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La Gelmini cancella la Resistenza. LAss. Partigiani (Anpi): una vergogna.

By Anonimo Published: 30/03/2010 - 08:52 autore:Alessandra Ricciardi Risorse web:Articolo originale - Italia Oggi Semplicemente non c'. Nei nuovi programmi di storia che si studieranno dal prossimo anno nei licei non si parla di Resistenza. Cos come antifascismo e Liberazione non sono neanche citati. Il buco al quinto anno, dedicato allo studio dell'epoca contemporanea, dall'analisi delle premesse della I guerra mondiale fino ai nostri giorni. La nuova articolazione, spiegano dal dicastero di viale Trastevere, stata dettata dalla necessit di evitare che succedesse, come spesso successo, che non si arrivasse neanche a fare la II guerra mondiale. Troppo poco, ecco perch la commissione per la storia, presieduta da Sergio Belardinelli, ha deciso di assegnare un intero anno di studi al Novecento. Nella formulazione dei temi fondamentali, le indicazioni nazionali precisano che non potranno essere tralasciati i seguenti nuclei tematici: l'inizio della societ di massa...il nazismo, la shoah e gli altri genocidi del XX secolo, la seconda guerra mondiale, la guerra fredda (il confronto ideologico tra democrazia e comunismo), l'aspirazione alla costruzione di un sistema mondiale pacifico (l'Onu), la formazione e le tappe dell'Italia repubblicana. Si passa poi alla formazione dell'Unione europea e agli Usa, potenza egemone, tra keynesismo e neoliberismo, senza tralasciare il rapporto tra intellettuali e potere politico, da affrontare in modo interdisciplinare. A differenza dei vecchi programmi, parole come antifascismo, Resistenza, Liberazione sono sparite. Nessuna operazione di rimozione, dice a ItaliaOggi Max Bruschi, consigliere del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, e presidente della cabina di regia sulle indicazioni nazionali dei licei. I programmi hanno individuato alcuni nuclei fondamentali lasciando grande libert alle scuole, ai docenti. Quando parliamo di seconda guerra mondiale e della costruzione dell'Italia repubblicana per noi evidente che inclusa la Resistenza. Eppure sulla Shoah, per esempio, si precisa che lo studio deve ricomprendere anche gli altri genocidi, una precisazione che manifesta una sensibilit storica e politica sui cui non si disposti ad affidarsi all'autonomia e alla bravura dei docenti. La Shoah un unicum, poi ci sono altri genocidi su cui non si pu far finta di niente. Ci non toglie, sull'altro fronte, che la Resistenza un valore imprescindibile, mai pensato di declassarla. Il punto che un elenco di fatti significativi di un periodo pu facilmente essere accusato di parzialit se non li cita tutti. Il nostro non un elenco esaustivo e prescrittivo, abbiamo solo indicato macrotemi, dice Bruschi. Che nega che possa esserci il rischio che la Liberazione finisca per essere liquidata in due righe e la lotta partigiana magari in una nota. Che esagerazione, non c' nessun rischio di questo tipo. Ma se il fatto che nei programmi non c' la parola Resistenza un problema, allora... possiamo sempre reinserirla, ribatte. I programmi infatti non sono ancora definitivi. Genitori, insegnanti e associazioni possono dire la loro alla Gelmini sul forum dell'Indire. C' tempo fino al 22 di aprile. Protesteremo, protesteremo con il ministro Gelmini, innanzitutto. E coinvolgeremo tutti a tutti i livelli, politici, sindacalisti, storici, perch si rimedi a un grave errore, una vergogna. Al telefono dalla sua casa romana, il 91enne Massimo Rendina, medaglia d'oro della Guerra contro il nazifascismo, presidente dell'Anpi di Roma, l'associazione nazionale partigiani d'Italia, ha

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l'indignazione appassionata di quando era partigiano a Torino. Eppure dal ministero assicurano che non c' stata nessuna volont politica di cancellare la Resistenza o la Liberazione non citandole espressamente nei programmi di storia... una dimenticanza pericolosa. C' il tentativo, da un po' di tempo, di rimuovere il nostro passato, la cui conoscenza gi cos flebile. Si vuole mettere tutto sullo stesso piano, tutti colpevoli e tutti innocenti, i ragazzi partigiani e i repubblichini di Sal, senza cos far capire come nata l'identit democratica dell'Italia. E ricorda come, ministro della pubblica istruzione Rosa Russo Iervolino, ci fu il primo riferimento diretto nei programmi di storia al fascismo, l'antifascismo e alla Resistenza. Il ministro Berlinguer poi lo chiar con una circolare. Tornare indietro un errore dal punto di vista culturale e politico, una lesione alla memoria storica del paese. C' chi rivendica la necessit di riscrivere la storia di quegli anni dolorosi, di mettere in luce gli errori e i delitti commessi da una parte e dall'altra. Ma glissare sulla Resistenza, con la scusa che tanto compresa tra le tappe dell'Italia repubblicana, farla finire magari in una nota a pi di pagina di un libro di testo, non revisionismo, confusionismo, ribatte Rendina, io vado in giro nelle scuole, i ragazzi non sanno nulla... Non c' bisogno di confondere le acque, non gli facciamo un buon servizio.

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