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P ace Benvenuta Sinistra. Ogni giorno abbiamo davanti agli occhi i drammi della guerra. Oggi

Pace

Benvenuta Sinistra.

P ace Benvenuta Sinistra. Ogni giorno abbiamo davanti agli occhi i drammi della guerra. Oggi la

Ogni giorno abbiamo davanti agli occhi i drammi della guerra. Oggi la Siria e il Mali, ieri la Libia, l’altro ieri la Somalia e i Balcani, mentre sono ancora drammaticamente attuali l’Iraq, l’Afghanistan, il Sahara occidentale e il perdurante conflitto israelo-palestinese. Non possiamo rimanere indifferenti di fronte alle tragedie del mondo, ma dobbiamo pro- porre un approccio differente, fondato sull’ opzione nonviolenta. Ispirati all’articolo 11 della Costituzione, vogliamo essere protagonisti di nuovi strumenti per costruire la pace tra i popoli: dal sostegno attivo alla prevenzione dei conflitti alle mediazioni politico- diplomatiche, fino all’interposizione nonviolenta dei corpi civili di pace. Metteremo al primo posto la prevenzione e la ricerca di una soluzione politica e diplomati-

ca del conflitto, la tutela dei diritti delle popolazioni civili beneficiarie dell’intervento, la

legalità internazionale considerando l‘eventuale uso della forza solo in funzione di polizia

internazionale e di interposizione, attraverso l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza.

La partecipazione dell’Italia a iniziative autorizzate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni

Unite, sarà caratterizzata dalla dimensione civile e di cooperazione, e la diplomazia popola-

re e nonviolenta.

Ci impegneremo per il rientro immediato delle truppe dall’Afghanistan prima della

scadenza naturale del mandato prevista per il 2014. L’Italia sosterrà le iniziative volte a rafforzare il protagonismo della società civile, la promozione dei diritti umani e delle don- ne, la cooperazione dal basso volta a creare le premesse per un processo di riconciliazione nazionale, e all’accesso ai servizi essenziali.

Sosterremo la riduzione drastica delle spese militari nel nostro paese e di quelle a li- vello internazionale. Vogliamo partire dalla cancellazione del programma per la costruzione del cacciabombardiere di ultima generazione Joint Strike Fighter ed utilizzare i fondi così liberati in sostegno a politiche di welfare, buona occupazione, conversione ecologica

dell’economia, cura del territorio e del patrimonio artistico-culturale. Tale dibattito andrà sviluppato anche a livello europeo, al fine di identificare modalità di ridurre drasticamente le spese del comparto difesa e di riconvertire l’industria bellica in sostegno alla conversione ecologica dell’economia e la promozione della piena e buona occupazione.

Siamo per il disarmo nucleare e convenzionale, attraverso il sostegno ad una conven- zione internazionale sulla messa al bando delle armi nucleari, la denuclearizzazione delle dottrine della NATO . L’Italia seguirà l’esempio di altri paesi NATO decidendo di non ospi- tare sul loro territorio nazionale ordigni nucleari tattici USA come quelli presenti a Ghedi ed

Aviano. L’Italia dovrà inoltre dotarsi di strumenti incisivi per il controllo, regolamentazione

e monitoraggio del commercio di armi.

Crediamo che l’Europa debba dotarsi, nella logica dell’articolo 11 della Costituzione italia- na, di una forza dell’Unione (ovvero un esercito europeo) il cui unico mandato, oltre e- ventuali compiti difensivi, sia quello di operare a supporto delle iniziative delle Nazioni Uni- te e in conformità con la Carta dell’’ONU, sempre e solo con funzioni di polizia internazio- nale, interposizione, tutela dei civili, e supporto a processi di mediazione e di risoluzione diplomatica e nonviolenta dei conflitti. Rilanciamo una proposta di riforma dei modelli di governo globale e per la democratizza- zione delle Nazioni Unite, attraverso una profonda revisione del funzionamento del Consi- glio di Sicurezza e un ruolo più significativo dell’Assemblea Generale nel definire le iniziati- ve relative alla pace ed alla giustizia internazionale. L’Italia dovrà insieme agli altri paesi dell’Unione promuovere processi di pace, prevenzione

diplomatica e non violenta dei conflitti, e sostegno a corpi civili di pace, con particolare at- tenzione al Mediterraneo e Medio Oriente. Accanto alla proposta per la creazione di un’ Agenzia Euromediterranea per la pace e la solidarietà internazionale ci impegneremo per il rilancio del negoziato internazionale per la soluzione del conflitto israelo-palestinese

e per un’iniziativa europea ed internazionale di mediazione nel conflitto siriano.