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Gustavo Castro Soto - LA STORIA SEGRETA DELLA COCA-COLA. Datanews, Roma 2007. Titolo originale: "Coca-Cola.

La histroria negra de las aguas negras". Copyright 2007 Gustavo Castro Soto. Copyright 2007 Ciepac, Messico. Traduzione di Andrea Strallo. Un ringraziamento particolare va a Gustavo Castro Soto e al Ciepac (Centro di ricerche economiche e politiche di azione comunitaria) che ci hanno gentilmente autorizzato alla pubblicazione del testo.

NOTA DI COPERTINA. LA STORIA SEGRETA DELLA COCA-COLA. La storia della pi nota e discussa multinazionale del mondo attraverso i soprusi, le violazioni dei diritti umani, le connivenze con le dittature latino-americane. Un vero e proprio documentatissimo e rigoroso libro nero della Coca-Cola nel mondo e delle gesta della multinazionale contro i lavoratori e i popoli vicini ai suoi insediamenti industriali. Dalle origini, a met ottocento, ai nostri giorni una ricerca ricca di dati agghiaccianti che vanno dall'inquinamento delle acque, alla deforestazione, allo sfruttamento della povert, ai veri e propri attentati alla salute dei consumatori. Un libro unico per conoscere, dati alla mano, la storia segreta e mai scritta della Coca-Cola.

GUSTAVO CASTRO SOTO. Ricercatore del Ciepac (Centro di Ricerche economiche e politiche di azione comunitaria) di San Cristbal de las Casas (Messico). Il Ciepac membro della "Convergencia de movimientos de los pueblos de las Americas" (Compa) e del "Programa ecumenico para Centro America y El Caribe" (Epica).

INDICE. PRIMA PARTE. Antecedenti della Coca-Cola. L'origine della Coca-Cola. Il secondo proprietario, l'uomo pi ricco. Le curiosit. Note. SECONDA PARTE. La terza epoca della Coca-Cola. La quarta tappa. La Coca-Cola in guerra al fronte. Le curiosit. Note. TERZA PARTE. La quinta tappa. Il Dopoguerra. Le curiosit. Note. QUARTA PARTE. L'acqua nera si macchia di rosso. Le curiosit. Note.

QUINTA PARTE. La Coca-Cola, i paramilitari e i diritti umani. Guatemala, Per, Australia, Colombia. Note. SESTA PARTE. LA COCA-COLA IN MESSICO. FEMSA. Coca-Cola Femsa, la pi grande dell'America Latina. Note. SETTIMA PARTE. LA COCA-COLA CONTRO GLI INDIGENI IN CHIAPAS. L'espulsione degli indigeni dalle comunit. Note. OTTAVA PARTE. LA COCA-COLA, SOPPORTALA. La Coca-Cola contribuisce alla denutrizione della popolazione. La Coca-Cola preme per essere comprata. La Coca-Cola dietro la privatizzazione delle terre. La Coca-Cola beneficia del Trattato di Libero Commercio. La Coca-Cola invade la cultura. La Coca-Cola vende l'acqua contaminata. La Coca-Cola genera un monopolio. La Coca-Cola discrimina i lavoratori. La Coca-Cola licenzia ed uccide i lavoratori. La Coca-Cola contro i sindacalisti. La Coca-Cola contamina la popolazione e l'ecosistema. La Coca-Cola finanzia la guerra. La Coca-Cola sfrutta il lavoro minorile. La Coca-Cola non appoggia l'istruzione.

La Coca-Cola danneggia la salute. La Coca-Cola fa pressione sull'O.m.s. Note. NONA PARTE. LA COCA-COLA... E L'ACQUA CONTAMINATA. Chiapas, Polonia, Panama, Colombia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Francia, Inghilterra, India. DECIMA PARTE. LA COCA-COLA IN MESSICO. L'ACQUA TREMA. Storia della Coca-Cola in Messico. I messicani, i maggiori consumatori di Coca-Cola. Gli amici di Fox ed altri imprenditori. La preparazione della Coca-Cola. Al World Social Forum. Note. UNDICESIMA PARTE. LA COCA-COLA IN CHIAPAS. I DIRITTI DEI LAVORATORI. La storia. La concorrenza sleale. La pubblicit oltraggiosa. La Coca-Cola e il Municipio. La sicurezza dei lavoratori. Gli affari interni. I diritti dei lavoratori. Il caso di Tabasco. Note. DODICESIMA PARTE. LA COCA-COLA IN CHIAPAS. ACQUA, CONTAMINAZIONE E POVERTA'.

La Coca-Cola e l'acqua. Come si prepara la Coca-Cola. Il fiume per gli indigeni come l'acqua per la Coca-Cola. Note. TREDICESIMA PARTE. LA COCA-COLA AL WORLD SOCIAL FORUM. Stati Uniti. Italia. Spagna. Medio Oriente. Colombia. Guatemala. Africa. India. Una Curiosit. La Coca-Cola non ha inventato Babbo Natale. Note. Fonti.

PRIMA PARTE. Molto tempo fa la Coca-Cola Company e alcuni suoi dirigenti sono stati accusati di coinvolgimento in reati quali evasione delle tasse, frode, omicidio, tortura, minaccia e ricatto a lavoratori, sindacalisti, governi ed imprese. Sono stati anche accusati di alleanze con eserciti e gruppi paramilitari in Sud America. Amnesty International, con altre organizzazioni dei diritti umani a livello mondiale, hanno seguito da vicino questi casi. Da pi di cento anni la CocaCola Company incide sulla realt di contadini e indigeni che coltivano la canna da zucchero, comprando il prodotto o non comprandolo perch sostituito con il concentrato di fruttosio proveniente dal mais transgenico degli Usa. S, le bevande del marchio Coca-Cola sono transgeniche cos come ogni industria che utilizza concentrato di fruttosio. Avete fatto attenzione agli ingredienti specificati sulle confezioni dei prodotti industriali? La Coca-Cola ha inciso anche sulla vita dei produttori di coca, responsabile della mancanza di acqua in alcuni luoghi o dei cambiamenti nelle politiche pubbliche per privatizzare il prezioso liquido o impossessarsi delle falde freatiche. Incide sull'economia di molti paesi, sull'industria del vetro e della plastica e delle altre componenti del suo prodotto. Ha inciso direttamente sullo sconvolgimento delle culture, da Chamula in Chiapas al Giappone o alla Cina, passando per la Russia. La Coca-Cola la bibita pi conosciuta al mondo, il prodotto pi distribuito sul pianeta e acquistabile oggi in 232 paesi, pi delle nazioni che formano l'Onu. I suoi profitti possono superare il bilancio di diversi paesi poveri. L'impresa esercita pressioni, estorce e ricatta i piccoli com-

mercianti con contratti in esclusiva. Minaccia la signora del negozietto all'angolo se vuole vendere altre bevande oltre alla Coca-Cola. Estrae grandi quantit di acqua dalle sorgenti e s'arricchisce a scapito delle terre dell'"ejido" (1) comunali, municipali, federali nonch dei contadini e degli indigeni. In Chiapas mira agli strati d'acqua dello Stato, regalando scuole e campi da pallacanestro per ingraziarsi gli abitanti. Eppure tutti bevono Coca-Cola, dagli indigeni e dagli zapatisti fino all'estremista di sinistra, mentre altri settori della popolazione mondiale, a migliaia, resistono e boicottano i prodotti Coca-Cola. In alcune comunit indigene del Chiapas, alcune delle quali zapatiste, hanno dichiarato la zona libera da Coca-Cola o stabilito di non consumarne i prodotti. C' per un problema: qual l'alternativa se in molte regioni rurali non esiste acqua purificata o di acquedotto? Prima di arrivare ai problemi locali con le loro alternative, vediamo qual stata la storia di questa multinazionale cos controversa. - Antecedenti della Coca. La pianta Erythroxylon coca, da cui si estrae attualmente la cocaina che produce effetti psicoattivi, coltivata soprattutto sulla cordigliera andina del Sud America. Per pi di mille anni la foglia di coca stata usata dalla popolazione indigena della regione, sebbene, paragonata con la cocaina, la foglia di coca masticata dagli indigeni produca gli stessi effetti ma nell'ordine dell'1 per cento. Per gli Incas del Per le foglie della pianta avevano una grande importanza rituale e religiosa. Permettevano loro di sostenere anche lavori pesanti. Venti anni prima dell'invenzione della Coca-Cola, intorno al 1860, in Germania, un chimico riusc ad estrarre dalla fo-

glia di coca peruviana, cocaina pura. Si chiamava Albert Niemann. In seguito, facendo ricerche in campo medico, analizz gli effetti della cocaina, molto usata come prescrizione medica per alleviare l'ansia, la depressione e la dipendenza dalla morfina. Un medico amico di Freud, Ernst Fleisch, cominci ad assumere cocaina per diminuire il dolore causatogli dall'amputazione del dito pollice. Poco a poco la dipendenza dalla cocaina aument sensibilmente. Questo fu uno dei primi casi di psicosi causata dalla cocaina. Pi avanti, nel 1905, si sarebbe scoperta la procaina, simile alla cocaina ed usata come anestetico locale . Gli effetti terapeutici della foglia di coca provocarono un aumento enorme della sua richiesta in contesti di guerra e depressione sociale. Durante la seconda met del diciannovesimo secolo, per via delle relazioni coloniali col Sud America, se ne consum di pi prima in Europa e poi in Usa. Nel 1863, tredici anni prima dell'invenzione della Coca-Cola, il chimico e imprenditore Angelo Mariani invent il Vino Mariani. La sua formula, brevettata immediatamente, era un estratto di coca diluito nel vino. Presto divent la bibita pi popolare d'Europa, capace di curare il dolore, la dispepsia e patologie simili. Alcuni anni dopo, nel 1876, un quacchero di Filadelfia lanci sul mercato la sua Hires Root Beer, una miscela di bacche e radici selvatiche. Nel frattempo in America Latina e nei Carabi si spargeva molto sangue, i popoli si battevano per i processi di indipendenza dalla colonizzazione europea. - L'origine della Coca-Cola. Siamo a Knoxville, nella Georgia statunitense, e correva l'anno 1831. Allo scoccare dei diciassette anni John Pemberton studiava gi nella Scuola di Medicina Botanica dello

Stato. Pi tardi vendeva prodotti medicinali brevettati, fra cui il Gran Rinvigorente del Dr. Sandorf o Eureka Oil. Come inventore, imprenditore, chimico e farmacista, aveva accesso diretto al mondo delle droghe come la cocaina importata dal Per, la morfina e la marijuana. Alcune biografie lo descrivono come un colonnello dell'esercito del sud inguaribile aficionado della morfina. Nel 1880 Pemberton registr ufficialmente un vino di coca molto stimolante ispirato al ritrovato di Angelo Mariani. In seguito fond la Pemberton Chemical Company. All'inizio le sue bevande contenevano un succo alcolico che egli descrisse come Vino francese di coca, tonico ideale. Verso il 1886 nella citt di Atlanta l'alcol era all'apogeo e i birilli gli ubriachi - cadevano da tutte le parti. L'industrializzazione del paese e i vertiginosi cambiamenti nell'economia, nonch gli stili di vita, creavano molti disordini sociali. Fu inventata una notevole quantit di rimedi per alleviare i sintomi della modernit statunitense. Al dottore, allora, venne in mente di produrre una bibita non alcolica e medicinale a base di estratto di coca. Per alcuni biografi fu accidentalmente mescolata con acqua carbonata invece che con acqua pura, creando cos la famosa miscela effervescente. La bibita cominci ad essere venduta nella citt di Atlanta con grande successo e pubblicizzata come un tonico efficace per il cervello e i nervi. Nello stesso anno la farmacia Jacobs di Atlanta mise in vendita il primo bicchiere di Coca-Cola, bibita preparata con foglie di coca, noce di cola, caffeina, essenze e oli vari. Il suo primo spot pubblicitario sull'Atlanta Journal del 27 maggio 1886 la pubblicizzava cos: Deliziosa, Rinfrescante, Stimolante e Rinvigorente. Tuttavia fu Frank Robinson a inventare il logo e il nome Coca-Cola usando la combinazione degli ingredienti e annunciandola cos nel 1887, anno in cui furono inoltrate le pratiche per il brevetto della bibita. Per non registr mai il

marchio. All'inizio, e per le sue caratteristiche medicinali, la Cocacola veniva venduta in bar che non servivano bibite alcoliche, e che nella maggior parte dei casi facevano parte di botteghe e farmacie dell'epoca. Il prodotto viene descritto come una bevanda da bar e un trattamento per curare la tisi. John Pemberton per non riesce a sfruttare a lungo il suo ritrovato, giacch muore il 16 agosto del 1888 a cinquantasette anni. I giornali lo definirono il pi antico farmacista di Atlanta e uno dei suoi cittadini pi famosi. Poco prima della sua morte, vendette la sua formula al signor Asa Candler, che presto sarebbe diventato non solo l'uomo pi ricco di Atlanta e degli Stati Uniti, ma di tutto il mondo. - Il secondo proprietario, l'uomo pi ricco. Sembra che pag 2300 dollari per l'impresa, ma non molto chiaro come acquis i diritti della Coca-Cola. L'avvocato Price Gilbert, che lavor per Asa Candler, disse ad un amico: Se raccontassi quel che so degli inizi della Coca-Cola, la storia sarebbe molto compromettente. In qualche modo Asa Candler era l'unico proprietario dell'impresa Coca-Cola gi verso il 1889. La sua ambizione era spaventosa. Alla vedova dell'inventore della Coca-Cola, Cliff Pemberton, neg persino una pensione di 50 dollari al mese, quando in quell'anno Candler annotava: La domanda del prodotto ha superato la nostra capacit di offerta (...). Le vendite raggiungono una media giornaliera di 7580 litri, dei quali 3790 nella sola Atlanta. Aveva investito 22500 dollari in ingredienti e i profitti erano ancor pi cospicui. Alla fine di quell'anno defin cos la situazione della Compagnia: Poche organizzazioni potranno mostrare una situazione finanziaria pi soddisfacente, costatando che le vendite aveva-

no superato 1.061.200 litri di bevanda dolciastra all'anno. Questo significa che abbiamo venduto 36 milioni di misure di Coca-Cola. Disponiamo di 200 mila dollari in contanti e possediamo propriet immobiliari per un valore di 50 mila dollari. E tutto questo nonostante l'investimento di 48 mila dollari per la pubblicit, 38 mila dollari in abbuoni e sconti 11 mila dollari in tasse obbligatorie a causa della guerra. Speriamo di recuperare questi oneri ingiustificati e ricorreremo al tribunale. Nel 1891 la pubblicit era pi aggressiva. Su calendari e manifesti pubblicitari che sarebbero durati decenni, apparvero le Coca-Cola Girls. Le donne attraenti e seminude avrebbero aiutato ad incrementare le vendite fra la popolazione maschile, soprattutto in tempi di guerra. Verso il 1892 Candler intu di avere in mano una miniera d'oro e decise di registrare il marchio. All'ufficio brevetti per ebbe una spiacevole sorpresa: qualcuno aveva gi registrato il nome Coca-Cola nove anni prima, si chiamava Benjamin A. Kent e veniva dal New Jersey. La sua bibita era a base di foglie di coca e cola, tonico ricostituente contenente molta caffeina, cocaina e whisky conosciuto come spirito di cereali. Candler allora si lancia in un feroce processo contro Kent vincendolo. Il nome Coca-Cola viene registrato verso il 1893, e l'impresa inizia un percorso di profitti incredibile. Per Asa Candler parte del fascino della bibita era dovuto al fatto che favorisse la digestione ma anche la pubblicit: deliziosa, rinfrescante, sensazionale, tonica cerebrale ideale, rende allegro il malinconico e forte il debole. Quando il consumo aument nella popolazione infantile, la pubblicit usava bambini con la didascalia Noi beviamo Coca-Cola. La formula segreta della Coca-Cola identificata col codice 7X, ancora custodito con grande mistero nelle cantine di Atlanta. Il consumo di Coca-Cola era tale che, una volta eliminata la dipendenza dall'alcol, gi si par-

lava di quella da Coca-Cola. Un collaboratore di Candler sugger: Non potremmo semplicemente eliminare la cocaina? E davvero cos importante?. Al che Candler rispose: Cos lei propone che io cambi la formula della bibita pi popolare per le dicerie di alcune donne isteriche? Giammai! Non c' nulla di nocivo nella Coca-Cola!. E la sua ambizione aument. Per la pubblicit furono utilizzati i tram di Atlanta. Nel 1894 venivano spediti per posta dei coupon che, nei locali e nei bar recanti la rclame dell'impresa, si potevano scambiare con una Coca-Cola gratis. I proprietari ritenevano che gli spot della Coca-Cola abbellivano i propri negozi. Furono compensati con pi di 7 mila dollari in quell'anno e nel successivo, equivalenti a pi di 140 mila bibite gratis. Da allora fu inventato il sistema che oggi conosciamo. E cos iniziava la Coca-Cola dipendenza con grande furore. Secondo le parole di Mary Gah Humpreys nel 1894, il maggior merito della Coca-Cola stava nel suo carattere democratico: (...) un povero beve birra, un milionario beve champagne, ma entrambi bevono sicuramente Coca-Cola. In quello stesso anno Caleb Bradham inventa la Pepsi, un tonico preparato con la pepsina, un enzima che aiuta la digestione delle proteine. Tuttavia non ebbe grande successo, tanto che nel 1922 avrebbe tentato di vendere l'impresa alla Coca-Cola quando aveva solo due stabilimenti d'imbottigliamento negli Usa. L'impresa della Coca-Cola commise un grave errore nel non comprarla: oggi il suo pi forte concorrente. Arriviamo ora al 1895, anno in cui Candler annunciava che la Coca-Cola era venduta in tutto il territorio degli Usa. Quattro anni dopo il prodotto venduto per la prima volta all'estero, a Cuba. Nel 1897 tocca alle Hawaii e al Canada. Nel 1898 furono distribuiti pi di un milione di oggetti e articoli pubblicitari col motto Bevi Coca-Cola. Deliziosa e rinfrescante. Fra il 1894 e il 1899 Candler apr cinque nuo-

ve succursali e fabbriche per la preparazione dello sciroppo a Dallas, Chicago, Los Angeles, Filadelphia e un ufficio a New York. Le citt di Filadelphia e Chicago all'inizio del ventesimo secolo sembravano citt Coca-Cola o sue succursali. Era pubblicizzata ovunque. Non furono per solo la cultura, l'ambizione per il profitto e la pubblicit a giocare un ruolo chiave per la trasformazione della Coca-Cola in un'impresa: anche la religione, i riti, il sentimento della religiosit popolare locale e universale ebbero una parte consistente, dalla Coca-Cola nei riti degli indigeni Chamula in Chiapas fino a Babbo Natale in tutto il mondo. In questo Candler ebbe un grande alleato: suo fratello Warren Candler, vescovo della chiesa metodista che lo aiut ad identificare con il capitalismo con la religione e il patriottismo tipico della cultura statunitense. Da Bush a ritroso, ogni presidente americano riuscito ad accendere la passione unendo il patriottismo a Dio, alla religione. Il 28 dicembre 1899 si riunirono per la prima volta tutti gli impiegati della compagnia per un totale di venti persone. Il vescovo presiedeva le riunioni del personale della Coca-Cola per indottrinarli. La Coca-Cola era una bibita mandata dal cielo! Come un missionario che va in una terra straniera a insegnare i rudimenti della fede, l'uomo della CocaCola deve essere un individuo concreto ed intraprendente. Nel 1904 scrisse un libro nel quale affermava che gli Usa erano destinati a dirigere il mondo grazie alla loro religione innovativa: Il cattolicesimo ha fatto dell'Europa del sud e dell'America Latina quello che sono; il protestantesimo ha ottenuto qualcosa di diverso in Inghilterra, Germania, Olanda e Stati Uniti. In altre parole, Dio era dalla nostra parte, o per lo meno sorrideva agli statunitensi che stavano facendo soldi. Uno dei cavalli di battaglia del vescovo Candler era questo: I divari fra il capitale e la manodopera sono stati pi frequenti in quelle industrie in cui i lavoratori apparten-

gono a popoli non evangelizzati dell'Europa continentale. Assicurava che i pastori erano fondamentali nell'era industriale: Ci che (essi) hanno ottenuto per conciliare l'antagonismo sociale e per ritardare, se non addirittura evitare, il conflitto sociale, difficilmente pu essere valutato nella giusta misura. Per questo gli impiegati della Coca-Cola di Atlanta non si iscrissero mai ad un sindacato. Durante i primi due decenni, almeno fino al 1910, i suoi operai non raggiungevano le trenta unit e non si iscrissero mai a un sindacato. I sindacati sono sempre stati il pi acerrimo nemico della Coca-Cola Company, che, come vedremo in seguito, stata anche accusata di aver assassinato leader sindacali. Su consiglio del fratello Warren, Asa don un milione di dollari all'universit di Emory, successivamente trasferita da Oxford ad Atlanta. Prima della morte, Candler don pi di otto milioni di dollari a questo centro universitario. Fra il 1900 e il 1910 Candler svilupp l'impresa. La sua ambizione e il suo potere erano smisurati. Cre la Compagnia di Investimenti Candler e inizi ad acquisire propriet immobiliari ad Atlanta. Costru il palazzo Candler, con diciassette piani, sei ascensori, decorazioni artistiche, marmi, legni di mogano, bronzi e grandi candelabri di cristallo. Al primo piano c'era la banca creata da Candler, la Central Bank and Trust Corporation. Sulla pietra angolare del palazzo pose una targa con la sua immagine e una bottiglia di Coca-Cola. Ottenne l'immortalit. Impose il suo nome e la sua presenza in tutti gli Usa, costruendo grattacieli nelle citt di Kansas, Baltimora, New York tutti chiamati Palazzo Candler. La torre di New York sulla 42esima aveva venticinque piani. Attraverso i suoi consorzi ferroviari, viaggiava gratis su qualsiasi linea e faceva in modo che in tutti i vagoni ristoranti si vendesse Coca-Cola. Quando il prezzo del cotone croll, costru un enorme deposito comprando dai produttori le eccedenze a basso prezzo. Quando il mercato si ripre-

se, le vendette a buon prezzo aumentando i profitti. Per resistere alla crisi del 1907 compr quanti pi beni possibile, e si salv. Lo stesso anno resistette alla campagna capeggiata dall'Associazione delle Madri Cristiane per l'Astinenza, le quali affermavano che un soldato che beveva sei bottiglie di Coca-Cola al giorno, ingeriva la medesima quantit di alcol. Questo port l'esercito degli Stati Uniti a proibire il consumo della bevanda. Ciononostante, l'impresa rimase in piedi aumentando le proprie vendite. Candler era considerato alla stregua di un grande imprenditore visionario e persino un eroe. Tuttavia, per i lavoratori e i leader sindacali, Candler era un farabutto. Nel 1908 la Commissione Nazionale del Lavoro Minorile si riun ad Atlanta per protestare contro le pessime condizioni in cui versavano i suoi lavoratori nei laboratori di cotone, dove donne e bambini lavoravano pi di quattordici ore al giorno alla garzatura per cinquanta centesimi al giorno. Candler per era il presidente della Camera di Commercio di Atlanta. L pronunci un discorso molto cinico: Il lavoro minorile, amministrato con oculatezza e in condizioni e ambienti adeguati, pu essere una ragione di successo per qualsiasi nazione (...). Il miglior spettacolo cui vogliamo assistere il lavoro dei pi giovani. In verit, quanto prima un giovane inizia a lavorare tanto pi bella e proficua sar la sua vita. Termin dicendo che il compito della Commissione era assicurare che il lavoro mettesse i minori in grado di diventare adulti onesti, solleciti e professionalmente competenti. Nel 1904 la Coca-Cola vende il suo primo milione di galloni (3785 milioni di litri). Nel 1910 la Coca-Coca Company si trasfer in una zona pi grande e Asa Candler ordin di bruciare i vecchi registri. Verso il 1914 Candler non sapeva gi pi cosa fare con altri produttori di bevande a base di cola che gli facevano concorrenza. Cos decide di modifica-

re la bottiglia. Nel 1915 assume l'impresa Root-Glass che, per trovare l'ispirazione, cerca nell'Enciclopedia Britannica illustrazioni degli ingredienti della bevanda per disegnare la nuova bottiglia. Essi per confusero le foglie di coca con quelle del cacao e decisero di copiare la forma del chicco. Misero le bottiglie nei forni e, senza volerlo, venne fuori quella che conosciamo oggi. La compagnia accetta il nuovo disegno nel 1916. Tuttavia, per altri biografi che parlano dell'uso che la Coca-Cola fece della figura femminile come oggetto sessuale destinato al mercato pubblicitario, la storia fu diversa. Per loro la nuova bottiglia doveva obbedire ad un unico presupposto: che fosse immediatamente riconoscibile da un cieco al buio e per giunta rotta. Doveva essere ispirata al corpo dell'allora famosissima attrice Mae West. Le sue curve sarebbero state quelle della Coca-Cola. Questo diede alla bottiglia la fama di Gran Dama. Arriviamo infine al 1916. La Coca-Cola era ormai una leggenda. Eppure si apre una terza fase quando, dopo diciotto anni, Asa Candler si ritira da presidente della Coca-Cola Company. Un anno dopo, nel 1917, poco prima della fine della Prima guerra mondiale, la produzione e il consumo della Coca-Cola crollano per il razionamento dello zucchero. Fu allora che il presidente della Banca di Risparmio della Georgia Ernest Woodruff e il suo sindacato di banchieri, che annoverava i dirigenti della Banca Nazionale Chasse e la Banca di Risparmio di New York, iniziarono a studiare il modo di impadronirsi della Coca-Cola Company, evento pi tardi definito il colpo maestro della sua carriera imprenditoriale per essersi aggiudicato la maggior transazione portata a termine nel Sud degli Stati Uniti. Nel 1919 la famiglia di Candler vende la compagnia alla banca. Un anno dopo la Coca-Cola Company vince un processo contro la Koke Company dimostrando che Coke era sinonimo di Coca-Cola. Cos si apre la strada per la crescita dell'impresa

nei decenni successivi. - Le curiosit. - Il figlio di Asa Candler aveva nella sua tenuta quattro elefanti i cui nomi erano: Coca, Cola, Rinfrescante e Deliziosa. - Coca-Cola la parola pi conosciuta al mondo dopo l'espressione o.k.. - Il primo uomo a vendere un bicchiere di Coca-Cola nel suo bar stato Willy Venable. Compr il diritto di fabbricazione e una copia della formula originale della Coca-Cola. - Nel 1888 era gi stato sperimentato l'imbottigliamento, ma il liquido non era stabile e si modificava con l'azione della luce. Nel 1899 fu firmato il primo contratto di imbottigliamento. - Coca-Cola News stato pubblicato per la prima volta nel 1890 e pubblicizzava la bevanda cos: Un tonico benefico per l'umanit. - Agli inizi del ventesimo secolo si vendevano gi chewinggum, leccornie e sigarette col logo Coca-Cola. - L'Inghilterra fu il primo paese europeo a ricevere la prima rimessa di sciroppo di Coca-Cola (quattro litri). Altri dicono che fu la Germania. - Nel 1901 la Coca-Cola era, per l'Atlanta Constitution, un esempio del tentativo di imbottigliare il piacere. - Il primo spot su una rivista datato 1904. - Nel 1906 vengono costruite le prime macchine imbottigliatrici fuori dagli Usa, a Cuba e a Panama. - Verso il 1908 Sam Dobbs, direttore vendite e nipote del presidente Asa Candler, si oppose all'uso, a suo parere pericoloso, di grandi insegne luminose. Considerava altrettanto superfluo esporre cartelli in jiddish all'interno dei quartieri

ebraici negli Usa. Riteneva altres inutile incrementare le vendite all'estero. Tutto al contrario, insomma. - Nel 1914 la compagnia possedeva pi di 2.300.000 metri cubi di muri dipinti col logo della marca, equivalente ad una superficie di duecentotrenta ettari. Il pi antico fu dipinto a Casterville, Georgia, nel 1894. Si pu ancora andarlo a vedere. - Nel 1923 muore Frank Robinson, inventore del nome Coca-Cola. - Fra alcune bibite apparse con nomi simili a quello della Coca-Cola figurano: Afri-Kola, Cafe-Kola, Candy-Cola, Carbo-Cola, Celery-Cola, CocaBeta, Coke-Ola, Cola-Coke, Cold-Cola, Four-Cola, Cherry-Cola, Hayo-Cola, Jacob'sCola, King-Cola, Koka-Nola, Koke, Kola-Kola, Loco-Kola, Mexicola, Nerv-Ola, Nifti-Cola, PauPau-Cola, Penn-Cola, Pepsi-Cola, Prince-Cola, QuaKola, Rococola, Roxa-Cola, Sherry-Cola, Silver-Cola, Sola Cola, Star-Cola, Taka-Cola, Toka-Tona, True-Cola, Vani-Cola, Vine-Cola, Wine-Cola, Big Cola, e molte altre ancora. - Fra le frasi pubblicitarie usate dalla Coca-Cola ci sono: La scintilla della vita, La bibita rinfrescante del mondo, La pausa rinfrescante, Coca-Cola... buonissima, Coca-Cola rinfresca di pi, La scelta migliore, Sempre Coca-Cola, Coca-Cola cos..., Tutto fila per il meglio con Coca-Cola, Bevi Coca-Cola, Coca-Cola... e senti di vivere, Deliziosa e rinfrescante, Buona fino all'ultimo sorso, Una Coca-Cola, un sorriso, La sensazione vive, Segno di buon gusto, Coca-Cola aiuta a vivere, Buona fino all'ultima goccia, Coca-Cola... vivila!, e cos via. - La formula segreta originale 7X della Coca-Cola, presumibilmente estratta dai libri delle formule del suo inventore John S. Pemberton, contiene i seguenti ingredienti base per ogni gallone (4546 litri per la misura inglese): 2400 grammi

di zucchero in acqua sufficiente per farlo sciogliere, 37 grammi di caramello, 3,1 grammi di caffeina, 11 grammi di acido fosforico, 1,1 grammi di foglie di coca decocainizzate, 0,37 grammi di noci di cola. Il procedimento consisteva nell'inzuppare le foglie di coca e le noci di cola in 22 grammi di alcol al 20 per cento e poi nel filtrare e aggiungere il liquido allo sciroppo, indi nell'aggiungere 30 grammi di succo di lime: 19 grammi di glicerina, 1,5 grammi di estratto di vaniglia, 0,47 grammi di essenza di arancia; 0,88 grammi di essenza di limone, 0,07 grammi di noce moscata, 0,20 grammi di cassia (cannella cinese), un pizzico di essenza di coriandolo, un pizzico di essenza di neroli, 0,27 grammi di essenza di lima. Per la fabbricazione: mischiare in 4,9 grammi di alcol al 95 per cento, aggiungere 2,7 grammi di acqua, far riposare per 24 ore a 60 gradi Fahrenheit (pari a 15,6 gradi Celsius) affinch la posa si separi. In seguito si raccoglie la parte chiara del liquido e si aggiunge allo sciroppo. Aggiungere acqua sufficiente per la preparazione di un gallone di sciroppo. Si mescola un'oncia di sciroppo con acqua carbonata per preparare 6,5 once di bibita. - Secondo alcune fonti, solo due persone, in teoria, conoscono esattamente la formula e la maniera di mescolare correttamente tutti i suoi ingredienti. Non viaggiano mai insieme, non si trovano negli stessi posti, non mangiano gli stessi piatti, non dormono nello stesso hotel e, nonostante il mistero creato intorno alla celebre formula, non importa affatto che si conoscano o no tutti i singoli ingredienti... Note parte prima. N. 1. Con il termine "ejido" si intende il terreno contiguo ad un villaggio destinato ad aia in cui pu stare anche il bestiame di tutto il vicinato.

SECONDA PARTE. La Coca-Cola Company mise a disposizione dei militari alcuni dei suoi magazzini per torturare gli oppositori di diverse dittature militari o leader sindacali in Guatemala, Argentina, Colombia e altri paesi. Alcuni dicono che dopo la parola o.k., Coca-Cola il termine pi conosciuto al mondo. Sulla Coca-Cola sono stati realizzati anche dei film. E' il simbolo della societ statunitense e di un impero che, come in Iraq e in molte altre parti del mondo, distrugge strade e collegamenti senza ricostruirli. Ma la Coca-Cola, questo s, arriva fino all'ultima comunit, frazione o villaggio pi remoto del pianeta. Secondo l'ingegnere inglese Jack Schofield, una certa quantit di Coca-Cola mischiata alla benzina aumenta di quattro volte la vita di un motore, produce un 20 per cento in pi di potenza e riduce il consumo di olio. In un modo o nell'altro la gente la usa come acqua purificata perch non c' acqua potabile, o per rinfrescarsi. E' indicata anche per la pressione bassa, il mal di testa, l'indigestione o i problemi di stomaco. Un filetto di carne pu essere arrostito semplicemente bagnandolo con la Coca-Cola. Altri dicono che i pantaloni immersi nella Coca-Cola non stingono. Persino i medici la raccomandano come farmaco, mentre altri affermano che devono passare settantadue ore affinch lo stomaco smaltisca il colore nero causato dalla sua ingestione. Tuttavia scatena anche la gastrite in alcune comunit rurali e persino risse nella comunit di Chamula a causa della rivalit con la Pepsi-Cola. E qui sta la chiave: il punto debole di qualsiasi multinazionale la volont dei consumatori. Alcune comunit indigene del Chiapas e per-

sino dell'Honduras hanno boicottato la Coca-Cola. La consapevolezza tale che il contadino honduregno Jos per esempio, anche rischiando di morire di sete, non compra una sola bottiglia di Coca-Cola. Resta per il dilemma di quale sia l'alternativa. Da alcune fonti risulta che una lattina di Coca-Cola contiene l'equivalente di dieci cucchiaini di zucchero, la terza parte di caffeina di una tazza di caff e la stessa quantit di acido fosforico di un succo d'arancia. Fino a poco tempo fa il prodotto con il maggior utilizzo di zucchero: oggi danneggia irrimediabilmente la produzione di canna da zucchero perch, per dolcificare lo sciroppo, si importa concentrato di fruttosio proveniente dal mais transgenico degli Usa. La Coca-Cola Company indicata come una delle imprese con maggior consumo di foglie di coca in tutto il mondo. Esige l'importazione, dal Per e dalla Bolivia, di 500 tonnellate l'anno di foglie di coca per realizzare gli investimenti della celebre formula 7X. L'espansione mondiale della Coca-Cola fu resa possibile dal comportamento aggressivo della multinazionale che ne impose il consumo al di sopra di ogni tradizione culturale dei popoli. Vediamo quale fu il suo processo di espansione all'alba del ventesimo secolo. - La terza epoca della Coca-Cola. Torniamo al 1919. Nel mese di agosto la Banca di Risparmio della Georgia propose ai suoi soci di comprare un'azione della Coca-Cola Company per ogni azione che avessero in banca, ma solo se depositavano 195 dollari ad azione nel giro di cinque giorni, con la promessa di restituirgli centonovanta dollari il mese successivo. Le azioni furono vendute a quaranta dollari ognuna e quasi la met fu acquistata ad Atlanta. Il giornale Atlanta Constitution annunci in pri-

ma pagina: "La Coca-Cola comprata da una societ di Atlanta. La Banca di Risparmio della Georgia compra la bibita nazionale". I Candler, guadagnando 15 milioni di dollari liquidi e 10 milioni in azioni privilegiate, divennero ricchi in un batter d'occhio. Asa Candler per non seppe nulla finch i figli non firmarono. Si rifiut di assistere alle riunioni del consiglio d'amministrazione dove fu ratificata la vendita. Era sprofondato nella tristezza. Sua moglie Lucy era morta di cancro alcuni mesi prima ed ora il magnate, privato della Coca-Cola, si sentiva tradito. La storia nera diventa ancora pi oscura. Siamo ora negli anni venti, periodo in cui l'impresa per la prima volta pubblicizza il prodotto con insegne su vie e strade. Per la prima volta compie un'incursione pubblicitaria per radio. L'espansione tale che necessario creare il Dipartimento per l'estero per coordinare le vendite fuori dagli Usa. Allora la Coca-Cola era venduta in Cina e arrivava per la prima volta in Spagna. Nel 1920 giunge ad Atlanta il pi grosso carico di zucchero mai ricevuto in Georgia di 4100 tonnellate. Nel 1921 la Coca-Cola ha un grande insuccesso in Europa a causa di intossicazioni provocate dalla bevanda. Gli imbottigliatori non furono avvisati della necessit di sterilizzare i turaccioli e della natura pura - e non alcalina - dell'acqua, visto che i batteri dello sciroppo, a contatto col sughero, reagivano rapidamente causando tossicit. Tuttavia nel 1923 viene commesso l'errore imprenditoriale pi grave. La Pepsi-Cola aveva dichiarato bancarotta e torna ad offrire tutte le proprie azioni alla Coca-Cola, che si rifiuta ancora una volta di comprarle. La Pepsi per sopravvive alla crisi. Passeranno pi di dieci anni prima che la Pepsi far la terza e ultima offerta alla Coca-Cola, che rifiuter ancora. Quello stesso anno Robert W. Woodruff viene eletto presidente della Coca-Cola Company, recuperando cos l'investimento che fece al momento dell'acquisto di

3500 azioni nel 1922. Durante la sua gestione fu criticato per i bassi salari che concedeva agli operai mentre lui vedeva la sua fortuna crescere sempre di pi. Natale 1925. La Coca-Cola modifica le strategie di lavoro. Per motivare i propri venditori, li licenzia e li riassume come assistenti ai servizi. Nel 1926 la Coca-Cola Company incarica l'agenzia investigativa Pinkerton di andare nei bar, ordinare una Coca-Cola e procurarsi dei campioni da far analizzare chimicamente per dimostrare eventuali sofisticazioni: si dice che ne furono accertate pi di settemila. La Coca-Cola intent le relative cause vincendole tutte. Nel 1927, dopo cinque anni di gestione, Woodruff rendeva noto che le vendite si erano incrementate notevolmente passando dai 64 milioni di litri del 1923 agli 87 milioni del 1927. Con l'abbondante afflusso di denaro che entrava nelle casse, ritir le azioni privilegiate lasciando la Coca-Cola senza un debito. Dai sessantacinque dollari del 1923 le azioni erano salite ai duecento dollari del 1927, anno della morte di Asa Candler, il secondo proprietario della Coca-Cola Company. Siamo ora al 1928, anno che segna un'espansione eccezionale della Coca-Cola Company nel mondo. Mentre il numero delle vendite in bottiglia supera quello delle vendite ai distributori, il marchio Coca-Cola viene affiancato a quello del Movimento Olimpico come finanziatore e sponsor. Nella pubblicit ufficiale della Coca-Cola Red Barrel (la lattina rossa) annunciava che la bibita, pur essendo imbottigliata solo in 27 paesi, era presente in 78. Nell'edizione speciale si leggeva: Pochi americani sanno che ora la CocaCola pu essere trovata nelle plazas de toros dell'allegra Spagna, o in Messico, o nello stadio dei Giochi Olimpici; in Olanda, la terra dei canali, o in cima alla Torre Eiffel; dietro il tempio buddista di Rangin, nella lontana Birmania o vicino al Colosseo di Roma. La Coca-Cola era nel pieno della sua massima espansione grazie allo slogan La pausa che

rinfresca: la prima insegna luminosa viene sistemata a Times Square, New York. Verso il 1929 Woodruff possedeva una tenuta di dodicimila ettari nel sudest della Georgia - la riserva di caccia - ed era frequentemente in viaggio tra la sua casa d Atlanta, l'attico di New York o il ranch nel Wyoming. Il 1929 l'anno della Grande Depressione. Il crollo della borsa del 29 ottobre non sorprese la Coca-Cola, che reag bene: le sue azioni registrarono solo una lieve variazione fra i 134 e i 137 dollari e il loro valore crebbe pian piano fino a raggiungere, nel 1935, i 200 dollari. In quel momento, proprio come oggi i governi, non sapevano dove andare a prendere i soldi. Il governatore della Georgia propone di resuscitare un'antica tassa sui profitti; Woodruff, pur di non pagarla, minacci il trasferimento dell'impresa in un altro Stato e cos fece. Si trasfer nel Delaware per un decennio in attesa della modifica delle leggi in Georgia. Fu preparata persino una bevanda a ricordo di quel momento: il Delaware Punch. Anche durante quel periodo pag un giornalista perch scrivesse due colonne la settimana contro quella tassa sulla bibita. Articoli pubblicati su quasi cento giornali locali. E naturalmente venivano inviate copie ad influenti uomini d'affari e membri del Congresso. La pressione politica della Coca-Cola Company andava oltre. Per la sua espansione l'impresa esigeva l'importazione di pi foglie di coca, ma il Congresso degli Stati Uniti permetteva l'entrata di novanta tonnellate di coca l'anno. Nel 1931 Woodruff cominci a fare pressioni sul Congresso e con l'aiuto del senatore della Georgia Walter George, riusc a varare un progetto che permetteva l'importazione extra di foglie di coca se la compagnia si fosse impegnata allo smaltimento dell'alcaloide. Ad ogni buon conto Woodruff si diresse in gran segreto in Per per cercare di installarvi una fabbrica, e fra intrighi e aiuti finanziari riservati alle orga-

nizzazioni antinarcotiche, raggiunse tutti i suoi obiettivi. Pi profitti, meno tasse, maggior consumo di coca, insediamenti in zone ricche di acqua, salari bassi agli operai e unione a vita con i Giochi Olimpici. Ma tutto questo non era ancora sufficiente. Nel 1931 Woodruff riesce a penetrare nel sentimento e nel cuore religioso di tutto il mondo occidentale. Stiamo parlando della figura di Santa Claus o Babbo Natale. Nessuno lo ricorda pi, ma una volta questo personaggio era rappresentato coi colori verde, blu, nero e giallo. La reinvenzione di Santa Claus si deve a Haddom Sundblom, di origine svedese, che fu illustratore della Coca-Cola per molti anni pur non gradendo la bevanda. A Sundblom venne in mente di rappresentare il personaggio come un nonno gioviale, simpatico e dalla lunga barba. Lo volle bonaccione, paffutello e felice, lo vest con una cintura, un cappuccio, stivali neri e - elemento essenziale - coi colori della Coca-Cola. Da allora la beviamo tutti. Qualche ragazzino spera che Santa Claus scenda dal camino di casa, se ne ha uno, per portargli dei regali. Sono decenni ormai che per molti settori della societ difficile concepire il Natale senza tale personaggio e senza la Coca-Cola. Bambini ricchi e poveri, del nord o del sud, cattolici o evangelici possono farsi una foto sulle ginocchia di Santa Claus che circola per le strade di New York o davanti all'alberello di Natale della Coca-Cola che l'impresa sistema di fronte alla cattedrale di San Cristbal de las Casas in Chiapas, insieme al presepe con la stella della Coca-Cola senza che il vescovo possa dire una parola. Torniamo per agli anni trenta. Il consiglio d'amministrazione della Coca-Cola non era soddisfatto della presidenza di Howard Candler, il figlio di Asa. Cos offrono la poltrona di presidente a Robert Woodruff, il figlio dell'allora padrone Ernest Woodruff, il quale tuttavia non era d'accordo. Robert per, come vice presidente della White Motor Company,

guadagnava 75 mila dollari l'anno pi le commissioni, mentre la Coca-Cola gli offriva uno stipendio annuale di 39 mila dollari, e Walter Teagle la presidenza della Standard Oil per 250 mila dollari l'anno. Robert, che allora aveva trentatr anni e non era l'ultimo arrivato, fa una controfferta alla Coca-Cola: avrebbe accettato la presidenza sulla base di uno stipendio, cui aggiungere il 5 per cento di tutto l'incremento annuale delle vendite dell'impresa e i pieni poteri, con esclusione del diritto di veto di suo padre. Ernest Woodruff, dapprima, rifiut l'idea di suo figlio, ma poi accett, e Robert Woodruff assunse la presidenza della Coca-Cola Company nel 1932, mantenendola per decenni. Durante la sua gestione trasform l'impresa in una della multinazionali pi grandi del mondo. Nel 1933 la Pepsi-Cola, per la terza e ultima volta, tenta di vendere l'impresa alla Coca-Cola, ma questa rifiuta. Di questo si pentono ancora oggi. Ernest Woodruff inizia l'espansione della multinazionale. Promuove la presenza della Coca-Cola nel settore educativo e in tutte le scuole. Un imbottigliatore del Texas diceva orgoglioso che i ragazzi, durante la ricreazione, giocano a pallacanestro coi palloni della Coca-Cola, usano gomme per cancellare della Coca-Cola, consultano i termometri della Coca-Cola e prendono appunti sui quaderni della Coca-Cola. Alcuni presidi, tuttavia, non sono disposti ad accettare pubblicit gratuita. Woodruff, durante una cena privata coi suoi dirigenti, disse loro che il successo della Coca-Cola tendeva a realizzare la indipendenza finanziaria. Uno di loro pronunci un breve discorso titolato "Il futuro": Sorgeranno conflitti e difficolt, gli uomini si sentiranno estremamente tesi, e i loro sentimenti verranno messi alla prova [...] possono scatenarsi delle guerre. Noi possiamo sopravvivere. Possono scoppiare delle rivoluzioni, ma resisteremo. I quattro cavalieri dell'Apocalisse possono solcare la terra e ritornare, ma la Coca-Cola esister ancora. Il mot-

to per durare a lungo, concluse, era che la Coca-Cola non il passato: la Coca-Cola il futuro. La Coca-Cola si radic tanto nella cultura americana che nel 1938 fu chiamata la bibita per eccellenza degli Usa. Tuttavia, l'abilit di Robert Woodruff andava oltre. Imbrogliava con facilit governi e imprese concorrenti. Acquist una ad una le maggiori imprese d'imbottigliamento. Ma fece un errore storico. Dovettero passare pi di quarant'anni perch la Pepsi-Cola, dopo essersi offerta alla Coca-Cola, riuscisse a consolidarsi sul mercato. In questi anni la Pepsi ha avuto numerosi contenziosi legali con la Coca-Cola. Nel 1939 ne contava in ventiquattro paesi. La Pepsi intent causa all'ufficio brevetti adducendo che Coca e Cola sono termini descrittivi e non potevano essere registrati in esclusiva. Walter Mack, il presidente della Pepsi, ricevette una telefonata da una donna, vedova di un imitatore della CocaCola, che gli disse: La Coca-Cola ti far fuori dall'industria. Anche mio marito aveva ragione, ma loro lo hanno fatto fuori. Ho ancora una fotocopia dell'assegno che gli hanno dato. Mack le chiese di prestargli la fotocopia che attestava che la Coca-Cola, con una bustarella, aveva ottenuto la vittoria per 35 milioni di dollari. Davanti a tale prova, gli avvocati della Coca-Cola chiesero una sospensione di tre giorni. Allora Robert Woodruff telefon a Mack per invitarlo a pranzo. Il magnate della Coca-Cola gli disse: Stavo pensando che questo contenzioso non fa bene a nessuno (...). Non credi che dovremmo accordarci?. E si accordarono. Woodruff firm un accordo in cui la Coca-Cola riconosceva il marchio Pepsi negli Usa. E questo sulla base del fatto che la Coca-Cola era proprietaria di tutti i nomi che annoveravano il termine cola. Nel 1939 inizia la Seconda guerra mondiale e mentre in Europa si combatteva, la Coca-Cola si rafforzava determinando le economie, le politiche e le culture di altri paesi. In

quei giorni gli uomini della Coca-Cola in Germania vendevano quasi 4.500.000 di bottiglie all'anno. Erano attive quarantatr fabbriche e altre nove erano in costruzione. Il maresciallo Gring permise l'importazione dell'ingrediente segreto 7X per la preparazione della Coca-Cola, con l'intenzione nascosta di nazionalizzare l'impresa ed appropriarsi della formula. Allora il pubblicitario William C. D'Arcy (1942) sugger: La Coca-Cola non una necessit fondamentale, come ci piacerebbe che fosse. E' un'idea, un simbolo, il marchio che individua un talento. La guerra un la politica al commercio. Agli inizi del 1940 il governatore della Georgia reclam un trattamento speciale alle compagnie di bibite che fu votato all'unanimit: Quel che va bene per la Coca-Cola, indic il governatore, va bene anche per la Georgia. Cos la Coca-Cola dal Delaware ritorna nella sua citt natale dopo aver ottenuto l'esenzione dalle tasse. In quello stesso anno l'impresa aveva investimenti pubblicitari per 10 milioni di dollari. Ma si present un altro problema: il Congresso degli Stati Uniti aveva approvato un progetto per proibire l'importazione di foglie di coca a scopo non curativo. La guerra tolse di mezzo anche questo ostacolo alla Coca-Cola. - La quarta tappa. La Coca-Cola in guerra al fronte. I paesi alleati, disperati, volevano gli americani dalla loro parte per combattere, con i loro soldi e il loro aiuto, Hitler e le forze tedesche. Il bombardamento giapponese di Pearl Harbour nel 1941 non solo port gli Usa a partecipare alla Seconda guerra mondiale ma li fece uscire dalla depressione del 1929 con la riattivazione dell'economia basata sulla crescita dell'industria militare e fu anche il momento chiave grazie al quale la multinazionale Coca-Cola raggiunse gli

angoli pi insospettati del mondo, fino al soldato pi nascosto su qualsiasi fronte. Il presidente della Coca-Cola Company Robert Woodruff, Il Capo, decide di lanciare una campagna patriottica e commerciale per il marchio: Faremo in modo che tutti gli uomini in uniforme ricevano una bottiglia di Coca-Cola ovunque siano e a qualunque costo. In questo modo la Coca-Cola mette in moto un piano pi ambizioso con l'obiettivo di costruire stabilimenti di imbottigliamento per il rifornimento dell'esercito Usa. Fra i militari, il personale dell'impresa era conosciuto come I colonnelli della Coca-Cola perch indossavano divise militari e avevano un grado militare corrispondente al ruolo all'interno dell'impresa. Cos la Coca-Cola trasfer tutto il personale sui fronti di battaglia. Dalla Nuova Guinea al Mediterraneo la compagnia segu i soldati statunitensi in tutti i continenti tranne che in Antartide, fornendoli di oltre 10 milioni di bottiglie ed installando 64 fabbriche. Le spese per la costruzione erano a carico del governo. La Coca-Cola spieg un contingente di 248 uomini in tutto il mondo. I tecnici che installavano le fabbriche dietro gli avamposti militari erano considerati imprescindibili come i meccanici che riparavano i carri armati o gli aerei. Nel 1941 un ispettore della sanit dell'esercito chiese ai suoi superiori di inviare Coca-Cola ai soldati, dato che considerava la mancanza della bibita la pi grande tragedia che potesse capitare alla truppa. Sembra un'esagerazione, ma non cos. Nessun francese vive senza il suo vino, nessun messicano senza la sua tequila, nessun indigeno del Chiapas senza il suo posh, nessun uruguaiano senza il suo mate, nessun boliviano senza il suo chicha, nessun russo senza la sua vodka o nessun scozzese senza il suo whisky: lo stesso vale per un soldato americano, che non pu stare senza la sua Coca-Cola. In effetti, sulle lettere dei soldati americani al fronte si leggono cose incredibili. Ad

esempio: Oggi un giorno speciale in reparto. Tutti riceviamo una bottiglia di Coca-Cola. Pu sembrare una cosa di poco conto, ma uno spettacolo vedere questi uomini che hanno fatto pi di venti mesi di navigazione, stringere al petto la bottiglia, correre nella loro tenda (...) e stare l a guardarsela (...). Nessuno aveva bevuto la sua Coca-Cola perch, dopo averlo fatto, sarebbe finito tutto (2). Un altro scrisse: Se qualcuno ci domandasse perch combattiamo, credo che la met dei nostri risponderebbero: per il diritto di comprare Coca-Cola in pace (3). Un'altra lettera dello stesso anno diceva: Penserete che vostro figlio ha tenuto la testa troppo tempo sotto al sole, ma sono due settimane che camminiamo per sedici chilometri. E questo per comprare una cassa di Coca-Cola che ci carichiamo per gli altri sedici chilometri di ritorno. Non potete immaginare com'era buona (4). E ancora, per alcuni storici del marchio, un vero aficionado della Coca-Cola era Ike Eisenhower, che oltre ad arrivare alla presidenza del suo paese, fu anche presidente di uno stabilimento d'imbottigliamento della Coca-Cola. Un cammino simile a quello dell'attuale presidente messicano, Vicente Fox. Nel 1941 la Coca-Cola crea la Sprite. Un anno dopo, quando la guerra s'inasprisce, la Coca-Cola blocca le esportazioni in Germania. Gli imprenditori tedeschi delle imbottigliatrici, fra cui Max Schmeling, campione mondiale di boxe, dovettero trovare da soli il modo per far andare avanti le loro fabbriche. Dopo mille tentativi inventarono una nuova bevanda oggi conosciuta come Fanta, nata sotto il regime nazista. In territorio nazista, in piena battaglia ed essendo la Coca-Cola un marchio non gradito, gli imbottigliatori osarono scrivere la frase un prodotto Coca-Cola S.r.l. sulle etichette, giacch in questo modo avrebbero dato una certa garanzia di qualit ai consumatori. Ma la Coca-Cola continu ad aumentare i profitti. Nel 1943

furono vendute pi di 3 milioni di casse, sebbene la maggioranza delle volte la bibita si usava per dolcificare il t, a causa del razionamento dello zucchero. Gli imbottigliatori, per mantenere un certo equilibrio col governo nazista, erano obbligati a prestare i loro camion per il trasporto e la distribuzione di acqua. Per evitare che le bottiglie di Fanta fossero distrutte dalle vibrazioni nei continui raid aerei, erano immagazzinate piene di acqua, in grotte e pozzi di miniere. Tuttavia, nonostante tutti gli sforzi per salvare i contenitori, non si pot far nulla per preservare le fabbriche. Le quarantatr imbottigliatrici furono distrutte. Alla fine della guerra, il governo nazista sollecit la compagnia, con la minaccia della deportazione nei campi di concentramento, a cambiare il nome in due giorni. Curiosamente Hitler si suicida il giorno dopo. - Le curiosit. - Oggi il pi grande distributore automatico di Coca-Cola si trova in Germania. Ha una capacit di 864 lattine (ma nel 1946 negli Usa il pozzetto pi capiente conteneva 1098 bottiglie). - Nel 1923 la Coca-Cola era venduta in ogni bar degli Usa che non vendeva alcolici e, secondo le norme della compagnia, doveva essere servita a 0 gradi, con ghiaccio tritato, in un bicchiere Coca-Cola dalla forma a campana e con il marchio che indicava il livello dello sciroppo. - Nel 1924 si procedette alla standardizzazione del prodotto e dell'immagine pubblica. Gli impiegati avrebbero vestito l'uniforme, una camicia a righe bianche e verde bottiglia con pantaloni verdi; i camion invece gialli e rossi con cerchioni e parafanghi neri. - Durante gli anni trenta sugli spot della Coca-Cola appar-

vero gli attori pi famosi: Claudette Corbert, Greta Garbo, Jean Harlow, Clark Gable, Cary Grant, Carole Lombard, Loretta Young, Johnny Weismuller (il Tarzan dei film e nuotatore olimpico), Maureen O'Sullivan, Spencer Tracy e Joan Crawford (che si sarebbe in seguito sposata con col presidente della Pepsi-Cola). - Negli anni trenta la Delta Airlines fu la prima a servire la bevanda ai suoi clienti. I loro aerei Fokker portavano sulle ali il logo della Coca-Cola. - Fra i criteri per l'uso del marchio in pubblicit negli anni trenta c'era il seguente: non separare il marchio Coca-Cola su due righe; la frase marchio registrato apparir sempre sulla voluta della sigla della prima C; non mostrare n insinuare che la Coca-Cola possa essere bevuta da bambini in tenera et. - Il generale McArthur autograf la prima bottiglia prodotta nello stabilimento delle Filippine. - Il generale Wainwright, l'eroe di Battan, si fece immortalare in piena campagna coi tre simboli americani per eccellenza: una mazza da baseball, un hamburger e una Coca-Cola. - Nel 1930 la compagnia crea The Coca-Cola Export Corporation. Appare il primo frigorifero della Coca-Cola. - Nel 1935 viene fabbricato il primo distributore automatico di bottiglie per uffici e fabbriche. - Nel 1937 viene presentato alla Fiera Mondiale di Chicago il primo distributore con rubinetto (in barile). - Nel 1942 l'Islanda fu il primo paese europeo dove fu installata un'imbottigliatrice in tempo di guerra, che ottenne il record di consumo pro capite fra tutti i paesi del mondo, Usa compresi. Oggi Usa e Messico sono i maggiori consumatori di Coca-Cola del mondo. - Nel 1942 Otto Dietrich, capo della stampa dei nazisti, dichiar: Gli americani non hanno dato alla civilt nient'altro che la gomma da masticare e la Coca-Cola.

- La prima bottiglia distribuita in piena guerra usc dallo stabilimento di Orn, Algeria, nel Natale del 1943. - I soldati sovietici dicevano della Coca-Cola: "Eto zdorovo" (E' grandiosa). - Durante la guerra una bottiglia di Coca-Cola costava 5 centesimi; ma arriv ad essere valutata fra i 5 e i 40 dollari, che equivalgono ad un aumento fra il 100 e l'800 per cento. - Dicono che Mary Churchill, figlia del primo ministro inglese, battezz un cacciatorpediniere della marina britannica con una bottiglia di Coca-Cola, e che durante la battaglia di Bulge un sacerdote, in mancanza del vino, consacr della Coca-Cola. - Nei primi mesi del 1945 un gruppo di prigionieri di guerra tedeschi rimase sorpreso nel giungere a New York e vedere gli annunci della Coca-Cola: pensavano fosse un marchio tedesco. - Le trasmissioni radiofoniche dell'impero giapponese proclamavano: Con la Coca-Cola abbiamo importato i germi del male della societ americana. Non molti anni dopo il Giappone sar il maggior consumatore del continente asiatico. - Nel 1949 la Cina di Mao Tse-Tung si isola dietro la Cortina di Bamb. Questo passo ingenera paura nella compagnia dato che uno degli ingredienti fondamentali della formula segreta 7X la cassia, o cannella cinese. Ma la CocaCola persevera nei suoi affari coi cinesi attraverso la mediazione di Londra. Note parte seconda. N. 2. Soldato Dave Edwards, in una lettera al fratello. Italia, 1944. N. 3. Soldato Tim Dorsey, lettera inviata alla compagnia,

Francia, luglio 1944. N. 4. Soldato Allan Davidson, ai suoi genitori. Normandia, 1944.

TERZA PARTE. La guerra finisce e fra il 1945 e il 1950 e nasce il nuovo ordine mondiale. Viene creata l'Onu e con essa la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo che i governi s'impegnano a rispettare. Nascono per anche le infrastrutture economiche e le istituzioni internazionali che segneranno il destino dell'economia e della politica mondiale fino ad oggi. Nasce cos il sistema di Bretton Woods, in questo lussuoso hotel nello stato del New Hampshire, in Usa, dove vengono fondati la Banca Mondiale (B.m.) e il Fondo Monetario Internazionale (F.m.i.), che conferisce al dollaro il ruolo di moneta di scambio a livello mondiale. Questo spianer la strada all'espansione delle imprese multinazionali. Il sistema di Bretton Woods giocher un ruolo centrale per il passaggio al modello neoliberista degli anni settanta e, con esso, a tutti i problemi di cui soffriamo oggi. Nasce anche un altro strumento importantissimo: il Gatt (General Agreement on Tariffs and Trade) che nel 1995 diventer la World Trade Organization (W.t.o.). - La quinta tappa. Il Dopoguerra. Torniamo al 1949. Il general Einsenhower offr una CocaCola al generale sovietico Georgij Konstatinovic Zhukov, cui piacque enormemente. Zhukov chiese di far sparire dal-

le bottiglie il marchio Coca-Cola, dato che un generale sovietico non poteva essere pescato con un simbolo dell'imperialismo americano. Einsenhower incaric il generale Clark di trasmettere l'ordine al presidente Truman e questi fece cercare un chimico che eliminasse il colore tipico della bibita, la fece mettere in una bottiglia comune con un tappo recante una stella rossa. Da qui il nome di Caso della Coca Bianca, considerato un segreto di Stato durante la Guerra Fredda. Nel 1950 la Coca-Cola non aveva un solo dirigente di colore, pur essendo la Georgia uno stato a maggioranza nera. Bisogner aspettare cinque anni per vedere per la prima volta sulla rivista Ebony, pubblicata da e per gente di colore, persone di razza nera. Di fronte alle critiche secondo cui la Coca-Cola nuoceva alla salute, l'impresa inizi a promuovere eventi sportivi, come fa ancora oggi. In quell'anno la Coca-Cola realizza il suo primo spot televisivo. Nel 1952, durante i Giochi Olimpici di Helsinki, don uno dei frigoriferi ai sovietici; quattro anni dopo, a Melbourne, la stessa squadra sovietica consum 10766 bottiglie. Nel 1953 il mondo aveva consumato gi 76000 milioni di litri di Coca-Cola, la produzione toccava i 2 milioni di barili e i 30 milioni di dollari in pubblicit, una cifra di gran lunga superiore a quella che alcuni paesi poveri destinano oggi alla lotta contro la povert. Nel 1954 Ray Kroc compra dai fratelli McDonald le bancarelle di hamburger sulle strade e si associa con la Coca-Cola per vendere la bibita in tutti i suoi negozi. Un anno dopo uno studio concludeva dicendo che in pi di ventimila stazioni di benzina statunitensi si diceva: L'automobilista si fermava per fare benzina, andava alla toilette, comprava una Coca-Cola e continuava il viaggio. Sempre nel 1955 l'attrice Joan Crawford, una delle ragazze della compagnia Coca-Cola degli anni trenta, si sposava col presidente della

Pepsi. Da parte sua l'allora vice presidente Richard Nixon, vecchio uomo della Coca-Cola e presunto aficionado della bibita, firmava un precontratto con Nikita Krusciov, capo dell'Unione Sovietica, per introdurre la Pepsi in territorio russo. Pur essendo la bibita nazionale di tutti gli americani e malgrado la pubblicit e il suo elevato consumo, la Coca-Cola Company continuava a subire critiche perch nuoceva alla salute degli adolescenti. A questo proposito, secondo alcune fonti, la Coca-Cola non ha perso un solo processo. Durante uno di essi la compagnia ha dichiarato: L'unico modo in cui il prodotto potrebbe causare danni a un bambino facendogli cadere la bottiglia in testa da una finestra. Cos il consumo andava aumentando. Verso il 1960 il popolo statunitense consumava 40 mila bottiglie al minuto e trent'anni dopo il secondo prodotto pi consumato al mondo (secondo alcune fonti esso supera attualmente le 45 mila bottiglie al secondo). In questo anno il disegno e il profilo della bottiglia sono riconosciuti ufficialmente dall'Ufficio Brevetti come marchio registrato. E' anche l'anno in cui la Fanta sbarca in America e la Coca-Cola per la prima volta acquisisce una compagnia, la Minute Maid Co. Qui inizia una nuovo capitolo di rapine a danno dei concorrenti che and mano mano assorbendo. Nel 1961, la bibita si poteva comprare in Giappone liberamente, mentre prima si trovava solo di contrabbando o tramite i militari americani nel paese. Per questo la Coca-Cola Company, fra le imprese che imbottigliavano e distribuivano la bibita, scelse Mitsubishi, Kikkoman, Kirin, Fuji o Sanyo. J. Paul Austin fu il decimo presidente della Coca-Cola nel 1962. Era laureato in legge all'Universit di Harvard e parlava spagnolo, francese e giapponese. La sua presidenza fu rilevante per l'amicizia con Jimmy Carter, che aiut nella

campagna per l'elezione a governatore della Georgia mettendo a disposizione aerei e limousine. Il governatore visit diversi paesi per promuovere affari col suo Stato. Per questo gli uomini in giacca e cravatta della Coca-Cola consigliavano Carter sui paesi in cui si recava. Sembravano degli ambasciatori. Grazie a loro Carter era informato sulla vita, la cultura, la politica e la situazione economica di ogni nazione. Un grande fan della Coca-Cola fu John F. Kennedy che nel 1963 propose l'ambasciata Usa in Inghilterra a Robert Woodruff, presidente della compagnia. Ma Il capo declin l'offerta. E l'anno in cui il famoso regista Billy Wilder dirige, per la compagnia, uno dei film pi famosi della CocaCola, "One, Two, Three", una satira sulla compagnia nella Germania dell'Est e insieme un documento sulla fobia anticomunista della Coca-Cola. Cos, nei decenni successivi, vedremo la classe politica strettamente legata sempre pi agli interessi delle societ multinazionali che al popolo che l'ha votata. E in particolare la Coca-Cola Company si vedr fortemente coinvolta in lotte politiche e reazioni della societ. Nel 1968 gli arabi boicottarono la Coca-Cola per aver permesso l'imbottigliamento della bibita in Israele. Fu un duro colpo per la compagnia, rappresentando il mondo arabo un importante mercato. Verso il 1969 gli introiti lordi della Coca-Cola Company furono di milletrecento milioni di dollari con profitti di oltre 121 milioni di dollari, di cui 100 milioni investiti in pubblicit, che equivale all'82,6 per cento dei profitti. Un anno dopo, nel 1970, la Coca-Cola il prodotto mondiale presente in pi paesi: centotrenta nazioni. Ciononostante negli anni settanta c' la grande crisi mondiale del debito estero dei paesi periferici, sottosviluppati o del cosiddetto Terzo Mondo. Tutti si trovano indebitati con la Banca mondiale (B.m.) e col Fondo monetario internazionale (F.m.i.). Con il

pagamento degli interessi questi paesi avevano gi restituito pi volte il capitale originale. Alcuni governi si rifiutavano di pagare, cos il sistema di Bretton Woods comincia a stringere la morsa obbligando quei paesi ad aprire i loro mercati alle compagnie multinazionali. Inizia allora l'era del modello neoliberista e, con esso, l'applicazione delle politiche dell'adeguamento strutturale. Ogni governo che si rifiutava veniva spazzato via da un golpe militare appoggiato dagli Usa. Le dittature militari si incaricano cos di aprire le porte del proprio paese ai grandi capitali. Inizia cos la rivalit delle multinazionali verso le imprese pubbliche e la lotta per la privatizzazione delle materie prime necessarie all'aumento dei loro profitti. Si acuiscono i problemi coi lavoratori iscritti ai sindacati, con gli stabilimenti d'imbottigliamento e coi fornitori. A partire da questo momento vedremo la Coca-Cola Company vicina alle forze militari e paramilitari di altri paesi; e, nel contempo, avremo un aumento della violazione dei diritti umani. Richard Nixon diventa presidente degli Usa (1969-1974). Fortemente vincolato agli interessi della Pepsi-Cola, firma un contratto con l'Urss per imbottigliarvi la bibita per la prima volta. La Coca-Cola fa una campagna pubblicitaria pi aggressiva e crea, nel contesto della guerra contro il Vietnam e del rifiuto dei cittadini americani verso le politiche del loro governo, lo spot migliore di tutta la storia della pubblicit. Sulla cima di una collina in Italia, la Coca-Cola riunisce duecento giovani di ogni angolo della terra appositamente vestiti con gli abiti caratteristici della propria nazione e, con una bottiglia di Coca-Cola in mano, cantano insieme: Vorrei cantare insieme a voi in magica armonia. Questo spot appare per la prima volta in televisione nel 1971 facendo sensazione in tutto il mondo. Si diceva che nessun altro spot televisivo era riuscito, in un minuto, a cogliere tanti valori e impressioni. Il gruppo musicale inglese

New Sekkers incise la canzone su un disco che vendette pi di un milione di copie. Per molti anni questo stato considerato il miglior spot pubblicitario mai realizzato sui mezzi di comunicazione. Tuttavia passeranno dieci anni prima che, malgrado l'esclusiva della Pepsi con l'Urss, la CocaCola ottenga un contratto in esclusiva per patrocinare le Olimpiadi di Mosca del 1980, per le quali pag 10 milioni di dollari. Nel 1972 esce la prima guida illustrata dei gadget della Coca-Cola. Nascono i collezionisti. Nel 1975 nasce il Clan Coca-Cola che unisce tutti i club di collezionisti. All'improvviso i vecchi oggetti pubblicitari - vassoi da ristorante, almanacchi o qualsiasi oggetto recante il logo della Coca-Cola -acquistano grande valore. Secondo una delle nostre fonti, il numero degli oggetti collezionati e censiti dalla compagnia nel 1992 sono pi di 3 milioni. Nello stesso anno nasce il G7, il gruppo dei sette paesi pi sviluppati e industrializzati del mondo che controlla il sistema di Bretton Woods col quale il mondo era fortemente indebitato. Giappone, Germania, Francia, Italia, Inghilterra, Canada e Stati Uniti, cominciano ad imporre le proprie condizioni per capovolgere il mondo. Le multinazionali erano gi pronte per divorare il mercato, le imprese statali e le risorse naturali dei propri debitori. Nel 1974, in piena campagna elettorale per la presidenza degli Usa, Jimmy Carter ingaggia lo specialista in pubblicit della Coca-Cola Company per rafforzare la sua immagine in dirittura d'arrivo. Il presidente messicano amico della Coca-Cola, Vicente Fox, arriver con pi di venti anni di ritardo alle tecniche di mercato in politica per comprare la presidenza, ma ci occuperemo di questo personaggio pi avanti. Torniamo al 1974, quando Jimmy Carter disse vantandosi: Abbiamo la rappresentanza del Dipartimento di Stato all'interno della Coca-Cola Company. Loro mi forni-

scono in anticipo le relazioni su un determinato paese, quali sono i suoi problemi, chi sono i suoi dirigenti e quando potr recarmi l, oltre a presentarmi ai capi di queste nazioni. Durante la campagna presidenziale del 1976, ad un banchetto presieduto da Paul Austin, Carter confess agli imprenditori preoccupati che i suoi discorsi sulle atroci e continue alleanze fra capitalismo e politica non dovevano essere presi sul serio. Io sar ancora un alleato delle imprese. Carter nomin un gruppo di uomini della Coca-Cola: Charles Duncan divenne sottosegretario della Difesa (prima di passare alla segreteria dell'energia); Joseph Califano ottenne, fra gli altri, il ministero della salute, dell'istruzione e del welfare. Gli imprenditori della Coca-Cola vanno all'assalto del potere cos come anni dopo faranno gli imprenditori dell'industria bellica e farmaceutica. Nel 1977 il governo indiano chiede alla compagnia di mostrargli la formula come condizione per distribuire la bibita nel paese. La Coca-Cola si rifiuta e si ritira perdendo 400 milioni di possibili consumatori. Solo grazie a Rajiv Gandhi la Coca-Cola ritorna in India molti anni dopo, ma nello stesso anno in cui il prezzo dello zucchero precipita. La Coca-Cola utilizzava un milione di tonnellate all'anno di zucchero (ne era il maggior consumatore mondiale). La CocaCola Company fece pressioni su Carter perch approvasse una legge che permettesse alle imprese locali in Georgia di pagare un chilo di zucchero quattro centesimi, sovvenzionando cos l'impresa coi fondi pubblici. Alcuni congressisti chiamarono questa proposta di legge progetto Coca-Cola. Secondo alcune fonti Paul Austin, l'allora presidente della Coca-Cola, and a Cuba col fine di intavolare dei negoziati con Fidel Castro, dato che la Coca-Cola aveva una causa pendente col governo cubano per 27 milioni di dollari. L'anno successivo, il 1978, la Coca-Cola ottiene un contratto con la Cina comunista per imbottigliare la bevanda alcu-

ni giorni prima che gli Usa normalizzassero le relazioni diplomatiche con questo paese. Curiosamente Mao Tse-Tung, nel suo "Libretto rosso", definisce la Coca-Cola il narcotico degli straccioni del capitalismo revanscista. La Cina si aggiunge cos agli oltre 1200 stabilimenti d'imbottigliamento sparsi in 135 paesi. Anche il governo bulgaro, da parte sua, firma un contratto per imbottigliare la Coca-Cola, e cos altri paesi comunisti come la Iugoslavia, la Cecoslovacchia e la Romania. Durante la guerra del Vietnam la CocaCola costru stabilimenti d'imbottigliamento a Danang e a Saigon. Le politiche dell'adeguamento strutturale iniziarono a farsi sentire sulla vita del lavoratori. La diminuzione dei salari, la cancellazione del controllo dei prezzi dei prodotti di prima necessit e, in generale, il progressivo peggioramento dei diritti dei lavoratori fanno registrare i primi danni. Cos due anni dopo in Guatemala c' il primo morto a causa della Coca-Cola: il 2 gennaio del 1980 l'Uita (5) comunic che il sindacalista della Coca-Cola Pedro Quevedo era stato assassinato. Pochi mesi dopo, a maggio, furono assassinati altri quattro membri del sindacato. In molti paesi latinoamericani i manifestanti, in preda all'indignazione, demolirono le insegne dei punti vendita e cambiarono i cartelli pubblicitari dell'impresa con la frase Coca-Cola: La chispa de la muerte ("Coca-Cola: il mandante della morte"). Inizia cos l'ondata di terrore della compagnia contro i suoi lavoratori iscritti al sindacato. - Le curiosit. - La prima volta che la Coca-Cola attravers l'Atlantico con scopi commerciali fu con il dirigibile tedesco Graf Zeppelin.

- Nel 1955 Richard Woodruff si ritira dalla compagnia. - Nel 1963 fa il suo ingresso nel mercato TAB, la prima bibita senza zucchero. - In Svizzera la Coca-Cola fu proibita perch conteneva acido fosforico. - In Brasile si diceva che la Coca-Cola causava il cancro e l'impotenza nei giovani, mentre in Giappone la sterilit nelle donne. Nelle Filippine girava voce che facesse cadere i denti e che un impiegato del birrificio San Miguel era caduto dentro una delle cisterne di sciroppo di Coca-Cola cambiandone il sapore. - In Marocco gli aficionados della Pepsi accusavano i consumatori della Coca-Cola di essere indipendentisti. A Chamula, in Chiapas, i fanatici di entrambe le bibite si uccidevano a vicenda. Ma ci sono altre storie. Alle Barbados dicevano che la Coca-Cola trasforma il rame in oro; ad Haiti un'anziana resuscit grazie al nipote che gli fece bere una Coca-Cola; in Russia le donne utilizzavano la bevanda di contrabbando per combattere le rughe e scambiarla con dei calzini. - Nel 1945 l'Egitto non sapeva cos'era una Coca-Cola, verso il 1950 imbottigliava nelle sue sei fabbriche pi di 350 milioni di bottiglie all'anno. La popolazione affermava che il liquido si preparava con sangue di maiale. - L'avvocato incaricato dei casi per ingredienti sospetti era il biologo Perry Wilbur Fatting, che studi gli effetti prodotti dall'ingestione di insetti marinati nella Coca-Cola. Studi tutti gli insetti velenosi e i piccoli animali che potevano entrare per sbaglio nelle bottiglie di Coca-Cola, compresa la vedova nera. - Ridicolaggini: sono stati creati dei gruppi in difesa della Coca-Cola. Il Coca-Cola Collector's Club fu fondato in Spagna nel 1990 e oggi conta un centinaio di associati. I fondatori furono Albert Molina, Joan Bonet, Xavier Prats e Jordi

H. Rubi. Durante i primi tempi Tanga World organizzava due riunioni all'anno per vendere all'asta e scambiare oggetti legati alla Coca-Cola. Albert Molina ha girato pi di cento paesi per comprare oggetti per la sua collezione. Il suo museo consta di oltre 7 mila pezzi diversi. Il club di collezionisti di Coca-Cola negli Usa conta attualmente seimila soci. L'assemblea del club internazionale dei collezionisti della Coca-Cola festeggiata ad Atlanta nel 1991 riun una tale quantit di persone che non bast un hotel intero per ospitare tutta la convention. - Assurdit: la grande insegna luminosa della Coca-Cola nel museo omonimo di Atlanta si compone di 1407 lampadine e 580 tubi al neon. E' alta nove metri e larga ottanta e pesa 12500 chili. La sfera esterna gira su un asse inclinato di ventidue gradi come quello della terra. E' tra i musei pi visitati al mondo. - Il primo distributore di Coca-Cola nella vecchia Unione Sovietica si trova nella hall dell'Hotel Mezhdunarodnaja. - Il camion della Coca-Cola pi lungo si trova in Svezia: misura ventiquattro metri ed ha un trailer a quattro snodi. La pi grande flotta di camion del mondo appartiene alla Coca-Cola. - L'unico mezzo per trasportare la Coca-Cola hasta sulle cosiddette Alpi Giapponesi, a quasi tremila metri di altura, l'elicottero. I forti venti e l'inclinazione delle scarpate non permettono l'atterraggio dell'elicottero che deve rimanere sospeso in aria e scaricare le scorte con le reti. - Lo stabilimento d'imbottigliamento di Shatin a HongKong , con i suoi venticinque piani, il pi alto del mondo. - Valentin Lachica, un filippino di settantatr anni, non chiude mai il suo chiosco a San Fernando de la Unin finch non ha venduto cinquanta casse di Coca-Cola. Normalmente realizza 1200 vendite giornaliere e rimane aperto circa dodici ore.

- Il paese pi a nord in cui s'imbottiglia Coca-Cola la Norvegia, dove le vendite superano il Circolo Polare Artico. Il paese pi a sud invece l'Argentina, dove le vendite nell'Antartico partono dallo stabilimento nella Terra del Fuoco. - Sono 66 milioni le persone che, in un giorno normale negli Usa, bevono Coca-Cola. Il cliente col maggior volume di vendite di Coca-Cola il Varsity Restaurant di Atlanta, nello Stato della Georgia. Conta 3 milioni di consumazioni all'anno. - Si conta che molti politici furono o sono grandi consumatori di Coca-Cola: re Faruk d'Egitto, re Hussein di Giordania, Ike Eisenhower, Richard Nixon, Lyndon Johnson, re Faisal d'Iraq, le principesse d'Olanda, il dittatore cubano Batista, Fidel Castro, John F. Kennedy, il sultano del Marocco e il presidente messicano Pnte Fox. Chi altri conosci oltre a te stesso? Note parte terza. N. 5. Uita, Unione Internazionale delle Associazioni dei Lavoratori dell'Alimentazione.

QUARTA PARTE. Durante gli anni ottanta le misure neoliberiste si rafforzano, fra queste l'espansione delle privatizzazioni e la pressione delle multinazionali che, come avvoltoi, minacciano i governi per comprare tutte le imprese, le risorse e i beni. Il concetto di privatizzazione si svilupp progressivamente

nei venti anni successivi, arrivando a comprendere l'acqua, la biodiversit e altre risorse naturali, oltre ad altri vantaggi per le grandi multinazionali, come la riduzione dei diritti sul lavoro. Con nomi quali manodopera competitiva o riforma del lavoro e diversi altri, i diritti dei lavoratori furono intaccati pesantemente a vantaggio dei profitti delle grandi imprese. I sindacati diventarono il nemico da battere. In Colombia la Coca-Cola Company si alle anche con l'esercito e con gruppi paramilitari. A causa dei sindacalisti assassinati e dei migliaia di licenziamenti in tutto il mondo, si svilupp una reazione internazionale impressionante contro la Coca-Cola. Poche campagne del genere si sono viste contro una multinazionale. Si tratta di campagne come quelle contro Nestl, Nike o le imprese petrolifere. I sindacalisti colombiani lanciarono una battaglia mondiale contro la Coca-Cola: Vi invitiamo a continuare a denunciare le violazioni dei diritti umani commesse dalla multinazionale e a continuare i preparativi per intensificare il boicottaggio internazionale contro la CocaCola. Questo appello, insieme al boicottaggio, si aggiunse alle manifestazioni contro la multinazionale in Cile, Venezuela, Turchia, India, Francia, Belgio, Olanda, Germania, Italia, Spagna, Svezia, Danimarca, Medio Oriente, Iran, Arabia Saudita, Bahrein, Messico, Guatemala, Marocco, Usa, Libia, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Pakistan, Bangladesh e Indonesia. I lavoratori della Coca-Cola invitarono a lottare anche i lavoratori, i consumatori e le organizzazioni sociali e politiche (...). Comunit di questi paesi hanno deciso di non bere pi Coca-Cola in segno di condanna della sua politica violenta e per non fornire denaro alla guerra in Iraq promossa da George Bush e protestare contro l'appoggio dato dal governo Usa al genocida Ariel Sharon (Bogot, Colombia, 6 agosto 2003). Negli Usa si sviluppata la campagna Stop Killer Coke cui si sono uniti atti-

visti e studenti di oltre venti universit e centri educativi, fra cui Bard, Bowdoin College, Mt. Holyoke College, Coirdozo Law School e le universit di Georgetown, Chicago, Hofstra, Illinois e Illinois State, Loyola, Saint Louis, California, Massachusetts, Montana, Wisconsin (Madison e Milwaukee), Western Virginia. - L'acqua nera si macchia di rosso. Negli anni ottanta la Coca-Cola Company si trova coinvolta in gravi violazioni dei diritti umani. I legami con governi e forze armate non sono una novit quanto invece lo sono quelli con gruppi paramilitari. A quei tempi era gi arrivato negli Usa il cubano di origine basca Roberto Goizueta. A diciotto anni non parlava una parola di inglese ma, al termine degli studi, risult uno dei migliori allievi a Yale. Nel 1980, anno in cui designato nuovo presidente della CocaCola Company (fu il primo straniero ad occupare questo posto), con la morte del sindacalista Pedro Quevedo si registra il sesto omicidio dell'impresa Coca-Cola in Guatemala. Lo stesso anno morirono assassinati altri quattro suoi colleghi. La morte del sindacalista della Coca-Cola, denunciata dalla Uita, provoc reazioni di protesta in molti paesi. Questo fatto ha gettato le basi delle future campagne di boicottaggio contro l'impresa. Nel 1982 viene lanciata sul mercato la campagna CocaCola cos, slogan col quale la compagnia intende recuperare la propria immagine. Per questo riunisce nel centro di Atlanta duemila imbottigliatori di Coca-Cola di tutto il mondo per assistere alla proiezione dello spot sulle reti televisive pi importanti. Contemporaneamente nasce in Colombia il Sinaltrainal (6), il principale sindacato colombiano nemico della Coca-Cola. Sempre nel 1982 inizia la de-

molizione del vecchio edificio della compagnia negli Usa, i cui mattoni furono distribuiti come regalo a ricordo dei bei tempi. La compagnia continua con le sue ambizioni di espansione. Nel 1983 la Coca-Cola compra gli studios della Columbia per 700 milioni di dollari, quasi il doppio del valore delle proprie azioni sul mercato. Ottiene cos grandi successi producendo film come "Tootsie", "Gandhi", "Giocattolo a ore", "L'amore di Murphy" e "Ghostbusters". La Coca-Cola mette anche a disposizione di tutti i suoi consumatori una nuova linea telefonica internazionale gratuita. Ingaggia il cantante spagnolo Julio Iglesias per attrarre il pubblico femminile, i consumatori stranieri e quasi 30 milioni di ispanofoni in territorio statunitense. Alle olimpiadi di Los Angeles, la Coca-Cola vuole recuperare l'insuccesso delle precedenti olimpiadi di Mosca, per la cui esclusiva aveva pagato milioni di dollari andati in fumo per il boicottaggio degli Usa e di altri paesi. La Pepsi-Cola intanto conquistava terreno sul mercato e la Coca-Cola stava pagando lo scotto per non averla comprata in passato nonostante le tre offerte. Roberto Goizueta decide di cambiare la formula della Coca-Cola parlandone in privato col terzo padrone della compagnia, Robert Woodruff, Il capo, novantacinquenne, era quasi sordo, cieco e con un piede nella fossa. Disse che Il Capo aveva accettato. Quello stesso anno, il 1985, poco prima del lancio della New Coke, muore Robert Woodruff, uno dei pi rappresentativi imprenditori statunitensi. Egli non sapr cos nulla dello scandalo provocato dalla intenzione di cambiare il sapore della Coca-Cola, il cui costo fu di 4 milioni di dollari. Nei tre mesi successivi, alle ottocento linee telefoniche di cui la compagnia disponeva, arrivarono centinaia di migliaia di chiamate e di lettere: i consumatori volevano ritornare alla vecchia formula. Per seguire una moda si era cer-

cato di cambiare un simbolo nazionale senza tenere conto del fanatico consumatore, i cui tre massimi principi erano Dio, Patria e Coca-Cola. Lo spiegamento pubblicitario per promuovere il nuovo sapore fu colossale ma al pubblico non piaceva affatto. In Messico il padre di Goizueta aveva ricevuto minacce, e aveva chiesto al figlio di ridare alla Coca-Cola il sapore originale. Nel frattempo a L'Avana, Fidel Castro dichiarava che la scomparsa del prodotto genuino era un sintomo della decadenza statunitense. La reazione dei consumatori tale che la Coca-Cola decide di ritornare alla formula originale. La rete televisiva A.B.C. interrompe la programmazione per dare la notizia, che il giorno dopo viene riportata su tutti i giornali statunitensi. Curiosamente quello stesso giorno, il presidente Ronald Reagan, legato agli interessi della Pepsi-Cola, viene operato per un cancro e la notizia passa in secondo piano. Nel 1986 la compagnia celebra i cento anni. Aveva iniziato con meno di trenta impiegati mentre ora se ne calcolavano quasi un milione in tutto il mondo. E' anche l'anno in cui sono assassinati l'operaio della Nestl e il sindacalista Hctor Daniel Useche Bern, membro del Sinaltrainal in Colombia, che contava migliaia di lavoratori iscritti nella CocaCola. Per l'anniversario si riuniscono ad Atlanta 12500 rappresentanti degli imbottigliatori di tutto il mondo. La festa cost alla compagnia 23 milioni di dollari. La Columbia Pictures, di propriet della Coca-Cola, produce diversi film, fra cui "Perfect", "Mississippi Adventure", "Dance" - "Voglia di successo" e "Ishtar", con Dustin Hoffman e Warren Beatty. In quell'occasione si calcolava che negli Usa si consumasse pi Coca-Cola di qualsiasi altra bevanda, acqua compresa. La Pepsi non volle rimanere indietro. La Guerra delle Cola si fece dura. Pepsi-Cola conquista Madonna e Michael Jackson per dei video promozionali. La Coca-Cola compra i

servigi di Whitney Houston, George Michael, Sting e Cyndi Lauper e mantiene la sua presenza in pi di quattrocento grandi luoghi pubblici, dagli stadi di football a Disneyland. Verso il 1988 la Coca-Cola raggiunge per la prima volta i mille milioni di dollari di profitto, e anche se le vendite in Usa erano pi o meno le stesse fra le due compagnie, in ambito internazionale la Coca-Cola valeva quattro volte pi della Pepsi-Cola. In quell'anno la met di tutte le bibite analcoliche consumate nel mondo era costituita da CocaCola. L'Indonesia, per esempio, coi suoi quasi 200 milioni di abitanti era uno dei paesi preferiti dalla compagnia per il grande consumo di Coca-Cola. La Comunit Europea invece, nonostante il tentativo della compagnia di infiltrarsi nella vita e nella cultura con Eurodisney e le olimpiadi di Barcellona (che furono a ragione chiamate Giochi Olimpici della Coca-Cola), contribuiva solo per il 29 per cento dei profitti, con un consumo medio di ottantuno bottiglie all'anno (in Francia trentuno bottiglie all'anno a persona). Neanche in Giappone le cose andavano tanto bene per l'impresa, che vedeva i profitti scendere. Il fatto che la politica economica degli Usa verso il Giappone provoca una reazione contro l'impero statunitense. Malgrado gli oltre 2 milioni di distributori automatici, i giapponesi pensavano che la CocaCola fosse solo una bibita per i giovani. Cos la compagnia lancia una grande campagna pubblicitaria percorrendo il paese con un camion, il Mobotron, dotato di un monitor alto cinque metri. I giapponesi per rimangono indifferenti, cos la Coca-Cola vende la Columbia Pictures alla Sony per 3400 milioni di dollari (l'aveva comprata per 750 milioni). La societ e gli imprenditori americani reagirono negativamente nel vedere un simbolo della cinematografia nazionale passare nelle mani dei giapponesi. Nel 1989 assassinato il primo sindacalista colombiano della Coca-Cola, Avelino Chicanoy, e si riattivano le mobilitazioni e le reazioni con-

tro l'impresa. Sempre in questo stesso anno la Coca-Cola sferra un altro attacco pubblicitario su grande scala. Vi ricordate quel famoso spot girato nel 1971 in Italia dove la compagnia riun duecento giovani di tutto il mondo? Bene, ora decide di riunire sulla stessa collina quei duecento giovani (anche se ne trova venticinque) con i figli. In cinque giorni gir lo spot che avrebbe generato un impatto mondiale e spettacolare. La Coca-Cola chiude gli anni ottanta con enormi profitti, le sue azioni aumentarono il proprio valore di quasi il 735 per cento, portando ai suoi azionisti un beneficio di trentamila milioni di dollari. La sua influenza e il suo potere invadono ogni luogo, il suo opportunismo non ha limiti. Quando nel 1989 cade il muro di Berlino, la compagnia regala migliaia di bottiglie mentre i cittadini di Berlino est attraversano la frontiera. Non lontano da Mosca, nel bel mezzo della Piazza Rossa, la Coca-Cola entra a far parte della vita e della cultura russe con i ristoranti McDonald's. Nel 1991 la presenza della Coca-Cola in tutto il mondo era ormai un mito. Quell'anno la casa editrice di The New York Times dichiar: Presto o tardi, non importa a quanta distanza dalle comodit e dai vantaggi del mondo moderno, la Coca-Cola ti trover. Anche sulla cima dell'Himalaya, sulle isole battute dagli uragani o nella culla della civilt, se preferisci, la Coca-Cola sar l ad attenderti. Nei primi anni novanta si consumavano 3456 milioni di Coca-Cola in tutto il mondo. Attualmente il Messico uno dei principali consumatori mondiali, soprattutto lo Stato del Chiapas e le comunit rurali. Nei primi anni novanta la spesa dell'impresa per la pubblicit fu di 4000 milioni di dollari. Lo stipendio del presidente della Coca-Cola, comprese le azioni dell'impresa pi qualche altro beneficio, era di 86 milioni di dollari, mentre il vice presidente guadagn nel 1991 38 milioni di dollari. La retribuzione dei due funzionari fu di 340

mila dollari al giorno. Il guadagno di questi due uomini equivale alle entrate giornaliere di 150 mila indigeni del Chiapas. Nel 1993 la Coca-Cola punta ad acquisire le imprese imbottigliatrici e comincia a comprare quelle che ancora non controlla, con l'intenzione di disporre di maggiori patrimoni e controllare la fabbricazione in determinate zone dell'America del Sud. L'ambizione della Coca-Cola si scontra con un grande muro: i lavoratori organizzati e iscritti al sindacato. Pur di far sparire i sindacati usa le armi della pressione, del ricatto, dell'estorsione, del licenziamento, dell'intimidazione, della tortura e persino dell'omicidio. Cos nel 1994 vengono assassinati due leader sindacali in Colombia e un altro nel 1995. Nel 1996 altri due leader sindacali lavoratori della Coca-Cola muoiono per mano dei paramilitari collusi con l'impresa. La Coca-Cola era allora venduta in 205 paesi. Nel 1997 nasce il secondo museo della Coca-Cola a Las Vegas, e muore il presidente della compagnia Roberto Goizueta. Si dice che in tutta la storia della Coca-Cola pochissimi hanno conosciuto la composizione della formula segreta della bibita: John Pemberton, il suo inventore, Asa Candler e suo figlio, rispettivamente secondo e terzo proprietario; Woodruff e i tre o quattro chimici della compagnia. Questi sono gli unici mortali che hanno conosciuto i segreti dell'ingrediente 7X. Anche Roberto Goizueta, un chimico, conosceva la formula. Al suo posto viene nominato presidente Douglas N. Daft. L'acqua nera tuttavia torna a macchiarsi di rosso. Nel 2001 muore un altro lavoratore iscritto al sindacato della CocaCola, e nel 2002 un altro ancora. Il sangue scorre e fra il 2002 e il 2003 viene lanciata la pi grande campagna pubblicitaria mai vista contro la Coca-Cola. Parallelamente, con la ribellione nel 1994 dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (E.z.n.l.) in Chiapas e l'entrata in vigore

del Trattato del Libero Commercio pi grande del mondo fra Usa, Canada e Messico, il governo degli Usa d inizio al suo pi ambizioso piano economico continentale per ridurre l'intero continente sotto la sua egemonia economica e militare: l'Alca, l'Area di Libero Commercio delle Americhe. Contemporaneamente nasce un nuovo tentativo di struttura economica planetaria, l'Organizzazione Mondiale del Commercio (O.m.c.), con la pretesa di imporre regole commerciali uguali in tutto il mondo. I nuovi accordi e le nuove regole commerciali danno maggior potere alle multinazionali. In special modo comincia la corsa all'acqua e, in generale, alle risorse naturali, la materia prima delle imprese. Ormai non pi solo guerra contro i lavoratori ma anche contro gli indigeni e i contadini per strappargli l'acqua e il mercato dello zucchero. La disfatta dell'O.m.c. alla quinta Riunione Ministeriale a Cancn, in Messico, lo scorso settembre mette in allarme la nuova strategia statunitense di rafforzare i propri interessi con l'Alca o i trattati bilaterali di libero commercio. All'ordine del giorno della Coca-Cola Company ora c' l'acqua. La vediamo in Chiapas costruire scuole per gli indigeni insieme col governo dello Stato, non per dove capita ma nelle regioni dove ci sono i giacimenti d'acqua pi importanti. Di questo per parleremo pi avanti. - Le curiosit. - Il cartello pubblicitario di Coca-Cola pi grande del mondo si trova sulla collina El Hacha, ad Arica (Cile); lunga 122 metri e alta quaranta, ed costruita con settantamila bottiglie di Coca-Cola. Il Cile uno dei primi paesi ad aver privatizzato le fonti d'acqua e i fiumi all'epoca della dittatura militare. - Coca-Cola la marca commerciale pi famosa del mondo.

E' conosciuta dal 94 per cento della popolazione mondiale. Secondo un'inchiesta realizzata nel 1997, Coca-Cola il secondo marchio pi apprezzato al mondo dietro a McDonald's e davanti a Disney, Kodak, Sony, Gilette, MercedesBenz, Levi's, Microsoft e Marlboro. - Nel 1990 apre ad Atlanta Il mondo della Coca-Cola, il museo ufficiale della compagnia e nasce - niente di pi ridicolo! - il Coca-Cola Collectors Club, primo club spagnolo di collezionisti di Coca-Cola. Ad aprile inaugurato a Castelldefels, vicino a Barcellona, il primo locale pubblico europeo non ufficiale ( una collezione privata) dedicato al mondo Coca-Cola. - Nel 1992 la Coca-Cola lo sponsor esclusivo delle Olimpiadi di Barcellona. La pubblicit sparsa per tutta la citt, su sedie, tavoli, cartelli e distributori automatici. I tedofori della manifestazione portano il logo Coca-Cola sulle tute sportive. - Nel 1996 Coca-Cola padrona di casa nelle citt dei Giochi Olimpici di Atlanta. - A Taiwan, coi suoi venticinque metri, c' la bottiglia gonfiabile pi grande del mondo. - Il consumo annuale di Coca-Cola in Cina nel 1989, dopo il massacro di Piazza Tian'anmen, fu di una bottiglia pro capite. - A Lille, in Francia, il 27 novembre del 1990 un bambino di sei anni ha ucciso la madre con un fucile per non avergli dato un bicchiere di Coca-Cola. - Si dice che negli Usa ci sono madri che danno ai propri figli il latte con Coca-Cola. Nelle comunit rurali del Messico ci sono madri che, invece del latte, mettono direttamente la Coca-Cola nel biberon dei propri figli. Note parte quarta.

N. 6. Sinaltrainal, "Sindicato Nacional de Trabajadores de la Industria de la Alimentacin de Colombia".

QUINTA PARTE. I Trattati di Libero Commercio, il P.p.p. (Piano Puebla-Panama) e l'Alca cercano di massimizzare, in ambito neoliberista, i profitti per le multinazionali. E' la logica del mercato, della concorrenza, dell'appropriazione delle ricchezze, dei beni, degli investimenti e dei prezzi: il controllo totale della vita. In questa cornice, una delle aree da cui le imprese traggono maggiori profitti lo sfruttamento dei lavoratori, e la Coca-Cola, come tutte le grandi multinazionali, beneficia delle politiche di adeguamento che i paesi mettono in funzione obbligati dalla Banca Mondiale, dal Fondo Monetario Internazionale e dall'Inter-American Bank of Development (I.b.d., Banca Interamericana di Sviluppo). E continua ad essere cos, che ci piaccia o no. E non un discorso ideologico. Fra la varie definizioni usate dai governi e dalle grandi imprese che c'interessano, figurano come gi dicevamo riforma del lavoro, rendere competitiva la manodopera, rafforzare il capitale umano e ridurre i costi di produzione. Nella pratica questo implica il congelamento dei salari, l'eliminazione dei sindacati, la sparizione dei contratti collettivi di lavoro, l'eliminazione dei servizi sociali (crediti per la casa, salute...), il licenziamento dei lavoratori pi vecchi, l'eliminazione delle pensioni e della distribuzione degli utili, il lavoro a tempo determinato, l'appropriazione dei risparmi dei lavoratori attraverso le banche, la diminuzione dei costi

delle attrezzature di sicurezza del lavoratore, l'impiego di licenziamenti di massa, l'estorsione di ore di lavoro straordinario pena il licenziamento. Ci sono anche misure di adeguamento come la cancellazione del controllo dei prezzi dei prodotti di prima necessit (i generi alimentari, ad esempio), l'eliminazione dei sussidi per i prodotti di prima necessit, la privatizzazione dei servizi sanitari e scolastici, l'aumento del costo dei servizi prestati dallo Stato, l'aumento delle tasse... Tutte misure che finiscono per soffocare il lavoratore. Bene, di tutto questo ha fatto uso la Coca-Cola Company traendone vantaggio. Anche in Colombia stata accusata di utilizzare le cooperative di lavoro associato che assumono una parte della catena produttiva a proprio rischio e senza costo per la compagnia. In questo modo evitano di pagare salari adeguati e altri benefici ai lavoratori e ghettizzano la manodopera iscritta al sindacato protetta dai contratti collettivi. Contemporaneamente, controllano le condizioni di contrattazione dei servizi con queste cooperative, garantendo i propri interessi. Ma la Coca-Cola andata oltre. Lo Stato e le multinazionali come la Nestl e la Coca-Cola hanno scatenato una campagna per trasformare in reato ogni protesta sociale: dalle diffamazioni, legando i sindacati che danneggiano i loro interessi con le organizzazioni di guerriglia, alle azioni giuridiche contro i dirigenti sindacali per atti di terrorismo e ribellione basati su montature e prove false, calunnie, diffamazioni e persino violazioni delle sedi sindacali. - La Coca-Cola, i paramilitari e i diritti umani. Esaminiamo ora alcuni fra i pi scandalosi casi di violazione dei diritti umani cui la Coca-Cola ha preso parte.

- Guatemala. Dalla nascita del sindacato della Coca-Cola nel 1968 fino al 1980, sono stati assassinati sei dirigenti e ne sono scomparsi quattro. Il 2 gennaio del 1980 la Uita invi per posta agli iscritti un ritratto macchiato di sangue di Pedro Quevedo, il primo sindacalista della Coca-Cola assassinato. A maggio ne morirono altri quattro. Sindacalisti e manifestanti, profondamente indignati, demolirono in America Latina le insegne dei punti vendita. In Guatemala si leggevano cartelli pubblicitari con su scritto: Coca-Cola: la chispa de la muerte!. Si verific anche l'occupazione militare di fabbriche e sedi sindacali ad opera dell'esercito guatemalteco e dei corpi armati della multinazionale. In una di esse il 21 giugno 1980 fu torturato e ucciso Edgar Rene Aldana Ruano. - Per. L'ultimo decennio stato difficile per il lavoratori dello stabilimento Latinoamericana S.A. A partire dal 1993 si cominci a licenziare il personale con maggiore anzianit fino allo scioglimento del sindacato nel 1995. Durante questi anni, fino alla caduta del presidente Fujimori, i lavoratori hanno subito tagli ai loro diritti, salari bassi, straordinari non retribuiti, lavoro notturno mal pagato e contratti a terzi esterni per lavori ordinali e permanenti dell'impresa. A partire dal 2001 i lavoratori hanno cercato di organizzarsi nuovamente per difendere i propri diritti. Organizzarono riunioni clandestine finch nel marzo del 2002 riuscirono a fare un'assemblea di settantanove lavoratori. L fu eletto il primo comitato esecutivo della durata di due anni. Quando lo venne a sapere, lo stabilimento della Coca-Cola cominci a licenziare gli iscritti e i dirigenti sindacali. Ciononostante, sostenuti da altri sindacati e organizzazioni, l'impresa riassunse i licenziati.

- Australia. La potente confederazione sindacale australiana C.f.m.e.u. (Construction, Forestry, Mining and Energy Union) decise un blocco internazionale dei prodotti della Coca-Cola applicando una sanzione contro i finanziatori di gruppi paramilitari in Colombia. Pretese anche il rispetto per la vita dei lavoratori colombiani e che le autorit nazionali e internazionali facessero delle indagini sui crimini commessi. Senza l'individuazione, il giudizio e la condanna dei responsabili, la confederazione avrebbe attuato il blocco internazionale di tutti i prodotti della multinazionale con l'appoggio delle associazioni sindacali dei lavoratori a livello mondiale. Andrew Ferguson, segretario generale del sindacato, segnal all'Ann-col (Agenzie di Notizie Nuova Colombia) che la sua organizzazione aveva inviato ai consiglieri internazionali della Coca-Cola forti messaggi contro il loro appoggio alle forze paramilitari, col favore e il beneplacito del governo degli Usa. Da parte sua il Movimiento Bolivariano por la Nueva Colombia, con sede in Australia guidato da Vluadin Vega, Susana Rivas e Gladis Almario, lanci un comunicato d'appoggio alla posizione del sindacato australiano che defin in questi termini: Senza precedenti e di grande valore civile, che aiuta il popolo colombiano in lotta contro il paramilitarismo governativo e, in difesa dei diritti umani, rispetta la vita e il lavoro in questa guerra civile che la Colombia affronta. Il 17 aprile del 2002 i sindacati della Coca-Cola in Colombia, Venezuela, Zimbabwe e Filippine iniziarono le mobilitazioni per denunciare le costanti violazioni dei diritti umani da parte della direzione della multinazionale in Colombia. Pretendono che la CocaCola firmi un protocollo che garantisca il rispetto dei diritti dei lavoratori nelle fabbriche della multinazionale in tutto il mondo. Ma cosa successo in Colombia? - Colombia. In Colombia ci sono venti stabilimenti d'imbot-

tigliamento della Coca-Cola. I lavoratori sono organizzati nel Sinaltrainal, fondato nel 1982 anche se le sue radici risalgono all'arrivo della Nestl pi di cinquant'anni fa. Il Sinaltrainal raggruppa i lavoratori delle multinazionali Nestl, Coca-Cola e Corn Products Corporations. E' nel 1986 che inizia il terrore contro il sindacato da parte di queste imprese legate al governo e ai gruppi paramilitari. E' l'anno dell'omicidio di Hctor Daniel Useche Bern, lavoratore della Nestl e dirigente del Sinaltrainal. Fino a oggi il numero dei dirigenti uccisi di quindici, otto dei quali impiegati alla Nestl e sette alla Coca-Cola, di cui tre uccisi durante la negoziazione dei diritti dei lavoratori con l'impresa. Bisogna, inoltre, aggiungere quarantotto licenziati, due scomparsi e numerosi dirigenti arrestati senza motivo. Le mobilitazioni e le proteste operaie sono state militarizzate e, in molti casi, le scorte personali dei direttori della Coca-Cola e dei loro staff di sicurezza sono state utilizzate per reprimere l'organizzazione sindacale. Intanto la legislazione del lavoro e i diritti contrattuali sono stati continuamente violati e ridimensionati. Negli ultimi anni Coca-Cola, Nestl, Fruco C.P.I., Indunal S.A., Meals della Colombia e altre imprese il cui sindacato annovera degli iscritti, hanno licenziato pi di ventimila lavoratori e lavoratrici, la met dei quali solo nella Coca-Cola, che li ha sostituiti con manodopera assunta a tempo determinato. Da parte sua il governo ha rinforzato la campagna di criminalizzazione delle proteste e delle petizioni, nel momento in cui inizia ad aprire ai grandi capitali i bacini idrici. I paramilitari sostengono che bisogna finirla con ogni tipo di resistenza che ostacoli l'entrata delle multinazionali e dell'Alca. Le regioni che registrano il maggior numero di massacri e trasferimenti di contadini dalla campagna alla citt sono quelle dove si trova il maggior numero di risorse. Attualmente in Colombia sono pi di 3 milioni gli abitanti trasferiti dalla campagna alla citt, molti

dei quali parenti dei lavoratori delle multinazionali o vittime della violenza nelle aree dove le multinazionali hanno degli interessi. Questa strategia del terrore delle imprese e dello Stato ha causato negli ultimi dieci anni la diminuzione degli iscritti al Sinaltrainal da 5400 a 2300 lavoratori. Il governo non ha portato a termine le indagini n punito i colpevoli di questi crimini, anzi ha concesso pi garanzie alle grandi multinazionali con riforme ad hoc, privatizzando imprese, risorse naturali e creando zone destinate allo sfruttamento dei lavoratori. A questo bisogna aggiungere il Piano Colombia del governo degli Stati Uniti, che vede l'escalation della violenza e l'eliminazione delle organizzazioni sociali. Nella Coca-Cola scorre il sangue dei lavoratori iscritti al sindacato. Nel 1992 il direttore della Coca-Cola Jos Gabriel Castro accus pubblicamente i lavoratori e il sindacato di essere rappresentanti della guerriglia. Nel 1994 viene ucciso Jos Manco David, poi Luis Enrique Gmez Granados. Nel 1995 l'esercito colombiano demolisce anche gli insediamenti della Cooperativa dei Lavoratori al Servizio della Coca-Cola iscritti al Sinaltrainal, evento che si ripetuto l'anno successivo ad opera del Bloque de Bsqueda de la Policia Nacional. Nel 1996 i paramilitari arrivano allo stabilimento della Coca-Cola e sparano a Isidro Segundo Gil Gil, segretario generale del Sinaltrainal della sezione di Carepa e negoziatore di documento delle richieste presentato all'impresa: quattro colpi alla testa, sei al petto e ai testicoli. Dopo averlo ucciso i paramilitari entrano di nuovo con la forza nella sede del sindacato, la saccheggiano e le danno fuoco. Poi convocano una riunione dei lavoratori all'interno dello stabilimento intimando loro di rinunciare al sindacato immediatamente, pena la morte. Alla fine di quello stesso anno un lavoratore sessantacinquenne, Jos Libardo Osorio Herrera, viene preso con la forza da persone armate e ucci-

so nello stabilimento della Coca-Cola di Carepa. Alla fine di dicembre, il Sinaltrainal ricevette quarantatr disdette dattiloscritte. Altri lavoratori abbandonarono Carepa e alcuni di loro vivono ancora nascosti. Quattro anni dopo, il 18 novembre del 2000, viene uccisa Alcira del Carmen Herrera Prez. Era la moglie di Isidro. Un lavoratore di Carepa ha detto alla Reuters che, dopo Gil, i paramilitari avevano cercato di uccidere anche lui, e che perci stato costretto a vivere nascosto con la moglie e le due figlie per quattro anni. Quando i paramilitari lo scovano, deve nascondersi in un altro paese. Ecco la sua versione: Ero appena entrato in servizio e stavo lavorando quando sentii il primo sparo. Mi voltai e vidi Isidro cadere. Fui il primo ad accorrere sul posto, ma quando arrivai, era gi morto. L'impresa Panamco, che imbottiglia il 95 per cento della Coca-Cola in Colombia, neg di avere legami coi paramilitari, e minacci di querelare chiunque li avesse chiamati in causa per quei fatti. Ciononostante un altro dei suoi lavoratori della citt di Cucuta denunci di essere stato sequestrato da uomini armati che gli intimarono di smettere di causare problemi alla Coca-Cola. Javier Correa, presidente nazionale del Sinaltrainal, denunci l'esistenza di una pratica di persecuzione negli stabilimenti d'imbottigliamento della Coca-Cola in Colombia. Denunci anche le frequenti minacce di morte. Le minacce telefoniche sono continue, l'ultima volta ci hanno lasciato un messaggio che diceva 'Ti faremo a pezzi con questa' e presero subito una motosega, disse in un'intervista nella sede del sindacato a Bogot. Correa aggiunse che la maggior parte dei lavoratori delle imbottigliatrici erano subappaltati e non iscritti. Allo stabilimento di Carepa il sindacato aveva presentato una richiesta formale per rinegoziare le condizioni di lavoro verso la fine del novembre del 1996. Il sindacato denunci che l'ultimo

giorno che la compagnia aveva per rispondere, venne ucciso il sindacalista Gil. Il direttore dello stabilimento e un altro dirigente ammisero nella loro testimonianza che i paramilitari erano entrati nella fabbrica ma dissero di aver avuto paura intervenire. Altri dirigenti testimoniarono di sapere che i paramilitari avevano minacciato i lavoratori del sindacato. Alla fine le autorit incolparono i paramilitari senza far ricadere sui dirigenti alcuna responsabilit. United Steelworkers of America e International Labor Rights Fund presentarono una denuncia alla magistratura in nome dei familiari di Gil e del Sinaltrainal. Nel 1999 la rivista CAMBIO 16 pubblic un articolo nel quale segnalava che l'impresa aveva risolto i suoi problemi attraverso gruppi paramilitari e rese noto che l'anno precedente alcuni dirigenti della Coca-Cola avevano incontrato a Monterfa un portaordini del capo paramilitare Carlos Castano. L'anno successivo viene ucciso Oscar Daro Soto Polo, lavoratore della Coca-Cola di Monterfa. Secondo Amnesty International furono almeno 112 i sindacalisti colombiani uccisi nel 2000. Fra il 2000 e il 2001 le imbottigliatrici della Coca-Cola di tutta la Colombia sequestrarono contro la loro volont i lavoratori e le lavoratrici col fine di costringerli a rinunciare al proprio contratto di lavoro. Chi non rinunci fu licenziato. Con questo precedente il Sinaltrainal present un'istanza penale contro la Coca-Cola alla Corte del Distretto Sud della Florida (Miami) negli Usa, invocando la cosiddetta legge Alien Torts Claims Act7, approvata dal Congresso degli Stati Uniti nel 1789. Il sindacato ricevette la solidariet della United Steel Workers e del Fondo Internazionale dei Diritti dei Lavoratori degli Stati Uniti. I lavoratori colombiani non si limitarono solo alle strategie legali ma lanciarono anche una mobilitazione sociale per mezzo di un tribunale popolare, con cui creare dei meccanismi di protezione, attenzione, sostegno e solidariet nei

confronti dei sindacalisti e della societ civile. Con il tribunale si cerc anche di legare attivamente le lotte dei lavoratori colombiani al terrorismo di Stato, all'impunit, alle multinazionali e al neoliberismo, al movimento mondiale di resistenza contro la globalizzazione per il perseguimento della giustizia sociale. Il tribunale propose contro la Coca-Cola tre denunce in concomitanza con tre eventi pubblici del 2002 ad Atlanta, Brussell e Bogot: l'obiettivo era giudicare e condannare la multinazionale e lo Stato colombiano per la sistematica violazione dei diritti umani dei lavoratori, praticata tramite omicidi, arresti, trasferimenti forzati, minacce, licenziamenti, violazioni dei contratti nazionali ed internazionali e danni all'ecosistema. Fare pressioni tanto sulla Coca-Cola quanto sullo Stato colombiano affinch desistano dalla loro politica di persecuzione, illegalit criminale e sterminio dei lavoratori e dell'organizzazione sindacale e affinch applichino la normativa vigente per il rispetto dei diritti umani e la salvaguardia dell'ecosistema. Il tribunale decise anche la programmazione di azioni di lotta contro la Coca-Cola e di solidariet ai suoi lavoratori. L'iniziativa popolare fu molto interessante e si pose come una sorta di tribunale popolare cui si sarebbero aggiunte personalit e rappresentanti di organizzazioni sociali di diversi paesi che, per i loro principi umanitari, avrebbero garantito l'imparzialit dell'indagine e della decisione politica che ne sarebbe scaturita. Il Sinaltrainal documenter i casi di crimine e sopruso pi significativi commessi a danno dei lavoratori e dell'organizzazione sindacale. La presentazione dei casi avverr in modo giuridico, testimoniale e documentale, e verr consegnata ai partecipanti. I rappresentanti delle organizzazioni sociali e le personalit, nella loro piena autonomia, valuteranno i casi presentati e disporranno le prove che riterranno necessarie per stabilire la veridicit dei casi e il grado di responsa-

bilit dei sindacati della Coca-Cola e dello Stato colombiano. Il 31 marzo del 2003 il giudice Jos E. Martinez stabil che i casi presentati dai querelanti colombiani - reclamando l'Alien Tort Claims Act sulle violazioni dei diritti umani commessi dai paramilitari per conto degli stabilimenti della Coca-Cola Panamerican Beverages, Inc. (Panamco) e Bebidas y Alimentos (Bebidas) in Colombia - potevano essere accolti. La corte decise che gli allegati erano sufficienti per procedere, seguendo la tesi dei legami tra paramilitari e governo colombiano. Questa tesi soddisfa il requisito dell'Alien Tort Claims Act, secondo cui deve esserci una componente di azione dello Stato negli atti di violenza contro i querelanti, cosa che permette alle istanze contro gli attori privati Panamco y Bebidas di essere accolte. Cos il 4 aprile del 2003 i lavoratori del Sinaltrainal invitano al boicottaggio internazionale contro i prodotti della Coca-Cola Company affermando: Col boicottaggio difendiamo il nostro diritto alla vita. La Coca-Cola non sta con le mani in mano ed inoltra un'istanza contro sette lavoratori iscritti al Sinaltrainal con l'accusa di oltraggio e diffamazione. L'avvocato della CocaCola Bernal Cuellar, allora procuratore generale della Colombia, fu informato che il pubblico ministero Fiscal Seccional 61 Juan Carlos Lozada aveva accettato il capo d'accusa della compagnia contro i lavoratori il 6 agosto del 2003. Ma, il 10 settembre, il sindacato denunci altri fatti. A Barranquilla quattro individui coi volti coperti da un cappuccio fecero scendere dalla sua bicicletta il quindicenne David Jos Carranza Calle, lo caricarono a forza su un camioncino bianco e lo torturarono per farsi dare il recapito di suo padre Limberto Carranza, lavoratore della Coca-Cola e dirigente nazionale del Sinaltrainal. Diverse ore dopo lo gettarono in un posto conosciuto come Canyon della

Ahuyama. Mentre accadeva questo, a casa di Limberto Carranza arrivava una telefonata con la seguente minaccia: Sindacalista figlio di puttana, ti spezzeremo e se non ci riusciamo faremo un attentato a casa tua. Il sindacato ha reso noto che questo fatto si aggiunge alla lista di morti, minacciati di morte, trasferiti a forza, incarcerati, licenziamenti di massa, attentati - di cui il pi recente risale al 22 agosto ai danni di Juan Carlos Galvis, vice presidente del Sinaltrainal a Barrancabermeja - e pressioni intimidatorie che continuiamo a ricevere in diverse regioni. Secondo l'opinione dell'organizzazione sindacale, la CocaCola Femsa S.A. riprese l'offensiva criminale contro i lavoratori quando iniziarono la loro resistenza il 9 settembre 2003. Il Sinaltrainal rende noto che si continua a rinchiudere forzatamente negli hotel e negli stabilimenti i lavoratori, facendo loro pressione affinch rinuncino ai contratti di lavoro in cambio di un risarcimento economico. Il sindacato assicura che questo attacco della Coca-Cola Femsa S.A. fa parte di una strategia di riduzione dei costi, subappalto di manodopera, eliminazione dell'organizzazione sindacale e del contratto collettivo del lavoro per concentrare la produzione in un numero minimo di imbottigliatrici (megastabilimenti) con meno lavoratori e, di l, rifornire il mercato tramite centri di distribuzione. C'eravamo accorti da tempo che l'impresa stava preparando la strada per dare il colpo di grazia ai lavoratori e oggi approfitta dei vantaggi che l'attuale governo di Alvaro Uribe Vlez le ha concesso col cosiddetto processo di globalizzazione e dei benefici che le porter l'Alca. La Coca-Cola comunic la chiusura delle catene di produzione di Barrancabermeja, Pereira, Ccuta, Valledupar, Monteria, Cartagena e Pasto, e notific il licenziamento a trecento lavoratori di tutto il paese. Questo provoc la mobilitazione e la protesta della popolazione e dei lavoratori

per la violazione dei contratti collettivi e dei diritti sul lavoro. William Mendoza, leader del Sinaltrainal, segnal che il personale amministrativo di tutti gli stabilimenti del paese stava per essere licenziato e che l'offensiva dell'impresa ora diretta contro l'area amministrativa. Venimmo a sapere che l'impresa aveva richiesto l'approvazione del licenziamento collettivo dei lavoratori al ministero del lavoro. Avvis anche di prepararsi per scioperare e protestare a tempo indeterminato. Spieg anche che ci sono degli articoli che ci proteggono e che prevedono il reinserimento professionale dei lavoratori colpiti da chiusure parziali o totali delle catene di produzione. Con la chiusura della catena produttiva dello stabilimento di Puerto Petrolero, Mendoza aggiunse: I lavoratori non accetteranno l'indennizzo economico proposto dalla multinazionale dato che questo avrebbe implicato la liquidazione del sindacato. Ciononostante si pot constatare che, fra i settanta lavoratori licenziati il precedente 10 settembre, alcuni stavano pervenendo ad un indennizzo economico con l'impresa. Il sindacato fa un appello per appoggiare la campagna mondiale di boicottaggio e protesta permanente della popolazione contro la Coca-Cola, al fine di garantire che l'impresa non raggiunga l'obiettivo di portare il prodotto in altre citt e altri paesi, mantenendo il proprio mercato, aumentando la redditivit e gettando per strada migliaia di famiglie. Note parte quinta. N. 7. Secondo tale legge un cittadino straniero pu agire, in sede civile, davanti ad un giudice americano per ottenere il risarcimento dei danni per la violazione della legge internazionale.

SESTA PARTE. LA COCA-COLA IN MESSICO. FEMSA. Fomento Economico Mexicano, S.A. de C.V. (Femsa) nasce nel 1890 nella citt di Monterrey, nello Stato messicano settentrionale di Nuevo Len. Attualmente costituita da tre principali attivit commerciali: Femsa Cerveza, Coca-Cola Femsa e Affari Strategici. Ma che cos' la Femsa, che diventata l'imbottigliatrice pi grande dell'America Latina? Il birrificio Cuauhtmoc fu fondato nel 1890 a Monterrey e considerato per pi di cento anni la pietra miliare della Femsa. Nel 1985 si fuse col birrificio Moctezuma, diventando birrificio Cuauhtmoc Moctezuma, S.A. de C.V. Femsa Cerveza soddisfa il 45 per cento del mercato messicano con le marche Tecate, Tecate Light, Carta Bianca, Superior, Sol, Dos Equis Lager, Dos Equis Ambar, Indio, Noche Buena e Bohemia. Dispone di sei stabilimenti di produzione ubicati in sei citt e stati del paese: Guadalajara (Jalisco), Monterrey (Nuevo Leon), Navojoa (Sonora), Orizaba (Veracruz), Tecate (Baja California) e Toluca (Estado de Mxico). Curiosamente gli stabilimenti di birra si trovano nel nord del paese e quelli della Coca-Cola nel sud del Messico. All'inizio del 2003 la capacit totale dell'impianto della Femsa Cerveza in ettolitri era di 32,2. Di tutte le sue birre il 7,9 per cento non a rendere, il 69,6 a rendere e il 22,5 viene distribuito in lattina; il che significa che quasi la terza parte degli imbottigliamenti sono spazzatura. Il mercato potenziale di birra in Messico di 63 milioni di consumatori su 100 milioni di abitanti complessivi, e cresce ad un ritmo

di un milione di persone all'anno. La Femsa distribuisce la propria birra attraverso 270 mila venditori al dettaglio ed impiega 15611 lavoratori. Nel 2002 questa sola impresa ha venduto 20.815.000 di pesos, pari al reddito di 40 milioni di poveri nel mondo con un guadagno inferiore ai due dollari al giorno. Le esportazioni di birra nel 2002 rappresentano l'8,2 per cento del totale delle vendite della Femsa Cerveza, vendendo all'estero un totale di 200 milioni di litri pari al consumo di acqua di quasi millecento abitazioni che consumano cinquecento litri di acqua al giorno. Circa il 90 per cento delle esportazioni di birra sono verso gli Usa e il Canada. Fra le quattrocento marche di birra importate vendute in Usa, Tecate in lattina quella che vende di pi. La divisione Affari Strategici raggruppa le operazioni della Femsa Comercio che includono 3259 negozi Oxxo in Messico, oltre alle operazioni di imballaggio e logistica (fra cui il trasporto). Femsa presieduta dall'imprenditore milionario Eugenio Garza Lagera (presidente a vita) e nel suo consiglio di amministrazione figurano Luis Tllez Kuenzler (segretario dell'energia durante la presidenza di Ernesto Zedillo), Lorenzo Zambrano Trevio (presidente della Cemex), Ricardo Guajardo (presidente di B.B.V.A. Bancomer) e Roberto Servitje Sendra (presidente di Bimbo). - Coca-Cola Femsa, la pi grande dell'America Latina. Con l'acquisto delle imbottigliatrici Panamerican Beverages (Panamco) per l'importo di 3617 milioni di dollari nel 2003, la Femsa diventata il pi grande stabilimento d'imbottigliamento della Coca-Cola in America Latina e il secondo del mondo dietro agli Usa. Con l'acquisto della Panamco, le vendite di Coca-Cola han-

no spazzato via quelle di birra e la Coca-Cola Femsa diventata l'attivit commerciale pi importante. Secondo la Femsa il consumo individuale medio in Messico di 483 bevande da otto once all'anno. Attualmente il birrificio Cuauhtmoc genera il 25 per cento circa delle entrate della Femsa mentre il resto proviene delle divisioni imballaggio e dalle reti commerciali (i negozi Oxxo). La Femsa si autodefinisce come uno degli stabilimenti di imbottigliamento pi redditizi del mondo. Avendo la Femsa chiesto dei prestiti per comprare la Panamco, inizi presto la strategia di riduzione dei costi che implica licenziamenti, ore di straordinario non retribuite e simili col fine di ottenere denaro liquido per pagare i propri debiti. Ancora una volta sono stati sacrificati i diritti dei lavoratori. Con l'acquisto delle imbottigliatrici della Panamco (impresa gravemente accusata non solo dei licenziamenti dei sindacalisti colombiani ma anche del coinvolgimento negli omicidi dei lavoratori da parte dei paramilitari appoggiati dall'impresa) la Femsa, oltre al debito della Panamco di 880 milioni di dollari, entra a far parte del curriculum nero dell'acqua nera. Eppure, con il peso dei sindacalisti uccisi nei propri stabilimenti in Colombia, nel settembre del 2003 annunci che avrebbe potuto bloccare la produzione di undici stabilimenti su diciassette (su un totale di venti presenti nel territorio colombiano). La Panamco era considerata lo stabilimento leader in America Latina. Ora la Coca-Cola Femsa imbottiglia, distribuisce e vende prodotti del marchio registrato Coca-Cola cos come acqua in bottiglia, birra e altre bevande nei seguenti nove paesi latinoamericani: Guatemala, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Venezuela, Colombia, Brasile, Argentina e Messico (8). Ma chi era il padrone della Panamco? Gustavo Cisneros, che il 64esimo uomo pi ricco del mondo. Suo padre, ironia della sorte, aveva lavorato per la Pepsi. Cisne-

ros membro della sezione di comunicazione e informatica delle Nazioni Unite, della societ americana di arte degli Stati Uniti e del Global Business Dialogue. E' padrone della squadra di baseball Los Leones de Caracas e di Cerveza Regional. E' consigliere di The Americas Society insieme con altri milionari come il deputato paraguaiano Conrado Pappalardo, coinvolto nell'omicidio del vice presidente paraguaiano Luis Mara Argana del marzo del 1999. Cisneros socio della AOL, possiede ventisei canali televisivi ed il maggior azionista di Univisin, che fra i tanti amministra Direct T.v. Latin (con 144 canali che raggiungono 100 milioni di persone), Play Boy T.v. Latin Americas, Venevisin, Chile Vision, Caracol Televisin (Colombia), Caribean Communications Network. In seguito Direct T.v. si fonde con SkyNews in A.L. nel febbraio del 2004 arrivando a 3,2 milioni di utenti. Bisogna segnalare che Venevisin ha appoggiato il golpe in Venezuela che aveva mandato al potere per ventotto ore l'imprenditore Estanga, e che adesso il principale fautore del colpo di Stato contro Chvez. Gustavo Cisneros partecipa anche a Ibero-Americas Media Partner (Iamp). Possiede pi di settanta compagnie in ottanta paesi fra cui Blockbuster di Puerto Rico e Supermercados Pueblo Xtra. Cisneros amico intimo di Bush padre, col quale va a pesca in Florida e in Venezuela. E' intimo anche di Henry Kissinger, Felipe Gonzlez e David Rockefeller, e ha partecipato all'assemblea internazionale dei consulenti della Chase Manhattan Bank. In Messico i prodotti Coca-Cola occupano il primo posto nel mercato delle bibite, seguiti dalla Pepsi-Cola e dalla Cadbury Schweppes che di recente ha comprato la marca Squirt. Fra i prodotti della Coca-Cola venduti da Femsa figurano: Coca-Cola, Coca-Cola Light, Sprite, Diet Sprite, Fresca,

Fanta, Agua Ciel, Ciel minerale, Sidral Mundet, Beat, Senzao guaran, Delaware Punch, Manzana Lift, Extra Poma, Etiqueta Azul, Power Ade, Nestea e Adventures; in Argentina, invece, Coca-Cola, Sprite, Fanta, Coca-Cola Light, Diet Sprite, Quatro, Kin, Taf, Cruz, Hi-C e Schweppes. Coca-Cola Femsa sostiene di consegnare ai venditori al dettaglio pi di 5 milioni di casse-unit al giorno. Compresa la produzione della Panamco, Coca-Cola Femsa ha venduto nel 2003 un totale di 1001,4 milioni di casse-unit (949 milioni nel 2002) per un'entrata di 23936 milioni di pesos messicani (17620 nel 2002) ed utili per un totale di 5634. In Messico Coca-Cola Femsa dispone anche di 113 centri di distribuzione e di 585474 venditori al dettaglio; impiega circa 56841 persone compreso il personale terziarizzato. Coca-Cola Femsa prevede un aumento della vendite fino a 4600 milioni di dollari, con un volume di 1868 casse-unit all'anno. Si stima che vender 29 milioni di litri di bevanda al giorno ad oltre 169 milioni di consumatori in America Latina. Questo significa che Coca-Cola Femsa consuma tanta acqua quanta ne consumano al giorno 14.500.000 persone (calcolando due litri di acqua al giorno a persona). All'inizio del 2004, Femsa era proprietaria del 45,7 per cento di Coca-Cola Femsa, la Coca-Cola Company possedeva il 39,6 per cento delle azioni sin dal 1993 e il restante 14,7 era coperto dalle azioni pubbliche. Coca-Cola Femsa quota le sue azioni nella Bolsa Mexicana de Valores e a Wall Street. Dal 1995 Coca-Cola Femsa ha registrato una crescita media annuale di volume organico del 12 per cento. Nei primi tre mesi del 2004 l'utile operativo della Femsa crebbe al 43,7 per cento raggiungendo 2561 milioni di pesos. Note parte sesta.

N. 8. Si tratta di dodici stabilimenti in nove entit federali: Los Reyes e Cuautitln (Mxico), Apizaco (Tlaxcala), Morelia (Michoacn), Villahermosa (Tabasco), Juchitn (Oaxaca), San Cristbal de las Casas (Chiapas), Coatepec (Veracruz), Sabino e Cedro (distretto federale) e Quertaro).

SETTIMA PARTE. LA COCA-COLA CONTRO GLI INDIGENI IN CHIAPAS. In molte comunit indigene del Chiapas, l'onda del boicottaggio contro la Coca-Cola, iniziato molti anni fa e in maniera silenziosa in crescita. Quando nelle comunit si decide di smettere di consumare la bibita, la domanda che sorge spontanea : qual l'alternativa? E' difficile trovare un'alternativa perch bisogna anche considerare che il governo non fa arrivare con altri mezzi l'acqua purificata. Per, per trovare le alternative, il primo passo da compiere smettere di consumare la Coca-Cola. E' cos in tutte le cose. L'abitudine al consumo di un prodotto alimenta la necessit della sua produzione e tutto ci che essa comporta: nella fattispecie, l'uso e il controllo dell'acqua, gli ingredienti e tutta la catena produttiva. In altre parole, alimentiamo il sistema capitalista, il suo sistema di produzione ai fini per del consumo. Si riproduce un sistema se si consuma. Il ciclo pu essere interrotto in qualche momento ed l che il consumatore ha l'ultima parola. Se non c' consumo, non c' produzione. In altri termini, il consumatore ha il potere di cambiare la realt cambiando ci che egli stesso consuma. La stessa Coca-Cola Femsa lo dice in un

suo documento dal titolo "Sistema de Calidad Coca-Cola, Evolucin 2, Principios Politicas y Normas" del settembre 1999: Mediante il perfezionamento del sistema, continueremo a ridurre i costi. Cos facendo incrementeremo la soddisfazione dei nostri consumatori, il che vitale per incrementare le vendite. Il Chiapas uno degli Stati messicani col maggior consumo di bibite e, nel contempo, fra i pi poveri e denutriti insieme a Oaxaca e Guerrero. Sar difficile trovare delle alternative alla Coca-Cola se essa resta a portata di mano e ci narcotizza impedendoci di pensare ad altre possibilit. In alcune comunit hanno proibito la Coca-Cola e recuperato il consumo del "pozol", bevanda a base di mais che avr un impatto favorevole nella produzione, nel consumo e nella valorizzazione del mais nelle stesse comunit. D'altra parte chi vive in citt e decide di boicottare, pu andare al mercato e comprare limoni, papaya, cocomeri, arance ed altra frutta proveniente dalle comunit - che prima non consumava - per poter dare sapore all'acqua che giornalmente beve, sostituendo la Coca-Cola. Questo in qualche modo permette il recupero della produzione indigena e contadina, e fa circolare i suoi prodotti. Ma la popolazione urbana ha un altro ostacolo: il consumo nei grandi negozi. E' il caso di supermercati che Wal-Mart compra uno dietro l'altro, come Sam's Club, Chedraui e Gigante. Ecco com' arrivato Chedraui a San Cristbal de Las Casas quest'anno. All'inaugurazione la maggior parte della popolazione uscita di corsa per fare spese nel negozio pieno di clienti. Nel frattempo, gli indigeni e i contadini del mercato aspettavano i compratori abituali. Alcuni nativi locali, carichi di disprezzo per gli indigeni, sono impazziti di gioia perch non erano pi costretti ad andare al fangoso mercato indigeno. Ma il peggio che anche molti indigeni hanno riempito Chedraui per comprare ad un prezzo

pi basso i prodotti che provengono dal mercato di Citt del Messico e questi, a sua volta, dagli Usa grazie al Trattato di Libero Commercio. Cos, tutti sono usciti con buste zeppe di patate, tortillas, pomodori, carne e molte altre cose che prima compravano al mercato locale. Quello che per molti ha significato l'arrivo dello sviluppo a San Cristbal de Las Casas in Chiapas, per altri significher meno vendite di prodotti della campagna e un'aumento della migrazione dei contadini e degli indigeni verso la citt e ancor di pi verso gli Usa. Molti diranno che questo non danneggia nessuno, ma quelli che adesso comprano da Chedraui prima lo facevano da un'altra parte. E sebbene dagli Usa ci arrivino polli malati, carne congelata da anni e piena di ormoni, latte con escrementi e mosche, mais da foraggio per le mucche e che Maseca mescola nella farina per le tortillas, e altri prodotti scartati dall'impero, la popolazione crede che quel che verr sar migliore. Il cibo determina e contraddistingue i modelli culturali. Gli indigeni maya celebrano le loro feste regolandosi coi periodi di semina del mais. Le loro bevande sono a base di mais. Il vestiario riflette il mais e la biodiversit della regione. Le donne, ad esempio, recano sui vestiti i disegni e i colori dei fiori e del riflesso della vita colorata delle montagne, e non cammelli o animali del deserto del Sahara. I cinesi seminano riso e la loro cultura, la vita, le feste e le bevande ruotano intorno al riso e ai suoi periodi di produzione. Se gli indigeni che seminano mais smettono di farlo sostituendolo, ad esempio, con la palma africana, l'eucalipto, il caucci, il melone, il cocomero o un altro prodotto in funzione dello sfruttamento del terreno, cambieranno i loro ritmi di vita, le feste e i simboli. Non avranno pi tempo per andare alle feste del villaggio - interamente scandite dal ciclo del mais semplicemente perch il nuovo prodotto che seminano non gliene lascia il tempo. I vestiti cambiano e anche il consu-

mo, tant' che ora si vedono molte persone indossare magliette coi prodotti McDonald's e simili. La relazione sullo sviluppo umano del 1998 ha constatato l'esistenza di lite mondiali e classi medie mondiali che seguono gli stessi tipi di consumo, mostrando preferenze per marche mondiali. Sebbene il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (9) segnali i pericoli che i processi di mondializzazione comportano per i diritti del consumatore, non si pu negare che l'imposizione egemonica di una cultura globalizzata di consumo abbia effetti negativi sullo stato e sul benessere dei gruppi minoritari ed indigeni. Fleur Johns, in riferimento agli aborigeni australiani, ha segnalato che senza un diritto positivo nel determinare il proprio futuro culturale, gli aborigeni non dispongono di alcun mezzo internazionale per opporsi ai crescenti processi di omogeneizzazione ed espropriazione culturale. - L'espulsione degli indigeni dalle comunit. Oltre agli spot pubblicitari della Coca-Cola che invadono il paesaggio in tutto il Chiapas e si servono delle culture indigene fotografandole per la propria pubblicit, la Coca-Cola crea anche altri paesaggi: gli espulsi dalla propria terra. Cos, una comunit di Teopisca riceve famiglie espulse dal loro municipio indigeno di Mitzitn per l'imposizione della Coca-Cola pi che per altri motivi. Vediamo la storia. Al municipio di Teopisca don Manuel disse non siamo pi soli, sono pi di tre anni che combattiamo contro questa bibita che ha portato tanta discordia nella comunit. Siamo un gruppo di famiglie in lite nella comunit di Mitzitn dove ci hanno spostato perch il capo obbligava tutte le famiglie a comprare la bibita nel suo negozio, per vendere venti "rejas" (10) la settimana. Qualche volta gli davamo retta per-

ch se non compravamo da lui, eravamo responsabili della chiusura del negozio della comunit, e non ci avrebbe pi venduto altre cose necessarie fra cui sale, zucchero, caramelle. Allora la popolazione cominci a rifiutarsi di bere CocaCola. Nonostante le molte occasioni in cui avevamo lottato per non farcela imporre - per esempio, alle riunioni del consiglio del Partito Rivoluzionario Istituzionale (11) - tutti noi facenti parte di questo consiglio dovevamo cooperare per l'acquisto di otto o nove "rejas" di Coca-Cola. Per noi era molto difficile trovare i soldi, dover contribuire a volte ogni quindici o trenta giorni: finivamo sempre per litigare perch non tutti eravamo d'accordo se comprare Coca-Cola. Qualcuno per aiut don Manuel ad aprire gli occhi, e racconta che la catechista della comunit cominci a parlarci del suo lavoro contro la multinazionale. Chiacchierammo con la religiosa, che da tre anni ci sostiene con la Parola di Dio, e andai persino a fare quattro chiacchiere con l'agente della pastorale e il sacerdote, che se n' fregato che non siamo d'accordo nel bere Coca-Cola. Siamo ancora molto arrabbiati per questo, perch nella comunit di Mitzitn dove vivevamo, con la Coca-Cola si arricchito solo il signor Jos Sntiz, che si prendeva cura del negozio della comunit. Egli voleva vendere a chiunque venti casse di bibita la settimana; a lui conveniva perch la Coca-Cola dava a questo signore frigorifero, sedie, tavoli, cartelli pubblicitari e altri regali. Don Manuel raccont: Fu questo il motivo per cui formammo questa comunit, esisteva gi ma pochissime famiglie vivevano qui. Ora sembra che sono circa sessanta le famiglie che se ne sono andate da Mitzitn perch gi stavano minacciando di picchiarci e spedirci al gabbio se non compravamo la bibita; ad uno dei miei compari hanno bruciato

la casa perch lui s che era uno deciso, non come noi che sopportiamo. Lui si opposto e cos un giorno che andava a San Cristbal gli hanno bruciato la casa, ed tornato triste e in lacrime perch aveva perso tutto. Dopo hanno minacciato tutti quelli che si opponevano nel comprare la bibita. Pensammo che era meglio andar via dalla comunit e venire in questa, in cui tutti vivono in pace, non litigano e non comprano Coca-Cola, ma solo altre bibite come Pepsi o succhi di frutta, ma questi costano molto, per questo beviamo il "pozol" che ci d il buon Dio e la Madre Terra. La dottoressa che lavorava a Mitzitn si accorse di quel che stavamo passando, lei ci curava, avevamo male alla pancia, i bambini non volevano pi mangiare perch la Coca-Cola fa ammalare e venire la gastrite. Ora stiamo meglio e non abbiamo problemi fra noi. A Los Altos, un'altra regione indigena del Chiapas, i capi indigeni che controllavano la distribuzione della Coca-Cola minacciarono l'impresa di non farla entrare se avesse tolto loro l'attivit di distribuzione della bibita nelle comunit attraverso i loro negozi. La Coca-Cola pretendeva di portare la bibita direttamente ai negozi e non lasciarla nelle botteghe di paese, risparmiando cos le commissioni. C' un altro esempio. Areli Carren di Greenpeace Mxico condivide con noi la storia di Marco Antonio Tafolla, del villaggio indigeno di Xoxocotla nello Stato di Morelos, che ci racconta come hanno allontanato la Coca-Cola dal paese. Xoxocotla un villaggio indigeno nello Stato di Morelos, dove pi facile trovare birra e bibite che latte. Un giorno la Coca-Cola avvis i padroni dei negozi che, se volevano continuare a vendere i suoi prodotti, dovevano smettere di vendere le bibite delle marche Pepsi e Boing. Questo non piacque a nessuno del villaggio: 'Chi si crede di essere la Coca-Cola per decidere ci che possiamo vendere e bere?', si dicevano tra loro. Si riunirono in piazza e decisero che la

Coca-Cola non sarebbe entrata nella loro comunit. Da allora, ogni volta che vedevano arrivare i camion della CocaCola, si riunivano per impedirne l'entrata nel villaggio. L'impresa non solo rinunci alla pretesa - illegale - di condizionare la vendita dei suoi prodotti all'esclusivit dell'offerta, ma dovette anche chiedere scusa pubblicamente e finanziare le tende, i frigoriferi, i tavoli e le sedie di tutti i locali di Xoxocotla per poter reintrodurre le vendite in quel villaggio. Comunque molti a Xoxocotla smisero di bere Coca-Cola. Il problema non esclusivo delle comunit indigene. Con un contratto firmato nel 1997, la scuola di Colorado Springs ricever 8,4 milioni di dollari in dieci anni per vendere 70 mila casse di prodotti Coca-Cola all'anno. La compagnia fece pressioni sugli amministratori della scuola per incrementare le vendite dando loro un migliore e illimitato accesso ai distributori automatici e permettendo agli studenti di bere in classe. La compagnia disse che pensava di estendere questo modello a tutta la nazione (The Nation, 27 settembre 1999). Un'altra comunit indigena in Chiapas decise di non bere Coca-Cola e di cercare alternative per dare ai prodotti il valore che il T.L.C. gli aveva sottratto (non si pu competere con prodotti americani fortemente sponsorizzati). Prima guardavano al di fuori, mentre ora la parola d'ordine guardare dentro. Prima vedevano ovunque arance buttate e in disfacimento, limoni dimenticati come tappeti nel retro dei cortili, la polpa dei manghi disfarsi e bimbi denutriti in ogni casa. Ora tutti questi prodotti iniziano ad avere un valore, quello che loro gli vollero dare. Ora hanno accettato la sfida, sanno che questi limoni diverranno succo di limone venduto nelle scuole, e che le arance saranno vendute al posto di cibo spazzatura. Le alternative per combattere lo spirito neoliberista che ci portiamo dentro, per quanto piccole sia-

no, sono possibili. E' possibile mettere in tavola cibi sani e vivere senza Coca-Cola, ed incredibile che dobbiamo dire una cosa del genere. Note parte settima. N. 9. Pudu, Programa de las Naciones Unidas para el Desarrollo. N. 10. "Reja": cassa da ventiquattro bottiglie. N. 11. P.i.i., Partido Revolucionario htitucional.

OTTAVA PARTE. COCA-COLA, SOPPORTALA. - La Coca-Cola contribuisce alla denutrizione della popolazione. La scena il municipio di Chenalh in Chiapas, quando all'epoca del massacro degli indigeni della comunit di Acteal si contavano 10 mila trasferiti per mano dei paramilitari e dell'esercito; quando la fame e la denutrizione flagellavano la regione e per aiutare la dieta degli indigeni, la CocaCola regalava sacchi di fagioli in cambio di tappi della bibita. E' talmente impressionante la presenza di tale bevanda che un gruppo di personaggi, fra cui Pablo Gonzlez Casanova, Alfredo Lpez Austin, Ofelia Medina, Samuel Ruiz Garca, Ral Vera, Juan Bauelos e Vctor Flores Olea, scrissero lo scorso agosto una lettera al presidente della Repubblica in cui domandavano: 'Signor Vicente Fox, vorremmo sapere se il Piano di Sviluppo Nazionale include, nella

nutrizione del popolo messicano, il consumo di Coca-Cola. Questa domanda, a prima vista strampalata, nasce dalla constatazione dell'aggressiva e smisurata pubblicit di questa bevanda e dal prezzo praticato nelle comunit indigene del Chiapas, due pesos, a differenza dei cinque che si spendono in qualsiasi altro negozio della Repubblica messicana' (12). Anni fa, nel bel mezzo dell'onda di rialzo dei prezzi, Coca Cola-Femsa aument del 7 per cento il prezzo di tutte le bibite. Nel frattempo, verso il 2000, a partire dalla liberalizzazione del suo prezzo in Messico, il latte rincar del 50 per cento circa e il suo consumo scese al 20 per cento secondo i dati della Profeco (13). Da parte sua l'Amedec (14) conferm che quasi l'83 per cento della popolazione aveva escluso il latte dall'alimentazione a causa del prezzo elevato, e rivel che le vendite annuali di latte rappresentavano quasi la met di quello che il paese spendeva in bibite. Secondo la Amedec il consumo di bibite di Coca-Cola costituisce la pi grave distorsione delle abitudini alimentari, perch porta all'ingestione di calorie vuote, ossia con zero proteine, vitamine e minerali. Richard J. Barnet e Ronald E. Mller, autori del libro "Global Reach: The Power of the Multinational Corporations", scrissero nel 1974 che la Coca-Cola era la causa dell'aumento della denutrizione in Messico, al punto tale che le famiglie messicane spesso vendevano uova e polli per comprare Coca-Cola. Coca-Cola e Pepsi-Cola sono state spesso i bersagli del sentimento antiamericano. Nel 1974, ad esempio, alcuni stabilimenti messicani della Coca-Cola arrivarono ad essere colpiti da bombe. Le multinazionali del settore alimentare producono alimenti a basso valore nutrizionale ed alto valore economico. Le reti di distribuzione dell'industria delle bibite funzionano alla perfezione assicurando un facile accesso e la disponibilit dei proprii prodotti, a qual-

siasi ora e in qualsiasi luogo, attraverso distributori automatici in istituti, scuole, universit e altri luoghi pubblici. - La Coca-Cola preme per essere comprata. Con un contratto firmato nel 1997, come si accennava in precedenza, la scuola di Colorado Springs ricever 8,4 milioni di dollari in dieci anni per vendere 70 mila casse di prodotti Coca-Cola all'anno. La compagnia fece pressione sugli amministratori della scuola per incrementare le vendite dando loro un migliore ed illimitato accesso ai distributori automatici e permettendo agli studenti di bere anche in classe. La compagnia disse che pensava di estendere questo stesso modello a tutta la nazione. - La Coca-Cola dietro la privatizzazione delle terre. Nel 1985 si appropri di 78914 ettari di terra in Belize per installare una mega piantagione di agrumi che sarebbero stati trattati in Florida. - La Coca-Cola beneficia del Trattato di Libero Commercio. Col Tlcan le industrie in Messico, fra cui la Coca-Cola, iniziarono ad importare concentrato di fruttosio da mais degli Usa a prezzi pi bassi e sovvenzionati dal governo statunitense. Smisero cos di comprare la canna da zucchero dai produttori messicani - fatto che aggrav la crisi dei contadini amplificando la migrazione verso gli Usa - ed aument il debito del settore bloccando 600 mila tonnellate di zucche-

ro. Nel 2000 il Tlcan stabiliva che le eccedenze di zucchero messicano sarebbero entrate nel mercato statunitense, ma fu lo stesso mercato ad impedirne l'entrata. I legislatori messicani misero allora una tassa sul concentrato di fruttosio contro l'opinione del presidente Vicente Fox, che era stato presidente della Coca-Cola. Nel marzo del 2003, la Camera Nazionale dell'Industria Zuccheriera e dell'Alcol studiava gi la possibilit di inoltrare un'istanza contro la Coca-Cola e altre imbottigliatrici perch stavano sofisticando il dolcificante di saccarosio con sciroppo di concentrato di fruttosio proveniente dal mais transgenico degli Usa, cos da evadere il pagamento del 20 per cento imposto alle bevande sviluppate con fruttosio (La Jornada, 21 marzo 2003). Verso dicembre di quello stesso anno, i legislatori approvarono una tassa del 20 per cento su acque minerali, bevande, bibite idratanti, sciroppi e concentrati che utilizzano il 70 per cento di concentrato di fruttosio; quelle fino al 30 per cento erano esenti (Cuarto Poder, 9 dicembre 2003). Gli Usa presentarono una denuncia all'O.m.c. con l'appoggio di Cina, Canada, Unione Europea e Giappone. - La Coca-Cola invade la cultura. Santa Claus non esiste, un'invenzione della Coca-Cola del 1931. Anticamente i russi celebravano la festa di san Nicola, patrono nazionale, ma nell'era comunista la celebrazione delle feste religiose fu praticamente proibita. Le autorit sostituirono san Nicola con Ded Moroz (un uomo alto, magro, con una lunga barba bianca e che vive nel bosco). Pap Inverno indossa un lungo mantello, un tempo blu, ora rosso dorato, viaggia su una trojka, una slitta russa tirata da sei cavalli. Ai bambini italiani, invece, faceva visita una strega

buona chiamata Befana, che gli portava dei regali. Ogni cultura ha il proprio personaggio che porta regali ai bambini. Nel municipio indigeno di Chamula la Coca-Cola ha un grande mercato. La strategia fu di invadere la vita culturale, politica ed economica. La Coca-Cola ha sostituito il "posh" (bevanda a base di mais fermentato) nelle feste locali. E' la bevanda delle feste e di qualsiasi evento delle autorit indigene della regione. Si usa come medicina, viene tenuta in una fioriera ad ogni rituale, sia esso matrimonio, festa del santo patrono o dei defunti. Le autorit controllano anche la vendita di Coca-Cola mentre la Pepsi Cola cerca le proprie strategie per introdurre i suoi prodotti. Lo stesso per succede nella cultura latina e occidentale. Nel 1999 noi messicani fornimmo alla Coca-Cola Company il 10 per cento dei suoi profitti a livello mondiale, dato che in media ogni messicano aveva consumato 431 bicchieri da otto once, per un totale di oltre 16 milioni di casse-unit. Monterrey, la seconda citt pi grande del paese nel nord, nella regione di Nuevo Len, ha il maggior consumo pro capite di Coca-Cola in tutto il mondo (a Monterrey c' la sede della Femsa, l'imbottigliatrice della Coca-Cola pi grande di tutta l'America Latina e dei Caraibi). In qualche posto, per, si pu trovare una persona che consuma pi di dieci bottiglie di Coca-Cola al giorno. All'entrata della citt di San Miguel de Allende, a Guanajuato, dove gli stranieri controllano quasi il 90 per cento degli immobili, un cartello recita: Benvenuti a San Miguel de Allende, territorio Coca-Cola. E' lo stesso luogo in cui abitarono i chichimeca dalla fine del sedicesimo secolo. Il 12 dicembre, giorno profondamente religioso per i messicani (si celebra la festa della Madonna di Guadalupe a Tuxtla Gutirrez, capitale del Chiapas) la Coca-Cola organizza la Carovana natalizia della Coca-Cola per tutta la citt con lo slogan Illuminare le strade a Natale, con carri alle-

gorici illuminati e relativa distribuzione di regali. - La Coca-Cola vende l'acqua contaminata. Nel 2000, a San Cristbal in Chiapas, i risultati dei campioni di acqua trattata elaborati dal laboratorio Kampe S.A. de C.V. assoldato dalla Coca-Cola Femsa, registrarono il doppio del piombo consentito dalle norme sanitarie, ma la produzione non fu interrotta. Poi, in un secondo momento, i consumatori informarono che Agua Ciel, un prodotto CocaCola, conteneva una lamina all'interno della bottiglia chiusa. Si scopr che due lotti di Agua Ciel dello stabilimento Villahermosa avevano i funghi, per cui alla fine ne furono ritirate dai negozi di San Cristbal circa cento casse; alcuni negozianti si lamentarono perch il personale della CocaCola non diede loro alcun risarcimento in cambio delle bottiglie. La fabbrica di Coca-Cola a Plachimada, in India, ha contaminato il terreno, l'acqua e l'aria sino dal 1998, anno della sua entrata in funzione. I pozzi si sono prosciugati e la poca acqua rimasta, in una comunit di circa 2 mila famiglie, non pi potabile. La Coca-Cola estrae illegalmente acqua da sei pozzi ed in altri pozzi secchi getta i residui contaminati. Prima che accadesse tutto questo, la Coca-Cola inizi a distribuire acqua con i camion per i villaggi. Le autorit hanno arrestato pi di trecento persone che si opponevano alla Coca-Cola. Nell'ottobre del 2003 il governo minacci di cancellare l'operazione dei pozzi. Nel gennaio del 2004 centinaia di manifestanti indiani marciarono protestando contro la Coca-Cola per la contaminazione dell'acqua e per la presenza di pesticidi nelle sue bibite. Nel 1999 il Belgio, la Francia, l'Olanda e il Lussemburgo ritirarono dal mercato tutti i prodotti Coca-Cola (Coca-Cola

tradizionale, Coca-Cola Light, Coca-Cola senza caffeina, Coca-Cola Light senza caffeina, Sprite, Sprite Light, Nestea, Nestea Splash, Acuarius ai gusti limone, arancia e uva, Bon Aqua, acqua tonica Kinley) perch erano contaminate ed erano stati registrati gi duecento casi di contaminazione. C'era un eccesso di anidride carbonica nelle bottiglie e la presenza di fungicidi. Furono scoperti casi di intossicazione ed eccessiva distruzione di globuli rossi nel sangue, cosa che pu causare anemia, insufficienza renale e, in casi estremi, la morte. - La Coca-Cola genera un monopolio. Con l'acquisto delle imbottigliatrici Panamerican Beverages (Panamco), la Femsa messicana divent l'imbottigliatrice pi grande di Coca-Cola in America Latina e la seconda al mondo dopo gli Usa. Coca-Cola Femsa annunci che avrebbe venduto la met delle bibite Coca-Cola in Messico, pari al 40 per cento di vendite in tutta l'America Latina. Attualmente imbottiglia, distribuisce e vende prodotti del marchio registrato Coca-Cola in nove paesi dell'America Latina. Il governo messicano, tramite la Commissione Federale di Concorrenza (C.f.c.), ha rifiutato i contratti esclusivi che proibiscono ad un venditore di Coca-Cola di vendere altre marche di bibite. Nel 2000 la Pepsi accus la Coca-Cola di fronte alle autorit del paese di esercitare pratiche monopolistiche nel mercato messicano. Si associarono alla denuncia le industrie di bibite locali Aga e Mundet. La Coca-Cola fu ammonita dalla C.f.c. perch imponeva ai punti vendita l'obbligo di accordi in esclusiva. Si calcolava che dei novecento punti vendita presenti in Messico, la Coca-Cola deteneva l'esclusiva in centomila. Aveva anche cinquantuno contratti in esclusiva con imprese distributrici solo prodotti

Coca-Cola, fra cui lo stadio di calcio Azteca, la Corporacin Interamericana de Entretenimiento (C.i.e.) per i suoi spettacoli e McDonald's. A tale proposito Adriana Medina Balladares, vice direttore della comunicazione della CocaCola Mxico, ha dichiarato: E' importante per noi garantire una presenza permanente della nostra marca in luoghi dove ci sono grandi concentrazioni di persone e in negozi dove il consumo significativo. Xoxocotla un villaggio indigeno nello Stato di Morelos, dove pi facile trovare birra e bibite che latte. Un giorno la Coca-Cola avvis i padroni dei negozi che, se volevano continuare a vendere i suoi prodotti, dovevano smettere di vendere le bibite delle marche Pepsi e Boing. Questo non piacque a nessuno del villaggio 'Chi si crede di essere la Coca-Cola per decidere quello che possiamo vendere e bere?', si dicevano l'uno con l'altro. Si riunirono in piazza e decisero che quell'impresa non sarebbe entrata nella loro comunit. Nel 2002 l'universit del Montana negli Usa firm con la Coca-Cola un contratto in esclusiva di 4,3 milioni di dollari, che provoc un boicottaggio contro il consumo di CocaCola fra studenti e professori. Con le autorit della citt di Lancaster, Filadelfia, la Coca-Cola ha firmato un accordo col quale il governo percepisce una percentuale dicendo semplicemente che la Coca-Cola la bevanda ufficiale della citt. Nel 1997 a Colorado Springs le scuole firmarono con la Coca-Cola un contratto per ottenere una percentuale dei profitti se venivano vendute 70 mila Coca-Cola in un anno. Le scarse vendite per obbligarono le scuole a lanciare una campagna che permise di consumarla persino in classe. Gi nel 1999 la Commissione Europea indagava sulla Coca-Cola per supposte pratiche illegali in Germania, Austria e Danimarca: sembrava che l'impresa desse incentivi illega-

li a danno dei concorrenti. Fra tali incentivi c'era quello di dare premi ai negozi che vendevano di pi, o che riempivano gli scaffali il pi possibile, e di fare sconti in esclusiva. Le imprese pi forti non possono espellere i concorrenti spingendo i clienti a comprare meno i loro prodotti, ha detto il commissario europeo alla concorrenza. La stessa Unione Europea annunci nel febbraio del 2004 che avrebbe presentato accuse formali contro la Coca-Cola per concorrenza sleale: a giugno la multinazionale americana dovr affrontare la Comunit Europea, che la accusa di firmare accordi in esclusiva con supermercati affinch i prodotti siano esposti in prima fila. - La Coca-Cola discrimina i lavoratori. Sebbene il codice etico della Femsa Coca-Cola in Messico dica che nessuno sar discriminato per motivi di sesso, stato civile, et, religione, razza, capacit lavorativa, preferenze politiche o classe sociale, un ragazzo che lavorava a Quimiproductos a San Cristbal, in Chiapas, fu licenziato per aver avuto un attacco epilettico durante l'orario di lavoro. Inoltre, chiedono il test di gravidanza alle ragazze in cerca di lavoro. In Africa venne negata la concessione delle cure contro l'Aids ai lavoratori e alle lavoratrici e ai loro familiari, quando sono ormai decenni che l'impresa incrementa i profitti grazie alla manodopera a basso costo fatta di 100 mila africani ed africane che lavorano negli stabilimenti di questo continente (grazie ai quali la Coca-Cola il pi grande datore di lavoro privato in Africa). Secondo l'I.l.o. (15) si stima che sono 20 milioni le persone infettate dall'Aids che lavorano. Nel novembre 2000, la Coca-Cola chiuse una causa pagan-

do la cifra record di 192,5 milioni di dollari a 2 mila lavoratori neri. La compagnia fu accusata di discriminazione razziale perch negava deliberatamente agli afroamericani una paga adeguata, promozioni e valutazioni. Il personale affermava che la Coca-Cola pagava gli impiegati neri circa 27 mila dollari all'anno - meno della media di un impiegato bianco - ed impediva loro di ottenere promozioni interne. Nel gennaio 2002 un impiegato della Coca-Cola ha fatto causa alla compagnia per discriminazione razziale. La causa fu intentata perch la compagnia lo trattava in maniera meno favorevole quanto a condizioni rispetto agli impiegati bianchi nella sua stessa situazione. L'impiegato accusa la compagnia di negare le promozioni anche agli altri impiegati neri. La discriminazione razziale non un fatto nuovo per la Coca-Cola, che nel 1950, pur essendo la Georgia uno Stato a maggioranza nera, non aveva un solo dirigente di colore. Si sarebbe dovuta aspettare la met degli anni cinquanta per vedere pubblicate per la prima volta sulla rivista Ebony, persone nere. Nel 1961 i padroni del ristorante Woolworth di Greensboro si rifiutarono di servire Coca-Cola e hamburger a quattro studenti neri, cosa che suscit proteste. Poco dopo il Congresso per l'uguaglianza razziale (Core) pretese che i neri comparissero sugli spot della Coca-Cola. - La Coca-Cola licenzia ed uccide i lavoratori. Il fenomeno Coca-Cola non si pu comprendere senza il neoliberismo, la voracit delle multinazionali rispetto alle risorse dei paesi, i processi di adeguamento strutturale e, inoltre, le riforme del lavoro che danneggiano i diritti dei lavoratori: il congelamento dei salari, l'eliminazione dei sindacati, la sparizione dei contratti collettivi di lavoro, l'elimi-

nazione dei servizi sociali (crediti per la casa, salute...), il licenziamento dei lavoratori pi vecchi, l'eliminazione delle pensioni, l'eliminazione della distribuzione degli utili, la pratica generale del lavoro a tempo determinato, l'appropriazione dei risparmi dei lavoratori da parte delle banche, la diminuzione dei costi delle attrezzature di sicurezza del lavoratore, l'attuazione di licenziamenti di massa, l'estorsione di ore di lavoro straordinario pena il licenziamento. Famoso il caso dei mille lavoratori colombiani licenziati dalla Coca-Cola, le intimidazioni e le minacce ai sindacalisti fino all'omicidio perpetrato dai paramilitari. Nel 2003 furono uccisi altri lavoratori in una fabbrica di Coca-Cola in Bolivia. A Tapachula, in Chiapas, la Femsa compr l'imbottigliatrice Tacan nel 2000 e la chiuse immediatamente licenziando gli operai della fabbrica. Negli ultimi anni in Colombia sono stati licenziati pi di 10 mila lavoratori degli stabilimenti Coca-Cola sostituiti da manodopera a tempo determinato. - La Coca-Cola contro i sindacalisti. Alcuni membri del sindacato C.r.o.c. (controllato dalla Coca-Cola) accusati di corruzione, aggredirono altri lavoratori dell'imbottigliatrice di Villahermosa a Tabasco (Messico) per impedire che si iscrivessero al sindacato nazionale Benito Jurez. Ai lavoratori dissidenti stato impedito di far uso del proprio diritto al voto sindacale dal personale di sicurezza che custodiva lo stabilimento, in modo da permettere agli aggressori di gettarglisi addosso picchiandoli selvaggiamente. Un centinaio di persone hanno bloccato per un'ora la strada che porta allo stabilimento, chiedendo al governatore di esigere dalla Coca-Cola il risarcimento dei danni subiti e il reintegro dei lavoratori licenziati, ristabi-

lendo cos lo stato di diritto e il rispetto dei diritti umani. In Chiapas sono state licenziate almeno venticinque persone. Nel 2001 negli Usa, la Coca-Cola pag 20,2 milioni di dollari per chiudere un processo in cui 1200 lavoratori sostenevano che la compagnia rubasse loro le ore di straordinario. Nel 2002 nove impiegati della Coca-Cola denunciarono la compagnia per aver frodato ai lavoratori pi di 200 milioni di dollari di stipendi in quattro anni. Nelle denunce i lavoratori aggiungono che, nella compagnia, ci sono capi che manipolano il sistema elettronico di timbratura per eliminare ore di lavoro. Altri lavoratori affermano: Ci hanno assillato dicendoci di non andare a reclamare le ore di straordinario dai capi, perch ci avrebbero rimproverato e disprezzato. - La Coca-Cola contamina la popolazione e l'ecosistema. Nello stabilimento Coca-Cola in Chiapas si verificata una perdita di ammoniaca con conseguente danneggiamento delle case vicine. Tempo fa, nel 1998 a Citt del Messico, la Coca-Cola Export Corporation fu uno dei due stabilimenti a non applicare il programma di riduzione del 30 per cento o pi delle attivit industriali per i rischi ambientali. A Panama ha contaminato la Baha, per cui ha ricevuto una multa. In India ha contaminato le terre contadine e ha preso una multa dal governo, insieme alla Pepsi e alla Nestl, per aver messo spot pubblicitari sulle pareti dell'Himalaya e, in special modo, su un valico di grande valore ecologico. La multa, con l'accusa di vandalismo commerciale, ammont a quattromila euro: la motivazione della sentenza diceva che nessuna delle suddette imprese aveva chiesto il permesso per la pubblicit, causando danni irreparabili.

- La Coca-Cola finanzia la guerra. Nel marzo del 2003 si scaten in Europa una campagna di boicottaggio contro i prodotti delle imprese statunitensi che erano coinvolte nel finanziamento della guerra in Iraq o che traevano vantaggio dalla guerra. Nelle citt di Bayonne, in Francia, gli addetti del bar Triki vuotarono nella fogna le bottiglie di Coca-Cola. A Berlino diversi ristoranti smisero di vendere Coca-Cola. Questa campagna contro le multinazionali statunitensi colp anche Budweiser, Marlboro, McDonald's, Kodak, Satarbucks e Dunkin' Donuts. Nell'ottobre 2003 il governo iraniano fece alla Coca-Cola una multa di 7250 milioni di dollari per non aver rispettato un contratto di 15 milioni di dollari firmato nel 1993 con un'impresa iraniana, oltre che di essersi impadronita di tutte le sue propriet. La Coca-Cola Company sostiene di non aver investito in adempimento alle sanzioni economiche imposte dal governo Usa alla Repubblica Islamica. - La Coca-Cola sfrutta il lavoro minorile. Human Rights Watch ha documentato l'assunzione di bambini per lavori di nove ore nelle piantagioni di canna da zucchero nel Salvador per conto della Coca-Cola, il cui codice etico dice: Non si ricorrer al lavoro minorile secondo le leggi locali. Questo lavoro prevede l'uso di machete e altri coltelli. Quasi tutti i bambini intervistati da Human Rights Watch (16) hanno detto di aver avuto ferite alle mani o alle gambe tagliando le canne. Quasi un terzo dei lavoratori delle piantagioni da zucchero del Salvador sono minori di diciotto anni, molti dei quali hanno iniziato il lavoro nei campi ad un'et compresa fra gli otto e i tredici anni. L'Organiz-

zazione Internazionale del Lavoro stima fra 5 mila e 30 mila il numero dei minorenni che lavorano nelle piantagioni da zucchero salvadoregne. El Salvador stabilisce un'et minima di diciotto anni per l'impiego in mansioni pericolose e di quattordici per la maggior parte delle restanti forme di lavoro. Spesso nelle piantagioni non si dispone di assistenza sanitaria, e i bambini devono pagarsi da soli le cure mediche. - La Coca-Cola non appoggia l'istruzione. In Chiapas la Coca-Cola ha annunciato la costruzione di una scuola rurale indigena. Milioni di dollari di profitto e pi di cento anni di vita: perch ora le interessa sostenere l'istruzione di bambini e bambine indigeni che sfrutta da decenni? La risposta una sola: per la possibilit di privatizzare l'acqua. I bambini che lavorano nelle piantagioni di canna da zucchero nel Salvador e che vanno negli stabilimenti della Coca-Cola, sono soliti perdere diverse settimane o addirittura mesi interi di scuola. In una comunit rurale del nord del paese si calcolava che il 20 per cento degli alunni della scuola non partecipava alle lezioni durante la zafra. Altri bambini abbandonavano completamente gli studi. La CocaCola guadagna pi con la pubblicit che con il sostegno all'istruzione. Dal 1995 al 2000 l'impresa ha mantenuto in Messico un budget annuale di 500 milioni di dollari in pubblicit pari all'introito ottenuto ogni anno da 685 mila persone povere in America Latina che guadagnano meno di due dollari al giorno. - La Coca-Cola danneggia la salute.

Alcuni dei suoi ingredienti possono risultare nocivi per la salute come l'acido fosforico, un corrosivo usato nell'industria come additivo: serve per pulire motori o allentare viti arrugginite. Nel corpo provoca la demineralizzazione delle ossa impedendo un'adeguata assimilazione di calcio nell'organismo, indebolendo le ossa ed aumentando cos il rischio di fratture. Inoltre, la combinazione di questo acido con zucchero raffinato e fruttosio limita l'assimilazione di ferro, cosa che pu causare anemia e una maggiore facilit di contrarre infezioni, soprattutto in bambini, anziani e donne incinte. Le bibite a base di cola contengono la caffeina, una sostanza che pu creare dipendenza: consumata in modiche quantit (20 milligrammi) uno stimolante del sistema nervoso (specie se consumata fredda) e produce sensazioni gradevoli. Se ingerita in quantit elevate (400-600 milligrammi), pu provocare insonnia, tachicardia, mal di testa, persino attacchi di ansia. Una lattina di Coca-Cola contiene approssimativamente 50 milligrammi di caffeina. Tale sostanza particolarmente pericolosa per i bambini. La Coca-Cola contiene anche gas di carbonio, che secondo la Amedec, pu provocare dipendenza psicologica. In realt, bere Coca-Cola o Pepsi-Cola come bere biossido di carbonio. Il caratteristico colore della Coca-Cola dovuto ad un additivo, chiamato E150, che stato associato a una carenza di vitamina B6, fondamentale per la metabolizzazione delle proteine e l'integrit del sangue. Una carenza di vitamina B6 pu causare anemia, depressione e stordimento, oltre a generare iperattivit e basso livello di glucosio nel sangue. Utilizzare concentrato di fruttosio del mais transgenico Usa per zuccherare la bibita significa mettere a rischio la salute dei consumatori, dato che l'effetto degli alimenti genetica-

mente modificati sulla salute dell'uomo non ancora sufficientemente studiato. Dall'altra parte, gli zuccheri contenuti nella bibita rovinano lentamente lo smalto dei denti indebolendoli e causando carie. Inoltre, gli zuccheri che l'organismo non digerisce si trasformano in grasso, provocando sovrappeso ed obesit. Una volta il diabete era associato a soggetti adulti, ma negli ultimi tempi stato rilevato un aumento di casi simili in bambini e adolescenti in sovrappeso. Attualmente, sono 22 milioni i bambini sotto i cinque anni con problemi di peso. Il diabete una malattia che colpisce soprattutto gli occhi, i reni, i piedi e il cuore. Una lattina di Coca-Cola contiene circa dieci cucchiaini di zucchero, e secondo uno studio pubblicato su The Lancet, la probabilit di un bambino di divenire obeso aumenta dell'1,6 per cento ad ogni lattina di bibita zuccherata che beve in pi al giorno. Secondo la Amedec la Coca-Cola Light, che contiene dei surrogati dello zucchero o zucchero sintetico in grandi quantit, provoca danni cerebrali, perdita di memoria e confusione mentale. A provocare tali disturbi l'aspartame, di cui si paventa che possa contribuire allo sviluppo dell'Alzheimer. Inoltre stato segnalato che i componenti chimici dell'aspartame hanno, in caso di consumo eccessivo, altre gravi conseguenze come danni alla retina e al sistema nervoso. La Coca-Cola stata definita nel 1998 da Multinational Monitor una delle dieci peggiori imprese perch riempie i bambini americani di zucchero e acqua di soda. - La Coca-Cola fa pressione sull'O.m.s. Nel 2003 la O.m.s. cercava di diffondere una relazione che descriveva i pericoli legati ad un eccessivo consumo di zucchero, consigliandone un uso non superiore al 10 per cento

all'interno della dieta. Le grandi multinazionali legate allo zucchero cercarono di impedire la pubblicazione di tale documento. Si saputo che l'associazione zuccheriera, comprendente giganti come Coca-Cola e Pepsi, aveva minacciato pressioni sul Congresso affinch sospendesse i sussidi alla O.m.s., se questa non avesse ritirato il documento. In una recente relazione la O.m.s. consiglia di limitare la vendita e la pubblicit di bibite gassate, il che fa supporre l'esistenza di un legame fra l'aumento di malattie come l'obesit e il diabete e il marketing aggressivo delle imprese di bibite gassate. L'obesit una malattia che colpisce un numero sempre maggiore di persone nei paesi industrializzati, e il tasso di bambini obesi in rapida crescita. In Inghilterra e in Scozia, ad esempio, il tasso di bambini obesi fra i quattro e gli undici anni aumentato, negli ultimi dieci anni, rispettivamente del 2 per cento e del 2,8 per cento. L'obesit in et adolescenziale colpisce tutto il corpo e pu causare, oltre a gravi problemi fisici, scompensi psicologici come depressione, disfunzioni alimentari e bassa autostima. Note parte ottava. N. 12. Hermann Bellinghausen, "Agresiva campaa de Coca Cola de Chenalh a Acteal", in La Jornada, 3 novembre 2001. N. 13. Profeco, "Procuradura Federal del Consumidor" (procura federale del consumatore). N. 14. Amedec, "Asociacin Mexicana de Estudios para la Defensa del Consumidor". N. 15. I.l.o., "International Labour Organisation". N. 16. Si tratta della relazione "Orecchie da mercante: lavoro infantile pericoloso nella coltivazione della canna da zucchero nel Salvador" (pagg. 139).

NONA PARTE. LA COCA-COLA... E L'ACQUA CONTAMINATA. Fra le tante questioni oggi all'ordine del giorno, quella dell'acqua desta una preoccupazione sociale crescente per la scarsit, il prezzo sempre pi alto e la difficolt a disporne, ma anche per il desiderio smodato delle imprese di fare affari con tale risorsa indispensabile ad ogni essere vivente; infine per le politiche dei governi che tendono a lasciare questa risorsa nelle mani delle imprese. Finora le privatizzazioni hanno toccato risorse tangibili e intangibili: gli odori, i colori, i sapori, i suoni e le parole, persino le fabbriche, le strade, le panchine, i porti, gli aeroporti, le ferrovie, la telefonia, le poste e altri servizi pubblici come la raccolta dei rifiuti, la sicurezza, l'istruzione, la salute, i cimiteri, le carceri o l'elettricit... Le privatizzazioni hanno raggiunto anche le terre, le piante, lo spazio marittimo o lo stesso cielo. Persino l'ossigeno in vendita. Tuttavia, per l'ambizione di accumulare ricchezza e grandi capitali, mancava la privatizzazione dell'ultima trincea che d fondamento alla vita: l'acqua. Dietro ad essa vanno imprese di tutti i tipi: minerarie, idroelettriche, automobilistiche, tessili, petrolifere, dell'alluminio e delle bibite come la Coca-Cola. Ancora una volta le grandi multinazionali, rappresentate dai rispettivi governi e non dai governi del popolo, facendo uso degli strumenti della globalizzazione, mettono mano al Fondo Monetario Internazionale, alla Banca Mondiale e alla Banca Interamericana di Sviluppo (B.i.d.) per fare pressione sui governi in vista della privatizzazione dell'acqua e lasciare in mano alle

grandi multinazionali (gi in possesso di pozzi) falde acquifere, fiumi e la relativa distribuzione nelle citt di tutto il mondo. Questo significa consegnare alle imprese la chiave della vita: saranno loro ad avere il potere di decidere della vita di migliaia di esseri umani. Si calcola che la percentuale di acqua privatizzata in tutto il mondo si aggiri intorno al 50 per cento! - Chiapas. La Coca-Cola, con la vittoria del presidente Vicente Fox, svilupp gli stabilimenti in Chiapas dotandoli della capacit di estrarre, elaborare e imbottigliare acqua attingendo dalla falda pi ricca di San Cristbal de las Casas, quella di Cerro Huitepec, una riserva ecologica amministrata dalla Ong Pronatura e segnalata come un'organizzazione ambientalista che riceve fondi dalla Coca-Cola Mxico. Nel settembre del 2000 l'impresa Kampe, S.A. de C.V. present alla Coca-Cola Femsa il risultato delle analisi richieste relative ai due pozzi di acqua da cui attinge. Alla voce tipo di germe predominante l'acqua del pozzo numero 2 registrava la presenza del cosiddetto enterobatterio sp. Quanto alla presenza di funghi e organismi coliformi fecali, il risultato dette esito negativo. Kampe inform la CocaCola che l'acqua trattata nello stabilimento conteneva pi del doppio del piombo permesso dalle autorit sanitarie, ma l'impresa non mosse un dito. Due mesi dopo, i laboratori Kampe fornirono un secondo risultato. Il campione identificato col numero TK-12570 di acqua trattata conteneva pi del doppio del piombo permesso dalle autorit sanitarie (NOM-041-SSA1). Questo significa che fra il primo campione e il secondo sono state vendute e consumate milioni di casse di acqua e di bibite Coca-Cola ad alto contenuto di piombo. Ed possibile che prima o dopo le analisi dei due campioni, la situazione non sia cambiata. Con l'inizio del terzo millennio i consumatori informarono

che Agua Ciel della Coca-Cola conteneva una lamina all'interno della bottiglia chiusa. Si scopr che due lotti di Agua Ciel dello stabilimento Villahermosa aveva i funghi, per cui furono ritirate dai negozi di San Cristbal circa cento casse; alcuni negozianti si lamentarono perch il personale della Coca-Cola non diede loro alcun risarcimento in cambio delle bottiglie. Eppure nel documento "Cultura Organizacional" della Coca-Cola, Femsa stabilisce nel suo principio di condotta che l'attenzione al cliente garantisce la completa soddisfazione di clienti interni, esterni e consumatori, offrendo prodotti e servizi in linea coi pi elevati standard qualitativi. - Polonia. Nell'acqua minerale Bonaqa fu trovata della ruggine proveniente dal cattivo lavaggio dei recipienti. Cos, nel 1999 la Coca-Cola decise di ritirare dal mercato polacco le bottiglie di vetro da 33 centilitri di tutte le marche vendute in territorio polacco, che costituivano il 12 per cento della produzione totale in Polonia e includevano Fanta Orange, Fanta Lemon, Coca-Cola e Coca-Cola Light, Ton, Kinley e Bonaqa. - Panama. Nel maggio 2003 l'Autorit Nazionale dell'Ambiente commin alla Coca-Cola una sanzione di 300 mila dollari per aver contaminato il fiume Matasnillo, la Baha de Panama e l'ecosistema della citt con sostanze coloranti. - Colombia. La Coca-Cola ha venduto bevande contaminate, secondo quanto stato dimostrato da un tribunale di Popayn nel 1991. - Belgio, Olanda, Lussemburgo, Francia. Nel 1999 il Belgio, la Francia, l'Olanda e il Lussemburgo ritirarono dal mercato i prodotti Coca-Cola perch contaminati, e consi-

gliarono di non consumare quelli gi venduti, visto che erano stati registrati gi duecento casi di contaminazione. C'era un eccesso di anidride carbonica nelle bottiglie della fabbrica di Amberes (nord del Belgio) e topicidi nei pallet per trasportare lattine di Coca-Cola prodotta a Dunkerque (Francia). Il governo francese sospese anche il commercio di alcuni prodotti Coca-Cola. I medici scoprirono in alcuni degli intossicati, un'eccessiva distruzione di globuli rossi nel sangue, cosa che pu causare anemia, insufficienza renale e, in casi estremi, la morte. I prodotti ritirati furono Coca-Cola tradizionale, Coca-Cola Light, Coca-Cola senza caffeina, Coca-Cola Light senza caffeina, Sprite, Sprite Light, Nestea, Nestea Splash, Acuarius ai gusti limone, arancia e uva, Bon Aqua e acqua tonica Kinley. - Inghilterra. Nel marzo del 2004 la Coca-Cola riconobbe che l'acqua della marca Dasani venduta in bottiglie da mezzo litro, era acqua comune e corrente proveniente dai rubinetti. La Coca-Cola cominci subito a ritirare 500 mila bottiglie dal mercato denunciando di aver trovato tracce di bromato superiore ai limiti di legge. Secondo l'agenzia Reuters, circa due bottiglie su cinque di acqua venduta nel mondo contengono acqua di rubinetto invece che acqua di fonte. - India. La fabbrica di Coca-Cola a Plachimada, in India, ha contaminato il terreno, l'acqua e l'aria sin dal 1998, anno della sua entrata in funzione. I pozzi si sono prosciugati e la poca acqua rimasta, in una comunit di duemila famiglie, non pi potabile, oltre al fatto che si sono manifestate malattie della pelle. Ai contadini la Coca-Cola regal anche il fango tossico dello stabilimento come fertilizzante. La Coca-Cola estrae illegalmente acqua da sei pozzi e in altri pozzi secchi getta i residui contaminati. I suoi prodotti contengono, inoltre, pesticidi, insetticidi ed altri elementi can-

cerogeni come cadmio, malation e lindano che causano il cancro anche nelle comunit indigene del Chiapas. Di fronte a questo la Coca-Cola cominci a distribuire acqua nei camion per i villaggi. La popolazione ha protestato e le autorit hanno arrestato pi di trecento persone che si opponevano alla Coca-Cola. Nell'agosto e nel settembre del 2003, la polizia represse manifestazioni pacifiche contro la Coca-Cola. In ottobre il governo minacci di cancellare l'operazione dei pozzi mentre il parlamento indiano proib la vendita di prodotti Coca-Cola e Pepsi-Cola nei caff. Nel gennaio del 2004 centinaia di manifestanti marciarono in India protestando contro la contaminazione causata dalle bibite Coca-Cola e Pepsi-Cola. Fra le marche contaminate figuravano: Coca-Cola, Fanta, Pepsi, Pepsi Light, Mirinda all'arancia e al limone, SevenUp, Sprite. Lo studio del Centro Scientifico dell'Ecosistema rilev nelle bibite una quantit di pesticidi trenta volte (Coca-Cola) e trentasei volte (Pepsi-Cola) superiore di quella permessa dalla regolamentazione europea. Tutte contenevano D.D.T., che nell'essere umano pu provocare cancro o danni seri al sistema immunitario. Nell'aprile del 2003, delle settemila persone che protestarono contro la Coca-Cola per l'annullamento dell'accordo secondo cui la multinazionale poteva estrarre 75 mila litri di acqua al giorno in una regione che soffre di mancanza di acqua, ne furono arrestate 1900. La Coca-Cola Company vende ed padrona di pi di 324 tipi di bibite in tutto il mondo. Fra queste ci sono: A&W, Ades, Alive, Almdudler, Ambasa, American, Andifrut, Andina Nectar, Aqua, Aquactive, Aquana, Aquarius, Aqvaris, Arwa, Aybal, Bacardi Mixers, Barq's, Beat, Belte, Beverly, Bibo, Bimbo, Bimbo Break, Bistrone, Bjare, BlackFire, Bom Bit Maesil, Bonaqua/Qa, B.P.M., Bright And Early, Bum, Buzz, Coca-Cola senza caffeina, Coke

light/diet Coke senza caffeina, Cai King, Calypso, Canada Dry, Canning's, Cappy, Caprice, Carvers, Ciel, Citra, CocaCola, Cocoteen, Coke II, Cresta, Cristal, Crush, Crystal, Cumberland Gap, Chafresco, Chaho, Charrua, Cheers, Cherry Coke, Chinotto, Chinotto Light, Chippewa, Chivalry, Dannon, Dasani Water, Delaware Punch, DESCA, diet A&W, diet Almdudler, diet Andina Nectar/Andina Nectar Lt, diet Barq's, diet Canada Dry, diet Coke/Coca-Cola light, diet Coke/Coca-Cola light al limone, diet Crush, diet Charrua, diet Cherry Coke, diet Dr Pepper, diet Fanta, diet Inca Kola, diet Kia Ora, diet Krest, diet Lift, diet Lilt, diet Mello Yello, diet Minute Maid Soft Drink, diet Mr Pibb, diet Nestea Cool, diet Nestea/Nestea Light, diet Oasis, diet Schweppes, diet Sprite/Sprite Light, diet Squirt, diet Tai, diet Vanilla Coke, Disney Hundred Acre Wood, Disney Xtreme Coolers, Doma, Dr Pepper, Drim, Eight O'Clock, Eight O'Clock Fountain, Eight O'Clock Litro Pack, Emblem, Eva, Evian, Fanta, Finley, Fioravanti, Five Alive, Fontana, Fraser & Neave, Freezits, Fresca, Frescolita, Freskyta, Frestea, Frisco, Frugos, Fruit Labo, Fruit Tree , Fruitia, Fruitopia, Fruitopia Tea, Fruktime, Frutina, Frutonic, Funchum, Georgia, Georgia Club, Georgia Gold, Gini, Gira, Gold Spot, Grand Blue, Grapette, Guaran Jesus, H2OK, Hanul Yeon Cha, Hawai, Hi Spot, Hi-C, Hit, Horizon, Huang, Ice Cold Mix, Ice Dew, Ice Mountain, Inca Kola, Itu, Izvorul Alb, Jaz Cola, Jet Tonic, Jinmeile, Jolly Juice, Joy, Jurassic Well, Kapo, Kapo Axion, Kapo Super Power, Kia Ora, Kilimanjaro, Kin, Kin Light, Kinley, K.M.X., Kochakaden, Koumi Soukai, Krest, Kuat, Kuat Light, Kuli, Leafs, Lift, Lilt, Limca, Limonade, Linnuse, Love Body, Maaza, Mad River, Magnolia, Magnolia Funchum, Magnolia Zip, Manzana Mia, Marocha, Master Chili, Master Pour, Mazoe, Meijin, Mello, Mello Yello, Mer, Mezzo, Miami, Mickey Mouse, Migoro-Nomigoro, Milo, Minaqua, Minute

Maid, Minute Maid Juice To Go, Minute Maid Soft Drink, Mireille, Mr Pibb, Nagomi, Nalu, Namthip Water, Natua, Nectarin, Nescafe, Nestea, Nestea Cool, Nestle, Nevada, New Vegitabeta, Nihon Alps Mori No Mizudayori, Nordic Mist, Northern Neck, Nusta, Oasis, Odwalla, O.K., Old Colony, Paani, Parie, Pepe Rico, Pilskalna, Planet Java, Play, Pocket Dr, Poiana Negri, Poms, Ponkana, Ponkana Litro Pack, Pop, Portello, POWERade, POWERade Light, Private Label, Pulp, Pump, Qoo, Quatro, Ramblin' Root Beer, Real Gold, Red Flash, Red Lion, Refresh Tea, Rimzim, Rio, Ripe N Ready, Risco, Riwa, Roses, Royal Tru, Samurai, Santiba, Santolin, Sarsi, Saryusaisai, Schweppes, Seagrams, Seasons, Seiryusabo, Seltz, Sensation, Sensun, Senzao, Shock, Simba, Simply Apple, Simply Orange, Slap, Smart, Sokenbicha, Solo, Sonfil, Soonsoo, Sparkle, Sparletta, Sparletta Iron Brew, Splash, Sport, Sports Plus, Sprite, Spur, Squirt, Stoney Ginger Beer, Sun Valley, Sunfill, Sunkist, Supa, Superkools, Surge, Tab, Tab Clear, Tab X-Tra, Tahitian Treat, Tai, Tasters Choice, Tavern, Tea World Collection, Thums Up, Tian Yu Di, Tiky, Top, Toppur, Tropical, Tuborg, Turkuaz, Tutti, Urge, Vanilla Coke, Vegitabeta, VICA, Vita, Vital, Vital O, Vitingo, Wannabe, Water Salad, Wink, Winnie the Pooh, Yangguang, Youki, Yumi, Zip. (TangaWorld).

DECIMA PARTE. LA COCA-COLA IN MESSICO. L'ACQUA TREMA. Le multinazionali vanno sempre pi nella direzione dell'economia globalizzata. La Coca-Cola Company giunse all'apice del potere in Messico, quando Vicente Fox, che ne

era stato presidente, approd alla presidenza della repubblica nel 2000. Da allora le industrie di bibite ottengono maggiori concessioni di acqua, esenzioni dalle tasse, diminuzione di dazi e quote d'importazione. Se al tempo del presidente Carlos Salinas de Gortari (1988-1994) uno degli imprenditori pi favoriti stato Carlos Slim, che rimasto con la Telmex e attualmente il ricco pi ricco dell'America Latina e dei Caraibi, nell'attuale sessennio la Coca-Cola Femsa di Monterrey (una delle imbottigliatrici di Coca-Cola in Messico) la pi grande in America Latina e nei Caraibi. Cos le multinazionali messicane come Femsa, Telmex, Maseca, Bimbo e Cemex non sono diverse dalle multinazionali americane, europee o asiatiche. Tutte sfruttano il paese e la gente con cui hanno a che fare. Per questo al World Social Forum, ed in altri scenari altromondisti continentali e regionali, viene ripresa la campagna di boicottaggio contro la Coca-Cola (17). La Coca-Cola Company ha pi ricchezze di molti paesi latinoamericani, caraibici o africani. In Messico ha comprato quasi tutte le marche di bibite del paese e vanta le maggiori concessioni per l'estrazione dell'acqua. Ecco alcuni dei prodotti venduti dalla Femsa: Coca-Cola, Coca-Cola Light, Sprite, Fresca, Diet Sprite, Fanta, Agua Ciel, Sidral Mundet, Beat, Senzao, Delaware Punch, Manzana Lift, Extra Poma, Etiqueta Azul, Power Ade, Nestea, Adventures, Ciel e Ciel minerale. La sola Coca-Cola Femsa dispone in Messico di dodici stabilimenti in nove entit: Los Reyes e Cuautitln (Mxico), Apizaco (Tlaxcala), Morelia (Michoacn), Villa hermosa (Tabasco), Juchitn (Oaxaca), San Cristbal de las Casas (Chiapas), Coatepec (Veracruz), Sabino e Cedro (distretto federale) e Quertaro). La sola Coca-Cola Femsa stima di vendere 29 milioni di litri di bevanda al giorno ad oltre 169 milioni di consumatori in America Latina. Significa che Coca-Cola Femsa consu-

ma tanta acqua quanta ne consumano al giorno circa 14.500.000 persone (calcolandone due litri al giorno a persona). La crescita dell'industria di bibite in Messico e in qualsiasi paese ha almeno tre conseguenze immediate: pressione su terre, boschi e acque. Tale pressione viene esercitata sulla popolazione indigena e contadina che possiede la terra, e sulle leggi del paese col fine di garantire alle imprese il possesso di tali risorse. Per questo non sono casuali i problemi che sta creando nella campagna messicana il Programma di Certificazione dei Diritti dell'Ejido e del Suolo Urbani (Procede) intorno alla privatizzazione della terra promosso dalle Istituzioni Finanziarie Internazionali (F.m.i., B.m., B.i.d.). Tali istituzioni esercitano una forte pressione anche coi finanziamenti per l'approvazione di leggi sulle acque del paese, lo spostamento degli indigeni e dei contadini dalle Aree Naturali Protette (A.n.p.), dalle montagne e dai boschi. - Storia della Coca-Cola in Messico. Oltre agli Stati Uniti e al Canada, la bibita Coca-Cola arriv in Messico nel 1898, e la presenza della marca datata nel paese sin dal 1903. Dal 1915 si utilizza un'unica e sola bottiglia per l'imbottigliamento in tutto il mondo. Durante i primi anni della Coca-Cola in Messico, esistevano quattro Coca-Cola diverse registrate con lo stesso nome, come anche a Cuba e nelle Bermuda. Nel 1926 la Coca-Cola cominci ad essere imbottigliata nelle citt di Tampico, Monterrey, Saltillo, Chihuahua, Guadalajara e Mrida, nel 1928 a Puebla e a San Luis Potos e nel 1932 nel Distrito Federal dalla ditta Mundet fino al 1936, anno in cui termina il contratto e nasce l'Industria Imbottigliatrice Messicana S.A. L'imbottigliatrice di San Luis Potos scompare e la citt rimane senza

stabilimento fino al 1942. Quasi cento anni dopo l'arrivo in Messico, nel 1989 la Coca-Cola diventa la prima marca pubblicizzata allo Zcalo di Citt del Messico. Verso il 1998, col crollo del prezzo del petrolio, un litro di greggio d'esportazione - la principale fonte di introiti per il governo - valeva quasi dieci volte meno di un litro di Coca-Cola. Agli inizi di questo decennio, l'acquisto di concentrato di fruttosio proveniente dal mais transgenico degli Usa era sostituito dallo zucchero di canna, il che contribu al peggioramento della crisi del settore saccarifero del paese. - I messicani, i maggiori consumatori di Coca-Cola. Attualmente le marche Coca-Cola hanno catturato l'80 per cento del mercato messicano, il pi grande del mondo dopo quello statunitense. I messicani consumano pi bibite di qualsiasi altro paese del mondo. Nel 1999 i messicani garantirono alla Coca-Cola Company il 10 per cento dei suoi profitti mondiali: quell'anno il consumo medio di ogni messicano fu di 431 bicchieri da 1/4 di litro che, sommati, diedero oltre 16 milioni di casse-unit. Monterrey, la seconda citt pi grande del paese dove c' la sede della Femsa, ha il maggior consumo pro capite di qualsiasi altra citt del mondo. Ovunque per possibile trovare una persona che consumi pi di dieci bottiglia di Coca-Cola al giorno, comprese le comunit indigene del Chiapas. Secondo l'Amedec (Associazione messicana degli studi per la difesa del consumatore) la qualit dell'acqua potabile cos scadente da indurre al consumo di bibite, cosa che costituisce la pi grave distorsione delle nostre abitudini alimentari perch porta all'ingestione di calorie inutili, con un contenuto di proteine, vitamine e minerali pari a zero.

Potremmo aggiungere che della mancanza di acqua potabile nelle comunit indigene e rurali, approfitta la Coca-Cola. Le cifre sono discordanti. C' chi dice che i messicani consumano centosessanta litri di bibite all'anno e chi 273 bottiglie all'anno. Comunque sia, i messicani sono i maggiori consumatori di bibite e l'aumento annuale del consumo si attesta intorno a una media del 6 per cento, sebbene il boicottaggio della Coca-Cola gli tolga diversi punti. Secondo la Femsa, in Messico il consumo pro capite medio annuale di 483 bibite da 1/4 di litro. La multinazionale stima che dal 2001, l'80 per cento della popolazione messicana beve Coca-Cola almeno una volta alla settimana. Quell'anno lanci un nuovo slogan: La vita ha sapore. Dagli anni cinquanta gli slogan si sono evoluti: Segno di buon sapore, Coca-Cola rinfresca alla grande (anni sessanta), La scintilla della vita e Coca-Cola cos (anni settanta), La sensazione vive (anni ottanta), Always Coca-Cola (anni novanta) e Vivila (2000). - Gli amici di Fox ed altri imprenditori. Nel luglio del 2003, il giornale El Independiente chiar le relazioni fra Vicente Fox e gli imprenditori dello zucchero e della Coca-Cola e le concessioni di acqua dei principali fiumi del paese. Oggi Carlos Ahumada, ex direttore e padrone de El Independiente, si trova in prigione. Il presidente Vicente Fox (2000-2006) stato per molti anni manager della Coca-Cola. Durante la campagna presidenziale, il cosiddetto gruppo Amici di Fox, capitanato da Lino Korrodi, percep somme milionarie da diversi settori imprenditoriali che l'Istituto Federale Elettorale (I.f.e.) dichiar illegali. Fra queste elargizioni figuravano somme apportate da imprenditori dello zucchero ed imbottigliatori

della Coca-Cola. Il sostegno per ottenere la presidenza fu ricompensato con sette concessioni sull'uso dell'acqua solo nei primi anni del suo governo ad un costo di 2054 pesos l'una, e con permessi la cui durata era compresa fra cinque e cinquant'anni con la possibilit di ottenere una proroga per lo stesso periodo, pur in presenza di regioni scarsamente rifornite di acqua. Sebbene dal 2000 fino al luglio 2003 erano state date alle imbottigliatrici dieci concessioni per oltre 4 milioni di metri cubi di acqua, dal 1994 ne sono state date a sedici imbottigliatrici altre ventisette in dieci Stati e su quindici fiumi: cinque ad Aguascalientes, due a Zacatecas, cinque a Jalisco, tre a Colima, uno a Coahuila, cinque a Durango, uno a Zacatecas, tre a San Luis Potos, uno a Guerrero, uno a Morelia. La concessione pi grande toccata nel 2001 all'imbottigliatrice di Cuernavaca per un totale di 1.353.000 metri cubi di acqua sotterranea prelevata dal bacino del fiume Balsas. Delle ventisette concessioni, diciannove sono per l'estrazione dell'acqua dai bacini e otto per lo scarico dei rifiuti. L'estrazione totale relativa a tali concessioni di 9.422.990 metri cubi di acqua all'anno, equivalente a 27.713.013.590 lattine di Coca-Cola. In altre parole, se un metro cubo di acqua uguale a mille litri, e una persona ha bisogno mediamente di tre litri di acqua al giorno in condizioni normali, l'acqua concessa alle imprese equivale a 8,6 milioni di anni di consumo giornaliero di una persona. Oltre a queste imbottigliatrici, altre tre hanno acquisito concessioni: l'imbottigliatrice Ameca (Jalisco), l'imbottigliatrice Coahuila (Coahuila) e l'imbottigliatrice Gmez Palacio (Coahuila). Queste diciannove imbottigliatrici, che hanno raddoppiato i profitti con l'aiuto del governo, appartengono al gruppo Continental e agli imprenditori Purita Leonor Guillermo Prieto Rivera e Robert J. Dotson Castrejn (rispettivamente presidente del

consiglio di amministrazione e tesoriere del gruppo Continental), amici del presidente Fox, che hanno collegato le loro tubature alla risorsa oggi coinvolta nello scontro per la privatizzazione pi importante del mondo: l'acqua. Gli imprenditori di bibite sono anche padroni di piantagioni di canna da zucchero, comprate durante i sei anni di presidenza di Miguel de La Madrid Hurtado e che sono usati per dolcificare la Coca-Cola. Due anni fa alcune di queste piantagioni vennero riacquisite dal governo, che le compr dagli imprenditori quando ci fu il crollo dell'industria dello zucchero. A questo proposito il consorzio Continental con la sua filiale Promotora Azucarera S.A. (Piasa) accusato dalle autorit federali elettorali di finanziare i fondi degli Amici di Fox. Eppure non accadr nulla finch saranno vicini al presidente, a differenza di quanto succede con le frodi dell'opposizione letteralmente sbandierate dai media e che, rispetto a quelle del partito attualmente al potere, sono assai minori. - La preparazione della Coca-Cola. Per preparare la bibita di Coca-Cola, oltre allo sciroppo della formula, l'imbottigliatrice utilizza acqua, alcuni concentrati (aromatizzanti, coloranti e conservanti), zucchero raffinato e biossido di carbonio (CO2). L'imbottigliatrice confeziona il prodotto con la bottiglia, il tappo e l'etichetta. Tradizionalmente, la Coca-Cola vende la licenza a concessionari locali, che garantiscono tutti gli investimenti tranne il concentrato della formula. Con i Trattati di Libero Commercio (T.l.c.) la Coca-Cola ha cambiato strategia. Per le imbottigliatrici in territorio Usa si servita, in alcuni casi, di imprese statunitensi. Per le imbottigliatrici estere, invece di trasferire lo sciroppo, utilizza un concentrato in polvere ma

senza zucchero, delegando tale operazione agli imbottigliatori. Prima, si prepara lo sciroppo semplice tramite il mix di zucchero raffinato o chiarificato (eliminazione del colore bruno) e acqua presumibilmente purificata, dato che in Chiapas - ma anche in altri paesi - la Coca-Cola ha distribuito i suoi prodotti con acqua contaminata da piombo e altri residui. Il mix viene fatto in cisterne di acciaio inox in cui si miscela continuamente fino ad ottenere un miele di colore chiaro. Poi, si trasferisce lo sciroppo semplice in altre cisterne per la preparazione finale, cui viene aggiunto il contenuto di due recipienti di concentrato che contengono aromatizzanti, coloranti e il conservante (acido fosforico). Si mescola costantemente fino ad ottenere una preparazione scura e densa, dal colore e sapore caratteristici. Questa viene poi immessa, nella sala di imbottigliamento, in un mixer che automaticamente la mescola con acqua purificata e biossido di carbonio a basse temperature, in modo da far dissolvere il gas adeguatamente. Le basse temperature si ottengono grazie ad un sistema di refrigerazione a base di ammoniaca, il che spiega il fortissimo odore che tempo fa la fuga di ammoniaca caus a San Cristbal de Las Casas. Infine, la bevanda preparata viene inviata alla macchina che si occupa del travaso. Gli imbottigliamenti si susseguono uno dietro l'altro nell'apposita macchina di forma cilindrica, il cui sofisticato sistema a rubinetti (diversi secondo la quantit) dosa la bibita a grande velocit. Tutte le macchine adibite al riempimento sono dotate dei rispettivi sistemi di distribuzione automatica dei tappi. Poi viene messa l'etichetta: ce n' una per ogni formato. In una parte ben visibile viene impresso un codice con la data di scadenza, il numero dello stabilimento, l'ora, il lotto e la catena di produzione da cui proviene. Poi si va all'imballaggio, dove dei macchinari raggruppano ed impac-

chettano automaticamente bibite prima di essere messe su una pedana. Queste vengono, infine, portate in magazzino, in attesa di essere distribuite all'interno o all'estero. Nel caso di alcune comunit indigene del Chiapas, i distributori possono essere addirittura le stesse autorit, come abbiamo visto, che esercitano pressioni sulla comunit allo scopo di aumentare o mantenere una quota di consumo settimanale della bibita. - Al World Social Forum. I problemi generati dalla multinazionale in molte regioni a livello economico, politico, culturale e sanitario, o le violazioni dei diritti umani e del lavoro, hanno meritato un'importante attenzione da parte del pi grande organismo mondiale altromondista: il World Social Forum. Oggi il boicottaggio dei prodotti Coca-Cola in crescita. In Chiapas, un boicottaggio di questa entit determinerebbe nelle comunit una vera rivoluzione economica, politica e culturale, permettendo di vedere pi chiaramente ci che l'acqua nera della Coca-Cola impedisce di vedere. Note parte decima. N. 17. Confer www.sitiocompa.org e www.ciepac.org.

UNDICESIMA PARTE. LA COCA-COLA IN CHIAPAS. I DIRITTI DEI LAVORATORI.

- La storia. Negli anni venti, nella citt di Tuxtla Gutirrez, nasce, fondata da Camilo Espinosa, l'imbottigliatrice Fbrica de Gaseosas Sin Rival, che creer la bibita Sin Rival. La distribuzione delle bibite si faceva coi sacchi e i percorsi erano quelli di oggi; il territorio si divideva in "rumbos" (18) e i distributori, che si chiamavano rumberos, raccoglievano di mattina le bottiglie vuote e la sera le sostituivano con un prodotto nuovo. Nel 1948 i fratelli Zavaleta Torres comprarono l'attivit e ne modificarono la ragione sociale. Nel 1952 l'imbottigliatrice Sin Rival inizia a produrre Coca-Cola nell'unico formato da 6,5 once, il primo dell'era Coca-Cola in Chiapas. Nel 1966 i fratelli Zavaleta vendono l'imbottigliatrice al gruppo Dalton & Cambell. Nel 1980 acquistata dal Gruppo Visa che in seguito diventer Coca-Cola Femsa. E' il 1984 l'anno in cui la Coca-Cola sostituisce la bibita Sin Rival con la Fanta. Nel 1994 lo stabilimento di Tuxtla Gutirrez chiude per mancanza di acqua e la sua crescente durezza (alto contenuto di calcio). Rimane solo lo stabilimento di San Cristbal de las Casas, presente dal 1994, anno in cui fu ristrutturato e adattato a coprire la domanda di mercato del posto. E' lo stesso anno della rivoluzione zapatista, e la Coca-Cola era l'unica che poteva entrare nelle regioni del conflitto armato per la consegna delle merci. Il nome Sin Rival fu portato dall'impresa fino al 1 aprile del 2000, quando fu cambiato in Inmuebles del Golfo S.A. de C.V. Nel 2000 la Femsa compra lo stabilimento Tacan nella citt di Tapachula e lo chiude lo stesso anno licenziando tutti gli operai della fabbrica consolidando il proprio monopolio nello Stato. Lo stabilimento era piccolo e bisognava investire molto denaro per aumentare il volume della produzione (ad esempio, bi-

sognava costruire uno stabilimento di acque residue da un milione di dollari) per cui era pi economico prendere prodotti dalle filiali di San Cristbal, Villahermosa, Juchitn e Oaxaca. Sembra che l'interesse principale della Femsa era l'area delle vendite. Fino al 2002, per l'imbottigliamento di Coca-Cola e bevande aromatizzate in bottiglie di vetro e plastica col vuoto a rendere, si poteva contare su una sola rete di produzione. Nel maggio del 2002 si introduce una seconda linea di produzione specializzata nell'imbottigliamento di formati in plastica col vuoto a perdere, aumentando cos il consumo di acqua. Nel 2004 uomini facoltosi di Oaxaca costruiscono, nel municipio costiero di Arriaga, la Embotelladora de Refrescos Gugar con un investimento di 65 milioni di pesos: si prevedono 150 lavoratori diretti e 450 esterni. Per far passare l'accesso all'acqua, alle strade e alle agevolazioni per l'investimento concesse dal governatore Pablo Salazar, fu altres reso noto che in quel municipio sarebbe stato installato uno stabilimento della Omnilife, impresa specializzata nell'elaborazione di additivi alimentari nelle bevande. In Chiapas il 60 per cento del mercato delle bibite controllato dalla Coca-Cola, il 30 dalla Pepsi, il 5 dalla Big Cola e il 5 da altre bibite. Attualmente, la Pepsi-Cola possiede uno stabilimento d'imbottigliamento a Tuxtla Gutirrez, che si chiama Embotelladora Central Chiapaneca. - La concorrenza sleale. Molti negozi vengono obbligati a vendere esclusivamente Coca-Cola. Ma nelle comunit indigene la situazione non migliore. In una comunit della regione di Altos in Chiapas, una famiglia decise di boicottare la Coca-Cola e chiese alla Big Cola di rifornirla della sua bibita. Quando arriv il ca-

mion della Coca-Cola, il conducente propose loro due bibite di Coca-Cola in cambio di una di Big Cola. In un altro negozio il conducente che distribuiva Coca-Cola disse al padrone che la Big Cola apparteneva alla Coca-Cola, che ora era di buona qualit e che le avrebbe ritirate in cambio di pi bottiglie di Coca-Cola. In nome degli affari e del profitto non si tiene conto di nulla. Ad esempio il C.e.F. (19) dice: Si devono evitare raffronti falsi o ingannevoli con prodotti o servizi equivalenti offerti dalla concorrenza. Un altro articolo dice che La Femsa non stipuler alcun accordo che pretenda la limitazione del libero gioco del mercato in cui opera e non user mezzi impropri per migliorare la sua competitivit nei suddetti mercati. Dice anche che i consiglieri, i dirigenti e gli impiegati della Femsa devono evitare il pi possibile commenti o dichiarazioni sulla concorrenza, e qualora sia necessario, devono essere giusti, obiettivi e completi. - La pubblicit oltraggiosa. La multinazionale ha usato per i suoi enormi spot, bambine indigene che sorridono con una Coca-Cola in mano. All'inizio del 2004, Coca-Cola Femsa lanci nuovi messaggi. Uno recitava: Non sei brutto, hai personalit. Bevi Coca-Cola. Questa pubblicit offensiva non rientra nei canoni del C.e.F. secondo cui la comunicazione attraverso la pubblicit e il marketing delle unit commerciali della Femsa dovr essere: a) legale, decente, onesta, veritiera e conforme a principi di giusta competitivit e di buon esercizio degli affari; b) preparata con debito senso di responsabilit sociale e basata su principi di onest e buona fede;

c) verificabile e scevra da elementi che possano indurre ad un'interpretazione sbagliata delle caratteristiche dei prodotti e dei servizi offerti dalla Femsa; d) rispettosa dei valori morali e tesa ad evitare circostanze non etiche che ledano l'integrit e la dignit umana o usino simboli culturalmente offensivi riguardo a sesso, razza, religione, classe sociale od orientamento politico. - La Coca-Cola e il Municipio. Ma gli affari della multinazionale non vengono da soli, bisogna essere in combutta con le autorit locali. A San Cristbal de Las Casas normale sentire dalla gente che l'impresa ha donato una jeep ultimo modello all'ex sindaco. Vero o no, ecco la testimonianza di un lavoratore: In un'occasione invitammo il sindaco Mariano Daz con la famiglia ad una visita allo stabilimento dove gli furono dati souvenir ed offerte visite guidate per ottenere da lui l'appoggio per ampliare lo stabilimento. Poco dopo fu concesso il secondo pozzo per aumentare la produzione e l'uso dell'acqua. A riguardo il C.e.F. dice: I consiglieri, i dirigenti e gli impiegati che hanno legami con le autorit devono riservare loro un trattamento gentile e rispettoso, riconoscendo le loro qualit tout court e creando un'atmosfera di apertura e fiducia che faciliti la discussione degli affari e la stipula degli accordi (...). Tutti gli accordi, le pratiche e le relazioni tenute in rappresentanza dell'impresa con dipendenti o funzionari del governo dovranno essere portati a termine secondo le leggi vigenti. - La sicurezza dei lavoratori.

Un testimone ha affermato: Ci fu una fuga di ammoniaca nella sala del mixer (che mescola lo sciroppo, il gas di carbonio e l'acqua a basse temperature) della Linea 2, mentre la Linea 1 era in fase di produzione. Il capo della Linea 2 ordin di dare l'allarme e il personale fu evacuato in un luogo sicuro fino al cessato pericolo mezz'ora dopo. In seguito il capo della linea ci inform che l'avevano strigliato per aver interrotto la produzione della Linea 1, che infatti era stata ferma per un'ora. La cosa curiosa che agli impiegati viene sempre detto che la Coca-Cola Femsa ha quattro direttrici fondamentali che, nell'ordine, sono: sicurezza, qualit, volume e costi. In realt, invece, le priorit sono invertite. Inoltre, il C.e.F. stabilisce che la Femsa individua nella tutela dell'ecosistema una propria responsabilit sociale, per cui verranno realizzate le azioni necessarie per assicurarsi che: 1. vengano valutati in anticipo i cambiamenti significativi negli stabilimenti e nei processi industriali per prevenire alterazioni avverse all'ecosistema; 2. vengano rinforzati i procedimenti effettivi in risposta alle possibili emergenze per ridurre al minimo l'impatto di incidenti non prevedibili; 3. le emissioni nell'atmosfera, gli scarichi del drenaggio, la manipolazione e il confinamento di rifiuti solidi non causino impatti ambientali gravissimi e che gli incidenti ambientali vengano prevenuti. L'ammoniaca un refrigerante industriale che serve per ghiacciare la bibita e ottenere una carbonatazione ottimale. Viene immagazzinata allo stato liquido in un sistema chiuso e fatta circolare nella sala mixer per abbassare la temperatura. Un'altra fuga di ammoniaca si verificata nel 2002 nello stabilimento di San Cristbal durante i lavori di ampliamen-

to: anche questo sistema dell'ammoniaca doveva essere sviluppato secondo la nuova linea di produzione e, al momento della manovra per le nuove connessioni, venne aperta una valvola sbagliata. La fuga interess l'area dei compressori dell'ammoniaca in cui c'erano almeno tre persone della manutenzione, che fecero in tempo ad uscire subendo una lieve intossicazione. Per controllare la fuga intervennero i pompieri, ma la valvola fu chiusa da un fornitore che in quel momento si trovava nello stabilimento con una maschera di fortuna, perch gli appositi respiratori non funzionavano. Le famiglie del quartiere vicino non potevano fuggire dall'esalazione di ammoniaca che invadeva le loro case. Dieci anni or sono c' stata una terribile fuga di ammoniaca nello stabilimento della citt prospiciente di Tapachula, dovuto alla rottura di una tubatura che trasportava l'ammoniaca nella sala d'imbottigliamento. Disgraziatamente l'ammoniaca cadde su alcuni lavoratori uccidendone due. A riguardo il C.e.F. dice: I responsabili delle diverse unit di produzione dovranno intraprendere azioni per assicurare il compimento dei seguenti obiettivi di salute e sicurezza: a) provvedere e mantenere sicuri e sani le zone di lavoro; b) disporre e mantenere un ambiente di lavoro adeguato; c) sviluppare una coscienza di sicurezza nel personale. - Gli affari interni. L'articolo 9 del C.e.F. sostiene che nessun consigliere, dirigente o impiegato pu usare il nome della Femsa o quello delle sue imprese, cos come le altre risorse, in attivit per il proprio tornaconto personale. Eppure un testimone ha affermato: Quando uscivo per andare a comprare cibo per corsi o riunioni, il direttore dello stabilimento mi ordinava

di portarne una parte a casa sua. Un altro ha detto: Una volta il direttore dello stabilimento mi port un joystick del videogioco di suo figlio perch glielo riparassi durante le ore di lavoro. La Coca-Cola Femsa chiede che il lavoratore non abbia altro scopo se non quello di soddisfare l'impresa. Il C.e.F. afferma che i dirigenti e gli impiegati devono evitare di avviare attivit estranee all'impresa che richiedano una quantit di tempo e uno sforzo capaci di danneggiare la loro capacit e disponibilit verso gli obblighi contratti con l'impresa. I sindacalisti colombiani e i familiari delle vittime uccise nelle imbottigliatrici della Coca-Cola Femsa morirebbero dalle risate o di rabbia se leggessero il seguente articolo del C.e.F.: E' proibito licenziare, declassare, sospendere, minacciare, interferire col diritto all'occupazione. Il C.e.F. stabilisce che i dirigenti e gli impiegati che trattino l'acquisto di beni e servizi richiesti dalle imprese Femsa, devono offrire ai fornitori, ed esigere da loro, un trattamento imparziale e onesto in ogni transazione, perseguendo sempre gli interessi dell'impresa. Eppure un lavoratore ha detto: Avevo trovato un fornitore che mi vendeva i cestelli della lavatrice ad un prezzo conveniente, perch era mio dovere fare attenzione al budget mensile assegnatomi per la manutenzione della squadra che dirigevo. Il capo della manutenzione, invece, mi ha imposto un altro fornitore pi caro. In un altro articolo il C.e.F. stabilisce che l'acquisto di beni e servizi avverr tramite procedimenti uniformi e trasparenti, che assicurino la partecipazione imparziale dei fornitori e un'obiettiva selezione degli stessi, basata su criteri di qualit, redditivit e utilit. Anche qui per la realt un'altra. Ecco la testimonianza di un lavoratore: Dovevo alzare il prezzo dei lavori che mi erano richiesti cos da pagare una bustarella alla persona che prendeva gli ordini di lavoro per

la manutenzione, a quella per la pianificazione della manutenzione, al capo della manutenzione e al direttore dello stabilimento: il tutto affinch preferissero me per fare quei lavori. Un altro ha detto: Il direttore dello stabilimento chiedeva insistentemente di invitarlo in qualche locale notturno in cambio di facilitazioni per provare nuovi prodotti per la pulizia. - I diritti dei lavoratori. Lo stabilimento della Coca-Cola Femsa a San Cristbal ha un ufficio vendite e un ufficio del personale. Dispone, inoltre, di sei direzioni: produzione, qualit, manutenzione e ingegneria, distribuzione, amministrazione e risorse umane. I lavoratori sono iscritti al sindacato C.r.o.c., in cui figurano collaboratori, operai, venditori e addetti alle macchine. Nello stabilimento lavorano solo dieci donne, alle quali, per essere assunte, richiesta una visita per stabilire che non siano incinte. Neanche loro sono tutelate dalle molestie sessuali. Il codice etico della Coca-Cola Femsa afferma che i consiglieri, i dirigenti e gli impiegati della Femsa devono osservare una condotta leale, rispettosa, diligente e onesta. Afferma, inoltre, che le molestie sessuali, per il danno morale che arrecano a chi ne viene fatto oggetto, sono proibite, condannate e da denunciare. A questo proposito una lavoratrice dello stabilimento ha affermato: Lavoravo come segretaria e, siccome non accettavo gli inviti del direttore ad uscire, mi teneva a lavorare fino a notte inoltrata. Un'altra ha detto: E' ovvio che ci sono le molestie sessuali nello stabilimento!. Con l'assistenza dell'Instituto Tecnolgico di Monterrey nello stabilimento della Coca-Cola Femsa in Chiapas, come nel birrificio Cuauhtmoc, stato attivato dalla fine del

2003 il Sistema di alto sviluppo (20), con i seguenti obiettivi: 1. rispondere alla domanda di mercato in un tempo ragionevole; 2. offrire un prodotto superiore a quello della concorrenza; 3. soddisfare tanto i clienti quanto gli impiegati; 4. ottenere profitti ragionevoli. Ai lavoratori dell'imbottigliatrice di San Cristbal fu prospettato che il S.a.d. prevedeva un lavoro di squadra interdisciplinare per risolvere i problemi dello stabilimento, il che implicava l'obbligo di ogni lavoratore a partecipare alle nuove attivit proposte dal S.a.d., dall'abilitazione per assumere nuovi ruoli lavorativi fino a realizzare al 100 per cento le nuove attivit secondo il seguente obiettivo: Ottenere la partecipazione attiva del personale in squadre di lavoro modulando la struttura basica e le tappe di sviluppo della propria squadra mediante l'effettiva applicazione dei diversi tipi di squadre di lavoro (direttive e gestionali, interfunzionali, squadre naturali di lavoro a progetto...). Pertanto si pretese dai lavoratori l'obbligo di realizzare tutte le nuove responsabilit nei tempi e nelle forme richiesti dall'impresa. I leader del progetto dicevano che il S.a.d. era come un camion ad alta velocit sul quale bisognava salire altrimenti si sarebbe rimasti schiacciati e fuori dall'impresa. Veniva inoltre richiesta ai lavoratori una disponibilit di tempo per conseguire le abilitazioni nei nuovi ruoli lavorativi e fare il tirocinio per le nuove attivit assegnate. Ad esempio un addetto alle macchine doveva prendere le abilitazioni in manutenzione meccanica, elettrica, ed elettronica di base, oltre a quelle in analisi qualitativa dei prodotti della macchina e in lavori amministrativi come tempi morti, efficienza, difetti eccetera. Ovviamente si pretendeva da loro

disponibilit di tempo, efficienza nelle nuove attivit e, se erano fidati, dovevano garantire l'efficienza degli operai nelle loro attivit quotidiane. L'impresa convinse i lavoratori che l'attivazione del S.a.d. avrebbe fatto bene a tutti attraverso la loro permanenza nell'impresa, l'acquisizione di nuove conoscenze per tutti; che tutti avrebbero preso le proprie decisioni in relazione alle attivit giornaliere; che ci sarebbero stati premi di produttivit e un aumento dello stipendio del 5 per cento solo per i lavoratori iscritti al sindacato. Quel che non venne detto ai lavoratori che le abilitazioni per le nuove attivit avrebbero comportato un impegno giornaliero per un totale di quattro mesi e, per giunta, fuori dal normale orario di lavoro: per i lavoratori del turno di notte significava corsi di quattro ore di sera o di mattina. Non gli fu corrisposta una sola ora di straordinario durante le abilitazioni o i tirocini nelle nuove attivit, che furono espletate fuori dal turno lavorativo normale. Cos, le attivit di ogni lavoratore furono triplicate o quadruplicate, ma non lo stipendio, e iniziarono i licenziamenti continui. Le attivit dei lavoratori di fiducia sono ora svolte dai lavoratori del sindacato. I lavoratori di fiducia lavorano in media dieci ore al giorno. Vengono fatti tornare allo stabilimento fuori orario per risolvere i problemi delle squadre, delle riunioni o delle abilitazioni senza la minima retribuzione. Quando un lavoratore di fiducia sostituisce un collega in ferie, gli viene corrisposta solo la met delle ore di straordinario, se non addirittura nessuna. A questo proposito, il manuale del sistema Tops della Coca-Cola Femsa dice: Ecco alcuni motivi di conflitto durante il lavoro: non rispettare le regole stabilite, mancanza di cooperazione. Cos, con la riduzione del personale, i lavoratori di fiducia devono fronteggiare un aumento del lavoro. Agli impiegati che lavorano per sostituire i colleghi in ferie non sono pi pagate le ore straordinarie. I diri-

genti sostengono la necessit per l'impresa di risparmiare, in modo tale da abbattere il debito della Femsa per l'acquisizione della Panamco. Pertanto, dall'attivazione del S.a.d., sono state licenziate almeno venticinque persone, per lo pi lavoratori di fiducia con pi di ventitr anni di servizio, o quelli che avevano uno stipendio alto, o per la scomparsa di posti a causa della ripartizione dei compiti ad altri lavoratori, o per il licenziamento di quelli che protestavano di pi. Tutti i lavoratori e le poche lavoratrici firmano un accordo sulla privacy, una specie di contratto con molte clausole. Vi si dice che, sia durante il lavoro all'interno della Coca-Cola Femsa sia dopo essere usciti dall'impresa, proibito rivelare informazioni su procedimenti, tecnologie, ricette, produzioni eccetera. Viene altres riportato che qualsiasi ricerca, evoluzione o miglioria fatta dal lavoratore durante la vigenza dell'accordo, di propriet della Coca-Cola Femsa. A questo proposito il codice etico della Femsa recita: I consiglieri, i dirigenti e gli impiegati devono evitare, nei loro ambiti familiari o sociali, commenti sulle attivit all'interno dell'impresa che possano andare a detrimento della stessa o degli altri consiglieri, dirigenti o impiegati. Un altro articolo recita: (...) dovranno evitare di divulgare informazioni confidenziali relative a procedimenti, metodi, strategie, piani, progetti, dati tecnici e di mercato o di qualsiasi altro tipo. Ecco la testimonianza di un lavoratore: Un ragazzo che lavorava nella Quimiproductos di San Cristbal fu licenziato perch ebbe un attacco epilettico allo stabilimento della Coca-Cola. A questo riguardo il C.e.F. non solo dice che nessuno sar discriminato per motivi di sesso, stato civile, et, religione, razza, capacit lavorativa, preferenze politiche o classe sociale, ma che sono previste sanzioni nel caso in cui si discrimini, intimidi o molesti un'altra persona per motivi di razza, colore, sesso, et, origine, credo, orien-

tamento sessuale o capacit fisica. In un altro punto del C.e.F. si dice che chi abbia persone sotto la propria direzione, ha l'obbligo morale di rispettarle e proteggerle in maniera opportuna; un testimone tuttavia afferma: Il mio capo diretto e il capo dipartimento non mi hanno appoggiato quando il direttore dello stabilimento ha preteso le mie dimissioni in maniera irritante, autoritaria e aggressiva. - Il caso di Tabasco. Alcuni anni fa, davanti allo stabilimento della Coca-Cola Femsa nello Stato messicano di Tabasco, un gruppo di picchiatori assunti dagli stessi dirigenti sindacali C.r.o.c., aggredirono a botte un gruppo di lavoratori che sollecitavano gli impiegati ad iscriversi al sindacato nazionale Benito Jurez. I leader erano seduti davanti agli impianti della multinazionale per parlare, al termine della giornata lavorativa, con gli operai in disaccordo per la corruzione di un dirigente C.r.o.c. Favorevole a tale aggressione, Hector Mendoza, direttore delle risorse umane della Coca-Cola, diede il proprio contributo ordinando, allo scoppio della rissa, di mettere i lucchetti all'entrata degli impianti ed impedendo l'uscita degli operai fino a tarda notte. L'intimidazione si protrasse per giorni dentro e fuori dallo stabilimento. Il giorno dell'elezione ebbe luogo il primo attacco contro i sindacalisti, i custodi impedirono l'accesso dei lavoratori allo stabilimento e i picchiatori gli si scagliarono addosso per strada provocando pi di quaranta feriti. Furono prese d'assalto addirittura le case di alcuni lavoratori. Anche all'interno dello stabilimento c'erano dei picchiatori in combutta coi funzionari della Coca-Cola. Pochi giorni dopo un centinaio di persone blocc per un'ora la strada che porta allo stabilimento, esigendo che il governatore chiedesse alla Coca-Cola il ri-

sarcimento dei danni subiti e il reintegro dei lavoratori licenziati, ristabilendo cos lo stato di diritto e il rispetto dei diritti umani. Le politiche di sicurezza della Coca-Cola Femsa affermano: Ci impegnamo a migliorare continuamente le condizioni di lavoro, mantenendo un ambiente di lavoro sano e sicuro, prevenendo e assicurando l'integrit fisica dei lavoratori, degli impianti e delle attrezzature attraverso l'addestramento e l'abilitazione per la prevenzione dei rischi. Ci impegnamo altres a stabilire e attuare programmi di igiene industriale e prevenzione delle malattie ed a garantire i requisiti legali di sicurezza e protezione dell'ecosistema (21). Note parte undicesima. N. 18. "Rumbo", in spagnolo significa rotta, percorso. N. 19. C.e.F., "Cdigo de tica de Coca-Cola Femsa" (Codice Etico della Coca-Cola Femsa). N. 20. S.a.d., Sistema de Alto Desempeo. N. 21. Coca-Cola Femsa, "El Huitepec", Boletn mensual, Planta San Cristbal, Ano 1, Numero 5, Mayo 2003.

DODICESIMA PARTE. LA COCA-COLA IN CHIAPAS. ACQUA, CONTAMINAZIONE E POVERTA'. In una comunit indigena, una persona spende per acquistare Coca-Cola fino al 17,5 per cento del suo salario giornaliero, di quaranta pesos per la giornata lavorativa di otto ore. Questo equivale a spendere 2555 pesos (circa 232 dol-

lari) all'anno solo per la Coca-Cola che consuma giornalmente (almeno due in media a 3,50 pesos l'una). Ma c' chi spende fino all'88 per cento del salario per il consumo giornaliero di Coca-Cola. Nelle citt la differenza non molta. Con queste cifre, un giovane pu comprarsi una bicicletta, pagare i debiti, sostenere un progetto di produzione, pagare la tassa per la vendita dei propri prodotti o far fronte ad altre necessit come lo studio. 12555 pesos annuali possono equivalere a ci che il governo d annualmente ad un contadino con i programmi "Procampo" o "Oportunidades" finanziati dalla Banca Mondiale e dalla Banca Interamericana di Sviluppo. Se in una famiglia almeno di tre membri consumano la stessa quantit di Coca-Cola, in un anno devono guadagnare 7665 pesos per il solo consumo delle bibite (circa 697 dollari). Se una famiglia risparmiasse questa cifra, potrebbe investirla in altre necessit come la salute, l'istruzione, la produzione, e cos via. Ma se in una comunit o negli "ejidos" con duecento famiglie si consuma questa quantit minima di bibite, la spesa equivalente ammonta a 1.533.000 pesos annuali (circa 140 mila dollari). Con questa stessa cifra si potrebbero aggiustare strade, costruire un campo da pallacanestro, riparare l'ospedale o la scuola, investire in un progetto a vantaggio della comunit... Se in un municipio indigeno almeno dieci comunit spendessero questa cifra minima, nelle casse della multinazionale andrebbero pi di 15 milioni di pesos. Cosa farebbe un municipio con questa cifra? E moltiplicato per almeno dieci municipi indigeni, significa che la spesa supera i 153 milioni di pesos all'anno (14 milioni di dollari) per il consumo di Coca-Cola, una cifra sufficiente per creare un'alternativa economica regionale al neoliberismo. E stiamo solo parlando di una media di consumo personale, familiare, comunitario, municipale e regionale molto basso. Queste cifre so-

stengono con ragioni sufficienti la lotta fra la Coca-Cola e la Pepsi per la conquista del mercato, del cuore e della mente dei popoli. E' la guerra delle Cole. Le loro alleanze vanno dalle organizzazioni ambientaliste ai presidenti municipali, cui regalano scuolette indigene per ottenere concessioni sull'acqua. La domanda di Coca-Cola tale da dividere e far litigare intere famiglie, genera un mercato proprio e un sistema di coercizione politica e sociale. Ad esempio, in una comunit del municipio di Tenejapa in Chiapas, un padre non visita i propri figli perch non gli consentono di bere Coca-Cola, per lui segno di mancanza di rispetto: sono anni che questo padre non vede altri membri della sua famiglia. In un'altra comunit le autorit del "ejido" impongono, per crimini comuni commessi, una pena di dieci casse di Coca-Cola, poi divise fra le stesse autorit. Contemporaneamente, nel municipio di Teopisca, ci sono indigeni trasferiti forzosamente provenienti da un altro municipio. Ad alcuni furono bruciate le case per non aver accettato di consumare una certa quantit settimanale di casse di Coca-Cola a sostegno delle autorit, che distribuiscono la bibita con grande profitto. In una comunit di Chenalh, altre famiglie che ricevono nei loro negozi la Coca-Cola per poi distribuirla alle varie comunit, minacciarono di non far entrare il camion della multinazionale perch pretendeva di distribuire direttamente l'acqua nera imbottigliata scavalcando i fornitori. Sono molte le storie della Coca-Cola in queste comunit. Un giovane indigeno che decise di boicottare la Coca-Cola ha raccontato: Ero molto agitato, ogni volta che i miei compagni la bevevano mi veniva la voglia anche a me, perch ero abituato a bere Coca-Cola ogni volta che arrivavo al negozio. Ora continuer la mia sfida, cercher di non bere Coca-Cola fino a che ci riuscir. Poi trov un'alternativa: Risolsi la faccenda portandomi dietro il "pozol" ogni volta

che venivo al negozio o in questa comunit, e a volte il succo d'arancia. Allo stesso tempo offrivo il succo di arancia o di mandarino alle persone della mia comunit. Vendetti quasi tutto il mio succo di mandarino, quello d'arancia invece no. Inoltre alcuni non avevano denaro per comprare il succo, e allora lo scambiavo con prodotti tipici come le pannocchie. In un'altra comunit del nord, una persona ha fatto questo commento: Quando me ne vado a spasso per la citt di Ocosingo, non entro nei negozi che vendono bibite. Io, di solito, spendevo quindici pesos al giorno in bibite (il 35 per cento di un salario minimo giornaliero). Un altro ha raccontato: In questi giorni in cui non ho bevuto bibite mi sentivo in astinenza; quando vedevo qualcuno bere, veniva la voglia anche a me, per mi sono limitato ad allontanarmi da quelle persone e ad andarmene a casa mia. Dopo mi sono preparato una tazza di "pozol" e cos mi passata la voglia di bibite. Cos, pur di non berne, passo il giorno a sorseggiare "pozol". Dovetti per prepararmi un succo d'arancia per far sparire la sete, dentro casa mia c' un alberello di arancio. Cos non ho bevuto bibite e non ho speso un centesimo. Un'altra giovane indigena ha commentato: In famiglia da noi nessuno beve mai Coca-Cola. A me personalmente fa molto male. La Coca-Cola Company non solo accusata di commettere atti di intimidazione a sindacalisti ed omicidi come quelli in Colombia, torture nelle stanze dei suoi stabilimenti e trasferimenti forzati di indigeni in Chiapas come quelli raccontati precedentemente, ha venduto anche acqua contaminata ed inquina l'ecosistema. Le fughe di ammoniaca in Chiapas, i rifiuti e i residui nei fiumi dell'India, la vendita di acqua di rubinetto imbottigliata in Inghilterra, sono soltanto alcuni esempi. In Chiapas si sono visti obbligati a ritirare l'acqua imbottigliata Ciel per via dei funghi.

Coca-Cola Femsa ha nascosto alle autorit le prove di contaminazione dell'acqua col piombo e non ha chiuso il suo stabilimento, mentre altre fabbriche, per gli stessi motivi, non hanno avuto la stessa fortuna. Tempo fa le autorit sanitarie hanno chiuso una fabbrica di succhi nel municipio di Comitn perch metteva in commercio prodotti di frutta contaminati. E alcune settimane fa stato fatto praticamente la stessa cosa con tutti i negozi che vendono acqua purificata in damigiane nella citt di San Cristbal per non aver rispettato le norme sanitarie. Il Messico il secondo paese del mondo per consumo di Coca-Cola e il Chiapas uno dei suoi stati col maggior consumo, mentre la povert schiaccia le comunit contadine e indigene. In fin dei conti la Coca-Cola Company a guadagnare sulle spalle della gi precaria situazione delle popolazioni rurali. Per questo crediamo che un boicottaggio rivoluzionerebbe la vita economica, politica e culturale delle comunit indigene alla ricerca di nuove alternative di vita. Gli effetti della Coca-Cola si ripercuotono in tutto il mondo. Per questo al World Social Forum di Porto Alegre stato definito il 22 luglio come il Giorno Internazionale contro la Coca-Cola. - La Coca-Cola e l'acqua. Pur in presenza di conflitti tra le comunit per l'accesso all'acqua nei municipi indigeni di Chamula, Zinacantn e Tenejapa, nel 2002 Coca-Cola Femsa ha aperto un'altra linea di produzione aumentando il consumo d'acqua. Come se non bastasse, il governo allontana l'acqua dalle terre indigene una volta che gli "ejidatarios" privatizzano le loro terre. Cos l'acqua dei fiumi non fa pi parte delle terre o, pi semplicemente, vengono aumentate le imposte.

Nel 2004 nel municipio di Zinacantn, indigeni simpatizzanti del Partito della Rivoluzione Democratica (22) si sono scontrati con gli indigeni dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale nella disputa per l'accesso all'acqua. Nel frattempo, sullo stesso colle a San Cristbal de Las Casas, la quantit di acqua consumata solo per la produzione di bottiglie di Coca-Cola da 2,5 litri, con due turni in entrambe le linee dello stabilimento, di 823500 litri. Eppure bisogna tenere conto che di tutta l'acqua consumata dallo stabilimento, solo il 60 per cento viene usata per la fabbricazione dei prodotti Coca-Cola, mentre il 40 destinata ad altri usi, quali la pulizia delle infrastrutture e delle attrezzature. Per calcolare l'uso di acqua, si ricorre all'indicatore litri d'acqua/litri di bibita. Il numero ideale di 2,1. Questo numero indica i litri di acqua che vengono estratti dai pozzi per ogni litro di bibita prodotta. Se il valore 2,1, significa che sono stati estratti 2,1 litri di acqua per ogni litro di bibita imbottigliata, ossia il doppio. Molte multinazionali come la Coca-Cola e il birrificio Modelo, hanno monopolizzato l'uso dell'acqua nei distretti di irrigazione: in combutta con le autorit locali, hanno acquisito i diritti dei pozzi d'acqua degli "ejidatarios" e dei contadini, ricevendo una denuncia dai dirigenti nazionali del Congresso Agrario Permanente (23) e della Centrale Indipendente degli Operai Agricoli e Contadini (24), rispettivamente Margarito Montes e Federico Ovalle. Secondo loro i grandi proprietari manipolano l'uso dell'acqua per mezzo dell'affitto degli "ejidos". Quando gli "ejidatarios" si oppongono alla privatizzazione delle loro terre, gli investitori tagliano l'acqua attraverso il controllo dei canali e dei distretti d'irrigazione. L'"ejidatario" ha diritto all'acqua solo se si associa con gli imprenditori affittandogli i propri diritti: le terre per non sono pi in mano al comune ma all'investitore. Montes e Ovalle denunciarono che la distribu-

zione dell'acqua non era imparziale: mentre un grande imprenditore poteva avere acqua per cento ettari di irrigazione, ad un "ejidatario" gliene concedevano solo per due ettari. A Zacatecas pi di cinquanta diritti dei pozzi degli "ejidos" sono stati concessi al birrificio Modelo con l'appoggio del governo. Quando per mezzo dell'Istituto Federale di Accesso all'Informazione (25) in Messico, il Ciepac ha chiesto alla Commissione Nazionale dell'Acqua (26) di fornire ragguagli sulle concessioni di cui dispone la Coca-Cola Femsa sull'uso dell'acqua e sulle cifre per l'uso dell'acqua che l'impresa versa all'erario pubblico, la risposta stata: Mi permetto di comunicarle quanto segue: per avere la possibilit di esaudire la richiesta, si dovr presentare, in accordo con la Legge Federale dei Diritti, il pagamento degli stessi per la consultazione del Registro Pubblico dei Diritti dell'Acqua (pratica CNA-01-018), per cui potr presentarsi presso lo sportello unico che si trova a Insurgentes Sur 1863 planta baja, Col. Guadalupe Inn o presso qualsiasi sportello unico degli uffici della Commissione Nazionale dell'Acqua del paese. Ci significa che solo pagando il governo ci si pu informare sui pagamenti della multinazionale all'erario pubblico per il consumo d'acqua dei messicani. - Come si prepara la Coca-Cola. Nello stabilimento di San Cristbal, una cisterna da 16500 litri di sciroppo frutta 105600 litri di bibita. Per tale quantit si usano:

a. 7500 litri di acqua al costo di 8 pesos per mille litri di acqua trattata; b. 11200 chili di zucchero raffinato al costo di 5,50 pesos per ogni chilo di zucchero; c. 200 litri di concentrati speciali al costo di 100 mila pesos. Il che significa che l'imbottigliatrice paga di pi per il concentrato di sciroppo della Coca-Cola che per l'acqua. Dal gennaio del 2001 la Coca-Cola Femsa ha smesso di usare concentrato di fruttosio proveniente dal mais transgenico statunitense. Ora impiega nuovamente lo zucchero di canna nella misura di 11200 chili di zucchero per ogni cisterna di sciroppo di Coca-Cola. Questi 105600 litri di bibita si trasformano in 5280 casse da 2,5 litri (8 bottiglie a cassa); 6600 casse da 2 litri (8 bottiglie a cassa). La sala dello sciroppo dispone di sei cisterne per ultimarne la preparazione. L'acqua viene estratta da due pozzi profondi situati all'interno dell'imbottigliatrice, poi subisce due trattamenti di purificazione, uno con filtri di sabbia e carbone e un altro con osmosi inversa. Lo zucchero proviene principalmente dalla piantagione El Potrero, che si trova nello Stato di Veracruz, sebbene occasionalmente arrivi anche dalle piantagioni di Pujiltic e Huixtla, in Chiapas. Per il concentrato di Coca-Cola si dispone di due barili metallici da cento litri: uno contiene i concentrati (sapore, odore, colore) e l'altro acido fosforico, un acido corrosivo che funge da conservante e conferisce alla Coca-Cola la sua peculiare acidit. Tutta l'acqua trattata (sciroppi, lavaggio delle bottiglie e delle casse) inviata allo stabilimento di trattamento delle acque residuali P.T.A.R., dove viene trattata coi fanghi attivi e liberi fino ad ottenere un'acqua residuale di buona qualit, in accordo con le norme NOM-001-ECOL-1996 y NOM-ECO L-002-1996. L'acqua residuale viene inviata al

drenaggio municipale. La qualit dell'acqua residuale buona per la maggior parte dell'anno, ad eccezione dei mesi di dicembre e gennaio quando, a causa del freddo, essa non rispetta le norme stabilite perch la biomassa (microrganismi) si congela. - Il fiume per gli indigeni come l'acqua per la Coca-Cola. Attualmente, si calcola che la Coca-Cola dispone di 1145 stabilimenti d'imbottigliamento in tutto il mondo. Il suo consumo di acqua tale da spaventare qualsiasi contadino indigeno con un minimo di coscienza, anzi qualsiasi cittadino comune. Riportiamo, di seguito, alcuni raffronti che rendono ragione della grandezza dell'uso dell'acqua da parte dell'impresa. Secondo i fanatici della Coca-Cola di Tanga World: 1) se la Coca-Cola fabbricata fino ad ora sostituisse la portata della cascate del Niagara, la corrente scorrerebbe per quasi trentasette ore, ossia oltre un giorno e mezzo; 2) se si mettesse la Coca-Cola fabbricata fino ad ora in bottiglie normali da 20 c.c. e si ordinassero una dietro l'altra, arriverebbero da Mercurio a Giove, passando per Venere, la Terra e Marte; 3) se si mettesse la Coca-Cola fabbricata fino ad ora in bottiglie normali e venissero caricate su camion da consegna dalla capienza normale, e detti camion dovessero passare in fila per un punto preciso ad una velocit media di centocinque chilometri, ci vorrebbero tre anni per passare per detto punto; 4) se si mettesse la Coca-Cola fabbricata fino ad ora in bottiglie normali e si ponessero in fila una dietro l'altra, coprirebbero il percorso di andata e ritorno verso la luna 1045

volte, ossia un viaggio al giorno per pi di due anni. Note parte dodicesima. N. 22. P.r.d., "Partido de la Revolucin Democratica". N. 23. C.a.p., "Congreso Agrario Permanente". N. 24. C.i.o.a.c., "Central Independiente de Obreros Agrcolas y Campesinos". N. 25. I.f.a.i., "Instituto Federal de Acceso a la Informacin" (www.ifai.org.mx). N. 26. C.n.a., "Comisin Nacional del Agua".

TREDICESIMA PARTE. LA COCA-COLA AL WORLD SOCIAL FORUM. Possiamo discutere della dittatura statunitense, della democrazia in crisi o di quanto sia malato Bush. Possiamo discorrere del controverso Piano Puebla-Panama o dei Trattati di Libero Commercio, dell'Area di Libero Commercio delle Americhe, degli spaventosi debiti generati dalla Banca Mondiale, dal B.i.d. o dalle politiche del F.m.i.. Ma possiamo parlare anche di argomenti come la disoccupazione, il Corridoio Biologico Mesoamericano (27), lo sfruttamento delle aziende, la militarizzazione continentale o i partiti politici che rappresentano ben poco gli interessi della maggioranza dei cittadini. Possiamo parlare del tentativo di abuso di potere del capo del governo di Citt del Messico, del furto dei banchieri ai danni della nazione, dei ricchi latitanti e dei poveri incarcerati; possiamo parlare della povert e degli emigranti che adesso, grazie al denaro che investono per

combattere la povert creata dalle multinazionali e dalle banche in combutta coi governi, sono i salvatori del paese. Possiamo parlare di come le rimesse di denaro degli emigranti ai familiari funzionino meglio dei programmi governativi Oportunidades o Procampo ideati e finanziati dal B.i.d. e dalla B.m., meglio della fondazione Vamos Mxico della moglie del presidente, meglio dei vari Telethon e delle t.v. Azteca e Televisa con le loro fondazioni. Niente , comunque, paragonabile all'argomento Coca-Cola, che genera cos tanta passione da infilarci in lunghe e intense discussioni. Diverse famiglie si sono disgregate sulla questione della Coca-Cola, cosa che non accaduta nemmeno con un argomento come la povert. A chi difende appassionatamente la Coca-Cola sembra che gli stiano pesando l'anima o spezzando il cuore. Il 22 luglio, secondo quanto sancito al World Social Forum, celebra il Giorno Internazionale contro la Coca-Cola. Nel 2004, proprio in quegli stessi giorni, le organizzazioni partecipanti al quinto Forum Mesoamericano a San Salvador hanno riaffermato, chi per un motivo chi per un altro, il boicottaggio contro questa multinazionale e i suoi prodotti. C' chi boicotta la Coca-Cola per i problemi che causa alla salute; chi per la contaminazione dell'ambiente; chi perch contiene piombo o altre sostanze cancerogene; chi perch l'acqua diventa verde a causa dei funghi. Altri boicottano la Coca-Cola perch mette a disposizione i suoi locali ai governi militari sudamericani per la tortura o per il trattamento che riserva ai propri lavoratori, dal licenziamento ingiustificato all'omicidio dei sindacalisti; altri per la privatizzazione dell'acqua per tingerla di scuro o semplicemente perch la prende dal rubinetto per poi rivendersela. C' chi preferisce consumare frutta e prodotti naturali della campagna ed essere solidale con le cooperative di lavoratori di altre bibite che lottano per sopravvivere alla furia della

multinazionale. Ma c' chi aderisce al boicottaggio perch le imbottigliatrici usano concentrato di fruttosio proveniente dal mais transgenico degli Usa e, allo stesso tempo, danneggiano i produttori nazionali di canna da zucchero. Altri perch rappresenta il capitalismo nella sua forma imperialistica pi estrema; altri per ragioni legate ad una sana alimentazione; altri perch rovina i denti e causa dipendenza o gastrite; altri per difendere la cultura nazionale o per la sua capacit corrosiva sulla ruggine; altri perch sono stati espulsi dalle proprie comunit indigene in quanto obbligati a berla; altri semplicemente perch non la bevono; altri per tutte le ragioni suddette e altri ancora per solidariet con chi lo boicotta. Fatto sta che la discussione sul boicottaggio della Coca-Cola desta passioni incandescenti, forti dibattiti ma anche insulti, aggressioni ed altre manifestazioni violente. C' chi, seppur cosciente di tutti i motivi per cui altri decidono di non bere un'altra Coca-Cola nella vita, preferisce andare in cerca di mille motivi e pretesti per continuarla a bere. Il fatto che smettere di farlo per qualcuno abituato, significa mollare parecchie abitudini e scontrarsi con vari problemi. E' in questi momenti che ci si rende conto del proprio stato di dipendenza. Non solo un individuo, ma tutta la societ. Se si va in un ristorante, si trova solo Coca-Cola. Se si va in una comunit rurale, vi si trover solo Coca-Cola. Se si vuole bere acqua, se ne trova solo di imbottigliata dalla stessa impresa. Nei ristoranti non si pu ordinare succo di pioggia perch, trattandosi di affari, l'acqua imbottigliata dalla Coca-Cola e non la si pu prendere gratuitamente dalla damigiana. Smettere di bere Coca-Cola non affatto facile, perch mette in discussione le proprie abitudini di consumo neoliberista e cambia la vita.

- Stati Uniti. Dal 1938 la bibita sponsorizza le olimpiadi: ad Atlanta 1996, a cento anni dai primi Giochi Olimpici, la Coca-Cola ha rubato alla storia e ai greci il diritto all'anniversario. La bibita ha fatto aumentare il numero di obesi nel paese che ne ha gi il primato. Eppure la coscienza di un'alimentazione sana ha portato vantaggi anche alle industrie d'imbottigliamento dell'acqua, fra cui la Coca-Cola Company, mercato che fra il 1998 e il 2003 si incrementato dell'81 per cento. Aquafina (Pepsi) e Dasani (Coca-Cola) sono le due marche di acqua purificata di rubinetto pi vendute negli Usa, seguite da Nestl Waters of America col 23 per cento del mercato delle bibite, e Perrier e Evian della Danone. Aquafina fu introdotta dalla Pepsi-Cola nel 1994 e nel 2003 ha venduto, secondo la Euromonitor, 370 milioni di litri di acqua. La Coca-Cola controlla il 66 per cento del mercato di distributori automatici di bibite e il 44,3 del totale del mercato delle bibite. Pepsi detiene rispettivamente il 22 e il 31,4 per cento. Alcuni anni fa, inoltre, la Coca-Cola ha realizzato un esperimento a Richmond, in Virginia, che consisteva nel promuovere la vendita del dolce congelato Frozen Coke da Burger King, impresa che occupa il secondo posto per consumo di bibite gassate dopo Me Donald's, e che dispone di 8 mila ristoranti negli Usa. I profitti della Coca-Cola tramite Burger King superano i 200 milioni di dollari. La Coca-Cola promosse e sovvenzion l'acquisto degli hamburger nelle scuole affinch i bambini ottenessero gratuitamente i coupon del Frozen Coke, cos da convincere Burger King che si trattava di un grande affare. Burger King cadde nella trappola investendo nella campagna nazionale quasi 10 milioni di dollari. Questa frode obblig la Coca-Cola a chiedere scusa

pubblicamente a Burger King e a pagare 21 milioni di dollari: come potete vedere, i trucchetti della multinazionale per guadagnare pi denaro sono svariati. Quando in un paese la Coca-Cola dovette scontrarsi col divieto di esportazione delle proprie partite, la compagnia invest in un'industria locale per aggirare il divieto. Per questo la Coca-Cola ha posseduto stabilimenti di passata di pomodoro in Turchia, di miele in Colombia, di noci in Brasile, di succo d'ananas in Indonesia, di acqua minerale in Bulgaria, di birra in Polonia e un'allevamento di gamberetti in Messico. Nel gennaio del 2004 la Coca-Cola vers 100 mila dollari per la rielezione di Bush. La Coca-Cola Company ha sostenuto finanziariamente il Partito repubblicano di Bush fra il 1995 e il 2002 con un totale di 1,74 milioni di dollari, pi del doppio rispetto al Partito democratico. La multinazionale stata la pi grande finanziatrice della Convention dei Repubblicani che si tenuta lo scorso anno a New York. Il boicottaggio contro la Coca-Cola negli Usa molto forte. Fra le scuole e le universit coinvolte figurano: Bowdoin College, Cordozo Law School, DePaul University Chicago, Georgetown University, Hofstra University, Illinois State University, University of Illinois, Loyola University Chicago, Mt. Holyoke College, Harvard students, Northeastern Illinois University, Northern Arizona State, Saint Louis University, University of California Berkeley, University of Illinois at Chicago, University of Massachusetts, University of Montana, University of Wisconsin Madison, University of Wisconsin Milwaukee e Western Virginia University. Il sindacato dei lavoratori delle poste (American Postal Workers Union) ha recentemente deciso di boicottare la Coca-Cola per l'aggressivit della campagna all'interno delle scuole e per aver negato l'esistenza di effetti nocivi associati ad obesit e diabete. Anche i lavoratori della Coca-Cola del Guatemala, delle Filippine, dello Zimbawe e degli Usa hanno

fatto visita all'Universit di Harvard per parlare con gli studenti dei problemi dei lavoratori e delle torture che avvengono in diversi stabilimenti della multinazionale in tutto il mondo. A San Diego, in California, pi di cento dei suoi lavoratori che producono il 33 per cento delle bottiglie negli Usa, hanno scioperato per il rifiuto dell'aumento delle quote delle assicurazioni sanitarie. - Italia. Il municipio 11 di Roma, attraverso il suo presidente Massimiliano Smeriglio di Rifondazione Comunista, ha impedito la vendita della Coca-Cola negli uffici del municipio. Sui distributori automatici sono stati esposti volantini con su scritto: La Coca-Cola Company accusata di crimini contro l'umanit perch sostiene politiche di repressione contro i sindacati e i lavoratori dell'imbottigliatrice in Colombia: il giudice della Corte Suprema di Atlanta (Usa) ha deciso che il procedimento penale per la violazione dei diritti umani pu proseguire. Il presidente ha dichiarato: Non vogliamo fare battaglie ideologiche o giudicare stili di vita altrui, tuttavia vogliamo sostenere la campagna internazionale lanciata dai lavoratori colombiani: crediamo che le autorit locali debbano avere al centro della propria agenda, il tema della responsabilit sociale delle imprese. Per questo il 13 novembre, all'assemblea della rete del nuovo municipio, proporremo a tutti i partecipanti di aderire alla nostra iniziativa. La Coca-Cola Company ha risposto: Siamo molto sorpresi che un'istituzione, e non un partito politico, decida di bloccare le vendite dei prodotti della Coca-Cola Company sulla base di motivazioni meramente ideologiche. Azioni di questo tipo danneggiano la Coca-Cola in Italia e i suoi 3000 lavoratori.

- Spagna. Nonostante l'85 per cento dei consumatori preferiscano acqua minerale, il settore dell'acqua di rubinetto imbottigliata dalle multinazionali raddoppiato negli ultimi dieci anni. Nel 2003 il consumo a persona stato di centoquattordici litri all'anno e per il 2004 ci si aspettava di raggiungere i duecento litri. La Spagna occupa il quarto posto in Europa nel consumo di acqua in bottiglia, sebbene il prezzo sia uno dei pi bassi in Europa. Le imprese iniziano a diversificare i profitti intorno alla vendita dell'acqua, come nel caso dei gruppi Pascual con Bezoya, Osborne con Soln de Cabras o Cervezas Damm con Fuente Liviana. In questo contesto la Coca-Cola, non poteva rimanere indietro e ha lanciato nel 2002 l'acqua minerale naturale Bonaqua, proveniente dalle sue tre fonti con un investimento di 7 milioni di euro. Pepsi ha fatto lo stesso con Aquafina, acqua potabile preparata e purificata proveniente da un giacimento sotterraneo con un investimento di 10 milioni di euro. Le vendite di Bonaqua sono cresciute nel 2003 del 120 per cento circa, per un equivalente di 70 milioni di litri. Il business dell'acqua cresciuto del 28 per cento circa rispetto al totale delle sue bibite commerciali e la sua marca controlla l'1 per cento del mercato. Per la commercializzazione delle acque in bottiglia vengono investiti, dallo sfruttamento della fonte alla distribuzione, circa 10 milioni di euro. Nel 2003 la Nestl Waters Espaa, che commercializza le marche Aquarel, Viladrau, Penaclara, Perrier, Vittel, San Narciso e Imperal, avrebbero investito 15 milioni di euro per un altro centro di produzione. Finora ci sono molte piccole imprese regionali con fonti locali. Eppure Danone, Vichy, Nestl e Pascual controllano

pi del 40 per cento del mercato. Il gruppo Danone leader spagnolo dell'acqua e ha messo in funzione nuovi stabilimenti di imbottigliamento relativi alle sue marche Font Velia e Lanjarn, con un investimento di 20 milioni di euro. Font Velia la marca leader con circa il 15 per cento, seguita da Lanjarn con il 6, Fuente Primavera del gruppo Acqua Minerale San Benedetto con il 5 e Bezoya del gruppo Pascual con il 4. Nel contesto di questa guerra delle multinazionali per il controllo delle acque, molti gruppi sociali in Spagna si sono uniti al boicottaggio contro la Coca-Cola mentre i fanatici che la difendono e la pubblicizzano costruiscono musei coi prodotti Coca-Cola. - Medio Oriente. Di recente stata creata la Mecca-Cola, la bibita alternativa alla Coca-Cola che sfida ideologicamente il monopolio della multinazionale. Mecca-Cola, di produzione francese e capitali arabi, si presenta con lo slogan Non bere pi come un idiota, bevi con fiducia. L'inventore l'imprenditore Taufik Mathlouthi, direttore dell'emittente radiofonica francese Radio Mditerrane. Quest'impresa ha sostenuto finanziariamente le manifestazioni di Londra contro la guerra. La Mecca-Cola destina il 20 per cento del suo ricavato agli aiuti umanitari in Palestina. Si calcola che in Europa la Mecca-Cola abbia strappato alla Coca-Cola il 15 per cento del mercato. Mathlouthi ha dichiarato: Lottiamo contro l'imperialismo statunitense: bere Mecca-Cola significa protestare contro la politica statunitense e contro i crimini del sionismo. Mecca-Cola gi distribuita in pi di trenta paesi. MeccaCola adesso quel che un tempo stata l'iraniana Zam Zam Cola, che stata socia della Pepsi nel 1954 durante la

monarchia e che, con la rivoluzione islamica nel 1979 e la rottura delle relazioni con gli Stati Uniti, si trasformata in un simbolo dell'antiamericanismo. I giornali islamici nei loro titoli gli fanno persino le congratulazioni: Per il successo del boicottaggio e il sostegno alla causa musulmana. - Colombia. Nel dicembre del 2003, nella cornice dell'evento Otra Economa organizzato anche dal comune di Roma, il sindacato colombiano Sinaltrainal e la Coca-Cola Company si sono incontrati per la prima volta durante l'evento Responsabilidad Social de las Empresas (Responsabilit Sociale delle Imprese). L'obiettivo era chiedere conto pubblicamente alla multinazionale degli omicidi, sequestri, torture e persecuzioni dei sindacalisti che gli sono imputati in Colombia. Nicola Raffa, direttore delle Relazioni Esterne della Coca-Cola Italia, schiv le accuse basando la propria difesa sui comunicati stampa della U.i.f. (Unione Internazionale dei Lavoratori del Settore Alimentare). Si difese dicendo che l'impunit coperta dalla giustizia colombiana permette reati contro l'umanit, come gi riportato dalle relazioni dell'Alta Commissione delle Nazioni Unite e dalle Ong. Eppure la multinazionale ha affermato di possedere un codice etico che deve essere rispettato, il che conferma la sua responsabilit nei reati commessi contro ogni lavoratore. I funzionari non hanno dato risposte sulle denunce per la contaminazione dell'ecosistema, sulle violazioni dei diritti dei lavoratori e sul furto di acqua. Recentemente, un giudice federale ha accettato di inoltrare in Florida l'istanza del sindacato United Steelworkers of America contro due imbottigliatrici della Coca-Cola in Colombia, Bebidas y Alimentos e Panamerican Beverages -

oggi di propriet della Femsa - per aver permesso ed incitato gruppi paramilitari all'omicidio, alla tortura e alla persecuzione dei lavoratori che volevano iscriversi al sindacato. Negli ultimi cinque anni la Coca-Cola ha rimpiazzato oltre 10 mila lavoratori tramite le agenzie interinali. I lavoratori colombiani si domandano perch i loro colleghi vengono assassinati nei magazzini dell'impresa, perch i paramilitari di Carepa a Urab hanno occupato l'impresa per otto giorni costringendo i membri del sindacato a dimettersi. E' per questo che il boicottaggio contro la Coca-Cola per la violazioni dei diritti umani in Colombia si diffuso in tutto il mondo. - Guatemala. Nel 1996 il S.i.t.i.n.c.a. (28) ha scioperato contro la Empresa Industrias de Caf Sociedad Annima, Anexos y Conexos (Incasa). Questa a sua volta ha chiesto i danni al sindacato esigendo il sequestro dei suoi conti. Incasa ha intrapreso contro i lavoratori, atti intimidatori come ammonizioni, ricatti, sanzioni e sospensioni ingiustificate. Oggi continua sulla stessa linea affinch i lavoratori lascino il sindacato, e a chi non lo fa viene impedito l'accesso alla fabbrica: l'impresa ha licenziato dieci lavoratori. La loro lotta stata intensissima e si estesa la solidariet internazionale contro la Coca-Cola in Guatemala ora nelle mani della Femsa. Ma il boicottaggio contro le fabbriche di bibite ha colpito anche la Pepsi. Nel 2000 lo stabilimento La Mariposa, di propriet della Pepsi, inizi a fare pressioni affinch i lavoratori abbandonassero il sindacato Sitraemsa. Fra il 2001 e il 2003 sono stati licenziati quasi duecento lavoratori, e l'impresa ha cercato di eliminare il contratto collettivo di lavoro. Anche i lavoratori hanno denunciato che sono pi di cin-

quant'anni che lo stabilimento della Pepsi non paga il giorno festivo agli agenti di vendita. Un anno fa il sesto tribunale del Guatemala ha ordinato il reintegro dei lavoratori che, ad oggi, non ha ancora avuto luogo. Cos la lotta e il boicottaggio in Guatemala si esteso alla Coca-Cola e alla PepsiCola. - Africa. Molte Ong in tutto il mondo hanno promosso un boicottaggio contro la Coca-Cola per aver negato ai suoi dipendenti la concessione delle cure contro l'Aids, nonostante siano anni che la Coca-Cola aumenta i profitti grazie alla manodopera a basso costo nel continente. Nel 2001 la multinazionale ha stabilito una politica secondo cui solamente gli impiegati dell'amministrazione hanno il diritto di ricevere cure contro l'Aids. La campagna di boicottaggio ha avuto larga eco in India e in Thailandia. La lotta ha avuto successo: la pressione dei gruppi sindacali e sanitari sulle imprese Anglo-American, Anglo-Gold e De Beers - giganti dell'industria mineraria in Africa - ha permesso la concessione di cure antivirali ai dipendenti. La compagnia di diamanti De Beers le ha concesse ma non ai suoi dipendenti. - India. Nel febbraio del 2004 il Parlamento indiano ha confermato che la Coca-Cola vendeva in India bibite contaminate da pesticidi. Nel Kerala la Coca-Cola stata accusata di aver distribuito ai contadini rifiuti tossici spacciandoli per fertilizzanti. Paul Tachil, presidente della Giunta di Controllo della Contaminazione in Kerala, ha chiesto alla multinazio-

nale di smettere di distribuire quella spazzatura pericolosa, essendo l'acqua del villaggio di Plachimada gi contaminata col cadmio. Molte comunit patiscono la scarsit di acqua mentre la Coca-Cola continua ad estrarne dal sottosuolo. E proprio in India le proteste e il boicottaggio contro la multinazionale si sono estesi. - Una Curiosit. La Coca-Cola non ha inventato Babbo Natale. Il personaggio che d origine a Babbo Natale, in realt, si chiamava Nicola. Questi, secondo la tradizione cristiana, sembra che fosse un vescovo vissuto nel quarto secolo in Asia Minore: venerato come San Nicola di Bari. Si racconta che San Nicola, rimasto orfano, avesse ereditato una grossa fortuna e l'avesse utilizzata per aiutare la gente bisognosa: fu questo a dargli notoriet e a creare la leggenda. Una di queste racconta che un suo vicino caduto in povert non poteva sposare le sue tre figlie, sicch decise di farle prostituire. Allora San Nicola fece scivolare gi per il camino un lingotto d'oro per ogni figlia. Si dice inoltre che aveva resuscitato tre ragazzi uccisi, per cui considerato anche protettore dei bambini e dei giovani. San Nicola fa visita ai bambini olandesi il 6 dicembre, e si dice che arrivi in barca dalla Spagna carico di regali, e che cavalchi sopra i tetti con un magico destriero grigio per portare regali a bambini e uomini di buona volont. Santa Claus il nome ridotto di Sanctus Nicolaus o Sinterklass. Si dice che il nome Santa Claus si sia diffuso in Nordamerica con l'arrivo degli emigranti olandesi che fondarono Nuova Amsterdam (che poi sarebbe diventata New York). Santa Claus proprio dei paesi di lingua inglese. Poco a poco la tradizione olandese accolse elementi culturali

di altri coloni fino a diventare Santa Claus. Durante la Seconda Guerra Mondiale, le truppe statunitensi introdussero Santa Claus in altri paesi del mondo, dove ha guadagnato molta popolarit. Durante l'antichit classica c'erano feste in cui era previsto lo scambio di doni: Saturno a Roma e Cronos in Grecia. Si racconta che anche verso la met di dicembre si festeggiavano cerimonie religiose e ludiche con la particolarit di scambiarsi i ruoli in famiglia. Alla fine delle feste, i bambini ricevevano regali. Anche l'Italia ha la sua storia. I bambini italiani venivano visitati da una strega buona chiamata Befana che gli portava regali. La vecchia strega, brutta ma simpatica, ha il compito di portare i regali in Italia il 6 gennaio, giorno dell'Epifania. Secondo la tradizione la Befana era troppo occupata per accompagnare i Re Magi da Ges Bambino, e per punizione la strega vive ora nell'eterna ricerca del Bambino Ges, lasciando un regalino in ogni casa se per caso si presenti il Bambino. I bambini italiani appendono una calza sul camino e la Befana s'incarica di riempirla. Sa esattamente chi stato buono e chi cattivo: la calza dei bambini cattivi viene riempita di carbone. Una versione simile alla Befana Babuschka (nonnetta), che arriva in Russia il giorno di Natale (fra il 7 e il 19 gennaio secondo il calendario gregoriano) e porta regali ai bambini. La storia di Olentzero quella di un gigante che si aggira per le selve della Biscaglia carico di regali, accompagnato da spiritelli con la barba bianca, stivali fino al ginocchio e cappelli gialli: sono loro che portano i regali ai bambini. Il 24 dicembre scende nei villaggi, nero di carbone, per annunciare la nascita di Ges e portare regali. La storia di Christkindli quella di un angioletto che porta regali ai bambini svedesi ed vestito di bianco, con un velo e una coroncina d'oro. Il tintinnio delle campanelle d'argen-

to annuncia il suo arrivo il 24 dicembre. Quando Christkindli entra in una casa per portare regali, si accendono tre candele. C' anche Krampus, un diavoletto che porta regali ai bambini austriaci il 6 dicembre. Indossa un'orribile maschera di legno con una lunga lingua rossa e un cappotto di pelle. All'inizio Krampus era l'aiutante di San Nicola, e in qualche zona della Germania e dell'Ungheria ancora un aiutante; in Austria, invece, si emancipato col passare degli anni. Krampus ha una frusta e una cesta dove anticamente portava via i bambini cattivi: oggi, invece, porta solo regali e dolci. Anticamente i regali in Svezia venivano portati da Julbocken, l'ariete di Natale (un uomo mascherato), ma dalla fine del diciannovesimo secolo il suo compito viene rilevato da Jultomten, il nano natalizio. Jultomten viaggia su una slitta tirata da due arieti, ed un uomo piccolo e di cattivo umore che vive in stalle o in soffitta. Il nano va di casa in casa con un sacco pieno di regali, bussa alle porte e domanda se i bambini sono buoni. I bambini svedesi gli lasciano un piatto di minestra in mansarda, mentre in Spagna i bambini ricevono i propri regali dai Re Magi il 6 gennaio. I Re Magi arrivano sui loro cammelli carichi di regali dall'Oriente. In cambio i Re e i loro cammelli ricevono cognac, acqua, mandarini e noci. Chi si comportato bene, il giorno dopo trova un regalo, chi si comportato male riceve carbone, che fatto di zucchero. In un determinato momento della storia, la Coca-Cola si appropriata dell'idea di uno che distribuisce dolci, l'ha vestito di rosso, gli ha dato una slitta, gli ha messo una barba e una bottiglia di Coca-Cola in mano. La sua intromissione nella cultura e nel sentimento religioso del mondo capillare. Com' stato dichiarato sulla Relazione sullo Sviluppo

Umano del 1998, ci sono lite mondiali e classi medie mondiali che seguono gli stessi stili di consumo mostrando preferenze per marche mondiali. Sebbene la relazione segnali i pericoli che i processi di mondializzazione implicano per i diritti del consumatore, l'influenza massificante di una cultura mondializzata e consumista ha effetti negativi sui gruppi minoritari ed indigeni. La lotta contro questa cultura, quando avremo la coscienza di consumatore, nelle nostre mani. Note parte tredicesima. N. 27. Il C.b.m. ("Corredor Biologico Mesoamericano") un progetto che promuove la conservazione, l'utilizzazione e l'amministrazione della diversit biologica di Panama. N. 28. S.i.t.i.n.c.a., "Sindicato de Trabajadores de la Industria del Caf y Bebidas Coca-Cola Retalhuleu" (Sindacato dei lavoratori dell'industria del caff e bibite Coca-Cola Retalhuleu).

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