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CAPITOLO 2

EQUAZIONI DI MAXWELL
2.1 Introduzione
2.2 Equazioni di Maxwell nel dominio del tempo
2.3 TrasIormata di Fourier
2.4 Equazioni di Maxwell nel dominio della Irequenza
2.5 Equazioni di Maxwell nel dominio del numero d`onda
2.6 Equazioni di Maxwell per sorgenti sinusoidali
2.7 Condizioni al contorno
Sommario
Nei paragraIi che seguono saranno richiamati i principali concetti della teoria
dei campi elettromagnetici. I Ienomeni elettromagnetici macroscopici sono
regolati dalle equazioni di Maxwell: esse rappresentano lo strumento primario
per la descrizione dei Ienomeni elettromagnetici.
112
2.1 Introduzione
L`intervallo di Irequenze coperto dalla normativa internazionale riguardo ai
problemi di compatibilita elettromagnetica va da 150 kHz a 30 GHz. In questo
range le dimensioni elettriche degli apparati elettronici, dei cavi di
interconnessione ad essi associati e dei cavi di alimentazione possono non essere
elettricamente piccole, cioe molto minori della lunghezza d`onda . In tali
condizioni, gli usuali modelli di circuiti a parametri concentrati ed i
corrispondenti strumenti di analisi, come le leggi di KirchhoII, non possono
essere applicati.
Le leggi Iisiche che regolano il comportamento delle strutture con grandi
dimensioni elettriche sono le equazioni di Maxwell: la loro soluzione, da un
punto di vista matematico, non e altrettanto Iacile come l`analisi dei circuiti a
parametri concentrati, sebbene esse siano molto semplici in termini concettuali.
Le equazioni di Maxwell descrivono la natura a parametri distribuiti dei campi
elettromagnetici, ossia il concetto che il campo elettromagnetico e sempre
Iunzione dello spazio, oltre che del tempo. Pertanto si tratta di aIIrontare
equazioni diIIerenziali alle derivate parziali, essendo i campi sono Iunzioni delle
coordinate spaziali, (x, y, z), e del tempo t.
Le equazioni di Maxwell sono Iormulate in modo compatto per mezzo delle
operazioni di calcolo vettoriale. Esse rappresentano lo strumento primario per la
descrizione dei Ienomeni elettromagnetici. La risoluzione delle equazioni di
Maxwell non e ottenibile con un procedimento semplice, ma questo non ne
diminuisce la loro Iondamentale importanza.
113
2.2 Equazioni di Maxwell nel dominio del tempo
Equazione di continuita in regime non stazionario
L`elettrostatica e la magnetostatica si occupano rispettivamente del campo
elettrico generato da cariche elettriche Iisse, campo elettrico statico, e del campo
magnetico generato da correnti stazionarie, campo magnetico statico. Di seguito
saranno esaminati il campo elettrico e quello magnetico in condizioni di
variabilita temporale.
Si ricordi che per deIinizione l`intensita di corrente I uscente da una superIicie S
e pari al Ilusso del vettore densita di corrente attraverso la superIicie:
}
=
S
dS n 1 I
G
G
.
Si consideri una superIicie chiusa S che racchiude un volume t, e si supponga
inoltre che in questo volume sia localizzata una carica elettrica con densita
spaziale generica . Poiche la corrente e un movimento di cariche, per il
principio della conservazione della carica, la corrente totale che esce dalla
superIicie S e pari alla velocita con cui varia la carica elettrica all`interno del
volume, in virtu del Iatto che, a seguito del movimento, ci sono cariche che
escono dal volume e, quindi, una variazione negativa della carica contenuta nel
volume; analiticamente risulta:
} }
t
t =
S
. d
dt
d
dS n J
G
G
Nell`ipotesi in cui la regione di integrazione rimanga invariata nel tempo, si puo
scambiare, al secondo membro, il segno di derivata con quello di integrale:
. d
dt
d
dS n J
S
} }
t
t

=
G
G
114
applicando il teorema della divergenza l`integrale a primo membro si trasIorma
in un integrale di volume:
} }
t t
t

= t V . d
dt
d
d J
G
L`equazione ricavata vale per un volume arbitrario dt, il che implica che le due
Iunzioni integrande sono uguali, si trae che: ;
t
J
c
c
= V
G
quest`espressione
prende il nome di equa:ione di continuita, in forma differen:iale, in regime non
sta:ionario. Essa si distingue dall`equazione di continuita, in Iorma
diIIerenziale, in regime stazionario la quale ha la seguente espressione: . 0 J = V
G
Ricordando che l`espressione completa della divergenza di un generico vettore
A
G
e:
,
z
A
y
A
x
A
A
z
y
x
c
c
+
c
c
+
c
c
= V
G
l`equazione della continuita puo essere riscritta in Iorma esplicita, si ha:
.
t z
J
y
J
x
J
z
y
x
c
c
=
c
c
+
c
c
+
c
c
Legge di Gauss per il campo elettrico
Con questa legge si aIIerma quanto segue: il flusso netto del vettore D
G
attraverso una qualsiasi superficie chiusa che circonda una carica Q e pari alla
carica stessa. Ovvero, integrando il vettore D
G
su una superIicie chiusa, risulta
115
soltanto la carica positiva netta Q racchiusa dalla superIicie. Ad esempio, si
consideri una carica puntiIorme Q posta in un mezzo omogeneo e isotropo con
costante dielettrica c, si consideri, inoltre, un punto P a distanza r dal punto in
cui si trova Q: la densita di flusso elettrico nel punto P vale , a
r 4
Q
D
r
2
G
G
t
= con
r
a
G
versore della direzione che individua il punto P rispetto all`origine del sistema di
riIerimento prescelto.
Preso, invece, un generico elemento di superIicie dS, il flusso elettrico + del
vettore
r
a
G
attraverso dS, per deIinizione, e: u = = + cos DdS dS n D d
G
G
, con u
angolo tra il vettore
r
a
G
e la normale a dS; il prodotto dScosu e la proiezione del
vettore S d
G
nella direzione del raggio vettore, ossia lungo
r
a
G
, per cui si puo porre:
u = cos dS dS
n
.
Inoltre, dal punto in cui si trova Q, l`angolo solido che sottende l`elemento di
superIicie dS, e: ,
r
cos dS
r
dS
d
2 2
n
u
= = O per cui il Ilusso totale, attraverso una
superIicie chiusa S che circonda la carica Q, si ottiene integrando il Ilusso
elementare d+ su tutta la superIicie:
. Q d
4
Q
d Dr cos DdS d
S S S S
2
} } } }
= O
t
= O = u = + = +
Il risultato ottenuto puo essere esteso al caso in cui la superIicie S racchiuda N
cariche puntiIormi, ed al caso in cui racchiuda delle cariche non puntiIormi, ma
distribuite uniIormemente con un data densita, inIatti, e ci sono N cariche
puntiIormi la carica totale e:

=
= +
N
1 i
i
Q ; e le cariche sono distribuite
uniIormemente in un volume t con densita di carica spaziale , la carica totale e:
116
t =
} }
t
d r dS n D
S
G G
G
: espressione generale del teorema di Gauss in forma
integrale.
L`espressione del teorema di Gauss in Iorma diIIerenziale si ottiene applicando
all`espressione generale il teorema della divergenza, l`integrale di superIicie si
trasIorma in un integrale di volume, ed uguagliando le Iunzioni integrande, si
ricava:
= V D
G
espressione in forma differen:iale del teorema di Gauss,
che scritta in Iorma esplicita e: =
c
c
+
c
c
+
c
c
z
D
y
D
x
D
z
y
x
.
Nell`ipotesi in cui il mezzo sia isotropo ed omogeneo, per cui E D
G G
c = , il
teorema di Gauss in Iorma diIIerenziale diventa:
c

= V E
G
;
mentre in Iorma integrale e:
}
c

=
SUP 0
TOT
S d E
G G
.
117
Legge di Gauss per il campo magnetico
Questo teorema aIIerma quanto segue: e sempre nullo il flusso netto del vettore
B
G
attraverso una qualsiasi superficie chiusa. Analiticamente, risulta:
}
=
SUP
0 S d B
G G
.
Da questo risultato ne consegue che tutte le linee del campo magnetico Iormano
dei percorsi chiusi, ossia, non esistono sorgenti isolate di campo magnetico. In
termini pratici, questo signiIica che, se un magnete permanente e spezzato, si
scopre che agli estremi delle due parti ottenute si sono Iormati nuovamente due
poli.
In termini diIIerenziali risulta, semplicemente, che la divergenza del vettore di
induzione magnetica, B
G
, e nulla:
0 B= V
G
.
Teorema di Ampere
In termini analitici, questo teorema aIIerma che:
} }
= =
S
0 0
S d J I d B
G G
A
G G
A
,
118
ossia che la circuitazione, lungo una qualsiasi linea chiusa A , del campo di
induzione magnetica B
G
, misurato in Wb/m
2
, prodotto da un sistema generico di
correnti stazionarie J
G
, e pari al prodotto della costante
0
per la somma
algebrica delle correnti concatenate con A .
Il teorema e valido solo nei casi in cui il campo B
G
e la distribuzione delle
correnti J
G
sono entrambi stazionari, inIatti solo in presenza di regimi stazionari
di correnti le linee di corrente sono chiuse.
Che le linee di corrente debbano essere chiuse e un requisito Iondamentale, in
quanto, mentre il primo membro del teorema di Ampere e completamente
deIinito una volta Iissato il contorno A di integrazione, il secondo membro e
valido quale che sia la scelta della superIicie di integrazione S, superIicie che,
per deIinizione, deve appoggiarsi sul contorno A , e l`arbitrarieta di tale scelta
presuppone che, necessariamente, le linee di corrente siano chiuse.
Per capire meglio questo concetto, si applichi il teorema di Ampere ad un caso
tipicamente non stazionario. Si consideri un tipico circuito per la scarica di un
condensatore, Figura 2.1:
Figura 2.1: circuito per la scarica di un condensatore.
Supponendo il condensatore dotato di una carica iniziale non nulla, nel momento
in cui si chiude l'interruttore, nel circuito si sviluppa la corrente di scarica, che e
119
una corrente variabile nel tempo, in particolare decrescente; indicata con V
0
la
tensione iniziale sul condensatore, questa corrente vale V
0
/R nel momento in cui
si chiude l`interruttore e poi decresce Iino al valore nullo entro 3 - 4 costanti di
tempo.
Per applicare il teorema di Ampere, i sceglie come cammino di integrazione una
linea chiusa A che abbraccia il conduttore attraversato dalla corrente di scarica,
Iissato questo cammino il termine
}

A
A
G G
d B e univocamente determinato. Si Iissi,
ora, una superIicie S che si appoggi sul cammino A , ad esempio, una superIicie
S
1
che si 'chiuda prima di arrivare all`armatura del condensatore: in questo
caso, la superIicie e attraversata da un`unica linea di corrente coincidente con il
circuito, visto che si ritiene quest`ultimo IiliIorme, per cui risulta:
}
=
A
A
G G
) t ( I d B
0
.
Viceversa, si consideri una superIicie S
2
che si chiude tra le due armature del
condensatore, e chiaro che S
2
non e attraversata da alcuna linea di corrente:
inIatti, per il circuito in esame, le linee di corrente non sono chiuse, visto che
partono dall`armatura a potenziale maggiore e terminano in quella a potenziale
minore. La conseguenza di cio e che, il secondo membro del teorema di Ampere
con riIerimento a S
2
e identicamente nullo in quanto non vi e alcuna corrente che
attraversa la linea di integrazione, cioe:
}
=
A
A
G G
0 d B .
120
Si puo evidenziare ancora meglio questo concetto utilizzando la Iorma
diIIerenziale del teorema di Ampere e mostrando che i due membri
dell'equazione si 'comportano Iormalmente in modo diverso. Ricordando che il
simbolo B
G
V rappresenta il rotore del campo di induzione magnetica, la Iorma
diIIerenziale del teorema di Ampere e:
J B
0
G G
= V ,
si tratta di una equazione diIIerenziale che stabilisce, punto per punto,
l'eguaglianza tra i campi vettoriali J , B
0
G G
V . Si vuole dimostrare come questa
relazione abbia eIIettivamente validita solo per un regime di corrente
stazionario. Applicando, inIatti, l'operatore divergenza ad entrambi i membri di
quella relazione:
J ) B (
0
G G
= V V ,
in base ad una proprieta degli operatori diIIerenziali divergenza e rotore, il
primo membro dell`ultima equazione e nullo, di conseguenza: 0 J
0
= V
G
. Ma,
in base all`equazione di continuita, risulta:
t
J
c
c
= V
G
, per cui sostituendo:
t
) J ( 0
0
c
c
= V =
G
.
121
Questa relazione e veriIicata solo se 0
t
=
c
c
, ossia se la densita di carica
rimane costante nel tempo in tutti i punti dello spazio, il che corrisponde ad un
regime sta:ionario di corrente.
In deIinitiva, il teorema puo essere riassunto attraverso la seguente deIinizione:
il teorema di Ampere in forma differen:iale J B
0
G G
= V confronta due quantita
che hanno le stesse proprieta differen:iali solo nel caso in cui lo stato fisico cui
ci si riferisce e sta:ionario.
Alla medesima conclusione si perviene utilizzando la Iorma integrale del
teorema di Ampere.
Correnti di spostamento ed equazione di Ampere - Maxwell
Lo scopo e quello di trovare una Iorma del teorema di Ampere tale che permetta
di estenderlo anche ai casi di regime di corrente non sta:ionario. Per deIinizione
risulta: J B
0
G G
= V , si e visto che il primo membro e un campo solenoidale,
0 ) B ( = V V
G
, mentre il secondo non lo e, inIatti:
t
) J (
0
c
c
= V
G
.
Si vuole provare ad aggiungere un termine al secondo membro del teorema di
Ampere in modo che, pur rimanendo invariata la validita del teorema nei casi
stazionari, lo si possa estendere anche a quelli non stazionari. Dall`equazione di
continuita risulta:
dt
d
J

= V
G
, per il teorema di Gauss in Iorma diIIerenziale si
ha: = V c E
0
G
. Derivando rispetto al tempo e ricordando che la divergenza e un
operatore lineare, si ha:
|
|
.
|

\
|
c V = V c =

dt
E d
E
dt
d
dt
d
0 0
G
G
, sostituendo al secondo
122
membro dell`equazione di continuita si trae:
|
|
.
|

\
|
c V = V
dt
E d
J
0
G
G
, per la linearita
della divergenza, gli argomenti possono essere uniti, risulta: 0
dt
E d
J
0
=
|
|
.
|

\
|
c + V
G
G
,
quindi in campo
|
|
.
|

\
|
c +
dt
E d
J
0
G
G
e solenoidale. Sostituendo al secondo membro del
teorema di Ampere si trae la relazione cercata:
|
|
.
|

\
|
c + = V
dt
E d
J B
0 0
G
G G
.
Il Teorema di Ampere- - Maxwell in forma differen:iale lega due campi che
hanno lo stesso comportamento Iormale sia nel caso stazionario, dove dE/dt 0,
sia in quello non stazionario. Si osservi, inoltre, che l'aggiunta del termine
cdE/dt, dovuta a Maxwell, rende del tutto simmetriche le relazioni tra campo
elettrico e campo magnetico: inIatti, cosi come le variazioni temporali del
campo elettrico inducono un campo di induzione magnetica in base alla
relazione
dt
E d
B
0 0
G
G
c = V ,
nell'ipotesi che J 0; allo stesso modo, in base alla prima equazione di Maxwell,
le variazioni temporali del campo di induzione magnetica inducono un campo
elettrico secondo la relazione
123
dt
B d
E
G
G
= V .
Per meglio comprendere il signiIicato del termine aggiunto, c
0
dE/dt, si consideri
il Teorema di Ampere Maxwell in forma integrale:
} }

|
|
.
|

\
|
c + = V
SUP SUP
0 0
S d
dt
E d
J S d B
G
G
G G G
.
Applicando il Teorema di Stokes, il primo membro si trasIorma da un integrale
di superIicie ad un integrale di linea, e rappresenta la circuitazione di B
G
lungo
una linea chiusa A cui si appoggia la superIicie S, invece, il secondo membro
puo essere scomposto in due termini distinti, quindi si ricava:
} } }
c + =
A
G
G
G G
A
G G
SUP SUP
0 0 0
S d
dt
E d
S d J d B ,
tenendo conto che il primo termine al secondo membro e pari a
0
I, che compare
nella Iorma integrale del Teorema di Ampere, e che nel secondo termine del
secondo membro l`operatore
dt
d
puo essere portato Iuori dall`integrale, si
ricava:
}
u
c + =
A
A
G G
dt
d
I d B
E
0 0 0
;
124
questa ricavata e l`espressione Iinale del Teorema di Ampere Maxwell in
Iorma integrale. Essa aIIerma che dato un contorno chiuso qualsiasi A , la
circuitazione del campo di induzione magnetica lungo tale contorno e data dalla
somma di due termini: il termine
0
I rappresenta le eventuali correnti
concatenate al contorno prescelto, mentre il termine
dt
d
E
0 0
u
c e legato alla
eventuale variazione temporale del Ilusso del campo elettrico attraverso una
superIicie appoggiata al contorno stesso.
Quindi, il termine
dt
d
E
0
u
c si comporta, agli eIIetti magnetici, come una normale
corrente che si somma alla corrente reale I. Per ragioni puramente storiche,
questo termine prende il nome di corrente di spostamento:
dt
d
I
E
0 S
u
c = .
Fisicamente, non si tratta di una corrente, ossia di un moto ordinato di cariche;
tuttavia, dal punto di vista magnetico, si comporta come tale.
Si puo, allora, applicare questo teorema al circuito per la scarica del
condensatore visto in Figura 2.1, in quella circostanza si e osservata
l`inadeguatezza del teorema di Ampere, con le considerazioni introdotte si
dimostrera, invece, che il teorema di Ampere - Maxwell risulta perIettamente
applicabile.
La superIicie S
1
e tagliata dal circuito ed e quindi attraversata dalla corrente di
conduzione I(t) dovuta alla scarica del condensatore; si puo tranquillamente
ritenere che il campo elettrico sia tutto contenuto tra le armature del
condensatore: questo signiIica che il contributo delle correnti di spostamento e
125
nullo per questa superIicie. Il contrario accade considerando la superIicie S
2
che
passa tra le armature del condensatore: in questo caso, non si hanno contributi
dovuti alla corrente di conduzione I(t) che inIatti non interseca la superIicie.
Viceversa, al variare della carica localizzata sulle armature, varia il campo
elettrico tra di esse e varia, quindi, nel tempo anche il suo Ilusso. Si ha percio un
contributo non nullo dato dalla corrente di spostamento. Il Ilusso del campo
elettrico attraverso S
2
e valutabile Iacilmente tramite il teorema di Gauss: dato
che S
2
racchiude una sola armatura, il Ilusso e dato dal rapporto tra la carica
totale racchiusa ed c
0
, per cui:
0
E
) t ( q
c
= u .
In questo caso particolare si puo veriIicare che la corrente di spostamento cosi
calcolata e pari esattamente a quella di conduzione I, inIatti:
I
dt
) t ( dq
dt
d
I
E
0 S
= =
u
c = .
In deIinitiva, il secondo membro dell`equazione di Ampere - Maxwell da
sempre lo stesso valore della circuitazione di B
G
comunque sia scelta la
superIicie S appoggiata al contorno di integrazione A .
Talvolta, si trova un`altra Iormulazione dell`equazione di Ampere - Maxwell,
inIatti, ricordando che, nel vuoto, risulta H B
0
G G
= , legame tra campo di
induzione magnetica e campo magnetico, e E D
0
G G
c = , legame tra densita di
Ilusso elettrico e campo elettrico, l`equazione di Ampere Maxwell assume
l`espressione la Iorma seguente:
126
} } }
+ =
A
G G G G
A
G G
SUP SUP
S d D
dt
d
S d J d H ,
quest`espressione ha validita per qualsiasi mezzo.
Questa Iorma evidenzia una volta di piu il signiIicato della legge di Ampere -
Maxwell: nel produrre un campo magnetico H
G
, un Ilusso elettrico D
G
variabile
nel tempo ha lo stesso eIIetto di una densita di corrente J
G
dovuta a cariche
libere. Cosi come lelettrostatica mostra che una corrente statica, costante nel
tempo, genera un campo magnetico, la legge di Ampere - Maxwell mostra che
un campo elettrico variabile nel tempo produce lo stesso risultato. L`integrale di
linea del campo magnetico lungo un percorso chiuso A prende il nome di for:a
magnetomotrice, brevemente f.m.m., analiticamente, lungo tale percorso, si ha:
}
=
A
A
G G
d H . m . m . I , si tratta di una grandezza duale alla for:a elettromotrice, che
verra deIinite in seguito.
Le unita di misura delle principali grandezze Iisiche sin ora introdotte sono
riassunte nella seguente Tabella 2.1:
Grandezza Fisica Simbolo Unit di Misura
Campo Elettrico
E
G
V/m
Campo Magnetico
H
G
A/m
Densita di Flusso Elettrico
D
G
C/m
2
Campo di Induzione
Magnetica
B
G
Wb/m
2
Tabella 2.1: Unita di misura di alcune grandezze Iisiche.
127
Legge di Faraday
In elettrostatica risulta che la circuitazione del campo elettrico E
G
lungo una
qualsiasi linea chiusa e sempre nulla:
}
I
= 0 I d E
G G
, che in Iorma diIIerenziale e:
0 E = V
G
, cioe il campo elettrico statico e irrotazionale.
Si supponga di valutare il campo elettrico in una regione sede di un campo
magnetico variabile nel tempo, quindi un campo di induzione magnetica
variabile. In questa situazione vale la legge di Faradav, la cui espressione
analitica e la seguente:
} }
I

c
c
=
S
S d B
t
I d E
G G G G
.
La legge di Faradav aIIerma che la circuitazione del campo elettrico, lungo un
qualsiasi percorso chiuso I, e pari al tasso, negativo, di variazione del Ilusso
magnetico attraverso una qualsiasi superIicie aperta S che si appoggia su I.
La quantita a primo membro, misurata in V, prende il nome di for:a
elettromotrice indotta sul cammino I:
}
I
= I d E m . e . I
G G
. Si tratta di un Ienomeno
duale alla for:a magnetomotrice. La quantita al secondo membro e invece la
variazione temporale del Ilusso magnetico, quest`ultimo misurato in Wb,
attraverso la superIicie aperta S appoggiata sul contorno I:
}
= u
S
m
S d B
G G
.
Solo se il Ilusso del campo magnetico e costante o nullo attraverso la superIicie
S considerata (si ricordi che la superIicie in questione deve essere
necessariamente aperta in quanto se Iosse chiusa per il teorema di Gauss per il
128
campo magnetico risulterebbe comunque nullo il Ilusso del vettore B
G
attraverso
la superIicie), e nulla la circuitazione del campo elettrico.
La Iorma diIIerenziale della legge di Faraday si ricava applicando il teorema di
Stokes al primo membro della relazione precedente, per cui l`integrale al primo
membro i trasIorma in un integrale di superIicie, e scambiando, al secondo
membro, il segno di integrale con quello di derivata, in particolare:
} }

c
c
= V
S S
S d
t
B
S d E
G
G
G G
. Questa equazione risulta veriIicata se e solo se
coincidono le Iunzioni integrande, essendo la superIicie di integrazione e la
stessa, concludendo:
t
B
E
c
c
= V
G
.
Sull`equazione appena ricavata e opportuno Iare alcune osservazioni:
- si ricordi che il contorno I e la superIicie S ad esso appoggiata sono tra loro
legati tramite la regola della mano destra: se le dita della mano destra sono
orientate lungo il percorso I, allora il pollice indica la direzione ed il verso
della normale alla superIicie racchiusa da I. L`elemento di superIicie e
dS n S d
G
G
= ;
- il segno negativo che compare al secondo membro della legge di Faraday
veriIica la legge di Len:: la Iorza elettromotrice indotta sul contorno chiuso ha
verso tale da generare una corrente indotta il cui Ilusso magnetico tende ad
opporsi a qualsiasi cambiamento del Ilusso magnetico originale.
quest`ultimo concetto puo essere esplicitato considerando, per semplicita, una
superIicie piana S, come riportata in Figura 2.2:
129
Figura 2.2: andamento dei campi.
Nella Iigura di sinistra si nota che il vettore B
G
e diretto verso l`alto ed il suo
modulo sta diminuendo, per cui sulla spira si induce una Iorza elettromotrice che
genera nella spira una corrente I
indotta
; la polarita della I.e.m. e tale che la
corrente induce un nuovo campo B
G
, il cui verso e determinabile con la legge
della mano destra, che si oppone alla diminuzione del campo B
G
originale. In
pratica la Iorza elettromotrice indotta potrebbe essere equivalente ad una
sorgente di tensione inserita lungo la spira, come mostrato appunto in Figura
2.2. La diIIerenza sostanziale e che la Iorza elettromotrice e una tipica quantita a
parametri distribuiti e quindi, a rigore, non puo essere localizzata in modo
esatto. D`altra parte, se le dimensioni della spira sono elettricamente piccole,
con buona approssimazione la I.e.m. e paragonabile ad una sorgente di tensione
a parametri concentrati.
Nella Iigura di destra il Ilusso magnetico che attraversa la superIicie e ancora
diretto verso l`alto ma cresce in modulo, in questo caso, la I.e.m. indotta ha
polarita opposta al caso precedente e tale da creare una corrente che induce un
campo di induzione magnetica B
G
che si oppone alla crescita del campo B
G
originale. Quest`ultimo risultato e abbastanza intuitivo, inIatti, se Iosse vero il
contrario, il Ilusso dovuto alla corrente indotta si sommerebbe a quello
130
originario, causando una ulteriore crescita della corrente cosi decadrebbe la
validita del principio di conservazione dell`energia, il che e impossibile.
Il considerare una superIicie S piana e solo una sempliIicazione, la legge di
Faraday vale qualunque sia la Iorma di S, in pratica, una volta Iissato il contorno
I, la Iorza elettromotrice indotta su di esso e sempre la stessa per qualunque
superIicie S, purche si appoggi su I.
Altra importante osservazione e che avere una spira chiusa non e una condizione
necessaria aIIinche un campo magnetico variabile nel tempo induca una Iorza
elettromotrice in tale spira. Ad esempio, supponiamo che la spira Figura 2.2 sia
aperta in un punto, cosi come illustrato nella Figura 2.3:
Figura 2.3: andamento dei campi.
Si osserva, una Iorza elettromotrice, assimilabile ad una sorgente di tensione,
che viene indotta lungo la spira; questa stessa I.e.m. risulta presente ai capi della
spira e cio avviene anche se la spira non puo essere percorsa da corrente, perche
aperta. La polarita della tensione ai morsetti coincide con quella della tensione a
vuoto della spira, tensione che rappresenta, appunto, la I.e.m. indotta. In
deIinitiva, la legge di Faraday mostra che un campo magnetico variabile nel
tempo induce un campo elettrico simile a quello generato da una distribuzione
statica di cariche. La diIIerenza sostanziale riguarda le linee di campo elettrico:
131
nel caso delle cariche statiche, le linee partono dalle cariche positive e terminano
su quelle negative, mentre, nel caso del campo magnetico variabile, le linee di
campo si chiudono su se stesse.
InIine, con riIerimento alla Iorma diIIerenziale della legge di Faraday,
t
B
E
c
c
= V
G
G
, si riporta l`espressione esplicita del rotore del campo elettrico, in
generale uguale a quella del rotore di un qualsiasi vettore:

\
|

\
|

\
|
|
|
.
|
c
c

c
c
+
|
.
|
c
c

c
c
+
|
.
|
c
c

c
c
= V
Z
X Y
Y
Z X
X
Y Z
a
y
E
x
E
a
x
E
z
E
a
z
E
y
E
E
G G
G
G
G
.
Riepilogo delle equazioni di Maxwell
Le equa:ioni di Maxwell in Iorma diIIerenziale sono le seguenti:
Teorema di Gauss per il campo elettrico:
0
L
E
c

= V
G
,
Teorema di Gauss per il campo magnetico: 0 B= V
G
,
Legge di Faraday:
t
B
E
c
c
= V
G
G
,
Legge di Ampere Maxwell:
|
|
.
|

\
|
c
c
+ = V
t
D
J H
L
G
G
.
132
Le deIinizioni dei 'vettori ausiliari sono le seguenti:
Vettore densita di Ilusso elettrico: E D
0
G G
c =
Vettore campo magnetico:
0
B
H

=
G
G
.
Le sei relazioni appena indicate permettono di stabilire il comportamento statico
e dinamico del campo elettrico e di quello magnetico nei casi piu generali
possibili.
Se poi si aggiungono anche le relazioni:
Equazione di continuita:
dt
d
J

= V
G
,
Forza di Lorentz: B v E q F
G
G
G G
+ = ,
dove q e la carica elementare e v la velocita di movimento delle cariche
elettriche. L`insieme di tutte queste equazioni permette l`interpretazione Iisica di
qualsiasi Ienomeno statico o dinamico di interazione tra le cariche elettriche ed i
campi elettrici e magnetici, sulla base delle leggi Iondamentali della meccanica.
Le quattro equazioni di Maxwell possono, inoltre, essere espresse in Iorma
integrale, Iacendo riIerimento al Ilusso ed alla circuitazione del campo elettrico
e di quello magnetico:
133
Teorema di Gauss per il campo elettrico:
}
c

=
SUP 0
L
S d E
G G
,
Teorema di Gauss per il campo magnetico:
}
=
SUP
0 S d B
G G
,
Legge di Faraday:
}
c
u c
=
A
A
G G
t
d E
B
,
Legge di Ampere Maxwell:
}
=
A
A
G
TOT o
I d B .
Le equazioni integrali relative ai vettori ausiliari sono:
}
}
c
u c
+ =
=
A
A
G G
G G
t
I d H
q S d D
D
L
SUP
L
.
InIine, le equazioni di Maxwell in Iorma diIIerenziale relative allo spazio vuoto
sono:
0 B
0 E
= V
= V
G
G
;
t
E
B
t
B
E
0 0
c
c
c = V
c
c
= V
G
G
G
G
.
Flusso di potenza
134
L`unita di misura del campo elettrico E
G
e V/m, quella del campo magnetico H
G
e A/m, se si esegue il prodotto, scalare o vettoriale, si ottiene una quantita,
scalare o vettoriale, la cui dimensione e quella di una densita di potenza, ossia
W/m
2
. di particolare interesse e l`esito del prodotto vettoriale tra campo elettrico
e magnetico, il cui risultato e una grandezza che prende il nome di Jettore di
Povnting:
H E P
G G G
= .
Utilizzando alcune identita tra vettori e possibile dimostrare la validita della
seguente relazione:
} } }

\
|
|
|
.
|
c
c
+
c
c
+ =
S V V
dV
t
B
H
t
D
E dV J E S d P
G
G
G
G G G G
.
il termine al primo membro rappresenta il Ilusso netto entrante del vettore P
G
nel
volume V; il primo termine al secondo membro rappresenta la dissipazione di
potenza all`interno del volume V; il secondo termine al secondo membro
rappresenta la variazione temporale dell`energia immagazzinata all`interno del
volume V.
bisogna precisare che il vettore di Poynting, prima deIinito, rappresenta una
poten:a istantanea. Nel caso di regime sinusoidale permanente e opportuno
considerare la poten:a media, di conseguenza per determinare il Ilusso medio di
potenza si deIinisce il fasore del vettore di Povnting:
135

= H E P
G G G
,
dove E
G
e il Iasore del campo elettrico, mentre

H
G
e il complesso coniugato del
Iasore del campo magnetico.
La densita di potenza media si ottiene attraverso la seguente relazione:
^ `
*
media
H E Re
2
1
P
G G G
=

2
m
W
.
Relazioni costitutive
Le equazioni di Maxwell non sono suIIicienti per la determinazione di tutte le
incognite che generalmente sono presenti in un problema di campi
elettromagnetici, queste incognite sono in tutto dodici, precisamente sono le
quattro componenti dei vettori B , H , D , E
G G G G
. Tra l`altro, in quelle equazioni non
compaiono, in modo esplicito, le proprieta del me::o in esame, queste proprieta
sono rappresentate dai seguenti parametri:
o: conduttivita, misurata in S/m, equivalente ad una conduttivita per unita di
lunghezza;
c: permettivita, misurata in F/m, equivalente ad una capacita per unita di
lunghezza;
: permeabilita, misurata in H/m, equivalente ad una induttanza per unita di
lunghezza.
136
Questi parametri, che, in generale, sono dei tensori, cioe delle matrici,
compaiono nelle rela:ioni costitutive, le quali legano tra loro i quattro campi e la
densita totale di corrente J
G
, esse sono:
. H B
; E D
; E J
G G
G G
G G
=
c =
o =
Dato un qualsiasi problema di campi elettromagnetici, il primo passo da
compiere e ricavare le espressioni dei parametri o,c e per il mezzo o i mezzi
considerati, dopo si puo passare alla soluzione del sistema costituito dalle
equazioni di Maxwell.
E` importante osservare che le relazioni costitutive prima elencate, pur avendo
una Iorma estremamente semplice, derivano da considerazioni piuttosto
complesse. Senza scendere nei dettagli, di seguito sono riassunte,
sommariamente, le situazioni tipiche che possono capitare:
- un mezzo per il quale i parametri o, c e sono costanti di valore noto, si dice
lineare, omogeneo ed isotropo;
- un mezzo e non lineare quando D
G
e Iunzione del campo E
G
, quando B
G
e
Iunzione di H
G
e/o quando J
G
e Iunzione di E
G
. Un materiale ferromagnetico e
un esempio di mezzo non lineare, per esso risulta che il modulo di B
G
e legato
al modulo di H
G
attraverso la curva di isteresi, essa e una curva non lineare. In
termini di parametri caratteristici del mezzo, un mezzo e non lineare quando
risulta: c c(E), (H) e/o o o(E);
137
- un me::o non omogeneo e tale quando i parametri del mezzo sono Iunzione
della posizione, cioe c c(x,y,z), (x,y,z) e/o o o(x,y,z). esempi di
mezzi non omogenei sono i conduttori con isolante dielettrico oppure i circuiti
stampati, nei quali il campo elettrico che si genera si trova in parte in aria,
dove c c
0
ed in parte nel materiale isolante, dove c c
r
c
0
;
- un me::o anisotropo e tale quando c, e/o o sono delle matrici, per cui il
campo E
G
non e parallelo al campo D
G
oppure il campo B
G
non e parallelo ad
H
G
oppure J
G
non e parallela ad E
G
. Esempio tipico sono le ferriti.
138
2.3 Trasformata di Fourier
Si consideri una Iunzione x(t) appartenete ad L
2
e .. Si considerino inoltre le
seguenti relazioni:
> @ ) ( X dt e ) t ( x ) t ( x
t j
e = =
}
+

e
* , > @ ) t ( x d e ) ( X
2
1
) ( X
t j
= e e
t
= e
}
+

e
* .
La Iunzione X(&) e la trasformata di Fourier della Iunzione x(t). La prima delle
precedenti relazioni e detta Iormula di trasIormazione, mentre la seconda e nota
come Iormula di antitrasIormazione. In alternativa alla variabile &, detta
pulsazione, e possibile utilizzare la variabile t e = 2 / I , detta Irequenza. In tal
caso, le Iormule precedenti diventano:
}
+

t
= dt e ) t ( x ) I ( X
It 2 j
,
}
+

t
= dI e ) I ( X ) t ( x
It 2 j
.
Calcoliamo a titolo di esempio la trasIormata di Fourier di alcune Iunzioni:
ESEMPIO:
) t ( u e ) t ( x
t o
=
e + o
= = = e
} }
+
e o
+

e o
j
1
dt e e dt e ) t ( u e ) ( X
0
t j t t j t
139
- 5 0 - 2 5 0 2 5 5 0
0
0 . 1
0 . 2
0 . 3
0 . 4
0 . 5
e
|
X
(
e
)
|
- 5 0 - 2 5 0 2 5 5 0
- 2
- 1 . 5
- 1
- 0 . 5
0
0 . 5
1
1 . 5
2
e
X
( e
)
0 1 2 3 4 5
0
0 . 1
0 . 2
0 . 3
0 . 4
0 . 5
0 . 6
0 . 7
0 . 8
0 . 9
1
t
x
(
t
)
ESEMPIO:
2
t
e ) t ( x
t
= (segnale gaussiano)

2 2 2 2 2
I
1
jI t I I t I 2 j t I t I 2 j t t j t
e dt e e dt e e dt e dt e e ) ( X
t
+

+ t t
+

+ t t
+

+ t
+

e t
= = = = = e
} } } }

Pertanto la trasIormata di Fourier di un segnale gaussiano e ancora una
gaussiana!
E importante osservare che l`integrale delle Iormula di antitrasIormazione va
inteso a valor principale secondo Cauchy, ovvero come:
}
o
o
e
o
o
e e
t
= d e ) ( X
2
1
lim ) t ( x
t j
.
Il suddetto integrale converge ad x(t) nei punti in cui tale Iunzione e continua, ed
a
2
) t ( x ) t ( x
+
+
nei punti in cui x(t) e discontinua.
140
Inoltre, se si studia la Iunzione x
1
(t) nelle vicinanze di un punto t
0
in cui la
Iunzione x(t) e discontinua, si osserva che essa oscilla rapidamente,
discostandosi da x(t). Al crescere di 1 le oscillazioni si addensano in un intorno
sempre piu stretto di t
0
, ma non possono mai essere eliminate del tutto.
ESEMPIO
|
.
|

\
|
H =
a
t
) t ( x (Iinestra rettangolare di ampiezza 2a)

e
e
= = H = e
} }

e
+

e
a
a sin
a 2 dt e dt e a / t ) ( X
a
a
t j t j
} }
+

e
+

e
o
e
e
e
t
= e
e
e
t
= d e
a sin 1
d e
a
a sin
a 2
2
1
) t ( x
t j t j
Con qualche passaggio si trova:
> @ > @ ^ ` a t Si a t Si
1
) t ( x o + o
t
=
o
,
dove
}
t
t
t
=
t
0
d
sin
) t ( Si e il seno integrale.
L`andamento della Iunzioni x(t) ed x
1
(t) e qualitativamente indicato mostrato in
Iigura sottostante. Si osserva come l`oscillazione sia piu accentuata nei punti di
discontinuita. Cio e noto come fenomeno di Gibbs.
1
a a
x(t)
t
141
-10 -8 -6 -4 -2 0 2 4 6 8 10
-0.2
0
0.2
0.4
0.6
0.8
1
1.2
- a a
x(t ) x
o
(t)
AIIinche una Iunzione x(t) sia trasIormabile secondo Fourier, deve godere di
due proprieta:
1. energia Iinita (ovvero < =
}
+

dt ) t ( x
2
);
2. variazione limitata (ovvero Iunzione limitata e numero di oscillazioni limitato
in ogni intervallo).
Per le Iunzioni che non soddisIano queste due proprieta (come ad esempio le
Iunzioni periodiche) possiamo considerare la trasformata di Fourier al limite.
Consideriamo ad esempio una Iunzione p(t) ad energia non Iinita: ad essa e
associabile una sequenza di Iunzioni
2
t
e ) t ( p ) t ( p
o
o
= , ognuna dotata di
trasIormata di Fourier P
.
(&). Facendo tendere . a 0, la sequenza delle
trasIormate tende alla trasIormata della Iunzione di partenza.
142
ESEMPIO

<
>
= =
0 t 1
0 t 1
) t sgn( ) t ( x (segnale non trasIormabile perche ad
energia inIinita)
) t sgn( e ) t ( x
t a
a

= ,
e +
+
e
= e
j a
1
j a
1
) ( X
a
e
= e = e

j
2
) ( X lim ) ( X
a
0 a
Proprieta di simmetria della trasIormata di Fourier
In generale la Iunzione I(t) e la sua trasIormata F(&) sono Iunzioni complesse,
ovvero:
) t ( I j ) t ( I ) t ( I
2 1
+ = , ) ( jX ) ( R ) ( F e + e = e .
Sostituendo nelle Iormule di trasIormazione ad antitrasIormazione si ricava che:
> @
}
+

e + e = e dt t sin ) t ( I t cos ) t ( I ) ( R
2 1
,
> @
}
+

e e = e dt t sin ) t ( I t cos ) t ( I ) ( X
1 2
,
> @
}
+

e e e e e
t
= d t sin ) ( X t cos ) ( R
2
1
) t ( I
1
,
143
> @
}
+

e e e + e e
t
= d t cos ) ( X t sin ) ( R
2
1
) t ( I
2
.
Se I(t) e reale, le relazioni precedenti si riducono a:
}
+

e = e dt t cos ) t ( I ) ( R
1
,
}
+

e = e dt t sin ) t ( I ) ( X
1
.
Si trova che ) ( R ) ( R e = e ed ) ( X ) ( X e = e , e cioe ) ( F ) ( * F e = e : pertanto
la la trasIormata di una Iunzione reale e hermitiana. Se poi I(t) e una Iunzione
pari, la sua trasIormata sara reale ed anch`essa pari.
} }
+ +

e = e = e = e
0
dt t cos ) t ( I 2 dt t cos ) t ( I ) ( R ) ( F .
Se invece I(t) e dispari, la sua trasIormata sara puramente immaginaria e dispari,
e data dalla relazione:
} }
+ +

e = e = e = e
0
dt t sin ) t ( I j 2 dt t sin ) t ( I j ) ( jX ) ( F .
Consideriamo ancora Iunzioni reali:
144
> @ ) ( * F ) ( F dt e ) t ( I dt e ) t ( I ) t ( I
t j t j
e = e = = =
} }
+

e
+

e
* .
Inoltre, essendo I(t) reale, si ha ) ( jX ) ( R ) ( F e e = e . Pertanto abbiamo:
) ( jX ) ( R ) t ( I
) ( jX ) ( R ) t ( I
e e
e + e
*
*
.
Indicando con I
c
(t) ed I
o
(t) la parte pari e dispari della Iunzione I(t), ovvero:
2
) t ( I ) t ( I
) t ( I
c
+
= ,
2
) t ( I ) t ( I
) t ( I
o

= ,
si ottengono, per quanto detto, Iacilmente le seguenti relazioni:
) ( jX ) t ( I
) ( R ) t ( I
o
c
e
e
*
*
Ora, se I(t) e causale (cioe nella per t 0), allora si ha, ovviamente:
) t ( I 2 ) t ( I 2 ) t ( I
o e
= = per t ~ 0
145
Pertanto la trasIormata di una Iunzione reale e causale puo e essere determinata
univocamente solo da R(&) o da X(&):
} }

e e e
t
= e e e
t
= e
0 0
d t sin ) ( X
2
d t cos ) ( R
2
) ( I
Proprieta della trasIormata di Fourier
A seguito, sono riportate alcune proprieta Iondamentali della trasIormata di
Fourier.
- Linearita
> @ > @ > @ ) t ( x A ) t ( x A ) t ( x A ) t ( x A
2 2 1 1 2 2 1 1
* * * + = +
- Convoluzione
) ( Y ) ( X
2
1
) t ( y ) t ( x
) ( Y ) ( X ) t ( y ) t ( x
e e
t

e e
*
*
146
- Simmetria Dualita
) ( x 2 ) t ( X
) ( X ) t ( x
e t
e
*
*
- Coniugazione
) ( * X ) t ( * x e
*
Per Iunzioni reali, ) t ( x ) t ( * x = e quindi ) ( X ) ( * X e = e , cioe la trasIormata e
hermitiana, come gia sapevamo.
- Cambiamento di segno
) ( X ) t ( x e
*
Per Iunzioni reali ) ( * X ) ( X ) t ( x e = e
*
- Cambiamento di scala
|
.
|

\
|
o
e
o
o X
1
) t ( x
*
147
- Ritardo
) ( X e ) t ( x
j
e o
eo *
- Modulazione
) ( X e ) t ( x
0
t j
0
e e
e *
da cui discende
> @ ) ( X ) ( X
2
1
t cos ) t ( x
0 0 0
e + e + e e e
*
.
- Derivazione
) ( X j ) t ( x
dt
d
n
n
n
e e
*
- Moltiplicazione
) ( X
d
d
j ) t ( x t
n
n
n n
e
e

*
148
- Integrazione
} }

+

t t = = t t =
t
d ) ( x ) t ( u ) t ( x d ) t ( u ) t ( x ) t ( y
> @ ) ( ) 0 ( X
j
) ( X
j
1
) ( ) ( X ) t ( y e o t +
e
e
=
|
|
.
|

\
|
e
+ e to e = *
Applichiamo queste proprieta in alcuni esempi.
ESEMPIO
|
.
|

\
|
t
H =
t
) t ( x
et
et
t = e
sin
2 ) ( X
t
t sin
t 2 ) t ( X
e
e
=
Applicando la proprieta di dualita:
> @
|
.
|

\
|
t
e
H t =
|
.
|

\
|
t
e
H t = e t = 2 2 ) ( x 2 ) t ( X *
ESEMPIO
149
t cos
t
A ) t ( x
0
e
|
.
|

\
|
t
H = (impulso a radioIrequenza)
Applicando la proprieta di modulazione:
> @



t e + e
t e + e
t +
t e e
t e e
t =
0
0
0
0
sin
A
sin
A ) t ( x *
ESEMPIO
) t ( u e t ) t ( x
t n o
=
> @
e + o
=
o
j
1
) t ( u e
t
*
> @

1 n n
n
n t n
j
! n
j
1
j ) t ( u e t
+
o
e + o
=
e + o oe
o
= *
Relazioni globali Ira i domini
Si intende calcolare l`area di x(t) essendo nota la X(&)
, X(0) , ) X( , dt e x(t) dt x(t)
0 0
t j
= e = =
= e
+

= e
e
+

} }
150
dualmente risulta
. x(0) 2 d ) X( x(0) d ) X(
2
1
t = e e = e e
t
} }
+

+

Teorema dei momenti
}
+

= , dt x(t) t m
n
n
Si puo dimostrare che

, 0 X j m
n n
n
=

, 0 X j dt , e x(t) t dt x(t) t m
n n
0
t j n n
n
= = =
} }
+

= e
e
+

con m
1
pendenza ed m
2
curvatura.
Baricentro


.
0 X
0 X
j
m
m
'
0
1
= = q
Se il segnale e reale
151
, ) 0 ( ' = q
inIatti se x(t) e reale ,X(&), risulta pari mentre ) ( X e Z e dispari.
^ `
, ) 0 ( j ) 0 ( X ) 0 ( X j ) 0 ( X ,
e ) 0 ( X j ) 0 ( X , e ) 0 ( X , e ) ( X ,
d
d
) 0 ( X
'
) 0 ( X j ) 0 ( X j
0
) ( X j '
= Z =
= Z + = e
e
=
Z Z
= e
e Z
per cui
. ) 0 ( '
) 0 ( X
) 0 ( ' X
j = = q
Relazioni Ira durata e banda
Prima di deIinire le relazioni tra durata e banda, in seguito saranno prima
introdotte alcune grandezze caratteristiche:
durata equivalente
.
) 0 ( x
dt ) t ( x
d
eq
}
+

=
152
banda equivalente
,
) 0 ( X
d ) ( X
W
eq
}
+

e e
=
,
W
2
d ) ( X
2
1
) 0 ( X
) 0 ( x
dt ) t ( x
d
eq
eq
t
=
e e
t
= =
}
}
+

+

dunque risulta che
, 2 W d
eq eq
t =
e ugualmente
, 1 B d
eq eq
=
essendo B
eq
la banda equivalente rispetto alla Irequenza e non rispetto alla
pulsazione &.
E evidente che la deIinizione data di durata equivalente non e valida se il
segnale non e centrato nell`origine oppure e periodico.
Si consideri un segnale x(t) strettamente limitato in banda, cioe
153
X(&) 0 per ,&, ~ ,
si vuole determinare la variazione nel tempo di questo segnale.
La variazione di x(t) nell`intervallo (t
1
, t
2
) e
, d e e ) ( X
2
1
d e e ) ( X
2
1
) t ( x ) t ( x
1 2 1 2
t j t j t j t j
1 2 } }
O
O
e e
O
O
e e
e e
t
s e e
t
=
poiche risulta
, t t (
2
t t
sen 2 e e e e e
1 2
1 2 2
t t
j
2
t t
j
2
t t
j
t j t j
1 2 1 2 1 2
1 2
e s
|
.
|

\
|
+
e = =
+
e
+
e
+
e
e e
si ha
. d ) ( X
2
d ) ( X
2
1
t t
) t ( x ) t ( x
1 2
1 2
} }
O
O
O
O
e e
t
O
s e e e
t
s

Il primo membro rappresenta la variazione relativa del segnale x(t)


nell`intervallo (t
1
, t
2
). Si osserva che essa e proporzionale alla larghezza di banda
del segnale. L`andamento di un segnale sara, quindi, tanto piu dolce quanto
piu stretta e la sua banda, viceversa, perche un segnale possa avere brusche
variazioni e necessario che la sua banda sia larga.
154
Si consideri, ora, un segnale x(t) ad energia Iinita, deIinito nell`intervallo

2
T
,
2
T
cioe un segnale strettamente limitato nel tempo. Si vuole capire se lo
spettro del segnale considerato possa essere strettamente limitato anche in
banda, cioe se esiste una pulsazione per la quale H(&) 0 per ,&, ~ .
Per esaminare tale problematica si osservi che il segnale x(t) puo essere
considerato come il prodotto di due segnali
, ) t ( z ) t ( ' x ) t ( x = con ,
altrove 0
2
T
,
2
T
t 1
) t ( z

e
=
mentre x`(t) coincide con x(t) nell`intervallo

2
T
,
2
T
ed ha andamento
qualunque altrove.
Lo spettro di x(t) sara dato da
.
2
T
2
T
sen
T ) ( ' X
2
1
) ( Z ) ( ' X
2
1
) ( X
e
e
e
t
= e e
t
= e
Poiche Z(&) e illimitato in Irequenza, per una proprieta del prodotto di
convoluzione anche X(&) sara illimitato in Irequenza e, dunque, si puo
aIIermare che ogni segnale strettamente limitato nel tempo non puo essere
strettamente limitato in banda. Analogamente, e possibile dimostrare la
155
proposizione inversa: ogni segnale strettamente limitato in banda non puo essere
strettamente limitato nel tempo, cioe deve avere durata Iinita.
Un`altra importante relazione che lega il comportamento del segnale x(t) al suo
spettro X(&) si ottiene supponendo di alterare per un Iattore k ~ 0 la scala dei
tempi, ottenendo il segnale
, ) kt ( x ) t ( y =
lo spettro di tale segnale vale
,
k
X
, k ,
1
) ( Y
|
.
|

\
|
e
= e
si osserva che la scala della Irequenza e anch`essa alterata di un Iattore .
k
1
Cio
signiIica che un`espansione della scala dei tempi comporta una contrazione della
scala della Irequenze e viceversa.
2.4 Equazioni di Maxwell nel dominio della frequenza
Premesso quanto esposto nel paragraIo precedente sulla trasIormata di Fourier, e
evidente che, applicata alle equazioni di Maxwell, avra l`eIIetto di algebrizzare
le derivate rispetto al tempo. Cio consente, in molte applicazioni, di trovare una
soluzione del problema piu agevolmente.
156
Ovviamente le dimensioni delle grandezze nel dominio della Irequenza sono
uguali a quelle nel dominio del tempo, moltiplicate per l`unita di misura del
tempo.
Riportiamo di seguito le equazioni di Maxwell nel dominio della Irequenza:
Teorema di Gauss per il campo elettrico:

0
L
, P
, P E
c
e
= e V
G
G G
Teorema di Gauss per il campo magnetico: 0 , P B = e V
G G
Legge di Faraday: e e = e V , P B j , P E
G G G G
Legge di Ampere Maxwell: e e + e = e V , P D j , P J , P H
L
G G G G G
Equazione di continuita: e e = e V , P j , P J
G G G
2.5 Equazioni di Maxwell nel dominio del numero d`onda
Cosi come e possibile trasIormare applicare la trasIormata di Fourier rispetto al
tempo, analogamente si puo procedere rispetto allo spazio, passando al dominio
del numero donda. Nel dominio delle Irequenza e del numero d`onda tutte le
operazioni di derivazione sono algebrizzate. Ovviamente, per tornare nello
spazio e nel tempo sara necessario antitrasIormare piu volte.
Riportiamo di seguito le equazioni di Maxwell nel dominio della Irequenza:
157
Teorema di Gauss per il campo elettrico:

0
L
, k
, k E k j
c
e
= e
G
G G G
Teorema di Gauss per il campo magnetico: 0 , k B k = e
G G G
Legge di Faraday: e e = e , k B j , k E k j
G G G G G
Legge di Ampere Maxwell: e e + e = e , k D j , k J , k H k j
L
G G G G G G
Equazione di continuita: e e = e , k j , k J k j
G G G G
2.6 Equazioni di Maxwell per sorgenti sinusoidali
In generale, i vettori di campo possono avere una dipendenza arbitraria dal
tempo. D`altra parte, spesso, si aIIrontano problemi di campi elettromagnetici in
cui si e instaurato un regime sinusoidale permanente, dovuto al Iatto che le
sorgenti dei campi sono di tipo sinusoidale, isoIrequenziale, e che si e in una
condizione in cui si possono ritenere esauriti tutti i possibili Ienomeni transitori.
In questi casi, le equazioni di Maxwell possono essere espresse, senza perdere di
generalita, con riIerimento a sorgenti la cui variazione temporale e di tipo
sinusoidale
t j
e
e
:
158
. H B
, E D
, E J
, D
, 0 B
, v E J D j H
, B j E
e
0
G G
G G
G G
G
G
G
G G G
G G
=
c =
o =
= V
= V
+ o + + e = V
e = V
Se il mezzo considerato e privo i sorgenti, si ha un ulteriore sempliIicazione
delle relazioni:
. 0 D
, 0 B
, E j H
, H j E
= V
= V
cc = V
e = V
G
G
G H
G G
In queste equazioni, le grandezze che compaiono sono sia dei vettori, nel senso
che presentano tre componenti nelle tre direzioni del sistema di riIerimento
Iissato, e sia dei fasori, nel senso che ciascuna componente puo presentare una
propria Iase, oltre ad un proprio modulo, e non necessariamente le Iasi delle
varie componenti sono uguali. Per meglio comprendere il concetto, si consideri,
ad esempio, il fasore/vettore associato al campo elettrico:
z , y , x E z , y , x E z , y , x E z , y , x E
Z Y X
G G G G
+ + = .
Il fasore/vettore e dato dalla somma di tre componenti, una per ciascuna
direzione di riIerimento. La generica componente e a sua volta un fasore/vettore,
159
che, percio, si puo esprimere come il prodotto tra un versore, che ne indica
direzione e verso, un modulo ed una Iase. Ad esempio, considerando la
componente lungo l`asse x, si puo scrivere:

z , y , x j
X X X X x
X
e z , y , x M a a z , y , x E z , y , x E
u
= =
G G
G
.
Per ottenere l`espressione nel dominio del tempo, ossia la grandezza sinusoidale
associata al Iasore/vettore, bisogna applicare la formula di antitrasforma:ione: si
deve, cioe, moltiplicare il Iasore/vettore per
t j
e
e
, dove e e la pulsazione di
lavoro, e poi applicare l`operatore parte reale:
^ `

^ `


^ ` . t z , y , x cos z , y , x M a e e Re z , y , x M a
e e z , y , x M a Re e z , y , x E Re t , z , y , x E
X X X
t j z , y , x j
X x
t j z , y , x j
X X
t j
X X
X
X
e + u = =
= = =
e u
e u e
G G
G
G G
2.7 Condizioni al contorno
Le equazioni di Maxwell sono equazioni diIIerenziali alle derivate parziali,
quindi hanno inIinite soluzioni. Per ottenere, tra queste inIinite soluzioni, quella
relativa alla particolare situazione in cui si opera, e necessario speciIicare le
condi:ioni al contorno del problema in esame. Si considerino, allora, due mezzi
posti in contatto tra di loro e caratterizzati ciascuno da una terna (o, c, ) di
valori Iiniti e reali, rispettivamente, della conduttivita, della permettivita e della
permeabilita; Figura 2.4:
160
Figura 2.4: Condizioni al contorno di due mezzi in contatto tra loro.
In particolare, si supponga, che il mezzo 2 sia un conduttore perIetto, cioe per il
quale risulta o2, e inoltre che il mezzo 1 sia dielettrico. Si puo dimostrare,
allora, che le condizioni al contorno sono le seguenti:
, D n
, 0 B n
, 0 E n
, J H n
S
S
=
=
=
=
G
G
G
G
G
G
G G
G
dove la normale n
G
punta dalla superIicie conduttrice entro il dielettrico. InIine, a
prescindere dalla natura dei due mezzi, si ricordi, ancora, che deve essere
sempre veriIicata la continuita del campo elettrico tangenziale e del campo
magnetico tangenziale all`interIaccia tra due mezzi, quale che sia la natura di
questi ultimi.