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Comune di SantAngelo allEsca

Provincia di Avellino

COPIA DELLA DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 2 del 08-02-2013


OGGETTO: TRIVELLAZIONI PER LA RICERCA DI PETROLIO IN IRPINIA - DETERMINAZIONI.=

L'anno DUEMILATREDICI il giorno OTTO del mese di FEBBRAIO alle ore 19:20, e nella solita sala delle adunanze consiliari del Comune suddetto. Alla prima convocazione Ordinaria di oggi, partecipata ai Signori Consiglieri a norma di legge, risultano allappello nominale PENTA IANNUZZO LO PRIORE PASQUALE MANGANESE PENTA RUSSO CARPINELLA SIMONIELLO PENTA PASQUALE VENEZIA PASQUALE NICOLA ATTILIO ROSA GERARDO MARIA VINCENZO MARIO SILVIO ANTONIO ANGELANTONIO-SILVESTRO GIUSEPPE LIVIO RAFFAELE Presente Presente Presente Presente Presente Assente Presente Presente Presente Presente Assente Presente Presente

PRESENTI 11

ASSENTI

Risultato legale il numero degli intervenuti, assume la presidenza il Dott. PENTA NICOLA Sindaco, assiste il Segretario Comunale Dott. BUONO MASSIMO vengono, dal Signor Presidente, nominati scrutatori i Signori: =====

La seduta pubblica.=

IL CONSIGLIO COMUNALE
Premesso: che il Ministero dello Sviluppo Economico (Ministro Scajoia) nel 2010 ha conferito ad alcune compagnie petrolifere un permesso di ricerca e di estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi in Irpinia, in un'area di 698.5 Kmq che interessa i seguenti comuni: Andretta, Ariano Irpino, Bagnoli Irpino, Bonito, Caposele, Carife, Cassano Irpino, Castelbaronia, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Chiusane San Domenico, Conza della Campania, Flumeri, Fontanarosa, Frigento, Gesualdo, Grottaminarda, Guardia dei Lombardi, Lapio, Lioni, Luogosano, Melito Irpino, Mirabella Eclano, Montella, Montemarano, Morra de Sanctis, Nusco, Rocca San Felice, S. Angelo all'Esca, s. Angelo dei Lombardi, San Mango sul Calore, San Nicola Baronia, San Sossio Baronia, Sturno, Taurasi, Teora, Torella dei Lombardi, Trevico, Vallata, Vallesaccarda, Villamaina, Villanova del Battista e Apice nel Sannio. A questi comuni si sono aggiunti ultimamente anche i comuni di Montecalvo Irpino e Casalbore ricadenti in un altro permesso concesso nel beneventano. Che il permesso prevede l'acquisto e la rielaborazione di linee sismiche esistenti e l'esecuzione di circa 80 Km di nuove linee sismiche e, quindi, la perforazione di un pozzo esplorativo per la ricerca del petrolio e per la valutazione dell'impatto ambientale: la prima richiesta ricaduta nel Comune di Gesualdo. Che il progetto ministeriale non ha trovato alcuna opposizione, probabilmente per disinformazione, da parte delle amministrazioni locali, ad eccezione di Luogosano e successivamente di Bagnoli Irpino, Gesualdo, Villamaina, Conza della Campania, Montemarano e Frigento, che hanno deliberato in merito. Che ultimamente il governo Monti ha varato il Piano Energetico Nazionale con una deregolamentazione sulle concessioni e sui permessi , accelerando i tempi delle trivellazioni per ridurre l'acquisto e l'importo del petrolio e del gas dall'estero, in realt per delegittimare l'eventuale ostacolo costituito dagli Enti Locali. Il tutto non tenendo conto dei problemi di inquinamento dell'ambiente, delle falde acquifere che costituiscono la vera ricchezza del territorio e, soprattutto, del rischio sismogenetico in una terra gi tristemente famosa per i devastanti terremoti; nonch dei risvolti negativi sull'economia locale per il possibile danno all'agricoltura e all'industria agroalimentare, al momento unica e reale fonte economica della provincia. A rischio sarebbero i prodotti tipici locali e le numerose eccellenze enogastronomiche irpine: vino, olio, castagne, nocciole, cereali e ortaggi, miele, prodotti caseari, pasta industriale e artigianale, ecc. A questi rischi si aggiungono, non ultimi, quelli per la salute per le persone e per gli animali per l'azione cancerogena e tossica dei derivati del petrolio e dei solventi usati per l'estrazione (benzene, bario, cromo, ecc.). questi rischi sono sottovalutati da parte delle istituzioni e, probabilmente, volontariamente taciuti all'opinione pubblica alla quale vengono invece esaltati i possibili vantaggi occupazionali, che sono in realt molto relativi ed esigui considerando che le compagnie petrolifere utilizzeranno il loro personale specializzato, sia tecnico che operaio, e soprattutto per la grossa perdita di lavoro che comporter la forzata chiusura di numerose attivit agricole e dell'industria ad esse annesse gi esistenti, secondo l'ormai lunga esperienza della vicina Basilicata. Che il Comitato No Petrolio in Alta Irpinia, costituitosi legalmente il 31/05/2012, dopo incontri e convegni informativi con autorevoli esperti della materia e del territorio, ha chiesto a pi riprese l'intervento delle istituzioni, in particolare delle Amministrazioni Comunali, della Provincia di Avellino con il coinvolgimento dell'assessorato all'ambiente, delle associazioni agricole ottenendo il sostegno della Coldiretti Provinciale e Regionale (convegno del 6/12/2012) e infine dell'industria agroalimentare. Rilevato: che in futuro le perforazioni e conseguenti attivit nel sottosuolo relative alla produzione di eventuali idrocarburi e al loro probabile primo trattamento in loco comporterebbero pesanti ricadute sul

territorio in termini di inquinamento ambientale e salute pubblica, cosi come sta avvenendo nel Centro Oli dell'Alta Val d'Agri in Basilicata; che questa Amministrazione, in sintonia con le preoccupazioni sollevate dai comitati cittadini, dovr assumere tutte le iniziative necessarie al fine di ottenere dalla Regione Campania una attenta rivalutazione circa la decisione VIA (valutazione impatto ambientale) da rilasciare a favore delle ditte Italmin Exploration s.r.l. e COCEID, gi concessionarie del cosiddetto "progetto Nusco". Che il nostro territorio fortemente caratterizzato da: numerose aree naturalistiche quali SIC, ZPS e parchi naturali; aree fortemente antropizzate; diffuse colture arboree dai riconoscimenti certificati: vigneti DOC e DOCG, castagneti e noccioleti IGP, oliveti DOP, ecc., ecc.; presenza diffusa di aziende agro-alimentari che contribuiscono alla diffusione del mede in Italy nel mondo e che costituiscono la struttura portante dell'economia locale; alto rischio sismico; presenza di bacino imbrifero tra i pi importanti dell'Italia meridionale che distribuisce acqua potabile a buona parte delle regioni Campania e Puglia; che le predette specificit potrebbero fortemente confliggere con le problematiche connesse alla ricerca ed estrazione del petrolio; Preso atto della documentazione fornita dalla Comunit Tecnico-Scientifica sugli effetti dannosi a carico dell'ambiente e della salute, nonch dei gravi rischi sismici che le trivellazioni per le ricerche petrolifere in Alta Irpinia potrebbero produrre. Vista la relazione del prof. Franco Ortolani ordinario di geologia allUniversit degli studi di Napoli Federico II, che si allega alla presente deliberazione. con votazione unanime e palese espressa nei modi di legge; Il Presidente proclama il risultato per cui il Consiglio Comunale D E L I B E R A di intraprendere tutte le iniziative necessarie al fine di manifestare lopposizione del Comune di SantAngelo allEsca alle trivellazioni per la ricerca del petrolio in Irpinia: di aderire al Comitato No Petrolio in Alta Irpinia; di allegare alla presente deliberazione la relazione del prof. Franco Ortolani ordinario di geologia allUniversit degli studi di Napoli Federico II. Con successiva votazione, dalleguale esito, viene dichiarata limmediata eseguibilit della presente deliberazione.

Letto, approvato e sottoscritto F.to IL PRESIDENTE Dott. NICOLA PENTA F.to IL SEGRETARIO COMUNALE Dott. MASSIMO BUONO

PARERI FAVOREVOLI, AI SENSI DELLART.49 DEL T.U.E.L. N.267 DEL 18 AGOSTO 2000. Regolarita' Tecnica F.TO IL RESP/LE DELLAREA TECNICA P.A. NICOLINO PASQUALE Regolarita' Tecnica F.TO IL RESP/LE DELLAREA AMMINISTRATIVA Dott. NICOLA PENTA Regolarita' Contabile F.TO IL RESP/LE DELLAREA CONTABILE Dott. NICOLA PENTA

CERTIFICATO DI PUBBLICAZIONE Il sottoscritto Segretario Comunale certifica, giusta relazione del messo comunale, che copia della presente deliberazione stata affissa in data 12 febbraio 2013 allAlbo Pretorio Comunale, ove rimarr per quindici giorni consecutivi fino al 27 febbraio 2013. L 12 febbraio 2013 F.to IL SEGRETARIO COMUNALE Dott. MASSIMO BUONO

Per copia conforme alloriginale. L 12 febbraio 2013 F.to IL SEGRETARIO COMUNALE Dott. MASSIMO BUONO

Comune di SantAngelo allEsca Provincia di Avellino

Il sottoscritto Segretario Comunale, certifica che la presente deliberazione divenuta esecutiva il giorno 12 febbraio 2013, perch dichiarata immediatamente eseguibile, ai sensi dellart. 134, comma 4, D. Leg.vo 18.08.2000, N.267;

Dalla Residenza Municipale L 12 febbraio 2013

F.to IL SEGRETARIO COMUNALE Dott. MASSIMO BUONO

Incompatibilit geoambientale tra le caratteristiche sismotettoniche ed idrogeologiche e le attivit petrolifere previste nell'area del Permesso Musco
Il Permesso Musco per la ricerca di idrocarburi
Nella figura 1 individuata l'area compresa nel permesso Musco, in Provincia d Avellino. Le figure 2 e 3 evidenziano la pericolosit sismica dell'area come si evince dagli elaborati dell'INGV. Nella figura 3 si pu notare che l'area del permesso Nusco in gran parte compreso nella zona di pi elevata pericolosit sismica d'Italia.
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Figura 3

Tettonica attiva Permesso Musco

sismicit

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Nella figura 4 schematicamente evidenziata la posizione del Permesso Musco in relazione alla posizione delle faglie sismogenetiche che hanno generato i pi violenti sismi degli ultimi 400 anni. Le figure 5 e 6 illustrano le caratteristiche geologiche e strutturali e le aree epicentrali dei sismi pi violenti degli ultimi 400 anni. Come si vede la maggior parte dell'area compresa nel Permesso Musco stata area epicentrale dei vari sismi degli ultimi 400 anni. La figura 7 illustra l'area epicentrale del sisma del 1980 ed evidenza la tettonica attiva ed i principali effetti del terremoto. Nella figura 8 rappresentata l'area epicentrale del sisma del 1980 ed evidenzata la tettonica attiva rappresentata dalle faglie sismogenetiche che hanno originato l'evento principale del 23 novembre 1980 e dalle numerose faglie che si sono riattivate in una fascia di sottosuolo larga circa 15 chilometri. Il sottosuolo dell'area del Permesso Musco sicuramente interessato da varie faglie attive sismogenetiche che hanno originato vari sismi distruttivi negli ultimi 400 anni. Di tali faglie non si conosce, attualmente, la ubicazione esatta n si conosce la loro geometria. L'INGV stato in grado di individuare delle fasce di territorio ampie da 10 a 20 chilometri nel cui sottosuolo si trovano faglie attive sismo genetiche. In pratica non si pu prevedere se le perforazioni profonde e le conseguenti attivit possono intercettare tali faglie. Si tenga presente che le faglie sismogenetiche dell'area (in base alle evidenze simologiche) interessano la parte sommitale del basamento e tutto il pacco di rocce costituenti la catena appenninica fino alla superficie del suolo. E' evidente che tutto il pacco di rocce interessato dalle faglie attive si "oppone" allo scorrimento per cui eventuali modificazioni, comunque indotte dalle attivit petrolifere, nei primi chilometri di sottosuolo possono contribuire a variare gli "equiibri delicati" esistenti in un sottosuolo certamente interessato da "accumulo di energia tettonica".

Si tenga presente che nei pressi della ubicazione proposta per la prima perforazione nel Permesso Musco, nel sottosuolo vi sono le faglie attive che hanno generato i violenti sismi del 1702 e 1732 (X grado MCS). Lungo tali discontinuit sismogenetiche si sta accumulando "energia tettonica" da circa 300 anni. Di solito una singola perforazione non determina significative variazioni degli equilibri del sottosuolo; i problemi possono sorgere quando le attivit nel sottosuolo si moltiplicano e non sono solo costituite dalla semplice perforazione ma dalle diversificate attivit, in gran parte sotto segreto industriale, che caratterizzano le fasi della produzione. Come si osserva nella figura 9 l'area del Permesso Musco presenta manifestazioni geotermali che alimentano attivit Termali (Terme d San Teodoro). Le manifestazioni principali sono denominate Mefite e Mefitelle. I Monti Picentini costituiscono acquiferi di importanza strategica nazionale alimentando sorgenti con acqua potabile di portata media intorno ad 8000 l/sec. Ai margini del permesso nella valle dell'Ofanto si trova l'invaso di Gonza della Campania con capacit di circa 100 milioni di me. Mumerosi acquiferi di importanza strategica locale caratterizzano tutta l'area. Il terremoto del 1732, come riportato da Guidoboni, caus vistosi effetti locali nella zona delle sorgenti termali di San Teodoro (figura 9). Le risorse geotermiche del sottosuolo del versante sud orientale della dorsale di Monte Forcuso costituiscono un'altra particolarit dell'area inclusa nel permesso Musco.

Figura 4

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Figure 2: Isoseismal map and surface faultng for the earthquake. After Postpischl, 1985a, modified.

1980

Irpinia

Figura 7 Area epicentrale del sisma del 1980 ed evidenza della tettonica attiva e dei principali effetti del terremoto.

Area epicentrale d e i sisma del 1980

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Terremoto del 1732 Vlil-IX grado MCS a Gesualdo Pmm dei ScrrcsnuN, .^riicnSe McHie. prcsst, RtK'C Sa. era cuinpiciarncnsc avculia. dopok Nvms^ ma prima, che c ..juc l<)m:ssse hcI lor ;,ivc<. tiaiunic. da! ftmd. ilei tbactsti iiseirraio f<w tondo ilei x m n n uscirono fbiti shaii di Vr'"'"" " c- C sr.mi pieirc dei |Vs(. d, Ircna lii^bto kgmX'm nanc. t'ffe(t) >uirajMhientt:'

Figura 9

Tettonica attiva, sismicit e deformazioni cosismiche nel sottosuolo e sulla superficie del Permesso Nusco
Il sisma del 1980 ha messo in evidenza che il sottosuolo dell'area epicentrale stato interessato da deformazioni istantanee persistenti che hanno sgnificativamente contribuito alia determinazione degli effetti macrosismici di superficie. I rilievi geoambientali eseguiti in tutta l'area epicentrale hanno consentito di individuare e fotografare i pi importanti effetti di superficie. Effett simili sono stati poi rilevati nelle aree epicentrali dei sismi avvenuti dopo il 1980 nelle Marche-Umbria, a l'Aquila, in Emilia-Romagna. La bibliografia scientifica internazionale fornisce altre evidenze delle deformazioni che interessano tutto il volume di rocce crostali compreso tra le faglie sismogenetiche o ai loro lati. Si deduce che il sottosuolo delle aree che sono state epicentrali e che lo possono ancora essere per la presenza di faglie attive sismo genetiche subisce istantanee e significative deformazioni che si aggravano nelle zone di contatto laterale e verticale tra prismi di roccia con differenti caratteristiche geomeccaniche. Le evidenze acquisite impongono di tenere conto di tali effetti qualora si progettino interventi nel sottosuolo come pozzi verticali lunghi alcune migliaia di metri. Certamente non possono essere ignorati tali effetti come stato fatto negli studi di impatto ambientale per la realizzazione del primo pozzo profondo nel permesso Nusco.

Figura 10 Ricostruzione del volume di roccia crostale interessata dalle deformazioni cosismiche istantanee durante la riattivazione delle faglie sismogenetiche che hanno originato il sisma del 1980: spostamenti verticali tra blocchi, rotazione di blocchi attorno ad un asse suborizzontale, fagliazioni e fratturazioni in superficie.
Rotazione lungo un asse suborlzzontale della "Diga In terra" d! Gonza della Campania sul Fiume Ofanto in costruzione nel 1980 (attualmente in esercizio, voi. max invasabile 100 milioni di me}, solidalmente con il substrato dell'intera valle. Prima dei terremoto del 23 Xt 1930

Figura 11 Esempio di rotazione di blocchi attorno ad un asse suborizzontale: la rotazione del substrato della Valle dell'Ofanto evidenziata dalle misure lungo il corpo diga allora in costruzione. La sponda destra si abbass di varie decine di cm.

Terremoto 1980 Deformazioni cosismiche della superfcie del suolo nel Pantano di San Gregorio Magno (Salerno)

Figura 12 Esemplo di fagllazione fino in superficie nel Pantano di San Gregorio Magno dove si verific uno spostamento verticale di circa 80-100 cm che interess I sedimenti sciolti e substrato lapideo.

Terremoto 1980 Deformazioni cosismiche della superficie del suolo nel comune di Sant'Angelo dei Lombardi (SAveilino)

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Figura 13 Fagllazione fino in superficie delle rocce conglomeraticlie su cui costruito 8. Angelo dei Lombardi.

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Volturara irpina: effetti della liquefazione delle sabbie

Fratturazione dei terreni e conseguente rottura delle tubazioni dell'acquedotto

Figura 14 Faqliazione fino in superficie dei sedimenti sciolti (con fenomeni di liquefazione) nella Piana del Dragone nel Comune di Volturara Irpina. Le fratture hanno tranciato il tubo dell'acquedotto.

Valle del T. Predane: riattivazione di dissesti ed effetti sul viadotti Figura15 . Dissesti gravitativi che hanno interessato i versanti della valle del Predane a partire dallo spartiacque

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Spostamenti verticali e rottura di manufatti al contatto laterale tra rocce lapidee e sedimenti sciolti

Figura 16 Spostamenti verticali tra blocchi contigui in tutta l'area epicentrale

rottura del tubo dell'acquedotto

Flumeri: spostamenti verticali e rottura di manufatti Figura 17 Fagliazione delle rocce lungo i crinali della dorsale di Monte Forcuso e dei IVIonti della Baronia.

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Conclusioni
Le caratteristiche idrogeologiche, geotermali e la presenza di varie faglie attive e sismogenetiche in grado di originare sismi di magnitudo 6,8-6,9 come quello del 1980 e gli effetti cosismici che ne possono conseguire in gran parte della superficie del suolo e nel sottosuolo del territorio compreso nel Permesso Musco rendono di fatto incompatibili le previste attivit petrolifere. Le problematiche derivanti dalla tettonica attiva ed in particolare le deformazioni istantanee che caratterizzano le aree epicentrali in occasione di violenti sismi come quelli verificatisi negli ultimi secoli, pur essendo testimoniate e studiate, non sono state prese in considerazione nello studio di impatto ambientale relativo alle attivit petrolifere richieste. Nell'attuale quadro conoscitivo ufficiale relativo alle faglie attive sismogenetiche, che non ha finora consentito di ubicare esattamente le faglie sismogenetiche e di conoscere la loro geometria sia lungo l'immersione che lungo la direzione, risulta impossibile prevedere esattamente se e dove le attivit petrolifere previste nel sottosuolo interferiranno con la stabilit precaria del sottosuolo. Le evidenze acquisite con le ricerche effettuate nelle aree epicentrali evidenziano che nel sottosuolo delle aree epicentrali si possono verificare istantanei spostamenti verticali ed orizzontali tra blocchi rocciosi contigui con differenti caratteristiche geomeccaniche; movimenti tali da determinare la rottura delle tubazioni metalliche. Il sottosuolo delle aree epicentrali, pertanto, non offre garanzie di sicurezza per le tubazioni metalliche in occasione di violenti sismi. Tali evidenti problematiche impongono la sospensione delle attivit petrolifere nelle aree che sono gi state aree epicentrali di violenti sismi in passato in quanto nel sottosuolo vi sono faglie attive sismogenetiche di cui non si conosce l'esatta ubicazione n la geometria. Si conosce solo che vi sono e che la loro riattivazione pu indurre deformazioni istantanee tali da causare rotture delle tubazioni orizzontali e verticali. Qualora nelle tubazioni si trovino idrocarburi si potrebbe avere la loro dispersione in superficie e nel sottosuolo con conseguente inquinamento delle acque superficiali e sotterranee e del suolo. L'area in esame, e quelle contigue, riveste una importanza strategica idrogeologica nazionale in quanto vi sono sorgenti perenni di acqua potabile con portata complessiva di circa 8000 l/sec e un bacino artificiale sul fiume Ofanto con circa 100 milioni di me di acqua invasata. Le caratteristiche geoambientali complessive dell'area inserita nel permesso Musco e di quelle contigue rendono di fatto incompatibili le previste attivit petrolifere.

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Gli studi di impatto ambientale riferiscono solo che per le problematiche sismiche saranno osservate le leggi vigenti che in effetti forniscono elementi per la progettazione delle opere di superficie quali strade, manufatti vari. Gli studi, pertanto, sono gravemente carenti in quanto considerano le aree epicentrali alla stessa stregua delle aree contigue a queste dove per non vi sono faglie attive sismogenetiche. Si ritiene di importanza strategica sospendere le attivit petrolifere nel Permesso Musco compresa la perforazione del primo pozzo profondo in attesa che si approfondiscano le conoscenze relative alla ubicazione e geometrica delle faglie attive sismogenetiche. E' pure evidente che occorre adeguare l'attuale apparato legislativo che sovrintende alle ricerche e attivit petrolifere nel sottosuolo interessato da faglie attive sismo genetiche al fine di garantire la sicurezza ambientale, la tutela di tutte le georisorse e della scurezza dei cittadini. Prof. Franco Ortolani Ordinario di Geologia Universit di Napoli Federico II Gennaio 2013