

Non

ultimo merito

Eugenio III

e d'aver ordinato al stio concit-

tadino Burgundio questa ed altre version! dal greco, come delle di S. Basilic in Esaiam, del 1. de fide ortliodoxa di S. Giovanni

omilie

Dama-

sceno. Queste versioni di Burgundio, a cui aggiungi 1' altre di Nemesio e delle omilie del Crisostorao sul Genesi (?) e su S. Paolo, resero accessibili agli

Occidentali piu opere, che hanno esercilato grande influsso sugli


sugli esegeti, sui mistici e sugli oratori del
la diffusione

scolastici,

Medio Evo. Sarebbe


e
1'

bene

di

conoscere una volta, quanta fu

uso

di

queste
et

versioni.
3

Cfr. la prefazione pubblicata in

MARTENE-DURAND

Vet. script,

monum.

817-819, dove sono ricordati implicitamente tanto 1' opus imperfectum, quanto la versione d'Aniano come incompleti, anzi come omnifariam discrepant! dal testo greco mandato dal Patriarca
ampliss. collectio I

d'Antiochia <(Aiinerico^>. La lettera d' Eugenio III al Patriarca per ottenerne la versione delle parti mancanti nelle esposizioni latine in Matth-

TRADUTTORE
reddidi, non

DI

S.

GIOVANNI CRISOSTOMO.
et

143

sensum solum sed

ordinem verlorum in quantum


del resto

potui sine alteritate conservans,

come

soleva fare nel suo

mediocre latino
Aiilan. P. L.

'.

LVIII 979-980.

Burgund.

S.

Thom. Opp. XI

2. 3.

Quid igitur his tarn bonih nuatiis invenitur aequale?

Quid unquam igitur evaageliis

Deus conversatur

in terris,

que?

his aequale fiet utiDeus in terra, homo

ciatis fiat

Quid enim his bonis nunaequale? Deus in

terra,

homo

in caelo,

ami-

homo vero
permixtio
.

asceudit ad cae-

in caelo, et

omaia mixtim
Et erat videre

citia Dei

ad nostram facta

lum. Facta est


. .

omnium uua
Erat cernere

facta sunt

. . .

naturam, prolixum solutum


proelium, diabolus confusus,

antiquum repente proelium dissolutum, diabolum vero confusum


. .
.

mortem per-

prolixum soluturn esse proelium et amicitias Deo ad nostram facias fuisse naturam, diabolum coafusum
.

mors
tus.

soluta, paradisus aper-

. .

Et haec omnia supra dignitatem nostram et cum


facilitate

emptam
tam
surit
. .

paradisum apernon tantum quia

mortem solutam, paradisum apertum... Noa quoaiam


certa
et

nobis data sunt,

firma ac penitus im-

immobilia solum

non quia laboravimus, sed quia dilecti sumus a Deo.

supraque nostram emiuentia dignitatem, sed


mobilia
quia

sunt bona et supra digni-

tatem nostram, sed quoaiam


et

cum omni etiam

nobis

cum

facilitate

omni nobis

facilitate

donata sunt; non

data sunt. Neque enim quia

enim laboribusnostrisatque sudoribus, non doloribus et


aerurnnis sed per Dei taatummodo in nos caritatem

laboravimus et sudavimus
et fatigati surnus, sed quia

tam graadia haec promissa


suscepimus.

fuimus a Deo solum, suscepimus quae suscepimus.


dilecti

Quid igitur? non

sufficie-

Quid igitur? aon

sufficie-

Sufficiebat

autem ut unus

bat unusevangelista cuncta

memorare?
qui

dem, sed cum quattuor

Sufficiebat quisint

bat untis evangelista omnia diceret Sufficiebat quidem*,


sed
si

evaagelista omaia diceret: sed cum quatuor ab uiio ore

quatuor qui scribunt

evangelia conscribuut nee eisdem certe ternporibus

suat, neque

secundum ea-

omnia loquantur, noa secundum eadem tempora neque


in

aut in eisdem locis neque pariter congiegati nee mutuo colloqdentes et tameu quasi uiiooreomiiia pronuntiant,
ritatis
fit

dem tempora neque in eisdem locis, cum neque convenissent et conlucuti essent

eisdem locis coave-

aieates et ad iavicem col-

loquentes,

maxima
in

fit

de-

ad invicem, deinde velut ab uno ore omnia loquuntur,

moastratio veritatis. Et hoc

ipsum quod

aliquibus

mo-

hoc sine dubio ve-

maxima
siratio

veritatis
fit.

pergrande documeatum. " Verum e coatrario,


inquit, ista res accidit: in

hoc

demon" Sed tamen

dicis dissoaare videntur,

ma-

ximum signum
Si

veritatis est.

coatrarium contiagit, ait:


multis enim in locis dis-

enim per omniu conso-

narent, credereat inimici,

correnti sotto

il

nome

del Crisostorao (817 E)

sembra perduta,

non e

ricordata nelle Regeata


1

Rom.

Pontif.

Cfr.

il

suo prologo

alia

versione delle omilie del Crisostomo in

loannem presso MARTENE-D. 829 B, e di quelle di S. Basilio in Esaiam a appresso SAVIGNY Geach. d. rom. Rechts im MA. IV 2 ed., 401 nota e.
;

144

XII. -

APPUNTI SU NICETA ED ANIANO ECC.


te$

inultis enira diversi inter se

arguuntur. Ipsuin

quod ex placito quodam hu-

inveniunturacdissoni". Imo

quidem igiturhoc

maximum

mano convenientes
rint

scripseIn

hoc ipsuin maximum testimoniiim est veritatis. Si enim


et

sif/num veritatis est. Si eni,n }>er Oninia consonarent cum


certitudine... nullus utique

quae

BCripserunt.

principalibus quidem, quao

ex toto et in omnibus cbn-

pertinent ad informationom
vitae et praedicationem
dei,
fi-

sonarent...
credidisset

nemo

inimicus
nisi

crederet inimicorum

quod
scri. . .

utnquam
ad

eos

non convenientesexcomplacito

communi
consilio

decipiendum

quodam humano

nequaquam dissonant nee in parvo. Si autem in


miraculis hie quidem haec, ille vero ilia dixit. hoc te

congregates quasi

pserunt quae scn'pserunt


Si

ex

humana quadam compoevangelium condi-

sitione

autem secundum aliquid de temporibus vel modis *


annunciarunt , differtnter hoc nichil impedit eorum quae dicta sunt veritatem
.

disse... Si vero aliquid de

temporibus ac locis varie


dixerunt, nihil quidem dicto-

nim
in

praeiudicat veritati...

Quoniam
his

in capitulis et in

in illis principalibus causis,

quibus et vita nostra et

praedicationis
sistit,

summa

con-

quae continent nostram vitam et quae praedicationem constituunt nequa,

non conturbet. Si enim unus omnia dixisset, superfluus esset numerus reliquorum: si omnes diversa, nequaquam consonantiae demonstratio appareret. Si autem
aliquid

de temporibus vel
diflferenter

modis
ciant,

annun-

nusquam aliquis eorum vel in minimo disciepare convincitur... Si vero


in

qunm

aliquis

eorum neque

hoc nihil impedit eodicta sunt veri-

parvo dissonans apparet... Si autem in miraculis non

rum quae

tatem, ut infra ostendetur.

mirabilibtis

digereudis
CMiicta
ilia,

non omnes eadem

dixerun t, sed hie quidem


te

alter vero alia narravit, nihil

omnes omnia dixerunt, sed hie quidem haec, Hie autem ilia, hoc te non conturbet. Sive enim unus omnia dixisset, superfluus esset re-

omnino conturbet. Sive enim unusquilibet universa dixisset, superfluus iam fuisset numerus ceterorum; sive

sive liquorum numerus omnes diversa et nova ab


;

invicem

scripsissent

non

omnes varia inter se scripsissent ac nova omnia, nullum


potuisset concinentiae ap-

utique apparerel consonantiae demonstratio.

parere documenturn

Lesse

per

L' identificazione non puo essere rivocata in dubbio.


'

La

versione

di
si

Burgundio
possa

non e totalmente

inedita, quantunque, a dir vero,

non

di S.

nemmeno dire edita e Tommaso. II fatto non


stabilirlo

giudicare negli estratti brevi e liberi


e molto

importante: valeva pero la

pena
1

di

una volta tanto.


TIRABOSCHI

Su

lui

cfr.

St.

d.

lett.

ital.

1.

IV

c. 3,

4.

v.

SA-

VIGNY 1. c. 394-410; FITTING Bernardus Cremonensis 1'Accademia di Berlino a. 1894, p. 815 ss.

in Sitzungsb. del-

XIII.
II

commentario d'Esichio Gerosoliuiitano


sui Salmi.

Questa nota ha
parte nel
fatte durante Testate e
al

il

torto d'uscire troppo tardi. Scritta in buona

Maggio 1899,

accresciuta in

seguito a ricerche di mss.

rautunno dello stesso anno, destinata dapprima

IV Congresso d'archeologia cristiana, e poi per dubbi insorti sostituita con altra memoria (la seguente n. XV), ha finite per restare
inanoscritta fino al presente giorno
1

Luglio

1900,

in

cui

ricevo

V Interprdatio Isaiae prophetae d'Esichio Gerosolimitano egregiamente edita da M. Faulhaber. Ivi il bravo editore a p. xvi-xxn propone e
sostiene la

medesima opinione mia sull'autore


il

del

commentario pubAles-

blicato e con vani argomenti posto sotto

nome d'Atanasio
oltre

sandrino daH'Antonelli. Sopprimerei senz'altro la nota, se essa non


contenesse altri argomenti
ch.

testimonialize

quelli

addotti dal

Faulhaber. Onde, ritagliatala qua e la, e rianimatala del coraggio che suol dare la compagnia, esce non inutile sostegno d'una tesi, die per gli studi patristic! e d'un' importanza non lieve ed esce conser;

vando

la

forma domestica quasi

di

giornale di studio, oramai non

valendo la pena di mettersi sul quinci e quindi per annunciare cio

che non e piu uua novita assoluta


1

'.

In una lettera data da


d'Archeol. et d' Hist.

in

Mel.

Roma 7 Oct. 1(598 e pubblicata dall' Oraont XI (1891) 430 ss., il MONTFAUCON annuncommentarius in
Psalmos
;

ciava d'aver

trovato HESYCHII
in

Theodori

Antiocheni
di

XII prophetas
gli

a dubitare che cio

avvenne

(poi edito dal Mai ecc.)... p. 447. Non e a Venezia e non in Roma, se si tien conto

quanto egli stesso narra nel


fallo
il

Diarium Hal.
cl.

p. 46.

II

codice

d'

Esichio

e senza

Naniano

24, Marc.

I,

31. Cfr.

Append. A.
ID

146

XIII. - IL

COMMENTARIO D ES1CHIO GEROSOLIMITANO


* * *

Veimi messo sulla


vedesi alia line
tiene
i

strada dalla
cod.
i

seguente

nota, che

lacerata

dell' eccellente

Kegiu. gr.

40

',

il

quale con-

Salmi cou

scoli

insert! fra

singoli stichi tanto

da formar

con
giui.

essi

ai marquasi un testo continue, e inoltre una buona catena d' itacismo Ecco la sottoscrizione cosi come sta, co' suoi error!

e volgarismi.

Essa pone sott'occhio


i

la costituzione del ms. ; e par-

ticolarmente
facile uso.

ripieghi

adottati
ci

per

renderlo

perspicuo

di

un

In complesso

ricorda le vecchie edizioni della Bibbia

e dei corpi di diritto civile e canonico, intersecati di chiose e.incorniciati


di

commenti.
TO>

'Ev

irapovT,

Oci'co

t]/aXTT}pftp
CPJV

xciTai TO &Owxe{|Aevov?^>,
u.ax)>apiou

[Xo ov ^f/iv^ T&V xaTapaTwv auToi? xa\ TJ TOUTWV ^TJyrjT'.; <(TOO


i

'Hsuyiou,
uitXeTta
T)>01^
<(v

at

ypotat

TOJV

>

x^aX<(a{wv)
TCOV
j

o\a^{op'Zouaai
*

Ta

xct-xULcv^a
<5

TWV ^aXuitov xa\


<(Jl)><T)>{07tlOi;

^Y)yT a'wv Toujicov


TcXoCTUTEpto;

T'Or)Tav

Tp(OV
3

auiwv

wv, oia
V
?)>

IW

XaO'

V Xl|J.VCO
i'va

xa\ TOU

^Y]yY)a-a^vou

auToO

p[x<(Y]V)>UToO,
^
i

QUOTE
T'rjv
t

va
TOUTOU
OUOTc
v)>a
5'

upi(jxet

To({jiou
'

xai
u>
i

(Tuv6'|t

T [OtTiav

ip^'r]
/
<

vtav TOO

ou

<( <r

ou

'

tTO; GtXYJa-El TlAaTUT p (co;)>


V

pUVY](7ai Tl

TWV

aTTOpO'J U.(v(OV,

EUpiaXY) TOUTO

TO I? [AT(OiriOl<^>.
le

Adunque

il

commentario interlineare del codice Reginense,


il

glossulae intrigant!

testo dei Salmi (direbbe

il

Pitra), e quello del

Holmes-Parsons 273.

Su

lui

cfr.

il

catalogo

dello

STEVENSON

codice, da cui il Mai ha tratto la maggior parte de' frammenti dei commentari d' Eusebio e di Didimo sui salmi 119-150, e da lui notato C senza darne alcuna segnatura in Eusebio P. G. XXIII 63-64. Cfr. ib. XXXIX 1399 n. 91.
p. 29-30, e
il
2

PITRA Anal, sacra II 407.

Corretto con

a,

(3,

soprascritte di prima
cfr.

mano, da ^XoujJi. aurwv.


the composition

Sul termine Jtarx^arov


in

T.

W. ALLEN On

some Greek mss.


p.

the

Journal of Philology

XX

(1894)

of 157-183, a

181.

SUI SALMI.

147
11

divino Esichio
nel

l
.

Ma

lo

stesso e

appunto
2

commentario pubblicato
e
ecc.

1746

dall'Antonelli

sotto

il

nome d'Atanasio Alessandrino


.

coll' iscrizione

de

titulis

psalmorum

Dunque,

Pero a indurre
sillogismo,

la certezza ci

voleva ben altro che un simile

per quanto mi fosse nota Peccellenza del codice, e per


notizia sia circostanziata e precisa. Ripresi allora in

quanto
il

la

mano

codice Palatino gr. 44, Holm. 269, dove PAntonelli aveva letto,
il

o meglio, supplito
tal

nome

dell'autore 'AOavaatou, e tosto vidi che


della

nome

era impossibile, sia perche maggiore

capacita dello

spazio,

sia

perche non corrispondente

agli

avanzi della scrittura:


.

ben corrispondere invece all'ima e agli altri Hau^iou 3 Con cio si dileguava Punico testimonio di valore per Pattribuzione del coramento a un Atanasio qualunque (perche gli altri
argomenti addotti dall'Antonelli sono troppo manifestamente deboli 4 o vani per soffermarvicisi) e si confermava da un codice del sec. IX
,

la

notizia della catena Reginense,


facile

della cui compilazione purtroppo

non e

conoscere Peta.
* *
*

Oramai, quantunque non avessi studiato i mss. Naniani 24 e 31 5 bastavano i saggi forniti dal Mingarelli a far vedere, come (che
1

Cosi

lo

chiama CYRILL. SCYTHOPOL. Vita Euthymii

c.

42

(P.

G.

CXIV
2

629 B).

Riprodotto nella P. G. base all'Antonelli, e il Barber.


fogli intercalati,

XXVII
III. 67,

649-1344.

II

codice, che servi di

un piccolo
del sec.

salterio
le

stampato con
chiose credute

dove sono

scritte

mano

XVII

d'Atanasio. Gia terminata la stampa, 1'Antonelli s' accorse del codice Palatino, e in un supplement, che non si trova in tutte le copie dell'edizione principe, ne diede le principali varianti. Migliore del Barberino e il Vat.

Reg. gr. 39, copia dello stesso commentario (Stevenson

p.

29 non se

n' e

accorto) eseguita da mano straniera del sec. XVII (A. Schottus?). 3 Ora anche FAULHABER Hesychii Hieros. interpr. Is., p. xxi, arguendo dal cod. Marciano I 31 Nan. 24 (su cui per6 cfr. quanto osservero nell'App. A), dice audace e falso il supplemento dell'Antonelli. 4 Cfr. FAULHABER p. xxi, e vedi cio che piu avanti, p. 150-152,

osservo sull'origine palestinense del commentario. 5 Graeci codices manu scripti apud Nanianos (1784) p. 15. 28-29. 41-42. Su questi stessi codici cfr. C. CASTELLANI Catal. codd. gr. qui

148
ivi

XIII. - IL

COMMENTARIO
il

D'

ESICHIO GEROSOL1MITANO

puro commentario d' Esichio, ma una miscela del commentario esichiano con altro inedito), mi pareva d'averne

non

si

contenga

quasi a sufficienza delle testimonialize dei codici, quando in buon punto usci Pegregio lavoro del Faulhaber sulle catene romane dei Profeti
l

con
in

un saggio del commentario inedito d' Esichio su essi. Orbene, questo saggio e nel commentario ai Salmi appaiono cospicui gli
proporzione, la stessa pre2
,

stessi principi d'interpretazione, la stessa

dilezione per le etimologie ebraiche prese a occasione di riflessioni


edificanti e a base dell'esposizione

stessa

tanto che degli scoli ai


scoli

Salmi

si

e ai Profeti minori:

puo ripetere "

la

seguente caratteristica degli

ad Isaia

Essi hanno eguale grandezza ed eguale forma:


proposizioni brevissime, spesso
3
.

danno

la

dichiarazione in

con

una

parola sola. Presentano lo stesso metodo, una intelligenza fortemente


allegorizzante con trascuratezza del senso storico
fi
'

chiaro che la forza di questo argomento confermativo dipende

tutta dalle prove,

con che

si

rivendicano ad Esichio

il

commento

in bibl.

.. inlati D. Marci Venetiarum inde db a. sunt (1895) 127-129. Nel Febbraio 1894 vidi e notai questi codici e 1' altro preteso esichiano Marc. 535, ma non ho potato poi esaminarli meglio. Sopra un codice, probabilmente perduto, dell' Escuriale cfr. piu avanti p. 174 n. 2.

MDCCXL

Sull'opimone del Faulhaber, che pone


certe
tinent) v.
1

mss. veneti fra quelli, qui

genuinas Hesychii Hierosolymitani interpretations in Psalmos con1'Appendice

di

questa nota.

Die Propketen-Catenen nach JKomischen Handschriften in Biblische Sludien IV 2. 3 (1899) p. 21-26: cfr. anche p. 32 ss. 69 ss. 2 Naturalmente la maniera risale ben piu alto d' Esichio, ed e, si

comune fuori della scuola antiochena, all'Occidente eziandio. Tractatus de libris s. scripturarum Cfr., per citare un novello esenipio, dal Batiffol sotto il nome d' Origene, p. 65: I a cob enim ex pubblicati hebraea lingua latino sermone supplantator dicitur, Israel autem homo v id en s Deum interpretatur. Et ideo dividendi erant alii in
puo
dir,
i

lacob qui supplantato res Xpisti fuissent, alii in Israel qui credere meruissent. Ideo dicit: Dividam eos in lacob et dispeigam in

Israel.
cemente
3

Cfr.

d'altri luoghi,
il

HESYCH. Ps. 13 n, e per Israel in una ventina e piii che sarebbe lungo numerare. Cito Esichio indicando semplinumero del salmo e dello stico corrispondente alia glossa. Dove
ir>.

occorre solo

il

numero

del salmo, allora e citata 1'esposizione del titolo.

Die Propheten- Catenen 70.

SDI SALMI.

149

del Profeti Minor! e 1'altro d' Isaia. Essendo impossibile

fame

qui

una

critica,

ognuiio se le vegga e giudichi di per se nel Faulhaber

stesso,

die finora non ha avuto, per quantu conosco, oppositori. [Sopprimo il confronto del commentario antonelliano col breve
il

saggio di quello in Abdiam, dandone ora


piu compito
colla Interpretatio Isaiae].

Faulhaber

p.

xxx uno

La

rivendicazione del commentario ad Esichio Gerosolimitano,

suggerita dalla tradizione di piu codici e dalla somiglianza con altro

anche perclie nel commentario appaiono tracce abbastanza sicure della sua origine da un monaco, e da un
scritto di lui,
assai,

m' arrideva

monaco
ticolare,
d'altri,

palestinense, quale fu Esichio.

Giovera esporre questo par1'opinione


(i

che

sembra

escludere

affatto

dell'Antonelli

che in Atanasio o in qualsiasi egiziano

Senior! Alessan-

drini,

PITRA) volesse ricercare 1'autore del commento.

Che
Che

1'A.

fosse

monaco

scrivesse
l ,

stanza dai passi indicati in nota


poi fosse

per monaci, appare abbane occorre soffermarvici piu oltre.


vivesse in Palestina, appare

palestinense

almeno

dall'esposizione delle parole del salmo

1254

converts

Domine

capti-

vitatem

nostram sicut torrens in

austro; esposizione che riprodnco

volontieri corretta su tre egregi codici vaticani,

come
1'

assai impor-

tante

207, il testo d' Esichio e scritto, quasi piccole onciali, mentre gli stichi dei salmi sono in principale, minuscola, ed abbonda d'itacismi che qui sarebbe superfluo annotare. In R Reg. 40, f. 290, il passo non istc\ gia fra gli scoli costiPalat. 44,
in
a.

P=

per

la

biografia

dell'
f.

autore

ed

anche

per

etnografia.

In

897,

tuenti

come un
perclie

solo contesto coi salmi,

ma

al

margine nella catena,


Xe'yst

forse

troppo lungo; ed e introdotto colle parole


scritte

ok

xa\ TI-Tu^io;
1

per disteso e quindi piu

difficilmente

altera-

Cfr.

il

commento
to;

siiH'

obedienza

dell'intero Ps. 132, e di Ps. 131 n as. 07 u ss., 43. Notisi anche a Ps. 130s ou&s xTfjvog Ps. 72
.

eTCsOuv.Tiioc

tspxTHtoO

Tivo;

auoaaTo:

evTO?

V ^ <T ^ at

^ on Pt re bbe

ci6

combinare

col racconto (che del resto potevasi

Menol. Basil ed. Albani III 33, come

pensare de communi) del TOU TOTS Esichio ^taffOsi; -ap

TWV

150
bili
'.

XIII. - IL

COMMENTARIO

D* ESICHIO

GEROSOLIMITANO
v

Senza nome invece, e col

titolo

x<ppa<ai;> Tip\ TOO


di

TW VOTW
gr.

ytuappou, compare nella catena marginale


sec.

= Ottob.

398,

X,

f.

281 (donde

il

Pitra

lo

pubblico come

inedito e de' suoi

Seniores Alexandrini), in redazione alquanto diversa con certe buone

non oso preferire alia tradizione diretta e pnra non primitiva. Finalmente anonirno, anepigrafo, e di P, e sospetto
varianti, che tuttavia

nella redazione

PR

accorciata e ritoccata

qua

la

trovasi

nella

catena marginale dello scorretto cod. Vat. gr.


circa,
f.

619

F, a.

1014/1015

30 3

V
,

di cui bastera

dare

le

varianti caratteristiche talora

comuni con 0.

Ecco
'O
<7T\V

il

testo:
O'JTO;.

)TltJ(.appOl);

7Ip\ OU

Xyt
'O;

TY] 'P

IVOXOUpOUpa,
irpo^TjTY);

YJTl?

V Tto V<$TCO TCpO^^TT^, a p JT Y) T YJ ? AlyUIE0'T\V


6 6

TOUV

5io

xa\

t'pT]Xv

^tuiappou;
OTI

v
oi

TW

VOTCO.

ToOTO ouv pt,p.aO-/jxa[jt.v


xaTYJpyovTO
xa\
si?

rap a nXi6vtov,
/]

irp

apa/u]vc\

TY)V 'PivoxoOpoupav.

xa\ xaTsp^oviat

[J>-ypi
i?

TOO vuv.
TOTTOU^

itpai^cuoucjiv
6

airp

E'jpio'xoua'i,

xa\

airfp^ovTai

TO'j;

ia'JTaiv

aTp/Tai.
7cX^Ouv
10
r

yip.appou; OUTO;, 7ip\ ou EITCEV 6. TCpG^p^TYj?, x TCOV xaTa |3o'jXY]<Ttv ouv 6oO Yjvixa yVY]Tai 'JETO;
.

ysiaappou^

coaTc

xaTc'p^saOai

auTOv

Xajxj^avovTa Tot;
Tot
T'?jv

<rxY]vac;

TWV Sapaxiqvcov, xa\ auroO?


xai

8k aO-cov iravTa avayxaico; xa\ aTTp

'Pivoxoupoupav,

oOcV

X^u.!pO-r)(Tav
T)[/.'t;^

Ta auTa axuXa

uiro

TWV

Sapaxrjvaiv
TYJ

TO

TcpoTSpov.

xa\

Sk

yvd[/.voi

auTYJ

ir6Xi dGEaaaixcOa TOV ^ip.ap


o;

et

saepius

R
4
'

wspt ou

Sv
:

Y
xai

TTI

TI

Pi^oxoupa
sv 5

P semper
EI?-NUN:

610 -

VOTW

om.
T5 5 ^uv

w; x-

-f^
'-''

OTi-Lapax.
1

ru,s~;

"^svdjASNOt

Taurx T^ woXsi

auToirrat

j'SfovaiAEN
1

TOU x 51 !**??

w? xat
6

{*s'x?

aTpx<5VTai

ev

7*p oapxmoi 0: cfr. 12 T ^ 'Ptvoxoupoupa w? ^


:

xaTsp^ONTat
ed.

V
~

R
9

x.

xaTepx. om.

TrpaiS. ii: irpaS.


irpoflp.

reepi

om.

OY
Y

0, irp'.Seuou^ Y, TrapsSpsuouaiv P, 7rop6ou<Jtv 8 OUN 8- 9 TOU odd. Y : Xappo; UETO;

erf.

ivspxavrat

OY

auTwv P72

8uvet: itXTpsuTai
eauToii;

J4aTpxou.No; ocpsSpa

Y
-ra

10
- >cai

>.au.pdtvst^

8e: (*SN
cpepet

OY
.

/brf. recte

J1

R, Xay-pcxvwv om. ed. ava^x. om.

wXTiXaupo; P, Xaopo; J? Y xai om.

OY

airep: 8s

add.

ed.
_

ei;:

iiroxadiara

Y
au T 4 N

18

eXsicpdrioav
.

J?Y

ra om.

axiAa om.

13-u Ts

^gutappouv

om o

y.

Cfr. su questo

H. LIETZMANN Catenen (1897)

p.

12

ss

Anal sacra

III 343-344: .Re Vat. 13. Male: lo trasse dal cod. 14

del suo indice p. 407.

Non

noto

gli error! di

lettura o di

stampa del

Pitra.

SU1 SALMI.

151
]

Colui, per

il

qnale e situata a sud Rinocurura

"

principio del-

1'Egitto" sul confine della Palestina, non puo certamente essere un egiziano o scrivere in Egitto; puo invece ben essere palestinense o delle regioni a nord della Palestina. E in realta, se si rifletta
alia vivezza del racconto
solo,

degno d'uno pratico del luogo, ed anche come mai potesse venire in capo all'autore una siffatta singolare
si

esposizione del versetto, e sopratutto se


sizioni

confrontino

le

altre espo-

2 ben diverse e vaghe degli esegeti della scuola antiochena 3 difficilmente si puo credere, che altri e dell'Atanasio manrino possa averlo scritto all'infuori d'un palestinense o per nascita o
,

per soggiorno, pratico

dei
...

luoghi

dei

costumi.

Tale

era senza

dubbio Esichio,
Tpt^ev Iv Tat;

il

quale

ava^toprjaa? xat yevdjxsvo; [/.ovayo; $UTcpo;

prj[jiot;,

a7ipyc[ji.vo;

TOU;

Xt

cxn'ou;,

secondo

che narra Tunica sua biografia antica


4

di qualche

valore

almeno

verisimiglianza

con cio forse verrebbe altresi spiegato quello strano lusso d'etimologie, per cui il nostro autore riesce senza impaccio alcuno

ad interpretare
del

le

parole ebraiche nelle piu diverse maniere a seconda

comodo
,

suo. Delia parola Sion fin cinque interpretazioni egli ci

regala

sei

per

lo

meno

di

Davide

ire

d' Israele

di

Giacobbe e

'Pivo*6poupa TroXi; 0tdpu,ooaa AfyuTCTOv *at n*Xai<mvv;v Interpret. Isaiae p. 82. Sulle allusion! topografiche d' Esichio
stina e sopratutto a

cosi nella
alia

Pale-

Gerusalemme, che non


v.

si

spiegherebbero, se I'A.

non

fosse vissuto a

Gerusalemme, biblique verebbe esaminare anche il commento dei Salmi sotto questo 2 Cfr. CHRYSOST. P. G. LV 361, THEODORET. ib.
THEODOR. (MOPSUEST.
sacra III 324, e
tutti
/^i[A.
gli

Revue

IX

(1900) 478-479. Giorispetto.

1889 C, passo con i due preced.) in PITRA Anal. anonimi nella catena Corder. Ill 565 ss., che pigliano
? cfr.
il

LXXX

sv

VOTW per un' espressione metaforica, per una similitudine,

senza un significato locale determinato. 3 P. G. XXVII 516 C rcxpsixa^eiv aurous (per la moltitudine) r& non hanno psufxaTi TOU aiyuxTiou Tuorxf/.oij. Didimo e Cirillo d'Alessandria
nulla in
4

h.

I.

Origene

al solito

vaga

nell'allegoria.
1.

MenoL
Ti

Basil III 33. Cfr. CYRILL. SCYTHOP.


st;

c.,

meglio ESICHIO

in Ps. 131 n: Kupajxev TTJV avaTca-jaiv Taurviv

TWV avSpwv
p.ova^ou;

Tt5v

eovTwv

epyjfxov, Iv6x TO ^?:Xoi.va; Ta; xaSta; Trb; TOV 6sov.

T^V

TOUI;

152
d'

XIII

- IL

COMMENTARIO

D'

ESICHIO GEROSOLIMITANO

Efraim

',

e va dicendo.

Perfino delle lettere dell'alfabeto ebraico


egli
il

ascritte al

margine del salmi alfabetici

da

1'

interpretazione. e
del
versetti
2
!

se ne giova

come

di

sussidio

per esporre

senso

C' erano, e vero, dei lessici od onomastici,


e

come

di Filone, d'
d'

Origene

d'Eusebio fra

altri;

ma

per tanta liberta e facilita

interpreta-

poco di piu, una certa pratica cioe dello stesso idioma, ovvero d'un idioma affine a quello, di cui le 8 parole s'interpretano a orecchio
zione sembra s'addomandi un
.

Adunque sembrano
zione de' manoscritti.

esserci eziandio certi indizi interni di quella


la quale

provenienza del commentario,

viene insegnata dalla tradi-

*
-

*
di

Ora, per fortnna, sono

in

grado

far discorrere

lo

stesso

Esichio sui comodi suoi principi esegetici, riducendolo in tal maniera

come a riconoscere per proprio


1

il

commcnto secondo

essi

condotto.

iwov
3.

p{/.-/;vsijSTat
5.

TO 7:0;
147
3. 2.

ou
i

(ovvero
...

OTCOU)

-r\

TX.VIV^
.

Ps. 2
sr>.

12.
i

19

4.

109

136
i.

145
73.

21.

149
si.

aKO-su-nipiov
;

Ps

2s.
i.

50
128

125
136

Xi^Sffa Ps. 64
afJa-ro;

68

98

101
17.

134

44

EvroV/i 77

is*.

124

8.

2;

101

25. 31.

AauiS
;

spy..

avbs y^zipi 4
i

e spessissimo;

OUTO; iyai.

TTYITO?
fxovo;

5i
i.

ecc.

ToOrov STroOyiaa 10

ecc.

TC6o8>]{Aivo$ 3 e spessissimo;

12

26

i.

27

e;ou8svvi{xevo; 36. 42.


i.

50

ecc.; rjXtvij/ivo;

42

'I^paviX sp u..
t

av/ip

69; E;ouSe'vwfxa, -vj(xa 31 ovvero vou$ opoiv Osov 13


Osou 134
is;
4o.

15

e spessissimo; ),*b:

i^upo; 49

ir>.

113;

suOuT'/i;

TTTSpviffryj; 13 n; -/cparwv la/^ara 4523. 1132. 147 113 H. 131 2. 9. 'E'ppaty. spy.. 59 H. 107
7rapax.>.-/iToc
ir.i.

3*0-4

'laxwp spy.. od uwaxoVj

n;

viuE7iy,svo;
p.

7724;

*apwo9opo;
x.apTco'popia).
2

ovvero -pwv 77

79

(cfr.

Interpr. Is.

23:

'K<po.

E
i

y?

basta.

salmi 110 (s'arresta alia he). 118 secondo il cod. Palat. 44 1207-1208, e sopratutto il 144. Lo scolio " sub Origenis nomine ..quod videtur referendum alias, ad unum ex psalmis alphabeticis, nescio quern ", pubblicato dal PITRA Anal. s. Ill 352 nella nota 2 al salmo 143, spetta appnnto al salmo 144, e precisamente al nostro commentario col. 1309 C.
Cfr.
col.

Che non sia da calcare molto sulla frase Isysrat yip sppivsusffOai 1602, appare da tutto il resto. II >sysT*t o e quasi pleonasmo, o al massimo insinuerebbe il sospetto che 1'A. non fosse interamente persuaso della interpretazione. Ma un tale dubbio e egli da supporre in persona tanto poco sofistica per questo riguardo?
di p.

SUI SALMI.

153

sec.

prolegomeni al Salterio d'una preziosa catena Bodleiana, 2 e dell'Ambrosiana B 106 sup. ce n' e pur uno 'Ho-uyiGo ', -KCccrfkrrspou 'IspocroX'jatov, che senza fallo e parte della prefazione,

Tra

inc.

con la quale Esichio indirizzava 3 tario dei Salmi Nel Bodleiano


.

a'

suoi confratelli
il

il

proprio

commen-

proemio
4
:

e molto piu esteso,

quantunque nemmen
siano

esso

sembri

=A

complete

invece

nell'Ambrodi

e fortemente mutilato

(come solevasi dai compilatori

catene), d'ordinario pero senza alterazione ne di sentenze ne di parole


dell'autore.

Per

la

quale cosa, non dipendendo


lui
5
,

da 0, e talvolta
questi
estratti

essendo
nello

migliore

di

tornano
ed
io

molto

preziosi

stabilimento

del

testo;

me

ne

varro in

questa

edi-

zione provvisoria con certa preferenza, forse vicina a un dannevole


eclettismo.
1982), sec. IX ex.? [o X], dal f. 16 al 24 cfr. COXE Catal codd. mss. bibl. Bodl. I (1852) 621-622. Debbo alia squisita gentilezza dei ch. signori C. H. TURNER e K/LAKE la fotografia dei
1

Cod. miscell. 5

(ol.

fogli

fotografia giuntami a tempo per supplire nella tante parti omesse nel codice Ambrosiano. stampa 2 Holmes-Pars. 113: cfr. la descrizione di A. M. CERIANI in the
:

che m' interessano


le

Palaeo graphical Society


I.

I pi. 52, e la mia nota, citata sopra a p. 152. SADOLETO aveva anch'egli possecluto copia di questo prologo cfr. le sue parole in Fabricius-Harless VII 549: De Hesychio quod qliaeris, habueram
:

psalmorum, graecorum librum vetusiate insignem, in eo prooemium Hesychii luculente scrip turn in earn sententiam, tit pro-

bare conaretur omnes Psalmos Davidis esse <(proprio come nel nostro proemio)>. Is liber mihi cum caeteris omnibus periit.
3

Cfr. 15527.

156

9e)tXfOtL.*u$oxoGfACV [j-sra^oCivat

ojjLtv

..

ed in Ps. 134

conservata, o almeno poco bene redatta. In Eutimio seguono molte altre osservazioni generali sui Salmi; ma compilando egli da piu autori, non si puo asserire, che le abbia prese proprio da Esichio.
5

(1260 B) ayazviTot, e v. sopra p. 151 n. 4. 4 Cfr. la chiusa che sembra poco bene

Cfr.

156

22.

157

i.

i.

o.

161

2.

21.

163

i.

s. 15.

165

is

ecc.

Anche dove

O
:

e solo, occorrono guasti

non

derivati dai frequenti puri scambi di vocali

per AOI-OI, p. 165 i, suppone un archetipo in onciale. O e incostante in cose ortografiche, fuori che nell'apporre sempre, o quasi, la v

ad

es.

acuTot

mobile. Fino a che meglio


e la povera

si'

conoscano e

la tradizione mss. del prologo

negletto d' Esichio, e prudente risparmiar congetture. Si noti anche solo 1'uso d'evOa, singolarmente a p. 1653.
stile

lingua e lo

154
Iii

XIII. - IL

COMMENTARIO D'ESIGHIO GEROSOLIMITANO


stabilire

questo proemio Esichio vuole


il

contro Eusebio

'

altri.

che

Salterio

e
del

tutto

di

Davide, e quindi parla eziandio


costoro

delle tante epigrafi

salmi

da

invocate

contro 1'unita

non dubita punto di questi titoli, rifiutati quali capricciose aggiunte da Teodoro Mopsuesteno, Teodoreto ed altri, cosi e costretto a darne sul bel principio una spiegazione concid'autore. Siccome egli
liabile

colla

sua

tesi.

la

spiegazione

appunto

quella

strana
titulis

etimologico-allegorica, che finisce per disgustare nel

comm. de

psalmorum. La corrispondenza tra proemio e commentario e tanta che non piu: il proemio ci da la chiave del commentario. Fosse
anche
in

realta

il

proemio

di

un commentario maggiore, non prominore. Quindi e che per


i

verebbe tuttavia meno


10

1'autenticita del

scopo nostro bastera indicar nelle note


del

piu cospicui luoghi paral-

leli

commentario antonelliano, senza perderci a commentare certe


2
.

asserzioni d' Esichio, di cui talune sono piu preziose de' suoi ragio-

namenti
II

proemio non

restato senza eco

Eutimio Zigabeno
3
.

1'

ha

seguito passo passo, poco

meno che compendiando

Oltre a cio vi

sono parecchie notevoli citazioni della Bibbia, probabilmente secondo la recensione d' Eusebio e di Pamfilo usata al principio del V secolo
in Palestina
11

4
.

Quindi pur sotto questi rispetti e degno della luce

proemio esichiano, sebbene assai prolisso.

La prima mano
al

annotate
xofjuaftcTv.

espressamente OUTO; TOC Y.y.ry. Eu^s^tov TOV IIa[/.<piXou ap/erai margine: Kai ourog scrive, perche piu sopra f. 8 aveva dovuto annotare:
Koct

di

1'

ha, con

un

visibile disgusto,

TOU; wept Etolptov rbv Hap-sptXou Xsysi, di fronte al rive; d'un estratto

da COSMAS INDICOPLEUSTES Topogr. christ. V, P. G. LXXXVIII 249 B. Tale ad es. il TaOra w; upostov, su certi prologhi aggiunti ne' Salteri, prologhi che non garbavano a lui e cio non ostante vi rimasero. Anche nel commentario si fa cenno d'aggiunte al testo dei salmi cfr. ad
:

es.

Ps. 135: "Ev

run 8e

flevTiypacot;

supajxsv

[/.era

TO

'AX^viXouta

xat

rij;

SiwX^j; eTriYSYpapifxevov, w; xat evTauOa TCpoysypaTrrat. 3 P. G. CXXVHI 53-56. NICEFORO BLEMMIDA P. G. CXLII 1321

AB

espone la stessa dottrina,


1

ma

in
1

Si notino specialmente profetico di p. 161 6.

pochissime parole. Paral. 16 4-7 a p. 164, e

il

curioso citato

SDI SALMI.

'

155

16
iuypau.tji.a

taropta;

st;

TO

'

MaXayt'a;

TOU OsoO upo^YJTY]; 6


craX-rrtyyt

oY/.a(to;

irpoaayopcuOd; ayyeXo;
irpo;
a'JT<5v

suayycXtxYJ
5

ypY)7au.vo;
v o
t

Xfc'ytov

'AvaY]

aTv T

o
cp

[3

o v
JJL

TO ovo[xa auToO
uiov

o ;

5txato<TuvY];, xa\
ayyt'XXtov
1

t'aat;

Tat; TiTepuHtv auToO,

upo-

10

Y]ijLTv piovoyvfi opaaOai T ?]? yi\? oux Iv T^pou Ttvo; ouaia aXX' v TYJ auToO, xa\ ia Tfj; iauToO xaTaXapt-TTciv yaptTo^ TOC crupiiravTa, xaOaiicp eGudev OUTO; 6 V TYJ lauTOU oua^a opaaOai xat o\a Tt); lauToO oO(r(a? avrOYjTO:; fjXio;
ir\
'

xa\ ttpOfAY)V&i>v TOV TOO OEOU

xaTauyaCs'-^ ^*
6

(T'jtjLTuavTa.

OUTCO
TYJ;

^Y)

xa\ TO Ociov auauyafTpia


OCOTO^

xupic;

"r]awv

o^0c\;

ir\

yrj^

aitaaav. oixoujjt.VY)v
-'jvr)^

OXdyw? TX

ouv 6

[jt.vY)(jLOV'jO\;
t'va

avtTStXsv ouv, TrpoavECpcov^a-t.


o^6aXpt,oi;

xxpi)tjt.u.va

xat

TY]Xauyw^ r$a>fAev TOI? aOYjXa 5vTa TWV Oci'cov


i'va

auToO axT^-ri ^wTaywyoufjiEvot, ypa-pwv Xdyia Tat;

xa\

-f)[Xt;

auv

TW
xat

[/.axaptw

Aaue\5

[/.tXcoo^ouvTs;

iir(0{jLv

irpo;

auT^v

Ta a^/jXa
p.ot,

Ta xp6^)ia
<5

TYJ;

<ro!pia;

<rou

EO^/jXcoaa;
TYJ;

<ro-

<p(a;
20
IT

oO TOO vuv
v

atwvo; aXXa
TOJ

airoxxpuu.p.VY);

co

to

co

f^aptov
t'va

oO

[xovov

Tr' uaTpt, ^avp(oOt(rr]; & TyaTtov TWV aXXa xa\ v et^Ei Trpoawirw xaTa Tpoirov, yvt6'Ti

sv

ot

TriTTfiuovTE;
(/.apTupta;

i;

auTOv

ta^upav

^co(Tt
rcpo'

7rXY]po^opiav

o\a

TYJ;

aXY]OoO;

TWV auTOv 6aaauivtov


Xtvo;
o'jv

TOU uaOou;

auToO

xat
25

avaaTaTtv. ptcTa TYJV


-r^Xto;

lauTOv
-rj}xTv

irt!pava;

Tto xd^pia), to;

aX-r]6d>;

^txaio^jvr]; aOTo; xa\ vOv


5i'
i;

TYJV

lauToO

7:ioava;

TOV av^.^v(aTTOv irXoOTOv Ttov OY)rTauauTYj; /aptv, to^riy^TiV N Ttov Xoyfoov auToO. 'jXut; yap tuu, ao X-poi, OTI ptov TYJ; yvtoT(o; TOV iauToO TcaT^pa -rjfxtv auoxaXu^a; auTo; -rjalv xa\ Ta; a
?

Ttov irpayaaTtov yvwptTSt,

t'va

at XYJVO\

-rjixtov

Ix^Xu

Mai. 4

17

2.

Ps.

50

18 8.

Cfr. 1

Cor. 2
7

20
7.

Cfr. Col.

1 26.

21

tlot:

A Jiabet infra ad 158 17. 5 autou num irpoawirs'j fc/}-. Lwc. 9 29)? num

sic.

10

jjiovo^eNrt.
SN

ladrTi?.

potius

<(ivo)>Ei8T wp. ?

23 ri'* au.

26

08^-

i:,<i

XIII. - IL

COMMENTAR10
'.;

D'

ESICHIO GEROSOLIMITANO
17

rr.v

auTou

yaptv
i;

IXE'VOI;,

o'uto;

UT

(0

tO

uETao^dvai TO!; ^psfov E^ouai xai (3ouXoY]ua; uXr;pto0Y] 'O uoTttfa; c'va Ttov [/.ixpwv, i 71 I ; V <j U T Y) p TTlffTEUO'vTtOV [X y p UV
-^
I

oux
o^ouvai

aitoXE'a'Et
uu.iv

TOV

u.io'Oo'v.

16

OappouvTs; EO$oxoO[jicv [Jt7a-

EX TYJ; auToO ydEptTOC TOV

x oia^dptov X(6a)v iroXu

TT^avov,
xa\
);

Xyw
-?]v

OYJ
>

TOU Aaui5, Sv
<5ia

voepi

irixo[jit^oua
6

a Se6tvurat
TCOV

OEW u[xvoXoy(a^,

oXcov

Ev
10

TC\

y?)?

-?iot

TOO uir'auToO fxapTUpTjd^VTO? O&paTiovTo;

upt
TYJV

ou

!pr]

Eupov Aau\^ TOV TOU


ixou.
11'

'lcrcrai,
todirEp

av<?pa

xapo^iav
? Toi

aX^O(a^ yap
o^i'

oixsia xapo^ta

Aau^o, ^YjpfiU^aTO

auTOu TTIV O&iav auToO

15

XaTp(av Yjpiwv. HpwTOv o5v TYJ? (JiYiy^TEco; ap^ojji0a TWV iipo Y)[xw xa\ TOO Xtvwv irpoXoyou ^pa'^aavot 7rtxaipitoTpa [ATa TaOTa
XoytxYjv
Si.v<zou.s.v

Sio-

auv

TYJ

yapiTi TOU xupiou

-r)[jt.cov

OUT

yap o6catov
to;

'/jyoOaat

TO

xi(vcov upooiuMcv TcapadJMtjACtv.

TITI

yap

E'^O^EV

axpi^sia iroXXYJ

j
o

12

auTO TO 'Eppa'ixov d; {JLECTOV ayayTv xa\ t; TOUTO 5iaj3TioXXwv xa\ o^ta^optov upo^YjTwv tvat TYJV pi'^Xov TO>V vpaXp.aiv
20

17 V

xai ou

JJLOVOV

TOU Aauio,

to;

EX

TWV

Eiriypa^tov

TWV

Titxt.avtov TO!;

|aXu.oT; avaxpivtiv 0Ouvv]VTat

TOU;

TWV

uitov

Kop,

XsyovTE? TOU; [XcV dvai TOO Aausi^, AtOaw. TOU a'XXou; Sk TOU 'Aa^^p, TOV

^1

12 V

IffpaYjXiTOU,

Tpou;

$k SoXou-tovTo;,

va Si Ttva

auTtov Mtoua^w;,

a'XXou;
2">

Sk.

av7riypa*pou;,

Tpou;
x TWV
I

5i avtovuixou;, Tiva;

aXXYjXouta.

TrpoTE'Orjxav

xai TOUTO

IapaXm:ofjivtov avXdp.vot, OTI TYJ;

^uXt]; TOU Acul Taarapa; aviJpa;


uiov

avaX^au.vo;
tov

Aauei'5,

TOV 'Aaao
vto7itov

Kopi

xa\
EV

Ataav xa\

AiOajjt.

xai 'I^iOoua, ETT^O'EV


{JLE'G-O;

TOU
6

ayiaatxaTo;

oia^opoi; opyavoi;,

i'aTaTO

auTo;

r\ Cfr. Matth.

1042.

10

Act. 1322.

9 TWV tx adscr, eras. Xo^ix^s... voEfit: 15 - 16 wv stc et infra 157 3. TICTIV StoStuaw^.N. T& xati Euae'piov riv xwu.woi-.v. Ila^cpiXou apx STa
i
'

mctptt A, qui in marg. Kai


axpi3ta 0.
18
et?

TOUTO

5/c.

11

SeSuvtivTcu

0.

TOI>

8e

Ai6.

0, a<

c/r.

m//-rt

157

15.

162
illis

ss.

toi;

ETepou; A.

2i

fortassis

157

ie: cfr.

exciderunt post SoXou.. Eulhym. 53 A. C.

i?erfta

gwe

respondent
0.

aXXou? 6s Aiaav infra

auro; om.

SUI SALMI.

157
ir\

Aaui
pa;
TO

co;

ap^cov ap^dvTwv co^cov, xpaTcov


t^ttyf^ffavtl TIVE;

^~

'-paXTY^piov. TaOTa, to; 7tpourov,


f

TCOV

auyypaos'cov, co; xai

v TITI TCOV
5

jaXTYjp(cov eupfoxovrat syxstasva


/

TaOTa uu

Xcvcov

xoo-

Oc'vTa. co;
i

x TOO 'E{3patxoO Sr\ftzv avaX*;a |jt.vot. Tiap'OY]xav TaOTa, {xo\ oux opOco; e$ncory)aa{Aevoi TYJV ToaaeiTtjv'^tifrpfjatv. i yap, <paivovTai
au~o\
ip^xaai,
ex

18

co?

a o ?

Aau\5
TTCO;

I'aTaTO auTcov xpaTCov


ouy\

^ipa?
?
10

TO

^aXT'/jpiov,
i

TOO

Auc(5

<TTIV
t?

r
t

TCOV

^aXpicov;

5^

^ai^aav

co?

avaypaptdOat auTov

TO
,4

([aXTi/jpiov

Ta

UTC

UptTXTai, aXX'
5l
a'JTCOV

Xtvojv Xyo(/.va, oux C'TI auTo; apycov XlVOt TOUTOU ap^OVTt?, OlTtV; [XfiTS^^OUV

Xivcov
a'JTCO

13

Td

X^COVOU(JLVa. N 'Oaoico? Oc xa\ T o aipat? auTcov


! J (

{]

irp\ TCOV
co;

(j/aX{Afini

6{pTf)av7)
ivai

oOx
is

uXoyco;

ivai

exoi

OOXEI.
uicov

^-r](Tav

yap,
TO'j?

upc&iirov, TOI>; ixlv

TOO Aauto\ TOU? 5i TCOV

Rop,
ol[xai,

Sk 'Aaa^,

aXXov

AtOaiji.

TOO 'IcrpaTjAiTOu, Ttva; 5i TOO SoXoacovTo;, aXXou;


TOO MCOUTEOJ;.
/pf|V
TYJ
oijv,

Ai(jt,av,

t'va

co?

irpo
YJ

iravTcov

TOV

TOO Mcoucc'co?
TOOTOV
i?

TTayOai
xivou
20
-rj

{3tpXto

TCOV
at

'-|;aXijLaiv

^yxlo6ai
/]
t

Ta;

(ii^Xou;,

xaOaTip
YJ
5_

coo^a't

auToO
EV

u.v icpoxiTai

v 'E^o^to,

v TY^ Ai>Tpovoiua>, xa\ ovy\ ^i^Xto TCOV ^aXixcov. ovSk upo TCOCVTCOV, aXXa {/.Ta TOO SoXoacovTO? xa\ Tipo Aau\o TOO icaTpo; auToO TOO Mcouaco; <TT\V i? ipr)[Jt.vo;
<J|

'ApiOaoi?,

aXX/]

6 vpaXpt,6;

xaTa
o^c

T'rjv

Xtvcov o^iavoiav TCOV OUTCO;


pco

xO(jLvcov.
-jiaX[j.cov.

"ETI
25

xa\ TOOTO

xai irp\ TCOV TOO SoXoacovTo;

18"

OTI
Y)

'-

oXoj; YjTav

ToO SoXoacovTO?, rj(jiXXov


YJ

yxl70at

BaaiXEiai;

riapaX!7ro(jt.vai;,

aOTO TOOTO fjiXcXXov


ipYjTai

Y]U.iv

TaT; (ftpXoi?,
ir

xaOa-ricp

up\ auToO

OTI

^XoOaOai v aOTai? Yjaav auTco coo at


(jt,vrjaovU7v
-^

EVTax ay
t

iX i a

i.

^aXexov $k aOToO oooajxoO

Oc(a

'

Cfr. Euseb.

in

Psalm.

P.

G.
s.

XXIII 73 A,
II 420,

cuius

fere

verba
15. 25.

recitantur, et
27

Anon. ap. Pitra Anal.

ex

Paral. cc.

3 Regn. 4
1

28.

ap/^o^Twv: ap/^ov TWV


8

0.

ry.-/si

0.
25

ovy/

om. 4.
0.
26

13

-160 8

om. A.

y.ttjAEva 15

0, at

cfr. infra 18. 2~>.


'

spOwastiriiT.Tajfa ef

aXXot 0.

aoXo';/.w<To;

n/ra non

semel.

etjAsXXo^

158
'

XIII.- IL
\ XX'

COMMENTARIO
TI;

D'

ESICHIO GEROSOLIMITANO
TCOV
'|aXiju.ov

pi

pt.o(

Td;

7ciypapd;
Tipoacoira

TOUTO

Xyiv

<7ao';.
ai

'AXX' oO udvTco; Ta
eirtypapai,

YIJJUV

Tcaptcmoat TWV

ovoixaTtov

TWV '^aXadiv
5
i

dXXd

TTQV

IpjxTQVfiiav
/)

xat TYJV o^uvat^tv TWV

tp-/){xvtov.
5

Si
,

Xeya), TOIOOTQV
xat
TraXiv

Tw A au

vY)u.vo;
TT

ouiY)VUTat

ETrtypa^Yj ^aXu.6; 'x,i TOU Aaui'o\ xat TTOTE [Xv H o u6 TOU Aauto, 7iOT 6t ixavo; y^ipt'
CTTIV.
i

OT

-r)

T a xa\

Tt7:oOY][Xvo;
yap
t;

xat

OUTO; dya-rc^To;.
3vo[jt.a
.

ird<7ai;
10

io(j.Y]vtat;

7CTat TO TOO Aau\o

TaOTa ouv
Tto

aVtv dXXY)yopO'j[Xva. OT

yt
Xaov

r,

iriypa^-?]

t|/a.X(Jt.6{

Aa-

vto,

xat 6 -j/aXixo;

Xyt
t

icKTTp^povT

diro

oooO irovYjpa;,

TOTE TO

TOU A a u
T
U. CO

ytvcoTxoijLiv

^ouOvr][JLvo;. yypaiTTai
"^ [X Y]
CT
I

3t

Y]

tO ? CO ^
1

9
U
5>
/

aX
t

\
[JL

WV
I

7C-p

6 ?
.

XU
T
t

V
I

T 6V
IT

19

15
>

6 V
-\

Y]
/
/-,

XT

fj [A 71

TC

EICATXTtlYtULEV

iOl)0VCOoc.COw

t TI

._ 1
I

'U/Y)

Y](X{ov.

'Eouovioaas itavTa^ TOU;


Gtxaia>[jt.aTcav
17

Ta;

aito

TWV

^ou, oTta^txov

TO

vOu-

13

Ps. 1222-4.

Ps. 118 us.


10

TOU de/0, t>e^ supple TO TOU A. (c/V.


16

m/ra

/.

12).

Xe-yst: c/r.

i59

4.

7.

12 etc.,

at alibi XE'-sTat et similia.

eivXciaOTi^asv.

Siccome Esichio nel proemio dimentica di ritornare su questa interpretazione fjwvo;, indico qui subito dove invece ricorre nel commento,
cioe nei titoli dei Ps. 12. 26. 27.
b)

a^

Cfr. Ps.

26 TW

Ax(3t$, TO'JT<7Ti rof;

e^ouQev/i^svois' TOUTO yap


(sic:
cfr.

ip(ii)vcu<TOtt

TO TOU AafitS 6vop.a

^0'j6Evv)p.a

anche Ps. 31.

50.53. 62. 72). ^.eysTai Ss /cat ixavb; /s^p' *ai wwo97)f*ivo{ x.ai TOUTOV STroOyiaa xat TOV TTcTtoO/ifxsvov (TOO TC7:o6yif/.evou?) /cat jxovo;.
AOITTOV Tcpb; TVJV

a/.o>.ou9iav

>.a{ji^avo{Av

(cfr.

sopra

1.

roO ^aXfxoO TY)V ep^yivstav TOO ovofxaTo; Aa^tS 3). Ps. 141 To TOU A. ovofxa Sta<p6pw; spp//i/cuptou sup^<7t;

veueTai, CD;

auTo

7voXXa/ct; etp^xajxsv. ore yap st; wpoawTCOv TOU r/cavb; ^tpt* OTE Ss si; /.cifXEvov, ip(AY}vtOeTat
pj///ivusTai- TceTv o
/Cat
vi

7rp6<7W7rov
t

TWV

dix.atojv,

tAEv o;'

OTE Ss

si;

VOVTOiV

7r'.(7Tp<p6vTWV

Up^(Tt;
titolo o

a'JTO

3Ct|JlVOV,

Tcpoacorcov TWV a uapTae^OuOs VV) EVO V Sta


[7.

Ta

aaapTta; auTou. Ripeto, che quando al salrao non appongo

il

numero

dello scolio, cito

sempre

il

1'argomento.

SDI SALMI.
(AY) {A

159

aUTOJV
ouv

XOi

Tpa>

Xyl Ol

^OUO

OU VT

[A

7rpoi7iov,
5

av

rj

TO TOO

Aau\5 ovoua
OUTO?

-',xiu.vov

w, xa\
5

<|;aXu.6?
YJ

a^t

si?
,

^(xotpnqx^ra; Tiva? xa\


6

T/]uaiv'. TOUTO

imypa^ifj

OTI

'|aXu.o?
k

ciprjTai

i?

^ou0vr][jt.vou; TO up^Tspov Qta Ta; a u.apTi'a? aOTwv,


b

5t [AETOC

Ot X^ysi

'-paXao;

si;

Tiva;
ovojxa,

xa\

OUTIO;

ipp.T)veOe<jdac
i<riv

TO TOO

Aauew
01

w;
>

a.voi yap
10

6iro

TOU XOTJAOU
iijt.i

TOO OEOO avOpwiroi, xaOa

<vw

iroTY^

NcoTo;
OUX
TT

w xa\

^ouo

co u.

o;'

oocodoU

TO TOO
TOV
15
t
I

Aau\ ovoaa TOUTOV xAXTOv d) xaTa TO ip'f]u.vov


,

Tc60Y)<Ta, TOUTCOTIV TOV Xaov


v V
t?

vUT6ai
1

TO
1

y a 71 ^ (T TOU AatueYo ovoaa


T
?
'f|

uayyX(co 'Ay ait-/] T a? TOU? o aUT U? XOl TpCO?


.

\fj*

TOU?

^ixaiou?
Io.

Cfr.

Regn. 2
10

'

so.

Ps. 118 HI.


16

"

13

i.

a8ri ?

^ou6v5avo;.

Aaueio scripsi: Sixatou 0.

u)

Cfr.

Ps. 36
-

...

TOU;

a^s^st;

TOO;

e^ouOevTifxsvou;'

ysypaTrrai
ev

yap

Ssvoiaa;
bJ
i.

iv.84|At}ftoc

auTwv.
42 TW
/.at

Ps.
50.

26 62
TO

si;

TOU; x.aTy)ou[/.evou;.

TCTai'ffxvTt
v.y.\

~/.y.i

aijuxfT&Ab;...
^ocTCTiajAa

OsXwv

7ct<TTps(j;at

sXQetv e^t TO

p.sra 72. 141.


c>

vip-apTTi/cw;

6eXcov

[xsTavo^aat.

Cfr.

anche

Ps. 69

A.

yip
ev

spfx.

;o'j9svr,(/,svo;,
s^ouOev/ifjievo;...

owep

vi

St/.aio;,

8;

eupi-

(r>tsTat

-aoa TWV
le

TW

xoff^w

quasi sempre

parole
io

Aa^S

epy/^vsusTai...,

Quindi innanzi omettero che vanno sottintese dovunle

que

non avendo
f1

scelto

che passi, dove compaiono


TOU
Osou. A.

relative spie-

gazioni.
^

Ps.

10

ei<;

TOU; ayc'ou;

yap

epj/..

TOUTWV

(!)

STTO-

TOUTETTl TWV aytWV. 100 ... W<T7.VSl TOV V TUaTl OgW UapTTOUVTa. Altrimenti 33 rept TWV S7:i7Tp<p6vTwv aTrb ve/tpwv Ipywv s-i TOV xupiov. Attesa la citazione di Giovanni ayaTrr^oc;... viyx-'/idsv, ricorrente nel comOv)(Ta,

mento a Ps. 14
la

(cfr. p.

160, n. a), dubito che qui nel proemio sia scomparsa

spiegazione OUTO; ayaw/iro;, owsp ecm ?rapa TW 6sw 6 dcTTOTafraojxsvo; TW /coajxw Ps. 54: cfr. anche 51 ; dove e congiunta colFaltra 6 e7ri<TTpcpwv. In 5. 16. 20. 40 OUT. iyaTc. e applicato a N. S. Gesu Cristo.

160
j

XIII. - IL
/

COMMENTARIO

D'

ESICHIO GEROSOLIMITANO

-itTroOr}u.

vo'j,

TOUTS'TTIV o Xao; TOO

(koO TOO ~-oOr](Jivo'j.


nr(op.v (Xsys-ai yap
?;

Y\

xa\

aXXco;

TYJV

ipj/.Yjva'av
71
Y]

TOU Aauao
V
? ) <TTIV
.

av

lp{XY)V'J70ai
TCOV
5

Xai

IT

U.

Xa\ TOOTO XY]TTTOV


il)
.

TOV XaOV

"()T
6

ayftov 7r7to9r)U.vo; yap & X^ya Y) STiiypaoY]


Tispi

6u6 xupiou '|aXt/.6; TOJ


,

Aau*t,

xa.

/i
TS

(|aAu.o;

TOO

uioO

TOO OeoO

of$a[xcv

OTI TCp

ipa^vt'JcTai irp\ auToO

(xavo? ^sipi* ycypauTai yap pio; xpaxaio^ xai ouva-o^


'''.
f

TOU Aa-jio ovsaa

Ku-

'Oitou
10

5l

TWV Kop^
Tjiav
[/.ev

<TTIV

Y)

Euiypa^-/],
uicov

xa\

aO--/]

-r]

iriypaor

(Jia^opw;

o-r)XoT.

yap CX-TWV

Kops

'^aXTcoooi, co; t'jpiY)

axou-tv

lapaXsiTroas'vai?.

AeutTatauo TWV
TOO a
i

y^ypauTai yap utaiv R a a xai

K a\ av aT ia v 01 x TWV uiwv Rop


v

v sTv

Rupico TCO OEW 'lapa-rjX


oijv

otovjj
K.

u.yaXy]
v

u'j/o^.

rj^av

ol

|aXT(t)Oo\

aivoOv";
v

TOV

uptov

X6-

15

yoi;

Aauci'o, xaia sipr) [AE'VOV llapaXEiTroasva^ OTI Oi v opyavoi; wocov AculTGtt -or^7aTo AaRupiou, a^
TO
6 i;

D\
OTI
01 a
20

^aatXE'j^ TOU ^ouLoXoyta Oai TOV aiwva TO ^0^ auToO,


-

vavTiov Rupt'ou,
v

'20

lifxvoi;

Aau\o
auv

^ip6;
u.o;
TJ

auTcov.
/

Yjaav
TYJV

o'jv

01

RopY]vpt

A'/iTai;.

vOa ouv
irp\

Ttiypa^rjv
TYJV

TWV
c)

01 '^aXTwoo\ uicov

TOI^

Rop,
TOV

t)XoT 6

TWV xaOaowv

xap<?(av

dpTiffOai

Ps. 23

s.

" 2 Paral. 20 -i.

u 2 Paral. 29

so.

K 2 Paral. 7
15 - 19

Tiv 0.
it

9 y.ai -

i^i^pacpT,

o//7.

.4.

aurrt 0.
iO-il.

10

iupiaxwu-EN 0.

on -

x.a:6iai

0:

at cfr. infra

161

'

Ps. 14 ...6 /opb;

TCOV

aytcov

8v

x.upto;

y aTT'o TSV a 6 TOU;...; 16 OTCSO ivayjcouov Xa^stv TOV Ozb TOU Oeou 7re:7&8yifAevov. 17 IH. 20 si; TOV
/i

si;

iroO^ag etc reXo? TOV TWV aytwv yoibv


TOV
ayiov (corr.
7us7;o9-/i[j,svo;

Xabv

TWV ayuov) TOV

TrsroO. OTCO xupiou. 32. 36. 143. Cfr.

anche 142

TO-JTSTTIV 6 STUTTpeo/cov 7:pb; TOV /cupiov Xxbc

Twv 'louSaiwv, con accoppiamento simile a quello che abbiamo notato sopra, p. 160 fine, in Ps. 51. Altrove 6 /^opb; TWV 7rpo<p-/)Tt3v 3, ovvero TWV xTuoffToXwv 77 is<5.
11

Cosi in 36 Salmi almeno: 4. 24-26. 55. 59-61. 64. 67. 68. 70. 85.
)

90. 92-98. 102 ecc. Ps. 83

Kops yap sp^vsueTai


e-7Tiv.

<paX a/coo;

6
vt

Se

<pxXxx.pbs

zapi

JtaOapos

86

TO-JTSTTI TOI; -/caOapoi; TIJ

SUI SALMI.

161
l)) .

77pt

TWV

a)

a{3or]9^Ttov
lp(jt.YjVUTai
<7Ttv
,

Y)

7tp\

TWV avTiXoytxwv
6

TO

[/.v

yap ovofxa
4

TOO

Kop
tpo;
iq
<r

^aXaxpo^,
2v
YJ

Sk

cpaXaxpo; xaTa TOV v6 uov


'ii s
a-

xaOot

y^ypaitTat

TW

AEUIT'.XCO

av
t

Y)

Y]

x
V

*p
I

aX

auTou, ^aXaxpo;
'JptTXO[JlV TOV

xaOapo;
6pyt-

!TTIV.

TCOtXlV

IpO^Tai^

0OV

V Till TOTTO'.^

Xi^aXYjv ^>aXaxp w(xa, waavEl iiavT\ apyovTt TOU Xaou \ % a ff y u v Yi xat ovtooc OTav aoAwm%t air auTwv TYIV

11
t

">'

'

'

*i

ii.

10

po^Ofitav. ^a^^ 5^ xai auTo; Kops TWV UIWV Kopt TWV '|/aX(JI.WV, w; TTSpt
xap^iav Xsyet 6 '^aXao;,
~f*

avTtXoyt'a; yeyovsv.
^Y]V,
Y)

v6a ouy\
TYjV

1Tp\

TWV Xa6apWV

up\ TWV XT^; OVTWV TYJ? (TXi'irrj? TOU QOU YJ n:p\ TWV avTtXyovTwv TW TOU GOU uayycX(w, irpt wv 6 airosToXo^ Xc'yt Oua\ auToT?, OTI TY] avTtXoy^a TOU Kop& airwXovTo, xa\ v Tpw 'AvT^Xfiyov TOI? UTC.O TOU TlauXou
YJ

20 V
.

15

X yo

p.

v o t?,

xa\ 6
[x&v

TrapoifJuaTTYj?

^Y]

'AvTtXoy(a^

lyipi
5i

ira^

xaxo^.

xat 7Tp\

TOO

irtypau.p.aTo;

TWV uiwv Kopt OUTW;

>;

utou?

Kop

i'^Yjaav
ovojji.a

xa\ TOU

'.

xa\ TOUTO TO
20

auTwv ^txvuTat.

at

yap

irtypa(pa\

-TOJV

'^aXixwv,
i'va

vOa

(TT\

'Addfcfp,

TI?

t'7iot

TO TOU 'A<ra^ ovoaa, oux yt '|aX[JL6? TOU OTI UTT' auTOu ycysvYjTat 6 ^aXjjio;, aXXa irpt^i

^4

13 V

ixaaTYj

irtypao-rj

auTou

'^aXfxo^
t^

TW 'Aaao.
TYJV

TOUTO 5t TO 5voaa
u>^

paYjvu6iji.vov airo TYJ; 'Ejrlpai^o?


3
14

'EXXyjv^*,

xai Ta Xotira,
13

Levit. 13
45.
15

40.

? Cfr.

Am.

10.

Es. 152. Ez. 7

is.

ludae 11.

Act. 13
2 *<XT<X

Prov. 17 n.
(cfr. Ps. 8.'1):
'

TOV
5

A mary.

i.a8ian 0.

siptaxwy.ev 0.

cpaXaxpoaa 0.

10
j'e-^SNTiTa'..

19

aurw A:

nwm

^aVrwSwv ? c//-. ^60 /O. TW ovsaart auT<5 ?


irepiix 81
'

xaOa-TrapsaTTdaiAS^ om. A. ^.? c/r. Ps. 87 aNTiXo-^uci; u *9 e^c. /br/e MWM*U eel alterum oerbum excidit. 2I OTI l9 - 20 at o sw... I-^ei i/a AO. om. 0. ifaXao;

xpatwv

text., 0.

3 17 _

ivTiXo-^txo?

(/.

om. 0.
a)

2l - 22

auTou om. 0.

23

iXX^vtSa 0.

Ps.

43 To
syj>i><n

Se

Kops

ouv yujy.vbv
s

TO

^ye(/.ovi;cbv

ep^yivsusTat <paXa-/cpo; ((paXdUpw^a P). rol; TVJ; -/capSta; XTCO i^aOwv, e~t TeXet
spycov

st;

7uve<riv
b>

ep^op.ev(ov 6 ^aX[/.b; OUTO; e?p7)Txi.


...

Ps.

84

OTVsp spfA'/ivsusTai

rot? uioT; T^j? a^aprtx;. Kops yip

TOUTETTI avTiXoyia e/p^aaro Trpb? TOV 6sov. ouxoGv TO?; ubi; Tfi; ivTt^oyta;, T?J; ajAscpTia;, TW Xxw TWV 'Iou6oua>v x,ac TWV eOvwv... Cfr. anche Ps. 87. 48
...

Tcspi

TOU TeXou; TWV utwv

T?J;

stTvsiOtas 6

<j;.

Xeyei.

Kops yap

aTrsiO ?)
11

162
^YjXoT T(VO?

XIII. - IL

COMMENTARIO

D'

ESICHIO GEROSOLIMITANO

^piv
a)

OUTGO?

7TixsiTai TOO ^iaX[A(j)


Y)

p[AY]VUTat yap 'A<7acp


b

auXXs'ywv
ypairrat

xa\

cruvaytov
r\

a-uvaytoyYJ
6

svGa ouv

TW ^aXfxw,
s*v

irsp\

TOO Osou Xsysi


V

(j;aXp.o?

TOU

<

-avTa? xa\
5

TOO vuv
si?

aiwvi xa\
c)
,

TW

[x^XXovTi, TOU? piv

si?

O-COTY)-

pt'*v,

TOU?
^

Si

xp^tv

YI

si?

TOU?
u.6vY)V

7ii(TTp90VTa? xa\ Tuvayopt.vou?


TYJV

aaa

0vcov xa\

'louoaicov

si?

auvaycoyYJv.

MsTa
XI'TOU.
5

5c TOV

'ATao

s'apYjfjav

ivai

vpaXpt.6v

xa\ At9a[x TOU 'lapa'r)-

10

Kop w? Xsyouaiv,
'[o-paY]XtTat

xa\ Aau\5 xa\ ol ub\ apa ouv AiOapi piovo? YJV lapa^X^T-r)?, YJ xa\ \o ao xa\ SoXo[/.wv xa\ MCOUT'?]?, ou? iccpt^ct TO s^pa'ixov,
>

OTI

up

TOO? '^aXfxou? elpYjXOWiv; aaps?

OTI

xa\

auTo\

UTc^p^ouaiv. s'tcsiTa

apa

^?

[xovo?
si

AiOapt.

yyVY]Tat

iv u4(jai? Tat? (puXal?; oux ol[xai. 'I(TpaY]X(TY]?

yap xa\ X^^Y]? TYJV


upYJai?
uirap-

ysvsaXoyiav TCOV ^too^sxa ipuXwv


TO>

v [lapaXi7ro[jt.vai? 7 iroXXou?

6v^(xaTi

TOUTW xX^O^vTa?, xa\


TOU

TIG^VTE? otjAov OTI 'IcrpatYjXftat

vsiav

u^Xtv

ovofxaTo?

E'XOco^EV.

OUTCO?

ouv

s^si
YJ

'(]

TctypacpY]

Suvs'dso)?

AiOafjt.

TCO

'lo-paYiXtTY), TOUT<TTIV

TYJ?

TWV
20

ayioov

TWV

(Jiavoia u^-r]XcJ6v TYJ

TWV

a-rupj/.a
Y)

0ou

OVTCOV 6

saTiv 2vOa TO siriypafjLaa TOUTO

sitixstTai,

TCO

U^IO-TCO

TW

o-nrsipavTi
d

14

TOI? ayioi? TYJV lauTOu j^apiv AiGafA yap pfjLY]VUTai ut];Y)X6? 'lapaYjX^TY)? 5 lpp.YjvUTai (Ticopa Gsou. TauTa ouv
YI

si?

TOV ui6v TOU Osou


sipY)[jt,cVOv, 9)

e)

xa\ ^ta TOUTO

yivcoaxofjisv

TOV
^lavoia

si?

auTov

si?

TOU? ayiou? auTOu TOU? u'^YjXou? TYJ


)(otpiv
5

xai Eauap^s'vou? TYJV Osiav


1

auTou
si?:
st?

f)
.

SUTW; om. A.
ot 19

2 9 - 10

auvXs-^wv 0.
ou;
-

t\

ow. A.

Tuva^waevou; 0.
nt

ay-a

om. A.
Ipar-

5p'

A.

om. 0.

stpvixaatv

om. A.
2I

1J - 15

sirsira- uirap^ovrs;

om. A.

15

viav 0.
*2
vi

awEipovn

zo

rot; a-^ion;

om. 0.

aircipi;

AO,

mails

airopo;.

XriTTaTo^ 0.

om. 0.

*)

Cosi a Ps. 75. 76. 78. 79. 80, e Guyaywyy) xai cruXXeywv insieme
Ps. 72. 73. 74. 77. 81.

a Ps. 74. 81.


b)
:>

Con

cio

avrebbe mai nulla a fare Tetimologia data a Ps. 49:

"Affiip
'

yxp jtpiT^ig sp^viveusTai?Ps. 88 AL6a{x Se con


)

scritto
1

Si
...

Ps. 87 Ps. 88.

u^viXo; 'IffpayjXiTou (quasi fosse ^opjveusTai (TTceipavro? Osou. Inoltre Ps. 87 e 73 so. aurw TtjS u^ vilw TW uiw roO Osou.
4p(i>ive6eTai

SUI SALMI.

163

MTa
v
irpo&Tirov,

TOUTOV dpiqxacn xa\ TOO EoXopuovTo;; dvat


{3$Xcov
OCUTOU
supfexo[/.sv

ouoWia TWV
OUTS
V
v

fepoplvouc

o!>?

2l

BanXelat

OUTS EV IlapaXciTrojjic'vat;, OUTS


T?j^
(3l[3Xou

aaa
V

xsi-

JASVOUS,
5

aXX'

TpCD T6TCM

TtOV

<|aX[AtoV Xa\

Tp(0,

xa\ craou; a[/.*pOTpou; Xs'yovTa?

uspt
a)
,

TOO uiou TOO Osou. o?cp


(TT\V

SoXopiGv
6

yap

ptxY)VUTai
6

sipy) vtxcoTaTOc;
ipTQVY]

'lYjffou?

xupto?

xaTot QUTIV
YIJJUV.

uiiap^wv
TO

oOsv xo\ TauTYjv oixsta */4piTt


ovofjia

copiqTat

svOa

ouv
'/]u.a;

TOU

SoXo[/.wv70

-n;ixiTai

Tai

avavTippiQTco;
10

icat^edei

TOU uiou TOU 6sou irsp\

Xs'yiv

TOV

'jaX(/.6v.

5s xa\ TOU Mwua-Ew? sivai TOV


^

7:6',

w^

svofxiaav

irpo-

TW

ypa^jjiaTt

TYJ?

ouoc axptpco; auTYJ TYJ

7iiYpa^^? xa\ ou TYJ OUV^AJU, [xaXXov ou yotp 7iiypasYJ. s^si irpoau^-r) TOU

M(OUTW^
15

avOpcoirou TOU Osou, aXXot upoq'su^Y) TO>


TOUT(TTtV aUTY)
Y)

MWUTYJ

avOp(OU(O TOU 6OU*


TOU OEOU

TTiypa^Yj

XOC7

TW irpOTTp^ovTi Tqi TOU 6sou MCOUO-Y]^ yap pp.Y]VUTai avaipsai? u^aTO^, oirsp S(TT\V IxaTTW TWV [5aTiT^O[XV{ov TO TOU QOU [3aT:Tt(T[xa b) ava^pTat yap x TWV
ap[/.6CouTa sari
*

^4

i4v

Osiwv vap.aT(ov TOO aa>TY]ptou uo^aTO?.


20

"E^Yjiav

Sk.

xai Ttva; sx
,

TWV

-^aXpt-wv

avsiriypa^ou;
p.T)5|

slvat

5ia

TO

OUTW;

siciysypa^Oai

xa\

co;

x TOUTOU

TOUTOU?

sivai

TOU

Q 90

0,
3 - 5 OUTS
ll

<

c/r. f 5^ f*.
7 o

162

7.

800
7' 10

(j^aXijtou;

0.

* sv

om. 0.

cpsp.

eppwasvou? 0.
9
i4

au.a-8sou om. A.

om. 0.
0.
16

o8sN - tf/aXaov
:

om. A.

7 oixsTa

0.

PTTW? 0.

MwaEw; A.
-

evo'aYiaav

Trpoasffxtxo'Te?

TrpoffEo^mx. 8i A.

ivavmpMwa. A.

av8p. T. OEOU

om. 0.

wpoae'xovTi

A.

*)

Ps. 71
STJ

STJ'

ed/^aTOiv

TWV

-^{xspwv

st? TOV

sipyivDcwrarov e<mv
^ppt.?)-

<!/.,

Xeyw

el;

TOV /cuptov 'IvjaoOv

2aXo(xwv yap stpyjvtxb;


2aXo(J!.wv,

vsuerat.

cosi Ps.

126 W&T)

TWV ava^aS^wv TW

oirep

e;o[/.oX6yy)<Ks

(dal cod.

P) TWV (TwQevrwv Sta TOU

Ps. 76

41.

102

13

TW Xaw TW avavsyOsvTt aTcb TOO A*

f5; yap ep{/.v)veusTai avaipsdi; u^aTo;. 10451. In tutti quest! passi 1'etimologia e la stessa, sebbene ne van a comodo 1'applicazione, per es. all'assunzione di Gesii dal mare di questo mondo (76), o degli Apostoli

dal

mare

di

Galilea, dov'erano

pescatori. Altrove (Ps. 89. 10532.

49

cfr. 76) la

parola e alquanto

diversamente interpretata avaXyi^i; ed appli-

cata all'ascensione del Salvatore.

164

XIII. - IL

COMMENTARY
rjtjuv

D'

ESICHIO GEROSOLIMITANO

Aa-j& aXX*
xa\ ol
<TJV

(kpaio'TEpo;
TiavTs;

tysftsi UTiapysiv
EV

O^po;
S'j

ait^T
6

auTw

XE^OVTE?

TaT; IIpa*<yiv

Oso;

icotYJffa;

TOV
TOC

oOpavov xa\
v

TYJV yr]v xa\ TYJV


6

OaXaaaav
ia

xa\ iravTa
5

auToi;,

.TOO icairpo? Y)[/.WV

uvu"Iva

UOCTO;
i(

E^pua^av
o(
r

i7twv rcaiSo's aou 4y(ou ffT6"(AaTo; Aau\ xfiva 6vY) xa\ Xao\ fifXEX^TYjerav

^aatXT; T^; y^; xa\ ot ap^ovT? cru VYJ / TO auTO xara TOO xuptou xa\ xa-ua TOU
.

xa\

5ii

TOUTO

so^yiXcoo-av

TOV Aaue\5

ipY]Xvai TOUTOV TOV

10

(LaXjxov

TOV

TOV

Trpi

va TWV avutypa^cov. TOV auTOv o-r] Tpdirov o^Xov OTI xa\ auToO auTo; erp-rjxEV, XYCO JYJ TOV irptoTOv '|aXiJ.dv xa\ OCUTO;

yap
Tai
is

x TWV avcTTtypa^cov

oxi

ivai.

el

yap auTO? upwTo^

Aau\5

'laXTw^ou; xaT(TTY]av (xaOa

upV](Ti;

sv riapaXsiuo^c'va^ OTI ys'ypair-

Ka\ ETaJsv Aau\5 xaTot TrpdatoirovT-yi^ xiflcoToO T^\? xa\ avata0TJXY); xup{ou TWV AEUITWV Xs iToupyoO VTa? ; ^o[jioXoy EiaGai xai ouvtv Ruptw TO> GO> Za-^X' 'A<rA<p 6 -rjy OU[/.EVO? xa\ 6 ^suTE.po? auToO a; xa\ 'li^X xa\ S[xtpa[xtbG x*\ 'laYjX xa\ MaOxa\
v

OaOcia;
20

'EXidtp
EV

xa\ Bavata; xa\


Iv

'f$ei$<*>v, xa\
xai xa\
o^ta
v

'OCt;
xa\

opyavot? xa\
xu[A

va{3Xai?

xivvupai;,

'A(jot^ 't^Y)X ot

paXoi? avapcovwv,
V

Upi?

Tai^

<TaXTciyiv
To

Bavaia? xa^ vwiravTO?


7

irtov T fj ? xt{3coToO

T^?

o^iaO-^x-r]?

6oO

TYJ

YJ [x

pa

x(VY].
25

T<$T

Kupiov
si

sv

TaHV AaUE^^ V ^p^fi TOU aiVEtV T^V )^tp^ 'Aaa^ xa\ TWV a^EX^pwv auToO), ouxoOv
6

'auTdr
6

<TTIV

T^a;

i'xaTTOv

TWV ^aXTw^wv, ^Xov


i

OTI oOx

(TTIV

Tpo;

ap^a{Xvo; TOV irpwTov '^aX[xov


i

[x-?]

Aao^o^ ap^wv iravTcav


[ii'pXou

TouTtov.

ouv

P5Y)

TWV aviTtypa^wv xat


elpT)fJtVY),

TTJ;

(JE^xvuTat TOU
so

AauA^

'jiaX[/.wv, OITIVE;

upwTo; xa\ 6 tvat TWV irpwToi Xc'yovTat uap' auTOl; avTriypapwv,

X^yw

O^YJ

TWV ^aXtxwv o^EUTEpo; TWV

Act. 4
a

24-26.

"

Paral.

16

4-7.

7 - 10 xai ot apx- avim-yp.


o//i.

6aXaoav A, a superscr. al. man. 5 eiwwv 0, 10 12 om. A. 8n Si A.


:

et

in

rasura esse videtur. om. A.


12 - 30
si

6
-

*atv& 0.
aveiri-^p.

-yap

ex.

^ap

A.
0.

l9

eXtdtp'
28

0.

"
tijti

Bow. xat: sej. rasura


?

6 fere litterarum
TOU A.,

in 0.

28

ij/aXroSSv

0.

<f.>

4 ?x

c/r.

i65

i8.

TW i?i ^TTO

saepius.

SUI SALMI.
^

165

avayxY]^ xa\
<^o'

ot

Xonrot TCUV av7rtypa^cov 6116 TOO


ptiv yEypairuat,

coTucp xa\ 6
t'vOa
t;

av7cypa*5o;
xat
v

TOO

Aau\ t'pY)VTar & Aaut <TTIV.


'E|3pa(ou;

TOV

ditd'aroXov

E'jpr^ci?

Xe'yovTa

-upo;

Tivot

sct'^cov

T)|xpav
xaOco^
TOJ

Aau\o Xycov
YJ[jt.pov
<rxX-/)

(JLETO.

ToaoOTOv
^tovTjS

/pdvov

7rpotpY]Tai
(XYJ

av

TY}?

15

axou(T-r]T,

puvrjTE

Ta;

xapota; upiwv 023


^"/jXcoaE xa\ TOOTOV

uapaTrtxpaafJiqi.
TOO Aaue\5 eivai

xa\ TY]Xauyc6;

xa\

oO^i

T^pou Ttv6;. oOxoOv

xa\

oi

TWV av7Ttypa^tov auToO Tuyyavouaiv.


10

EITIV.

'O[xw; xa\ irspt TCOV avtovujjicov eOpVja'Ct^ OTI up auToO TOO Aaut(? va yap TCOV Xyou.vtov avtovjacov , Xyto TOV pXa' , v ?]
6

TOO 6&oO TcptoTo^apTu? Sr^avo? OUTW^ ^TJ irpo? TO'J? ap/ovTa; xai TOV Xaov TCOV 'louoatcov, Xycov 7ip\ TOO Aaua'o\ OTI
voi

Xa[3tbv

15

up yapiv vcoutov TOO OEOU 'Iaxc6{^. auTo; ouv 6 Aau\5 0UVUTai XyCOV V TCp ^aXtJLOi Et (5c6(TCO UTTVOV TOT? O^pOaX[AoT^ [xou xai TO!; j3X;papot^ piou vuaTay ijiov xa\ ava-

Tcauatv ToT;
pico,

'

T x r, x
6

xpOTa^o^ v co a TW OECO pi
t

[*ou>

W 4 o^
'.

iipco

T^TCOV TO> KuYJ

'Iaxoj|i.

ouv

O^OXEI

*P^

TOO

jaX{jLoO
20

STc'oavo;
TYJ

Tpou XEXc'yOat, aXX' O[ACO; TTKTTO; [xapTU^ 6 TrpoTcoirou ~otio'jcov xat r u.a; auTOv TOV ^aXpiov tvai Aaudo oix(a
xat

^covyj

ofjioXoyoOvia

irat^'JOVTa

uptv

(TX7]Vco[xa

TCO

QCO

'laxcoji.

'JTTO

Ilp\ ^ TCOV ^dvTtov ETctypa^v TO aXXrjXouia, irto; EipYjVTai v IlapaXEiiro^^vat; OTI irp\ a-JTcov TOU Aai>\ pco. yypa7iTat yap
t7TV, OT
TT]V
YJ

25

AaU\
TW
3

Xt^COTOV TOO

600

aV^pV

TJV TOi; tp0(TlV

23 V

xat

Xaco,

TO a X X

ou

Hebr. 4

7.

" Act. 7

15

46.

Ps. 131

4-5.

24

Paral. 16. Cfr.

Eu-

thym. 56 D.

e-eipr,vTai: Ix waNTi; ouv auri;


Xiiivot
6
12

Aa-jstS tfprxev aurs\ s;c

^1

contraxit haec et
ras.
J1

praecedentia.
!J(i)v

0.

3 scripsi (off. 9): aurot 0. eupracc; A, r ma;t. 2 i^i 8 io ijcouffXTai 0. 0. aicXTpuvTTai 0. oaw? AO, f- oixsieo;. ou^

opi-

cm. 0.

tiiptTv axVivwy-a

in/ra
sup.

I.

lt Xap5v 0. J3 TOU om. A. I8 TOU OS 15 Ssaw TW 6e<5 'laxwp, gw^e 7ia6c( Euthym. 0: a< a/i<tfr 0. 18 19 21. -1G7 M et ouv-eiprTai om. .4. litlem erasa (o?) ante aapTu? in 0. i

XE-yoaevwv 6eou: excidisse vitlentur verba ss. xai rj-rraaTo

lin.

20

r.aa;
2<

/.at?

.s'vov.

ojxoXo^ouvTo; xat iraiSeuoNTo;? 26 TWI aXXr.X. 0. irept auTwv, OTI?

21

23

eirt-ypacpEv?

c/r.

Euthym.

166

Xill. - IL

COMMENTARIO D*ESICHIO GEROSOLIMITANO


avtovujjuov
<TT\V

ll0\
i,

Si
OTI

TWV av7riypa^wv xa\


oCx
ei;

TOUTO
6

JfjXoOffiv

a?

6'vojxa

Ivo? s'Ovou;
S

^aX^o;
-reap'

vOa
'

<mv

ipos,

TO

epyov

SnrjyetTai
a)
.

oux

sVtiv
7csp\

ta TYJV iTapi6'TY)Ta
5

aoTwv

if); aiuffTeta;

TO 5s

TWV a
d? TOV xupiov
a^saOai TOV

TO ovofxa
i

i? TYJV ejfoVTwv TOV ^aXpt,ov xa\ xaOoXixw;


fjt.-?)
.

TOUTO 7uypa:pYJv,
xaTot
iravTtov

Y}Xov
6[JioO

b)

OUTO; ouv 6 Tp6uo;


?)

aveyypa-pcov irap' 'E{3pa(oi;

TWV [Xv liriypa^sa-Gai aviiriypafpcov Y] 7Cp\ TWV Xyo{j.vwv avcavu^cov. xa\ irp\
ujilv

TWV
10

<vTtov
OTI

aYou'ia
t?

TOUTO

6iroecvurai

TOO
6

Xou'ia,
TlVtoV

ujjivov

xa\ suYapicrfoev d'pr]Tai


Ylpt.tV

Xivo?
c)
.

<5COpY)[JLaT(OV

irapa(T^O^VTa

67:6

TOO OEOU. lp[Jt.Y)VUTai Sk


TCD

TO aXXY)Xouta
'I^ou TYJV

alvo? xa\
(JtYJyYio'iv

(ifjivo?
>

Oc(p

uaaav

irotY]a a[JL6a

TCp\

TWV
yap

^laipEo-Ecov TYJV
o(

uTwv
15

v Toi TcpoXoyw ^Yj(TavT!;.


ivai

v6[xiaav

iraTo^ TWV
^laipopw^

'E^pa^wv

pt.Y]

TOU; TcavTa? TOO Aauci^, dtt9oe'ctXTai 5

tvai

TOU;

uavTa; TOU Aaue(5' oOv xa\ auTo; TPU? 7Tp\ TOU


i?

24

xaTTTY](jv
irap'

TO

^aXXiv uavTa;,
v
TY]

Oift[*ep{pt5

auTOu? xa\
irpoipYiTai

TOC

auToT;
i

xpwvY)6VTa
itp\ T&V 'Aaa^
7

pt'SXw

TWV

^aXp.wv.

ouv

xaTa TO
sic.

ipY)p.vov -7Tp\

auTwv

flapa-

0.

eiri-yp.

lacuna? num. suppl. 5w(viaivt


a)

evo'u.7)ffa^

0.

16

Ps. 2

'Ave-TTiyp.

oTrep

^eix-vuvrai
i;

Trept

ayvwaiav eOvwv TS xae 'louSauov... ^v TOV laurwv ^saTroTviv... 90 To Ss CCVETU. Trap'


S-/i>.ot

TOOTO Xeysi, w;

vop.t^w OUTO;

6
<J>.

oux.

dcvaysypaTrrai
ev

ev

rat;

x.apStai;

TWV

xat

TYJ a-jToO

'E^patoiv. Tcpoaraffffsi yap ^. e7ri{/,vstv ^oviQeia' 01 Si 'E^pafot oux. 7iOs>.7)<7av sfx^elvat. 92 wcavct ouy.

auTot; 6

TW 0sw

eyysypaTTTai ev rai; Jtxp^tat; auTwv. 94. 95 Ta yap ev OCUTW <(<}.)> eyy.eifxeva oux ToOsXviaav vo^jaai w; JJLV) e^ovTs; auTov eyypa<pw;. 96 ... a^s^aia ysysTrap' auTOt; ^ia TTJV aTCtTTiav auTwv. 98. 116. 136.
b)
j;.

Ps. 65

...

66
;.

Tcept

wept T^; ava<7Ta<7<o; TOU xupiou xai T?J; TWV sOvwv ewtTOU Tr'Xyipw^aTOi; TWV xaipwv. 91 el; T^V uuvTeXeiav e<7Ttv

Cfr.

yap 6 fy. TravTa; si; TutaTtv xat argomenti del salmi graduali 119-133. Ps. 146 aXXr)X.-ouv alvo; xai UP.VO;. Altrove atvsiTS TOV epfx. Oeov 135. 137; aivetre TOV ovTa 6eov 104. 105. 112-114. 117. 118;
TcpOTpeTreTat

99

anche
)

gli

ufAvyj-

ffare rbv

ovTa Oeov 145; aiv&rare xat

up^aaTe

TOV ovTa Osov 196. 110-112.

149

ecc.

SUI SALMI.

167

xa\

Ai[jiotv

xa\
airo

'lt6ou[jt.
TOUTCOV
j^p-

TWV

irpo-

TOO
svTa;
5

(ilao'i^ea)?*

oaco;
slvai,

ovx

upTa;
'JTTO

aXXd

'|aXT(oo'j; xa\

xuptou

Aue\5 TOO

act; TO'J; ^paXTtooou; xat vuv TUTCOV

paaiX^w;. OUTCQ; yap EupTJfyovTa; TOV itp\ TOU 'Aiao xa\


irsp

TO!? uioT;

Kop
01

xa\ TO'J;

A.eu<T;, OTI

Ta

icsp\
i;

xxX-qn'a xupiou TaOra <|aXXou(nv

TOO Aaye\5 ex^coTOO XaoO. U7raxo-r)v

irp\ TOV 'A-rap Trpo^Tai ^c(xvuoQat xai apy^yoi xa\


t;

aTadTaOvT? 6u6 TOO Aaudo^


10

TOU; Xaou;

ei?

TO

TOV xuptov xa\

^oijt.oXoyTTOai
(Aiv
O'JTCO;

auTai.
efp'/jTar

Ra\ TaCiT*

Yjpv

up\

Sk

TWV XOITTWV

2 Paral. 35
(J/aVro8ou; 0.
v
5 '6

is.

TWN wsft

TOV... xai
^4,

TWV UIWN K.
Xi^Vjcxou

)c.

TWV AEUITWV

irapi? c/r.

166 i8'

0.

12

fux^t 0.

XtaNiffjcou

0.

a)

Cfr. Ps.
<T'/;p!.aivi

34 To Sia^aXjxa
TO Isyou-svov prirbv
asi,

ep(X7)vsuTai
UTTO

aeL

ei;

8v

ouv

xstrai,
ev

Xsyojxsvov S?TS ayaQov STTIV 6' Xsysi 6 <TTty^o; etre <pau>.6v. 06 Se TouTO' a>.V si; ov /cstrat TO ^ta<LaXaa, TTip^atvet on Tcspt TOU aXXou JAOVOV xal ou^t Trspt ou eXsyev sa>; TOU Xeyetv 6 <J>. gO<r4wou, Sta^aXfxaTo;. TO<J ouv TO St^y/iffi; Tirspt ^ta^aXp.aTo;. Pero questo scolio manca nel

TOU

<TTI^OU,

on ToOro

TW ^TI^W

e<7Ttv

Palat.

44 e nei Regin. 39. 40,

e quindi

ne dubito.

E da

osservare, che nel

commentario inedito atanasiano, il 3 di cui parlero piu avanti p. 175 as., 1'idea della mutazione dell'argomento (non della persona) come indicata
dallo diapsalma, e carattenstica predominante, e serve benissimo a far discernere a colpo d'occhio (perche la [trrxf&o>ij e spesso scritta in rosso)

catene, in cui esso commentario venne adoperato b Menzione d' obeli non ho trovato, almeno non ne ho appuntato: di lemnisci invece (sui quali cfr. FIELD Orig. Hex. I p. LV ss. dopo
le
>

Tischendorf) si': cfr. Ps. 103 9 secondo il cod. Pal. f. 158, di cui solo gl'itacismi ho tacitamente corretto (1'ed. e corrottissima) -6
Ceriani
e
:

sv (TTi/o; Ss

<JTIV

TO

<T?ifAsTov
>cai

ToOTO ToO
T?J;

Xyi{Avi<7/tou,

uTcb

OB'

ip[/.Y)Vi>Tc5v

stpyjTai

Six {Aev

x.spata;

T?J;

Suo ^uywv TWV (A<7 /i; TOV


-

S'/lXot,

VSUTWV
p.

TWV Suo <niy(xwv -JiTOt vuyptaTwv TO:? Suo ^uy; taiv ed. de Lagarde e<7^[/,avsv. Cfr. EPIPHAN. de mens. et pond. c. 8, 159-1G1, che pero non e cosi esplicito, come Esichio, in dire che la
Sia Ss

linea elicoide o /tepaix e simbolo dello stico nella loro supposizione.

Ills

XIII. - IL
a)
,

COMMENTARIO D'ESICHIO GEROSOLIMITANO


ixa^TO-j

TWO; i-izyj

iAVY)u.Y)v

^aXaoO
V

TYJ

TOO

-/opio-j

'/asiTi 6o\}.

'JUvo; xal a-uu.pi^x'Cou.iVo; TYJ


Xa\ 77p\ a'JTtOV
Xo"yov
iY]YY)<ro{xai

Xi'vou O'jvau.'.
TOi^

A^a)

!))

xa\

-aXiv

TCOV
TYJ

TfpoXe^6vTClW.

f^?];

1tX*TUTpOV TOV

TOO xupfou ^apiTi.


*

#
del

Insomma, dalla
n.

esplicita

testimonianza

compilatore
(cfr.

della

catena Reginense, dal titolo del codice Palatino

anche

p.

170,

1-2), dalla prefazione d'Esichio al cornmento conservata nei codici


sec.

Bodleiano ed Ambrosiano del


tario esichiano ai Profeti,

X, dalla somiglianza col commenindizi interni


il

da

altri

parmi

si

possa

raccogliere con bastante sicurezza, che

commentario impropriamente
d'Atanasio Alessandrino,

appellate de titulis
sotto
il

psalmorum non

e gia

cui

nome

corre, ne d' alcun altro egiziano,

ma

d'

un

palesticirca),

nese, d'Esichio monaco e poi prete di Gerusalemme (f

438
libri

che
S.

scrisse

commentari ora
'.

perduti

su

quasi

tutti

della

Scrittura

Se

tal

commentario accresca gloria

all'

autore ed alia scuola

esegetica Alessandrina, cui appartiene, lo lascio giudicare ad altri:

me
si

basti rilevare

che ben se ue comprende

1'

indole

una volta

che

sappia

scritto in Palestina in

un centro

origenistico da

un

monaco per monaci,


II

e che

ben se ne comprende la grande diffusione


2

per questa sua indole.


pregio d'esso, oltrecche in parecchie curiosita
occasional-

u.Evo;

in

ti

corr. vel restaur.

<ruapi|3a^o!jvo;...

ex.jjvou

membrana

lacerata.

3 **

xai irept - y^apin

om. A.

8^

TOV:J[N

membrana

lacer.

a>

Cfr.

ad
s.

es.

rswiOswptx dei salmi gradual!


fin.

in fine al sal. 133,

che

PITRA Anal.
b>

II 427-428 ripubblico, credendola inedita.

Cfr.

Ps.

133

Aii

TI

Ss
^

ast9/.b;

TWV ivaa9Afflv

r/.a

x.at

Menolog. Basilii, 28 Mart., Ill 33: 6'Osv xxi ^XTXV ypacp'/iv 4pfu$vfUffl TS xat ^isTaor^e xat ei? TroX/.wv TrposOrixev w^eAeiav. E difatti il-nome di Esichio compare nelle catene di tutti, o
1'elogio
di
lui

Cfr.

nel

quasi,

libri

santi.

Ad

es.,

in Ps.

135

&
i

LXXX

1924

mette tra

touSai'xoT;

Esichio accetta quello che THEODORET. P. {xu9oi;, e lo accetta w; Tr

Gr.

SUI SALMI.

169
1

mente

ricordate,

consiste

nel

fornirci

una

base
2

nuova
il

nella

ricerca e riconoscimento degli altri scritti esichiani,


Salterio corrente in Palestina al sec.
il

testo del

V,
3

e quindi piu o

meno bene
della

testo

di

Pamfilo e d'Eusebio,
si

un

classico

esempio
i

maniera con cui

trattava
gli

il

sacro testo da uomini santi,

quali

ne ammiravano perfino
ramente.

apici,

eppure

lo

interpretavano cosi libe-

Ma
altri

del Faulhaber, ed e

rimane un grave problema anche dopo la pubblicazione il rapporto del commentario antonelliano con gli
sotto
',

frammenti in Psalmos tramandatici

il

nome
S.

d'

Esichio

nelle catene del

Barbaro e del Corderio


nei
palinsesti
e

inoltre con
e

un commenSalvatore
di
2
.

tario

contenuto
sec.

codici

29

30

di

Messina,

VIII-IX?,

attribuito ad Esichio dal Reitzenstein

TWV TcaXatwv
erano
le tribu)
:

IffTOpoOffi

(il

Mar Rosso
14

applica Ps. 134

divise in 12 parti, quante ai personaggi menzionati in Act. 13 i.


si

Sarebbero inoltre da confrontare col Fisiologo ed altre antiche raccolte di fa vole popolari sugli animali le esposizioni di Ps. 41 (cfr. cio che
i

di simile favola annotai a p. 18 n.

per
Sl3C

la crit. del

testo
:

di S.

5 del mio op. D'alcuni nuovi sussidi Cipriano). 101 12-14. 103 45-46 ecc. Valga per
etpyjxs

tutte quest' ultima


TpltoV
S(o;

cr/,u{/.voug

ra

I6vY), STCSI&YI
JtXt

<r/tO{/.vo;,

ore TS/Or),
TplV)[/.pOU

-flf-SpWV

flCVOfjXiwtl.

OUTW;

OUV

rv.

S0VV1

Sti

TVJ<;

TOU

jc'jptou

ev

TW ^otmia^am ave^s^av

TOU
Tfltt

(3a7CTt<7[/.aTO;

yap Tat; rptai >cxTaToO 9avaTOi> TOO xuptou {/.tfxoOvTa; Tpetg vox,Ta?
Is.
i

ev

)tTX.
*

FAULHABER, Hesych. Interp.


raccolti
:

XCIII 1179-1340 non sOno


aggiunge

xvi, dopo ricordato che in P. G. frammenti della catena del Barbaro,

fragmenta nescio qua ex ratione Hesychio Hierosolymitano adscripsit (Migne) quae fragmenta num. genuina sint, quaestio est nondum soluta neque mihi hie solvenda, e poi si volge ai
alterius (della Corderiana)
.

codici Marciani che

si

dicono contenere I'esposizione

d' Esichio.

L' attri-

buzione

di questi

da cui
2

la

frammenti ad Esichio riposa sulla fede delle catene mss., Corderiana precede, e naturalmente s' e pensato all' Esichio piu

celebrate

come

esegeta.

Quanto

al resto v.

App. A,

p.

176-177.

Berliner philol. Wochenschrift, a. 1889, col. 622, nella recensione " Siami in delle Analecta sacra et classica del PITRA. questa circostanza scriveva egli r di osservare che finora e rimasta inedita un' opera concesso,

170

XIII. - IL

COMMENTARIO D'ESICHIO GEROSOLIMITANO


i

Senza

fallo

alcuno,
all' esile

frammenti delle due catene edite non

si

possono ridurre

nostro commentaries avendo tale una diffui

sione e larghezza da farci ricordare


dai Padri, sopratutto se
si

commentari piu ampi


essi

lasciatici

tenga presente come pur

debbano

essere stati accorciati e ridotti, del pari che lo sono gli estratti di
questi.

Ne sembra possano
del

delle catene

frammenti contennti nel tipo I Salterio appresso Lietzmann p. 44-47, a giudicare


ridurvisi
i
*,

dalle parole iniziali e finali

nemmeno
ai

gli

scoli
2
.

esichiani

della

Siro-Esaplare, che sembrano

affini

corderiani

uno fra piu antichi Padri della Chiesa, e come essa per la sua dire il comben superi intere collezioni di frammeuti. completezza " ecc. Converrebbe guarmentario d'Esichio d'Alessandria (sic) ai Salmi
intera d'
i

dare altresi

il

commentario

ai

salmi 77-82, CHRYSOSTOMI sen potius HESYCHII


t.

(CoxE

o.

c.

I 883), trascritto nel

XI

delle

Adversaria G. LANGBAINII

conservate alia Bodleiana; commentario, che fu posseduto altresi dal Fabricio, ed. Harless VII 549, VIII 551 (qui si dice Ps. 77-107).
(Esichio prete di Gerusalemme). 29 i3 30 i. H. 32 is. 43 13 H (in Cord. (principio in ed. Rom. LXX, e cfr. Corder. I 806 lin. 1). 54 V II '62, e compendiato nel comm. atanasiano 3, cod. Vat. 342 f. 98 ).
1

Ps. 26

55v
ed.

(Cord. II 94). 62

&. s

(ib.

239 'Erspou,
132
32.

e s'assomiglia al

comm. an-

tonell. .Ps.

62

is).

Gli scoli 1. 2. 5 furono indi presi


n.

Lagarde Praetermiss. 128


zur

136

(cfr. J.

anche da BARHEBR., GOTTSBERGER Barhebr.

1900, p. 177), e i due primi messi sotto 1'intero titolo Esichio prete di Ger. Gli scoli editi nel testo originale sono indicati dal CERIANI nelle note. Ho trovato nella catena Vat. gr. 1422,
u. seine Scholien
hi. Schrift,

sec.

XI,

ff.

86

e 115,
13

il

testo originale di altri


'AXaA<xyf/.b;

due

scoli della Siro-Esaplare.

Eccoli. Ps.
oOx,
TOV

43

Hauy.

eTuvt/ao; oiS^,

TO aurb

x.ai

a^a
ot

rotvuv

7:X*?j6o<;,

invixa 7)).aAaov TOU;

SuoxovTa;

VSVIXTJJCOTSS

7:).ei6vG>v et:

TO TWV [jtapTupwv Trappviaia'CeaOai draStov. Ps. 62


4*'

senza nome:
waTrsp
rr\
V

Srsap yap TO

x,at

-^lOT'/iTa T?J;

/,^'

T^ v

'A.

?'^^
qui
il

vo^<rst?
vi

TOU

TTvsufAaTOi;.

<Twf/.a

TOI;

doTaTwy.voi; o^oi;, OUTW; xai


(fin

^u^vi T^ ^opviyta
6 S|X7r>/icrOyjvat

'jata

TOU Tcvsu^aTOi; Tciaivsrai

Siriaco), ^

TT OO-

TOV xoptov. Dal catalogo del Wright appare, che in alcuni codici eziandio del Museo Britannico,- e codici dei secoli VII. VIII e IX, vi sono estratti del commento d'Esichio prete di Gerusalemme ai Salmi.
2

Ho

esaminato

sec.

inc.,

un poco eziandio la catena Barberiniana III. 59, che contiene qua e Ik estratti col nome 'Hau/jou. Nei

SUI SALMI.

171
verificato negli

Lo

stesso dicasi del

commentario Messinese. Ho

ultimi mesi dello scorso anno


!

(1899)
e la

il

contenuto di tutto 1'enorme


fogli,
l

palinsesto

ne ho

copiato

qua

piu
-

e quale

desolante

inviluppo! In un salmo alraeno

il 103 compaiono non uno, ma due diversi commentari egualinente vasti ed inediti, seriza che ne per scrittura ne per numero di linee o per altro si distinguano esteriormente; onde riesce impossibile assegnare i fogli all' uno o all' altro

dei due
il

commentari senza

lo studio

del testo

--

cio

che presuppone

deciframento del palinsesto.

Ne
II

questa e la piu grave


palinsesto

difficolta.
e,

Messinese, mutilo com'


d'

non porta sventuratai

mente alcun nome


frammenti
derio sotto
di
il

autore. Ora, se e vero che in molti salmi

lui, per una meta almeno, ricorrono appresso il Cornome d'Esichio (per il resto sembrano inediti), e quindi

non

manca

di

fondamento
altresi

1'

attribuzione
in
altri

ad
salmi
,

Esichio
si

fatta

dallo

Reitzenstein, e vero
ricorrenti
d'

che
nelle
,

succedono passi
sotto
il

nel
,

Corderio
d'

edizioni
di

quale
,

nome

Esichio
17
8.

quale
salmi

Origene
scoli
16.

quale

Didimo

quale di Teodoro e

priini

gli

(Ps. 3

11.

H; 5?.

H.

corrispondono al commentario antonelliano 7 36. 37; 17 so) ma dal 51 in poi gli n. 30; 6 20
; ;

sono piu amp!, e parmi derivino piuttosto dalla stessa fonte che i corderiani. Pero taluno anche qui e del commentario antonelliano, ad es. Ps. 11875.156. Insomma occorre un esame accurato
di tutta
1

estratti -

non numerosi

mon.

questa intricatissima questione. Sui due codici v. i cenni di Gr. FRACCAROLI Dei codici greet del del SS. Salvatore, che si conservano nella bibl. univ. di Messina,
scritti

negli Studi Ital. di

sono 194,
linee

V (1897) 510-511. I fogli del commentario Jilol, class. a due colonne di 49 linee ciascuna: onde trentottomila
Le
parole hanno spiriti ed accenti di

circa

sarebbero a leggere.

prima mano. Un pedante ha ritoccato specialmente 1' ortografia, anche dove non occorreva punto, ad es nella divisione delle sillabe in fine di linea. II commento va, con interruzioni facilmente imaginabili, dal salmo 25

almeno
2

fino al 149.

Probabilmente

vi

ff.

Ai fogli 103 e 42 del cod. 236-237 del cod. 30 si commentano

ritornero sopra altra volta. 29 si commenta Ps. 103 3-25


i

ai

vv. 4-17

dello

stesso

salmo.
sotto dello

il

La prima esposizione e fortemente usata nella catena Corderiana nome d' Esichio ovvero sotto nessun nome anche il frammento
:

Ps.

Didimo

in Corder. Ill 73 al v. 6 deriva

da

essa.

172
d'altri
'.

XIII. - 1L

COMMENTARIO
si

D'

ESICHIO GEROSOLIMITANO

Quasi quasi
di

quantnnque

catena, catena manchi la forma esterna, se non ostasse la

crederebbe d'aver sotto

mano una

manifesta continuita interim, ossia unita del commentario.

Che dire? che


pone
il

la

catena Corderiana sia corrotta quante volte

nome

d'

Esichio, e tutto sia da ritogliere a lui ? oppure che


1'

Esichio abbia scritto de' Salmi un doppio commento,


alia

uno maggiore
altro brevis-

maniera

de' grand! esegeti suoi


i

contemporanei, e
altri

1'

simo, edificante, per


al

monad

e per gli

addetti allo studio ed

canto de' Salmi?

Sarebbe vano perderci in ulterior! interrogazioni, dal momento che non possiamo dare ora una risposta soddisfacente. Cio che preme
e cio che e indispensabile per lo scioglimento delle question! fonda-

mentali proposte,

si

e che

da qualche Cireneo

si

legga piu ampiai

mente

il

palinsesto Messinese. Allora, usando di


si

ttitti

sussidi posti
il

a nostra disposizione,
Ora, siccome fra
i

riuscira forse a dare a ciascheduno


di

suo.

nomi

questi pretendenti

c'

e quello d'Origene,

appare manifesto quanto tale deciframento ed esame sia piu importante ed urgente che non sembrerebbe a primo aspetto. Non e la
causa
d'

Esichio soltanto!

APPENDICE A.
Nota dei vari commentari
attribniti

ad Atanasio e ad Esichio.

Affine d'impedire facili confusioni,

sara bene

noverare distin-

tamente

diversi
il

commentarioli
d' Atanasio

edit!

ed

portarono
1

nome

o d' Esichio.

inediti sui Salmi, che Dico commentarioli, per

Ad

e8.

nel Ps. 118

il

commento

dei vv.

5.

6.

9.

10 (Cod. 29

in Cord. Ill 376, Anon, e Teodoro 377, Atanasio 378: nei vv. 154-158 all' Anon. 501, a Didimo, Origene 502, e a Teodoro 503. Altro ve corrisponde al Timoteo (v. 105,
f.

20) e uguale a quelli di

Teodoro e Anon,

p. 463), al

questi Salmi, almeno per opera d' un solo uomo, che gia rimarrebbe esausto dalle occorrenti previe ricerche delle catene.

Crisostomo, all' Apollinare (v. 28 p. 395) o all'Eusebio di Cord. ecc. Quanto mi scoraggiasse il riconoscimento di un simil fatto, lo puo imagiuare Per ognun poco non ero tentato a disperare della riuscita di un'edizione sicura delle vecchi commentatori dei reliquie di

SUI SALMI.

173
di cui
s'

due commeutari maggiori e i loro estratti, cenno nelle pagine iramediatamente precedent!.
escludere
i

e fatto

attribuito ad Atanasio e A, cioe Maurini e da loro giudicato autentico. Fu quello pubblicato dai molto in voga e spesso adoperato nelle catene, e tradotto e para-

Adunque primo commentario

frasato anche in arabico


al

'.

Ne

rari sono gli scoli indi tratti e apposti


2
.

La dichiarazione dei titoli margine della versione Siro-Esaplare od argomento, molto affine all' eusebiana, ordinariamente comincia
:

a&Tat OUTO;
e simili.
II

^aXfxd;,

..fyStt

TOV

-rcpoxa'aevov

<|.

...

uspt^si

ty.

commentario e lacunoso, specialmente verso la fine dal salmo 142 in poi. Si puo supplire dal cod. Ambros. M. 47 sup.,
sec.

X, da cui ho copiato
altri

le

parti mancanti

per collazionarle poi

con

mss. avanti di darle alia stampa.

Da
3
.

largamente espilo

Niceta Eracleense nella sua catena inedita de' Salmi, aggiungendo,

Lo provano a sufficompendiando, e congiungendo a suo grado i cienza frammenti ai primi 72 salmi \ tratti dallo stesso codice
D. COLVILL in P. G. XXVII 49-50, e nelle raie patrist. p. 58 n. 4. Siccome il Colvill confronto questa versione non gia col primo, ma col terzo dei commentari atanasiani, cosi e che li trovo neutiquam cum ipsis concordanti, fuori che in sostanza
1

Cfr. la notizia di
lett.

Alcune note di

nel

salmo
2

1.

II

CERIANI
o.

riscontro lo scolio

OERIANI

Codex Syro-hex. 10 solo in questa versione atanasiano in Ps. 1 presentato dalla Siro-Esaplare. c. nelle note ha rilevato tutti questi estratti, e indicato
">

corrispondente testo greco, quando era edito; ha notato altresi, quando ivi ha un nome di verso, come lo scolio a Ps. 15 2, p. 10, che sarebbe
il

piuttosto di Cirillo. 3 Cfr. per altra compilazione di lui, J. SICKENBERGER Aus rom. Handschriften iiber die Lukaskatene des Niketas in Rom. Quartalschrift XII

(1898) 71. 75
4

n.

7.
cit.

Dal catalogo

del

COLVILL appare che


:

nell'

Escuriale c'era un

codice completo di questa catena, purtroppo perduto. Ecco le parole di V lui in cod. Ambros. Q 114 sup. f. 195 Heraclii Nicetae Serrensis (alias

enim Serronii, quia graece dicitur episcopi TWV Tcppciiv) catena copiosissima ex plurimis antiquis patribus collecta in psalmos VII. E. 18. ut 'expresse dicitur pag. 4. (Segue aggiunto poi) Authores autem sunt isti: Chrysostomus, Athanasius, Basilii, Gregorii Nyssenus et Nazianzenus, Epiphanius , Theodoretus / Cyr&hu, Eusebius , Maximus, hidorus , Macartus,
Origenes,

Ephrem, Nilus, Didymus,

Philo,

Damascenus, Hypatius, Dio-

174

XIII. - IL

COMMENTARIO

D'

ESICHTO GEROSOLIMITANO

Vatic. Palatino

257

e pubblicati dal
chi
li

Felckmann

e dal Pitra

'.

Cor-

rerebbe rischio di errare

credesse essere, cosi

come stanno,
si

sicuramente e per intero d'Atanasio. D' essi forse,


scera

meglio

la

tradizione

diretta

del

quando commentario e

conoaltri

gli

autori usati da Niceta, non restera che quanto gia era edito ne'
rini,

Mau-

o poco piu.

Del secondo H, edito dall'Antonelli come 1' atanasiano libro de Htitlis psalmomm, s'e nella nota presente cercato fissare 1'autore in
Esichio.

N' e caratteristica la monotonia della ipotesi o argomento,


5iot ir\c,

che comincia sempre: 'H


codici omesso) itpoxeiplv?)

xtvva^apsco; (complemento in alcuni


;..,

eiuypa^Y) irspis^a

e la

monotonia della

dichiarazione desunta sempre dall' interpretazione piu o


delle parole ebraiche o

meno

giusta

credute tali del titolo. Gli scoli sono brecoi

vissimi,

formano (altra caratteristica)

singoli

versetti

come
alcune

un

solo contesto.
in
gr.

Di questo commentario, riprodotto quasi per intero 2 catene ho visto i seguenti codici piu o meno puri: Vat.
,

2302,

nysius, Pisidius, Theodorus Heracleensis, Eudoxius, loannes, Hippolytus, V Victor, Carpathius, Clemens. Altra indicata da lui a f. 151 come Heraclii

Nicetae catena II L E. 13. sembra


W-III-10, e sarebbe
il

conservata tuttora sotto la segnatura commentario d'Eutimio Zigabeno secondo E. MILLER

Catal. des mss. grecs de I'Escurial, n. 461, p. 435. Sul Catalogo inedito a del Colvill cfr. l'VIII delle mie Alcune note di letter, patrist. p. 51-59,
estr.

dai Rendiconti
1

deW Istituto Lombardo


547
ss.
:

1898.
class. (1888) 3 ss. moltissimi passi gia editi, meta del testo, e una meta
et

P. G.

XXVII

PITRA Anal, sacra


i

II

Pitra

non ebbe 1'avvertenza d'indicare


i

sottratti

quali, resta forse

nemmeno una

poco sicura.
2

Ad

es.

in quella del cod. Vat. gr. 752, descritta dal

PITRA An.
onciale

s.

II 406. 408-410.
sec.

Anche I'SUo;

del

cod.

Torinese 342 in

del

VIII/IX, di cui il PASINI Codd. mss. bibl. r. Taurin. Athenaei I 470 da un facsimile del salmo 77, sembra il nostro Esichio. Tre almeno de' 4 scoli
ricorrono in
lui, e sono 77 ora (sembra) perduta, cosi
i.

2. 4.

Inoltre

all'

Escuriale

c'

era una catena,


f.

descritta

dal

COLVILL,

Catal. cit.,

198

V
:

<(Hesychii)> et Ephrem solum in omnes et singulos psalmos atque in singulos versus perinde utriiisque, ut commentaries perpetuos utriusque vocare liceat in psalmos, ex quibus et sequentes catenae excerptae sunt / 10. In fine est catena plurimorum in reliquos
et b.revis illiits

Catena elegans

SUI SALMI.

175

palinsesto in onciale, sec.


gr.

40

testo,

VII/VIII?, Palat. gr. 44, a. 897, Regin. due Regin. gr. 39 e Barber. III. 67 derivati entrambi
si

da un cod. August., che


dal

sarebbe tentati d'identificare o di derivare

Monac.
quelli

gr.
l .

556,

sec.

X, cominciante cosi mutilo del

salmo
2
)

come

Terzo

(per descriverlo colle parole di DAVIDE COLVILL

Com-

mentarii perpetui

breves

ac

succincti

quos

landos puto, quia omnia refert ad sensum evangelicum,

evangelicos appelcum expresso


II

nomine Athanasii,
scoli

inediti,

meno qualche
col

saggio.

comraentario,

tuttoche succinto, e assai piu ampio del precedente, ne decorre per


di

semplici

parole che formino

testo

de' salmi

an unico
II

costrutto.

La tendenza

ascetico-monastica e

meno

spiccata.

diap-

salma e preso sempre come indizio di mutazione di senso, che viene accuratamente rilevata: [xeTaj3oXTj Tifc irpo'p^Teia; dc, TTJV avaiTacnv
Ps.
airo

3&; u.Ta(3oXY) TOO TiocOou; si;


9
i?;

Tfj;

icpOipYjTSta;

d$ uapaivsTtv 4e;
6;

J/.ST.

T.

up.

TYJV avaara<7iv 7

$iti&rta<7(

TOU Xoyou GUV upo-

a-cU^YJ

irpoTpoiiY)

TOU Xdyou

si;

STSpov
3
,

vdr][jt.a

38

ecc.

Di questo commentario una forma piu pura ed originaria stava


nel cod.
in saggio
di
il

Giulio Giustiniani,
1

a.

1346

di

cui 1'Antonelli

diede

salmo

4
,

e probabilmente altresi nel

Naniano 22,

sec.

5
,

hymnos.

Siccome

il

Colvill
io

conosceva benissimo
il

il

terzo

commentario

codice perduto contenesse proprio il commentario antonelliano. - D' Efrem, che e nominate ed usato nel cod. Vat. 752, parlero altra volta. V. FADLHABER Hesychii Int.
1

atanasiano C, cosi

credo che

Is.

xxn.

II

commentario marginale

pero, secondo I. HARDT Catal. codd. mss. bibl. r. Bavar. 415, cessa nel cod. Monac. col salmo 72, mentre nei due codici romani continua sino a alia fine del Salterio: e quindi, per la 2 parte almeno, questi non possono

derivare da esso, e forse non ne deriveranno neinmeno nella prima. 2 Cod. Ambros. 114 sup., f. 20.

3
4 5

MONTFADCON Palaeo graph, graeca


P. G.

71.

XXVII

603.

Cosi almeno a giudicare dal salmo 31 i-s dato in saggio dal Mingarelli p. 14. Sul codice stesso v. ora CASTELLANI p. 123. Anche il Marciano gr. 535, sec. XI, nel testo originale (che
di

arricchito d'aggiunte

mani del

sec.

dal saggio,

XVI) conterrebbe questo stesso commentario a giudicare che 1'amico E. KLOSTERMANN me ne spediva da Venezia il

176

XIII. - IL

COMMENTARY

D'

ESICHIO GEROSOLIMITANO
'
;

e fu tradotta anticamente in slavo

un' edizione poi ampliata con

pochi element* presi altrove,

e nel cod.

Vat.

342,
3
,

a.

1087/1088,
parecchi

Ambros. B. 124 sup.


codici dell' Escuriale
4
,

2
,

Vindob. theol.gr.

361

ed in

che servirono al Colvill nella copia di

B 124

la stampa, purtroppo non avvenuta. Da sup. da Ini preparata per come nell' eccellente e largamente usato in certe catene ultimo Ambrosiana B 106 sup.
,
,

Una
con
altri

miscela del secondo commentario col terzo, e forse anche


elementi, e 1'esposizione contenuta nel cod. Marciano I 31,

gia Nan.

24

(sec.

X/XI

Castell.,

XI/XII Faulh.),

sotto

il

titolo

5 Maggio 1899. E da notare, che questo codice porta anch'esso in lettere Zanetti sy.0s<7i? legate ed abbreviate il nome d'Esichio, non letto dallo
:

in sigle) 'IspoacAup,. sc: TO ^aVr^piov. 'lieu/, (segue 6<riou wpefffiuTipov ? 1 Cfr. il saggio del salmo 1 dal cod. Bolognese di S. Salvatore,

ora 2499 della Bibliot. Univers., nell'ed. originate del commentario antonelliano p. xix-xxi (nel Migne a col. 607-608 e data soltanto la versione
latina, e in B.

KOPITAR Hesychii glossographi discipulus et eTuiyXwaaiTTTi; il russus, Vindobonae, 1839, p. 34 il solo testo del salmo, e non anche commento), ed il saggio del sal. 103 1-11 in KOPITAR o. c. p. 36-37 dallo
stesso codice Bolognese, e nell'altra opera di lui Glagolita Clozianus (1836)
d'

42 da un codice bulgarico commentario dei due codici


p.

Eugenic

allora metropolita di

Kiew.

II

saggio.
libri,

Non

e identico, almeno a giudicare da questo dico altro, perche sono affatto fuori de' miei studi, ne ho quei

dove probabilmente se ne trattera, come ad es. GEITLER Psalteiium glagolski spomenik manastira Sinai brda (Agram 1883) e SREZNEVSKIJ
Drevnii slavjanskij perevod psaltyri (Pietroburgq 1877) citati da LESCKIEN in Herzog-Hauck Realencyd. f. protest. Theol. u. Kirche III 154. 155.
2

Cfr.
il

G. GRODEC

in

P. G.

XXVII
103

49-52. KOPITAR Glagol Cloz.


i-n

1.

c.
e

da

testo greco degli scoli a Ps.

trascrittogli per

cura del

C.

C. O. Castiglioni da questo codice Ambrosiano. 3 Sotto il nome d'Origene: v. LAMBECius-KoLLAR III 68-71
1.
''

KOPI-

TAR

c.

20 V Dei 5 codici, i piu recenti 3. 5, sec. XVI, si conservano ancora, e sono i nn. 421 e 554 del Miller, segnati W-I-3, il-IV-6: gli altri, a giudicare dalla tavola del Graux, mancherebbero.
Cfr.
il

catal. cit.

f.

Ne do

quindi la descrizione egregia del Colvill, attenendomi alia lezione ultima di lui, senza notare tutte le parole da lui prima scritte. Commentarii perpetui breves ac succincti (quos euangelicos appellandos puto , quia omnia refert ad sensum cum expresso

euangelicum)

SUI SALMI.
$ TYJV

177
&p|jiT]veiav

TOO
il

Di esso

il

Faulhaber,

p.

xvi-xix, ha dato
dell'autore
del

in

saggio

salmo 44
Salmi e

per istabilire

1'identita

commentario

del

della Interpretatio Isaiae

pubblicata da
.

lui.

Sono d'Esichio, cioe del

comm. 2,

gli

scoli

fl-o.

iy-

IY

1-

quasi certamente anche

ip.

i.
r.

Xfl.
ia.

X.
tr.

*^-Xa. Xe. XY). XO, e *?-* Xr: sono invece del 3 com16.

mentario almeno

gli

scoli

'(}.

x.

Lo
p.

stesso appare dal saggio del salmo

31 dato dal Mingarelli

15, insieme ad un saggio del comment, terzo.

Da

quest' ultimo

nomine Athanasii in pergamena, duobus libellis in quorum V. I. 10 contineniur psalmi 102. in 2 vero V. \. 8. desideratis quatuor sunt reliqui
psalmi a 106 usque ad finem, et in fine est commentarius eiusdem in canticum Mariae sororis Moysis, et in canticum Moysis in Deuteronomio licet imperfectus (cfr. P. G. XXVII 53-54).

lidem commentarii perinde in membranis, sed /also attributi Theodoreto II. K. 6. in quibus hoc sohim reperi quod a psalmo 90 usque ad 99 commentarii omnino diversi sunt ab illo codice suprascripto V. I. 10.

iam

I. B. 4. pag. 1 sed exscripti manu recenti ex codicibus ubi quatuor illi psalmi qui desiderabantur inter duos positis codices V. I. 10 et V. I. 8 desumpli sunt ex II. K. 6. illi vero qui in

lidem commentarii in

II. E.

sunt

6 diversi erant a codice V. I. 10. et parengraphi uidebantur omissi legitimi eorum loco retenti. Similiter in jine sunt commentarii in Canticum Mariae et Canticum Moysis. lidem commentarii usque ad psalmum 50. IV. A. 6.
et

lidem in IV. K. 9, qui ita se habent, in primos duos psalmos pag. 11. inde a psalmo 49 usque ad 102 (105 cancell.) pag. 15 usque ad pag. 179. inde in Jtnem psi'lmi 104 et 105 pag. 418 usque ad pag. 430. Denique
in finem psalmi 105 usque ad finem psalmorum fuerant pag. ad pag. 317 sed cum his quaedam aliena sparsa occurrunt.

190 usque

cum

multis

Item in variis catenis commentariorum in psalmos, primo in V. A. 10. aliis, item in catena Heraclii Nicetae (III K 13 // pag. can-

cellato giustamente: cfr. sopra p.

173

n.

4) VII.

K.

18. in psalmos, sed

quae ibi attribuuntur Athanasio, dijferunt quideni turn a praedictis, turn ab Us quae in catena edita a Daniele Barbaro extant, necnon ab Us quae
hie extant II
E.
n.

et alibi.

(Parte degli estratti di Niceta & edita:

cfr.

anche 179 fine). 1, sopra p. Item in III. H. 14. sunt duae catenae in quibus varia reperiuntur ex Athanasio sed omnes hae catenae inter se dissentiunt, licet in quibusdam
e

174

pro re nata conveniant.


12

178

XIII. - IL

COMMENTARIO

D'

ESICHIO GEROSOLIMITANO
3
6

sono prese

le

spiegazioni del versetto


5
6
upojpYJTY];...:

4 TOV

'

va(j....

yptcr^-eupsOr] spiegazioni che del resto non comnell' ipotesi o

binano ne colla concezione fondamentale esposta

mento
nenti.

(ivi

la

fine

xa\ OUTO; -ydvov


dal

e un' aggiunta),

argone colle rimap.

Appare

altresi

saggio
si

del

salmo

1,

dato a

28

colle

variant! del cod.

Nan. 31, se

confronta col testo del terzo comscoli altronde

mentario in P. G.

XXVII 603-604. Dopo due


o

presi,

vengono

C (Colvill
pure
si

comm. 3)

1, Esich. 4. 6, (73, Esich. 7. 8 ecc.

Un'analisi
p.

potrebbe fare del salmo 2 edito in Mingarelli 41 daH'afline cod. Marc. I 38, gia Nan. 31; ma credo bastino

le

limitazione le precedent! osservazioni a far pigliare con qualche

parole del mio venerato amico sui codici Veneti, qui certe genmnas Hesychii Hierosolymitani interpretationes in Psalmos continent.

Da

ultimo mi sia lecito ricordare un altro commentario pseudo-

atanasiano, che C. RITTERSHUSIUS voleva pubblicato per intero da un


codice pure Augustano,

ma

di

cui diede soltanto

salmi 22 e 101

copiatigli dallo Hoeschel. L'opuscolo

nandolo alcuno degli scrittori


1

deve essere rarissimo, non accendie ho per mano '. Orbene nel salmo 101

Ambrosiana sotto la segnatura 16 pagine in 12 non numerate. Ecco il titolo: S. ATHANASII HYPOMNE|MATDM SIVE SCHOLIORUM in psalmos Davidis, necdum sed ex Biblioth. Aug. uv 8sw edendorum SPECIMEN. cui editorum,
N'esiste copia nella Biblioteca

III 35.
|

di

accesserunt
\

PARAPHRASIS EPI CA PSALMI xcn.


|

auctore
\ \

V. CL. SCIP. GEN\

TILI.

10.
|

et

Kalend. lanuar.

Strena TOBIAE ADAMI, missa ad Cunrad. Rittershusium. MDCXI. ALTORFII Auspicib. Anni apud Cunradum
\ | |

Afjricolam. Nel v. del frontispizio e

una

lettera

OPTIMO

bono Reip. nato, amico veteri et b. 72<ittershu8ius^>. data Altorffii prid. Kal. lanua.
et

D. HOESCHELIO AUG. Viro m. <S. P. D. C<(unradus)>.

MDCXI.

Insiituenti

mihi ad

te,

est specimen Scholiorum mihi destinasse innuis, quia talibus me strenis delectari noveris... Hortor autem te, et, si opus est, etiam obtestor, ut non ante quiescas, quam hanc rem confeceris, h. e. totum illud divinum opus ad hanc faciem edideris.

vir amicissime, scribere, peroportune redditum antiquiss. in Psalmos Davidicos , quod te ideo

Cumque intelligam, Paris, cod MSC. Bibl. Reg. vestro pleniorem esse: censeo instes s'J/txipw;- xx-aipw;, ut aut illi, quibus ad haec sacraria patet edant ipsi, aut vobis conferant aditus, suppetias : quorum eos alterutrum
facturos confido: debent
certe...

Ne

altro dice sul

codice.

Dunque

dallo

Hoeschel e da un codice

SUI SALMI.
il

179
ossia

commentario e identico

all'

antonelliano,
i

ad Esichio. Nel 22
autori, basata

invece e una vera e propria catena senza

nomi degli

principalmente su Esichio,

ma

arricchita con estratti del

commento

maurino e del terzo nostro commento evangelico o colvilliano '. Insomma una vera e propria delusione, al pan dell'altro commento atanasiano, copiato all' Escuriale da A. Darmario e posseduto un tempo dal1'Uifenbach a Francoforte sul

Meno

2
.

Forse

ai

lettori

sarebbe piaciuto

che in questa

Appendice
i

io

avessi esposto
inediti

piu

largamente quanto enuncio, pubblicando

testi

a stento accessibili.
di mss. e

esame
la

non

soli

domanderebbe ampio e minuto pochi assaggi, che ho fatto io, ed oltrepassa


cio

Ma

mia intenzione, che


tutto

e semplicemente di rilevare le cupe tenebre

che involgono
s'

questo

campo

di

studi,

affinche

poi qualcuno

invogli di diradarle.

Augustano, creduto meno pieno di un Parigino, il R. ebbe i due salmi che da per saggio. Se nel titolo stesso del eodice vi fosse il nome d'Atanasio, se per congettura soltanto sia stato imposto al commento, non e detto.
II titolo

pero hypomnematum ricorda troppo quello di Fozio cod. 139-140 secondo la lezione interpolate del eodice Basileense poco prima (a. 1601)
...

pubblicata dal Felckmann:


ev

u7to{/.v^[/,aTa

wffzsp

x.at

st?

TOV ^aXrfjpa xal

srspot? TcoXXot; (P.


Gr.

G.

XXV

p.

CCLXXVIII: la variante

manca

in

Fozio

420), perche non nasca il sospetto, che il titolo sia indi stato preso dallo Hoeschel editore di Fozio e buon conoscitore d'Atanasio.
P.
1

CHI

Eeco

un

estratto di C.
scolio,

altro

Argom. Hes., C, A: scoli ai vv. 1-4 HA, e segue v. 5 in poi sempre uno scolio di seguito da un venendo meno questo commentario dal probabilmente d'^4,
1'analisi:

Dal

6 verso in poi per mutilazione, sembra, de' coclici usati dai Maurini. * Nel salmo 150, dato in saggio da Jo. H. MAIUS Bibl. Uffenb. mssta
1

mezzati

(1720) 485-491, d' Esichio


5,

c'

e 1'intero

commento

di

Teodoreto con
2.
3,

scoli
4,

fram-

cosi:

Th.

1,

1-3, Th.

6,

Th.

H 7-10,

Th.

11,

Th. 6 sino alia

fine.

Agg'umgo
d' Esichio,
ci; To-i?

dai Sacra Parallela (Mxi Script, vet. nova coll. VII 95-96) ua passo che nou ricordo d'aver riscoatrato: 'Hauyjou wpEffpuTspou 'lepoaoXuawv ix TWV Aggiuugo ancora, che il Mo^TFAUCON -|a>.j.ou;. Ixta; OKTTOV sTravOct TavOpwiriva.

salmo 80

la catena di Niceta dal il cod. CXC contenente rafferma per intero edita dal Conlerio. Proprio cosi? Sarebbe davvero im bene e una coasola/.ione; ma purtroppo, temo d'uaa svista del valeatuomo. Almeno, Biblioth. Coislin. 244, aol descrivere
in poi,
il

cod. Palat. di Niceta e affatto diverse dal Corderio.

XIV.
Per
la vita e gli scritti di

"

Paolo

il

Persiano.

"

Appunti da

disputa di religione sotto Giustino e Giustiniano.


iina

Pochi
terarie,
di

libri,

credo, sono testimoni di cosi curiose vicende

let-

come %Y Institute regularia divinae legis di lunilio Africano poco buona fama in certe nostre introduzioni bibliche. Ivi appare
'

manifesto qual largo e durevolissimo influsso possa anche uno sconosciuto

barbaro

'

esercitare su tutto

un mondo a

lui affatto stra-

niero, fino quasi

ad imporgli insensibilmente opinioni invise, ed insieme


dell'

appare

1'

efficacia

opera del tradurre, e del

tradurre

un' opera

adatta ai tempi.

Eppure 1' opericciola in tare schema d'introduzione


'

se

non e gran
dettato

cosa.

Un magro
ignoto

elemen'

biblica

da un

Paolo
Occi-

persiano
dente, e
v'

nella scuola nestoriana di Nisibi invade nel sec.


e

YI

1'

ripetutamente trascritto durante

1'
'

intero medio evo, e


e poi traduttore,

non raramente ristampato dappoi. L'istigatore


laico cosi

un
e

magister offidorum

quaestor sacri palatii di Giustiniano,

ben conosciuto, che si finisce per fame un vescovo: 1'autore vero poi era caduto nell'oblio, e quando ne fu tratto, per poco non
si

lo

fece finire nell'infamia d'un'apostasia

compiuta per

il

dispetto

d'un' ambizione delusa.

E
siano

curioso
et

che tanto questo opuscolo, quanto

1'altro di
gli

Epifanio

de mensuris

ponderibus, non meno interessante per

studi biblici,

entrarabi stati scritti in Costantinopoli e per eccitamento di una terza persona studiosa delle sacre Scritture; ed e curioso che Feccitatore d' Epifanio sia stato un della versione prete persiano. Vedi il
siriaca tradotto dal

prologo de Lagarde Symmicta II 210.

XIV. -

PER LA VITA E QLI SCRITTl


!

DI

PAOLO IL PERSIANO.
al

181
le

Spetta al ch. Kihn


e

la lode

d'aver rimesso

posto

cose
2
,

fatto la luce

fra

tante

tenebre.

In un' opera meritevolissima

non invecchiata ancora dopo


zione critica
degli
Instituta

vent' anni,

non

solo

ha dato un' edidottrina e


',

regularia,
scritti

ma

con
'

grande

sagacia illustrate la vita e gli


e mostrato gl' intimi rapporti

dei

due

illustri
dell'

sconosciuti

di
il

dipendenza
quale

autore colla dotantiche

trina di

Teodoro Mopsuesteno,
latine delle

oltre che per le

versioni
di

sue

proprie
1'

opere

trovo

anche

questa via

penetrare in Occidente per

opera d'un seguace.


s'

Dopo Kihn, a mia conoscenza, non


(anzi

e progredito

gran

che
le

sembra che per piu

d'

uno storico della letteratura siriaca


stesso in cui
il

cose siano restate al punto


3
.

Kihn
si

le

trovo), ne so

se lecito sia sperare molto di piu,

ove non

trovino nuovi docus'

ment!
vare
libri

Se da scritto edito gia oltre mezzo secolo,

e potuto rica-

il

presente piccolo contribute, devesi al non raro caso, per cui

editi

rimangono come

sepolti in

mezzo ad una farragine

d'altri

monumenti, tra cui


inesperto
il

meno

si

attenderebbero. Sarebbe da semplice ed

meravigliarsi di simili sviste, e non

umano

il

muoverne

rimprovero, essendovi tutti noi, non ostante la buona volonta, esposti quotidianamente, specialmente ora per 1'incremento quasi spaventevole
della produzione intellettuale su tutti
i

campi della scienza.

#
il

Due
'

difficolta

specialmente affaticarono
',

Kihn

1'

una, chi fu

Paolo

il

Persiano

come

quando

si

reco a Costantinopoli, dove

lunilio lo trovo
1

ed ammiro; 1'altra, come Paolo scrivesse in greco

Theodor von Mopsuestia u. Junilius Africanus als Exegeten. Freiburg i. B. 1880. Cfr. anche nella seconda ed del Kirchenlexicon gli articoli Junilius Africanus, Paulus von Bassora, Paulus der Perser, che sono
composti da
2

lui.

J.

HADSSLEITER

in

u. d. altkirchl. Literatur

Zahn Forschungen zur Gesch. d. NT Kanons IV (1891) p. 9 n. 1. La strana variante nella


ivi

chiusa del 2 libro di

lunilio

notata, e la

chiusa invece del Liber

Genealogus ed.

La
R.

Scriptores antiquiss. IX 196 n. 627-628. sottoscrizione e puro errore di copista: v. MOMMSEN ib. p. 159. 3 Illustrate ulteriormente invece furono le scuole d' Edessa da
Hist, polit.
relifj.

Mommsen

MG

DUVAL

et

littimire

d'Edesse (1892) e di Nisibi da

182
le

XIV. -

PER LA VITA E GLI SCR1TTI


certamente

sue regole, die lunilio


I

non

era

capace

di

leggere

nelF originale aramaico.


tal! e la

vari cenni qua e la sparsi in fonti orien-

successione degli avvenimenti ecclesiastic! sotto Giustiniano


al

bastarono

Kihn per

asserire,

che

'

il

Paolo

Persiano

'

di

lunilio non e gia 1'apostata Paolo di Ardeschir autore della Logica dedicata a Cosroe I e pubblicata dal Land ', ma sibbene Paolo di

Bassora metropolita di Nisibi dal 553 in poi, autore di libri eseche questo Paolo fu a Costantinopoli getici e d'altro genere; 2

dopo

il

533

e ne parti

non dopo

il

547, ed era pratico del greco;


scritte in
c.
,

3 che in questa lingua eziandio, secondo ogni verisimiglianza, pubblico


un' edizione
delle

sue

regole
tra

originariamente
le

siriaco,

almeno

1'aveva

preparata

sue

carte (0.

p.

270-275,

289-291). Se non
si

tutti

e tre

fatti

ricordati,

almeno

due ultimi pare


1'aiuto di

possano facilmente provare e meglio determinare con


scritti

due

abbastanza lunghi di Paolo


Stesi

il

Persiano non presi finora


in

in considerazione.

senza

fallo

circostanza singolare, e 1'uno

dei

greco per due fornendo una data precisa,


originariamente

niente meglio puo desiderarsi nella questione alquanto intricata.


forse anche,
*

E
di

paragonando
'

insieme

vari scritti

sotto

il

nome

Paolo

il

Persiano

giunti a noi, altri


della

- volendo -

potra ripigliare
la quale
2
.

eziandio la questione
si

identita dei

due Paoli, contro

sono fatte valere ragioni, almeno in parte, deboli o del tutto vane

J. B.

CHABOT
1

L'ecole de Nisibe, son histoire, ses statuts pp. 55,

estr.

dal

Journal Asiatique, Juillet Aout 1896. Anecd. syriaca IV, 1-30: cfr. W.
Literature

(1899) 256-257, e per Paolo di Nisibi, che egli presenta come indubbiamente distinto dal logico (altrimenti E. NESTLE appresso Kihn 261-262), ib. 349.
5

(1894)

122-123

R.

WRIGHT A short DDVAL La Literature

history of

Synac

syriaqve

Gia WRIGHT 1. c. non sembra prestare molta fede al racconto di Barebreo sulF apostasia di Paolo, la quale, se vera, e apodittica della distinzione dei due, cfr. Kihn p. 263-264. lo per mio conto, oltre che
debolissimo e facilmente solubile e 1'argomento tratto dalla diversita delle espressioni sul valore della fede usate nella Logica e negli Istitnta regularia (chi ne assicura non siano questi stati insensibilmente ritoccati? Cfr.

KIHN

stesso in Kirchenlex.

cronologia,

come

si

fa

p.

VI 2021), non credo 253. Ora che la cronaca

si

di

possa piu opporre la Barebreo e pubblicata

DI

PAOLO

IL PERSIANO.

183

Fino dal 1847 A. Mai, frammezzo ad una serie di scritture antimanicaiche, pubblicava (senza darne il numero) dal cod. Vat. gr. 1838 ', sec. XIII, una disputa di Paolo il Persiano, cristiano,
con un maestro manicheo
quello contro una
scritti

di

nome

Fotino, seguita da un' apologia di

uptown;
altri

o questione del

manicheo

2
.

assieme ad

polemici trovo poscia

si

noti

Entrambi gli - nella mede-

sima successione V. Gardthausen nel cod. Sinaitico 383, sec. IX/X, che molto opportunamente venne a chiarire Peccellenza della tradizione del molto piu recente Vaticano
3
.

per intero, non


nelle
d'

si

puo piu restringere I'eodem tempore, quando


(si

fiori

Paolo

profana, patriarcato Ezechiele (A. D. 567 as.) tanto e vero, che subito dopo, collo stesso eodem tempore si narra di lacob Baradai, il celebre monofisita, la cui attivita si svolse dal terzo decennio del sec. VI in poi (ed. Abbeloos-Lamy
:

letteresacre

noti) e nella

filosofia

al

III 97-98).

Eguale periodo non va

egli

bene per entrambi

Paoli? L'espres-

sione accennata va intesa quindi molto

percio bisogna abbandonare la


(a.

piii ampiamente che non si fa, e data ordinariamente assegnata alia Logica

570

circa).
si

Infine

non

si

deve dimenticare che un accenno

ai

Manichei
il

LAND
1

p.

scopre pure nella prefazione della Logica, come gia annotava 105.

Male PITRA Anal, sacra et class. 70 n. 5 indico il codice Vat. DX1 contenente invece la hist. Manich. dettavi di Pietro Siceliota; come male
G.

(1899) p.

KRUGER nell'introd. a Die xxvn n. 4 indico

sogenannte Kirchengesch. il cod. Vat. 61, che ha

d.

Zacharias Rhetor
scritti

soltanto

di

classici, Aristofane, Pindaro, Platone ecc. 2 Novae. Patrum biblioth. IV, parte

ult.

80

ss.

donde passarono
d.

in P. G.

LXXXVIII

Litteratur, 2 ed.,
e parte in

529-578 (EHRHARD Krumbacher Gesch. 78 non indica questa ristampa ricordata poi a
in

byz.

XCVI 1320 ss. tra le opere di S. dubito assaissimo se sia Giovanni Tortodosso del dialogo ivi pubblicato. L'apologia di Paolo il Persiano parmi senza fallo estendersi almeno fino
alle parole
-rcxp'

433) Giovanni Damasceno, che


p.

up,wv XTTOXOKTIV

cod.

Monac.

gr. 66.

Non mi sembrano

va uiv(o (Mai 101, 8), con cui termina nel di Paolo i ss. capitoli de bono ecc.,
t

che non hanno punto ne la vigoria ne la concisione ne 1'ingegnosita davvero cospicue in Paolo.
3

Catalogus codd. graec. Sinaitic. (1886)

p.

89-90. Per6

il

contenuto

dei

due codici non concorda appieno

fuori di questa

collezione di dispute

XIV. - PER LA VITA E GLI SORITTI

La

disputa,

svoltasi in tre,

o meglio quattro giornate

',

ebbe

luogo per ordine degli imperatori Giustino e Giustiniano, e quindi fra il 1 Aprile e il 1 Agosto 527. Presedeva, come e noto di tanti
altri

casi,
2
,

un delegate imperiale;

'

'

il

gloriosissimo

Teodoro pre-

probabilissimamente della citta di Costantinopoli e quello Giustino aveva indirizzato la legge stesso, a cui pochi mesi avanti, 3 del God. lustin. IX 19, 6 (1 Dicembre 526) Fotino, o che fosse
fetto
.

contro Nestoriani e Manichei.

Ad

es.

il

Vaticano non ha

gli

opuscoli del

Crisostomo e del Nisseno indicati o copiati nel Sinaitico, e nulla ha dopo la disputa di Giovanni Tortodosso con un manicheo. Ne questo parla gia
a sfavore del Vaticano, perche certi plus del Sinaitico, come 1'elogio di S. Melezio del Nisseno, sono evidentemente un fuor d'opera in un corpo
di scritti polemic!, e quindi un'
1

aggiunta posteriore.
'E^fjg TYJ SsuTs'pa
T-/JV

P. 85
[/.spa?

&t&tm
fxsToc^u

(SiaXEXTo; ed.) ftsuTSpa.


yvo[AV7)<; (yiv. ed.)

xaTa
(-

xpoGsaiv
ed.)

TTJ

sxaTEpw

(AEpst,

TaSfi

SKIVVY).

88 AiaXE^n;

EX.TO;
.

TpiTT).

MSTO:

TpiTOu ysep xafxou *at <rou rxc, 9eia? ErraivouvTcov /.at ;af/,vtov (^iviyouf*. 2 man. e 1'ed.)... Per la quarta ypa<pde; v. piu avanti p. 185, n. 4. I 3 titoletti greci furono giornata coinposti dal Mai stesso, che qua e cola non deve avere collazionato di nuovo il
TpsT; tff/,pa;

srspa (om. ed.) Sta^EXTo; sysvSTO

auvouffia;

EX

ysvop.v/); (yiv. ed.),

Ta&

ijuv^Ovi

Mavijf.

Aide TI

codice non poco difficile a leggersi. Di sbagli di stampa rilevanti noto nella versione la caduta di M. a p. 88, is e di Chr. a 88, n. p. 89, 40 il Mai X. che manca nel manoscritto ecc. suppli

K>.U(Tcl TWV

S'JO S<77TOTCOV
TO

^Xautou

'lO'JTTlVOU

/tat

'lOUTTlVlXVOU
x.ai

TWV

aiwviwv AuyouTTwv s/civi^O"/; IlEpdOU TOU /QlCTTiavOU" ETCt


1'indirizzo

oioCksy^TO^ <I*ci>Ttvou

u,aviyaiou

HocuXou TOU

TOU EVOOiOTfltTOU

0SOOWOOU TOU

~OCp70U

della

Nov. 64

di Giustiniano, ed. Schoell:

Aoyyivw TW
TCept
T?J:

cpyto T^?...

TTO^ECO;).

Aia^./CTo;
*^v

syvTO
os 6

ixavi

TC

x.

ypi<JTtavix.*?ii;

oo^T);'

(wv

ed.)

U.EV

7:por<7Taf/.Evo;

av^p
os

TI; T?J;

6pv)<rx.i3c;

ex-siv"/);

Si^aaxaXo;,

T?i; Ss ypt-

oia^E/To; OUTW; TCW; >civ^07). ETspo;. parole spaziate sono notate dal Gardthausen come le iniziali nel codice Sinaitico. C' e

Le

con cui
arguire

ragione di dubitare, se esattamente, atteso i disagi e la grahde fretta, il chiaro uomo dovette lavorare lassu al Sinai. Quindi non si puo

da questo, che
si

la

A
1

svista pure credo


wepffS'J
3

debba

precedente proposizione manchi nel Sin. attribuire il Presbyteri affibbiato a Paolo.

Cfr. in fine p.

fu probabilissimamente scambiato col vicinissimo 7rp<7. 202-206 la lunga nota sul vero nome di questo prefetto.

DI

PAOLO

IL PERSIANO.

185

arrestato in virtu dei rescritti imperial! contro gli eretici e nomi-

natamente
trovava
cio
in

Manichei
2
.

',

o per altro motive


di

a noi sconosciuto,

si

ceppi

La questione
si

religione non dovette essere a

estranea, come

raccoglie da quanto
il

causa della

quarta

discussione; e pero

esporremo essere stato processo di Fotino puo


dialettica

annoverarsi tra quelli d'empieta.

La telica -

disputa
s'aggiro

- vivo monumento
sugli

di

stringente
dei

aristodella

argomenti

capitali

due

principi,

origine e natura dell'


di partenza furono
tutti
3
,

anima umana
le

e del

Vecchio Testamento. Punto

naturalmente

verita

comunemente ammesse da
le divine

o almeno da entrambe le parti,

come

scritture del

Nuovo Testamento.
Siccome Fotino, forse
prefetto,
il

in

uno

degli

interrogator!

fattigli

dal

espose la dottrina manichea, che calunniava di malvagita

Dio

del

Vecchio

Testamento,
disputa,

cosi,

letta

questa deposizione

Paolo inosse una quarta


denti

la

quale

al

pari

delle

preceaccu-

fini

per lasciare ciascuno nella propria opinione.


ricercato,

"

Ho

ratamente

appreso

riassunto,

conchiuse

il

manicheo,

Cfr. Cod. lustin. I 5 cc. 4. 5. 11.


II

passo, che diarao alia fine per disteso, non ne lascia punto dubitare. Tutto il tenore del ragionamento vieta si pensi ad altri vincoli presi in senso metaforico. Lo conferma anche la circostanza della deposizione di Fotino avanti
il

prefetto.
)

Non

credo per6, che

ei

venisse preso,

perche creduto autore della


alia

costituzione

imperiale.
1'editto:

Come

Ty o wpoTocsis lanciata, quasi in risposta X7-P Giustiniano, nello stesso (SifiXiOTrpaTsiov del palazzo vedremo, la disputa sembra tenuta prima, e non dopo
di
la 7rpoTa<n? era

ne sembra divenisse poi notorio e certo, che


SiaXexro;
XSXIVTJTO

proprio di Fotino.
3

Xp. Il60ev
?)

tff/-iv

ex.

T?J?

(cosi), ex T(5v x.oivoi; Tra^i Mavi)r. T9j; x<nv?j; evvoia; y.avtyafafji; 67roXvi^s(>;;
~}\

(p.
4

90).

T^ i^;
(? aurai

Se (om. ed.) 6

pi<rriav6s,

/taT6l<7S<ov
aurat;

TOO
cod.

(/.avt^aiou

TWV

eTrl

ivayvwrOsKrcSv aurQ T&V roO CTcap/ou, eupyj/.w; ev


ini
wovvjpi'a

ed.)

Sia^e^Xyifxevov

rbv

TcaXata;

Oeov,

ilpcora rbv u.aviyaiov TraXtv 6 ^piTTtavo; (p. 90). Ne il cod. n6 1'edizione distinguono questa quarta disputa, che cosi viene a sembrare una parte della terza, e tenuta nella stessa giornata, e non nella seguente.

186

XIV. di

PER LA VITA E GLI SCRITTI


'

quanto

conforme

al

sentimento
Scritture
di

comune ed
meritevole

al retto

ragionamento,
insegnato e

e quanto nelle

sacre

d' essere

nostri dogmi, e non posso abbandonare spiegato appare favorire ai

1'antica

opinione.

Ed

io,

soggiunse

il

cristiano,

potevo e dovevo

ma non posso insieme provare la verita e convincere la menzogna; " 1'uomo e libero vincere la volonta degli uomini, perche (p. 90-91). o seguisse 1' altra passata, che Se a questa disputa precedesse
n' e

giunta sotto

il

titolo

in

entrambi

dato 4>wTivou [xavt^aiou rcpoTaa-t^


2

egualmente tramanxa\ HauXou TOO Hspo-ou aitoXoyia,


i

codici

ossia di botta e risposta, e se la irpfoaat; sia

- come non

ripugne-

rebbe

la confessione fatta

da Fotino

al

prefetto

e poi letta a

Paolo, ovvero un documento di tutt' altro genere, non e chiaro dai testi pubblicati dal Mai. Tutt' al piu essi permettevano d'arrischiare
1'affermazione, che, secondo ogni probabilita, 1'ordine dei mss.

rap-

presenta

1'

ordine cronologico delle scritture medesime, e che

1'

apo-

logia scritta (dove solo

per eccezione in un

momento opportunissimo

d'attacco per ironia

3
,

Paolo interpella

direttamente 1'avversario,

Y)

<Juv7)9eta.

II

contesto stesso quasi costringe

a intendere

non gia un abituale modo di agire, ma di pensare. 2 Fotino avrebbe (come nella disputa p. 82 scat

stfju

xat 6|/.oXoya>,

e altrove) schiettamente confessato la propria dottrina e fondato la sua

difesa personale nella verita evidente per lui, che non gli pennetteva di pensare altrimenti, e per cui egli non si credeva punto reo. Cosi quella parte del suo interrogators, che sotto un rispetto era una professione e

una

difesa, pote

assumere

la

forma

di

una

7rpoTa<7t;

o quaestio

unam dumtaxat partem


stesso a p.
ed.)

effertur,

come

la wporaffi? giunta

93 designata con parola non


:

inolto lontana

quae in a noi, da Paolo ^v JJLSV ouv (om.

txava xat TaQra Trpb; ra TuporsOsvTa xrX. Si noti particolarmente la chiusa di Fotino p. 91 Et 8s ^suSovrat ot TX; ^uo ap^a:? avaipouvTSi;, TTW?
ivayxy) TOU; {jtera r%<; a>.7iOeia? ffu^fjv i<Jwox^x6TOC? (cfr. la nota seg.) ip/ x? Soy^aT^eiv ; Naturalmente un carcerato doveva parlare sempre con una certa cautela. Non taccio questa supposizione, sebbene superflua, perche forse puo spiegare, come a taluno venisse poi in mente essere Fotino 1'autore della wpoTaais, consona forse a aveva detto
O'jo

oust

quanto

egli

in

sua discolpa
3

al giudice.

Fotino riferite nella precedente nota, per

L' ironia appare specialmente nelle ripetute allusioni alle parole di es. a p. 92 poc(3ai TTJ; a*pipsias p. 98 <k\\' <ei> jxsv oi (61 asv
;
t

DI

PAOLO

IL PERSIANO.
!

187
i

altrove nominate soltanto in terza persona 6 TOjv6avo' uvo?


il

sembra

seguito e

come

il

suggello del pubblico colloquio, e difatti e piu

ordinata e sviluppata, come e naturale in uno scritto meditato.

Per fortuna
nella

ci

soccorre un'antica notizia, che pero ne involge


dell' autenticita
dell'

grave questione

apologia.

II

codice

Mo-

squense 394,
di
d'

dell' a. 932, scritto per il celebre Areta arcivescovo 2 Cesarea in Cappadocia presenta anch' egli la itpdTa^t; come uno sconosciuto manicheo (TIVO; [xaviyjxtou), e poi 1' avTippY]a-i? di
,

Zaccaria avvocato, indi vescovo di Mitilene, con in capo una didascalia,

in cui

si

narra

come

quando

fu

trovata la irp^Taat;, e

perche a Zaccaria venne affidata la cura di confutarla.


qui come molto preziosa per
interessante
le
i

La

riporto

la

storia ecclesiastica e letteraria, ed


altresi,

romanisti e

filologi

che ad

es. vi

troveranno
3
-

due parole non registrate nei


'A.vTtppY)ffi;

lessici

(kfiXioicpaTClov,

Ji{3XwirpaTY);

Za^apiou

sirwxdirou

lflTuX^VY}{

TOV

irapaXoyiTuov
[xovr|^

TOU

xa\ TYJ aXvjOeia TYJ? [jua? xa\ [xavijfato'j ^isXeyyotxra


fjV

*p/^?

9uvurrafX^VT),

yopo;

Tfj?

(T^oXadTtxo; wv ETI xa\ (TUVTQayopa^ TY;? [xsyio-TY)^ TWV uirapywv xa\


ETcoiYJaaTo

TOO RATpifAOvlou, VtavO^ 6 cO(T^TTaTO; T) |X OJ V ^fltfftXe^ ^taTa^lV TCOV aOWTaTcov Mavij^aicov. 70T yap
o-ufxuovwv
xd[XY)Tt
ov
v

TW

^vtxa
^pWVY](T

TY

a<ritxY
O'JV 6

TOV TOtO'JTOV yqcpTY]V XOl aVEyWp^aav.

^Y]Tl

pt^XtOTTp^TY); TOV

d^iXovTa avaTp'|ai

TTQV

[xaviyaixrjv up!$TaT'.v

xa\

6pwv Zajrapi'av
x

TOV (/.Ta TaOTa yvd[ji.vov EU^XOTTOV MiTuXY]vr^, Ta^TYjv aOToi ^E'^COXEV,


aiTYjTa; auTOv TYJV dvTtpp^atv TOIUTYJ? itoiYJTaa'Oat. YjOci yotp awTOv

TWV

7iTa

xt^aXaiwv

laiv

Trap'auToO

xaTauTwv

cod.)

raura SoyfAaTc^ovrs; {xeri r?j; aV/)Oeia; cu^fjv ffTcou^a^oixnv, l<TTw<rav ei Se Touvavriov, voeiaOco sxaarw xat ot Mavi/atoi Tp6<pt{AOi r^j; aV/iOst'a; TO auvayofxevov.
1

Pp. 91. 92. 96 c. 29. 97 c. 37 ecc. Cfr. CH. DE MATTHAEI Codd. graec. bibliothecarum Mosquensium Archira. VLADIMIR Descrizione sanctiss. Synodi notitia et recensio 290 ss.
2
;

sistem. dei mss. della bibl. Sinodale


3

Mosquense

(russ.) I 299.

Entrepot des livres,

le

chef de I'entrepot. PITRA.

XIV. -

PER LA VITA

K GLI SCRITTI

etrouv avaOcjJt.aTKTu.wv, STCITYI^SIWS ey/

T&V

TOIOUTCOV

rcapaXoytTuwv.
,

5i

Xaptov OUTCO;
dell'

bt

La
1.

didascalia

quantunque non

autore medesimo (KRUGKR


la

c.),

sembra proprio d'un contemporaneo, tanto per

singolare

conoscenza degli avvenimenti, quanto per 1'espressione Giustimano uu bizantino scrivente dopo la morte piissimo nostro imperatore, che
di lui

non avrebbe certo usato invece dell'altra

6 TY}; cfcejfoO; XTQ^SCO;

o simile. Essa merita quindi tutta la nostra attenzione.

Da
mulgata
Manichei.

essa
in
fi

risulta

1) che

prima

della

-npoTaat;
di

era stata procontro


i

Costantinopoli

una costituzione
quella
sia
di

Giustiniano
e

disputable, se
.

Giustino

Giustimano
c.

insieme (Cod. Justin

c.

12), ovvero di Giustiniano solo (ib.


alia lettera.

18),

come

si

direbbe

stando

Anche

la

prima

ipotesi

puo

con venire cogli avvenimenti


trasmissione

dell'a.

527,

e forse meglio risponde alia

comune

della disputa e dell'apologia.

Appare

2) che la charta o irpdraai; fu, quasi in risposta, lanpiflXioirpaTeTov

ciata nello stesso

del palazzo imperiale; clandestina-

mente pero e senza nome d'autore, com' era naturale dopo tale fiera costituzione. Anche Paolo sembra ignorasse 1'autore al tempo dell'apologia, almeno se si giudica dalla maniera, sopra rilevata. d'interpellare
venne a saperne autore Fotino, non risulta. Forse furono semplici sospetti, facili dopo avvenuta la disputa pubblica, ma de' quali o non ebbe notizia o credette non doverne far
1'avversario.
si

Per quale via

conto lo scrittore della didascalia.

Puo anche

darsi,

ma

converrebbe

averne la prova, che

il

<I>u>TivoO sia stato aggiunto nei nostri codici

per inopportune riguardo alia disputa precedente. Appare 3) che Zaccaria aveva di gia composto sette capitoli o anatematismi contro i Manichei, e che percio lo si credette, sebbene

ancora

pronto alia risposta. Questi capitoli sembrano perduti, e sono cosi dimenticati, che nemmeno il Krttger 1. c. li registra fra
laico,

le

opere di Zaccaria.

Non

essendo verisimile ne che la irpdTaoi; sia stata prima comla disputa sia stata

municata privatamente a Paolo Persiano, ne che

MATTHAEI 294
francese.

PITRA Anal, sacra

et class,

p. vil

con versione
'Ex

in

Non ho
I

Ted. del Zaccaria del

DEMETRACOPULOS

1 ss.

DI

PAOLO

IL PERSIANO.

189
199), conviene

teimta dopo

1'editto

imperiale

(cfr.

piu avanti, p.

per conseguenza porre 1'apologia di Paolo dopo la disputa. Ma al Pitra, pp. vu. 67, ed al Krttger 1. c. la didascalia e

parsa la prova di una cosa ben di versa; la prova doe che Zaccaria e non Paolo e 1'autore dei capitoli annessi all'apologia, e che e falsa
I'

iscrizione del codice Vaticano <e del Sinaitico), e quindi.

in

altri

termini, falsa 1'attribuzione delPapologia stessa a Paolo.

Proprio un

caso simile a quello d'altra scrittura antimanicaica, la hist.


attribuita a Fozio
e

Manich.

Pietro

Siceliota.

necessario

per

me

di

chiarire

il

grave dubbio.
1

Anzitutto

riteniamo bene, che

1'

avTippY]ai; di Zaccaria, quale


',

sta ne' codici antichi di

Mosca
due

di

Genova

e 1'apologia di Paolo

non sono un identico


prefissa.

scritto,
i

come

e identica la TipoTaat?

ad entrambi

Basta confrontare

testi

per accorgersene. Naturalmente,

parecchie osservazioni sono comuni, e come no in un tema obbligato?

ma

lo

sviluppo e la redazione sono diversi. Quindi due confutazioni

della protasi manicaica,


stiniano,
di

non una soltanto,


n' e

ci

tramando

1'eta di

Giu-

mentre

la protasi

giunta per doppia via, come annesso

due documenti diversi.


2

Pero, se non sussiste la discordia dei codici Vatic, e Siuait.


di

dai mss.
cod.

Mosca
gr.

e
2
.

di

Monac.

66

Genova, sembra invece reale rispetto al Questo infatti, senza nuovo titolo, soggiunge
i

aH'avTipprjTt; di Zaccaria
1'apologia di Paolo,

49

piu altri capitoli, con cui termina

tanto che sembrerebbero anch' essi di Zaccaria.


cod.
di

Se non che
piu addietro
del sec. XIII.

il

Miinchen
il

solitario

in

cio,

ne risale
il

del

sec.

XVI, mentre

Sin.

del

IX/X, e
dovette

Vat.
soli-

Sara prudente lasciar questi per seguire quello,


facile

tario e recentissimo ? Si pensi quanto piu

essere la

supposizione dello

scritto al

nome

di

gran lunga piu conosciuto dello


che

storico e filosofo Zaccaria Mitileneo,

non viceversa all'oscuro

Paolo Persiano
1

di

cui

per poco non isvani ogni memoria. Tanto


;

Cfr.

PITRA

o.

c.

44-46. 70 n. 2

A.

EHRHARD

nel Centralblatt f.

(1893) 189 ss. II breve cenno di G. BERTOLOTTO II cod. greco Sauliano di S. Atanasio in Atti della Soc. Liyure di St. patria (1892) 57 e insufficiente per noi.

Bibliothekswesen

XXV

Cfr.

il

catalogo dello

HARDT

395

SB.

PITRA

66.

190
piii

XIV. -

PER

LA.

VITA E GLl SCRITTI

che la didascalia del cod. Mosquense, di cui sembra

un
',

poco
pote

dei codd. Genovese e intelligente compendio quella

Monacense

a qualche antico insinuare che tali capitoli bene convenissero a Zacaltri sette contro i Manichei. caria, il quale ne aveva gia couiposti

Da

ultimo, anche un puro accidente non potrebbe aver fatto omettere


il

o scomparire nell'archetipo

titolo

giusto, e cosi riunire poi nella


di

copia

capitoli

di

Paolo &1T <ivT(ppT)<Ti;

Zaccaria? Checche

sia,

ragioni interne di questa riunione


addotte, e
cfr.
io,

od attribuzione non sono state

finora almeno,
n.
l),

p.

194,

non ne ho osservato (all'opposto anzi: e pero mi credo in diritto d'attenermi ai codici


altro.

piu antichi fino a prova contraria.

per un' analisi ed un apprezzamento dei due opuscoli: puo farlo bene sol chi e maestro nella storia del dogma e del manicheismo. A me basti avvertire in

Non aggiungo

Qui non e

luogo

passando, che essi molto piu degli Instituta regularia e della Logica
(se

mai e

del
di

medesimo autore)
Paolo
il

si

prestano a fornire un concetto

della

mente

Persiano, come lavoro di maggior polso e

difticolta,

che non siano schemi elementari di lezioni scolastiche.

*
*

Forse ho corso un pochino avanti ma egli era necessario per dare un qualche concetto della trasmissione e del contenuto degli
;

scritti, di cui ci

abbiamo a
di

servire.

Ora ritorniamo
il

indietro e dichia-

riamo alcuni punti

conseguenza per

nostro assunto.
1

Qualcuno potra concepir dubbio, se

la

disputa sia piuttosto


e

una

finzione

letteraria,

come parecchie

altre;

quando

anche

risulti

per realmente tenuta, ossia storica, se fu tenuta in greco, e 3 se il Paolo Persiano iuterlocutore 1' abbia egli medesimo scritta

sia proprio

il

Paolo

Persiano di lunilio.

Lo

stesso

in

gran

parte dicasi

della irpfoaffi; e dell' airoXoyia.

AvTipp-/)7i; /ayjxpiou

eTCiaxoTCO'j
ETUI

MtTuX^vyjc

opwvro;

TXUT'/IV

(raOra

3/on.) ert

pt^avro; aury)v (auri J/bn.) Mavi/xioo. PITRA 45. Quell' oSou e forse la sostituzione o la
/apry)
^a<ri^ect>;,
{JifiAi

T?J

oSoO

ev

'lo'jcmviavoO

scappatoia per la parola non compresa

DI
II

PAOLO

IL PERSIANO.

191

prime della realta storica della disputa perche una volta provata questa, il rimanente o necessariamente ne discende, ovvero diventa aifatto secondario e
punto cardinale
;

di tutto e

proprio

il

indifferente

come
si

la

questioncella 3

a
,

la

quale, inquanto

distinta

dalla

a
l
,

non
in

puo nemmeno

sollevare

a riguardo

fall apologia.

prova della realta storica e della fedele trasmissione della disputa tutto sembra cospirare, la sostanza non meno che la forma. Anche lasciando da parte le notizie precise e minute di tempo e
puo eccepire, 1' impianto e sviluppo stesso del dialogo escludono 1'ipotesi d'una h'nzione letteraria, la quale - si noti bene -- dovrebbesi senza fallo (se mai) a un crid' altri

Ora

agginuti,

contro cui nulla

si

stiano e non a un manicheo.

L' escludono

il

complesso delle

cir-

costanze presupposte od espresse, le quali sono propriissime quanto

mai ad inclinare

lettori

in favore di chi nella discussione e fatto

soccombere, e ad attenuare o togliere la vittoria del cristiano. Questi

ha 1'appoggio

delle

autorita,

quegli

tutto al contrario.

fi

un

pri-

gioniero sotto processo, che mostra col fatto, e in

un punto espressaassieme
sulle

mente dice
coi

di

non

sentirsi libero di parlare, afferma d'essere

colleghi

perseguitato per la verita,


d'

ne sembra
civile.

illudersi

avverse disposizioni

Bisognava esser un ambiente tale insensati per fingere (usiamo pure la parolaccia) di disputa, dove ognuno puo facilmente pensare abbia non gia la verita ma la prepotenza trionfato contro un meschino, che non
poteva liberamente difendersi senza esporsi a pericoli e pene anche
peggiori.

animo della podesta

Ah! un partitante non


esclude 2
il

finge cosi.

Lo
le

modo con

cui

sono

presentate le opinioni e

ragioni dei Manichei, senza le volgari esagerazioni di quelle ed

attenuazioni di queste, e senza gli abituali attacchi contro la moralita

degli autori e dei seguaci

della della

setta.

Anche questa

la e

una
3
lo

forte

prova

della verita storica

disputa.

Lo escludono
i

sviluppo talvolta

meno che

previsto del dialogo,

battibecchi vivaci

mossi ora dal cristiano ora dal manicheo per iscappate o per contra vvenzioni alle leggi del disputare
',

e finalmente

1'

essere

il

dia-

lungo passo di p. 82 e Paltro ed inoltre a p. 83 princ. Xp. per disteso,


Cfr.
il
:

di p.
My)

85

riportati piu avanti

ivayxaTBsi;

192

XIV. -

PER LA VITA E GLI SCRITTI

logo pieno di vita e d'acutezza, stringato e snello cosi, che par di

leggere una relazione stenogratica. Per

me non

par dubbio, e spero


:

la chiunque voglia percorrere il non lungo scritto disputa fu realmente tenuta, e su per giii tale quale e giunta a noi. Quindi anche la notizia posta in capo ad essa e le altre qua

ne converra

e la sparse incidentalmente

non debbono, come

il

resto,

nemmeno

loro essere

una

finzione.

Or

se la disputa fu realmente tenuta, e tenuta per ordine degli


e

imperatori

sotto

la

presidenza

del

prefetto Teodoro, istruttore

insieme del processo di religione, allora essa non

pote certamente

svolgersi che nella lingua ufficiale, la greca, e nella stessa citta imperiale

Costantinopoli. Pensare ad altra lingua, pensare ad altra citta,


si

qnando nulla

conosce d'un soggiorno altrove della corte nell'Aprile--

Luglio 527, diro che

se

non e assurdo

--

e affatto

arbitrario,
c'

questo basta per non abbandonarvidsi. Per la itpfoowi? poi

una

testimonianza
p.

contemporanea quasi, riprodotta integralmente a die la dimostra uscita proprio in Costantinopoli. 187, Del resto, nessun sapore di lingua esotica e dato sentire nella
o
II

disputa.
lo
si

greco non e classico,

ma

pur colto e letterario per quanto


voga, e per quanto lo

puo attendere da due personaggi manifestamente versati nella


si

letteratura religiosa e filosofica allora in

puo attendere

nell'

estemporalita d'una discussione.


disputa
siano
stati

Che

gli

atti

della

poscia

stesi

da Paolo

stesso ovvero
assistente,

raccolti sul

momento

dai notai del prefetto o da altro

dal tenore d'essa pervenuto a noi

non

si

puo decidere.

Pero

la consuetudine

osservata in simili casi e la circostanza che la


e

disputa

era

comandata dagli imperatori


alia

preseduta dal prefetto,


quale, se

favorirebbero piuttosto

seconda supposizione. Nella

7r?j |/v acrveiav wpofaaifuvo;, TT?J Ss iwv w exTov (quest' ultima deve essere una maniera proverbiale di dire). Ofr. anche p. 81 Xoi. Ei TWV OVTWV ^ Trpod'/iyopix ae Tx.avSxXt^i, ^-/i

oztoc,

ou x/^p-/ifxai

Ttj

TrpoCTYiYOpta raoTv;

TTOTS ev rij

wpb;

ere

SiaXe/mo ecc.

DI

PAOLO
i

IL PERSIANO.

193

Paolo non perde menomamente

suoi diritti d'autore, gli atti invece

guadagnano davanti

ai

nostri occhi tanto piu di fede e di pregio.


* * #
scritti

Rimane a provare, che


Paolo Persiano

il

Paolo Persiano del due


di lunilio.

il

maestro ed amico

L' identificazione

dei

due corre spontanea alia mente. fi egli difatti verisimile, che due " Paoli Persiani ", entrambi cosi cospicui e celebri che 1'uno diversi
fu
il

campione

dell'

ortodossia
1'

in

un' importante

disputa

pubblica

ordinata dalla corte stessa, e

altro predicato e seguito quale insiufficiale

gne maestro d'esegesi


verisimile in tal caso,

biblica

da un alto

di

corte,

vivese

sero in Costantinopoli nello stesso breve tratto di

20 anni? Ed

che

essi,
'

cio

non ostante, venissero denomiil

nati ciascuno semplicemente

Paolo

Persiano

'

senza alcun altro

aggiunto

di

distinzione?
il

Non sembra davvero


disputatore e
1'

possibile.

Al contrario, se sonaggio, non diviene


tario
di corte,

esegeta sono un unico per-

egli

intelligibilissimo,

come

lunilio, alto

digni-

pote facilmente conoscere e amichevolmente trattare


,

un

personaggio

a cui

la

corte

stessa

in
la

una circostanza

delica-

tissima affido o lascio pigliare per


dell'

mano
non

causa tanto importante

ortodossia ?

Cosi stando

le

cose, fin che

sembra
il

doversi

ammettere che
di

il

si trovino prove in contrario, Paolo Persiano della disputa e

Paolo Persiano

lunilio;

e quindi

che Paolo era a Costantino-

non solo dopo il 533, ma gia nel 527; anzi prima ancora, poiche nel 527 aveva gia conseguito una fama segnalata. Inoltre
poli

anche piu certa la conoscenza del greco giustamente attribuita a Paolo dal Kihn; diviene molto piu probabile ancora, che egli abbia steso altresi in greco le regole tradotte poscia da lunilio;
risulta

e sopratutto rallegra

di

conoscerci
di
lui.

pur

oggi in possesso

di

altre

due important! scritture

#
*

manifesti di sostanza e di forma fra


scritture greche pervenute a noi.

Qualcuno forse desidererebbe a conferma del teste detto riscontri $* Institute regtdaria e le due

Veramente

tra libri di argomento,

194

XIV. -

PER LA VITA E GLI SCRITTI

tramandatici in lingua e stato cosi scopo ed indole cosi disparata, e da attendcrne mold; pero chi avesse tempo di condiversi, non
tVontare tutto minutamente, noterebbe molto migliori cose che a

me

non e dato. Lascio 1'apertissimo Aristotelismo


titta

riboccante negli Instigli scritti greci

regularia (cfr.

KIHN

p.

337-343)

e in

ambedue

di Paolo, e passo a toccare due punti soltanto, 1'uno la dottrina, e 1'altro la forma.

riguardante

Nella terza giornata

il

manicheo, impugnando

il

Vecchio Testa-

mento, domanda nettamente al cristiano:


^.

'E^uXaTTV
Kai TOO

XpiTTo; upay^aai
xa\ eXuasv

Tot

iouoVixot

(T^^aTa

Xpi.
i

(ptfXa<yj

<puXaTT

[xiv

V xaipai,

irpoio'vTo;

Tifc

iraXaia; 5ia6^XY)^ xaipoO.


6

Maviy. fI6T

oi

TY^;

icaXaia^ ^laO/jx^;

xaipo;

-rjv,

xa\

Xpi.
Tf);
itp

M^pt
^laOVjx-r);;

TOO

iraXata;

^aiTTiafxaTo; 6 XpiaTo; sv T(p Ta Tfj? iraXaia? uavTa xaiptii uu^pywv


2

aTT

avairXrjpwv i:ov$ [xwaatxo'X vofjiou;

uidp
xa\

Tifjtwv

[JL

ot

apiTO? -rjp^aTo
4

T?J?

va;

ia-

TOI;
udi; irapa Xpiorqi
i?

avOpcoiroi?.

OUT

ouv

TWV

vopt^fjcwv, oi>T

[XTa TO

TWV

vofjiitxcav

upi<rxTat.

'O aavtyaio? xavTauOa (TKOir^aaf; ou&v airxpivaTo. Da Paolo che per ordine degli imperatori ortodossi
,

sotto

la

presidenza d' un loro

ufficiale,

disputa pubblicamente in difesa del


un' aperta

cristianesimo,

non

e certo

da

attendere

professione

di
io

errori condannati nel concilio Efesino e in altre circostanze:

ne

dico che sia proprio nestoriana la dottrina di lui, ne che

s'

abbia a

prendere nel peggior senso senza ragione. Pero non puo non colpire
quell' insistenza

sul battesimo di Cristo

come

principio della grazia e

Anche da ci6 si prova contro il Pitra, che i 49 capitoli non sono da rivendicare a Zaccaria di Mitilene, scrittore dal fare piu largo e piut1

tosto platonizzante
*

cfr.

KRUMBACHER

o.

c.

432.

TOV [/.wda'tabv vop.ov ed.

3
1

om. ed.

Male ripetuto nel cod.

al principio della

nuova pagina.

DI
line
dell'

PAOLO
lui,

IL PERSIANO.
si

195
confront!
il

antica legge per


1.

specialraente se
di

fram-

mento
e

del

13 De incarnations

condannato nel concilio


OC'JTOV,

Teodoro Mopsuesteno, riportato ecumenico e altrove ...


:

7tvU(xaTi Xs'ywv

IT

TY^S
i'

itpo<7Y)xo69Y){
'

TOO (3avT{< to; Tip axpi(3ela^ TOV VOJJLOV


6

uXdavTa,

to ^ X a 1 {X T X TV aV T Y] V T 7} / a p t T ? TC X I T TOO TTVtuaaTo; Tuvspyaa |XTot TCoXXi}C itXtJpoOvTa TT,? axpt^'a^ \ TYJ ed inoltre coll'altro del 1. 8 della stessa opera: Ta'jTYjv yap <TYJV

ubOca''av> lXa 3v auio; xaTa TO avOptoirtvov,


(

^otiCTwOeU icpoTpov

TW

'Iop<5av-r,

XTX.

2
.

Naturalmente

la

rigenerazione e 1'adozione in
la

figlio di

Dio allora ottenuta da Gesu secondo


in
lui

dottrina nestoriana,

importava
dall' antica

la liberta dei figliuoli

di

Dio, e quindi 1'esenzione

legge.

Negli Instituta regularia simile eresia di Teodoro non compare

manifestamente, come neppure nella nostra disputa


della

tuttavia

il

fondo
atte-

dottrina

sembra

affatto
3
,

nuazioni fattevi da lunilio


stesso degli Instituta

medesimo, non ostante non ostante che 1' indole e


il

le
il

piano

Veggansi ad
quel
riferire
le

es.
all'

non permettessero tanto esplicite dichiarazioni. nel Kihn p. 404-405, come consuoni con Teodoro
allora

incarnazione (quasi

operatasi

piu

perfetta-

mente)
di

parole profetiche ripetute dal Padre celeste nel battesimo


4

Gesu: aut placitum circa patrem

incarnationis mysterium scri-

THEODORI MOPS. In

epist.

Pauli

..

ed.

Swete

II (1880)

306-307

P.

Gr.

LXVI

987. Altrimenti nei Tractatus de libris


il

ss.

scripturarum pub-

blicati or ora dal Batiffol sotto

nome

d'

Origene

Christus a nativitate
legis

usque ad passion em in Synagoga iuxta observantiam


erat futurus (p. 84). 2 Ed. Swete II 298;
!

Migne

ibid.
il

980.
stesso in Kirchenlex.

Cosi in breve

si

riassume

KIHN

VI 2021:

das Anstossige in Bezuy auf den Canon, die Christoloyie, und die Gnadenlehre ist theils bei der Abfassung , theils bei der liebersetzung und

vom Canon, das


4

Redaction durch Junilius mehrfach verwischt warden, so dass, abgesehen Irrige ilber Christologie und Gnadenlehre nur einem

geilbten theologischen

Auge erkennbar
il

ist.

restituire con lievissima guasto correzione cosi: aut placitum patris circa incarnationis mysterium...
sia
teato.

Temo

Forse e da

196

XIV. significat ut
est

PER LA VITA E GLI SCRITTI


ecce

"
(II

ptura
placuit

anima mea

"
cio,

puer meus 22, ed. Kihn

dilectus mihi, in quo


p.

com-

517-518)

'.

non sara male aggiungere, che il passo affatto il supposto d'un sopra riferito della disputa sembra escludere e quindi non potersi autore monofisita, quale fu Zaccaria di Mitilene
Checche
sia di
;

menomamente ad

essa estendere

dubbi sopra discussi circa

il

vero

autore fa\Vapologia o replica contro Fotino.

leggere la dedica di lunilio, parrebbe proprio che la forma di dialogo fra maestro e discepolo, o meglio di catechismo per do-

manda
simos

e risposta

2
,

fosse

stata

introdotta

da

lui:

in duos brevis-

libellos

regularia naec instituta


potui,

collegi,

ad dens

ipsius

dictionis,

quantum

utilem for mam, ut velut discipulis

interrogantibus
et

et

magistro respondent e
attestato
nel

breviter singula

perlucide dicer entur (p. 468).

Che

quell'

addens
inteso

concordemente
ovvio,

dai

mss. usati sia

genuine e vada

senso

sarebbe

alquanto
dei

audace

revocare in dubbio,
es. nei passi

sebbene

veramente
n. 4, e

la concordia

mss.,

ad

toccati a p.

195

qui a n. 2, non sembri bastante

ad assicurarci della integrita del


di
le

testo.

Ad

ogni modo, non sara fuor


(p.

luogo rilevare, come al principio della seconda discussione


stesse parti di maestro e discepolo

85)

siano

introdotte e da Paolo

rigorosamente richiamate.
viy. 'Eyu)
y(vo(j.ai
Tot

a^piepov
-r

iwv spwTtovTwv

7itr)

ev TYJ

xa6'

La 12

delle 7rpOTa<Tt<; ^pi<TTiaviy.ai


'b)<roO<;

comprese nell'apologia
6soO
X.T>..,

p. 100,

puo stare in bocca eziandio d'un nestoriano, e quindi non prova ne pro ne contro. 2 Cfr. su questo riguardo A. RAHLFS Lehrer und Schiller bei Junilius Africanus in Nachrichten von d. k. Gesellschaft d. Wiss. di Gottingen, a. 1891, p. 242-24H, dove mostra lo scam bio avvenuto in quasi tutti i
codici di A(i&aa/c<xXo;) in Discipulus e di M(a9?)T7)!;) in Magister, scambio anche nell' ed. del Kihn, non ostante che lo scopo e 1'indole del passato
libro e le parole di lunilio nella prefazione
3

Ei aV/iQeuwv 6

eaurbv wv6fxa<rsv uibv TOU

con cio non

si

accordino.

6[/,a;

cod.

DI

PAOLO

IL PERSIANO.

197

Xpi.
u>;
t'pY)xa;,

Ta
oG

xa6'

{XYJV
iO'

v TYJ uaa; uiv ^yufrvaaOY] upoTS'pa oiaX^XTO), 5c uavTa. ouv iravra TY); irpeirouonr]? <;ypY]v

TaT(o;
TO'JTO

TujfEiv,

OUTCO^

Twv Y](JiTptov airapy


TY)^
(?0'J<TY];

<76ai

aXX'

<p(Xov

WTT
va^Etv,

UpC

^Ta(7(0;

TWV

p(oTY]TOV
<TTIV
(p

TI xa\

T(va

a ^oOXE
'

Xpi.

MavOavovTo;
'Eirt

TJ

oiaXyo[/.voi>

TT\V

YJ

Maviy.

TOO TcapovTOC oO

otaXyOf]vai, aXXa aa6Tv

\pi.

'E[/.o\

ouv

Tiapi^top-rjaa? TYJV

TOO

Mavt^.
Xpt.
Tt

Sot Trapax^(upT,xa.

Hap' YKJUV TOI; ^piaTiavoT;,

truv

TOI?

a"XXoi; xai

xs^aXatov
(jiaOeTv

ouv ai
5e xa\

ipiaxTai xat <5oyaaT((^Tat, STI i'aTi Tiva inp -^[/.iv. ^i Trpoaipoupivov TOUTO [Av uapaXapEiv xaTa irpwTa; (e.

Tr v TOO
(

Xy8vTo;

aTio^E^tv (JouXtt aa6Tv, TCEtpaaopiai

Xytv),
Ta
uito-

[XTa
Xoiua

5i TO
Ttii

X^QV

x<paXatov xa\ TYJV TOUTOU a-rr^EiHtv xa\

avayyXw aw
.

'Ex

(Ji^crou

TWV

irpay[/.aT(ov,

aXX' oux 1% ap^Y)? TYJV

Xpi.
v,

MavOavovTo;
Ttp6<T^opo?

'

TJ

(JioaaxovTO?
(JiavOavovTt

r)

aXXou Tivd?
o\5a<TxaXia^

laTt

TO
r\

ouoia

Tto

TYJ^

y(vTai

Xpt.

'Eao\

ouv

dTtv

ap^EaOai
Ttva

TY^?

^KJaaxaXia^

oOfiv

xa\

<p'

r)(xTv,

iir

irpaiTov

Xpi.

A'.aXyoijt.vou.

ou

[xavGavovTo; TO

X^0v

(TTtv.

Mavt^.
Xpt.

OO

(xavOavo),
TYJV

aXXa

<?iaXyo(/,ai vOv.

'AvaXa^

TCEOaiv.

XTX.

Quand' anche questo battibecco sugli offici di maestro e discepolo non abbia nulla a fare colla forma di catechismo osservata negli
Instituta regularia,

valeva la pena di riferirlo qui a prova di quanto

x.al

cod.

198
s'

XIV. -

PER LA VITA E GLI SCRITTI


alia

e asserito di sopra intorno

verita

storica

della

disputa ed

al

suo sviluppo realistico.

Un' altra osservazione, die per la conoscenza della vita e del sentiment! di Paolo forse non e inutile. Dalla maniera, con cui lo
ricorda Innilio,
si

direbbe,

che egli

--

se

fu

eretico
in

nestoriano
alia

uon

lo

fu cosi dichiarato e accanito

da venir

odio
alto

corte.
di

Infatti

non

si

capirebbe

altrimenti,

come
ne

lunilio,

ufficiale

corte e per fermo non nestoriano,

parli

con

tanta

lode senza

551, quando Giustiniano era al colmo del suo non usava riguardo alcuno con chi non si piegava cesaropapismo, e
riserva proprio nel

davanti alia sua volonta.

II

fatto

della

disputa

nelle

circostanze

narrateci dalla didascalia a principio, induce in noi eguale persuasione per


il

tempo molto anteriore


ben
lungi
i

in cui avvenne.

Sono

dal

voler

sostenere

1'ortodossia

di

Paolo,

contro cui stanno

fatti

dell'

insegnamento tenuto nella scuola nesto-

riana di Nisibi, del canone biblico


steno,

eco di quello di Teodoro Mopsue-

della sua elezione a metropolitano nestoriano di Nisibi, e del

culto prestatogli
fatti

dopo morte dai Nestoriani (cfr. KIHN p. 263-264), che forse non hanno tutti cosi grave significato, come suole ad
pero e bene notare quella tendenza di moderazione
cui
il

essi attribuirsi:

e di

pace,

di

Kihn

p.

290 trovo
la

la

traccia anche negli

Institute/,

regularia, almeno secondo


*

versione latina.

*
II

*
al

piccolo contribute,

che io voleva portare


cio

lavoro del Kihn,

e gia versato, e basterebbe; ma,


di rilevare

non

ostante,

mi

si

permetta

ancora una curiosa

cultori

della

coincidenza, che puo interessare i storia del diritto civile non meno che della storia

ecclesiastica.

Proprio durante
e di Giustiniano, in

lo stesso

brevissimo regno comune di Giustino


disputa
gli

cui

fu
i

tenuta la

nostra,
eretici

usciva
e
i

una

severa costituzione contro


e
i

Manichei e
--

Giudei ecc., quella stessa

pagani secondo ogni verisimiglianza - che


I

altri

venne poi incorporata nel Codice giustinianeo

5,

12 e che forse

DI

PAOLO

IL PERSIANO.

199
lanciata
nello

provoco

la

irpfoaTi;

manichea

audacemente
l .

stesso

l^pAioTrpaTctov del palazzo

imperiale

Siccome

la disputa fu tenuta

per ordine degli imperatori e sotto la presidenza di un loro prefetto,

non e molto verisimile che


riale, in cui si

dopo una costituzione impeleggono a riguardo dei Manichei le seguenti, sebbene


cio seguisse

abituali,

fortissime espressioni:
veluti

2 Haereticos autem reliquos omnes vocamus,

exsecra-

biles Manichaeos quique his similes sunt, quippe quos ne nominari quidem hie terra rum neque omnino conspici usquam nee quicquam polluere tactu suo oporteat. Sed Manichaeos quidem, quemadmodum diximus, ita et expelli oportet neque nomen eorum quemquam tolerare nee praetermittere, si eodem loco cum aliis hac impietate infectus moretur, sed etiam ultimo supplicio subici Manichaeum, ubicumque terrarum inventus fuerit.

die

katholische

G. PFEILSCHIFTER Der Ostgotenkonig Theoderich der Grosse und Kirche [Kirchengesch. Studien di Kno"pfler, Schrors e
p.

Sdralek, II (1896) 1-2]

168-169, ha per varie ragioni storiche impu-

gnato 1'esattezza
'Ioo<TTTvo; seal

dell' iscrizione supplita di questo capo (AuToxpaTOpes 'louaTwavb; AA.), e voluto ritrarre la legge all'a. 523 circa. Pero la spiegazione da lui suggerita delle parole del c. 18 4, che sono

base di detto supplernento, difficilmente puo appagare. Come mai in una legge Giustiniano si sarebbe richiamato ad altra legge quale stabilita da se stesso e dal padre suo (legem olim et a nobis et a divae memoriae
la

patre nostro latam), quando in essa avrebbe avuto parte


soltanto, sia

di consigliere
il

pur

notorio, e

non

di legislatore? Inoltre sta

fatto,

che

proprio fra

1' morte avvenne una grave persecuzione dei Manichei (cfr. p. 201, n. 1): ci6 che sembra confermare la pubblicazione allora avvenuta d'una legge, senza fallo, comune dei due augusti. II supporre quindi altra legge diversa, alia quale, e non alia nostra, Giustiniano si riferirebbe, come e facile, cosi non cessa d'essere un poco arbitrario; e del resto sarebbe per me affatto indifferente, rimanendo sempre la coincidenza della disputa con una legge di Giustino e Giustiniano contro i Manichei. Chi tuttavia credesse di qualche

incoronazione di Giustiniano e la

di Giustino

peso

che

osservazioni dello Pfeilschifter, puo del pari facilmente supporre, conservata di Giustino e Giustiniano rappresenti un lieve rimedio all' altra (a. 524 fine) di Giustino solo contro gli Ariani, onde
le

la legge

erano
riore.

sorti brogli

con Teodorico, e non gia che essa debba essere ante-

Ai giuristi I'esaminar meglio la cosa.

200

XIV. -

PER LA VITA E GLI SCRITTI


;

disputa quindi sembra anteriore alia costituzione e se cio, non potrebbe egli esserci stato un qnalche nesso tra la disputa e la costituzione? Si sa infatti, come Giustiniano procedeva nelle contese

La

religiose,

che laceravano 1'impero

'.

Egli aveva le sue opinioni ferme,

che era deciso d'imporre a tutti, occorrendo, eziandio colla forza;

ma prima

--

o fosse sincere zelo non ancora disperato della

buona
-

di governo, o 1'uno o 1'altro insieme riuscita, ovvero semplice arte

cercava colle buone di persuadere

dissident!,

provocando special

mente quelle numerose dispute pubbliche di religione ond' e rimasto famoso il suo regno. I tentativi non raramente fallirono; ma allora
1'imperatore poteva dire di avere fatto del suo meglio colla clemenza

per la pace, e solo costretto, addivenire alle severe costituzioni, con


cui colpiva gli
I

ostinati

dissidenti.

Manichei, e vero, erano gia


dagli imperatori
;

da

lunga pezza

stati

severa-

mente condannati
le

ma

forse sul punto di rinnovar

condanne

il

novello imperatore pote creder opportune di ritentare


altri

una prova con questi ed


del capo cit.

eretici,

ai

quali

(si

dice in principio

del Codice) ideo convenire et

propriam denominationem
resipiscerent

habere permisimus, ut patientiae nostrae pudore sponte

ad meliora revertantur, e messe le mani sopra un maestro de' Manichei, Fotino, mentre lo faceva processare dal prefetto, lo costrin8 doveva ben geva pure a disputare con Paolo, che come Persiano
conoscere
lui
il

e la dottrina

manicheismo, manichea

affine

di

convertirlo o almeno convincere

d' intollerabile

empieta. Cosi egli guada-

gnava una buona occasione.


In realta la disputa tradisce piu d' una volta
1'

inquieta preoci

cupazione del manicheo, che


1'

sembra non temer solo


il
i

sillogismi del-

avversario. Si direbbe ch' egli odori

vento infido ed abbia paura


suoi, e quindi
di

di

compromettere vieppiu se stesso ed

tace o sfugge.
libero
di

In un punto, anzi,

oppone semplicemente

non

essere

parlare trovandosi in ceppi e privo dell'appoggio de' presidi, e inoltre

A. KNECHT Die Religions -Politik K. lustinians che non ricorda nemmeno esso la nostra disputa: cfr. Wiirzburg 1896,
Cfr.
il

libro di

I.
il

capitolo

tale

2, Leggi di Giust. contro i Manichei, p. 38-40. * Con quale larghezza si possa, e all'occorrenza si debba intendere denominazione, vedilo in KIHN 259 ss.

DI

PAOLO

IL

PERSIANO.

201
per la verita soffrano
giuste
si

apertamente afferma
i

d' essere
'.

persuaso, che
risposte
di

maestri dei Manichei

Le

Paolo, sebbene

ad

hominem, pure fanno una penosissima impressione, quando


1'infelice stato
di

ripensi

colui,

al

quale eran dirette, e

si

ripensi che egli

aveva
yd)

succhiate

col

latte le

malvagie

opinioni

ond' era

accusato

Sk

sir^Tapiai 5 xa\ uiro

T&V Tqp.Tp(ov TCpoyovwv

itxptfarfflt

xai

etrrad

o\a(puXaTTco (p.
II

81).
qui in fine a no-

passo e cosi importante che lo trascrivo


della disputa intera.

vello saggio

Xpi.
;

HavTt Xdya> avaa^oTY]To;


6

6 Osd;,

-^

xai TIVI Xdyto 4p.ap-

Mavty.
Xpi.

'.

\vafjiapTY] TO^
r)

uavTY]

Ocd;.
r,

Ra\
;

'\>wfi

apa

6jjio((o;,

ou^lv aicxptvaTo irpo; TOUTO

6
(TU

Kav
apa oux

(Tiwira^ 6oc6jt.vo^ TO

ou
<TTI

TY]

Maviy. Ou
Xpi.

TDV7]yGY]

axoXouOco^ ToT^
OUTCO^
>

XYjfjt.aaTi

TO

"EXey^ov,
A(i[jt.ai

a
Iv

^i

a>^

^Y)?.

Mavt^.
Xpi.
v
2
*

o eo [jt.oT;

>

xa\ ou oMvaiJiai.
r\

Et xa\ Si&VG&i TO
xaO' u[xa;
coG-xi
<?

aaifxa, aXX' oO^_

<\>uy'

I?

TYJ

TOU

(T(6[jLaTO?,

xaxoO
r,
'-[

TYJ

Buffet

unap-

xa\ OXfyet 6'joOTat

ixaXXov

ouv

aaXXov

0(T[xot^

wv

rj

TOUTWV

^ta TOOTCOV ycopi?, TOO atoixaTo;

xa\ T?\$ fywffiS

VTa06a u

Mavty. 'E

Bonn. 423, e dopo lui THEOPHANES, ed. de Boor, I 170-171, pongono una grave persecuzione dei Manichei appunto fra 1' incoronazione di Giustiniano e la morte di Giustino, ossia al tempo della nostra disputa: ev &e rS aOrw xaipw /.ari
1

E da

notare, che

J.

MALALAS

ed.

Mxvi^atoi, sv ol? eTtj/.&>p^8v) xal ^ yuv/) iou TOU luyxX'/inxoO xat a^Xai a u.a aOrrj. Se qualcuno volesse sosteeTifAwa^Siriaav
t

TuoXXot

nere che posteriore alia legge e la disputa, e contemporanea al processo di Fotino arrestato in virtu della nuova legge, lo faccia pure.
2

Se<T|Ab>
3

cod.

Cosi

il

codice; e

si

pu6 intendere bene: Se ho

I'

aiuto...

parlo;

202
Xpi.

XIV. -

PER LA VITA E GLI SCRITTI

Maviyraiwv irrcap^a; o\&crx*Xos;

Ka\ dpi xat ouoXoyco. Mavijr.


Xpi.
axaXoi,
Y)

'Virep

aXYjOeia;
TTCO;

iraayou<nv

01

TWV Maviyauov

aXXw;

Xyei;

Mavt^.
Xpt.
Ttov,
Tfj?

'Titlp

aXY]6a'a;,
o

to;

[xoi

ys XeXoy^rai.
6

Ei^sv
(JeajjioT;

[/.axapio; llauXo;
YJ

oiav

icepie^pXiQTO,
v
t

auoaroXo; luixoupi'av a 5ta ib //iv TauTiqv ^


[JI.YI

oix(a; (JtoaaxaXia:

^a- aot:;

tov

;
'

'O MavtjraTo; ^

xaviaOOa (TtwuYJaa; oO^iv

auxpivaTO.

Theodoro o Tfieodoto
in
W.

pu
13.

II

7,

26.

IV

30,

IX

19.

6?

(Note a
P.
citati

p.

184).

KRUGER

nelPapparato critico della sua edizione,


:

ai
*s
?

luoghi
et

annota quanto segue


hist. arc.

<Theodoto>

scripsi
libri

cum

4, so^
et

Pro,

copio
-

p. 64 (Dindorf), theodoro
sic

hoc loco

ad
sic

9,

e;
ts
}

<Theodoto>
hist.

2,

i\

se
?

theodoro

libri;

- <Theodoto>
libri.

4,

30

Procopius

arc. p.

64 Dindorf, theodoro
che

Benche forse possa sembrare altrimenti a chi non confront! fra


loro
tutti
i

vari rimandi, pero questo e certo,


i

libri

del Codice in
il

e tre

luoghi presentano Theodoro e non Theodoto, e che

benemerito
ragione

editore
in

ha mutato
1.

la
si

lezione

tradizionale

per

1'

unica

che

Procopio

c.

legge invece O<$OTOC,


3
.

<$OTOV,

C-)o^TO), per cinque volte in tutto


Qnaiid' anche fosse stata sicura

1'

identita del personaggio ricor-

dato da Procopio col praefectus urbis, al quale Giustino imperatore


indirizzo le tre leggi,
della correzione,

poteva pur sempre disputare la legittimita non essendo stato peranco stabilito, se migliore fosse
si

ma...

Pero

la

forma attiva non


1.

serenti (cfr. sopra p. 191 n.

e corretta, ne per solito usata dai nostri dis197); e molto facilmente pote scorrere (W)iy<o

per rt'.aXyy). Laonde il testo primitivo, o almeno migliore per redazione, sarebbe: Tu parli, pewhe...', ma io, che non ho..., son costretto a tacere.
1

oux.

ed.
1'edizione del 1892.

Adopero
3

Anecdota ed. M. Krascheninnikov (1899) 45-46.

DI la tradizione del
il

PAOLO

IL PERSIANO.

203

Codice o quella della historia arcana. Tanto piu che Teodoto Cucurbitino di Procopio era detto Teodoro nel leggendario
S. Sofia, attribuito

racconto sull'edificazione del tempio di

a Giorgio

Codino

';

Teodoro pur

si

legge nella nostra disputa, tenuta, secondo


prefetto destinatario della legge 1

ogni verisimiglianza, sotto

il

Dicem-

bre 526.

due personaggi fossero poi diversi ? Allora non v' ha dubbio, che il triplice emendamento cade di per se, e deesi tener fermo ai mss. fino a prova in contrario.
se
i

Ma

Ora, chi esamina un poco

il

passo di Procopio, s'avvede subito,


essere
il

che

il

Teodoro

dell' a.

526 non puo

Teodoto Cucurbitino

prefetto della citta e repressore degli scellerati partitanti del circo,


i

quali avevano di pieno giorno ucciso in S. Sofia Ipazio e

commesso
~

altri misfatti.

La

sedizione non era avvenuta sul principio del governo

di Giustino,
le

avvisandoci lo stesso Procopio che dopo molto tempo

turbolenze raggiunsero tal colmo;


il

ma nemmeno
1'

scoppio alia

fine,

cadendo

racconto nel tempo, in cui Giustiniano non aveva acqui-

stato tale potenza da sopraffare,

come

infelice

Teodoto,
sua

1'

indipen-

dente questore Proclo, ne peranco potuto fare


3
.

sposa Teodora

per la resistenza inflessibile della vecchia imperatrice Eufemia, tuttora


viva
Si

puo quindi accettare benissimo

la

data della repressione

De
-/.at

antiquit.

CP.

ed.

Bekker 139:

/.at

0eoSo>pov
fatto del

Trarpi/.tov

xai

soprannome di 7Tp/ov Teodoro un secondo personaggio, inoltre 1' ha lasciato in dignita, quasi dieci anni dopo che Teodoto n' era state private e forse non era piu vivo. Secondo Codino, Teodoro avrebbe avuto qualche parte nella riedificazione di S. Sofia distrutta nel 532. - - E superfluo aggiungere, che
KoXox6v8-/)v.
,

L'A. evidentemente ha

di Procopio. itoVAw u<7-epov... p. 44 27. Secondo THEOPHANES Chronoypovw $t di Giuyrapliia, ed. de Boor 106, i disordini cominciati nel secondo anno
io
2

non dubito della lezione vera

stino

(a.
3

520) sarebbero durati fino al sesto (a. 524). Anecd. 1. c. Fosse anche non vero, che Proclo assolse Teodoto,

avvenuta la disgrazia del Giustiniano non poteva ancora tutto. Su Proclo prefetto, allorquando cfr. Anecd. p. 28 is, e de bello pers. I 11, ed. Bonn. I 52-53. Male I'ALAMANNI nelle note alia hist. arc. (ed. Bonn. Ill 382) riportd il fatto
dalla finzione stessa riraarrebbe provato essere
all'a.

23 o 24

di

Giustiniano

(a.

550-551).

204
(a.

XIV. -

PER LA VITA E GLI SCR1TTI


conte Marcellino, vissnto
di

523)

fornitaci

dal

quel

tempo a

Costantinopoli e alia corte, e percio degnissimo di fede '. Ma v' ha di piu. Un altro grave contemporaneo o quasi, Gio" una cronica ampliata della vanni Malala, la cui cronaca alia fine e
'

2
,

citta di

Costantinopoli
in sostanza,
il

non solo
di

ci

conferma
Procopio

la

data di Mar-

cellino e,

racconto
finito,

sulla

rimozione di

Teodoto excomes Orientis,

Gerusalemme;

ma

non molto lontano d'Antiochia, a c'insegna altresi, che proprio un Teodoro, e Teo1'a.

doro Teganista, gia console (forse

505), fu successore

di

lui

nella prefettura della citta, e precisamente a partire dall'a.

524

circa.

Giovera e bastera riferire

il

racconto

del

cronista antiocheno, per

quel tanto che ci riguarda, ponendo in nota quello un poco diverso


e tendenzioso di

Procopio, perche non

rimanga dubbio alcuno


essi

sul-

1'identita dei fatti e delle

persone

da

ricordate, senza fallo,

indipendentemente 1'uno dall'altro. 'Ev Si Tot; auToT; ypo'voi^ TO BevsTov [/.po?


r TaxTt
(

uaaa^

TaT; TcoXeaiv
xa,\

xa\

Tapa<7<Tov

Ta;

TcdXet?

XtOaafJioT;

xa\

xaTapaaiai;

yap xai TOI; xaTa irdXiv apyoixriv ap^ajjisvoi auo ToO BuCavTiou. TaOTa Si sirpaTTOVTO soj^ TY]^ yevofAsV/is Trpoaywyy];
o6voi;'
Tciqp)rovTO

^r\$

EV

K(ov(TTav7tvou7ioXt yvopi.vou
OCTUO

BEO^OTOO

6 it dp
3
<r

you
i

TUO-

Xeco; TOO
fiX^6Y)
ir\

Tfj;

; avaToXf);, irpoiv^txTiw vo; (A. 522 Sept.-A. 523 upwTY);

XOIJL^TCOV

T ^?
1

Aug.), xa\ xaT^uva<TTuc7


<yauivo; iroX7vO'j;
v
ot;

Tfj;

^[xoxpaTi'a; TWV Bu^avTiwv,

TWV aiaxTwv xaTa x'Ximv TOU pa(TtX(


Eirt'xXiqv

cruvXa^cTO &to$6<Ti6v Ttva TOV


Tcfjp^s
r)

ZTIXXOCV, oaTt^

xai TYJ

a^i'a

wv tXXouaipio^, xa\ TOUTOV


UTCO

avayaycbv TO> ,3ac7iXi. xa\ ayavaxTY]0a;

TOU

f|;

ap^?
v

xa\ au^waOf) T?|; a^a;,


JAETOC

xXua9\^
TTJV

avaToX^v. xa\
TYJ

TO xaTaXa^Tv

auTOv

avaToX-r]v

Tp^TY]

iv^ixTiwvt

(Sept.

524~Aug.

525)

.que

7 Maximi solius. Plerique lapidatorum, percussorum urbispopulatorum sua ob scelera deprehensi ferro, igni suspendioqne expensi sunt, gratum bonis civibus spectaculum exhibentes (ed. Mommsen in MG. Chronica minora II 102). Ne va lontano THEOPHANES 1. c.

A. 523:

KRDMBACHER

Gresch. d. byz, Litteratur,

ed.,

327.

DI

PAOLO

IL PERSIANO.

205
'

t, xa\ a7rxpU|3r]
ir

Xi'
p o^

xai avr' auToO


6

po

7]

TC

y Y) t x X v Y]

TT

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iroAeto^

() e 6 c to

a IT

ir

aT

(o

TYiyavKTTYjS'

Teodoro Teganiste adunque, lion Teodoto Cucurbitino, fu prefetto della citta di Costaiitinopoli, almeno a partire dall'a. 525, e probabilmente
s'

vi

duro

fino all'Aprile del

527 ed
1

oltre: e quindi

Teodoro
cod. lust.

ha

di riporre coi
6.

mss. nella legge del

Dicembre 526,

Se la lezioue dei mss. qui e da conservare, perehe non pure nell'altra legge non datata del 1. IV 30, 13? almeno fintantoche non si riesca a scoprire, clie proprio a Teodoto venue indi19,
rizzata.

IX

Kimane

la legge

del

13 Febbraio 524,

cod.

lustin.

II 7, 26.

di

Se dalle parole del Malala risnltasse chiaio, che proprio la condanna Teodoto all'esilio in Oriente, e non la sua fuga a Gerusalemme

dal luogo d'esilio, cadde nella terza indizione, allora forse potrebbesi

ammettere

la

correzione di Theodora in Theodoto.


il

Ma
e

cio

non risulta

chiaramente, anzi piuttosto


viaggio; e da

contrario.

Inoltre

da tener conto

della durata del processo (capitale, secondo Procopio) e della durata del

tener

conto, die la

deposizione

dovette

seguir

oi

f/.vTOt,

ffToeffiwTai

TocOra, aTrep
sv

epp^Ovj
rfj;

io[xapTavov

x.ai

Tiva

o6x

a<pav?i

av^pa

^t'

^jjiepai;

TW

TOTS

&T)

^a7iXsu:

aTuavTwv

TrotetaQai

KoXoxuv0iov

7rSTcap/^w Ss OUTO? 6 avyjp QSOOOTO; ovofxa, ovxep aTca.vTa Tro^Xou; fxsv STri'/tXy; TIV exaXouv. xat o; ^ispsovwj/svo;
Tfjg

TW

TToXew?
inv

2o<pta; ispw iTrscTsXXs TWV

Tae

Tsasic.

TWV /cax-oupyuv eXstv TS


STtoOr/Tav.
sirst

-/cat

Sia/p^i7aa9ai

v6f/.o>

t-ryuas, Tro^Xoi Se xai Sia-

(XtTOC^u

y^P

4wi^(,T|TOOvTOj

auToO

'Iou<7Tiviavco

p'

XTro^STOat a-JTOi? ^pay^xTt 'Pwjxatou; iSit, 6 Ss -^apa SO^OTOV xTslvoct OCTE a)app,a/.a xai ;a.77tva eas^psi xai TOV
77i

{/.dtyov

uOu?

ev/l'pt.
i

^)>

OUX

t/V, OTO)

7TOTS

7TpOa/'jO[/.aTl

/pWf/,VO; TOV
EXTCO^WV

av6pojov Sta :pOpet, TWV


Xoyou;
l^evcov
T'/jv

o5 eTriT'/i^iioiv
ETC'

Tiva; T^ixpoTara xix(9^|


oi

to;

^'xtTTa uyit;

auTW (pQeyy^Oai. ravTojv SE

x.ai

aiw-f,

T-/IV

TOV 0soSoTOv 6Supo|j.vwv

7rt^ouXv;v

v.6vo; 6

Il

TOO xaXoufilvcu

x.ouai'<TTwpo;

/a>v ap^yjv xaSapbv a7T<patve -oO


a^iov. Sto
S'/i

y.aro; etvai TOV

avOptorcov xai Oava.TO'j ouSapt.^

0;oSoTO;

e;

Ta '[;o76X'j(xa ^aTiXswi;
auTov
T
Sia(pOet'poj<jiv,

xou-i'^ETai yvwi/yj. yvou; Se yi>te^ Tiva? ev TW tepw ^v TOV aravTa ypovov


v.ev

xpu
T:VI

Sia^tou;

Tc>'jTy)Ti. Ta

ouv

a-ii OeoSoTto TauT/,

206

XIV. -

PER LA VITA E GLI SCRITTI

DI

PAOLO

IL PERSIANO.

tosto all'ira dell' imperatore o del suo nipote.


sibile

Onde non pare impos-

che gia nel Febbraio 524 fosse sostituito Teodoro; e quindi non risulta per ora falsa la lezione dei codici, la quale anzi potrebbe
forse venir invocata in

Checche

sia

prova del cambiamento gia avvenuto. da quanto s' e detto, del titolo di questa legge
,

appare fededegno
inolto meglio
il

il

titolo

della nostra disputa,


i

e si conosce

ormai

personaggio, che, dopo

contendenti, v'ebbe la parte

piu cospicua.

XV.
Un' apologia antiellenica sotto forma di martirio.
Ne' tesori
clelle

biblioteche due serie di scritture principalmente

sono poco ricercate; le scritture primitive de' palinsesti, e quelle de' laceri avanzi di codici antichi usati per guardia e per copertura
de' libri.

Ne' vecchi inventari ed

indici, di

solito

non se ne teneva

conto, sia perche riputate illeggibili od inutili, sia perche non poca

pena per lo pin richiedesi a identificare frammenti, e conseguentemente a descriverli. Indi e che sfuggono a quasi tutti i ricercatori,
se pure

un

felice

caso non gliele porti sotto mano, ovvero se per

una condizione
venga posto
singoli
i

di cose in parecchi riguardi invidiabile

qualcuno non
--

in

codici,

grado anche

di

esaminare comodamente
il

di

per se tutti e

quelli,

cui contenuto sarebbe


ei

secondo
i

cataloghi

il

piu volgare. Allora


i

puo riconoscere tutti


di fogli, di

palinsesti
di note

ed assaggiarne

piu cospicui, accorgersi

atti,

aggiunte, le quali talvolta valgono piu dell' intero volume.

K
e

vero, che simili pazienti ricerche di minuzie, continuate per

lungo tempo, sembrano rendere 1'aniino piccolo anch' esso ed angusto,

che importano grande spreco di forze e pericoli, costringendo il povero uomo ad occuparsi successivamente delle piu svariate e remote cose, e ad usarne un tantino per apprezzare, leggere e pubblicare

non del tutto sconvenevolmente.


tinua
del

fi

vero infine che 1'esperienza conresta ancora a fare, tinisce per

tanto

che

ne

sfugge e

inspirare una meticolosita, un senso di scoramento, direi quasi una


specie
di

scetticismo

di

disperazione

da dover

poi

spingere e

violentare s& medesimi all'ardimento d' alcun' opera sia pure imperfetta,

per non divenire attatto inerti e

sterili.

Pero

di

tutto
si

questo male, veramente


lascino a parte le

compassionevole della
le

persona, se anche

nuove cognizioni e

non

208

x.v. -

UN'APOLOUIA ANTIELLENICA
riservate al cercatore, e sufticiente
studi.

rare incomparabili soddisfazioni

compenso
palinsesti

1'utile

comune

degli

Che numero non

piccolo di

valga poco, e certo; come pure non e da attendere assai


iusigni

di scoperte altrettanto

e stupefacenti, quante

ha salutate

il

secolo che muore.


de' palinsesti
(si

Nondimeno, quando si riflette che la maggior parte ancora da saggiare e da identificare, e che rimane
scritti
-i

puo

dirlo)

ancora tutta una serie di


e di scritture
si

non

biblici

non

classici

le

minuscole interi

quasi per pregiudizio

trascurate; quando

riflette

che
e...

depositi, specialmente in

Oriente, in Russia, in Ispagna


difficilmente
si
il
i

altrove,

sono

appena

sfiorati;

puo credere, che la divina Provvidenza abbia proprio


doppio miracolo
palinsesti
di
'.

voluto
attenti

fare
tutti

di

riunire ne' paesi piu colti ed


frutto,
e di farli

sommo

cadere tutti

sotto gli occhi de' capaci

Quanto agli avanzi di codici e di atti sciupati non fa mestieri


spendere parole per rilevare
agli
i

grandi servigi che possono

rendere

studi.

Parecchi framraenti di versioni bibliche antegeronimiane

sono giunti a noi solo di tale guisa: e 1'uno e 1'altro foglio di un


manoscritto ha servito a portar lume nella storia del testo, a riannodare ad antichissimi, venerabili archetipi, codici recent! in apparenza
vili

e spregevoli.

Se posso affidarmi alia poca esperienza mia propria, 1'agiografia greca specialmente ritrarrebbe vantaggio dalle ricerche raccomandate.

Sono numerosi

codici agiografici superstiti,

ma

molti piu andarono

perduti affatto, ovvero rimangono celati in qualche disperso avanzo

o sctto scritture di palinsesti. Sebbene

meno

sventurati, ai quali

resta ancora uiia maniera qualunque d'esistenza,

debbono costituire

una piccolissima minoranza riguardo ai loro contemporanei ed antenati, e non ce ne possono compensare la perdita; tuttavia, per le condizioni special! dell'agiografia greca, sono nati ad aiutarci vali-

damente
1

in

una questione
la

di alto interesse

vivamente teste dibatd'

Opportunaraente
stiana
s'

Sezione
(

VI

del

Congresso
il

archeologia
s'

cri-

testfc

riunito in
,

Roma

Aprile 1900) fece


i

voto che

assaggino,

identifichino

si

descrivano

palinsesti presnmibilmente

riguardanti

I'antica letteraiura cristiana, e che cib si cominci a fare ne' cataloghi di biblioteche in corgo di pubblicazione (Comment, authent. p. 157).

SOTTO FORMA DI MARTIRIO.


tuta, nel riconoscimento
il

209

cioe de' testi premetafrastei.


di

Qualunque

sia

giudizio

da pronunciare sul valore


e pero

questi, buoni o cattivi


abile,

secoiida dell'autore storico piti o

meno informato ed
sia
si

od anche

romanziere,

si

non poco guadagnato,

per la storia del

culto sia per la letteraria, quante volte


riorita del testo al Metafraste.

riesca a stabilire 1'ante-

Ora

in cio, se giova

molto la critica

interna, e giova moltissirno

1'

indagine delle collezioni metafrastee e


!

non metafrastee ingegnosamente condotta a buon punto dall'EiiRHARD


anche solo del
!

e incontrastabilmente decisiva la testimonianza d'un palinsesto e d'un


foglio
sec.

incipiente.

Fossero

essi

piii

numerosi

ancora
I

pazienti lettori, dopo tanto esordio, forse attenderanno 1'an-

nuncio di qualche grande scoperta in palinsesti o in fogli di riguardo.

Purtroppo non e

cosi.

Solo ho voluto inculcare una pratica utilis2

sima, all'occasione che mi tocca di ricordare alcuni fogli di riguardo


e alcuni palinsesti agiografici vaticani

per presentare poi un palinpresi

sesto,

di valore piu

grande forse che


d.

tutti gli altri

insieme.

Die Legendensammlung

Symeon Metaphrastes
ss.
;

in Festschrift d.

Forschungen zur HagioSymeon Metapkr. u. die griech. Hagiogr. graphie in Rom. Quartalschrift XI (1897) 67 ss. 531 ss. Cfr. <H. DELEHAYE) in Analecta Holland. XVI (1897) 311 ss. XVII 448 ss.
deutschen

Campo

santo in

Rom
e

(1896) 46

d. griech. Kirche...

I palinsesti e

fogli di risguardo

vennero ordinariamente esclusi

codicum hagiograph. graec, Biblioth. Vatic. Edd. HAGIOGRAPHI BOLLANDIANI et P. FRANCHi DE' CAVALiERi (1899), fuori che per 1'uno o per Taltro caso: cfr. ad es. codd. Vatt. 1296, 1915. Sfuggiti invece
dal Catalogus

serabrano
n.

parecchi

del

Vaticani

propriaraente

detti,

specialmente

dal

1800

in poi,

non saprei dire come. In una rapida corsa

fatta sul posto


i

per tutt'altro scopo, durante la quale

appuntai solamente

codici che

mi colpivano o per la scrittura o per testi interessanti qualcuno de' miei amici, notai i scguenti, che mancano nel citato catalogo. Appongo un
rinvio alia Bibliotheca hagiogr. graeca, quante volte i testi vi sono registrati come editi. 1) Cod. 511, I part., sec. XI, f. 1-31 vita di S. Massimo conf.

1; II part., sec.

X,

f.

143-149

il

discorso di Gregorio arcidiacono e refe-

rendario sulP imagine edessena di N. Signore (desiderate da E. DOBSCHUTZ Christusbilder 212*). - 2) Cod. 1868, sec. XIII, f. 40 la corrispondenza

d'Abgaro e N.
f.

S.,

192

la visione di

181 un'apocrifa faftflttC di

Macario romano. - 3) 1892, sec. XI, Giovanni evang. sul transito della Vergine. 14

210

XV. - UN* APOLOGIA ANTIELLENICA

Dei
1.

fogli di
II
f.

rignardo tre osservai meritevoli d'essere segnalati.

3 del cod. Vat.

1871
xa\

avanzo d'un piccolo


S.

ins.

in

onciale del sec.

IX

inc.
--

Contiene degli atti di


av<r)(uvTCH

Marina
non

il

frammento
alle

<Y]>j^To
pp.

X^yousa

irav^To;)^ corrispondente
'.

21n-2236
ii

dell'ed.

dell'Usener

II

testo

quello

del

codice A,

migliore,
in

derivato dal martirologio copiato e postillato

da

S.

Metodio

Roma
Vatic.

avanti Pa.
1'

821
cui

2
,

ma

del

codice

B, su
c.

cui e a vedere quanto osserva


2.

Usener.
di
i

Nel

Suida

1296,

Bollandisti

o.

125
556)

indicarono altri frammenti agiografici, sta, oltre due fogli

(I.

4) 1895, a. 1027, la vita di S.

Pancrazio vesc. di Tauromenio scritta da

Evagrio, Acta Thomae due codici. Nel I, sec.


Giorgio

Acta lohannis
le

1.

5)

2000 composto
e

di
3,

X,

passion!

de' SS.

Cosma

Damiano B

a,

un encomio

Andrea

apost.
il

1,

Ada
,

Demetrio m., pass, de' XL martiri, di Andreae et Matthiae B, vite di S. Nicolo Mir.
di S.

B
il

2,

nome di Michele archimandrita (Metodio nell'ed.), 8 nome d' Andrea Cret. con 1' encomio scritto da Proclo CP. no
3 sotto
,

sotto

pass,

de' SS. Eustrazio,

Aussenzio e
(cfr.
,

cc.

monaco Sebasteno
Eusebio
di
de,

Catal.

cit.

coll'aggiunta dell' autore Eusebio 204, confuso nett'Index auctorum con

e di S. Lucia B. Nel II, a. 1102 (cfr. BATIFFOL Rossano 54. 152, che pero non e del tutto esatto), f. 155 ss. L'Abbaye vite de' Padri, di Simeone Salus B di Paolo Tebano la seconda delle vite edite da J. BIDEZ Deux versions grecques ined. de la vie de Paul de

Cesarea)

Thebes, Gand-Bruxelles 1900, vita di Senofonte e suoi figli, e di S. Domezio, e poi vite e apoftegmi dei Padri. - 6) 2011, sec. XI, in fine la

B 1-4. 7. 8) 2087, sec. XI, Barlaam e losafat, mutilo. frammenti pure in 2115, f. 123-146, sec. XI. - 9) 2121, sec. X-XI, f. 117, Leonzio vita di S. Giovanni Elernosiniero. Certamente ci saranno altri rass. ancora, che tutti verranno ricercati e minutamente descritti dal mio collega P. Franchi de' Cavalieri, in un supplemento,
vita di S. Epifanio Altri considerevoli
-

nel quale io desidererei si trovasse altresi


datati,
1

un indice

de' copisti e de' codici

ed un'aggiunta all' indice de' possessori per il volume gia uscito. Festschrift zur fun/ten Sa'cularfeier d. Carl-Ruprechts- Universitdts

zu Heidelberg (Bonn 1886). Acta s. Marinae et s. Christophori. 2 Dopo USENER o. c. cfr. anche A. EHRHARD Hagioyr. Forschungen 44.

SOTTO FORMA Dl MARTIK10.


di

211
e
il

un Teodoreto Graecar. affedionum curatio I 793 fin. 1964-1965), un foglio quasi intero,

VI
i

(P. G.

LXXXIII

codice del sec. X, contenente


sione

Ada

Pilati
il

3 -

555, d'un bellissimo 2 secondo la recennell' ed.

piu

antica

'.

Ne

giudichera

VON DOBSCHUTZ

futura

degli evangeli apocrifi.


3.

Altro avanzo di bellissimo codice del sec.

inc. e

a principio

del cod.

1926

scritto 1'a.
11011

1125. Ivi e un frammento della passione

di S. Eleuterio,

ma

secondo

1'

gia secondo il testo pubblicato dai Bollandisti, altro molto piu antico (sec. V ?) tramandatoci dal

cod. Ottob. gr. 1, del sec. XI. II

frammento corrisponderebbe
D. Le

nella

sostanza a P. G.

CXV

129

B- 132

variant! dall' Ottob. .sono

parecchie. Spero die se ne occupera un mio amico, egregio cultore


di studi
I

agiografici.

palinsesti

agiografici

sono

anche piu numerosi

ed

antichi.

Sopra ottanta codici ne ho osservato almeno una decina di rescritti. Qui rammcnto
testo,
sol
il

quelli, in

cui riconobbi all'istante questo e quel

lasciando
1.

rimanente a chi vorra investigarli di proposito. Cod. Vat. gr. 1810. fi tutto palinsesto di lettura non difscrittura

ficile.

La

piu antica risale

all'a.
5'

954, come appare dalle


ol

sottoscrizioni dei fogli


irrc'

76

("Eypopsi
[/.r,v\

OUTOI

ittp(bot TOO OsoXoyou

uoO \<(OV)>TO;

v r' Yjaspau;
II

aiTiTcijL^pico d'

Ti
2
,

'

,ru^^) e

103

(Ottobre dello stesso anno).

formato era
V

sembrano man-

care indicazioni liturgiche. Contiene

Ada lohannis

(f.

127-128

=Zahn

134. 110-111), Philippi (103 ), vita di S. Giovanni Elemosiniero r r r per Leonzio (comincia a 59 termiua a 103 ) ecc. A 130 si legge
,

Oa5aiou,
2.

pt-sya;

(foriXeto;.

Vat.

gr.

1842.

Quasi

tutto

palinsesto.

II

ins.

primitive

era d'un piccolo formato in


F.

8,

e scritto in onciale del sec.

IX

circa.

75

la

favolosa Visio Macarii romani assai frequente nei codici;


-

gelia apocr., 2
bibl.
et eccles.
2

223 cd., IV (1896) 59 ss.


i

218

10.

Cfr.

Xsyouiiv aOrw, cd. Tischendorf EvanCONYBEARE Ada Pilati in Studio,

L'indicazione del formato del codice primitive e da dare specialinente ne' palinsesti agiogratiui, esseudo che diverse formato seiubra ordi-

nariamentc

si

scegliesse per

e per le collezioni d'uso

per i sinassari (in puramente private (formato a piacimento).


i

graudi menologi

(in f.),

4)

212
51
r il

XV. - UN* APOLOGIA ANT1ELLENICA

martirio del VII dormienti

die comincia diversamente 'Ev


spesso
il

TU> upcoTto

Ti.

principio

ricorre

nome Zayapia
'AxowaTai
Oc'Xco

in

un

testo che

sembra
serie

riferirsi al Battista,

Kptaxcviiou xa\ Aio^xoptoou.

Poi

una

numerata
r*

di

miracoli:
fc'vov

10 V

a'

Hsvov xa\
Xs;ai.

15
);

"AXXo
TYJ

xai

uapadobv

upv

eysvcTO EV

Supta.

1853. V. piu avanti. 4. Vat. gr. 1855. C' e sotto un grande passionario latino a due colonne, in bella scrittura beneventana del sec. X/XI?, con grand!
3.

Vat. gr.

iniziali

a colon e
di

titoli miuiati.
V

Si

veggouo
e

principi delle vite dei


V

santi

Nicolo

Mira

(14 = BibUoth.
r

(7

),

Paolo
n.

apostolo (9

),

Giacomo minore
V

liagiogr.

lat.

4086)

maggiore (66

),

Biagio

V == B 5277), Trifone (68 V ), (21 1376), Marco evangelista (57 B 1001-1002). Bartolomeo apostolo (79 5. Vat. gr. 1864. Nei ff. 21-22. 29-30. 50-53. 178-180 c' e

= =

sotto

un Sinassario
6.

del sec. XI.

Vat. gr. 1876, formato cogli avanzi di quattro codici. Di

due non molto antichi poco rimane.

Un

terzo, in onciale del sec. IX,


fine.
II

conteneva odi sacre: ne rimangono non pochi fogli alia


antico di
santi. tutti,
f.

piu

in
si

bella

onciale

del

sec.

VIII, conteneva vite di


di
S.

A
7.

15

vede

1'inizio

del martirio

Trifone, diverse
f.

dell'edito,

e identico

a quello del cod. Vat. gr.


I
If.

1608
volte

101

V
.

Vat. gr.

1882.

89-92.

100 due

palinsesti.

La
ss.

prima

delle tre scritture era un' onciale, ora quasi illeggibile.


in bella
d' Irene.

A 97

parecchi fogli

minuscola del

sec.

IX/X,

in cui si parla di

Costantino e

Naturalmente per cbi non aspirava a bollandista, parvero anche troppi questi semplici appunti, e solo una fallace esteriorita valse
a trattencrlo piu a lungo
in
sul

palinsesto n.

3.

Presentando questo
nascon-

due

fogli a principio alcuni obeli marginal!, sospettai vi si

desse qualche testo esaplare, e


di

mi

posi a leggerlo.
di

Ed

ecco, in vece

passi biblici,

versi di

Omero,

Pindaro, di

Difilo,

d'Epicarmo
di simile

ed estratti da Platone.

La speranza

di ritrovare altri fogli

Uso

la

parola ncl senso fissato da <(H. DELEHAYE)> Le Synaxaire

de Sirmond in

Anal

Boll.

XIV

(1895) 400

ss.

SOTTO FORMA DI MARTITirO.

213
senz'altro vantaggio,

contenuto fece esplorare tutto

il

resto del ms.

ma

gia puo bastare.

II

cod.
',

Vat. gr.
di
ff.

1853, un iwcpoaXT]Tix4v
di sec.

finito

il

Settem-

bre

1173

124, e quasi tutto formato


Settembre.

d'un grande Meuologio spaziata minnscola del


di

La

scrittura

con fogli rescritti era una bella,


colonne

IX

cadente, distribuita in due

linee

30

ciascuna.

La lavatura

e stata moderata, e per questo,

e perche la scrittura odierna cade a perpendicolo, essendosi d'ogni


foglio

antico

format!
i

due, la lettura non e


99.

difficile.

Doppiamente
a

palinsesti sono
sec.

f.

XI/XII Matth.
d'allora
I
il

9G, 97, 98, dove e scritto 1-24 " <6>o;-8 n TiapfAaSsv, 7


in

mano

del

oOpavffiv.

Dunque

fino

Menologio era andato


superstiti

disuso e maltrattato.
i

testi

comunque

del

Menologio sono

seguenti cro-

nologicamente ordinati, parte secondo la successione die ebbero nel ms., e parte secondo il calendario comune.
1.
2.
ff.

(19 Settembre) Martirio di S. Trofimo ff. 7, 12. 6, 13. (24 Settembre) Vita di S. Tecla per Basilio di Seleucia

5.

38, 45. 39,

44 (frammenti

del

1.

II

c.

4 e 10: P. G.

LXXXV

572. 580).
3.

(ed. in versione latina in


4.

(24 Settembre) Martirio di S. Pafnuzio anacoreta ff. 1, 4. 2, 3 Ada Sanctorum Sept. VI 686 n. 14. 15 ecc.).

25 Settembre. Martirio

di

S. la
ss.).

ff.

8, 11. 65, 66. 64, 67.


[xap-

49, 50 (ed.

Ada

Sand. Aug.
"la;.

329
YJ

49 V 'EuX^pwOY) TO
[jnr]v\

TUOIOV Tf\z ayia;


5.

yivsTai auTfj?

p.vrjp.Y]

asuTepi^pia) xs'.

9,

(25 Settembre) Mapiupiov T?}; ayta; 'Apsa^vy); ff. 48, 51. 10. 64, 67. 119, 122. 110, 115. 112, 113. Inedito e non
gli

poco interessante per

element! ed

il

modo

ond' e composto.

Lo
xat

pubblichera per intero 1'amico P. Franchi de' Cavalieri. 6. MY] v\ Tto aOioi xr'. 'AvazauTi; TOO 'Icoavvou OcoAoyo'j
s'jayycXiaroO.
Inc. S'JVY]V

TOI;

i5eXoot;

[/.axapio;

TwavvY);

ff.

113,
apocr.

112. 123, 124. 117, 118. Ill, 114


part,
1

(ed.

Bonnet

Ada

apost.

alter.

203

ss.).

Ecco

la

sottoscrizione
/ap'/i;

avayivto7x.ovTi

-/.at

123 V "KXso; TW ypa^scvTi. <roia TW TW xricaaevw. Tcsuoy) TO Trxpv


a
f.
:

6'

ITSI

<7

214
7.

XV. - UN* APOLOGIA ANTIELLENICA

ToO

v ayioi;

uaTpo;
t;
Y)(JiTv

r,[Jicov

'Itoavvou

ap/'.

7ivou-cXto;

yxwijuov

TOV ayiov 'Icoavvqv


;

~bv

c'jayy^iTTrjv xa\
6

OsoX^yov. Inc. llaXtv

oupavwv

--/] piY]7v

uc'ya;,

ft'.

111.

114.

109,
8.

116? 120, 121?

(inedito?).

(30 Settembre) Vita

di S.

Grcgorio llluminatore per Agatan-

14-37. 40-43.46, 47.52-63.68-95. 100,101 (ed. de Lagarde Agaihang. und die Alien Gregors von Armenien. 1887). Di parecchi
gelo
if.

fogli

non sono del tutto

certo.

La va esaminando
il

il

lodato P. Franclii

de' Gavalieri con isperanza

di col mare

parecchie lacune delle edizioni.


codice

Dall'analisi
di quei

appare manifesto, che

primitivo fu nno

grandi Menologi premetafrastei, de' quali e lamentabilissima

la perdita

e precisamente

un Menologio

di

Settembre. Manca, e

vero, la data per 1-3. 8 mutili di principio e di fine; ma nessuno vorra dubitare che Tecla e Gregorio llluminatore, santi celeberrimi

dovnnque, fossero nella patria del Menologio e quindi nel Menologio stesso celebrati in altri giorni dai soliti 24 e 30 Settembre. Quindi
e probabilissimo che anche Trotimo e Pafnuzio

appartengano

al Set-

tembre, e precisamente

ai

giorni 19 e 24, in cui sogliono comparire.

Se qualche data, come il 25 Settembre per la e Areadne, e meno comune, pud, almeno in parte, confermarsi con altri document} Nel
.

Tipico Costantinopolitano del sec,


S.

IX/X pubblicato da A.
xe'

DMITRJEVSKF,
Tf];

la e proprio segnata al
;
t'co;

25 Settembre:

"A-GX^o-i;

ayta;

"la;

x xaT-pou
2
.

B^^at^wv

itpoa-ayop'joijt.vou

eir\

Saj^iopiou
il

Ilspriiv

Per Areadne invece,


sia

di solito celebrata

18 Set-

tembre, non conosco riscontro.

Mancano prove
si

restringesse al

per affermare sia per negare, che il volume solo Settembre. Se i testi inter! continuavano in
i

tale

proporzione per tutti


difficile,
3
.

giorni (ai

24. 25.

26

ce ne sono due

per ciascuno), era


piu d' un mese
1

che un giusto volume potesse contenere

Cfr.

EHEHARD Hagiogr. Forsch. 42

ss.

DELEHAYE Anal.
9.

Boll.

XVII
2
3

451-452.
Opisanje litury. rukoptsei I Tuwwti (1895)

ep. I

EHRHARD Hag. Forsch. 45 riferisce un passo di Teodoro Studita 2 (P. G. XCVIIII 912 B), in cui ricorda la copia d'una collczionc
12 volumi, naturalmcnte uno per ciascun mese.

di martiri in

SOTTO FORMA DI MART1RIO.

215

pure torna prezioso assai il nostro Mrnologio di Settembre, permettendoci un qualche confrouto tanto col metafrasteo, quanto con altri non mctafrastici.
,

Per quanto frammentario

Menologio metafrasteo di Settembre e stato con sufficiente riconosciuto in una serie di mss. specialmente Parigini. concordia
II
1

Ora nessuno

dei nostri testi

ricorre nel Metafraste, die per

santi

comuni presenta vite ed encomi diversi e non migliori. Ne i santi comuni sono mold. Metafraste non ha ne Pafnuzio, ne la, ne Areadne. Al 25 Settembre, invece di queste due sante, ha una sola
(secondo
il

solito),

S.

Eufrosina
il

d' Alessandria.

Di grand! Menologi per


alcuno:
si

Settembre non ne trovo segnalato conoscono soltanto dei Menologi detti abbreviati o fram.scelte

mentari, o meglio collezioni di vite

dai

grandi Menologi di
ecc. II piu

diversi mesi e riunite in pochi volumi,


d'essi,
il

uno o due

ampio
cio

Mosquense 367, attorno a cui s'aggruppano altre collezioni


12 dei trenta giorni
di
3

minor!, ha testi per soli

Settembre,
.

e,

Lo stesso dicasi die piu monta, testi tutt' affatto diversi dai nostri 4 del cod. Sabbaitico 30 die ha soli cinque testi, diversi dai pre,

cedenti c non ineno dai nostri.


(lell'esistenza

Che conseguenza ne discenda

all'infuori
:

di cio

tnttavia per

Menologi assai diversi nei diversi luoghi, non so stesso sembra tornare piu pregevole quell' unico,
die per la copia di passion! di santi

die abbiamo per mano, e

Orientali per poco direbbesi oriundo o dall'Asia

Minore o dai patriar-

cato Antiocheno.

basta.

Passiamo
fogli
il

al

martirio di S. Trofimo.
del

compare una volta sola; quello del preside die lo interroga, giammai, come nessuna traccia v' e di compagni del santo e di avvenimenti storici. E non e a
Nei due
martire
48-50; DELEHAYE Anal. Boll. XVI 319. In qualche ms. metafrastico ricorre la vita di S. Tecla per Basilic ma la rarita stessa del riscontro prova, die essa venne aggiunta di poi, come tante altre leggencle ed cncorai antichi. Cfr. EHRHARD Legenden1

nome

EHRHARD Legendensammlung

sammlung
3
4

EHRHARD Hag.
Cfr. A.

51; Hagiogr. Forsch. 12. Forsch. 47-49.

PAPADOPULOS-KERAMEUS
Forsch. 49.

'lpo<7o)o>{juTiy.Y;

59

ss.

EHRHARD Hag.

XV. - UN APOLOGIA ANTIELLENICA

fame

caso

restandoci soltanto un pezzo

di

vera

propria cone nel testo

trovorsia rcligiosa, in cui appena s'indica nel


1'

margine

interlocutore, die sottentra.

L'uso

di

scrivcre. in

r yuc6v, quasi
(

si

trattasse d'un puro

dialogo e

margine 6 pp., non bastassero gli


si

accenni brevissimi di passaggio nel testo, fa supporre che

conti-

nuasse cosi piuttosto a lungo; cio che


dalla
prolissita
delle

del

resto

ovvio

inferire
e,

citazioni

nel

poco superstite. Quindi


il

die
quel
6

sarebbe

stato

impossibile

identificare

protagonista

senza

magrissimo e, a primo

aspetto, quasi
6
<)/) |3aTo;

incomprensibile

accenno:

papTu; (nel marg.) IKvSapo;


Tp&pipo:; aTicHpivaTO...,

aT

Y]

wv ay^iTeppwv
a-n:x,pivaTo...

crou

doe

[6

papTu;] Tp&ptpo;

Essendo il palinsesto avanzo d'un Menologio nessun altro Trofimo conoscendosi in detto mese
successivi dell'

di

Settembre, e
nei
il

prossimi

anno

l
,

e ovvio e
di

congetturare

sia

questi

Trofimo

compagno

di

Sabbazio

due leggende edite)

sotto Probo

Dorimedonte, martirizzato (secondo le in Sinnada da Dionisio Perennio

preside della Frigia Salutare.

Pero sarebbe desiderabile una prova migliore che non questa, fondata unicamente nel supposto probabilissimo e non piu, che i due
fogli

spettino,

come

rimanenti, allo stesso Menologio, e non

gia,

derivino da altro remoto volume,

come

di

Marzo o

di

Luglio.
2
;

Dei santi predetti due passion! greche sono edite ma purtroppo non presentano cosi sicuri riscontri da torre ogni dubbio,
1

ecclesiastico dei Greci, a cui


di vite di
a.

Ai mesi precedent! non si puo pensare per ragione dell' an no s' adattavano i libri liturgici e le collezioni

santi distribute per mesi. Del resto, dovremmo tornare indietro 13 e 23 (per non dire fino a Marzo 11. 18), ne' quali giorni Luglio compaiono Trofimi molto meno celebri e di cui si sa ben poco. Di essi

non

nessun martirio; mentre due almeno gia si conoscevano Quanto a Paolo, Trofimo e Carpo del 13 Ottobre nel " piccolo " Sinassario (cfr. Anal. Holland. XIV 401) ed. dal MORCELLI sotto il titolo Kalendarium ecclesiae Constantinopolitanae I 190, basti osservare che il
c'

e giunto

del nostro.

testo

singolare
in
tal

registrati

giorno Papilo, Carpo e C Morcelli, sarebbe il cliscepolo di S. Paolo.


2

non sembra molto sicuro, trovandosi comunemente Questo Trofimo, secondo il


!

Acta Sanctorum Sept. VI 12-20: P. G.

CXV

733-749. Quest'ultima

passione c quella de' Menologi inctafrastici.

SOTTO FORMA DI MARTIRIO.


in

217

bnona parte per

la

conclizione accennata del nostro stesso fram-

mento.

Ad

es.

le

esortazioni di Dionisio a Trofimo perche goda la


forse

vita presente,

e le seguenti minaccie

lontanamente ricordano

p. 225. 224; ma le sono cosi comuni nelle passioni, e per forma e che niuno oserebbe appogconcetto distano talmente dalla nostra
,

giarvisi.

Lo

stesso dicasi della lode di ^iXoio^poOvTa, ^piXocrop(a; ecc.

ripetutamente data a Trofimo, che davvero filosofeggia nella nuova


passione.

Molto migliore indizio parmi


in

celarsi

nel

passo riferito sopra,


dice

cui

il

martire,
ffou,

rivolgendosi

al

giudice,

Pindaro

Tebano

ay^iTt'pfjuov

cioe di paese o di citta finitima. II vicario d'An-

tiochia in Pisidia, al cui pretorio (sco; TOO irpaiTwpiou TOU fhxapiou


Boll.

13 A)

il

martire dapprima comparve, e


editi
di lui,

nominate

ordinaria-

mente

ne' testi

Eliodoro;

ma

a principio in entrambi ricordasi

un altro nome
:,

per noi molto prezioso.

'ATT 1x65 'HXto^wpo;


apjY)v xaia TYJV

cosi n ei Bollandisti

13 A:
ov

TYJV

TWV

(3txapitov

av

'ATT txo?
il

TJvucv,

cVj-rcou

xa\ sxaXouv 'HXid-

5a)pov,

cosi

in seguito

733 A con manifesta inavvertenza, perche sempre usato il secondo nome e non il primo.
metafrastico

Sia che questo appellativo 'ATTIXO; nel testo

primitivo

fosse

posto ad indicare la patria del magistrate, sia pure che malamente


1'abbia inteso in questo senso Pautore della nostra leggenda, a

me

sembra che con esso

venga spiegato pienamente quell' ay^iTs'ppuov sou detto di Pindaro in risposta al giudice; e il riscontro mi sembra
tanto piu persuasive, quanto e piu
difficile

che

lo

si

avverta e lo

si
il

intenda.

Ne

vale 1'obbiezione, che r)yu.tov, non |3ixapio;, e detto

magistrate nel

nostro

martirio, e che quindi, dovendosi piuttoste

pensare a Dionisio Perennio preside, cada affatto il riscontro. Prima di tutto e a vedere, se nel testo primitivo ci fosse proprio questo malaugurato (Sixapio; (sotto Probo), che i Bollandisti 1 1 F si sfor-

zarono

di

sostenere contro

il

Tillemont.

poi, che meraviglia se

1'autore dei nostri frammenti, cotanto ambizioso di purita e d'ele-

ganza nella lingua quasi poetica, o almeno affettante


dimestichezza cogli autori
classici,

una grande

avesse schivato apposta tale lati-

nismo? Del resto,

T)y(ju6v

nel margine; e pero lo sbaglio, se c'e,

non compare mai nel testo, ma solo puo derivare non dall'autore,

218

XV. - UN' APOLOGIA ANTIELLENICA

ma

da chi amo rilevarc in margine la successione del discorsi c

dt'i

discorrenti.

Pertanto, fino a prova in contrario, sembra nel nostro Trofimo


potersi riconoscere
il

celebre martirc del 19 Settembre, e nei nostri

frammenti 1'avanzo

d'

una terza passione premetafrastea. Se questa


della

meglio delle altre due valesse per la storia

vita

del

santo,

come almeno vale per la storia del culto, non e possibile decidere per ora. Certo: non e buona raccomandazione quel passo dell'Ecclesiaste 2 2*, messo in bocca al preside: come non e verisimile quel
prolisso dialogo irto di citazioni e brevi e lunglie, per cui
il

giudice

e 1'impntato
ttitto

si

trasformano in due eruditi disputanti fra loro con

1'agio e quasi

da eguali. La finzione letteraria pare manifesto.


*
*

almeno questa finzione e stata composta con buoni elementi, e giova a sollevare un problema lettcrario non privo d'importanza.

Ma

Una

volta levate le interruzioni del preside, dalle quali pero piglia

sviluppo la difesa del martire, die altro resta se non una vera e

propria apologia della provvidenza e della giustizia di Dio, basata, secondo il solito, sulle dottrine dei piu riputati fra gli scrittori
gentili? Essa, anche da sola,
si

svelerebbe per tale da se medesima;


lei

ma

fortunatamente parlano con

e per lei altri

monument! eziandio

dell'antichita cristiana.

Proprio

gli stessi

passi d'Epicarmo, di Difilo, di Pindaro e di


!

Platone ricorrono in tre apologisti cristiani: Clemente Alessandrino 2 3 Eusebio di Cesarea e Teodoreto Questi sembra averli
.

presi,

secondo

il

solito, dai suoi antecessori

4
;

ed Eusebio altresi in parte


nostra passione

da Clemente.

Essendo

1'autore

della

senza

fallo

Strom.

14,

100.

121.

101

non ha

passi

di

luoghi di
martirio
*
i

Clemente e

d'

Eusebio nell'ordine stesso,

clie

Platone. Dispongo i hanno nel nostro

passi citati dei classici.

Praepar. evang. XIII 13,25.47.25; XI 14, 5; XII 6,0-11. GrcuLcamm a/ectionum curatio VI, P. G. LXXXIII 961 D - 965, 968. J. RAEDER De Theodoreti graecarum ajfectionum curatione quaestiones criticae (Hauniae MOM) 73 ss. dopo il Roos De Theodoreto dementis et Eusebii compilatore (Halis Saxonum 1883), die io non ho veduto.
3

SOTTO FORMA DI MARTIRIO.


posteriorc a Clcmente
c

219

potendosi credere di

lui,

almcno, e difficilissimamente die abbia direttamentc citato proprio tutti

ad Eusebio

e singoli gli stessissimi passi, e ovvio

supporrc, che pur egli, come Ensebio e Teodoreto, li abbia tratti da qnalcano. Ma da chi? Basta un solo sguardo per osservare, die Taiionimo va insieme

con Teodoreto, qualunque poi sia la loro ulteriore rclazione.

passi

dei classic! sono nella stessa successione e continuita e cogli stessi


caratteristici

error!

in

entrambi
in

mentre

presso

Clementc
,

ed

Eusebio giacciono dispersi

altro ordine e in vari Inoglii

come
le

appare dalle note

2 a p.

218. Inoltre sono quasi identiche


le

formule introduttorie, o meglio sano a dimostrare. Ecco:

cnunciazioni cristiane, die

si

pas-

MARTYR. TROPH.
TauTa
<7x.T<o
<7

THEODORET.

'E-t^app.0;
EX.EIVOU

TauTa
yap
"
'E7vt/^app.o;
p.iv

ca^oi;
6

7rt7Tap,svo;
,

>tai

W&E

777)

TO

fluOayopS'.o;' "
770$

IluOayopsio;
xsXetSet

TOUTWV

OuSiv

SiaCDSUYEl...

aTravTOiv

x,aTa<ppovtv,

TOV Si TWV 6'Xwv 6~T'?ipa OCotivat Tra" psyyua. Xsyt Si OUTCO; "OuSiv Sta^>.

i'

<p

X
at

o s

to
[/.

x,

o $

Ka
t

A 9 Xo
1

Ss 6

x,

w.

t >c

X a f& &>
77
1

p.

{/.

er" 6

<pcocro a; IvTOva 0)7) "Oui..." x. a X ly a *' M'/ios... oza~ o-'fiq."


6

)la

Trpoory. i^

a;

TOtdc^c

"Ot*t..."xat

>J.ZT'

6Xiy a

"M"/iSv...

Xsff-oTvi;" (9G1 D).

IlivSapo?
S/l

0'/i^ato;
aou...

Sire

Kai Qivoapoc Se
ppoiaOai (ppy.Ta;
x.ac

0-/)-

aiv

ayy_tTp[j.wv

TVJV ay. a-

Etp.xpjy.sv/;

p.arov TOO OEOU Suvap.iv ei" oa7x. ETW ota TOU ITCOU; " 02(0...
a T x,
1
t

~-pwp.vvi, TY;V
"

^aot"

Suva p. tv TOO 0soO


TOU; ayvoouvTa;

6(7i...

Cosi
,

per EX.
ou

per indicare le maggiori vai'ianti, a 223 is. 16. 24 Xtaouyst Bsw per OEO;, p.v )txal<dv ETpav Si aas^wv per Six.. ^aTEpav
7

aggiungono Svo y e leggono au per Ttvo;; 225s om. dopo ypovov; 225 n. 20 leggono frapaSity^a per 77apaStyp.aTt x.tvot per ixXXoi, Ta? TOI?, p.yt<7Ta; per Ta ayf7Ta eec. E da notare poi, che in talune variant! il martirio si accorda col codice C di Teodoreto: cosi in x.at male aggiunto dopo x.at Syj 223 2^; sv aSou per y,av aSou 224 2. A 225 pero il martirio ha TravTa ap.a col testo comune di Platone.
aT. oSov; 22425-26

TcoXuv

il

RAKDER

Clemente ed Eusebio hanno solamente 6 p.sXo^oto;. Cio non ostante p. 75 crede che Tcodoreto citi proprio da essi ; e non diret-

220
K
t

XV. - UN' APOLOGIA ANTIELLENICA


S
i

y,xi

Ta

'A p

sT

w-

vo;

O'j

TrxpoSuw;

aviyvw;,

TU-

77i<7oxv erceiAY)(Ji(/.svov

TWV TOU oiax. wv TOV TWV OAWV


yap
TO
e
'

& i y s 'A p i <7 T w v o 5 <7a<DETWV OAO>V ffrcpoy nuXcixvuffiv 4plv TOV TrpuTaviv TWV TOU ~avTo;
'0

olax.

wv

ircct>.7) ftftlvov.

Aeysi
'

Oeov.

C '

TauTa

EV

TOI?
x,

'0

pot;

"

[**

t**v~" (964 AB).

"Kysi;
i,

Sia TOUTWV
xa
t

<(TOV)>

TwvTravTWv
STTI
'

Aia TOUTWV 6 TOV TOU 7:avTo;


o
TT vj

at
'

s-s

x. v)

xv)Ssfj(.6va u p. a aax
T-/JV

/cat T/JV
v
,

TIVWV
xa
t

jxova x,ac TT^V STUI TIVOJV


t
)

c9

(7

6
v

TT vi

w^
i

V)

v v

[lacxpoufttav x. a T v evTSuOsv TGI; avov^TOi; Trpocryiyv


o
u,

av

^T

xa

))

yj

o>

x.

T TI

si?

x.

ewa9v)<JO[/.evv)v auTOt; 7 yap ou XeOpiav e; ucrTEpov... a ASUX.W; ay av v Tw r o & Ao py ai Ta; TVJ; Ttjxwpia; atTia;
ri
/)

5<>TSpov
t

7Ti<pepO[/.y.

...

rcavwAeOpiav. 'Kv Ss y TW Topyia a Ta; T^; Ttfxwvviv


i

pta; aiTt'as SVIAOI Asywv


"

wm
EX

6 auTo; EV

TW Xsy stv '-IIpoT-^si..."


E/C

npOT^xst.

.."

(964 CD).
Iotx.v
6
|

AUTTJ u.v ouv

TWV

"^itETSpwv

TauTa
TWV Ostwv
yap

<piAo

70 ;po<;
i

xxt

Ta;

atTia;

xixTTiTXC
'f\

xac

Ta;
Ecpv)

<7<JuArjX-vat Aoyiwv. $*.

xxAEfAfxev/i

Ix.'ppaai;.

TcavTOi; Ttva

yap Mw<T7j; (fva


Aoyou pt^av)
TOI;

crot

Ssi^oi

TYIV

TW 4>apaw
TTJV

TOU "

ipy)X.vai

Mwua^; 6 ^uvlypa^s TW 4>apaw TOV


ou-

"Ju;...
6
(7096;.

QOV, OTI "FJ;..." (965 A).] 'Ev & TOI? y

yap

<pu<rtv

TWV

TO;
o lU

ayaOwv
xal

x.

Ta

[/.sv

9fixvp

Aysi

auTo; <ptAo<>o<po; T TWV ayaQwv TVJV <pux.ai oi/cvuo'tTa av avta. pwTciva, Ta


6
i.

xai

(>

O'JTW?- "A'.TTa..." (968

B).

Se fra Teodoreto e 1'anonimo manifestamente intercede parentela 1'anonimo die deriva cotanto stretta, donde s' ha da credere sorta?

da Teodoreto

viceversa? oppure derivano entrambi da un prooggidi sconosciuto?

genitore comune,

tamente da Pindaro, e suppone in libris dementis et Euselii a Theodoreto adhibitis, ubi verba scriptorum aliorum afferrentur } nomina scriptorum vel operum in margine apposita esse. Puo darsi; ma siccome egli stesso

enumera non pochi simili esempi, e poi per altre citazioni insinua un'altra fonte, pu6 anche dubitarsi, se mai tutte queste pia precise indicazioni derivino piuttosto da questa o da fonti diverse. Anche Teodoreto fu a sua volta adoperato, sebbene poco, in posteriori scritti. Cfr. RAEDER 65 ss.
1

SOTTO FORMA Dt MARTIRIO.

221

Francamente:

io

non so

che

pensarne, e per cio confine la

presente nota qui al pennltimo posto, oltre cui e quasi impossibile


discendere. Perocche se da una parte e
difficile

ammettere che Teo-

doreto sia andato a pescare in un martirio (quando anche piu antico)


i

passi gia pronti ne' suoi autori

Clemente ed Eusebio, e
cosi)
le

di

prefequello;

renza

questi
chi

abbia

adottato (diciamole
il

tesi

di

dall'altra,

puo decidere se

martirio sia piu antico di Teodo-

reto o

no?
Teodoreto e ne' predetti suoi autori; citazioni,
il

Aggiungasi, che nel martirio ricorrono due citazioni omeriche

mancanti

in

le quali

diremmo

tosto aggiunte di suo dall'autore del martirio, se


altri

RAEDER

non fosse stato da

ad ammettere per Teodoreto almeno una terza fonte sconosciuta, che nelle presenti cognizioni
indizi condotto

nostre sarebbe temerario definire

!
.

Non

s'

apre allora la possibilita,


i

die a questa fonte sconosciuta abbiano attinto


doreto
e

passi

comuni Teo-

1'agiografo

e questi per di piu

versi omerici? Io
sulle

non
delle

oso accennare oltre, enunciazioni


1

come non oso fondarmi

varianti
3

su

certe

corruzioni dei testi citati

(possibilmente

Cfr.

o.

c.

76-78.

88

videtur...

aliquam philosophorum Sta&o/vjv


(a

ante oculos habuisse... 91 ecc.


2

Un buon
il

indizio

parvemi dapprima
is

guardare
<?

solo

1'

Holmes-

Parsons)
ev
<TOI

testo di
8'jva{/.iv

Exod. 9
f/.ou,

et;

aurb TOOTO e^ysipa

T/JV
i

ricorrente tal quale in

ORIGENE

mentre

codici biblici superstiti, la

recensione

o-w? ivSsi^wp.ai XII 84 A, Lucianea secondo


P. G.

de Lagarde e Teodoreto stesso (che la seguiva) proprio nelle Quaestiones in Exod. interr. 1 2 (P. G. 237 A. 240 D) leggono ivexev TOUTOU (sw; roO vOv add. de Lag.) fva ev$acoj/.ai ev <rot TYJV iffjfuv f/.ou. &rn)^9if)c

LXXX

Se non che Origene stesso ha subito dopo

si

yap

SteTTip^Ovi (?)

Oasaw,

e Teodoreto in tre altre citazioni occasionali, in Josue interr. 2, in Ps. 57 4 (ib. 464 A. 1297 A), in Rom. 9 ?2-24 (LXXX1I 160 A) legge proprio come
te suscitavi, Eucherio in ad hoc excitavi te. Che Teodoreto in tutte queste citazioni dipenda mai da altri, ed abbandoni il testo che aveva sott'occhio spiegando 1'Esodo? Sarebbe curioso davvero. Ad ogni modo la cosa e da esaminare meglio, e chi sa che 1' indizio non torni buono a

nella curatio, e
h.
i.

come Ambrogio ad hoc ipsum


Filastrio

excitavi

te,

qualche cosa.
3

Gli error! peculiar! del

martirio non
(

per

vo|/,i.

2242

|y.7

&;

sono pochi: per es. ; 223 23 avanti 0*6;; 20 6'Xwv per OVTWV e

222

xv. - UN' APOLOGIA ANTIELLENICA

dovute ad accident! di trascrizione) per dire plagiario 1'uno piuttosto


che 1'altro. Abbiamo

malamente

troppo poco del martirio, e di questo poco tramandatoci, dubito assai se nelP indicate rispetto si
tin

possa recare

giudizio accettabile ai pin.

Allorqiiando nella
stiana
fu

VI

sezione del Congresso d'archeologia cri-

esposto

in

sostanza quanto

ora

scrivo

il
,

presidents
il

A. EHRHARD ebbe la bonta di rammcntare quasi simile al nostro


caso
dell'

apologia
tracce

d'Aristide, e A. BAUMSTARK di

comporre questa
di

con

altre

da

Ini

riscontrate in testi siriaci,

un' apologia

antiellenica perduta, 1'apologia di Quadrato.

Dio
di

lo

volesse!

ma

ora

temo
pnnto
io
li

assai,
il

che

frammenti del martirio

Trofimo non meritino

paragone, ne abbiano cotanta


tali

importanza.

Comunque
il

sia,

presento

quali, al giudizio dei

competent}, chiedendo scusa,


titolo

se

mai nei primi momenti m'illusi e

lasciai correre

forse

troppo promettente di questa noterella.


N. B. Per maggiore comoclita, rinnnciando al lusso
matica, d6
ms., che
il

di

una riproduziooe diplo-

testo

nella forma ordinaria, annotaudo semplicemente quegli error! del


di

non risultano dai segni

supplemento e d'interpolazione. Lascio

gli

errori
p. 94.

e le le/ioni

men buone
il

nel

testo

dei classic!

per la ragione esposta sopra a


il

Ometto invece
s'

segno marginale delle citazioni, del quale

copista piu d'una volta

e dimenticato, e del quale

non abbiamo bisogno alcuno. Distingiio con caratteri

spazieggiati le proposizioni

narrative dell'autore del martirio.

si

per wepaivsi;
;

21

au per

dtsi;

23 6

per
is

225

10

Ttf/.(opouaevou

per -vw;

si; 25 il xai interpolate dopo 1'omissione di ouo*v dopo ovi-

vavrxi;

19 il

xai interpolate

Del
v.

anche in 396 Aib; uto; per


resto
il

dopo opwvTs;; 20 1'oraissione di 7,y.i oo^epwrara. Omero A 394 (iefi^jcst per (is^X^x.si e con danno del
utb; A.

(223
OTTTI

3. 5).

Piu note vole di


[Aax.po8'jj/iav
;

e forse

trasporto

di

<r8'

dopo

tutti questi errori nel quale trasporfo

taluno potrebbe vedere

un segno
n.

di riduzione

da Teodoreto. Cosi pure

TX <(roO?>
1

'Ap-.TTOJvo;

224

Pero con una tradizione cosi poco sicura

del martirio credo artischiata


Cfr.
il 1'

citato

qualunque affermazione recisa. Commentarius authenticus p. 143-144. Una notizia


nel volume teste uscito Die altchristl. Lilteratur
n. 7.

ne da pure

EHRHARD

und

ihre

Erforschung von 1884-1900. I Abth. (1900) 547

SOTTO FORMA DI MARTIRIO.

223

<Martyrium
r

Trophiini)>
Ttai; 'Api/piTpucovo;

<TX-?]

5'

'Hp-r],)>

OT

pt.iv

xpaTcpo;

a 7r

Sdyixspbv xaTa piaov OITTCO Tp'.yXco^ivi

p{3<X)>Y]Xr TOTS xaiTTEp avr)XaTOv Xa^sv aXyo;.


TXfj
5'

'Ai'^Yj;

V TO!<K irsXtopio; coxuv

OWTOV,

UT
V

pt.iv

to'JTc;
V
^f]

*v/}p, Aio; uio; aiyio^oto,

TTuXw
6

VEXUcdtfl

^laXcOV

6dUVYj(TlV

OtOXV.
"

aOiap

irpo; 5wpia Aio; xa\ [xaxpov

'

pt.w

evi

(TTijSapai

iqXYJXaTO, xij^e

<?c

Oupiov.

12

10

CO
vtoOci;,

pt.apT'j;.)'

IoXpt.txoT; xa\ Eiri^ouXoi; xa\


eiraipY]

pt,a^''pt,oi;

0ot; Tairte

ava^Yjv xa-ra TY^? aX-/]0ia;


*

xa\ xa\

xaia TWV

auTYJ;

aXX OXYTSI; aiTJVYv


-

OIXTV UTTOI'T^

xai

Xivo'j yap

(i)

Tc

r)

TO

u
15

Ou-V

taUyl
at,wv

TO OiTcV

TOUTO

tVWdXeiV

<7

0l'

o^,

5;

TYJ

xtopt.tooi

ia

co 20

Tpu^T]? auaa"r]?

[teTfltXa
co;
o";

irp'jyvat TO OcTov
(TTtv

Atxr,;

o^OxXpio;

Ta iravTa opa

xa\

OY)

[xa\] xaO' "Al^ou


C'.xatcov,

Svo Tp^ou; yvcopt'CopiV,

12

pt.v

T^pav Oc

Homer.
.

!:

392-400.

15

Epicharraos
1!)

fr.

vv. 207-208 ed.

Mullach

Philcm. fr. 246 ed. Kock Comicorum philosoph. yracc. I 146. Atticorum fragm. II 530 neque Philemonis neque Diphili esse constat.
:

aor,$

ita

semper.

ll

ivaiSstv.

13

"
irjOa^spis^.

stoo'i.

l9

otri.

corr. i m.

224
xai [AT* oXiya

xv. - UN' APOLOGIA ANTIELLENICA

7cotr)<Ti

[6]

626; 6 iravitov

fc

'O 5e w<77Cp [AuxTTqpi'Cwv, 76


5

6[/.Y)pi

" Na\

/)

TaOTa <yi> uavTa, yspov, xa~a


Ouxoijv, to; f^Y)
cr

av

iiic6

"
v,

?Tpaytor]xa; EX
av
SI.XOTW;

Ttov

Y)UTptov
ov

xaV
Oi6v,

c l

ouvrjcrcTai

ff^^4

TCOV
f, 10

a7

'O [xp.
;

n(v$apo;

6 0r,[5aTo;

a-TTcXpivaTO,

TYJV

,,, axaaaiov

aT

$r\

wv ay^iTspacov

TOU Oxqu ouvajjuv

.A>^'

CTOU,

Tpo-

"

"

0qi

yap,
I2 r

15

VUXTO; apitavTov opdat <pao;, xXatv^i 8k. axoTci xaX'j'j>at xaOapov

5t

xa\

Ta

'AptTTcovo;
iravTo;
5-?]

oO

Trapo^txw;

aveyvco;

ETCSITEKTO

av

iriXY][JL[Jt.vov

TWV ToO

otaxwv TOV TWV oXcov Osdv.


Otd;
,

^t
,

yap

v
20

TO^

N6[/.oi?

" 'O piv


*

to;

xa\ 6 iraXato?
)^wv,

Xoyo;

ap^rrjv

xa\ TcXsuTYjv xa\ p-saa


(pO(Ttv

TWV oXwv
Tai 5c
,

airavTcav

suOcia Ttpaivi

xa^a

irptiropiu6pt.vo;
v6(j.o'j

au ^
6
p

TOO Ot{ou

Tipt,wpd;

YJS

HuvirTai
Xauy^'a;
25
rj

Taiiiivo;

xai

xxo<7|jt.Y)ut.vo;,
TJ

^
TJ

TI;

^apOi\; UTTO
a-to

^p-^aaaiv

Tuaipd[jivo;

TifxaT;

xa\

atxa viOT-rjTi xa\ ayvoiqt


y'
o*JT

^XyTat

[xai] TY)V ^uyr)v

[jt.0'

3pto;,

a>;

TQ

ap^rovTo;

o'JT

au Y)ya6vo;
'pY)(Jio;

e6[Avo;, aXXa

xai aXXoi;
TI

ixavo;

I2 r

wv

r^yctTOai, xataXciiTtTai

0oO, xaTaXetipOfi; 5c xa\


Poetae lyrici gr. I

aXXou;

Horn.

19

Plato
5

13 A 286. ed. Bergk Leg. IV 715 E - 716 B.

fr.

142 [106].

<y?

SOTTO FOllMA Dl MA'ATIUIO.


Toio'JTO-j;

irpoiXa^wv axipia TxpdiTiov uavra


Tl';,

atj.a,

xai iroXXoT; TKTIV


O'J

SdO^cV

ElVXl

[/.TX

ypOVOV 6lt99Ycbv TltJUOOiav


xa\
~
,

[Jl[Jt.TTTY)V

TYJ

Sow)
i-

iauTov
oia
^
<

T
'

xa\
1

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1

dpor]v dvaVcaTov
'*>

E^i;

TOUTWV

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iri

pouAsi,

xai
i'-rO'

\/'X~ \TOV>
OTTY)

iroiY)<jv.
/

TCDV

iravTcov

ll

a 6r

xY]OiUi6va xai TTQV


^(o^Yjv

TIVWV

(/.axpoOutxiav,

xai TYJV

TO!;

xaTa ai dvoY)Toi; xai


y.vr]']/ov
YJ

TYJV

m^OTQrt{ivtj>
TYJ;

.tOpiav

'JTTipov.

TOiyapoOv
v
v

airo

xapYj^apia; uou

xx\ TYJ; pt.axpa; xai TX; TYJ;


10

a'0q;.

yxp

oO ^YjXoT
6

TCO

Tiuwopia;
TljJt-COpia

a'.Ti'x;

aOTo;

TO>

Fopyia u

XDXW; dyav
Opoa^xti ^c
Y}

Xfi'yfiiv

1TXVT\

TW

OVTl, UTTO
YJ

dXXo'J dpOw; Tl[XWpOU[Jt.VW,

pXT''oVl

yiyv;TOxi

xa\

ovivxiOat
oc

uapd^siyaa

dXXoi; yiyvcaOai, iV
io\v

Xivoi
^
01

6pcovT; iraT^ovTa
[J.tV
o'i

iraT^ci a>9^9U(xevot piXTiou; yiyvwvTai.

COOXo'JU!.VOl T
iaTi[/.a

XOl 06cT}V 6ld4vTS; 'JUO


a] {jLapTavco^iv

0WV
5|juo;

T
<?

XOl dvOpWTTCOV
o^id

O'JTOl,

av

daapTY][/.aTa

is

d^'jvcov

yiyvTai
T

au-oT;

-r)

w^/c'Xsta

xa\

^vOd^E xai
01

aXyYi^ovwv xai v "Aioou ou^c


*

av Ta i'a^aTa do^iXYJTWTIV xai ^id TX TOtaOTa aoiXY^uaTa dviXTOi yc'vwvTai, x TOUTWV

yap

oiov

dXXto; doixta; diraXXaTTiiOai.

5'

Ta
aT
20

KapaOiyijt.a<^Ta)>

yiyvTai, xai OUTOI dviaToi OVT;, dXXoi Sk dvivavrai


d aapTia;
t

aOTOi
01

[Xv

oOxTi ovivavTai,
6pa>vT; [xdi] 5id
TraT^ovTa; xai
?<
,
\

TO'JTOU;

fd;
TOV
ouv

\i\/ ai

Ta;

yoovov

i~ aTyvw;

uiiyiTTa;

xai
5*
'

WuVYjpo^raT*
1

iraO/]
'

TcaoaOiyut.aTa

avY]pTY]ut,vou;

25

x -TWV -r)u.Tpcov xai TX; ahix; xXTY]Tai xai Ta; apyd; x [AVY] Y) i'x^paTi;. -p-r) yap Mwrrj; (i'va aoi ^''^(0 TYJV TOO Xdyou pCav) " TOJ (I>apaco El; a'JTo TOUTO ^Y]ytpd <T oirto; fiv^Ei^tofxai v <ro\ TYJV n " xa\ oirw; o\ayycXYJ TO 5vo[jt.d piou v uaiY] TYJ y?j. o^Ovafxiv (/.ou,
[

c 6V

'O Y)y.
TO ETU^pOIXOV

Oifxai
TlfJLaV

<T

(TTwauXov 6'vTa TY}; TWV d(jL(jidTcov d-rtoXauaEw; T IT V 1T\ i:69V XXl7TO;, d V dlTayY^;'
pouXY)
Eiiicp

vYjaai dpvY)0\; xa\


dirdXaijaiv
30
;

oO

T^V

p-cO' Yjpicjjv

-rj^Tav

TOO

|3(o'j

Xxtv
U.YJ

aOT'/j
[J.Y]

yxp
yap

^-n^cyofjic'vY).

upv

dXX-q T(; oux Et'p-^Tai "

7Tiv

yXuxia, avraXXaypia
TTIV xyaOov
?j

Oux

(pdyTai
I3 r

xai ir^tTai 6 dvOpwiro;, xa\ 0i';i dyaOov TY] a '^oO;" '^Xti

Plato Gorg. 525 A-C.

" Exod. 9

10.

Eccl. 2

15

220

XV. - UN' APOLOGIA ANTIKLLENICA SOTTO


<C<)

FORMA

DI MART1RIO. 6

u-o.^'il; Xiav yaTTpi'Coat'vtov TO Trapaopov vor]u.a,


o-j

Eyxpa^r]

TYJ;
6

usTeiirsv
ia'.pi

yap Taj-:a xaTx aoTpxv


T?]V

EV

Tot;

Noaoi;
rjiiv

-7000;.

avOpcouiva, OcTa
r>

yap TX

^UTIV " AITTOC ^t ayaOa Tpa, xai XE'ysi OUTW;


(teta,
|

TCOV

ayxOoiv, xai

Ta

txvui
TTIV,
c

TX aiv avOp:6ziva, TX 5t
uiiV

fjpTif)T

X TWV Ocicov

OaTpa' xxv n

Ci'rrjTai

TI;

TX

f/.i'Covx,

xTaTai xa\

Ta
cov

TXi au-oslv.
,

7Ttv Ot

Ta

p.cV

eaTTOvx

yciTai uyicia,

TO

TpiTOv w^'j; s% Ti

Spsp.ov, si;

Tt Ta; aXXa; xiv/j<Ti;

TW
10

o'waaTi,

TTapTOV
5

<?

itXoOTo; oO TupXo;, aXX' o;u ^X~cov, avircp

t'u/jTai
Y)

^pov/jdii'

6-

upaiTov

TWV

Oiitov
I

T)yaovouv
|u)<'/i;

TTIV

ayaOov,
!3 r

^ OpOVT,Ti;, GS'JTcpOV
avop-''a;

[XTa VOO

(TCO-ppCOV
tV)

^l',

X ol TO'JTCOV
avopzix.

aiTX

xpaOiVTcov TptTov av

oixatoauvY],
<p'j(Ti,

TTapTov
Sr\

TxOTa ^

iravTa
OUTCO;'

Xivcov SfxitpoaOcV

TTaxTai
aXXa;

xa\

TOJ vsiJioOTY)
i;

TaxTov
15

u.Ta TaOTa

TOC;
<

irpoa'TaHti;
>

TO!; iroXiTai;

TauTa; pXcirouTa; auTOl;

ivai

(o'.ax7^'J7~'ov/

...

Plato Leg.

631 C-D.

1"

?-rr=tTflt'

XVI.
La
lettera
di

Pasquale

a Leone

sul culto delle sacre iiuagini.


L'unica ragione, per cui riproduco questa lettera sebbene esorbitante dai confini dell' eta patristica, e die
il

Pitra, traendola da

un codice corroso e mutilo del Collegio Romano, dovette parecchic


volte,
piii

meno giustamente

supplirla di suo e lasciarla tronca

pur soggiungendo per ogni buon riguardo il frammento seguente, quantunque per buon argomento gli sembrasse d'altro
della fine,

autore

'.

Coll'aiuto dello stesso codice


2
,

Ambrosiano

H
le

257

inf.,

die
i

ci

forniva Antimo di Nicomedia

svaniranno almeno

lacune e

falsi

supplementi, e 1'estranea finale apparira essere di Teodoro Studita.

Lo scomparso
eta del milanese
(s.

codice romano, ch'era presso a poco della stessa

XIII/XIV, Pitra

p.

xvn,

n..

2),

aveva pure

lo stesso

testo, salvo forse 1'una e 1'altra variante

inevitabile nelle trascrizioni.


le varianti raccolte nelle
il

Dico

forse,

perche dubito assai, se tutte

note risalgano veramente al ms. e non all'editore. Gia


fra gli altri, ne' suoi studi su

Krumbaclier,
il

Romano

ha (con tutto

rispetto

dbvuto all'iiomo cosi benemerito degli studi) parlato chiaro sui difetti di certe edizioni almeno del Pitra; e purtroppo la mia propria esperienza
11011

mi permette

di fare

un'eccezione per

volumi II e III

Cfr. luris

eccles. gr. II p.

xvn

n. 2,

dove descrive

il

ms. Ivi

la

lettera di

Pasquale portava il n. i (f. 238), mancava il seguente numero, naturalmente coll' inizio dell'estratto dallo Studita, e poi seguiva a f. 244
il

i$'.

La

lettera
11.

aveva alraeno uno

scolio

cstratto

da
ai

S.

Basilic:
T

cfr.

p.
2

xin n.

Cfr. sopra p. 87 n. 4

La
in

lettera

ili

Pasquale sta
ai

ff.

138 -140.
di

Studien zu Komanos
t.

Sitzungsberichte dell'

Accademia

Molui

naco 1808
ripubblicati.

II p. 80. 93, c

passim nel commentario

carmi da

228

XVI. - LA

LETTERA

1)1

I'ASQUALE

A LEONE

V
riulla

delle Analecta sacra.

Quindi non m'arrischio di costruir

sopra

dette variant!, e

mi limito ad osservarc die taluna, come

9ayou<j/);

per <ppo'J7Y);
lezione,

(p.

229

i)

del

correttore

di

.4,

se
il

vera, e

migliorc
Pitra

forse la primitiva di

stesso.

Quando

codice del
si

sara tomato, com' e da spcrare, ovecchessia alia luce, allora

potra

con sicurezza giudicare.


Nell' apparato

segneremo
o
le

la

lezione

attestata

del

codice
e
le

romano,

supplementi

correzioni

dell' edi tore

primo

variant! tutte, clie e presumibile,

Sul contenuto

il

Pitra cosi

non certo, fossero giudicava: Plura nova monaci

ma

di It stesso.

stint:

plura

auteni nonnisi reperies

m Damasceni de
cxules
(i

quae fortasse

Romam

eodem argumento oralionibus, studiti) secum attitlcrant.

Comunque
quando
in

sia, e interessante raccogliere la voce di Pasquale, proprio

Occidentc stesso non s'erano ancora assopite


culto delle imagini, anzi

le

quercle

suscitatesi a proposito del


di

quando Chiudio

Torino stava per riaccenderle vivamente, diventando iconoclasta neerli scritti e a fatti.

'j

iraua

PtoiJiv);

]33\

x Ttov

Ti

6;

At'ovra TOV

1.

0ov
O'J

ouOti;,

^rjai,
,c.

topax

7r-:o7roT,

xa\ Tnojx'jViiv

lXOVa^

TTpOaipO'JUliOoC.

Ka\

XOCTOC TO'JTO UliV

TO

O'flTOV O'JOi Y)U.iT^


i

XT'jTcoOa-v

TX (TiUTOTaTa
;

?xoviTu.aTa

TOO yap aopaTO'j xa\ a^waaTou


-rjyaTr-r](jt.fv2v

tti
o

OtoO TI; av
axouffbiarv

yvqTai .xcov; XyovTa on "O


<(v^ TO>

oiav ^c TOV OCJTOV


riv

p-aO^TYiv
i

an' apy
*

/\*

r\$.

icopaxau.v xa\
I

xai TOV
6

(")wij.av

<|/YjX^?j(rtW

xpai^ovTa

^xupio;

uiou
O'TI

xai
X

QO;
'

iJ-ou,

xai TT)V TOJ Xpiorou upo; uavTx; 7rpOTp07i?jv

P"Y)-

Xa^TQTaTE u. xa\ i'0T, OTI irv0{/.a aaoxa xa\ JJt H*w^>5 ^X OtCOptT ^OVTa* TOTc T?];
l
.

OTTa
OUloOtO'J

(J-

To.

1.

Io.

9
1.

Io.

2023.

10

LllC.

2439.

TSK

om. P.

cv

fc-/r.

^50

TU>

T:

/?,

j*

tT 4 ri

P.

om.

P,

SUL CUI/TO DF.LLE SACRK IMAGIXI.

220

OY]i7/]; xa
cr/,'jvojut.v.

~po; -'/TTCOTIV oayo'jT/j; sxova ypsovTs; e?ft>; :rpo~\ -to: Y] cpuXa/.?) TOJ dtauyjr&rou YJU.IV TYJ; oiirXl^ 3.

oj7ia;
xaO' 5
T?]V

v Tto Xp'.7Tto XsyO/jo-STai, si

xaT* TO avOpw-ivov ypa'jm auT&v


yap
ota
si-

-sTisvOsv,

oO

jrJojXoj'JiiOx;

Y)a:?;

TOJTO TtpOT/cuvoOtXiV
uirap^tov
uio;

ayi'av

Xpi7ToO

sixcva,

OIOTI

aaspiTTo;

xat

xa\ axaTaypauTOu O:OT/]TO; uzapytov d^taTTaTo;, ayiauti xat ypa-po(jLivs;

xa\ icposx'jvouf&evo;.

co;

yap 76 'I^ToO; ovo aa ev


t

TCO

yvv^OY)vai

avOpcouo; xs'xXvjTai, xa\ TOUTO piovov Xsyoasvsv


io

s'.Tfpspst

TO 0c6; xa-a
slxovi^O(jLVT,
;

TO duipt(7TOv TY\;
T?};

[Ji.ta;

inroa Ta''7:o;, xai ayia'Csr


>

O-JTCO;

yap
TO
r,

OioO a-apxo;. 4. a aaspiTTO'j a-xpxo; auTOu, ayia'Cit to; slxwv X O'jo \; ouvaTai slitiiv Kuptov 'I'r]cro0v si {/.-?] sv

zvutxaTi ay ico,
'.7:iv,

TO

^c

ypa^ai

-rrXsov

xai ypovoTpt^'^Tcpov Oirip


si
tx"?]

o0^s\; 5'JvxTai ypa^ai Kuptov 'r/)<730v

TrvcOaaTi

ayico'

STT\ xa\ TOV


Ttov
v

BsffsXsYjX
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sup-^Tii;

-Vc'jixaTo;
'//.ov((^iv

{jLTrt-X(ou.vov

ou

TO

[Jiovov

TOJ

TUTicoOt'vTtov

oupavta (T'j^^oXa.
'-

5.
7:vj[jt.a

Tt

TOI'VUV

TOO

^aTCTWfxato;

STI

ypsi*,

~aT^p xa\ TO
auToI;
7:00-

xai ^i^a o^fA^oXtov iXsu^ovTai; 6 yap uio;

ijotj

vor^.i
20

Tua^oXojv a'Tp
si TJ 7:i7Ti;

co;

Xs'you<ri.

TI

s
;

(TTaupoO
STTCO ouv
,

-rO-w-i;
G-OI

zpo;

wcp'Xiav, x (jiovo'j

ixova; oO Tzapa^s^sTai
OiX"/][/.aTo;
/.

^aTTTia-aa
orrjOyj;

TOJ

airpaxTou
TTCO
<joi

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STcixX^Ti;

xai

IJI.Y]

xaTaou7ico;*
T'?]^

xa\ TTaupo;

piovou TOJ Xs'yiiv


6

'O xupio;
5s

(Jo^T

TTa'jpcoTai,
l

xai

piY]

TUTTO;.

6.

TI

apa

<70i

[rlo'jXsTai
25

Ta T

TOJ

'l

(xrqX

xa\ Ta TOJ 'HTaiou xai Aavi/jX xa\ TCOV

xaT aJTOj; 6papt.*Ta; ouo\; yap oo;av, aXX' co; 6u.ouo{jia od^-rj; Rupiou ci'ooTav, xaOa OaTpo; Ttov -oXXtov axpi^ffftaT* 6-tcr^u.^viv.
si

yap xai TrX^pr,;


sv

iraa-a

r,

y?)

TY^;

5o^Y]^ auToO, xaTa TOV


6[jt.oitou.a

i:j9

'H-ratav, 5ta T/JV

Tapxi TOU Adyo'j Oso^avtav, aXX'


13

oo^Y];

12
1

Cor.

12n.

Ex.

31.

22

Cfr.

Cor. 2?.

55

Cfr. Ezech. 2

i.

27

Is.

a.

cpa-j-ouar,;

reZ

B-j>.a/,0-',TTa!

P: tp-psuor.; A scd * /.a'Ji /'. macull P.


,

sp

in
8

rnsurj.

iix9*avp^3Tt{
8-9

72.

3
/?,
|:'

cvsaa irasu P.
..

...OsTvat

avlpwri;
P.

owftrvai

ivOfw-s-j; r<?/ TTiiTiO^at i'/Opwrs; P.


ta7tv <7dJ. P.
19 2<
17

75 0^
18

c'j-pst

/?,

75 Octsv

stoepspit

^Xsji:

Tt;
21

P,

rr<

c/r.
72,

/.

/S.
/".

wp5NOpiu.st
ju'si
7'.

72

" satis aperte


scrifitura

",

TUTTdoar.;
\i^iyji-f \
t

72.

Oir.Qsiaa

"

fiir.crsi;
t:i

amhif/ita
2C

wpsj'opaaE P. " P. obstaret

P.

x.ai

7a

SavirX oJ. P.

aurcv

stor.aiv

P.

>:\i\

XVI. - LA
VOTQTSI;

LETTERA
si

DI

PASQUALE

A LEONE V
oS

ivai

a stopxxs* xa\

TJTCOI;
1

j&s'irsiv

irpopfjTat TYJV

aXVj-

-!vxi Oiiav xx\ zpi Tr,: apaTou ffOyxT*^ab w; oOx svoai^xv aioy^psv autaoxivov TYJ Osi'a ap[/.o5ioT/]Ti, ~cu; era aGTOv TOV trxpxtoOs'v-a Y,

TOV
5

s'va

TYJ;

uiov xa\ Tptaoo;. TOV


T'JTTOOv,
CO;

Osov

[jt.Tot

T/]V

[J.s0'

TJ^COV

ava-

(TTpOOY)V

aUTOO

tOOUt.V

XXI Tt*psXa^O{XeV

Xa\ TCiaTUO[XV,

ou

xaTa^^Y);
7.

Hto; 5s xa\ slvai TOV xoa-aov

xa\

^fjv
6 u.ou
t

iqtJt.a;

'j-oXaa3av'.:;
;

apa TOU
10

ou

TOO

avto

xdo'fxou

ffupurXYipcoTtxov
irco;
'('0^

xa\ TUTCIXOV
'->tovt
rj

xa\

si

-upop-rjTtxoO
si

ojx s-TttXAfjaat,
v sixovi

v ^v

sv

a7v-r]0cta

xa\

[Xv
tov
;

.xovi, Tiw;
(^cov

'(covTi

<7di

xa\ ciairopUO{/.s'vcj), a'JTo;

Etxtov

xa\ OUTCO;
r)

oj xaTa^'^y]

sixoo-t

^tpaytoyta-0ai

irpo; Trjv

aX'^Osiav

Tpou xai
(Tcoirov
15

BX7ro{jiv TOTE irpoatouov Trpo^ Tipdalvi'yjJiaTi, x [Apou^, TOTS 5s (oirep STTI (j.~a apTi ytvwaxto
v

7CXaOou

xa\

TOO

apTi ^t'sdOTC-

TT,V

s^avaa-Taa-tv)

siriy vcodopiai

xaOw; xa\
si
5^;

ITT

Aia
8. xa\

Tc(a-Tsw?

Y^p?
si

O'q^i,
v
ixovi

TCpi7raToO[xsv
'(?];

sy vcoiO-r] v xa\ ou 5ta si'5ou^.


apx
^ co
Y]

TaOTa asv,

aArjOita,
sv

TtX-qpoT;

airoOavwv xa\ oOx sXiu'Cst; avaTTaa-iv. xa\


{Jt,6v/j,

YJ

TauT

YJ

xaTot

TOV

airooToXov,

'^XTCIXOTS^

sa-fAs'v,

soTiavTcov

avOpcoircov ler(/.v. oupavov xatvYjV oO 7UOTUi; xaT5t TO Xoyiov YJ ojx aviaTaij!.Oa xa\
;

5s

iXsetv^TCpoi xaivov xai yt)v


"r)uiT;

xaivo\ xal apOapToi


9.
dc,

TO aVitxovia-TOV aTOiri'a; 'Opa; j/.it(lCTt opa; iroO o-jxouv OTav xaXw; STU.SV sv xaTa^spt TO avXT'J7TWTOV apTaT;
oi'a^
; ;

25

{3pi'OcvT;,
6

TOTS XsyofXiOx xaT' Eix4va TOO

TCOi'/jcravTo;

eivat

10. xal

Xdyo; 5^ iiaXiv, exXaXaiv TOO voO


xa\ 6it5e6cTrj; yviopi'Tai
[Apo;, to; dcpOaXao;
sv
;

TX xivrj^aTx, ou^\
5^

ixwv TO'JTOU

voO;
;

ouy\ TY]; 4* U X^' T ^ x


ouv
5i'

^"

acoaaTi

apv/jo-ai

Ivo;

Ta aXXa,

12
21

1
1

Cor. 13 Cor. 15

12.

1G

2 Cor. 5

18
7.

Cor. 15

19.

20

2 Petr. 3

is.

Cfr.

51-52.

-3

oux

aTCsacpaui^: svoataav

ow.a

" oux (oef

[TW] ^pviTai

[o

rt]

uirepscpavr

P, gwt adnolat

ipa) rtg^rre corf. ^K^> mulilus refert ". /2 eflt/em ac A 3 8 o eochii'uisse pitto. ^WVTI - oia^ops-jsas^w oy.ou: a;y.a I . (dot. absoltct.): l2 - 8s o-j at 1<J TSU TO pXe^oasv'.v ^, TOU ^XsTrcoasv P. xat o/. P. SiawspEUSfAzvo; P. 15 lfr " x-ai / o./J. P. 24 28 a xx a: o/.a P. /?. XS 3 V ^. P. ^cp^aTo-jv-Evsu
o->v)

evoaioaN

aaa

(t?gj

AR

^Xrpw-

SUL CULTO DELLE SACRE


cioTi
',;

I.

MAO IN I.
xa\
'jpo'.;

TOV Xoyov, o;

<7Tiv

ixcov,

va7iY]t6prjVTai,

u.Y)$lv

T:J; avOpcouO'j; TCOV x7/]vtov cia3povTa;. 11. S'J 7Zl<TT'Jl 'J 1 6 V i; TOV
xupio;
5

TOO
aG-6;

OsoO;

^y]T\V

Ttpo;

TOV

tu^X^v,
6

xal
i;

a-ixpi0r]

Xsytov

Ka\
elite
(TT'.

TI;

-7Ti,

xupi,
o
i

i'va

- ITT 6 TCO

aGTc

X-AI

Ka\ icopa.

xa; auTOv, xai


iroT
o'jv

XaXcov uic^a

a-oO

xsTvo?

xa\ eiTrsv

Tu^Xo;

IIio'TEuco,

7iv0(jt.a 6

xupic* xa\ icpoffextivitycrev auTw. xa\ TOU; irpoaxuvoOvra^ a'JTC/v v OEO;,


c

7:vU[ji.aTi
I0

xa\ aATjOcia
Ttw; 6
v

TT

poax'j

iv

co;

uasl; oux dpOco;


T'?)

xXa[/.
co;

3avT,
OsoO
;

irvEuaan xai aXiqOcia ^TCOV


7-rjv

uio;

xa\

Oto;,

aldOrjT^jv

irpoixuvrjo'iv
[JLYJ

TWV
,

7ri7T
to;

xaTc'Sc'^aTO
ceiXTflU.

a^uvaiov
'.

yap

TUTTEUO-XI
STI
co;
,

irpoaxuvoOvra

12.

EI'TTT,?

acdapxcouLEvto

Osw

a'.aOr]7co;,
i:>

axo'JTY]

OTI xai Y]u.t;

TOO

TtaapxtofjLc'vo'j

OQJ

Tr

xai irpOTX'jvoOvTc?

ixdva,

Occo

irpoaxuvoupiEv.

13. 'AXXo:
[rlXajS'/ja-rj

^Xflticnf)

T^

TCOV elxovcov avTiTcapaOscrci irpo; Ta; si

apa xa\
'AXX'

T^

6(j(.covupt.ia

TOU

'0uov. xa\ Xoiuov


01
tj.lv

TI

aoi
01

^oxsl;
Oc
^aitjt.

i'O'jov

'Tou^aToi, e'Ousv xa\

01

"EXX^vs;- aXX'
a EV T
Trpo;

Occo,
6

aoaiv.
2n

14.
v

cijptjTai,

^rja-iv,

OO uorrjai^ uav
6
(7

[x

to

o^a

TCO

oOpavto avto xai


ixova;.
vo[jt.o^

YJ

yrj

xaTto,

xai ^ia

T5UTO oOx

^6v Troiiv

15.

Ka\

IJLSV

ToOio TTOWTOV

xivo

pouu.v "OTI
s
,

oaa
xa\

Xt'yci, 701^ sv Tto vdp.tp XaXfiT*


aiioy-?j

7TipiTO[jt.-?j

xa\ a-a^aito xa\

[rJptoaa-tov

UTTQ-

xai auXto;

si;

uxvia

TCO

uyco TYJ;

JouXefe; TOU vdtxou


i'va

25

dauioj;
U.YJ

'J7toOY]TO(/.v to;
t

6^iXciVT; 'oXov TOV

voijiov uX^pcoiai,

Tr, TTJ;

aia;

vToX-?j;

zapa^aTci yvtou.0a TCOCVTCOV svoj^oi xa\

Tfj;

xaTapa; TYJ; piVi sv Traai


3

XfiyooOTrj^

'ETiixaTapaTo; ua;
v

o;

oOx

(/.-

ToT^
8

y ypaijLtji.voi;
19

TCO

pi^Xico
w.
2G

TOU

Io. 935-38.

lo.

42i.

Exod. 204.

22

Rom. 3

lac. 2

10.

27

Deut. 2726.
1

Eva:?.

ejAiropsuivrat P.
J2
['.f\

iriars-jsi;

ITU

P.

&>;:

P.

10

/>05<
<(72/>

sxXaap.

vel

lit-

lerae erasae sunt in A.


x.a-.

"
Tvpsiy..
:

/cat

rpsax'jvooNTa co^.
a/tooasv P.

manifesle corruptus
stSioXwv P.
17

",

ar, Trpjay.'jvstv
TT,

P.

13

ema; P.

a/.ouar

AK:

16 EI/.IVWV:

P>.a-

flrffat 7^.

om. P.
P.
2C
18

sOusv:
eOvs;...

8v5u;.

" Tarn sentenlia

bigua

cst

"

quam scriptura huius


P.
Sata.
:

loci

am-

e8vs; P.

aXX'oi:

aXXot

P. [Trpoaxuvo-jatv] a<W.

P.

-iNwasea P.

XVI. - LA

LETTERA DI PASQUALE

A LEONE

V
dVcoiuu
VOJACO

vduou TOO
rcpo;

7roiY)<7ai

auTa.

16.

eirsi-a

XXXEIVO
v

av

ufxa; TO-J;

-a TO!; apTi^ava; 'Iwaiou;' TTW;

TCO

'Io<j-

xai TOUTOI? e*itepsi6fXSV9( ypiTTiaoaioi; )yopOfA&* -icpoTEivouevoi xa\ oujr UTCO <TT Ti uuo VO'JJLOV vov; iauTov; ovou.a"sT; ouxoOv
5

yap iv,
TOO

xa\

aai^v lauiou;
X^yovTo;

-/pWTtavo'j; TtpOf7ayopUT

[J.'?]

axouovTs;
>

aTioo'ToXc/u

on FIpo TOO
6

AOlv
i;

TYJV TTJV

T:(O

TIV uzo

vopiov
^{(TTIV

opo'jpoupt.6a (7'jyxXio[jt.voi
x

[/.^XXouTav

airoxaXupO^vat. WTT K Xpi^Tov, t'va ysyovv


10

vdpio? icai^ay toyo? YJJJLWV iriTTcto^ o ixaicoOto[A v

IXOouaY)^
aijtv,
xa\
9

O^E

T-?];
8(joi

7:i(7Tto;,
v
vd{jt.(o

OUXE'TI

OTI

-at^aycoydv ixaioOa-0, T?]? ^apiTO?


v

itiro

^1C^9CTC
xaT7cau(7

xa\

T:Xiqpcop.a

VOJJLOU

xa\ irpo^r,Taiv 6 Xpiaro;, o; xa\

TOV voaov
ouv
Iv

TWV
-rroXXoT;

VToAwv

^dyijLaTi

xaTapoa(Xsy/]

15

17. TlXrjv

xa\ o^txoopoi;
T)u.a;

TOTTOI^

x'jpio;

vTai
OTI

TY)v

xaTa7iau<rtv

TOO
01

vd(j.ou

x$tflKixttv,

w; oTav
xai

'O vdfxo; xa\


u
<7Tt

irpOfpfiTai

i'co^

'Iwavvou,
;* ^laOVjx-r] ;
o^ta
^

TOUTO
oi

TO
'

at(jt.a t(jt.a

TO

T'?]^
,

xaiv?i;
xaOco^
'

xaivr^v

TY]V
'

TzaXaiav

xa\

'lEpsuit
\

-'

"
"i

'

ui TOV oixov lapaYjX xai ir\ TOV oixov 'louo^a OU xaTa TY)V O^iaG^XYlV YjV O^lEOEfJLYJV TOl? Tia, auTwv, V Yiu.pa 7riXa3ou.vou u.ou T fi ? yipo; III*
I

140

f\*

^ayaYtv II
25

a'JTOuc

YYi:
I
-

AlyuirTOtj.
I

TI

TO^VUV TY!
*

(Txia

TcapaxaOc^jOc xai TO ypaaijia


irvEOiJia

TiapavayivwaXiTi
;

xai

irpo;

TYJV

aX^Ociav xa\ TO

avaSXs'jiai ou jBouXETOt

IS.

el

yap

yivto7XT

a avyiv(OTXT,

eire'yvcoTe

av Ta yeypa(ji[ji.va OUTCO;

Ka\

AaXYj(7

Xai

6p.o(a>{A9E

OUX

l'5T

aXX'

Y]

Rom. 6

H.
IB.

Gal. 3
18

23-25.

Gal. 5

12

4.

Cfr. Matth. 5 n.

13

Eph.
20

15.

Luc. 16

Cfr. Matth. 2628. Marc. 1424.


15-17. 19.

Luc. 22

20.

ler.

38

31-32.

Deut. 4
TWV P.
6 3

12.

*
13

TSI;:
ft.

Ti-jT5i
<8

oi. P.
P.

ou^X. A/2:
s-j

dUY>tsxAtaw.svsi P.
25

I2

e;ewsaaT
2?

P.

osfua

Xe T ei P.
28

TO

5 o7.
cW. P.

22

xata: ouxeTt P.

irspiy.a^saOs P.

ava-

paaxiTi

P.

pra.: [^;]

STJL

CULTO DELLE SACRE IMAGINI.


a>
[Jt.

xai ouXa;aTOc tfcpoopa TaT; 'jiuyai^ ufjuov, OTI 6 [A o oOx v K u p o ; itpo; i'oT TYJ Yj [x p a Y] 2 X a X Y) a ~ T V X U.<70U TOO TT 'J Ot V 3 T
i
'

'jp.a;

XtOpYj{3 i T Y) T u YJ
6
i

[JL

Y)

|JL

YJ

Y]

Xa\
o v
T,

[x

v
i

auT

oT;

y X u TT T

6v

6
[jt.

co

a apT (x

0?]X'jx6v,
y?];,
avaj:! A
6

p.

[ji

a irav:6; XT-/JVOU?

TWV OVTIOV
xai

ir\

TY)^

ao w
'j'r ;
j

[j.

iravTO?

opvou

TTTipojToO*

UY^TIOTS

10

TOV oOpavov xa\ t5wv TOV -J^Xiov xa\ TY]V TX'^vY]v xa\ TOU; aTTpa^ xa\ TiavTa TOV XO<T[XOV TOU oOpavoO 7rXavr 0-^ xai irpoTxu VYJTY]; auToT? xa\ XaTOcUTY]^ auToT^. 19. Tiavia^ou TOI'VUV cr'Jv^irTat TYJ K^)d<TJtwij<ret AaTpia, OIOTI (TxoTto; TW 6T){Jtidupyai TOV a-na^ oixttoOVTa auico
(

/]

xaTa

TY|V

7iayyXt av Xaov
xa\ yap
o
-rraX'.v
-

{/.-?)

Trpo^xuvr^ai TYJ XTI<TSI irapa

TOV

xTtTavTa.
TrX^v
13

Xc'yi

OOx
ai

TOVTat TOI OQ\


yXuTTTOv
[/.Y]

Tpoi
aUTOt?,

ijt.oO.

7roiY)a
t;
i

i^

auT

oOo^c Ofxoiojfjia.

00
5

TCpOO'XDV^'TE
i

a'JT-OT?
o ^ 6

OU^
6^

XaTpJ(7Y]?
ao jv XT 2v

(6

pi

Kup

jx

co

yap

TOV

QOV

TOV arcoaov
(pYjCTlV,

xa\

llayou
20

i'JToS^

9'T71

COpaxaT* Fsvo? ouv u7iap^ovT;


xa\

aTCtp(yp*iCTdV xai avt0ov GO yap 07Tp Xai UaOXo; V [Jt-c'^O) TOO 'ApilO'J

TOO

OsoO

oux

apyjpito YJ XiOw, yr apay piaTi o<p(Xo[/.v yp'Jdiw Xa\ vOu[J.'/]TCO? avOpWTTOU, TO 0lOV VOU.l^lV T/VY]^
civai
ojjioiov.
O'JXOOV
TY);

20.
IxsTva
N x

TWV

'lo'JO^aiWV

TloXuOcO'J
EITTEIV), 01;

V/JTTlOTYjTO;

VXV
TYJV

i'pY)VTai,

'r)p.T;

Si ((koXoyixco;

^^oOv] (puyoOii TYJV

25

o tTio aiu.ova

-XavTjV

xaOapco;

yivcTOai

u.Ta 0oO,

iryvcox47i

aXY]Oi'.av
Trjv

xai Oiw

aov:o XaTpi'.kiv xai TT,; Osoyvwai'a;


1

x
i

TiXtioTY)Ta
vr)7rioTYjTa,

xot\

av5pa
T/JV

xaTavT/jTai T
o^iaxpiTixYjv

o v

TY)v

to;

XapovTi;

/apiv Tcapx OEOU xa\


pt.-?)

t$6ft$

li

TO

ixovi^0[jt.vov

xa\

TI

TO

sixdvi

7rpiypa^6ijt.vov,

12

Rom.

1 25.

Deut. 5

i7

?-&.

Cfr. lo. 5

37.

10

Act. 17

20.

Eph. 4

13.

<p'j>.a;5(jOc

/\

quid
ouo'

el

emcndandum
TI
:

xiu P.
c-j

x-ai
1(1

P.

sjASiwaa: "addendum all' videlur, ut vulf/o edititr, waaav six-iva, oasiuaa &p<rsvtxou xai OsX-jtaurw P. " ouoz om. P. 15 ouSz: avafAe^ct; R, avafiXs-Ja; P.

ra;

'y'J/.a;

P.

Xwpr.p: xai

a/itf.

P.

.4.

nxivt^saOxt
t;tv

/'.

17

a<!toiri
:

x.ai

a-spifpairTsv P.
I'.

23

oatatoataiva P.

S8

w;:

xai P.

x.afiv

P.

29

-spi-pao.

x.ai

add.

>:

',

XVI. - LA
-,rt ()-j

LETTERA

DI

PASQUALE

A LEONE

V
x

vssja-v i-b
o5/r,v

yap

?oo; aO-roO

topaxa7

TO

OTav

5i I'OYJTE,

sta trapxctaao;. fatift) -?}Xov yap STI

<7toaa TOV dfftfrfAftTOV, avOpcoYap i'oou.V oY Y)U.a; xaO' rju.a; ysvojxsvov -ov TOV A<$yov xa\ (kov, TOV a'Tps-TOv, TOV a-XoOv xai avacpi) xpaTU\ T-?]; xa\ SiirXoOv jjLovouirdTTaT&v yfj; doOsvTa xai TOI;

TOUJXSVSV,

<T'jvava<TTpa^VTa
v
p-opp-i]

inei^

efoo|icv

TOV
Tau~Y)

[xop^yj

8oO
Tips;
t

oouXou yvd(Xvov

xa\

9U9TXevta

-r XtxoTY]-:a T
(

xa\ icpo; i:oo-oTY)Ta xai j^apaxTfjpa itpi6f*vov ?c6 u.axai uiva^tv "/aptv

TO;, TOUTOU
10

^Y)

y^apaTTO[Xv xa\ dvan'Oiasv 7:00;

xa\ oiov iayvco7TixcoTpoi; Y? ^^" Ocwpiav TOV opxOtjvat xaTOi^e^ftevov, aTia^av auToO TT]; a-'jyxaTa^aaiCo; TT^V 'J7ipai xaO'jiroypa'povTt;

21.

Tl
4
;

TOIVUV
YJ

7l7rOvOcV

t7TO)V

OTl

OO

7t

tTfj

(T

T^

^paT

yXuTiTa ^pou^l(JL xa\


;

15

yp-3\v

avOpcomov
xai
tva

xaTaTXE'jaTai

YJ

Ji^Xov,

OTI

TopUTa OGU {jiv


[XY)^

to;

aTt-pi-

ypauTOu w; 0oO,
5l TOO

avtxaaTO'j
a-?]

uoiiv
-r)

'.xova

a^uvXTOV

TIVO;

aXXou

'jioO

upoaxuvrj-ai , a-apxtoOc'vio; ToO OcoO, a^tov Ta^a xai oouXtxt); (piXta? irpo; OETTT^TYJV
XaTpeuofX&Vy]
;

XTITI;

ETri^txTixtoTaTov
20

picpa(vi

yap

irto;,

to;

ipY|iai,

xaTa

CTUVSX^O^TJV

Xdyou TO

TqxoO<7aT, 6(xoito(jt.a 5 o x cTi&TE aXX'-rj ^IOVY^V, to; [OTI] oTav I'Y]T (irpo^Eiraxotjooux ef^e-Te O~T\ TOOTO lot; )rjxcvov yap TCO 'Opolttfia
*I>tovr]v

pY](JiaTtov

25

lXOVl(TaT TOV 6paOVTa , V a'JTW fd\]T) , TOT oY a'JToO 7rpOTX'jvoOvT; TOV aopaTov. ixovi^o uivr]; yip T'?]; crapxo; TOO uioO TOO OiOO xa\ 7rpoa-xuvou[ji.VY); , -pOTX'JViiTai Ta/a OcOT'r];

^poaiv

OTI

"OTav

Xpi^ToO

Y]

[xia

a-'jv

uaTpi

xa\

-rcViUjjiaTi,

xa\

Xoiirov

7rpoa-xuvtTai

Oc6; xai oO XT^I;

XaTpUTai,
T^ ouv
Y]

iirp TO

'O i'topaxw? ipl ltopax


^pou^i;ji

TOV uaT^pa. 22.


so

Ta

iKpavTot
-r\

xa\

;poivix;

xai

-po TWV iXXtov auapdXtov


TravTa */ipo'T'JXTa
2
;

<TTap,vo;,

pa^o;

xa\ ai 7iXax;; oO
5ia iravTtov

ou

uavTa
7.
13

ypto^afii xa\ TUTTOI;

xaT12.

lo.

5
9.

37.

Phil.

e.

Ex. 20

4.

Cfr.

Ex. 25

20 17.

Deuter. 4

lo.
3

14

7<x?

om. P.
*'-

6ti:

Sz P.

TI

TI:

on

P.

'6

ou g.^ aT0 ^ p.
".

18
cp

>.ia?:

|>opcpr.;]
2l

P,

cwm
?i'<

(me/* iterum colluctamur: fort, legendum i6=a;


P.
wpsatTrax.
- iSxrj

zxtpaivsc
2^

P.

GTI

AR,

om. P.

aurw

x.ai

n^.

P.

W j SaxuvuTe

T . Oii-r.Ta P.

30

pwu.a7a P.

SDL CULTO DELLE SACRE IMAGINI.


TXi'ja-TTO
;

235
't\

xai oOx r vavTicoTai ia'j-ai 6 ^iTTrsTr,; Oxo;,


t

oiaa/o; TCO
xaTa. voasv

OVTI

elpVjvTf]
,

xa\ aX^O-ta. O^TI yap

a-o^roXo;
i

?:-pt

TWV
a

Upfcov
T

071
r,

T
i

v
v
,

6 it o^ e
to ;

Y (X a T t x a
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,

x. i

X a T p cu o u 5 1
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TiavTa xaTa
xa\ LjL7a

T6v

TUTTOV 76 v

^t^OVTa
6

v
[JL

TCO

Ttvx'Sxiav yap sycov


TT)V
ixdvo; upayaaicov.

vop.o; TCOV
L/.OCT co v

XXd VTOJ v
oO^i

oux

a'JT'?)V

txova TCOV upay


TOO

clia'TE

'.xcov

BsoSwpou TOO ZTOU^IOU


Inc. Ilacra TSV/JT-/]
EIX.OJV.

ex.

7710;

&?t 7rp07/,uvsTv Ta; O&ix;

stxovx;.

Hebr. 8

7 5.

Hebr. 10
P.

i.

rx>msoTai P.

0/72.

0-s;

A'P:

x;

A2

5
.

irsw*;; P.

Ssi-^.

or;X&)9sNTa P.

7
-j-ap:

ftc deficit R.

Quae scquuniur

in P, spcctant

ad Tlu'odori excerplum.

ADDENDA ET CORRIGENDA

Essendosi la stampa di questo volumetto trascinata per otto mesi, parecchie si avrebbero a fare da libri stampati usciti nel fratterapo, e specialmente dalla latrodu/.iono ai dello Swete'. lo iavece credo piu utilo limitarmi a quello poste-

aggiunte

LXX

riormeate sovveautemi, specialmente in seguito all'osservazione


scritto.

di

qualche altro mano-

P. 3
al v. 1, iniziali,

Segnalo come puro, curioso caso, che restituendo a succedersi almeno tre versi con tre successive lettere vengono quasi fossero avanzo di un salmo alfabetico: TC^ v. 1, "O 2,
lin.

12.

n.

S^ 4 (al 5 by)' 5 con*. /', e

Ib.

n.

3 coir.: pubblichero piu acanii p.

28

ss.;

cosi in altri simili casi.

P. 19 n. 1 in fine aggiungere: Pero non e senza esempio, che si denomini un libro da qualche parola dell'inizio, quantunque non veramente iniziale. Basti rammentare "Q1D2 per il 1. de' Numeri. E tanto del doppio

nome d'un

quanto della denominazione particolare d'un libro dal protagonista, ora trovo altro esempio nel cod. Vat. gr. 331, Holm. 236, s. XI, f. 88, e nella catena Lipsiense dell' Ottateuco II 647, dove il III
libro sacro

dei

Re

e inscritto 2oXo[/.Mv (Sa-riXsuov y'

oppure

(3a7.

TpiV/j; 2oX.

P. 31

nota 3: n.
lin.

corr. n. 2 e aggiungi:

come

e indicato dal Migne.

P.
si

33

4.

ha

nelle aggiunte scritte


(cfr.

Altra prova, che derivi dalle Esaple la notizia nostra, da mano scorretta del sec. XIV nel cod. Vat.
E.

gr.

338, Holm. 255

KLOSTERMANN Analccta zur Seplaaginta


v

Hexapla und on wpb; T<(a;)>


/cat

Patrislik.
s/cSoWst;
S;

1895,

pp. 69-74)

f.

gia 4

V
.

Eccola: 'ITTSOV

'A'/c6Xo'j

xat ilu;/.[xayou

<^>cat)>

020o*(mcovo; <pep<(e)>TXi
-fi

TrsfXTUTo;

xat

<(/.)>S6<(T-/);?^>,
(?),
-h

wv

(61;

cod.)
x.at

{/sv

s<(v^>

T?J
x.at

TTOO; 'Ax.Tioi; sOpeOsiTacv


^<(>.)>Yivi-/.(5v

Si [Jisra
T-/JV

aX"Xwv (i^X.

ev

Ttv.

TirefOw

Trspi

ev y^povon; 'Ispi^rw

T-/J;

'AVTOJVC'VOU
v

TOU oloo isp^pou, a>;

ev

roi

TS^SL roO 'E^aTrXou. Notare


fosse originariamente.

TW

rsXsi, in fine cioe del


i

volume usato dall'annotatore, e non a prin-

cipio fra P.

prolegoraeni,
n. 4.

come ho creduto

variante, presentata dallo Hody, come della Sinossi pseudo-atan., ricorre altresi nella catena Lipsiense all' Ottateuco I 125 D (tratta dai due p. X, nelle note a Giosippo Cristiano P. G. CVI

33

La notevole

2i>8
co.lici

ADDENDA ET CORRIGENDA.

Marciani 15 e 534 del sec. X/XI), nel cit. Vat. gr. 331, f. 41, nel T 152 f. 283 secondo i quali e da leggere -xi\j-~r zzywily. sv a -lOot; XT}.. Ma e da notare, che in costoro anche la VI edizione si fa trovare ev Nixo-oXsi T?J rcpb; 'A[p]xTioi; [/.STX TOO Ssu^po-j Stoiyv.ov. Onde
Palat. gr.
,
t

dubito che in codesta notizia, unica in fondo, la lezione prima consentisse

con Epifanio, come nel Giosippo volgato e compagni, e fosse mutata poi nell'attuale da qualcuno mosso dai nostri frammenti. Non" dubito che alia fine degli altri mss. delle catene, o meglio forse della stessa unica catena
Giudici (cfr. LIETZMANN Catenen 41) si trovera lo e cio valga per la stesso testo che nei citati codici Marciani e -Vaticano
dell'

Ottateuco

dei

storia

della

tradizione

della

diffusione

del

frammento

diffusione

piu

larga forse che


P.

non

si

sarebbe creduto.
Visio beali Paidi
f.

05

ss.

Una brevissima
524
sec.

de penis inferni

sta

nd

cod. Vat. Reg. lat. P. 202, 21.


II

XV,

190. 191

V
.

ch. Prof. F.
di

hinamente mi avverte

PATETTA, dell'Universita di Siena, oppor" ... Pero non e vero che il quanto segue:

Kriiger abbia mutato la lezione tradizionale solo in base al passo citato di Procopio. Egli osservo che il ms. di Montecassino (C) in <(Cod. Iust.^> IV, 30, 13 ha come tutti gli altri Theodora, ma in IV, 30, 14 ha erro-

neamente Theodolo invece


in cui

di

Menae,
si

congetturo
in

quiiidi

che per un
solo

caso fortunate la vera lezione


il

fosse conservata

questo

luogo,

Teodoto era stato trasportato per la svista di qualche amanuense. Tutto cio risulta dalle note all' edizione maggiore di Kriiger (Berlino 1877), ma suppongo debba trovarsi anche nelle posteriori edidi

nome

zioni minori <(purtroppo,

non

in quella del 1892)-.

Del resto parrebbe strano


in tutte tro
le

che

il

nome

di

Teodoto fosse cambiato


i

in

Teodoro proprio

costituzioni e in tutti
lo rispettarono in

codici, mentre' tutti gli amanuensi, a quanto pare, V, 62, 16 e solo alcuni, non tutti, scrissero Teodoro in VIII, 40, 12. Di piu, essendo la lezione Teodoro, nelle due prime delle

tre costituzioni da lei citate,

comune anche

alia

Summa

Perasina,

la cor-

ruzione dovrebbe essere antichissima, risalire cioe ad un archetipo comune forse del settimo secolo, nel quale lo scambio del t e dell'r si spiegherebbe meno facilmente, che non nei codici in scrittura minuscola. "

Per buona fortuna ricevo ora un gentile biglietto del ch. P. KRUGER, pur egli per la lezione tradizionale messa fuori di dubbio dal Malala, il cui passo sta nel 1. XVII, ed. Bonn. 416: cio che per una svisia non fu indicato sopra a p. 204-205.
in cui si dichiara

Sull'apocrifo Clementine) di pp. 80-81.


Dell'apocrifo Clementino sui 12 venerdi dell'anno riservati al digiuno
in

pane ed acqua, esiste una recensione greca nel cod. Vat. 1538 prove-

ADDENDA ET CORRIGENDA.
niente

231)

da Mileto (Calabria), sec. XV, f. 165M67*; recensione edita in o meglio sepolta dal Pitra nella nota 11 al 1. dolle Costituzioni parte,

Apostoliche (lams 301). far cenno del canoni apostolici e di N. Signore parlante con Pietro, Cle" mente dice solo d'aver appreso dal suo " maestro Pietro e dalle sacre
I

eccl.

Grace.

Ivi

sono mutamenti notevoli. Senza

scritture quanto passa a prescrivere.


di

digiuni dei venerdi 1) delle

tempora

Giugno, 2) dopo del Dicembre, sono


di

la festa de' SS.


sostituiti

Giacomo e

Cristoforo, e 3) a principio

da quelli dolla Nativita della Madonna, del

Battesirno <(del Signore^ e della

Hypapanli

o Purificazione, per

non parlare
in

un tredicesimo per I'Assunzione

della Vergine,

malamente aggiunto

margine, contro 1'idea primitiva dell'apocrifo (12 mesi, 12 digiuni). Inoltre, dove il latino ha giustamente ante, il greco legge invariabilmente wpwrt,
quasi
festa
si

tratti

del

primo venerdi cadente nel periodo denominato dalla

cessivo.

(come in T/J TupwrTi TrapscT/.su?) TOO {/.apTiou), ossia nel venerdi sucAvrebbe mai indotto a cio 1' interpolate) digiuno della Nativita di
la festa,

Maria; digiuno che praticato avanti

sarebbe sempre caduto nel

primo venerdi di Settembre, gia senz'altro riservato? Checche sia, e pur rnantenuto 1'ordine del calendario latino da Marzo a Febbraio; cio che e
indizio dell'origine

non greca dell'apocrifo. Gia sopra ho notato due particolari, che invano
il

si

cercherebbero

nell'ed. del Pitra: 1'accenno a Pietro e

e tutto. Egli, senza dir nulla, ha da una disordinatissima accozzaglia di

digiuno dell'Assunta. Ne questo omesso affatto 1' ultima parte, cOstituita


tutti gli

avvenimenti fausti o

nefasti>

che
i

il

falsario finge di sapere avvenuti in venerdi per

conchiuderne dovere
altri della

cristiani digiunare in detto giorno piuttosto


,

che negli
,

settimana.

Questa parte senza corrispondente nel latino pare la motivazione del precetto, sebbene sembri strano s'invochino fausti avvenimenti (come
1'ingresso degli Israeliti
nella

terra

promessa) a

ragione
,

di

digiuno, e
,

sebbene non

un parallelo tra fatti e digiuni vale a dire la data mensile dei digiuni non sia determinata da quella dei fatti. Checche sia di cio, 1'idea generale ricorre anche altrove, e in particolare poi (a prescindere dal fatto della crocifissione di N. Signore, che si adduce comuci

sia

nemente per ragione


venerdi

di

digiuno)
col

si

trova addotto come perpetrato


il

in

digiuno peccato d'Adamo anche nelDidascalia del cod. Vatic, gr. 2072, sec. XI *. 1'apocrifa Che dall' engine avesse il nostro apocrifo una tale motivazione, io

ed in connessione

179 V xal 6ta TOUTS, dice


xapSia;
vr.aTEUws
xai

il

Signoro a
o

S.
TTI

Andrea,

ijKx*apio;
5'
x.ai

larw
TTI
<

avftpwirs;

jAJTa

siXixpivris

irpoau-/.5a3^s;
6

(cod. TC)

ru-spa,
x.al

i!;atpsT(.>;

(s^spaiTs;) Si TpiaiAajcapiaTo; IOTIV


OTI 6i
PIO'J
Jx.Tr,

avOpwiro?

irsptTraTw'*

auTaT; ev vraTtiai; T&3 j;j>.0ew


JCTX.

irpons-JxaT;.

raj'pa l^pXioOTi

'A64p. TOU wapaSeiaou,


sjcsT^ac
x.ai

a:

l/c

T^-V fyv/jiv

TOU
C.

{/.aTaio-j

TSUTi'j 'jiravTwat-*

auT^

TrpoairtirTs-JdiN

auT^

Cfr.

PlTRA

o.

421.

Ho

tacitamento corretto

gli orrori piu maiiifesti di scriltura.

210
ii":i

ADDENDA ET CORRIGENDA.
nso
afTerinarlo, o

t'sto

latino pervenutoci

dall'arbitrio

escluderlo per la mancanza d'essa nel mancanza cho puo derivare da puro accidente d'un copistu. Non credo nemmaneo utile sofTennanni a
; '
'

nemmeno

rieorcare la verita della data


iiionte

venerdi

assognata a certi

fatti,

probabil-

a sola fantasia e per influsso delle superstizioni volgari sul venerdi giorno nefaslo. Forse 1'apocrifo, piu che per altro, ha valore come testimonio molto prolisso di questi pregiudizi.
tosto

Kiproduco quindi, sebbene renda troppo lunga ragginnta, 1'intero greco in tutto 1'orrore della sua grufia, che e inutile e forse nenunetio

consigliabile di ridurre aH'ortografia

comune.

Tty.v.

Iv7.y6i KV/j[/,oi;
/.-/I

s/.

~y.y. Pwf/.oig aveay.Oov e/c TOU |xou Oiiwv yprowv, on zi^i SwSsx.x ^y.pa'jX.suscl TOO

eav OMAa;v) 6 y^p-.TTiavo;


y.'j.y.^r^j.y.-y.
/.y.l

aaira

st>//ix.pivo7; x,ap^tx:,

s^ayopsuTat TS
x.ai desert,

v/i<7TS'j7si

a/pi? ea-epy.; sv

aproj
,

6u
[/.-/)

{/.v/i^Osi

on ev ryj TS^SUTTJ aJTod x.'jp-.oc xy.apT'.wv aj-oo' aA^z yivoiTx.STOi TOU 00 irapaXdt^oufft TV;V ^'J///) v K'JTOU x.xt e~apou<yi aurviv ev ayy:).oi TOU apaStiTO'j. Tp'j-pyj
TWV
'Ev BOttTl.

oi

T-/I
T-/J

T^pwrt TOO eu7.yysXiay.oD.


fisyx

TTJ
TTI

a Tot; K
a'

TVJ;
TTJ;

v.

Tvj

XpiffTOu

ycw/^sog

*.

Tofj
T'/j
T-/I

Ilpo^poy.ou.

a TOiv ayi'wv acTcouToXwv FlsTpoQ x.ai IIxoXou. 2 KO&Ti*Tfj( %-/i;/.c<7S(o; T?J; OSOTOX.OU
.

Ty;
T'/j

a a

TVJ;
r?Js

yiVvvjTSo; TVJ;
XpicrroO ysvwiTSo:.

TYJ

Tvl;

^x~rc7so;.
T'Tj;
i[i

Kal

T))

a
ai

UTcOTrxvT-/);.

Trapiirx.suai et7:v, ai'nvs; opetXoucri <p'j>.a/^6y;vai Trapa


(/.gyaXoi;

TWV
TVJ

I/STX
77apa7>c<('jy,)>
Iip7.-/)>>
vi

euXa^ia;.

x,at

Ssi 7]y.a; TrXeov


EV

v/iareuetv
voy-Epa

ev
ot

sv

rat; aXXai; viy-Epat;,


EI;

on

TC
'

TrapT.TX.i'jy;

uiol

EiTy-XOoaav
ETrXaaOy)

T/,V
TVJ

yy^v

rfj;

-ayysXtai;
Tny-epst

EV TVJ

Tvapaa/Ccuy;
x.3ci

r,a;a
K'/.iv

'A^xy.

EV

7:apxT/.u/i

6 'A&ay.

vifAaprsv,

Linea scancellata.
Liuea aggiunta in calce alia pagina.

ADDENDA ET CORRIGENDA.
cT'py.^iV

241
ETri.'

TOV K$eAfOV auToO,


6 fif/.spa

y,at

x.aTax.V/iTy.o; yiXOsv
x,at

TTJV

y^v'.ev

TV)

Traps'.'Tx.s'jy]

&xui$

<79a;Ev TOV FoXixO,


loJ<^avv/;c)> 6

6 'H^i'a;

dcTUEx.al'paAy,^;

TOD;

T<Z'

<];cu$o-p<(o^r,Ta:)>, x.at

(ia-TiTTr,; xicixotl<paAifta6i), scat


'/if/ipx 7t2pa<r/.Euy)

6 x.upio; v;[/.wv Ivicrou;


EC;

XpiTTo; foraupaOi]

x.at sv

avsV^Oy)

TOV oupavov

-^

ayio; llTpo:,
EAiOo^oXiTO-/;
/iv-Epsc

x.ac

7Ta[ip60r, 6 uwtpayfa OEOTOX.O:, r^.ipv, TrapafjX.sur, 1o x.ac EV ay to ? HauXo: a77x.O7.7t70-/i r,;/spa -y.zy.ny.z-y^

x.ai EV

ayto; ir(pavo;
6

ai ('jXsct

wapaTXSui] 75oX{A*Aff TOO

Eacpa^E 'AVTI'^PICTO: x.ara 'Iv/w^


,

x.at

'HpoiSv;?

ra

op(p'/i

x.7.i

x.at IIliou x.ai Tra-rxi

Ancora
Mi valgo
argomento, che
critica

sul

frammento Agobardino d'Jreneo.


occasione, che

della
trattai

pi'ima
in

fine all'opusc.
(p.

mi capita, per ritoccare un D' alcuni nuovi sussidi per la

del

teslo

di S.

una singolai'e comune, quanto da quella di Rufino h. e. IV 14; e congetturai che in " un estratto ledele di una versione o almeno Agobardo ci rimanesse
citazione
III

Cipriano d'Ireneo

100-108). Rilevai ivi in Agobardo 3, 4, discorde tanto dalla lezione

una recensione divers a dalla volgata (p. 105). In seguito esposi mi pareva favorire 1'ipotesi di un' altra versione diversa dalla quanto
di

"

volgata, fatta in Africa secondo


fei'enze piccolissime di

difLOOFS, inculcando segnatamente le consuetudine, di cui gli autori stessi sogliono essere
il

"

come nel maneggio delle particelle. Lo HARNACK, buon giudice, accenno di passaggio, che per allora gli 2 Piu a lungo sembrava inverisimile la possibilita della doppia versione ne discusse il ch. C. H. TURNER in una recensione benevolissima, nella quale rilevo le affinita del frammento con le lezioni deH'ottimo codice C d'Ireneo,
incoscienti ",
.

finora

dovute

non bene apprezzato, ed infer! che le rimanenti discrepanze sono non gia ad altra versione o recensione, ma ad Agobardo stesso,

" dal derive parte da Rufino, parte greco Ireneo sia direttamente sia mediante Eusebio ", e parte le indusse egli con ritocchi di grammatica

che

le

e di stile
lo

3
.

m'auguro

non

fosse altro, per

tacere, che la
ficolta, le quali

gran cuore, che 1'egregio amico abbia tutta la ragione, non dover piangere una perdita di piu. Pero non posso maniera sua di concepire la cosa mi presenta alcune difdi

brevemente espongo affinchc vengano


difficolta

sciolte

una volta
si

per sempre.

La prima

e a supporre,

che nel

sec.

IX a Lione

con-

Theolorj. Lileradirzeitung, 2 Sept. 1899, col. 517.


Iu the Journal

of Theological Studies

II

(1900) 147-148. 10

242
servasse e
si

ADDENDA ET CORRIGENDA.
usasse ancora 1'originale greco d'Ireneo
',

almeno
e
di

il

testo

givro della storia ecclesiastica d'Eusebio.


all'infuori
di

Dove

n' e egli

qualche traccia,
capitale

questa
altrimenti
il

presunta?

Lo stabilimento

del

fatto

importanza:
varianti,

per cui

rimane un enigma 1'origine delle notevolissime frammento e piu vicino all'originale greco.

difficolta e a supporre, die Agobardo abbia avuto, non dico la cognizioije della lingua greca (cio che non oserei affermare), ma il tempo e 1'idea d'un lavoro critico qual e di restituire il testo di C, ricorrendo al greco d'Ireneo o d'Eusebio ed insieme al latino di Rufino.

La seconda

Se

si

trait asse dell'opera intera o di

risimile,

ma

un lungo tratto, sarebbe meno inveper un piccolo frammento, citato soltanto d'occasione, stento

assai a

Si dia

persuadermene. pur anche quasto.

Ma

allora,

come non adotto Agobardo

la

fraso rufiniana per iens lavari e simili, e invece ne conio delle nuove? come e donde scelse in condiscipulalu, collocatus, luculenter teslalus,

incharaocanli
di

2
,

tali

parole e frasi, che sanno piu d'arcaico, o almeno

singolare, e solo verbalmente,

non nel
di

sigtiificato,

s'avvicinano
3

di piii in altre

al

greco? donde quel curioso trasporto

minutissime particelle

equivalent!?

Ragioni d'asserire, che Agobardo poco lodevolmente s'arbitrasse

di

ritocrare a gusto suo nella grammatics e nello stile i testi citati da lui, io almeno non ne conosco, e pero non ardisco accusarnelo. Ma quand' anche se ne trovassero esempi, resterebbe sempre a provare, die Agobardo o

Floro negli scritti propri prediligono le particelle, le parole e le frasi indicate anziche le altre piu comuni della versiono conosciuta d' Lreneo e
di

Rufino, se pur si vuole convincerli autori della sostituzione. Io confido, che il Turner dissipera questi dubbi, forse non

propri

di

me

solo.

Altrimenti, e difficile

resistere al sospetto, che

il

frammento

d'Agobardo

sia d'un'altra versione o

d'una recensione molto differente;

fosse poi di tutta 1'opera d'Ireneo o d'una parte, o finalmente anche del solo nostro passo, possibilmente derivato in da antico scrittore

Ag.

qualche

perduto, che 1'avesse di suo direttamente tradotto dal greco. In quest' ultima supposizione la perdita si ridurrebbe a poco per riguardo ad Ireneo, e

Sill

fine del soc.

passo di Gregorio Magno, donde il MASSCKT uteri va, che in Liouc alia VI maiicavauo gli scritti d' Ireneo, io 1:011 insisto per la ragione che osposi
i

5 del mio opuscolo. ib. n. 3 rileva cho il RONSCH non pud aver conosciuto la parola dalle note dello Stieren. Io, non avendo 1'ed. dello St., dovetti limitarmi a lanciare un " forse ", caduto non giusto.
p.

104
2

n.

TURNER

Cfr. in proposito,

ma

Lexicogr.
eccl.

XI 577; A. WILMART

public par I'Jnstitut

WOLKFLIN \\Q\YArchio fur Pas Novation nel Bulletin de catholique de Toulouse I (1900) 290 ss.
per tutt'altro scopo, E.
e P. BATIKFOL

latein.

Litter.

ADDENDA ET CORRIGENDA.
cadrcbbe
la

243

congettura dell'esistenza d'una qualunque altra versione, galsia delle varie supposizioni imaginabili,

licana o no.

Checche
nodo
stia

me

pare, die

il

proprio nel definire la natura

della recensione, diciamola cosi,

agobardina; e quanto al resto, forse potra dar luce quel codice C, che a sua volta ne ha rice vu to non poca dal nostro frammento Se'le singolarita d'esso rilevate nel breve passo persistessero costanteraente, quale cagione se ne puo con probabilita supporre? Una delle due: o C e testil
.

monio piu puro della versione volgata, o no;


I'influsso di

e allora

ha dovuto subire

qualche concorrente

di questa,

o di qualche revisione. Nella

ipotesi e richiesta la persistenza della cagione, ossia della di versa intograle traduzione o recensione. Ma naturalmenle lulto cio dipende dal giudizio suH'indole del codice C, e il giudizio non lo puo dare se non chi
lo

seconda

conosce a fondo, come

il

Loofs ed

il

Turner

2
.

11

canone ebraico della e*Aoy/] y^7swv attribuita ad Anastasio prete.

Come
di p.

inedita e mirabilmente Concorde cogli ultimi cap: della


il

Clams

Melitone,

Pitra

407-410, una che non posso passare sotto


Infatti
il

pubblico importantissimo cod. Vat. gr. 2200 \ lisla dei libri del V. T. coi loro nomi ebraici e greci,
dall*

silenzio,

stesso d'Epifnnio, e precisamente

perche non e altro se non il canone un estratto del 1. cle mcns. el pondcribus.
-

TST'jrwT*'.)
p.

di

lungo tratto p. 1 40-141 &


2.

'A&y.
4

TX

lin.
y^o/i

20

Travirx -^atv TrpoXsXsi-Tai (cod. 7:poe identico ai cc. 22 21- 24 i, ed. Lag.

17873-

1792"'.

La chiusa
3 del
c.

identica ai
1

c. 1

Ss TOV <piAoAoyov - wpopp-^tis e del pari (Lag. 152 4-s). E del passo intermedio le prime

TURNER

1.

Nel mio opuse.

p.

107, n. 3 rilevai in

Agobardo alcuno

citazioni

bibliche di

versioni antegerouiiniane, e segnamonto di tre del Peutatetico congottiirai fossero tratto dalla parte pei'duta dol Pentatetico di Lione. Nella parto teste ricuperata e pubblicata da U. ROBKKT Heptatiuchi partis posterioris versio latino, antiquissima c codice Lugdu-

nensi (1900) 32. 36 occorrono due dei passi prcdetti. L'uno, Deuter. 28 17, e porfettamente identico; 1'alti'O, ib. v. 59, in voce di plagas verissimas et infirmitates veras,

suona affatto diversamente playns magnas et mirabiles, cl infirmitates malas Anche qui dunque dobbiamo ricorrore ad un' altra ignota.
3

et

aceroas.

Anal, sacra

II

140-141:

cfr.

pp.

128-129.

II

titolo

suona
1

cosi,

come a nn

diprosso noi capitoli del principio editi dal Trot;' 'E,Spaii'.; Ptfixiuv i'lrw; aOra /.aXouaiv, x,ai
scat

Mai
7r-:i

Script, vet. nov. coll. VII 3: Htpt TWV


o'jirvirTuv Xi'^eto
*

Iv

T^ ^pa'^i XCIJAEVWV
i

svsaaTuv
4

xat

aTjAavTpwv (ora.

I'itra) xat Tript ijit9as5. II Pitra

non ha pubblicato

Su esso
c. p. v.

cfr.

PITRA Anal, sacra


collezione fu edita

et class, p.

xxxiu
il

ss.

con tavola fotografica e

MAI

t.

La

ed e nota sotto

titolo

Antiquorum Patrum

doctrina de Verbi incarnatione.

ADDENDA ET CORRIGENDA.
parolo
si<7i

a7rox.pu po)v,

clie in sostanza

ripetono la finale del

c. 4,

sono

da Haer. VIII G (P. G. XLI 214 B); e le poche seguonti anch'esse derivano da qualclie altro luogo, che non ho ora probabilmonte
tratte alia leltora
1'agio di

riscontrare.
il

Siccome
il

Pitra, clie del resto dice e


in rnodo

non dice, ha collocato nella

che taluno puo dubitarlo dello stesso autore del stanipa sui vari nomi di Gesu e di Maria, e siccome per autore capitolo precedente di questo capitolo ha indicato un Anastasio monaco per nessun' altra canone
'

ragione, credo, che quella addotta

dal

Mai per attribuire ad Anaslasio


inutile

prele la
sia

e/.Xoyv)

ypv^swv;

cosi

non sara

avvertire espressamente
1'

nulla esservi nel codice che provi essere d'Anastasio sia


i

intera collezione

capitoli 38. 39.

A
del de

guardare 1'edizione, numerose assai sarebbero

le variant! dal testo

Lagarde;
-

ma
22

lista di inesattezze nella

una pura apparenza, come risulta dalla seguenle - 21 stampa. P. 140 20 craXsS: corr. ^.y.\y. Apo'jy
:

corr.

-spo'jy^

Ia-/.(o[i

add.
> >

yevesOai
-

corr.

yevcai

aOt,

corr.
-

<V>aSi 141 a corr.


in
-

7vX<7r,[/.coO:

cod.
- 4-6

elicr/i^wO
>

sXsQe^opij: corr.
$<x.<ji\.
(3',

e>eSs^ap>j.
11

<7<pepTsX>.i|jt,

&ao o ouo sAO',r/i>.


o".

Sa^aXa^fx,
10

fixsiX. y',

aip-/;v

rty,xaaXa>0 cripx- H-ie ftaOapafftapa StoSs/.a-popviTov ^upe tuiou lepsaio-j. ^is^s'/civiX - n - is - 10 Se^Ovio - 20 Ss : corr. y.i t^sx.f/)X. Savir,). ScdSpa Sy.Sc'iSpa.
12

marg. add.

ay,aXayr,p..

fiaccX.

- 9

Sx.osXsO -

2.->

/.at

Tf,

s::K7~oXf

affalto

la

liiinanguno tuttuvia due variant! notevoli, che tolgono singolarita, di cui s' e discorso sopra a p. 23 ss. Giobbe e il
.
(

Rut e Samuele, e i Paralipomeni seguono, Re. Avieuimo per avventura qui 1'ordine primitivo d'Epifanio? o piuttosto una riduzione di lui ad un ordine piu comune?
non precedono
i

Salterio sono post! insieme fra


libri dei

Io inclino

alia

perche tanto la nelle due singolarita,


ai

seconda piuttosto che alia prima supposizione, sia redazione greca vulgata qnanto la siriaca sono concordi
sia

perche la strana precedenza dei Paralipomeni

ricorre un' altra volta nell'opuscolo d'Epifanio, al c. 4. La corre- che e zione nell'estratto della catena dogmatica posteriore a S. Massimo

Re

almeno
in

si comprende di gran lunga piu facilmente, che non la corruzione due diversi luoghi dell'opuscolo e ne' due archetipi diversi, da cui procedono e la redazione vulgata e la siriaca. Laonde non oserei mutare molto

in

quanto gia osservai.

Ma se per 1'obbietto nostro 1'estratto non ha conseguenza, ne ha invece non poca per la critica del testo di S. Epifanio, attesoche esso s' avvicina di piu alia versione siriaca, e riesce a colmare una lacuna del greco del de Lagarde. Difatti a 178 so-ss omette 1'alfabeto che manca
p.

ebraico,

II

LOOKS

la erode coraposta fra


Lilt.

il

GG2 e

il

079. Cfr.

EHRHARD

in

Krurabacher

Gesch. d. byzant.

208.

ADDENDA ET CORRIGENDA.
pure nel testo della versione siriaca, e v' e solo segno pero questo che gia c' era o nel
Parimenti
s
'

245
al

margine
o
nel

in

greca

scrittura

testo

margine
(iiV/.v..

ilell'airhetipo.
x.[i',
'/.'(,'

la

;/iv

oO*7xi, 7,$

condizione del seguente 23 xX>.x y.xi XJTOI: ipiQ{/.o6fAevat Six TO $HCAo090ai ~?p
vouv,
Trap'
<pi,

-VTS
aJTX
x/i

770',/eTx, o

771

xXX'

~tS})
y.xt

yay. SiTCAoOvrai
y.[i

(sic), t/.ea,

xSt suppone

non gia

il

greco altualo

TUSVTS

aJTOt; TTOtysTx, ctx.oai


y.xt

7x

y.3ti

ovra,

si;

KffOTtXoOvTaH, TOUTOU yaptv


il

TX;

pi^).o-j;

x^ OUTX;

7:swo'/ox.x<7iv,

ma

siriaco cosi tradotto dal

sind,

22

alter cjezalt

wcrdcn,

ireil

aucli

werdcn (chaf i$t doppclt und mem so werden auch dicse biicher gezdll. Da ultimo la redazione dei 31-35
quella della versione siriaca, e

de Lagarde: c/a sie 21 zwar 5 buchslaben bei inen vcrdoppclt und nun und phe und sadc) denn
:

del

c.

23 suppone senza

fallo

non

della vulgata greca,

come appare
[/.o^ix,

dal

confronto dei tro


3I

testi.

Yulg.
T>,V

...

fj

x.x^sfTxi
...

Tirxp'

'E^pxi'ot; p.6^r,,

wxp'*EXX7j<Tt $z
sie

Six

rpavorriTx. Syr. hatlen, ao^ix nennen. Ps. Anast.


S3

welchen die
...

Griechen, nachdem
(jioSiov

tlbcrsctzt

f5i,
S4

"EXXijve? Ss

Vulg.

...

Syr. dasjcnige teas wird, gedolmelscht aber vom hebraischen genannt 31 c/enn ?/yenn d^r' moditis niclit griechisch S^IID, welches NS~D 5^. der welcher nimml niclit ein Ich bin gefullf warden isl, gestehl
lleTTXvipwy.xi.
y.at
...

on

35

sp^YivsooTxt 6|j.oXoyix. 36 y.x/ciTxt (manca).

7:XY)p6>0t;

yap

Si

hebrdisch

SN1D

35

gefidlt.

nach andern dolmelschungen aber wird er


y^p--.

verschiedentlicli

bennant. M xaXtTTw

Ps. Anast. 8

pjjt,7)v'jTxi

EX.

T^

XoyEf,
2

TTI

w
[A7}oi.

xv

yxp

f/.vj

TTAvipojOY)

[/.o&io;,

yap...

L'estratto quindi, sebbene breve,

ha non poco pregio per

la critica

dell'opuscolo d' Epifanio.

1 ot Pilra, e cosi a primo asjietto il codice per la dimeutican/.a del secondo punto uella nota tachigrafica di EOTI (/.). 5 eart sembra usalo invariabilinente como TSUTSOTI.

Ho

correlto tacitatueute gli en-ori della stampa.

1NDICB DEI CODICI R1CORDATI

L'esponente indica

le

note.

Per

certi MISS., de' quali ignoro la fine (ad es., di quello dell' Offenbach), lascio

1'indicazione della citta dove esislevano

un tempo.

Angers.
Cod. 14,
p.

114.

Capitolo. Cod. 500,

Augusta.
Cod. gia Aiigustano,
p.

Lucca. 3 p. 75 Messina.
S.

79.

175.

Universita.
p.

Codd.

Salvaloro

29.

30,

Bologna.
Universita, cod. 2499, gia di S. Salvatore,

169ss.

Milano.
Archivio del Capitolo di S. Ambrogio, p. 134. Bibl. Ambrosiana B 106 sup., p. 32 ss. 153ss.
176.

176*.

Escnriale.
Cod. T-II-7, T-I-3,
p.
p.

91

ss.

176*. 173*.

B
16

124 sup.,
sup. (v.

p.

176.

M'-III-IO, p.

CERIANI Codex
.

12-IV-6, p. 176*.

Descrizioni di piu codici fatta da D. Colvill,


p.

2 Syro-hexapl. 4 b), p. 44 47 sup., p. 173.

173<.

174 ?

176*.

39 sup. (palins. delle


6, 3, p.

Firenze.
Bibl.

Laurenziana Pint,

28

ss.

E*aple), p. 10'. 14ss. 40. Q 114 sup., p. 91 173'.


.

70, 7, p. 57 '.
S.

174*. 176*.

Gioce (Pint.

14,

1),

p.

141.

257

inf., p.

87. 91ss. 227.

Med.

Fesiil. 39, p.

141 3 .

Monaco.
Bibl. reale. Cod. gr.
p.

Francoforte sul Meno.


Cod. gr.
B.bl.
1 1

gia

dell'

Offenbach,
di S.

179.
lat.

s 66, p. 183 . 189. 175. 556, p.

Geneva.
nrbana dei Mission,
p.

5398,

p.

141.

Carlo cod.

Mosca.
Bibl. della S. Sinodo. Cod. 367, p. 215.

Saul. gr. 27,

189.

190.

Gerusalemme.
Patriarcato. Cod. Sabbait. 30, p. 215.

394,

p.

187.

Oxford.
Bibl. Bodleiana. Cod. misc. 5, p. 153 ss.
x>

Kiew.
Cod. bulgai-ico gia 1 p. 176
.

d'

Eugcnio metropolita,

G. Langbaini adversaria 11,


p.

1692

. Eptateuco, p. Bibl. de' PP. Maristi

Lione. 243 2
di

Parigi.
Bibl. Nazionale. Cod. gr.
3 163, p. 28 .

Cod. di Leidrado,
British

p.

Sainte-Foi-les-I.yon. 113. 116 4


.

929, p. 63.

>
lat.

2286,
1451,

p.
p.

74 s

Londra.
Museum.
Saltcrio di
S.
I),

1161 120 1

Agostino
p.

Coislin. gr. 7, p. 82*.

(Cotton ms. Vespasian A.

113ss.

>

190, p. 179.

248
Patmos.
Cod. 263,
p. 27.

1NDICE DEI CODICI RICORDATI.


Bibl. Vaticana. Vat. gr. 2200, p.

243
174.

ss.

2302,

Pistoia.
Bibl. del Capitolo. Cod. 99,
p.

Vat.
110'.

lat.

248,

p.

76.
p.

314. 325,

137ss.

Roma.
Bibl. Angelica. C. 7.
10, p,

383-386,

p.

UOss.
.

62 2

543,
p. 99 ss.
.

p.

140 2

>

Baiberiuiana. Papiro d'llario, 2 III. 59, p. 170 >

3838, > 64 4825,


76.

ss.

>
100

III.

2 67, p. 147

175.

del Capitolo di S. Pietro. Cod. d'llario,


'

5269, Ottobon. gr.

140'.
1,

p.

211.

p.

ss.

167, p. 9*.

del Collegio
p.

Romano. Cod. smarrito,


153 2
.

398,
Palat. gr.

p.

1.

3'.

87'. 227.

150.

del Sadoleto. Cod. perduto, p.


Bibl. Vaticana. Vat. gr.

44,

p.

147
.

ss.

61, p. 183*.

167 a

175.

>

> *

331,
338,

82ss.237.238.
237.
170'.

152, p. 238.

257,
176.
.

p.

174. 179.

342, 511,
619,

>

lat.

4 187, p. 116 .

183 1 . 209 2
150.

1449, p. 76

ss.

Regin. gr. 39. 40,


.

p. 146.

752,
754, 1296,
1422,
1538,
1608,

174 2
1

147 2. 167. 175.


1
.

ss.

42

44 1

lat.

524,

p.

238.
.

210.

Urbin.
170*.

lat.

1 440, p. 140

28 3

Sinai.
Cod. 383,
p.

238.
212.

183.

Torino.
Bibl. Na/,ionale.

1810,
1838,

211.

Cod. gr. 342,

p.

174 2

183ss.
211.

Venezia.
Cod. gia Giustiniani, p. 175. Cod. Marciano gr. 15, p. 238.
534, p. 238. 5 535, p. 147

1842,
1853.

213ss.
212. 212.

1855,
1864,

175 3

1868,
1871,
1876,

209 2
210.

31 (Nan. 24), p. 145 1 147 3 176.


.

212.
212.

38 (Nan. 31), Marc.


175.

p. 147. 178.
I

1882,
1892,

Cod. Nan.
.

'gr- 24. 31 v.

31. 38.

209 2
211.

22, p.

2 1895, > 209

Vienna.
Bibl. Irnperiale. Cod. theol. gr. 5, p.

1926,

82 2

2000,
2011,

209*.
209*. 80. 239.
^>

361,
lat.

p. 176.
.

903,

p.

109 3

2072, 2087,

1861 (Salterio Caroline), p.

209.
2092

116.
d'llass.

2115, > 200 2 .


> .

2160* (papiro
rio), p.

99

INDICE DEGLI SCR1TTI


citati in

Antimo, Esichio (esclusi

Salmi),

Martyrinm Trophimi

Pasquale

Exod. 224, 9 is,

p. p.

225.

lo.
cfr.

14

9,

p.

234.
164.

225
20

22

2
.

Act. 4
p.

24-26, p.
p.

20

4 (su

3 cfr.

102 1 ),

231. 234.

746,

165.
p.

25 n,
(28
Levit.
17.

cfr.

p.

234.
p.

1322-45,

156.

161.

59 cfr.
p.

243 2 ).
lac.

1729,

p.

233.

13

40,

161.
p.

10,

p.
13,

231.
p.

Deuter. 4

12 ss., 7-9, p.
p.
p.

232. 234.
<.

2 Petr. 3
1

230.

23

lo.

i,

p.

228.
161.

2726, Regn. 230,

231.
159.

ludae

v.
1

11, p.
25,
19,

Rom.

p. p.

233. 231.

3
1

428, p. 157.
Paral. 16 4-7, p. 164.

3 6
1

14,
7, s,

p. p.
p.

232.
155.

e,

p.

160.
p.
p.

Cor. 2

20

19,

160.

229. 229.

2930,

160.
167.

12s,
13
12,

p. p.

35
Ps.
18
4,

15,

p.

230.
p.

p.

95.
p.

15
161.

19. 51-52,
7,

230.

Prov. 17 n,

2 Cor. 5
Ephes. 2
4 4

p.

230.
4,

Eccl. 224, p. 225.

Gal. 3 23-25. 5
15, 5,

p.

232.

Amos

10,
1

p.

161.
p.

p.
p.

232.
95.

Malach.
Esa. 6

n,
2,

95.

4
3,

p. 155.

13,

p.

233.

p.

229.
p.

Phil. 2 6-7, p. 234.


161.

152, 40 r>,
Ezech. 2
7 lerem. 38

cfr.

Col.

26, p7,
5.

155.
165.
i,

p. 95.
i,

Hebr. 4

p.

p.

229.
p.

8
161.

10

p.

235.

is,

cfr.

31-32, p. 232.
1-24.

Malth.

14

-8 n,
81).

cfr.

p.

213.

Apelle eret., p. 98. Asterio Ariano, p. 97.


Difilo fr. spurio, p. 223.

(4

n,

cfr.

p.

1042,

p. 156. cfr.

2628,

p.

232.

Epicarmo fr., p. 223. Ermete Trismegisto, p. 97.

98.

Marc.

4 24, cfr. p. 232.


16.

Luc. 16

2439,
lo.
1

p.

2220, p. 232. 228.

Eusebio Cesar., p. 97. 156-157. Filemone v. Difilo.

Omero A
p.

286.
3
).

392-400,

p.

223. 224

(cfr.

is,
ifi.

p.
is,

97. 228.
p-

22

97

Pindaro

fr.

142, p. 224.
p.

424, p. 231. 5 3 7, p. 233. 234. 9a*-38, p. 231.

Platone Gorgia,
Leggi,

97, 225.

p.

224. 226.

13

i,

p.

159.

Timeo, p. 97. Valentino erot. -aifi TWV Tpiwv puswv,

p.

96.

INDICE DEI NOMI E DELLE COSE

Acta o vile di santi ecc. Acta Andreae et Matthiae, p. 2092 s Ioannis,p. 209 (avavr.). 211 (i
:

Vita ecc. Nicol6 Mir., p. 209*. 212. de' ss. Padri, p. 209 2
.

Pafiuizio anac., p. 213.

Philippi, p. 211.
)>
;>

Pancrazio

di

Tanromenio,
.

p.

209 2

Pilati, p. 211.

Paolo
.

ap., p. 212.

Thomae,

p.

2092

Vita, passione,
p. 209*.

encomio.

Andrea

ap.,

Paolo Tebano, p. 209 2 Quaranta martiri, p. 209 2 Senofonte e figli, p. 209 2


Simeole Sal us,
:>

Areadne,
v

p.

213.

p.

209*.

>

Barlaam e losafat, p. 209*. Bartolommeo ap., p. 212.


(Basilic?
cfr.

(Taddeo,
Tecla,
p.

cfr.

p. 211).

213. 215*.

->

p. 211).

Trifone, p. 212.

^>

Biagio, p. 212. e Damiano, p. 209*. tan ti no o Irene, cfr. p. 212). (Cos

Trofimo,
(Zaccaria, Abgaro, p. 209*.

p.

213ss.
p.

Cosma

cfr.

212).

(Crescenzio, Dioscoride,

cfr. p. 212).

Agapio manicheo
Agatangelo,
p.

lirraXofo;,

p.

91*.

Demetrio,

p.

209*.
.

214.

2 Domezio, p. 209 Dormienti VII, p. 212.

Agobardo
Alogio
(?)

S.,
1

p.

241
ss.

ss.

Alleluia, p.

17

Eleuterio
Epifanio,
>

p.,

p.

21
.

1.

p.

2092

An;istasio prete,

manicheo, p. p. 243

91*.
ss.

Eustra/.io, Aussen/.io ecc., p. 209*.

Andrea

>

>

Giacomo magg., p. 212. Giacomo min., p. 212.


Giorgio,
p.

Aneddoti pretesi, p. 9a 168*. 174. 243 ss.

Cret. encom. di S. Nicolo, p. 209*. . 27. 74. 150. 152*.

209 2

Aniano,
cfr.

p.

140

ss.

*>

Giovanni

ap., p. 213. 214.

->

>>

(Giovanni Battieta, p. 212). Giovanni Elera., p. 209*. 211.

Anonimo contra arrianos, p. Anonimo ariano in Lucam,


Anon, ariano
fr.

100*. 102'.
p.

104 2

127 2

dogm. (sccondo FR. KAUFF\Vulfila


p.

:>

Gregorio Illtiminatore,
la,
p.

p.

214*.

MANN Aus dcr Schule des


sarebbo Massimino),
p.

LVII

213. 214.
p.

112.
1
.

133'.

>

Lucia,

209*.
p.

Macario rom.,
>

209*. 211.

Anonimo del Corderio, p. 172 Antimo Nicomed. lettere, p. 89.


de
s.

y>

Marco ev., p. 212. Maria Verg., p. 2092


Marina,
p.

ecclesia, p. 87
p.

ss.

211.

Apelle eret,
Apollinare
fr.

88.
p.

s>

210.

dubbi sui Salmi,


187.

172

1 .

Massimo

conf., p. 209*.

Areta, p. 37*.

1 Sono di proposito omessi i nomi degli autori modern! citati. Ho piultoslo ahbondato in rilevare le oss-rvazioni incidentemente fatie circa soggetti, che ineno vi si potevano attendero. Ho precisato talune

iinlic:uioni dimenticate.

INDICK DEI NOMI E DELLE COSE.


Aristea,
p.

115.

Aaoo'josu.oo7)X,

p.

19.

244.
p.

Atanasio

Ales,

do
p.

titulis

Psalm,
in

spur.,

145

ss.

AaQapiaaapa, oaOapacriapa, Damaso, p. 113 ss.

19. 244.

van comm.
p.
fr.
1

Psalm.

*,

Diapsalma,
Didascalia

p.

167*. 175.
.

72

ss.

dubbi e

sp., p. 44*.
p.

172

1
.

s Veron., p. 19 Didascalia D. N. I. Ghr. graec., p. 80. 239'.

A post.
in

Quaost. in N. T.,
Synopsis, p. 31 Attico vicario, p. 217.
.

90. 95.

33<. 237.

Didimo Aless. 172


1
.

Psalm,

fr.

2 dubb., p. 171 .

Difilo

fr.

spurio, p. 218

ss.

Digitini nei venerdi, p.


1 Barebreo. Scoli esichiani, p. 170 .

80

ss.,

238

ss.

Dionigi Aless., p.
.

82

ss.

>

Chronicon
f
.

eccles., p.

1822

Dulcitius, p. 107.

Basilic M., p. 227

Durando Gugl.,
v.
s.

p.

75

1 .

Basilio

di
.

Seleucia

Tecla,
76.

p.

213.

215 2
Bibbia

Efrem
Maria
di,

in Psalm., p.

174*.
ss.

Belle Vallis. S.
s.

p.

'E/cXo-y^

V. T.

Canone ebraico e nomi


ss.
,

xp^ asa)N ecc., p. 243 Eliodoro pref., p. 217.

ebraici dei libri, p. 17 ss. 243

Epicarmo

fr.,

p.

218

ss.

Interpretazioni dei p. 148. 151 ss.


v.

nomi

ebraici

Epifanio de mens. et pond.,

p.

8-27. 30-38.

40
Salteiio.

167. 243
2,
p.

ss.

Quinta.
-

Salmi.

Sesta.

Haer. IX

17*.

Settanta.
BipXiOTrpaTEiov,
wpaTTi;, p.

187.

Episcopologium Aquileiense, p. 140. Eretiei ed eresie vane, p. 92 1 96 ss.


.

Bif^a'' p. 109. Burgundio Pisano. Sue version!, p. 141

Aldemarius, B. Herricus,

Ennete Trismegisto,
ss.

p. 88. 98.

Esaple, 167 b

p.
.

ss.,

28

ss.

237-238.

cfr.

anche
19.

Calendario constantinop., p. 2I6 1 . Gassiodoro in Ps. 14, p. 133'.

Esdra. Apocal., p. 63
Revelatio,
Visio, p.
p.

ss.

67'. 71. v.

74

ss.

Chronicon Gradense, 2 Cipriano S., p. 168 .


Cirillo S.
fr.

p.

140.

64

ss.

Esichio Gerosol. in Psalm.,


sp.,
p.

p.

145ss.

dubbi o

90. 95.
p.

173 2

Eugenio
p.

III.

Sua

lettera

non registrata,

Clemente

Aless., Strom.
p.

V,

218
ss.

ss.

142.
p.

Clemente Rom.,

80

ss.

238

Eusebio Cesar.,

97. 241.
12, p.

Codice Giustinianeo, p. 184. 188. 198 ss. 238. Codino G. Antiq. Constant., p. 203 1
.

h. e. I 8,

57 1

VI
'

16, p. 39'.

47

ss.

Colvill
p.

D. estr.
91*.

del

Catal.

dell' Escurialo,

173 ss
(un)
sotto

de mens. et ponder., p. 27. in Ps.,p. 44. 146 1 156. 157.


.

Comes patrimonii
p.

Giustiniano,

172'.

187.
p.

Concilio di Vaison,

123
p.
.

ss.

Eusebio
179.
.

Praep.ev.XI-XIII,p.218ss. Sebasteno v. de' SS. Eustrazio,


ecc., p.

Corderio, Catena del,

169
.

ss.

Aussenzio
Eusebio

209 8

Cosma

Indicopl., p.
S. G. in
p.

33 3 44 2

154 1

vesc., p. 83.

Crisostomo
> >

Matth. versioni latine, 140 ss.

Evagrio v. di S. Pancrazio, p. 209*. Eutimio Zigabeno in Ps., p. 29. 154. 173*.


Fotino manicheo, 183
ss.
.

fr.

encom.

dubbi sui Salmi, p. 172'. di S. Giovanni ap., p. 214.


1581, p. 141.

p.

ed. Parig.

Fozio, interpol. Cod. 139, p. 178

zionale

Or veggo che M. PAULHAHKR ha presentato alia prima sezione del V Congresso scienlifico internaflei Cattolici in Monaco una iiiemoria Der Psulmcnkommentor des hi. Athanasms.

1NDICK DEI NOMI E DKLLE COSE.


Gioigio

253
*s.
p.

(=

Origene), Scolio,
1
.

p.

44

2
.

Menologi,

p.

214

Giorgio Amai'tolo, p. -is Giorgio da Trebisoncla fr.

Metafrasto Simeone,
di

2'l9.

215. 217.

lettcra a Nip.

Metodio

S.

CP., p.

209'-.

210.
di
S.

cold V, e vorsioue del CrUost.,

140

ss.

Michele archimandrite enc.


p.

Nicold,

Giovanni cvang. Apoc. spur., p. 05 ss. sul trausito di Maria, p. 209 s Giovanni 1'ortodosso (Damascene?), p. IS.'j 2
.

209.
1
.

Moysis assumptio fr. ?, p. 67 Niceforo Blemmida, p. 29. 154 3

Giustino e Gkistiniano coatro


p.

Manichei,

184. 188.
S., p.

199
21
ss.

ss.

Girolamo

34

ss.

43

l
.

44 2 115
.

ss.

Niceforo Callisto, p. 48 ss. Niceta di Remesiana o Aquil., p. 137 ss. Niceta Serron. o Eraclcense, p. 29. 173 ss.
179.

Giuseppe

(o Giosippo) Cristiano, p.
p. 27.

38 2 237.
.

Giuseppe Ebieo, Archaeol.,


Gloria Patri... Sicut erat, 1 117ss. Gregorio I, p. 92
.

Omero,
Origene
117'.

p.

218

ss.

p.

123

ss.

fr.

sulla

VI
172 1
.

ed., p. 29-46.
p.

in

Psalmos comm. spurio,


dubbi,
p.
.

176 3

correz. a Reg.

IX

26, p.
p.

fr.
fr.

Gregorio arcidiac. e referendario,


laschar
v.

209*.

a spun', p. C
libr.
.

152*.

168 a

de
libro del Giusto, p.
ss.
1

ss.

Scripturarum,
134
.

p.

148 2

ss.

195 1

Iconoclast!, p. 227
Ilario S.

Orosio Common.,
16.

p.

ss.

do

trinit.

IV

17, p.
1
.

99

ss.

Orsenufio,

p. 83'.

85 3

iu Ps., p.

132. 133

Ireaeo S.

fr.,
fr.

p.

82.

86 2

Paolo
ss.

di

Ardeschir, Logica,

p.

1822

Agobardino, p. 241 Isidore Mercatore, p. 115ss.


Isidoro Pelusiota lett.
cit.

Paolo Persiano, p. 180 ss. Paolo prete supposto, p. 184 s


p.

nelle Catene,

85*.

Parallela sacra,

p.

179.
ss.
p.

due
nigi Aless., p. 82

lett.
ss.

attribuite a Dio-

Pauli apoc

p.

65

visio de paenis inferni,


4, 4, p.

238.

Isidoro di Siviglia

Etym. VI
II,

34 3

Pasquale
Pindaro
Platone,

lett.,

p.

227.
72.

lunilio Africino, p. 180 ss.


corr. a
22, p.
195*.
II

Petri AI>OC.,
fr.

p. 70.

142, p. 216.

2192 224.
.

falsa
p.

variante di

fin.,

p.

88

ss.

218

ss.

181 2

Prefa/.io de Trinitate, p.

104 2
p.

Priscilliano tract. IX.

X,

127

ss.

Lemnisco,

p.

167 b

tract. VIII corr. ; p.


.

133 Z
p.

Leone M. ep. 159, p. 140 s Leone V 1'Armono, p. 227. Leone amanuenso a 954, p. 211.
Leonx.io v. di Giovanni Elemos.,
Le/.ione in Priscilliano,
p.
2
.

in Ps.

2? perduto,
di S.

133 2
p.

Proclo CP.? cncom.

Nicolo,

209 s

Procopio A need.,

p.
.

202
121.

ss.

p.
.

209 2 211.
.

Psallentia,

p.

118 2

127 2

Liber Genealogus, Liber Pontificalis


p.

p.

181

Quinta
I,

edi/.ione, p.

ss.

28

ss.

40

ss.

v.

Daraasi, Caelestini

119ss.
p.
1

Libro del Giusto,

ss.

Rinocorura, p. 150. Rittershusius C., p. 178.

Romanorum
Malala
G., p. 204. 238.
p.
p.

turbatio,
p.

p.

76. 78.

Rufino Aquil.,

34'. 51 ss. 92*. 241 ss.

Manichei,

91. 183 ss. 98.


p.

Marcione,

Sadoleto G., suo cod.

perduto dei Salmi,

Mariae apoc.,

65

ss.

p.

153*.
1

Massimo

conf., p. 92. 209*.

Salmo

i,

p.

ss.

237.

254
Salmo 14 spiegato
24
>
21,
i,

INDICE DEI NOMI E DELLE COSE.


nolle catechesi, p
132.

p.
p.

1
.

140

ss. ss.

Teodoro Mopsuest. do incarnatione, p. 195. iaXII Prophetas, p. 145 2 in Psalm p. 13


. ,

1
.

Salterio.

Vane

mimeni/.ioni, p- 42

IV.

dubbi
.

in Ps., p.

172 1

Varicommontariocatene,
145
Salteri latini,
p.
ss.

p. 12Sss.

115.
.

120

ss.

1 Salteri slavi, p. 17G

Toudoro Stndita, p. 214 3 227. 235. Teodoro Tegaaiste ex consule pu, p. 184. 203 ss. 238. Teodoto Cuciirbitino ex comes Orientis pu,
p.

Saraceai,

p.

150.
p.
fr.

203

ss.

238.
p.

Sedrac. Ajoc., Seniores Alex.

64

ss.

Teodo/Jone,
150.

40. 42 2 ss.
in Ps., p.

spurio, p.
1

Timoteo

fr.

dubbi

172'.

Sesta edizione,

p.

ss.

28

ss.
.

Timoteo Const, do
Tipico Costantinop.

2 rec. haerct., p. 91 .
',

Settanta. Loro noiui,

n.

115 3

p.

214.
lisa la

Siramaco,
Sinassario,

p. p.

ss.

43.
.

Tommaso

(S.) o,

d'Aquino
p.

versione di

212. 21G 1
p,

Burgund
Ursenufio
v.

141

ss.

Siio-esaplare,

15. 29.

Suoi scoli esichiani e testo


1 originale ined. di due, p. 170
.

Orsenufio.

Suida, p. 48*.

Vaison
p.

v.

Concilio.
eiet.,
p.

Summa

Perusina,

238.

Valentino

88

ss. ss.

Tartaruchus, p. 70. Tcodoreto Graec. affect, cur., p. 211. 218 in Ps., p. 43 2 179 2
. .

Venerdi. Digiuni, p. 80 Vite di Santi v. Acta.


ss.

238

ss.

Vrsarensis lohanno^,

p.

109.

fr.

d'Origene nell'Auctar.,

p.

28

ss.

Zaccaria Mitilenco,

p.

187

ss.

194*.
p.

19G.

Teodoro

destin. di

Antimo,

p.
a.

87. 95.

anatematismi porduti,

188.

Tcodoro prete, amanuense

1173, p. 213'.

Zonara

G., p. 48. 54.

1 Agyiunirere a p. 214, che il nostro Troflmo e compagni ricorrono nel Tipico una seconda volta al 29 Setteinbre, come festeggiati insieme coi EO Martiri Palestinensi TrX^aio^ TX; a-^ia; "Awn; !v Tw At'jTc'pw (p. 10); chicsa ripetut-uncnte ricordata nel Sinassario di Sirmoncl : cfr. H. DELEHAYE Anal.

Holland.

XIV

423. 432.

INDICE

PAG.

Al lettorc
I.

vii

II.

Una congottura sopra il libro del Giusto SuI testo cbraico del Salmo 140 (141) 1
Sul
Sul canone biblico di S. Epifanio " " de mensui'is et 1. po:id. pubblicato dal Sakkelion
D'alcuni fi-arameiiti esaplari sulla
17.
-

III.

243
/7

IV.

Va

V.
VI.

Sul testo e sul senso di Euscbio H.

e.

VI a edi/iono greca della Bibbia VI 16

28
47
01

Anecdota apocrypha

latina. Visio b.

Esdrac

Revelatio Esdrae de qualitatibus anni

74
80.

Un
VII.
VIII.

apocrifo di Clemente

Romano

238

Due supposto

lettere di Dionigi Alessandrino

.82
87

IX.

X.
XI.

Anthimi Nicomediensis episcopi et martyris do sancta ecclesia Uu foglio dell'Ilario papiraceo di Vienna " de Davide " e la falsa II carme Damasiauo corrispondonza di Damaso Girolamo riguardo al Salterio
di Priscilliano popolo " Varianti d'ui codice Milanese al ' Commonitorium
I

99
e

113

due "

Ti-attati al

"

127
di

Paolo Orosio

134

XII.

Appunti su Niceta ed Aniano. Sul trattato


lationibus etc. "

di S.

Niceta " De diversis appel-

137

La
XIII.
II

versio 10 a:itica delle Omilie 9-25 " in

Matthaeum

"

di S.

Giovanni Cri140

sostomo fatta da Aniano commentario d' Esichio Gerosolimitano sui Salmi Nota dei vari commentari attribuiti ad Atanasio e ad Esichio XIV. Per la vita e gli scritti di " Paolo il Persiano ". Appunti da una disputa
di

145
172

"

XV.

Theodore o " Theodoto pu in Cod. lustin. 117, Uu' apologia antiellenica sotto forma di martirio
lettera di Pasquale
I

religione sotto Giustino e Giustiniano " "

180
26.

IV

30, 13.

IX 19,6?
.
.

202. 238

207
.

XVI. La

a Leoae

sul culto delle sacre imagini.

227 237

Addenda et corrigenda Ancora sul frammento Agobardino


11

di S.

Ireneo
.

241

canone ebraico della

l/.Xo-p

^praewv attribuita ad Anastasio preto

...
.

Indice dei codici ricordati

Indice dei luoghi citati in Antimo, Esichio, Martyriiim Trophimi e Pasquale. Indico dei nomi e delle cose
.

243 247 249


251

ADD. a

p.

120, 6
il

ss.

Veramente acceunerebbero piuttosto


il

dei Salmi tanto

fatto che

Salterio di S. Agostiuo

alia prima revisione probabilmente copiato da un

archetipo romano (Cfr. F. G. Museum. Plate X) - contiene

il

KENYON Facsimiles of Biblical MSS. in the Salterio Romano e non il Gallicano, quanto il

British

tenore

confuso della falsa corrispondenza, in cui nou e cenno di correzione precedente. .Per6 in questa, la data di luogo - Gerusalemme - ricorda la seconda correzione fatta in
Palestiua, e

non in Roma, come la prima ch'ebbe effetto cosi poco du re vole (cfr. le di Girolamo a Paola ed Eustochio: Psalterium Romae... emendaram... rursum videtis scriptonim vitio depravatum, pi usque antiquum error em quod quia quam novam emendationem valere...). Resta quindi sempre da stabilir menote parole
glio 'a quale recensione del Salterio

compaiono dapprima

uuiti la corrisponden/a e

carmi

*.

P.

210

1.

11, e

248*

1.

8 dal fondo 1895: corr. 1985.

td

POHTIFICHIIiST.TUTEOriliO.AVAl3TUO. C* 59 QUEEN'S PARK

TORONTO-5, CANADA 19510

G. H. NEWLAND: Bookbinder Caledon East, O

Bin