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Facoltà di PSICOLOGIA Corso di laurea in SCIENZE PSICOLOGICHE Corso di Biologia applicata Lezione 9
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Facoltà di PSICOLOGIA Corso di laurea in SCIENZE PSICOLOGICHE

Corso di Biologia applicata

Lezione 9 - RNA e flusso dell’informazione all’interno della cellula.

Prof. Alfredo Grilli

rev. 1.0 del 09/2006

www.unidav.it

RNA e flusso dell’informazione all’interno della cellula.

Sul DNA sono registrate sottoforma di triplette di basi (codon) le strutture primarie (sequenza di amminoacidi) di tutte le proteine.

Di cui necessita una cellula. La messa in pratica dell’informazione

che abbiamo sul DNA (sequenza di codon), rappresenta quell’evento complesso definito Sintesi Proteica. La Sintesi Proteica si esplica attraverso meccanismi che hanno un alto livello di complessità. Questa complessità è determinata da almeno due situazioni. La prima è rappresentata dalla complessità di trasformare una sequenza di nucleotidi in sequenza amminoacidica mentre la seconda deriva dalla necessità che tutto questo processo venga regolato. Per ogni gene, la cellula dovrà decidere, quando attivarlo per sintetizzare la proteina corrispondente e quante molecole sintetizzare; questo indipendentemente dagli altri geni. La cellula sia procariote che eucariote, risolve questi aspetti impiegando un altro tipo di Acido Nucleico, l’RNA. L’RNA è l’intermediario fra i geni e le proteine.

Il meccanismo con cui l’RNA viene sintetizzato è simile alla

duplicazione del DNA. A partire da una doppia elica, in corrispondenza del gene che deve essere trascritto, le due catene si separano ma solo una funge da stampo per dar luogo alla sintesi

di mRNA. La sequenza di basi dell’mRNA sarà è complementare a

quella del filamento del DNA utilizzato come stampo. Ciascuna molecola di mRNA è la copia di un determinato gene, e quindi è capace di specificare una determinata proteina.

L’enzima che presiede la trascrizione e la RNA Polimerasi. Le cellule eucariote contengono tre tipi di RNA Polimerasi: La RNA Polimerasi I contenuta nel nucleolo che controlla la sintesi dell’rRNA, la RNA Polimerasi II sintetizza l’mRNA e la RNA Polimerasi III che sintetizza il tRNA. I procarioti contengono un solo tipo di RNA Polimerasi essa è costituita da una proteina a struttura quaternaria composta da cinque subunità. Due di esse sono catene α, una β ed una β ' rappresentano l’enzima al quale

si aggiunge una quinta,la subunità σ, che ha la capacità di

staccarsi dal resto dell'enzima. La subunità σ ha il compito di

indirizzare tutto l'enzima verso il punto di inizio della trascrizione, area chiamata promotore ricca di basi A=T. Il promotore di ogni gene contiene sequenze ricorrenti in tutti i promotori oltre ad avere la sequenza TATA box che appunto essendo costituita da T=A rappresenta un punto in cui la doppia elica offrirà minor ostacolo alla sua apertura a causa dei doppi ponti a idrogeno tra Timida e Adenina rispetto ai tre ponti a idrogeno tra Guanina e Citosina (GC).

Una volta che è stato riconosciuto il punto d’inizio, la subunità σ , che non ha attività catalitica, si stacca dal resto dell’enzima che procede ad aggiungere un nucleotide alla volta in direzione 5’3’ che sia complementare al nucleotide presente sulla emielica stampo. La trascrizione procede per tutto il tratto da trascrivere fino a quando non si inserisce un meccanismo di fine- trascrizione.

I meccanismi di fine trascrizione, almeno quelli ipotizzati sono molteplici. Tra questi c’è il meccanismo che prevede la presenza

di una sequenza palindromica sulla emielica che funge da stampo.

Una sequenza palindromica è una sequenza che letta in direzione

opposta,risulta complementare alla direzione 5’3’ . Il trascritto

di una sequenza palindromica genera un loop che se riconosciuto

da un fattore proteico ρ (ro), attiva il meccanismo di fine- trascrizione. La terminazione della trascrizione è un evento che coinvolge meccanismi ipotizzati ed è una caratteristica dei procarioti, negli eucarioti non si conoscono meccanismi associati alla fine trascrizione.

Maturazione RNA. Nei procarioti, l’mRNA che viene trascritto viene rapidamente tradotto così com’è, pertanto non si pone il problema di doverlo mantenere in vita , per un periodo adeguato. Negli eucarioti, l’mRNA deve essere disponibile per il tempo sufficiente affinché una volta nel citoplasma possa essere decodificato. Una volta effettuata la traduzione lo stesso mRNA deve essere rimosso al fine di soddisfare le esigenze di controllo e regolazione dell’espressione genica ( un gene che non è attivo, non può avere la presenza continua nel citoplasma, del suo mRNA altrimenti il meccanismo di traduzione continuerebbe a sintetizzare la proteina relativa al gene stesso). Oltre che a garantire un periodo delimitato di sopravvivenza, il mecanismo di maturazione dell’RNA provvede ad effettuare alcune modifiche all’RNA per consegnarlo nel suo assetto definitivo all’apparato di traduzione.

La maturazione dell’mRNA prevede cinque tappe:

Capping, Metilazione, Aggiunta di una coda PoliA ed infine lo Splicing.

L’mRNA ha due terminali il 5’ ed il 3’. Bloccare questi due terminali in maniera da difendere l’mRNA dall’attacco degli enzimi litici (RNAase) risolverebbe la questione del mantenimento in vita, ma creerebbe un altro problema, quello di doverlo distruggere quando il gene viene disattivato.

Gli enzimi che idrolizzano l’mRNA, sono sempre presenti , questo durante il suo percorso verso il citoplasma, subisce l’aggiunta, nel terminale 5’, di una Guanosina trifosfato rovesciata. La guanosina viene aggiunta conservando tutti e tre i gruppi fosfato e si legherà alla prima base secondo un legame 5’- 5’. Questa aggiunta, in maniera irreversibile non consentirà l’azione delle RNAase, anche la successiva fase, la metilazione, è vista come una modifica finalizzata a proteggere l’mRNA dalla parte del 5’. La metilazione che è, appunto l’aggiunta di un gruppo metile (– CH 3 ), coinvolge i primi tre nucleotidi, guanosina compresa.

La fase successiva è finalizzata a proteggere, ma in maniera temporanea il terminale 3’, da questa parte, infatti verrà

aggiunta una lunga coda (200 nucleotidi) di Adenina. Durante la vita dell’mRNA questa coda comincia a consumarsi (immaginiamo una miccia che si consuma). Quando questa coda PoliA si esaurisce, il terminale 3’ è esposto all’attacco degli enzimi litici, l’mRNA viene degradato.

L’ultima fase ha come finalità quella di preparare l’mRNA alla traduzione. IL gene degli eucarioti è un gene discontinuo nel senso che è costituito da sequenze codificanti (esoni) interposte da sequenze non codificanti (introni). La trascrizione non è in grado di selezionare solo le sequenze codificanti, pertanto il meccanismo di splicing sull’RNA in toto, provvede a rimuovere gli introni in modo da avere un mRNA costituito da un continuo di sequenze codificanti (esoni). Apparentemente il meccanismo di splicing è un meccanismo di tagli e cuci, in realtà la macchina definita splicesoma è un complesso meccanismo di precisione che assicura una sequenza unica codificante per l’intera proteina.

Anche gli rRNA ed i tRNA una volta sintetizzati, nel nucleo, subiscono delle modifiche che però sono modifiche strutturali atte ad avere l’assetto definitivo degli uni e degli altri. Tutti gli rRNA presenti nei ribosomi derivano da un unico precursore, il meccanismo di maturazione provvede al taglio per ottenere i singoli rRNA caratteristici degli Eucarioti. La stessa cosa avviene per i tRNA. Tutti gli tRNA derivano da precursori più grandi.

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