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Setacciando numeri e parole

II Circolo Didattico di Quarrata Scuola Primaria di Valenzatico Classe V Anno Scolastico 2008/2009 Insegnanti: Cipriani Michela Fattori Annalisa Marino Monia DESTINATARI Classe V (21 alunni)

OBIETTIVI Ascoltare e comprendere. Cooperare allinterno di un gruppo. Interagire e collaborare in maniera costruttiva per realizzare obiettivi comuni valorizzando la diversit. Raccontare con parole appropriate le esperienze fatte in diversi contesti e i percorsi di soluzione. Acquisire la consapevolezza della diversit di significato tra termini usati nel linguaggio comune e quelli del linguaggio specifico. Comprendere e utilizzare il significato di parole e termini specifici legati alle discipline di studio utilizzando il dizionario come strumento di consultazione. Riconoscere analogie e differenze in contesti vari. Individuare strategie per risolvere situazioni problematiche. Conoscere la divisione con resto fra numeri naturali. Individuare multipli e divisori di un numero. Comprendere le informazioni essenziali di istruzioni per lesecuzione di compiti. Realizzare testi collettivi per fare resoconti di esperienze scolastiche ed illustrare procedimenti per fare qualcosa. Riconoscere e denominare le principali parti del discorso e gli elementi basilari di una frase. Conoscere i principali meccanismi di formazione e derivazione delle parole. Comprendere le principali relazioni tra le parole sul piano dei significati. Rappresentare oggetti e processi con disegni e modelli. Utilizzare le Tecnologie dellInformazione e della Comunicazione nel proprio lavoro

DESCRIZIONE ESSENZIALE DELLESPERIENZA Acquisire il concetto di numero primo attraverso unesperienza motivante. Sperimentare forme di tutoraggio con gli alunni delle classi III. Risolvere situazioni problematiche individuando strategie adeguate. Approfondire il concetto di multiplo e di divisore. Scoprire attraverso la tabulazione di dati numerici i criteri di divisibilit. Conoscere attraverso lo studio della storia le modalit di individuazione dei numeri primi: Eratostene e il crivello. Costruire un nostro crivello di Eratostene per individuare i numeri primi da 1 a 100. Rielaborare le scoperte fatte in modo tale da renderle accessibili ai bambini delle classi III. Scrivere testi di vario tipo per socializzare le esperienze fatte. Formulare ipotesi riguardo allesistenza di parole prime. Individuare parole con caratteristiche simili ai numeri primi. Costruire giochi linguistici utilizzando come modello il crivello di Eratostene. Utilizzare le frasi scelte per i giochi del crivello linguistico come testi secchi a cui aggiungere dati numerici, domande, parole-chiave e creare cos testi arricchiti.

IL 23: CHE PROBLEMA! . Allinizio dellanno scolastico i bambini di terza sono venuti da noi per porci il seguente problema: siccome si dovevano dividere in gruppo per fare un lavoro e dato che la loro classe composta da ventitr alunni non sapevano come fare a dividersi in modo tale che ogni gruppo fosse formato dallo stesso numero di bambini. Ci hanno spiegato che hanno provato a dividersi in gruppi da due, quattro, sei giungendo alla conclusione che il numero ventitr non divisibile per nessun numero tranne che per uno e per se stesso. La loro richiesta finale stata quella di scoprire che tipo di numero fosse il ventitr e se esistono altri numeri come questo.

IL NOSTRO PRIMO TENTAVIVO DI RISPOSTA. Due nostre compagne, Arianna e Francesca B., hanno cercato informazioni su internet scoprendo che esistono altri numeri come ventitr.

LE CURIOSITA SCATURITE DA QUESTA SCOPERTA. Questa nostra ricerca ci ha stimolato ad approfondire largomento perch volevamo: scoprire il nome di questi numeri; capire in che modo potevamo riconoscerli; riflettere su questi numeri perch fino ad allora li avevamo usati inconsapevolmente. PER SODDISFARE LE NOSTRE CURIOSITA ABBIAMO SENTITO LESIGENZA DI APPROFONDIRE il concetto di multiplo che fino a quel momento avevamo utilizzato inconsapevolmente; il concetto di divisore che avevamo utilizzato anchesso in modo inconsapevole; I MULTIPLI. Il nostro lavoro sui multipli iniziato quando la maestra ci ha chiesto cosa ci ricordava la parola MULTIPLO. Noi abbiamo risposto che ci faceva venire in mente loperazione della moltiplicazione. Cos la maestra ci ha spiegato che la parola multiplo significa MOLTE VOLTE e quindi, non ci stato difficile capire che il multiplo di un numero quello che lo contiene esattamente senza resto. Tabella che abbiamo costruito per confrontare alcuni numeri ed i loro divisori:

I DIVISORI. Il nostro lavoro sui divisori scaturito dalla scoperta dei multipli; infatti, soffermandoci sul significato della parola divisore, abbiamo scoperto che la sua definizione era opposta a quella di multiplo. Cos abbiamo concluso che un numero divisore di un altro quando contenuto in esso esattamente.

ESERCITANDOCI Esercitandoci sulla ricerca dei divisori di alcuni numeri abbiamo deciso di costruire una tabella per confrontare i diversi divisori. Ecco quali sono state le nostre conclusioni: tutti i numeri sono divisibili per uno; tutti i numeri sono divisibili per se stessi; tutti i numeri pari sono divisibili per due; un numero divisibile per tre quando la somma delle sue cifre tre o un multiplo di esso; un numero divisibile per cinque quando la sua ultima cifra cinque o zero; un numero divisibile per nove quando sommando le sue cifre si ottiene nove o un suo multiplo; un numero divisibile per dieci quando termina con lo zero. A questo punto abbiamo scoperto I CRITERI DI DIVISIBILITA e ci siamo esercitati a cercare i numeri divisibili per due, tre, cinque, nove, dieci compresi nellintervallo tra cento e duecento. Questo lavoro ci ha permesso di capire come riconoscere questi numeri la cui particolarit quella di essere divisibili soltanto per uno e per se stessi.

ERATOSTENE: IL PRIMO CERVELLO MATEMATICO CHE HA RIFLETTUTO SUI NUMERI COME IL 23. Proprio quando volevamo dare una risposta alle nostre ultime due curiosit (come si chiamavano quei numeri e luso consapevole di essi) durante le lezioni di storia abbiamo sentito parlare di un filosofo e matematico greco: Eratostene. La maestra ci ha parlato di questo matematico greco dicendoci che venticinque secoli fa dirigeva la mitica biblioteca di Alessandria e che, forse, da quei libri aveva acquisito una grande sapienza grazie alla quale ha inventato un gioco matematico: il crivello , che ci avrebbe aiutati a rispondere alle nostre ultime domande. Dopo che la maestra ha costruito al computer una tabella con scritti i numeri da uno a cento, ce lha fotocopiata su carta lucida e, dopo averlo fatto, ne ha distribuite tre a ciascuno di noi. Successivamente abbiamo osservato la prima tabella sulla quale abbiamo colorato i multipli di due tranne questultimo, abbiamo fatto lo stesso lavoro anche sulle altre tabelle colorando i multipli di tre e di cinque. A questo punto, sovrapponendo le tabelle colorate abbiamo notato che avevamo commesso un errore: non avevamo considerato i multipli di sette. Cos li abbiamo barrati a lapis sulla prima tabella.

CONCLUSIONI Ecco alcune delle considerazioni fatte alla fine del gioco: sovrapponendo le tabelle abbiamo trovato dei numeri non colorati, che erano presenti in tutte le tabelle; i multipli di sette non erano stati tutti colorati perch alcuni non erano anche multipli di due, di tre e di cinque; i multipli di nove erano tutti colorati perch i suoi multipli sono anche multipli di tre. Dopo queste scoperte abbiamo stabilito che nellintervallo tra uno e cento, i numeri che non sono multipli di due, tre, cinque, sette e nove, cio quelli bianchi, sono numeri PRIMI cio numeri divisibili per uno e per se stessi come il ventitr. CURIOSITA! Dopo Eratostene, Euclide cerc di quantificare i numeri primi, concludendo che sono un numero infinito e con una strana distribuzione: sono di pi vicino allo zero e poi sono pi radi.

NEI PANNI DEI BAMBINI DI TERZA QUANTI PROBLEMI! Il primo problema che ci siamo posti stato quello di semplificare il lavoro che avevamo fatto per i bambini di terza ipotizzando le difficolt che avrebbero potuto incontrare. Ecco quali sono stati i nodi da sciogliere: inquadrare storicamente Eratostene (poich erano ancora allinizio del programma di storia); far conoscere il significato della parola crivello e la funzione di questo oggetto; far conoscere lesistenza dei numeri primi; cercare una strategia che potesse sostituire luso dei multipli. Abbiamo deciso di risolvere i problemi che ci siamo posti in questo modo: scrivere poche e semplici notizie su Eratostene; costruire un semplice crivello (setaccio) per farglielo visualizzare; proporre loro il gioco del crivello facendo usare le numerazioni (per due per tre) anzich i multipli.

In seguito ci siamo divisi in cinque gruppi assegnando ad ognuno di questi un compito: un gruppo si sarebbe occupato della costruzione del crivello, un altro avrebbe lavorato sulla stesura della lettera di presentazione del lavoro, un altro ancora avrebbe scritto notizie su Eratostene, il quarto gruppo avrebbe prodotto un testo regolativo per spiegare come fare a costruire il crivello e lultimo si sarebbe occupato della costruzione delle buste nelle quali sarebbero state inserite le lettere da consegnare ai nostri compagni di classe terza. Alla fine di questo lavoro abbiamo consegnato loro il materiale.

ALCUNE SETTIMANE DOPO ECCO LE SCOPERTE FATTE DAI BAMBINI DELLA CLASSE TERZA Abbiamo scoperto i numeri come il 23, i numeri primi entro il 100: 2 3 5 7 11 13 17 19 23 29 31 37 41 43 47 53 59 61 67 71 73 79 83 89 97 . Analizziamo attentamente il crivello e le varie tabelle.

LE SCOPERTE 1- I numeri primi che abbiamo trovato sono tutti dispari, escluso il 2. 2- Nella tabella dei multipli del 2: i numeri colorati sono disposti a colonne; tra un numero e laltro nelle colonne la differenza di una decina; i numeri sono pari e alle unit hanno 2 4- 6- 8 0; ora sappiamo che tutti i numeri pari sono multipli del 2 e divisibili. 3- Nella tabella dei multipli del 3: i numeri colorati sono sia pari che dispari; sono disposti in diagonale; in ogni diagonale ogni numero successivo ad un altro diminuisce di una unit e aumenta di una decina; la differenza tra un numero e laltro 9, che multiplo di 3; con questa scoperta possiamo numerare velocemente per 9; in ogni diagonale la somma delle cifre di ciascun numero 3 o un suo multiplo; questo ci permette di scoprire numeri multipli di 3 pi grandi di 100; 4- Nella tabella dei multipli del 5: ci sono solo 2 colonne ; nella prima tutti i numeri terminano per 5, nella seconda per 0; Tutti i numeri tondi della seconda colonna sono anche divisibili per 2.

5- Osservando tutte le tabelle in controluce, si vede che non c nemmeno un numero che ha tutti e 4 i colori; ci sono numeri che hanno 3 colori e questo vuol dire che hanno 3 divisori primi oltre se stesso e 1, altri numeri che hanno 2 colori , altri ancora un solo colore. 6- Nella tabella dei multipli del 7 non abbiamo fatto scoperte.

Setacciando parole
PUO IL CRIVELLO DI ERATOSTENE DIVENTARE UN SETACCIO LINGUISTICO? Tutto cominciato con questa domanda che stata il punto di partenza per iniziare il nostro lavoro. Inizialmente eravamo incerti su quale potesse essere la risposta. Alcuni di noi hanno provato a dare una risposta, ma queste non erano soddisfacenti perch molto generiche e soggettive. Tuttavia sono state importanti perch ci hanno permesso di iniziare il nostro lavoro. Qualcuno ha affermato subito che non riusciva a capire quale potesse essere lo scopo di questattivit., ma molti di noi hanno risposto che non cera una strada ben precisa da poter seguire: dovevamo perci continuare a fare ipotesi.

LE NOSTRE IPOTESI. 1. Possiamo costruire un setaccio di lettere; 2. Una lettera non si pu dividere, dobbiamo quindi setacciare le parole e non le lettere; 3. Dobbiamo mettere nel crivello diversi tipi di parole per vedere quelle che rimangono dopo averle setacciate;

4. Possiamo mettere nel crivello nomi, verbi e aggettivi in modo da colorare i gruppi di parole che abbiamo studiato e osservare che cosa rimane alla fine nel setaccio; 5. Possiamo setacciare le parole per dividerle in sillabe e per inventarne di nuove (es: ve-ne, ne-ve); 6. Possiamo setacciare un testo dividendolo in inizio, sviluppo e conclusione e, dopo averlo setacciato, cambiare lordine; Dopo aver formulato molte ipotesi ci siamo soffermati su una frase proposta da una nostra compagna: Il topo mangia il formaggio Abbiamo scelto una frase perch un testo ci sembrava troppo complesso da setacciare. Inoltre, cambiando lordine di inizio, sviluppo e conclusione, avremmo ottenuto un testo senza senso.

SOGG. Il topo

P.V. mangia

COMP il formaggio

Se metto nel setaccio questa frase cambia perch i sintagmi vengono mescolati:

SOGG. Il formaggio

P. V. mangia

COMPL. OGG. il topo

Mescolando i sintagmi anche il significato cambia.

Facendo il lavoro su questa frase abbiamo osservato che se setacciamo i sintagmi pu succedere che la frase si formi male, cio che sia costruita in modo sbagliato. Esempi: Mangia il topo il formaggio. Il topo il formaggio mangia. Il formaggio il topo mangia. Mangia il formaggio il topo. Per formulare una frase ben costruita lo schema questo:

SOGGETTO-PREDICATO VERBALE-COMPLEMENTO OGGETTO () Quindi per costruire una frase dobbiamo usare questordine. Guardando al lavoro svolto ci siamo accorti che stavamo lavorando su tre piani diversi, cio quello delle PAROLE, quello della FRASE e quello del SIGNIFICATO. Abbiamo osservato che il piano pi importante quello del significato perch, come ha affermato un nostro compagno, la lingua serve per comunicare, quindi la frase (realistica o fantastica) deve avere sempre un significato.

PARLANDO DELLE PAROLE CI SIAMO CHIESTI QUALI POTREBBERO ESSERE QUELLE SIMILI AI NUMERI PRIMI. Abbiamo immaginato di mettere tutte le parole nel crivello linguistico e di iniziare a setacciarle. Secondo noi le parole che rimanevano nel setaccio, cio le PAROLE PRIME, erano: ESCLAMAZIONI O INTERIEZIONI, CONGIUNZIONI, PREPOSIZIONI SEMPLICI, AVVERBI. Queste parole sono invariabili, cio non variano, quindi non hanno n genere n numero, non hanno coniugazione, modo, tempo, persona Perci, secondo noi, si possono chiamare PAROLE PRIME perch non hanno DIVISORI.

Al contrario di queste ci sono altri gruppi di parole che hanno dei DIVISORI: ARTICOLO: determinativo, indeterminativo, partitivo, maschile/femminile, singolare/plurale. PRONOME: personale, dimostrativo, possessivo, indefinito, esclamativo, interrogativo, relativo, maschile/femminile, singolare/plurale. AGGETTIVO: qualificativo (di grado positivo, comparativo e superlativo), numerale (cardinale, ordinale), dimostrativo, possessivo, indefinito, esclamativo, interrogativo, maschile/femminile, singolare/plurale. VERBO: coniugazione, modo, tempo persona, transitivo/intransitivo, passivo, attivo, riflessivo. NOME: comune/proprio di cosa, animale o persona, maschile/femminile, singolare/plurale, concreto/astratto, primitivo/derivato, alterato, collettivo, composto. OSSERVANDO LE FRASI CI SIAMO CHIESTI QUALI POTESSERO ESSERE QUELLE SIMILI AI NUMERI PRIMI. Abbiamo scelto una frase e, dopo averla scritta alla lavagna, labbiamo divisa in sintagmi. SOGG. P. V. COMPL. DI COMPAGNIA COMPL. LUOGO Luca e Sara COMPL. LUOGO verso la scuola camminano insieme ai loro amici sul marciapiede

Poich prima di tutto la frase deve avere un senso, ci siamo domandati quali sintagmi potevamo eliminare e quali sintagmi dovevamo lasciare. Abbiamo provato ad eliminare le espansioni indirette (compl. di luogo e di compagnia). Luca e Sara verso la scuola A questo punto ci siamo accorti che nella frase rimanevano solo il predicato verbale ed il soggetto e non potevamo eliminare altro, se lo avessimo fatto, la frase non avrebbe avuto senso: Luca e Sara: nessun significato. Camminano: pu avere un significato, ma bisogna specificare chi compie lazione. DUNQUE, SECONDO NOI, LA FRASE PRIMA E LA FRASE MINIMA (SOGGETTO+PREDICATO). Continuando il lavoro una nostra compagna ha osservato che esiste una frase ancora pi prima della frase minima. Questa formata da un solo sintagma, quello del predicato quando il verbo impersonale (es: piove). LA FRASE PRIMA E LA FRASE MINIMA PERCHE, COME I NUMERI PRIMI, NON HA DIVISORI. camminano insieme ai loro amici sul marciapiede

Abbiamo notato che alcune frasi che avevamo inventato non avevano senso e per questo non potevano essere usate per comunicare; infatti, poich la funzione pi importante della lingua comunicare, non solo le frasi, ma anche le parole, devono avere un SIGNIFICATO. Riguardo al piano del lessico ci siamo chiesti se ci potesse essere qualcosa di simile ai numeri primi. Successivamente abbiamo provato a darci una risposta: eccola! LUNICA COSA CHE CI RICORDA I NUMERI PRIMI E LA RADICE DI UNA PAROLA. Cos abbiamo continuato a lavorare su: Sintassi (FRASE) Morfologia (PAROLE) Lessico (SIGNIFICATO) Poi per lavorare meglio ci siamo divisi in tre gruppi: Il primo si occupato della SINTASSI, cio della divisione delle frasi in sintagmi; Il secondo si occupato della MORFOLOGIA, cio della classificazione delle parole; Il terzo gruppo ha lavorato sul LESSICO, cio sul significato delle parole; Infine abbiamo deciso che tutti i gruppi avrebbero lavorato sulle stesse frasi in modo da realizzare un lavoro omogeneo. ECCO LE FRASI CHE ABBIAMO SCELTO: 1. Nel bosco uno scoiattolo salta velocemente da un ramo allaltro fino alla sua tana. 2. A capo di ciascuna famiglia romana lindividuo pi anziano aveva sui familiari ed i loro beni ogni potere.

3. Giacomo mangia un delizioso gelato al gusto di crema, cioccolato e fragola in una coppetta nella gelateria di suo nonno. Ogni gruppo, partendo da queste frasi, ha progettato un gioco, o meglio un SETACCIO LINGUISTICO.

Il LAVORO DEI GRUPPI


Il gruppo della MORFOLOGIA Noi siamo il gruppo che si occupato della MORFOLOGIA, cio della classificazione delle parole. Inventare il gioco stato molto difficile perch tutti insieme in classe avevamo detto che le parole prime erano quelle invariabili e cio: avverbi, congiunzioni, preposizioni semplici ed esclamazioni o interiezioni. Quindi queste erano le parole che dovevano rimanere nel crivello linguistico, ma con queste non siamo riusciti a costruire nessun gioco; infatti proprio perch non possono cambiare non sapevamo come utilizzarle. Allora abbiamo dovuto ricominciare il nostro lavoro dallinizio, abbiamo deciso di utilizzare tutte le parole delle tre frasi e, setacciandole, le abbiamo divise in sillabe, dopo averlo fatto abbiamo formulato altre parole che non erano presenti nelle frasi (es: poi, siamese ecc.). Abbiamo continuato il nostro lavoro spremendoci le meningi e dopo poco ci venuta unidea: potevamo costruire il nostro crivello!

Abbiamo messo le parole divise in sillabe dentro una scatola, poi le abbiamo setacciate mescolandole, infine abbiamo provato a giocare. Abbiamo scelto due bambini del nostro gruppo che hanno pescato cinque sillabe per ciascuno dalla scatola ed hanno provato a formulare la parola pi lunga. Questo il nostro gioco!

REGOLAMENTO DEL GIOCO Morfolando sillabiamo! (due o pi giocatori) Occorrente: scatola di cartone; cartoncini con le parole divise in sillabe; Come si gioca: ogni giocatore deve pescare sette sillabe dalla scatola; ogni giocatore deve provare a comporre la parola pi lunga; vince il giocatore che utilizza il maggior numero di sillabe per comporre la sua parola. ATTENZIONE: se le parole composte contengono lo stesso numero di sillabe, si conta il numero delle lettere, se uguale anche il numero delle lettere osservate liniziale delle parole: conta lordine alfabetico.

Il gruppo della SINTASSI Il punto di partenza del nostro lavoro stata la divisione in sintagmi delle frasi che avevamo scelto in classe con i nostri compagni. Poi abbiamo cominciato a pensare al gioco: la nostra compagna Elena ha suggerito di realizzarne uno simile allo Scarabeo, ma Martino, un altro compagno, ha osservato che il gioco andava perfezionato perch i sintagmi che componevano le tre frasi che avevamo a disposizione erano pochi per costruire un gioco del genere. A questo punto ci siamo trovati un po in difficolt, allora Martino ha proposto di modificare lo svolgimento del gioco: i giocatori avrebbero dovuto costruire con i sintagmi a disposizione una frase realistica o fantastica, ma che avesse un senso, nel minor tempo possibile. Il nostro gioco si chiama Pesca e vedrai! . Allinterno del gruppo non sono mancate le difficolt sia nel decidere il gioco, sia nellorganizzare il lavoro, perch, essendo in otto persone, era molto difficile trovare soluzioni che andassero bene a tutti. Successivamente ci siamo divisi a coppie ed abbiamo lavorato meglio perch ognuno aveva un compito ben preciso e quindi ci siamo messi daccordo pi facilmente.

REGOLAMENTO DEL GIOCO Pesca e vedrai! (due giocatori) Occorrente: una scatola con un buco nella parte superiore; cartoncini contenenti i sintagmi delle tre frasi; Come si gioca: ogni giocatore a turno pesca un cartoncino con un sintagma dalla scatola; vince il giocatore che riesce per primo a formare una frase di senso compiuto (anche fantastica) con i sintagmi pescati; INFORMAZIONI: possono giocare due giocatori alla volta; quando i giocatori pescano i sintagmi devono chiudere gli occhi; se un giocatore pesca due sintagmi che svolgono la stessa funzione nella frase (es: due predicati) pu scartarne uno, rimettendolo nella scatola e pescare un altro sintagma;

Il gruppo del LESSICO Noi abbiamo iniziato a lavorare basandoci sulla radice delle parole, perch, come era stato detto in classe, era simile ai numeri primi. A questo punto abbiamo pensato a come costruire un gioco che fosse collegato alla radice delle parole. Allinizio avevamo pensato di costruire una specie di crivello acquatico dove immergere un cartoncino con la parola scelta. Il cartoncino doveva essere composto da due parti: una plastificata contenente la radice della parola, laltra di carta leggera contenente la desinenza, cos, una volta immerso il cartoncino nellacqua, sarebbe rimasta intatta la radice e si sarebbe scolorita la desinenza. Il gioco quindi consisteva nellarrivare alla divisione di una parola in radice e desinenza attraverso un procedimento divertente e fantasioso, per ci siamo resi conto che lidea che avevamo avuto era difficile da realizzare. Allora abbiamo cominciato a lavorare sulle tre frasi che abbiamo scelto insieme a tutta la classe e allinterno di esse abbiamo individuato delle parole e ci siamo chiesti se potevano avere derivati oppure no. Per controllare i derivati di queste parole abbiamo fatto una ricerca sul dizionario ed abbiamo scoperto che alcune di esse non ne avevano. Dopo aver cercato le parole sul dizionario ci venuto in mente di costruire un albero genealogico delle parole formato dalletimologia della parola, dalla sua radice e dai derivati divisi in radice e desinenza. Costruendo questo albero genealogico ci siamo accorti che alcune parole derivano dal greco, ma la maggior parte di esse dal latino; infatti litaliano una lingua neo-latina e proprio per questo molte parole derivano da questa antica lingua. Nel nostro gruppo tutti eravamo ansiosi di arrivare ad una conclusione definitiva. Pensa e ripensa abbiamo ideato un nuovo gioco: il puzzle, che consisteva nel formare delle parole unendo

radice e desinenza nel minor tempo possibile . Successivamente ad una nostra compagna venuto in mente di cercare, tra le parole che avevamo scelto, quelle che avevano pi di un significato. Questidea non ci sembrava sbagliata, per le parole da noi individuate avevano un solo significato. A questo punto eravamo un po scoraggiati perch non avevamo ancora trovato la conclusione di questo lavoro, per pensando, ripensando e ripensando ci venuta in mente unidea geniale: potevamo costruire un quiz che assomigliasse al gioco delloca con tante domande e tranelli linguistici. Questo gioco consiste nellarrivare per primi alla fine del percorso superando tutti gli ostacoli. Ecco il titolo del nostro nuovo gioco Tra domande e indovinelli spremetevi i cervelli!

REGOLAMENTO DEL GIOCO Tra domande e indovinelli spremetevi i cervelli! (due o pi giocatori) Occorrente: dadi; un simbolo diverso per ogni giocatore; COME SI GIOCA: si tirano i dadi ed il giocatore che realizza il punteggio pi alto inizia a giocare; i giocatori a turno tirano i dadi ed avanzano lungo il percorso se rispondono alle domande proposte;

vince il giocatore che arriva per primo alla fine del percorso;

DOPO AVER RIFLETTUTO SULLE SCOPERTE DEI BAMBINI DI CLASSE TERZA ED AVER PROVATO A REALIZZARE UN CRIVELLO LINGUISTICO, ABBIAMO DECISO DI UNIRE IL LAVORO DI MATEMATICA CON QUELLO DI ITALIANO.

Abbiamo deciso di utilizzare le frasi scelte per i giochi del crivello linguistico come testi secchi a cui aggiungere dati numerici, domande, parole-chiave e creare cos testi arricchiti. COME SCEGLIERE I DATI? Il primo problema che ci siamo posti stato come scegliere i dati e come poteva esserci utile il lavoro di italiano e di matematica svolto fino a questo punto. Cos del lavoro di italiano abbiamo deciso di usare le frasi scelte per i giochi linguistici cio: 1. Nel bosco uno scoiattolo salta velocemente da un ramo allaltro fino alla sua tana. 2. A capo di ciascuna famiglia romana lindividuo pi anziano aveva sui familiari e i loro beni ogni potere.

3. Giacomo mangia un delizioso gelato al gusto di crema, cioccolato e fragola in una coppetta nella gelateria di suo nonno. Invece, per quanto riguarda la matematica, abbiamo deciso di riflettere su come gli argomenti studiati potessero esserci utili. Dopo una lunga discussione siamo giunti alla conclusione che il criterio di divisibilit ci poteva essere utile perch: una regola che serve per riconoscere i numeri primi e pi precisamente per trovare i divisori di un numero; se usi la divisione sai gi quali possono essere i divisori del numero scelto; Dopo queste nostre affermazioni la maestra ci ha chiesto se per diminuireconoscevamo solo loperazione della sottrazione e della divisione. Cos una nostra compagna ha affermato che potevamo usare anche la frazione. Successivamente la maestra ci ha chiesto: - Come faccio a scegliere la frazione giusta per un determinato numero (es. 351)? Unaltra compagna ha risposto: - Devo fare in modo che il denominatore sia un divisore del numero che ho scelto. Infine qualcuno ha affermato: - Ma allora possiamo usare pure le percentuali! Cos ci siamo divisi a coppie ed abbiamo inventato le nostre storie problema.