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July 14, 2006

Books -

Body Beautiful - The Nuptial Mystery - Angelo Cardinal Scola

Translated by Michelle K. Boras - Eerdmans, $29, 444 pp. Recensione di Luke Timothy Johnson http://commonwealmagazine.org/body-beautiful-0

Tutto ci che piaciuto ai fans del libro di Giovanni Paolo II Teologia del corpo, piacer loro anche in questo libro, unelaborazione che si basa sostanzialmente sulle tematiche relative al matrimonio, enunciate dal defunto papa. Il riferimento a Giovanni Paolo II dichiarato esplicitamente ed ovunque ovvio lindice contiene trentacinque riferimenti al papa. Come Giovanni Paolo II, il cardinale Angelo Scola vuole liberare lamore matrimoniale dalla corruzione attribuita ad esso dal Manicheismo e che lha segnato per molta parte della storia del cattolicesimo, e presentare un ritratto positivo del matrimonio per i Cristiani contemporanei. I tre elementi di questo ritratto sono la differenza sessuale, lamore e la procreazione. Il mistero nuziale di uomo donna bambino si fonda sui resoconti della creazione di Genesi 1-2 e sul paragone di Paolo del matrimonio al mistero della chiesa in Efesini 5,32. Ma il matrimonio pi di un segno del rapporto fra Cristo e la Chiesa ! Prendendo spunto da unidea di Hans Urs von Balthasar, Scola (come Giovanni Paolo II prima di lui) sostiene che essere creati ad immagine di Dio (Gen 1, 26-27) significa specificatamente essere creati maschio e femmina, in modo tale che, in qualche modo, la triade uomo donna bambino unimmagine della vita del Dio trino. La concezione di Scola del mistero nuziale , quindi, esplicitamente teologica e implicitamente essenzialista. Genesi 1, 26-27 ed Efesini 5, 21-23 sono presi per definire lessenza del mistero nuziale, e un certo tipo di logica prende il sopravvento da qui in poi. Essa richiede di compiere un passo audace al di l delle scrittura, ad esempio, per comprendere che gli umani rappresentano limmagine divina esattamente nella loro differenza di genere andando quindi vicino ad attribuire sessualit a Dio. Ma ancora pi audace, tanto da estendere la nozione dellimmagine divina alla genitura , cosicch il figlio completa limmagine della trinit senza fornire alcuna spiegazione di quanto
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succede se ci sono due o pi figli. Ma Scola segue sconsideratamente Giovanni Paolo II per questa strada incerta e inesplorata, dando per dimostrato ci che stato solo asserito. Conseguentemente, il concetto di mistero nuziale viene esteso fino a comprendere nel suo abbraccio sia la famiglia che il voto della verginit. Il concetto pu essere tanto esteso perch niente del matrimonio reale si insinua nella discussione, certamente nulla che abbia a che fare con la vera sessualit incarnata: Un altro sguardo allindice mostra che sessualit compare come un sinonimo generico di genere, e poi sotto le seguenti intestazioni: come dimensione costitutiva della persona umana, e la morte, e la fecondit, umana, come differente da quella animale, e peccato originale, e infine, come separata dallamore e dalla procreazione da parte delle societ moderne . E alla voce differenze sessuali troviamo e imago Dei(immagine di Dio) sedici occorrenze come imprescindibile, collegata allamore e alla procreazione, tentativo moderno di cancellarla, e come concetto indipendente e primitivo. Si parte con la differenza essenziale di genere, con lamore e la procreazione, e con una definizione notevolmente elastica di mistero nuziale, e gli entusiasti trovano poi ulteriore gratificazione nello scoprire che la traccia di Giovanni Paolo II viene seguita da Scola non solo nella condanna dellaborto e dellingegneria genetica (clonazione), e del controllo delle nascite, ma anche del femminismo, dellomosessualit, e delle caratteristiche culturali che Scola associa al femminismo e allomosessualit, cio lindividualismo, il libertinismo, il relativismo, il narcisismo, ed anche il nichilismo. La logica del cardinale, infatti, sembra essere che il femminismo responsabile dellomosessualit, perch pi le donne agiscono come uomini, pi probabile che gli uomini vogliano fare sesso con altri uomini.. Tutto quello che ha infastidito i critici de La Teologia del Corpo di Giovanni Paolo II, li infastidir anche in questo libro. Ci sono, sicuramente alcune differenze superficiali, come ad esempio la gamma pi ampia di fonti erudite usate da Scola. Ma il lettore trova la stessa ripetizione, che quasi intorpidisce, con minime variazioni, delle medesime enfatizzazioni: la differenza di genere, lamore, la procreazione. Laccento poggia soprattutto sulla prima e sulla terza. Quello che viene detto dellamore in rapporto pi allagape che alleros o allaffetto. La dimensione affettiva del matrimonio tanto poco
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qui in evidenza quanto lo la dimensione sessuale, e per la stessa ragione: tutto subordinato allatto procreativo fra maschio e femmina..

Come il libro del defunto papa, le discussioni di Scola (questa una collezione di saggi, come Giovanni Paolo II che ha pubblicato una collezione di discorsi) operano uno strano tipo di distacco dalla vita reale e ci nonostante ripetute affermazioni di rappresentare la realt. Le proposizioni vengono affermate, e anche ripetute, ma non si sviluppano mai veramente, perch non toccano mai in alcun punto un fatto pratico. Parlare del mistero nuziale come di unanalogia fra Cristo e la chiesa , a questo proposito, altrettanto astratto e vuoto di quanto non sia parlarne in termini della famiglia. Quando lApostolo parlava nella lettera agli Efesini del matrimonio come di un mistero di Cristo e della chiesa, si riferiva ad una chiesa che era una comunit di riconciliazione fra gli Ebrei e i Gentili. Il matrimonio aveva quindi uno specifico simbolismo ecclesiale. Che concezione della Chiesa ha in mente Scola, quando invoca lanalogia ? Non ci viene detto. Allo stesso modo, non appare nulla dei matrimoni Cristiani reali, con tutte le loro grandi tragedie e i loro piccoli trionfi.. In aggiunta, neanche la Scrittura mai esaminata nel pieno della sua portata o in tutta la sua profondit sul tema del sesso e del matrimonio. Scola una volta ancora imita Giovanni Paolo II nella selettivit e nella superficialit del suo confronto scritturale. Nello stesso modo in cui le proposizioni di Scola sul matrimonio acquisterebbero pi credibilit se apparisse che riguardano degli autentici esseri umani, cos il suo uso della Scrittura otterrebbe maggiore considerazione se egli effettivamente leggesse e si

cimentasse con alcuni testi del Nuovo Testamento che creano delle serie difficolt al suo matrimonio secondo la creazione di Dio. Quali sono le implicazioni di ci che Paolo chiama la nuova creazione che derivata dalla resurrezione di Cristo e dalla sua esaltazione come spirito che dona la vita ? Paolo si cimenta con le implicazioni di questa buona novella per la relazioni di genere in 1 Cor 11, 4 -16 e per la natura indissolubile del matrimonio in 1 Cor 7, 11- 40. E che dire della richiesta radicale di Ges di lasciare la famiglia per seguirlo (Luca 14, 26), o della sua cancellazione dello stato matrimoniale nel mondo che verr (Luca 20, 34 38) ? Lincapacit di misurarsi seriamente con passaggi difficili come questi e ce ne sono
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molti di pi significa lincapacit di considerare il matrimonio seriamente allinterno del contesto Cristiano. Anche i teologi prelati dovrebbero attenersi a un livello minimo di logica e di buon senso. Ho gi menzionato lazzardata correlazione di Scola fra femminismo e omosessualit; egli associa lomosessualit anche al narcisismo e al nichilismo. Un altro esempio la sua condanna indignata (mi pare la prosa non del tutto chiara) della fecondazione in vitro, che, dichiara, render inevitabilmente il bambino un prodotto perch non derivato dalricorso allatto coniugale; egli non sembra rendersi conto delleffetto delle sue parole sui genitori senza figli che cercano di adottare, o dei bambini che sono stati adottati, senza fare ricorso allatto coniugale. Infine, egli loda la sovranit della famiglia contro le irruzioni dello stato, e invoca il principio della sussidiariet, e dichiara che la famiglia un soggetto di diritti

fondamentali. Ma non riesce a vedere che lo stesso riconoscimento dovrebbe essere allopera per situare diritti fondamentali di prendere decisioni allinterno della

famiglia anche in relazione ai rapporti sessuali degli sposi contro le irruzioni della chiesa come nel caso del controllo delle nascite o che la chiesa avrebbe dovuto essere un tantino pi consapevole della sovranit della famiglia durante i lunghi periodi in cui i bambini furono abusati da preti (nellincuranza per la sovranit dei reali genitori Cristiani) e i violentatori furono protetti dalla gerarchia (nel disprezzo della sovranit di particolari famiglie). Tali mancanze di chiarezza di pensiero non ispirano fiducia nella capacit del magistero di parlare in modo coerente o convincente dellargomento di cui afferma di avare molto di valido da dire. Questo libro non n profondo, n utile. Ma ha una copertina molto bella.

traduzione Bruna Parma

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Body Beautiful The Nuptial Mystery Angelo Cardinal Scola


Translated by Michelle K. Boras Eerdmans, $29, 444 pp.

Luke Timothy Johnson

Everything that pleased fans of John Paul IIs Theology of the Body will please them in this book, for it is a sustained and substantial elaboration of the themes concerning marriage enunciated by the late pope. The dependence on John Paul II is explicitly stated and is everywhere obvious-the index contains thirty-eight references to the pope. Like John Paul II, Cardinal Angelo Scola wants to rescue married love from the taint of Manichaeism that marked it for much of Catholic history, and provide a positive portrayal of marriage for contemporary Christians. The three elements of this portrayal are sexual difference, love, and procreation. The nuptial mystery of man-woman-child is grounded in the creation accounts of Genesis 1-2 and in Pauls comparison of marriage to the mystery of the church in Ephesians 5:32. But marriage is more than a sign of relation between Christ and the church! Drawing on a suggestion by Hans Urs von Balthasar, Scola (as John Paul II
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before him) argues that being created in the image of God (Gen 1:26-27) means specifically being created male and female, so that, in some fashion, the triad manwoman-child is an image of the life of the triune God. Scolas understanding of the nuptial mystery is, therefore, explicitly theological and implicitly essentialist. Genesis 1:26-27 and Ephesians 5:21-33 are taken to define the essence of the nuptial mystery, and a certain kind of logic takes over from there. It demands a bold step beyond Scripture, for example, to understand humans to represent the divine image precisely in their gender difference-thereby coming close to ascribing sexuality to God. But it is much bolder still to extend the notion of the divine image to parenthood, so that the child fills out the image of the Trinitywith no explanation of what happens if there are two or more children. But Scola blithely follows John Paul II down this uncharted and uncertain path, taking as demonstrated what has only been asserted. Consequently, the concept nuptial mystery gets extended to include both the family and also dedicated virginity in its embrace. The concept can be so extended, because nothing of real human marriage intrudes into the discussion, certainly nothing having to do with actual, embodied sexuality. Another glance at the index shows that sexuality appears as a rough synonym for gender, and then under the following headings: as constitutive dimension of the human person, and death, and fruitfulness, human, as different from animal, and original sin, and last, as separated from love and procreation by modern society. And under the entry sexual difference, we find and imago Dei (image of God)-sixteen entries-as insuperable, love and procreation linked to, modern attempt to abolish, and as nonderivative and original. With a starting point in essential gender difference, love, and procreation, and with a remarkably elastic definition of nuptial mystery, enthusiasts will be further cheered to find John Paul IIs lead being followed by Scola as well in the
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condemnation not only of abortion and of genetic engineering (cloning), and of birth control, but also of feminism, of homosexuality, and of cultural traits Scola associates with feminism and homosexuality, namely individualism, libertinism, relativism, narcissism, and even nihilism. The cardinals logic, in fact, seems to be that feminism is responsible for homosexuality, because the more women act like men, the more men are likely to want to have sex with other men.

Everything that bothered critics of John Paul IIs Theology of the Body will also bother them in this book. There are, to be sure, some superficial differences, such as the wider range of scholarly authorities used by Scola. But the reader finds the same nearly numbing repetition, with minor variations, of the same emphases: gender difference, love, procreation. The stress lands most of all on the first and third. What is said about love is in connection with agape more than eros or affection. The affective dimension of marriage is in evidence here as little as is the sexual dimension, and for the same reason: everything hangs on the procreative act between male and female. Like the late popes book, Scolas discussions (this is a collection of essays, just as John Paul published a collection of addresses) occupy an odd sort of detachment from real life-and this despite repeated claims to be representing reality. Propositions are stated and even repeated, but they never really develop, because they never at any point touch an empirical fact. Talking about the nuptial mystery as analogous to Christ and the church is, in this regard, just as abstract and empty as talk about it in terms of the family. When the Apostle spoke in Ephesians of marriage as a mystery of Christ and the church, he meant a church that was a community of reconciliation between Jew and Gentile. Marriage therefore had a specific ecclesial symbolism. What understanding of the church does Scola have in mind when he invokes the analogy? We are not told. In the same way, nothing of
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actual Christian marriages, with all their great tragedies and small triumphs, comes into view.

For that matter, neither is Scripture ever examined in its full scope or in its full depth on the subject of sex and marriage. Scola once more imitates John Paul II in the selectivity and superficiality of his scriptural engagement. In the same way that Scolas propositions on marriage would gain more credibility if they appeared to have real human beings in view, so would his use of Scripture win more respect if he actually read and struggled with some of the New Testament texts that create severe difficulties for his marriage according to Gods creation position. What are the implications of what Paul calls the new creation that has resulted from Christs resurrection and exaltation as life-giving spirit? Paul struggles with the implications of this good news for gender relations in 1 Cor 11:4-16 and for the absolute character of marriage in 1 Cor 7:1-40. What about Jesus radical call to leave family in order to follow him (Luke 14:26), or his reduction of the status of marriage in the age to come (Luke 20:34-38)? A failure to engage seriously such difficult passages as these-and there are many more-means a failure to consider marriage seriously within the Christian context. Even prelate-theologians should be held to a certain minimal standard of logic and common sense. I have already mentioned Scolas reckless correlation of feminism and homosexuality; he also associates homosexuality with narcissism and nihilism. Another example is his indignant condemnation of (I think-the prose is not altogether clear) in vitro conception, which he declares will inevitably make the child into a product because the child did not result from recourse to the conjugal act; he does not seem to appreciate the effect of his words on childless parents who seek to adopt, or children who have been adopted, without recourse to the conjugal act.
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Finally, he praises the familys sovereignty over against the incursions of the state, invoking the principle of subsidiarity, and declaring the family to be a subject of fundamental rights. But he fails to see that the same recognition would work to locate fundamental rights of decision making within the family also with respect to the sexual relations of spouses against the incursions of the church-as in the case of birth control-or that the church might have been a trifle more aware of the sovereignty of the family during the extended period of time that children were abused by priests (in disregard of the sovereignty of actual Christian parents) and the abusers were protected by the hierarchy (with contempt for the sovereignty of very specific families). Such lapses of clear thinking do not inspire confidence in the magisteriums capacity to speak coherently or convincingly on the subjects about which it claims to have much of worth to say. This book is neither profound nor helpful. It does, though, have a very attractive cover.

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